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Storie scritte da Abele Carruezzo

Trasporti marittimi oltre l’austerità

GINEVRA – La grande rivoluzione nel campo delle costruzioni navali ha fatto registrare un continuo aumento delle dimensioni delle navi siano, esse da carico siano passeggeri. Questo sta comportando un aumento ulteriore dei costi portuali e dei servizi della retroportualità, senza però registrare un aumento dei flussi merceologici. La flotta commerciale mondiale è cresciuta del 3,2% per raggiungere 1,86 miliardi di DWT nei primi mesi del 2017; questo ha generato lo squilibrio persistente tra domanda e offerta che continuerà a mantenere bassi i tassi di trasporto e gli utili in gran parte dei segmenti del processo del trasporto marittimo.

Questi concetti sono declinati dalla divisione tecnologica e logistica dell’UNCTAD, United Nations Conference on Trade and Development. Nel suo ultimo report sui trasporti marittimi si fa presente che sebbene il commercio globale crescerà del 2,8% in questo 2017 (201/ 2,6%), portandosi a 10,6 miliardi di tonnellate (2016/ 10,3 miliardi di tonnellate), il tasso di crescita sarà inferiore del 3% rispetto agli standard degli ultimi quattro anni. In netto contrasto con le ambizioni dell’Agenda del 2030 per lo sviluppo sostenibile, l’economia mondiale rimane sbilanciata in modo particolare mettendo in crisi la politica sociale delle relazioni fra Stati e la salute ambientale del pianeta.

Il rapporto sul commercio e lo sviluppo 2017 afferma che ci troviamo in un momento ideale per investire nel privato, grazie ad una spinta fiscale concertata con i Governi; si tratta di un nuovo affare globale per rilanciare la crescita e al tempo stesso riequilibrare economie e società, dopo tre decenni d’iperglobalizzazione. Oggi diventa importante una strategia di espansione coordinata a livello globale, guidata da una maggiore spesa pubblica, offrendo a tutti i paesi l’opportunità di beneficiare di un impulso economico simultaneo ai loro mercati nazionali ed esterni.

Il report 2017, inoltre, dedica un capitolo speciale sulla connettività dei trasporti marittimi, riflettendo sulla rilevanza della connettività fisica ed elettronica/informatica come area prioritaria nell’Agenda del commercio e della politica di sviluppo. Il trasporto marittimo rimane e rimarrà la modalità trasportistica più importante per il commercio internazionale delle merci.

I vari ministeri dei trasporti e della pianificazione e le varie Autorità Marittime e Portuali dovranno comprendere l’importanza della connettività dei trasporti marittimi, nonché le opportunità e i rischi associati, per assicurare politiche e processi decisionali adeguati e piani d’investimento congrui nei trasporti, nei porti e nel loro retroporti connessi.

 

Abele Carruezzo

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Brexit e affari marittimi

LONDRA – La Brexit, oltre ai problemi sociali e di mobilità che interesseranno tutti i cittadini europei, sta creando una nuova competizione nel mondo marittimo, in particolare in certi cluster vecchi e quelli nuovi che si sono sviluppati negli ultimi dieci anni. Un certo numero di altre città, come Singapore, Amburgo e Pireo, in tutto il mondo, così come Oslo e Hong Kong, sono diventate case d’importanti centri commerciali della  spedizione marittima.

Altri centri, sia all’interno sia all’esterno dell’UE, stanno cercando di raccogliere la maggior parte degli affari marittimi di Londra. In particolare meritano menzione le relazioni strategiche messe in atto dalla Grecia per attirare armatori e broker assicurativi a trasferire le proprie sedi a Pireo, generando così uno dei più importante cluster marittimo post-Brexit.

La Grecia, con Pireo, centro importante armatoriale e d’interessi marittimi, e con una flotta del 15-20% di quella globale, è già sede di case di spedizione europee fuori Londra. Compagnie di navigazione, broker, fornitori di servizi nautici, cantieri, architetti e ingegneri navali, professionisti con grande esperienza, e P&I Clubs hanno trovato a Pireo una sede importante per l’intero Mediterraneo. Solo gli avvocati marittimisti ellenici continueranno a usare Londra per gli arbitrati, mentre tutti gli altri settori dei servizi marittimi vedranno Pireo come sede ideale e competitiva nel mondo a scapito di Londra.

Intanto, nel mese di agosto, il Segretario di Stato del Regno Unito per il commercio internazionale, per compensare le future perdite Brexit, ha visitato Houston e altri centri importanti degli Stati Uniti per dare vita ai negoziati  per la costruzione di un importante centro di servizi marittimi con specializzazione nel settore dell’offshore. Houston, con la costruzione in corso di bacini, serbatoi e tubazioni, ha visto aumentare carichi di GPL, come pure le esportazioni di butano e propano, e si appresta a essere un hub port globale, grazie anche all’espansione del Canale di Panama, oltre ad essere sede di arbitrati commerciali marittimi per l’intero Golfo del Messico. Non sarebbe il caso per l’Italia di ritagliarsi qualche segmento dei servizi marittimi post-Brexit, offrendo la sede in qualche nostro porto o interporto o centro logistico?

 

Abele Carruezzo

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Hapag – Lloyd innova i container reefer

AMBURGO – La Compagnia di navigazione Hapag-Lloyd, global carrier nel settore container, sulla linea Europa sta investendo in innovazione sui contenitori reefer nel rispetto dell’ambiente. Al fine di mantenere i livelli di presenza della propria flotta containerizzata, la società (con sedi anche in Italia, a Milano,Genova e Napoli) ha ordinato la costruzione di ulteriori 7.700 container refrigerati di ultima generazione, in particolare 7.000 unità da 40 piedi e 700 da 20 piedi.

Quest’ultima ordinazione fa seguito a quella di 5.700 reefer dell’anno scorso; di questi nuovi container, 1000 sono equipaggiati con tecnologia a “Atmosfera Controllata”, in modo da rallentare il processo di maturazione di vari tipi di frutta e verdura, e permette di prolungare i tempi nei trasporti e di conservare la qualità dei prodotti in maniera costante.  Grazie alla dotazione di sensori di ossigeno e di anidride carbonica si riesce a controllare l’atmosfera all’interno di tali container preservando la merce al loro interno.

Giusto per fare degli esempi, i tempi di trasporto – just in time – sono aumentati: per le banane fino a quarantacinque giorni, avocado trentacinque e mango 28 giorni di transito.  La tecnologia “ExtraFresh Plus”, a detta della Compagnia di navigazione, consente persino a frutta estremamente delicata come i mirtilli ed i litchi di essere trasportata al livello di qualità e grado di maturazione desiderato. La produzione dei reefer ad atmosfera controllata inizierà a fine mese e per la prima volta, 1000 dei nuovi container da 40 ft saranno prodotti in un impianto di San Antonio in Cile, regione che presenta una forte domanda.

In questo modo, l’Hapag-Lloyd risparmierà sia tempo sia denaro, riducendo il necessario spostamento dei container vuoti dai siti alternativi di produzione. Con una flotta di 219 navi portacontainer e una capacità di trasporto complessiva di 1,6 milioni di TEU, la Hapag-Lloyd è una delle principali compagnie di navigazione di linea.  La Compagnia di navigazione ha una capacità containerizzata di 2,3 milioni di TEU, fra cui una delle flotte più grandi e moderne di contenitori refrigerati.

 

Abele Carruezzo

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Anno 2017 e lo sbarco dei cinesi in Europa

CERNOBBIO – Nuove direttrici e nuove rotte del commercio sono state il tema preponderante del Forum internazionale di Conftrasporto – Confcommercio di Cernobbio (Como). Il rapporto “Analisi e previsioni per il trasporto merci in Italia” lo dichiara apertamente: ancora una volta si naviga per lo ponente per scoprire l’oriente. 12 ottobre 1492, Cristoforo Colombo scopre il nuovo mondo iniziando una fase di colonizzazione delle Americhe da parte degli Europei.

Oggi, ottobre 2017, i Cinesi solcano il Mediterraneo per colonizzare l’Europa. Il Ministro Delrio, con tutti i suoi collaboratori, ha sostenuto al forum che la Via della seta “ è un’opportunità enorme che la portualità italiana non può lasciarsi sfuggire”. La Via della seta, sostanzialmente, riguarda alcune aste trasportistiche di tre continenti, sessantacinque Paesi con due direttrici (ovest-est) e cinque rotte prestabilite; collegherà i centri produttivi della Cina meridionale con i mercati europei tramite la ferrovia passando per l’Asia continentale e la Russia; mentre il trasporto marittimo segnerà lo sbarco delle merci cinesi in Mediterraneo attraverso Suez.

Perciò tutti i porti delle due macro regione del Mediterraneo (Est-Ovest) saranno interessati, anche se ancora non è dato sapere quali porti (italiani) fungeranno da “gate way” dell’Ue. S’insiste – politicamente a livello ministeriale – sempre più sui porti di Trieste, Venezia e Genova; mentre gli atri porti se ne saranno capaci potranno cogliere l’opportunità cinese. Tutti sappiamo che non basta una riforma della portualità, per conquistare nuovi traffici.

I nuovi presidenti delle AdSP, se non saranno in grado di attuare nuovi investimenti in infrastrutture, e di mettere in atto strategie più puntuali per favorire nuove opportunità di traffico merceologico, devono essere consapevoli che non si tratta solo di banchine e di fondali, ma di una nuova dimensione culturale che la Cina sta mettendo in atto.

La Cina, con i suoi operatori merceologici e trasportistici COSCO, China Shipping, China Merchants, SIPG, sta realizzando una strategia di fusioni e di acquisizioni d’infrastrutture portuali e retroportuali lungo le coste del Mediterraneo con una forte motivazione geopolitica: “Una Cintura Una Via”. In questa prospettiva, la Cina vede l’Italia in una posizione geografica favorevole rispetto agli altri Paesi, e crede nel valore aggiunto dei servizi logistico/portuali dei porti italiani.

 

Abele Carruezzo

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Nautica e fisco

GENOVA – Consigliato ai diportisti, soprattutto a quelli della domenica, il volume “Nautica e Fisco”, edito da UCINA e dall’Agenzia delle Entrate, diventa strumento necessario per continuare a navigare nella “legalità”.  Non solo. Il volume è un’ottima opportunità di studio operativo per professionisti, operatori del settore della nautica da diporto, cantieri navali e porticcioli.

Effettivamente, il settore ne aveva bisogno per continuare a crescere e visto che l’ultima edizione risale al 2013. In questi ultimi anni, il settore della nautica da diporto ha supportato una continua evoluzione sia nella normativa nazionale e sia in quella europea.

Il volume tratta tutte le novità che sono intervenute in tema fiscale e doganale; le normative nuove con i vari adempimenti per la navigazione da diporto in acque nazionali, oltre a contenere degli approfondimenti su temi d’interesse specifico, come contratti compra/vendita d’imbarcazioni in Italia e all’estero, i vari noleggi; tutto il volume è stato redatto con un’impostazione moderna: mettere al centro dei problemi l’utente diportista e contribuente.

 

Abele Carruezzo

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Liquid Natural Gas per tutti

GENOVA – Tutti concordano nell’affermare che il combustibile del futuro per le navi sarà il gas naturale liquefatto (LNG). Salvo sistemare delle innovazioni tecnologiche per aumentarne l’autonomia nelle grandi traversate, la certificazione mirerà sempre a salvaguardare la vita umana in mare nel rispetto delle normative IMO.  Su tali problemi, una volta tanto, le risoluzioni sono tutte eccellenze italiane.

Sarà il Registro Italiano Navale (RINa) a controllare operativamente la certificazione navale della nave Costa Smeralda, nuova ammiraglia della Costa Crociere in costruzione presso il Cantiere navale Meyer di Turku in Finlandia. La notizia è stata confermata, durante quest’ultimo Salone di Genova, dall’ing. Massimo Volta, direttore responsabile RINa Group per l’Europa, il Medio Oriente e l’Africa.

“E’ sicuramente una sfida molto importante, a livello internazionale, dover classificare la prima nave da crociera alimentata al 100% con gas naturale liquefatto – ha sottolineato l’ing. Volta – il combustibile fossile ‘più pulito’ al mondo”. Il varo della Costa Smeralda è stato programmato per il 2019; mentre la nave gemella, sempre certificata RINa, sarà pronta per il 2021. Ritornando alla comunicazione tecnica, sappiamo che il LNG è un gas naturale che convertito in forma liquida facilita le operazioni di stoccaggio e trasporto; poi, chimicamente risulta inodore, atossico e non corrosivo.

Il suo impiego al posto del combustibile diesel per il trasporto marittimo, è stato già scelto dalla maggioranza degli armatori in quanto capace di ridurre le emissioni in atmosfera. Infatti, il gas naturale liquefatto bruciato presenta assenza di emissioni di anidride solforosa, riduce del 25% le emissioni di anidride carbonica, dell’85% di ossidi di azoto e del 95% di particolato.

“Un progetto pioneristico – lo ha definito l’ing. Volta – per una società di classificazione, soprattutto dal punto di vista tecnico, in quanto l’uso del GNL come combustibile ha un impatto complesso a bordo delle navi e necessita trovare una adeguata sistemazione delle cisterne che contengono LNG”.  “Il loro posizionamento a bordo di navi da crociera, implica problemi di stabilità e di sicurezza nello stabilire la distanza dal fondo stiva e dalla chiglia; occorre studiare la soluzione tecnica più sicura per mantenere il gas liquefatto a una temperatura di -163 gradi centigradi; studiare le soluzioni per i materiali per gestire al meglio i rischi d’ignizione causati da scintille o da altro materiale elettrico inadatto”, ha concluso l’ing. Volta.

Per la fine di quest’anno, la Carnival Corporation sta programmando per gli equipaggi, di coperta e di macchina, corsi di formazione sulla sicurezza relativa all’uso a bordo del GNL. I detti corsi saranno realizzati presso il proprio centro di formazione, la Csmart Accademy, dell’Arison Maritime Center, situato nella splendida città olandese di Almere.

 

Abele Carruezzo

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Nautica: il Salone naviga sicuro

GENOVA – Il vento spira in poppa al Salone e porta la nautica da diporto italiana a navigare su orizzonti sicuri. Il Salone Nautico di Genova rimane un must di progettualità navale, design, costruzione, materiali, motori, propulsori, tecnologia, elettronica, domotica e navigazione post-moderna per l’intero settore della nautica da diporto in Europa e nel Mediterraneo.

Giunto alla 57 a edizione, con 884 brand esposti e 1.100 imbarcazioni ormeggiate sia a terra, sia a mare, rimane ancora un evento unico per la nautica, e determinante per il settore del turismo e servizi, oltre ad una importante vetrina del “Made in Italy”. Possiamo affermare che con l’edizione 2017, il Salone di Genova ha confermato la ripresa economica, iniziata nel 2015, confermando numeri tutti positivi. Fatturato 2016  +18,6% rispetto al 2015 e per un valore di 3,4 miliardi di euro; +24,1% il mercato interno della produzione italiana della cantieristica da diporto; 2,8 miliardi di euro di contributo al PIL nazionale, in crescita del 18,9%; 18.480 addetti che fanno registrare un +1,9%. Sul versante dell’export, la cantieristica italiana si attesta al secondo posto, dopo la cosmetica, passando da 354 milioni (1996) a 1,7 miliardi di euro del 2016.

Numeri in crescita che fanno dimenticare le polemiche nate con Nautica Italiana, i fuoriusciti da Ucina, ha rilevato la presidente Ucina, Carla Demaria. “Il mercato è tornato e si tratta di una crescita solida, superiore a quella di altri comparti – ha detto Demaria – Il Salone Nautico è lo specchio di un settore che si è ripreso da una crisi lunghissima e durissima, la più lunga sofferta dal comparto”. Come dire che alcune leggi (quelle del 2011) inutili e dannose per il settore fanno parte del passato e il nuovo codice della nautica con le dovute revisioni rappresenterà uno strumento agile per le imprese che vogliono crescere ed  investire in nuove tecnologie.

Sul fronte del turismo nautico, il presidente di Assomarinas, Roberto Perocchio, intervenendo alla quarta conferenza sul turismo costiero, si è detto fiducioso della ripresa del settore e spera che il Governo Gentiloni (prossima finanziaria) sappia risolvere l’aumento retroattivo dei canoni demaniali sui porticcioli turistici, evitando di ricorrere alla Corte di Giustizia europea. I porti e porticcioli italiani hanno investito molto in campagne promozionali per attirare maggior utenza estera. I transiti sono cresciuti (+7%) e l’Italia è divenuta interessante per le navi da diporto, grazie anche alla crescita dei charter (10%) e l’attestazione positiva del noleggio nautico, anche se rimane ancora una disparità tra utenza e offerta di posti barca.

 

Abele Carruezzo

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Porto di Rotterdam: i piloti garanti delle informazioni nautiche

ROTTERDAM – Sicuramente le norme internazionali sulle comunicazioni marittime infra/extra portuali esistono, ma molti porti dell’Ue ancora non si adeguano. Il riferimento va ai porti italiani, ancora alle prese con una governance delle AdSP, a un anno della riforma Delrio, mentre la Commissione Ue ai Trasporti spinge sulla collaborazione fra porti e non sulla competizione.

Il porto di Rotterdam, la settimana scorsa, ha adottato le norme internazionali per le informazioni strettamente portuali e nautiche, al fine di garantire una più stretta cooperazione internazionale a lungo termine tra le varie organizzazioni interessate; cioè i porti e la comunità imprenditoriale marittima/portuale.  L’obiettivo è stato quello di pianificare nel modo più efficace possibile la catena logistica del processo del trasporto.

Infatti, le Compagnie di navigazione hanno continuamente bisogno d’informazioni dettagliate sui fondali dei bacini portuali, sia al largo per l’ancoraggio, sia alla banchina per gli ormeggi, sulle pratiche per l’atterraggio e sugli orari e doveri amministrativi per le pratiche di arrivo/partenze delle loro navi.  Attualmente, queste informazioni vengono fornite da vari Enti non conformi agli standard internazionali ed alcune volte in contrasto con le varie Autorità Marittime, e questo si traduce in una inefficienza dei servizi di quel porto. Già, nel 2014, alcune Compagnie, come la MSC, Shell, Maersk, CMA CGM, e i porti di Algeciras, Gothenburg, Houston, Rotterdam, Singapore aderirono all’Associazione Internazionale dei Piloti di Porto, unitamente all’Ufficio Idrografico inglese, per realizzare uno standard di format della comunicazione nei settori prettamente nautico/portuali e della logistica.

Questi standard, istituiti la settimana scorsa nel porto di Rotterdam, primo porto ad utilizzare i piloti come garanti delle informazioni nautiche, daranno un impulso certo per la sicurezza, la sostenibilità e l’efficienza del porto olandese; e l’univocità internazionale di una comunicazione nautica, nel rispetto degli standard, fra nave e porto porterà sicuramente dei benefici per la sicurezza, aumentando la velocità delle operazioni di carico e scarico delle merci, oltre a vantaggi economici, riducendo i costi e salvaguardando l’ambiente portuale da eventuali inquinamenti.

Per la Port Authority di Rotterdam, questa nuova piattaforma di informazioni, significa collaborare con agenti marittimi, operatori e lavoratori portuali, oltre a piloti, rimorchiatori e ormeggiatori. I dati della navigazione a bordo delle navi corrispondono alle informazioni del porto, così come le informazioni utilizzate nelle catene logistiche. Tutto questo per Rotterdam significa assistenza puntuale con una pianificazione trasparente ed efficiente, ottimizzando l’organizzazione portuale nei servizi utili alla nave, oltre all’uso dei terminal e bunker.

 

Abele Carruezzo

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IMO alla Conferenza annuale della Camera dello Shipping

LONDRA – Conferenza 2017 dell’International Chamber of Shipping importante per le novità normative IMO introdotte nel settore dei trasporti marittimi. Basti ricordare che da questo settembre è entrata in vigore la Convenzione sulla gestione delle acque di zavorra e l’impegno profuso dall’ICS, tramite il suo presidente, Esben Poulsson, a chiedere all’IMO una deroga non è stato sufficiente; oltre alle direttive per il trasporto di carichi pericolosi, la verifica della misura della massa dei container e soprattutto alla riduzione dei gas serra in atmosfera prodotti dalla propulsione navale.

Parole chiare sono state dette proprio dal Segretario generale dell’IMO, Kitack Lim, ospite del meeting la scorsa settimana. Il suo intervento è sembrato per la maggior parte dei presenti come un monitor a sostenere le sfide innovative che lo shipping mondiale dovrà affrontare. Due sono le questioni all’o.d.g. di questo fine 2017, la riduzione delle emissioni nocive in atmosfera e le specie invasive introdotte con le acque di zavorra, comprese le incrostazioni di microrganismi sugli scafi delle navi. Due problemi che hanno in comune la salvaguardia dell’ambente marino e che impegneranno l’IMO nel prossimo futuro.

Il Segretario Lim ha rivendicato l’operato dell’Organizzazione marittima mondiale una serie di misure intese a controllare le emissioni dal settore dei trasporti marittimi. Grazie alle convenzioni e misure IMO, l’intero settore dello shipping è stato la prima industria ad applicare misure obbligatorie di efficienza energetica a livello mondiale, atte ad affrontare le emissioni di gas serra. Lim ha ricordato la misura relativa alla raccolta e alla comunicazione obbligatoria dei dati di consumo di olio combustibile per le navi oltre le 5000 tonnellate di stazza lorda ed altre misure, in accordo con gli Stati membri e per una strategia comune, che saranno adottate il prossimo anno.

Ancora sulle emissioni è confermata la strategia approvata dagli Stati membri a rispettare la tabella di marcia approvata, cioè di confermare il 2020 come data di attuazione per la riduzione obbligatoria a livello globale del tenore di zolfo dell’olio combustibile utilizzato da navi. Per quanto riguarda la gestione delle acque di zavorra, Lim ha sottolineato l’impegno tecnico  della ICS a misure appropriate e semplici per l’implementazione per le navi per conformarsi alla Convenzione sulla gestione delle acque di zavorra dell’IMO.

La Convenzione è entrata in vigore i primi di settembre 2017, non va trascurato che tutte le navi sottoposte sono tenute a gestire la loro acqua di zavorra per evitare il trasferimento di potenziali specie marine invasive. L’attuazione di detta convenzione è in vigore e l’obbligo di scambiare o trattare l’acqua di zavorra vale sia per le navi nuove e sia per quelle esistenti, senza eccezioni e senza ritardi. Occorre avere quella disponibilità tecnica/imprenditoriale da parte degli armatori per eliminare le minacce globali per l’ambiente marino in moto attivo, poiché il problema è stato identificato più di trenta anni fa. L’Intervento del Segretario generale dell’IMO si finisce nell’illustrare l’orizzonte futuro dello shipping mondiale.

Ci troveremo di fronte a nuove opportunità offerte dalle nuove tecnologie e lo shipping mondiale sarà attraversato da una nuova era: le tecnologie emergenti intorno ai carburanti e l’uso di energia, automazione e gestione della nave, i nuovi materiali di costruzione porteranno a nuove generazioni di navi con sostanziali miglioramenti in tutti i settori interessati dall’IMO. In futuro, nel commercio internazionale, bisogna coniugare benefici economici in tempi contro la sicurezza e problemi di sicurezza, impatto ambientale, potenziali costi per l’industria e, non ultimo, l’impatto sul personale sia a bordo di navi e sia a terra. Prossimamente, il Comitato per la sicurezza marittima (MSC) affronterà i problemi di sicurezza informatica, la e-navigation, la modernizzazione delle tecniche di soccorso in mare, la comunicazione della safety, così come la prospettiva emergente delle navi autonome.

 

Abele Carruezzo

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Conferenza Nazionale delle AdSP

ROMA – Gestione dello spazio marittimo europeo, funzionamento dell’Organismo di Partenariato della Risorsa Mare e risorse economiche governative per i porti sono stati i punti focus della prima Conferenza Nazionale delle Autorità di Sistema Portuale, il “parlamentino” dei presidenti delle stesse AdSP. Il tavolo dei quindici presidenti delle AdSP è stato presieduto dal Ministro Delrio con il compito di coordinare il funzionamento, sviluppi e investimenti degli scali italiani. Sulla gestione dello spazio marittimo europeo si è discusso il documento elaborato dal Tavolo Interministeriale di Coordinamento (TIC).

Detto “tavolo” è stato istituito dal decreto legislativo n. 210/2016 con cui l’Italia ha recepito la direttiva comunitaria n. 85/2014 e che riguarda proprio la pianificazione dello spazio marittimo europeo e l’organizzazione delle attività umane nelle zone marine, al fine di  salvaguardare gli obiettivi ecologici, economici e sociali. Si sono approvate le linee guida per l’elaborazione dei piani di gestione dello spazio marittimo: individuare la distribuzione spaziale e temporale delle pertinenti attività e dei pertinenti usi delle acque marine. Sarà, poi, compito del Comitato Tecnico (organo di governance multilivello istituito presso il MIT) elaborare i “piani di gestione” e prima dell’approvazione saranno trasmessi al Tavolo Interministeriale di Coordinamento per attestarne la corrispondenza ai contenuti pianificatori approvati dalla Conferenza Nazionale delle AdSP.

Per quanto riguarda il Partenariato della Risorsa Mare, il ministro Delrio ha ricordato che tale organismo è stato istituito con la legge di riforma dell’84/94 (già art. 11 bis) con funzioni di confronto partenariale su temi come il Piano Regolatore di Sistema Portuale; il Piano Operativo Triennale; i progetti di bilancio preventivo e consuntivo; gli accordi contrattuali del personale e gli strumenti di valutazione del buon funzionamento dell’AdSP. Inoltre, l’organismo di partenariato si esprime su ogni questione in materia di organizzazione e funzionamento del porto proposte dal presidente.

Ricordiamo che i pareri dell’organismo di partenariato si formano per “consensus” dell’ascolto degli interventi dei partecipanti, con una visione inclusiva delle strategie del sistema portuale. Sulle risorse e disponibilità finanziarie, il ministro ha confermato una dotazione di 500 milioni di euro, già spendibili dall’anno in corso in settori infrastrutturali importanti a livello nazionale, tra cui nel settore portuale. Le risorse fanno affidamento al fondo relativo all’art. 202 DL. Vo 50/2016, comma 1, lettera a, e si riferiscono a progettualità nazionali. Queste le premesse.

 

Abele Carruezzo

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IL NAUTILUS Anno 12 N°3

BRINDISI - In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato alle crociere, a livello nazionale ed internazionale, con i nuovi dati di Risposte Turismo: dalla classifica dei porti italiani in base al numero di croceristi alle previsioni per il 2018 con i programmi dei porti già fissati con le grandi compagnie. Poi un focus di Stefano Carbonara sul cyber crimine applicato al mondo dello shopping con lo contromosse necessarie. Da Assologistica arrivano anche le indicazioni per il mondo dei porti e non solo, con tendenze e lacune da colmare. Ad Ancona, Napoli, Trieste, Venezia, Brindisi e Livorno sono dedicati tanti servizi sulle ultime notizie che giungono da questi scali dopo la riforma dei porti..
poseidone danese

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