|
SI MODIFICA LA 84/94: VERSO L’ELIMINAZIONE DEL COMITATO PORTUALE
Presso il Tavolo del Mare, si discutono i disegni di legge che mirano a modificare e riformare la legislazione in materia di ordinamento portuale, in particolare la legge n. 84 del 28 gennaio 1994. Il progetto del sen. Grillo prevede, con lo scopo di colmare alcune carenze dei porti italiani in termini infrastrutturale ed organizzativi: nuova classificazione dei porti, riforma del piano regolatore portuale, nuove competenze delle Autorità portuali e di quelle marittime, nuove norme per i servizi tecnico-nautici, autonomia finanziaria delle Autorità portuali. Sulla stessa linea il disegno di legge del sen. Mazzarello: fornire maggiore snellezza alle procedure per la realizzazione dei progetti di sviluppo delle aree portuali, consentire una programmazione più incisiva attraverso scelte coordinate tra i diversi scali, dotare il Paese di scali interni, realizzare una concreta autonomia finanziaria delle Autorità portuali. La proposta presentata dai senatori Menardi e Martinat si sofferma, in particolare, sulla figura del segretario generale nelle Autorità portuali: si prospetta la possibilità di modificare la regolamentazione contrattuale che, al momento, prevede una nomina quadriennale rinnovabile una sola volta. Al vaglio della commissione, merita particolare attenzione l’iniziativa del sen. Curto che, per garantire la trasparenza nelle attività portuali, ritiene necessario un cambiamento nel ruolo del Comitato portuale. Come lo stesso Curto afferma: “Le istituzioni non possono trascurare l’aspetto legato alla trasparenza dei processi decisionali. Talvolta questi processi toccano aspetti di illegittimità e illeicità proprio a causa di carenze legislative, che le mie norme intendono colmare”. In particolare, si contesta e si individua nella composizione del Comitato portuale, il nodo della questione; sembra possibile, secondo Curto, “rilevare condizionamenti e commistioni d’interessi che alterano il normale e corretto equilibrio della concorrenza imprenditoriale” a causa della funzione che ricoprono alcune figure imprenditoriali in Comitato. “L’esperienza degli anni trascorsi -continua Curto- porta a pensare che questo organo ha spesso condizionato, con gli interessi personali degli operatori, l’operato dell’Autorità portuale”. Lo spazio ed il diritto di esprimere la propria posizione in assemblea, e quindi alla luce del sole, viene definito dallo stesso senatore “un’anomalia che svilisce il concetto di Autorità, rendendolo lontano dall’essere organo indipendente di garanzia e di controllo delle attività private, in nome della tutela degli interessi pubblici della libertà d’impresa, dell’eliminazione delle situazioni di monopolio e della concorrenzialità”. Questa tutela dovrebbe essere quindi garantita, secondo Curto, se decisioni di notevole importanza, fossero alla mercè di un’unica figura.
Francesca Cuomo
Data creazione : 18/07/2007 22:53
Ultima modifica : 18/07/2007 22:53
Categoria : IN PRIMO PIANO
Pagina letta 1525 volte
Anteprima di stampa
Stampa pagina
|