ENERGIA RINNOVABILE: PARTE L’IMPIANTO EOLICO “LECCE3” Energia pulita ed alta qualità tecnologica sono le linee guida alla base del progetto “Lecce3”, il parco eolico realizzato a sette chilometri da Lecce, in località Santa Maria D’Aurio. La costruzione, iniziata nel settembre 2006 e conclusasi nell’aprile 2007, è frutto dell’impegno di Inergia s.p.a., una società focalizzata nella produzione di energia da fonti rinnovabili, creata nel 2003 dalla diversificazione strategica del Gruppo Santarelli, leader italiano nel settore delle costruzioni e della gestione del patrimonio immobiliare. La centrale eolica ha una potenza complessive installata di 36 MW, con 18 torri da 2 MW ciascuna e produrrà energia elettrica pulita che consentirà di evitare ogni anno l’emissione di 70 mila tonnellate di anidride carbonica e di ridurre le importazioni di quasi 200 mila tonnellate di petrolio equivalente. L’energia producibile è di 70 milioni di KW/h ogni anno, pari al consumo di circa 26 mila famiglie. L’investimento complessivo è stato di 47 milioni di euro, a cui ha partecipato anche il Gruppo Intesa San Paolo. Per realizzare l’impianto, Inergia ha scelto macchine Vestas e sistemi elettrici Siemens, coinvolgendo competenze e mano d’opera locale per le opere civile e viarie, la rete a fibre ottiche, la rete di cavi elettrici ed anche per l’esercizio. Il parco eolico “Lecce3” con i s uoi 18 aerogeneratori faceva parte di un complesso costituito da 3 parchi con 100 torri che non hanno superato i controlli regionali. Spetta infatti alla Regione pianificare lo sviluppo di questi impianti: anche su sollecitazione di Legambiente e Italia Nostra, si è richiesta maggiore attenzione nel rispetto delle procedure autorizzative, in considerazione anche del crescente numero di richieste da parte dei Comuni, in particolare dopo che sono stato esentati dall’obbligo di dotarsi dei PRIE (Piani Regolatori per gli Impianti Eolici). In questo senso, un primo prevedibile passo potrebbe essere la richiesta, per tutte le nuove istallazioni, del VIA (Valutazione d’Impatto Ambientale) e del VAS (Valutazione Ambientale Strategica). Al momento, il regolamento regionale riguarda anche le dimensioni del rotore e le distanze tra le torri. Appare chiara anche la strategia di scelta: i Comuni che intendono consorziarsi per unificare gli insediamenti saranno privilegiati. Inoltre come il Regolamento Regionale n.16 del 4/10/06, la Giunta ha approvato una modifica alla precedente versione del 23/6/06 del Regolamento per la realizzazione di impianti eolici nella Regione Puglia; secondo tale modifica i PRIE saranno finalizzati all’identificazione delle cosiddette aree non eleggibili, ovvero quelle aree nelle quali non è consentito localizzare gli aerogeneratori. Secondo il Report Eolico 2006-2997, l’Italia, con un totale di oltre 2.100 MW eolici installati al 31/12/06, mantiene una posizione di rispetto in Europa, seppur a distanza da Paesi come Germania, Spagna e Danimarca. A consuntivo, la crescita eolica del 2006 può essere definita buona, anche se leggermente inferiore alle aspettative, con 417 nuovi MW installati e molte iniziative portate avanti da un’ampia pluralità di soggetti. Nelle regioni italiane, degna di nota è l’apertura dei cantieri in Calabria, mentre Puglia e Campania ospitano il 40% della potenza totale, vi sono infine interessanti sviluppi anche in Basilicata e Sicilia. Al 31/12/06 sono circa 2.575 gli aerogeneratori installati in Italia, con una capacità media cresciuta negli anni, ed ora pari a 800KW. Tutte le installazioni recenti hanno aerogeneratori da 2 MW e, a breve, in Sicilia faranno la loro comparsa macchine da 3 MW. Nel mercato dei produttori di energia elettrica da fonte eolica, oltre ai tre principali operatori storici (IVPC, ENEL, e Edison Energie Speciali), che controllano circa il 60% del mercato, si annovera anche una pluralità di soggetti dinamici. Vi è infatti, un certo numero di operatori in piena fase di sviluppo la cui presenza sta spingendo il mercato ad una maggiore concorrenza. Gli aerogeneratori sono principalmente di provenienza Vestas, seguita da Gamesa, Enercor, GE Wind, Repower ed infine Ecotecnia. Un certo rallentamento allo sviluppo del settore, può essere costituito dal fatto che, a distanza di oltre tre anni dal recepimento della Direttiva 2001/77/EC le “Linee guida per lo svolgimento del procedimento autorizzativo” non siano ancora stati state emanate, secondo quanto previsto dal D.Lgs. 387/03, arrecando problemi ed incertezze agli investitori. L’inerzia mostrata dai Ministeri nell’attuazione delle Linee guida nazionali, ha provocato l’emanazione da parte delle Regioni, di procedure autorizzative relative agli impianti da fonti rinnovabili, che appaiono non coordinate e spesso lontane dallo spirito voluto dalla Direttiva Europea. Francesca Cuomo
Data creazione : 07/12/2007 16:14
Ultima modifica : 07/12/2007 16:14
Categoria : TERRITORIO
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