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Norman Atlantic: per l’Authority il relitto sarà spostato a Bari

BRINDISI – Dopo aver profuso i massimi sforzi nella gestione dell’emergenza legata all’incendio del traghetto Norman Atlantic e del successivo arrivo dei naufraghi e dello stesso relitto, anche alla luce degli ultimi articoli di stampa riportanti varie dichiarazioni che riguardano la presenza della nave nello scalo brindisino, l’Autorità portuale di Brindisi ritiene opportuno dover precisare che la banchina di Costa Morena Est- Testata Nord è stata solo momentaneamente destinata all’ormeggio della suddetta nave.

Ciò al fine di permettere le prime operazioni connesse con le esigenze di carattere giudiziario, nonché con l’ispezione della nave. Il porto di Brindisi, durante le concitate fasi dell’emergenza, è stato scelto, infatti, come destinazione temporanea in ragione della vicinanza geografica al luogo della tragedia e solo per motivazioni di sicurezza.Si rappresenta, inoltre, che l’attuale ormeggio è in contrasto con la prevista utilizzazione della banchina che è tra quelle destinate sin dal prossimo mese di aprile ad accogliere le navi da crociera.

Ad ogni modo, un suo impiego prolungato per l’odierna emergenza penalizzerebbe fortemente l’operatività del porto che si vedrebbe privato di un importante punto di attracco con conseguenti danni economici per l’Autorità portuale che a sua volta si vedrebbe costretta a chiedere risarcimenti per i danni patiti e patendi.

Peraltro, il magistrato titolare del fascicolo, dottor Cardinali, ha più volte dichiarato che il relitto, allorquando sarà nelle condizioni di poter riprendere il largo in totale sicurezza, con l’avvallo del RINA, dovrà essere spostato nel capoluogo pugliese, sede naturale per competenza territoriale nello svolgimento delle indagini, nonché porto di iscrizione della nave.

Norman Atlantic: altra ispezione a bordo

BRINDISI – Anche oggi è stato effettuato un sopralluogo a bordo del traghetto Norman Atlantic da parte di tecnici e personale dei vigili del fuoco. Questi ultimi hanno monitorato locali e ambienti prima che all’interno entrassero gli investigatori.

Non è ancora stato possibile accedere alle aree in cui presumibilmente si trovano altri cadaveri. Oggi sono stati ispezionati altri due ponti ma la temperatura all’interno del delitto è ancora molto elevata. Ieri sera, infatti, si è sviluppato un altro incendio nella parte in cui ci sono le cabine.

I famigliari dei dispersi dovranno ancora attendere qualche giorno prima che la procura possa aggiornare l’elenco delle vittime accertate. All’interno dei locali più bassi si sfiorano ancora il 180 gradi centigradi.

Francesca Cuomo
#ilnautilus #NormanAtlantic

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TROFEO MARCELLO CAMPOBASSO: LA PRIMA GIORNATA DI REGATE A NAPOLI

NAPOLI – L’italiano Carlo Centrone (Centro Velico 3V di Roma) e l’ungherese Màtè Jeney (Spartacus) sono al comando del Trofeo Marcello Campobasso 2015 dopo la prima delle tre giornate di regate in programma. Alle loro spalle l’olandese Thomas Westerfhon (Frisia) e l’inglese Johnny Thompson (Frensham Pond), al settimo posto Antonio Persico del Savoia.

È stata una giornata condizionata dal meteo: il vento di libeccio ha oscillato tra i 5 e i 7 nodi, ma la perturbazione arrivata sul Golfo di Napoli in mattinata l’ha reso instabile, permettendo lo svolgimento soltanto della prima di tre prove previste. La seconda è stata interrotta sul primo lato. Tra i Cadetti, ragazzi nati nel 2004 che si contendono il Trofeo UNICEF, guida il finlandese Liam Stampone, davanti alle italiane Beatrice Sposato (Club Velico Crotone) e Alina Iuorio (Lega Navale Ancona).

I 110 Juniores e 20 Cadetti provenienti da 11 nazioni torneranno in acqua oggi alle ore 11. “Il Trofeo Campobasso è il primo evento internazionale dell’anno”, ha detto il presidente del Savoia, Carlo Campobasso, figlio di Marcello a cui è intitolata la rassegna velica. “Siamo felici di ospitarlo e speriamo che le condizioni del tempo siano migliori nei prossimi due giorni, in modo da permettere ai ragazzi di divertirsi in acqua e contendersi un trofeo che resta tra i più ambiti della Classe Optimist”.

La manifestazione ad invito voluta dalla Federazione Italiana Vela, che ne affida interamente l’organizzazione al Reale Yacht Club Canottieri Savoia, è organizzata insieme all’Associazione Italiana Classe Optimist e in collaborazione con V Zona FIV e Sport Velico Marina Militare e prosegue anche fuori dall’acqua: questa sera “50 Kalò” porterà nei saloni del Savoia i suoi pizzaioli, offrendo una cena a tutti gli ospiti, mentre Gay Odin alla vigilia della festa dell’Epifania regalerà ai velisti una calza di dolci e cioccolato.

Tra gli altri sponsor, Banca di Credito Cooperativo di Napoli, Villa Margherita, Metronapoli, Cbl Grafiche, Parmalat, Ferrarelle e Unilever. Kinder+Sport metterà a disposizione un’imbarcazione Optimist, che sarà estratta a sorteggio tra gli iscritti alla rassegna velica.

Norman Atlantic: seconda ispezione a bordo

BRINDISI – Si è conclusa poco prima delle 18 la seconda ispezione a bordo del relitto del Norman Atlantic ormeggiato a Brindisi: sul traghetto è salito di nuovo il pm Ettore Cardinali con ispettori ministeriali e personale delle forze dell’ordine. Nelle parti ispezionate non sono stati trovati altri cadaveri.

Nel sopralluogo di oggi sono stati controllati i sistemi tecnici antincendio e i dispositivi di sicurezza. Una squadra di vigili del fuoco ha ispezionato anche la chiglia. Non è ancora stato possibile raggiungere il locale garage per le temperature troppo elevate e l’esistenza di focolai.

“Stiamo monitorando ogni parte del relitto che ci è consentito raggiungere in queste condizioni – ha spiegato Cardinali al termine del sopralluogo a bordo – ma non siamo ancora in grado di sapere quando potremo avvicinarci al garage. Non so se la nave potrà essere spostata a Bari; bisognerà verificare la possibilità di spostarla in sicurezza e la disponibilità del porto di Bari”.

La custodia giudiziale intanto è passata da Francesco Barretta al presidente dell’Autorità portuale Hercules Haralambides. Ai piedi del relitto oggi sono arrivati anche alcuni parenti dei dispersi. Sono in attesa che i loro corpi possano essere ritrovati.

Francesca Cuomo
#ilnautilus #NormanAtlantic

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Volvo Ocean Race: la lunga rotta per la Cina, partita la terza tappa

ABU DHABI – In perfetto orario, le 14 locali, le undici italiane, ma sotto una inusuale coltre di nebbia e con vento leggerissimo, le sei barche della Volvo Ocean Race 2014/15 hanno preso il via per la terza tappa che le porterà da Abu Dhabi a Sanya, in Cina, per un totale di 4.642 miglia. A guidare la flotta fuori dalla Corniche, Abu Dhabi Ocean Racing con l’olimpionico britannico Ian Walker, che ha trovato il modo migliore per salutare il suo porto d’attracco prima di una tappa difficile e irta di ostacoli.

Pochi avrebbero potuto prevedere che l’emirato si sarebbe svegliato sotto una fitta nebbia per dire arrivederci alla flotta in partenza per la terza tappa, che non si è dispersa completamente nemmeno sotto il caldo sole di mezzogiorno. I sei team quindi hanno dovuto fare di necessità virtù fendendo la coltre, che a tratti rendeva quasi invisibili le grandi boe gialle del percorso, e il vento molto leggero che a tratti è calato fino a tre soli nodi di intensità.

Le condizioni non ideali non sono però state un ostacolo per il team locale. Dopo essere giunti in terza posizione nella seconda tappa e nella In-port, i velisti di Abu Dhabi Ocean Racing hanno trovato il modo migliore per dire addio ai loro fan e all’Emirato di cui sono portacolori. Con un’ottima partenza e un abile gioco tattico, Ian Walker e il suo equipaggio fra cui l’unico velista emiratino Adil Khalid, si sono portati subito in testa e hanno passato in prima posizione tutte le cinque boe del grande triangolo nel golfo, affollato da molte barche spettatori.

Poco meno di un’ora per completare il percorso fra le boe per Azzam, questo il nome della barca di Abu Dhabi, seguita a due minuti dai franco cinesi di Dongfeng Race Team, dalle veliste di Team SCA, fresche della vittoria nella In-port race di ieri, quindi gli spagnoli di MAPFRE con il brasiliano André Fonseca alla ruota, poi il leader della classifica generale provvisoria Team Brunel guidato da Bouwe Bekking e infine sesto Team Alvimedica, con l’unico velista italiano Alberto Bolzan.

All’ultima boa del percorso, fra i saluti delle numerose barche spettatori, su quasi tutte le barche si è assistito all’ormai famoso “salto” di uno o più ospiti, fra cui un generoso fan americano da bordo di Team Alvimedica che ad ogni stopover organizza un’asta per raccogliere fondi per un’associazione benefica locale, nello specifico lo Zayed Giving Initiative’s Mobile Heart Clinic Program.

La terza tappa si presenta come una delle più interessanti e difficili di tutto il giro del mondo, soprattutto perché la flotta navigherà in zone non molto conosciute e dovrà attraversare lo Stretto di Malacca, che separa la penisola indonesiana di Sumatra dalla Malesia e che è uno dei tratti di mare più trafficati del mondo, oltre ad essere orograficamente complesso, visto che in alcuni punti misura solo un miglio e mezzo. “E’ una delle parti più complicate di tutta la regata.” Ha confermato Will Oxley, espertissimo navigatore di Team Alvimedica.

”Non è un problema gestire il vento forte o il mare formato, ma la complessità di attraversare un canale così stretto, con un traffico mercantile così alto, può essere un problema. Una nave di cento metri che ti viene incontro a 20 nodi, preoccupa sempre un po’, soprattutto se non puoi controllare la tua velocità e se c’è poco vento. Poi ci sono i temporali, spesso molto violenti la notte, un sacco di barche di pescatori che non hanno luci di navigazione e reti molto lunghe. Ci si può rimanere intrappolati o, peggio ancora, entrare in collisione. E’ un’area molto stressante.” Alla complessità della tappa, dal punto di vista della navigazione e della sicurezza vanno ad aggiungersi una classifica molto corta con tre team in testa a pari punti, e l’aspetto tattico legato alla regata su barche monotipo.

Le previsioni meteo parlano di vento leggero per le prime ore di navigazione, che terrà dunque impegnati gli equipaggi ancora in modalità “inshore”. Il meteorologo della regata Gonzalo Infante descrive così la prima fase della tappa: durante le prime 12 ore, il vento avrà direzione ONO, e sarà variabile fino a che le barche non saranno più vicine allo stretto di Hormuz. Come si è notato anche nella seconda tappa, le alte montagne dell’area, hanno un notevole effetto di ridosso.

I team dovranno quindi portarsi molto sotto costa per poter agganciare i venti termici locali e avvicinarsi agli alisei. Tatticamente i team dovranno scegliere se stare lungo la costa dell’Oman oppure portarsi verso quella dell’Iran e dovranno anche tenere in considerazione il flusso delle correnti.

La flotta dovrebbe impiegare circa tre settimane per raggiungere Sanya, nella regione cinese di Hainan e unica isola tropicale del grande paese asiatico.

L’avanzamento dei sei team può essere seguito con lo strumento del tracker, la cartografica elettronica, aggiornata ogni tre ore al link: http://www.volvooceanrace.com/en/virtualeye.html o tramite le app per smartphone e tablet.

Norman Atlantic: analisi del sinistro marittimo

BRINDISI – Da sempre un sinistro marittimo mette in crisi le certezze di un equipaggio di una nave che dovrà operare in campo per fronteggiarlo. L’incendio a bordo di una nave è il sinistro più grave che un team navigante possa incontrare e di difficile risoluzione; sempre!

Pur considerando le tecnologie e materiali innovativi per la costruzione di navi, i migliori e sofisticati impianti di rivelazione ed estinzione incendio, di fronte a tale sinistro l’uomo rimane di fondamentale importanza per la lotta antincendio riguardo alla prevenzione, manutenzione degli impianti e le procedure operative. Un incendio a bordo di navi è un sinistro che ha la più alta probabilità che si possa verificare, presenta la maggiore difficoltà per l’uomo ed è estremamente il più pericoloso. Ora che la “Norman Atlantic”, ancora “fumante”, è stata attraccata ad una banchina operativa (Costa Morena nord) nel porto di Brindisi, grazie alla società Fratelli Barretta ed alla professionalità degli equipaggi dei suoi rimorchiatori, si possono porre alcune riflessioni.

Se titolare dell’inchiesta penale/civile è la Procura di Bari, non si comprende perché la nave sequestrata sia stata consegnata all’Autorità Portuale di Brindisi? Alchimie giudiziarie e/o comodità operative portuali; di chi? Perché si è scelta l’unica banchina operativa? Forse per permettere lo sbarco dei tir, auto ed altro da rottamare? Perché e per quale motivo l’intera lunghezza della diga di Punta Riso non andava a genio a chi?

I magistrati della procura di Bari hanno firmato un decreto di sequestro con rogatoria internazionale che ha previsto il trasferimento del relitto del traghetto Norman Atlantic al porto di Brindisi; il provvedimento afferma in particolare che il relitto dovrà rimanere a disposizione “per ricostruire l’esatta dinamica dell’incendio e dell’evacuazione non riuscita secondo quanto doveva essere previsto”, verificando il corretto funzionamento dei dispositivi di bordo. Come si vede la motivazione del sequestro non dipende dalla posizione del relitto che poteva essere ormeggiato in qualsiasi punto del porto di Bari, sede dell’inchiesta.

Molti saranno i quesiti di questa particolare e complessa inchiesta, che ancora non è dato sapere il numero dei dispersi. Dal punto di vista nautico vi è stato un malfunzionamento dei sistemi di sicurezza. Scialuppe non ammainate che hanno provocato ritardi nella procedura di abbandono nave. Anche in questo caso, come nella Concordia, si è perso del tempo prima di lanciare S.O.S. e prima di dare l’abbandono nave; alle 04.30 di domenica 28.12.2014  l’incendio si concretizza con fiamme e calore nei garage; allarme dato come dice il comandante non è stato recepito subito dai passeggeri (che comunque non avevano avuto istruzioni prima della partenza); cosa stava avvenendo a bordo in quei momenti? Testimonianze affermano che non hanno udito allarmi e sirene; altri affermano di essere rimasti in cabina fino alle 05.30 prima di essere svegliati dal fumo e dai rumori; forse si aspettava ordini dalla società armatrice; l’unico fatto positivo è che qui il comandante è stato l’ultimo ad abbandonare la nave, mentre altri dell’equipaggio hanno lasciato la nave prima.

Ancora, poiché le fiamme hanno raggiunto, secondo le testimonianze, i ponti superiori in poco tempo, e quindi vanno verificati i focolai d’incendio nei garage, per quale motivo tutti i sistemi antincendio della nave sono andati in avaria? Forse vi è stata prima una qualche avaria in sala macchine che si è tradotta in un incendio poi, passando per gli aeratori in un circolo vizioso? Poi vi sono i dubbi sulla distribuzione del carico a bordo; 128 camion che in parte trasportavano oli, 90 auto, 2 autobus e una moto; ci riferiamo al piano di carico e se tutti i parametri della stabilità siano stati rispettati, visto che si andava ad affrontare condimeteomarine avverse ed eccezionali (vento a raffiche superiore a 50 nodi e mare grosso, forza  otto/nove con onde alte).

Si spera che tutti questi quesiti trovino in fretta delle risposte per liberare tutti i superstiti da traumi severi e liberare anche  il porto di Brindisi dal relitto della Norman Atlantic.

Abele Carruezzo
#NormanAtlantic #ilnautilus

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Volvo Ocean Race: Team Vestas Wind progetta di tornare in regata a Lisbona

ABU DHABI – In una conferenza stampa tenutasi ieri ad Abu Dhabi, il management di Team Vestas Wind ha confermato i piani per la ricostruzione della barca, in vista di un possibile ritorno in regata entro il mese di giugno. La barca del team danese, gravemente danneggiata da un incagliamento sulla barriera corallina di St Brandon durante la seconda tappa della Volvo Ocean Race lo scorso 29 novembre, è stata recuperata dall’atollo e portata a bordo di un cargo della Maersk Line in Malesia, dove è attualmente sottoposta a controlli e verifiche, prima del viaggio verso l’Italia e il cantiere Persico di Bergamo, dove verrà ricostruita.

Lo skipper australiano del team, Chris Nicholson durante l’incontro ha dichiarato di essere fiducioso che le condizioni in cui si trova lo scafo possano permettere la ricostruzione e un ritorno alla regata prima della conclusione del giro del mondo, possibilmente per la tappa di Lisbona. Si tratta, naturalmente di un progetto molto difficile, come ha sottolineato il CEO del Team Vestas Wind Morten Albæek, ma la speranza è quella di poter tornare a competere in questa dodicesima edizione dell’evento, partecipando alle ultime due tappe. “Vestas è una società che è abituata a lavorare sotto pressione, siamo abituati ai ritorni. Per noi questa è diventata una corsa per tornare in regata.” Al fianco dell’azienda danese anche l’altro sponsor del team, Powerhouse. “Powerhouse ed è impegnata più che mai per tornare.” ha confermato Patrick Lammers, in rappresentanza della società.

Nei prossimi giorni un gruppo di esperti valuterà le condizioni della barca in Malesia, per verificare quanta parte possa essere utilizzata per iniziare la ricostruzione di quello che a tutti gli effetti sarà uno scafo nuovo. Successivamente la barca sarà caricata su una nave Maersk Line, uno dei partner della regata, per essere trasporrtata in Italia, presso in cantiere Persico di Bergamo, dove è stata approntata una struttura specifica per la lavorazione. Normalmente la costruzione di un Volvo Ocean 65 nuovo dura oltre otto mesi, ma Team Vestas Wind e la società italiana ai vertici del mercato mondiale della nautica, puntano a impiegare circa la metà del tempo.

Nicholson, dopo settimane di duro lavoro e di emozioni molto intense, ha spiegato che: “Siamo riusciti a disincagliare la barca dal reef in condizioni molto migliori di quanto ci aspettassimo. Ci sono parti importanti della coperta che possono essere riutilizzate, circa il 70/80 percento., come molte altre componenti della struttura. Ricostruiremo la nostra barca, le nostre speranze e i nostri sogni. Fino a ora ci siamo concentrati sulla rimozione della barca e dei detriti dalla barriera, adesso speriamo di poter entrare in una fase successiva, ricostruire la barca e tutte le nostre speranze.”

Norman Atlantic: prelevata scatola nera. Domani pm di nuovo a bordo

BRINDISI – E’ arrivato in banchina, a Costa Morena, nella tarda mattinata di oggi: il relitto del Norman Atlantic è ridotto ad un ammasso di lamiere roventi da cui continua ad uscire fumo. La temperatura del bordo esterno si aggira ancora intorno ai 50 gradi. Il resto del relitto, soprattutto il locale garage, continua a produrre fumo generato da una combustione lenta e senza fiamme vive.

Questo si è presentato agli occhi del pm Ettore Cardinali che è salito a bordo insieme al personale della polizia scientifica, dei carabinieri e della capitaneria di porto. Domani mattina tornerà a bordo: oggi è stato possibile solo prelevare la scatola nera ed alcuni documenti di bordo custoditi in plancia. Tutto materiale utile alle indagini.

La parte più importante, quella dei locali garage e macchine, è ancora irraggiungibile. Per tutta la notte i vigili del fuoco monitoreranno il relitto in attesa che si estingua la combustione. Poi cominceranno le operazioni di messa in sicurezza per le lamiere divelte.

Solo allora il relitto sarà ispezionato in maniera completa: prima si cercheranno altri cadaveri intrappolati nelle auto, poi saranno monitorati i luoghi delle strumentazioni di sicurezza. Ma sarà indispensabile anche raggiungere il locale macchine per capire come mai il comandante, a causa di un incendio presumibilmente scoppiato su un tir, non abbia più avuto il controllo del traghetto.

Un ulteriore difficoltà è rappresentata anche dal modo di salire a bordo: è necessario infatti utilizzare la scala telescopica dei vigili del fuoco perché il traghetto non è ormeggiato direttamente in banchina.

Francesca Cuomo
Foto: Tasco
#ilnautilus #NormanAtlantic

 


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DOMANI IN ACQUA PER IL TROFEO MARCELLO CAMPOBASSO

NAPOLI – La Cerimonia dell’Alzabandiera darà il via domani, 3 gennaio 2015, alle ore 8:30, alla 22ma edizione del Trofeo Marcello Campobasso. Sono iscritti alla regata velica internazionale ad invito voluta dalla Federazione Italiana Vela, che ne affida interamente l’organizzazione al Reale Yacht Club Canottieri Savoia, 170 giovani velisti dai 10 ai 14 anni, provenienti da 10 Paesi.

Il segnale di avviso della prima prova sarà esposto domani alle ore 11:30. Il 4 e il 5, start alle 10:30. Ogni giorno, il Savoia ospiterà i partecipanti a colazione e a cena. Cerimonia di premiazione lunedì 5 gennaio alle ore 17 nei saloni del sodalizio di Santa Lucia.

Sono 34 i velisti stranieri che prenderanno parte al Trofeo Campobasso 2015. Il più lontano arriva dalla Finlandia, ha 12 anni e ha trascorso il Capodanno a Napoli insieme alla famiglia. Come lui, i giovani timonieri provenienti da Israele allenati da Eres, skipper che detiene un piccolo record: è l’unico ad aver partecipato a tutte le edizioni del Trofeo Campobasso, prima da atleta e poi da tecnico. “Sono innamorato di Napoli, la regata è la migliore occasione per tornarci ogni anno”, ha detto al presidente del Savoia Carlo Campobasso. Gli altri Paesi rappresentati sono Danimarca, Slovenia, Ungheria, Romania, Croazia, Grecia e Turchia.

Ai nastri di partenza anche 40 ragazzi napoletani. I più rappresentativi sono Antonio Persico del Savoia, che lo scorso anno centrò un bel sesto posto, e Tommaso Viola del Posillipo, capace di vincere il Trofeo Unicef destinato ai Cadetti. Un altro centinaio di atleti provengono dai circoli di tutta Italia, per un totale di circa 170 velisti.La manifestazione ha ricevuto il Patrocinio di Regione Campania, Comune di Napoli, CONI Napoli e Amova, ed è organizzata insieme all’Associazione Italiana Classe Optimist e in collaborazione con la V Zona della Federazione Italiana Vela del presidente Francesco Lo Schiavo e con Sport Velico Marina Militare.

Assegna il Trofeo Marcello Campobasso al timoniere primo classificato (categoria Juniores); il Trofeo Challenge Unicef al timoniere primo classificato tra i Cadetti (nati nel 2004); la Coppa Branko Stancic al concorrente regolarmente classificato proveniente da più lontano; la Targa Irene Campobasso alla concorrente donna prima classificata del Trofeo Campobasso; la Coppa Kinder al Circolo che avrà ottenuto il miglior punteggio sommando i migliori due piazzamenti nella classifica finale.

Nutrito il pacchetto di sponsor: Banca di Credito Cooperativo di Napoli, Villa Margherita, Metronapoli, CBL Grafiche, Parmalat, Ferrarelle e Unilever. Kinder+Sport metterà a disposizione un’imbarcazione Optimist, che sarà estratta a sorteggio tra gli iscritti alla rassegna velica. 50 Kalò porterà nei saloni del Savoia i suoi pizzaioli, offrendo una cena a tutti gli ospiti, mentre Gay Odin alla vigilia della festa dell’Epifania regalerà ai Cadetti una calza di dolci e cioccolato.

Il trofeo è intitolato a Marcello Campobasso, che è stato per lungo tempo il Presidente della Giuria d’Appello della Federazione Italiana Vela ed è considerato uno dei principali artefici della diffusione della vela tra i giovani a Napoli ed in tutta Italia. Oggi, a presiedere il RYCC Savoia, c’è il figlio Carlo, al timone dall’ottobre 2013.

Canale di Panama: inizia la fase finale dell’allargamento

PANAMA – Entro la metà del 2015 sarà ultimato il progetto di espansione del Canale di Panama. Le prime chiuse elettromeccaniche di acciaio da posizionare sul lato dell’Atlantico sono state ancorate e sistemate; serviranno, con la loro manovra, per consentire la navigazione interna delle navi in attraversamento del canale.

L’annuncio è stato dato dalla Panama Canal Authority (ACP) che nell’augurare buon anno ha dichiarato che l’83% del progetto di espansione del Canale è stato completato: già a novembre erano state poste 12 chiuse delle 16 e otto porte sistemate sul lato del Pacifico. Le strutture in acciaio massiccio pesano in media 3.400 tonnellate, mentre le porte delle chiuse hanno dimensioni variabili a seconda della loro ubicazione nel canale (se lato Pacifico o lato Atlantico); le porte sono alte in media 33 metri, l’equivalente di un edificio di 11 piani.

La maggior parte dei lavori ha interessato il letto del canale per la formazione del nuovo livello-acqua adeguandolo al Gatum Lake; attualmente dall’accesso del canale sul versante del Pacifico sono stati completati 6,7 chilometri e la sezione più stretta del canale, Culebra Cut,  è libera da ostacoli.

Si aspetta la fine lavori della quarta ed ultima fase prevista a metà anno 2015. Intanto, proprio in questi giorni, la Giunta per la Risoluzione dei Conflitti panamense (JRC), in secondo grado, ha stabilito il riconoscimento di costi aggiuntivi al Consorzio Grupo Unidos por el Canal per lo svolgimento dei lavori per la realizzazione della terza serie di chiuse per circa 233 milioni di dollari sui circa 463 milioni di dollari richiesti.

L’organo dell’arbitrato ha stabilito anche una proroga della durata del contratto di 176 giorni sui 256 dati dal consorzio di cui fa parte anche la ditta italiana Salini Impregilo. A questa sentenza forse seguirà un ricorso davanti ad un tribunale da parte dell’Autorità del canale, ma non è certo.

Abele Carruezzo

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IL NAUTILUS Anno 9 N°4

ROMA - Si apre con uno speciale tutto dedicato all’ultima assemblea di Confitarma l’ultimo numero della rivista Il Nautilus. Proprio mentre alcune Authority hanno cominciato ad approvare i propri bilanci, come Livorno ad esempio, abbiamo affrontato anche il problema relativo alla gestione dei porti che subiscono influenze politiche spesso negative. Un focus sullo scenario che si va delineando con l’accordo per il Canale del Nicaragua lo fornisce Stefano Carbonara nel suo articolo in cui analizza la questione di natura geopolitica oltre che marittima. Come già avvenuto in precedenza con il percorso sullo Stretto sul fronte calabrese, Francesco Ventura illustra quello che invece si affaccia sui porti siciliani. Approfondimenti sul Piano operativo triennale dello scalo di Gioia Tauro e sull’accordo con Usmaf per il porto di Ravenna, passando per gli investimenti in programma a Trieste e per i risultati dell’Italian Cruise Day. La consueta panoramica sulla Barcolana e sulle polizze assicurative previste da Bimco per il trasporto marittimo, completano gli argomenti di questo numero.
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