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FederPetroli Italia: dichiarazioni nulle, nessuna correlazione terremoti/trivellazioni

Nel corso degli anni, su riferimenti reali, non abbiamo situazioni di onde sismiche di alta scala in seguito a trivellazioni per ricerca di idrocarburi. La polemica che sta interessando il settore petrolifero in questi giorni è montata su un nulla di fatto.

Interviene il Presidente della FederPetroli Italia – Michele Marsiglia, coinvolto anche nella monitorizzazione e fase di avanzamento delle possibile trivellazioni nelle zone del sud dell’Italia – Vallo di Diano: “Non abbiamo elementi nella storia della ricerca e sviluppo di giacimenti petroliferi che portino alla causa di manifestazioni sismiche con pericolosità per i cittadini, da quelle che sono le dimaniche di trivellazione attraverso la tecnica del Fracking (fratturazione idraulica) ad altre forme di trivellazioni di uso più comune o non convenzionale.

Il settore dell’E&P (Eplorazione e Produzione), attraverso nuove tecnologie avanzate consente nella prima fase di eplorazione attraverso la Prospezione Sismica Tridimensionale ed altro, di verificare buona parte dello stato del giacimento e la base geologica e sismica. Si prosegue con la fase di Perforazione che si sviluppa con controllo accurato delle fasi di trivellazione ed utilizzo di sistemi per limitato impatto ambientale in situazioni di complessa operatività.

Per quel che riguarda il possibile stoccaggio di Gas Metano nel sottosuolo, non vi sono elementi che definiscono tale processo pericoloso anzi, dopo rigide normative per lo stoccaggio del gas in superficie, il sottosuolo risulta per grado di sicurezza ed in alcune situazioni, ottimale.

Riteniamo che in situazioni di disagio come quello che si sta verificando in seguito al terremoto, si trovi sempre spazio per polemiche nulle, senza pensare a quella che è la vera emergenza, ricordando che, prima di una trivellazione, gli studi e verifiche hanno tempi molto lunghi, con il consenso di Amministrazione locali, provinciali, nazionali ed in primis, comitati cittadini.

E’ doveroso manifestare la massima solidarietà alle persone coinvolte in questo stato di calamità naturale ed essere a disposizione con le nostre forze, attraverso FederPetroli Italia ed aziende collegate a poter dare un aiuto, valido e concreto, nelle nostre possibilità”.

Queste le parole espresse dal Presidente della FederPetroli Italia in merito ad alcuni attacchi e polemiche sulla divisione Upstream del settore petrolifero.

In Austria avvio convincente per l’AFX Capital Racing Team

Inizia con il piede giusto la trasferta austriaca dell’AFX Capital Racing Team, da oggi impegnato sul lago Traunsee nella terza tappa dell’RC44 Championship Tour. Apertasi con un rinvio delle procedure di partenza a causa della totale assenza di vento, la giornata inaugurale ha poi trovato il favore delle condizioni meteo.

Seppur instabile in angolo e variabile in intensità, la brezza da sud, sopraggiunta nel corso del pomeriggio, ha permesso al presidente del Comitato di Regata, Peter “Luigi” Reggio, di portare a termine sei voli del Round Robin iniziato a Lanzarote e proseguito a Cascais.

Protagonista di cinque duelli, l’AFX Capital Racing Team ha superato gli olandesi di No Way Back, guidati dall’armatore Pieter Heerema e dal tattico Jonathan McKee, e Peninsula Petroleum, timonato da Vasco Vascotto. Nei restati match, disputati contro Team Aqua, Artemis Racing e Aleph Sailing Team, l’equipaggio di Massimo Barranco e del tattico Francesco Bruni, pur finendo battuto, ha duellato ad armi pari, dimostrando un buon controllo della barca e interessanti spunti prestazionali.

Il buon avvio dell’AFX Capital Racing Team è coinciso con una giornata che ha evidenziato l’equilibrio vigente in seno alla classe. Nessuno degli equipaggi, infatti, è riuscito a fare rientro in banchina a punteggio pieno e a dividersi la testa della classifica odierna sono stati ben quattro team – Artemis Racing, Team Aqua, Synergy e Aleph Sailing Team – tutti vincitori di quattro regate.

Conclusi i duelli uno contro uno, l’RC44 Austria Cup volta pagina. Da domani, infatti, avranno inizio le regate di flotta che proseguiranno fino a domenica: si potranno disputare un massimo di quattro prove al giorno, anche se basteranno due sole regate per considerare valido il campionato.

Dopo le prime due tappe, a guidare la classifica generale del circuite è Team Aqua. L’equipaggio di Chris Bake, che ha aperto la stagione vincendo a Lanzarote e chiudendo secondo a Cascais, anticipa con buon margine Artemis Racing e Peninsula Petroleum.

Porto di Imperia: domani decisione del gup su porto turistico

Il gup Massimiliano Botti, dopo 10 ore di udienza, ha rinviato a domani mattina l’udienza preliminare per la costruzione del porto turistico di Imperia. A mezzogiorno, il giudice scioglierà la riserva sulle eccezioni sulla competenza territoriale presentate dai legali dell’ imprenditore romano Francesco Bellavista Caltagirone.

Nella prima giornata avvocati e accusa si sono confrontati sulle ammissibilità delle varie parti civili. Il giudice ha respinto quelle del Pd e di Rifondazione, accettate invece quelle del Comune di Imperia, della porto di Imperia SPA, dell’Associazione proprietari di barca e di un singolo proprietario, oltre a quella di un dirigente comunale del settore porto e Demanio. Respinta la richiesta di rito immediato per l’ex direttore Carlo Conti.

DOMANI TAGLIO DEL NASTRO PER IL CAMPIONATO EUROPEO J24

Giro di boa nel programma di appuntamenti targati Club Nautico Arzachena partito lo scorso 25 maggio. Dopo cinque giorni dedicati al Campionato Nazionale J24, messi in archivio ieri con la vittoria della Marina Militare Italiana a bordo de La Superba, domani parte una nuova sfida nel mare di Cannigione. Alle 13 suonerà il segnale di partenza della prima regata ufficiale del “J24 European Championship” in programma fino al 3 giugno prossimo. L’evento  è sostenuto dalla Regione Autonoma della Sardegna, dalla Provincia Olbia Tempio, dal Comune di Arzachena e da numerosi sponsor e aziende locali.

Alla manifestazione sono pre-iscritti 53 equipaggi provenienti da 9 nazioni: Italia, Germania, Ungheria, Svezia, Principato di Monaco, Grecia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Brasile. Un record di partecipanti che, confrontati con le precedenti edizioni, fa ben sperare gli organizzatori in un nuovo successo, alla stregua del World Championship allestito nel 2008.

Oltre agli Europei regateranno anche alcuni team provenienti da Brasile e Stati Uniti, che partecipano sempre con entusiasmo alle competizioni nel famoso campo di regata del Nord Est Sardegna.

L’elenco completo delle iscrizioni è ancora in fase di definizione, ma saranno in gara la maggior parte degli equipaggi iscritti al precedente Campionato nazionale, più una decina di nuovi arrivati. Il numero preciso sarà comunicato domani mattina, poi si darà il via allo Skipper briefing alle 11, quando il comitato di regata definirà gli ultimi dettagli prima della partenza in mare degli equipaggi.

Di sicuro in acqua scenderà in acqua per tentare la doppietta di medaglie d’oro anche il neo Campione Italiano di J24 La Superba, del Centro Velico della Marina Militare, con Ignazio Bonanno al timone, Francesco Linares alle drizze, Simone Scontrino nel ruolo di tailer, Massimo Gherarducci in quello di tattico/centrale e con Alfredo Branciforte a prua.

In cerca di riscatto anche Vigne Surrau timonato da Aurelio Bini, sicuro di poter fare meglio del sesto posto conquistato ieri ai Nazionali.  Riconfermati tra gli iscritti anche le imbarcazioni: 11th Hour Racing timonato da Mike Ingham, primo nella classifica overall all’Italiano, Avoltore di Massimo Mariotti, Nord Est Costruzioni di Salvatore Orecchioni, Kimbe di Alberto Gai, Botta Dritta di Mariolino Di Fraia, Seasolar di Davide Gorgerino,  Bruschetta del campione del mondo in carica Mauricio Santa Cruz, Furio di Keith Witthemore, Evnika dei promettenti greci guidati da Dimitrios Altsiadis, i giovani di Max Bahr con Stefane Karsunke a bordo, Kai Mares del team tedesco di Rotoman e Zulu dell’ungherese Mate Kakas.

Volvo Ocean Race: meno di 500 miglia al traguardo e tutto da giocare

Mancano meno di 500 miglia a Lisbona e la flotta ha cominciato a compattarsi. Tutti cercano il modo di affrontare al meglio la zona di vento leggero che li attende e che potrebbe scombinare ancora una volta posizioni e classifica. Abu Dhabi continua a guidare ma il suo vantaggio si è assottigliato fino a poco più di 15 miglia. Forti delle buone prestazioni nelle andature larghe e malgrado un problema tecnico, i francesi di Groupama tenendosi più a sud del gruppo si sono portati in seconda posizione, scavalcando gli americani di PUMA.

Telefonica è quarto e controlla, ormai da molte ore CAMPER mentre Team Sanya ha recuperato miglia preziose e resta nel gruppo, pronto a un eventuale attacco. Non è ancora detta l’ultima parola e la posta in gioco mette grande pressione sulle spalle dei navigatori oceanici.

I sei team della settima tappa della Volvo Ocean Race stanno gradualmente mettendo la prua verso la meta, la linea del traguardo di Lisbona, ormai distante meno di 500 miglia. Che, tuttavia sembrano essere assolutamente cruciali. Sebbene il ritmo continui ad essere buono, con velocità comprese fra i 16 nodi di Abu Dhabi e i 19,8 di Telefónica, equipaggi, navigatori e skipper si preparano a un’imminente calo dell’andatura quando entreranno in contatto con un sistema di alta pressione che si para loro di fronte e si estende per circa 200 miglia in senso nord/sud.  Le sei barche hanno dunque preso le decisioni tattiche/strategiche che ritengono migliori per posizionarsi nei confronti della calma, distribuendosi su un asse di appena 35 miglia, fra Abu Dhabi e Groupama, spinti da un vento da sud verso il muro che li attende a prua, verosimilmente già nel pomeriggio di oggi. Nella notte poi, le barche si troveranno nella parte centrale dell’alta pressione, con venti che potrebbero scendere sotto i sei nodi.

Il battistrada continua ad essere lo scafo nero di Abu Dhabi, che è riuscito a giocare bene le sue carte nel corso della tappa e che è alla ricerca della sua prima vittoria in unta frazione oceanica della Volvo Ocean Race. Tuttavia il team guidato da Ian Walker ha come nemico numero uno il tempo, perché gli avversari si avvicinano inesorabilmente a mano a mano che l’alta pressione si fa più prossima. Ian Walker  skipper di Abu Dhabi: “Sono ore difficili, lo sappiamo tutti che stiamo per entrare un una zona di bonaccia e che gli altri recupereranno in fretta. Non piace a nessuno perdere miglia e al momento noi stiamo perdendo, però siamo ancora in testa, non va male. E’ uno scenario quasi impossibile, perchè si prova a mettersi tra l’avversario e la boa, ma non abbiamo lo stesso vento dei nostri avversari, e non si riesce a salire senza perdere. Cerchiamo di stare alti e di andare veloci. Ma prima o poi ci fermeremo senza vento, e allora avrà ragione chi riuscirà a uscirne per primo. E poi la flotta potrebbe trovarsi tutta insieme.” Walker tuttavia crede nelle performance della sua barca con aria leggera. “Penso che andrà bene, sembriamo camminare con poco vento, abbiamo vinto tre in-port ma sfortunatamente tra qui e Lisbona ci sono anche delle zone di aria media, ci sono ancora 200 miglia alla dorsale e poi 200 dopo, c’è ancora un sacco di strada da fare. Credo che abbiamo il 20 o 30 percento di possibilità, forse un po’ di più di quelli che sono dietro, ma Groupama è molto veloce al lasco, quindi credo siano i favoriti.”

La previsione di Walker è stata confermata, dato che oggi l’inseguitore più immediato è proprio Groupama, che è riuscito a superare PUMA e al rilevamento delle 12 si trova a sole 15,6 miglia da Abu Dhabi e naviga quasi due nodi e mezzo più veloce. La barca di Ken Read è scesa in terza posizione ma ha un distacco di sole 0,8 miglia dai transalpini. Nel suo blog di questa mattina il media crew member francese, Yann Riou, ha raccontato del problema avuto a un ballast, con una perdita, circa una tonnellata e mezza di acqua. Fortunatamente l’equipaggio è riuscito a riparare e a fermare la via d’acqua senza peraltro perdere in termini di velocità o di percorrenza. “Tutto bene! Siamo tornati sui leader, sono ancora qualche miglio avanti, e c’è ancora molto da fare. Possiamo ancora pensare alla vittoria, che solo due giorni fa sembrava lontanissima.” Ha detto il timoniere di Groupama Charles Caudrelier

Alle spalle di PUMA, Telefónica e CAMPER stanno dando vita anch’essi a una intensa battaglia, con la barca di Chris Nicholson che naviga a vista, a sole tre miglia sulla poppa di quella di Iker Martínez. Entrambi sono a poco più di 30 miglia dal leader e a sole 15 dalla terza posizione. Iker Martinez skipper di Telefonica: “E’ bello aver recuperato, per alcuni giorni siamo stati ultimi. E’ stata una tappa dura, e ora è bello essere tornati a combattere. Sembra che il finale sarà molto, molto serrato, può succedere di tutto. C’è un muro senza aria davanti e stiamo pensando a come fare per passarlo, dobbiamo navigare bene, sarà dura.” Martinez ha detto che la classifica generale è ovviamente molto importante in questa fase. “Dobbiamo cercare di prendere il maggior numero di punti possibile. E’ difficile ma ci dobbiamo provare, domani è un altro giorno, daremo il 100% e continueremo a lottare, come sempre.” Team Sanya è sesto, ma si è portato a poco più di 51 miglia ed è pronto a sfruttare le buone doti della barca con aria leggera.

L’imminente, nuovo raggruppamento della flotta rischia di far tornare la situazione a zero, a una ripartenza a poche miglia dal traguardo, tanto che quel che succederà da qui a Lisbona potrebbe addirittura essere più determinante di quel che è successo nei precedenti dieci giorni e sulle precedenti 3.100 miglia. Di certo tutti gli equipaggi a bordo si chiedono quale sarà la migliore “porta” per oltrepassare il centro dell’anticiclone. Solo nelle prossime ore, però, riceveranno una risposta e dopo aver attraversato la zona di poco vento la flotta subirà una nuova accelerazione nelle ultime 180/200 miglia grazie a un aumento del vento da nord, i noti alisei portoghesi. Con una situazione di classifica che vede i primi quattro distanziati di soli 14 punti, quando la vittoria di tappa ne assegna 30, il secondo posto 25, il terzo 20 e così via, è chiaro che nessuno lascerà nulal di intentato fino all’imboccatura del fiume Tago, porta d’entrata di Lisbona. Potenzialmente, le sei barche potrebbero giungere nella capitale lusitana a poche decine di minuti di distanza l’una dall’altra, per l’ennesimo finale al fotofinish.

Secondo il report delle ore 12 di oggi, Abu Dhabi si trova a 420,6 miglia da Lisbona con un vantaggio che è sceso a 15,6 miglia sui  francesi di Groupama che sono risaliti in seconda piazza ai danni di PUMA che si trova ora a16,4 miglia. Il terzetto degli inseguitori, formato da Telefónica, CAMPER e Team Sanya rispettivamente a 30,7, 33,2 e 51,1 miglia si è anche avvicinato alla testa. I più veloci della flotta nelle ultime tre ore sono stati proprio questi tre team, con medie fra i 19,8 e i 18,6 nodi contro i 16 di Abu Dhabi. Tenedo conto delle previsioni meteo, e quindi della zona di aria leggera che la flotta sarà costretta ad affrontare a velocità più basse, l’orario di arrivo dei primi è stato portato alla tarda serata di domani giovedì 31 maggio.

Posizioni al rilevamento delle ore 10 GMT (le 12 ora italiana) del 30 maggio:

1. Abu Dhabi Ocean Racing, a 420,6 miglia da Lisbona
2. Groupama sailing team, +15,6
3. PUMA Ocean Racing powered by BERG, +16,4
4. Team Telefónica, +30,7
5. CAMPER con Emirates Team New Zealand, +33,2
6. Team Sanya, +51,1

Classifica provvisoria Volvo Ocean Race 2011-12 dopo sette prove:

1. Team Telefónica, 165 punti
2. Groupama sailing team, 158
3. CAMPER con Emirates Team New Zealand, 152
4. PUMA Ocean Racing powered by BERG, 151
5. Abu Dhabi Ocean Racing, 74
6. Team Sanya, 27

Foto: Y. Riou

Capitaneria di porto: ad Ostia inquinamento causato da nave

La sostanza catramosa che ha invaso a inizio mese un tratto delle spiagge di Ostia ponente, è composta da idrocarburi leggeri, benzine e gasoli, e idrocarburi pesanti, oli combustibili densi. «I risultati delle analisi dell’Arpa sul materiale prelevato – spiega il comandante della Capitaneria di Porto di Roma, Lorenzo Savarese – avvalorano l’ipotesi che la sostanza si sia formata nel tempo, dopo che una nave cisterna in transito al largo della costa ha effettuato lavaggi ai serbatoi.

Dai riscontri eseguiti nell’ultimo mese con l’ausilio delle fotografie satellitari, escludiamo che ci siano state fuoriuscite provenienti dalle piattaforme petrolifere. Proseguiremo i controlli sulle navi in transito per cercare il responsabile del danno ambientale».

LA MARINA MILITARE ANCORA CAMPIONE ITALIANO J24

L’equipaggio La Superba del Centro Velico della Marina Militare, con Ignazio Bonanno al timone, Francesco Linares impegnato all’albero, Simone Scontrino nel ruolo di tailer, Massimo Gherarducci in quello di tattico/centrale e con Alfredo Branciforte a prua, si aggiudicano per il secondo anno consecutivo il titolo di Campione Italiano di J24, la classe del monotipo più diffuso al mondo. Si conclude così il Campionato Italiano Open che ha preso il via il 25 maggio scorso grazie all’organizzazione del Club Nautico Arzachena e della Classe Italiana J24. L’evento  è sostenuto dalla Regione Autonoma della Sardegna, dalla Provincia Olbia Tempio, dal Comune di Arzachena e da numerosi sponsor e aziende locali.

Oggi sole e vento stabile sui 12-13 nodi da Levante, condizioni ottimali che hanno consentito di svolgere velocemente le due prove in programma. Nove in tutto quelle svolte da sabato ad oggi.

Dal secondo giorno di gara, gli uomini de La Superba hanno dominato sul resto della flotta italiana. Seppur sorpresi dalle condizioni meteo “insolite”, secondo quanto dichiarato da Francesco Linares, che da tempo studiava il campo di regata e le statistiche sui venti locali, il talento dei cinque della Marina ha prevalso. Solo il primo giorno restano dietro in classifica alla barca del Velaclub Portoscuso ITA 505 Kimbe di Alberto Gai.

All’evento  hanno partecipato 41 barche provenienti da 9 nazioni. 24 quelle italiane in lizza per il titolo. Sul secondo gradino del podio sale Avoltore, la barca di Massimo Mariotti. Segue un prestigioso terzo posto per l’equipaggio sardo Botta Dritta, della Lega Navale di La Maddalena, che ha come timoniere il presidente della Classe Italiana J24 Mariolino Di Fraia. Grande presenza dei sardi nei primi dieci classificati. Quarto degli italiani ancora un sardo, Boomerang di Filippo Masia e Angelo Usai, segue Kimbe di Alberto Gai al quinto posto, Vigne Surrau del Club Nautico Arzachena timonato da Aurelio Bini al sesto posto. Al nono posto ancora una barca del circolo organizzatore, Nord Est Costruzioni, timonata da Salvatore Orecchioni e al decimo Davide Gorgerino su Seasolar.

Orgoglioso del risultato dei sardi in campo Pietro Sanna, presidente della Terza Zona FIV. “La Flotta J24 sarda è sempre molto attiva. Il livello negli ultimi anni è cresciuto notevolmente. Lo dimostrano gli ottimi posti in classifica conquistati dai nostri campioni”.

Tira un bilancio di questo primo grande evento del 2012 anche il presidente del Circolo organizzatore, vincitore con il suo team di Nord Est Costruzioni del nono posto. “Siamo felici di come si sono svolte le operazioni sia in mare che a terra, abbiamo la sensazione che tutti gli equipaggi siano rimasti soddisfatti, e questo è il primo grande risultato che premia l’impegno dello staff del circolo. A loro va il mio grazie” spiega Pier Sesto Demuro “Per quanto riguarda l’aspetto strettamente agonistico, ho colto con piacere la crescita e la forza degli equipaggi sardi che rappresentano egregiamente l’isola in campo nazionale. La soddisfazione è anche per i risultati dei nostri due team Vigne Surrau e Nord Est Costruzioni”.

Oltre agli italiani erano in campo anche 10 barche tedesche, 1 britannica, 1 brasiliana, 1 statunitense, 1 svedese, 1 greca, 1 ungherese e 1 dal Principato di Monaco. Da domani saranno tutte impegnate nel Campionato Europeo J24 che terminerà il 3 giugno.

Gli stranieri dominano nella classifica overall. Primo assoluto Mike Ingham con 11th Hour Racing, Alexandre Saldanha su Bruschetta, campione del mondo in carica, mentre sul terzo gradino della classifica OPEN c’è Furio timonato da Keith Witthemore.

AFX Capital Racing Team in cerca di riscatto sul Traunsee

Archiviata la frazione di Cascais con il successo dei russi di Katusha, l’RC44 Championship Tour è pronto a riprende il cammino con quella che senza dubbio si annuncia come la tappa più caratteristica dell’intera stagione. Team e imbarcazioni sono infatti radunati a Gmunden, in Alta Austria. Capoluogo dell’omonimo distretto, l’elegante cittadina austriaca è affacciata sulla sponda nord del lago Traunsee, un bacino acqueo che nasconde non poche insidie tattiche a causa della particolare orografia della costa, caratterizzata dalla presenza di rilievi montuosi piuttosto pronunciati.

Tra i primi ad arrivare a Gmunden è stato l’AFX Capital Racing Team. In cerca di riscatto dopo l’opaca performance portoghese, il team di Massimo Barranco si è ritrovato sul Traunsee già lo scorso venerdì e ha trascorso il week end allenandosi al fronte di condizioni meteo variabili.

Un allenamento molto proficuo, secondo il team manager Gabriele Bruni: “Nel corso del week end abbiamo speso diverse ore in acqua perseguendo due obiettivi: migliorare il cosiddetto boat handling e prendere confidenza con il campo di regata. Il Traunsee, come la gran parte dei laghi circondati da rilievi, cela diverse insidie: il vento salta in continuazione, sia in angolo che in intensità, e il meteo è soggetto a improvvisi cambiamenti. E’ uno di quei campi di regata dove conterà moltissimo la regolarità dei piazzamenti, perché nel corso di una singola regata tutto può accadere”.

L’equipaggio dell’AFX Capital Racing Team, unico rappresentante italiano in quella che è ritenuta una delle classi monotipo più competitive del panorama internazionale, ha completato i ranghi nella serata di domenica, con l’arrivo del tattico Francesco Bruni, al rientro nella classe dopo alcuni mesi di assenza – l’ultima apparizione del talento palermitano risale al Mondiale di Lanzarote dello scorso anno – e del prodiere Matteo Auguadro, reduci dalle 52 Super Series di Barcellona.

In Austria, pronti per darsi battaglia, ci sono dodici equipaggi: tra i favoriti figurano Team Aqua di Chris Bake e Cameron Appleton, Katusha di Gennadi Timchenko e Brad Butteroworth, Peninsula Petroleum di John Bassadone e Vasco Vascotto e Artemis Racing di Torbjorn Tornqvist e Morgan Larson.

L’RC44 Austria Cup avrà inizio domani e si concluderà domenica. La manifestazione si aprirà con una giornata dedicata al match race, nel corso della quale si continuerà il Round Robin iniziato a Lanzarote e proseguito a Cascais. Da giovedì avranno inizio le regate di flotta: si potranno disputare un massimo di quattro prove al giorno, anche se basteranno due sole regate per considerare valido il campionato.

Dopo le prime due tappe, a guidare la classifica generale del circuite è Team Aqua. L’equipaggio di Chris Bake, che ha aperto la stagione vincendo a Lanzarote e chiudendo secondo a Cascais, anticipa con buon margine Artemis Racing e Peninsula Petroleum.

Porto di Bari: interrogazione di Tassone alla Camera

Il gruppo Unione di Centro, ha presentato alla Camera un’interrogazione alla Presidenza del Consiglio dei ministri e al Ministero di Infrastrutture e Trasporti a firma di Mario Tassone sulla gestione dell’Autorità portuale del Levante e che richiede una risposta scritta. Riportiamo di seguito il testo integrale.

Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere – premesso che:

la gestione del presidente dell’autorità portuale di Bari, signor Francesco Palmiro Mariani, è stata caratterizzata da evidenti irregolarità e da una conclamata incapacità amministrativa, che ha prodotto continue e crescenti perdite finanziarie tali da condurre, oggi, l’Ente al dissesto economico;

difatti, l’esercizio 2010 dell’autorità portuale di Bari è stato chiuso con un disavanzo di gestione di euro 622.665,73;

nel bilancio dell’esercizio 2009 e in quello dell’esercizio 2010 sono state commesse gravi irregolarità, in quanto sono state illegittimamente imputate, tra le entrate, somme non certe e non esigibili, rispettivamente pari ad euro 1.325.462,18 e circa euro 600.000, relative a presunti crediti stabiliti unilateralmente dall’Autorità portuale e pretesi ai danni della concessionaria Bari Porto Mediterraneo Srl tutt’oggi oggetto di contenzioso dinanzi al giudice ordinario, avendo il Consiglio di Stato, con recente sentenza del 19 gennaio 2012, dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo;

pertanto, eliminando dai bilanci 2009 e 2010 tali somme illegittimamente imputate, gli stessi bilanci presentano in realtà disavanzi di gestione rispettivamente di circa euro 500.000 e di circa euro 1.200.000;

con il decreto ministeriale n. 357 del 13 ottobre 2011 dei Ministeri delle infrastrutture e trasporti e dell’economia, l’autorità portuale di Bari è stata l’unica in Italia ad aver subito la revoca di circa 86 milioni di euro, ossia di tutti i finanziamenti di cui disponeva per la realizzazione delle infrastrutture portuali, per non aver bandito le gare né realizzato progetti cantierabili nel corso degli ultimi cinque anni, proprio quelli in cui l’autorità portuale è stata gestita dal signor Mariani;

anche il bilancio 2011, approvato nella seduta del comitato portuale del 24 aprile 2012, presenta secondo l’interpellante elementi di dubbia regolarità per quanto attiene alla valutazione dei crediti riferiti alla procedura fallimentare in corso ai danni della Bari Porto Mediterraneo – la cui valutazione appare all’interpellante in contrasto con l’articolo 43 del Regolamento di amministrazione e contabilità della stessa autorità portuale, in relazione alla verifica dell’esistenza dei residui attivi e passivi;

infatti, il tribunale di Bari, con sentenza n. 52 del 28 marzo 2012, ha dichiarato il fallimento della società di Bari Porto Mediterraneo S.r.l., a seguito di istanza di fallimento presentata dal liquidatore professore avvocato Francesco Macario, nominato dallo stesso tribunale di Bari, in cui ne ha attribuito le responsabilità esclusivamente all’Autorità portuale ed ai suoi comportamenti;

nonostante che tale evento si sia verificato prima dall’approvazione del bilancio 2011 e del quale l’autorità portuale, il suo presidente ed il collegio dei revisori dei conti ne fossero a piena conoscenza, non se n’è fatto nel bilancio e nessuna conseguenza se n’è apportata nello stesso bilancio, avendo lasciato invariati i residui attivi da riaccertare per il 2012, che per la sola partecipata Bari Porto Mediterraneo ammontano in bilancio ad euro 3.562.399,75;

peraltro, tale credito a quanto risulta all’interpellante è effettivamente pari a circa euro 1.500.000, in quanto, come già detto, per i circa 2.000.000 di euro che si rinvengono dai bilanci 2009 e 2010 non esiste alcun titolo esecutivo, essendo tuttora oggetto di contenzioso tra l’autorità portuale e la Bari Porto Mediterraneo;

a modo, del credito imputato nel bilancio 2011 di euro 3.562.399,75, ai sensi del citato articolo 43 del regolamento di amministrazione e contabilità e dei citati articoli del codice civile, a causa del fallimento della Bari Porto Mediterraneo, se ne sarebbe dovuta operare la cancellazione, essendo lo stesso di sicura inesigibilità;

per di più, anche l’ulteriore somma nel bilancio 2011 di euro 375.000, pari al valore nominale della quota di partecipazione dell’autorità portuale nella Bari Porto Mediterraneo, è rimasta in esso immutata ed invece, anche di questa, per gli stessi motivi, se ne sarebbe dovuta effettuare la cancellazione;

inoltre, nella relazione del presidente signor Mariani sul rendiconto generale 2011, è stato affermato che «non si è operata la svalutazione dei crediti»;

infine, nella relazione del collegio dei revisori dei conti allegata al bilancio 2011 viene affermato che, per effetto della citata revoca dei finanziamenti per le opere infrastrutturali, l’avanzo di amministrazione «risulta attualmente pari ad euro 4.770.048,76 a seguito del versamento di euro 21.182.049,70 effettuato dall’ente in favore dell’erario in data 5 marzo 2012, in ottemperanza a quanto disposto dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10 nonché dal decreto ministeriale 357 del 2011»;

in effetti, depurando l’avanzo di amministrazione al 31 dicembre 2011 – riportato nel bilancio 2011 pari a euro 25.952.098,46 – delle somme vincolate indisponibili, pari ad euro 25.489.156,19 (di cui come già detto sono già stati restituiti all’erario, euro 21.182.049,70 in applicazione del decreto ministeriale 357 del 2011), e dei crediti inesigibili nei confronti della Bari Porto Mediterraneo, pari ad euro 3.562.399,75, lacomplessiva situazione amministrativa presenta, oggi, un disavanzo finanziario di Euro 3.099.457,48;

inoltre, la situazione economica, come si evince dalla relazione del collegio dei revisori dei conti allegata al bilancio 2011, al netto di una mera operazione contabile di euro 895.714,52, presenta in sostanza una perdita pari ad euro 630.756,14 «di entità pressoché analoga a quella dell’esercizio 2010», potendosi affermare che la gestione economica dell’ente è oramai caratterizzata da un cronico squilibrio economico;

dal bilancio 2011 si rileva un’allarmante irrisoria disponibilità di cassa al 31 dicembre 2011, pari appena ad euro 264.958,38;

nel bilancio di previsione 2012, approvato nella seduta del Comitato portuale del 31 ottobre 2011, si evince un disavanzo di competenza per l’anno 2012 pari ad euro 4.108.523;

i rilievi mossi ai bilanci 2009, 2010 e 2011 dell’autorità portuale non sembra siano stati adeguatamente considerati dal collegio dei revisori dei conti, peraltro nominato da codesto Ministero interpellato;

di fatto, oggi, l’autorità portuale, per effetto della gestione del suo presidente signor Mariani, versa in una disastrosa situazione economica e gestionale, essendo stata compromessa la realizzazione delle infrastrutture portuali ed avendo prodotto l’impossibilità di funzionamento dell’ente;

tale situazione è stata preconizzata, e pertanto è oggi certificata, dallo stesso presidente dell’autorità portuale di Bari signor Mariani, il quale, a proposito della revoca dei finanziamenti di cui al decreto ministeriale n. 357 del 2001, nella nota protocollo n. 3123 del 31 marzo 2011 inviata al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ha dichiarato che «È di tutta evidenza che, qualora la ricognizione mettesse in discussione i fondi necessari alla realizzazione dei Piani triennali delle Opere, che formano parte integrante dell’avanzo di amministrazione, ci troveremmo, di fatto, dinanzi ad una profonda alterazione degli equilibri finanziari stabiliti con Bilanci già approvati dal Ministero competente compromettendo così la funzionalità dell’Ente»;

per quanto detto, l’attuale presidente dell’autorità portuale di Bari, signor Francesco Palmiro Mariani, è, secondo l’interpellante, il responsabile del depauperamento delle ingenti risorse finanziarie di cui disponeva l’autorità portuale e della conseguente «situazione fallimentare» in cui versa l’ente, divenuta tale da aver praticamente reso impossibile perfino la semplice gestione ordinaria dell’autorità portuale barese;

l’attuale Governo è fortemente impegnato nel risanamento e nel rilancio economico del Paese e nella rimozione di quelle situazioni di chiara e conclamata «mala gestio» -:

se l’attuale Governo, mantenendo fede alla mission tracciata dal Presidente del Consiglio e posta alla base del mandato conferitogli, intenda prendere seri e rapidi provvedimenti in merito alla gravissima situazione economica e gestionale dell’autorità portuale di Bari, prodotta dal suo Presidente signor Francesco Palmiro Mariani;

se il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con solerzia e tempestività, intenda effettuare il commissariamento dell’autorità portuale di Bari, al fine di dotarla di una guida qualificata e competente per risanare il bilancio dell’ente, riattivare la realizzazione delle opere infrastrutturali e la qualificazione dei servizi, nonché per rilanciare l’immagine internazionale dello scalo barese.

Porti del Nord Sardegna: accordo con la Cina

L’Autorità Portuale del Nord Sardegna punta sulla Cina per rilanciare i traffici commerciali dei porti di Olbia, Golfo Aranci e Porto Torres e allargare gli orizzonti a nuovi e sempre più competitivi mercati. Dal 5 al 7 giugno, il presidente Paolo Piro andrà a Shangai per partecipare alla Transport Logistic China 2012, fiera internazionale dedicata al settore della logistica e dei trasporti.

Parteciperanno anche altre Autorità portuali italiane, in particolare Cagliari e Civitavecchia, con le quali l’AP del Nord Sardegna condividerà lo stand espositivo  nella vetrina del padiglione «Italy all in one», coordinato da Assoporti, per ravvivare un settore gravemente penalizzato dalla crisi che, dal 2010, ha ridotto costantemente i volumi di traffico di circa un trenta per cento.

A Shangai, gli scali di Olbia, Golfo Aranci e Porto Torres si presenteranno forti della loro funzione strategica nell’economia dei trasporti della Regione Sardegna e di una posizione che consente collegamenti rapidi con gli altri porti del Mediterraneo.

 

Matteo Bianchi

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IL NAUTILUS Anno 7 N°4

nuovo numeroIn questo numero de Il Nautilus, giunto al settimo anno di pubblicazioni, troverete lo speciale sulle Autostrade del mare di Giovanna Lodato, realizzato dopo un viaggio tra i porti della Spagna e Civitavecchia. Un focus importante è stato realizzato sulla regione Sardegna con le novità e le statistiche su Porto Torres e sui porti del Nord come pure per quelli della zona più a Sud dell'isola. Una piccola valutazione è stata fatta anche sul settore delle crociere che si sposta versa il Nord Europa ma anche sui porti di Brindisi, Barcellona, Bari. Spazio anche alla vela internazionale con un resoconto, anche fotografico, completo sull'ultima edizione della Volvo Ocean Race. Consueta parte didattica affidata al direttore scientifico Abele Carruezzo che in questo numero ha affrontato il problema della pirateria spiegando il funzionamento del nuovo metodo P-Trap, quello relativo alla formazione del personale di bordo ed infine le nuove norme sul noleggio di imbarcazioni.
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