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Campionato Invernale d’Abruzzo di vela d’altura: i risultati dopo la terza tappa

Continua il Campionato Invernale d’Abruzzo di vela d’altura, promosso e organizzato dal Club Nautico Pescara, manifestazione iniziata lo scorso 16 ottobre. Lo scorso fine settimana concluse due tappe, per tre prove complessive.

Nella classe Crociera Regata le favorite della vigilia, Man e Machi, sono tornate a occupare posizioni di vertice. Nella Gran Crociera continua il duello tra Born To Be e Diomedea.

Queste le classifiche, per classi, fino al terzo posto:
LIBERA A: 1° Blu Virus di Gabriele Di Biase (Club Nautico Pescara), 2° Idhra di Massimo Di Bernardo (Circolo Velico La Scuffia), 3° Ronzinante di Ennio Giuliano (Circolo Velico La Scuffia);

LIBERA B: 1° Ylva di Vincenzo Cirillo (Club Nautico Pescara), 2° Laetitia II di Sabatino Spezzaferro (Circolo Velico La Scuffia), 3° Alba di Carlo Pasetti (Club Nautico Pescara);

GRAN CROCIERA: 1° Born To Be di Matteo Celeste (Circolo Velico La Scuffia), 2° Diomedea di Alessandro Marroni (Club Nautico Pescara), 3° Papillon di Marco Bruno (Club Nautico Pescara).

CROCIERA REGATA: 1° Man di Riccardo Di Bartolomeo (Club Nautico Pescara), 2° Machi di Giulio Cerceo (Circolo Velico La Scuffia), 3° Vag di Ivo Petrelli (Club Nautico Pescara).

Per la disputa della quarta tappa le imbarcazioni torneranno in acqua domenica 20 novembre.

Sequestro Montecristo: Duale ribadisce estraneità dei suoi assistiti

«Quei ragazzi arrestati non sono i pirati che hanno assaltato il mercantile italiano». L’avvocato Douglas Duale, difensore dei cittadini somali arrestati per il sequestro della Montecristo, continua ad affermare l0innocenza di almeno nove dei tredici detenuti che, da due settimane, sono detenuti a Regina Coeli.

I pirati che hanno sequestrato i ventitre marittimi, tra cui sette italiani, nel Golfo di Aden lo scorso 10 ottobre si dichiano infatti assolutamente estranei e si ritengono vittime di un errore. Il penalista Duale ha già annunciato ricorso al Tribunale del riesame di Roma: la richiesta è quella di revoca del provvedimento di custodia cautelare emesso dal giudice per le indagini preliminari.

Le accuse sono per i reati di depredazione, sequestro di persona, danneggiamento, detenzione di armi da guerra con l’aggravante della finalità di terrorismo. E’ stata l’ambasciata somala a dare mandato al legale di difendere gli uomini arrestati sulla base delle foto scattate durante il blitz, con cui furono liberati tutti i membri dell’equipaggio, delle forze inglesi.

Secondo Duale, almeno sei delle persone arrestate sarebbero minorenni ed infatti la procura ha già ordinato di eseguire il test dell’età ossea. «Nel frattempo – conclude l’avvocato – vorrei rivolgere un pubblico ringraziamento al cappellano del carcere che ha fornito ai miei assistiti un pò di vestiti. Alcuni, mentre venivano tratti in arresto, indossavano costume e ciabatte, non propriamente un abbigliamento da pirati di navi».

Salvatore Carruezzo

Foto: Simone Rella

© Riproduzione riservata

Annunciata la dodicesima edizione della Volvo Ocean Race

La dodicesima  edizione della Volvo Ocean Race avrà luogo nel 2014-15, come annunciato lo scorso sabato da Volvo Car Corporation e Volvo Group. Knut Frostad CEO della Volvo Ocean Race ha reso noto un programma di massima, proprio mentre la flotta dell’edizione 2011-12 sta “tirando i primi bordi” ad Alicante.

Insieme al CEO della Volvo Car Corporation Stefan Jacoby e al CEO della Volvo Group Olof Persson, Frostad ha detto che la prossima regata partirà nell’autunno del 2014 ancora da Alicante, dove l’organizzazione ha la propria base dal 2010.

“Volvo Cars e Volvo Group hanno rinnovato il loro duraturo supporto alla regata e c’è rispetto reciproco” ha detto Knut Frostad, veterano della regata e CEO dal 2008. “In un momento in cui molti eventi sportivi lottano per la sopravvivenza, in una delle crisi finanziarie peggiori degli ultimi decenni, il futuro della Volvo Ocean Race appare molto roseo. Una larga parte del nostro successo dipende dal fatto che Cars e Volvo Group sono il cuore della strategia di marketing di entrambe le società.”

Olof Persson CEO di Volvo Group ha invece affermato che la regata rappresenta un palcoscenico ideale per mostrare i valori delle due società. “Ci sono molte ragioni che motivano il fatto di essere proprietari della Volvo Ocean Race, soprattutto perché condividiamo gli stessi concetti centrali come lo spirito d’avventura, la tecnologia, il lavoro di squadra e la ricerca costante della perfezione.” Inoltre, è importantissimo per noi poter invitare i nostri clienti nelle diverse sedi di tappa e vederli in un contesto differente, poterci incontrare e parlare di lavoro.”

Secondo Stefan Jacoby Presidente e CEO di Volvo Cars: “La Volvo Ocean Race è un importante strumento della nostra strategia di marketing, per aumentarel’attrazione al marchio e la predisposizione all’acquisto. Con il suo aspetto veramente globale, la regata è una piattaforma commerciale fantastica per costruire una relazione duratura con i clienti. Il ritorno sull’investimento è stato ottimo in termini di copertura media, maggiore conoscenza del marchio e aumento delle vendite.”

L’annuncio di Knut Frostad segue di poco quello sul numero record, ben 66, di emittenti televisive che hanno deciso di seguire l’evento, raggiungendo qualcosa come 550 milioni di famiglie nel mondo.

“Al momento ci concentriamo sull’edizione 2011/12 che penso  sarà la migliore che abbiamo mai avuto, sono felice che il nostro evento migliori in maniera costante e sotto ogni punto di vista. Il nostro obiettivo è di portare l’azione e l’emozione della regata a un pubblico sempre più ampio. Sono sicuro che lungo il cammino convertiremo sempre più persone all’amore per il nostro sport”. Sono state le parole di Frostad.

UE: nuove regole per le attività offshore

Proteggere il Mediterraneo da parte dell’Unione Europea è un imperativo dettato dalla Convenzione di Barcellona. Dopo i danni  dell’inquinamento marino, a seguito del disastro del Golfo del Messico, unico nella storia mondiale delle attività marittime, e dopo l’incaglio della Rena sulla Reef corallina della New Zeland, la UE intende applicare la Convenzione di Barcellona che tutela tutto il Mediterraneo contro l’inquinamento da attività di esplorazione e sfruttamento offshore.

E’ da sottolineare che queste attività marittime sono in aumento in tutto il Mediterraneo, in particolare nel Medio e Basso Adriatico; quest’ultimo bacino ha una particolare caratteristica orografica di una “sea-way” che scorre in una mare “chiuso”, come appunto è il Mediterraneo e quindi a forte rischio di inquinamento sia della fauna che della flora marina.

Ricordiamo che l’Unione europea è parte contraente della Convenzione di Barcellona, alla quale hanno aderito Italia, Grecia, Spagna, Francia, Slovenia, Malta e Cipro, insieme ad altri 14 paesi del Mediterraneo che non fanno parte dell’Ue. Il commissario Ue all’Ambiente, Janez Potocnik, ha affermato che il protocollo “offshore”, pur prevedendo delle norme e condizioni standard per poter installare piattaforme (costruzione, autorizzazione, capacità finanziaria da parte delle imprese e soprattutto competenze tecniche, esercizio di attività di perforazione ed estrazione petrolio e gas),  forse va rivisto proprio alla luce degli ultimi incidenti.

Poiché, come sempre per le attività marittime, l’ambito è sempre internazionale, il Commissario Ue, ha aggiunto che si farà garante di un iter legislativo da condividere con i partner del Mediterraneo che non fanno parte dell’Ue, al fine di garantire la sicurezza delle attività petrolifere e di gas, per assicurare una migliore tutela del “nostro mare e dei suoi utenti”.

Per questo, la settimana scorsa, la Commissione europea all’Ambiente ha proposto nuove regole per la sicurezza degli impianti offshore di gas e petrolio, prevedendo il risarcimento dei danni ambientali nel raggio di 370 km dalla costa da parte delle imprese responsabili; queste regole potrebbero entrare in vigore per gli impianti esistenti, già dal 2014, ha affermato Potocnik.

L’Italia con i suoi 123 installazioni è al terzo posto, dopo la Gran Betragna e l’Olanda; mentre le operazioni di trivellazioni interessano Cipro e Malta più o meno a diverse profondità. Le novità delle regole europee, ha detto il Commissario Potocnik, riguardano le imprese impegnate in questo settore:

“Le licenze saranno rilasciate solo ad operatori con capacità tecniche e finanziarie per garantire la sicurezza delle attività offshore e la protezione ambientale; le imprese sono obbligate a redigere un rapporto che include la valutazione dei rischi e un piano di emergenza prima di partire con le attività; le soluzioni tecniche critiche per la sicurezza saranno  sottoposte alla valutazione di terzi, prima e dopo l’inizio della produzione;

le autorità nazionali sono responsabili dei controlli di sicurezza e se le compagnie non rispettano gli standard rischiano sanzioni, fino al fermo-attività; le compagnie sono pienamente responsabili dei danni ambientali causati a specie marine protette e habitat naturali, incluse le acque fino ad un limite di 370 km dalla costa”, ha ribadito il Commissario Ue. Infine, ha concluso che, secondo le valutazioni della Commissione Ue per l’Ambiente, un incidente di grande portata nelle acque Ue ha un costo stimato fra i 205 e i 915 milioni di euro l’anno.

Abele Carruezzo

© Riproduzione riservata

Yacht Club Sanremo: Trofeo Jean Bertrand con vento e sole

A Sanremo questo fine settimana ha trionfato il sole e il vento, condizioni ideali che hanno permesso alla flotta iscritta al Trofeo Jean Bertrand di portare a termine tre prove sabato e altrettante domenica, regatando con condizioni di vento pressoché ideali.

Per la classe 420, la cui regata è valida per la Ranking List della Primazona FIV, al vertice della classifica troviamo Tommaso Ciampolini e Lorenzo Berardi, che con tre primi posti, sono riusciti a passare Francesco Rebaudi con Pietro Canepa, sino a ieri al vertice della classifica. Entrambi sono dello Yacht Club Italiano.
Terzo posto femminile per Veronica Maccari e Marta Lenotti, dello Yacht Club Sanremo, che sono riuscite anche a vincere una prova.

Per i Dinghy 12’ vince il Trofeo Jean Bertrand Luigi Gazzolo, della Lega Navale di Santa Margherita Ligure con “Epoxy Shark”; Emanuele Tua, del Circolo Velico Artiglio sale al secondo posto con “Orietta Quarto”, mentre Emanuele Ottonello del Circolo Nautico Ugo Costaguta si piazza al terzo posto della classifica generale, ma vince quella per i Dinghy Classici, d’Epoca nonché Timoniere Master.

Nei 470 al primo posto troviamo Anina Gertsch e Giudice Daniele, seguiti da Dario Manara con Mauro Luigi, del Circolo Velico Ventimigliese.

Al primo posto di classe Snipe troviamo Andrea Zaoli e Davide Ortelli, già Campioni Italiani, seguiti da Chiara Magliocchetti e Vittorio Zaoli, dello Yacht Club Sanremo.
Terzo posto per Alberto e Antonio Pedone, del Circolo Velico Ugo Costaguta.

Per gli Snipe Classici vince il Trofeo Jean Bertrand Gina Zaoli con Stefano Vallone, dello Yacht Club Sanremo, mentre al primo posto per gli Snipe d’Epoca si piazza Nicola Rugarli con Annalisa Nava.

Foto:  Matteo Littardi

Misiti: “Al sud serve piano per rilanciare infrastrutture portuali”

«Il Sud può superare il deficit infrastrutturale verso il Nord solo ricorrendo al progetto di finanza e trasformando i fondi perduti assistenziali in investimenti produttivi relativamente alle autostrade, ai porti e agli aeroporti».

Il vice ministro alle Infrastrutture Aurelio Misiti ha spiegato la strategia del governo nel corso di un convegno organizzato dal Registro Italiano Navale Rina che si è svolto a Lamezia Terme. “Il dirigente del Rina Fabio Ziliotto – ha fatto sapere il Rina in una nota – ha svolto una relazione sul project financing nelle opere pubbliche come unica modalità di investimento negli anni di crisi della finanza pubblica.

Misiti ha portato un contributo istituzionale con riferimento a quanto finora è stato applicato in Italia del Nord e le indicazioni perchè il metodo del project si affermi anche nel Mezzogiorno d’Italia”. POi il vice ministro ha spiegato la strategia finanziaria.

«Si possono realizzare progetti bancabili di infrastrutture nel Sud – ha precisato Misiti – nel campo delle autostrade, dei porti e degli aeroporti considerando che in questo territorio vi sono stati i principali investimenti pubblici con finanziamenti a fondo perduto.

Oggi queste opere tipo l’autostrada Salerno-Reggio Calabria o i porti di Gioia Tauro, Cagliari e Taranto si possono mettere a frutto per poter costituire risorse pubbliche da affiancare a quelle private rendendo così i progetti appetibili da parte del sistema bancario».

Salvatore Carruezzo

© Riproduzione riservata

Yacht Club Olbia protagonista nella Coppa Primavela

Avvicinare il mare alla città e la città al mare: questo l’obiettivo che si pone lo Yacht Club di Olbia che quest’anno dopo appena un anno dalla sua nascita ha registrato un importante risultato: un suo iscritto, di appena 9 anni, Cesare Barabino, si è aggiudicato, primo sardo in assoluto, il primo posto della 26esima edizione della Coppa Primavela, svoltasi a Venezia lo scorso settembre.

Lo Yacht club di Olbia nella primavera 2011 ha iniziato i corsi per principianti, con Laura De Candia coordinatrice dei corsi, Giovanni Meloni (Campione Italiano Optimist 2004) istruttore di derive e Gabriele Varrucciu (Campione Italiano Freestyle Windsurf 2010) istruttore di Windsurf. Lo Yacht Club propone corsi per bambini a partire dai 6 anni, per ragazzi e per adulti.

Le barche utilizzate sono l’Optimist il Tridente e il Windsurf. Da quest’estate, per la prima volta, il Club ha messo a disposizione dei bambini di Olbia il Velabus che ogni mattina collegava il centro di Olbia a Punta Asfodeli, sede attuale dello Yacht Club, per poi riportarli in città alle 13.

«Un’iniziativa pensata per avvicinare lo Yacht Club Olbia alla città ed evitare che i 15 chilometri di distanza fossero un ostacolo per i corsi dei bambini», spiega Marco Barabino il presidente dello Yacht Club.

ABU DHABI VINCE LA REGATA DI APERTURA DELLA VOLVO OCEAN RACE

Abu Dhabi Ocean Racing si aggiudica il primo match e i primi punti in palio della Volvo Ocean Race 2011-12 con una schiacciante vittoria nella in-port race inaugurale. L’equipaggio guidato dall’olimpionico britannico Ian Walker, ha inflitto un distacco di ben 14 minuti ai suoi rivali.

PUMA Ocean Racing powered by BERG ha chiuso al secondo posto davanti a CAMPER with Emirates Team New Zealand. Team Sanya ha superato i francesi di Groupama proprio sulla linea del traguardo mentre i velisti spagnoli di Team Telefónica hanno chiuso in sesta posizione. Appena passata la linea Groupama ha informato il comitato di regata dell’intenzione di protestare CAMPER with Emirates Team New Zealand issando la bandiera rossa. Al momento la protesta è al vaglio della giuria.

Con la vittoria di oggi Abu Dhabi Ocean Racing partirà per la prima tappa con sei punti e un grande vantaggio psicologico. “E’ una grande vittoria, sono felicissimo” sono state le prime parole di Ian Walker. “E’ un buon modo di cominciare per Abu Dhabi Ocean Racing. Non credo significhi molto ma certo chi vince oggi può contare su una dose supplementare di carica in vista della partenza della prossima settimana.”

La mattina era cominciata sotto una pioggia battente e vento teso, ma quando il comitato ha dato il via alla regata alle 14 il cielo si era completamente schiarito e la brezza era calata sui 10/15 nodi. La partenza è stata molto combattuta con Abu Dhabi, CAMPER with Emirates Team New Zealand e Groupama praticamente sulla stessa linea e con un buon vantaggio sui concorrenti, meno veloci Telefónica e Sanya costretti a rincorrere.

Nell’avvicinamento alla prima boa, pur se in buona posizione PUMA Mar Mostro avendo mure a sinistra ha dovuto dare acqua ad Abu Dhabi che ha preso la testa della flotta per mantenerla fino all’arrivo, incrementando il vantaggio fino a 14 minuti.

Un passaggio disastroso sulla seconda boa ha fatto scivolare CAMPER with Emirates Team New Zealand dalla seconda alla quinta posizione, esempio perfetto di come nelle in-port race anche un solo errore può costare carissimo.

Malauguratamente la brezza nel golfo di Alicante è andata calando, ed è diventata sempre più variabile di direzione con le barche rallentate quasi a fermarsi. La situazione meteo ha costretto il comitato di regata a ridurre il percorso, e con il vantaggio accumulato, la vittoria per Abu Dhabi Ocean Racing è venuta piuttosto facilmente.

Il primo cittadino mediorientale della storia del giro del mondo, il ventiduenne emiratino Adil Khalid, è letteralmente impazzito per la felicità dopo la vittoria e ha percorso più volte la lunghezza della barca da prua a poppa sventolando la bandiera del suo paese.

Le in-port race si svolgono in tutte le dieci sedi di tappa e mettono alla prova le capacità veliche in regate fra le boe, le manovre e l’abilità tattica, assegnando punti che possono essere determinanti per la vittoria finale. Le regate costiere, inoltre, sono una chance unica per il pubblico che le può seguire da terra e da casa attraverso gli schermi dei computer.

I sei team partecipanti alla Volvo Ocean Race ora hanno una settimana per apportare i tocchi finali a barche e attrezzature prima della partenza della tappa 1 che li porterà, dopo oltre 6.500 miglia e oltre venti giorni di navigazione a Città del Capo. La partenza è in programma per il prossimo sabato 5 novembre alle ore 14.

Classifica provvisoria Iberdrola In-Port Race:

Posizione / Team / Tempo / Punti

1. Abu Dhabi Ocean Racing / 53 minuti 44 secondi/ 6
2. Puma Ocean Racing / 1 ora  07:58 / 5
3. CAMPER with Emirates Team New Zealand / 1:10:11 / 4
4. Team Sanya / 1:10:43 / 3
5. Groupama sailing team / 1:11:11 / 2
6. Team Telefónica / 1:12:08 / 1

Foto: Ian Roman/Volvo Ocean Race

Porto di Genova: crescita dei traffici nei primi nove mesi del 2011

Il traffico contenitori sale del 4,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso raggiungendo quota 1.380.894 teu. In particolar modo cresce in modo esponenziale il traffico teu di Vte che si attesta al + 15,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno passato.

Del resto, le statistiche mondiali 2010 confermano PSA come  il principale operatore di terminal container globale in termini di equity teus, con una movimentazione pari a 51,3 milioni di teu, il +14% rispetto al 2009.

Tornando ai dati di traffico genovesi, nei primi nove mesi dell’anno il nostro porto ha raggiunto ottimi risultati  anche nel settore dei prodotti industriali ed in particolar modo nei prodotti siderurgici Ilva che quasi raddoppia il dato mensile dell’anno passato e che, nel progressivo, cresce del 37,9%.

Buoni risultati anche per alcune tipologie di rinfuse liquide con gli olii minerali che nel terminal SAAR crescono addirittura del 435%. In calo i prodotti petroliferi (-5,5%) per gli effetti della situazione libica.

Si registra un calo anche nel settore passeggeri dei traghetti (-17,8%) e delle crociere (-5,3%), dato da attribuirsi alla situazione del Nord Africa ed alla particolare congiuntura internazionale. Sulla base dei dati complessivi dei primi nove mesi, per il porto di Genova il 2011 potrebbe chiudersi con una crescita percentuale del 4,5% rispetto al 2010, riportando i volumi movimentati alle cifre pre-crisi e quindi al record del 2007 con oltre 1,8 milioni di teu.

Porto di Civitavecchia: approvato bilancio 2012

Nell’ultima seduta del comitato portuale dell’Authirity di Civitavecchia è stato approvato il bilancio di previsione dell’ente per il 2012. L’accordo è stato raggiunto all’unanimità da imprenditori, istituzioni e rappresentanti delle categorie di lavoratori portuali che hanno espresso parere favorevole anche per una variazione.

In particolare, sono stati destinati 5 milioni di euro per l’ampliamento della pianta organica e per quello tecnico funzionale del porto di Gaeta. «L’approvazione è avvenuta con la piena condivisione di tutti i componenti del Comitato.

Segno che si sta lavorando nella direzione giusta – ha detto il presidente dell’Authority Pasqualino Monti – Anche per il futuro proseguiremo su questa linea, evitando gli sprechi ed investendo sulle infrastrutture in grado di dare maggiore competitività ai porti della regione».

Salvatore Carruezzo

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IL NAUTILUS Anno 7 N°2

nuovo numeroIn questo numero uno speciale sulle Lame pugliesi e la procedura che porta il solco erosivo a diventare baia. All'interno un approfondimento sulle norme allo studio dell'Unione europea per combattere la pirateria, le rotte liguri che portano a Rotterdam, il valore di un porto rapportato al costo dei servizi, le regole del federalismo applicate alla portualità, un'intervista esclusiva a Claudio Guerrieri sulla situazione del comparto nautico nella provincia di Lucca, la stagione crocieristica dei porti del Nord Sardegna, un resoconto dell'Authority di Ancona e i progetti di Massidda per il porto di Cagliari.
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