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Storie scritte da Cosimo Salvatore Corsa

Operazioni di bunkeraggio e trattamento ai fini IVA – Chiarimenti

BRINDISI – Con Risoluzione n. 1/D e Risoluzione n. 69/E del 13 giugno 2017 l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli congiuntamente all’Agenzia delle Entrate in riposta ad alcuni quesiti ha fornito chiarimenti in merito al trattamento trattamento applicabile, ai fini IVA, alle c.d. operazioni di bunkeraggio.In particolare, a decorrere dal 1° maggio 2016 il c.d. bunkeraggio non è più considerato, ai fini doganali, un’esportazione.

Ciò impedisce di attribuire alle merci fornite come approvvigionamento delle navi la qualificazione di esportazione anche ai fini IVA. Quindi secondo la prassi recente le fattispecie di bunkeraggio in argomento si ritiene debbano essere ricondotte alla previsione di non imponibilità di cui all’art. 8-bis, primo comma, lett. d), del D.P.R. n. 633/1972 che opera indipendentemente dalla circostanza che le predette fattispecie costituiscano esportazione agli effetti doganali (cfr. Corte di Giustizia, sentenza 3 settembre 2015, C-526/13, Fast Bunkering).

E’ stato altresì precisato che la non imponibilità di cui all’art. 8-bis, primo comma, lett. d), del D.P.R. n. 633/1972, in relazione alle cessioni di carburante effettuate in favore dell’armatore delle navi adibite alla navigazione in alto mare, è applicabile “anche al contestuale e concomitante trasferimento della proprietà del carburante dalla Società petrolifera all’intermediario (“trader”).

Ciò, a condizione che la consegna del carburante sia effettuata dalla società petrolifera – su indicazione dell’intermediario – direttamente nel serbatoio della nave”, unitamente alla circostanza fondamentale che i trasferimenti formali della proprietà del carburante (dalla società fornitrice al trader e da quest’ultimo all’armatore) “…siano intervenuti al più presto in concomitanza del momento in cui gli armatori delle navi adibite alla navigazione in alto mare sono stati autorizzati a disporre di tali beni, di fatto, come se ne fossero i proprietari”.

Altra ipotesi di applicabilità del regime di non imponibilità di cui all’art. 8-bis del D.P.R. n. 633/1972 ricorre quando la consegna del carburante direttamente a bordo della nave dell’armatore avvenga mediante l’intervento di due trader. Ciò, a condizione che il trasferimento della proprietà del carburante fra trader sia contestuale e concomitante al caricamento dello stesso direttamente a bordo della nave da parte del fornitore e sempre che la cessione fra trader non contempli, in alcun momento, la disponibilità materiale del carburante da parte di quest’ultimi.

Ove l’intermediario sia un operatore economico non stabilito nel territorio nazionale, lo stesso dovrà, ai sensi dell’art. 17, terzo comma, del D.P.R. n. 633/1972, identificarsi, ai fini IVA, ai sensi dell’art. 35-ter del D.P.R. n. 633/1972, ovvero (se extra-UE) nominare un rappresentante fiscale, nei casi in cui il cessionario (trader o armatore) sia un soggetto passivo non stabilito nel territorio dello Stato.Non è obbligatoria la predetta identificazione laddove il trader (operatore economico non stabilito nel territorio nazionale) formalmente proprietario del bene, ancorché non lo detenga materialmente, ceda il carburante ad un soggetto passivo stabilito nel territorio dello Stato (art. 17, secondo comma del DPR n. 633/1972: adempimenti relative alle cessioni dei beni a cura dei cessionari).

Il beneficio fiscale viene applicato anche nei riguardi dell’intermediario a particolari condizioni.
E’ stato già chiarito che ai fini del beneficio fiscale per l’applicazione della non imponibilità IVA prevista dall’art. 8 bis lett. a) del D.P.R. n. 633/1972, si debba fare riferimento alla nozione di “navi adibite alla navigazione in alto mare” e che questo ricorre alla verifica delle seguenti due condizioni: che per “alto mare” deve intendersi quella parte di mare che eccede il limite massimo di 12 miglia nautiche misurate a partire dalle linee di base previste dal diritto internazionale del mare; all’effettivo e prevalente utilizzo della nave in alto mare come sopra definito, criterio ritenuto soddisfatto qualora la nave sia stata impiegata in misura superiore al 70% in viaggi in alto mare con riferimento all’attività effettuata nell’anno precedente.

 

Cosimo Salvatore CORSA

Approvvigionamento prodotti energetici destinati alle navi – Formalità Doganali

BRINDISI – Con Risoluzione Ministeriale n. 1/2017 e Circolare n. 25/2016 rispettivamente l’Agenzia delle Entrate e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sono intervenute in merito ai profili applicativi delle disposizioni doganali e fiscali connesse alle operazioni di bunkeraggio dei prodotti petroliferi destinati alle navi.
Le Agenzie in parola, facendo seguito ad alcune richieste di chiarimenti, sono ritornate sull’argomento fornendo alcune ulteriori precisazioni.In particolare, sulla base di quanto previsto dalla vigente normativa (l’art. 269 del Reg. UE n. 952/2013 par. 2 lett. c), le merci fornite come approvvigionamenti, esenti da IVA o da accise, di navi e aeromobili indipendentemente dalla loro destinazione non devono essere vincolate al regime doganale di esportazione in quanto non riconducibili alla fattispecie regolata da tale regime.
Considerata la necessità di fornire all’operatore economico prova dell’avvenuto approvvigionamento, ai sensi del paragrafo 3 del medesimo art. 269, è richiesto che vengano espletate le formalità concernenti la presentazione della dichiarazione doganale di esportazione.

Rispetto alla formulazione prevista dall’art. 786, par. 2, lett. b), del Reg, CEE n. 2454/93, l’attuale prevede il ricorso alla formalità della dichiarazione doganale di esportazione anche nell’ipotesi di approvvigionamento di navi ed aeromobili esente da accisa e chiarendo al tempo stesso che la norma si applica nei casi in cui sussiste la necessità di provare l’approvvigionamento.

Quindi ricorrendo le seguenti condizioni:
- forniture riconosciute esenti da IVA o da accise sulla base delle rispettive norme di natura sostanziale;
- necessità per il soggetto fornitore di comprovare l’avvenuto approvvigionamento;  si è tenuti alla presentazione della dichiarazione doganale, che non comporta il vincolo delle merci al regime doganale di esportazione.

E’ utile altresì precisare che tale adempimento doganale è richiesto, in linea generale, laddove ricorrano rifornimenti esenti di prodotti energetici destinati alle navi battenti bandiera di un Paese terzo nonché alle navi battenti bandiera di un Paese UE che navigano in acque extra territoriali, ad esclusione della navigazione diretta tra porti nazionali o da un porto dello Stato verso porti dell’Unione per la quale trova piena attuazione la disciplina del D.M. n.225/2015.

Nei casi di rifornimento di carburanti esenti da accisa di navi battenti bandiera nazionale o di un Paese UE in navigazione nelle acque interne e marine comunitarie rientranti nel campo di applicazione del D.M. n.225/2015, adottato in esecuzione del punto 3 della Tabella A allegata al D. Lgs. n. 504/95 che recepisce, a propria volta, l’art.14, par.1, lett. c) della direttiva n.2003/96/CE del Consiglio del 27 ottobre 2003, non va fatto ricorso all’espletamento di formalità doganali.

Secondo i chiarimenti forniti in materia dalla prassi è da ritenersi che, in tali casi, non occorra assolvere anche alle formalità doganali di cui all’art. 269, par. 2, lett. c), CDU, essendo ritraibile la prova dell’avvenuto imbarco dei carburanti dai menzionati documenti, secondo le condizioni di consumo richiamate nel paragrafo I della Circolare 25/D del 23 dicembre 2016 dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, tenuto conto che la prova dell’avvenuto approvvigionamento è costituita dall’attestazione di ricezione del prodotto da parte del comandante dell’imbarcazione sul DAS emesso ai sensi dell’art. 4, comma 3, e dal memorandum previsto dall’art. 7 del citato regolamento.

 

Cosimo Salvatore CORSA

Aliquote contributive 2017 per i lavoratori autonomi della pesca

BRINDISI – Con la Circolare n. 72 del 14 aprile 2017 l’Inps –  Direzione Centrale – ha emanato un provvedimento recante le aliquote contributive vigenti per l’anno 2017 per i lavoratori autonomi (pescatori) che svolgono attività di pesca e rammenta le modalità e i termini per il versamento della contribuzione. Con la medesima circolare ha ribadito, inoltre, che tali categorie di soggetti hanno diritto, ai sensi della L. 11 dicembre 2016, n. 232, art. 1, comma 431, di usufruire dello sgravio contributivo pari al 48,70%.

Nel dettaglio l’Inps precisa che ai fini dell’adeguamento delle retribuzioni convenzionali i lavoratori autonomi che svolgono l’attività di pesca, anche quando non siano associati in cooperativa, sono soggetti alla L. 13 marzo 1958, n. 250 e sono tenuti a versare all’Istituto un contributo mensile, soggetto ad adeguamento annuale, commisurato alla misura del salario convenzionale per i pescatori della piccola pesca marittima e delle acque interne associati in cooperativa.

Quanto innanzi è dovuto all’art. 1, comma 287, della L. 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di Stabilità) e alla circostanza che l’Istat ha comunicato la variazione percentuale verificatasi nell’indice dei prezzi al consumo, per le famiglie degli operai e degli impiegati, tra il periodo gennaio 2015 – dicembre 2015 ed il periodo gennaio 2016 – dicembre 2016, quantificata nella misura dell’-0,1%.

Pertanto, per il 2017 la misura del salario giornaliero convenzionale per i pescatori soggetti alla L. 13 marzo 1958, n. 250, rimane invariato rispetto all’anno precedente e risulta, in base alla citata Circolare INPS, come segue:
Retribuzione convenzione pari a Euro 26,49 (misura giornaliera);
Retribuzione convenzionale pari a Euro 662,00 (misura mensile rapportata ai 25 giorni).Su tale retribuzione mensile devono essere calcolati, per il 2017, i contributi dovuti dai pescatori “autonomi”.

Con la citata circolare l’Inps ha provveduto anche per quanto concerne l’aliquota contributiva dovuta al FPLD per il quale, i pescatori autonomi sono soggetti all’aumento di 4,29 punti percentuali; tale incremento è applicato gradualmente in ragione di 0,50% ogni due anni a partire dal 1° gennaio 1997, con ultimo aumento di 0,29 % dal 1° gennaio 2013 (D.I. 21 febbraio 1996).

Conseguentemente a decorrere dal 1° gennaio 2014 e per l’anno 2017 nei confronti dei pescatori l’aliquota contributiva resta ferma nella misura del 14,90%.
Pertanto tale aliquota risulta determinata come segue:
Gestione F.P.L.D. aliquota base 0,11 – coefficiente di ripartizione:   0,007383;
Gestione F.P.L.D. adeguamento 14,79 – coefficiente di ripartizione: 0,992617;
per un totale aliquota di 14,90 e un totale coefficiente di 1,000000.

Di conseguenza il contributo mensile per l’anno 2017, risultante dall’applicazione dell’aliquota contributiva alla retribuzione convenzionale, è pari a  Euro 98,64  così suddiviso:
Contributo mensile base 0,73;  Contributo mensile adeguamento 97,91.

 

Cosimo Salvatore CORSA

FORMULARIO FAL: Contenuto ed Elementi descrittivi

BRINDISI – Con Decreto Ministeriale 27 aprile 2017 è stato adottato il nuovo formulario FAL finalizzato a regolamentare gli adempimenti di arrivo e partenza delle unità addette ai servizi locali, alla pesca professionale, all’acquacoltura, alla navigazione da diporto o di uso privato o in conto proprio, nonché delle unità adibite a servizi particolari.
Il nuovo formulario FAL, di cui all’art.1, comma 2 del citato Decreto Ministeriale, prevede una serie di elementi descrittivi richiesti dal formulario la cui compilazione è da rilevare in fase di arrivo o partenza della nave.Il primo di questi elementi riguarda proprio il nome e descrizione della nave nonché l’indicazione del porto di arrivo e partenza unitamente alla data e ora di arrivo e partenza.
E’ inoltre richiesto, ai fini di una corretta compilazione, di fornire i seguenti dati ulteriori: nazionalità della nave e nome del comandante; porto di provenienza e di destinazione; dati di iscrizione e nome e indirizzo dell’agente marittimo; stazza lorda e stazza netta; posizione della nave del porto (posto di ormeggio e ancoraggio); numero di membri dell’equipaggio e numero di passeggeri; eventuali osservazioni; documenti allegati previsti: la lista equipaggio e la lista passeggeri; data e firma del comandante, agente o funzionario delegato completano il formulario.

 

Cosimo Salvatore CORSA

Unità addette alla pesca professionale e all’acquacoltura: Registro delle partenze

BRINDISI – L’art. 5 del D.M. 27 aprile 2017 si occupa delle unità addette alla pesca professionale e all’acquacoltura, precisando che per le unità addette alla pesca professionale e all’acquacoltura nelle acque del mare e in quelle del demanio marittimo, si applica l’art. 380, comma 1, del D.P.R. 15 febbraio 1952, n. 328.
L’art. 375 del D.P.R. 15 febbraio 1952 n. 328 regolamenta il Registro delle partenze stabilendo che presso ogni ufficio di porto è tenuto un registro conforme al modello approvato dal ministro dei trasporti e della navigazione, nel quale sono annotati i dati relativi alla partenza di ciascuna nave.

L’art. 380 del Regolamento per l’esecuzione del codice della navigazione (navigazione marittima) approvato con D.P.R. 15 febbraio 1952 n. 328, dedicato alla “Vidimazione delle carte di bordo per le navi da pesca, da diporto e addette a servizi locali” al comma 1 prevede che la presentazione delle carte e degli altri documenti di bordo all’autorità marittima mercantile, per la vidimazione, deve essere effettuata come segue: per le navi destinate alla pesca costiera almeno una volta ogni sei mesi nonché in casi di avvenimenti straordinari; per le navi destinate alla pesca mediterranea almeno una volta al trimestre, ovvero quando si siano toccati o si debbano toccare scali esteri, nonché in caso di avvenimenti straordinari; per le navi destinate alla pesca fuori degli stretti si osservano le disposizioni dell’art. 179 del codice e dei primi tre commi dell’art. 181 del codice.
Al secondo comma dell’art. 5 del provvedimento in esame si conferma quanto già previsto dall’art. 380 ovvero che per le unità addette alla pesca professionale nelle acque del mare oltre gli stretti si osservano le disposizioni dell’art. 179 del codice della navigazione e dei primi tre commi dell’art. 181 del citato codice.
Il comma 3 regola invece il caso di eventi straordinari, di disarmo, di fermo pesca e di lavori a bordo che richiedono l’alaggio, alle unità addette alla pesca professionale e all’acquacoltura nelle acque del mare e in quelle del demanio marittimo nonché alle unità addette alla pesca professionale nelle acque del mare oltre gli stretti, si applicano gli articoli 179 e 181 del codice della navigazione.
L’art. 6 completa il provvedimento disciplinando le comunicazioni e stabilendo che per le per le unità di cui all’art. 3, comma 1, soggette alle disposizioni di cui al D. Lgs. 19 agosto 2005, n. 196, l’autorità marittima del porto base comunica tempestivamente al Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto:
a) i dati identificativi dell’unità;
b) i dati della compagnia di navigazione o società che svolge il servizio, comprensivi del punto di contatto;
c) il periodo di esercizio dell’unità;
d) il collegamento marittimo effettuato o l’indicazione del porto in cui il servizio è svolto.

 

Cosimo Salvatore CORSA

Unità addette alla navigazione da diporto o di uso privato: esenzione obblighi per arrivi e partenza

BRINDISI – Il Legislatore con il Decreto Ministeriale 27 aprile 2017 disciplina gli adempimenti relativi agli arrivi e partenze previsti dagli articoli 179 e 181 del codice della navigazione.L’art. 2 nel fornire le diverse descrizioni nel contesto del decreto definisce le varie unità adibite ai diversi tipi di navigazione.

L’art. 4 ha previsto che per quanto concerne le unità addette alla navigazione da diporto o di uso privato o in conto proprio, fatti salvi gli obblighi informativi di cui al regolamento (CE) 15 marzo 2006, n. 562, sono esentate dagli adempimenti di arrivo e partenza le seguenti unità: a) unità addette alla navigazione da diporto di ogni nazionalità; b) unità addette alla navigazione da diporto dell’Unione europea destinate a uso commerciale, ivi comprese le navi destinate esclusivamente al noleggio per finalità turistiche di cui all’art. 3 della legge 8 luglio 2003 n. 172, che non trasportano più di dodici passeggeri; c) unità di uso privato; d) unità in conto proprio.

Nel caso delle unità di cui alla lettera b) del precedente capoverso, il comandante o gli altri soggetti di cui all’art. 179 del codice della navigazione, comunicano almeno due ore prima dell’ingresso in porto: a) il nominativo dell’unità; b) l’identificativo dell’unità; c) l’ETA (estimated time of arrival: tempo stimato di arrivo in porto) e l’ETD (estimated time of departure: tempo stimato di partenza dal Porto); d) la lista dei passeggeri a bordo; e) il nome del comandante e il ruolino di equipaggio; f) il carico di rifiuti a bordo secondo le norme vigenti.

Le stesse unità addette alla navigazione da diporto dell’Unione europea destinate a uso commerciale all’arrivo effettivo e alla partenza dell’unità, oltre quanto previsto precedentemente, sono tenute a comunicare quanto segue: a) l’ATA (actual time of arrival: orario effettivo di arrivo di una nave in porto) e l’ATD (actual time of departure: orario effettivo di partenza di una nave dal porto); b) il ruolino di equipaggio e la lista passeggeri, se variate rispetto a quelle già comunicate in precedenza; c) le previste certificazioni di sicurezza.

Nel caso delle unità addette alla navigazione da diporto di Paesi non europei destinate a uso commerciale, il comandante o gli altri soggetti di cui all’art. 179 del codice della navigazione comunicano all’autorità marittima, almeno due ore prima dell’ingresso in porto, quanto previsto ai paragrafi precedenti.

Per le unità addette alla navigazione da diporto di cui innanzi, gli adempimenti di arrivo e partenza sono assolti con le seguenti modalità: a) il comandante o gli altri soggetti di cui all’art. 179 del codice della navigazione consegnano all’autorità marittima del primo porto nazionale di approdo, l’elenco dei successivi porti di scalo nazionali durante la vigenza delle spedizioni; b) nel caso in cui l’unità scala esclusivamente porti nazionali, l’autorità marittima rilascia, dopo aver effettuato gli adempimenti di arrivo e partenza, le spedizioni della durata di un anno.

L’avvicendamento del comandante dell’unità comporta che le spedizioni non sono annuali e che nel caso di specie si applica quanto disposto dagli articoli 179 e 181 del codice della navigazione.Qualora si verifichi che le unità addette alla navigazione da diporto, di Paesi non europei destinate a uso commerciale, scalano l’ultimo porto nazionale con richiesta di spedizioni con destinazione «estero» o con destinazione generica «mare», le spedizioni non sono annuali e si applica quanto disposto dagli articoli 179 e 181 del codice della navigazione.

Le disposizioni fin qui trattate nulla innovano relativamente agli obblighi e controlli in materia di sicurezza della navigazione, polizia, ambiente, fisco e sanità nonché agli obblighi di cui alla legge 4 aprile 1977, n. 135 relativamente alle unità da diporto destinate a uso commerciale.

 

Cosimo Salvatore CORSA

Sistema PMIS: Port Management Information System

BRINDISI – Con l’art. 3 del D.M. 27 aprile 2017 sono stati definiti gli adempimenti di arrivo e partenza delle navi e delle altre unità da effettuarsi presso il porto base dell’autorità marittima.
Il decreto definisce porto base il porto del territorio nazionale indicato espressamente dall’armatore, con dichiarazione vistata dall’autorità marittima del medesimo porto, da esibire unitamente alla nota di informazione prevista dall’art. 179 del codice della navigazione.Gli adempimenti di arrivo e partenza, come già precisato,  avvengono   tramite  il sistema  PMIS – Port Management Information System, se operativo.

Il Sistema PMIS – Port Management Information System di cui all’art. 2, comma 1, lett. i), è utilizzato dal personale della Capitaneria di Porto sia nello svolgimento delle pratiche amministrative collegate all’arrivo e alla partenza delle navi sia per la supervisione del traffico all’interno delle acque portuali, il sistema è suddiviso in tre macro aree funzionali che sono: 1. Anagrafiche; 2. Controllo del traffico marittimo; 3. Procedure amministrative.

Il Sistema PMIS viene definito come il sistema informativo per la gestione amministrativa delle attività portuali di cui all’art. 14‐bis del D. Lgs. 19 agosto 2005, n. 196. Il Decreto si occupa di definire le diverse unità adibite ai diversi tipi di navigazione in quanto a seconda del tipo e della destinazione discendono obblighi specifici in materia.

Sono definite unità addette ai servizi locali le diverse unità, indicate di seguito, destinate ai servizi di bunkeraggio, unità destinate ai servizi ecologici o ad attività connesse alle operazioni di allibo, draghe limitatamente alla durata del servizio di escavazione, gru flottanti, bettoline, pontoni e galleggianti, unità destinate ai servizi di rimorchio in regime di concessione, unità destinate ad altri servizi tecnico‐nautici e altre unità addette al servizio del porto di cui all’art. 66 del codice della navigazione e all’art. 60 del regolamento per l’esecuzione del codice della navigazione‐navigazione marittima, nel caso in cui sono impiegate nei porti o in servizio in una zona di mare territoriale individuata e disciplinata con ordinanza del capo del circondario marittimo.Per unità addette all’acquacoltura si intende qualsiasi unità destinata all’attività di l’acquacoltura ovvero quella attività economica organizzata, esercitata professionalmente, diretta all’allevamento o alla coltura di organismi acquatici attraverso la cura e lo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso, di carattere vegetale o animale, in acque dolci, salmastre o marine (D. Lgs. 9 gennaio 2012, n. 4 – art. 3).

Per unità addette alla pesca professionale si definisce qualsiasi unità destinata all’attività  di pesca professionale ovvero a quella attività economica organizzata svolta in ambienti marini o salmastri o di acqua dolce, diretta alla ricerca di organismi acquatici viventi, alla cala, alla posa, al traino e al recupero di un attrezzo da pesca, al trasferimento a bordo delle catture, al trasbordo, alla conservazione a bordo, alla trasformazione a bordo, al trasferimento, alla messa in gabbia, all’ingrasso e allo sbarco di pesci e prodotti della pesca (D. Lgs. 9 gennaio 2012, n. 4 – art. 2). Sono unità addette alla navigazione da diporto o di uso privato o in conto proprio: qualsiasi unità destinata alla navigazione da diporto, alla navigazione privata o alla navigazione in conto proprio.

Sono unità addette a servizi particolari le unità destinate ad assistenza alle piattaforme off‐shore quando svolgono detta assistenza in zone di mare o presso piattaforme comprese nel raggio di sessanta miglia dal porto base.

 

Cosimo Salvatore CORSA

Unità adibite ai diversi tipi di navigazione: adempimenti arrivi e partenza

BRINDISI – Con D.M. 27 aprile 2017 il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti introduce la nuova disciplina che regola gli adempimenti di arrivo e partenza delle unità addette ai servizi locali, alla pesca professionale, alla acquacoltura, alla navigazione da diporto o di uso privato o in conto proprio, nonché delle unità adibite a servizi particolari.

Con lo stesso decreto si è ritenuto necessario, nell’ottica della semplificazione e della standardizzazione degli adempimenti di arrivo e partenza, dare attuazione all’art. 179 del codice della navigazione e all’art. 380 del relativo regolamento di esecuzione‐parte marittima.
Con l’art. 2 si definisce, fra l’altro, nell’ambito dell’intervento normativo, il significato che assume l’espressione di arrivo e partenza, di autorità marittima, di actual time of arrival: orario effettivo di arrivo di una nave in porto, di seguito ATA, di actual time of departure: orario effettivo di partenza di una nave dal porto, di seguito ATD, di estimated time of arrival: tempo stimato di arrivo in porto, di seguito ETA, di estimated time of departure: tempo stimato di partenza dal porto, di seguito ETD.L’art. 3 regola gli adempimenti di arrivo e partenza che sono compiuti presso l’autorità marittima del porto base (porto del territorio nazionale indicato espressamente dall’armatore, con dichiarazione vistata dall’autorità marittima del medesimo porto, da esibire unitamente alla nota di informazione prevista dall’art. 179 del codice della navigazione).
Le navi destinate a traffici commerciali che effettuano nell’arco delle ventiquattro ore almeno un collegamento di andata e ritorno con località nazionali o estere distanti non oltre quaranta miglia dal porto base, effettuano gli adempimenti previsti dal decreto almeno una volta alla settimana.Le unità destinate ai servizi di bunkeraggio, ai servizi di rimorchio in regime di concessione, ai servizi ecologici, all’assistenza alle piattaforme off‐shore quando svolgono detta assistenza in zone di mare o presso piattaforme comprese nel raggio di sessanta miglia dal porto base, effettuano gli adempimenti previsti dal decreto almeno una volta al mese.

Le unità destinate ad attività connesse alle operazioni di allibo, le draghe limitatamente alla durata del servizio di escavazione, gru flottanti, bettoline, pontoni, galleggianti, unità destinate a servizi tecnico‐nautici diversi dal rimorchio in regime di concessione e altre unità addette al servizio

del porto di cui all’art. 66 del codice della navigazione e all’art. 60 del regolamento per l’esecuzione del codice della navigazione – navigazione marittima, nel caso in cui sono impiegate nei porti o in servizio in una zona di mare territoriale individuata e disciplinata con ordinanza del capo del circondario marittimo, effettuano gli adempimenti previsti almeno una volta l’anno e, comunque, ogni volta che le unità  stesse compiono viaggi fuori dai limiti stabiliti nell’ordinanza stessa.Si prevede che nel caso in cui le navi di cui innanzi trasportano passeggeri, prima della partenza, comunicano all’autorità marittima del porto base il numero dei passeggeri imbarcati.

Quindi ai fini dell’assolvimento degli obblighi in materia gli adempimenti previsti nel decreto sono disciplinati e compiuti come segue:
a) in caso di arrivo, il comandante o gli altri soggetti di cui all’art. 179, comma 1, del codice della navigazione, fanno pervenire all’autorità marittima la dichiarazione di arrivo, corredata dal ruolo di equipaggio e dalle previste certificazioni di sicurezza;
b) in caso di partenza, il comandante o gli altri soggetti di cui all’art. 179, comma 1, del codice della navigazione, fanno pervenire all’autorità marittima la dichiarazione di partenza, corredata dal ruolo di equipaggio e dalle previste certificazioni di sicurezza.
In caso eventi straordinari oppure in occasione di rilevanti lavori a bordo ovvero avarie che compromettono la stabilità o la manovrabilità delle unità, interruzione di un servizio di linea e disarmo, gli adempimenti previsti dalla novellata normativa si osservano applicando gli articoli 179 e 181 del codice della navigazione.Fermo restando quanto stabilito dal Decreto ai commi 3 e 4, gli adempimenti di arrivo e partenza avvengono tramite il sistema PMIS – Port Management Information System, se operativo.

 

Cosimo Salvatore CORSA

Lavoratori autonomi della pesca: sgravi ed indennità di maternità

BRINDISI – In un precedente intervento è stato trattato l’argomento relativo alle aliquote contributive concernenti i pescatori (lavoratori autonomi).Ora prendiamo in esame, per completare l’argomento, le ulteriori istruzioni fornite dall’INPS con Circolare n. 72/2017.

La citata Circolare disciplina altresì lo sgravio  contributivo  ex  art.  6  della  L. 27 febbraio 1998, n. 30, come aggiornato, per il 2017, dalla L. 11 dicembre 2016, n. 232, art. 1, comma 431.

In forza dell’art. 1, c. 74 della legge di stabilità 2013 ed inoltre dell’art. 1, c. 431 della legge di stabilità 2017 a decorrere dal gennaio 2013, le imprese in oggetto sono tenute a diminuire la percentuale del beneficio spettante, che di conseguenza si attesterà sulle seguenti percentuali:
-  63,20% per gli anni 2013 e 2014;
-  57,50% per il 2015;
-  50,30% per il 2016;
-  48,70% per il 2017.

Pertanto il contributo mensile, al netto della predetta agevolazione, deve essere corrisposto in misura pari a € 50,60 così suddiviso:
F.P.L.D. BASE CONTRIBUTO MENSILE EURO 0,37;
F.P.L.D. ADEGUAMENTO CONTRIBUTO MENSILE EURO 50,23;
F.P.L.D. TOTALE CONTRIBUTO MENSILE EURO 50,60.

Completa il quadro il contributo di maternità il cui diritto all’indennità alle pescatrici autonome della piccola pesca e delle acque interne, di cui alla legge 13 marzo 1958 n. 250 e s.m.i., è stato esteso con circolare n. 130 del 16 settembre 2013.

La Circolare n. 72 evidenzia che ai sensi del nuovo comma 1 bis inserito nell’art. 82 del D. Lgs. 151/2001, alla copertura degli oneri derivanti dall’applicazione del predetto beneficio si provvede con il versamento di un contributo, la cui misura a carico di ogni iscritto al fondo di cui all’art. 12, comma 3 della L. 250/1958 è uguale a quella prevista per ogni iscritto all’assicurazione IVS per le gestioni dei coltivatori diretti, coloni e mezzadri, artigiani ed esercenti attività commerciali, ossia pari all’importo mensile di € 0,62.

Lo stesso è riscosso congiuntamente al contributo IVS.Infine con riferimento alle modalità di versamento di sottolinea nulla è innovato in materia di versamento del contributo che, si rammenta, deve essere effettuato in rate mensili aventi scadenza il giorno 16 di ogni mese.

Mentre si stabilisce che l’Istituto provvederà ad inviare agli assicurati le comunicazioni contenenti i dati utili per il versamento della contribuzione dovuta per l’anno 2017, si evidenzia che in applicazione di quanto disposto dall’art. 37, comma 49, del D.L. 4 luglio 2006, n. 223 convertito, con modificazioni, dalla L. 4 agosto 2006, n. 248 e dall’art. 1 del Decreto del  Presidente del  Consiglio del  4  ottobre 2006, non  si procede all’invio dei modelli F24 ai pescatori autonomi titolari di partita IVA.

 

Cosimo Salvatore CORSA

Domanda di Iscrizione per imbarcazioni non munite di “Marcatura Ce”

BRINDISI – La precedente disciplina della Direttiva 94/25/CE, la quale ha stabilito che a partire dal 17 giugno 1998 possono essere immesse in commercio e in servizio soltanto unità da diporto di nuova costruzione dotate di marcatura CE – non si applica alle unità da diporto – anche se provenienti dai Paesi extracomunitari – costruite, immesse sul mercato o messe in servizio in uno degli Stati membri dell’A.E.E. (costituita dai Paesi dell’U.E. più Norvegia, Islanda e Liechtenstein) anteriormente al 17 giugno 1998 (data di entrata in vigore della Direttiva).

L’avvenuta costruzione, immissione sul mercato o messa in servizio in uno degli Stati dell’A.E.E. può essere comprovata da:
a) estratto RID rilasciato dall’Ufficio ove l’unità era iscritta prima della sua vendita all’estero;
b) fattura o documento fiscale, atto o documento avente data anteriore al 17/06/1998;c) estratto del registro navi in costruzione.

Quindi secondo le istruzioni fornite nella sezione documentazione dalle autorità competenti la Domanda per l’iscrizione di Imbarcazioni da Diporto Usate – non munite di “Marcatura Ce” va presentata a qualsiasi Capitaneria di Porto o Ufficio Circondariale Marittimo o agli Uffici Provinciali ex MCTC autorizzati a tenere i registri.
Il richiedente fornisce le generalità complete di codice fiscale ed in qualità di proprietario di un’imbarcazione da diporto usata – non munita della Marcatura CE – proveniente da Paese facente ovvero non facente parte dell’Area Economica Europea, dichiara la lunghezza fuori tutto (f.t.) in metri.

Inoltre, ai fini della domanda di iscrizione, bisogna indicare di quale dotazione è munita l’imbarcazione ovvero di motore (e.b., e.f.b., f.b.), la potenza in Kw, il cantiere navale italiano dove è stata costruita seguita dalla dichiarazione che è stata messa in commercio o in servizio, per la prima volta nell’area A.E.E, prima del 17 giugno 1998 (data di entrata in vigore della Direttiva dell’U.E. 94/25/CE), come risulta da uno dei documenti precedentemente elencati (a, b o c), che bisogna allegare alla domanda.

Tutto ciò premesso il proprietario con la sottoscrizione della domanda chiede: a) l’iscrizione dell’unità nel Registro delle Imbarcazioni da Diporto (R.I.D.) dell’Ufficio di competenza; b) il rilascio della licenza per la navigazione (entro/oltre le sei miglia dalla costa); c) il rilascio del certificato di sicurezza con enne persone a bordo; d) l’assegnazione del nominativo internazionale (nel caso in cui l’unità sia munita di un apparato Vhf) 2 e) l’assegnazione del nome sia pure facoltativo.

Ai fini della completezza dell’istanza il richiedente allega una serie di documenti fra i quali il titolo di proprietà (legalizzato dall’Autorità consolare – la legalizzazione non è prevista per gli Stati membri dell’U.E. – Legge 24.4.1990 n. 106 – tradotto in lingua italiana da interprete autorizzato e registrato presso un qualsiasi Ufficio del Territorio).

E altresì allegato, se del caso, il certificato di cancellazione dal registro straniero, nonché l’attestazione di idoneità rilasciata dall’Organismo tecnico indicandone la data, unitamente alla dichiarazione di potenza del motore rilasciata dal costruttore secondo la norma UNI-EN-8665 o (per i vecchi motori) certificato di omologazione e dichiarazione di conformità (solo per motori e.b. ed e.f.b.) o certificato di potenza.

Sono richiesti sia l’autocertificazione di cittadinanza e residenza resa a norma dell’art. 46 del DPR 28/12/2000 n. 445 (T.U. sulla documentazione amministrativa) ovvero il certificato d’iscrizione alla C.C.I.A.A. nel caso di persona giuridica.

Completano la domanda una serie di versamenti da effettuarsi prevalentemente in favore della Tesoreria Provinciale dello Stato con diverse causali e diversi importi, nonché il consenso al trattamento dei propri dati con le modalità e per le finalità indicate nell’informativa stessa, comunque strettamente connesse e strumentali al procedimento di cui al D.lgs. 196/2003.

 

Cosimo Salvatore CORSA

IL NAUTILUS Anno 12 N°2

BRINDISI - Lo speciale di questo nuovo numero de Il Nautilus è dedicato al porto di Trieste che, tra cambiamenti già effettuati e progetti con finanziamenti in arrivo, sta mutando la sua fisionomia e crescendo come scalo in Adriatico. Accanto a queste novità sullo scalo ci sono anche quelle che riguardano i porti di Livorno, Porto Torres, Savona, Cagliari, Ancona e Bari. In questo numero troverete anche un’intera pagina dedicata alla fiscalità legata al mondo del diportismo con gli aggiornamenti sulle ultime modifiche alle leggi.
poseidone danese

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