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Yacht in transito nelle acque dei pirati

La International Sailing Federation ha emanato una mini “guidelines” contro l’attacco da parte dei pirati per yacht che navigano nel Golfo di Aden, incluse anche le zone dell’Oceano Indiano a nord della Latitudine 10°S ed a west della Longitudine 078°E (vedasi la carta nautica dell’Ammiragliato Q6099). La guida è stata pubblicata in collaborazione con la MSCHOA (Maritime Security Centre-Horn Of Africa), con la supervisione della EU NAVFOR (EU naval force) Operation Atalanta. Nella guida si legge che i pirati sono organizzati in bande criminali, il cui scopo è quello di fare soldi. Sono soprattutto giovani senza prospettive – imbottiti del farmaco Khat – sono pronti a tutto e le cui azioni sono imprevedibili. Dal punto di vista nautico, l’operazione di pirateria si dice che è dipendente dal “tempo”, in quanto gli skiff (barchino) non possono mantenere la stessa velocità con  onde del mare aperto; per questo si appoggiano o grandi pescherecci e a navi (nave-madre). Queste imbarcazioni, “open”, si presentano con una carena molto stretta, in vetroresina, lunga dai 30 ai 40 piedi (tra i 9 e i 10 metri), con motore diesel entrobordo che rimorchia due piccole barche con fuoribordo montato “alto” e raggiungono la velocità di 25 nodi. La “nave-madre” è spesso di colore bianco e gli skiff sono di colore blu, con una autonomia di 1000 miglia e per una permanenza in mare di 30 giorni. Per i pirati, quando un attacco ad un mercantile non riesce, la disperazione comporta attacchi anche a yacht; ed è per questo che si consiglia di considerare la minaccia agli yacht alta  con conseguenze non prevedibili, si legge nella guida. Il consiglio dato agli yacht dalla MSCHOA e di cambiare del tutto itinerario; se questo non sarà possibile, allora conviene registrarsi in anticipo, comunicando il loro “plane” di navigazione secondo una specifica procedura che conservi la privacy e contattare UKMTO: Maritime Trade Organization di Dubai ukmto@eim.ae, oppure MSCHOA postmaster@mschoa.org. Le informazioni del voyage-plane dello yacht in transito per quelle zone saranno trasmesse alle navi da guerra in missione di  pattugliamento; in questa maniera i militari saranno a conoscenza delle rotte, del probabile tempo di transito e il numero dei membri dell’equipaggio a bordo dello yacht, mantenendo aggiornato lo yacht stesso su attacchi dei pirati ed avvisi correlati.

Abele Carruezzo

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Porto di Brindisi: Vendola conferma nomina per Haralambides

Dopo i passaggi nelle relative commissioni parlamentari, un decreto ministeriale ne stabilirà la nomina ufficiale ma intanto il greco Hercules Haralambides ha incassato un altro parere favorevole – quello del governatore della Regione Puglia Nichi Vendola – per la carica di presidente dell’Autorità portuale di Brindisi. Scelto dal sindaco Domenico Mennitti e confermato da Vendola come successore del presidente Giuseppe Giurgola, il professore greco dovrà aspettare almeno un mese per il suo insediamento definitivo. Stessa conferma è arrivata anche per gli altri due nomi scelti dal Ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli nelle terne proposte dagli enti locali per le Authority di Bari e Taranto, rispettivamente Francesco Mariani e Sergio Prete. Per il primo si tratta di una doppia conferma, perché è alla sua seconda nomina consecutiva per lo scalo barese e, di fatto, grazie ad un periodo di commissariamento affidato sempre a lui, non lascerà l’Autorità del Levante neppure per i prossimi cinque anni. Quella di Prete invece, sarà una nomina che colmerà il vuoto lasciato dall’ex presidente Conte, sostituito dal commissario Salvatore Giuffrè negli ultimi due anni di mandato, a causa di un’inchiesta giudiziaria relativa alle operazioni di dragaggio dello scalo tarantino. A Brindisi però, se Giurgola ha già annunciato che non farà alcun ricorso (nonostante la Provincia abbia inserito il suo nome nella terna di quelli segnalati al ministro Matteoli), l’arrivo di Haralambides non è ancora scontato. Sono in molti infatti, a ritenere illegittima la sua nomina: in particolare, sarebbe la sua nazionalità non italiana a rappresentare un ostacolo a ricoprire un ruolo di responsabilità che lo porterà a gestire beni (e concessioni) dello Stato italiano.

Francesca Cuomo

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Campionato Italiano Individuale di Canna da Riva 2011: le regole per iscriversi

I moduli di adesione al Campionato Italiano Individuale di Canna da Riva 2011 dovranno pervenire alla Sede Centrale, tramite il Presidente della Sezione Provinciale F.I.P.S.A.S., (via fax 0636858366 o via e-mail mare@fipsas.it) compilati in ogni loro parte entro e non oltre le ore 24 delle seguenti date:

1ª prova – 21 maggio 2011 (Brindisi) – entro e non oltre il 07 maggio 2011
2ª prova – 26 giugno 2011 (San Benedetto del Tronto – AP) – entro e non oltre l’11 giugno 2011
3ª prova e 4ª prova – 17 -18 settembre 2011 (Trieste) – entro e non oltre il 03 settembre 2011

Alla prima prova del Campionato sono ammessi 120 concorrenti così individuati:
•       i componenti del Club Azzurro 2010 (40);
•       i componenti la Squadra Nazionale Under 21 2010 che abbiano superato il limite di età (0);
•       i rimanenti, fino al raggiungimento del numero massimo di 120, dalle Selezioni Provinciali 2010 (80).
Alla seconda prova sono ammessi 80 concorrenti classificati nei primi ottanta posti della classifica risultante dopo la prima prova.
Alla terza e quarta prova sono invece ammessi i primi 60 concorrenti classificati nei primi sessanta posti della classifica risultante dopo le prime due prove.

Copia del modulo d’iscrizione, unitamente al contributo di partecipazione di Euro 13,00 a prova dovrà essere inviata, secondo le scadenze sopra indicate, anche alle Società organizzatrici le singole prove.
Per la 3a e 4a prova il contributo complessivo è di Euro 26,00. La mancata partecipazione al Campionato, quale sia il motivo, non da diritto al rimborso dei contributi versati. È fatto obbligo ai partecipanti di presentarsi al raduno muniti della ricevuta dell’avvenuto pagamento dell’iscrizione.

TROFEO NAZIONALE DINGHY 12′ CLASSICO: in testa Bertacca

Iniziata a Napoli la seconda tappa del 10° Trofeo Nazionale Dinghy 12’ Classico Swiss & Global Cup con 46 imbarcazioni in lotta per la Coppa Maurizio e Giancarlo Alisio. Nel primo giorno della manifestazione organizzata dal Reale Yacht Club Canottieri sono state disputate tre prove con un libeccio che oscillava tra gli 8 e i 9 gradi. Primo nella classifica provvisoria Italo Bertacca del Circolo Velico Artiglio. L’attuale detentore del titolo ripete il risultato positivo dell’anno scorso. Ad incalzare il primo classificato il Campione Italiano Ezio Donaggio del Circolo Nautico Chioggia, Emanuele Ottonello del Circolo Nautico Costaguta ed Uberto Capannoli del CN San Vincenzo. Quinto e sesto classificato due porta colori del Savoia, Filippo La Scala, l’AD di Swiss & Global Asset Management Italia, che porta a casa un primo nelle tre prove, e il fratello Giuseppe. Presidente del Comitato di regata Giovanni Pelizza, assistito da Fabio Donadono, Gennaro Ernano, Sergio Pepe, Mirella Altiero e Sabina Mascia. “Oggi Napoli ha offerto il meglio di sé. Era prevista pioggia e invece temperatura mite e vento hanno regalato a questo primo atto prove divertenti e molto combattute. Se anche le condizioni meteo dovessero peggiorare, con la prestazione di oggi abbiamo messo al sicuro la buona riuscita della tappa. La partecipazione attiva dei 46 dinghisti e l’ospitalità del Circolo Savoia faranno il resto”, ha commentato il Presidente Pippo Dalla Vecchia questa prima giornata di regate. Giovedì la cerimonia di apertura ufficiata dal Presidente del Circolo ha visto la partecipazione del neo Segretario dell’Associazione Italiana Classe Dinghy 12’ (AICD) Francesca Lodigiani e di Giuseppe La Scala, Delegato Sezione Classici AICD. Sabato proseguono le regate, poi la Cena di Gala con assegnazione della Targa Savoia al miglior restauro. Domenica 1 maggio le regate dell’ultima giornata stabiliranno il vincitore della Coppa Maurizio e Giancarlo Alisio.

Brindisi e la vocazione euromediterranea: Marinò punta sui meccanismi d’integrazione

BRINDISI – E’ un discorso accorato ma fortemente puntato sui dati, e dunque sul concreto, che i rapporti con i Paesi del Mediterraneo potrebbero offrire. Il presidente di Confindustria Brindisi, Giuseppe Marinò, è intervenuto al convegno “La vocazione euro mediterranea della Puglia e in particolare di Brindisi”, puntando proprio sull’influenza positiva che potrebbero avere nuovi meccanismi di coordinamento e cooperazione con il resto del mondo. “Brindisi, ma anche l’intera Puglia – ha detto infatti il presidente Marinò – non devono limitarsi a ricoprire il ruolo di Sud dell’Europa ma devono anche avventurarsi su una prospettiva diversa; quella di Nord del Mediterraneo”. Evidenziando specificità e possibilità di sviluppo di tutto il territorio, Marinò si è fatto portavoce delle esigenze degli imprenditori che credono in questa via come un percorso alternativo per valorizzare le imprese brindisine. Al convegno a cui hanno partecipato anche il rettore dell’Università del Salento, Domenico Laforgia, e il vice residente del Parlamento europeo Gianni Pittella, è intervenuta anche il vice presidente della Regione Loredana Capone. “Sul settore e sulla stessa polita – ha spiegato Capone – il nostro ente sta credendo e investendo sostanziose risorse. Non è un caso che i nostri aeroporti ad esempio, abbiamo registrato incrementi fino al 46%: noi abbiamo investito 12 milioni di euro che, ben utilizzati, hanno portato inevitabili vantaggi per tutti. Allo stesso modo possiamo anche ottenere grandi risultati credendo nell’unione del Paesi del Mediterraneo e fortificando i rapporti con i Paesi frontalieri”. C’è tutta una serie di risorse e possibilità che, è stato sottolineato nel corso del dibattito, attendono solo di essere sfruttate al meglio. “Se continueremo a muoverci in ordine sparso – ha concluso Marinò – e ciascuno per la sua strada, credo che spenderemo di più, probabilmente sprecheremo risorse e di certo minimizzeremo i risultati, come è ampiamente dimostrato dall’esperienza di questi anni, in cui abbiamo pagato i costi del non-sistema”.

Francesca Cuomo
Foto: Simone Rella

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Porti abruzzesi: in arrivo risorse per Vasto e Giulianova

“Il piano regionale di programmazione per i porti abruzzesi prevede finanziamenti anche per gli scali portuali di Vasto e Giulianova”. Lo precisa l’assessore ai Trasporti dopo le notizie trapelate negli ultimi giorni che indicavano nei soli porti di Pescara e Ortona una specifica programmazione della Regione Abruzzo. “La programmazione è prevista nella legge regionale del 2010 che per i quattro porti, che nella legge vengono peraltro menzionati, istituisce un capitolo di bilancio di 11,5 milioni di euro derivanti dai Fondi per le aree sottoutilizzate 2007-2013. Mi sembra che il percorso intrapreso sia chiaro e che per rendere operativo tale programma è necessario attendere l’esame da parte del ministero dell’Economia della nostra proposta di Par-Fas nella quale sono compresi i fondi per i porti abruzzesi”. Per Giulianova, sarà realizzata una nuova banchina per flotta peschereccia e un molo di protezione a nord. Il costo dell’intervento ammonta a 4,5 milioni di euro a carico del programma Par-Fas. Per Ortona l’assessore ha confermato l’intervento sui fondali per un progetto della durata di 36 mesi. Anche in questo caso, l’investimento è totalmente finanziato nel Par-Fas. Per Pescara, sono attualmente in atto lavori di dragaggio di 2000 metri cubi che sono finanziati dalla Regione, mentre il provveditorato delle Opere pubbliche ha previsto altre risorse per circa 2 milioni di euro. “Si tratta di fondi non sufficienti a coprire il quantitativo di materiale da dragare, ma su questo fronte abbiamo avviato un confronto con il Governo” continua l’assessore. Infine, il porto di Vasto, considerato porto di rilevanza regionale che attualmente svolge una pluralità di funzioni legate al traffico industriale e commerciale. Per Vasto è in corso di approvazione il Piano regolatore portuale che prevede la realizzazione di opere interne. “Nei mesi scorsi – precisa l’assessore – sono stati stanziati nel Par-Fas fondi per 2 milioni di euro per le operazioni di dragaggio”.

Salvatore Carruezzo

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SOF a Hyères: Oro per Pietro e Gianfranco Sibello

Ultimo giorno della 43ª Semaine Olympique Française de Voile con la Medaglia d’Oro per i fratelli Sibello nella classe 49er. L’evento francese, quarta tappa della Coppa del Mondo ISAF, è il secondo appuntamento indicato dalla FIV per la selezione interna della Squadra Italiana che parteciperà al Mondiale ISAF di Perth, evento valido per la qualificazione alle Olimpiadi di Londra 2012. Le Medal Race hanno preso il via alle 10 di stamane con vento da nord-nord-est a 4-7 nodi. Primi a scendere in acqua la classe 49er.

49er (67 equipaggi iscritti: 4 italiani)
I fratelli Pietro e Gianfranco Sibello (SV Guardia di Finanza) tagliano il traguardo della Medal Race in seconda posizione e si aggiudicano la medaglia d’oro della classe 49er con ben 20 punti di distacco dai secondi classificati D’Ortoli-Delpech (FRA) e 23 dai terzi, i danesi Warrer-Hansen. Grande settimana per i fratelli alassini che sono sempre rimasti al comando della flotta come dimostrano gli ottimi parziali (3-8-1-9-(12)-6-10-1-8-12-1-2-2-3-10-2M).

Le posizioni finali degli altri italiani: 43. Ruggero Tita (Compagnia della Vela) – Matteo Gritti (ADV Alto Sebino); 53. Jacopo Plazzi – Umberto Molineris (CV Ravennate); 65. Andrea Savio-Alessandro Savio (Società Triestina Vela).

RS:X femminile (75 equipaggi iscritti: 4 italiane)
Ottima Medal Race per la giovane Laura Linares (CV Marina Militare) che taglia il traguardo in seconda posizione e conclude al 7° posto overall con i parziali 2-11-2-(DSQ)-5-1-25-10-4-10-2M e 74 punti. Alessandra Sensini (CC Aniene), 10ª in Medal, chiude al 5° posto con i parziali 8-1-(11)-2-6-2-6-7-7-9-10M a 68 punti. Vince la medaglia d’oro Blanca Manchon (ESP) con 22 punti, seconda Charline Picon (FRA) con 33 e terza la britannica Bryony Shawn con 57.
Flavia Tartaglini (SV Guardia di Finanza), conclude al 13° posto, Veronica Fanciulli (LNI Civitavecchia) è 52ª .

470 femminile (57 equipaggi iscritti: 5 italiani)
Giulia Conti e Giovanna Micol (CC Aniene) concludono l’esperienza francese al 4° posto overall, tagliando il traguardo della Medal Race al 7° posto e comunque recuperando una posizione. Una buona prestazione delle atlete azzurre che negli ultimi giorni hanno dovuto pagare lo scotto della febbre alta e influenza di Giulia come si vede dai parziali (2-14-(32)-6-2-2-9-18-16-20-7M).

Star (37 equipaggi iscritti: 6 italiani)
Diego Negri (SV Guardia di Finanza) e Enrico Voltolini (CN Livorno) chiudono al 7° posto in classifica generale tagliando il traguardo della Medal Race in decima posizione (parziali 2-19-23-3-1-(OCS)-14-1-1-4-10M). Medaglia d’oro per i brasiliani Scheidt-Prada sempre rimasti al comando della flotta (39 punti). Secondi overall i francesi Rohart-Ponsot a 72 e terzi gli americani Szabo-Strube (73pt).
Le posizioni finali degli altri italiani in gara: 13. Francesco Bruni (CC Roggero di Lauria) – Leone Rocca (CC Aniene); 15. Pietro D’Alì (YC Italiano) – Nando Colaninno (SV Guardia di Finanza); 25. Luca Simeone (YC Gaeta) – Vittorio Landolfi (LNI Pozzuoli); 30. Nicola Celon – Edoardo Natucci (Yachting Club Torri); 36. Paolo Nazzaro (AV Bracciano) – Fabio Matteucci (CV Marina Militare).

Finn (81 iscritti: 5 italiani)
Buon risultato per Filippo Baldassari (SV Guardia di Finanza) che si classifica 10° overall con i parziali ( (11-14-4-8-2-(DNF)-18-17-8-23–10 M). Vince la medaglia d’oro il fuoriclasse Ben Ainslie, primo anche oggi con 17 punti. Secondo, con 40 punti di distacco, lo statunitense Zach Railey e terzo l’olandese Postma.

470 maschile (106 equipaggi iscritti: 9 italiani)
Si aggiudica il gradino più alto del podio l’equipaggio francese Leboucher-Garos. Secondi i connazionali Charbonnier-Mion e terzi gli spagnoli Barreirros-Sarmiento.

RS:X maschile (90 iscritti: 5 italiani)
Vince il il polacco Myszka, oggi in medal quarto, con 34 punti. Medaglia d’argento per il francese Bontemps a 36 punti seguito con un solo punto di distacco dall’israeliano Zubari. Non vi erano italiani in medal.
Queste le posizioni finali degli azzurri: 19. Federico Esposito (GS Polizia di Stato – Fiamme Oro); 24. Fabian Heidegger (CV Marina Militare); 43. Riccardo Belli Dell’Isca (Il Clubino del Mare); 60. Andrea Ferin (AVD Windsurfing Marina Julia); 71. Marcantonio Baglione (Albaria).

Laser Radial (98 equipaggi iscritti: 6 italiane)
Non vi erano atlete italiane in Medal Race. Vince la medaglia d’oro la neozelandese Winther con 61 punti. Seconda, con solo un punto di distacco, la francese Steyaert e bronzo per Scheidt (LTU).
Le azzurre: 25. Francesca Clapcich (SV Aeronautica Militare); 29. Laura Cosentino (YC Cortina); 65. Laura Marimon Giovannetti (CN Livorno); 74. Maria Graziani (CdV Roma); 85. Camilla Tarantini (Club Vela Portocivitanova); 97. Francesca Fanini (Circolo della Vela Porto Recanati).

Laser Standard (155 equipaggi iscritti: 6 italiani)
Primo overall lo spagnolo Hernandez con 54 punti, secondo il croato Stipanovic con 77 e terzo l’australiano Slingsby con 79. Non vi erano italiani in Medal Race.
Posizioni finali degli azzurri: 26. Diego Romero (CV Torbole); 40. Giacomo Bottoli (CV Marina Militare); 58. Michele Regolo (SV Guardia di Finanza); 75. Marco Gallo (SV Guardia di Finanza); 97. Enrico Strazzera (YC Cagliari); 149. Uberto Crivelli Visconti (Circolo Vela Remo).

Match Race femminile (24 equipaggi iscritti: 1 italiano)
Vince Lucy Mcgregor (GBR), seconda Sally Barkow (USA) e terza Growneveld (NED).

Nauticsud: ad aprile 2012 la prossima edizione

Nauticsud, la prima fiera del pronto barca con la possibilità di effettuare le prove in mare, esclusiva prerogativa del salone nautico promosso dall’associazione di categoria dei diportisti, non ha dubbi e per la prossima edizione ripropone la formula vincente già collaudata in passato, realizzando la manifestazione con un clima più favorevole e concentrando  la maggior parte a mare. “Sole e brezza marina all’ombra del Vesuvio sono le leve strategiche su cui Nauticsud deve puntare” ha dichiarato con piglio deciso Cataldo Aprea, patron di Aprea Mare prestigioso brand campano ritornato nelle mani di famiglia dopo un’esperienza nel Gruppo Ferretti. Sulla stessa lunghezza d’onda gli organizzatori, che concepiscono il salone nautico nell’ottica dei diportisti quale è Nauticsud e quindi ritenendolo imprescindibile da un clima festivaliero. Ben venga il ritorno nel mite mese di aprile con più spazio per le prove a mare, del resto se la manifestazione ha retto nonostante la forte crisi, che ha visto defezioni eccellenti con cantieri momentaneamente spariti dal mercato perché con i libri in tribunale o in procinto di farlo, questo si deve alla forte tradizione e vocazione territoriale di Nauticsud che oltre ad essere un momento di promozione delle Attività Produttive, è ancor prima un forte attrattore turistico come ha avuto modo di convenire persino il Presidente dell’Ente Nazionale Italiano per il Turismo, Matteo Marzotto, in visita all’esposizione dove ha apprezzato anche i progetti della portualità turistica. Turismo, concetto sul quale Lino Ferrara punta con decisione raccogliendo unanimi consensi, mentre unica voce fuori dal coro risulta quella dell’assessore regionale al Turismo Giuseppe De Mita che invece punta sul turismo dei boschi. Turismo nautico, invece, fortunatamente condiviso dai colleghi di giunta e dal Presidente Caldoro testimoniato proprio durante il taglio del nastro al Marina Nauticsud nella giornata inaugurale. Alla Mostra d’Oltremare rimarrebbero solo gli stand degli accessori e servizi, ma anche il folto calendario convegnistico che vede Nauticsud sempre schierato in prima linea per il rilancio dell’intero water front collegato a tutto il retroterra urbano, affinché il mare risulti una porta e non una barriera per la città.

Trivellazioni in mare: Legambiente prova a proteggere le Isole Tremiti

“L’estrazione del petrolio dai mari italiani è un folle progetto che ipoteca lo sviluppo futuro dell’economia fondata sull’uso sostenibile del mare, sul turismo e sulla pesca”. Lo afferma Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente a proposito delle ricerche petrolifere previste in Adriatico in un punto di mare antistante le coste abruzzesi, a 26 km dalle Isole Tremiti. Per Ciafani, “estrarre il petrolio non serve neanche a ridurre la bolletta e le importazioni di fonti fossili in Italia, visto che agli attuali tassi di consumo tutte le riserve note di petrolio a mare e a terra verrebbero consumate in soli venti mesi. L’unica cosa da fare è uno stop alle nuove trivellazioni, che garantirebbero solo ricchi affari per le aziende petrolifere”. “Dalla riunione svoltasi ieri con i parlamentari e gli amministratori pugliesi – dichiara invece Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia, che annuncia ricorsi amministrativi – ci aspettavamo una retromarcia da parte del ministro Prestigiacomo ma invece si propone una sterile conferenza di servizi dove le regioni, le province e i comuni interessati non potranno che ribadire la propria posizione contraria alle trivellazioni. Anche la stessa proposta dell’ampliamento della riserva marina delle Tremiti, che riteniamo positiva, non tutela nell’immediato il territorio dalle ricerche di idrocarburi”. “L’irremovibilità della Prestigiacomo – spiega il presidente del consiglio pugliese Introna – ha deluso le attese di chi come me auspicava che l’appuntamento romano potesse servire a far cambiare opinione sull’aggressione al nostro ambiente. Ci rendiamo conto, invece, che le politiche del governo centrale non tengono in alcuna considerazione le preoccupazioni delle comunità e le scelte responsabili per uno sviluppo ecosostenibile. Ben vengano interventi legislativi d’iniziativa di gruppi consiliari, di Consigli regionali, di tante Regioni (oggi in Puglia ne è stato presentato uno di Sinistra, Ecologia, Libertà). Sarebbe auspicabile un’iniziativa unitaria di tutte le Regioni che si affacciano sull’Adriatico, dal Nord allo Ionio, rivendicare rispetto, per esprimere il dissenso, per prendere definitivamente le distanze da progetti che minacciano il mare comune, straordinaria risorsa ambientale, paesaggistica ed economica. Spero – conclude Introna – che con federalismo non si intenda tenere in spregio le volontà dei territori a difesa della natura e far venir meno con diktat ingiustificati la leale collaborazione tra enti locali, regioni e Governo. Intanto restiamo preoccupati per quello che si prepara per l’Adriatico, per le spiagge, per il turismo della Puglia, del Molise e dell’Abruzzo, minacciati dalle torri di metallo, esposti al rischio di disastri ecologici, di macchie nere galleggianti e tutto per pochi barili di pessimo petrolio”.

Francesca Cuomo

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Cnr: nel 2012 pronto mega yacht da 90 milioni d euro

Ottanta metri di lunghezza, sei piani, di cui uno sotto linea di galleggiamento per un’altezza comparabile a un palazzo di 4-5 piani, valore circa 90 milioni di euro. Si tratta del giga-yacht commissionato a Crn nel 2009 da un armatore mediorientale e in costruzione nel cantiere di Ancona, che lo completerà entro giugno 2012. “È il nostro fiore all’occhiello – hanno detto Lamberto Tacoli, presidente dell’azienda, e Luca Boldrini, brand manager -, l’imbarcazione più grande costruita da Crn”. L’azienda, ha aggiunto Boldrini, punta anche a costruire un’imbarcazione di 85 metri. Il giga-yacht può ospitare per navigazione e pernottamento fino a 36 persone (24 membri di equipaggio e 12 ospiti). Il costo di gestione ammonta al 3-5% del valore complessivo: cioè dai 3 ai 4,5 milioni di euro l’anno. Lo yacht è destinato a figurare tre le 70 barche da diporto più grandi al mondo. Orgoglio del cantiere è anche il fatto che l’armatore, già cliente di cantieri nordeuropei, abbia scelto Crn dopo una ricerca di mercato. “Nel Nord Europa – ha spiegato Boldrini – i cantieri sono più rigidi e molte volte il cliente finisce per essere solo un numero nella produzione. Noi puntiamo sulla qualità, ma cerchiamo anche di coinvolgere il cliente: perchè il processo di realizzazione dell’imbarcazione, all’interno di un capannone lungo 110 metri e alto 36, diventi divertente anche per lui”. I lavori sono monitorati costantemente da dieci persone di fiducia dell’armatore, che visita spesso il cantiere. Quando mancheranno pochi mesi al varo, anche l’equipaggio (tra cui due comandanti) sarà ad Ancona per mettere in mare il giga-yacht. Per la città, ha osservato Boldrini, si creano grandi opportunità economiche; sarebbero anche maggiori se lo scalo fosse in grado di ormeggiare barche di questo tipo (a Marina Dorica possono attraccare barche fino a 24 metri). Citando numeri del Principato di Monaco, Boldrini ha sottolineato come un mega-yacht ormeggiato in porto muove un indotto da 150 mila euro al giorno. Il giga-yacht (200 km di cavi interni per predisporre ogni utilità tecnologica), ospita ascensori e scale distinti per l’armatore e l’equipaggio, un ponte di circa 200 metri quadrati ad uso esclusivo dell’armatore, mentre in plancia è il comandante a dettare le condizioni e a pretendere anche più copie di back up per ogni attrezzatura. Ci sono stanze per parrucchieri, un cinema con uno schermo al plasma da 110 pollici, una camera da letto panoramica con Jacuzzi esterna. Sul ponte può atterrare anche un elicottero in caso di emergenza. L’armatore ha voluto anche mettere a disposizione dell’equipaggio, che resta in nave per la maggior parte del tempo, una palestra. L’imbarcazione non avrà invece un ‘porticciolò interno dove ormeggiare il tender, preteso al contrario dall’armatore per il quale Crn costruirà un m/y da 58 metri. L’80% delle barche è realizzato da maestranze locali e da sottocontraenti marchigiani. Molti i partner di Crn, tra cui Cantori e Videoworks.

Salvatore Carruezzo

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IL NAUTILUS Anno 7 N°2

nuovo numeroIn questo numero uno speciale sulle Lame pugliesi e la procedura che porta il solco erosivo a diventare baia. All'interno un approfondimento sulle norme allo studio dell'Unione europea per combattere la pirateria, le rotte liguri che portano a Rotterdam, il valore di un porto rapportato al costo dei servizi, le regole del federalismo applicate alla portualità, un'intervista esclusiva a Claudio Guerrieri sulla situazione del comparto nautico nella provincia di Lucca, la stagione crocieristica dei porti del Nord Sardegna, un resoconto dell'Authority di Ancona e i progetti di Massidda per il porto di Cagliari.
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