peyrani
Home »

Pagani (Ucina) alla guida dell’ICOMIA Superyacht Division

GENOVA – L’ing. Stefano Pagani Isnardi, Responsabile dell’Ufficio Studi di UCINA, è stato eletto chairman dell’ICOMIA Superyacht Division. La nomina è stata ratificata durante l’assemblea plenaria di ICOMIA tenutasi ad Amsterdam al METS. Succede a Tony Rice, Segretario Generale di ICOMIA, che ha gestito con successo il comitato Superyacht per molti anni.

Fondata nel 1965, ICOMIA ha l’obiettivo di rappresentare le federazioni nautiche nazionali e costituire una voce unica dell’industria nautica nel mondo. Sono 35 i Paesi che fanno parte di ICOMIA: Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Cina, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, India, Irlanda, Italia, Giappone, Korea, Libano, Olanda, Nuova Zelanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Singapore, Sud Africa, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, Gran Bretagna, USA.

La Superyacht Division funge da forum tecnico per tutte le associazioni nazionali delle industrie nautiche aderenti a ICOMIA e per i loro associati, nel quale vengono affrontate e discusse le più rilevanti questioni tecnico-normative relative al settore dei Superyacht, anche con il coinvolgimento di altre federazioni di settore (Sybass, MYBA, etc.) e di organismi internazionali.

EUROPEI 2015 PER NAZIONI E CLUB AD AURONZO

VENEZIA – Il mese di luglio è ancora lontano ma per gli atleti del dragon boat è già ora di fare sul serio. A Pavia, infatti, sabato scorso si è tenuto il primo stage di valutazione dei papabili azzurri per i Campionati Europei 2015 di Auronzo di Cadore (www.auronzo2015.eu). Una prima tappa nella quale lo staff tecnico guidato da Andrea Bedin, responsabile dragon boat per la FICK (Federazione Italiana Canoa Kayak), ha iniziato a tenere sott’occhio i possibili convocati tesserati per i club dell’Italia settentrionale.

Il programma dei lavori ha già in agenda ulteriori appuntamenti, il primo sabato 29 novembre con lo stage di valutazione di Castel Gandolfo (Roma) per i team dell’Italia centrale; a seguire a dicembre, gennaio e febbraio si terranno varie sedute delocalizzate di allenamento, a marzo il doppio e fondamentale stage di selezione sempre al Centro e al Nord. Dopo le selezioni, in aprile, maggio e giugno i raduni della Squadra nazionale per la prova degli equipaggi.

Come da indicazioni federali la Nazionale italiana di dragon boat sarà composta seguendo un duplice criterio, della “massima competitività” e della “maggior rappresentatività”: gli equipaggi azzurri saranno delle categorie Junior (14-18 anni, compiuti nel 2015), Senior (19-39 anni, compiuti nel 2014), Master (dai 40 anni in su, compiuti nel 2015) e ad Auronzo gareggeranno nelle specialità Open, Misto (6 uomini e 4 donne) e Femminile, sulle distanze dei 200, 500 e 2000 metri con imbarcazioni da 20 e 10 posti.

«Con i miei collaboratori, Paolo Maisano referente categoria Master e Lorenzo Schieroni referente categoria Senior, abbiamo subito notato un ritrovato entusiasmo per la Squadra Nazionale – afferma Andrea Bedin –. A Pavia c’erano molte facce nuove, tutti si sono presentati molto bene e questo fa presagire un ottimo livello degli equipaggi. Per il test di Castel Gandolfo ci aspettiamo lo stesso interesse».

Tutte le informazioni sull’attività delle Squadre nazionali sono disponibili all’indirizzo www.federcanoa.it/dragonboat. Per tutte le news di avvicinamento agli Europei 2015 basta collegarsi al sito www.auronzo2015.eu anche per iscriversi gratuitamente alla ricezione della newsletter. Da non perdere inoltre le pagine ufficiali dei social network Facebook e Twitter.

FEDERPETROLI: OPEC, ERA NECESSARIA UNA POLITICA DI STABILITA’ IN QUESTO MOMENTO

ROMA – FederPetroli Italia accoglie favorevolmente la decisione dell’OPEC di non modificare le quote di produzione petrolifera da parte dei Paesi membri dell’Organizzazione.

Interviene il Presidente di FederPetroli Italia – Michele Marsiglia già pronunciatosi qualche settimana fa sull’argomento “tra fine ottobre ed inizio novembre era chiara la  linea di FederPetroli Italia, per una nuova stabilizzazione dei prezzi del greggio di maggior riferimento era necessaria una linea di difesa senza alcuna variazione di produzione da parte dell’OPEC. Un taglio della produzione in questo momento, avrebbe significato servire su un piatto d’argento il crollo dei prezzi petroliferi di questi ultimi mesi, invece, piena soddisfazione per la decisione del meeting di Vienna.

Adesso possiamo concentraci su negoziazioni e contratti con una maggiore sicurezza nell’approvvigionamento petrolifero, questo dimostra che anche le situazioni belliche di alcuni paesi del Medio Oriente non hanno minimamente influenzato quello che è il mercato del petrolio mondiale. L’OPEC ancora una volta ha dimostrato che non esiste paura nei confronti dello Shale Oil statunitense e di questo i mercati finanziari ne saranno contenti, e non solo. Questa non è una guerra di prezzi, bensi di quote di mercato” conclude Marsiglia.

Porto di La Spezia: Industria chimica e associazioni scientifiche europee studiano soluzioni innovative

LA SPEZIA – Forcieri: “Abbiamo portato il nostro know how come scalo che detiene la più alta percentuale in Italia di trasporto ferroviario via treno”. Hanno partecipato i rappresentanti di associazioni di industrie chimiche e istituzioni scientifiche provenienti da Germania, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Austria, Slovenia e Italia, al convegno organizzato dall’Autorità Portuale della Spezia sul tema del tracciamento delle merci pericolose via treno e le soluzioni innovative .

Al centro della giornata di studio, il progetto di cooperazione a livello europeo ChemLog T&T Tracking and Tracing solutions for Improvement, il cui obiettivo principale consiste nel volere superare le barriere esistenti per il trasporto intermodale transnazionale nelle direttrici Ovest-Est e Est-Ovest avviando un ampio processo di scambio di esperienze e favorire lo sviluppo di sistemi di tracciabilità e monitoraggio delle merci pericolose. Inoltre, tra le altre cose, ChemLog intende facilitare il trasferimento del trasporto merci dalla gomma al ferro e ridurre le emissioni di gas serra; migliorare la safety&security, l’affidabilità  e l’efficienza del trasporto intermodale di merci pericolose.

“Non  è un caso che la terza ed ultima Dissemination Conference si svolga alla Spezia – ha detto  il Presidente dell’AP, Lorenzo Forcieri -. Infatti il nostro porto, unico in Italia coinvolto come partner del progetto, ha portato il suo know how come scalo che detiene  la più alta percentuale in Italia di trasporto ferroviario via treno (35%). Un’altra delle eccellenze del nostro scalo a livello non solo nazionale”.

Oggi, presso l’Auditorium dell’AP i partners del progetto hanno presentato i risultati finali dei progetti pilota sviluppati per la sperimentazione pratica del monitoraggio e tracciamento delle merci pericolose e hanno discusso  con i rappresentanti del settore logistico e dell’industria. Lo scambio di esperienze, infatti, è fondamentale per  il miglioramento della catena logistica delle merci pericolose in Europa centrale e orientale.

A livello locale sono stati coinvolti La Spezia Container Terminal e Sogemar, che hanno contribuito allo sviluppo del progetto Pilota grazie al quale è stato possibile tracciare un container mediante installazione di una OBU (on board unit) in partenza dal porto della Spezia fino a Melzo (Mi) e ritorno. E’ stato seguito tutto il percorso del container, ricevendo in tempo reale i dati sul suo stato. Dati che  hanno permesso di verificare il trasporto in sicurezza del contenitore.
“Questo tipo di progetto – ha detto Federica Montaresi, ingegnere responsabile dei Progetti Speciali dell’AP- , ha inoltre permesso di condividere con gli altri partner la nostra esperienza nella gestione delle merci pericolose all’interno delle aree portuali attraverso l’impiego del sistema Hack Pack che permette di gestire in sicurezza lo stoccaggio della movimentazione delle merci pericolose all’interno dei terminal”.

Quattro i progetti pilota transnazionali per testare gli strumenti di Tracking&Tracing lungo alcuni importanti corridoi di trasporto: PEC II o III dalla Germania alla Polonia (fino alla Russia); PEC V da Italia – Slovenia e Ungheria (fino a Ucraina); Da Austria, Slovacchia in Ungheria; dalla Germania, Repubblica Ceca in Slovacchia (fino a Ucraina).

I partners del progetto, oltre all’Autorità Portuale della Spezia, sono il Ministero dell’Economia Saxony-Anhalt; il Ministro dei Trasporti e Sviluppo Regionale Sassonia-Anhalt; lnstitute for Structural Policy and Economic Development; Otto von Guericke University Magdeburg; la Camera Polacca dell’Industria Chimica; l’Associazione ceca delle industrie chimiche; l’Usti Region; FH OÖ Forschungs & Entwicklungs GmbH /Logistikum; l’Associazione slovacca delle industrie chimiche e farmaceutiche; la Provincia di Novara; l’Hungarian Transit Economy Office; l’Università di Maribor; Circle Srl; CIMA – Centro internazionale di monitoraggio ambientale.

PORTO DI BARI: CONVEGNO “TRASPORTO MARITTIMO, PORTI E LOGISTICA: MERCATI E FIGURE PROFESSIONALI”

BARI – E’ il titolo del seminario orientativo svoltosi questa mattina presso l’auditorium dell’Istituto d’Istruzione Superiore Euclide di Bari e dedicato agli studenti delle quinte classi. A parlare agli alunni del corso di studi ad indirizzo Trasporti e Logistica, il Segretario generale dell’Autorità portuale del Levante, Mario Sommariva, in veste di esperto di traffici marittimi e attento osservatore dei più attuali processi di globalizzazione del settore dello shipping.

Sommariva, nella sua relazione, ha illustrato agli studenti, futuri tecnici della logistica, l’evoluzione del sistema del trasporti marittimi, di come quest’ultimi divennero molto più sviluppati e complessi nella seconda metà dell’Ottocento, nell’età della secondo rivoluzione industriale, con la costruzione di canali artificiali come nel 1869 quello di Suez che in poco tempo determinò spostamento dei traffici tra l’Atlantico settentrionale e l’oceano Indiano, lungo la rotta del Capo di Buona Speranza sostituita con quella molto più breve del Mediterraneo e del Mar Rosso, ripristinando così l’importanza della navigazione nel bacino mediterraneo come tramite tra l’Occidente e l’Oriente.

Di come più tardi, nel 1914, si aprì il canale di Panama che mise in immediata comunicazione l’Atlantico e il Pacifico e di come, progressivamente sino all’introduzione del trasporto marittimo containerizzato, i processi di innovazione tecnologica ed organizzativa del settore siano stati caratterizzati dall’utilizzo di attrezzature specializzate per lo svolgimento delle attività terminalistiche, dal perseguimento di sempre più elevati livelli di economie di scala attraverso la messa in esercizio di navi più grandi e dall’integrazione modale tra il trasporto marittimo e il trasporto terrestre (intermodalità “terra-mare”).

Il seminario ha rappresentato un’occasione di formazione collettiva sugli sbocchi occupazionali che la filiera del sistema del trasporto marittimo offre, collegata come è, a fenomeni di evoluzione sociale, con una domanda di servizi di mobilità, sempre più estesa e differenziata e in costante crescita.

A conclusione del seminario, il Segretario Generale ha illustrato alla scolaresca le peculiarità e i numeri del porto di Bari. In particolare, con la sua ottima prova sul versante delle merci convenzionali, che negli ultimi due anni ha visto anche l’avvento di una significativa movimentazione di container per traffici fortemente collegati alle esigenze del territorio, nei primi nove mesi del 2014, il porto di Bari si conferma come infrastruttura essenziale per lo sviluppo del territorio con un vero e proprio exploit nel settore delle merci.

I dati riferiti a Gen-Set 2014 riportano un valore assoluto di 1 milione 630mila tonn. e una crescita esponenziale del 45,34% rispetto allo stesso periodo del 2013, con buone prestazioni anche per le merci containerizzate (+1,41%) e solide prospettive di crescita a chiusura del 2014.

Volvo Ocean Race: riparazione in alto mare per Dongfeng

ABU DHABI – Ottavo giorno di navigazione per la flotta dei sette Volvo Ocean 65. Quella passata è stata una nottata impegnativa per i 66 velisti che hanno dovuto affrontare venti instabili,  e dunque numerose manovre e cambi di vele. La flotta è sempre racchiusa in un fazzoletto di miglia e si prepara all’arrivo, previsto per domani, dell’intensificazione del vento e soprattutto del mare. La tempesta è stata degradata a depressione tropicale, ma terrà comunque impegnati i sette team. Intanto a bordo di Dongfeng Race Team, l’equipaggio ha effettuato una riparazione in alto mare per un problema alla rotaia della randa.

Il team franco/cinese Dongfeng Race Team è stato costretto ad effettuare una prima e temporanea riparazione in alto mare alla rotaia della randa, danno che avrebbe potuto fermare la sua corsa, ma che grazie a un’intervento di emergenza dell’equipaggio, e in particolare del prodiere Ken Escoffier, per il momento è tenuto sotto controllo in attesa che le condizioni migliorino. La rotaia, montata longitudinalmente sull’albero (che è alto 30 metri) permette di issare o ammainare la randa. “Pensate alla rotaia di una tenda” ha spiegato per semplificare Mark Covell, Watch Producer di Volvo Ocean Race, medaglia d’argento nella Star a Sydney 200 e imbarcato come media crew member in una delle precedenti edizioni del giro del mondo. “Se si rompe significa che qualcuno sarà costretto a salire sull’albero per spostare manualmente la vela. Nelle condizioni attuali, è una manovra di certo non semplice e potenzialmente pericolosa. Di sicuro però è un problema che va risolto.”

Il prodiere transalpino di Dongfeng Race Team Kevin Escoffier, in effetti è dovuto salire all’altezza del danno sull’albero, a circa 15 metri, per verificarne la gravità. Una prima soluzione d’emergenza è consistita nel fissare la rotaia con delle legature all’albero, in modo da limitare il problema. Tuttavia, con questo sistema, l’equipaggio non è in grado di poter dare una mano di terzaroli (ossia ridurre la superficie della randa) e dunque dovrà trovare il momento giusto per effettuare una riparazione più solida e duratura. La rottura è avvenuta nella nottata di mercoledì, quanto il team e il resto della flotta stava navigando attraverso una zona di transizione a sud delle isole di La Réunion e Mauritius. Proprio quando le condizioni del vento andavano peggiorando, essendo le barche in avvicinamento alla depressione tropicale che dovrebbe raggiungere il suo massimo nelle prossime 24 ore.

L’Onboard reporter, di Dongfeng Race Team Yann Riou, ha spiegato che nelle prossime ore non si potrà effettuare una riparazione più efficace. “Di certo non oggi, perché fra poche ore comincerà un’altra battaglia. Una battaglia con gli avversari, ne abbiamo cinque a vista, e con gli elementi. Ci aspettano temporali, raffiche, pioggia, buchi di vento, nuvole, salti di vento e tanti cambi di vela. Non è proprio il momento di salire sull’albero per un fai-da-te.”

Il Race Director, Jack Lloyd si è detto fiducioso che Dongfeng possa navigare in sicurezza per le 3.500 miglia che mancano al traguardo di Abu Dhabi, e che possa continuare a competere a pieno ritmo con i sei avversari. “Il problema a bordo di Dongfeng non è molto grave ed è sotto controllo. L’equipaggio ha ricevuto istruzioni dal costruttore su come effettuare la riparazione. E’ una cosa che può succedere quando si spingono a fondo barche e attrezzature. A livello generale non ci sono stati danni gravi.”

Intanto, e fortunatamente, la “tempesta” in arrivo è stata degradata a depressione tropicale, ma sarà comunque una situazione da gestire con attenzione. Il meteorologo della regata Gonzalo Infante ha fornito un aggiornamento sulle condizioni che attendono la flotta nelle prossime ore. I venti saranno comunque piuttosto intensi, intorno ai 30 nodi con raffiche fino al 40% più forti. La flotta dovrebbe raggiungere la zona di maggiore intensità della bassa pressione nel pomeriggio di venerdì e il fattore di maggior preoccupazione sarà un mare molto formato, con onde fino a cinque metri in prua, ma che gli equipaggi affronteranno con un’andatura portante. Inoltre, i sette equipaggi dovranno decidere se lasciare Mauritius a destra o a sinistra, visto che l’isola provoca un ridosso piuttosto esteso.

Per quel che concerne la situazione in gara, oggi la leadership è passata brevemente nelle mani dei giovani di Team Alvimedica, che hanno trovato uno splendido modo per festeggiare il Thanksgiving Day tanto popolare negli USA, di cui la barca arancio e nero è portacolori. Team Alvimedica, su cui è imbarcato Alberto Bolzan l’unico velista italiano di questa Volvo Ocean Race, al rilevamento del mattino aveva un margine di meno di due miglia su Abu Dhabi Ocean Racing, che al rilevamento successivo ha di nuovo ripreso la prima piazza. Il gruppo continua a navigare compatto, basti pensare che dal primo al sesto sono solo poco più di cinque le miglia di distacco e che le veliste di Team SCA, in settima posizione sono a meno di tredici miglia dal leader.

La conclusione della seconda tappa, da Città del Capo ad Abu Dhabi per un totale di 5.200 miglia (teoriche), è prevista verso la metà di dicembre.

Porto di Brindisi: presentato il progetto Guideport

BRINDISI – E’ una piattaforma per l’accessibilità integrata e la guida alla navigazione a garanzia di trasporti multimodali sicuri ma capace di garantire anche lo sviluppo sostenibile di porti intelligenti. Si tratta del progetto Guideport presentato oggi dall’Autorità portuale di Brindisi.

Il progetto è finanziato, con 200mila euro, con fondi Fesr e di cooperazione Italia-Grecia e coinvolge, oltre all’Authority di Brindisi, anche quella di Patrasso, le Università di Patrasso e del Salento e l’Amministrazione decentralizzata del Peloponneso, Grecia Occidentale e Ionica.

Lo scopo, come ha spiegato il segretario generale Salvatore Giuffrè, è lo sviluppo di una piattaforma unificata in cui confluiscono e vengono elaborati i dati e tutte le informazioni di localizzazione e trasporto che provengono sia da fonti dinamiche sia statiche all’interno di un porto intelligente.

Le informazioni saranno estrapolate dalle infrastrutture portuali e regionali e dalla strumentazione posizionata all’interno dei veicoli navali utilizzati per il trasporto di passeggeri e merci.

Per le Autorità portuali il nuovo portale fornirà informazioni intelligenti, supporterà l’incremento della sicurezza nei porti, porterà ad una elevata efficienza ed efficacia dei servizi offerti in tempo reale. Per le autorità navali, invece, garantirà il miglioramento delle informazioni e dei dati forniti per il calcolo della rotta con la conseguente riduzione dei tempi di transito e del costo dei beni ma anche un miglioramento delle condizioni di trasporto ed un aumento della sicurezza per il trasporto merci.

Il professor Yorgos Stephanedes, dell’Università di Patrasso, Francesco Pettinato dell’Università del Salento e l’ingegner Francesco Dileverano dell’Authority di Brindisi hanno spiegato che saranno istallate quattro postazioni per l’acquisizione di immagini seguite da una workstation e, per Costa Morena Ovest e per l’area extra Schengen telecamere capaci di verificare gli ingressi rilevando la targa dei veicoli.

Si tratta di strumenti che serviranno a monitorare ingressi ed uscite dei mezzi, garantiranno livelli di sicurezza altissimi e risponderanno alle due direttive europee sul punto unico d’accesso e sullo sviluppo di una comunità portuale della macro regione.
“Siamo di fronte al futuro del porto – ha detto l’ammiraglio Giuffrè – ed avremo uno strumento capace di proiettarci in una struttura portuale moderna e competitiva con gli altri scali europei”.

 

Francesca Cuomo

Foto: Vincenzo Tasco

© Riproduzione riservata

Invernale Riva di Traiano: domenica in acqua per una seconda prova

ROMA – Riparte da Lancillotto e Blu Bite IV , in testa rispettivamente alle classifiche delle classi Regata e Crociera, il Campionato Invernale Riva di Traiano – Trofeo Paolo Venanzangeli,  che vedrà le 46 barche iscritte scendere in acqua per la sua seconda prova domenica 30 novembre.

Sabato 29 un gustoso prologo, da godersi però comodamente seduti in poltrona guardando Linea Blu su Rai 1, dove, alle 14, andrà in onda il servizio di Fabio Gallo sulla Vela d’Inverno realizzato nel corso della prima difficile e complicata giornata dell’Invernale del 16 novembre, sia a terra sia a bordo di Maylan dove una troupe ha seguito tutta la regata dei Crociera.Per chi dovesse perderlo, c’è sempre la possibilità di rivederlo sul canale You Tube del Circolo Nautico Riva di Traiano (https://www.youtube.com/channel/UCwX-mqhOP1Dkb5gnepiMxwQ )
Per domenica si prevede un’altra interessante giornata di regate, con mare mosso e un vento da est di circa 10 nodi che potrebbe rinforzare girando da Sud nelle prime ore del pomeriggio. L’onda prevista è di 0,50/0,80 cm.

Ma mancano ancora 4 giorni alla regate e in giro c’è una nuova perturbazione che lascia sempre un po’ di incertezza. Per essere sempre aggiornati e conoscere anche i parametri specifici del tratto di mare antistante Civitavecchia, con il vento stimato a 2 metri dalla superficie dell’acqua, il Circolo Nautico Riva di Traiano si avvale di Meteowind, portale specializzato che dispone di previsioni realizzate specificatamente per la vela ( www.meteowind.it ).

Briefing alle ore 9:30 di domenica 30 novembre in Piazzetta dei Marinai, con annesso “Buon Vento” da parte dei regatanti a Matteo Miceli che si collegherà telefonicamente dall’Oceano Atlantico. Partito il 19 ottobre da Riva di Traiano per il suo giro del mondo in solitario in autosufficienza energetica e alimentare, Miceli sta faticosamente aggirando l’anticiclone di Sant’Elena ed ha finalmente messo la prua verso capo di Buona Speranza.

Volvo Ocean Race: il dilemma della tempesta

ABU DHABI – E’ passata una settimana dalla partenza della seconda tappa della Volvo Ocean Race e i sette team partecipanti hanno sperimentato ogni tipo di condizione e di andatura, ma non sono ancora riusciti ad avanzare come avrebbero voluto verso nord e verso il traguardo di Abu Dhabi. Oggi la flotta naviga a sud-est del Madagascar, ma arrivarci non è stata cosa semplice, basti dire che la latitudine di Città del Capo è stata superata solo al quinto giorno di regata. E, tuttavia la lotta fra i sette monotipo e i 66 velisti non ha perso affatto di intensità, mentre i team devono affrontare una scelta decisamente delicata.

Le prossime 24 ore costituiranno uno dei momenti clou della seconda tappa per i sette equipaggi in regata. Come affrontare l’annunciata tempesta tropicale, cavalcarla o tenersene lontani? Se dovessero scegliere di “prenderla di petto” ci sarebbero tre possibili scenari. La flotta potrebbe essere catapultata a forte velocità verso Abu Dhabi, oppure potrebbero esserci rotture e danni a bordo, oppure una combinazione delle due. Però anche la decisione di non entrare nella tempesta ha i suoi pro e i suoi contro. Se qualcuno dovesse decidere per questa opzione la barca e l’equipaggio non ne soffrirebbero, ma si potrebbero trovare molto distanziati, addirittura di giorni, da coloro che avessero deciso di correre il rischio maggiore.

Gonzalo Infante, meteorologo della Volvo Ocean Race, ha spiegato così la situazione: “In poche parole, la flotta deve prendere una decisione “del cane che si morde la coda”. Molti faranno le loro scelte il prima possibile.” Infante ha anche detto che la tempesta si potrebbe trasformare in un ciclone ma, allo stesso tempo, potrebbe scendere a livello di semplice bassa pressione intensa. In ogni caso, le previsioni parlano di vento forte, nella peggiore delle ipotesi con raffiche fino a 70 nodi, cioè più di quanto i Volvo Ocean 65 abbiamo mai incontrato finora.

“Personalmente credo che i team cercheranno di andarsi a prendere gli angoli al vento più favorevoli, nella parte occidentale del sistema.” Un’indicazione di quali scelte faranno i team potrà venire dalla cartografia elettronica che potrà mostrare le barche stare mura a sinistra e a est per allontanarsi dal limite destro della tempesta, oppure portarsi nella direzione opposta per allontanarsi da sinistra.

La segnalazione di allerta di tempesta tropicale è stata lanciata dall’agenzia internazionale MeteoFrance, martedì sera e ha prodotto molta apprensione fra i velisti. “Può essere abbastanza paurosa” ha detto Yann Riou, Onboard reporter di Dongfeng Race Team. “Ma ne conoscevamo l’esistenza da qualche giorno.” Da parte sua Charles Caudrelier, lo skipper di Dongfeng Race Team vede le cose con maggior ottimismo. “Questa depressione creerà dei venti forti, ma che ci aiuteranno a progredire verso nord. Il problema non è la bassa pressione, ma il vuoto che si lascerà alle spalle.” Più netto lo skipper di Team Brunel Bouwe Bekking che ha dichiarato: “Il problema più grande sono le onde che crea la tempesta, possono arrivare a sette metri. Se pesti su onde così con 30 nodi d’aria, non devo stare a spiegarvi cosa succede. Le cose si rompono.”

Sul fronte classifica, la leadership è passata di mano e ora, seppure con un margine molto ridotto, la testa della flotta è occupata da Abu Dhabi Ocean Racing con lo skipper britannico Ian Walker, la cui strategia di spingersi più a ovest degli altri sembra aver dato i suoi frutti. Ma come, ha affermato lo stesso Walker: “Si potrebbe pensare che questa strategia sia stata intenzionale, ma non è così.”

La barca portacolori degli emirati, infatti, ha deciso di strambare prima degli altri per riportarsi nella pancia del gruppo, quando la separazione laterale era superiore alle 60 miglia, e con sorpresa dell’equipaggio è stata la manovra che l’ha riportato in vetta. Lo scarto sugli spagnoli di MAPFRE è però estremamente ridotto, poco più di un miglio e mezzo e, in un classico scenario da monotipia le sette barche combattono e navigano a distanza ravvicinata, tanto che sono solo 18 le miglia che separano Abu Dhabi Ocean Racing in prima posizione dall’equipaggio femminile di Team SCA, in settima, che pure è stato costretto a una battuta di arresto a causa di un violento temporale.

Da bordo di MAPFRE, che sembra aver completamente riassorbito la delusione della prima tappa e anzi sta dando prova di ottime prestazioni e scelte tattiche, a conferma probabilmente che l’inserimento di Rob Greenhalgh e Jean-Luc Nélias sta funzionando, Francisco Vignale racconta così l’atmosfera: “Filiamo a 20/22 nodi verso Abu Dhabi, di bolina. Non sono un grande fan della bolina, perché la vita a bordo diventa davvero scomoda, la barca è sbandata di 30 gradi e passare da una parte all’altra è una vera impresa. Sottocoperta si fa fatica a muoversi, sopra è bagnato e passiamo dalla coperta alla cuccetta e viceversa, è l’unico posto dove si può stare e aiuta anche a tenere la barca più dritta. La buona notizia però è che siamo secondi!”

Alle spalle dei due duellanti per la leadership, comunque, gli altri stanno tenendo il ritmo, con i franco/cinesi di Dongfeng Race Team, gli olandesi di Team Brunel, i giovani americani di Team Alvimedica con l’italiano Alberto Bolzan e i Team Vestas Wind tutti racchiusi in un arco di meno di dieci miglia e le veliste di Team SCA che hanno ridotto notevolmente il distacco.

“A dire la verità non è stata una cosa troppo complicata fino a ora, ma lo diventerà più avanti.” Ha detto la skipper britannica di Team SCA Sam Davies. “Per ora Libby (Greenhalgh, la navigatrice) e io stiamo cercando di riposarci il più possibile in modo da avere mente fresca quando sarà necessario. Siamo rimaste impantanate in quel buco e abbiamo perso un po’, ma quando finalmente punteremo verso nord sarà più complesso leggere e credere a quello che dicono i modelli meteo. Allora sì che sarà più complicato e ci saranno grandi opportunità ma anche trappole da cercare di evitare.”

La flotta si trova ancora a più di 3.500 miglia dal traguardo di Abu Dhabi, che dovrebbe raggiungere a metà dicembre, e ha coperto circa 1.700 miglia dalla partenza da Città del Capo, una settimana fa.

P&I Club chiede maggiore attenzione al passaggio di consegne fra ufficiali

LONDRA – L’organizzazione di una plancia per governare in sicurezza una nave in navigazione, in avamporto, all’ancora ed in porto, sta richiedendo sempre più maggiore attenzione  al passaggio delle “consegne” di pianificazione del viaggio fra gli ufficiali responsabili sia della guardia in macchine che della guardia di coperta; in particolare, l’attenzione si pone durante le guardie notturne e cioè dalle ore 20.00 /24.00 e dalle ore 00.00/04.00; senza trascurare gli “ordini notturni” del comandante, oggetto di controversie legali in molte cause su collisioni, urti, incendi e incagli  di navi in quest’ultimo periodo.

Il P & I Club di Londra, nel suo ultimo bollettino sui sinistri marittimi, raccomanda i comandanti di navi di adottare, quando si impartiscono ordini, misure più chiare nella forma scritta e/o orale, tenendo sempre presente l’uso dello standard marine vocabulary, evitando sempre, il più possibile, ambiguità nei termini nautici; soprattutto ora che l’ambiente di governo di una nave è composto di uomini con idiomi linguistiche diversi e complessi nelle radici nautiche dialettali.

Gli ordini notturni del comandante sono tradizionalmente una serie di istruzioni per  gli ufficiali responsabili della plancia durante la notte al fine di garantire l’itinerario pianificato, voluto su quella rotta prestabilita e a quella velocità economicamente valida; inoltre, sono ordini per quando una nave raggiunge di notte l’avamporto per garantire una organizzazione sicura di mezzi e uomini per il  “pronto-nave”  e la rispettiva ETA ai piloti, al fine di entrare in porto.

E’ chiaro che il comandante di una nave deve essere chiamato in plancia in tempo sufficiente per valutare la situazione completa di navigazione e di sviluppare molto prima la visione corretta per valutare le prospettive più sicure di attracco, Il valore di tali “ordini notturni” dei comandanti non deve essere sottovalutato nella ricerca di efficienza/efficacia degli items di safety di una nave, in particolare durante gli scali di un itinerario; ricordando che non esistono due itinerari/viaggi uguali. E’ vero che molti comandanti oggi sono divenuti praticamente dei lavoratori solo di giorno (day workers); e poiché molte navi arrivano ancora all’alba, maggiore attenzione dovrebbe essere posta sulla stesura e l’esecuzione di tali ordini, per evitare attacchi da parte di assicuratori marittimi, inglesi in particolare; una loro interpretazione autonoma in caso di sinistri in mare e/o in porto possono danneggiare economicamente e/o penalmente lo staff di una nave.

Il bollettino/rapporto sui sinistri dei P&I Club di Londra, invita inoltre i comandanti ad una “pianificazione efficiente” in anticipo di tutte le fasi di un viaggio; una pianificazione chiara nei tempi, nei luoghi e modalità può aiutare il controllo sicuro durante l’esecuzione delle fasi e soprattutto con un minimo sforzo per tutte le parti componenti l’equipaggio della nave.

Abele Carruezzo

© Riproduzione riservata

IL NAUTILUS Anno 9 N°4

ROMA - Si apre con uno speciale tutto dedicato all’ultima assemblea di Confitarma l’ultimo numero della rivista Il Nautilus. Proprio mentre alcune Authority hanno cominciato ad approvare i propri bilanci, come Livorno ad esempio, abbiamo affrontato anche il problema relativo alla gestione dei porti che subiscono influenze politiche spesso negative. Un focus sullo scenario che si va delineando con l’accordo per il Canale del Nicaragua lo fornisce Stefano Carbonara nel suo articolo in cui analizza la questione di natura geopolitica oltre che marittima. Come già avvenuto in precedenza con il percorso sullo Stretto sul fronte calabrese, Francesco Ventura illustra quello che invece si affaccia sui porti siciliani. Approfondimenti sul Piano operativo triennale dello scalo di Gioia Tauro e sull’accordo con Usmaf per il porto di Ravenna, passando per gli investimenti in programma a Trieste e per i risultati dell’Italian Cruise Day. La consueta panoramica sulla Barcolana e sulle polizze assicurative previste da Bimco per il trasporto marittimo, completano gli argomenti di questo numero.
marina difesa telebrindisi.tv poseidone danese

© 2015 il nautilus. All Rights Reserved. Performed by SC Lab