TARANTO: PORTO DI TERZA GENERAZIONE Il Porto di Taranto, situato sulla costa settentrionale dell’omonimo golfo, è in porto naturale costituito da un’ampia rada, conosciuta come Mar Grande, e da un’insenatura interna chiamata Mar Piccolo. Le istallazioni portuali sono distribuite lungo il settore nord occidentale del Mar Grande (Porto Mercantile e Porto Industriale) e immediatamente al di fuori di esso in direzione ovest. E’ il terzo porto nazionale per il volume dei traffici movimentati, è un porto polifunzionale dotato di impianti moderni per la movimentazione di contenitori, carichi generali, rinfuse solide e liquide. Per la sua posizione nel Mediterraneo, baricentrica rispetto alle rotte principali tra oriente e occidente, rappresenta un centro ideale per il traffico marittimo tra l’Europa ed il resto del mondo, non ché per quello a corto raggio nazionale ed europeo. Per far fronte al costante sviluppo generato dall’attività del terminal container, l’Autorità Portuale sta realizzando nuovi accosti ed aree attrezzate per incrementare e dare impulso alle attività di logistica. L’Authority mira ad incrementare il traffico di navi Ro-Ro/Ro-pax con altri porti italiani, dell’Europa sud-orientale e del Nord Africa per il trasporto di mezzi gommati e passeggeri. Il forte impatto generato dall’inserimento nei traffici intercontinentali containerizzati, ha fatto emergere l’urgente necessità di adeguare le dotazioni infrastrutturali dello scalo ionico. Negli anni ’60, la designazione di Taranto come sede di un grande complesso siderurgico, determinò una prima svolta nel porto che, nel giro di qualche anno, si tradusse nell’idea del cosiddetto porto stellare, successivamente modificato e diventato Molo Polisettoriale, oggi diventato elemento propulsivo dell’economia, grazie alla trasformazione in un modernissimo terminal contenitori attivo dal 2001. Il porto ha una capacità di movimentazione di oltre 2 milioni di teu all’anno e dispone di 10 gru a portale per operazioni tra nave e banchina; due delle quali sono ultra post-panamax con uno sbraccio di 22 file (67 metri) ed una portata di 55 tonnellate (65 tonnellate al braccio), le restanti otto sono super post-panamax con uno sbraccio di 18 file (52 metri) ed una portata di 45 tonnellate (51 tonnellate al gancio). Il piazzale è dotato di 22 gru a portale su rotaia con una luce di 32 metri e portata di 40,6 tonnellate e con un ulteriore disponibilità di una gru mobile per cantieri navali, con uno sbraccio di 50 metri ed una portata di 100 tonnellate. Altri impianti includono 3 reach stackers, 5 side loaders e 50 trattori pesanti, tutti con portata di 60 tonnellate. Il terminal ha una banchina lunga 1500 metri ed un fondale di 14,5 metri, ha inoltre a disposizione un’are operativa di 100 ettari con 25 di piazzale. Le posizioni a terra per container sono 7.062 con una capacità totale di stoccaggio di 35.310 teu, di 45.000 teu per container vuoti e 900 prese di corrente per container refrigerati. L’acciaieria è il principale cliente del porto di Taranto: l’ILVA ha in concessione quattro sporgenti e una calata, per un totale di 4.589 metri di banchine (con pescaggio massimo di 25 metri) e 931 mila mq di aree operative. Vi sbarcano materie prime come minerale di ferro e carbon fossile, mentre prodotti siderurgici semilavorati e finiti sono oggetto sia di imbarco che di sbarco. Presenti anche un terminal petrolifero, uno cemento e banchine commerciali. Francesca Cuomo
Data creazione : 13/10/2007 17:48
Ultima modifica : 13/10/2007 17:48
Categoria : TERRITORIO
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