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GRANDE ATTESA PER LA PRIMA NAZIONALE 420 E 470

Inizia venerdì, a Marina degli Aregai, la prima regata nazionale di classe 420 e sabato quella di classe 470. Grande attesa per questi due eventi, organizzati dallo Yacht Club Sanremo, in collaborazione con Marina degli Aregai e lo Yacht Club Aregai.

Torna per il secondo anno l’appuntamento a Santo Stefano al Mare, al porto di Marina degli Aregai, con la classe 420, per la prima regata nazionale. E la novità dell’edizione 2012 di questa prestigiosa regata consiste nell’abbinamento anche della prestigiosa classe 470, che regaterà qui in contemporanea.

Organizzata dallo Yacht Club Sanremo, Marina degli Aregai e Yacht Club Aregai, questa manifestazione segna l’apertura della stagione 2012.

Dal 2 al 4 marzo, oltre centoventi 420, scenderanno in mare per sfidarsi in una delle prove più prestigiose e importanti dell’anno, mentre i 470 affronteranno lo stesso impegno solo nelle giornate di sabato e domenica.

Già da giovedì il porto di Marina di Aregai inizierà a riempirsi di velisti, che venerdì mattina dovranno affrontare in mare la prima prova. La partenza per i 470 invece sarà sabato.
Domenica, al termine delle competizioni, è prevista la premiazione per entrambe le classi.

La manifestazione è oltremodo impegnativa, infatti, per poter organizzare un simile evento è necessario predisporre due campi di regata e due comitati che seguiranno i giovani atleti in mare.

Supportata da Kinder, che con la sua presenza testimonia la grande attenzione per lo sport giovanile, e con la collaborazione del Circolo Velico Capo Verde, la competizione per entrambe le classi prevede, oltre alla classifica assoluta, che sarà valida per la Ranking List nazionale e da cui saranno estrapolati gli atleti che poi andranno ai Campionati del Mondo, anche una classifica Juniores, la classifica femminile e un premio speciale per l’equipaggio Under 16 meglio classificato.

Foto: M. Littardi

Porto di Ancona: calo di merci e passeggeri

Nella speranza di una «nuova fase espansiva» economica che potrebbe arrivare entro due anni, il porto di Ancona si sta dotando di opere per agganciare la ripresa e far crescere i traffici.

La presentazione ad Ancona del rapporto statistico 2011, che ha evidenziato per il porto un calo di merci (-1,7%) e passeggeri (-6,1%) a fronte di un aumento di merci in container (+10%), ha fornito l’occasione al presidente dell’Autorità Portuale Luciano Canepa e al segretario generale Tito Vespasiani di fare il punto della situazione infrastrutturale dello scalo.

L’Authority «non ha perso il suo tempo», ha detto Canepa, sottolineando come nonostante il mancato arrivo dei fondi governativi previsti l’Ap abbia «mobilitato 128 milioni di euro per opere cantierabili entro il 2012». Già firmato, ad esempio, il contratto per realizzare il molo di sopraflutto (70 milioni) che servirà a proteggere dai venti dominanti la futura banchina rettilinea per ospitare carghi di grandi dimensioni.

«Speriamo in una nuova fase espansiva tra due anni», ha aggiunto Vespasiani. Uno degli obiettivi prioritari per il 2012, ha continuato, riguarda lo scavo dello specchio d’acqua tra la banchina rettilinea e il molo di sottoflutto per portare i fondali a -14 metri e renderli idonei all’arrivo di grandi carghi. Verranno asportati materiali sabbiosi per un milione di metri cubi: 500 mila serviranno al ripascimento della costa, altrettanti (non pericolosi ma incompatibili con il ripascimento) verranno scaricati in mare.

Nel 2011 i traffici merci e passeggeri sono risultati in calo, a causa della crisi, in particolare quella greca ma anche della chiusura della Bunge (da sola ha tolto allo scalo 400 mila tonnellate l’anno di merci rinfuse solide) Per le merci si conferma il trend negativo (dal 2008 -11%) mentre per i passeggeri si è tornati sui livelli del 2009-2010 dopo il record del 2011 (1,65 milioni). Negativo il flusso dalla Grecia (-11,8%) e in aumento quello da e per la Croazia (+7,3%).

Note positive vengono dal settore crociere con 144.721 (+7%) persone arrivate con Costa Crociere e Msc (9% del totale passeggeri). Dovrebbero essere demoliti entro maggio al porto di Ancona i venti silos dello stabilimento Bunge nella parte finale del molo. Lo ha riferito Canepa che ha avviato l’acquisizione dell’area ex Bunge (5,1 milioni di euro) dando seguito al protocollo d’intesa siglato con Regione, Provincia, Comune, azienda e sindacati.

Canepa, a margine della presentazione del rapporto statistico, ha spiegato che per avviare la demolizione della parte interna dello stabilimento (48mila metri quadrati) si attende il piano di caratterizzazione del suolo già accettato dalla Regione. Ci sono infatti fabbricati sigillati da verificare ed è previsto anche un controllo sull’eventuale presenza di amianto da smaltire.

Circostanze che – ha precisato Canepa – non preoccupano comunque l’Authority e che costituiscono verifiche di sicurezza per l’intera operazione. Acquisita la proprietà dell’area, l’Autorità portuale preparerà un bando per la presentazione di progetti di investimento, con premialità per proposte che prevedano la riassunzione degli oltre 60 lavoratori ex Bunge.

Volvo Ocean Race: in tre oltre le 500 miglia

Sono state 24 ore piene di azione, quelle appena trascorse per i sei team della Volvo Ocean Race. Velocità da brivido, rotture, incidenti mentre la flotta naviga negli alisei rotta sud verso l’equatore e ben tre scafi hanno superato la barriera delle 500 miglia di percorrenza.

I francesi di Groupama 4 mantengono saldamente la prima posizione, secondi sono gli americani di PUMA e terzi gli spagnoli di Team Telefonica a meno di 100 miglia di distacco. Sfortunato CAMPER, che durante la notte è stato vittima di un problema alla vela di prua, che gli ha fatto perdere contatto con i battistrada. Ora è quarto, seguito da Abu Dhabi e Team Sanya.

E’ un cambio di scena totale, rispetto a due giorni fa, quello che sta accadendo sul palcoscenico della Volvo Ocean Race. I sei team, infatti, sono protagonisti di una discesa velocissima verso sud e l’equatore, con venti che hanno superato i 35 nodi di intensità e velocità  da brivido, tanto che la scorsa notte metà della flotta ha infranto il muro delle 500 miglia in 24 ore. Ma i dati che arrivano dall’oceano pacifico parlano di distanze ancora maggiori e di potenziali nuovi record. La classifica provvisoria cambia ancora alle spalle dei leader di Groupama 4.

In condizioni che sembrano essere perfette per la sua barca, l’equipaggio guidato da Franck Cammas, mantiene saldamente il suo vantaggio, che al rilevamento delle 13 GMT è arrivato a oltre 81 miglia sui nuovi avversari diretti, gli americani di PUMA che sono risaliti in seconda posizione. Condizioni ideali certo, ma che mettono alla prova attrezzature e uomini, come ha spiegato il watch captain della barca francese Thomas Coville: “Ci si bagna molto. Navighiamo con un angolo di 90° al vento e 90° alla direzione delle onde. Ci sono tanti spruzzi e in coperta arrivano ondate in continuazione. E’ una situazione molto dura per l’equipaggio, soprattutto per il timoniere. E tutti abbiamo gli occhi rossi e che bruciano per il sale.”

Rientrati nei giochi grazie alla loro scelta nordista prima e orientale poi, gli americani di PUMA hanno fatto registrare la percorrenza più alta sulle 24 ore con ben 525 miglia a una media di 21,8 nodi che li ha spinti in alto e in seconda piazza alle spalle dei francesi. “Non male per un lasco stretto con venti nodi di vento e un mare difficile” ha scritto l’MCM Amory Ross. “E’ bello andare veloci, fa bene alla mente. Navigare così è divertente ed è quello a cui tutti pensano quando firmano per fare il giro del mondo a vela!”

Oltre alle ottime velocità per risalire nella classifica PUMA ha anche, suo malgrado, approfittato di quanto successo a CAMPER with Emirates Team New Zealand nella notte. Gli ispano/neozelandesi sono stati vittime della sfortuna rompendo una vela di prua essenziale in queste condizioni. “La cima a cui è murato il fiocco si è rotta, la vela ha cominciato a sbattere e si è strappata in due pezzi” ha spiegato lo skipper Chris Nicholson. Si tratta del J2, una vela importante per le condizioni in cui naviga la barca rossa e bianca, e quella utilizzata in sostituzione ha fatto rallentare il team in modo considerevole. In un successivo collegamento, tuttavia, il navigatore Will Oxley ha confermato che l’equipaggio è riuscito ad effettuare una riparazione e a issare nuovamente la vela. “I ragazzi sono stati fantastici, hanno lavorato finchè non era tutto a posto. Ci solo volute circa 20 ore, è un lavoro enorme, si deve portare la vela sottocoperta, asciugarla, trovare il taglio e fare la riparazione rimettendo insieme i due pezzi e aggiungendo uno strato, incollare e cucire. Non so come facciano, la vela è enorme e l’interno della barca così piccolo.” Oxley ha però aggiunto che le condizioni restano: “Piuttosto brutali. Non si può stare al timone senza casco e non si può volgere la faccia al vento perché ci si acceca. Immaginate di mettere la testa fuori da finestrino della macchina a 60 all’ora quando piove e capirete. “

Team Telefónica è quindi risalito in terza posizione e accusa un ritardo inferiore alle 96 miglia da Groupama e pur non avendo passato la barriera delle 500 miglia, solo si fa per dire 499 quelle segnate dal logo della barca azzurra, ha ben resistito agli attacchi del duo che si trova più a est. Il navigatore australiano
Andrew Cape conferma che: “Siamo abbastanza contenti, navighiamo veloci a 90° di vento reale con il due. Forse è quello che ci aspettavamo per la prossima tappa, ma qui le temperature sono molto meglio! Non ci possiamo lamentare, è bello avanzare velocemente e sembra che per i prossimi giorni la situazione resterà così. I doldrum si sono chiusi un po’ a causa dell’aliseo forte che abbiamo qui, quindi non credo saranno un problema come quello che invece avremo quando saremo nell’emisfero sud in approccio alla Nuova Zelanda. Comunque non siamo nemmeno a metà della tappa e c’è ancora molta strada da fare.”

Anche Abu Dhabi Ocean Racing dello skipper britannico Ian Walker ha fatto registrare una performance notevole con 511 miglia, il che non gli ha consentito però di risalire alcuna posizione in classifica e rimane quinto a 118,4 miglia dal team francese. Nella notte, il mare molto formato ha causato qualche problema fisico a bordo dello scafo nero degli Emirati, con Walker che ha preso una brutta botta a una gamba rimanendo fra una draglia e un pesante sacco di vela e Craig Satterthwaite che è stato spinto violentemente contro la timoneria da un’onda che ha spazzato la coperta. E, tuttavia con altre trenta e più ore in queste condizioni, ci sarà ancora azione a bordo. Ma, come ha detto il prodiere Justin Slattery: “Questa è una passeggiata rispetto a quello che ci aspetta nel grande sud.”

Team Sanya rimane sesto a poco meno di 155 miglia e pur avendo un mezzo meno performante del resto della flotta, l’equipaggio con bandiera cinese ha percorso 474 miglia nelle ultime 24 ore e non si lascia certo abbattere e continua a spingere al massimo. “Indossiamo i caschi e le cinture di sicurezza” racconta l’MCM Andrés Soriano. “Dal tambuccio si vede solo il timoniere perché gli altri tre di turno si riparano dietro ai sacchi delle vele. E’ una bella corsa, bagnata e accidentata, sempre al limite.”

Al rilevamento delle ore 14 di oggi, Groupama 4 dista poco più di 3.100 miglia da Auckland e guida la flotta con 81,6 miglia su PUMA e 95,8 su Team Telefónica, terzo, In quarta posizione è CAMPER che ha un ritardo di 109,1 miglia, Abu Dhabi è quinto a 118,4 e Team Sanya è sesto con 154,8 miglia di distacco.

Il più veloce, nell’arco delle ultime tre ore è stato Abu Dhabi, con una media di 22.2 nodi, ottenuta con 23,5 nodi di vento.

Posizioni al rilevamento delle ore 13 GMT (14 ora italiana) del 29 febbraio 2012:

1. Groupama sailing team, a 3.105,9 miglia da Auckland
2. PUMA Ocean Racing powered by BERG, +81,6
3. Team Telefónica, +95,8
4. CAMPER with Emirates Team New Zealand, +109,1
5. Abu Dhabi Ocean Racing, +118,4
6. Team Sanya, +154,8
(1 miglio = 1,852 km)
Foto: H. Hooper

Fairmount Summit delivers drilling rig Delba III in Brazil

Tug Fairmount Summit has delivered the new build drilling rig ODN Delba III safely from the Persian Gulf to a location offshore Rio de Janeiro, Brazil. The total voyage over a distance of 10,625 miles was performed with an average speed of 6.0 knots.

ODN Delba III is a semi submersible drilling rig for deep water operations build in Abu Dhabi for Odebrecht Drilling Services, part of Odebrecht S.A., a leading Brazilian multinational.

Odebrecht contracted Fairmount Marine to tow ODN Delba III from Muscat, Oman, to Rio de Janeiro, Brazil. For this job the Fairmount Summit was mobilized to the Persian Gulf. During the towage at a stopover at Cape Town, South Africa, some cargo runs were performed by the also contracted Fairmount Fuji. This multi-purpose DSV/supply vessel had just returned to Cape Town after a survey job on the Atlantic Ocean.

The towage of ODN Delba III was Fairmount Marine’s second successful operation for Odebrecht in a short period. Earlier Fairmount Marine performed the towage of semi submersible drilling rig Norbe VI, a sister unit of ODN Delba II, for Odebrecht. Fairmount Marine is a marine contractor for ocean towage and heavy lift transportation, headquartered in Rotterdam, the Netherlands.

Fairmount’s fleet of tugs consists of five modern super tugs of 205 tons bollard pull each, especially designed for long distance towing, and a multipurpose support vessel. Fairmount Marine is part of Louis Dreyfus Armateurs Group.

VII ANDALUSIAN SAILING WEEK IN SPAGNA: PRIME SENSINI E CLAPCICH

Ottima prestazione della squadra azzurra all’VII Andalusian Sailing Week. Sul gradino più alto del podio Alessandra Sensini nella classe RS:X femminile e Francesca Clapcich nel Laser Radial. Secondo posto overall per Federico Esposito nell’RS:X maschile. Bene Gabrio Zandonà e Pietro Zucchetti nel 470 maschile che chiudono al 3° posto.

Vento molto leggero anche nell’ultimo giorno di regata a Cadiz con 6-9 nodi di brezza da est.

Nella classe RS:X femminile Alessandra Sensini (CC Aniene) si aggiudica la vittoria con ben ben sei primi, un secondo e un terzo piazzamento, scartato (parziali 1-1-2-1-1-1-1-(3) e 8 punti).

“Abbiamo avuto quasi sempre vento leggero di solito 6-9 nodi solo ieri abbiamo raggiunto gli 11. Comunque è stato un ottimo allenamento e ho chiuso al primo posto con un buon margine su Delle e Shaw. Gli allenamenti fatti a Cagliari hanno dato riscontri positivi. Ci fermeremo qui ancora qualche giorno e poi a marzo abbiamo in programma un’altra sessione di allenamenti. Il Campionato Mondiale a fine marzo è una tappa di avvicinamento alle Olimpiadi e allora faremo nuovamente il punto della situazione” ha commentato Alessandra Sensini al termine della manifestazione

Seconda la tedesca Moana Delle a 16 punti e la britannica Bryony Shaw è al terzo posto con 30 punti.

Flavia Tartaglini (SV Guardia di Finanza) chiude al 6° posto con i parziali 8-6-12-7-5-10-9-DNC26 e 57 punti. Laura Linares (CV Marina Militare) che a causa di problemi di salute ha potuto regatare solo gli ultimi due giorni, conclude al 15° posto ( (DNC)-DNC-DNC-DNC-2-2-2-4).

Ottimo risultato per l’Italia anche nella classe Laser Radial. L’azzurra Francesca Clapcich (SV Aeronautica Militare) chiude sul gradino più alto del podio con i parziali 1-1-(5)-4-5-1 a 12 punti. Annullata prima prova per un improvviso salto di vento. Seconda l’israeliana Edelman a 22 punti e terza la spagnola Cebrian a 25.

Così Francesca Clapcich: “Sono veramente soddisfatta di questo risultato. Dopo Perth ho lavorato molto su due aspetti: quello fisico, incrementando la massa muscolare e resistenza, e quello mentale. Mentre non ho potuto mettere alla prova la preparazione fisica vista la meteo con vento molto leggero sono convinta di essere sulla strada giusta da un punto di vista tattico. Ho focalizzato le mie energie sul chiudere sul gruppo e fare regate più conservative: insomma ho un atteggiamento più aggressivo e attivo in regata”

Nell’ RS:X maschile ottima prova di Federico Esposito (GS Polizia di Stato) che nonostante una partenza in sordina chiude al secondo posto overall con i parziali (8)-7-7-1-2-2-2-2 a 23 punti). Primo lo spagnolo Moreno Vega a 7 punti e terzo Cardona (ESP) a 35 punti.

“Sono molto contento del risultato ottenuto. Sono stati quattro giorni di regata con vento molto leggero, il massimo dello sforzo fisico! La manifestazione ha rappresentato un ottimo allenamento per il Campionato Mondiale che si svolgerà sempre a Cadiz a fine marzo; anche le condizioni meteo dovrebbero essere simili. Nelle ultime sessioni di allenamento mi sono concentrato in particolare sulle partenze e sulla lettura del campo nella prima fase della regata. Sono felice che il lavoro stia dando i suoi frutti” ha commentato Esposito tornato a terra.

Marco Baglione (Albaria) è 11° a 72 punti (parziali 13-11-11-13-(14)-6-12-6).

Nel 470 maschile dopo otto prove con uno scarto ottimo recupero per Gabrio Zandonà (CV Marina Militare) – Pietro Zucchetti (SV Guardia Finanza) che chiudono al 3° posto overall con i parziali 8-3-9-(BFD16)-3-4 4-6 e 37 punti, guadagnando tre posti in classifica. Primi i croati Fantela-Marenic a 15 punti, secondi gli israeliani Kliger-Sela (23 pt).

Presenti a Cadiz i tecnici federali Paolo Ghione, Luca de Pedrini, Adriano Stella e Francesco Caricato.

Porto di Gioia Tauro: Cgil chiede strategie di crescita

«Mettere al centro dell’agenda del governo il porto di Gioia Tauro, sia per avviare una strategia di crescita che vada anche oltre la Calabria sia per affermare il primato della legalità mettendo fine alla recrudescenza di fenomeni criminali e violenti».

È quanto afferma il segretario confederale della Cgil, Vincenzo Scudiere. Per il sindacalista, «la vicenda del porto di Gioia Tauro, e della Calabria più in generale, dimostra ancora una volta che pensare di isolare questa grande realtà, che rappresenta una delle più importanti infrastrutture del Mezzogiorno e del Paese, è un grave errore a cui bisogno mettere riparto nel più breve tempo possibile».

Secondo Scudiere, nel porto della città calabrese «ci sono tutte le condizioni per rilanciare l’economia non solo del Mezzogiorno ma dell’intero Paese. È importante perciò che il governo avvii politiche per la crescita individuano in questa importante realtà una delle possibilità e delle priorità su cui lavorare».

La Cgil inoltre si dice «molto preoccupata per questa recrudescenza dei fenomeni criminali e violenti che si registrano a Gioia Tauro e chiede un’attenzione particolare al Ministero degli Interni affinchè la prevenzione e la lotta alla criminalità sia nell’agenda di quanti credono nella battaglia per la legalità», conclude Scudiere.

Dictionary of Maritime Terms English-Italian-English: la seconda edizione di Pietro Del Rosso

E’ stato completato il nuovissimo dizionario di Inglese Marittimo, pubblicato dalla Witherby Seamship International. Con quest’opera, frutto di anni di ricerca e consultazione di migliaia di pubblicazioni a carattere internazionale, l’autore Pietro Del Rosso si prefigge lo scopo di produrre un moderno ed aggiornato strumento di lavoro di facile interpretazione per tutto il personale marittimo.

Il dizionario raccoglie tutti i termini più comuni relativi all’arte marinara: costruzioni navali, navigazione (astronomica, elettronica, iperbolica, piana), macchine  e motori marini, termodinamica, strumentazione, automazione ed impianti di bordo, macchine utensili, tipi di imbarcazioni antiche e moderne, segnalamento marittimo, commercio marittimo (documenti di bordo, trasporti marittimi), pesca costiera e d’altura, vela.

Tra le innumerevoli novità dell’opera vi è un costante riferimento dei lemmi e delle espressioni allo S.M.C.P. (Standard Marine Communication Phrases).

Lo SMCP si prefigge lo scopo di aggirare il problema della lingua nelle comunicazioni, in quanto gli equipaggi multinazionali a bordo delle navi (comprese le navi battenti bandiera italiana) sono ormai la norma, ed eventuali fraintendimenti nelle comunicazioni sono spesso causa di gravi incidenti in mare.

L’altro punto forte dell’opera è rappresentato dalla sezione “Abbreviations and Acronyms” anch’essa frutto di molti anni di incessante consultazione delle  pubblicazione e dei siti di istituti ed organizzazioni internazionali marittime :  I.M.O. (International Maritime Organization), INMARSAT (International Maritime Satellite Organization), W.M.U. (World Maritime University), M.A.I.B. (Maritime Accident Investigation Branch), ISF (International Shipping Federation), US Coast Guard,  M.C.A. (Maritime and Coast Guard Agency), A.M.S.A. (Australian Maritime Safety Authority), solo per citarne i più noti.

Con la seconda edizione il dizionario risulta enormemente migliorato, sia in termini di quantità che di qualità. Infatti, oltre ad includere un maggiore numero di termini, abbreviazioni, ed acronimi aggiornati, esso comprende un elevato numero di immagini e di tabelle che rendono più funzionale il dizionario stesso.

Dalla terminologia connessa alla vela sino agli avveniristici impianti di controllo e di automazione, tutto il personale marittimo (coperta, macchine di camera, di  cucina ed addetto ai servivi vari) ed i diportisti troveranno sicuramente in quest’opera un’adeguata risposta alle proprie esigenze.

Per ulteriori informazioni, contattare direttamente la casa editrice Witherby Seamanship International- sito web http://www.witherbyseamanship.com/

L’autore
Il prof. Pietro del Rosso è membro dell’I.M.E.C. (International Maritime English Conference), ed effettua vari corsi di Inglese Marittimo per ufficiali e sottufficiali della  Marina Mercantile e Militare e per piloti di porto. Egli si occupa anche ed traduzioni tecniche, ed in particolare quelle relative ai manuali di funzionamento & manutenzione. Grazie ad un suo progetto, “Maritime English and Standard Marine Communication Phrases (S.M.C.P.) l’ I.I.S.S. “Amerigo Vespucci” di Molfetta  ha ricevuto il prestigioso Label Europeo delle Lingue 2011. Inoltre è autore di vari articoli e pubblicazioni a carattere internazionale di Inglese Marittimo, alcune delle quali si possono scaricare gratuitamente disponibili gratuitamente sul sito dell’I.M.E.C: http://imla-imec.com/

Dictionary of Maritime Terms English-Italian-English by Pietro Del Rosso

It is with great pleasure that I am presenting you a new Maritime English Dictionary, published by Witherby Seamanship International. Through this work, which is the fruit of years of research and consultation of thousands of international publications, the author has  produced a modern, updated and friendly-user working tool for maritime personnel.

The dictionary contains all of the most common terms relevant to Seafaring:
Shipbuilding, Navigation (Celestial, Electronic, Hyperbolic, Plain Navigation),
Marine Engines, Thermodynamics, Instrumentation, Automation and systems on
board, Machine tools, types of ancient and modern vessels, maritime signalling,
maritime signalling, maritime trade (shipping documents, maritime transport),
Coastal and deep-sea, sailing fishing, sailing.

A significant and unique feature of this dictionary,  is that it continuously refers to expressions of the SMCP (Standard Marine Communication Phrases). As the name suggests, the SMCP is made up of terms, expressions or phrases
covering all the main fields connected with safety in ship-shore shore-ship, and
intership communications.

The SMCP is designed to bypass the problem of the language barriers in
communication. Multinational crews onboard ships (including Italian registered vessels) are nowadays commonplace, and communication misunderstandings are often the cause of serious accidents at sea.

Another feature of the work is the ‘Abbreviations and Acronyms’ section, which has been developed through consultation of the publications and websites of international maritime organizations such as I.M.O. (International Maritime Organization), INMARSAT (International Maritime Satellite Organization), W.M.U. (World Maritime University), M.A.I.B. (Maritime Accident Investigation Branch), I.S.F. (International Shipping Federation), U.S. Coast Guard, M.C.A. (Maritime and Coast Guard Agency) and A.M.S.A. (Australian Maritime Safety Authority).

The dictionary is greatly improved in this second edition, both in terms of quantity and quality. In fact, in addition to incorporate a higher number of updated items, abbreviations and acronyms, it also includes a considerable number of pictures and tables which make the dictionary more functional.

From the terminology connected with sailing through to modern control and
automation systems, maritime personnel (deck, engine, catering and services) and yachtsmen will always find an appropriate answer.

For further information, you can directly contact Witherby Seamanship International- web site: http://www.witherbyseamanship.com/
or the author himself at the following  e-mail:
delrossopietro@tin.it

Prof. Pietro del Rosso is a member of I.M.E.C. (International Maritime English Conference), and he carries out Maritime English courses for officers and ratings of the Merchant Navy and sea pilots. He also deals with technical translations, and specifically those connected with operation & maintenance manuals.

Thanks to his project “Maritime English and Standard Marine Communication Phrases (S.M.C.P.) I.I.S.S. “Amerigo Vespucci, in Molfetta” has been awarded the  2011 prestigious European Language Label.  In addition, he is the author of  several Maritime English articles and publications, some of which are available on the I.M.E.C. web site: http://imla-imec.com/

Porto di Ravenna: i sindacati chiedono interventi immediati

Per il Porto di Ravenna «sono necessarie precise scelte per interventi infrastrutturali, che rendano sempre più adeguato lo scalo evitando rischi per l’occupazione, i diritti e le tutele dei lavoratori.

Va inoltre rivisto il sistema di governo dei porti, superando l’attuale sovrapposizione di interventi di enti pubblici diversi e creando il necessario coordinamento per abbattere tempi morti, attese inutili ed essere competitivi con i porti europei».

Lo affermano Filt-Cgil, Fit-Cisl e uiltrasporti, all’antivigilia dello sciopero generale della categoria trasporti in programma giovedì. I sindacati chiedono «che venga resa strutturale l’indennità di mancato avviamento al lavoro, alla stregua della cassa integrazione, e che il decreto sulle liberalizzazioni non produca effetti negativi in termini di assistenza, sicurezza, emergenza e salvataggio, oggi garantiti dai servizi tecnico nautici e alle tutele del lavoro per i dipendenti del settore».

Lo sciopero interesserà nel complesso sul territorio ravennate circa 8.000 lavoratori e nella giornata di mobilitazione una delegazione dei tre sindacati sarà ricevuta, alle 12, dal Prefetto di Ravenna. Lo sciopero si svolgerà con modalità diverse a seconda dei comparti.

I lavoratori della Cooperativa portuale, dei terminal e delle aziende che garantiscono i servizi tecnico nautici del Porto e i dipendenti dell’Autorità portuale si asterranno dal lavoro per le ultime due ore del turno (in coerenza con le normative vigenti in tema di servizi essenziali).

Stessa modalità sarà attuata per il facchinaggio. Per quanto iguarda l’autotrasPorto e il trasPorto pubblico di persone, lo sciopero sarà effettuato nelle ultime quattro ore del turno.

Il rilancio dei porti in tempi di crisi: la relazione di Pallis

Nel secondo convegno organizzato dall’Autorità portuale di Brindisi si è discusso del momento critico che vivono gli scali portuali. Complice una congiuntura economica davvero sfavorevole, la crisi internazionale si riflette inevitabilmente sui porti e sui loro traffici.

A discuterne, oltre al presidente Hercules Haralambides, anche Thanos Pallis, segretario generale di Ports and Port Policy e docente dell’Università dell’Egeo. “I porti hanno bisogno di adattarsi al momento – ha spiegato il professore greco – ma per farlo è necessario puntare sui nuovi progetti e, soprattutto, sull’interesse dei privati”.

Per lo sviluppo di quelle infrastrutture ma anche dei servizi necessari ad incentivare un aumento di traffico, secondo Pallis, è importante anche intersecare questa volontà con le realtà limitrofe. Pallis insomma ribadisce il bisogno di adattare i porti senza dimenticare che le strategie di ripresa economica dovrà essere globale.

“Il criterio con cui stiamo cercando di adattare il nostro scalo – ha precisato Haralambides – è quello di spendere al meglio i soldi dei contribuenti: il nostro compito è quello di fornire servizi e migliorare le infrastrutture. Le compagnie devono fare il resto. Stiamo cercando di creare le giuste opportunità per gli operatori marittimi”.

Puntando sul marketing territoriale invece, il suggerimento del presidente di Assoporti Ferrandino è quello di promuovere lo scalo brindisino così come pure gli scali di Taranto e Bari che, la scorsa settimana, si sono consorziati in Apulian Ports. Presenti al convegno erano infatti anche il presidente dell’Autorità del Levante Francesco Mariani e quello di Taranto Sergio Prete.

Sui cinque punti di raccordo esposti da Pallis che dovrebbero contribuire a migliorare le strategie per i porti europei, è arrivato anche il favore dei rappresentanti delle istituzioni presenti. Dopo aver dato il riconoscimento di ambasciatore del porto di Brindisi a Pallis, Haralambides ha dato appuntamento al 26 marzo per il prossimo convegno dell’Authority.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scarica la relazione di  Thanos Pallis

(tasto destro, salva destinazione con nome)
2012-Brindisi Lecture-Pallis.ppt

Francesca Cuomo
Foto-servizio: Simone Rella

Volvo Ocean Race: finalmente gli alisei

Sono finalmente entrati nel vento forte e favorevole, i sei Volvo Open 70, potendo mettere la prua verso la destinazione finale di Auckland. La flotta avanza con rotta sud-est divisa in due gruppi, a ovest e sottovento Telefónica, Team Sanya e CAMPER; a est e sopravento PUMA, Abu Dhabi e Groupama, tutti a velocità elevate e vicine se non superiori a 20 nodi. I prossimi giorni fino all’equatore saranno ideali per tentare di avvicinare o battere il record di percorrenza sulle 24 ore.

Dopo tanto cercare, i sei team della Volvo Ocean Race sono finalmente entrati nel potente flusso di vento di aliseo di nord est, che li porterà velocemente verso l’equatore e la loro meta finale di Auckland. Da oggi e per quattro giorni il menù parla di aliseo sostenuto, un ingrediente perfetto per camminare veloci toccando punte fino a 30 nodi. I primi a beneficiare dell’arrivo del vento da nord est sono stati i team posizionati più a est, ossia i leader provvisori di Groupama 4 che fanno anche registrare le velocità medie più alte della flotta, ben superiori ai 20 nodi e che hanno portato il loro vantaggio a 55 miglia, secondo l’ultimo rilevamento delle ore 13 GMT.

L’MCM Yann Riou nel suo blog mattutino ha detto che l’equipaggio è più che pronto a godersi qualche giornata di adrenalina pura. “Eccoci finalmente al lasco, bel vento teso, mare bello, un cielo blu appena punteggiato di piccole nuvole. Dopo una settimana di temperature abbastanza piacevoli, ricomincia a fare caldo e compaiono i primi piccoli ventilatori. Ci prepariamo per un nuovo episodio di “life at the extreme” con forti velocità, torrenti d’acqua in coperta, e tutto il resto… insomma alla Volvo Ocean Race!”

In effetti le condizioni sono ideali per lo scafo francese, il cui skipper Franck Cammas ha sempre dichiarato di aver pensato e ottimizzato soprattutto per le andature portanti, ma anche per gli altri team che nelle prossime ore potrebbero percorrere distanze elevate, superiori alle 500 miglia e non si possono escludere attacchi al record di percorrenza sulle 24 ore. Nella prima tappa, da Alicante a Città del Capo era stato CAMPER with Emirates Team New Zealand a fissare l’asticella a 554.16 miglia conquistando l’IWC Schaffhausen Speed Record Challenge e secondo il meteorologo Gonzalo Infante gli ultimi modelli meteo e di navigazione suggeriscono che diversi team hanno la possibilità di fare meglio nei prossimi giorni, soprattutto quelli che possono godere di angoli più larghi.

Più ad est dei transalpini solo gli americani di PUMA, per cui l’arrivo del vento porta anche molto sollievo dopo che ieri la loro corsa era stata temporaneamente rallentata da una zona di vento leggero. Un monito per lo skipper Ken Read, che occupa la posizione più orientale del gruppo e quindi è più vulnerabile. Tuttavia, entrando nella brezza più stabile anche per PUMA sono iniziate quelle che gli anglossassoni chiamano “champagne conditions” con sole, mare piatto, temperature piacevoli, ma soprattutto condizioni di navigazione ideali.

Come ha entusiasticamente descritto il navigatore australiano Tom Addis. “E’ fantastico, lasco veloce. Siamo tornati in mare apero, non ci sono navi, reti da pesca, detriti da evitare, basta lasciare andare la barca a 22, 23 nodi. E’ la specialità di queste barche, quindi le sensazioni sono positive. Il contro è che ci si bagna molto, ma andare veloci verso la meta rende felici. Ci sono oltre 20 nodi d’aria. Poco fa abbiamo toccato 26 nodi di velocità e la media è superiore ai 20. Siamo dietro a un fronte, mentre Groupama è davanti, quindi noi possiamo alzarci un po’ di più. In dodici ore potremmo superare quel fronte e l’aria girerà ancora. Abbiamo ancora quattro o cinque giorni di lasco veloci prima di arrivare ai Doldrum, alle calme equatoriali a sud delle isole Salomone. Per adesso stiamo pensando a un piano, ma abbiamo ancora un po’ di tempo per definirlo.”

Più a ovest si trovano invece gli ispano/neozelandesi di CAMPER with Emirates Team New Zealand, e gli spagnoli di Team Telefónica guidati da Iker Martínez in seconda e terza posizione rispettivamente ma che continuano a combattere per cercare di mantenere le velocità degli avversari. Malgrado ciò a bordo della barca bianca e rossa sembrano soddisfatti di quanto fatto finora. Il navigatore  Will Oxley ha spiegato che: “Abbiamo circa 1.400 miglia all’equatore e la flotta è allineata su un’asse est/ovest, tutti camminiamo intorno ai venti nodi.

Ecco perché abbiamo passato tanto tempo andando a est. Il programma di navigazione che usiamo ci dice se l’angolo è giusto per andare veloci abbastanza da recuperare la distanza maggiore. A questo ritmo saremo vicini all’equatore in qualche giorno. Poi ci saranno molte opzioni da prendere nel Pacifico meridionale, dove io personalmente penso che si deciderà la tappa. Per ora è una gara di velocità in linea e l’idea è di guadagnare quando si può e cercare di non perdere in rapporto alle barche più a est. La linea diretta al traguardo passa attraverso le Salomone, una scelta da fare, e poi c’è la Nuova Caledonia e le Vanuatu sulla rotta, quindi si dovrà decidere come passarle. Sarà interessante.” Una parte finale della tappa che tuttavia non sarà priva di insidie e di lavoro. “Speravo che, una volta negli alisei, avrei potuto dormire un po’ di più e invece ogni volta che ricevo i bollettini voglio vedere un po’ più in là nel futuro per vedere di trovare una soluzione che ci porti ad Auckland in buona posizione.”

Se i leader e PUMA nelle ultime ore hanno tenuto medie di 21 nodi, a bordo di Azzam, lo scafo nero di Abu Dhabi condotto da Ian Walker, si sono registrate punte superiori ai 25, che hanno consentito anche il sorpasso ai danni di Team Sanya, oggi sesto. “Finalmente la Volvo Ocean Race!” ha detto l’olimpionico britannico “Basta scarrocciare e basta bolina. Solo potenza, onde in coperta e velocità. Abbiamo appena fatto la nostra prima corsa di 60 milgia in tre ore, malgrado un cambio di vela nel mezzo che ci ha sicuramente rallentati. Speriamo nelle prossime tre di farne 65. Dobbiamo anche cercare di tenere la prua sopra la rotta per rimanere dove ci sono gli alisei migliori. Fortunatamente tutto l’andare a est dell’ultima settimana ora viene ricompensato e ora possiamo navigare con angoli più ampi, al momento andiamocon un agolo di vento regale di 95°, con due mani di terzaroli alla randa e il genoa 2, con un vento di 25 nodi in aumento. La velocità passa dai 18 ai 30 nodi.” Walker ha anche confermato che la riparazione del sistema di movimento della deriva, danneggiato ieri, sembra aver funzionato.

In sesta posizione, lo skipper di Team Sanya Mike Sanderson si è detto contento del lavoro fatto dal suo equipaggio per rimanere a contatto con il resto della flotta, anche se si aspetta che nei prossimi giorni, a causa delle prestazioni inferiori del suo mezzo ci possano essere perdite consistenti. “Abbiamo lavorato duro per stare nel gurppo, stiamo stati in testa e in cosa, ma ora dobbiamo affrontare la realtà della velocità delle barche di nuova generazione. Camminano un nodo più di noi. Siamo tutti agonisti e a tutti piace vincere, ma ora non siamo abbastanza veloci per tenere il passo. Un nodo di differenza è tanto, significa 24 miglia al giorno. Una prospettiva un po’ paurosa, in tre o quattro giorni il distacco potrebbe essere di 100 miglia.”

I sei team hanno ancora più di 3.600 miglia da coprire sino ad Auckland dove si prevede possano arrivare verso il 9 marzo, la linea dell’equatore si trova a circa 1.400 miglia e 500 più a sud la zona delle calme equatoriali, i temuti Doldrum.

Al rilevamento delle ore 14 di oggi, Groupama 4 guida la flotta con 55 miglia su CAMPER e 78,5 su Team Telefónica, terzo, In quarta posizione è PUMA che ha un ritardo di 86,7 miglia, Abu Dhabi è quinto a 107,5 e Team Sanya è sesto con 110,3 miglia di distacco.

Posizioni al rilevamento delle ore 13 GMT (14 ora italiana) del 28 febbraio 2012:

1. Groupama sailing team, a 3.622,4 miglia da Auckland
2. CAMPER with Emirates Team New Zealand, a 55,0
3. Team Telefónica, +78,5
4. PUMA Ocean Racing powered by BERG, +86,7
5. Abu Dhabi Ocean Racing, +107,5
6. Team Sanya, +110,3
(1 miglio = 1,852 km)

Foto: A. Ross

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