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La nebbia si impossessa del campo di regata del Land Rover Extreme Sailing Series™ Act 3 Qingdao

QINGDAO – Giornata invernale per il primo giorno di regate dell’Act3 delle Extreme Sailing Series di Qingdao (China). La giornata si apre con il sole e la presentazione dei team alla stampa e alle autorità, una conferenza gremita e un attenzione per l’evento da parte dei media nazionali al di sopra di ogni aspettativa.

Alle 13,40 i team prendono il mare, seguiti da un folto numero di barche ospiti, curiosi ed appassionati di questo sport, del resto Qingdao è la città della vela, in una nazione per numero di abitanti ed iscritti alla federazione nazionale vela che non ha eguali. Purtroppo nell’arco di qualche minuto, quando le barche iniziano a “scaldare le vele”, arriva in pochi istanti una fitta nebbia che obbliga il Comitato di Regata a far rientrare, in stand by le imbarcazioni a terra.

I team scendono dai lo extreme40 dubbiosi che si possa tornare in mare, il primo giorno di regata sembra compromesso. Si attende per quasi due ore che la situazione migliori, il tempo passa e si avvicina il “time limit”. Alle 16 arriva il perentorio “no race today”, tutto rimandato a domani, un occasione persa per poter veleggiare in questo specchio d’acqua che malgrado le condizioni così “strane” sembra un buon campo di regata, nel warm up di ieri si sono viste delle belle prestazioni.
“Purtroppo non siamo riusciti a regatare – sono le parole di Lorenzo Bressani, Skipper e timoniere del Lino Sonego Team Italia –  una condizione che da noi non ho mai visto in questa stagione, siamo usciti con sette nodi d’aria e in pochi minuti è calata una nebbia fitta, non si riuscivamo a vedere le altre barche e le boe, per cui il Comitato di Regata giustamente ci ha fatto tornare a terra. Una situazione che già l’altro ha creato qualche problema, staremo a vedere domani, noi siamo sempre pronti e carichi.”
La sfida del Lino Sonego Team Italia è supportata dallo Yacht Club Porto Piccolo, circolo velico dell’omonimo Portopiccolo di Sistiana, esclusivo borgo residenziale turistico e  marina, localizzato a Sistiana, sulla suggestiva costa dell’alto Adriatico, a pochi chilometri da Trieste.
Team Manager: Giorgio Martin (ITA)
Skipper/Timoniere: Lorenzo Bressani (ITA)
Tattico: Enrico Zennaro (ITA)
Headsail trimmer: Stefano Rizzi  (ITA)
Mainsail trimmer: Andrea Tesei (ITA)
Prodiere: Tom Buggy (GBR)

Volvo Ocean Race: per Team Vestas Wind il 70% nel 50%

NEWPORT – Gran parte dell’equipaggio di Team Vestas Wind è operativo presso il cantiere Persico Marine di Nembro, Bergamo dove il processo di ricostruzione avanza velocemente, secondo una tabella di marcia strettissima, per fare in modo che la barca possa tornare in regata a Lisbona e prendere parte alle ultime tappe della Volvo Ocean Race.
Ferve l’attività nella struttura temporanea approntata presso Persico Marine di Bergamo con decine di persone che lavorano alle diverse parti della rinata Vestas Wind. Con gran parte del team sul posto, il programma ha subito se possibile una nuova accelerazione. A meno di un mese dalla tappa di Lisbona, la tabella di marcia è più serrata che mai, un’altra corsa contro il tempo per riportare in regata lo scafo blu, quasi completamente distrutto dopo l’incagliamento su una barriera corallina dell’oceano Indiano durante la seconda tappa.

“Siamo riusciti a costruire il 70% della barca nella metà del tempo che sarebbe stato normalmente necessario.” Spiega lo shore manager australiano Neil Cox. “Lo scafo è completamente nuovo, il 60% delle strutture interne è stato sostituito mentre siamo riusciti a riutilizzare il 70% della coperta originale. La coperta è l’unica parte che non è stata prodotta qui ma nel cantiere francese Multipast.”

In realtà la barca è stata completamente de-costruita prima che potesse iniziare il processo di ricostruzione, grazie al lavoro di un team di 18/24 professionisti provenienti da ogni parte del mondo, che hanno lavorato su turni. “E’ incredibile quanto si scopre su una barca in questo modo. È un prodotto davvero solido e affidabile.” Dice Cox che spiega anche che probabilmente la parte più dura è stata aderire alle rigidissime regole di monotipia della classe Volvo Ocean 65.

Come conferma il project manager di Persico Marine Matteo Bisio, spiegando che il concetto di one-design è stato centrale in tutto il processo e che il lavoro è stato condotto fianco a fianco con lo stazzatore della classe James Dadd, con ogni singolo pezzo misurato, pesato e verificato. Bisio sottolinea anche che per la società bergamasca questa è stata una “enorme sfida” da accettare. “Fin dall’inizio, sapevamo di potercela fare, in caso contrario non avremmo accettato. Ora siamo molto orgogliosi di aver contribuito a riportare Vestas in regata.”

Ora, effettuata la giunzione di scafo e coperta e il lavoro di verniciatura ormai quasi pronto, l’attenzione passa all’attrezzatura: l’elettronica, il motore, l’idraulica, l’attrezzatura di coperta, tutto sia nuovo che recuperato deve essere rimontato su Vestas Wind con l’aiuto delle maestranze del cantiere, degli esperti delle società fornitrici e dell’equipaggio.

Lo skipper Chris Nicholson conferma che quello che è stato fatto finora è un’impresa monumentale. “Tutti hanno fatto un lavoro eccezionale e hanno mostrato una dedizione totale al progetto. Devo anche ringraziare Persico, non credo che molti altri cantieri avrebbero accettato una sfida come questa.”

Lo scopo del team ora è di essere pronti a lasciare l’Italia in tempo per raggiungere l’obiettivo numero uno, ossia essere sulla linea di partenza della ottava tappa, in programma per il prossimo 7 giugno da Lisbona.

Chris Nicholson è conscio del fatto che per il suo gruppo questa si è trasformata in una gara completamente diversa. “E’ vero, lo spirito è totalmente diverso, ma è qualcosa che è nel DNA della Volvo Ocean Race. Le avversità sono parte dell’evento e della vela oceanica e ci si deve abituare ad affrontarle.” Spiega Nicholson confermando che il piano è di annunciare l’identità del nuovo navigatore del team durante la tappa di Newport.

Il viaggio da Bergamo a Lisbona potrebbe durare circa una settimana e il team sta attualmente valutando un possibile trasporto via nave verso la Spagna. “Il nuovo albero e il bulbo saranno già in Portogallo, quindi avremo 3 o 4 giorni a terra per montare tutte le componenti mancanti, fare i test necessari e possibilmente essere pronti per navigare di nuovo qualche giorno prima della in-port race di Lisbona.” Ha concluso Neil Cox.

Porto di Trieste: approvato il rendiconto generale 2014

TRIESTE – Si è svolto stamattina presso la Torre del Lloyd il Comitato Portuale. Il punto fondamentale all’ordine del giorno è stato l’approvazione all’unanimità del Rendiconto Generale 2014, che presenta un avanzo di amministrazione pari a € 6.547.261.

Tale avanzo  sarà utilizzato per valorizzare al meglio i punti di forza del sistema portuale attraverso un piano di riconversione e potenziamento strutturale del Porto di Trieste, da realizzarsi in forma strettamente coordinata tra pubblico e privato,  anticipando gli investimenti già pianificati nei programmi delle opere dell’Autorità Portuale, con possibili acquisizioni di ulteriori fondi ottenibili nell’ambito dei programmi previsti a livello comunitario per i progetti di rafforzamento delle reti e degli hub logistici e portuali.

Tra le varie comunicazioni, il Commissario Zeno D’Agostino ha fatto un approfondimento sulla fiera Transport Logistic che si svolgerà la prossima settimana a Monaco di Baviera. L’Autorità Portuale sarà presente sia  all’interno dello stand della Regione FVG con un ricco programma di appuntamenti istituzionali e di business con gli operatori, sia all’interno dello stand NAPA (North Adriatic Ports Association) dove verranno presentati gli ultimi progetti di studio finanziati dall’UE e portati avanti con gli altri porti dell’Alto Adriatico.

Canale di Suez più sicuro

ISMAILIA – L’occasione è stata la visita del ministro degli Stati Emirati Arabi Uniti il Sultano Al Jaber a Ismailia per comunicare la imminente apertura del nuovo Canale di Suez. L’annuncio è stato dato dal presidente della Suez Canal Authority, Mohab Mamish, il quale durante l’incontro ha detto che nei prossimi mesi di maggio/giugno verranno installate 110 boe dell’ultima generazione tecnologica.

Inoltre, al fine di aumentare il grado della sicurezza della navigazione per le navi in transito, verranno installate delle stazioni di guidance e di controllo di parametri navigazionali. Una master station sarà ubicata proprio lungo la costa di Ismailia dalla quale servirà in tempo reale tutte le altre station slave. In questa maniera i dati del vessel control saranno disponibili alla Coast Guard egiziana ed alla Suez Canal Authority, non solo ai fini di una navigazione più sicura, ma anche per prevenire eventuali attacchi terroristici alle navi di passaggio.

Per la prima volta, l’Egitto durante l’incontro con i rappresentanti di numerose  imprese straniere, ha confermato che i lavori stanno rispettando il crono-programma. Per far comprendere lo stato dei lavori sono stati portati  in visita lungo il canale su due traghetti e per un tratto di circa 18 miglia fino al tratto di unione con l’old line canal line, all’altezza di Ismailia. Per questo nuovo progetto, 131 milioni di metri cubi di terra sono già stati dragati e 37 draghe sono al lavoro in questi mesi per completare l’opera, con una rata giornaliera di terra rimossa vicina al milione mezzo di metri cubi.

Sono 62 le aziende italiane che hanno già espresso la propria disponibilità a investire nel progetto del Corridoio del Canale di Suez. Per il presidente Mamish l’obiettivo del raddoppio parziale, i cui lavori sono iniziati nell’agosto scorso, è quello di ridurre da 18  a 11 ore i tempi di transito e riducendo a 3 ore i tempi di attesa creati dai punti a transito alternato per alcuni tipi di cargo ship.

L’opera è inserita in un più vasto “Progetto di sviluppo dell’area del Canale di Suez” da 8,2 miliardi di dollari che prevede la creazione di hub logistici e manifatturieri nelle zone di Port Said, Ismailia e Suez in una vasta gamma di settori che vanno dall’high-tech, all’assemblaggio di auto, dalle raffinerie all’acquacoltura. La cerimonia di inaugurazione del nuovo Canale avverrà comunque ad agosto perché secondo i vertici i lavori di dragaggio e il resto delle opere dovrebbero essere completate entro luglio.

Abele Carruezzo

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Corridoi doganali: intervento di Laghezza

ROMA – Riportiamo di seguito una nota del presidente dell’Associazione degli Spedizionieri della Spezia Alessandro Laghezza sulle  critiche rivolte dal vice presidente di Assologistica Sebastiano Grasso  e AD di SOGEMAR  all’Associazione degli Spedizionieri della Spezia e del Levante della Liguria e ad  imprenditori di alcuni settori della filiera logistica  sostenendo tesi peraltro non corrispondenti al vero su tema dei corridoi doganali.
“Riscontriamo con stupore l’’intervento del vicepresidente nazionale di ASSOLOGISTICA nonché AD di Sogemar, società attiva nel settore delle spedizioni intermodali e delle operazioni doganali, in merito al tema dei cosiddetti “fast corridors”. Avremmo preferito non dover ribadire i medesimi concetti espressi a più riprese sulla stampa locale e nazionale, specializzata e non, circa la nostra contrarietà ai corridoi doganali “su strada” modello IKEA.

Tutta Italia, probabilmente eccetto il Dottor Grasso, ha letto i nostri interventi, nei quali si esprimevano forti perplessità circa la possibilità di abolire i documenti di transito previsti dal codice doganale comunitario sia circa l’utilizzo, come sistema di monitoraggio, di quello offerto dalla piattaforma UIRnet. Per quanto riguarda i corridoi doganali via treno, non abbiamo ad oggi effettuato alcun commento, in quanto l’Agenzia delle Dogane non ha ancora emanato alcuna disposizione in merito, nonostante gli evidenti solleciti del Dottor Grasso E’evidente però che, mutatis mutandis, le perplessità espresse sui fast corridors via strada riguardano anche quelli eventuali via treno o fiume, in particolare per quanto attiene la non aderenza di tali procedure a quanto disposto dalla legislazione europea e nazionale ed i rischi di alterazioni di quel libero mercato a cui lo stesso Grasso fa riferimento.

Giova inoltre ricordare che i famigerati porti del nord europa non conoscono il concetto di corridoio ma mettono a frutto procedure come lo sportello unico doganale che in Italia stentano a decollare. Ci auguriamo quindi un ripensamento complessivo della strategia dei fast corridors, indipendentemente dal mezzo utilizzato, privilegiando le buone pratiche e l’interoperabilità di piattaforme e procedure piuttosto che forzare la normativa senza alcun reale beneficio per la merce.

Quanto alle considerazioni circa la miopia imprenditoriale delle nostre Aziende, vorrei ricordare che le stesse sono parte integrante e innovativa di quel “modello spezia” che è frutto della collaborazione con il Gruppo Contship (del quale anche Sogemar fa parte) e che dimostra come ragionare in ottica di sistema e rispetto dei ruoli sia la chiave fondamentale del successo”.

Una settimana al via del Campionato Italiano Minialtura 2015

CHIOGGIA – Sarà una grande festa della vela quella che si svolgerà a Chioggia dal 8 al 10 maggio, quando in calendario troverà spazio il Campionato Italiano Minialtura 2015, l’evento organizzato dal Circolo Velico Il Portodimare e che vedrà la partecipazione di 42 imbarcazioni prevenienti da tutta Italia.

Sono numeri importanti quelli raggiunti dalla kermesse che radunerà a Chioggia alcuni tra i migliori velisti in circolazione e che andranno a bissare il successo in fattore di partecipazioni ottenuto già lo scorso anno. Molti i favoriti della vigilia a fronte di un livello tecnico decisamente molto alto che renderà la manifestazione combattutissima e determinanti saranno le condizioni meteo-marine che si andranno ad affrontare.
“Ormai possiamo dire che ci siamo – commenta un entusiasta Gianfranco Frizzarin, presidente del Circolo Velico Il Portodimare -, è da mesi che ci stiamo preparando a questo evento, forti anche dell’esperienza maturata la scorso anno. Già da giovedì presso Darsena le Saline inizieranno le operazioni di stazza delle imbarcazioni iscritte alla regata ed il perfezionamento delle iscrizioni, per arrivare poi a venerdì quando ci sarà l’apertura ufficiale della manifestazione con l’alzabandiera ed il breafing, prima di scendere in acqua per le regate.”
Per tutti coloro che non avessero ancora provveduto ad inoltrare la propria iscrizione al Campionato Italiano Minialtura il Comitato Organizzatore ricorda che, come riportato sul bando di regata, il termine ultimo scadrà alle ore 18.00 di mercoledì 6 maggio.
Il Campionato Italiano Minialtura – manifestazione valida per l’assegnazione del Trofeo Armatore dell’anno – è organizzato dal Circolo Velico Il Portodimare con il patrocinio e il contributo del Comune di Chioggia. Partner del Campionato Italiano Minialtura sono Banca di Credito Cooperativo di Piove di Sacco, Montura, Darsena le Saline, Wd-40, Nanoprom, Pavan Group, Alilaguna, Prodigi della Terra, Gruppo Aura e Project GeoSinertec. Media partner della manifestazione è il portale online Velaveneta.it, sito di riferimento per tutto il movimento velico per Alto-Adriatico.

LA NUOVA AZZURRA PRONTA AL DEBUTTO A PALMAVELA

PALMA DI MAIORCA – La nuova Azzurra 2015, la terza nella serie TP52, debutterà in regata domani, in occasione di PalmaVela, test event per i migliori team della più competitiva e tecnologicamente avanzata tra le classi veliche monoscafo.

Dopo il “first sail”a Valencia, in marzo, la nuova Azzurra farà il suo debutto agonistico domani a PalmaVela, da sempre considerato un evento di prova per la classe, in vista della 52 Super Series che inizierà il 19 maggio a Valencia. Con una flotta di ben nove barche appena uscite dal cantiere, la classe TP52 si presenta nel 2015 più viva che mai, attraendo nuovi team formati dai migliori velisti professionisti.

PalmaVela è una classica d’inizio stagione, al via si presenta una flotta internazionale di 130 yacht suddivisi in 12 differenti classi, dalle vele d’epoca ai maxi, dalle barche a compenso IRC e ORC ai TP52. Domani alle ore 12 verrà dato il segnale preparatorio sui differenti campi di regata, sono previste condizioni di vento leggero.

Dichiarazioni del giorno
Guillermo Parada, skipper: “Abbiamo provato la barca a Valencia e qui a Palma negli ultimi due giorni, incontrando condizioni molto diverse tra i 6 e i 28 nodi. La barca ha mostrato continui miglioramenti e questo è importante, abbiamo ottime sensazioni, domani vedremo in regata se queste si traducono in realtà. Un buon risultato è sempre importante, ma il nostro obiettivo qui rimane la miglior messa a punto possibile in vista della 52 Super Series. Abbiamo già fatto dei test con Quantum, i campioni in carica, ma per la fine della settimana sapremo con maggior precisione a che punto siamo rispetto a loro”.

Vasco Vascotto, tattico: “Le prime prove in mare di Azzurra ci hanno offerto delle ottime sensazioni, da domani ci confronteremo in regata con avversari anch’essi su barche di ultima generazione e tutto lascia pensare che le nostre buone sensazioni possano continuare”.

Volvo Ocean Race: incertezze atlantiche

NEWPORT – Quattro barche in poco più di tre miglia quando mancano ancora oltre 2.500 miglia al traguardo di Newport. La situazione non potrebbe essere più aperta nella sesta tappa della Volvo Ocean Race. I leader della classifica generale Abu Dhabi Ocean Racing questa mattina avevano preso la leadership ma di nuovo la situazione si è capovolta al rilevamento successivo che dà Dongfeng Race Team in vantaggio per un inezia sull’equipaggio guidato da Ian Walker, su Team Brunel e MAPFRE. E la strategia da adottare nelle prossime ore tutto tranne che facile.

La flotta della Volvo Ocean Race è entrata nella seconda e decisiva parte della sesta tappa. Ieri le sei barche hanno tagliato per la quarta e ultima volta la linea dell’Equatore, ma non ci sono stati troppi festeggiamenti a bordo perché l’attenzione di tutti i 57 velisti, e soprattutto dei sei navigatori, è puntata sulle scelte strategiche importantissime che li attendono nelle prossime ore. Il gruppo è ancora super compatto, con i primi quattro team racchiusi in sole 3,3 miglia, malgrado una discreta separazione laterale di una quarantina di miglia. La testa della flotta è nelle mani di Dongfeng Race team, che l’ha strappata ai leader della classifica generale Abu Dhabi Ocean Racing. I due, con la minaccia degli altri due inseguitori Team Brunel e MAPFRE, stanno giocando al gioco del gatto con il topo.

Un gioco che sembra piacere allo skipper britannico Ian Walker, come racconta l’Onboard Reporter di Azzam, Matt Knighton. “A Ian piace questa situazione. Non ci sono fughe a nord o a sud, tutti stanno vicini. Con le centinaia di miglia che ancora si devono percorrere, sta dando prova di pazienza. È un gioco di velocità e di angolo al vento, ancora una volta, e gli piace. Si tratta di controllare le altre tre barche di testa e di non rompere nulla. Fortunatamente le nostre vele stanno reggendo bene.” In effetti mentre altri equipaggi devono far fronte a vele danneggiate, come nel caso di Team SCA, o che hanno perso molto della loro forma originale, a bordo di Abu Dhabi Ocean Racing la regola è sempre stata quella di risparmiare e di essere conservativi con il materiale, fattore di cui Ian Walker è molto orgoglioso. Una strategia che potrebbe rivelarsi vincente non solo in questa fase ma anche nelle ultime frazioni del giro del mondo.

La tappa e la regata, comunque, sono ancora molto aperte e tutto tranne che decise, con le sei barche che lottano a stretto contatto e con velocità alte e molto prossime, sopratutto in vista delle scelte tattiche da prendere nei prossimi giorni, incluso il momento cruciale della strambata per portarsi con la prua verso gli Stati Uniti una volta passate le Virgin Islands.

Al rilevamento delle posizioni delle ore 12.40 UTC i franco/cinesi di Dongfeng Race Team guidavano con un esile vantaggio di 1.1 miglio su Abu Dhabi Ocean Racing, di 1,9 su Team Brunel e di 3,3 miglia su MAPFRE. Proprio dalla barca rossa degli iberici Francisco Vignale ha scritto: “6 barche bordo a bordo, e le posizioni cambiano tutto il tempo. Abu Dhabi è riuscito a recuperare e a risalire dalla cosa della flotta. Fra un rilevamento e l’altro è riuscito a riprendere 12 miglia ed è tornato fra i top 3. E’ sicuramente uno dei team più pericolosi.” L’Onboard reporter ha anche raccontato che: “La notte passata è anche scesa un po’ la temperatura e sono ricomparse le cerate in coperta. Abbiamo anche fatto diversi cambi di vela, passando dal Code 0 in testa al frazionato e dal frazionato al J1 (fiocco). La velocità è buona, intorno ai 20 nodi, il che ci fa sentire finalmente in avvicinamento a Newport.”

Alle spalle degli spagnoli Team Alvimedica, distanziato di poco meno di 25 miglia e le veliste di Team SCA, che hanno perso un po’ di terreno nello spostamento da est ad ovest e si sono trovate sottovento e a centro gruppo e ora inseguono in sesta posizione a una trentina di miglia. “Will (Oxley, il navigatore) e Charlie (Enright, lo skipper) stanno passando un sacco di tempo per cercare di decifrare come sarà la situazione in Atlantico fra qualche giorno perché sarà fondamentale per capire che strada prendere fra le isole. Non è importante stare a est o a ovest nelle prossime 1.000 miglia, gli alisei sono alisei, ma è cruciale per la parte finale verso gli USA, una decisione importante da prendere adesso, molto in anticipo.” Scrive oggi Amory Ross da bordo di Team Alvimedica.

Un rompicapo strategico confermato anche dal meteorologo della regata Gonzalo Infante. “Tutti gli skipper e i navigatori devono decidere da che parte del “campo di regata” stare, est o ovest oppure al centro. E’ un po’ come arrivare a un incrocio con molte possibili strade da prendere. Quando optano per una rotta, potrebbero non incrociare più quella degli altri fino a Newport. Ma attenzione, potrebbe anche succedere che tutti prendano la stessa strada.”

Con quasi la metà dei punti i palio ancora da decidere e più di 2.500 miglia al traguardo di Newport, dove secondo le ultime proiezioni le barche potrebbero giungere il prossimo 7 maggio, continuano sia la lotta che le incertezze Atlantiche.

Authority di Trieste: il presidente D’Agostino alla guida di Trieste Terminal Passeggeri

TRIESTE – Zeno D’Agostino, Commissario dell’Autorità Portuale di Trieste è stato nominato Presidente della Trieste Terminal Passeggeri, durante l’assemblea dei Soci svoltasi questa mattina presso la Stazione Marittima.

Dopo l’approvazione del bilancio d’esercizio 2014, si è proceduto al rinnovo delle nomine dei Consiglieri e del Presidente. Per quanto riguarda la nomina dei Consiglieri, l’Autorità Portuale  - che detiene il 40% delle quote della società – ha indicato il nome di Edi Kraus, Assessore alle Attività Produttive del Comune di Trieste.

TAMI società  privata che possiede il rimanente 60%, e a cui spetta la nomina dell’AD, ha confermato sia l’incarico a Franco Napp quale Amministratore Delegato sia ai Consiglieri Aldo Rigo e Beniamino Maltese. La durata degli incarichi sarà circoscritta ad un esercizio.
D’Agostino che ha deciso di rinunciare al compenso di 25.000,00 euro previsto per l’incarico di Presidente, ha affermato “L’Autorità Portuale vuole essere pienamente partecipe allo sviluppo degli indirizzi strategici e operativi della TTP che svolge servizi di interesse generale per la gestione dell’attività terminalistica passeggeri.

In questo momento delicato per la società, vogliamo dare un segnale forte, perché è forte il potenziale del settore crocieristico per Trieste, se gestito adeguatamente. Inoltre avere la presenza di un rappresentante del Comune come Edi Kraus, sarà fondamentale visto il diretto impatto economico di questo business sulla città e il territorio circostante”.

Propeller Club Port of Venice: “Laguna è” con VENICE TO EXPO 2015

VENEZIA – “Laguna è”, progetto parte di VENICE TO EXPO 2015, è stato il tema del meeting dell’International Propeller Club Port of Venice  presso l’hotel Bologna  Best Western di Mestre (Venezia) che in anteprima nazionale ha presentato l’innovativo percorso per un’oculata rivisitazione della laguna di Venezia da Chioggia a Caorle con la costituzione di una rete di imprese (n,d,r, hanno già aderito oltre un’ottantina di aziende) aderenti ad una Carta Etica di Turismo responsabile che “in 10 punti codifica lo sviluppo del turismo con criteri di sostenibilità ecologica, territoriale e di progresso economico e sociale – ha affermato la dr. Chiara Pesce creatrice del progetto-  e che vede  anche lo sviluppo del turismo nautico come uno dei fattori  trainanti per la valorizzazione intelligente della laguna veneta”.

“Questo progetto-ha affermato Massimo Bernardo presidente del Port of Venice aprendo il lavori- non solo rappresenta un vero e proprio atto d’amore per Venezia e la sua laguna ma soprattutto un prezioso stimolo per valorizzare le molteplice attività economiche, sociali e culturali intimamente connesse allo sviluppo del turismo internazionale che nel Veneto registra oltre 50 milioni di presenze l’anno di cui circa 30 nella sola Venezia”.

Dunque un nuovo modo di programmare lo sviluppo turistico dell’area vasta lagunare nella quale tutte le aziende in rete partecipano in modo congiunto, con le loro specifiche competenze, all’assunzione di decisioni e all’integrazione dei propri sforzi al fine di progettare, realizzare e produrre beni e servizi, scambiare informazioni e altre risorse per adattarsi ad una fruizione turistica responsabile del territorio e dei suoi abitanti. Una vasta rete che interessa infrastrutture nautiche, strutture ricettive, ristorazione,, associazioni e tutto quel mondo imprenditoriale che è considerato un fattore di crescita indispensabile allo sviluppo dell’area.

Tutte le aziende che hanno aderito al progetto sono dislocate lungo un itinerario ideale  da Chioggia a Caorle che è stato realizzato considerando la batimetrica in modo da permettere a natanti di piccola e media dimensioni di percorrerlo senza alcun problema.   “Laguna è” – assicurano i redattori del progetto – trascenderà i meri confini lagunari per abbracciare altre realtà viciniori, come potrebbe essere la laguna di Grado e Marano nella contermine regione Friuli Venezia Giulia per raggiungere i grandi mercati turistici dell’est e centro europei interessati a vivere le proprie vacanze o momenti di studio nella più vasta area umida d’Europa.

IL NAUTILUS Anno 12 N°3

BRINDISI - In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato alle crociere, a livello nazionale ed internazionale, con i nuovi dati di Risposte Turismo: dalla classifica dei porti italiani in base al numero di croceristi alle previsioni per il 2018 con i programmi dei porti già fissati con le grandi compagnie. Poi un focus di Stefano Carbonara sul cyber crimine applicato al mondo dello shopping con lo contromosse necessarie. Da Assologistica arrivano anche le indicazioni per il mondo dei porti e non solo, con tendenze e lacune da colmare. Ad Ancona, Napoli, Trieste, Venezia, Brindisi e Livorno sono dedicati tanti servizi sulle ultime notizie che giungono da questi scali dopo la riforma dei porti..
poseidone danese

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