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Storie scritte da Abele Carruezzo

Brindisi e la sua stella polare … di terra

Brindisi. Ancora una volta questa città è oggetto forse di scambi politici per le prossime elezioni, visto che progetti d’infrastrutture utili allo sviluppo dell’intero sistema aero-portuale (vedasi progetto dello shuttle e le non fermate a Brindisi della “freccia rossa”). Una città, dormiente che si lascia governare da twitter di propaganda verso il “bene comune” – virtuale -  e non da un programma semplice da attuare.

Sicuramente, in questi giorni, la città, tutta presa dall’algoritmo Nato/Israeliano del pre-post bomba, sta trascurando il proprio essere città di mare e portuale. Il Porto di Brindisi si appresta a voltare pagina: o rimane un “museo” della rappresentanza storica o si propone e s’impone di essere una  “gate way” mediterranea del trasporto merci e/o persone che possa dare sviluppo occupazionale al proprio territorio. Fra giorni, il Comitato di gestione dell’AdSPMAM discuterà argomenti che interesano il Porto di Brindisi.

Saranno prese importanti decisioni in merito allo sviluppo del Porto di Brindisi: la realizzazione dei sistemi di ormeggio (briccole) per permettere alle navi ro-ro di attraccare in sicurezza; area relativa al terminal “Il Mondo”, di bagni pubblici non conformi alla storia, dell’altezza di un tensostatico come impedimento ai voli aerei e soggetto a trombe d’aria, progetti dell’ASI ed altro, con il “nuovo”parere negativo – altalenante -  del Provveditorato per le Opere Pubbliche. Progetti che riguarderanno infrastrutture per la possibilità di rendere possibile la mobilità e il trasporto di persone e/o cose. La parola “infrastruttura” impone qualche riflessione: sono (infra) strutture che stanno sotto/dentro un territorio, in questo caso portuale, che serve per fornire servizi utili a realizzare una funzione portuale.

Ricordo che appena lo scorso nove aprile di quest’anno, la Giunta Rossi ha beneficiato del suo “consiglio” monotematico sul Porto di Brindisi: fu approvato all’unanimità un o. d.g. che impegnava Sindaco e Giunta a semplificare rapporti con l’AdSPMAM al fine di  procedere rapidamente a sbloccare l’iter burocratico per la realizzazione di importanti infrastrutture. Tutto il deliberato del Consiglio Comunale non è servito a niente, alla faccia di una maggioranza politica e di un’opposizione, perché tutti i progetti o quasi relativi alla portualità brindisina segnano il passo, mentre altre realtà della Regione Puglia diventano sempre più competitive.

E allora un’altra riflessione: Chi forma un territorio, il popolo o una Giunta comunale, un Sindaco, un Assessore o un Delegato del Sindaco in seno al Comitato di gestione portuale? Sicuramente al Popolo e non altri; anche se sono rappresentanti di parte politicamente relativa! A chi servono queste decisioni non conformi al deliberato di Consiglio Comunale? Chi si vuole servire? E soprattutto queste posizioni non concordate che non generano sviluppo chi le pagherà? Servono ai cittadini di oggi o a quelli di domani?

E nel frattempo che si fa? Ci si mette in coda alle tante crisi di un territorio martoriato da una politica incapace di responsabilità nelle scelte. Scelte di “safety” marittima obbligate, invece, saranno prese per garantire un servizio tecnico-nautico preservando una funzione portuale. Poi si passeggerà per il lungo water front portuale di Brindisi a guardare la “stella polare”, l’Alfa Ursae Minoris, quella si che serviva ai naviganti per determinare la rotta e la propria posizione. Forse l’abbiamo persa di vista? 

 

Abele Carruezzo

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Il “Piano Verde” della Signora Ursula Von Der Leyen grava sullo shipping

Bruxelles. La Commissione Ue inizia, con un certo piglio, la fase propositiva del programma “Green Deal” focalizzando quote e tasse da imporre al settore dei trasporti marittimi, non certo l’unico responsabile dell’inquinamento ambientale e del cambiamento climatico del nostro Pianeta. La Commissione ha pubblicato, l’altro giorno, la propria visione sul Green Deal europeo. Una serie di nuove iniziative politiche – proposte legislative – con i tempi di realizzazione.

Entro marzo 2020, la Commissione proporrà la prima legge europea sul clima contenente l’obiettivo di zero emissioni nette per il 2050, detta di “neutralità climatica”. Per l’inizio dell’estate 2020, saranno proposte le revisioni circa la riduzione dei gas a effetto serra – quote -  per il 2030 ad almeno il 50% e verso il 55%. Per il settore dei trasporti le quote da sopportare saranno pesanti: entro il 2050 è necessaria una riduzione del 90% delle emissioni, con l’impegno da parte della Commissione a mettere a punto una strategia per una mobilità sostenibile e agile (smart) per affrontare tutte le fonti di emissioni di gas.

La Signora von der Leyen ha detto che una parte sostanziale del 75% delle merci trasportate oggi su strada dovrebbe spostarsi sulla ferrovia e sule vie navigabili interne; è intenzione della Commissione proporre una nuova direttiva sul trasporto combinato, volta a sostenere il trasporto marittimo a corto raggio. Oltre alle quote per le emissioni, la Commissione cercherà di fissare i prezzi per i trasporti; i sussidi per i combustibili fossili dovranno essere eliminati e le nuove esenzioni fiscali, compresi i combustibili per uso marittimo, saranno attentamente controllate nella revisione della direttiva sulla tassazione dell’energia, al fine di colmare eventuali evasioni.

La Commissione proporrà inoltre l’inclusione della spedizione delle merci e/o persone nel sistema di scambio di quote di emissioni dell’Ue (ETS). Emissions Trading System – Sistema europeo di scambio di quote di emissioni- è uno strumento adottato dall’Unione europea, in attuazione del Protocollo di Kyoto, per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra nei settori energivori; sostanzialmente fissa un prezzo per la CO2 e scambiarla al fine di ridurre le emissioni; ridurre ancora le quote del sistema ETS dell’UE di scambio assegnate gratuitamente alle Compagnie aeree.

Tutto questo dovrà essere coordinato con azioni a livello globale, in particolare presso l’Organizzazione per l’Aviazione Civile Internazionale (ICAO) e l’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO).Tale sistema è il fulcro su cui si basa la politica dell’Ue per contrastare i cambiamenti climatici riducendo le emissioni di gas serra; una specie di mercato mondiale della CO2 e che si va estendendo velocemente. Sui carburanti alternativi, la Commissione frena e propone di rivedere la direttiva sulle infrastrutture idonee a erogare detti carburanti (vedasi stazioni a Lng).

Ancora una volta, la burocrazia di un’Europa ostacola uno sviluppo infrastrutturale; una Commissione che propone e non fa e non aiuta, lontana dai bisogni di un processo del trasporto marittimo con caratteristiche globali; soprattutto ritarda e si crea un’“Europa” con due velocità: il North range marittimo, già servito da stazioni di Lng e quello Mediterraneo,ancora in fase progettuale. Forse si scelgono strategie per favorire un carburante rispetto a un altro? Si vuole, entro il 2021, rivedere anche il regolamento TEN-T per accelerare lo spiegamento di navi a zero o a basse emissioni; saranno presi provvedimenti sul trasporto marittimo per limitare l’attracco nei porti europei a navi più inquinanti e obbligare l’utilizzo dell’elettricità lungo le banchine portuali.

Il piano a “zero” emissioni riguarderà anche l’inquinamento per l’aria, l’acqua e il suolo, rivedendo gli standard di qualità, allineandoli all’Organizzazione Mondiale per la Sanità. Il tutto si configura con una filosofia praticata dalla Commissione: il prezzo del trasporto deve contenere l’impatto che ha sull’ambiente e sulla salute. Quello che è certo per la Commissione aver computato un Piano d’investimenti ampio e forse poco sostenibile per molti Stati in difficoltà finanziarie/economiche e soprattutto occupazionali.

 

Abele Carruezzo

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Ue: ricapitalizzare la Banca Nord/LB è giusto

Bruxelles. La Commissione europea da il via libera alla ricapitalizzazione della banca tedesca Nord /LB. La stessa Commissione, nell’ultima seduta, ha riscontrato che i piani di ricapitalizzazione della Germania per rafforzare il patrimonio economico della Norddeutsche Landesbank  Girozentrale (Nord / LB), non sono configurabili come “aiuti di Stato”. La misura emanata dal Governo tedesco si riferisce a un investimento diretto di 2,8 miliardi di euro (3,1 miliardi di USD) per realizzare i necessari cambiamenti strutturali  e ridimensionamenti della banca al fine di poter continuare adoperare sul mercato.

Il caso. La banca Nord /LB è di  proprietà di due Stati federali tedeschi e diverse Casse di Risparmio regionali sono di proprietà pubblica. All’inizio del 2019, a seguito della vendita sul mercato di un portafoglio di crediti deteriorati, la banca ha registrato perdite in una delle sue linee di business, proprio quella del finanziamento delle navi. Il bilancio della banca ammonta a circa 150 miliardi di euro; i suoi crediti deteriorati ammontano al 2,7% del totale attivo e sono concentrati nella linea di business del trasporto marittimo, che la banca ora intende abbandonare.

Il piano. Il piano di ricapitalizzazione della Germania mira a mantenere la Nord /LB come una banca stabile e redditizia di proprietà pubblica, al fine di sostenere il futuro consolidamento nel settore bancario tedesco.  La Commissaria responsabile della politica europea alla concorrenza, e vice presidente esecutivo, Margrethe Vestager, ha detto che lo Sato tedesco sta investendo alle stesse modalità e condizioni che un proprietario privato avrebbe accettato, in linea cone le norme dell’Ue in materia di aiuti di Stato. Intanto, la Banca Centrale Europea ha approvato il piano tedesco, lo scorso 29 novembre 2019.  In base al piano di ricapitalizzazione, i due Länder tedeschi, Bassa Sassonia e Sassonia Anhalt, e il sistema di protezione istituzionale del settore tedesco delle Casse di Risparmio (DSGV) stanno pianificando di investire un importo complessivo di circa 2,8 miliardi di euro  nella banca alla fine del 2019.

La Commissione. In particolare, la Commissione Ue ha riscontrato che le misure previste sono attuate a condizioni di mercato: significa che lo Stato riceve una remunerazione in linea con quanto un operatore privato accetterebbe nelle stesse circostanze. Il Land della Bassa Sassonia prevede di fornire garanzie patrimoniali che dovrebbero tradursi in una riduzione di capitale di 0,8 miliardi di euro per la banca, in cambio della corrispondente remunerazione. Pertanto, le misure non comportano aiuti di Stato ai sensi delle norme dell’Ue.

Così, il management della Banca, ringrazia la Commissione Ue, e tira un respiro di sollievo procedendo nella strategia per rafforzare il capitale della banca e realizzare la fase di riallineamento della stessa sul mercato. La Germania chiede l’Ue risponde!

 

Abele Carruezzo

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Kitack Lim rieletto Segretario Generale IMO fino al 2023

Londra. Mr. Kitack Lim,Segretario Generale dell’IMO, rimarrà al suo posto; il Consiglio approva il suo rinnovo e lo rielegge. Ciò significa che Kitack Lim servirà l’IMO per i prossimi quattro anni, fino al 2023. In particolare, il rinnovo della sua nomina è stata approvata dall’Assemblea dell’IMO il 4 dicembre, rendendo operativo il secondo mandato di Kitack Lim al servizio dell’IMO.

Il cittadino sudcoreano sarà responsabile di diverse questioni marittime, come il limite globale dello zolfo e i continui sforzi per ridurre le emissioni marittime. Kitack Lim fu nominato per la prima volta a Segretario Generale dell’Organizzazione nel giugno 2015, dalla 114a sessione del Consiglio IMO ed è l’ottavo Segretario Generale eletto dalla fondazione.

Mr. Lim ha iniziato a partecipare alle riunioni dell’IMO come componente della delegazione della Repubblica di Corea nel 1986 ed è stato impegnato in attività per promuovere la sicurezza marittima attraverso un’attuazione efficace delle convenzioni dell’IMO nel suo paese e in altri Stati membri dell’IMO nella regione asiatica. Buon lavoro per i prossimi quattro anni.

Abele Carruezzo

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Donne di Mare

Londra. La 31a sessione, terminata lo scorso 4 dicembre, segna un punto a favore del genere femminile in campo marittimo. L’IMO si è impegnata a continuare nel solco della campagna di sensibilizzazione riguardo al tema marittimo mondiale sviluppato durante l’anno 2019, in particolare su “gender equality”.

La campagna 2019 – I Am On Board with gender equality (Sono a bordo con l’uguaglianza di genere) –  si è ispirata al tema della Giornata mondiale del mare (Empowering Women in the Maritime Community). In quest’ultima sessione, l’IMO ha adottato una risoluzione che impegna i Governi a continuare su tale tema al fine di realizzare un ambiente di lavoro privo di barriere per le donne nel settore marittimo.

La risoluzione invita i Governi, le Amministrazioni Marittime e l’industria dello shipping mondiale a impegnarsi per realizzare un ambiente di lavoro privo di barriere per le donne, aumentando la presenza delle donne nel settore marittimo e consentendo alle donne di partecipare pienamente e in sicurezza senza ostacoli alle attività della comunità marittima, compresa la navigazione marittima e attività di costruzione navale. Inoltre, le varie Amministrazioni Marittime dovrebbero trovare il modo di superare le barriere nell’intero settore marittimo, prestando grande attenzione al reclutamento, alla promozione, alla formazione, allo sviluppo di capacità e alla cooperazione tecnica.

La creazione di un ambiente senza barriere per le donne contribuirà a facilitare il raggiungimento dell’Obiettivo globale di Sviluppo Sostenibile (OSS, Sustainable Development Goal SDG 5) sulla parità di genere. L’IMO propone anche che l’industria crei un ambiente libero, dopo un anno di azioni per la campagna “responsabilizzare le donne nella comunità marittima”. Il lavoro verso la parità di genere, compresa la promozione di un ambiente sicuro per le donne nel settore marittimo, rimane incompleto e dovrebbe continuare per il 2020 e oltre.

La risoluzione, inoltre, incoraggia a condividere le migliori pratiche per raggiungere la parità di genere; raccogliere, consolidare e analizzare i dati relativi alla partecipazione delle donne al settore marittimo al fine di stabilire una base probatoria per il futuro; individuare le lacune e informare le politiche volte a rimuovere gli ostacoli e ad aumentare la partecipazione femminile nel settore; incoraggiare, infine, il dialogo aperto e un più ampio impegno tra gli Stati membri e le delegazioni degli osservatori, per raggiungere gli obiettivi di parità di genere.

Abele Carruezzo

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MSC da il benvenuto ai primi ospiti sulla sua isola privata

Miami. Il programma turistico delle crociere della MSC “Open Cay”MSC Marine Reserve è partito ufficialmente il 5 dicembre. La nave da crociera, la MSC Divina ha attraccato al molo dell’isola di proprietà della Società di Navigazione, facendo sbarcare i primi passeggeri ospiti per una esperienza turistica unica.

Ocean Cay è considerata una destinazione tropicale situata nelle Bahamas in cui ogni ospite, avendo completa privacy, partecipa a un programma tutto MSC; spiagge di sabbia bianca, sport acquatici di ogni tipo/specialità, tour dell’isola in catamarani, spa con istituti di benessere/salute all’avanguardia, trattamenti termali o momenti rilassanti in una cabana privata sulla spiaggia, palestre e piscine, oltre alla Laguna Blu.

I crocieristi ospiti possono passeggiare nel villaggio per conoscere i tradizionali mestieri degli artigiani oppure mangiare un boccone nella Seakers Food Court o in uno dei sei food truck in giro per l’isola, gustando cocktail e bevande dai bar. Infine si può partecipare a eventi serali, come le tradizionali sfilate di Junkanoo e gli spettacoli di luci del faro. Per realizzare un tale programma, MSC ha collaborato con ingegneri ambientali, salvaguardando l’intera area circostante l’isola e preservando flora e fauna marina nel rispetto della vita.

La Società MSC ha impiegato molte ore di lavoro per ripulire l’isola e sono state rimosse tonnellate di rifiuti industriali storici esistenti nell’area; i materiali sabbiosi, derivati dall’escavo per la costruzione dei luoghi, sono stati depositati in un sito tropicale; le spiagge sono state riportate a nuovo splendore e le intere 64 miglia quadrate di acque protette che circondano l’isola al loro stato originario. Il progetto ha impiegato circa tre anni per essere completato, mentre durante il processo di pulizia sono state rimosse 7.500 tonnellate di rottami metallici; circa 75.000 piante e arbusti sono stati piantati dentro l’area dell’isola, al fine di creare una biodiversità e un ambiente sostenibile.

L’Ocean Cay è frutto di un progetto impegnativo nel rispetto dei principi ecologici universali: moduli costruttivi innovativi a basso impatto ambientale, luoghi dell’isola organizzati dalla costruzione alla stessa gestione dei siti nel rispetto delle attività e tradizioni dell’isola stessa, senza nessuno stravolgimento di usi e costumi. “Avere i primi ospiti che arrivano sull’isola è un momento di grande orgoglio per tutti noi di MSC Crociere” , ha dichiarato Pierfrancesco Vago, presidente esecutivo di MSC Crociere. “Ocean Cay” è il secondo grande progetto realizzato da MSC, dopo il lancio della sua più grande nave “MSC Meraviglia”.

Sono quattro le navi di MSC Crociere che faranno scalo a Ocean Cay MSC Marine Reserve in diversi giorni della settimana: la MSC Armonia, MSC Divina, MSCA Seaside e MSC Meraviglia. All’inizio di questo 2019, la MSC Crociere ha ottenuto l’approvazione per la costruzione del nuovo terminal crociere nel porto di Miami.

Abele Carruezzo

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Antitrust apre istruttoria per roaming marittimo

Roma. Capita che imbarcandosi su una nave o traghetto, da un porto di partenza a quello d’arrivo, lungo rotte non costiere italiane,  il cellulare o tablet segna sulla sim un prelievo di euro per il roaming non richiesto, che in questo caso non è terrestre, ma si tratta di un roaming marittimo. Il titolare della scheda telefonica non viene informato e neanche la Compagnia di Navigazione non produce adeguata informazine all’atto dell’imbarco. In una società, in cui le informazioni social viaggiano alla velocità della luce, utenti hanno prodotto denuncia all’Antitrust italiana.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha avviato tre procedimenti istruttori nei confronti di Telecom Italia, Wind Tre e Vodafone Italia per presunte pratiche commerciali non corrette per fornitura non richiesta del roaming marittimo. Il roaming dati è un particolare procedimento, che consente di utilizzare il proprio telefonino anche quando ci si trova in un posto in cui non ci sono infrastrutture del proprio operatore telefonico.

Il roaming marittimo, in particolare, è un servizio che permette ai passeggeri di una nave in navigazione di usufruire dei servizi di comunicazione mobile anche in assenza di copertura della rete terrestre. In sostanza, il servizio di roaming marittimo abilita, lontano dalla costa, i cellulari, tablet e pc tramite il collegamento satellitare, reso possibile con stazioni base installate a bordo delle navi; il servizio cessa quando la nave si riavvicina alla costa e i dispositivi mobili si riagganciano alla rete terrestre.

L’istruttoria dell’Autrità Antitrust è rivolta non solo alle società di telefonia mobile, ma anche alle Compagnie di Navigazione (Grimaldi Group, Grandi Navi Veloci, Compagnia Italiana di Navigazione) perché avrebbero omesso informazioni all’imbarco sull’esistenza di un roaming marittimo a bordo delle proprie navi.

 

Abele Carruezzo

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Yacht da dichiarare all’Agenzia dell’Entrate

Un fine settimana nelle acque marchigiane difficile per alcuni diportisti che hanno evaso il fisco.

Il fatto. La Guardia di Finanza – sezione aeronavale  marchigiana –  ispezionando circa 120 imbarcazioni, 61 yacht, battenti bandiera estera, ha rilevato che i proprietari  non hanno mai dichiarato all’Agenzia dell’Entrate la disponibilità e il valore di mercato della loro barca. Si parla di un valore di beni intorno ai sette milioni di euro, per cui i trasgressori sono stati sanzionati e messi sotto indagine per eventuali altre evasioni fiscali.

L’indagine era iniziata, tempo prima con la Capitaneria di Porto che aveva scoperto diportisti che operavano  attività di “affitto”- in nero -  delle loro barche a vela e a motore a turisti. La G. di F. ha operato la sua missione in più fasi: in mare ispezionando il mezzo; poi amministrativamente con i dati documentali relativi agli armatori e alla loro dichiarazione dei redditi; si è rilevato che la maggior parte delle barche controllate ed irregolari erano ormeggiate in porti turistici delle Marche; altre barche su controlli in mare quando erano in transito lungo le coste italiane, da Gabicce a Porto d’Ascoli.

Note. La prima riflessione da fare è che la risoluzione dell’Agenzia dell’Entrate n° 172 del 3 luglio 2009 ha creato alcuni problemi pratici: “si affermava che gli yacht acquistati e detenuti all’estero devono essere dichiarati nel modello Unico al quadro RW” perché sono investimenti che potrebbero produrre redditi suscettibili di tassazione in Italia.

La risoluzione sottintende che tutte le barche battenti bandiera comunitaria o iscritte nei registri esteri, devono essere soggette al monitoraggio fiscale di cui al quadro RW; ed ancora la risoluzione precisa che la compilazione del quadro RW è obbligatoria per tutte le attività od investimenti esteri in grado di produrre redditi imponibili nel nostro paese. In realtà, l’obbligo di compilazione del modello RW è certamente obbligatorio nel caso in cui una persona fisica detenga una imbarcazione con bandiera extra UE, al pari di qualsiasi altro bene immobile comprato all’estero, anche se l’imbarcazione è detenuta in un paese della UE e non produce reddito.

Però distinguiamo: 1. un’imbarcazione battente bandiera comunitaria, ormeggiata in un porto turistico italiano e navigante, cioè  detenuta in Italia da un cittadino italiano, non deve essere dichiarata nel modello RW solo se non produce redditi imponibili; 2. se l’imbarcazione viene ceduta a titolo oneroso deve essere dichiarata nel quadro RW; 3. yacht battente bandiera comunitaria, detenuto all’estero, deve essere dichiarato nel modello, in quanto assimilabile ad un investimento estero,come altri immobili, e quindi potrebbe produrre redditi imponibili in Italia.

L’Agenzia dell’Entrate obbliga la compilazione delle sezioni II e III del riquadro RW anche se nell’anno di riferimento della dichiarazione l’imbarcazione non ha prodotto redditi, ma tenuta a disposizione del proprietario. Per quanto riguarda i natanti non iscritti in registri esteri, nessuna dichiarazione è prevista; al contrario seguono le stesse regole delle imbarcazioni da diporto.

Conclusioni. Il proprietario italiano (figura diversa da armatore, ma che potrebbe coincidere) di un’imbarcazione, battente bandiera Greca, detenuta in Italia e che non produce redditi, non è tenuto ad indicare la barca nel modello UNICO;mentre se viene noleggiata a titolo oneroso deve essere dichiarata nel quadro RW. Non è possibile detenere una barca, battente bandiera non Ue, per più di sei mesi, passato tale periodo, l’imbarcazione deve essere assoggettata alle norme fiscali Ue e quindi pagare l’IVA.

Mentre se si detiene una barca, battente bandiera extra Ue, e non dichiarano mai il passaggio perché ogni sei mesi escono dalle acque territoriali comunitarie, pur essendo gli effettivi proprietari (non noleggiatori) rischiano di incorrere nel reato di contrabbando con conseguente confisca e svariate sanzioni per evasione fiscale. L’operazione marchigiana ha portato a molti proprietari di avvalersi del “ravvedimento operoso”, ottenendo uno sgravio fiscale tra il 3% e 15%  del valore del bene, se la sanzione è pagata subito.

Abele Carruezzo

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Consiglio Ue su “Trasporti, telecomunicazioni ed energia”

Bruxelles. Nella prossima seduta del 2 dicembre, il Consiglio Ue mira a concordare una serie di proposte: revisione dei diritti dei passeggeri nel trasporto ferroviario; razionalizzazione delle misure di rilascio delle autorizzazioni per promuovere la realizzazione della rete transeuropea di trasporto (TEN-T);  aggiornamento delle norme dell’Ue sulla tariffazione stradale (Eurobollo) per affrontare questioni riguardanti il finanziamento delle infrastrutture stradali, la congestione e l’impatto ambientale.

Sulla questione del rilascio dell’autorizzazione per progetti riguardanti le TEN-T, ricordiamo che già quest’argomento faceva parte del pacchetto “Europa in movimento” al fine di rendere la mobilità europea più sicura, più pulita, più efficiente e più accessibile. Molti investimenti volti al completamento della TEN-T sono soggetti a complesse procedure di rilascio di autorizzazioni, di appalto transfrontaliero e di altro tipo. Per semplificare i vari iter burocratici, il Consiglio è chiamato a rendere più chiare le procedure e renderle soprattutto contemporanee.

La proposta messa in discussione lunedì’ 2 dicembre prossimo, intende istituire un’unica autorità competente (sportello unico) responsabile dell’intera procedura, che funga da unico punto d’ingresso per promotori del progetto e altri investitori; stabilire procedure integrate che portino all’assunzione di una decisione globale; definire i termini temporali per una procedura con un limite massimo non superiore a 4 anni dal suo inizio.

La Germania, su questo punto, esige garanzie per non pregiudicare i criteri di valutazione sostanziali di un progetto derivanti dalle disposizioni del diritto materiale; ma interessi solo le disposizioni in merito alla velocizzazione procedurale e che la proposta miri solo a regolamentare  i tempi e l’organizzazione formale dell’iter autorizzativo. La Ministra, Paola De Micheli, oltre a valutare le proposte in oggetto del Consiglio, porterà al vaglio della Commissione Europea anche la proposta della Regione Sardegna sulla continuità territoriale (nuovo regime degli oneri di servizio pubblico) relativa ai collegamenti aerei con l’isola, cercando di superare le criticità avanzate dalla Commissione.

 

Abele Carruezzo

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Ursula von der Leyen al Parlamento Europeo

Strasburgo. Il Parlamento Europeo ha ratificato la nomina della nuova Commissione Europea presieduta dalla tedesca Ursula von der Leyen. L’organo esecutivo dell’Ue si insedierà ufficialmente l’1 dicembre prossimo. Su 751 eurodeputati, la ratifica ha ottenuto 461 voti a favore (Popolari, Socialisti e Liberali), 157 contrari (sinistra radicale e destra) e 89 astenuti (Verdi e M5S). Un discorso tutto articolato sul clima come strategia di crescita della new Europe da declinare in tutti i settori.

Ha rilevato che l’Europa crescerà se sarà in grado di porsi l’obiettivo a essere leader mondiale per una nuova guida verde, quasi una nuova “costituzione europea verde”. Sembra un obiettivo molto grande e molto lontano da raggiungere se si guarda alle difficoltà che molti Paesi Ue e non stanno incontrando per una decarbonizzazione forzata.

Forzata, perché la Commissione di Ursula von der Leyen chiederà fondi economici aggiuntivi al bilancio Ue 2020 per portare avanti un simile programma; per questo il budget dovrà essere notevolmente modernizzato e cioè più fondi. Poi è da tener presente che sulle emissioni di gas serra – e per fronteggiare i cambiamenti climatici – l’Europa è complice solo dell’8% rispetto alla globalità dei Paesi e per questo occorrerà una “parità” di condizioni di mercato. Inoltre, la Presidente della Commissione Ue non tiene conto delle difficoltà finanziarie, economiche e occupazionali che Paesi, come l’Italia, Spagna, Portogallo e soprattutto Grecia, stanno affrontando. Il discorso si preoccupa più referenze europee e delle capacità dei Commissari senza proporre risoluzioni ai tanti problemi chela Ue dovrà affrontare in futuro.

“Dobbiamo mostrare – ha detto la Presidente – ai nostri partner delle Nazioni Unite che possono fare affidamento su di noi, ai paesi dei Balcani occidentali che condividiamo lo stesso continente, la stessa storia, la stessa cultura e che condivideremo lo stesso destino: le nostre porte rimangono aperte”. L’Europa dovrà modellare un migliore ordine mondiale – continua von der Leyen – “un ruolo guida”, che sia “una forza motrice” nelle relazioni internazionali; dimenticando che quest’ordine da riproporre ai Paesi UN non potrà essere solo a trazione francese e/o tedesca.

“Nell’era digitale, dobbiamo continuare il nostro percorso europeo”. L’Europa è attualmente in procinto di acquistare uno dei tre super computer più potenti sul mercato mondiale,ma non è ancora capace di costruirlo. La Presidente non ha dubbi che gli impegni sul clima e sulla digitalizzazione porteranno cambiamenti per tutti e poi richiama che “L’agricoltura rimarrà una parte preziosa della nostra cultura e del nostro futuro”, dimenticando quanta distruzione sta operando la “xilella” sugli ulivi italiani. Si richiama che Venezia non può rimanere sottacqua senza nessun piano europeo di difesa della città. Come sul fronte dell’emigrazione solo annunci e promesse d’integrazione mentre persone muoiono in mare.

Questa sarà la Commissione che garantirà la transizione dal materiale all’immateriale; infatti, non si parla quasi più di agricoltura, di pesca, di prodotti alimentari, di energia e di fonti (se il nucleare sarà abbandonato e quanto solare ci sarà), di tutela di un territorio, di reti trasportistiche per la mobilità delle merci e delle persone e della crisi del settore dell’auto. L’Europa del 2050 sarà il primo continente al mondo a essere “carbon neutral”; sarà leader nel digitale e continuerà a essere l’economia che riesce meglio a equilibrare mercato e società. Si spera!

Abele Carruezzo

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IL NAUTILUS Anno 14 N°3

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato allo shipping con un focus sul soccorso in mare e sulla Brexit, il ruolo del porto di Salerno e la "Barletta marinara". Poi un approfondimento sui fari di Brindisi ed uno sul trasporto ad emissioni zero con Emma. E ancora, approfondimenti sulle crociere e sulla sicurezza nei nostri porti.
poseidone danese

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