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Porto di Barletta: l’ufficio circondariale diventa Capitaneria

Presto l’Ufficio Circondariale marittimo di Barletta diventerà Capitaneria di Porto. Nella seduta del 28 dicembre scorso il Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro Passera, ha infatti licenziato lo schema di decreto del Presidente della Repubblica. Soddisfazione viene espressa in una nota dal sindaco di Barletta, Nicola Maffei: «Ancora una volta – evidenzia – il nostro impegno è stato premiato.

Dal mio insediamento ho guardato in modo deciso al porto e a tutte le problematiche ad esso connesse, premendo per l’adesione di Barletta alla Autorità Portuale del Levante e sollecitando affinchè tutti i progetti di ammodernamento e ristrutturazione dell’area portuale seguissero l’iter più celere possibile».

«Appena il Presidente della Repubblica firmerà il decreto, il porto di Barletta potrà ufficialmente essere ritenuto – sottolinea Maffei – il porto della Provincia BAT, onore ed onere che dal punto di vista operativo gli è già attribuito dagli operatori del settore». «Il porto di Barletta – questa la motivazione contenuta nello schema di decreto – è interessato da un intenso traffico commerciale.

I più importanti insediamenti produttivi nel territorio locale sono la cementeria Buzzi Unicem, la Timac spa (prodotti chimici e fertilizzanti), l’Api (prodotti petroliferi) ed il Barletta Terminal Cereali spa (stoccaggio grani e cereali).

Sulla scorta dei programmi volti ad incentivare lo sviluppo del porto e stante l’importanza strategica per l’economia locale, sono stati predisposti diversi progetti di ampliamento delle strutture portuali tra cui il prolungamento del molo di ponente e levante per la protezione da mareggiate, e l’escavazione dei fondali per consentire l’approdo di navi di maggiori dimensioni e pescaggio. L’ampliamento del molo tramontana è in corso di completamento».

Foto: SC-Lab

La Puglia ed il Mediterraneo

Parlare di traffici e flussi marittimi globali ed europei in particolare, si scopre che il ruolo strategico del Mediterraneo è in una continua evoluzione; anche ad un anno dalla “primavera araba”.

Da mare periferico rispetto ai sistemi portuali nord-europei per tutti gli anni settanta/ottanta del secolo scorso, a posizione centrale a seguito dei cambiamenti dell’economia globale e globalizzata, al punto che, oggi, si parla di “portualità mediterranea”.

Per la progressiva concentrazione dei centri di produzione nell’area dell’Estremo Oriente-Pacifico, il baricentro dei traffici marittimi internazionali si è posizionato nel  focal-point del flusso del Pacifico e delle rotte commerciali che si snodano lungo l’asse Far East/Europa; il tale situazione, il Mediterraneo è divenuto un passaggio “obbligato”.

Oggi, però, con una certa cautela,  per via della “crisi” in atto e per il fenomeno della pirateria all’interno del Golfo di Aden, che, ostacolando il passaggio da Suez, ne limita il pieno sviluppo di questo mare. La caratteristica geografica del Mediterraneo, per la vicinanza delle sue sponde, lo rende un sistema efficace di trasporto, garantendo economie di scala sulla modalità marittima, tra i Paesi della Ue e quelli ad est e a sud dello stesso mare.

In quest’ottica si inserisce il Mezzogiorno d’Italia ed in particolare la Puglia che diviene una “piattaforma logistica” naturale per i Paesi del MENA (Middle East and North Africa). Perciò, occorre incrementare il numero delle linee marittime che collegano i porti pugliesi ai porti di questa regione marittima; attivare servizi per merci rotabile, container ed altro con linee dirette da Bari, Brindisi e Taranto con una certa regolarità.

Per fare questo, il nostro governo regionale dovrà avere più coraggio per una politica più incisiva volta a creare e a potenziare infrastrutture logistico/portuali (distrimar), per consentire accessi a nuovi mercati, anche in previsione del “dopo-crisi”, in cui tutto non sarà come prima. Una adeguata “port strategy” pugliese, comprensiva dei tre sistemi portuali, rivolta a rendere il sistema logistico regionale orientato allo sviluppo dell’import/export marittimo.

Abele Carruezzo

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Volvo Ocean Race: Team Sanya conferma il ritorno

Arrivano buone notizie da Team Sanya, che oggi ha annunciato la sua intenzione di ritornare in regata. Sono stati Sua Altezza lo sceicco Sultan Bin Tahnoon Al Nahyan e un gruppo di dignitary locali ad aprire ufficialmente l’Abu Dhabi Destination village, che nelle prossime due settimane sarà palcoscenico principale della Volvo Ocean Race. Gli organizzatori hanno anche reso note le date della seconda parte della tappa, con il veloce sprint verso l’Emirato

La buona notizia è stata data oggi proprio dallo skipper Mike Sanderson, che ha confermato che il primo team cinese a partecipare alla Volvo Ocean Race è determinato a portare e termine la regata, una volta completata la riparazione dell’albero che lo aveva costretto a sospendere la competizione e a fare scalo in Madagascar. “C’è voluto del tempo per superare il secondo colpo al nostro progetto. Ma sono cose che possono succedere durante una Volvo Ocean Race e siamo più determinati che mai a tornare a regatare.”

Come si ricorderà Sanya, lo scorso 19 dicembre, era stata vittima di un problema tecnico a una sartia, da quel momento il team ha lavorato senza sosta per effettuare le riparazioni necessarie. A causa dell’alto livello tecnologico dell’armo utilizzato da Sanya, i tecnici di Future Fibres hanno dovuto produrre un nuovo sartiame completo. Il materiale è partito ieri da Valencia, e dovrebbe arrivare oggi in Madagascar per il montaggio e i lavori finali. “Abbiamo impiegato del tempo per valutare le diverse opzioni, mettendo sul piatto della bilancia il vantaggio a breve termine di completare la seconda tappa e il fatto che la barca e l’equipaggio fossero pronti al 100% per la terza tappa e il proseguo del giro. Dopo averne discusso con i nostri sponsor, abbiamo deciso di portare a termine la prima parte della seconda tappa e guadagnare punti che ci potranno essere utili in futuro. Dipendiamo ancora dal fatto che tutto vada bene con il nuovo sartiame, ma siamo fiduciosi di poter riprendere a navigare il prima possibile.” Ha dichiarato lo skipper neozelandese.

Le regole di regata, per le barche che non hanno potuto essere caricate sulla nave, stabiliscono infatti che se Team Sanya raggiungerà il porto sicuro con i propri mezzi, gli verranno riconosciuti quattro punti per il sesto posto nella prima frazione, un’ulteriore punto per la seconda parte, come pure due per la In-Port Race di Abu Dhabi.

In parallelo a questo annuncio positivo, oggi si è svolta la cerimonia ufficiale di inauguarazione del race village di Abu Dhabi alla presenza di Sua Altezza lo sceicco  Sultan Bin Tahnoon Al Nahyan, predicente dell’Abu Dhabi Tourism Authority, di Sua Eccellenza Mubarak Al Muhairi, direttore generale dell’Abu Dhabi Tourism Authority, SE Ahmed Thani Al Rumaithi, presidente dell’Abu Dhabi Sailing & Yacht Club, Peter Baumgarten , direttore commerciale della compagnia aerea Etihad e Knut Frostad, CEO della Volvo Ocean Race.

SA Sheikh Sultan Bin Tahnoon Al Nahyan ha dichiarato che l’apertura del villaggio è stata un momento intenso per cui la città ha lavorato a lungo. “Ospitare la regata ad Abu Dhabi è molto positivo per noi, il nostro paese è stato coinvolto nella storia marittima per molti secoli e i nostri antenati erano famosi navigatori nell’oceano indiano, in Africa e nel sub-continente indiano. Navigavano a bordo dei dhow tradizionali e hanno affrontato molte sfide, le loro barche erano simili a quelle che si usano nella regata, si navigava a vela e si correvano forti rischi per attraversare gli oceani. Oggi vogliamo essere parte integrante dello sport della vela con lo stesso spirito che accomuna il nostro popolo: vogliamo essere parte del mondo e di un evento globale come la Volvo Ocean Race ci pone in questa dimensione. Sono certo che nelle prossime due settimane il villaggio sarà molto visitato da chi vuole scoprire di più sulla Volvo Ocean Race.”

Da parte sua Knut Frostad ha affermato che fare tappa ad Abu Dhabi è un momento importante per la Volvo Ocean Race.  “Abbiamo sempre condiviso una visione con l’Abu Dhabi Tourist Authority e il governo su come meglio costruire lo sport della vela. Hanno creato una location fantastica e hanno aperto una scuola vela in modo da poter ospitare altri eventi in futuro. Credo che sia davvero l’inizio di qualcosa di speciale.” Frostad ha detto che il race village è ideale per la tappa: “Il village è stupendo, avevo molte speranze e aspettative perché Abu Dhabi è nota per organizzare grandi eventi, ma questo è davvero speciale, rappresenta la mia visione della regata. E’ di alta qualità e ha un vero spirito d’avventura, è aperto a tutti e totalmente gratuito. Sono certo che quando arriveranno le barche riceveranno un benvenuto eccezionale.”

Gli equipaggi delle cinque barche si stanno preparando, intanto, per la regata sprint che costituirà la seconda parte della tappa di cui sono state rese note oggi le date. La regata si svolgerà il 4 gennaio visto che la nave che le sta trasportando dal porto sicuro arriverà nelle prossime ore, gli scafi verranno quindi rimessi in acqua e preparati per prendere il via.

Secondo Knut Frostad questo sprint sarà molto spettacolare “I venti dominanti in questa zona potranno far navigare le barche molto velocemente al lasco. E’ uno sprint molto corto, 80 miglia, e le barche voleranno verso Abu Dhabi, impiegando solo poche ore. Abbiamo già potuto notare come la regata sia ravvicinata, con barche che concludono a pochi secondi di distanza dopo migliaia di miglia di oceano. Quindi possiamo prevedere che i cinque team si daranno battaglia fino all’ultimo metro.”

Si prevede che l’arrivo della flotta nella capitale degli Emirati Arabi sarà seguita da un grande numero di spettatori, e gli uffici pubblici saranno chiusi il 4 gennaio, per dar modo a molte persone di essere al race village e vedere i team tagliare il traguardo.

Foto: Paul Tood

Port front: avere e dare fiducia

E’ la città di “mare” che è capace di generare le relazioni marittime fra gli uomini; oppure è la presenza geografica del “mare” che impone all’uomo il “viaggio” creando le relazioni marittime.

Qualunque concetto il cui significato non si riduca ad essere “referenziale”, ossia, non si riduca solo a designare una cosa concreta come il mare, va incontro ad una evoluzione del proprio significato a seconda dei contesti  e delle discipline usate: questo è accaduto al concetto di porto.

La pluralità dei significati che il porto è capace di implicare sono tanti: dalle relazioni culturali, scambi commerciali, trasporti marittimi, servizi alle merci ed alle persone; tanti significati che generano relazioni di crescita reciproca fra una “città-porto” e cittadini di mare; scambio marittimo che se viene meno per una città è inevitabile il declino.

Ed allora, una Authority del porto deve perseguire l’importante obiettivo istituzionale: promuovere lo sviluppo dei traffici tra il porto di una città ed i mercati del “mare”; cercando di tradurre l’organizzazione e la funzione portuali in relazioni economiche di quell’assunto istituzionale. Poco tempo addietro, Benedetto XVI, in visita pastorale a Brindisi, dal piazzale di Sant’Apollinare, affermava: “Brindisi, Porta d’Oriente, città crocevia di persone e comunità di ogni provenienza, cultura, lingua e religione.

Punto di approdo per gli uomini, per la sua bellezza, la sua storia, le sue tradizioni civili; città che per secoli ha corrisposto alla vocazione di ponte tra Oriente e Occidente”. Per cui un’Authority non si limita solo a firmare contratti, ma essendo una istituzione pubblica crea le fondamenta per le relazioni di promozione per sviluppo economico di quel territorio.

La questione impegna tutti, operatori portuali e non, nessuno escluso, a riscoprire la relazione fondante del porto di Brindisi ed il Mediterraneo; riproporre quella aspettativa marittima che questa città merita, mettendo in essere un programma di azione con paesi come la Grecia, la Turchia, l’Egitto, sulle rotte dei Messapi, garantendoci delle “chance” di presenza marittima con questi partner, nel bene comune reciproco.

Certo, ci vorranno missioni di scouting in quei paesi, per nuovi accordi e pratiche di follow up per la loro applicazione. Ma prima di tutto, occorre avere fiducia e speranza in questo porto ed in questa città, che comunque ci siamo meritati.

Abele Carruezzo

Foto: Simone Rella

© Riproduzione riservata

Trofeo Minaglia allo Yacht Club Sanremo

Senza alcun dubbio il Meeting Internazionale del Mediterraneo Kinder Più Sport è stato un successo. Boom di iscrizioni, con centoventi Optimist in mare, che si sono sfidati per tre giorni consecutivi, alto numero di prove, sole e vento quasi primaverili, clima festaiolo a terra.

Tutti ingredienti che decretano un’ottima riuscita per questa manifestazione che da ventisette anni lo Yacht Club Sanremo organizza tra Natale e Capodanno.

I concorrenti quest’anno sono arrivati da tutte le regioni italiane, dalla Francia, dal principato di Monaco, dalla Romania, tantissimi dalla Spagna e dalla Svizzera, portando a Sanremo, tra regatanti e le loro famiglie, circa quattrocento persone.

Le giornate di regata si sono svolte regolarmente, con due prove messe a segno il primo giorno, due per i cadetti e tre per gli Juniores il secondo e altre due per tutti l’ultimo.

Giovedì si è svolta la tradizionale festa, iniziata subito dopo la regata, che ha coinvolto i velisti e i loro genitori, e che ha portato Alexia Sulsenti a conquistare un Optimist Faccenda firmato Kinder Più Sport.

Per la classifica cadetti il primo e il secondo posto sono conquistati dalla Spagna, con Max Urquizu, del Club Maritim Altafulla, seguito da Elisenda Rahola I Codina, del Club Nautic El Balis che vince la classifica femminile. Terzo posto per Niccolo Tognoni, del Circolo Vela Erix.

Trionfo della Spagna anche nella classifica Juniores, con Albert Carcellé Casanovas, del Club Nautic Salou primo, seguito da Luis Mas Depares, del CN El Masnou secondo. Terzo posto e prima femminile Veronica Ferraro, dello Yacht Club Sanremo.

Il Trofeo Dino Minaglia, che premia il club con i tre equipaggi meglio classificati negli Juniores, è stato vinto dallo Yacht Club Sanremo grazie alle prestazioni di Veronica e Edoardo Ferraro e Nicolò Maretti. Agli allenatori Luisa Franza, Alessio Baccini e Davide Ortelli è stato consegnato il riconoscimento ufficiale, tra i festeggiamenti di tutto il team.

L’appuntamento con il Meeting Internazionale del Mediterraneo Trofeo Kinder Più Sport è per il prossimo anno, dal 28 al 30 dicembre.

Yacht Club Sanremo: asseganta la borsa di vela Pastore

E’ stata assegnata a Nicolò Maretti, di Sanremo, classe ’99, la borsa di vela “Piercesare Pastore”, voluta dalla moglie, per ricordare la passione per il mare del velista, prematuramente scomparso.

“Pierce è sempre stato un velista appassionato, – commenta la moglie Monica -,  che ha iniziato a navigare tanti anni fa, quasi per caso, con degli amici che facevano charter. Poi la passione è esplosa e l’ha portato a navigare in tutto il mondo, partendo da Sanremo per i Caraibi, Baja, Capo Verde, le isole Azzorre e ovviamente tutto il mediterraneo. Per questo ho pensato che il modo più bello per ricordarlo fosse istituire un premio per chi condivide la medesima passione”.

Il bando di concorso, riservato ai soci dello Yacht Club Sanremo e che sarà riproposto annualmente, prevede alcuni punti chiave, che sarebbero stati particolarmente cari a Pastore, quali la costanza, la passione per la vela, ma anche la generosità e disponibilità nei confronti dei compagni di squadra e degli amici, oltre ovviamente all’età degli atleti e del risultato delle prestazioni.

La premiazione si è svolta oggi pomeriggio, durante le ultime battute del Meeting Internazionale del Mediterraneo, con grande commozione da parte di tutti i presenti.

Volvo Ocean Race: al Race Village di Abu Dhabi concerto con i Coldplay

Sarà la super band inglese dei Coldplay, vincitrice di ben sette Grammy Award, a dare il via al ricco programma di eventi previsti nel Race Village della Volvo Ocean Race ad Abu Dhabi con uno spettacolare concerto di Capodanno.

Il concerto della band, che ha fatto registrare il tutto esaurito, si terrà nella zona adiacente l’Abu Dhabi Destination Village, posto sulla Corniche della località emiratina, che verrà inaugurato ufficialmente domani 31 dicembre alle 11 locali (le 8 ora italiana) da SE Excellency Mubarak Al Muhairi, direttore generale dell’Abu Dhabi Tourism Authority, SE Ahmed Thani Al Rumaithi, presidente dell’Abu Dhabi Sailing & Yacht Club e da Knut Frostad, CEO della Volvo Ocean Race.

I Coldplay, che avevano già tenuto un concerto per più di 20.000 spettatori nel 2009 ad Abu Dhabi, ritornano nella capitale degli Emirati per uno spettacolo che si prevedere riunirà decine di migliaia di fan da tutta la regione e non solo. I preparativi fervono dunque sull’area di 55.000 metri quadrati del Destination Village, in prossimità dell’Abu Dhabi Heritage Village, che costituirà il cuore delle attività della regata nelle prossime due settimane.

Il villaggio sarà aperto gratuitamente al pubblico ogni giorno e si prevede che possa far registrare un numero record di visitatori, circa 100.000, che varcheranno i suoi cancelli dal 31 dicembre fino al 14 gennaio. Ispirato alle tradizioni marittime di Abu Dhabi, il villaggio offre numerose mostre, spettacoli, attrazioni come i simulatori di vela e altri giochi, ristoranti e bar, nonché negozi dove si potrà trovare il merchandising della regata.

La tappa di Abu Dhabi segna la prima visita nella storia quasi quarantennale della Volvo Ocean Race negli Emirati Arabi, e punto focale dell’interesse saranno la barca e l’equipaggio portacolori dell’Abu Dhabi Ocean Racing, guidato dall’olimpionico britannico Ian Walker e di cui fa parte anche Adil Khalid, il primo cittadino degli EAU a prendere parte al giro del mondo a vela. Situata al centro del village, la base dell’Abu Dhabi Ocean Racing è caratterizzata da pareti trasparenti e una veleria che sarà aperta al pubblico come pure la barca usata per gli allenamenti e la preparazione, che renderà possibile ai visitatori rendersi conto dell’attività e delle condizioni estreme che si vivono a bordo di un Volvo Open 70.

Il programma dei quattordici giorni di permanenza della regata è molto ricco e include le attività dedicate ai più giovani della Volvo Ocean Race Academy, la pulizia delle spiagge e i workshop creativi nell’ambito del progetto Keep the Oceans Clean, e due spettacolari regate sui Dhow, le barche a vela tradizionali del luogo. I visitatori avranno inoltre la possibilità di vedere da vicino la flotta dei Volvo Open 70 all’arrivo della seconda tappa.

A gennaio la flotta della Volvo Ocean Race ritornerà alla competizione con tre giorni di regata: le Pro-Am race il giorno 12, la In-port race il 13, e infine la partenza della terza tappa verso Sanya sabato 14.

Foto: Paul Todd

Capitaneria di porto di Brindisi: il bilancio del 2011

Si è conclusa una vasta ed intensa attività di controllo in occasione delle festività natalizie che ha visto impegnato il personale militare della capitaneria di porto di Brindisi.

Ma, nel corso dell’anno,  non sono mancati, condizioni meteomarine permettendo, i monitoraggi presso l’area marina protetta di Torre Guaceto, che hanno condotto al sequestro penale degli attrezzi da pesca utilizzati illegalmente da un pescatore subacqueo, sorpreso dal personale destinato sui mezzi navali dipendenti, mentre operava illegalmente all’interno della riserva dello stato.

Lo stesso è stato deferito alla competente autorità giudiziaria ed inoltre, i militari dipendenti hanno proceduto a sanzionare imbarcazioni incuranti di navigare a motore all’interno della zona “c”. Il personale militare, ha inoltre compiuto un sequestro penale di n.01 rete illegale da pesca, di circa 300 metri, informando contestualmente l’autorità giudiziaria competente.

Tracciando un bilancio complessivo dei risultati ottenuti nel compartimento di Brindisi, si può evidenziare quanto segue:
N. 80 controlli eseguiti;
N. 10 sanzioni amministrative per un totale di euro 10.002;
N. 02 sequestri amministrativi;
N. 08 denunce a piede libero;
N. 08 sequestri penali;
Kg 416 di prodotto ittico sequestrato;
N. 09 attrezzi da pesca sequestrati;
Mt. 300 circa di rete sequestrati;
N. 01 chiusura di un esercizio commerciale.

L’attività svolta per mare ed a terra in questi giorni, oltre alla corretta applicazione della normativa in materia di pesca, intesa sia come cattura in mare, distribuzione e vendita del prodotto ittico, si è particolarmente focalizzata alla tutela dei consumatori, sempre più numerosi in occasione delle festività natalizie. Non è stata comunque tralasciata la salvaguardia delle bellezze naturali dello stato.

Foto: Simone Rella

Fairmount Sherpa moved Egyptian drilling rig

Tug Fairmount Sherpa has successfully towed jack-up drilling rig Baharia I to her new position in the Zeit Bay oil field in the Gulf of Suez. The Fairmount Sherpa is one of five supertugs owned by Rotterdam based Fairmount Marine.

The rig move for Egyptian oil company Zeitco came just after delivering the semi submersible drilling rig Noble Paul Romano in the North Hap’y oilfield in the Greater Nile basin offshore Egypt, in the eastern part of the Mediterranean sea, after being towed from Jamaica. The Fairmount Sherpa was mobilized via the Suez Channel towards the Zeit Bay oil field in the south western part of the Gulf of Suez.

After arrival of the Fairmount Sherpa on location the towing connection with the rig Baharia I was established. The tow was completed without problems. At her new drilling location the Baharia I started immediately with the jack-up operation. During this operation the Fairmount Sherpa remained connected with the rig for safety reasons.

Upon release, the Fairmount Sherpa demobilized trough the Suez Canal to her next assignment.
Fairmount Marine is a marine contractor for ocean towage and heavy lift transportation, headquartered in Rotterdam, the Netherlands. Fairmount’s fleet of tugs consists of five modern super tugs of 205 tons bollard pull each, especially designed for long distance towing. Fairmount Marine is part of Louis Dreyfus Armateurs Group.

Sequestro Ievoli: armatori fiduciosi

«Per motivi di sicurezza dobbiamo mantenere il massimo riserbo sulle operazioni in corso, ma vogliamo tranquillizzare le famiglie degli uomini a bordo della nave: resteremo al loro fianco e riporteremo a casa i loro cari senza nemmeno un graffio».

Così Gennaro Ievoli, vicepresidente della Marnavi spa, società napoletana di trasporti marittimi, proprietaria della nave Ievoli sequestrata l’altro ieri mattina all’alba, da un gruppo di pirati al largo delle coste dell’Oman. Oggi è il secondo giorno senza contatti: continua infatti il silenzio radio della nave.

Nessuna notizia dei diciotto uomini, sei dei quali italiani, ormai da due giorni in mano a un gruppo di banditi. Solo un dettaglio sulla loro posizione: il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, ieri ha infatti parlato di nave in navigazione verso la Somalia, ma ancora lontana dalle coste del Paese africano.

«Nessun contatto – dice Ievoli -. Ma stiamo intensamente lavorando con la Farnesina per riportare l’equipaggio a casa». Ancora ore di silenzio anche per i familiari.

IL NAUTILUS Anno 7 N°2

nuovo numeroIn questo numero uno speciale sulle Lame pugliesi e la procedura che porta il solco erosivo a diventare baia. All'interno un approfondimento sulle norme allo studio dell'Unione europea per combattere la pirateria, le rotte liguri che portano a Rotterdam, il valore di un porto rapportato al costo dei servizi, le regole del federalismo applicate alla portualità, un'intervista esclusiva a Claudio Guerrieri sulla situazione del comparto nautico nella provincia di Lucca, la stagione crocieristica dei porti del Nord Sardegna, un resoconto dell'Authority di Ancona e i progetti di Massidda per il porto di Cagliari.
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