|

Otranto si riprende il legame con l’Oriente. Fino al 1999, vi erano traghetti con i quali si poteva raggiungere alcune località della Grecia (Corfù-Igoumenitza) e della vicina Albania (Valona). Vi erano anche navi mercantili che trasportavano tabacco e molta nautica da diporto. Oggi, pensiamo che il porto di Otranto è destinato a mutare l’offerta trasportistica di questa parte della regione Puglia e, forse anche dell’Europa. Infatti, Otranto è un porto che ben si innesta in un sistema “short-sea” e, migliorando i servizi a disposizione del mercato, può realizzare una rete efficace fra porti frontalieri e non, come quelli albanesi; questo è già in atto ed andrebbe sostenuto da tutto il territorio salentino, perché un porto deve e dovrà dare garanzia di poter accogliere navi, passeggeri e merci. Non è un caso che parliamo di una nazione come l’Albania che si candida a porta dell’Oriente e che fra non molto vedrà l’alba europea. Otranto rappresenta una opportunità sia per il Salento che per l’intera Puglia; però è necessaria una capacità a sviluppare le caratteristiche di funzionalità reciproca con i porti dell’Albania, Montenegro e Grecia, in modo da integrare le funzioni sia turistiche che mercantili, ottimizzando le risorse a disposizione. Dal punto di vista turistico, con il numero adeguato di posti-barca a disposizione, Otranto si candida ad essere un porto di primo livello, capace di essere competitivo circa l’accoglienza e l’offerta turistica; esso è sito di interesse storico ed artistico con un adeguato legame tra zone costiere ed entroterra salentino; in più è adatto anche per la navigazione semistanziale, permettendo al turista di visitare zone poco conosciute e per tutto l’anno. Dal punto di vista dei trasporti marittimi, Otranto, non avendo chilometri di banchine e fondali significativi (il prolungamento del terzo braccio del molo foraneo e della banchina S.Nicola risale al 1998), non avendo una Autorità che faccia “marketing portuale” e proponga piani triennali, quest’anno sta avendo un trend positivo di traffico, soprattutto per navi ro-ro per tir e passeggeri a seguito da e per l’Albania. Il Capitano Sup. di L.C. Com.te Nicola Tessalon – Pilota del porto – conferma che i traffici attuali sono costituiti prevalentemente da cemento in sacchi, dalla calce e da serbatoi in plastica; un porto “door” per industrie salentine (come il cementificio di Galatina) che esporta in Albania (Valona e Durazzo) e quando è necessario in Montenegro. Poi vi sono i tir che provengono dal Salento, da Milano, da Bari e scelgono di imbarcarsi ad Otranto per fare la tratta di navigazione più breve. Abbiamo provato a chiedere a questi autotrasportatori, in attesa dell’imbarco, i motivi della scelta di Otranto, invece di Brindisi o di Bari o di Ancona. La risposta è stata unanime: “ A Bari ci si imbarca solo per Durazzo; Ancona la tratta di navigazione è più lunga; a Brindisi non sono utili gli orari d’imbarco; perciò preferiamo fare qualche chilometro in più di strada fino ad Otranto dove troviamo offerta vantaggiosa ed orari che ci permettano in serata di essere a “casa”, cioè Valona”. Anche per Otranto rimane il problema delle infrastrutture, anche se il progetto di costruzione della Stazione Marittima (Programma Comunitario Interreg II del 1998) non ha avuto completezza, oggi sede di Istituzioni Marittime. Grazie va detto all’impreditoria marittima salentina che ha saputo noleggiare navi per l’Agenzia Raccomandataria Primiceri e che garantisce il collegamento con l’Albania.   Abele Carruezzo
Data creazione : 19/07/2007 18:45
Ultima modifica : 19/07/2007 18:45
Categoria : TERRITORIO
Pagina letta 1485 volte
Anteprima di stampa
Stampa pagina
|