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GIURGOLA PRESENTA IL PIANO PER LA RIQUALIFICAZIONE E LO SVILUPPO DEL PORTO DI BRINDISI  A quaranta giorni dal suo insediamento, il Presidente dell’Autorità portuale di Brindisi in collaborazione con lo studio di engineering Lentini, ha elaborato il Piano programmatico di riqualificazione, stimolato dai dibattiti con gli addetti del settore sui temi di comune interesse sulla città. Alcuni interventi riguardano opere già autorizzate, che però necessitano di un impulso tecnico per consentire il compimento dell’iter progettuale e realizzativo. A questi si affiancano iniziative, più ambiziose, che saranno discusse e vagliate con gli amministratori e gli operatori. Sostanzialmente le opere si possono suddividere in tre gruppi: interventi immediatamente cantierabili, interventi realizzabili mediante approvazioni di adeguamenti tecnico-funzionali e/o progetti strategici (come Punta Riso), interventi da comprendersi nel nuovo Piano Regolatore Portuale (come Capo Cavallo). In particolare il Piano programmatico prevede: riqualificazione del varco di via Spalato, passo per la realizzazione del circuito interno portuale, punto di ispezione frontalieri (P.I.F.), dismissione del fascio binari, riqualificazione della stazione marittima, consolidamento della banchina “Amm. Millo”, banchina Montecatini, capannone Montecatini, Sant’Apollinare, collegamento tra Sant’Apollinare e Costa Morena, Costa Morena ovest, punto di controllo per animali vivi, completamento di Costa Morena est (II stralcio), deposito costiero foce del Fiume grande, Capo Bianco con una nuova area Pol Marina Militare, Bocche di Puglia con interventi finalizzati all’elevazione della sicurezza per gli utenti. Gli interventi a medio termine riguarderanno la diga di Punta Riso, l’ampliamento del molo Enichem e il molo carbonifero mentre quello a lungo termine prevede l’estensione del porto fino a Capo di Torre Cavallo. Nelle previsioni del presidente Giurgola, l’attuazione del Piano programmatico potrebbe garantire una moderna configurazione del sistema portuale, definendo nettamente le diverse aree di utenza individuate in area passeggeri/traghetti/crociere, area multi-purpose e area energetica. Le infrastrutture oggetto di intervento avranno destinazioni non ancora definite; dopo la realizzazione o in corso di realizzazione, saranno individuate in base alla domanda di mercato per comprendere quali sono le categorie merceologiche più appetibili. In questo modo, gli spazi disponibili per il traffico commerciale nel porto medio esterno passerebbero da 350 mila mq (banchina di Costa Morena) a 630 mila mq (con l’aggiunta del nuovo sporgente di Costa Morena est), fino a 950 mila mq con le aree retrostanti. Tra Punta Riso e Punta Torre di Cavallo, con una diga di circa 2 km da nord-est a est, si potrà ottenere un banchinamento di 1 milione di mq. Una prima parte del circuito doganale, dal varco di via Spalato a Sant’Apollinare, si realizzerà spostando la zona Pol della Marina Militare dal Seno di Levante alla colmata di Capo Bianco. Il circuito proseguirà fino a Costa Morena, grazie ad una strada che la collegherà a Sant’Apollinare, dove saranno realizzati 5 nuovi accosti per navi passeggeri e ro-ro, si costruirà qui anche la caserma e l’ormeggio del distaccamento portuale dei Vigili del Fuoco. Il P.I.F. resterà aperto 16 ore al giorno, facilitando il traffico con la Turchia e i Paesi Balcanici. L’attività di check-in delle agenzie marittime saranno spostate nel terminal privato, costruito da “Mondo Srl”. Il nodo spinoso dei controlli fatti in nave al terminal Albania nel Seno di Levante, la cui lentezza aveva prodotto malcontento tra gli operatori, sarà risolto consentendo che le operazioni avvengano a terra. I 62 milioni di euro dei fondi assegnati dal Ministero delle Infrastrutture e dalla Regione a Brindisi, saranno utilizzati per realizzare un ormeggio per grandi navi e per mettere in sicurezza la diga di Punta Riso e di Bocche di Puglia sulle quali si costruirà la strada di collegamento con l’aeroporto. Torna d’attualità il vecchio progetto di allungare di mille metri la pista principale del “Papola”: si libererebbe Costa Morena ovest dal vincolo del cono di atterraggio, che impedisce l’ormeggio di navi più alte di 35 metri. Non c’è ancora una precisa linea di condotta che riguardi il progetto Sfir della raffineria dello zucchero di canna, del quale si valuterà l’impatto; un investimento di 85 milioni di euro, 91 posti di lavoro ed un traffico di 60 navi con 300 mila tonnellate di zucchero in entrata e 200 mila in uscita. E’ stata invece deciso l’uso dell’ex capannone Montecatini: l’Autorità portuale lo ha affidato al Comune e, probabilmente sarà utilizzato dal sindaco Mennitti come succursale per le manifestazioni della Biennale di Venezia. Il presidente infine, ha pensato ad un ormeggio per i maxi yacht nel Seno di Ponente, nei pressi della Lega Navale, ed una nuova sistemazione per i cantieri nautici che potrebbero spostarsi nella zone del Monumento al Marinaio.  Francesca Cuomo
Data creazione : 19/07/2007 18:30
Ultima modifica : 19/07/2007 18:30
Categoria : TERRITORIO
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