
Dal 19 al 20 maggio, per due giorni a Bruxelles, la Commissione Europea ed il Parlamento Europeo a Strasburgo hanno celebrato la prima edizione della “Giornata Europea dei Mari”, che ogni anno ricorrerà il 20 maggio. L'istituzione di questa giornata è stata sancita dalla firma di una dichiarazione tripartita congiunta da parte dei tre Presidenti in rappresentanza delle tre Istituzioni: Parlamento Europeo, Consiglio e Commissione Europea, nonché da una risoluzione del Parlamento sulla Politica Marittima Integrata dell'Unione. Tale risoluzione per una politica marittima europea integrata è volta a dare risposta tra l'altro alle nuove sfide del cambiamento climatico, della pirateria internazionale e della sicurezza dei lavoratori, delle autostrade del mare, e della politica comune della pesca. L'appuntamento ha offerto un ulteriore opportunità per sottolineare il ruolo centrale degli oceani e dei mari nella vita quotidiana di tutti noi, sia a livello di crescita che di opportunità lavorative. Di particolare interesse è stato l'intervento del Segretario di Stato agli Affari Europei francese che, in occasione della Conferenza degli Stakeholders, tenutasi a Bruxelles, ha precisato i quattro assi principali delle priorità marittime della futura presidenza francese del Consiglio UE (dal 1 luglio al 31 dicembre 2008). Il primo asse, quello relativo alla Governance, si rende assolutamente necessario per realizzare una politica integrata. Governance che verrà promossa in seno ad un gruppo di punti focali nazionali ad alto livello. Lo scopo è la creazione di uno spazio informale di scambi: informazioni, discussioni, sul piano di azione della Commissione Europea. Il secondo asse è quello della sorveglianza marittima, per una migliore conoscenza dell'ambiente marino e per un migliore coordinamento degli stati membri per garantire condizioni propizie per tutte le attività marittime. In terzo luogo la protezione dell'ambiente marino come parte integrante della politica marittima dell'Unione Europea con particolare interesse alle biodiversità costiere, le aree marine protette e l'impatto del cambiamento climatico. Infine, come quarto asse, la ricerca marina e marittima, obiettivo prioritario per l'attuazione della politica marittima dell'Unione come fattore per l'integrazione. Durante il semestre di presidenza francese, tali priorità saranno uno dei temi della riunione informale dei Ministri degli Affari Europei programmata a Brest dal 12 al 13 luglio, tra gli argomenti di particolare interesse del settore marittimo l'invito del Parlamento Europeo rivolto alla Commissione e al Consiglio di dare prova di maggiore ambizione nella lotta alle immissioni di ossido di zolfo e di azoto e ai rifiuti solidi prodotti dalle navi. A tal proposito è stata ribadita la necessità di cooperare più strettamente con l'IMO per l'adozione di regole universalmente applicate. Anche l'Italia ha celebrato il 21 maggio, a Roma, la Giornata Generale dei Mari, con una conferenza stampa organizzata dalla Federazione del Mare, svoltasi presso la Confederazione Italiana degli Armatori in presenza del Sottosegretario di Stato on. Giacchini, di Fotis Karamitsos, Direttore Trasporti Marittimi della Direzione Generale Trasporti ed Energia (TREN) della Commissione Europea e di Paolo Costa in veste di Presidente della Commissione Trasporti e Turismo del Parlamento Europeo, l'incontro è stato presieduto da Corrado Antonini, e da Nicola Coccia, rispettivamente Presidente e Vicepresidente della Federazione del Mare. Questo processo può assicurare il giusto equilibrio tra le dimensioni economiche, sociali e ambientali della Politica Marittima Integrata (PMI). Come ha precisato Rosy Barretta, Ambasciatrice del Libro Blu della PMI Europea: “L'acqua costituisce l'elemento principale dell'ecosistema europeo, si pensi ai quattro mari e ai due oceani che bagnano l'Europa e alle miriadi di isole che li circondano. L'Europa è una penisola con uno sviluppo costiero di diverse migliaia di chilometri, superiore a quello di altre grandi estensioni continentali”. “In un Europa – ha ribadito Rosy Barretta – che tenta di rilanciare la propria economia, è fondamentale riconoscere il potenziale economico della dimensione marittima dell'Unione. Si stima che il 3-5% del PIL europeo provenga da industrie e servizi del settore marittimo, senza contare le materie prime come il petrolio, il gas o le risorse ittiche. Le regioni marittime producono oltre il 40% del PIL. Tale risorsa e potenziale, deve però fare i conti con l'impatto ambientale del cambiamento climatico, un inquinamento sempre più presente, l'impoverimento delle risorse ittiche o lo sviluppo smisurato di alcune aree costiere. Tenendo conto di questi molteplici aspetti, il Parlamento Europeo ha sostenuto lo scorso anno la necessità di una politica marittima europea integrata, proposta in linea con quella della Commissione europea nel Libro verde di consultazione dello scorso giugno. Comun denominatore, un nuovo approccio che integri i vari aspetti della politica marittima e tenga conto sia della risorsa economica mare che della preservazione di questa preziosa fonte di vita”.