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Volvo Ocean Race: nulla di scontato nello stretto, nemmeno i clandestini a bordo

La flotta della Volvo Ocean Race è ormai nella parte centrale dello stretto di Malacca, mancano circa 200 miglia a Singapore, il waypoint che segna l’uscita dal pericoloso e imprevedibile canale. Match race al vertice fra Telefonica e Groupama 4, praticamente attaccati nel vento debole. Del terzetto di testa fa parte anche PUMA, mentre CAMPER e Abu Dhabi stanotte potranno verificare se la loro opzione “Malese” darà buoni frutti. A bordo dell barca degli emirati anche un clandestino molto particolare.

I battistrada potrebbero aver messo sul tavolo la carta decisiva? Difficile a dirsi, data la complessità della navigazione nello stretto di Malacca e l’imprevedibilità delle condizioni meteo. Il canale ha tenuto fede alla sua cattiva fama, mettendo sulla via della flotta diversi ostacoli e trabocchetti. Quando la regata entra nella seconda settimana, il terzetto di testa naviga compatto a meno di quattro miglia di distanza nei pressi dell’imboccatura del fiume Slungai Langat, a sud ovest di Kuala Lumpur, mentre, durante la notte CAMPER ha optato per una scelta che lo ha momentaneamente staccato. Ad un certo punto Team Telefónica, PUMA Ocean Racing powered by BERG e Groupama sailing team si sono trovati a soli 300 metri, impegnati in una battaglia senza quartiere per prendere la leadership della terza tappa della Volvo Ocean Race, da Abu Dhabi a Sanya.

Al consueto rilevamento delle ore 13 GMT (le 14 in Italia) gli spagnoli guidati da Iker Martinez avevano un vantaggio davvero esiguo, un solo miglio sui francesi di Groupama 4, impegnati in un vero e proprio match race in un vento debole, di poco superiore ai sette nodi. Più indietro, altri due Volvo Open 70, CAMPER with Emirates Team New Zealand e Abu Dhabi Ocean Racing sono ingaggiati in una lotta serrata vicino alla costa malese, una scelta che ha fatto perdere contatto ai primi e riguadagnare miglia preziose ai secondi, molto più distanti ieri. Il duo, tuttavia oggi può contare su una brezza più fresca e su velocità superiori a quelle dei leader. “La prossima notte sarà molto importante per noi” ha dettoli timoniere di CAMPER Rob Salthouse. “Rimarremo in questo vento per altre due o tre ore prima che si esaurisca e poi speriamo di entrare nella brezza da terra. Quelli davanti in questo momento sono più lenti e stanno cercando di avvicinarsi alla costa dove noi ci troviamo già. Abbiamo la chance di riguadagnare altre miglia stasera e domani. La strada è ancora lunga.”

Il navigatore di Groupama 4 Jean-Luc Nelias ha dichiarato che malgrado un margine di una ventina di miglia dei tre team in testa, la lotta per uscire primi dallo stretto non è certo finita. “Questa mattina PUMA e noi siamo tornati sotto a Telefónica, adesso è una battaglia a tre, ma l’ultimo rilevamento mostra che CAMPER e Abu Dhabi Ocean Racing stanno camminando veloci e stanno rientrando. Penso ci sarà una compressione della flotta prima della fine dello stretto.”

Il prodiere di PUMA Casey Smith ha sottolineato come un margine tanto esiguo comporti una pressione ancora maggiore per i trio. “La situazione è molto variabile, le cose cambiano di ora in ora, quindi cerchiamo di stare con il gruppo di testa e di non fare nulla di sciocco che ci possa far perdere terreno. E’ un momento critico, cerchiamo di regatare con quello che c’è, e rimanere vicini a Telefónica e Groupama. Speriamo che sia una bella lotta fino al traguardo in Cina.” Tutte e sei le barche, comunque, sono state impegnate anche a evitare navi mercantili, piccoli pescherecci privi di luci e moltissimo materiale galleggiante. “Adesso va meglio, ma un po’ di tempo fa siamo entrati in un basso fondale dove c’erano grossi tronchi lunghi cinque/sei metri. Se se ne colpisce uno, di certo potrebbe far saltare il timone.”

Anche il navigatore di CAMPER Will Oxley ha confermato la situazione complessa: “Il radar ci dà in continuazione quaranta o cinquanta segnali, la maggior parte sono pescherecci senza luci di via con le reti attaccate. Non la definirei una navigazione tranquilla.”

L’opzione di Abu Dhabi Ocean Racing  di portarsi sotto la costa malese, ha fatto perdere allo scafo nero nelle ultime ore della strada ma ha anche fatto registrare la presenza a bordo di un passeggero clandestino, e piuttosto originale. Alla randa di Azzam, infatti si è agganciato un pipistrello, che è rimasto sulla vela per oltre sei ore. “Si è unito a noi questa mattina, credo che sia stato spinto al largo dal vento” ha raccontato lo skipper Ian Walker dopo che la sua barca si era trasformata in una sorta di Batmobile nautica. “Si è attaccato alla randa ed è persino sopravvissuto a qualche virata. Si è addormentato su uno dei rinforzi delle mani di terzaroli. Credo che gli piacciano le nostre vele nere e il falcone di Azzam. Stasera proveremo a riportarlo verso terra.”

Staccati dal gruppo di oltre 114 miglia i cinesi di Team Sanya cercano un possibile rientro sugli avversari navigando al centro del canale e oggi fanno registrare la velocità migliore del lotto con 12,5 nodi, ossia circa tre nodi in più dei primi due.

Alla flotta rimangono circa altre 300 miglia prima del prossimo waypoint di Singapore, che segnerà l’uscita dal canale e l’inizo della risalita nel mar cinese meridionale, con il tratto finale verso Sanya. Fino a questo momento le previsioni parlano di un possibile arrivo il 5 febbraio.

La classifica provvisoria odierna, al rilevamento delle ore 13 GMT vede sempre Team Telefónica in testa anche se tallonata da vicino dai francesi di Groupama 4 a un miglio esatto e da  PUMA Ocean Racing powered by BERG a 3,8. CAMPER with Emirates Team New Zealand naviga in quarta posizione a 19,7 e a contatto con Abu Dhabi Ocean Racing che si trova a 20,4 miglia, mentre in sesta posizione resta Team Sanya il cui distacco è di 114,3 miglia. La velocità del duo di testa è inferiore ai 10 nodi, ancor più lento PUMA con soli 7,7 migliori invece quelle degli inseguitori, che vanno dagli 11 ai 12 nodi e mezzo.

Classifica provvisoria 29 gennaio 2012 ore 13 GMT (14 ora italiana):

1. Team Telefonica 1.282 miglia da Sanya
2. Groupama sailing team,+1
3. PUMA Ocean Racing powered by BERG, +3,8
4., CAMPER with Emirates Team New Zealand, +19,7
5. Abu Dhabi Ocean Racing, +20,4
6. Team Sanya, +114,3

Foto: Amory Ross

Rolex Miami OCR: Marco Gallo conclude al 4° posto overall

Ottima conclusione per l’azzurro Marco Gallo nella classe Laser alla Rolex Miami Olympic Classes Regatta che chiude al 4° posto overall dopo la Medal Race di sabato.

Il Tecnico Federale Egon Vigna ha tracciato un bilancio della prestazione di Gallo: “Sicuramente si tratta di un risultato molto importante: il migliore nella classe Laser nella World Cup negli ultimi anni. Per Gallo si trattava della prima Medal Race nel Campionato del Mondo ISAF.

Fino al penultimo giorno Marco aveva il miglior scarto non essendo sceso mai sotto il decimo posto. Ha pienamente centrato l’obiettivo di entrare in Medal Race e si è anche trovato a lottare per il podio. Gallo ha avuto una svolta importantissima dopo Perth 2011 e questa ne è la riprova. In Australia, infatti, il penultimo giorno girò le boe in quarta posizione durante tutta la regata, ma dopo l’ultima bolina si fece sfilare davanti 12 imbarcazioni.

La lezione? Non si può scappare dal gruppo di testa di una regata per non perdere. Bisogna combattere da vicino e qui ha applicato la lezione. A Miami è sempre stato attaccato ai leader, anzi nello stretto ha tentato di guadagnare posizioni anziché pensare a difendersi. La lezione di Perth ha segnato Gallo in maniera positiva: ha imparato dal suo errore e crediamo di essere sulla buona strada. Dal 7 al 14 febbraio saremo a Loano per un raduno federale per prepararci a Palma”.

Nella classe Laser dopo undici prove con uno scarto Marco Gallo (SV Guardia di Finanza) chiude quindi al 4° posto overall con 58 punti e i parziali 5-4-5-3-2-7-4-3-9-(18)-8M. David Wright (GBR) è terzo a 48 punti. Argento per il brasiliano Fontes a 30 punti e oro per Goodison (GBR) a 24 punti.

Michele Regolo (SV Guardia di Finanza) conclude al 30° posto con i parziali 13-17-13-8-15-11-(33)-32-29-30 e 168 pt mentre Giovanni Coccoluto (CV Muggia) chiude al 36° posto (18-23-10-15-14-25-(BFD)-22-27-36). Alessio Spadoni (CV Muggia) è 40° e infine Claudio Vallesi (CV Portocivitanova) è 54°.

Nella classe Laser Radial oro per la cinese Lija (42 pt). Seconda l’olandese Bouwmeester (50 pt) e bronzo per Evi Van Acker (BEL) a 53 punti. L’azzurra Laura Cosentino (YC Cortina d’Ampezzo) chiude al 44° posto con i parziali 34-11-44-42-43-47-44-32-34-(52) e 331 punti.

Nelle altre classi vi sono atleti italiani in regata.

I risultati:
Sonar (10 boats) – 10 races
Gold: Udo Hessels/ Marcel van de Veen/ Mischa Rossen (NED) 3, [6], 4, 3,
5, 3, 1, 1, 1, 2 (23)
Silver: John Robertson/ Hannah Stodel/ Steve Thomas (GBR) 4, 2, 3, [6], 3,
4, 2, 4, 3, 3 (28)
Bronze: Aleksander Wang-Hansen/ Marie Solberg/Per Eugen Kristiansen (NOR)
[7], 7, 2, 5, 1, 5, 3, 2, 2, 4 (31)

Skud-18 (6 boats) – 10 races
Gold: Daniel Fitzgibbon/Liesl Tesch (AUS) [5], 1, 1, 1, 4, 4, 1, 1, 4, 1
(18)
Silver: Alexandra Rickham/Niki Birrell (GBR) 1, 2, 2, 2, 2, [3], 2, 2, 3,
3 (19)
Bronze: Jennifer French/Jean-Paul Creignou (USA) 2, 3, 3, 3, 5, 1, 3, [OCS], 1, 2 (23)

2.4mR (25 boats) – 10 races
Gold: Damien Seguin (FRA) 2, 1, 3, 2, 1, 3, 1, [9], 3, 1 (17)
Silver: Paul Tingley (CAN) 6, 7, 2, [9], 7, 5, 2, 4, 2, 7 (42)
Bronze: Barend Kol (NED) 5, 16, 4, 5, 3, 2, [DNF], 5, 4, 4 (48)

49er (23 boats) – 15 races + Medal Race
Gold: Nico Luca Marc Delle Karth/Nikolaus Resch (AUT) 5, 4, 5, 1, 4, 7, 1,
1, 1, 2, 4, 1, 1, 1, [9], 4 (42)
Silver: Erik Storck/Trevor Moore (USA) 1, 2,
6, 2, 3, [OCS], 4, 2, 3, 4, 3, 2, 3, 8, 14, 2 (59)
Bronze: Lauri Lehtinen/Kalle Bask (FIN), 2, [BFD], 7, 13, 2, 3, 2, 5, 7,
10, 9, 7, 2, 3, 1, 6 (79)

Star (29 boats) – 10 races + Medal Race
Gold: Robert Scheidt/ Bruno Prada (BRA) 1, [8], 7, 5, 2, 1, 3, 7, 4, 1, 6
(37)
Silver: Xavier Rohart/Pierre Alexis Ponsot (FRA) 4, 9, 9, 8, 5, [12], 1,
1, 5, 2, 4 (48)
Bronze: Eivind Melleby/ Petter Moerland Pedersen (NOR) 8, 2, 4, 3, 8, 4,
5, 3, 1, [13], 12 (50)

Laser Radial (60 boats) – 10 races + Medal Race
Gold: Lijia Xu (CHN) 5, [35], 2, 1, 6, 2, 1, 2, 5, 2, 16 (42)
Silver: Marit Bouwmeester (NED) 1, 2, 1, 5, [9], 6, 7, 3, 2, 5, 18 (50)
Bronze: Evi Van Acker (BEL) 4, [18], 10, 2, 10, 9, 2, 1, 1, 6, 8 (53)

470 Men (22 boats) – 10 races + Medal Race
Gold: Mathew Belcher/Malcolm Page (AUS) 3, 2, 1, 6, [7], 1, 6, 1, 1, 1, 20
(42)
Silver: Sven Coster/Kalle Coster (NED) 1, 3, 3, [7], 5, 6, 3, 3, 2, 6, 16
(48)
Bronze: Panagoitis Kampouridis/Efstathios (GRE) 9, 6, 8, 2, 4, 3, 1, [12],
5, 5, 8 (51)

470 Women (15 boats) – 10 races + Medal Race
Gold:Lisa Westerhof/Lobke Berkhout (NED) 2, 3, 5, [OCS], 2, 1, 5, 4, 1, 1,
6 (30)
Silver:Hannah Mills/Saskia Clark (GBR) 1, 1, 1, 7, 4, 7, [OCS], 2, 6, 7, 8
(44)
Bronze:Sophie Weguelin/Sophie Ainsworth (GBR) 4, 10, 2, 4, 3, 6, [OCS], 9,
7, 6, 2 (53)

Finn (25 boats) – 10 races + Medal Race
Gold:Zach Railey (USA) 1, 1, 1, 2, 1, 2, 1, [3], 3, 1, 2
(15)
Silver:Jonas Hogh Christensen (DEN) 3, 4, 2, 3, 2, 1, 4, 4, 2, [5], 8 (33)
Bronze:Greg Douglas (CAN) [26/BFD], 3, 10, 7, 3, 3, 5, 1, 5, 2, 6 (45)

RS: X Men (14 boats) – 10 races + Medal Race
Gold:Nick Dempsey (GBR) 1, 1, [OCS], 1, 1, 1, 1, 1, 1, 1, 2 (11)
Silver:Elliot Carney (GBR) 2, 3, [OCS], 3, 2, 2, 5, 2, 3, 5, 4 (31)
Bronze:Sebastian Wang-Hansen (NOR) 5, 2, 3, 4, 3, 4, 2, 4, [6], 3, 8 (38)

RS: X Women (12 boats) – 10 races + Medal Race
Gold:Demita Vega De Lille (MEX) 1, 2, 1, 2, 1, 1, 2, [3], 1, 1, 4 (16)
Silver:Farrah Hall (USA) 2, 1, 6, 6, [OCS], 2, 1, 4, 2, 3,
10 (37)
Bronze:Dominique Vallee (CAN) 5, 5, 2, 3, 2, 5, 6, [7], 5, 5, 2 (40)

Women’s Match Racing
Gold:Lucy Macgregor/Annie Lush/ Kate Macgregor (GBR)
Silver:Olivia Price/Nina Curtis/Lucinda Whitty (AUS)
Bronze:Sally Barkow)/ Alana O’Reilly/ Elizabeth Kratzig-Burnham(USA)

Foto: Daniel Foster

Duesseldorf: Salone nautico e “manovra Monti”

Dopo Genova, il Boot di Duesseldorf è il secondo salone europeo della nautica. E le “onde” della “manovra Monti” si sono fatti sentire, al punto che il direttore generale dell’Associazione dei diportisti tedeschi, Steffen Huebich, ha lanciato pubblicamente l’allarme sulla negatività della nuova tassa sul turismo nautico in Italia.

“Le tasse per le nostre imbarcazioni già le paghiamo nel nostro Paese, e quella che entrerà  in vigore in Italia è sbagliata per lo sviluppo del turismo nautico e di charter e per il danno incalcolabile a tutta l’economia italiana”, ha dichiarato Huebich intervenendo alla conferenza stampa organizzata in collaborazione con Assomarinas.

L’invito è stato chiaro ed ordinato: evitare le coste italiane da parte di armatori che dirigeranno i loro attracchi verso la Croazia e Grecia in Adriatico e Corsica e Francia nel Tirreno. Lo avevamo scritto che al nostro Presidente Monti non piace il mare!

Già Assomarinas, con il suo presidente Perocchio, aveva ricordato che una tale norma contrasta con le direttive europee sulla libera circolazione dei mezzi nautici in acque comunitarie, e al salone tedesco ha annunciato di aver dato mandato ai legali di Assomarinas per una segnalazione al Commissario europeo ed avviare ricorso alla Corte di Giustizia europea.

Roberto Perocchio continua ed informa i giornalisti intervenuti al salone tedesco che anche un migliaio di imbarcazioni del “Russian Yacht Club”  hanno deciso di cambiare rotta, evitando i porti italiani, nonostante l’accordo scritto lo scorso anno tra Assomarinas e Yacht Club Mosca.

Il Senatore Grillo, presidente della VIII Commissione Lavori pubblici del Senato, si è fatto garante per una modifica sostanziale della “nuova tassa”, confidando nella disponibilità dimostrata dal Ministro per lo Sviluppo Economico Corrado Passera. Già nel decreto sulle liberalizzazioni c’è una norma che ristabilisce un minimo di equilibrio e che esclude dalla tassazione le barche straniere; in più la Commissione con il decreto del 24 gennaio, finalmente è stato abolito l’obbligo della “bandiera” italiana sulle navi da diporto battenti bandiera extra UE.

Era un non senso, visto che negli altri paesi europei viene ammessa la permanenza in acque territoriali senza l’obbligo di cambiare bandiera (diritto alla navigazione); diverso è la fiscalità per dazi doganali e Iva. Il settore della nautica da diporto, in italia, è sicuramente volano di sviluppo sia per l’economia e l’occupazione di un territorio che vanta tanti chilometri di costa accoglienti per un serio turismo nautico.

Abele Carruezzo

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Unesco sbarca dalla “Concordia”

L’Unesco difende i suoi  patrimoni dell’Umanità  e chiede al governo italiano di legiferare per limitare l’accesso di grandi navi da crociera in aree culturalmente ed ecologicamente importanti, soprattutto a Venezia e la sua Laguna, meta  di  “destination” di crociere con navi di grandi dimensioni.

Irina Borkova, assistente di Francesco Bandarin, direttore generale per la cultura dell’Unesco, ha scritto, giorni addietro,  al Ministro dell’Ambiente Clini, sottolineando che il tragico incidente della Costa Concordia ha rafforzato le preoccupazioni sui rischi che corrono i siti iscritti nel Patrimonio Mondiale Unesco ad opera dei passaggi di navi di grandi dimensioni.

Il riferimento è chiaramente rivolto alla Laguna di Venezia ed il Bacino di San Marco, siti interessati dal passaggio di circa 300 navi all’anno. Il traffico di navi da crociera a Venezia, sottoscrive Irina Borkova, è particolarmente dannoso a causa della fragile struttura fondante la città di fronte al moto ondoso che erode dal basso i palazzi, oltre all’inquinamento ed all’impatto negativo sul paesaggio urbano.

Una risoluzione è d’obbligo: Venezia o sarà visitabile a nuoto (considerando che il traffico locale lagunare è certamente superiore a quello croceristico), oppure costruire nuovi terminal passeggeri (come da progetti presentati l’anno scorso dall’Autorità Portuale presso Malamocco).

Abele Carruezzo

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Costa Concordia: defluing rimandato alla prossima settimana

Si allungano i tempi per le operazioni di defueling, ovvero di svuotamento del carburante dai serbatoi della Costa Concordia. La causa è il maltempo, che i metereologi prevedono durerà fino ad almeno metà della prossima settimana, con mare mosso, vento e rovesci.

Per questo i tecnici della Smit e della Tito Neri, incaricati delle operazioni, prevedono che fino a martedì o mercoledì non potranno iniziare ad aspirare il combustibile dalle cisterne.

Le operazioni erano state interrotte stamane, quando la nave pontone Meloria è tornata in porto per ragioni di sicurezza, con onde alte anche più di un metro. Inizialmente le operazioni erano previste tra oggi e domani.

Volvo Ocean Race: Telefónica tiene nella roulette di Malacca

Gli spagnoli di Team Telefónica aumentano il vantaggio mentre la flotta entra nella parte più difficile dello stretto di Malacca dove la fanno da padrone salti di vento, reti da pesca e altri ostacoli e forti correnti che rendono la navigazione un gioco d’azzardo. Al secondo posto, gli americani di PUMA che restano in contatto, mentre più staccati sono CAMPER e Groupama. Aumenta il distacco per Abu Dhabi e Team Sanya, ma le condizioni imprevedibili del canale potrebbero cambiare di nuovo le carte in tavola.

A circa metà delle 3.051 miglia del percorso verso la Cina, la flotta è ormai separata dal leader al fanalino di coda, di oltre 100 miglia e procede a velocità piuttosto basse, intorno ai 10 nodi, con un vento leggero e ballerino che richiede molto lavoro, cambi di vele e virate improvvise. Alle spalle dei battistrada spagnoli, sono gli americani di PUMA Ocean Racing powered by BERG a rimanere in scia, mentre la coppia composta da CAMPER with Emirates Team New Zealand e Groupama, rispettivamente terzi e quarti, è protagonista di una bella battaglia ravvicinata dato che ci sono meno di due miglia fra lo scafo bianco e rosso di Chris Nicholson e quello verde e arancio di Franck Cammas.

Più distanziati Abu Dhabi e Team Sanya, quinti e sesti che hanno visto aumentare il loro divario dai leader fino a oltre 52 e 105 miglia, ma che nondimeno aspettano una buona occasione nelle imprevedibili condizioni di Malacca per poter rientrare.

Come confermato dallo skipper di Telefónica Iker Martínez, una situazione in cui la strategia potrebbe fare coppia con qualche colpo di fortuna. “E’ una zona difficile e fare delle buone scelte è altrettanto difficile. Si deve usare un processo decisionale diverso e molto dipende dalla fortuna. Cerchiamo di ottenere delle informazioni che ci aiutino a decidere, ma è un po’ una lotteria. Per il momento cerchiamo di camminare il più velocemente possibile.”

Lo skipper americano Ken Read ha confermato che l’obiettivo del suo team è continuare a inseguire da vicino gli spagnoli, cercando di evitare al contempo la collisione con decine di grandi navi e la massa di oggetti galleggianti. Venerdì a bordo di PUMA, infatti, si è udito un forte colpo e i velisti si sono resi conti di aver urtato un grande albero alla deriva. “L’abbiamo preso con una deriva, cose che probabilmente ha salvato il timone che sarebbe letteralmente saltato via. L’urto ha tagliato via un bel pezzo della deriva.” Read, che è alla sua terza partecipazione alla Volvo Ocean Race, ha detto che le condizioni meteo sono abbastanza dure, ma che si aspetta che possano ulteriormente peggiorare nel tratto centrale dello stretto dove esiste una strozzatura ancora maggiore e il canale è ampio solo 20 miglia. Tuttavia, secondo lo skipper statunitense, il fattore positivo dello stretto è proprio dato dalla sua natura instabile, che potrebbe offrire agli inseguitori qualche chance di riscossa. “Ogni minuto è come un nuovo lancio dei dadi sul tavolo, dipende dal vento che hai. Si può guadagnare un po’ ed esserne felici, ma si deve sempre tenere conto che nulla è scontato.”

Il capitano di CAMPER, il neozelandese Stu Bannatyne ha invece detto che a bordo della barca bianca e rossa si stanno cercando di capitalizzare le buone performance con vento leggero e mare piatto per poter ricongiungersi al duo di testa e riguadagnare un po’ del terreno perso all’ingresso dello stretto. “La chiave è non prendere decisioni radicali, ma portare la barca al meglio delle nostre possibilità, come sappiamo fare. Sappiamo che è veloce nella bonaccia senza onda, che sarà quello che avremo. E’ importante non cadere nel panico, non fare nulla di sciocco per rimanere vicini, ma piuttosto riprendere poco a poco.” Bannatyne, che era a bordo di Ericsson 4 nell’edizione 2008-09 della regata quando il team passò dalla prima alla quarta posizione proprio nello stretto, è convinto che ci siano tutte le chance perché CAMPER possa riprendere PUMA e Telefónica. “Mi ricordo perfettamente che in questo stesso tratto di mare, nella scorsa regata, avevamo un bel vantaggio e a causa di un solo errore siamo stati passati da tre avversari, all’ingresso di Malacca. Se fai degli errori, puoi guadagnare o perdere moltissimo.”

Secondo le ultime previsioni, la flotta potrebbe attraversare lo stretto in tre giorni, prima della stretta curva a destra che la porterà nel mar cinese meridionale, e l’arrivo a Sanya potrebbe avvenire il 5 o il 6 febbraio.

La classifica provvisoria odierna, al rilevamento delle ore 13 GMT vede sempre Team Telefónica in testa con un vantaggio PUMA Ocean Racing powered by BERG che è aumentato nelle scorse ore fino a 11,4 miglia. CAMPER with Emirates Team New Zealand è terzo a 27,20 e i francesi di Groupama 4 restano in quarta posizione a 29. Abu Dhabi Ocean Racing è quinto a 52,1, mentre in sesta posizione resta Team Sanya il cui distacco è di 105,7 miglia e che purtroppo fa registrare anche la velocità inferiore, con 7 nodi, contro i 10,8 di Groupama, il più veloce.

Classifica provvisoria 28 gennaio 2012 ore 13 GMT (14 ora italiana):

1. Team Telefonica 1.469,9 miglia da Sanya
2. PUMA Ocean Racing powered by BERG, +11,4
3. CAMPER with Emirates Team New Zealand, +27,2
4., Groupama sailing team,+29
5. Abu Dhabi Ocean Racing, +52,1
6. Team Sanya, +105,7

Foto: Amory Ross

Porto di Genova: non teme concorrenti

Alla banchina Calata Sanità di Genova, il 23 gennaio 2012, ha attraccato una nave fra le più grandi ospitate dal terminal container ligure della Sech. Si tratta della “Humber Bridge”, nave costruita nel 2006, battente bandiera panamense, proveniente da Port Said e diretta a Barcellona; di 100.000 tonnellate di stazza lorda, lunga 336 metri e larga 45,8  che con grande professionalità di piloti ed ormeggiatori è stata posizionata alla banchina con grande successo.

L’arrivo della “Humber Bridge” ha segnato il punto di svolta, esame e verifica per il terminal Sech, dopo la  riqualificazione delle gru e l’opera di dragaggio effettuati per poter ospitare navi fino a 10.000 Teu. Sech, Southern European Container Hub, fondato nel 1993, quando presidente dell’A.P. genovese era Roberto D’Alessandro, oggi conta  il gruppo Finsea di Luigi Negri, insieme alle famiglie Cerruti, Schenone e Magill; una parte del terminal è inoltre controllato da Sinport, ora una filiale del global carrier container PSA di Singapore, che mantiene la maggior parte del Voltri Terminal Europe.

La nave fa parte della nuova strategia messa a punto dall’alleanza tra le compagnie asiatiche per il nuovo servizio in/out Mediterraneo; infatti, la “Hamber Bridge” sostituirà le quattro navi da 6.200 teu che fino a ieri servivano il Mediterraneo. Per i primi tre mesi del 2012, le navi del servizio principale in Italia interesserà solo il porto di Genova, mentre il porto di Livorno, limitato dai dragaggi, servirà solo navi da 5.500 teu.

Successivamente, da marzo ad aprile, questa linea sarà servita da navi da 9/10.000 teu. Per sottolineare l’evento, è stato consegnato al comandante della nave il crest del Sech alla presenza dell’Ammiraglio Felicio Angrisano. Grandi sfide si preparano per competere con questi traffici.

Abele Carruezzo

© Riproduzione riservata

MESEURO-Assoporti: sistema portuale italiano vitale per l’Europa

E’ di mercoledì l’incontro di Bruxelles al Parlamento Europeo, sullo sviluppo delle reti TEN-T; organizzato dalla fondazione Meseuro, Centre for Mediterranean Europe Studies che ha preso il nome da un vento che soffia tra lo scirocco ed il levante, e quindi portatore di novità.

Erano presenti, oltre a vari parlamentari italiani, anche il vicepresidente della Commissione Europea, Antonio Tajani, i vertici dei principali operatori nazionali nel settore stradale, ferroviario e aeroportuale oltre a esponenti del mondo finanziario e della Bei.

E’ noto il contributo che l’Italia offre all’interscambio di tutta la mobilità merceologica e di persone da e per l’Europa, anche in questo periodo di crisi per tutta l’area dell’euro-zona: il “sistema-italia” al 1° posto in Europa per le importazioni e al 3° posto per esportazioni via mare e nel traffico marittimo passeggeri l’Italia è al primo posto.

L’Assoporti (Associazione dei Porti Italiani), tramite il suo presidente Francesco Nerli, relazionando ai lavori di detta conferenza, ha sottolineato alcune proposte ed elementi che la portualità italiana ritiene importanti, e alcuni prioritari, nel prosieguo dell’iter di revisione degli orientamenti sullo sviluppo delle reti TEN-T e sul Regolamento “Connecting Europe Facility”.

Nerli ha ricordato che la rete, a seguito di uno scenario economico mutato, va ripensata e soprattutto rimodulata. Infatti, originariamente, la rete TEN-T fu concepita in funzione tutta interna all’Unione europea e con una forte modalità ferroviaria; oggi, l’Europa deve e dovrà revisionare la rete, con nuovi nodi e corridoi fra aree di maggiore sviluppo, guardando all’interscambio con l’Estremo oriente, con i popoli dei versanti Africani ed Asiatici del Mediterraneo, nonché con il bacino del Mar Nero, l’America Latina (Brasile in particolare), l’India, l’Africa australe e l’emisfero sud in genere.

Revisionare, per Assoporti, significa applicare una coesione economica e sociale fra paesi europei riequilibrando le infrastrutture, ridistribuendo i flussi di traffico per una sostenibilità territoriale e soprattutto  “decarbonizzando” i trasporti per una più radicale  riduzione delle emissioni nocive; sostanzialmente una rete TEN-T che tenga conto dell’esigenza di riduzione delle percorrenze lungo le rotte marittime da e per l’Europa. Ed allora: porti con un “valore” europeo che siano veri nodi di interscambio; infrastrutture che rivalutino la modalità marittima rispetto alla terrestre non più sostenibile e fragile come strategia di rete; rete intesa logisticamente e legata alle modalità terrestre e ferroviaria non da fini politici di parte, ma rispondenti alle esigenze della mobilità.

La proposta della Commissione, per una nuova rete TEN-T va rigettata, ha ribadito Nerli, poiché non tiene conto delle  aree del mezzogiorno d’Italia, e non valorizza appieno l’area Mediterranea che, invece, rappresenta uno snodo cruciale per la crescita economica dell’Unione Europea. In questo ambito la posizione geografica dell’Italia, inserita nel cuore del Mediterraneo, assume un ruolo chiave nel garantire il collegamento e le interconnessioni infrastrutturali necessarie per sostenere e potenziare la crescita, l’occupazione e la competitività dell’Unione.

Le proposte: nel corridoio Helsinki-Valletta inserire Palermo e Catania;  nel corridoio Baltico-Adriatico si dovrà spingere verso sud, lungo la costa Adriatica, comprendendo anche i porti di quel versante più a sud (Bari e Brindisi), rispetto a quelli ipotizzati inizialmente anche da Ferrovie Italia (nota dell’amministratore Mauro Moretti).

L’insieme dei porti del “sistema portuale” italiano è una risorsa per tutta l’Europa, ha concluso il presidente di Assoporti; porti che, sotto la responsabilità delle Autorità Portuali, offrono l’intero ventaglio di funzioni: per i mercati di consumo (grandi agglomerati urbani); per le imprese di produzione (di base e di prodotti finiti); per l’approvvigionamento delle materie prime energetiche e per la logistica dei prodotti energetici; a servizio dei collegamenti marittimi di breve e medio raggio (nazionali, intracomunitari ed inframediterranei) alternativi a quelli esclusivamente terrestri; per la continuità territoriale delle aree insulari; per il turismo.

Senza dimenticare quegli scali che svolgono un rilevante ruolo di distribuzione/concentrazione dei traffici marittimi oceanici nell’area mediterranea (transhipment).

Abele Carruezzo

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Porto di Gioia Tauro: accordo con New York per il Far East

Il presidente dell’Autorità portuale di Gioia Tauro Giovanni Grimaldi ha sottoscritto, a New York, un Accordo di cooperazione con il presidente della Port Authority di New York-New Jersey Richard M. Larrabee.

Si tratta di una strategica alleanza mirata a sostenere le rotte commerciali che, passando da Suez, creano un diretto collegamento tra la costa orientale degli Stati Uniti e il Mediterraneo, con il porto di Gioia Tauro che fa da principale collante, quale hub internazionale di riferimento.

L’obiettivo è quello di intercettare, insieme, i traffici del Far East. “Attualmente, esistono vie di navigazione che collegano i tre principali mercati mondiali: Usa, Europa ed Estremo Oriente – ha spiegato il presidente dell’Autorità portuale di Gioia Tauro, Giovanni Grimaldi –. Alcune di queste, però, come la rotta Transpacifica, non servono né la Costa orientale degli Stati Uniti né il Mediterraneo.

L’intesa appena sottoscritta punterà, invece, a sostenere l’alternativa via di Suez, quale strategica rotta commerciale tra le due realtà. Grazie a questo Accordo di Cooperazione avvieremo, in sinergia, una vasta campagna promozionale al fine di incentivare la rotta Suez come alternativa a quella Transpacifica.

Insieme i due Enti svilupperanno campagne di presentazione dei rispettivi porti e produrranno studi commerciali sulle coordinate Oriente-Occidente in merito al maggiore utilizzo della via Suez all’interno delle rotte di navigazione internazionale”. L’accordo nasce, anche, dalla consapevolezza che su entrambi i porti si sta perseguendo una eguale strategia di rilancio. La Port Authority di New York ha già pronti circa 360 milioni di dollari per nuovi progetti da far partire in questi mesi.

Saranno suddivisi in azioni mirate a migliorare i servizi intermodali del terminal e i collegamenti via ferrovia. Per il presidente Grimaldi, quindi, non è un caso l’aver scelto di stringere questa nuova alleanza che “mette insieme – ha detto Grimaldi – due Enti impegnati a sostenere lo sviluppo dell’intermodalità e della logistica per la crescita del proprio scalo portuale e del territorio di riferimento.

La Port Authority di New York – ha poi aggiunto Grimaldi – è un Ente particolarmente attivo che si occupa, a 360 gradi, della governance dei trasporti. All’interno della sua circoscrizione, infatti, oltre al porto di New York, ricade la metropolita regionale e il World Trade Center”.

Dal canto suo il direttore della Port Authority di New York – New Jersey Richard M. Larrabee ha aggiunto: “Questo Accordo con il porto di Gioia Tauro è un primo passo per favorire sempre più la crescita degli scambi commerciali tra Asia, Mediterraneo e la costa orientale degli Stati Uniti utilizzando la rotta del canale di Suez che, rispetto alla Transpacifica, offre maggiori garanzie in termini di efficienza ed affidabilità”.

A sottolineare l’importanza dell’alleanza, alla cerimonia di sottoscrizione ha preso parte il Console Generale dell’Italia a New York, Natalia Quintavalle che ha così commentato: “Questo Accordo di cooperazione è una grande occasione non solo per rafforzare l’attività commerciale di Gioia Tauro ma, anche, per rinvigorire i legami tra la Calabria e la città di New York in un settore strategico.

Dal canto nostro siamo, particolarmente, fieri di questa intesa perché testimonia la leadership italiana nel settore dei servizi portuali. Siamo sicuri che questo è solo il primo passo di un lungo percorso di cooperazione”. All’incontro di New York hanno partecipato, anche, il Segretario Generale Salvatore Silvestri e l’amministratore delegato della Medcenter Container Terminal Domenico Bagalà.

Volvo Ocean Race: stretti nello stretto, Telefónica passa in testa

Quinto giorno di regata, poco dopo il mezzogiorno europeo lo scafo azzurro di Team Telefónica ha doppiato l’isola di Pulau We, segnando l’ingresso della flotta nel famigerato e trafficato stretto di Malacca. In una situazione da “regata sulle boe” con quattro team che si virano sulle vele, gli spagnoli hanno un vantaggio esiguo su CAMPER, circa cinque miglia su PUMA e Groupama 4, rispettivamente terzi e quarti. La navigazione fra mille insidie è appena cominciata.

Dopo oltre mille miglia di navigazione, sono state solo poche centinaia di metri a dividere le prime tre barche all’ingresso dello stretto di Malacca, poco dopo le 12 GMT di oggi. Dopo essere entrati in un fronte con aria più fresca, gli spagnoli di Team Telefónica guidati dall’olimpionico Iker Martínez hanno passato il waypoint di Statue Point dell’isola di Pulau We con un piccolo margine, facendo segnare l’ingresso della flotta in uno dei tratti di mare più trafficati e pericolosi del pianeta. A partire da oggi, i sei team dovranno schivare navi, barche da pesca e detriti, affrontare correnti forti e condizioni meteo instabili per circa 500 miglia prima di poter nuovamente “uscire” nel mar cinese meridionale.

Nel bordeggio di approccio all’isola, Telefónica ha dovuto difendersi dai numerosi attacchi del duo formato da CAMPER with Emirates Team New Zealand e PUMA Ocean Racing powered by BERG, Martinez e Nicholson, rispettivamente alla ruota di Telefónica e CAMPER si sono incrociati più volte sulle 25 miglia di bolina, sempre marcati stretti da PUMA poco più indietro.

In un continuo alternarsi di posizioni, PUMA passando molto sotto la costa dell’isola ha tolto il secondo posto a CAMPER che poi lo ha riguadagnato scegliendo un bordo più al largo. Il navigatore dello scafo americano ha detto che l’equipaggio è molto felice di essersi riportato a ridosso dei leader, dopo aver perso contatto ieri. “Siamo arrivati tutti insieme e abbiamo lottato bordo su bordo sotto l’isola. Abbiamo guadagnato bene sui due avversari. Siamo in gara ma c’è ancora moltissima strada da fare.”

PUMA ha cominciato la sua rimonta quando i battistrada sono passati vicino alla punta nord di Sumatra, secondo Addis la barca statunitense era così vicina alla costa che ha dovuto lasciare il tavolo da carteggio per andare in coperta a controllare a occhio nudo. “Dalle carte sembrava proprio che fossino atterrati sull’isola per un paio di minuti, quindi direi che sì, eravamo piuttosto vicini.” La lotta per il secondo posto con CAMPER si è ridotta, secondo Addis, a poche centinaia di metri. “Hanno una barca che cammina bene di bolina. Abbiamo cercato di contrastarli ma ci hanno tenuto testa. Quando abbiamo virato di nuovo eravamo dietro solo di due lunghezze.”

Il navigatore australiano ha anche avuto parole di encomio per la strategia degli spagnoli, che portandosi a nord hanno preso la testa del gruppo. “Hanno navigato bene, sono riusciti a portarsi a sinistra, sul lato buono. Noi non abbiamo approfittato di quella opportunità , ma siamo rientrati in gioco.” Anche se molte incognite aspettano i team, inclusa la possibilità di dover dare ancora per evitare di essere spinti indietro dalle forti correnti dello stretto. “Ci sono così tanti fattori in gioco che non è facile dare delle priorità. Ci sono molti ostacoli, bassi fondali e relitti, il vento è instabile e poi si deve anche riposare per rimanere mentalmente freschi e prendere delle buone decisioni. Servizio completo! Nella parte centrale le correnti sono meno forti ma c’è la possibilità di dover ancorare, abbiamo preparato un piano per dare ancora velocemente…”

Team Telefónica si è portata in prima posizione durante la scorsa notte, sfruttando una maggiore pressione e quindi una migliore velocità e sopravanzando CAMPER di due miglia, il quale tuttavia ha risposto colpo su colpo, riducendo progressivamente il gap a meno di un miglio. Hamish Hooper, il Media Crew Member di CAMPER nel suo blog ha testimoniato il cambio di passo e di ritmo preso oggi dalla regata. “Improvvisamente dopo cinque giorni di navigazione monotona  su un solo bordo, la tappa è rinata. In un attimo ci siamo ritrovati a poche centinaia di metri da Pulau We in un tacking duel con Telefonica poco avanti e Puma poco dietro. E’ incredibile, dopo 1.380 miglia dalle Maldive tutti e tre eravamo nello stesso fazzoletto di mare allo stesso momento. E’ una sensazione strana, dopo aver visto solo mare, cielo e orizzonte poter vedere le montagne piene di vegetazione e le bellissime spiagge tropicali. Sfortunatamente non siamo in gita turistica, anzi l’azione in coperta è molto simile a quella di una regata costiera.”

Una situazione che probabilmente non cambierà di molto nelle prossime 48 ore, in cui gli equipaggi e soprattutto i navigatori avranno il loro bel daffare per districarsi nello stretto. “Adesso dobbiamo capire cosa fare” ha detto il navigatore di CAMPER Will Oxley. “Guarderemo anche cosa fanno gli altri. Non ci aspettano giorni tranquilli, per tutto il traffico, i canali stretti e poi perché abbiamo tre avversari molti vicini. E’ probabile che il primo a mettere fuori il naso dall’altra parte dello stretto sarrà nella posizione migliore per l’arrivo. Sono più di 500 miglia per Singapore, mi preparo perché non si dormirà molto.”

I francesi di Groupama 4 si trovano sempre in quarta posizione e ben piazzati per poter rimanere nel gruppo di testa e poter dire la loro mentre sia Abu Dhabi Ocean Racing che Team Sanya entreranno nello stretto oggi pomeriggio, avendo accumulato del ritardo nelle ultime 24 ore.

Classifica nuova, quindi oggi al rilevamento delle ore 13 GMT con Team Telefónica in testa con un piccolissimo vantaggio di solo 0,1 miglia su CAMPER with Emirates Team New Zealand  e 4,8 su PUMA Ocean Racing powered by BERG. I francesi di Groupama 4 restano in quarta posizione con poco più di cinque miglia, Abu Dhabi Ocean Racing è quinto a 21,5 ma fa registrare una buona velocità, di oltre 12 nodi e mezzo, mentre in sesta posizione restaTeam Sanya il cui distacco è di 50,6 miglia ma che nelle ultime ore ha recuperato una decina di miglia sui team che lo precedono.

Classifica provvisoria 27 gennaio 2012 ore 13 GMT (14 ora italiana):

1. Team Telefonica 1.687,3 miglia da Sanya
2. CAMPER with Emirates Team New Zealand, +0,1
3. PUMA Ocean Racing powered by BERG, +4,8
4., Groupama sailing team,+5,1
5. Abu Dhabi Ocean Racing, +21,5
6. Team Sanya, +50,6

Foto: Diego Fructuoso

IL NAUTILUS Anno 7 N°4

nuovo numeroIn questo numero de Il Nautilus, giunto al settimo anno di pubblicazioni, troverete lo speciale sulle Autostrade del mare di Giovanna Lodato, realizzato dopo un viaggio tra i porti della Spagna e Civitavecchia. Un focus importante è stato realizzato sulla regione Sardegna con le novità e le statistiche su Porto Torres e sui porti del Nord come pure per quelli della zona più a Sud dell'isola. Una piccola valutazione è stata fatta anche sul settore delle crociere che si sposta versa il Nord Europa ma anche sui porti di Brindisi, Barcellona, Bari. Spazio anche alla vela internazionale con un resoconto, anche fotografico, completo sull'ultima edizione della Volvo Ocean Race. Consueta parte didattica affidata al direttore scientifico Abele Carruezzo che in questo numero ha affrontato il problema della pirateria spiegando il funzionamento del nuovo metodo P-Trap, quello relativo alla formazione del personale di bordo ed infine le nuove norme sul noleggio di imbarcazioni.
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