LEGGE 84/94: CLASSIFICAZIONE DEI PORTI, PIANO NAZIONALE DELLA PORTUALITA’ E NUOVE NORME PER LE CONCESSIONI Sono al vaglio del Ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, i disegni di legge proposti da deputati (come riportato a pag. 1, n° 4, Anno II) e il piano elaborato dal viceministro Cesare De Piccoli per modificare la legge 84/94. La riforma si presenta ben strutturata, con la precisa intenzione di modernizzare senza però stravolgere l’attuale assetto, e senza affrontare l’annosa questione dell’autonomia economica dei porti. Si comincia con una nuova classificazione: i porti di interesse nazionale, “in relazione alle dimensioni ed alla tipologia del traffico, nonché ai collegamenti con la rete nazionale dei trasporti ed alla valenza come piattaforma logistica”, saranno amministrati dall’Autorità Portuale, i porti di interesse regionale, quelli cioè “destinati esclusivamente alla nautica da diporto”, e i porti militari. Ai Ministri dei Trasporti e delle Infrastrutture spetterà il compito di studiare il Piano nazionale della portualità, in coerenza con il Piano generale della mobilità, che definirà gli obiettivi di sviluppo del sistema portuale nazionale e il programma degli interventi infrastrutturali che saranno finanziati attraverso il Programma triennale e definendo le modalità di investimento pubblico e privato. Secondo la bozza di De Piccoli, l’articolo 5 della 84/94 sarà modificato, prevedendo che “il piano regolatore portuale è redatto in conformità dei piani di settore formulati in attuazione del piano generale dei trasporti e della logistica, qualora non si raggiunga l’intesa, la regione convoca una conferenza di servizi tra regione, comune e autorità portuale”. Tale piano regolatore sarebbe poi sottoposto alla valutazione integrata, tecnica e di impatto ambientale: la commissione, composta da componenti del Consiglio superiore dei lavori pubblici e della Commissione per la valutazione d’impatto ambientale, si dovrà esprimere entro il termine perentorio di sessanta giorni. Qualche cambiamento è previsto anche per gli organi delle Autorità portuali: il segretario generale diventerà direttore generale, la designazione del presidente avverrà sei mesi prima della scadenza del mandato del presidente uscente. Nel comitato portuale invece, saranno quattro i rappresentanti degli operatori e quattro anche quelli dei lavoratori. Sulle competenze dell’autorità marittima e sulla disciplina dei servizi tecnico-nautici, viene riconosciuto che, questi servizi “di pilotaggio, rimorchio, ormeggio e battellaggio sono servizi di interesse generale atti a garantire nei porti la sicurezza della navigazione e dell’approdo”. I criteri ed i meccanismi di formazione delle tariffe di questi servizi, saranno stabilite dal Ministro dei Trasporti, attraverso un’istruttoria alla quale parteciperanno anche l’Autorità marittima e quella portuale. Sono previste modifiche anche all’articolo 18: “la durata delle concessioni non può superare i sei anni, qualora il concessionario utilizzi aree demaniali e banchine ai fini della mera gestione della propria attività”. Il provvedimento concessorio si assegna a seguito di “gara ad evidenza pubblica”, per parteciparvi le imprese dovranno documentare: un programma di attività volto all’incremento dei traffici e della produttività del porto, un apparato tecnico ed organizzativo adeguato anche dal punto di vista della sicurezza. Come riportato nella bozza di De Piccoli, l’importo del canone della concessione “deve essere parametrato in ragione della prevedibile redditività”, inoltre nel caso in cui “sia ad esclusivo carico del concessionario la realizzazione di opere portuali, anche di grande infrastrutturazione” l’importo del canone può essere ridotto fino al 25%. Francesca Cuomo
Data creazione : 13/10/2007 17:11
Ultima modifica : 13/10/2007 17:11
Categoria : IN PRIMO PIANO
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