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Azioni in crescita per l’AFX Capital Racing Team

Dopo due giornate alquanto complicate, valse il quindicesimo posto nella classifica provvisoria dell’RC44 Cascais Cup, l’AFX Capital Racing Team (oggi 9-9) è tornato a esprimersi sui livelli di Lanzarote e ha conquistato due piazzamenti nella top ten che hanno permesso al team di Massimo Barranco di ridurre sensibilmente il gap rispetto ai russi di Team Nika (10-11) e agli inglesi di Aegir (14-dsq), gli avversari più vicini in classifica generale.

A differenza dei giorni passati, la brezza, debole e instabile, ha tardato parecchio a stendersi e Peter ‘Luigi’ Reggio ha saggiamente deciso di issare l’Intelligenza a terra, ritardando l’inizio delle regate di oltre due ore e mezza.

Moderata soddisfazione è stata espressa dallo skipper Gabriele Bruni, che ha commentato: “Certo, due noni non sono risultati di livello assoluto, ma alla luce di come sono andate le cose nel corso di questa trasferta portoghese, sono piazzamenti che sottolineano la grande determinazione dell’equipaggio. Dal punto di vista tecnico, abbiamo dimostrato ancora una volta di avere un buon passo: prova ne sia che, nonostante la partenza anticipata nella prima prova odierna, siamo riusciti a recuperare diverse posizioni piuttosto rapidamente e ci siamo difesi dagli attacchi degli avversari”.

Intanto, tra le brezze evanescenti e instabili di un lunghissimo sabato portoghese, a dettare legge sono stati Katusha (1-4), confermatosi leader della classifica provvisoria, i campioni uscenti di Team Aqua (3-1), secondi a 13 punti dalla vetta, e Peninsula Petroleum (2-2) del tattico Vasco Vascotto che, dopo i due successi e il quinto di ieri, ha inanellato due secondi ed è salito sul podio provvisorio della manifestazione.

La seconda tappa dell’RC44 Championship Tour si concluderà domani. La partenza è prevista per le 12 e non potranno essere date partenze dopo le 15. Stando alle previsioni meteo, le condizioni non dovrebbero discostarsi molto da quelle odierne.

Capitaneria di Porto di Molfetta: La Guardia Costiera salva una donna suicida

Una donna molfettese L.M. di 43 anni tenta il suicidio e viene salvata dai militari della Guardia Costiera di Molfetta. Oggi intorno alle 10.30 del mattino in zona cala Sant’Andrea, una donna ha probabilmente tentato il suicido lasciandosi cadere in mare dal Torrione Passari, alto circa 20 metri. Ad aspettarla sotto la superficie del mare vi era un pericoloso fondale roccioso di poco più di 50 centimetri di profondità.

Immediatamente è intervenuto il personale in servizio della Capitaneria di Porto,  allertato da un passante il quale aveva sentito un forte tonfo in acqua e notato una borsa da donna posta in cima al Torrione, si è pensato immediatamente al peggio.
I militari comandati dal Comandante in II° Capitano di Fregata Pierpaolo Pallotti non hanno esitato un attimo a dirigersi verso Cala Sant’Andrea, ove hanno notato subito una donna riversa in acqua ad alcuni metri dalla riva.

La donna sotto evidente stato di choc per l’accaduto si allontanava verso il largo spinta velocemente dalla corrente, così che i militari immediatamente disponevano la requisizione di un piccolo natante, mentre un altro militare si tuffava in acqua nel tentativo di recuperare la donna. Il dispositivo di soccorso tempestivo riusciva a trarre in salvo la malcapitata ed a consegnarla, una volta giunti a riva, alle cure dell’ambulanza del Servizio 118 intervenuta su chiamata della stessa Capitaneria di Porto.

Le cure del caso venivano prestate anche al militare (Angelo M.) della Capitaneria che si era tuffato in mare per soccorrere la donna, anch’egli in principio di ipotermia.
Per fortuna la donna giunta presso l’ospedale civile di Bari è risultata non aver riportato lesioni gravi, ma solo un principio di ipotermia, che comunque avrebbe potuto produrne la morte certa.

Michele Puca

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Porto di Pescara: appello ai parlamentari

«Invito i parlamentari abruzzesi, non solo quelli del Pdl, ma anche quelli di Pd e Udc visto che ora il Governo è appoggiato da tutti e tre i partiti, a fare massa critica con noi, affinchè lo Stato faccia quello che deve fare» per raggiungere gli obiettivi che abbiamo fissato nell’ambito dell’emergenza in cui versa il porto di Pescara, a causa del mancato dragaggio.

Lo ha affermato il presidente della Regione, Gianni Chiodi, nel corso di una conferenza stampa a cui hanno preso parte anche l’assessore regionale alla Pesca, Mauro Febbo, e il commissario delegato e presidente della Provincia, Guerino Testa.

Parlando di una situazione «ormai divenuta ridicola e kafkiana», Chiodi ha evidenziato in particolare tre obiettivi: «dobbiamo essere messi in condizione di aiutare i nostri corregionali della marineria – ha detto il governatore – e per farlo è necessaria una deroga agli aiuti di Stato da parte dell’Unione europea, perchè, in base alle norme comunitarie, anche se avessimo le risorse, attualmente non potremmo erogarle». «È inoltre necessario – ha aggiunto Chiodi – che il Governo autorizzi un provvedimento relativo al fermo biologico, che preveda un ampliamento dei tempi.

In tal senso, lo Stato riconosca che c’è una straordinarietà procurata dallo Stato stesso». «Infine – ha proseguito il presidente -, se dovessero arrivare conferme circa la presenza di ddt o sostanze nocive nei sedimenti, i costi per le operazioni di dragaggio raggiungerebbero i 50 milioni di euro: vogliamo allora che questa volta lo Stato tiri fuori i soldi che non ha tirato fuori in passato, perchè gli abruzzesi non sono in grado di pagare, ma soprattutto perchè non è una competenza degli abruzzesi».

Sottolineando che «attorno al porto gravita un volume d’affari di 30-40 milioni di euro, con circa mille attività lavorative», il commissario delegato per il dragaggio e presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, ha sottolineato la necessità di «date certe, altrimenti – ha affermato – lo Stato dica di non voler investire sullo scalo. In questo modo non si sta prendendo in giro solo la marineria, ma l’intera regione».

«Ormai – ha proseguito Testa – abbiamo appreso che i fanghi non possono essere sversati in mare e bisogna trovare una soluzione alternativa. Ovviamente, il conferimento in mare costa dieci euro a metro cubo, mentre qualsiasi altra soluzione ha costi maggiori e il Consiglio dei ministri – ha sottolineato il commissario – si dovrà fare carico di trovare le risorse per far fronte a questa problematica». Ha parlato di una «situazione drammatica» anche l’assessore Febbo, secondo cui «la Regione è impossibilitata a risolvere il problema e quindi è necessario un provvedimento nazionale.

La marineria ci chiede un fermo – ha spiegato – e noi siamo d’accordo, perchè utilizzare il porto ormai è impossibile». «Il problema, però – ha aggiunto l’assessore alla Pesca – non è solo della marineria. È una questione d’immagine dell’intero Abruzzo e non solo di Pescara – ha concluso -: pensate, a qualche settimana dall’inizio della stagione balneare, che immagine stiamo dando».

Volvo Ocean Race: PUMA attacca, Telefónica ripara

Dopo Groupama e PUMA anche Team Telefónica questa mattina alle 6.05 ha doppiato Capo Horn, appena 15 ore dopo i leader. Immediatamente dopo la barca dello skipper Iker Martínez ha sospeso le regata e si è diretta verso una zona di ridosso, per poter completare le riparazioni con l’aiuto del shore team, sperando di rientrare in gara già questa sera.

Mentre i due battistrada hanno preso opzioni tattiche diverse e continuano la loro battaglia a due, CAMPER è ormai a meno di 900 miglia dal Cile e Abu Dhabi sta verificando tutte le possibilità per l’immediato futuro.

Gli spagnoli di Team Telefónica hanno doppiato Capo Horn questa mattina alle ore 6.05 dopo 15 ore dai francesi di Groupama. Poche decine di minuti più tardi il team spagnolo ha annunciato alla direzione di regata la sospensione e ha fatto rotta verso Caleta Martial a ridosso di Herschel Island, nell’arcipelago cileno delle Isole Wollaston, nel parco nazionale di Capo Horn, dove lo attendeva lo shore team guidato dal direttore tecnico Horacio Carabelli, a bordo di un’imbarcazione.

Secondo il regolamento della Volvo Ocean Race, una barca in caso di assistenza esterna deve fare una sosta di almeno 12 ore, prima di poter tornare in gara e quindi, se i lavori andranno veloci come previsto, gli spagnoli potrebbero rientrare dalle 18.27 del pomeriggio. Il capitano Pepe Ribes ha spiegato che nel corso degli ultimi sei giorni, l’equipaggio ha approntato un sistema di guardie di 12 ore per permettere a tutti i componenti del team di partecipare ai lavori di messa in sicurezza della parte danneggiata. Dopo essersi consultati con il costruttore e Carabelli, i velisti si sono preparati per una riparazione rapida, sperando di poter tornare a navigare già nel pomeriggio.

Intanto, in Atlantico, sul campo di regata si sono viste le prime opzioni tattiche della seconda parte della tappa. Dopo aver doppiato Capo Horn, infatti, Groupama ha deciso di passare al largo delle Isole degli Stati mentre gli americani di Puma hanno optato per il canale Le Maire fra isole e la Terra del Fuoco, tentando di recuperare strada sui francesi. Purtroppo la scelta non si è rivelata vincente e gli americani PUMA sono scesi da 15 a più di 50 miglia di distacco dai francesi.

La situazione meteo della zona è però assai complessa e nel rilevamento delle ore 15 le cose sono cambiate ancora ed è stato Groupama a perdere terreno, i due team sono a meno di 30 miglia di distanza.

Lo skipper francese Franck Cammas ha spiegato che dopo il passaggio della punta meridionale del Sud America la situazione è cambiata completamente, con un vento molto instabile e con grandi possibilità di guadagnare o perdere nel giro di poche ore, tanto che la sua leadership non è affatto scontata, anzi il team si tiene sempre all’erta e controlla attentamente le mosse degli avversari.

“Davanti la situazione è molto complicata, si tratta di un’area dove le previsioni non sono certe e il tempo cambia in fretta. E’ difficile pianificare.  Dovremo cercare di fare il meglio con quello che troviamo e evitare di guardare troppo in là. Nelle ultime ore siamo passati da trenta a sei nodi, non ho proprio idea di cosa succederà. Di certo la tappa si deciderà in questo ultimo tratto.”

Una previsione condivisa anche dal navigatore di PUMA Tom Addis. “Il nostro approccio a Capo Horn è stato molto buono, abbiamo guadagnato molto, salvo poi perdere di nuovo nello stretto. Ma davanti nulla è certo, ci saranno molte opportunità. Ci saranno dei momenti in cui saremo “parcheggiati” e ogni volta che succede, che il vento cambia o gira, ci sono opzioni da valutare e prendere.”

Mentre i primi tre team sono in Atlantico, alle loro spalle ancora in Pacifico, una delle due barche danneggiate CAMPER with Emirates Team New Zealand continua la sua marcia verso Puerto Montt, in Cile, ormai a meno di 900 miglia sulla sua prua, mentre l’altra Abu Dhabi sta valutando tutte le possibilità, dopo la riparazione in alto mare compiuta ieri. Secondo lo skipper Ian Walker il team ha tre opzioni. “La migliore sarebbe di riuscire a riparare ulteriormente e riuscire a continuare verso Capo Horn.”

Ha detto il velista britannico. “La seconda forse è ritirarsi dalla tappa, passare dallo Stretto di Macellano, e arrivare a Itajaì il più in fretta possibile. La terza è raggiungere lo stesso porto dove si sta dirigendo CAMPER, fare tutti i lavori e poi rivalutare la situazione. Dobbiamo verificare come tiene la riparazione, come evolve il tempo e nel frattempo continuare a un buon ritmo, tenendoci come ora sulle 300 miglia al giorno verso il Cile.”

Quando si è entrati nel tredicesimo giorno di regata, i leader si trovano a poco meno di 1.650 miglia dal traguardo. Al rilevamento delle ore 15 (italiane) Groupama 4 ha un vantaggio di 29,4 miglia su PUMA. Telefónica ha, come si è detto, sospeso momentaneamente la navigazione e quindi non compare nel report, mentre CAMPERè a 1.411 miglia e Abu Dhabi a 1.737,4 miglia. Sia le barche che navigano ancora in Pacifico che quelle che sono già in Atlantico, navigano a velocità fra gli 11 e i 14 nodi di media.

Posizioni al rilevamento delle ore 13 GMT (15 ora italiana) del 31 marzo 2012:

1. Groupama sailing team 1.648,9 miglia da Itajaí
2. PUMA Ocean Racing powered by BERG, +29,4
3. Team Telefónica, suspended racing
4. CAMPER with Emirates Team New Zealand, +1.411
5. Abu Dhabi Ocean Racing, +1.737,4
6. Team Sanya, Ritirato dalla quinta tappa

Foto: D. Fructuoso

NASCE L’ASSOCIAZIONE GIOVANI OPERATORI DEL MARE: LA PRIMA ASSOCIAZIONE GIOVANILE NEL SETTORE MARITTIMO

E’ nata, in occasione del settantesimo compleanno del Codice della Navigazione, l’Associazione Giovani Operatori del Mare (AGODM), la prima associazione giovanile in Italia che si occupa del settore marittimo a tutto tondo.

Frutto dell’idea di Antonio Bufalari (Presidente) e Marco Maurino (Vice Presidente), si tratta di un’associazione unica nel suo genere che si compone di studenti e giovani professionisti accomunati dal desiderio di approfondire e diffondere la cultura del mare in tutte le sue molteplici articolazioni come la giurisprudenza, l’ingegneria navale e ambientale, la scienza e la biologia, la storia, l’arte e la tradizione marinara.

A tal fine verranno organizzati incontri, seminari, manifestazioni e approfondimenti aperti ad esperti e appassionati del campo marittimo e verranno promossi progetti, ricerche e pubblicazioni.

L’AGODM si avvarrà di un blog ufficiale (www.ormeggiando.com) dove verranno pubblicati periodicamente gli approfondimenti e gli studi dei suoi membri.

“Siamo tutti molto emozionati per l’avvio di questo ambizioso progetto a cui lavoravamo da tempo. E’ la prima realtà italiana dedicata agli amanti del mare ed auspichiamo che possa crescere nel tempo ed apportare un importante contributo a questo settore.” ha dichiarato il Vice Presidente Marco Maurino.

Il Presidente Antonio Bufalari ha inoltre aggiunto: “l’Associazione nasce in un momento di grande difficoltà economica per l’Italia e vuole rappresentare la speranza di una nuova generazione che vede nel Mare una fonte di sviluppo e di crescita che possa far risollevare la nostra economia”.

http://www.ormeggiando.com/2012/03/nasce-lassociazione-giovani-operatori.html

AFX Capital Racing Team: la politica dei piccoli passi

Riparato notte tempo il danno subìto in seguito alla collisione con Synergy, l’AFX Capital Racing Team si è presentato puntuale all’appuntamento con la seconda giornata di regate di flotta valide per l’RC44 Cascais Cup. Una giornata che ha messo alla frusta i quindici equipaggi protagonisti della manifestazione in virtù delle raffiche di vento che, in più occasioni, hanno superato i 25 nodi e di una fastidiosa onda corta che ha costretto tattici e timonieri agli straordinari.

Da sempre a suo agio in condizioni di vento teso, l’AFX Capital Racing Team (oggi, 9-12-dnf) ha evidenziato incoraggianti miglioramenti rispetto a ieri, ma è stato suo malgrado costretto al ritiro dalla terza prova a causa di un problema al retriver del gennaker che, dopo essere finito in acqua, si è incattivito nelle appendici dell’RC44 di Massimo Barranco. A quel punto è stato provvidenziale il bagno fuori stagione della giovane promessa di Vela del Sud, Filippo La Mantia, riuscito nell’impresa di liberare bulbo e timone, permettendo al resto dell’equipaggio di recuperare la vela.

“In questi giorni, a parte qualche errore, stiamo pagando un debito con la sorte che non sapevamo di avere – ha commentato Gabriele Bruni, skipper e tattico di AFX Capital Racing Team – I risultati sono quello che sono, ma siamo comunque fiduciosi: in tutte le regate siamo partiti puliti e abbiamo bolinato alla pari con gli avversari, resistendo in posizioni complicate. Prova ne è che alla prima boa ci presentiamo sempre nel gruppetto dei migliori. I problemi giungono proprio allora, quando ci troviamo a dover gestire il traffico congestionato. Sapevamo che non sarebbe stato facile e ogni giorno ne abbiamo conferma. E’ in momenti come questi che penso a un insegnamento ricevuto alcuni anni fa, quando qualcuno mi spiegò che se abbiamo due occhi, due mani e una sola bocca è perchè le parole valgono meno dei fatti e i fatti si ottengono osservando e lavorando sodo”.

Tra gennaker esplosi, straorze e momenti di vera tensione agonistica, Katusha (4-3-2) si è portato al comando della classifica con buon margine sul più immediato degli inseguitori. I campioni uscenti di Team Aqua (6-5-6) distano infatti 14 punti dall’equipaggio del tattico Russell Coutts. Alle loro spalle staziona il leader della prima ora Team Ceeref (11-8-7), che a bordo conta sull’esperienza di Michele Ivaldi e Michele Cannoni. Ottima anche la giornata di Vasco Vascotto che, alla tattica di Peninsula Petroleum (1-1-5), ha guidato i suoi verso un doppio successo di manche.

La seconda tappa dell’RC44 Championship Tour riprenderà domani mattina, alle 12. Gli ultimi bollettini parlano di codizioni meteo in miglioramento e di venti deboli di direzione variabile. Ricordiamo che la manifestazione si concluderà domenica pomeriggio: le Istruzioni di Regata prevedono che non possano essere date partenze dopo le ore 15.

BEPPE DUCA CAMPIONE ITALIANO PER LA SECONDA VOLTA CONSECUTIVA

Lars Hendriksen UKR 8 ha vinto a Sanremo l’Internazionale d’Italia con appena un punto di vantaggio sul compagno di scuderia Evgeniy Braslavets UKR 9. Il terzo gradino del podio è stata occupata da Marcus Wieser (campione Europeo in carica), anche lui del team
Transbunker. Due serrimane fa a Cannes Lars aveva vinto la prima regata di grado 1 del 2012 ma su una barca diversa!

“A Cannes ho provato un dragone nuovo costruito dalla Royal Dragon che è stato perfetto – spiega Lars -. Per provare la differenza, qui a Sanremo ho timonato il nostro dragone del 2006, e il risultato è che entrambi sono competitivi”.

“Sanremo è stata ancora una volta una perfetta regata per i dragoni con belle e lunghe prove in mare, piacevoli ed amichevoli dopo-regata con pasta al pesto e ottimo vino rosso della Riviera di Ponente” prosegue Lars.

Nella foto a sostenere il Trofeo sono solamente Igor Siderov and George Leonchuk, in quanto Lars ha dovuto scappare prima della premiazione per prendere un areo. “Igor e George formano ora un equipaggio sperimentato di dragone, che hanno piacere a regatare insieme.

George ha passato l’inverno a fare ginnastica e non siamo mai stati a corto di potenza
muscolare! Prossimo appuntamento Douarnenez …” conclude Lars. Il vincitore del titolo italiano è Beppe Duca, Compagnia della Vela di Venezia.

Era presente un nutrito gruppo di buoni equipaggi italiani, e la flotta sta crescendo. Beppe avrà filo da torcere
l’anno prossimo a difendere il titolo.

Non solamente i dragonisti italiani crescono in numero ma saltano fuori nuovi eventi, fra i quali uno al quale ho promesso di essere presente si svolgerà in Agosto sul Mare Adriatico, a Civitanova Marche.

Volvo Ocean Race: Groupama e Puma oltre Capo Horn, Abu Dhabi ripara in alto mare

I francesi di Groupama 4 sono stati la prima barca a doppiare il famoso e temuto Capo Horn, seguiti a distanza di meno di un’ora dagli americani di PUMA. Team Telefónica in terza posizione continua la sua corsa verso il Capo e Ushuaia e CAMPER si avvicina al Cile. Con un’incredibile operazione in alto mare, Abu Dhabi ripara provvisoriamente lo scafo danneggiato e valuta le opzioni per il proseguo della tappa.

Alle 12.55 GMT di oggi (le 14.55 in Italia), venerdì 30 marzo, i francesi di Groupama 4 guidati da Franck Cammas hanno doppiato il più famoso, celebrato e temuto punto della navigazione oceanica, Capo Horn. I transalpini hanno passato la punta più meridionale del Sud America, in realtà un punto posto a 55°59.100 sud e 67°15.399 ovest, seguiti meno di un’ora distanza dagli americani di PUMA, alle 13.52 (le 15.52 italiane).

“Passare Capo Horn in testa non è mai stata una delle nostre priorità, il nostro obiettivo alla partenza da Auckland era arrivare a questo punto della tappa, cioè a circa 2/3 della strada per Itajaì, in buona posizione in rapporto agli avversari e soprattutto in buono stato. E’ stato un sollievo. Sembra che ci siamo lasciati i rischi più grossi alle spalle, visto quello che è successo alle altre barche. Però è vero che passare in testa ci rende molto fieri, è un bel momento per l’equipaggio. Soprattutto in una regata come questa dove è un vero mito.” Ha dichiarato lo skipper francese. Mentre Ken Read, da bordo di PUMA ha spiegato che: “E’ un momento di forte emozione per tutti noi. Sono usciti tutti dalle cuccette, siamo tutti in coperta e faremo una piccola celebrazione.”

I due team hanno ingaggiato una lotta testa a testa durata oltre una settimana, culminata con un distacco di poco più di 16 miglia, una vera inezia dopo oltre 4.000 miglia di navigazione in condizioni spesso proibitive. Groupama e PUMA sono così rientrati nell’oceano Atlantico che avevano lasciato lo scorso 12 dicembre, il secondo giorno della seconda tappa, dopo 109 giorni. Tuttavia per i due ora si apre un’altrettanto dura e interessante gara tattica per coprire le 2.000 miglia che restano fino alla linea del traguardo a Itajaì, in Brasile con una situazione meteo, decisamente meno terribile ma non di meno irta di ostacoli e trappole meteo.

Intanto Team Telefónica mantiene la terza posizione, gli spagnoli continuano a navigare con cautela, ma sempre determinati a finire la tappa e a salire sul podio. Al rilevamento delle ore 15 lo scafo azzurro si trovava a 303 miglia dai leader e navigava a oltre 15 nodi, in rotta per il passaggio di Capo Horn. “E’ sempre un momento importante, il passaggio del Capo.” Ha detto lo skipper Iker Martínez. “Una volta passato le possibilità di completare il giro del mondo aumentano moltissimo, ci si lascia alle spalle l’indiano e il pacifico e ci sono un sacco di punti davanti per giocarsi la vittoria. La barca va bene, la riparazione che abbiamo fatto sembra funzionare, però la velocità che possiamo tenere non supera il 85/90% delle nostre potenzialità, ma abbiamo timore a tirare di più perché potremmo fare un disastro. Fa molto freddo, quando scende la temperatura dell’acqua si abbassa molto anche la sensazione termica, adesso è a 7° e quindi a ogni onda che prendi senti sempre più freddo. Credo che quest’ultima sia stata la settimana più dura di tutta la regata.”

Oltre al passaggio di Capo Horn da parte dei due battistrada la notizia del giorno è sicuramente l’incredibile operazione che l’equipaggio di Abu Dhabi è riuscito a portare a termine nel mezzo del Pacifico meridionale e in condizioni non certo ideali. Secondo quanto raccontato dal team oggi, lo skipper Ian Walker ha supervisionato un lavoro durato oltre cinque ore che ha comportato l’inserimento d 30 bulloni nello scafo di Azzam (il nome della barca che in arabo significa determinazione) per evitare danni ulteriori. Per poter effettuare la manovra, il team ha dovuto rallentare il più possibile e sbandare la barca in modo che il prodiere Justin Slattery, che era legato e indossava l’appropriata attrezzatura di sicurezza, potesse calarsi e stringere i bulloni nella parte esterna dello scafo. All’interno della barca il capitano Wade Morgan e il watch leader Craig Satterthwaite hanno assicurato alla parte danneggiata pezzi tolti dalla barca. “Praticamente abbiamo rimesso insieme la pelle interna ed esterna con un fissaggio meccanico.” Ha spiegato Walker “La situazione è molto migliorata, il rumore si è ridotto e la riparazione sembra abbastanza forte. Ma stiamo ancora procedendo con cautela.” Poiché il danno è stato scoperto durante la notte, l’equipaggio ha dovuto aspettare la luce del giorno per potere effettuare la riparazione, che è comunque avvenuta in condizioni piuttosto dure con onda formata e 30 nodi di vento, in una zona isolata a 1.700 miglia dalla terraferma più vicina. Ian Walker ha affermato che tutto il team sta decidendo sul da farsi e che tutte le opzioni sono possibili. “La cosa più importante è che stiamo bene. Al momento stiamo navigando con due persone in coperta, mentre tutti gli altri si stanno riposando. Progrediamo bene verso la costa cilena, a nord est della perturbazione che sta arrivando.” Questa è la seconda riparazione importante che Abu Dhabi ha dovuto effettuare nella quinta tappa della regata, poche ore dopo la partenza da Auckland il team era rientrato in porto per riparare la paratia di prua.

Quando si è entrati nel dodicesimo giorno di regata, i leader si trovano a poco più di 1.920 miglia dal traguardo. Al rilevamento delle ore 15 (italiane) il francese Groupama 4 ha un vantaggio di sole 16,3 miglia su PUMA, terzo è Telefónica a 303,3 miglia dai leader, mentre gli ispano/neozelandesi di CAMPER, ancora in regata ma in rotta per il Cile, accusano un distacco di 1.347,6 miglia e Abu Dhabi anche a causa del notevole rallentamento imposto dalla riparazione, ha un deficit di 1.696,8 miglia.

Posizioni al rilevamento delle ore 13 GMT (15 ora italiana) del 30 marzo 2012:

1. Groupama sailing team 1.920,3 miglia da Itajaí
2. PUMA Ocean Racing powered by BERG, +16,3
3. Team Telefónica, +303,3
4. CAMPER with Emirates Team New Zealand, +1.347,6
5. Abu Dhabi Ocean Racing, +1.696,8
6. Team Sanya, Ritirato dalla quinta tappa

Foto: Y. Riou

I PORTI ITALIANI INSIEME AL SITL DI PARIGI

La conferma che il sistema portuale italiano interessa agli operatori stranieri è quanto emerso dalla partecipazione al Salone Internazionale Trasporti e Logistica, che si è tenuto a Parigi da martedì scorso e si concluderà oggi pomeriggio.

I porti italiani con il proprio stand “Italy, All in One” , sono stati impegnati in questi giorni ad accogliere numerosi visitatori e operatori interessati ad approfondire i rapporti con gli scali presenti. In quest’occasione nell’area coordinata da Assoporti erano presenti: i porti liguri (Genova, Savona e La Spezia), i porti Siciliani (Palermo, Messina e Augusta), i porti di Napoli, Salerno e Gioia Tauro.

Dopo una conferenza stampa organizzata dai porti liguri nella prima giornata dei lavori, sono seguiti incontri bilaterali in particolare con i porti del Nord Africa, che erano stati preventivamente concordati.

La forma della partecipazione collettiva ormai si è consolidata, dopo i successi ottenuti a Barcellona, a Monaco, ad Istanbul e persino in Cina, e offre la possibilità ad ogni porto di usufruire di uno spazio dedicato, oltre ad un’area comune dove organizzare incontri e conferenze.

Il prossimo appuntamento è a San Paolo, Brasile nei giorni 11-13 aprile.

Unione europea: le disposizione sulla pirateria

L’escalation della pirateria ha indotto la Ue ad estendere il mandato della missione navale anti-pirateria Atalanta, autorizzata da venerdì scorso ad attaccare le postazioni dei pirati anche nelle acque interne della Somalia e lungo le coste. Ma il quadro giuridico resta inadeguato, in particolare di fronte all’aumento degli ingaggi privati di militari a bordo di navi che temono di essere assalite.

In questo quadro, fa proseliti la proposta dell’Italia che, dopo il caso dei due marò detenuti in India, ha chiesto ai partner europei di agire per tutelare il principio della libertà di navigazione in acque internazionali e il diritto degli Stati che partecipano ad operazioni antipirateria ad avere riconosciuta una giurisdizione esclusiva per quello che accade in alto mare, che coinvolge i propri militari. La lotta alla pirateria richiede regole di ingaggio il più possibile comuni e vincolanti, per dare un quadro legale certo a chi è impegnato in prima linea: soldati, guardie private, compagnie, Stati.

“L’autoregolamentazione non è una reale opzione in questa area, considerando i rischi legali ed operativi che il trasporto di armi a bordo e il possibile uso della forza comportano”, ha detto Siim Kallas, vice presidente della Commissione Ue, parlando ad una conferenza sulla pirateria oggi a Bruxelless.

La Ue suggerisce di usare l’opportunità offerta dalla 90/a sessione della commissione di sicurezza marittima dell’Imo (l’organizzazione marittima internazionale), prevista in maggio a Londra, per definire un quadro comune di regole. In gennaio e febbraio, la Ue ha registrato un aumento dei numeri di arrembaggi nell’Oceano indiano dopo il calo che era stato segnalato nel 2011. L’Unione europea è molto preoccupata: l’80% delle merci mondiali si trasporta via mare e il 40% delle compagnie di trasporto è controllato da società europee

“Stabilire un approccio comune internazionale e limitare le ‘zone grigie’ pericolose aiuterà a contrastare la pirateria riducendo al contempo i rischi per i marinai, le società e gli stati interessati”, ha spiegato il commissario. Un quadro comune di regole avrebbe inoltre il vantaggio di “stabilire linee di comunicazione tra la sicurezza privata e le forze militari basate sulla fiducia”, ha precisato Kallas.

Matteo Bianchi

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IL NAUTILUS Anno 7 N°2

nuovo numeroIn questo numero uno speciale sulle Lame pugliesi e la procedura che porta il solco erosivo a diventare baia. All'interno un approfondimento sulle norme allo studio dell'Unione europea per combattere la pirateria, le rotte liguri che portano a Rotterdam, il valore di un porto rapportato al costo dei servizi, le regole del federalismo applicate alla portualità, un'intervista esclusiva a Claudio Guerrieri sulla situazione del comparto nautico nella provincia di Lucca, la stagione crocieristica dei porti del Nord Sardegna, un resoconto dell'Authority di Ancona e i progetti di Massidda per il porto di Cagliari.
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