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 IN PRIMO PIANO - LIBRO VERDE

NEL LIBRO VERDE LA POLITICA MARITTIMA EUROPEA

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Pubblicato dalla Commissione Europea il Libro Verde, intitolato “Verso una politica marittima per l’Unione: una visione Europea per gli oceani e i mari”, è parte integrante della politica UE per promuovere lo sviluppo sostenibile del 21° secolo, superando l’attuale approccio settoriale alle attività marittime e all’adozione delle decisioni, in modo da massimizzare le sinergie e prevenire i conflitti. In tal modo, sarà possibile promuovere la crescita e l’occupazione nel settore marittimo, assicurando al contempo la protezione dell’ambiente marino a beneficio di tutti, anche delle generazioni future. A tal riguardo, Rosy Barretta, una delle Ambasciatrici del Libro Verde, designata dalla Commissione Europea per l’Italia, per promuovere il Libro Verde sulla futura politica marittima UE e socia della WISTA Italia (Women’s International Shipping and Trading Association), ha esposto i punti cruciali del suo impegno.

Rosy Barretta, come si sente da Ambasciatrice del mare?

“Devo sottolineare che non sono sola; ci sono anche Laurence Martin, Capo Servizi Relazioni Internazionali Confitarma, Maria Gloria Giani, Spedizioniere e Presidente WISTA Italia, Donatella Bianchi, giornalista Rai-Tv, Corrado Antonini, Chairman Fincantieri e Cantieri Navali Italiani S.p.a.. Tutti siamo impegnati nella campagna italiana per la promozione della nuova politica marittima europea: sostenibilità di mari e oceani, settore nautico, trasporti marittimi, lavoro e turismo costiero, energie rinnovabili. Mi sento onorata e sento il dovere di rappresentare l’amore per il mare e portare un po’ di Brindisi in Europa”.

A distanza di un anno dall’adozione del Libro Verde, Ambasciatrice Rosy Barretta, che cosa possiamo dire?

“Nel giugno 2006 la Commissione ha adottato un Libro Verde su una futura politica marittima dell’UE. Il documento sottolineava l’importanza strategica dei mari e degli oceani per l’economia europea ed evidenziava l’urgenza di garantire che i futuri sviluppi tengano conto della necessità di salvaguardare la competitività dell’Europa preservando nel contempo l’ambiente marino e proteggendo il benessere e i mezzi di sussistenza di quanti dipendono dall’economia marittima o risiedono nelle regioni costieri. Al Libro Verde ha fatto seguito un periodo di consultazione di un anno, nel corso del quale sono stati organizzati 230 eventi e oltre 490 contributi scritti sono stati trasmessi alla Commissione, provenienti da governi nazionali, gruppi industriali e ONG ambientali, dopo vasti processi di consultazione a loro interno”.

Quali risultati sono stati raggiunti?

“Le parti interessati si sono trovate d’accordo sul fatto che l’UE non può continuare a gestire la sua politica del mare e degli oceani tramite una serie di politiche settoriali indipendenti: il processo decisionale è lento, le potenziali sinergie non vengono sfruttate e nessuno dispone veramente dell’autorità necessaria per risolvere i conflitti intersettoriali, esaminare gli effetti cumulati delle politiche o avere una visione d’insieme della situazione. Gli scambi comunitari e la competitività dei porti dell’UE sono messi a repentaglio dall’estrema lentezza del processo di pianificazione; l’ambiente marino è minacciato da un aumento consistente e rapido delle attività economiche nelle regioni costiere e in mare; dappertutto in Europa si registra un abbandono delle professioni marittime; i dati raccolti sulle condizioni dell’ambiente marino, sulle attività marittime svolte dall’uomo e sullo stato di salute dell’economia costiera sono frammentari e in larga misura inaccessibili, e le diverse autorità incaricate di proteggere i nostri mari contro l’inquinamento, la pesca illegale e i trafficanti stanno elaborando, senza consultarsi, sistemi analoghi per rilevare e identificare i comportamenti anomali”.

Ma allora, che cosa propone la Commissione?

“Tenuto conto di quello che dicevo prima, la Commissione ha proposto una politica marittima globale con i seguenti obiettivi: incoraggiare al massimo lo sfruttamento sostenibile degli oceani e dei mari, creare una base di conoscenze e innovazione per la politica marittima, migliorare al massimo la qualità della vita nelle regioni costiere, promuovere il ruolo di guida dell’Europa negli affari marittimi internazionali, migliorare la visibilità dell’Europa marittima;”.

Ambasciatrice Rosy Barretta, condivisibili gli obiettivi, ma nell’immediato?

“Introdurre un quadro amministrativo che applichi un approccio integrato in primis e, in secondo luogo, tramite il ricorso a strumenti orizzontali e trasversali per l’elaborazione di una politica integrata. La Commissione creerà una struttura interna per promuovere il coordinamento tra le iniziative settoriali connesse agli affari marittimi, con un piano d’azione che indichi le iniziative concrete adottate; entro la fine del 2008 si dovrebbero vedere i primi risultati”.

Su quali fronti si sta lavorando?

“E’ chiaro che è un impegno di promozione e di proposte che richiederanno misure concrete e spese necessarie. Si sta lavorando per sviluppare i servizi commerciali a valore aggiunto fondati su dati facilmente accessibili; migliorare l’efficienza delle istituzioni pubbliche, compresi i laboratori europei di ricerca marina e i centri universitari; superare le incertezze attualmente esistenti in merito al cambiamento climatico mondiale; norme più chiare relative ai diritti e alle limitazioni nelle acque marine; condivisione, in futuro, di sistemi di sorveglianza comuni”.

La pesca di frodo e la pesca a strascico minacciano seriamente l’equilibrio marino ben al di là delle acque territoriali dell’UE: indicatori dello “sforzo di pesca” come vengono affrontati?

“A questa domanda la Commissione ha già risposto. Si stanno studiando nuovi indicatori per valutare lo sforzo di pesca non più calcolato sulla stazza del natante o per quantitativo di chili prodotto annuo pescato per cavallo vapore, ma sugli attrezzi di pesca usati. La Commissione ha deciso di combattere pratiche di pesca che non si possono più tollerare: illecita, non dichiarata e non regolamentata (pesca INN); negare l’accesso al mercato dell’UE a tutti i prodotti della pesca privi di certificazione e di rintracciabilità; stilare una lista nera delle imbarcazioni che non rispettano la normativa; punire la pesca di frodo praticata sia all’interno che all’esterno delle acque territoriali dell’UE. Per quanto riguarda la pesca a strascico, che può risultare devastante, specie nelle acque d’altura, la Commissione propone di avviare una nuova iniziativa di gestione nel quadro delle Nazioni Unite delle organizzazioni regionali per la gestione della pesca e di tutte le convenzioni internazionali interessate; per le aree non regolamentate, si suggerisce la creazione di un sistema di autorizzazione preventiva ed infine, prevedere di vietare ai pescherecci europei di operare ad oltre 1000 metri di profondità”.

Il suo impegno per portare Brindisi in Europa?

“Sottolineo l’importanza di un coordinamento e di una cooperazione preventiva con i Paesi limitrofi nell’Adriatico attraverso l’attuazione della futura Direttiva sulla strategia per l’ambiente marino. Cioè, creare una rete europea di zone marine protette così come è evidenziato nella Risoluzione adottata dal Parlamento Europeo il 12.07.2007; purtroppo, l’Italia su questo fronte è in ritardo, soprattutto nella gestione integrata delle zone costiere (GIZC). Seguo da vicino il progetto del Consorzio di Torre Guaceto – creare una base per la formazione di alcune linee sinergiche di collaborazione con gli altri Paesi rivieraschi del Mediterraneo (Master In Gestione Integrata delle Aree Costiere). Mi sto impegnando anche sul fronte degli interventi rapidi in caso di gravi emergenze (n.d.r. incendi dell’estate scorsa) creando una cooperazione fra i Paesi del Mediterraneo Orientale: Italia, Grecia, Cipro e Paesi terzi, come Giordania e Turchia (Natura 2000). Penso che Brindisi debba candidarsi come sede per ospitare sul proprio territorio, a fianco a strutture ad ampia valenza internazionale, quale l’Aeroporto di Brindisi e le Infrastrutture ONU, una efficace Task Force logistica di aerei e forze di soccorso per le popolazioni civili, in linea con la proposta sulla Commissione Europea”.

Abele Carruezzo


Data creazione : 07/12/2007 15:40
Ultima modifica : 07/12/2007 15:40
Categoria : IN PRIMO PIANO
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