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Storie scritte da Abele Carruezzo

Stena Impero è “libera di partire”

Londra. E’ da ieri che la petroliera inglese, Stena Impero, è libera e pronta a partire lasciando la baia di Bandar Abbas. L’ha affermato l’ambasciatore iraniano nel Regno Unito, Hamid Baeidinejad, a seguito della fine del processo giudiziario. La Stena Impero era stata posta sotto sequestro con i suoi 23 membri di equipaggio dalle Guardie rivoluzionarie islamiche il 19 luglio scorso per presunte violazioni delle norme internazionali sul trasporto marittimo nello Stretto di Hormuz.

La Società armatoriale Stena Bulk ha sempre dichiarato che non vi sono indicazioni certe che la nave abbia violato le regole internazionali sul trasporto marittimo. Il sequestro della petroliera è stato considerato dai media come un atto di ritorsione poiché la Gran Bretagna aveva sequestrato la petroliera iraniana al largo di Gibilterra.

A seguito delle dichiarazioni dell’ambasciatore dell’Iran nell’UK, la Società di consulenza marittima, la TankerTrackers, ha pubblicato immagini satellitari secondo le quali la nave non è più situata nella posizione di detenzione all’àncora; la stessa società ha aggiunto che sono impegnati a ri-posizionare la petroliera,mentre il suo AIS sembra essere spento.

Intanto, note di stampa turca riferiscono che l’Iran è impegnata in un programma di esercitazioni navali congiunte con Russia e Cina nel Golfo di Oman e nell’Oceano Indiano, per mitigare le tensioni in quell’area marittima.

 

Abele Carruezzo

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Per mare e trasporti “green” inizia da MOLA DI BARI

Mola di Bari-La Thesi S.r.l. di Mola di Bari da oltre venti anni ha un “mare di cose da dire”, ma soprattutto da fare circa la formazione superiore dei marittimi imbarcati su navi mercantili.  La Costa Crociere, leader nel mondo delle crociere, ha scelto di sostenere il clima e di salvaguardare l’ambiente marino con l’uso di combustibili green per la propulsione delle sue navi.

S’Inizia con la sua nuova ammiraglia, la Costa Smeralda, una nave lunga 337 metri che ospita 6522 passeggeri con 1678 di equipaggio. Costa Smeralda è una nave “green” perché utilizza la nuova tecnologia di propulsione con combustibile LNG.  Si tratta del combustibile fossile più “pulito” in commercio e rappresenta la soluzione maggiormente praticabile per gestire i limiti sempre più stringenti nell’ambito delle emissioni.

L’uso del LNG permette, infatti, di azzerare le emissioni di anidride solforosa (SOx), di ridurre del 25% quelle di anidride carbonica (CO2), dell’85% quelle di ossidi di azoto (NOx) e del 95% quelle dei particolati (PMs). LNG, combustibile inodore, atossico  e non corrosivo, per la Costa Crociere è stata una scelta strategica  per rispondere agli obiettivi dell’Agenda 2030 di sviluppo sostenibile e nel rispetto delle norme internazionali, IMO  Solas, Marpol e STCW, la Costa Smeralda è una nave soggetta a Codice IGF (International Code for Ships  using gases and other Low Flashpoint Fuel -  Codice di Sicurezza internazionale per la nave che utilizza gas o altri combustibili a basso punto di infiammabilità).

Per questo i comandanti, gli ufficiali di macchina e chiunque altro abbia diretta responsabilità per la cura e l’utilizzo dei gas come combustibile e dei relativi sistemi di buncheraggio a bordo di queste navi devono essere in possesso di un certificato di addestramento avanzato per poter prestare servizio a bordo di tali unità (D.M.16/11/ 2017n. 282, dispone l’istituzione del corso di formazione e addestramento per il personale marittimo in servizio su navi soggette al Codice IGF).

Il corso definisce le conoscenze e l’addestramento necessari per acquisire le competenze in materia di gestione, funzionamento dei sistemi a gas o altri combustibili con basso punto d’infiammabilità, nonché la conoscenza degli aspetti di sicurezza, di emergenza e di protezione ambientale correlati alla movimentazione, allo stoccaggio e all’utilizzo degli stessi come combustibili.

Oggi, a Mola di Bari, presso la Thesi – Centro di Alta Formazione per Marittimi – ha avuto inizio per Comandanti e Ufficiali di Costa  Smeralda  il primo corso di formazione e addestramento  sui combustibili green.  “E’ con orgoglio – afferma il direttore del Centro, Comandante Simone Quaranta – che vi comunichiamo di essere l’UNICO Centro di Formazione in Italia, autorizzato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a somministrare il corso di Formazione e Addestramento per il personale marittimo in servizio su navi soggette al Codice IGF”.

Ed ancora, “… quando vedrete questo immenso colosso solcare i mari o in qualche spot televisivo, quando farete una meravigliosa crociera su questa splendida nave , sappiate che THESI S.r.l. ha permesso che questa moderna ed innovativa nave potesse operare!  La propulsione a Metano di questa nave verrà gestita da Ufficiali di altissimo livello tecnico, abilitati dal Comando generale delle Capitanerie, a seguito di un intensissimo percorso formativo eseguito da THESI S.r.l.”.

Conquistare la fiducia del maggior Operatore mondiale delle crociere (Gruppo Carnival) per questa fondamentale fase epocale del loro sviluppo tecnico e commerciale, riempie di legittimo orgoglio l’intero staff della Thesi e con l’augurio che il futuro della propulsione e navigazione marittima italiana inizia a MOLA DI BARI.

Abele Carruezzo


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UCINA presenta La Nautica in Cifre

Genova. Il Salone Internazionale della Nautica di Genova mostra le “cifre”, significative, della nautica in Italia. Il convegno di ieri, Boating Economic Forecast, è stato l’occasione per presentare la nuova edizione de “La Nautica in Cifre”, l’annuario statistico realizzato dall’Ufficio Studi di UCINA Confindustria Nautica in partnership con Fondazione Edison e con il patrocinio del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Uno strumento editoriale che fornisce una serie di dati e contenuti importanti per imprese, istituzioni e operatori di settore al fine di analizzare il quadro economico dell’industria italiana della nautica da diporto.

Per il quarto anno consecutivo si registra una crescita a due cifre, di questo settore; infatti, la nautica da diporto e l’intera industria hanno registrato in Italia una ripresa significativa e consolidata da quella minima del 2013. Il fatturato globale del settore del 2018 pari a 4,27 miliardi di euro, con un 10,3% in più rispetto al 2017, dimostra una capacità operativa dell’intera filiera e testimonia una performance che nessun altro settore industriale dell’Italia è stato in grado di generare. Il numero degli addetti diretti aumenta del +13,8% sul 2017, registrando un totale di 22.310 unità; il contributo della nautica al PIL – di 2,02 per mille – in aumento del 10.6% rispetto all’anno precedente.

Anche il mercato interno dell’intera industria della nautica registra un trend positivo, con un 10,7% in più, per un totale di 1,48 miliardi di euro, con un aumento specifico del 15,2% relativo alla produzione italiana della cantieristica da diporto. In particolare, la cantieristica cresce del 64,5% sul totale; segue il settore degli accessori con una quota del 27,1% e dai motori con l’8,4% del totale. L’eccellenza della produzione italiana, riconosciuta in tutto il mondo, conferma il trend positivo delle esportazioni e promuovendo il nostro Paese leader internazionale nella produzione di superyacht (barche sopra i24 metri di lunghezza).

Il rapporto de “La Nautica in Cifre” di quest’anno, riferendosi alla classifica del 2018 degli esportatori mondiali nel settore della cantieristica nautica, posiziona l’Italia al secondo posto, dopo i Paesi Bassi, con 2.175 milioni di dollari e il 13,2% di quota export mondiale, in crescita del 15,1% rispetto al 2017. Durante il convegno, il presidente di UCINA, Sergio Cecchi, ha detto: “ I dati presentati oggi confermano che il nostro settore è quello su cui il governo deve puntare per far crescere economia e occupazione, in particolare per il significativo incremento della forza lavoro, che nell’ultimo biennio ha registrato una crescita di oltre il 20% degli addetti diretti”.

È intervenuto anche Enrico Duranti, presidente dell’Associazione Italiana Leasing, affermando che il settore del leasing finanzia per l’80% gi acquisti di barche. Mentre Marco Fortis della Fondazione Edison ha riferito che la produzione nazionale del settore nautico è articolata e di eccellente qualità e tocca diverse tipologie di prodotto.

A margine del Convegno, il Sottosegretario agli Esteri Ivan Scalfarotto, ha dichiarato: “Sono contento di aver partecipato all’apertura del Salone Nautico a Genova, appuntamento fondamentale per questo settore di spicco dell’economia italiana anche in termini di export. Il Governo è attento e vicino a questa industria che contribuisce a rendere l’Italia celebre nel mondo.”- Si spera – .

 

Abele Carruezzo

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Genova città della nautica

Genova. Parte la 59a edizione del Salone Nautico e Genova si conferma sempre più come “città della nautica” e capitale dello yacht – shipping, al centro del panorama mondiale della nautica, della sua industria, delle filiere, del turismo costiero. Dal 19 al 24 settembre, 986 espositori e oltre mille imbarcazioni, buyer esteri provenienti da venticinque nazioni, 98 eventi in programma, convegni iniziative speciali di settore, coloreranno di blu la città di Genova e l’Italia che ancora rimane leader mondiale del settore della nautica, con un valore economico di tutto rispetto e con poli produttivi di eccellenza.

Il Salone Nautico di Genova rimane da sempre un’esposizione del meglio di una produzione italiana di unità da diporto di tutte le dimensioni, dal piccolo gommone al superyacht, di componenti, accessori, motori servizi, porti e porticcioli fino alle filiere del turismo nautico in forte crescita. Genova, “città della nautica”, agorà e momento di aggregazione culturale, formativo e sociale, è ancora il “luogo”, materiale ed immateriale, in cui il Made in Italy e l’arte del sapere nautico si trasforma in un saper fare nautica, con una storia consolidata in tutto il Mediterraneo, passando per marinai e marittimi, per navigatori interpreti di una navigazione come scienza degli itinerari, sia per diporto e sia lungo le rotte mercantili.

Per questa 59esima edizione del salone Nautico è stato confermato il format dell’evento “multi specialista”declinato in quattro saloni: un Salone Tech Trade dedicato alla componentistica e agli accessori; un Salone della Vela (Sailing World); un Salone del mondo del fuoribordo (Boat Discovery) e un Salone con area Yacht e Superyacht.

Si avrà la collaborazione del Ministero dell’Ambiente, Legambiente su tutto ciò che riguarda il new green deal; con Federturismo per comporre strategie di turismo nautico in tutta la costiera italiana; con l’Università di Genova per il progetto “Università del Mare”; con il Comune di Genova per un “Genova hub del mare”; con Confindustria Bruxelles per i finanziamenti europei e con Retimpresa per l’opportunità per le aziende di sistema. Un anno dopo il crollo del ponte Morandi, Genova ha ripreso a navigare lungo la sua rotta e il Salone Nautico dimostra la continua crescita.

 

Abele Carruezzo

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Il porto di Rotterdam verso l’economia circolare

Rotterdam. Il porto e la zona industriale di Rotterdam sono perfettamente adatti per dare forma all’economia circolare. Questo è quanto si afferma in Autorità Portuale e sarà ulteriormente rafforzato negli anni a venire: entro il 2050, le attività industriali e logistiche locali nella regione saranno completamente declinate nella filosofia della “circular economy”. Le premesse ci sono tutte: la regione portuale, industriale e retroportuale di Rotterdam  ha un’alta concentrazione di materie prime e flussi residui da numerose attività industriali e logistiche.

In Autorità Portuale sono convinti che se si voglia affrontare con più efficacia le fluttuazioni geo-politiche ed economiche e fungere da attrattore per l’innovazione e nuove imprese, occorre incidere affinché il porto di Rotterdam divenga un hub sostanziale dell’economia circolare, creando così valore economico e sociale per tutta la regione, oltre ad aiutare a raggiungere gli obiettivi climatici prefissati.  Un’economia basata su principi “lineari”: estrazione di materie prime, trasformazione in prodotti, consumati e trattare i residui come “rifiuti”, per poi finire in discarica o in un inceneritore, non è più sufficiente, anche se in Olanda si riesce a trattare volumi sostanziali di rifiuti.

In un’economia circolare “non esistono rifiuti”; è possibile lavorare e chiudere il ciclo – processo – prodotto dall’inizio alla fine, con l’attenzione rivolta alla generazione del massimo valore dalla più piccola quantità possibile di materie prime. Rotterdam, grazie alla sua forte posizione internazionale, ospita uno dei più grandi complessi di raffinerie e impianti chimici al mondo; e grazie alle estese connessioni di rete del porto con l’entroterra, questo rende il proprio porto un hub circolare ideale per la transizione delle materie prime.

La strategia futura dell’Autorità Portuale si fonda su linee progettuali come: recupero delle risorse (invece di scartare e incenerire, riciclare materiali che diverranno ‘primi’ per altre aziende); materie prime circolari (rinnovabili) come vegetali che possono essere utilizzati nell’industria di produzione di biocarburanti e prodotti biochimici; prolungare la vita utile (attraverso la manutenzione e le riparazioni, la rigenerazione o le vendite/acquisiti di seconda mano); modelli condivisi (economia condivisa) come ad esempio un’auto oppure attrezzature varie per il lavoro; prodotto come servizio (noleggio,contratto di locazione o contratto utente). Tutto questo porterà a nuovi modelli di business in grado di supportare l’industria esistente nel passaggio da fossili a bio – basati e circolari, investendo, avendo nuove prospettive e consorziando aziende per attrarre nuova industria.

 

Abele Carruezzo

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London Shipping Week internazionale

Londra. Il 2019 è stato designato dall’IMO come l’anno da dedicare all’”Empowering women in the maritime Community”- ponendo l’accento al potenziamento delle donne – . Inmarsat e WISTA International, in un seminario organizzato durante la London Shipping Week della settimana scorsa (9 – 13 settembre), hanno esplorato il tema della diversità e della digitalizzazione nel settore marittimo.

Nell’introdurre l’evento, il segretario generale dell’IMO, Kitack Lim ha dichiarato: “Se la natura fondamentale del lavoro sta cambiando, questo è il momento perfetto per riesaminare e rivalutare i ruoli e le aspettative tradizionali nella forza lavoro; questo significa abbracciare le diversità e uguaglianza”. Ha sottolineato che la promozione dell’uguaglianza di genere nel trasporto marittimo è importante non solo per se stessa, ma anche per la realtà pratica che il trasporto marittimo deve attirare talenti da ogni angolo del globo e da ogni settore della popolazione per garantire la propria sostenibilità.

Da oltre trent’anni l’IMO ha avviato un programma di grande successo per promuovere le donne nella comunità marittima. Oltre alle opportunità di formazione, l’IMO ha facilitato la creazione di sette associazioni regionali per le donne nel settore marittimo in Africa, Asia, Caraibi, America Latina, Medio Oriente e Isole del Pacifico; circa 152 paesi e territori dipendenti e quasi 500 partecipanti.

Queste associazioni supportano le donne offrendo opportunità di tutoraggio e di collegamento in rete e molte stanno lavorando per promuovere le carriere marittime alle giovani imbarcate. L’IMO offre borse di studio specifiche per genere sia presso i propri istituti d’istruzione marittima – l’International Maritime Law Institute e la World Maritime University – che in altri.

Quest’anno per aiutare a celebrare il tema del mondo marittimo, l’IMO sta intraprendendo una serie d’iniziative ed eventi, cone tavole rotonde, una campagna sui social media e ha lanciato un nuovo film – Turning the Tide -. Un nuovo film dell’IMO che mostra come il programma “Women in Maritime” sta contribuendo a sostenere la diversità di genere nel settore marittimo; film che si può vedere sul seguente sito: https://youtu.be/BTn0rzYF5cE  http://www.youtube.com/user/IMOHQ.

Abele Carruezzo

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I porti europei asset di ‘Green Deal’

Bruxelles. La discussione di questi giorni presso il Parlamento europeo sul ‘Green Deal’ ha portato a riconoscere il ruolo importante che i porti possono svolgere nel processo decisionale. Ursula Von der Leyen, neo presidente della Commissione europea, nel suo intervento ai membri del Parlamento europeo ha dichiarato di essersi impegnata a consegnare, nei suoi primi100 giorni, un ‘Green Deal’ europeo in grado di rendere l’Europa il primo continente nel rispetto del clima e dell’ambiente entro il 2050.

La consapevolezza tra gli Stati membri e le Istituzioni dell’Ue diventa significativa nell’attuare un ‘Green Deal’; accordo per l’ambiente per offrire all’Europa la possibilità di abbandonare la frammentazione delle politiche e incoraggiare le parti interessate nei porti europei a favorire un uso sostenibile delle risorse pubbliche.

Il programma della Von der Leyen, presentato al Parlamento Ue, contiene venti diverse proposte politiche, che vanno dalla creazione di un piano d’investimenti per l’Europa sostenibile, all’introduzione di una tassa sulle frontiere del carbonio, alla trasformazione parziale della Banca Europea per gli Investimenti (BEI) in una ‘banca del clima’ e l’adozione di una nuova politica industriale per l’Europa. Per salvaguardare le politiche d’investimento in tecnologie pulite, l’Ue introdurrà una tassa sul carbonio – in ingresso in Europa – al fine di proteggere le industrie dal dumping ambientale, cercando di equilibrare le politiche industriali e climatiche.

La presidente della Commissione Ue ha affermato che sarà anche essenziale sfruttare il potenziale della digitalizzazione per implementare operazioni intelligenti, senza soluzioni di continuità, e sostenibili nel settore della logistica dei trasporti e creare posti di lavoro agevolando la creatività umana e la capacità di innovare. Infine, per la Von der Leyen, i porti europei non devono essere concepiti come beni ordinari, ma come piattaforme/laboratori avanzati in cui conciliare sia le politiche climatiche e sia quelle industriali dell’Ue, al fine di realizzare le priorità dell’Ue per il futuro.

Abele Carruezzo

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ECSA accoglie con favore i commissari Ue

Bruxelles. Il segretario generale dell’European Community Shipowners’ Associations, Martin Dorsman, in rappresentanza dell’intero settore marittimo Ue, saluta con soddisfazione la designazione del Collegio della Commissione europea presentato alla stampa internazionale dal presidente eletto Ursula von der Leyen. Nel comunicato ECSA di legge: “Apprezziamo molto la designazione del commissario per i trasporti Rovana Plumb, del commissario commerciale Phil Hogan, dei vicepresidenti esecutivi Frans Timmermans e Marghete Vestager, nonché del resto dei commissari designati.

Il 70% del commercio estero dell’Ue è trasportato via mare e il 40% della flotta mondiale è controllato dagli armatori europei. Il trasporto marittimo europeo è una risorsa geostrategica per l’Ue, di fronte alle sfide globali”.  Gli operatori del settore marittimo internazionale di merci, passeggeri e altri servizi dell’Ue, e dell’industria marittima sono felici di collaborare con la nuova Commissione per formulare le migliori politiche e per aiutare l’industria a raggiungere le sue ambizioni.

La nota dell’ECSA continua: “Il presidente von der Leyen sta creando un precedente nel rivoluzionare il modo di lavorare della Commissione, concentrandosi sul fare dei progetti piuttosto che sulla gerarchia di incarichi e della mera burocrazia. Sosteniamo davvero il suo obiettivo di rendere il futuro Collegio più coerente nel suo processo decisionale. In particolare, il nuovo principio ‘One In, One Out’contribuirà a ridurre gli oneri amministrativi per i cittadini e le industrie.

Questi cambiamenti sono molto apprezzati dall’ECSA.”. Parole di fiducia “piena” e nella speranza che il trasporto marittimo Ue  possa contribuire attivamente nel progetto della Ursula von der Leyen nel Green Deal rendendo l’Europa il primo continente al mondo a emissioni zero. La nota ECSA termina: “… la navigazione marittima è già una modalità di trasporto sostenibile e ci impegniamo a diventare presto liberi da emissioni di carbonio entro questo secolo.”

La neo Commissaria ai trasporti, Rovana Plumb è stata eletta all’europarlamento fra le file dei Socialisti Europei nel 2019; già ministro a Bucarest dell’Ambiente (2012-2014) e del Lavoro (2014-2015). Laureata in Ingegneria presso l’Università Politecnica di Bucarest; il nuovo ruolo e di grande responsabilità anche nei confronti del suo Paese che non vanta certamente di ottime reti stradali e soprattutto sicure.

Abele Carruezzo

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La riforma portuale italiana scricchiola?

Non è possibile che la maggior parte delle Autorità di Sistema Portuale della nostra penisola si debbano trovare in una certa difficoltà legislativa – burocratica per operare. Non è possibile che tutte le “azioni” e vari progetti per adeguamenti a funzioni e servizi sono inquinate e non adeguati ai relativi “piani regolatori portuali di sistema”.

Molti porti italiani sono impegnati in una trasformazione culturale e tecnologica in atto nello shipping mondiale: vuoi per navi, per fondali, per banchine, per piazzali, per terminal, per comunicazioni e soprattutto per security e safety. Tutto questo non dovrà essere di scontro fra istituzioni ed Enti territoriali, ma di confronto procedurale in orizzonti sicuri e legali. Forse ancora non siamo entrati nella predicazione verbale di “sistema” e ancora si ragiona e si controlla per “commi” di porto singolo, tralasciando obiettivi strategici di sviluppo  sostenibile per l’ambiente e per il territorio.

E’ di oggi che provvedimenti giudiziari hanno colpito i vertici dell’Autorità di Sistema Portuale di Ravenna:  il presidente Daniele Rossi, il segretario generale Paolo Ferrandino ed un funzionario  tecnico. Ora senza entrare in merito alle questioni, una domanda, retorica, la possiamo rivolgere all’ex ministro Delrio: forse qualcosa nei sistemi portuali non funziona?

Oppure tra i “non detto”vi è la trasformazione di una “governance” su stile europeo per frenare la competitività forte, di oggi,  di porti mediterranei  rispetto a quelli del north range? E’ di ieri la nota della Commissione Ue di rivedere tutto sulle reti TEN-T e sui parametri da ri-formulare nella definizione dei porti “core”?  Se è così i porti del Mare Adriatico settentrionale, centrale e meridionale, si troveranno benissimo.

Abele Carruezzo

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Petroliera Adrian Darya 1 scarica il suo greggio

Teheran. Si cambia pagina. La super petroliera iraniana Adrian Darya 1 ha compiuto le operazioni di discarica del greggio nel Mediterraneo; si pensa nel porto siriano di Tartus. Infatti, la nave era stata fotografata nei pressi del porto già dalla scorsa settimana, quando aveva spento il sistema d’identificazione automatica AIS e si era messa in stato di “for order”.

Questa è la nota – ieri domenica – da Abbas Mousavi, portavoce del Ministero degli Esteri iraniano. La posizione di Teheran è stata precisa: la nave ha attraccato in un porto del Mediterraneo e il greggio è stato venduto sfidando tutte le sanzioni europee e americane con tutte le barriere burocratiche del caso. Mousavi ha affermato che l’Iran non teme nessuna limitazione sulla sovranità della sicurezza della navigazione nelle acque dello Stretto di Hormuz.

Con riferimento alla petroliera inglese Stena Impero, fermata nelle acque del Golfo Persico, il portavoce Mousavi ha detto che sarà “rilasciata” in tempi brevi, una volta concluse le procedure legali. E questo dopo l’avvenuto rilascio di sette dei 23 membri dell’equipaggio della petroliera britannica, fermata dalle Guardie della Rivoluzione islamica lo scorso 19 luglio. Liberate le navi alla loro navigazione ora si dovrà pensare a nuove strategie e nuovi orizzonti, come la telefonata di ieri tra Putin e Macron.

 

Abele Carruezzo

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IL NAUTILUS Anno 14 N°2

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato alla portualità con un focus sulle identità marinare e sul futuro dei lavori portuali, la figura dello skipper e il trattamento dell’acqua di zavorra. Poi una riflessione sul concetto di “Porto come mondo” (prendendo come esempio il porto di Brindisi, tra tutela, valorizzazione ed innovazione). E ancora, approfondimenti sul motto lanciato dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti: #IOSONOMARE, per valorizzare tutte le attività svolte sul mare.
poseidone danese

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