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Storie scritte da Cosimo Salvatore Corsa

Nuova procedura per le prestazioni di malattia dei Lavoratori marittimi

BRINDISI – Con la circolare Inps n. 70 del 17 maggio 2018 l’Istituto fornisce le prime istruzioni operative, di carattere tecnico ed amministrativo, conseguenti al rilascio in produzione della versione implementata dell’anagrafica dei natanti e dell’applicativo reingegnerizzato, ad uso dei datori di lavoro, per la trasmissione dei dati retributivi necessari al pagamento delle prestazioni di malattia ai lavoratori marittimi.Le prime istruzioni operative in materia sono state fornite con la circolare congiunta Inps/Inail n. 179 del 23 dicembre 2013, alla quale hanno fatto seguito ulteriori istruzioni afferenti a specifici aspetti gestionali delle lavorazioni.
In particolare, in una prima fase transitoria, sono state adottate le modalità già in uso presso l’Ipsema e l’Inail, utilizzando la medesima applicazione, opportunamente riadattata alle esigenze gestionali dell’Inps, per le lavorazioni di malattia, maternità e prestazioni a tutela della disabilità, in modo da armonizzare tali lavorazioni con l’iter in uso per le altre categorie di lavoratori assicurati presso l’Istituto.

La Circolare prosegue precisando che l’articolo 10, comma 3, del D. L. 28 giugno 2013, n. 76, convertito dalla legge 9 agosto 2013, n. 99, ha disposto, a far data dal 1° gennaio 2014, il trasferimento all’Inps della gestione diretta delle attività relative all’accertamento e alla riscossione dei contributi e all’erogazione delle prestazioni previdenziali di malattia, maternità, disabilità, donazione di sangue e/o midollo osseo ai lavoratori assicurati presso l’ex-Ipsema e, successivamente, presso l’Inail-settore navigazione.
Procedendo in tale ottica di armonizzazione, sono state effettuate le necessarie implementazioni procedurali che hanno comportato un primo livello di integrazione  delle prestazioni diverse dalla malattia (cfr. la circolare n. 173 del 23 ottobre 2015); inoltre, riguardo alla tutela della malattia, sono state implementate le procedure informatiche per agevolare l’acquisizione degli elementi necessari all’istruttoria attraverso i flussi già in uso ad altri fini, sia riguardo all’anagrafica dei natanti sia riguardo all’acquisizione dei dati retributivi.

In tal modo, l’Istituto ha inteso superare le criticità riscontrate nelle lavorazioni in argomento durante la menzionata fase transitoria, di seguito sinteticamente rappresentate.Ad oggi le comunicazioni relative alle variazioni e prima iscrizione delle anagrafiche navali sono acquisite sia sul sistema di Anagrafica aziende dell’Istituto (ai fini contributivi) sia sul gestionale ex-Ipsema (ai fini dell’erogazione delle prestazioni di malattia), comportando un doppio adempimento da parte degli armatori.

Per l’erogazione delle prestazioni in oggetto, riguardo alla tutela della malattia, l’Istituto effettua la necessaria istruttoria per l’accertamento dei requisiti amministrativi – per talune prestazioni spettanti in presenza di caratteristiche del natante su cui il lavoratore risulta imbarcato – ed effettua il calcolo delle prestazioni sulla base della retribuzione percepita dagli aventi diritto nel periodo di riferimento.
Con riferimento alla comunicazione delle retribuzioni, l’applicativo attualmente in uso consente l’invio delle informazioni esclusivamente per singola posizione.In virtù di tale limitazione, pertanto, per la trasmissione di dati retributivi riferiti a più lavoratori gli armatori utilizzano modalità di comunicazione alternative (ad esempio, la trasmissione a mezzo PEC), con aggravio del processo di lavorazione, gestito manualmente, a carico delle Strutture territoriali INPS.
Tanto premesso, l’Istituto ha inteso superare tali criticità integrando le funzioni per la gestione delle anagrafiche aziendali e realizzando una nuova applicazione web per consentire la comunicazione, anche massiva, dei flussi retributivi.

 

Cosimo Salvatore CORSA

Comunicazione Rls/Rasal: pubblicato il modulo Rls Navigazione

BRINDISI – L’INAIL comunica che è presente sul portale il nuovo modulo per la comunicazione dei rappresentanti dei lavoratori/rappresentanti alla sicurezza dell’ambiente di lavoro, modulo Rls navigazione.

Contestualmente sono state pubblicate le istruzioni.L’obbligo dell’invio della comunicazione è a carico del datore di lavoro/armatore o del comandante della nave. Nella comunicazione devono altresì essere presenti i dati anagrafici dell’azienda e i dati caratteristici dell’unità navale, così come richiesti nel modulo oggetto di pubblicazione.Tutti i dati necessari ad identificare il datore di lavoro e l’unità navale sono obbligatori.

L’armatore/datore di lavoro o il comandante della nave è tenuto a comunicare i nominativi dei Rappresentanti eletti su ogni nave o unità mercantile nuova o esistente, indicando nome cognome, codice fiscale e data di decorrenza dell’incarico.

La normativa trova fondamento nell’art. 18, comma 1, lettera aa) del d. lgs. 81/2008, il quale stabilisce che “il datore di lavoro e il dirigente hanno l’obbligo di comunicare in via telematica all’Inail e all’Ipsema, nonché per il loro tramite al Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro di cui all’art.8, in caso di nuova elezione o designazione, i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.Del pari l’art. 16 del d. lgs. n. 271/1999, dispone che a bordo di tutte le navi o unità di cui all’art. 2 del medesimo decreto, i lavoratori marittimi eleggano il proprio rappresentante, rinviando alla contrattazione collettiva nazionale di categoria la definizione delle procedure elettive.

Inoltre, il comma 5 dell’art.16 prevede che “Per le unità adibite ai servizi tecnico-nautici e portuali, per le navi o unità mercantili nuove ed esistenti di stazza lorda inferiore a 200 e per quelle da pesca nuove ed esistenti di lunghezza inferiore a 24 m o con equipaggio fino a sei unità di tabella di armamento, il rappresentante alla sicurezza puo’ essere eletto nell’ambito del personale appartenente alla struttura armatoriale di terra.”Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito dell’INAIL.

Cosimo Salvatore CORSA

MANIFESTAZIONI SPORTIVE E IMBARCAZIONI DA DIPORTO

BRINDISI – In base all’art. 3 del Codice della Nautica da Diporto per imbarcazione da diporto si intende ogni unità con scafo di lunghezza superiore a dieci metri e fino a ventiquattro metri, misurata secondo la norma armonizzata UNI/EN/ISO/8666, mentre per natante da diporto si intende ogni unità a remi ovvero con scafo di lunghezza pari o inferiore a dieci metri, misurata secondo la norma armonizzata di cui alla lettera c), con esclusione delle moto d’acqua.

Il Codice della Nautica da Diporto di cui al D. Lgs. n. 171/2005, come modificato dal D. Lgs. n. 229/2017, disciplina le modalità di navigazione delle imbarcazioni e dei natanti in occasione di Manifestazioni sportive.In particolare l’art. 30 del citato D. Lgs. n. 171/2005 prevede che le imbarcazioni da diporto, anche se non iscritte nell’Archivio telematico centrale delle unità da diporto (ATCN), ed i natanti ammessi a partecipare alla manifestazione possono navigare senza alcun limite di distanza dalla costa purché l’evento sportivo sia preventivamente comunicato alle autorità competenti ed organizzato dalle federazioni sportive nazionali e internazionali o da organizzazioni da esse riconosciute.

Stessa disciplina derogatoria viene applicata alle imbarcazioni ed ai natanti di cui al comma 1 durante gli allenamenti ad eccezione dei natanti di cui al comma 3, lettera c), dell’art. 27, per i quali è necessaria apposita autorizzazione rilasciata dall’autorità marittima, nonché alle imbarcazioni e ai natanti che partecipano a manifestazioni organizzate dalla Federazione italiana vela e dalla Lega navale italiana.

Nel corso delle manifestazioni sportive e degli allenamenti devono essere osservati i regolamenti per l’organizzazione dell’attività sportiva delle federazioni sportive. Infine una dichiarazione del circolo di appartenenza, con validità non superiore al trimestre, vistata dall’autorità competente nel cui ambito territoriale si trovi la sede del circolo, da cui risulti che l’unità è destinata ad attività agonistica e che si trova in allenamento con un determinato equipaggio, deve essere tenuta a bordo nel corso delle attività preparatorie.

 

Cosimo Salvatore CORSA

CONTROLLI DI SICUREZZA DELLA NAVIGAZIONE DA DIPORTO

BRINDISI – Nell’ambito del Capo II, relativo all’abilitazione alla navigazione delle unità da diporto, fa il suo ingresso l’art. 26 bis del D. Lgs. 18 luglio 2005, n. 171, inserito a seguito delle modificazioni introdotte dal D. Lgs. n. 229/17.

Preceduto dall’art. 26 che si occupa del certificato di sicurezza per le navi e per le imbarcazioni da diporto che attesta lo stato di navigabilità dell’unità e fa parte dei documenti di bordo, nonché dal certificato di idoneità al noleggio che attesta lo stato di idoneità dell’unità al noleggio ed è rilasciato dagli uffici circondariali marittimi e dagli uffici della motorizzazione civile, l’art. 26 bis si occupa di disciplinare, con Decreto del Ministro delle Infrastrutture con direttive da emanarsi entro il 31 marzo di ciascun anno, i controlli di sicurezza della navigazione da diporto in mare.Tale provvedimento è finalizzato a determinare le modalità di svolgimento dei controlli in materia di sicurezza della navigazione da diporto, anche a fini commerciali, al fine di evitare duplicazioni di accertamenti a carico delle unità da diporto, con particolar riguardo alla stagione balneare.

La pianificazione, la direzione e il coordinamento relativo ai controlli in materia di sicurezza della navigazione da diporto sono di competenza esclusiva del Corpo delle capitanerie di porto-guardia costiera. Gli ufficiali e agenti di polizia giudiziaria appartenenti al Corpo delle Capitanerie di porto, nei limiti previsti dalla normativa in vigore (cfr. art. 8-bis, comma 1, del D.L. n. 92/2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 125/2008), procedono con i controlli alle unità da diporto anche mediante accesso all’anagrafe nazionale delle patenti nautiche di cui all’articolo 39-bis del Codice della Nautica da Diporto, ovvero all’Archivio telematico centrale delle unità da diporto (ATCN) e al Centro elaborazione dati di cui all’articolo 9, comma 1, della legge 1º aprile 1981, n. 121.

La finalità della norma trova fondamento nell’istituire di un sistema di controlli di natura preventiva che, a seguito di un accertamento favorevole sulla regolarità della documentazione di bordo, delle dotazioni di sicurezza e dei titoli abilitativi al comando delle unità da diporto, consente di evitare durante la stagione balneare la reiterazione di tali controlli, restando fermi quelli di diversa natura rientranti nelle attribuzioni e nei compiti di istituto propri di ciascuna Forza di polizia.

 

Cosimo Salvatore CORSA

DICHIARAZIONE DI ARMATORE

BRINDISI – Con la revisione del Codice della Nautica da Diporto ad opera del D. Lgs. n. 229/17 diversi articoli e commi sono stati oggetto di modifiche ed integrazioni. In alcuni casi sono state introdotte nuove norme, come nel caso dell’articolo 24 bis che si occupa della dichiarazione di armatore anche nel Codice della Nautica da Diporto.

Nel merito la novellata disciplina prevede che 
chi assume l’esercizio di unità da diporto deve fare dichiarazione di armatore all’Ufficio di conservatoria centrale delle unità da diporto (UCON) tramite lo sportello telematico del diportista (STED). Se l’armatore non vi provvede e l’esercizio non è assunto dal proprietario, la dichiarazione può essere fatta dal proprietario. Tengono luogo della dichiarazione di armatore, le formalità di cui agli articoli 279, 282, secondo comma, del codice della navigazione, quando l’esercizio è assunto dai comproprietari mediante costituzione di società di armamento.

La dichiarazione e la revoca di armatore sono fatte per atto scritto con sottoscrizione autenticata, anche dagli uffici comunali e dai titolari degli sportelli telematici dell’automobilista dichiarazione che può essere resa anche in forma verbale. In quest’ultimo caso la dichiarazione e la revoca sono raccolte dallo sportello telematico del diportista (STED) con processo verbale nelle forme stabilite nel regolamento di attuazione del Codice. In caso di non assunzione in esercizio da parte del proprietario, all’atto della dichiarazione si deve consegnare copia autentica del titolo che attribuisce l’uso dell’unità.

Nella dichiarazione di armatore si devono evidenziare i dati anagrafici, il domicilio o la residenza dell’armatore e gli elementi di individuazione dell’unità. Inoltre quando l’esercizio è assunto da persona diversa dal proprietario, la dichiarazione di armatore, oltre agli elementi precedenti deve contenere i dati anagrafici, il domicilio o la residenza del proprietario e l’indicazione del titolo che attribuisce l’uso dell’unità. L’Archivio Telematico Centrale delle Unità da Diporto (ATCN) accoglie la trascrizione della dichiarazione di armatore mentre la licenza di navigazione riporta l’annotazione

In caso di discordanza tra le varie risultanze prevalgono i dati trascritti nell’Archivio telematico centrale delle unità da diporto (ATCN). Operano poi le presunzioni di legge in materia di dichiarazione di armatore, infatti in difetto si presume armatore il proprietario fino a prova contraria. In caso di unità da diporto concesse in locazione finanziaria, armatore si presume l’utilizzatore dell’unità in locazione finanziaria, fino a prova contraria. L’armatore è responsabile delle obbligazioni contratte, per quanto riguarda sia l’utilizzo che l’esercizio dell’unità da diporto.

Secondo la novellata normativa è previsto che per le obbligazioni contratte in occasione e per i bisogni di un viaggio, e per le obbligazioni sorte da fatti o atti compiuti durante lo stesso viaggio, a eccezione di quelle derivanti da proprio dolo o colpa grave, l’armatore di una unità da diporto di stazza lorda inferiore alle 300 tonnellate può limitare il debito complessivo a una somma pari al valore dell’unità e all’ammontare del nolo e di ogni altro provento del viaggio.

 

Cosimo Salvatore CORSA

ISCRIZIONE DI NAVI DA DIPORTO DOPO LA RIFORMA

BRINDISI – Gli articoli 5 e 6 del D. Lgs. n. 229/2017 hanno apportato rilevanti modifiche all’articolo 15 del Decreto Legislativo 18 luglio 2005, n. 171.In particolare sono interessati dalla modificazione la “rubrica” che attualmente è denominata “Iscrizione” unitamente al comma 1 che è stato rubricato “1. Le navi e le imbarcazioni da diporto sono iscritte nell’Archivio telematico centrale delle unità da diporto (ATCN)”.
Accanto alla figura del proprietario della nave da diporto viene inserita quella dell’utilizzatore in locazione finanziaria. Inoltre le parole “nei registri delle imbarcazioni da diporto” sono sostituite da quelle “nell’Archivio telematico centrale delle unità da diporto (ATCN)”.Per quanto attiene le ulteriori modifiche viene introdotto l’art. 15 bis che è rubricato “iscrizione di navi da diporto”.

Nel merito la novellata normativa prevede che il proprietario o l’utilizzatore della nave da diporto in locazione finanziaria, in nome e per conto del proprietario, munito di procura con sottoscrizione autenticata, chiede l’iscrizione, anche provvisoria, nell’Archivio telematico centrale delle unità da diporto (ATCN), presentando allo Sportello telematico del diportista (STED) il titolo di proprietà e il certificato di stazza.

Non è necessario presentare il titolo di proprietà, fermo restando l’obbligo di presentazione del certificato di stazza o l’attestazione provvisoria, nel caso in cui nell’estratto del registro di iscrizione di provenienza o nel certificato di cancellazione dal medesimo registro o nel certificato sono indicate le generalità del proprietario e i dati identificativi dell’unità. Si prevede inoltre che l’annotazione nel registro delle navi da diporto possa avvenire per utilizzo ai fini commerciali.

In questa ipotesi il proprietario o l’utilizzatore della nave da diporto in locazione finanziaria presenta allo Sportello telematico del diportista (STED), oltre quanto previsto dalle vigenti disposizioni, il certificato di iscrizione nel registro delle imprese o la dichiarazione sostitutiva dalla quale risultano gli estremi dell’impresa individuale o della società esercente le attività previste.

Nel caso di impresa o società estera è richiesto un documento rilasciato dal Paese di appartenenza che attesta la specifica attività svolta dall’esercente.L’iscrizione nell’Archivio telematico centrale delle unità da diporto (ATCN) riporta la denominazione di nave da diporto utilizzata a fini commerciali-commercial yacht. La stessa denominazione è riportata anche nella licenza di navigazione. In qualsiasi momento il proprietario o l’utilizzatore del bene in locazione finanziaria ha facoltà di mutare sempre la destinazione della nave da diporto utilizzata ai fini commerciali in nave da diporto e viceversa.

Infine nel caso di navi provenienti da stati esteri, oltre alla documentazione prevista, è fatto obbligo di presentare l’estratto del registro di iscrizione di provenienza ovvero il certificato di cancellazione dal medesimo registro. In luogo del certificato di stazza, può essere presentata, in via provvisoria e con validità non superiore a sei mesi, l’attestazione di stazza rilasciata dal registro di iscrizione di provenienza.

 

Cosimo Salvatore CORSA

Abilitazione alla Navigazione

BRINDISI – Dalla disamina del Codice della Nautica da Diporto di cui al D. Lgs. 18 luglio 2005, n.171, come modificato dal D. Lgs. n. 229/2017, si ottiene la disciplina delle abilitazioni ai tipi di navigazione.Infatti dopo aver analizzato quali sono i documenti relativi alla navigazione prendiamo in esame le tipologie di navigazione disciplinati dal Nuovo Codice della Nautica da Diporto.Il Codice recita che le imbarcazioni da diporto possono essere abilitate ai seguenti tipi di navigazione.
Per quanto concerne le imbarcazioni senza marcatura CE non vi è alcun limite nelle acque interne, mentre il limite opera fino a 6 miglia dalla costa nelle acque marittime.Diversamente per le imbarcazioni con marcatura CE i criteri utilizzati per determinare tale limiti prendono in considerazione non la distanza dalla costa, bensì le condizioni meteo-marine.Infatti si prevede che non via sia alcun limite, per la categoria di progettazione A di cui all’allegato II.

Per la categoria di progettazione B, di cui all’allegato II, opera il limite con vento fino a forza 8 e onde di altezza significativa fino a 4 metri, mare agitato.Per la categoria di progettazione C, di cui all’allegato II, opera il limite con vento fino a forza 6 e onde di altezza significativa fino a 2 metri, mare molto mosso.Per la categoria di progettazione D, di cui all’allegato II, per la navigazione in acque protette, opera il limite con vento fino a forza 4 e altezza significativa delle onde fino a 0,3 metri.

L’Allegato II del D. Lgs. n. 171/2005 traccia i requisiti essenziali di sicurezza per la progettazione  e  la costruzione delle unità ed indica le categorie di progettazioni fornendo le seguenti definizioni.
A.  In alto mare: progettate per viaggi di lungo corso, in cui la forza del vento puo’ essere superiore ad 8  (Scala Beaufort) e l’altezza  significativa delle onde superiore a 4 m. ma ad esclusione di circostanze anomale; imbarcazioni ampiamente autosufficienti.
B.  Al  largo:  progettate per crociere d’altura, in cui la forza del  vento  puo’ essere pari a 8 e l’altezza significativa delle onde puo’ raggiungere 4 m.
C.  In  prossimità della costa: progettate per crociere in acque costiere,  grandi  baie,  estuari, fiumi e laghi, in cui la forza del vento  puo’ essere pari a 6 e l’altezza significativa delle onde puo’ raggiungere 2 m.
D.  In  acque protette: progettate per crociere in acque costiere riparate, in piccole baie, laghi, fiumi e canali, in cui la forza del vento  puo’ essere pari a 4 e l’altezza significativa delle onde puo’ raggiungere 0,3 m. con onde occasionali di altezza massima pari a 0,5 m. ad esempio a causa di imbarcazioni di passaggio.
Le unità da diporto di ciascuna categoria devono essere progettate e  costruite  conformemente  a  questi  parametri per quanto riguarda stabilità,   galleggiamento   e   gli   altri  pertinenti  requisiti essenziali elencati nell’allegato II e per essere dotate di buone caratteristiche di manovrabilità.

 

Cosimo Salvatore CORSA

DOCUMENTI DI NAVIGAZIONE: Abilitazione alla Navigazione

BRINDISI – Con la pubblicazione del D. Lgs. n. 229/2017 (G.U. n. 23/2018) il Codice della Nautica da Diporto di cui al D. Lgs. 18 luglio 2005, n.171 è stato sostanzialmente modificato.Analizzando il Capo II, che si occupa delle abilitazioni alla navigazione delle unità da diporto, prendiamo in esame la parte del Codice relativa ai documenti e ai tipi di navigazione.

La normativa in questione stabilisce quali sono i documenti di navigazione per le navi da diporto, rilasciati dallo sportello telematico del diportista (STED) all’atto dell’iscrizione.

In particolare la documentazione è quella relativa alla la licenza di navigazione, anche provvisoria, che abilita alla navigazione nelle acque interne e in quelle marittime senza alcun limite nonché il certificato di sicurezza, che attesta lo stato di navigabilità.In maniera analoga i documenti di navigazione per le imbarcazioni da diporto, rilasciati, all’atto dell’iscrizione, dallo Sportello telematico del diportista (STED), sono rappresentati sempre dal certificato di sicurezza, che attesta lo stato di navigabilità, mentre per la licenza di navigazione, anche provvisoria, va precisato che questa abilita al tipo di navigazione consentito dalle caratteristiche di costruzione dell’unità, indicate nella dichiarazione di conformità, UE.

Tale documento viene rilasciato, ai sensi dell’allegato XIV del D. Lgs. 11 gennaio 2016, n. 5, da uno dei soggetti indicati nell’articolo 14, comma 3, del medesimo decreto.Inoltre è previsto il rilascio di un’attestazione di idoneità rilasciata da un organismo tecnico notificato ai sensi del D. Lgs. 11 gennaio 2016, n. 5, ovvero autorizzato ai sensi del D. Lgs. 14 giugno 2011, n. 104.

Infine natanti ed imbarcazioni sono obbligati a tenere a bordo il documento di assicurazione, di identità e se presente un apparecchio Vhf il certificato Rtf, oltre quelli previsti dalle norme in vigore.

 

Cosimo Salvatore CORSA

LE NUOVE CATEGORIE DI PATENTI NAUTICHE

BRINDISI – Come è noto l’art. 39 del D. Lgs. 18 luglio 2005, n. 171, è stato interessato da alcune modificazioni.In particolare il D. Lgs. n. 229/2017, pubblicato sulla G.U. n. 23 del 29 gennaio 2018, apporta dei cambiamenti al capo IV del Titolo II del D. Lgs n. 171/2005.
Anzitutto le parole: “Obbligo di patente” sono sostituite dalle seguenti: “Patenti nautiche”.Ma gli aspetti più sostanziali sono riferibili al comma 1 laddove, con riferimento all’obbligo di conseguire la patente nautica da diporto per poter condurre alcuni tipi di natanti e imbarcazioni o navi da diporto, la lettera b) è sostituita dalla seguente formulazione: per la navigazione nelle acque interne e per la navigazione nelle acque marittime entro sei miglia dalla costa, quando a bordo dell’unità è installato un motore di cilindrata superiore a 750 cc se a carburazione o iniezione a due tempi, o a 1.000 cc se a carburazione o a iniezione a quattro tempi fuori bordo, o a 1.300 cc se a carburazione o a iniezione a quattro tempi entro bordo, o a 2.000 cc se a ciclo diesel non sovralimentato, o a 1.300 cc se a ciclo diesel sovralimentato, comunque con potenza superiore a 30 kW o a 40,8 CV.

Altra novità è rappresentata dal comma 6 che si occupa delle categorie nelle quali si distingue la patente nautica.La nuova formulazione prevede la seguente distinzione:
Categoria A: abilitazione al comando di natanti, imbarcazioni da diporto e moto d’acqua;
Categoria B: abilitazione al comando di navi da diporto;
Categoria C: abilitazione alla direzione nautica di natanti e imbarcazioni da diporto;
Categoria D: abilitazione speciale al comando di natanti e imbarcazioni da diporto.
Viene altresì introdotto il comma 6-bis che prevede che “Le patenti nautiche di categoria A, B e C possono presentare prescrizioni, anche relative alla durata della propria validità, conseguenti all’esito degli accertamenti medici di idoneità psichica e fisica in sede di rilascio o di convalida delle stesse.

Nelle patenti nautiche di Categoria D vi possono essere limitazioni relative alle caratteristiche dello scafo, alla potenza dei motori installati, ai limiti di navigazione, anche entro specifiche distanze dalla costa, e alle condizioni meteomarine. Si confermano inoltre esenzioni, ai fini dell’esame, per alcune categorie di persone, che possono conseguire le patenti nautiche di categoria A e B se ufficiali della Marina Militare del Corpo di Stato Maggiore e del Corpo delle Capitanerie di Porto in servizio permanente.

Possono conseguire le patenti nautiche di categoria A  e B se Ufficiali del Corpo della Guardia di Finanza in possesso di specializzazione di unità navale rilasciata dai Comandi della Guardia di Finanza, nonché per i sottufficiali delle Forze Armate a particolari condizioni.

E’ agevolato il rilascio, senza esame, della Patente Nautica di Categoria A, per il personale delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, in servizio permanente o ufficiale ausiliario o volontario di truppa in ferma breve o prefissata, abilitato al comando navale ed alla condotta dei mezzi nautici da parte della Marina militare, secondo i criteri stabiliti dal regolamento di attuazione del codice.

 

Cosimo Salvatore CORSA

PATENTE NAUTICA: Anagrafe Nazionale

BRINDISI – Con la pubblicazione del D. Lgs. n. 229/2017 sulla G.U. n. 23 del 29 gennaio 2018, recante Revisione ed integrazione del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, recante codice della nautica da diporto ed attuazione della direttiva 2003/44/CE, a norma dell’articolo 6 della legge 8 luglio 2003, n. 172, in attuazione dell’articolo 1 della legge 7 ottobre 2015, n. 167, diversi articoli del codice hanno subito importanti modificazioni.

Prendiamo in esame l’art. 30 del citato D. Lgs. n. 229/2017 che introduce l’art. 39 bis, dopo l’art. 39 del Codice, denominato “Anagrafe nazionale delle patenti nautiche” il quale prevede che ai fini della sicurezza della navigazione e per rendere possibile l’acquisizione dei dati inerenti lo stato degli utenti e dei relativi mutamenti, è istituita, nel rispetto delle disposizioni del codice dell’amministrazione digitale e delle regole tecniche adottate ai sensi dell’articolo 71 dello stesso codice, presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti – Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali e il personale, l’anagrafe nazionale delle patenti nautiche, che include le violazioni di norme.

Sono elementi essenziali dell’anagrafe i dati anagrafici, i dati relativi al rilascio, rinnovo, sospensione revoca, i dati relativi alle violazioni e infine quelli relativi a sinistri marittimi, in cui il titolare è stato coinvolto con addebito di responsabilità, nonché i dati relativi a eventuali sanzioni irrogate

Diversi Enti sono chiamati ad implementare ed aggiornare l’anagrafe, completamente informatizzata, a partire dal Dipartimento per i Trasporti, Capitanerie di Porto, Uffici circondariali marittimi e Uffici della motorizzazione civile.L’accesso ai contenuti nell’anagrafe nazionale delle patenti nautiche è disciplinato e consentito alle autorità pubbliche, alle Forze di polizia, agli ufficiali e agenti di polizia giudiziaria appartenenti al Corpo delle Capitanerie di porto.

 

 

Cosimo Salvatore CORSA

IL NAUTILUS Anno 14 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato ai porti con un focus sulla Via della Seta e sulla via Traiana, il concetto dello IoT-Internet of Things, il contratto di ormeggio e il nuovo concetto di New-Port. Poi una riflessione sul principio di passaggio inoffensivo(riprendendo vicende come quella dell'Aquarius, Open Arms e Sea Watch 3). E ancora, approfondimenti sul potere amministrativo delle AdSP, Mare 2.0 e sulla navigazione delle navi e non delle merci.
poseidone danese

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