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ESTE 24 CAMPIONATO ITALIANO: RiDeCoSì si riconferma Campione Italiano

Tre prove per chiudere in bellezza il XVl Campionato Italiano Este 24, organizzato dal Circolo Nautico Guglielmo Marconi e dal Circolo Canottieri Aniene. Il titolo non si scuce dalle maglie di  RiDeCoSì (CC Aniene), timonata da Alessandro Maria Rinaldi che insieme al suo tattico Roberto Emanuele de Felice, Matteo Mason, Diego Battisti e Samuele Nicolettis riconquista il tricolore. L’argento va ad Alviero Martini 1ª Classe con Giancarlo Simeoli alla barra, il bronzo a Ricca D’Este di Marco Flemma.

Si parte subito con il piede giusto, un bel vento da est sud est e una leggera rotazione mette subito in crisi i tattici. I top player sono li davanti, Alviero Martini 1ª Classe, RideCoSì, La Poderosa-AGT, Ricca D’este e SpiOne. Tutto sembra facile per la barca Timonata da Giancarlo Simeoli, ma proprio sullo “stocchetto” finale un gennaker malandrino vede sfumare la vittoria per un niente, a vincere e SpiOne di Dudi Coletti davanti ad Alviero Martini 1ª Classe e RideCoSì.
L’intento di portare a casa tre prove per chiudere questo Italiano con uno scarto inizia ad essere una realtà. Il tempo di far passare qualche minuto e si riparte con la seconda prova. Inizia a fare capolino il sole, intuizioni e vista lunga faranno la differenza. La zampata decisiva la piazza RiDeCosì davanti ad Alviero Martini 1ª Classe e La Poderosa-AGT di Roberto Ugolini.
La terza ed ultima prova parte con sole splendente vera e propria sorpresa, viste le previsioni del mattino. Alviero Martini 1ª Classe pare avere un marcia in più. E’ una battaglia all’ultimo sangue con il rivale diretto RiDeCoSì, conti alla mano la classifica finale è ancora aperta. Alla fine però, per un solo punto a gioire è RiDeCoSì, che giunge quarto. La vittoria di 1ª Classe non basta, per un punto Alviero Martini 1ªClasse, pardon “Martin” perse la “cappa”.
“Siamo veramente molto felici di avere rivinto i tricolore – sono le parole di Alessandro Maria Rinaldi, timoniere di  RiDeCoSì – è stata propria una bella manifestazione e la classifica parla chiaro, una flotta sempre compatta e combattiva, con ben 28 iscritti è il record di classe. Oggi con tre prove si è chiusa una tre giorni dove il vento ha lasciato un po’ a desiderare, merito di un Comitato di Regata all’altezza della situazione.”
“Abbiamo lavorato tutto l’inverno per avere un settaggio della barca efficiente per questo italiano – sono le parole di Matteo Aglietti, team manager e tattico di Alviero Martini 1ªClasse -  abbiamo rimesso in piedi un equipaggio, visti i cambiamenti che ci sono stati e abbiamo cambiato molto, dall’albero alle vele OneSail per essere al meglio delle performance. La seconda piazza è la dimostrazione che abbiamo lavorato bene”
Per l’occasione il sito istituzionale www.Este24.it è stato completamente rinnovato ed arricchito dei contenuti video. Le regate potranno essere riviste grazie sistema di rilevamento gps Trac Trac (www.tratrac.com), permettendo così ai regatanti di poter “rivedere” le proprie strategie ed eventuali errori.
Al termine della giornata in mare tutti a Villa Brinati per le premiazioni e il party di fine campionato. La manifestazione ha avuto il supporto di Alviero Martini 1ª Classe e di Radio Ies che ha seguito con servizi dal campo di regate la tre giorni del Campionato Italiano.

Foto: C. Bevacqua

SWISS & GLOBAL CUP CLASSIC 12 DINGHY 2° TAPPA: trionfo di Poggi

Con la terza giornata di regate si archivia anche la seconda tappa della Swiss & Global Cup Classic 12 Dinghy (www.dinghyclassico.it ) affidata ormai tradizionalmente alle cure del Presidente Pippo Dalla Vecchia del Reale Yacht Club Canottieri Savoia di Napoli (www.ryccsavoia.it ).

Sette le prove complessive svolte regolarmente, con vento stabile e buone condizioni meteo nelle prime due giornate, poca aria nella terza a causa della mancanza della classica brezza termica del Golfo. Napoli e il Savoia salutano così oggi le piccole imbarcazioni in legno dando loro appuntamento al 2013 per la World Cup che festeggerà nella Città partenopea il centenario del dinghy 12 piedi.

La cronaca di questi giorni ha comunque un protagonista indiscusso: Giorgio Poggi, l’atleta olimpico della sezione velica della Guardia di Finanza che con tre primi e due secondi domina al timone di Spritz. Secondo Ubaldo Bruni del Club Roggero di Lauria, sulla barca Frangamar II, segue Poggi sul podio a pochissima distanza. Piccolo Lord, il dinghy in legno di Roberto Benedetti (C.V. Toscolano Maderno), un Riva di recentissima costruzione accessoriato con un pannello solare che alimenta la pompa di sentina, primo di giornata, si conferma terzo al suo debutto in mare.

Così commenta questa esperienza Giorgio Poggi: “Non mi aspettavo che andare su un dinghy in legno fosse così divertente! Per me è molto stimolante mettermi in gioco in una competizione su una barca completamente diversa. Non è un cambio di classe come tra un Laser e un Finn. Tra pochi giorni deciderò se partecipare al Mondiale Finn che si terrà a maggio a Falmouth. Se non avrò gravosi impegni penso proprio che proseguirò questa bella avventura con il Garnell Sailing Team. Soprattutto vorrei essere alla tappa di Portorose dove si svolgerà quest’anno il mondiale della Classe Dinghy 12′, anche qui si respira un clima agonistico di alto livello, ci vuole molta tecnica e confidenza con l’imbarcazione per fare bene. Dopo la prima tappa di Varazze lo scorso mese, dove ho chiuso ventesimo, confesso di non aver dormito la notte, continuavo a pensare a come migliorare la mia performance.

Poi arrivato a Napoli le condizioni meteo mi hanno aiutato, un campo di regata davvero unico, sono contento di aver fatto bene proprio qui dove la Vela ha una lunga tradizione ed è molto seguita dalla città”. Poggi e Bruni vincono anche rispettivamente nelle categorie barche d’epoca Veteran (costruite entro il 1975) e Vintage (costruite tra il 1976 e il 1999). Ad Ubaldo Bruni va inoltre il titolo di 1° Timoniere Master over 65.

Si aggiudicano invece il primo piazzamento nella categoria Junioresi napoletani Romeo Giordano e Guido Fiorillo del Circolo Nautico Posillipo; nella categoria Family Crew si impongono Francesco di Tarsia di Belmonte con il figlio Iacopo dell’Associazione Velica Santa Severa.

Toni Anghileri è il timoniere che ha registrato il maggior salto in classifica e vince nella categoria Jumper. Attilio Carmagnani, dello Yacht Club Italiano, si porta a casa l’elezione a Favourite Dinghy Sailor per simpatia e fairplay.
Vince la Targa Savoia per il miglior restauro dell’anno su Dinghy 12 Classico l’armatore Sandro Alessi della Società Velica Viareggina con la barca Artiglio del Leon (ex Babella). Il premio, istituito dal Reale Yacht Club Canottieri Savoia di Napoli nel 2008, è stato consegnato ad Alessi dal Presidente Pippo Dalla Vecchia durante la Cena di Gala svoltasi al termine della seconda giornata di regate. Costruito ben 47 anni fa nel  Cantiere Navale Patrone Moreno, Artiglio del Leon è stato affidato alle sapienti mani di Ezio Cantone, che lo ha riportato al suo originario splendore nel rispetto della tradizione.

La cerimonia di Premiazione si è svolta oggi, al rientro dalle regate, nella Sala delle Colonne del Circolo Savoia alla presenza del Sindaco Luigi De Magistris che, dopo aver consegnato a Giorgio Poggi la Coppa Maurizio e Giancarlo Alisio “messa in palio per la Classe Dinghy 12 dal 2007 dal Presidente Pippo Dalla Vecchia in memoria del caro amico e famoso urbanista napoletano Giancarlo Alisio “saluta con queste parole tutti i partecipanti alla manifestazione: “La mia presenza vuole testimoniare il riconoscimento dell’attività svolta dal Circolo Savoia per avvicinare la Città al mare.

Del resto noi stiamo puntando su questa nostra risorsa; il mare è una risorsa da rispettare ma è anche una grande opportunità: penso allo sport, alla vela naturalmente, al porto, al commercio, al Molo San Vincenzo, al nostro lungomare liberato. Ci stiamo impegnando per risolvere i problemi quotidiani ma dobbiamo anche guardare oltre e avere la capacità di puntare sulle nostre potenzialità. Quindi queste iniziative non possono che farci bene e al Presidente Dalla Vecchia faccio i complimenti e dico che può contare sempre su di noi”.

Foto: Rastrelli

Porto di Trieste: approvato il bilancio

Strategie e numeri protagonisti questa mattina nel Comitato Portuale. Approvato il Bilancio consuntivo e la Relazione sull’attività 2011, andando a toccare aspetti fondamentali nell’organizzazione aziendale dell’Autorità Portuale, come l’attività operativa, la pianificazione e lo sviluppo del Porto, nonché gli interventi di manutenzione delle opere portuali e gli aspetti gestionali dello scalo che spaziano
dall’organizzazione interna alla gestione complessiva.

“Abbiamo rispettato la tabella di marcia prefissata nel piano industriale – ha rilevato il presidente, Marina Monassi – sia sotto l’aspetto degli interventi diretti di competenza dell’APT, sia sotto quello di affiancamento agli operatori portuali. I
numeri parlano da soli e basta citare il +50,12% fatto registrare nell’incremento del tonnellaggio delle merci trasportate in contenitori”.

Le azioni fanno parte di una strategia a tutto campo che l’Autorità Portuale presenterà il 9 maggio a Roma ai players nazionali e internazionali della logistica e della finanza. Una strategia che è stata protagonista questa mattina nella
riunione del Comitato Portuale uscendone avvallata e condivisa dall’unanimità dei presenti.

“Siamo un Porto che punta in alto – ha esordito il presidente Marina Monassi – che sta recuperando quanto è stato perso o trascurato, per portare il traffico sullo scalo
giuliano a livelli crescenti di sviluppo su tutti i fronti della portualità. A Roma il 9 maggio – conclude Monassi – l’Autorità Portuale di Trieste parlerà di: rilancio dei traffici fra il Mediterraneo e il Centro Europa valorizzando Trieste, nel suo naturale ruolo di cerniera tra l’Occidente, l’Europa dell’Est e il bacino del Mediterraneo, a sostegno del Corridoio Adriatico Baltico (Trieste-Vienna-Monaco) e del Corridoio VI (Trieste- Lubiana- Budapest); rilancio del progetto Porto Vecchio di Trieste in chiave portuale diportistica, turistica e direzionale; attuazione del regime di Porto Franco”.

Il Porto: parlare non basta

Si è svolto stasera, presso il comitato elettorale di Roberto Fusco, un convegno sulla portualità brindisina in cui ha relazionato il direttore scientifico de Il Nautilus, Abele Carruezzo. Riportiamo il suo intervento.

Parlare di porto e portualità, soprattutto in questo periodo di “elezioni” amministrative per una città, come Brindisi,  che da sempre si è definita “città d’acqua”, ha solo uno scopo: quello di far conoscere ad un numero maggiore di cittadini il proprio porto, non solo dal punto di vista storico, ma anche in chiave economico-marittima e soprattutto visto dal candidato “sindaco”.

Tutti i candidati a “sindaco” della città di Brindisi  hanno avuto modo di incontrare operatori portuali e le relative associazioni professionali, datoriali e sindacali; hanno organizzato convegni e laboratori su tematiche portuali di tutto rispetto. Non è stato sufficiente, però, sottolineare che il panorama del mondo marittimo è in continua evoluzione sia sul versante delle navi, delle merci e degli itinerari marittimi.

Non è in discussione l’enunciato che “il porto è volano di sviluppo per il territorio di una regione marittima”; ma occorre prendere atto che lo sviluppo economico attuale sta aprendo nuovi mercati di consumo in varie regioni del continente e specialmente nel Mediterraneo. Questo impone nuove sfide al porto di una città! Il trasporto con le sue “modalità” ed in particolare la modalità marittima sta imponendo “efficienza e facility” a livello internazionale al punto da richiedere integrazione di più funzioni lungo la catena del trasporto ed in chiave logistica. Sia per il trasporto delle merci che dei passeggeri, le dimensioni delle navi sono cresciute, imponendo seri problemi di safety per merci e persone che di security per i porti; dall’altro versante, le compagnie di navigazione, per meglio sopportare la grande crisi finanziaria, economica ed occupazionale del 2008 (ancora in atto), hanno ristrutturato le reti dei trasporti, operando fusioni ed acquisizioni di linee e riducendo il numero degli scali portuali, incidendo sulla competitività dei porti di una medesima regione marittima.

Il  “punto debole” del fenomeno è che i pochi porti, scelti da quasi tutte le compagnie, pur soddisfacendo ad una economia marittima, perché posti lungo itinerari marittimi economici, stanno creando seri problemi di congestione portuale mettendo in crisi la sicurezza marittima, oltre a fornire servizi non sufficienti e di generica qualità.

Diciamo subito che la strategia di investire ancora su banchine ed in infrastrutture portuali, in quei porti di “ieri”, non è oggi praticabile poiché, pur aumentandone la capacità del porto, è solo teorico e non certo l’aumento dei traffici; di sicuro aumenterebbero solo le spese per investimenti e per volumi merceologici di traffico molto variabili. Al contrario applicare aumenti  sulle spese dei servizi portuali non riduce la congestione portuale, perché gli armatori seguono rotte e porti con potere di mercato.

In tutti i “programmi elettorali” dei cinque candidati a “sindaco” di Brindisi non esiste la considerazione più semplice: chi decide sulla scelta di un porto è la merce, ossia il caricatore, cioè chi rappresenta la domanda di trasporto; non l’agente X o l’associazione Y , o l’operatore locale Z. In un mio intervento pubblico ebbe a dire: “ Una città di mare che non riconosce una Autorità portuale non riconosce il suo porto”.

Questa affermazione non giustifica l’operato di una A.P., ma impone una “sinergia” fra enti territoriali ed operatori con l’obiettivo comune di promuovere un porto e con tutta la sua portualità. Lo dicevo perché consapevole che l’altro principale soggetto che decide la scelta di fare scalo in un porto  è la Compagnia di navigazione, o la società armatoriale; anche perché queste società, pur orientate in genere a scegliere i porti maggiori, quindi con più alta domanda di trasporti marittimi, devono tenere conto anche di altri aspetti, quali la capacità del porto e del sistema infrastrutturale terrestre di soddisfare in modo efficiente le necessità del servizio e le proprie esigenze di ottimizzazione degli itinerari (numero di navi da impiegare, capacità di trasporto, frequenza degli scali e dei transit time).

Anche qui, occorre riflettere quando tutti parlano di “logistica”, facendo confusione sui termini: l’operatore logistico/spedizioniere, quando ha l’incarico dal caricatore/ricevitore o dalla linea di navigazione, sceglie la “modalità” (se ferro, se gomma, aerea o marittima), ma non sceglie il terminal-ferro, l’interporto, l’aeroporto oppure il porto. La sola posizione geografica al centro del Mediterraneo dell’Italia Meridionale non è una condizione sufficiente per garantire il ruolo di una regione marittima, come la Puglia, e quindi Brindisi di  “porta d’Oriente e dell’Europa”; i collegamenti con i mercati internazionali sono una condizione essenziale per lo sviluppo della regione. Ed allora sono necessari per lo sviluppo di un territorio: domanda di trasporto e collegamento marittimo con un porto che offra un complesso adeguato di servizi connesso a piattaforma intermodale. Stiamo attraversando la transizione da un concetto trasportistico di “direttrici servite” come il caso di grandi quantitativi merceologiche (porto carbone- Enel) ad uno di “aree servite” ottimizzando la connessione a rete fra porti.

Per il traffico passeggeri , le tendenze di mercato stanno portando a riflessioni continue: con pochi porti-hub, quasi tutti i porti della cruise-line home-port ed una precisa funzione economica, quella dell’interporting. La produzione crocieristica si è imposta all’attenzione di operatori, investitori, amministratori pubblici e clienti (stakeholder) proprio per l’elevato dinamismo e per le reali prospettive economiche lusinghiere. Dalla nave “fun-ship” degli anni ’70 (parco americano a tema: divertimento, allegria e svago) a nave stabilimento alberghiero anni ’80 (servizi su standard e diversi livelli di utenza, 3,4,5, stelle); le dimensioni aumentano e si impone il “made in Italy”, una vera città galleggiante anni ’90. In questo campo si mette in competizione tutto un territorio marittimo con il suo patrimonio culturale, artistico ed archeologico. Una “storia” da presentare e da raccontare!

Diventa fondamentale, quindi, fare un “port planning” basato su una strategia immediata (sperimenta) in cui si adegua qualche infrastrutture portuale, ed una pianificata per attivare una serie di capacità infrastrutturali e di servizi  per attrarre i “cruise operator” per l’alta qualità dei servizi offerti. Senza naturalmente trascurare la presenza di un aeroporto in area quasi prossima al porto. Per questo si è parlato di un “sindaco di mare”.

 

Abele Carruezzo

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Volvo Ocean Race: bye bye Equatore

La flotta taglia oggi la linea degli 0° nord, l’Equatore, per la quarta e ultima volta in questa edizione della Volvo Ocean Race. Il primo è stato lo scafo americano di Puma Berg alle 10.40, che ormai occupa la posizione di battistrada da diversi giorni, seguito da Telefónica e Camper ETNZ, entrambi alle 11.10 e sempre impegnati in un intenso duello per la seconda piazza. Al rilevamento delle ore 12 quindi le tre barche navigano nell’emisfero settentrionale, che non abbandoneranno più fino alla linea finale del traguardo di Galway. Sempre secondo l’ultimo report Abu Dhabi ha ancora circa 35 miglia all’equatore e Groupama 4 circa 90.

Le cinque barche navigano parallele alla costa nord del Brasile facendo rotta a nord-est cercando di prendere il meglio di un vento che, secondo anche quanto raccontato da Xabi Fernández, trimmer di Team Telefónica, è inaspettatamente girato a nord-est. Il più veloce delle ultime tre ore è stato Puma Berg, che ha fatto registrare una media di poco inferiore ai 20 nodi, che gli ha permesso di coprire anche la distanza maggiore nelle ultime 24 ore con 404 miglia, ossia 3 più che i francesi di Groupama 4, sempre fanalino di coda.

“Non ci si sente tanto bene a rincorrere le altre barche – ha detto il trimmer Martin Stromberg, da bordo della barca francese – E’ qualcosa a cui non siamo abituati ed è una sensazione completamente nuova. Direi che cerchiamo di dare il meglio con quello che abbiamo per cercare di recuperare, sperando di avere delle opportunità più in là. C’è molta strada da fare quindi non disperiamo. Però il tempo è molto bello, condizioni davvero ideali, fa caldo ma non troppo, c’è il sole, insomma tutto ciò che si potrebbe desiderare. E gli ultimi due report sono buoni, ci sentiamo un po’ meglio”.

La cartografia elettronica mostra che Telefónica ha optato per andare a ovest, mettendosi in scia diretta di Puma Berg mentre Camper ETNZ ha preferito continuando con rotta nord, parallelamente alla rotta del leader, ma entrambi procedono a un ritmo molto simile, 18,5 e 18,3 nodi.?? Secondo lo skipper spagnolo Iker Martínez, le miglia che restano da percorrere non sono dirette come potrebbe sembrare o come si era immaginato e crede che vi saranno ancora decisioni tattiche importanti da prendere e zone dove si potrebbe guadagnare o perdere molto. “Teniamo alta la guardia” ha detto il velista basco.

Il prossimo waypoint per i cinque VOR 70 è la zona delle calme equatoriali, i famosi Doldrums, che potrebbero trovare già nelle prossime ore, benché le previsioni dicano che il vento leggero sarà un ostacolo relativo per intensità e durata, di certo potrà provocare una compressione che potrebbe favorire in un primo tempo le barche della retroguardia con un effetto “yoyo” come lo ha definito lo skipper americano Ken Read, con un deciso riavvicinamento. Facile prevedere che sia Telefónica che Camper ETNZ tenteranno di approfittarne, come pure faranno Abu Dhabi e Groupama.

In generale l’attraversamento dei Doldrum costituisce una chance per chi insegue, come confermato dallo skipper di Abu Dhabi, Ian Walker, che si è detto speranzoso di poter riguadagnare sui leader dopo aver passato l’Equatore: “Tutto quello su cui possiamo contare sono i modelli meteo e le foto da satellite, che non necessariamente dicono la verità. Sono sempre i Doldrum, le barche davanti potrebbero rallentare e ci potrebbero essere temporali a seconda dell’orario ci si arriva. Sono sicuro che succederà qualcosa, ma rispetto al passato questa zona di calma sembra relativamente meno attiva. Forse ci passeremo senza problemi, agganceremo gli alisei di nord-est e partiremo. Dobbiamo essere pronti a tutto” Hha concluso Walker.

Al rilevamento odierno delle ore 12, il leader è sempre Puma Berg che ha un vantaggio di 29,9 miglia su Telefonica e di 36,1 su Camper ETNZ, in quarta posizione rimane Abu Dhabi a 76,9 miglia mentre Groupama è quinto a 127,7 miglia dal leader.

Le ultime previsioni indicano che le barche potrebbero chiudere la sesta tappa, da Itajaì a Miami il prossimo 9 maggio, tre giorni più tardi di quanto inizialmente programmato.

Posizioni al rilevamento delle ore 10 GMT (le 12 ora italiana) del 30 aprile:
1. Puma Berg a 2.668,9 miglia da Miami
2. Team Telefónica, + 29,9 nm
3. Camper ETNZ, +36,1 nm
4. Abu Dhabi Ocean Racing, +76,9 nm
5. Groupama Sailing Team, +127,7 nm
- Team Sanya, DNS

Foto: D. Fructuoso

Cruising Adriatico: convegno a Brindisi sulle potenzialità del settore crocieristico

Comprendere l’evoluzione e i trend del settore crocieristico ed affrontare con i tecnici le soluzioni per rivalutare gli afferi, sono stati alcuni dei temi affrontati stamattina nel convegno organizzato nell’ambito del Salone nautico di Puglia che si sta svolgendo a Brindisi.

Brillantemente moderato dal giornalista Massimo Bernardo, hanno partecipato il presidente dell’Autorità portuale di Brindisi Hercules Haralambides, Francisco Reddel della Royal Carribean, Filippo Olivetti direttore della Bassano Group, Roberto Perrocchio della Venezia Terminal Passeggeri, Caterina Frisone che coordina il Master Iuav di architettura della nave, Mauro Catalani, Francesco Di cesare di Risposte Turismo e Luigi Pastena di Msc.

“Appena giunto a Brindisi – ha esordito Haralambides – mi sono chiesto perchè questa città non ha un traffico passeggeri adeguato. Ebbene, stiamo lavorando esattamente in questa direzione e credo che, attraverso qualche sforzo, sia possibile rispondere adeguatamente a quanto chiesto dalla città”.

“Un altro aspetto che mi ha colpito – ha detto Haralambides – per la sua unicità, riguardo le potenzialità di Brindisi, è la presenza di un aeroporto internazionale posizionato virtualmente all’interno del nostro porto. Basterebbe una piccola ristrutturazione di una stradina già esistente, per consentire ad un passeggero appena atterrato di salire a bordo di una nave in soli 10 minuti. Brindisi potrebbe così facilmente diventare non semplicemente uno scalo, ma un home port nell’Adriatico. Ne ho già parlato con il management dell’aeroporto del Salento e siamo d’accordo nello sviluppare una strategia comune per uno sviluppo sostenibile del traffico crocieristico a Brindisi.

Sebbene porto e aeroporto guideranno questa sfida, è importante coinvolgere tutti gli stakeholders locali e territoriali al fine di coordinare la nostra offerta turistica.  Non dovremmo dimenticare che sia il porto che l’aeroporto sono come  due ‘porte’ di una casa e, per raggiungere il successo, è necessario che la casa sia bella e ben costruita da Lecce ad Alberobello e da Otranto a Gallipoli: una regione dall’impareggiabile bellezza naturale ed ospitalità, zone dalle quali in un’ora si raggiunge Brindisi”.

Gli interventi dei relatori hanno invece posto l’attenzione sui problemi relativi alla sicurezza a bordo ma anche quelli che le compagnie vorrebbero nei porti italiani. L’esperienza di Venezia è stata posta al centro della conversazione anche attraverso le relazioni dei tecnici.

Francesca Cuomo
Foto-servizio: Simone Rella

 

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FdiCesare_Brindisi2012stampa.ppt

Bassani Brindisi aprile 2012.ppt

Brindisi – Homeporting.ppt

Master Strategico passeggeri BRINDISI.pptx

Venezia Terminal Passeggeri Snim 2012.ppt

Hercules Haralambides.txt

IUAV SNIM 2012.ppt


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ESTE 24 CAMPIONATO ITALIANO: in vetta c’è RiDeCoSì

Il “bollettino” dal campo di regata parla chiaro: una prova annullata per l’ennesima intemperanza di Eolo, una “short regatta” per salvare lo svolgimento della prima prova valida ed una sotto la pioggia con vento intorno a dieci nodi. A fine giornata il XVl Campionato Italiano Este 24, organizzato dal Circolo Nautico Guglielmo Marconi e dal Circolo Canottieri Aniene, stila la prima classifica. RiDeCoSì, timonata da Alessandro Maria Rinaldi vola in testa davanti ad Alviero Martini 1ª Classe con Giancarlo Simeoli alla barra e La Poderosa-AGT di Roberto Ugolini.

Le previsioni meteo del mattino sembrano dare qualche spiraglio per lo svolgimento della prima vera giornata di regate, visto che ieri c’è stato un nulla di fatto malgrado l’unica prova fosse partita per poi venire cancellata causa le bizze del vento.

Prima manche al via con poco vento ed una rotazione importante a sinistra proprio nelle fasi del pre-partenza. Tutti a sinistra molto lentamente però. E’ subito Leste Mani di Giovanni Sanfelice a prendere il comando. Dietro, la flotta si da battaglia. L’insidia sta dietro l’angolo, Eolo, burlone, concede l’arrivo solo a Leste Mani, gli altri sono costretti ad ammainare le vele, la regata è annullata.

Passano quasi due ore in mezzo al mare, ci sta anche qualche “danza propiziatoria”. Il Comitato di Regata ce la mette tutta e da l’ennesima sequenza di segnali per la partenza. C’è bisogno di una “short regatta” come si dice in gergo, solo due lati (bolina e poppa) per dare un primo arrivo ufficiale che Vede tagliare RiDeCoSì davanti a Ricca D’Este di Marco Flemma e La Poderosa-AGT di Roberto Ugolini. Una sequenza di Ocs si abbatte su una serie di imbarcazioni e scompiglia l’ordine d’arrivo virtuale.

La pioggia tanto prevista, arriva e porta anche un bell’aumento d’intensità del vento, Ricca D’Este battaglia con Leste Mani per metà regata, per poi lasciargli spazio. E’ una cavalcata sino alla fine che vale la vittoria davanti a RiDeCoSì e Alviero Martini 1ªClasse.

“La prima regata è stata molto tattica e nervosa – sono le parole di Roberto Emanuele de Felice, tattico di RiDeCoSì – perché bisognava controllare la flotta in condizioni meteo difficilissime, abbiamo praticamente vinto per una decina di metri, i distacchi sono stati veramente minimi. A dimostrazione di quanto la flotta sia agguerrita e di alto livello. Siamo stato bravi e fortunati allo stesso tempo”.

“Nella seconda regata è salita decisamente l’aria – sono le parole di Nicola Castelli, tailer di Leste Mani – abbiamo fatto una partenza nel mucchio, riuscendo però a sfilare verso la sinistra, girando la boa di bolina in seconda posizione. In poppa siamo riusciti a passare i leader proprio in prossimità della boa. Siamo stati bravi a prendere l’aria giusta di bolina allungando bene, grazie alle scelte tattiche di Niccolò Bianchi. Con un buon vantaggio siamo riusciti a chiudere in testa senza problemi.

Si chiude la prima vera giornata di regate. Domani il Comitato di Regata scenderà in campo con il proposito di far svolgere il maggior numero di prove: Eolo permettendo.

Per l’occasione il sito istituzionale www.Este24.it è stato completamente rinnovato ed arricchito dei contenuti video. Le regate avranno il supporto del sistema di rilevamento gps Trac Trac, permettendo ai regatanti di poter “rivedere” le proprie strategie ed eventuali errori (oggi c’è stato un problema tecnico nel rilevamento delle due regate).

Al termine della giornata in mare tutti al consueto “Pasta Party” offerto dallo Stravento Wind Bar nella “Piazzetta Este24”. La manifestazione ha il supporto di Alviero Martini 1ª Classe e di Radio Ies che seguirà con servizi dal campo di regate la tre giorni del Campionato Italiano.

Foto: Caterina Bevacqua

Secondo giorno di regate nel Golfo di Napoli: Giorgio Poggi primo nella classifica provvisoria

Secondo giorno di regate a Napoli della Swiss & Global Cup Classic 12 Dinghy (www.dinghyclassico.it ). Dopo le tre prove di ieri, il Golfo di Napoli ha offerto anche oggi le condizioni per svolgere altre tre prove come da programma. Le imbarcazioni hanno lasciato la banchina di Santa Lucia intorno alle 12, ad accompagnarli un vento di intensità di 8 nodi da 220°. Dopo sei prove, quindi, la classifica rimane sostanzialmente invariata nelle prime posizioni.

Giorgio Poggi, Olimpiade di Pechino 2008 con il Finn, oggi a bordo di Spritz, domina anche questa giornata di regate con due primi piazzamenti. Si conferma così primo in classifica provvisoria e ipoteca la vittoria della Coppa Alisio. Bene anche Ubaldo Bruni su Frangamar II che con due secondi segue a breve distanza il timoniere di punta del Garnell Sailing Team (www.garnell.it).

Ancorato al terzo posto Roberto Benedetti su Piccolo Lord, il dinghy 12 classico a energia solare che ha debuttato quest’anno nel circuito dedicato alla deriva.
Al sesto posto troviamo Emanuele Ottonello, altro olimpionico della flotta che con la sua partecipazione ad Acapulco nel 1968 su Flying Dutchman ricongiunge insieme a Poggi cinquant’anni di storia velica nel segno della tradizione e delle classi olimpiche.
Filippo La Scala “portacolori del RYCC Savoia – su Chiscassapava conferma il suo settimo posto nella classifica provvisoria dopo sei prove.

Emozionante lo spettacolo in acqua e folto il pubblico dal lungomare di Via Caracciolo; spettatori per un giorno i ragazzi dell’Associazione Italiana Persone Down di Caserta a bordo di un gozzo messo loro a disposizione dal Circolo Savoia per assistere all’entusiasmante gara in mare. Parallelamente alle regate, a terra spazio al connubio tra la vela d’antan e lo stile vintage nella scenografia dedicata al dinghy 12′ classico presso il villaggio della Swiss & Global Cup in Piazza dei Martiri con la sfilata di presentazione della collezione primavera estate di Frendo Vintage Sartorial e Simona Napolitano.

Da domani, però, tutta l’attenzione torna a concentrarsi intorno al campo di regata e all’ambito sportivo della manifestazione, quindi occhi puntati sul Circolo Savoia dove alle ore 17 si terrà la Cerimonia di Premiazione in presenza del Sindaco Luigi de Magistris.

Foto: Francesco Rastretti

Porto Torres: domani la presentazione del metrò del mare

Lo scalo di Porto Torres come nodo centrale del sistema «metrò del mare», con i porti di Castelsardo e Stintino, in provincia di Sassari, indispensabili a completare la rete dei trasporti marittimi integrati, merci e passeggeri, nel nord Sardegna verso l’Asinara. Un collegamento che, in un prossimo futuro, considerata anche la crescita del traffico marittimo nel quinquennio 2006-2011 e con un tasso medio tendenziale dell’1,2 per cento, potrebbe far crescere nel 2021 il trasporto dei passeggeri nell’area del golfo dell’Asinara tra il 18,5 e il 32 per cento.

Si tratta di ipotesi e previsioni, interessanti e da sviluppare, che saranno al centro dell’incontro che si terrà domani a Stintino, dove, nella sala consiliare del Comune, a partire dalle 18, si parlerà dell’attivazione del metrò del mare nel golfo dell’Asinara.

All’incontro è prevista la partecipazione del primo cittadino di Stintino, Antonio Diana, dell’assessore al Turismo e Portualità Angelo Schiaffino, dell’assessore al Turismo di Porto Torres con delega per l’Asinara Francesco Porcu, del sindaco di Castelsardo Matteo Santoni e del primo cittadino di Sorso Giuseppe Morghen. Il piano è inserito all’interno del progetto più ampio che porta il nome di In.port.o (Integrazione delle porte di accesso del corridoio marittimo occidentale dell’area di cooperazione sardo/corsa) e finanziato dal programma operativo marittimo Italia-Francia.

«L’obiettivo – afferma l’assessore al Turismo di Stintino, Angelo Schiaffino – è quello di attivare un collegamento marittimo di tipo turistico di grande importanza nel periodo estivo. E in estate si vorrebbe partire con un progetto pilota per collegare, con una imbarcazione di linea, Castelsardo-Porto Torres-Stintino con Fornelli e Cala Reale, sull’isola dell’Asinara». Un progetto che potrebbe incontrare l’appeal degli operatori turistici del territorio, albergatori e ristoratori.

Un servizio offerto come valida alternativa al trasporto su strada e che potrebbe esercitare una attrattiva per il turista che, anche in questo modo, sarebbe incentivato a scoprire il territorio. Un incoraggiamento che verrebbe dal comfort garantito dalle imbarcazioni utilizzate e dai costi contenuti per i trasferimenti. Per le prime si parla di motonavi in grado di viaggiare a una velocità di 16/20 nodi e trasportare tra i 150 e 200 passeggeri, alle quali si potrebbero affiancare imbarcazioni di ultima generazione come i catamarani australiani in grado di viaggiare a 25/30 nodi e trasportare circa 250 persone.

Per i biglietti invece si ipotizza un costo che varia dai 24 euro sulla tratta Calstelsardo-porto Torres-Cala Reale ai 16 e 19 per le corse Stintino-Fornelli e porto Torres Fornelli. E se queste per il momento sarebbero le tappe principali, il progetto lascia aperte le porte per altre due stazioni intermedie: una alla Marina di Sorso e l’altra alle Saline di Stintino.

BARI NUOVO HOME-PORT DEL GRUPPO ROYAL CARIBBEAN

Bari accoglie oggi per la prima volta la rinnovata Splendour of the Seas, seconda gemella di Classe Vision di Royal Caribbean International, che per tutta l’estate offrirà crociere di 6, 7 e 8 notti tra le bellezze di Grecia e Turchia imbarcando proprio dal nuovo home-port pugliese.

Dopo la rivitalizzazione e l’inverno trascorso al caldo del Brasile, Splendour of the Seas è pronta a tornare nel Mediterraneo in tutta la sua lucente bellezza, per offrire, tra aprile e novembre, 30 crociere, che movimenteranno sullo scalo pugliese circa 73.000 passeggeri, con evidenti benefici al turismo della città, porta naturale per scoprire le bellezze e la cultura della Puglia, e all’indotto dell’intero territorio. Proprio durante la conferenza stampa di oggi è stato annunciato il progetto di ricerca dell’OCTI – Osservatorio Crocieristico Territoriale Italiano – sull’impatto economico
delle crociere RCCL sulla regione.

Nel 2012 crescono dunque gli scali (l’anno scorso erano appena 21) e le navi: oltre a Splendour of the Seas, approderà infatti a Bari anche Celebrity Silhouette, quarta gemella di Classe Solstice di Celebrity Cruises, premium brand del Gruppo Royal Caribbean, movimentando più di 9.000 crocieristi durante 3 bellissimi itinerari di 12 notti nell’Adriatico in partenza da Venezia.
Il nuovo home-port si conferma quindi un mercato strategico per Royal Caribbean come testimonia l’offerta per la stagione 2012, con il raddoppio delle navi e un aumento del numero di passeggeri che transiteranno nella città pugliese.

ECCO GLI ITINERARI:
A bordo di Splendour of the Seas, crociera di 7 notti nelle Isole Greche e Turchia in partenza da Bari verso Corfù (Grecia); Santorini (Grecia); Efeso (Turchia); Katakolon (Grecia) e rientro a Venezia. Prezzi a persona all-inclusive (tasse, mance e assicurazione incluse) e sempre aggiornati sul sito www.royalcaribbean.it

A bordo di Celebrity Silhouette, crociera di 12 notti nell’Adriatico in partenza il 30 maggio, il 5 luglio e il 10 agosto da Venezia verso Ravenna; Koper (Slovenia); Spalato (Croazia);  Dubrovnik (Croazia); Kotor (Montenegro); Bari (Italia); La Valletta (Malta); Catania; Napoli e sbarco a Civitavecchia. Prezzi a persona all-inclusive (tasse, mance e assicurazione incluse) e sempre aggiornati sul sito www.celebritycruises.it

“Siamo orgogliosi di poter annoverare Bari tra i nostri 5 home-port italiani. Per noi è il raggiungimento di un risultato importante e soprattutto strategico, considerando la posizione geografica e la possibilità di avere finalmente uno sbocco a Sud – ha dichiarato Gianni Rotondo, Direttore Generale RCL Cruises LTD Italia – E per iniziare una stagione in grande stile, Bari non poteva che ospitare una nave tutta nuova come Splendour of the Seas, con alcune delle caratteristiche più esclusive della Classe Oasis di Royal Caribbean International, e l’ultima ammiraglia di Celebrity Cruises, Celebrity Silhouette. Ci auspichiamo che l’arrivo di queste due navi porterà grandi benefici al turismo e all’indotto economico dell’intero territorio.”

IL NAUTILUS Anno 7 N°2

nuovo numeroIn questo numero uno speciale sulle Lame pugliesi e la procedura che porta il solco erosivo a diventare baia. All'interno un approfondimento sulle norme allo studio dell'Unione europea per combattere la pirateria, le rotte liguri che portano a Rotterdam, il valore di un porto rapportato al costo dei servizi, le regole del federalismo applicate alla portualità, un'intervista esclusiva a Claudio Guerrieri sulla situazione del comparto nautico nella provincia di Lucca, la stagione crocieristica dei porti del Nord Sardegna, un resoconto dell'Authority di Ancona e i progetti di Massidda per il porto di Cagliari.
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