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Assoporti: no alle imposte demaniali

L’imposta sulle concessioni demaniali in ambito portuale, chiesta da alcune Regioni, «non aiuta a rendere i nostri porti competitivi, oltre a creare una situazione di alterazione della concorrenza che danneggia l’intero sistema».

Lo afferma in una nota il presidente di Assoporti, Francesco Nerli, secondo cui «non si riesce a cogliere il fondamento che giustifica» questa richiesta. La norma è sempre stata considerata non riferibile alle Autorità Portuali dall’associazione dei porti italiani, che «ha sostenuto in tutte le sedi – osserva – l’infondatezza delle richieste di alcune regioni italiane».

Per questo motivo, Assoporti «supporterà le Autorità Portuali – si legge ancora – nelle azioni che al riguardo riterranno opportuno intraprendere». Tanto più, conclude Nerli, che «sull’insussitenza dei presupposti per l’applicazione alle concessioni rilasciate dalle Autorità portuali si è espressamente pronunciato nel 2011 il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti».

Unione Europea: sanzioni iraniane

Le sanzioni decise dall’UE contro l’Iran stanno paralizzando le importazioni alimentari. E’ di ieri, il report di agenzie di commercio che oltre 400.000 tonnellate di grano sono bloccate a bordo di circa 10 navi, all’ancora, nei vari porti iraniani da tre settimane.

Il Consiglio Nazionale dell’Agricoltura dell’Iran ha fornito i dati relativi all’importazioni annuali di grano e cereali che ammontano a 4,2 milioni tonnellate, provenienti dalla Russia, tra cui mais e frumento da foraggio dall’Ucraina. La situazione è difficile ed il sistema finanziario non permette a nessun commerciante di ottenere le “lettere di credito” per effettuare i pagamenti.

Dall’altro lato, le banche della UE richiedono le “trade finance” per l’Iran, in quanto le sanzioni non permettono il pagamento diretto. I governi dell’Unione Europea hanno convenuto, la scorsa settimana, il divieto per tutti i nuovi contratti di importazione, acquisto e trasporto di petrolio greggio iraniano, per evitare all’Iran la principale fonte di reddito estero; nel frattempo si è registrato un netto calo della valuta iraniana che sta compromettendo i pagamenti di quasi tutte le transazioni commerciali.

I porti iraniani interessati sono in tutto 14, compreso quello principale di Imam Khomeini, sede dell’Organizzazione Marittima Iraniana.

Abele Carruezzo

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Volvo Ocean Race: meno di mille miglia a Sanya

I primi cinque dei sei equipaggi impegnati nella terza tappa della Volvo Ocean Race, sono tutti scesi sotto il muro delle mille miglia al traguardo e navigano ormai in mare aperto verso Sanya, in Cina. Gli spagnoli di Team Telefónica guidano sui francesi di Groupama, su PUMA, CAMPER e Abu Dhabi ma tutti si preparano alle condizioni dure che li attendono, con venti forti e mare molto formato nel mar cinese meridionale. Anche Team Sanya è uscito dallo stretto.

Non c’è un attimo di respiro per i velisti della Volvo Ocean Race, anche oggi i tre team leader hanno continuato nella loro lotta con continue virate, e diversi capovolgimenti di fronte, navigando contro vento verso l’ultimo passaggio obbligato prima delle quasi 500 miglia al largo della costa vietnamita, che li porteranno infine sul traguardo di Sanya in Cina. Le istruzioni di regata, infatti prevedono che le barche lascino a sinistra un grande arcipelago, a circa 150 miglia dalla costa orientale della Malesia, prima di poter far rotta diretta sull’obiettivo finale.

Al rilevamento delle ore 13 GMT i primi della flotta si trovavano proprio al traverso di Selia, nella parte più a est del gruppo di isole. Team Telefónica dell’olimpionico iberico Iker Martínez mantiene la leadership e resiste ai continui attacchi degli avversari francesi di Groupama 4, che ormai stanno con il fiato sul collo dell’equipaggio della barca azzurra da giorni e che stamattina avevano anche preso provvisoriamente la testa. In terza posizione gli americani di PUMA Ocean Racing powered by BERG, rimangono una presenza costante e ravvicinata, per il duo.

Il terzetto, è ora ingaggiato nell’ennesima battaglia tattica per portarsi oltre le isole, e le prossime ore non si prospettano diverse, con una regata che assomiglia di più a una costiera, con i team che si coprono e cercano la migliore layline, più che una tappa in oceano aperto. E tuttavia, le previsioni meteo con venti e mare in rinforzo danno qualche preoccupazione ai velisti.

Il navigatore di Telefónica, Andrew Cape ha affermato che a bordo della barca spagnola entrambe le sfide si prendono molto sul serio, e che non c’è dubbio che sarà una lotta fino alla meta finale in Cina. “Sarà ravvicinata la lotta con Groupama. Sono un equipaggio molto buono e si fa fatica a scrollarseli di dosso. Sono molto vicini e possiamo vedere anche PUMA in distanza. Quando fanno qualcosa noi dobbiamo reagire molto velocemente, perché non si può prendere alcun rischio con questi distacchi minimi. Sono troppo vicini per i nostri gusti. Ma sarà bello vedere cosa può succedere.”

Secondo il “collega” navigatore di Groupama 4, Jean-Luc Nélias non è detta l’ultima parola, con così tanta strada ancora da fare. “Il distacco è ridicolo, se si pensa a quello che ci attende, comunque siamo felici di essere dove siamo.”

A 60 miglia dalla poppa dei leader, CAMPER with Emirates Team New Zealand ha confermato la sua reputazione di barca che cammina bene di bolina, sfruttando i 15 nodi di vento per sorpassare Abu Dhabi Ocean Racing e portarsi in quarta posizione, dopo due giorni di duello con lo scafo degli emirati. Il giovane timoniere neozelandese e asso della specialità del match race, Adam Minoprio ha confermato che il team si trova bene nelle condizioni attuali, dopo l’uscita dallo stretto e che passare Abu Dhabi è stato positivo. “Dobbiamo navigare di bolina, che è quello a cui siamo più abituati, abbiamo riguadagnato bene su Abu Dhabi e quindi siamo ottimisti. Eravamo dietro ma nelle ultime otto ore abbiamo scelto la sinistra, preso un bel giro di vento e li abbiamo passati.”

Le buone prestazioni di bolina di CAMPER sono state confermate anche da Robert Greenhalgh, il watch captain di Abu Dhabi che ha detto di non essere sorpreso dalla migliore velocità dello scafo bianco e rosso. “Quando siamo usciti dallo stretto di Singapore sapevamo che ci avrebbero passato abbastanza in fretta. E questa mattina è successo.” Tuttavia Greenhalgh ha detto che il suo equipaggio spera che si presentino altre opportunità di recuperare nelle prossime 24 ore, quando le condizioni si faranno più dure. “Con più vento le la situazione potrebbe livellarsi. Quando il vento supera i 25 nodi e il mare è formato, tutti possono dire la loro.”

Dopo un passaggio dello stretto piuttosto difficoltoso, che li ha visti accumulare un distacco superiore alle 180 miglia, i velisti di Team Sanya e il loro skipper Mike Sanderson sono stati gli ultimi a lasciare Singapore, il Media Crew Member Andrés Soriano ha raccontato nel suo blog quotidiano di come lo scafo multicolore abbia schivato per pochissimo un “colpo”, evitando per un nulla di rimanere in una rete di un pescatore poco comunicativo. “Durante la notte, nel buio più assoluto, abbiamo notato una piccola boa bianca che stava andando sotto la chiglia. Dopo poco è uscita dall’altra parte. Dopo un breve momento di sollievo, ne abbiamo vista un’altra e poi un’altra ancora, tutte in linea. Erano circa una ventina. Sottovento si stava avvicinando una barca, che in realtà stava proprio tirando a bordo le boe bianche. Abbiamo tentato di comunicare con le persone a bordo ma senza successo, quindi abbiamo cercato di evitare le boe. Sull’ultima c’era una piccola luce verde.”

Questo pomeriggio Team Sanya ha passato il faro di Horshburg raggiungendo il resto della flotta nel mar cinese meridionale dove, nelle prossime 24 ore si prevede un netto peggioramento delle condizioni di navigazione, con venti forti e onde alte fino a cinque metri che metteranno a dura prova i già stanchi velisti con il faticoso lavoro sulle virate e di spostamento dei pesi e del materiale di bordo. Le ultime previsioni dicono che i leader potrebbero giungere a Sanya, completando la seconda parte della terza tappa, sabato 4 febbraio.

La classifica odierna, al rilevamento delle ore 13 GMT vede sempre Team Telefónica in prima posizione, in seconda i francesi di Groupama 4 che hanno perso qualcosa e si trovano a 9,3 miglia e, in terza gli americani di PUMA Ocean Racing powered by BERG, a 26,5 miglia dai leader. CAMPER with Emirates Team New Zealand naviga in quarta posizione a 60 miglia e ha sorpassato Abu Dhabi Ocean Racing che si trova ora a 4 miglia di distanza, a 64 dai battistrada, Team Sanya sempre sesto a 180,3 miglia.

Classifica provvisoria 31 gennaio 2012 ore 13 GMT (14 ora italiana):

1. Team Telefonica 917,5 miglia da Sanya
2. Groupama sailing team,+9,3
3. PUMA Ocean Racing powered by BERG, +26,5
4. CAMPER with Emirates Team New Zealand, +60
5. Abu Dhabi Ocean Racing, +64
6. Team Sanya, +180,3

Foto: Amory Ross

Porto di Ancona: bocciato ricorso per il sopraflutto

Il Tar Marche ha respinto il ricorso della Società Italiana per Condotte d’acqua spa per l’annullamento, previa sospensione, dell’aggiudicazione dell’appalto per i lavori del molo di sopraflutto ad Ancona.

Lo ha reso noto l’assessore comunale al Porto Diego Franzoni soddisfatto per una decisione che «sblocca i lavori». Si tratta di un’opera da 70 milioni di euro che servirà a proteggere la banchina lineare in via di costruzione. Il molo di sopraflutto verrà realizzato dal cantiere navale verso il mare aperto, per circa 800 metri.

I lavori erano stati aggiudicati in via definitiva dalla commissione dell’Autorità portuale all’Associazione temporanea di imprese Cooperativa Muratori & Cementisti – CMC di Ravenna – Impresa Lungarini spa e Nuova Co.ed.mar srl – Consorzio Ravennate delle Cooperative di produzione e lavoro scpa (Imati Cmc).

Al secondo posto si era classificata l’Ati Società Dragaggi spa Cooperativa San Martino Soc. Coop. – Consorzio Veneto Cooperativo scpa – Impresa Costruzioni Mentucci srl (Ati Sid). Il ricorso aveva di fatto bloccato l’avvio dell’opera. «Ora- ha spiegato Franzoni – si andrà alla firma del contratto tra l’Authority e la ditta che si è aggiudicata l’appalto e l’intervento, di grande rilievo per il Porto dorico, potrà finalmente partire».

Uno dei motivi del ricorso riguardava la mancata dichiarazione della disciplina degli appalti al prezzo più basso, relativa alla non modificabilità dei prezzi offerti. Premesso che il bando non richiamava specificamente le norma, il Tar ha ritenuto infondato il ricorso, affermando che una «sanzione gravissima quale è l’esclusione dalla gara non può essere la conseguenza di clausole non presenti nel bando.

Fincantieri: Fim denucia i problemi ad Ancona

In una nota della Fim Cisl, firmata dal segretario nazionale Alberto Monticco e dal segretario generale delle Marche Leonardo Bartolucci, il sindacato denuncia i problemi relativi al cantiere di Ancona.

«Se qualcuno pensa di aver risolto i problemi del cantiere avendo sottoscritto all’ultimo momento l’accordo che ha permesso il 17 gennaio scorso la possibilità di costruire ad Ancona la nave della compagnia Du Ponand si sbaglia.

La vertenza di Ancona è stata la sagra delle occasioni perdute, e la Fiom lo sa, perchè ne è la principale responsabile, se avesse dato seguito al verbale di riunione del 21 settembre scorso, che prevedeva tra l’altro 180 esuberi invece dei 205, si sarebbe potuto ottenere un miglior risultato garantendo una più rapida ripresa dei lavori per il cantiere dorico».

L’eccezionale carico di commesse che Fincantieri ha avuto negli scorsi anni, rilevano i due sindacalisti, «non si ripeterà, almeno a medio periodo, per i noti motivi determinati dalla crisi.

Per queste queste ragioni, si corre il rischio che tra qualche mese i problemi dei carichi di lavoro del cantiere di Ancona si ripresenteranno e non saranno le accuse mosse dalla Fiom all’assessore Lucchetti, uno tra pochi politici locali a mantenere un profilo realista sulla prospettiva industriale per il futuro del Ancona, ad impedire che ciò avvenga. La realtà e che la Fiom conferma uno smarrimento e una miopia sindacale che crea danni ai lavoratori e al futuro del cantiere».

Salvatore Carruezzo

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Volvo Ocean Race: Telefonica guida la flotta fuori dallo stretto

Team Telefónica è sempre in testa, quando la flotta all’ottavo giorni di regata si appresta a uscire dallo stretto facendo rotta verso il mare aperto e nuove insidie, questa volta causate da una meteo che si prospetta poco favorevole. Gli spagnoli continuano l’intenso duello con Groupama 4, che dura ormai da più di due giorni, mentre si rifanno sotto gli americani di PUMA, rallentati da una rete da pesca impigliatasi nello scafo. Anche Abu Dhabi e CAMPER hanno riguadagnato terreno e sperano di poter recuperare ulteriormente nelle ultime mille miglia, mentre Team Sanya è ormai distaccato. Stasera l’ingresso nel mar cinese meridionale, per la lunga bolina verso la Cina.

Dopo una notta e una mattinata di lotta testa a testa, di bolina e con vento piuttosto leggero il leader di Team Telefónica guidati da Iker Martínez e i francesi di Groupama 4 con lo skipper Franck Cammas, si apprestano ad uscire dallo stretto di Malacca, ora ormai più propriamente lo stretto di Singapore doppiando il faro Horsburgh e iniziando il tratto finale della terza tappa della Volvo Ocean Race verso Sanya. Ancora più di mille miglia che si preannunciano tutt’altro che semplici.

E, tuttavia, prima di liberarsi definitivamente dalle trappole e dalle insidie che tanta insonnia e tanti mal di testa hanno provocato ai navigatori, i due battistrada devono ancora percorrere lo stretto corridoio, largo appena due miglia e mezzo, creato per sfuggire all’intenso traffico mercantile all’ingresso del porto di Singapore, uno dei più congestionati al mondo. All’ottavo giorno di navigazione dalla partenza di Malè, le prime cinque barche sono distanziate di poco più di 20 miglia, mentre i cinesi di Team Sanya sono a oltre 152 miglia.

A bordo dei due Volvo Open 70 alla testa, l’atmosfera è tesa, visto che le due barche hanno navigato in contatto continuo, in un’occasione distanti solo una ventina di metri, in una sorta di continuo match race. A un certo momento si è persino assistito a uno scontro ravvicinato quando Groupama ha cercato di passare sopravento gli spagnoli, in una situazione di bonaccia quasi totale. Una piccola raffica di vento, ha negato ai transalpini di vincere la sfida, e Telefonica è rimasto alla guida del duo.

Il capoguardia di Team Telefónica Neal McDonald ha confermato che la fatica si fa sentire, visto che a bordo l’equipaggio è stato sveglio per 20 ore, nelle ultime 24, e ha strambato non meno di dodici volte per difendersi dagli attacchi degli inseguitori. Ma la prospettiva di tornare presto in mare aperto, si sta dimostrando molto motivante. “E’ una situazione molto intensa, si possono fare facilmente degli errori che costano miglia. C’è molta pressione per continuare a spingere la barca al massimo e per essere certi di prendere le decisioni giuste, continuamente. Siamo felici di uscire da questo posto e ritornare a navigare più diritti… Sembra che la bolina per noi vada bene, e speriamo dia vere buone condizioni, la barca è ben regolata, l’equipaggio è buono, le vele ottime e ci sentiamo a nostro agio in quelle andature.”

Ma Franck Cammas e i suoi sono pronti ad attaccare. I francesi sono migliorati molto di bolina e lo skipper ha detto che spera di poter andare in testa e affrontare tutte le sfide che si presenteranno nelle 1.000 e più miglia verso Sanya. “E’ la parte in cui dovremo cercare di passare i leder, la bolina non è la nostra andatura migliore, ma siamo migliorati. E’ buono cominciare questo tratto  con un po’ di margine, in particolare su CAMPER, che è un’ottima barca da bolina.”

Un poco più staccati, ma pur sempre vicini e terzi, gli americani di PUMA Mar Mostro ha dovuto invece far fronte a una sfida di diversa natura, visto che lo scafo nero è rimasto impigliato in una rete, è stato fermato per quasi un’ora nel tentativo di liberarsi e ha perso parecchia strada nell’incidente. Fortunatamente, gli statunitensi si sono ripresi in fretta e nelle ultime ore si sono rifatti sotto al duo di testa, ora distante poco più di sei miglia.

Alle spalle dei primi tre, l’opzione sottocosta di CAMPER non ha dato i frutti sperati, tanto che gli ispano/neozelandesi sono stati superati nella notte da Abu Dhabi Ocean Racing  nel corso di un’altra intensa battaglia tattica bordo su bordo. CAMPER ha anche segnalato di aver dovuto alterare la proprio rotta diverse volte, per evitare i mercantili e in un caso scoprendo addirittura che la nave si era avvicinata per vedere meglio una barca tanto singolare, illuminandola a giorno con i fari di bordo. Declinata l’offerta di una birra fresca, i velisti hanno potuto continuare la loro navigazione.

Lo skipper di Abu Dhabi, Ian Walker si è detto divertito dal gioco tattico con CAMPER: “Siamo più vicini ai leader di quanto non lo siamo stati dal quarto giorno, e ci siamo divertiti a scambiarci di posizione con CAMPER nelle ultime 24 ore. Ieri sera finalmente siamo riusciti a passarli dopo una giornata intera all’inseguimento.” Walker si è detto desideroso di affrontare la parte conclusiva del percorso verso la Cina, con l’impegnativa bolina al largo delle coste vietnamite. “Ora bisogna controllare bene tutta l’attrezzatura, fare un po’ di manutenzione e altri lavoretti prima che le condizioni peggiorino.” Tuttavia, sia lo scafo nero che quello rosso e bianco, nelle ultime 14 ore hanno rimontato parecchio, circa 30 migli, sul gruppetto di testa e potrebbero rientrare in gioco nel tratto finale della tappa.

L’equipaggio di Team Sanya, intanto, sta vivendo un momento difficile, in ultima posizione e ormai staccato di oltre 150 miglia, avanza a soli 3 nodi di vento in un’aria debolissima. “Non riesco a descrivere cosa si prova a bordo adesso, la parola frustrazione non è sufficiente” ha scritto il Media Crew Member Andrès Soriano nel suo blog quotidiano. “Penso di poter dire che non c’è nessuno a bordo adesso che non preferirebbe essere di bolina con trenta nodi e più.”

Secondo le previsioni del metereologo della Volvo Ocean Race Gonzalo Infante, una volta usciti dallo stretto, ossia una volta doppiato il faro Horsburgh Lighthouse, lasciandolo a sinistra, gli equipaggi si troveranno ad affrontare condizioni in evoluzione negativa, nel mar cinese meridionale. Si prevede, infatti, che dopo una navigazione con vento intorno ai 10/15 nodi fino all’arcipelago che comprende le isole di Ritan, Nunsa e Selia che le barche dovranno lasciare a destra, le arie di monsone presenti in zona aumenteranno fino a burrasca, con onde alte fino a quattro/cinque metri e frequenti temporali e colpi di vento. Sempre secondo Infante, l’unica opzione aperta per i team sarà quella di dirigersi verso la costa del Vietnam, che dista circa 450 miglia dall’arcipelago, per cercare di approfittare delle variazioni sottocosta. “Sarà una navigazione molto dura, con i venti di burrasca previsti e uno stato del mare in peggioramento. Gli equipaggi dovranno cercare di rallentare, per quanto possibile, le barche in modo da non incappare in rotture. Potrà succedere di tutto in quella zona.” Ha detto il metereologo.

Essendo transitati più velocemente del previsto nello stretto, i primi team potrebbero giungere a Sanya un poco prima di quanto inizialmente predetto dai modelli di navigazione, cioè intorno a sabato 4 febbraio.

La classifica provvisoria odierna, al rilevamento delle ore 13 GMT vede sempre Team Telefónica in prima posizione, in seconda i francesi di Groupama 4 a 3,2 miglia e in terza gli americani di PUMA Ocean Racing powered by BERG, che hanno recuperato nelle ultime ore fino a portarsi a 6,5 miglia dai leader e fanno anche registrare la velocità migliore con 11 nodi. Abu Dhabi Ocean Racing naviga in quarta posizione a 20 miglia e a contatto con CAMPER with Emirates Team New Zealand che si trova a poco più di mezzo miglio di distanza, mentre in sesta posizione resta Team Sanya il cui distacco è di 152,2 miglia.

Classifica provvisoria 30 gennaio 2012 ore 13 GMT (14 ora italiana):

1. Team Telefonica 1.115,7 miglia da Sanya
2. Groupama sailing team,+3,2
3. PUMA Ocean Racing powered by BERG, +6,5
4. Abu Dhabi Ocean Racing, +20
5. CAMPER with Emirates Team New Zealand, +20,6
6. Team Sanya, +152,2

Foto: Yann Riou

SapienzaVela: i risultati della seconda stagione

Secondo anno di cooperazione tra l’associazione studentesca SapienzaVela e il Reale Circolo Canottieri Tevere Remo, e secondo campionato invernale di Anzio su Platu25 per gli studenti.

Quando la passione converge con la voglia di imparare si ottengono i risultati, e queste prime giornate della seconda parte del campionato invernale di Anzio  ne sono la prova:

1° posto in classifica generale per Jonathan, 1° e 2° posto nella giornata di Domenica 29
4° posto in classifica generale per Blu Marlin, 3° e 4° posto nella giornata di Domenica 29

Costa Concordia: anche gli abitanti del Giglio si mobilitano

Gli abitanti del Giglio sono stati tra i primissimi generosi soccorritori dei naufraghi della Costa Concordia, accolti e ospitati, superando mille difficoltà, nella notte del 13 gennaio nelle ridotte strutture dell’ Isola.

Oggi però tra la popolazione del Giglio è molto preoccupata per le conseguenze che quel disastro potrebbe avere sulla vita dell’isola; innanzi tutto le conseguenze ambientali, con il pericolo dello sversamento in mare di carburante e altre sostanze inquinanti non ancora scongiurato, e poi i pericoli per il turismo.

Gli isolani, infatti, sono preoccupati per le ricadute economiche negative sul turismo della vicenda Costa Concordia, e sono in particolare preoccupati per la possibile permanenza del relitto davanti al porto per i prossimi 7/10 mesi: tanto ci vorrà, secondo il commissario all’emergenza Franco Gabrielli, per rimuovere definitivamente la nave.

I residenti dell’Isola del Giglio si sono dati appuntamento per fondare un comitato che segua la vicenda. «Si informa la popolazione – si legge in un volantino affisso stamane negli esercizi commerciali – che oggi alle 17 presso l’Hotel Bahamas di Giglio porto si terrà un incontro pubblico per discutere la formazione di un comitato cittadino a tutela degli interessi della popolazione gigliese. Auspichiamo la massima partecipazione».

Matteo Bianchi

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Porto di Venezia: Comitato chiede giurì internazionale per navi crociera

Dopo l’incidente della nave Costa, per Venezia serve un giurì internazionale su crocerismo e portualità.

Il Comitato No Grandi Navi di Venezia si affianca alla linea di Sandro Trevisanato, presidente della Venezia Terminal Passeggeri, nel ritenere che la soluzione ai danni e ai rischi che la città e la laguna subiscono per la presenza del porto «non possa essere trovata da tre persone chiuse in una stanza, per quanto autorevoli e competenti come il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, il presidente dell’Autorità portuale, Paolo Costa, il sindaco, Giorgio Orsoni».

Per il Comitato, «le decisioni vanno prese dai cittadini, alla fine di un percorso democratico e partecipato». Si dice peraltro contrario alle proposte sul tavolo in questi giorni – lo scavo del canale Contorta Sant’Angelo e la Marittima 2 a Pellestrina, nei cantieri del Mose a Malamocco – «perchè incrementano anzichè ridurre il crocierismo, perchè devastano la laguna e portano il Canale dei Petroli nel cuore della città, perchè mantengono in laguna e a Venezia tutte le criticità, perchè scommettiamo che nella parte almeno di Malamocco sono fumo negli occhi».

«Trevisanato è sicuramente contrario perchè vuole invece che le cose restino come stanno, ma pazienza – spiega Silvio Testa, portavoce del Comitato – un pezzo di strada possiamo farla assieme». Testa si dice contento che si facciano studi seri, autorevoli, credibili su tutti gli aspetti della portualità, «a cominciare da una bella analisi dei costi e dei benefici del crocierismo, mettendo nel conto come mai è stato fatto finora i danni ambientali, sanitari, sociali, sulla morfologia lagunare e sulla struttura della città della presenza delle grandi navi».

28° CAMPIONATO INVERNALE WEST LIGURIA: vince Flying Cloud

E’ Flying Cloud, di Davide Noli, dello Yacht Club Porto Maurizio, il vincitore assoluto della ventottesima edizione del Campionato Invernale West Liguria Trofeo Grand Hotel del Mare.

Dopo sei prove, tutte molto combattute, l’equipaggio del Millennium 40 ha trionfato sugli avversari e si è piazzato al primo posto della classifica assoluta, vincendo il prestigioso trofeo e un buono per un soggiorno al Grand Hotel del Mare.
Non solo, Flying Cloud ha conquistato anche il primo posto anche in classe IRC e nel Gruppo A.

La premiazione si è svolta nel primo pomeriggio di domenica al Grand Hotel del Mare, nel suggestivo salone, decorato con opere d’arte, con la presenza di Francesco Polzoni, general manager della prestigiosa struttura e Andrea Betti, comandante della Capitaneria di porto di Sanremo.

“Crediamo molto nella vela come formula di crescita del turismo del territorio – ha commentato Francesco Polzoni, prima della premiazione – per questo motivo abbiamo deciso di sostenere questa manifestazione, che fa vivere la nostra riviera nei mesi invernali, coinvolgendo imbarcazioni prestigiose ed equipaggi fortemente competitivi”.
Gli altri premiati del West Liguria Trofeo Grand Hotel del Mare sono suddivisi nelle diverse classi, con cui si è corso l’intero campionato.

Per il Gruppo A, primo classificato Flying Cloud, mentre il secondo posto è stato assegnato a Melissa, Baltic 50 di Domenico D’Ambros, Yacht Club Sanremo, mentre il terzo è conquistato da Aurora, Canard 41 dello Yacht Club Sanremo di Paolo Bonomo.

Vince la classifica del Gruppo B, dopo un campionato in cui ha conquistato solo prime e seconde posizioni, No First, No Fun, First 35 di Gianluca Canale del Porto Maurizio Yacht Club; secondo classificato Emanuela, Proto di Giuseppe Magliocchetti, mentre al terzo posto sale APS Irruenza, di Matteo Scandolera, Sun Fast 37 (entrambi dello Yacht Club Sanremo).

In IRC sempre primo Flying Cloud; secondo posto per No First, No Fun e terzo per Melissa.

Nella classe Libera 1, con un grande campionato che lo ha confermato sempre in vetta alla classifica, Sguaraunda di Andrea Patala, del Milano Sailing Team, trionfa sugli avversari con 8 punti; secondo Vie en Blue, di Simone Cavazzuti – Yacht Club Domaso – a 14 punti e terzo Blue Swell di Paolo Lerda, Yacht Club Sant’Ampelio, con 16 punti.

Ten Pesta di Mauro Fioretto, Ten PF della Società Velica Cosulich vince la classe Libera 2, seguito da “Il Grifone di Mare”, di Gianni Trapani, One Desing dello Yacht Club Sant’Ampelio, mentre al terzo posto si conferma Gulliver, Show 34 di Milli Orlando, dello Yacht Club Sanremo.

Per la Gran Crociera vince il campionato Wolly B di Gianni Beretta, First 35, seguito da Melissa II di Dario Goffredo, Swan 42 e terzo posto per Prelude, Compass 47 di Giovanni Imperatore.

L’appuntamento per tutti i concorrenti è per il prossimo Campionato Invernale, che inizierà il 17 novembre 2012.

IL NAUTILUS Anno 7 N°2

nuovo numeroIn questo numero uno speciale sulle Lame pugliesi e la procedura che porta il solco erosivo a diventare baia. All'interno un approfondimento sulle norme allo studio dell'Unione europea per combattere la pirateria, le rotte liguri che portano a Rotterdam, il valore di un porto rapportato al costo dei servizi, le regole del federalismo applicate alla portualità, un'intervista esclusiva a Claudio Guerrieri sulla situazione del comparto nautico nella provincia di Lucca, la stagione crocieristica dei porti del Nord Sardegna, un resoconto dell'Authority di Ancona e i progetti di Massidda per il porto di Cagliari.
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