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CAMBIAMENTI CLIMATICI: RAPPORTO 2007 Nel corso del convegno “Inventario Emissioni Gas Serra in Italia 1990-2005”, l’ultimo degli eventi collaterali prima della Conferenza Nazionale Cambiamenti Climatici 2007, svoltosi a Brindisi, è stata presentata la serie storica delle emissioni, dal 1990 al 2005, comunicata ufficialmente al Segretariato della Convenzione sui Cambiamenti Climatici. Sono stati inoltre presentati gli andamenti delle emissioni, anche nello specifico della Regione Puglia, e sono stati identificati i settori principali di rischio. La giornata si è aperta con la presentazione del rapporto APAT, ossia dell’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e per i Servizi Tecnici, che ha tra i compiti istituzionali, quello di raccolta, elaborazione e diffusione di dati ed informazioni di interesse ambientale. In particolare, l’APAT realizza ogni anno l’inventario nazionale delle emissioni in atmosfera che è utilizzato per verificare il rispetto degli impegni che l’Italia ha assunto, a livello internazionale, sulla protezione dell’ambiente atmosferico, come la Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC), la Convenzione di Ginevra sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero (UNECE-CLRTAP), le Direttive europee sulla limitazione delle emissioni. Per quel che riguarda la Convenzione sui Cambiamenti Climatici, la comunicazione avviene attraverso la compilazione di un formato di trasmissione dei dati e la redazione di un rapporto esplicativo relativo all’inventario, il National Inventory Report. L’inventario delle emissioni comprende la stima dei gas serra previsti dal Protocollo di Kyoto: anidride carbonica, metano, protossido di azoto, idrofluorocarburi, perfluorocarburi, esafluoruro di zolfo, che contribuiscono direttamente ai cambiamenti climatici e quattro gas ad effetto serra indiretto (ossidi di azoto e di zolfo, monossido di carbonio e composti organici volatili non metanici). Como ha esposto Riccardo De Lauretis dell’APAT, il rapporto “evidenzia che, dal 1990 al 2005, le emissioni totali dei gas serra sono aumentate del 12,1%, a fronte di un impegno nazionale di riduzione del 6,5% entro il periodo 2008-2012”. “Il settore energia - ha proseguito De Lauretis - contribuisce maggiormente alle emissioni, pari all’82,8% del totale nel 2005 e sono cresciute, rispetto al 1990, del 14,5%. Gli incrementi civile e nella produzione di energia, rispettivamente 26,5%, 21,8% e 19,2% di incremento. Nel settore dei processi industriali, che rappresenta il 7% delle emissioni complessive, sono aumentate nel 2005 del 11,6% rispetto al 1990. Crescita del 7,9% per i rifiuti, che rappresentano il 3,3% del totale delle emissioni di gas serra”. Lo stato delle risorse idriche viene descritto mediante un selezionato gruppo di indicatori relativo a tre temi ambientali: qualità, quantità e usi delle risorse idriche. Secondo il National Inventory Report 2007, in particolare secondo l’indicatore SECA (Stato Ecologico dei Corsi d’Acqua), il 39% delle acque è buono o elevato, corrispondente agli obiettivi ambientali previsti dal D.d.L. 152/99 al 2016, a cui si somma il 40% in stato sufficiente, corrispondente all’obiettivo minimo da raggiungere nel 2008, delineando una situazione complessivamente discreta. Nel corso della successiva Tavola Rotonda, a cui ha partecipato anche il Sottosegretario del Ministero dell’Economia, Paolo Cento, i temi di discussioni hanno riguardato l’inventario sulle emissioni dei gas serra, la ripartizione degli obiettivi per la loro riduzione, il monitoraggio di queste politiche e gli scenari emissivi con i processi di negoziazione per il post-Kyoto. Giorgio Assennato, direttore generale ARPA Puglia, ha invece esposto l’Inventario Emissioni Regione Puglia. La situazione appare meno rosea che per altre regioni della penisola. Come ha ricordato anche il Presidente della Provincia di Brindisi, Michele Errico: “E’ evidente l’interesse per questa città a livello nazionale: la Puglia ospita 25 impianti a rischio ambientale, a Brindisi c’è l’impianto che produce più emissioni di gas serra in Europa. La centrale ENEL di Cerano infatti, è lontana dall’allinearsi con il protocollo di Kyoto. Se il Governo vuole essere coerente con le direttive europee ed internazionali, deve avere per Brindisi la necessaria attenzione per imporre all’ENEL una riduzione della produzione a carbone”. Più a lungo termine sono invece i piani del Sottosegretario Paolo Cento: “Se si riducono le emissioni inquinanti investendo un miliardo di euro nei prossimi 4 anni, risparmiamo il denaro delle multe dell’Unione Europea ed investiamo sull’energia rinnovabile. Come Verdi -ha proseguito Cento- per Brindisi stiamo conducendo una battaglia contro il rigassificatore, ma diciamo si alla politica di bonifica ambientale, per permettere che la Puglia abbia uno sviluppo economico fondato sull’energia pulita, sul turismo sostenibile valorizzando le risorse del territorio. Dobbiamo guardare ad opere innovative a basso impatto ambientale; Brindisi ha più bisogno di manutenzione che di grandi opere come gli escavi”. Francesca Cuomo
Data creazione : 13/10/2007 17:08
Ultima modifica : 13/10/2007 17:08
Categoria : IN PRIMO PIANO
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