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Il Mediterraneo è già in casa

Per ricordare uno dei fondatori del Censis, Gino Martinoli, sia il presidente Giuseppe De Rita che il direttore generale Giuseppe Roma  avevano già scelto come “Tema per il 2011” il passaggio dei Paesi del Mediterraneo a una nuova fase di maturità e la prevedibile rimodulazione dei rapporti politici ed economici con l’Italia e con l’Europa. Tema di grande attualità soprattutto in questi giorni; così, il 24 marzo 2011, alla manifestazione svoltasi nella Sala dei Presidenti del Senato, a Roma, è stata presentata la ricerca del Censis (Centro studi investimenti sociali): “Il Mediterraneo diventa adulto”. Le cose da sottolineare che la ricerca ha evidenziato sono alcuni fattori strutturali come il ruolo dei giovani, formazione del ceto medio, crescita dei consumi e divari socio-economici interni, lentezza nei processi di sviluppo; fattori che sicuramente hanno generato la conflittualità che si è innescata nei Paesi del Mediterraneo. Il tutto di fronte ad un aumento del Pil della regione del Mediterraneo (arco che va dalla riva sud del Marocco alla Turchia) – come ha detto il direttore Roma – che negli ultimi cinque anni è cresciuto del 22,4%. Quest’area presenta dei sistemi economici più dinamici rispetto a quelli occidentali, anche se esistono dei divari all’interno dell’area stessa.  Solo in Israele, Libia e Turchia i valori del reddito pro-capite sono superiori alla media mondiale, mentre Marocco, Egitto, Palestina e Siria presentano un valore inferiore a 3.000 dollari annui per abitante. Mediamente la ricchezza di un francese è pari a 34 volte quella di un palestinese, quella di un italiano è pari a 17 volte quella di un egiziano e a 13 volte quella di un marocchino. La parte più scottante dell’area, come ha rivelato la ricerca,  riguarda l’occupazione e la elevata presenza di giovani (intellettuali disoccupati), che costituiscono un fattore di pressione su un mercato del lavoro fragile, in contrapposizione a un continente europeo che invecchia progressivamente. Il direttore generale del Censis, nel chiudere il suo intervento, ha ricordato che l’Italia è partner economico principale della Libia, confermata dalla presenza stabile nel Paese di più di cento imprese italiane, prevalentemente collegate al settore petrolifero e alle infrastrutture, oltre che ai settori della meccanica. Per la Tunisia siamo il secondo Paese fornitore, terzo per l’Algeria, quarto per l’Egitto e la Siria. Ed per questo che si può dire che l’Italia ha “il Mediterraneo già in casa”.

Abele Carruezzo

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SNIM 2011: CONCLUSO IL SALONE NAUTICO DI PUGLIA TRA LA SODDISFAZIONE DI ORGANIZZATORI ED ESPOSITORI

Dopo una domenica incredibile si è conclusa la nona edizione del Salone Nautico di Puglia. Cinque giorni all’insegna del mare in tutte le sue forme: turistiche, culturali, sportive, economiche. E’ vero che i numeri non sono tutto ma quelli di quest’anno rappresentano certamente un motivo di ottimismo per gli organizzatori, confortati dalla risposta dei visitatori – provenienti da tutta la regione ed oltre – ma anche dalla soddisfazione degli espositori, in particolare di cantieri navali, importatori e rivenditori di imbarcazioni e motori di ogni genere. Il totale dei visitatori, secondo i calcoli, ha superato – seppure di poco – i cinquantamila. Poche centinaia in più rispetto allo scorso anno sono comunque un risultato clamoroso se si considera la crisi generale degli eventi fieristici ma anche le difficoltà del settore. La nona edizione si può dunque archiviare come un successo, anche grazie all’offerta sempre più qualificata del Salone Nautico di Puglia, l’unico riconosciuto ufficialmente dalla Regione.
L’area mare, in particolare, ha visto la presenza di 70 aziende del settore, con cinquanta imbarcazioni in acqua e diecimila metri quadrati di esposizione di barche a terra. Sempre più significativa la presenza del settore della vela, grazie alla partecipazione di aziende prestigiose come Comar Yacht, Bavaria, Salona, Grand Soleil, Beneteau, Jenneau, x-Yachts, Sly Yachts e i catamarani della Lagoon e della Lady Hawcke. Grazie a tali presenze, il Salone Nautico di Puglia ha ormai acquisito un ruolo di primissimo piano a livello nazionale per numero e qualità degli espositori del comparto velico. E tutto questo, come è facilmente intuibile, non nasce per caso, in quanto gli appassionati della vela hanno scoperto la Puglia come luogo in cui svolgere attività durante l’intero anno. Ed il merito va equamente diviso tra i circoli velici, le strutture portuali capaci di ospitare anche di ospitare grandi imbarcazioni, la Lega Navale Italiana per le attività promozionali che riesce a mettere in campo, un clima che favorisce l’attività dei regatanti ed infine il Distretto Produttivo della Nautica da Diporto della Regione Puglia. Tra gli yacht, sempre più nutrita la presenza di operatori pugliesi, con più di 60 aziende ad esporre. Il riferimento è alle imbarcazioni da pesca (Robalo, Arvar, Firebird), ai gozzi (Plastimare), ai gommoni (Zar, Marcò, Master, Stilnautica, Joker Boats, Sax, ecc.) ed ai cantieri Mingolla, Blu & Blu, Speedy e Albatros.
Eventi e convegni di ogni genere hanno caretterizzato i cinque giorni del Salone nautico di Puglia ma anche le dimostrazioni della Squadra Sommozzatori della Polizia di Stato e dell’Istituto Nautico “Carnaro”. “Anche quest’anno – ha dichiarato il Presidente di Area Progetti Giuseppe Meo –, nonostante le molte diffifoltà di carattere tecnico e burocratico, siamo riusciti a portare a termine una iniziativa che ha riscontrato un grande successo, non solo di pubblico ma anche e soprattutto dal punto di vista della qualità degli espositori. Questo fa ben sperare per il fututo ma è necessario, come abbiamo già avuto modo di sottolineare, sedersi attorno ad un tavolo e vedere se ci sono davvero i presupposti per far cresecere ancora di più il Salone Nautico”.

Nuova linea traghetti Portsmouth-Bilbao

Un nuovo traghetto per servizi passeggeri  tra il Regno Unito e la Spagna è stato attivato la scorsa settimana. La Brittany Ferries ha ripreso la rotta da Portsmouth a Bilbao, in precedenza, gestita da P & O, che ha chiuso i collegamenti con la Spagna, dopo che il 2010 ha registrato insostenibili perdite. Bilbao è una città bella e accogliente della Spagna, che si trova anche in posizione perfetta per raggiungere a sud-ovest la Francia, così come la costa spagnola. Il primo traghetto, dei liners bisettimanali, partirà la sera alle  22.00 del venerdì dal terminal BST ed attraccherà in Spagna la mattina seguente. Questa, sarà la prima nuova rotta Ferries Brittany che spera di poter realizzare dei profitti. Il Cap Finistere, un traghetto di lusso,di 32.727 tonnellate di stazza, prenderà il posto di P & O’s Pride; il Finistere Cap I è una nave di nuova generazione (cantieri tedeschi) e confortevole, lunga 203,90 metri, larga 25,00 metri con un pescaggio di 6,40 che gli consente di attraccare su qualunque banchina. Mike Bevens, della  Brittany Ferries, ha dichiarato: “Bilbao è un porto importante che sta vedendo aumentare i suoi traffici marittimi negli ultimi anni. Il numero dei viaggiatori aerei dalla Gran Bretagna alla Spagna stanno diminuendo per problemi logistici di mobilità, e stiamo assistendo ad un aumento della domanda per rotte marittime dirette dal Regno Unito alla Spagna. I nostri clienti sono benvenuti a bordo delle nostre navi e sono in grado di rilassarsi su una comoda e spaziosa cruise-ferry e la libertà che avere la propria auto al seguito”.

Corrispondente da Londra
Em. Carr.

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Borsa e mercato della Nautica

Nel tirare le fila di una conclusione, anche se approssimata, sugli interventi di esperti, nei vari convegni tecnici che si sono tenuti presso il Salone Nautico di Puglia, oltre all’ottimismo che il settore della nautica emana, bisogna abbandonare le illusioni quando si parla di mercato della nautica, soprattutto fra gli addetti ai lavori. Il rapporto che oggi esiste tra la Borsa ed il mercato della nautica da diporto diventa sempre più stringente per le piccole e medie imprese che desiderano innovarsi non solo nei materiali, ma anche nelle conoscenze finanziarie intese non solo come “Knowledge”. Per ottenere risultati soddisfacenti, gli investitori e le imprese italiane devono riappropriarsi della cultura finanziaria per comprendere le potenzialità tutte del mercato della nautica da diporto. Anni fa, in Gran Bretagna, questo problema è stato affrontato invitando le piccole imprese a quotarsi in Borsa, ottenendo importanti successi. In effetti, le imprese hanno bisogno di un ambiente finanziario operativo ideale per il proprio sviluppo; per gli esperti finanziari occorre sperimentare quell’ ecosistema inglese trasferendolo alle piccole e medie imprese del settore della nautica italiana. Infatti, il nostro Paese ha una notevole forza di pmi che sono il vero motore economico della nazione: quel tipo di cultura finanziaria è la vera sfida; coinvolgere la Borsa  a mettere in piedi ogni iniziativa per far maturare tale cultura, per fare rivolgere i risparmi degli italiani verso le imprese piccole e medie italiane. Nell’ambito del comparto nautico ci sono state risposte diverse alla crisi; i settori che dipendevano dal leasing sono andati particolarmente male; le imbarcazioni di dimensione limitata, invece, sotto i 10 metri, hanno subito meno. La nautica è sicuramente un settore in cui vi è necessità di orientare e riposizionare la clientela; fino a ieri si compravano imbarcazioni anche impegnative, facendo pesantemente leva sul leasing; oggi,  probabilmente avverrà meno. Per cui ben vengano distretti territoriali del settore, consorzi fra imprese, poli di eccellenza, ma per incidere sul mercato complesso della nautica ed  in continua evoluzione occorrono reti d’imprese e reti più allungate, abbandonando i localismi; ci si aspetta  delle razionalizzazioni fra imprese e degli accorpamenti di soggetti più deboli, magari mantenendo le dovute autonomie. Ritornando al discorso finanziario, poche imprese nautiche hanno seguito la strada della quotazione in Borsa: il caso Ferretti anche se dimostra “positività” nel disporre di liquidità raccolta dalla quotazione, non si evince un grande entusiasmo. Iniziative di Borsa Italiana  specifiche per la nautica ve ne sono: la banca d’affari partenopea Pentar con il suo Osservatorio Nautica e Finanza ha dimostrato il panorama sull’andamento del mercato nautico e delle transazioni del settore, esaminandone le caratteristiche finanziarie. Secondo la ricerca, condotta, nella maggior parte, nei cantieri ed in diverse aziende del comparto accessori, la produzione italiana è cresciuta, ma con un trend minore rispetto alle stagioni passate; una quota forte, della crescita, appartiene alle esportazioni, mentre sono diminuite le importazioni, a testimonianza che la nautica italiana è ancora molto competitiva rispetto a quella degli altri paesi. Le percentuali economico-patrimoniali scendono, mentre è cresciuto l’indebitamento delle aziende e qualche magazzino rimane pieno con merce non venduta. A proposito di affari, Maurizio Romiti e la sua banca Pentar si sono trasferiti a Milano a causa di poche occasioni di investimento nel Mezzogiorno. Per il nostro Paese, pur essendo protagonista sia in termini quantitativi sia in termini qualitativi e a livello globale, è opportuno supportare il settore della nautica, risolvendo il forte deficit infrastrutturale, soprattutto in alcune zone dell’Italia., se vogliamo fare anche turismo nautico. Anche se una piccola società, un cantiere piccolo e ben organizzato, potrebbero temere la tipica oscillazione della Borsa, preferendo altre forme di finanziamento più tradizionali, per quotarsi in Borsa occorre motivazione, ambizione, trasparenza e che si sia in grado di sviluppare un piano industriale chiaro. Il mercato ha bisogno di imprese pronte ad affrontare la competizione internazionale in modo professionale e coerente con le richieste dei clienti. Bisogna costruire vere imprese intorno alla realtà tecnica e stilistica della nautica che già esiste e rappresenta il patrimonio di questo settore.

Abele Carruezzo

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Audi Melges 20 Sailing Series: lo Spring Sailing Team chiude al sesto posto

“La velocità c’è. Purtroppo la nostra classifica risente delle imperfezioni che abbiamo commesso nel corso della giornata odierna”. Così Alessandro Molla riassume quanto accaduto tra le boe della tappa d’apertura dell’Audi Melges 20 Sailing Series, andata in scena a Napoli nel corso del week end e vinta da Let’s Roll di Claudio Recchi e del tattico Lorenzo Bressani davanti a Cheyenne di Federico Strocchi e Notaro Sailing Team di Luca Domenici. L’armatore dello Spring Sailing Team, che coadiuvato dal tattico Niccolò Bianchi e dal tailer Michele Mennuti ha portato Bela Vita al sesto posto della graduatoria finale, confermando così il suo Melges 20 tra i migliori della flotta, è comunque soddisfatto: “Certo, dopo il secondo posto ottenuto nella warm up race, e alla luce del quinto e del primo posto rimediati ieri, puntavamo a un piazzamento nei primi cinque, ma quando finisci nei dieci nell’ambito di un evento di così alto livello non puoi che andartene con il sorriso sulle labbra”. Un sorriso motivato dalla consapevolezza delle ottime doti prestazionali espresse da Bela Vita nel corso delle cinque prove completate all’ombra del Vesuvio. Una conferma importante per l’equipaggio che, quando ha regatato al netto di errori, ha dimostrato di poter competere ad armi pari con gli avversari più agguerriti. Quella di Napoli è stata la prima delle quattro tappe sulle quali si articolerà l’Audi Melges 20 Sailing Series. Dopo la trasferta partenopea, lo Spring Sailing Team tornerà in acqua a Scarlino (16-17 aprile), quindi a Trieste (28-29 maggio) e a Malcesine (2-3 luglio). Il trio Molla-Bianchi-Mennuti sarà poi tra i protagonisti del Campionato Europeo di Venezia (29 settembre -2 ottobre).

Foto: Guido Trombetta

Mare Nostrum: Confindustria Brindisi aderisce al protocollo di RetImpresa

Dopo la firma del protocollo Mare Nostrum da parte dei settori di Confindustria che hanno aderito, anche Confindustria Brindisi ha deciso di partecipare al progetto di Ucina. A Brindisi il settore della nautica da diporto, che ha uno specifico interesse nel protocollo, è particolarmente frammentato e composto essenzialmente da piccole aziende a conduzione familiare. Per siglare l’accordo, nella sede del Salone della nautica a Brindisi, oggi il presidente di Confindustria Giuseppe Marinò ha accolto Fulvio D’Alvia, direttore di RetImpresa, e Marina Stella, direttore generale di Ucina. “Ci sono delle priorità che vogliamo garantire e per questo abbiamo individuato le preoccupazioni di imprenditori e aziende del settore – ha raccontato D’Alvia -. Sappiamo che ogni imprenditore ha una forte volontà di mantenere la propria identità e l’autonomia ma sappiamo anche ormai è inevitabile superare certi localismi. E’ chiaro che tra le tante forme di collaborazione classiche esistono anche strumenti di flessibilità che possono essere utilizzati. L’unica forma di aggregazione però, deve essere necessariamente in forma privata e non para istituzionale. Solo seguendo queste regole si possono riscontrare vantaggi diretti per queste forme di condivisione”. Poi D’Alvia ha sottolineato anche l’utilità di strumenti finanziari, ormai riconosciuti anche dal governo, come il Contratto di rete utilizzato da 215 imprese in 34 accordi siglati. Poi Marina Stella ha esposto agli imprenditori presenti i numeri di Ucina che hanno permesso di affrontare la crisi mantenendo gran parte della competitività. “Abbiamo un fatturato totale di 4,25 miliardi di euro – ha precisato Stella – anche se nel 2010 c’è stata una flessione del 15%. La ripresa sta avvenendo a macchia di leopardo ma restiamo saldi nei primati di produzione ed esportazione”. L’esportazione italiana ha infatti raggiunto il 54% della produzione e l’Italia resta salda al primo posto nella classifica europea, mentre è seconda – dopo gli Stati Uniti – in quella mondiale. Buone anche le risposte dall’indotto: per ogni posto barca, ci sono infatti almeno quattro posti di lavoro.

Francesca Cuomo

Foto: Simone Rella

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Audi Melges 20 Sailing Series: Spring Sailing Team secondo nella warm-up race

Ancora poche ore e il circuito Audi Melges 20 Sailing Series manderà in archivio i primi risultati. L’appuntamento, atteso da addetti ai lavori e appassionati, curiosi di tastare il polso alla più effervescente delle classi griffate Melges, è infatti fissato per le 11.30 di domani mattina, quando, condizioni meteo permettendo, il Comitato di Regata darà inizio alla prima delle sei manche previste dal programma della manifestazione organizzata dal Circolo Canottieri Napoli. Come sempre accade alla vigilia di un evento così importante, ai protagonisti viene dato modo di saggiare il campo di regata, ed è seguendo la tradizione che, oggi pomeriggio, le acque del golfo sono state teatro della wam-up race. Una regata resa impegnativa dal vento debole e instabile, conclusa dallo Spring Sailing Team (Alessando Molla al timone, Niccolò Bianchi tattico e Michele Mennuti alle scotte) alle spalle del solo Let’s Roll, Melges 20 armato da Claudio Recchi. Un risultato che ha dato all’equipaggio dell’armatore-timoniere Alessandro Molla importanti conferme circa la validità del lavoro svolto nel corso della stagione. Spiega Niccolò Bianchi, tattico dello Spring Sailing Team: “E’ stata una regata difficile: l’instabilità del vento ha reso il lavoro di noi tattici davvero complicato e ogni piccola distrazione è stata pagato a caro prezzo. Per nostra fortuna il nuovo gioco di vele fornitoci dalla Quantum Sail si è rivelato davvero veloce e questo ci ha permesso di navigare sempre in aria pulita e di essere tra i protagonisti della prova”. Una dichiarazione ripresa da Alessandro Molla, che aggiunge: “Tornando a terra ci siamo confrontati e abbiamo tracciato un bilancio positivo del cammino che ci ha portato sino alla vigilia della prova d’apertura della stagione 2011. Da domani si fa sul serio ed è proprio in virtù di quanto fatto durante la stagione invernale che abbiamo acquisito piena fiducia nei nostri mezzi”. Tra sabato e domenica il comitato organizzatore conta di far disputare agli oltre trenta scafi presenti un massimo di sei prove. Lo scarto del peggior risultato sarà conteggiato solo in caso di completamento della serie. Quella di Napoli è la prima delle quattro tappe sulle quali si articolerà l’Audi Melges 20 Sailing Series. Dopo la trasferta partenopea, lo Spring Sailing Team sarà di scena a Scarlino (16-17 aprile), a Trieste (28-29 maggio) e a Malcesine (2-3 luglio). Già confermata è la partecipazione all’appuntamento clou della stagione: il Campionato Europeo di Venezia (29 settembre -2 ottobre).

Foto: Spring Sailing Team

Porto di Bari: analisi più veloci per le merci grazie al protocollo con Arpa

Grazie al Protocollo di Intesa sottoscritto tra l’Autorità Portuale del Levante e l’ARPA Puglia le analisi di laboratorio sui campioni delle merci in transito nei porti di Bari, Barletta e Monopoli saranno più rapide ed economiche. Con il protocollo siglato mercoledì 23 marzo scorso dal Commissario dell’Autorità portuale, Francesco Mariani, e il direttore generale di ARPA Puglia, Giorgio Assennato, l’Ente per la protezione ambientale non solo si è impegnato ad eseguire delle analisi di laboratorio in tempi utili a soddisfare le esigenze commerciali dell’utenza portuale degli scali di Bari, Barletta e Monopoli, ma anche ad applicare uno sconto del 35% sul Tariffario Regionale. Secondo il commissario dell’Autorità portuale, Francesco Mariani, il protocollo di intesa è un segnale di forte e convinto sostegno del pubblico agli operatori portuali di Bari, Barletta e Monopoli, che stanno dimostrando grandi capacità imprenditoriali riuscendo ad attrarre nuovi traffici. Il professor Assennato ha sottolineato “la grande importanza del Protocollo congiunto, le cui attività dimostrano l’impegno dell’Agenzia per la Prevenzione e Protezione dell’Ambiente di supporto alle attività produttive – e non di mero controllo ambientale – della Regione Puglia”. Questo protocollo di intesa contribuirà in maniera fondamentale a ridurre i tempi di stazionamento delle merci nei porti di Bari, Barletta e Monopoli, rendendo assolutamente più competitivi gli scali. Per Mariani la sottoscrizione del protocollo di intesa con l’ARPA è solo una delle iniziative che stanno favorendo l’incremento dei traffici dei tre porti, consolidando un trend positivo che nei prossimi mesi potrebbe registrare altre interessanti iniziative imprenditoriali. Nel frattempo Bari vede consolidare la nuova linea container che sarà ufficialmente presentata dalla MSC il 13 aprile.

L’importanza della cooperazione con i Balcani

La vice presidente e assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia, Loredana Capone, ha concluso i lavori del workshop su “Puglia –Paesi Balcanici: Nuovi scenari per le imprese della nautica da diporto, della portualità turistica, del turismo nautico”. Tema molto impegnativo e complesso che ha visto una  presenza limitata delle imprese del settore della nautica da diporto e che pone una domanda: o le imprese assenti sanno tutto del problema dei Balcani, oppure è un’area di mercato poco interessante. I lavori sono stati aperti dal presidente del Distretto pugliese della Nautica da Diporto, Giuseppe Danese, il quale ha presentato le strategie di sviluppo di un distretto che stenta a partire; una Mare Adriatico che offre tante opportunità di partecipazione a progetti che vanno dalle costruzioni delle imbarcazioni ai servizi nautici a terra e a mare, dagli approdi nautici al turismo nautico; mare di opportunità che le aziende del meridione italiano e pugliese in particolare stentano la una partecipazione per  creare sinergie di sviluppo. Ebbene, l’incontro di oggi al Salone Nautico di Puglia, ha sottolineato Danese, costituisce un’ottima opportunità per tutte le imprese pugliesi che operano nel settore della nautica da diporto e che intendono orientare il proprio sviluppo nei vicini mercati balcanici. Il direttore del Marina Sv. Nikola Bar, MiŠa Ostojić, nel porgere i saluti ai presenti, ha sottolineato il progresso che hanno fatto le imprese del marina OMC nel campo dei servizi alle imbarcazioni ed al diportista che sceglie di navigare lungo le coste dell’Adriatico balcanico. Mentre la partecipazione di Franco Ceroici, al work shop, ha delineato le grandi opportunità di collaborazione che possono esserci fra le due sponde. Il dottor Bonelli, di Confindustria e responsabile per l’area dei Balcani, ha affermato che il mercato dei balcani è per l’Italia una nuova frontiera; soprattutto per quelle aziende che credono prima di tutto all’opportunità offerta; poi che ci credono ad una presenza italiana per creare internazionalizzazione e poi per esportare il modo italiano di essere azienda con tutto il “made in italy”. Il vice presidente Capone, nel chiudere i lavori, ha posto l’accento su questo particolare periodo storico di tutto il Mediterraneo, con i movimenti delle regioni del Maghreb, con la crisi libica; per l’Italia e per la Puglia si sta aprendo una finestra difficile, ma anche piena di opportunità di sviluppo per tutta la regione; proprio nel senso mediterraneo del termine e cioè nel senso “est-ovest”, attraverso la cooperazione con i Paesi balcanici, per essere una vera “porta d’oriente” per l’Europa; e qui il Distretto pugliese della Nautica si presta a nuove sfide per le aziende.

Abele Carruezzo

Foto: Simone Rella

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Capone: “La nautica in Puglia cresce del 300%”

La Regione Puglia punta sul settore della nautica da diporto. La conferma, dopo gli impegni ufficiali dell’ente nei confronti del Distretto produttivo della nautica, arriva dal vice governatore Loredana Capone, intervenuto questa mattina alla nona edizione dello Snim che si sta svolgendo a Brindisi. “Le esportazioni sono cresciute del 300% – racconta Capone – non potremmo mai negare che questo settore merita la massima attenzione da parte delle istituzioni. Non credo che fino ad ora sia mancato l’impegno, lo dimostrano i fatti. E la cosa che mi fa più piacere è che questo impegno non è arrivato solo da parte nostra ma anche di tutti gli imprenditori”. Il riferimento della vice presidente della Regione è diretto proprio a coloro che hanno scelto di partecipare attivamente al distretto con idee e progetti. “Altrettanto importante – continua infatti – è anche tutto l’indotto che si è creato in questi mesi: lo sviluppo economico e il superamento del periodo di crisi passano proprio attraverso investimenti e buona formazione”. Poi conferma anche che quello della nautica è il settore che, a livello regionale, ha fatto registrare il maggior incremento. “Questo sistema di collaborazione tra enti e istituzioni – conclude Capone – costituisce una sinergia vera e un impegno reciproco. E’ necessario però, anche un ulteriore processo di rinnovamento e partnership”. Strettamente legati allo sviluppo della nautica da diporto sono proprio i porti pugliesi che vivono, seppur tra differenze evidenti, un momento di possibile cambiamento al vertice delle Autorità portuali. Mentre per Bari e Taranto appaiono scontate le conferme dei due commissari Francesco Mariani e Giuseppe Giuffrè, per Brindisi restano ancora i dubbi tra la riconferma del presidente Giuseppe Giurgola e la possibile nomina di Hercules Haralambides.

Francesca Cuomo

Foto: Simone Rella

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IL NAUTILUS Anno 7 N°4

nuovo numeroIn questo numero de Il Nautilus, giunto al settimo anno di pubblicazioni, troverete lo speciale sulle Autostrade del mare di Giovanna Lodato, realizzato dopo un viaggio tra i porti della Spagna e Civitavecchia. Un focus importante è stato realizzato sulla regione Sardegna con le novità e le statistiche su Porto Torres e sui porti del Nord come pure per quelli della zona più a Sud dell'isola. Una piccola valutazione è stata fatta anche sul settore delle crociere che si sposta versa il Nord Europa ma anche sui porti di Brindisi, Barcellona, Bari. Spazio anche alla vela internazionale con un resoconto, anche fotografico, completo sull'ultima edizione della Volvo Ocean Race. Consueta parte didattica affidata al direttore scientifico Abele Carruezzo che in questo numero ha affrontato il problema della pirateria spiegando il funzionamento del nuovo metodo P-Trap, quello relativo alla formazione del personale di bordo ed infine le nuove norme sul noleggio di imbarcazioni.
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