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Volvo Ocean Race: squadra che vince non si cambia, turnover per gli altri team

ALICANTE – Molti degli altri team, però, hanno fatto cambi rilevanti nella composizione delle squadre in vista della Leg 4 che lascerà Melbourne alla volta di Hong Kong. A parte alcune rotazioni già previste, alcuni velisti non saranno a bordo per questioni personali o a causa di infortuni. In totale saranno 19 gli atleti che effettueranno un turnover con 18 che non saranno della partita per la prossima frazione. Da notare che Sun Hung Kai/Scallywag avrà un velista in più. per una dozzina si tratta del debutto in questa edizione della Volvo Ocean Race, tanto che molti hanno dovuto svolgere i corsi di sopravvivenza in mare a Melbourne.

I due team che occupano le posizioni di rincalzo alle spalle di TMAPFRE, Dongfeng Race Team e Vestas 11th Hour Racing, per esempio effettueranno cambiamenti importanti. Come nel caso dello skipper statunitense di Vestas 11th Hour Racing Charlie Enright che dovrà rinunciare alla quarta tappa per questioni familiari. Enright prevede di poter rientrare nel gruppo a Hong Kong e nel frattempo sarà il compagno Mark Towill prendere il ruolo di skipper per la tappa. “La solidità e la solidarietà del nostro team mi permette di prendere del tempo per dedicarmi alla mia famiglia, Credo sia una dimostrazione di quello che Mark e io siamo riusciti a costruire” ha detto l’americano dal suo Rhode Island. “So che con la leadership di Mark e del navigatore Simon Fisher, il team è in buone mani e desidero rientrare a far parte del gruppo a Hong Kong.” Phil Harmer e Hannah Diamond torneranno a bordo di Vestas 11th Hour Racing per la Leg 4, mentre Jena Hansen scenderà.

Dongfeng Race Team rimpiazzerà il navigatore Pascal Bidégorry, che si è infortunato con un campione della Volvo Ocean Racee skipper di Coppa America, il fortissimo Franck Cammas. Anche Daryl Wislang ritorna a bordo mentre Justine Mettraux farà la sua prima tappa e il cinese Chen (Horace) Jinhau rientra nel team.
A bordo di Team Brunel, quattro dei nove velisti saranno sostituiti. Rome Kirby (USA) e Sam Newton (AUS) salgono a bordo insieme alla veterana e campionessa di match race Sally Barkow (USA) che prende il posto di Annie Lush, vittima di un incidente, e sale anche il danese Jens Dolmer, che ha navigato spesso col lo skipper Bouwe Bekking. Questi quattro sostituiranno  Louis Balcaen, Annie Lush, l’italiano Alberto Bolzan e Peter Burling.

Su Sun Hung Kai/Scallywag sale la navigatrice britannica Libby Greenhalgh, già componente di Team SCA nella scorsa edizione in sostituzione del portoghese Antonio Fontes che si è infortunato a un polso, è l’espertissimo australiano Grant Wharington si unirà al gruppo per la prima volta, insieme alla matricola Trystan Seal. Per la prima volta Scallywag correrà con nove atleti.

Lo skipper di Team AkzoNobel che ha passato un brevissimo periodo a terra, avendo finito la tappa precedente solo il 27 dicembre, si è detto fiducioso che il gruppo sia pronto a tornare in mare. A bordo ritornano Peter van Niekerk e Luke Molloy, in cambio di Alex Pella e Justin Ferris. Emily Nagel si prenderà una tappa di sosta, rimpiazzata da Cécile Laguette.

A bordo di Turn the Tide on Plastic la skipper Dee Caffari ha chiamato l’espertissimo navigatore Brian Thompson dato che il francese Nico Lunven si prenderà una meritata pausa. L’irlandese Annalise Murphy sostituisce Bianca Cook e Bernardo Freitas Lucas Chapman. La triestina Francesca Clapcich è confermata fra i dieci a bordo.
La Leg 4 partirà da Melbournealle 14 ora locale del 2 gennaio, le 04.00 ora italiana e la partenza sarà come di consueto trasmessa in streaming su tutte le piattaforme digitali.

MARINA MILITARE: UN INTENSO 2017

ROMA – Volge al termine il 2017, un anno intenso che ha visto il personale e i mezzi della Marina Militare operare senza soluzione di continuità dal Mar Artico all’Antartide, in Mar Mediterraneo come negli oceani, a tutela degli interessi nazionali e per rappresentare al meglio il made in Italy nel mondo.

Il 2017 ha visto la Fregata Europea Multi Missione Carabiniere navigare fino al sud est asiatico e all’Australia, al fine di assicurare presenza e sorveglianza marittima, rafforzare le attività di cooperazione già in corso con gli alleati trans-regionali e avviare nuove relazioni con potenziali partner.

Da un emisfero all’altro, dopo quasi 90 anni, la Marina Militare è tornata in Artide con la “Campagna High North 17” coordinata dall’Istituto Idrografico a bordo di Nave Alliance, per una missione di ricerca scientifica in mare, ponendosi quale elemento di riferimento e traino per lo studio dei fenomeni nelle aree polari, in sinergia con le migliori risorse scientifiche nazionali.

Attività di ricerca è stata svolta anche dall’Unità Tecnica Antartide dell’ENEA (UTA) che ha affidato ai Palombari del COMSUBIN il coordinamento delle operazioni subacquee svolte dalla spedizione italiana, inclusa la gestione della camera iperbarica presente nella base italiana “Mario Zucchelli”. Si tratta degli stessi palombari che, nel corso dell’anno, hanno somministrato trattamenti di ossigenoterapia iperbarica, in collaborazione con le ASL locali, a pazienti spesso in pericolo di vita, e che hanno bonificato circa 22000 ordigni esplosivi residuati bellici rinvenuti nelle acque dei mari, dei fiumi e dei laghi italiani. Di ordigni residuati bellici si sono occupate anche le Unità di contromisure mine. In particolare durante le attività addestrative condotte nel Golfo di Cagliari sono state ritrovate e neutralizzate numerose mine e proiettili di artiglieria risalenti alla Seconda Guerra Mondiale.

Le Navi scuola della Marina Militare hanno svolto le campagne d’istruzione estive a favore del personale in formazione. In particolare, Nave Vespucci è tornata dopo 17 anni in Nord America in occasione delle celebrazioni per il 150esimo anniversario della confederazione canadese, che hanno visto la presenza a bordo, oltre che di decine di migliaia di visitatori, del Capo dello Stato, Sergio Mattarella.

Un anno, il 2017, che ha visto la Marina Militare continuare ad assicurare i più tradizionali compiti istituzionali con un diuturno impegno operativo sia in ambito nazionale che nell’ambito delle organizzazioni internazionali di riferimento. Dal 2015 è infatti attiva nel Mediterraneo centrale l’Operazione Mare Sicuro, con un dispositivo aeronavale che assicura le attività di presenza, sorveglianza e sicurezza marittima a tutela degli interessi nazionali. In più occasioni durante l’anno le unità della Marina sono intervenute prontamente anche a protezione dei pescherecci italiani dimostrandosi uno strumento efficace per la protezione delle attività produttive nazionali, in piena collaborazione con le autorità dei Paesi rivieraschi.

Nell’ambito delle missioni militari dell’Unione Europea la Marina Militare ha partecipato costantemente con una unità navale all’operazione a guida italiana Eunavfor Med Sofia nel Mediterraneo, mentre per 6 mesila Fregata Europea Multi Missione (FREMM) Virginio Fasan ha assunto il ruolo di Flag Ship dell’operazione “EUNAVFOR Atalanta”, che opera tra il Mar Rosso e  l’Oceano Indiano per garantisce la presenza, sorveglianza e la polizia in alto mare per il contrasto del fenomeno della pirateria – che non può dirsi debellata, come recenti eventi accaduti nell’area dimostrano.

Nel corso del 2017 sono rese disponibili alla NATO sia Nave Aviere che Nave Doria per le esigenze dell’Operazione marittima denominata “Sea Guardian”, che ha lo scopo di incrementare il coordinamento tra l’attività dell’Alleanza e quelle dell’Unione europea, al fine di migliorare la difesa e la sicurezza collettiva assicurando maggiori sinergie e sfruttando le peculiarità di ciascuna organizzazione.Un anno, quello che sta volgendo al termine, votato, come sempre, da parte della Marina Militare al supporto verso la collettività e la solidarietà.

L’aviazione navale ha partecipato, come di consueto, alla campagna antincendi boschivi, mentre i fucilieri della Brigata Marina San Marco hanno preso parte alle operazioni di controllo del territorio e di messa in sicurezza degli edifici nelle aree del centro Italia colpite dal sisma e dal mal tempo. Anche gli allievi della prima classe dell’Accademia Navale di Livorno sono scesi in campo a fianco delle varie Istituzioni contribuendo ad alleviare il disagio della popolazione durante la tragica alluvione che ha colpito la città labronica a settembre.Oltre alle varie attività presso il COMSUBIN a favore di subacquei speciali (bambini o disabili), come avviene ormai da 10 anni, Nave ITALIA ha condotto la sua campagna di solidarietà 2017 “a gonfie vele” con la Fondazione Tender To Nave Italia Onlus che ha regalato a persone con disagio sociale o portatori di disabilità psicofisiche un’esperienza stimolante di vita a bordo di una nave a vela, inquadrata in specifici percorsi terapeutici.

Il classico concerto della Banda della MM all’Auditorium Parco della Musica è stato dedicato nuovamente alla Fondazione Telethon, che ha raccolto fondi grazie alla consueta capillare distribuzione dei cuori di cioccolato per favorire la ricerca sulle malattie genetiche infantili.La perdurante collaborazione con Fondazione Rava, ha poi permesso di raccogliere fondi per la costruzione di una scuola per i sfortunati bimbi delle zone terremotate di Norcia.Inoltre, sono continuati, con Operation Smile, i weekend clinic a bordo delle unità della Marina Militare, che hanno permesso a numerosi bambini, nati con serie malformazioni, di poter finalmente sorridere.

Un anno che ha visto la Marina Militare impegnata assiduamente anche nel campo della diplomazia navale e della cooperazione internazionale. Oltre alle citate campagne addestrative, nel 2017 si è tenuto, presso l’Arsenale di Venezia, l’11° Regional Seapower Symposium, un forum marittimo internazionale cui hanno partecipato i rappresentanti delle Marine Militari di circa 50 Paesi e di 11 organizzazioni internazionali. Il Simposio è stato una eccellente opportunità di confronto, scambio diretto di idee, di ricerca di accordi in materia marittima e navale e ha costituito uno strumento ideale di approfondimento delle reciproche conoscenze tra tutti gli attori, istituzionali e non, che condividono con la Marina Militare, sfide ed interessi comuni.

Il 2018 si apre con circa 1800 uomini e donne della Marina Militare impegnati in mare in diverse missioni, operazioni, attività e con il calendario storico della Marina Militare “Ricordare il Passato – Costruire il Futuro”: un tributo all’epica impresa di Premuda del 10 giugno 1918 da parte di Luigi Rizzo e, con essa, al centenario della fine della Grande Guerra. Attraverso un parallelismo tra le foto della Marina di ieri e di oggi viene testimoniato l’immutato senso del dovere, della professionalità e abilità specialistiche che il personale della Forza Armata esprime ogni giorno al servizio del Paese.

Quelle ricordate rappresentano solo una piccola porzione delle attività condotte dalla Marina Militare nel 2017 grazie al proprio personale, uomini e donne, che, anche durante questi giorni di festa, operano, sopra e sotto il mare, in terra e in cielo, in Italia e all’estero, con professionalità, a salvaguardia della sicurezza nazionale, a supporto della collettività, con spirito di sacrificio, abnegazione, efficacia e senza clamori, oggi come cento anni fa, perché “Noi Siamo La Marina”.

Porti del Tirreno Centrale: crescita di container e passeggeri nel 2017

NAPOLI – “I dati di traffico dei tre porti del sistema sono molto positivi, a cominciare dai container che crescono dell’11,9%: a novembre avevamo già raggiunto e superato il risultato di tutto il 2016″. Lo ha detto Pietro Spirito, presidente dell’Autorità si sistema del Mar Tirreno Centrale, facendo il punto sul 2017 dei porti di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia che dal 1 gennaio saranno completamente fusi, visto che scade il periodo di autonomia dello scalo salernitano.

“Cresce molto – ha detto Spirito – il traffico delle autostrade del mare, in particolare a Salerno con un più 22,4% e crescono i traffici di rinfuse solide e liquide. Il traffico cresce anche per merito dell’andamento della regione Campania che è molto positivo con il Pil che sale del 3,2%: il lavoro porto è frutto di quello che l’economia produce”. Nei Primi undici mesi del 2017 i passeggeri locali e i traghetti sono cresciuti del 4,7% con Salerno che sale del 24,6% e Napoli, che parte da valori assoluti molto più alti, che sale del 3%.

Spirito ha sottolineato che “la Campania – ha detto – sta vivendo un momento turistico positivo. Quest’anno sulle crociere abbiamo sofferto ancora un po’ per gli strascichi delle minacce dell’Isis e del terrorismo, ma ora col fatto che l’Isis è stata sconfitta, cominciamo a rivedere un interesse e nel 2018 torneremo con una crescita”. Il 2017 ha visto infatti un calo dal 29,4% delle crociere ma è prevista una prima ripresa per il prossimo anno.

Nuove stelle per la quarta tappa della Volvo Ocean Race

ALICANTE – Sono dei top gun quelli che entreranno a far parte di alcuni team della Volvo Ocean Race per la quarta tappa, che partirà il prossimo martedì 2 gennaio 2018.
Dongfeng Race Team ha annunciato che imbarcherà niente di meno che Franck Cammas (FRA), lo skipper della barca che si è aggiudicata  l’edizione 2011-12 del giro del mondo a vela e che prenderà il posto del navigatore Pascal Bidegorry, che si è infortunato durante la scorsa frazione.

“Franck entra a far parte del team a causa dell’incidente di Pascal, che non è una buona notizia perché Pascal è stato uno degli elementi chiave del nostro gruppo fin dall’inizio.” Ha spiegato lo skipper di Dongfeng Charles Caudrelier. “Franck era disponibile come riserva, gliene avevamo già parlato e aveva detto di partecipare volentieri, se il suo aiuto fosse stato necessario.”

Da parte sua Cammas ha dichiarato: “Sono molto motivato a fare una tappa della Volvo Ocean Race e naturalmente è con Dongfeng che mi sento più a mio agio, per cultura e per la composizione dell’equipaggio. Essere un componente del team e non lo skipper, per me non è la situazione più naturale del mondo ma la prestazione viene prima di tutto, e su questo io e Charles siamo perfettamente d’accordo.” Cammas ha aggiunto che: ”Charles è un buon amico, abbiamo una storia in comune, il che ci permette di comunicare bene fra di noi.”

Cambi di equipaggio sono stati comunicati anche da Team Brunel che ha annunciato che a bordo saliranno due campioni della Coppa America, Rome Kirby (USA) e Sam Newton (AUS) oltre alla espertissima campionessa di match race Sally Barkow (USA) che prenderà il posto della sfortunata Annie Lush, che si è fatta male alla schiena nella terza tappa e il velista danese Jens Dolmer, che ha navigato a lungo con lo skipper Bouwe Bekking. Questi quatto rimpiazzeranno Louis Balcaen, Annie Lush, l’italiano Alberto Bolzan e il kiwi Peter Burling. Dei cambiamenti previsti per gli uni e forzati per altri.

“Avevamo programmato che Peter Burling and Louis Balcaen tornassero a casa dopo questa tappa,” ha confermato Bekking. “Burling ha navigato sempre finora e aveva anche degli impegni di Coppa America. Abbiamo dovuto rimpiazzare Annie per ovvi motivi, e abbiamo pensato di dare un po’ di riposo ad Alberto dopo una tappa molto impegnativa nel Southern Ocean.  Bisogna capire che questa è una competizione al massimo livello e bisogna che gli atleti siano al 100% della fomra. Meglio riposare ora e tornare più avanti.” L’olandese, alla sua ottava partecipazione, ha anche descritto così la new entry: “Jens è uno dei velisti più competitivi che io conosca e abbiamo fatto molte regate insieme, siamo anche felici che Sally sostituisca Annie. Rome lo conosco, ma non abbiamo mai navigato insieme. Sulla carta rientra nel nostro progetto di far crescere dei giovani talenti. Lo stesso vale anche per Sam Newton. Ha un curriculum che dice tutto. Non ho alcun dubbio circa la loro forza.”

Nelle prossime ore si attendono altri cambi negli equipaggi, i team devono infatti presentare le crew list entro 48 ore dalla partenza della quarta tappa, in programma per martedì 2 gennaio. L’altra italiana, Francesca Clapcich, è comunque confermata a bordo di Turn the Tide on Plastic, della skipper britannica Dee Caffari, al posto di Bianca Cook.

420 Class World Championship 2017 a Freemantle, Australia

FREEMANTLE – Grande chiusura d’anno per le classi veliche giovanili con il Campionato del Mondo 420 2017, a Freemantle, sulla costa ovest dell’Australia, che inizia oggi, 28 dicembre, con la cerimonia d’apertura e si chiuderà il 3 gennaio 2018. Una location eccezionale per il 420 Class World Championship 2017, già sede della XXVI edizione della Coppa America nel 1987 – oltre ad altri numerosi eventi di successo – impressa nella memoria degli appassionati di vela soprattutto per le meravigliose condizioni meteo del posto, con venti forti e costanti.

Sono presenti ben 12 nazioni rappresentate da quasi 150 equipaggi per un totale di circa 300 atleti, accompagnati dai loro tecnici. Per l’Italia il team leader è Matteo Sangiorgi, e ha un grande impegno perché i team con il tricolore sulle vele sono davvero molti.

Nella flotta dei 420 Under17 – dove entrambi i velisti non devono aver compiuto 18 anni prima del 31 dicembre 2017, ci sono ben 6 equipaggi italiani su 41. Tommaso Salvetta e Giovanni Sandrini (Fraglia Vela Riva/Canottieri Garda Salò), Tommaso Cilli e Bruno Mantero (Y.C. Sanremo/C.N. Ugo Costaguta), Gaia Bergonzini e Cecilia Zancan (Fraglia Vela Malcesine/Fraglia Vela Peschiera), Carlotta e Camilla Scodnik (Y.C. Italiano), Lucille Frascari e Arianna Lanzetta (CV3V) e Demetrio Sposato con Gabriele Centrone (CV Crotone/CV3V).

Nella classe dei 420 Open, che verrà divisa in due flotte perché ci sono ben 63 scafi in partenza, gli equipaggi italiani sono 7. Demi Rio e Matteo Barison (Fraglia Vela Malcesine), Andrea Spagnolli e Kevin Rio (Fraglia Vela Malcesine), Riccardo Sepe e Tommaso Iacchia (Circolo Vela Roma/CV3V), Alberto Borghese e Marco Amato (RYCC Savoia), Andrea Abbruzzese e Fabio Boldrini (YC Sanremo), Edoardo Ferraro e Francesco Orlando (YC Sanremo) e Guglielmo Frangi con Pietro Frangi (CV Antignano).

Tra le ragazze che si contendono il titolo mondiale nella categoria 420 Ladies, ci sono 41 partecipanti, e di questi 7 sono italiane. Laura Selvaggio e Camilla Fassio (Circolo Nautico Loano), Elisabetta Fedele e Beatrice Martini (LNI Mandello), Arianna Passamonti e Giulia Fava (Nauticlub Castelfusano/AV Civitavecchia), Rehka Giaretta e Karin Cescon (S.N. Pietas Julia/Società Triestina Sport del Mare), Sofia Attili e Emma Crugnola (CV3V), Giorgia Sinigoi e Sara Zuppin (Yacht Club CUPA/C.N.Sirena) e Arianna Forelli con Jana Germani (Fraglia Vela Malcesine/TPK Sirena).

Il programma dell’evento prevede 6 regate di qualificazione seguite da 6 regate finali. Le prime prove prenderanno il via domani 29 dicembre alle 13 ora locale (+7 dall’Italia) e si concluderanno mercoledì 3 gennaio con la premiazione delle 18,30.

Porto di Napoli: da estate 2018 potranno attraccare grandi navi

NAPOLI – “Il dragaggio del porto di Napoli finirà alla fine del 2018 ma già in estate potremo ospitare le grandi navi commerciali” . Lo ha annunciato il presidente dell’Autorità di Sistema del Mar Tirreno Centrale Pietro Spirito.

“Già tra maggio e giugno – ha detto Spirito – la prima parte dei lavori che riguardano il porto commerciale avrà già raggiunto risultati importanti, parlo della zona che oggi soffre di più, perché non può ospitare navi grandi e che invece comincerà a essere operativa in estate”.

I lavori di escavo dei fondali in corso al porto di Napoli prevedono il deposito dei materiali dragati nella vasca di colmata della darsena di Levante e costano 25 milioni e mezzo di euro.

Volvo Ocean Race: arrivato anche AkzoNobel, ora riposo e lavori a bordo

ALICANTE – E’ stato un finale difficile di una tappa difficile che ha visto il team guidato da Simeon Tinepont perdere contatto con il resto della flotta a causa di un incidente tecnico, che ha danneggiato la rotaia della randa sull’albero durante una strambata con vento forte nell’Oceano meridionale. Non potendo navigare con la randa e dovendo rallentare per poter effettuare i lavori, il team ha perso diverse centinaia di miglia dagli avversati ed è rimasto anche intrappolato in un sistema meteo meno favorevole che lo ha ulteriormente rallentato.

“E’ stata una di quelle tappe che ti rendono più forte caratterialmente.” Ha detto il watch captain Chris Nicolson. “Ti insegnano che anche un piccolo errore può trasformarsi in un problema grande, e in un momento cruciale per la regata. Devi solo fare del tuo meglio e vedere come va. E’ stato bello vedere che tutti hanno tenuto e si sono dati una mano l’un con l’altro. Abbiamo avuto un bel mix di scherzi e cose serie fino al traguardo di oggi. Credo che sia positivo per il futuro. Ma non potremo più permetterci una tappa così.”

Ora il team dovrà mettere a terra l’albero per effettuare delle riparazioni più accurate durante la tappa di Melbourne, che è molto corta. La Leg 4 infatti partita il prossimo martedì 2 gennaio. E anche i velisti dovranno rimettersi in forma.

“Fortunatamente il resto della barca è a posto.” Ha detto lo skipper Simeon Tienpont. “La riparazione dell’albero sarà fatta dallo staff del Boatyard e dal costruttore Southern Spars. Abbiamo dei lavoretti da fare a bordo ma riusciremo anche a riposarci. A un certo punto qualche giorno fa, ci siamo resi conto che non avremmo potuto recuperare sugli altri quindi abbiamo deciso di cambiare il sistema delle guardie per fare in modo he nessuno si stancasse troppo e che si potessero fare gli altri lavori. Tutti sono in buona salute e abbastanza riposati. Andrà tutto bene.”

La Leg 3 ha portato la flotta da Città del Capo, in Sudafrica, a Melbourne, in Australia per oltre 6.500 miglia nel temibile e durissimo Southern Ocean ed è stata vinta da MAPFRE, che è primo anche nella generale; Dongfeng Race Team ha chiuso in seconda posizione e Vestas 11th Hour Racing in terza.

Team Brunel, con l’italiano Alberto Bolzan, che ha terminato in quarta piazza, ha stabilito il record di percorrenza sulle 24 ore sponsorizzato da Omega, con 538,1 miglia alla media di 22,4 nodi proprio il giorno prima dell’arrivo. In quinta posizione Sun Hung Kai Scalliwag e in sesta Turn the Tide on Plastic, con la triestina Francesca Clapcich.

Porti turistici: non passa l’emendamento su canoni

GENOVA – Non è passato l’emendamento alla legge di bilancio sui canoni demaniali marittimi della portualità turistica presentato e sostenuto dai parlamentari di diversi schieramenti, su impulso di Federturismo, Ucina Confindustria e Assomarinas.

Il testo prevedeva, in ossequio alla recente sentenza della Corte Costituzionale, la non applicazione retroattiva degli aumenti dei canoni stabiliti dalla legge finanziaria del 2007 alle concessioni già in essere a quella data. I termini improcrastinabili per la chiusura dei lavori in Commissione per l’invio alla votazione in aula non hanno consentito di esaminare il testo, che aveva passato il vaglio di ammissibilità.

“Delusi per il risultato sfumato – sostiene il presidente di Federturismo Confindustria Gianfranco Battisti – confidiamo nel prossimo Governo affinché si faccia chiarezza su questa complessa vicenda per mettere i porti turistici in condizione di competere”. “Non siamo mai arrivati così vicini all’obiettivo e questo ci rammarica molto – dichiara la presidente di Ucina Carla Demaria – ma dobbiamo ringraziare i tanti parlamentari che si sono adoperati per sostenere questa causa”.

“Questo sarà il nostro primo impegno con il nuovo governo – conclude il presidente di Assomarinas, Roberto Perocchio – affinchè si intervenga per risolvere una situazione assurda che se protratta rischia di produrre la totale paralisi di tutti gli investimenti per i porti turistici”.

Il catamarano senza barriere e carbon free

VIAREGGIO – Il fascino del mare senza alcuna limitazione: una suggestione che è fondamento di un progetto ambizioso, un sogno divenuto realtà. Così viene presentato Elianto, un catamarano a vela senza barriere architettoniche e sostenibile al cento per cento. A coordinare il progetto, la Fondazione Mare Oltre (creata dalla Onlus Handy Superabile e dall’associazione no-profit Ce.Tu.S.), con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e la Fondazione Banca del Monte di Lucca, e con il patrocinio del Comune di Viareggio. Si tratta di un’imbarcazione di 60 piedi, capace di ospitare a bordo oltre 10 persone con diverse abilità, che verrà ospitata nel porto di Viareggio. Data prevista per l’inaugurazione ufficiale, sabato 20 gennaio 2018, al Club Nautico.

I portatori di disabilità fisiche, psichiche e psicomotorie potranno godere della natura, del mare e della vela, grazie anche ai molti spazi disponibili: i passavanti laterali e nella dinette permetteranno di percorrere la lunghezza della barca, da poppa a prua, in tutta libertà. Si tratta di un’opera costruita ex novo: non sono stati aggiunti ausili che solitamente si vedono in luoghi “attrezzati per disabili – dice il vicesindaco Valter Alberici – ma ogni cosa è concepita, studiata e realizzata seguendo le stesse linee guida: alla cucina sul ponte ai bagni, dal salone alle cabine negli scafi.

Inoltre il valore aggiunto della sostenibilità lo renderà un esempio concreto di come sia possibile conoscere il mare senza inquinare”. L’imbarcazione sarà in alluminio e legno riciclato con propulsione ad energie alternative: avrà il sole e il vento come carburante. E attraverso un sistema di pannelli fotovoltaici l’eco-catamarano sarà energicamente indipendente.

A livello di materiali utilizzati, poi, l’imbarcazione può definirsi carbon free, cioè fabbricata con prodotti non derivati dal petrolio, quali resine, fibre di vetro o hi-tech: alluminio riciclabile al cento per cento per la costruzione e le strutture dello scafo; legno riciclato per gli interni, proveniente da Pannello ecologico con certificazioni Fsc e Pefc; cordame in fibre di origine vegetale; cablaggio derivante da materiale plastico riciclato per l’impiantistica.

Volvo Ocean Race: Scallywag e Turn the Tide on Plastic a Melbourne

ALICANTE – Lo skipper australiano David Witt ha condotto il suo team Scallywag oltre la linea del traguardo di Melbourne nel giorno di Santo Stefano (ora locale), giusto in tempo per il pranzo. Il giovane equipaggio di Turn the Tide on Plastic, con l’italiana Francesca Clapcich, è giunto appena tre ore dopo alla fine di una battaglia durata oltre 6.500 miglia. “Gli australiani arrivano a casa dopo una tappa molto dura.

Il sesto posto, peccato, avremmo potuto riprenderli. Abbiamo provato, eravamo così vicini! Sarà per la prossima volta.” Ha detto la skipper, unica donna alla guida di un team in questa edizione, di Turn the Tide on Plastic Dee Caffari, poco prima di tagliare la linea.

La Leg 3 della Volvo Ocean Race ha rappresentato un ritorno alle origini per la regata, un tuffo nelle basse latitudini del Southern Ocean, dove si incontrano i famosi e durissimi Quaranta Ruggenti e Cinquanta Urlanti e dove si creano terribili tempeste attorno al circolo polare antartico. Giorni dopo giorni di vento freddo, intenso e di onde altissime. “Il Southern Ocean è sempre all’altezza della sua fama.” Ha detto Luke Parkinson, che fa parte dell’equipaggio di Scallywag non appena arrivato in banchina.

“Ci sono onde spaventose e un sacco di vento. Questa volta probabilmente abbiamo passato più tempo a sud, con così tanto vento. E’ una situazione che ti può consumare.” In effetti tutti i velisti hanno raggiunto Melbourne con visi stanchi e affaticati. “Però quando abbiamo girato a sinistra e messo la prua verso l’Australia è stato un momento speciale, una sensazione molto bella. Adesso dobbiamo riposarci e recuperare per essere pronti a ripartire fra qualche giorno.”

Altrettanto sollevata la nostra giovane Francesca Clapcich, alla sua prima esperienza nell’Oceano meridionale.“Finalmente siamo arrivati a Melbourne, fa caldo, c’è il sole e poco vento quindi condizioni completamente diverse da quelle che abbiamo incontrato nel Southern Ocean. Abbiamo avuto momenti difficili, momenti con freddo, vento forte, onde molto alte… “ Ha detto una sempre sorridente Francesca Clapcich al suo arrivo in terra australiana. “Per me alla prima esperienza è stato incredibile, sono veramente contenta di far parte di questo team e di aver potuto correre questa tappa.” E riguardo alla sua crescita in termini professionali come velista:  “Ogni giorno m sembra di imparare qualche cosa, ogni giorno c’è qualcosa di nuovo, abbiamo avuto momenti difficili, una Chinese gybe (Strambata involontaria), giorni in cui ha fatto molto freddo. Si impara a sopravvivere e comunque è un’esperienza incredibile.

Ovviamente gli ultimi giorni la voglia di arrivare è fortissima, però già domani avremo voglia di ripartire.” Alla domanda sul Natale in oceano la triestina ha risposto così: “E’ stata la prima volta che ho fatto il Natale in mare, una delle poche volte che ho passato il Natale lontano dalla mia famiglia. Sicuramente è difficile perché la famiglia ti manca, ma è stata comunque un’esperienza bella, con un bel team. Siamo molto unit quindi  è stato un Natale diverso ma che ripetei mille volte. Il team è diventato la mia seconda famiglia.”

Quello di Melbourne è uno stopover molto corto, con regole molto restrittive riguardo ai lavori che si possono fare in barca, prima della partenza della Leg 4 verso Hong Kong, in programma per il 2 gennaio 2018. A oggi una sola barca è ancora in mare: team AkzoNobel, a cui al rilevamento delle ore 8 mancavano poco meno di 300 miglia a traguardo.

IL NAUTILUS Anno 12 N°3

BRINDISI - In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato alle crociere, a livello nazionale ed internazionale, con i nuovi dati di Risposte Turismo: dalla classifica dei porti italiani in base al numero di croceristi alle previsioni per il 2018 con i programmi dei porti già fissati con le grandi compagnie. Poi un focus di Stefano Carbonara sul cyber crimine applicato al mondo dello shopping con lo contromosse necessarie. Da Assologistica arrivano anche le indicazioni per il mondo dei porti e non solo, con tendenze e lacune da colmare. Ad Ancona, Napoli, Trieste, Venezia, Brindisi e Livorno sono dedicati tanti servizi sulle ultime notizie che giungono da questi scali dopo la riforma dei porti..
poseidone danese

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