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Storie scritte da Cosimo Salvatore Corsa

Frequenza e rilascio attestato corso di indottrinamento alle attività di security per il personale marittimo

BRINDISI – La normativa vigente, come abbiamo già evidenziato, impone l’obbligo di seguire un corso di indottrinamento alle attività di security per personale marittimo e della familiarizzazione alla security per il personale imbarcato.

Il corso si svolge ai sensi della Convenzione Internazionale sugli standard di addestramento, certificazione e tenuta della guardia per i marittimi, STCW’78, come emendata, della Sezione A-VI/6 del relativo Codice STCW, del modello di corso IMO 3.27 e deve essere preventivamente autorizzato, secondo la disciplina di riferimento ovvero il Decreto 3 dicembre 2013 (D.D. n. 1347/2013), pubblicato in G.U. Serie Generale n. 290 del 11 dicembre 2013.

Secondo l’art. 3 del citato decreto che disciplina l’esame e il rilascio dell’attestato al termine del corso di indottrinamento, che ricordiamo della durata non inferiore alle 5 ore, finalizzato alla valutazione delle competenze acquisite dal frequentatore, è prevista una certificazione conforme al modello riportato nell’allegato B), i cui estremi sono annotati, a cura dell’autorità marittima di iscrizione, in calce al certificato di cui all’allegato VII al D. Lgs. n. 136/2011.

L’Intestazione del centro di formazione istituzionale, del centro di formazione privato o dell’istruttore certificato introduce l’attestato con la seguente dicitura in entrambe le lingue quella italiana e quella inglese:Attestato di addestramento alle attività di security per il personale marittimoCertificate of proficiency on security awareness for seafarer

Il testo del modello pubblicato in allegato al decreto citato prosegue con la individuazione anagrafica del soggetto frequentatore, del numero di iscrizione presso il compartimento marittimo di competenza e quindi con l’obbligo di recare la seguente espressione:
“Si certifica che il Sig./Sig.ra ………………………………………………………………………We hereby certify that Mr/MsNato/a a …………………………………………………..il………………………………………..born in                                                                         oniscritto/a nelle matricole del compartimento marittimo di…………………………………………..entered in the registers of Marine Department ofal n° ………………………………………………………………………………………………….at n.”

Successivamente il modello secondo l’Allegato B) deve riportare sia l’indicazione del periodo di svolgimento sia la struttura presso il quale si è svolto il percorso formativo con esito positivo unitamente al decreto di riconoscimento del Ministero competente, secondo lo schema seguente:“ha frequentato dal………………………..al……………………………..con esito favorevole ilhas attended from to whit positive results theCorso di indottrinamento alle attività di security per il personale marittimoTraining course on security awareness for seafarerpresso……………………………………………………..…………..,riconosciuto dal Ministeroat                                                                                                    recognized by Ministry ofdelle Infrastrutture e dei Trasporti – Comando generale del Corpo delle Capitanerie di portoInfrastructure and Transport – Italian Coast Guard Headquarterscon Decreto n.°……………………………….in data………………………………………………with Decree n.”

La certificazione si conclude infine con la dichiarazione di osservanza degli standard di addestramento del settore di competenza, nonché con la data e numero di rilascio e firma del valutatore, con la formula che segue:“Tale corso si è svolto ai sensi della Convenzione Internazionale sugli standard di addestramento, certificazione e tenuta della guardia per i marittimi, STCW’78, come emendata, della Sezione A-VI/6 del relativo Codice STCW, del modello di corso IMO 3.27 e secondo le modalità di cui al D.D. .………………………………………………………………The above mentioned training course has taken place in accordance with IMO STCW 78 as emended and of the Section A-VI/6 of STCW code, IMO Model Course 3.27 and in compliance with procedures of the DecreeData del rilascio …………………… ………………………Registrato al n.° …………………….Date of issue                                                                    Registered at n.Il Responsabile della valutazioneThe responsible for the evaluation”

 

Cosimo Salvatore CORSA

Certificazione come marittimo con designati compiti di sicurezza rilasciato da Company Security Officer

BRINDISI – Nel trattare l’argomento della formazione dei marittimi da destinare all’assolvimento di mansioni di security si è evidenziato l’obbligo della frequenza di un corso di formazione.

L’art. 5, del Decreto 3 dicembre 2013 (D.D. n. 1346 del 03 dicembre 2013) pubblicato sulla G.U. Serie Generale n.290 dell’11 dicembre 2013, prevede alcune disposizioni transitorie ed in particolare l’esenzione dalla frequenza del corso di cui al presente decreto per i marittimi che abbiano ricevuto l’addestramento di security previsto dal punto 8.4 della scheda n. 6 del programma nazionale di sicurezza marittima e che abbiano effettuato entro il 1° gennaio 2014 un periodo di navigazione di almeno sei mesi nel corso degli ultimi tre anni, svolgendo a bordo compiti di security.

Il comma 2, dell’art. 5, del citato decreto prevede che ai marittimi di cui al comma 1 (ovvero coloro i quali hanno già ricevuto l’addestramento) è rilasciato, dall’agente di security della società di gestione (CSO), un attestato di addestramento conforme al modello in allegato C), i cui estremi sono annotati, a cura dell’autorità marittima di iscrizione, in calce al certificato di cui all’Allegato VII al decreto legislativo 7 luglio 2011, n. 136.

Quindi vediamo nello specifico quali sono i contenuti dell’attestato di cui all’allegato C) del citato decreto.Innanzi tutto l’attestato deve recare l’intestazione della società di gestione presso la quale viene certificato l’addestramento del personale.Deve riportare la dicitura “Attestato di addestramento per marittimi designati a svolgere compiti di security – Certificate of proficiency for seafarers with designated security duties”.

Nel testo bilingue è necessario riportare il richiamo in italiano e in inglese della seguente espressione finalizzata all’individuazione anagrafica del soggetto per il quale si certifica l’idoneità:“Si certifica che il Sig./Sig.ra ………………………………………………………………………We hereby certify that Mr/MsNato/a a ………………………………………………..il…………………………………………..born in      on

La certificazione di cui all’Allegato C) da rilasciare, è similare a quella riportata nell’Allegato B) del decreto citato infatti oltre ad identificare anagraficamente il soggetto interessato, individua il personale con la propria iscrizione e numero di matricola presso l’autorità competente, con la seguente dicitura: “iscritto/a nelle matricole del compartimento marittimo di…………………………………………entered in the registers of Marine Department ofal n° ……………………………………………………….………………………………………….at n.

Quindi mentre la certificazione al corso di formazione di cui all’Allegato B) attesta la data di svolgimento delle attività formative presso il centro di formazione istituzionale o privato, l’attestato rilasciato dalla società di gestione ai marittimi, di cui all’Allegato C), che abbiano ricevuto l’addestramento di security, previsto dal punto 8.4 della scheda n. 6 del programma nazionale di sicurezza marittima, e che abbiano effettuato entro il 1° gennaio 2014 un periodo di navigazione di almeno sei mesi nel corso degli ultimi tre anni, svolgendo a bordo compiti di security e che pertanto godono del regime di esenzione ottengono il rilascio della certificazione con la seguente dicitura:“risponde ai requisiti di competenza per la certificazione di abilitazione come marittimo con designati compiti di sicurezza stabiliti dalla Regola VI/6, Sezione A-VI/6 della Convenzione Internazionale STCW 78 nella sua versione come emendata e del D.D. ……..………………..

Meets the standard of competence for certification of proficiency as seafarers with designated security duties, set out in the Regulation VI/6, Section A-VI/6 of the International Convention of Standard of Training,Certification and Watchkeeping for Seafarers, 1978, as amended and in the Decree……………………………….Data del rilascio …………………… ………………………Date of issueL’agente di security della società di gestioneCompanySecurity Officer”……………………………………………

 

Cosimo Salvatore CORSA

Esame ed attestato di addestramento per marittimi designati a svolgere compiti di security

BRINDISI – Sulla G.U. Serie Generale n.290 dell’11 dicembre 2013 è stato pubblicato il Decreto 3 dicembre 2013 (D.D. n. 1346 del 03 dicembre 2013) finalizzato a disciplinare le attività di formazione e addestramento per il personale marittimo designato a svolgere compiti di security, di cui si è trattato in precedenza.

L’art. 3, comma 2, prevede che al superamento dell’esame a ciascun frequentatore viene rilasciato un attestato di addestramento conforme al modello riportato nell’allegato B),i cui estremi sono annotati, a cura dell’autorità marittima di iscrizione, in calce al certificato di cui all’allegato VII al decreto legislativo 7 luglio 2011, n. 136.

Quindi vediamo nello specifico quali sono i contenuti dell’attestato di cui all’allegato B) del citato decreto.

Innanzi tutto l’attestato deve recare l’intestazione del centro di formazione istituzionale, del centro di formazione privato e dell’istruttore certificato presso il quale viene svolto l’addestramento del personale.

Deve riportare la dicitura “Attestato di addestramento per marittimi designati a svolgere compiti di security – Certificate of proficiency for seafarers with designated security duties”.

Nel testo bilingue è necessario riportare il richiamo in italiano e in inglese della seguente espressione finalizzata all’individuazione anagrafica del soggetto frequentatore:
“Si certifica che il Sig./Sig.ra ………………………………………………………………………
We hereby certify that Mr/Ms
Nato/a a ………………………………………………..il…………………………………………..
born in      on

La certificazione da rilasciare, oltre ad identificare il soggetto partecipante alla formazione, individua il frequentatore con la propria iscrizione e numero di matricola presso l’autorità competente.

Quindi deriva l’obbligo di inserire la seguente dicitura:
“iscritto/a nelle matricole del compartimento marittimo di…………………………………………
entered in the registers of Marine Department ofal n° ……………………………………………………….………………………………………….at n.”nonché il periodo di svolgimento del corso con l‘espressione:“ha frequentato dal………………………..al…………………………..con esito favorevole ilhas attended from                                   to                                   whit positive results theCorso di addestramento per marittimi designati a svolgere compiti di securityTraining course on the minimum standard of competencefor seafarers with designated security dutiespresso…………………………………………………………………..,riconosciuto dal Ministeroat                                                                                                      recognized by Ministry ofdelle Infrastrutture e dei Trasporti – Comando generale del Corpo delle Capitanerie di portoInfrastructure and Transport – Italian Coast Guard Headquarterscon Decreto n.°……………………………….in data………………………………………………with Decree n.                                              on”

L’attestato siccome deve contenere una serie di indicazioni tra le quali il rispetto della Convezione Internazionale sugli standard di formazione necessariamente si completa quindi con la seguente espressione in forma di dichiarazione:
“Tale corso si è svolto ai sensi della Convenzione Internazionale sugli standard di addestramento, certificazione e tenuta della guardia per i marittimi, STCW’78, come emendata, della Sezione A-VI/6 del relativo Codice STCW, del modello di corso IMO 3.26 e secondo le modalità di cui al D.D..………………………………………………………………The above mentioned training course has taken place in accordance with IMO STCW 78 as emended and of the Section A-VI/6 of STCW code, IMO Model Course 3.26 and in compliance with procedures of the Decree”.

Infine si chiede che l’attestato rechi la data di rilascio e il numero dell’attestato con la firma del responsabile della valutazione secondo l’espressione di seguito indicata.“Data del rilascio ………………… ………………………Registrato al n.° …………………….Date of issue Registered at n.

Il responsabile della valutazione
The responsible for the evaluation……………………………………………”

 

Cosimo Salvatore CORSA

Attività di security: le materie previste per la formazione del personale imbarcato

BRINDISI – In un precedente intervento abbiamo trattato dell’obbligo di seguire dei percorsi formativi che disciplinano il corso di indottrinamento alle attività di security per il personale marittimo e della familiarizzazione alla security per il personale imbarcato, anche per dare piena attuazione a quanto previsto dalla regola VI/6 dell’annesso alla Convenzione STCW, relativamente ai requisiti minimi obbligatori per l’addestramento del personale marittimo destinato a prestare servizio su navi soggette alla normativa di maritime security.

Il piano delle attività formative prevede una struttura del corso articolata per area di interesse e per contenuti: conoscenza, comprensione e perizia, nonché la tempistica riservata alla teoria e alla pratica. Quindi vediamo nel dettaglio l’articolazione delle attività e i contenuti.

Il primo modulo, della durata di 45 minuti, è riservato all’introduzione del percorso formativo, e quindi le argomentazioni prevedono la descrizione del corso, le competenze da raggiungere, le minacce alla security nelle loro varie forme, le condizioni e operazioni navali e portuali.

Il secondo modulo, riservato alla politica di security marittima, della stessa durata del primo, prevede la trattazione dei seguenti argomenti: nozioni delle principali convenzioni, dei codici e delle raccomandazioni internazionali, nozioni delle principali norme e regolamenti nazionali, definizioni della materia, gestione delle informazioni sensibili e delle comunicazioni relative alla security.

Il terzo modulo, della durata di 30 minuti, è riservato alle responsabilità connesse alla sicurezza. Quindi per questo gli insegnamenti riguardano argomenti come i governi contraenti, la società di gestione, la nave, l’impianto portuale, l’Ufficiale addetto alla security di bordo (S.S.O.), l’agente di security della società di gestione (C.S.O.), la security dell’impianto portuale, i marittimi con compiti attinenti alla security, il personale dell’impianto portuale con compiti attinenti alla security, altro personale.

Il quarto modulo denominato identificazione della minaccia, riconoscimento e reazione, della durata di un’ora, prevede la trattazione delle seguenti tematiche: il riconoscimento e l’individuazione di armi, sostanze e apparecchiature pericolose, il riconoscimento, su base non discriminatoria, delle persone che presentano potenziali rischi per la security; le tecniche utilizzate per aggirare le misure di security.

Il quinto modulo, cui deve essere riservata almeno un’ora di tempo, relativo alle azioni riguardanti la security marittima prevedono la trattazione di argomenti relativi alle azioni richieste a seconda dei differenti livelli di security e la segnalazione di incidenti riguardanti la security.

Infine il sesto modulo, della durata sempre di un’ora, riservato alla preparazione alleemergenze, esercitazioni ed addestramento, a completamento del percorso formativo prevede la trattazione di ulteriori argomenti diretti alla consapevolezza dei piani di emergenza nonché alle esercitazioni ed addestramenti di security, per un totale di 5 ore complessive.

 

Cosimo Salvatore CORSA

Le discipline obbligatorie e l’addestramento dei marittimi addetti alla security

BRINDISI – Recentemente abbiamo avuto modo di trattare le tematiche inerenti la formazione e l’addestramento del personale marittimo designato a svolgere compiti di security, che secondo la normativa vigente è finalizzato a dare piena attuazione a quanto previsto dalla regola VI/6 dell’annesso allegato alla Convenzione STCW.

Come già precisato la formazione è finalizzata al conseguimento dei requisiti minimi obbligatori per l’addestramento del personale marittimo destinato a prestare servizio su navi soggette alla normativa di maritime security.

La fonte normativa risulta essere il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 3 dicembre 2013 (D.D. n. 1346), e fornisce le conoscenze necessarie per assolvere alle competenze riportate nella colonna 1 della tabella A-VI/6-2 del codice STCW.

Il percorso formativo previsto dal decreto citato fissa una durata complessiva non inferiore a 14 ore di formazione ed è articolato in due giornate.Nel dettaglio iniziamo ad esaminare la struttura del corso, che risulta articolata in nove aree di interesse finalizzate alle tematiche di conoscenza, comprensione e perizia degli argomenti ivi previsti, a loro volta suddivisi in ore di teoria e di pratica.

La prima area di interesse, che è rivolta all’introduzione del corso, della durata di un’ora, elenca le seguenti questioni: descrizione del corso, competenze da raggiungere, minacce di security nelle loro varie forme, condizioni e operazioni navali e portuali.

Segue la seconda area tematica denominata “politica di security marittima”, della durata di un’ora, che prevede la trattazione dei seguenti argomenti: nozioni delle principali convenzioni, dei codici e delle raccomandazioni internazionali, nozioni delle principali norme e regolamenti nazionali, definizioni, gestione delle informazioni sensibili e delle comunicazioni relative alla security.

Del terzo modulo, definito “responsabilità connesse alla security”, si  evidenzia che la durata prevista è pari a un’ora e trenta, e che gli argomenti oggetto di trattazione sono i seguenti: i Governi Contraenti, le Organizzazioni di security riconosciute, la Società di gestione, la nave, l’impianto portuale, l’Ufficiale addetto alla security di bordo (S.S.O.), l’Agente di security della società di gestione, (C.S.O.), la security dell’impianto portuale i marittimi con compiti attinenti alla security, il personale dell’impianto portuale con compiti attinenti alla security, altro personale.
Il modulo quarto dedicato alla “valutazione di security della nave”, della durata di un’ora, prevede l’approfondimento di ulteriori due argomenti quali gli strumenti di valutazione e le ispezioni di security a bordo.A seguire si prevede la quinta area di interesse riservata agli “equipaggiamenti di Security” la cui trattazione e teorica e pratica; per ciascuna è necessario dedicare un’ora di tempo.Quindi si procede con le argomentazioni che riguardano gli equipaggiamenti e i sistemi di security, i limiti operativi dei sistemi e degli equipaggiamenti di security, il collaudo, la taratura e manutenzione delle apparecchiature e dei sistemi di security.

Successivamente la sesta area si dedica all’identificazione della minaccia, riconoscimento e reazione i cui contenuti sono i seguenti: il riconoscimento e l’identificazione di armi, sostanze e apparecchiature pericolose, tecniche di ispezione fisica delle persone, degli effetti personali, dei bagagli, del carico e delle provviste di bordo, l’esecuzione e il coordinamento delle ricerche, il riconoscimento delle caratteristiche e dei modelli, comportamentali delle persone che possono costituire una minaccia per la security, tecniche utilizzate per aggirare le misure di security, le tecniche per la gestione ed il controllo della folla. A queste tematiche è previsto che siano dedicate 3 ore di teoria e 1 ora di pratica.

Il settimo modulo, della durata di un’ora, dedicato alle azioni per la security della nave, contempla diverse conoscenze finalizzate alle azioni richieste per ogni differente livello di security, al mantenimento della security nell’interfaccia nave/porto, la “Dichiarazione di Security”(DOS), la segnalazione di incidenti di security, le procedure di security.

L’ottavo modulo denominato esercitazioni e addestramenti, dedicato alle procedure di risposta alle emergenze di security e alle esercitazioni e gli addestramenti di security, prevede la trattazione degli argomenti suddivisa in un’ora di teoria e in un’ora di pratica.Il piano delle attività formative si conclude con la tematica inerente la gestione della security e quindi con le registrazioni e i documenti correlati. Tempo dedicato trenta minuti.

 

Cosimo Salvatore CORSA

Attività di security per il personale marittimo: Corso di indottrinamento

BRINDISI – Con Decreto del 3 dicembre 2013 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ritenuto necessario dare piena attuazione a quanto previsto dalla regola VI/6 dell’annesso alla Convenzione STCW, relativamente ai requisiti minimi obbligatori per l’addestramento del personale marittimo destinato a prestare servizio su navi soggette alla normativa di maritime security, è stato varato il percorso formativo che disciplina il corso di indottrinamento alle attività di security per il personale marittimo e della familiarizzazione alla security per il personale imbarcato.

La formazione di cui al D.D. n. 1347, di pari data, è strettamente correlata all’art. 6 del D. Lgs.  7 luglio 2011, n. 136, recante attuazione della direttiva 2008/106/CE concernente i requisiti minimi di formazione per la gente di mare, prevede che l’addestramento dei lavoratori marittimi.

Tale formazione è riservata alle attività di security per il personale marittimo impiegato a bordo di navi soggette all’applicazione del codice internazionale sulla sicurezza delle navi e delle strutture portuali (Codice ISPS) che non è addetto a mansioni di security; il corso fornisce le conoscenze necessarie per assolvere alle competenze riportate nella colonna 1 della tabella A-VI/6-1 del Codice STCW.L’organizzazione del corso di indottrinamento prevede un programma riportato nell’allegato al decreto citato, oggetto di successiva trattazione, della durata non inferiore alle 5 ore.

Non tutti possono promuovere ed organizzare le attività previste dal decreto citato, ma i corsi possono essere tenuti da centri di formazione istituzionale, da istruttori certificati e da centri privati riconosciuti idonei ai sensi del punto 5 della scheda n. 6 del programma nazionale di sicurezza marittima.Anche per i docenti responsabili del corso sono previsti particolari requisiti, previsti dal punto 5.1.1 della scheda n. 6 citata al comma 2, ed una formazione adeguata nelle tecniche di insegnamento.Al termine delle attività formative è prevista la valutazione delle competenze acquisite dal frequentatore.

Tale valutazione è effettuata dal responsabile del corso ovvero dall’istruttore certificato, tramite un esame finale che garantisce la valutazione oggettiva del raggiungimento delle conoscenze e della capacità di applicare i contenuti dell’indottrinamento.

Se viene accertata l’idoneità certificata dal superamento dell’esame a ciascun frequentatore viene rilasciato un attestato di addestramento conforme al modello riportato nell’allegato B), i cui estremi sono annotati, a cura dell’autorità marittima dove il soggetto è iscritto, in calce al certificato di cui all’allegato VII al decreto legislativo 7 luglio 2011, n. 136.

Oltre all’idoneità attestata dal superamento dell’esame i marittimi in oggetto sono comunque tenuti a soddisfare i requisiti relativi alla familiarizzazione prevista dal citato decreto, nonché a partecipare alle prove ed esercitazioni previste dalla normativa di maritime security.

Quindi anche il personale a qualunque titolo impiegato su navi soggette all’applicazione del codice internazionale sulla sicurezza delle navi e delle strutture portuali (Codice ISPS) riceve, prima di essere assegnato a qualsiasi compito a bordo, un addestramento di familiarizzazione sull’organizzazione della security di bordo, secondo il programma indicato al punto 8.6 della scheda n. 6 del programma nazionale di sicurezza marittima precedentemente richiamato.

La familiarizzazione è condotta dall’ufficiale addetto alla security della nave (SSO), oppure dall’agente di security della società di gestione (CSO) o suo sostituto (DCSO), i quali devono, al termine delle attività, attestare l’avvenuta familiarizzazione.In base alle disposizioni transitorie è prevista l’esenzione dalla frequenza del corso per i marittimi che abbiano ricevuto l’addestramento di security previsto dal punto 8.6 della scheda n. 6 del programma nazionale di sicurezza marittima e che abbiano effettuato entro il 1° gennaio 2014 un periodo di navigazione di almeno sei mesi nel corso degli ultimi tre anni a bordo di navi soggette alla normativa di maritime security.

L’agente di security della società di gestione (CSO), rilascia ai marittimi, un attestato di addestramento conforme al modello in allegato C), i cui estremi sono annotati, a cura dell’autorità marittima di iscrizione, in calce al certificato di cui all’allegato VII al citato D. Lgs. n. 136/2011.

 

Cosimo Salvatore CORSA

FORMAZIONE PER IL PERSONALE MARITTIMO DESIGNATO A SVOLGERE COMPITI DI SECURITY

BRINDISI – Con il D. Lgs. 7 luglio 2011, n. 136, recante “Attuazione della direttiva 2008/106/CE concernente i requisiti minimi di formazione per la gente di mare”, si prevede all’art. 6 che l’addestramento dei lavoratori marittimi, disciplinato ai sensi dell’art. 123, comma 1, del codice della navigazione, sia oggetto di appositi corsi, il cui svolgimento può essere affidato a istituti, enti e società ritenuti idonei ed autorizzati con provvedimenti dell’Amministrazione competente.

Pertanto con uno o più decreti, si è reso indispensabile disciplinare sia i programmi, le procedure e le commissioni d’esame per l’ottenimento del certificato adeguato, sia i programmi, le procedure e le commissioni d’esame per l’addestramento dei lavoratori marittimi che richieda appositi corsi, oltre che i restanti aspetti indicati al comma 3 del citato art. 6.

Quindi ritenuto necessario dare piena attuazione a quanto previsto dalla regola VI/6 dell’annesso allegato alla Convenzione STCW, relativamente ai requisiti minimi obbligatori per l’addestramento del personale marittimo destinato a prestare servizio su navi soggette alla normativa di maritime security, con Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 3 dicembre 2013 (D.D. n. 1346) si è dato attuazione alla “Disciplina delle attività di formazione e addestramento per il personale marittimo designato a svolgere compiti di security”.

Il corso di formazione ed addestramento per il personale marittimo addetto a mansioni di security fornisce le conoscenze necessarie per assolvere alle competenze riportate nella colonna 1 della tabella A-VI/6-2 del codice STCW.

Le attività formative previste dal decreto citato, che si svolgono secondo il programma riportato nell’allegato A), è ripartito su due giornate ed ha una durata complessiva non inferiore alle 14 ore, di cui non meno di tre riservate ad esercitazioni pratiche.L’organizzazione del corso è demandato da centri di formazione istituzionale, da istruttori certificati e da centri privati riconosciuti idonei ai sensi del punto 5 della scheda n. 6 del programma nazionale di sicurezza marittima nominato in preambolo.
Anche il docente responsabile del corso deve possedere i requisiti previsti dal punto 5.1.1 della scheda n. 6 citata al comma 2 ed una formazione adeguata nelle tecniche di insegnamento.Al termine del percorso formativo, ai fini del rilascio dell’attestato di addestramento, il partecipante che ha frequentato il corso è tenuto a sostenere un esame finale che garantisce la valutazione oggettiva del raggiungimento delle conoscenze e della capacità di applicare i contenuti dell’indottrinamento.

La valutazione delle competenze acquisite dal frequentatore è effettuata dal responsabile del corso ovvero dall’istruttore certificato, al termine dell’esame con esito positivo viene rilasciato un attestato di addestramento conforme al modello riportato nell’allegato B), i cui estremi sono annotati, a cura dell’autorità marittima di iscrizione, in calce al certificato di cui all’allegato VII al decreto legislativo 7 luglio 2011, n. 136.
E’ previsto per i marittimi da destinare all’assolvimento di mansioni di security, in possesso dell’idoneità al corso, che prima di essere assegnati a tali compiti ricevono un addestramento per la familiarizzazione con i compiti e le responsabilità assegnate.
Spetta all’ufficiale addetto alla security della nave (SSO) oppure dall’agente di security della società di gestione (CSO) o suo sostituto (DCSO) sovraintendere alla familiarizzazione in materia di security che deve essere ulteriormente attestata dai soggetti innanzi indicati.Sono previsti esenzioni per i marittimi che abbiano effettuato entro il 1° gennaio 2014 un periodo di navigazione di almeno sei mesi nel corso degli ultimi tre anni, svolgendo a bordo compiti di security.

Cosimo Salvatore CORSA

Acquisto, previa costruzione, di Unità da Diporto

BRINDISI – Si tratta spesso l’argomento del leasing finalizzato all’acquisto di un bene ovvero, nel caso di specie, di una unità da diporto.Ora prendiamo invece in esame il caso di un contratto di leasing che abbia per oggetto una unità da diporto non ancora finita quindi in fase di costruzione.

Accade frequentemente che l’appalto, per la costruzione di una unità da diporto per un uso privato commerciale, sia affidato ad un cantiere navale ma poi in seguito la società di leasing subentri nell’appalto ciò comportando riflessi fiscali di particolare rilievo.

Anche qui si segue la disciplina generale ai fini IVA ovvero se l’unità da diporto è adibita ad uso commerciale e sia destinata alla navigazione in alto mare, ovvero oltre le 12 miglia marine, secondo la disciplina già esaminata, l’appalto rientra nel campo di non imponibilità.

Al contrario l’uso privato dell’unità da diporto comporta il normale assoggettamento all’Iva con aliquota al 22% poiché l’appalto relativo alla costruzione dell’unità da diporto soggiace allo stesso regime IVA.

Infatti sia i corrispettivi sia la cessione del bene nel contratto di appalto dell’unità da diporto seguono lo stesso regime IVA.Va evidenziato che del regime della non imponibilità IVA, di cui può essere beneficiario l’utilizzatore/locatario, può usufruirne anche la società di leasing.

La motivazione risiede nel fatto che il locatario è un soggetto che ha il potere di disporre del bene al pari del proprietario con estensione dei relativi benefici.A livello comunitario è stato chiarito infatti che la cessione di beni si riferisce, ai fini IVA, a qualsivoglia operazione di trasferimento che consenta l’utilizzo del bene all’utilizzatore, come se quest’ultimo ne sia effettivamente il proprietario.

Si evidenzia che i corrispettivi pagati anche a titolo di acconto, per stato avanzamento lavori dalla società di leasing a favore dell’impresa che ha il compito di realizzare l’unità da diporto, sono attratti nell’ambito del contratto di leasing.

Quindi, come già detto, i corrispettivi pagati sono assoggettati al regime IVA se l’unità da diporto che si sta realizzando avrà un uso privato, mentre nel caso la stessa sarà utilizzata a fini commerciali questa potrà godere del regime di non imponibilità ai fini dell’imposta ricorrendone condizioni e presupposti.

Le percentuali di forfettizzazione, di cui si è già trattato, che stabiliscono l’entità dell’utilizzo del bene al di fuori delle 12 miglia marine, si applicano anche ai canoni che sono corrisposti prima della consegna del bene.A tal fine è utile che la società di leasing si faccia rilasciare un’apposita dichiarazione, circa l’utilizzo del bene (privato o commerciale), da parte del beneficiario dell’unità da diporto.

 

Cosimo Salvatore CORSA

Leasing Nautico: Canoni e percentuali di forfettizzazione

BRINDISI – Le prestazioni di servizi relative ai contratti di locazione, leasing e noleggio di unità da diporto fornite da soggetti residenti o domiciliati in Italia non rientrano nel campo di applicazione dell’IVA se l’utilizzo di quest’ultime è effettuato fuori dal territorio e dalle acque dell’Unione Europea.

Ne consegue che il contratto di leasing che reca all’oggetto una unità da diporto è soggetto all’IVA italiana solo se l’utilizzo avviene entro le acque territoriali dell’Unione Europea.Quindi qualora si verifichi che l’utilizzo sia realizzato al di fuori delle acque territoriali dell’Unione i canoni di leasing godono del regime di non imponibilità ai fini dell’IVA.

Sono assoggettati all’imposta i canoni di leasing dove si verifichi che l’utilizzo avviene all’interno delle acque territoriali dell’Unione.Naturalmente i casi di un utilizzo esclusivo all’interno o all’esterno delle acque territoriali sono prettamente scolastici, pertanto ci si pone il problema nell’ipotesi di un utilizzo misto dell’unità da diporto e conseguentemente quanta parte dei canoni sia da assoggettare all’imposta e quanta parte dei canoni sia da escludere.

In questi casi per stabilire il periodo di permanenza nelle acque territoriali dell’Unione affinché le società di leasing possano applicare l’IVA si interviene in via amministrativa con facoltà di utilizzare le percentuali di utilizzo, in via presuntiva.
Le percentuali di forfettizzazione vengono stabilite con riferimento al tipo di propulsione, quindi se unità da diporto e dotata di motore o di vela.Pur restando applicabile l’aliquota ordinaria in base alle percentuali che ne determinano l’utilizzo, al fine di proporzionare l’utilizzo in acque territoriali dell’Unione, si riduce la base imponibile e quindi necessariamente scaturisce una riduzione effettiva dell’IVA.
A tal proposito si può dimostrare un utilizzo, al di fuori delle acque territoriali dell’Unione, con la conseguenza di ridurre ulteriormente la base imponibile.Per determinare le percentuali si tiene conto delle soste normali delle unità da diporto anche per motivi tecnici.

Rientrano quindi nel campo di applicazione dell’IVA oltre ai canoni per il periodo di utilizzo e permanenza nell’ambito delle acque territoriali dell’Unione anche la parte di canone attribuita all’importo del riscatto finale del bene.Quanto evidenziato risulta vantaggioso per tutti coloro i quali non possono portare l’IVA in detrazione, in quanto non soggetti passivi d’imposta quindi i privati.

 

Cosimo Salvatore CORSA

Leasing Nautico: rilevanza luogo di effettuazione delle prestazioni

BRINDISI – Come è noto la nuova disciplina comunitaria relativa al luogo di effettuazione delle prestazioni di servizio individua quali di queste vanno considerate effettuate nel territorio dello Stato. Si ribadisce che si considerano effettuate nel territorio dello Stato le prestazioni di servizi nelle seguenti due fattispecie: nel momento in cui sono rese a favore di committenti stabiliti nel territorio dello Stato e quando i committenti pur non essendo soggetti passivi ricevono da prestatori stabiliti nel territorio dello Stato.

Pertanto in linea di principio le prestazioni che intercorrono tra due soggetti passivi, quindi operatori economici, si possono definire come eseguite nel territorio dello Stato quando il Committente, cioè colui che commissiona l’opera e si obbliga a pagare il corrispettivo, è stabilito nel territorio dello Stato.
Nel caso di rapporti che intercorrono tra operatore economico e privato le prestazioni si possono classificare come eseguite nel territorio dello Stato quanto il prestatore d’opera è stabilito nello Stato.Il leasing di una unità da diporto a favore di soggetti non d’imposta segue la disciplina del luogo di effettuazione della prestazione prese in esame per la locazione ed il noleggio, quindi anche per il regime IVA che si rende applicabile all’operazione di leasing, di che trattasi, ha rilevanza il destinatario (soggetto passivo o privato consumatore).
Perciò, quanto espresso in questa materia trova riscontro anche nel leasing in quanto deve considerarsi effettuata nel territorio dello Stato quando il destinatario del contratto di leasing dell’unità da diporto è un soggetto d’imposta stabilito nel territorio dello Stato.

Non rientra nel campo di applicazione dell’IVA italiana la prestazione di servizi nei confronti di un soggetto che non è stabilito in Italia.Infine se la società di leasing svolge attività nei riguardi dei privati consumatori le operazioni si considerano qui effettuate solo se la Società di leasing è stabilita nel territorio dello Stato, mentre resta esclusa dall’IVA in Italia la prestazione fornita da una società di leasing che è stabilita in un paese europeo o terzo.

 

Cosimo Salvatore CORSA

IL NAUTILUS Anno 12 N°1

BRINDISI - In questo numero lo speciale è destinato alle crociere con i dati di Rsiposte Turismo e le previsioni per il 2017 di un settore ormai fondamentale per l’economia del Paese. Ma anche le importanti novità sulla safety portuale e sui regolamenti dell’Unione Europea sui servizi portali e la trasparenza finanziaria dei porti. Poi i porti di Napoli. Ancona, Trieste, Piombino e Olbia con gli investimenti e le nuove infrastrutture previste nei diversi scali italiani.
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