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Storie scritte da Cosimo Salvatore Corsa

Marcatura Ce per le nuove imbarcazioni Direttiva 2013/53/UE

BRINDISI – Il D. Lgs. 11 gennaio 2016, n. 5 di “Attuazione della direttiva 2013/53/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 novembre 2013, relativa alle unità da diporto e alle moto d’acqua, che abroga la direttiva 94/25/CE, in vigore dal 18 gennaio 2016, stabilisce i requisiti per la progettazione e la fabbricazione dei prodotti di cui all’art. 2, comma 1 (imbarcazioni, natanti etc.), e le norme sulla loro libera circolazione nell’Unione europea (UE).

L’ambito di applicazione della novellata normativa risulta applicabile, fra l’altro, ai seguenti prodotti:
a) imbarcazioni da diporto e imbarcazioni da diporto parzialmente completate;
b) natanti da diporto e natanti da diporto parzialmente completati;
c) moto d’acqua e moto d’acqua parzialmente completate;
d) componenti elencati all’allegato II se immessi sul mercato dell’Unione europea separatamente, (protezioni antincendio, timone a ruota, boccaporti, etc.);
e) motori di propulsione installati o specificamente destinati ad essere installati su o in unità da diporto;
f) motori di propulsione installati su o in unità da diporto oggetto di una modifica rilevante del motore;
g) unità da diporto oggetto di una trasformazione rilevante.

Il D. Lgs. n. 5/2016 definisce le unità da diporto, le imbarcazioni da diporto, i natanti da diporto e le moto d’acqua, declinando le seguenti definizioni:
a) unità da diporto: ogni costruzione destinata ad attività sportive o ricreative, classificabile come imbarcazione da diporto o natante da diporto o moto d’acqua;
b) imbarcazione da diporto: un’unità da diporto con lunghezza dello scafo superiore a dieci metri e fino a ventiquattro metri, indipendentemente dal mezzo di propulsione;
c) natante da diporto: un’unità da diporto con lunghezza dello scafo compresa tra i due metri e cinquanta centimetri e i dieci metri, indipendentemente dal mezzo di propulsione e con esclusione delle moto d’acqua;
d) moto d’acqua: un’unità da diporto con lunghezza dello scafo inferiore a quattro metri, che utilizza un motore di propulsione con una pompa a getto d’acqua come fonte primaria di propulsione e destinata a essere azionata da una o più persone sedute, in piedi o inginocchiate sullo scafo, anziché al suo interno;

 

e) unità da diporto costruita per uso personale: un’unità da diporto costruita prevalentemente  dal  suo  utente  futuro  per  il proprio uso personale.

La direttiva 2013/53/UE recepita dal D. Lgs. N. 5/2016 contempla quali sono i requisiti essenziali dei prodotti precisando che possono essere messi a disposizione o messi in servizio solo se non mettono in pericolo la salute e la sicurezza delle persone, le cose o l’ambiente, quando siano sottoposti a manutenzione in modo corretto e utilizzati conformemente alla loro destinazione e solo a condizione che soddisfino i requisiti essenziali di cui all’allegato II del D. Lgs. 18 luglio 2005, n. 171 come sostituito dall’allegato  I del citato Decreto.

 

Cosimo Salvatore CORSA

Procedure Applicative del Codice Internazionale per il Trasporto Sicuro di Granaglie alla Rinfusa

BRINDISI – Con Decreto 23 marzo 2016 sono state emanate le procedure applicative del codice internazionale per il trasporto sicuro di granaglie alla rinfusa, adottato dall’Organizzazione marittima internazionale (IMO) con risoluzione MSC (59) del 23 maggio 1991.

Le norme di cui al citato decreto si applicano in base all’art. 1 alle navi soggette alla Convenzione SOLAS 74, come emendata, di qualsiasi stazza, di bandiera italiana o straniera, che approdano nei porti italiani con a bordo granaglie alla rinfusa, in transito o per procedere ad operazioni di scaricazione e caricazione delle stesse.Per quanto concerne le autorizzazioni al trasporto per le navi di bandiera Italiana, il «Documento di autorizzazione» di cui al punto A.3.1 dell’I.G. Code è rilasciato da un organismo autorizzato, secondo il modello riportato in allegato I al citato decreto. Al documento di autorizzazione dovrà essere allegato il «Manuale di caricazione delle granaglie» di cui al punto A.3.2 dell’I.G. Code, vidimato per approvazione dall’organismo autorizzato.

Tale vidimazione attesta la rispondenza del manuale a quanto stabilito dai punti A.6 ed A.7 dell’I.G. Code ed, in particolare, alle informazioni di cui al punto A.6.3 dello stesso I.G. Code.

Il «Documento di autorizzazione» resta in corso di validità fino a che non vengano apportate modifiche alla nave o alle condizioni di caricazione delle granaglie alla rinfusa (grano, granoturco, avena, segale, orzo, riso, legumi, semi, e loro forme lavorate), il cui comportamento è simile a quello del grano allo stato naturale.

L’autorizzazione occasionale, di cui al punto A.3.5 dell’I.G. Code, per le navi di bandiera italiana è rilasciata, secondo il modello riportato in allegato III, dall’amministrazione, sia che la nave si trovi in un porto nazionale che in un porto estero. A tal fine, l’armatore della nave italiana deve presentare apposita istanza in bollo all’amministrazione, cui dovrà essere allegato un calcolo di stabilità, in triplice copia, riferito alle condizioni di partenza dal porto e di arrivo nel porto di destinazione, sottoscritto dal comandante della nave ed approvato dall’organismo autorizzato della nave.Le condizioni di stabilità della nave devono essere tali che in ogni momento del viaggio siano soddisfatte le condizioni previste dall’I.G. Code.

L’art. 7 del citato decreto prevede che una serie di informazioni devono poi essere fornite dal comandante di una nave che approda per caricare, scaricare od abbia a bordo in transito delle granaglie alla rinfusa che deve indicare nella «Nota di informazioni all’autorità marittima» gli estremi delle certificazioni di cui ai punti A.3.1, A.3.5 o A.5 dell’I.G. Code, ovvero per le navi italiane, gli estremi delle certificazioni di cui agli art. 4, 5 o 6 del citato decreto.

Prima della caricazione, il caricatore deve fornire al comandante della nave, per iscritto, adeguate informazioni concernenti: natura del carico, massa lorda totale, fattore di stivaggio delle granaglie, angolo di riposo ed ogni eventuale istruzione relativa alle condizioni del carico, per il trasporto in sicurezza.Il comandante, anche per il tramite del raccomandatario marittimo, deve comunicare all’autorità portuale ed all’autorità marittima, almeno 24 ore prima dell’arrivo della nave in porto, l’eventuale uso di fumiganti per la preservazione del carico dagli insetti, specificando quale prodotto sia stato usato, le procedure per la fumigazione, nonché il rispetto delle norme che regolano nel porto lo smaltimento dei residui dei fumiganti e dei relativi dispositivi impiegati. Prima di procedere alla caricazione, il comandante della nave deve comunicare il precedente carico contenuto nelle stive.

La normativa prevede altre misure di sicurezza (art. 8) poiché alle navi che approdano per caricare o scaricare granaglie alla rinfusa si applicano le seguenti ulteriori misure di sicurezza durante le operazioni di caricazione/scaricazione:
a) il comandante della nave prima di procedere alla caricazione deve curare che le stive siano pulite e asciutte;
b) il comandante della nave dovrà concordare con il rappresentante del terminale le misure da adottare in caso di pioggia o di altro cambiamento delle condizioni atmosferiche, quando la natura del carico rappresenti un pericolo a seguito di tale cambiamento;
c) il comandante della nave dovrà operare in modo tale che la nave conservi, in ogni momento, condizioni di stabilità non inferiori a quelle prescritte dall’I.G. Code;
d) il carico deve essere stivato secondo le procedure previste dal punto A.10 dell’I.G. Code. Tali procedure devono essere conosciute dal rappresentante del terminale;
e) al termine della scaricazione, il comandante della nave deve curare che le stive che hanno contenuto granaglie alla rinfusa siano adeguatamente pulite ed ispezionate.

Si precisa che devono essere garantite le condizioni di stabilità della nave mettendo a disposizione dell’autorità marittima il calcolo di stabilità della nave riferito alle condizioni di carico nel porto di partenza e di destinazione, con responsabilità del comandante della nave.Nel contempo l’accesso delle persone nelle stive che contengono granaglie alla rinfusa, deve essere effettuato in conformità alle prescrizioni di cui al D. Lgs. 27 luglio 1999, n. 272.

 

Cosimo Salvatore CORSA

ISCRIZIONE PER IMBARCAZIONI CON “MARCATURA CE”

BRINDISI – La direttiva 2013/53/UE, che abroga la direttiva 94/25/CE e successivi emendamenti, prevede che quando i distributori mettono un prodotto a disposizione sul mercato, agiscono con la dovuta diligenza in relazione alle prescrizioni della citata direttiva.

Inoltre prima di mettere un prodotto a disposizione sul mercato, i distributori verificano che il prodotto rechi la marcatura CE di cui all’articolo 17, che sia accompagnato dai documenti previsti dagli allegati alla citata direttiva, nonché da istruzioni e informazioni sulla sicurezza in una o più lingue che possono essere facilmente comprese dai consumatori e dagli altri utilizzatori finali nello Stato membro in cui il prodotto deve essere messo a disposizione sul mercato e che il fabbricante e l’importatore abbiano rispettato le prescrizioni di cui all’articolo 7, paragrafi 5 e 6, e all’articolo 9, paragrafo 3 della citata direttiva.

Per quanto riguarda la progettazione e la costruzione di imbarcazioni da diporto si applicano le procedure di cui all’allegato II della decisione n. 768/2008/CE che si basano su procedure di valutazione denominate moduli.La marcatura CE è finalizzata alla salute e la sicurezza dei passeggeri, alla qualità del prodotto, alla verifica dell’impatto ambientale, alla protezione del consumatore.
Pertanto la domanda di iscrizione per imbarcazioni con “MARCATURA CE” va presentata a qualsiasi Capitaneria di Porto o Ufficio Circondariale Marittimo nonché agli Uffici Provinciali ex MCTC autorizzati a tenere i registri.La domanda deve essere completa dei dati anagrafici del proprietario dell’imbarcazione da diporto, comprensivi del cognome e nome del luogo e data di nascita e del codice fiscale e della dichiarazione sostitutiva di certificazione di residenza e cittadinanza.

Bisogna indicare nella domanda la categoria di progettazione di cui all’art. 20 della citata direttiva 2013/53/UE (indicando se A, B, C, o D), il tipo quindi se a motore o a vela con motore ausiliario, se trattasi di motoveliero; inoltre se munita di motore entro bordo, entro fuori bordo o fuori bordo, la potenza di KW, l’anno di costruzione, il costruttore e il numero di identificazione dello scafo, H.I.N.Quindi con la presentazione dell’istanza si chiede l’iscrizione dell’unità nei Registri delle Imbarcazioni da Diporto (R.I.D.) dell’Ufficio competente e contestualmente il rilascio della licenza definitiva di navigazione (o provvisoria nei casi previsti) unitamente al rilascio del certificato di sicurezza, all’assegnazione del nominativo internazionale (nel caso in cui l’unità sia munita di un apparato Vhf).

Inoltre alla domanda si allegano una serie di documenti quali, per citarne i principali, il titolo di proprietà (atto pubblico, scrittura privata autenticata e registrata, dichiarazione dell’alienante con sottoscrizione autenticata e registrata, sentenza, fattura di vendita con firma per quietanza dell’alienante autenticata), e la copia della fattura di acquisto, dalla quale risultano le complete generalità, il codice fiscale la descrizione tecnica dell’unità e l’assolvimento degli adempimenti fiscali.

All’istanza risulta inoltre necessario allegare, per la parte tecnica, la dichiarazione di “conformità CE” rilasciata dal costruttore, la copia dell’attestazione “CE del tipo” rilasciata dall’organismo notificato se prevista (per le unità superiori ai 12 mt di l.f.t. – lunghezza fuori tutto – di categoria di progettazione A, B o C) e la dichiarazione di potenza del motore rilasciata dal costruttore ovvero (per i vecchi motori) certificato di omologazione e dichiarazione di conformità (solo per i motori e.b. ed e.f.b.).

In caso di iscrizione provvisoria si allega altresì una dichiarazione di assunzione di responsabilità relativa agli eventi derivanti dall’esercizio dell’unità.Completano la richiesta di iscrizione i versamenti relativi ai costi di rilascio dei titoli, le marche da bollo, il consenso al trattamento dei dati personali, la data e la firma del richiedente l’iscrizione delle imbarcazioni con marcatura CE.Va evidenziato che l’unità, quando naviga a distanza superiore a 6 miglia dalla costa deve essere munita almeno di un apparato Vhf e l’operatore deve essere munito del “Certificato limitato Rtf”.

 

Cosimo Salvatore CORSA

Rilascio del duplicato della licenza di navigazione

BRINDISI – L’art. 22 del D. Lgs. 18 luglio 2005, n.171 recante “Codice della nautica da diporto ed attuazione della direttiva 2003/44/CE, a norma dell’articolo 6 della legge 8 luglio 2003, n.172”, stabilisce che i documenti di navigazione per le navi da diporto ovvero la licenza di navigazione, che abilita alla navigazione nelle acque interne e in quelle marittime senza alcun limite e il certificato di sicurezza, che attesta lo stato di navigabilità, sono rilasciati dall’ufficio che detiene il relativo registro all’atto dell’iscrizione.
Al comma 2 si evidenzia che la licenza di navigazione che abilita al tipo di navigazione consentito dalle caratteristiche di costruzione dell’unità, indicate nella dichiarazione di conformità, rilasciata dal costruttore o da un suo mandatario stabilito nel territorio dell’Unione europea, ovvero da attestazione di idoneità rilasciata da un organismo notificato ai sensi dell’art. 10 o autorizzato ai sensi del D. Lgs. 3 agosto 1998, n. 314 nonché il certificato di sicurezza che attesta lo stato di navigabilità costituiscono i documenti di navigazione per le imbarcazioni da diporto, rilasciati dall’ufficio che detiene il relativo registro all’atto dell’iscrizione.

Lo stesso decreto n. 171/2005 all’art. 23 disciplina la licenza di navigazione con la previsione che la licenza di navigazione per le unità da diporto è redatta su modulo conforme al modello approvato con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e che sul documento sono riportati il numero e la sigla di iscrizione, il tipo e le caratteristiche principali dello scafo e dell’apparato motore, il nome del proprietario, il nome dell’unità se richiesto, l’ufficio di iscrizione e il tipo di navigazione autorizzata, nonché la stazza per le navi da diporto.

Inoltre sono annotati il numero massimo delle persone trasportabili, gli eventuali atti costitutivi, traslativi ed estintivi della proprietà e degli altri diritti reali di godimento e di garanzia sull’unità, nonché l’eventuale uso commerciale dell’unità stessa.Si dispone altresì che la licenza di navigazione e gli altri documenti prescritti sono mantenuti a bordo in originale o in copia autentica, se la navigazione avviene tra porti dello Stato.
Nel testo si sottolinea che la denuncia di furto o di smarrimento o di distruzione dei documenti prescritti, unitamente ad un documento che attesti la vigenza della copertura assicurativa, costituisce autorizzazione provvisoria alla navigazione tra porti nazionali per la durata di trenta giorni, a condizione che il certificato di sicurezza dell’unità sia in corso di validità.

E’ altresì previsto che per lo svolgimento delle procedure amministrative, i documenti di bordo possono essere inviati al competente ufficio su supporto informatico o per via telematica nonché che le navi da diporto per le quali il procedimento di iscrizione non sia ancora concluso possono essere abilitate alla navigazione dai rispettivi uffici di iscrizione con licenza provvisoria la cui validità non può essere superiore a sei mesi.
Per quanto concerne il rinnovo della licenza di navigazione si evidenzia che la stessa è rinnovata in caso di cambio del numero e della sigla dell’ufficio di iscrizione ovvero di modifiche del tipo e delle caratteristiche principali dello scafo e dell’apparato motore e del tipo di navigazione autorizzata, si precisa anche che la ricevuta dell’avvenuta presentazione dei documenti necessari per il rinnovo sostituisce la licenza di navigazione per la durata massima di venti giorni.
Analizziamo ora, quindi, cosa bisogna fare in caso deterioramento o smarrimento di questo importante documento.In primo luogo va presentata una domanda in bollo vigente all’Ufficio che ha rilasciato il documento originale, quindi alla Capitaneria di Porto o Ufficio Circondariale Marittimo di competenza con l’indicazione dei dati anagrafici completi di cognome e nome, luogo e data di nascita, residenza e codice fiscale del richiedente.
Quindi la richiesta finalizzata al rilascio del duplicato della licenza di navigazione comporta l’indicazione della tipologia di imbarcazione o nave e il numero di iscrizione al R.I.D/R.N.D., nonché la motivazione della richiesta ovvero se viene presentata per deterioramento o smarrimento del documento.La domanda deve essere accompagnata da due versamenti ed allegati che si elencano di seguito.
Un versamento di € 25,00 sul c.c.p. intestato alla Tesoreria Provinciale dello Stato di competenza con la causale: “Capo XV – Capitolo 3570”, nonché un versamento di € 2,56 (unità non marcate CE) o € 2,40 (unità marcate CE) o € 12,86 (navi da diporto) effettuato alla Tesoreria Provinciale dello Stato con causale “Capo X – Capitolo 2385” (costo stampato).

Alla domanda in bollo da Euro 16,00 deve essere allegata l’originale della denuncia nel caso di smarrimento o furto dell’originale. Inoltre è richiesta una ulteriore marca da bollo da Euro 16,00 solo nel caso di deterioramento della licenza di navigazione.Infine la dichiarazione che si acconsente al trattamento dei dati personali, ai sensi dell’art.13 del D.lgs. 196/2003, e la firma del richiedente completano la richiesta per il rilascio del duplicato della licenza di navigazione.

 

Cosimo Salvatore CORSA

Grandi imballaggi e contenitori intermedi: Prescrizioni relative alle prove ed ispezioni

BRINDISI – Con Decreto del 21 luglio 2015 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti recante “prescrizioni relative alle prove ed ispezioni per gli imballaggi, i grandi imballaggi ed i contenitori intermedi”, sono state varate le regole per le attribuzioni di competenza degli organismi autorizzati ai sensi dell’art. 30 del D.P.R. 6 giugno 2005, n. 134, in materia di approvazione di imballaggi, grandi imballaggi e contenitori intermedi i cui contenuti sono definiti in conformità a quanto riportato in allegato 1 al citato provvedimento, al quale si rinvia.
Tale decreto trova fonte normativa nella circostanza che l’art. 29, comma 2 del citato D.P.R. n. 134/2005, prevede che gli imballaggi, grandi imballaggi e contenitori intermedi siano conformi alle prescrizioni del codice IMDG, anche in considerazione che il  successivo art. 35, comma 1 prevede che l’Amministrazione deve definire le modalità per la verifica del permanere delle condizioni in base alle quali gli organismi preposti all’approvazione di imballaggi, grandi imballaggi e contenitori intermedi hanno rilasciato i relativi certificati di approvazione.

Al fine di consentire la corretta applicazione del codice IMDG  e determinare, alla luce delle norme sopra richiamate, le attribuzioni di competenza degli organismi autorizzati all’approvazione di imballaggi, grandi imballaggi e contenitori intermedi e quindi garantire il regolare svolgimento dei traffici, per determinare le modalità di controllo e gli intervalli per la ripetizione delle prove sui campioni di produzione degli imballaggi e grandi imballaggi si è ritenuto altresì necessario aggiornare i modelli relativi ai rapporti di prova, ai certificati di approvazione di imballaggi, grandi imballaggi e contenitori intermedi e il modello del rapporto di ispezione iniziale o periodica per i contenitori intermedi di cui al punto 6.5.1.6.14 del codice IMDG.

L’art. 2 rubricato “prove sugli imballaggi e sui grandi imballaggi” sancisce che  ai fini dell’applicazione dei paragrafi 6.1.5.1.3 (imballaggi) e 6.6.5.1.3 (grandi imballaggi) del codice IMDG, il titolare del certificato di approvazione provvede all’effettuazione di prove su campioni di produzione secondo quanto previsto nel programma di garanzia della qualità contenuto nella documentazione fornita ai sensi dell’art. 32, comma 4, lettera b) del succitato D.P.R. n. 134/2005.

Pertanto i documenti comprovanti le prove effettuate ai sensi del comma 1 devono essere conservati per dieci anni dal titolare del certificato di approvazione ed esibiti a richiesta dell’Amministrazione o dell’organismo autorizzato.Anche l’art. 3 che si occupa dei “modelli dei rapporti di prova e del certificato di approvazione del prototipo di imballaggi, grandi imballaggi e contenitori intermedi” stabilisce che il rapporto di prova, di cui all’art. 32, comma 5 del D.P.R. n. 134/2005, deve essere redatto in conformità al modello in allegato 2 per gli imballaggi, in allegato 3 per i grandi imballaggi ed in allegato 4 per i contenitori intermedi.

Si evidenzia inoltre che il certificato di approvazione del prototipo di cui all’art. 32, comma 6 del D.P.R. n. 134/2005, deve essere redatto invece in conformità al modello in allegato 5.Infine ai sensi dell’art. 4 che si occupa del “modello di rapporti di ispezione iniziale o periodica dei contenitori intermedi” prevede che il modello di rapporto di prova iniziale o periodica dei contenitori intermedi, di cui al 6.5.4.4 del codice IMDG deve essere redatto in conformità al modello in allegato 6.

 

Cosimo Salvatore CORSA

Addestramento attività di security: Attestato marittimi esentati dalla frequenza

BRINDISI – In base all’art. 5 del Decreto 3 dicembre 2013 (D.D. n. 1347 del 3.12.2013), che reca disposizioni transitorie alla disciplina del corso di indottrinamento alle attività di security per il personale marittimo e della familiarizzazione alla security per il personale imbarcato, sono esentati dalla frequenza del corso di cui al presente decreto i marittimi che abbiano ricevuto l’addestramento di security previsto dal punto 8.6 della scheda n. 6 del programma nazionale di sicurezza marittima e che abbiano effettuato entro il 1° gennaio 2014 un periodo di navigazione di almeno sei mesi nel corso degli ultimi tre anni a bordo di navi soggette alla normativa di maritime security.

Nel caso di specie la certificazione ai marittimi è rilasciata, dall’agente di security della società di gestione (CSO).L’attestato di addestramento rilasciato deve essere conforme al modello di cui all’allegato C), del decreto citato i cui estremi sono annotati, a cura dell’autorità marittima di iscrizione, in calce al certificato di cui all’allegato VII al decreto legislativo 7 luglio 2011, n. 136.

Nel merito si evidenzia che l’attestato deve recare nella parte relativa all’intestazione la seguente formulazione: Intestazione della società di gestione; Attestato di addestramento alle attività di security per il personale marittimo; Certificate of proficiency on security awareness for seafarer.

Come precisato in precedenza i testi devono essere riportati sia in italiano che nella lingua inglese.

Anche l’attestato di cui all’Allegato C) deve recare gli spazi che consentano di individuare anagraficamente il soggetto destinatario della certificazione, nonché l’iscrizione nelle matricole del compartimento competente e pertanto necessita seguire lo schema seguente:“Si certifica che il Sig./Sig.ra ……………………………………………………………………….We hereby certify that Mr/MsNato/a a …………………………………………………..il………………………………………..born in                                                                         oniscritto/a nelle matricole del compartimento marittimo di…………………………………………..entered in the registers of Marine Department ofal n° ………………………………………………………………………………………………….at n.”

Per completezza il certificato, che attesta l’idoneità del soggetto (marittimo) che abbia ricevuto l’addestramento di security e che abbia effettuato entro il 1° gennaio 2014 un periodo di navigazione di almeno sei mesi nel corso degli ultimi tre anni a bordo di navi soggette alla normativa di maritime security, deve recare la seguente dichiarazione a firma dell’agente di security della società di gestione (Company Security Officer):“risponde ai requisiti di competenza per la certificazione di abilitazione come marittimo con designati compiti di sicurezza stabiliti dalla Regola VI/6, Sezione A-VI/6 della Convenzione Internazionale STCW 78 nella sua versione come emendata e del D.D. ……………………..Meets the standard of competence for certification of proficiency as seafarers with designated security duties, set out in the Regulation VI/6, Section A-VI/6 of the International Convention of Standard of Training, Certification and Watchkeeping for Seafarers, 1978, as amended and in the Decree………………………………..”

Infine l’apposizione della data del rilascio e la firma dell’agente di security della società di gestione perfezionano l’attestato.Data del rilascio …………………… ………………………Date of issueL’agente di security della società di gestioneCompany Security Officer”

 

 

Cosimo Salvatore CORSA

Frequenza e rilascio attestato corso di indottrinamento alle attività di security per il personale marittimo

BRINDISI – La normativa vigente, come abbiamo già evidenziato, impone l’obbligo di seguire un corso di indottrinamento alle attività di security per personale marittimo e della familiarizzazione alla security per il personale imbarcato.

Il corso si svolge ai sensi della Convenzione Internazionale sugli standard di addestramento, certificazione e tenuta della guardia per i marittimi, STCW’78, come emendata, della Sezione A-VI/6 del relativo Codice STCW, del modello di corso IMO 3.27 e deve essere preventivamente autorizzato, secondo la disciplina di riferimento ovvero il Decreto 3 dicembre 2013 (D.D. n. 1347/2013), pubblicato in G.U. Serie Generale n. 290 del 11 dicembre 2013.

Secondo l’art. 3 del citato decreto che disciplina l’esame e il rilascio dell’attestato al termine del corso di indottrinamento, che ricordiamo della durata non inferiore alle 5 ore, finalizzato alla valutazione delle competenze acquisite dal frequentatore, è prevista una certificazione conforme al modello riportato nell’allegato B), i cui estremi sono annotati, a cura dell’autorità marittima di iscrizione, in calce al certificato di cui all’allegato VII al D. Lgs. n. 136/2011.

L’Intestazione del centro di formazione istituzionale, del centro di formazione privato o dell’istruttore certificato introduce l’attestato con la seguente dicitura in entrambe le lingue quella italiana e quella inglese:Attestato di addestramento alle attività di security per il personale marittimoCertificate of proficiency on security awareness for seafarer

Il testo del modello pubblicato in allegato al decreto citato prosegue con la individuazione anagrafica del soggetto frequentatore, del numero di iscrizione presso il compartimento marittimo di competenza e quindi con l’obbligo di recare la seguente espressione:
“Si certifica che il Sig./Sig.ra ………………………………………………………………………We hereby certify that Mr/MsNato/a a …………………………………………………..il………………………………………..born in                                                                         oniscritto/a nelle matricole del compartimento marittimo di…………………………………………..entered in the registers of Marine Department ofal n° ………………………………………………………………………………………………….at n.”

Successivamente il modello secondo l’Allegato B) deve riportare sia l’indicazione del periodo di svolgimento sia la struttura presso il quale si è svolto il percorso formativo con esito positivo unitamente al decreto di riconoscimento del Ministero competente, secondo lo schema seguente:“ha frequentato dal………………………..al……………………………..con esito favorevole ilhas attended from to whit positive results theCorso di indottrinamento alle attività di security per il personale marittimoTraining course on security awareness for seafarerpresso……………………………………………………..…………..,riconosciuto dal Ministeroat                                                                                                    recognized by Ministry ofdelle Infrastrutture e dei Trasporti – Comando generale del Corpo delle Capitanerie di portoInfrastructure and Transport – Italian Coast Guard Headquarterscon Decreto n.°……………………………….in data………………………………………………with Decree n.”

La certificazione si conclude infine con la dichiarazione di osservanza degli standard di addestramento del settore di competenza, nonché con la data e numero di rilascio e firma del valutatore, con la formula che segue:“Tale corso si è svolto ai sensi della Convenzione Internazionale sugli standard di addestramento, certificazione e tenuta della guardia per i marittimi, STCW’78, come emendata, della Sezione A-VI/6 del relativo Codice STCW, del modello di corso IMO 3.27 e secondo le modalità di cui al D.D. .………………………………………………………………The above mentioned training course has taken place in accordance with IMO STCW 78 as emended and of the Section A-VI/6 of STCW code, IMO Model Course 3.27 and in compliance with procedures of the DecreeData del rilascio …………………… ………………………Registrato al n.° …………………….Date of issue                                                                    Registered at n.Il Responsabile della valutazioneThe responsible for the evaluation”

 

Cosimo Salvatore CORSA

Certificazione come marittimo con designati compiti di sicurezza rilasciato da Company Security Officer

BRINDISI – Nel trattare l’argomento della formazione dei marittimi da destinare all’assolvimento di mansioni di security si è evidenziato l’obbligo della frequenza di un corso di formazione.

L’art. 5, del Decreto 3 dicembre 2013 (D.D. n. 1346 del 03 dicembre 2013) pubblicato sulla G.U. Serie Generale n.290 dell’11 dicembre 2013, prevede alcune disposizioni transitorie ed in particolare l’esenzione dalla frequenza del corso di cui al presente decreto per i marittimi che abbiano ricevuto l’addestramento di security previsto dal punto 8.4 della scheda n. 6 del programma nazionale di sicurezza marittima e che abbiano effettuato entro il 1° gennaio 2014 un periodo di navigazione di almeno sei mesi nel corso degli ultimi tre anni, svolgendo a bordo compiti di security.

Il comma 2, dell’art. 5, del citato decreto prevede che ai marittimi di cui al comma 1 (ovvero coloro i quali hanno già ricevuto l’addestramento) è rilasciato, dall’agente di security della società di gestione (CSO), un attestato di addestramento conforme al modello in allegato C), i cui estremi sono annotati, a cura dell’autorità marittima di iscrizione, in calce al certificato di cui all’Allegato VII al decreto legislativo 7 luglio 2011, n. 136.

Quindi vediamo nello specifico quali sono i contenuti dell’attestato di cui all’allegato C) del citato decreto.Innanzi tutto l’attestato deve recare l’intestazione della società di gestione presso la quale viene certificato l’addestramento del personale.Deve riportare la dicitura “Attestato di addestramento per marittimi designati a svolgere compiti di security – Certificate of proficiency for seafarers with designated security duties”.

Nel testo bilingue è necessario riportare il richiamo in italiano e in inglese della seguente espressione finalizzata all’individuazione anagrafica del soggetto per il quale si certifica l’idoneità:“Si certifica che il Sig./Sig.ra ………………………………………………………………………We hereby certify that Mr/MsNato/a a ………………………………………………..il…………………………………………..born in      on

La certificazione di cui all’Allegato C) da rilasciare, è similare a quella riportata nell’Allegato B) del decreto citato infatti oltre ad identificare anagraficamente il soggetto interessato, individua il personale con la propria iscrizione e numero di matricola presso l’autorità competente, con la seguente dicitura: “iscritto/a nelle matricole del compartimento marittimo di…………………………………………entered in the registers of Marine Department ofal n° ……………………………………………………….………………………………………….at n.

Quindi mentre la certificazione al corso di formazione di cui all’Allegato B) attesta la data di svolgimento delle attività formative presso il centro di formazione istituzionale o privato, l’attestato rilasciato dalla società di gestione ai marittimi, di cui all’Allegato C), che abbiano ricevuto l’addestramento di security, previsto dal punto 8.4 della scheda n. 6 del programma nazionale di sicurezza marittima, e che abbiano effettuato entro il 1° gennaio 2014 un periodo di navigazione di almeno sei mesi nel corso degli ultimi tre anni, svolgendo a bordo compiti di security e che pertanto godono del regime di esenzione ottengono il rilascio della certificazione con la seguente dicitura:“risponde ai requisiti di competenza per la certificazione di abilitazione come marittimo con designati compiti di sicurezza stabiliti dalla Regola VI/6, Sezione A-VI/6 della Convenzione Internazionale STCW 78 nella sua versione come emendata e del D.D. ……..………………..

Meets the standard of competence for certification of proficiency as seafarers with designated security duties, set out in the Regulation VI/6, Section A-VI/6 of the International Convention of Standard of Training,Certification and Watchkeeping for Seafarers, 1978, as amended and in the Decree……………………………….Data del rilascio …………………… ………………………Date of issueL’agente di security della società di gestioneCompanySecurity Officer”……………………………………………

 

Cosimo Salvatore CORSA

Esame ed attestato di addestramento per marittimi designati a svolgere compiti di security

BRINDISI – Sulla G.U. Serie Generale n.290 dell’11 dicembre 2013 è stato pubblicato il Decreto 3 dicembre 2013 (D.D. n. 1346 del 03 dicembre 2013) finalizzato a disciplinare le attività di formazione e addestramento per il personale marittimo designato a svolgere compiti di security, di cui si è trattato in precedenza.

L’art. 3, comma 2, prevede che al superamento dell’esame a ciascun frequentatore viene rilasciato un attestato di addestramento conforme al modello riportato nell’allegato B),i cui estremi sono annotati, a cura dell’autorità marittima di iscrizione, in calce al certificato di cui all’allegato VII al decreto legislativo 7 luglio 2011, n. 136.

Quindi vediamo nello specifico quali sono i contenuti dell’attestato di cui all’allegato B) del citato decreto.

Innanzi tutto l’attestato deve recare l’intestazione del centro di formazione istituzionale, del centro di formazione privato e dell’istruttore certificato presso il quale viene svolto l’addestramento del personale.

Deve riportare la dicitura “Attestato di addestramento per marittimi designati a svolgere compiti di security – Certificate of proficiency for seafarers with designated security duties”.

Nel testo bilingue è necessario riportare il richiamo in italiano e in inglese della seguente espressione finalizzata all’individuazione anagrafica del soggetto frequentatore:
“Si certifica che il Sig./Sig.ra ………………………………………………………………………
We hereby certify that Mr/Ms
Nato/a a ………………………………………………..il…………………………………………..
born in      on

La certificazione da rilasciare, oltre ad identificare il soggetto partecipante alla formazione, individua il frequentatore con la propria iscrizione e numero di matricola presso l’autorità competente.

Quindi deriva l’obbligo di inserire la seguente dicitura:
“iscritto/a nelle matricole del compartimento marittimo di…………………………………………
entered in the registers of Marine Department ofal n° ……………………………………………………….………………………………………….at n.”nonché il periodo di svolgimento del corso con l‘espressione:“ha frequentato dal………………………..al…………………………..con esito favorevole ilhas attended from                                   to                                   whit positive results theCorso di addestramento per marittimi designati a svolgere compiti di securityTraining course on the minimum standard of competencefor seafarers with designated security dutiespresso…………………………………………………………………..,riconosciuto dal Ministeroat                                                                                                      recognized by Ministry ofdelle Infrastrutture e dei Trasporti – Comando generale del Corpo delle Capitanerie di portoInfrastructure and Transport – Italian Coast Guard Headquarterscon Decreto n.°……………………………….in data………………………………………………with Decree n.                                              on”

L’attestato siccome deve contenere una serie di indicazioni tra le quali il rispetto della Convezione Internazionale sugli standard di formazione necessariamente si completa quindi con la seguente espressione in forma di dichiarazione:
“Tale corso si è svolto ai sensi della Convenzione Internazionale sugli standard di addestramento, certificazione e tenuta della guardia per i marittimi, STCW’78, come emendata, della Sezione A-VI/6 del relativo Codice STCW, del modello di corso IMO 3.26 e secondo le modalità di cui al D.D..………………………………………………………………The above mentioned training course has taken place in accordance with IMO STCW 78 as emended and of the Section A-VI/6 of STCW code, IMO Model Course 3.26 and in compliance with procedures of the Decree”.

Infine si chiede che l’attestato rechi la data di rilascio e il numero dell’attestato con la firma del responsabile della valutazione secondo l’espressione di seguito indicata.“Data del rilascio ………………… ………………………Registrato al n.° …………………….Date of issue Registered at n.

Il responsabile della valutazione
The responsible for the evaluation……………………………………………”

 

Cosimo Salvatore CORSA

Attività di security: le materie previste per la formazione del personale imbarcato

BRINDISI – In un precedente intervento abbiamo trattato dell’obbligo di seguire dei percorsi formativi che disciplinano il corso di indottrinamento alle attività di security per il personale marittimo e della familiarizzazione alla security per il personale imbarcato, anche per dare piena attuazione a quanto previsto dalla regola VI/6 dell’annesso alla Convenzione STCW, relativamente ai requisiti minimi obbligatori per l’addestramento del personale marittimo destinato a prestare servizio su navi soggette alla normativa di maritime security.

Il piano delle attività formative prevede una struttura del corso articolata per area di interesse e per contenuti: conoscenza, comprensione e perizia, nonché la tempistica riservata alla teoria e alla pratica. Quindi vediamo nel dettaglio l’articolazione delle attività e i contenuti.

Il primo modulo, della durata di 45 minuti, è riservato all’introduzione del percorso formativo, e quindi le argomentazioni prevedono la descrizione del corso, le competenze da raggiungere, le minacce alla security nelle loro varie forme, le condizioni e operazioni navali e portuali.

Il secondo modulo, riservato alla politica di security marittima, della stessa durata del primo, prevede la trattazione dei seguenti argomenti: nozioni delle principali convenzioni, dei codici e delle raccomandazioni internazionali, nozioni delle principali norme e regolamenti nazionali, definizioni della materia, gestione delle informazioni sensibili e delle comunicazioni relative alla security.

Il terzo modulo, della durata di 30 minuti, è riservato alle responsabilità connesse alla sicurezza. Quindi per questo gli insegnamenti riguardano argomenti come i governi contraenti, la società di gestione, la nave, l’impianto portuale, l’Ufficiale addetto alla security di bordo (S.S.O.), l’agente di security della società di gestione (C.S.O.), la security dell’impianto portuale, i marittimi con compiti attinenti alla security, il personale dell’impianto portuale con compiti attinenti alla security, altro personale.

Il quarto modulo denominato identificazione della minaccia, riconoscimento e reazione, della durata di un’ora, prevede la trattazione delle seguenti tematiche: il riconoscimento e l’individuazione di armi, sostanze e apparecchiature pericolose, il riconoscimento, su base non discriminatoria, delle persone che presentano potenziali rischi per la security; le tecniche utilizzate per aggirare le misure di security.

Il quinto modulo, cui deve essere riservata almeno un’ora di tempo, relativo alle azioni riguardanti la security marittima prevedono la trattazione di argomenti relativi alle azioni richieste a seconda dei differenti livelli di security e la segnalazione di incidenti riguardanti la security.

Infine il sesto modulo, della durata sempre di un’ora, riservato alla preparazione alleemergenze, esercitazioni ed addestramento, a completamento del percorso formativo prevede la trattazione di ulteriori argomenti diretti alla consapevolezza dei piani di emergenza nonché alle esercitazioni ed addestramenti di security, per un totale di 5 ore complessive.

 

Cosimo Salvatore CORSA

IL NAUTILUS Anno 12 N°1

BRINDISI - In questo numero lo speciale è destinato alle crociere con i dati di Rsiposte Turismo e le previsioni per il 2017 di un settore ormai fondamentale per l’economia del Paese. Ma anche le importanti novità sulla safety portuale e sui regolamenti dell’Unione Europea sui servizi portali e la trasparenza finanziaria dei porti. Poi i porti di Napoli. Ancona, Trieste, Piombino e Olbia con gli investimenti e le nuove infrastrutture previste nei diversi scali italiani.
poseidone danese

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