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THE NEAR EAST: L’INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLA LOGISTICA DELL’AREA DI BRINDISI

“The near East” è un progetto del PIT 7, presentato giovedì 24 gennaio, che si propone di valorizzare il sistema logistico del territorio della Provincia di Brindisi e di moltiplicare le opportunità commerciali con quattro Paesi: Bulgaria, Cina, Egitto e Turchia. Le aree di competenza del PIT 7 riguardano molte attività: dagli incentivi per l’innovazione tecnologica al sostegno alla formazione, dal potenziamento delle infrastrutture allo sviluppo della logistica e del trasporto intermodale. PIT 7 si propone infatti di accrescere la qualità degli insediamenti industriali anche attraverso l’integrazione centri-periferie e la valorizzazione delle risorse umane mediante la formazione professionale. L’obiettivo del progetto presentato è proprio di accrescere la competitività del territorio sul mercato nazionale ed internazionale, anche attraverso lo sviluppo dei rapporti tra istituzioni ed operatori locali e il miglioramenti dei servizi di assistenza all’internazionalizzazione delle imprese. “The near East” intende infatti gettare le basi di un sistema solido e competitivo, valorizzando le infrastrutture presenti sul territorio, sviluppando il trasporto intermodale e tessendo una solida rete di PMI, al fine di accrescere la competitività dell’apparato produttivo. Creare dunque le condizioni necessarie ad incrementare le esportazioni, attrarre gli investimenti esteri, generare nuova occupazione e migliorare la qualità della vita sul territorio. Il progetto è articolato in diverse fasi: la prima consiste in un’approfondita analisi del contesto socio-economico e della domanda/offerta nel settore della logistica, sia della Provincia di Brindisi che dei quattro Paesi di riferimento. Costruendo una mappa di tutte le opportunità presenti anche negli altri settori coinvolti, si metteranno in evidenza le possibili collaborazioni commerciali. A seguire, partirà la fase operativa che prevede la realizzazione di vere e proprie missioni economiche in ciascuno dei quattro Paesi. Infine si passerà nella fase del follow up, con azioni di divulgazione e con confronti tra delegazioni per consolidare partnership. “The near East” ha visto la partecipazione di Verio Massari, esperto di innovazione tecnologica e logistica intermodale di BIC Puglia Sprind, che ha presentato il suo studio “Strategie per l’internazionalizzazione logistica della Piattaforma Adriatica ed Euromediterranea: il nodo di Brindisi”. Dallo scenario generale del settore logistico in Italia emergono debolezze, come l’internazionalizzazione “passiva” in Italia, la frammentazione degli operatori dovuta alla mancanza di un Patto ed anche la dispersione infrastrutturali, ma in particolare per la Piattaforma Adriatica, vi sono anche opportunità importanti come il potenziale dei luoghi e la promessa delle reti di servizi infrastrutturali verso le quattro direttrici (Suez-Asia, Corridoio Meridiano, Balcani, Via Egnatia) ed anche la nuova scommessa dell’integrazione a rete dei porti e dei terminali retroportuali pugliesi.

Francesca Cuomo

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PARTE IL PROGETTO DI COOPERAZIONE ITALO-BALCANICA “PEARL.EU”

Dal 21 gennaio al 20 febbraio, la Provincia di Brindisi ospiterà presso gli uffici del Servizio Politiche Comunitarie, la dott.ssa Maja Harmandic, funzionario del Comune di Mostar, nell’ambito delle attività riguardanti il progetto PEARL.EU (Platform Enhancing Adriatic REegion Links in Europe). Il progetto è stato approvato e finanziato all’interno del Nuovo Programma di Prossimità Transadriatica INTERREG/CARDS-PHARE e vede la partecipazione di RAI (Regioni Adriatiche Italiane) e PAO (Paesi dell’Adriatico Orientale): mira a realizzare azioni concrete e di cooperazione territoriale europea, attraverso un’intensa collaborazione istituzionale e lo scambio di “buone pratiche” tra le due sponde dell’Adriatico. Per questo alla dott.ssa Harmandic è stato offerto un periodo di formazione che il Comune di Mostar ha ritenuto “un’occasione importante di crescita per un Paese come la Bosnia che si avvicina all’Unione Europea ed anche un buon punto di partenza per approfondire in futuro la cooperazione tra i due Paesi”. Partecipando quotidianamente all’attività dell’ufficio che gestisce 26 progetti comunitari, la dott.ssa Harmandic potrà seguire da vicino il percorso di attuazione di un progetto finanziato con fondi europei, acquisendo strumenti e competenze specifiche che potranno rivelarsi utili per l’adesione di Mostar a futuri finanziamenti comunitari. I Comuni impegnati sono: Lecce, Bari, Gorizia, Ravenna, Tavagnacco, Udine, Venezia, Trieste, Monfalcone per l’Italia; Prijedor, Mostar, Zavidovici per la Bosnia; Baranja, Sisak, Verteneglio, Osijek per la Croazia.

Salvatore Carruezzo

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STRATEGIA EUROPEA PER L’AMBIENTE MARINO

Rosy BarrettaL’ambiente marino costituisce un patrimonio prezioso che deve essere protetto, ripristinato e gestito con l’opportuna cautela, al fine ultimo di preservare la diversità biologica e la vitalità di mari ed oceani che siano sicuri, puliti, sani e produttivi. Con il voto del PE intervenuto il 12 dicembre scorso sulla Direttiva che istituisce un quadro per l’azione comunitaria nel campo della politica per l’ambiente marino (cosiddetta direttiva sulla strategia per l’ambiente marino), si è concretizzata l’attuazione del concetto di “buono stato ecologico dell’ambiente marino”, da attuare entro il 2020. Va precisato che la strategia sull’ambiente marino e la politica UE in materia di gestione integrata delle zone costiere vanno inoltre considerate come il pilastro ambientale della futura politica marittima integrata. Tale politica, varata nel giugno del 2006 con l’adozione del Libro verde della Commissione intitolato: “Verso la futura politica marittima dell’Unione: oceani e mari nella visione europea” e successivamente precisata nel Libro blu della Commissione, di cui Rosy Barretta è una delle Ambasciatrici italiane designate dal Commissario Joe Borg, responsabile per la Pesca e Affari marittimi. Per Rosy Barretta, è chiaro che la direttiva è una pietra miliare della costruzione della politica ambientale per le acque marine. L’istituzione di regioni e sub regioni marine europee sulla base di criteri ambientali e geografici è testimone di questa “rivoluzione politica” in linea con indirizzi stabiliti durante la Conferenza sul cambiamento climatico di Bali . Concretamente, ad ogni Stato membro, in stretta cooperazione/partenariato con gli altri Stati membri interessati e i paesi terzi all’interno di una regione marina, verrà richiesto di sviluppare strategie marine per le proprie acque. Le strategie marine dovranno contenere una valutazione dettagliata dello stato dell’ambiente, una definizione di “buono stato ecologico” a livello regionale e la definizione di chiari obiettivi ambientali nonché programmi di monitoraggio. Ogni Stato membro elaborerà un programma di misure efficaci in termini di costi. Prima di qualsiasi nuova misura saranno necessarie valutazioni di impatto che includano dettagliate analisi costi-benefici delle misure proposte. Laddove fosse impossibile per uno Stato membro conseguire il livello di ambizione degli obiettivi ambientali fissati, saranno individuate zone e situazioni speciali al fine di elaborare misure specifiche adeguate ai loro particolari contesti. “Noto con grande soddisfazione l’articolo sul Corriere del Mezzogiorno di oggi 18 gennaio 2008 “Puglia e Albania 31 oasi in rete”. E’ un’idea bellissima e mi fa piacere comunque che sia stata presa da una mia iniziativa, anche se più restrittiva. L’idea infatti era stata già lanciata nella conferenza del 10 agosto 2007 a Torre Guaceto, esaminata e proposta al Commissario Joe Borg “Presidente della Commissione europea pesca e affari marittimi” che apprezzava e condivideva il progetto. Poiché le aree protette ci sono ma manca una ”unità mediterranea e europea”ma ancora di piu’ una gestione integrata”. Molti Paesi del Mediterraneo hanno costituito delle aree protette marine e costiere. Aree che potranno accrescere l’efficacia gestionale delle rispettive risorse naturali se inserite in una piu’ ampia Area marina protetta(PSSA) come previsto dalla convenzione Marpol o almeno, se collegate in rete, in modo da permettere una gestione integrata di aree rappresentative della grande diversità degli ecosistemi del Mediterraneo. Se si proteggono le aree vulnerabili e le specie minacciate, queste permetteranno di accrescere la produttività dei luoghi di pesca, di sperimentare idonee pianificazioni e differenti usi del mare, di regolamentare un turismo compatibile, di dare vita a dei marchi di qualità e di creare nuove opportunità di lavoro. “L’impegno -ha precisato Rosy Barretta- è di portare Brindisi al centro dell’Europa e del Mediterraneo, attraverso l’attuazione della futura politica marittima europea sulla strategia dell’ambiente marino. Intendo dire che bisognerà creare una rete europea di zone marine protette così come evidenziato nella Risoluzione adottata dal parlamento europeo il 12/7/2007. Purtroppo, l’Italia su questo fronte è in ritardo, soprattutto nella “gestione integrata di zone costiere” (GIZC). Seguo comunque da vicino il progetto del Consorzio di Torre Guaceto, attualmente area protetta mediterranea (APM): creare una base per la formazione di alcune linee sinergiche di collaborazione con gli altri paesi rivieraschi e del Mediterraneo anzi dirò di più: l’obiettivo è quello che Torre Guaceto diventi Segretariato Generale delle oasi protette del Mediterraneo e dell’Europa. Come punto culminante della comunicazione della rete per le aree protette stiamo organizzando insieme all Consorzio di Torre Guaceto la “Notte bianca delle oasi protette del Mediterraneo e dell’Europa” per la prossima data del 10 agosto 2008, alla presenza di Joe Borg ed altri esponenti di livello nazionale ed internazionale a Brindisi”.

Rosy Barretta

Ambasciatrice del Libro Blu

IL NAUTILUS Anno 7 N°2

nuovo numeroIn questo numero uno speciale sulle Lame pugliesi e la procedura che porta il solco erosivo a diventare baia. All'interno un approfondimento sulle norme allo studio dell'Unione europea per combattere la pirateria, le rotte liguri che portano a Rotterdam, il valore di un porto rapportato al costo dei servizi, le regole del federalismo applicate alla portualità, un'intervista esclusiva a Claudio Guerrieri sulla situazione del comparto nautico nella provincia di Lucca, la stagione crocieristica dei porti del Nord Sardegna, un resoconto dell'Authority di Ancona e i progetti di Massidda per il porto di Cagliari.
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