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Storie scritte da Cosimo Salvatore Corsa

Abilitazione alla Navigazione

BRINDISI – Dalla disamina del Codice della Nautica da Diporto di cui al D. Lgs. 18 luglio 2005, n.171, come modificato dal D. Lgs. n. 229/2017, si ottiene la disciplina delle abilitazioni ai tipi di navigazione.Infatti dopo aver analizzato quali sono i documenti relativi alla navigazione prendiamo in esame le tipologie di navigazione disciplinati dal Nuovo Codice della Nautica da Diporto.Il Codice recita che le imbarcazioni da diporto possono essere abilitate ai seguenti tipi di navigazione.
Per quanto concerne le imbarcazioni senza marcatura CE non vi è alcun limite nelle acque interne, mentre il limite opera fino a 6 miglia dalla costa nelle acque marittime.Diversamente per le imbarcazioni con marcatura CE i criteri utilizzati per determinare tale limiti prendono in considerazione non la distanza dalla costa, bensì le condizioni meteo-marine.Infatti si prevede che non via sia alcun limite, per la categoria di progettazione A di cui all’allegato II.

Per la categoria di progettazione B, di cui all’allegato II, opera il limite con vento fino a forza 8 e onde di altezza significativa fino a 4 metri, mare agitato.Per la categoria di progettazione C, di cui all’allegato II, opera il limite con vento fino a forza 6 e onde di altezza significativa fino a 2 metri, mare molto mosso.Per la categoria di progettazione D, di cui all’allegato II, per la navigazione in acque protette, opera il limite con vento fino a forza 4 e altezza significativa delle onde fino a 0,3 metri.

L’Allegato II del D. Lgs. n. 171/2005 traccia i requisiti essenziali di sicurezza per la progettazione  e  la costruzione delle unità ed indica le categorie di progettazioni fornendo le seguenti definizioni.
A.  In alto mare: progettate per viaggi di lungo corso, in cui la forza del vento puo’ essere superiore ad 8  (Scala Beaufort) e l’altezza  significativa delle onde superiore a 4 m. ma ad esclusione di circostanze anomale; imbarcazioni ampiamente autosufficienti.
B.  Al  largo:  progettate per crociere d’altura, in cui la forza del  vento  puo’ essere pari a 8 e l’altezza significativa delle onde puo’ raggiungere 4 m.
C.  In  prossimità della costa: progettate per crociere in acque costiere,  grandi  baie,  estuari, fiumi e laghi, in cui la forza del vento  puo’ essere pari a 6 e l’altezza significativa delle onde puo’ raggiungere 2 m.
D.  In  acque protette: progettate per crociere in acque costiere riparate, in piccole baie, laghi, fiumi e canali, in cui la forza del vento  puo’ essere pari a 4 e l’altezza significativa delle onde puo’ raggiungere 0,3 m. con onde occasionali di altezza massima pari a 0,5 m. ad esempio a causa di imbarcazioni di passaggio.
Le unità da diporto di ciascuna categoria devono essere progettate e  costruite  conformemente  a  questi  parametri per quanto riguarda stabilità,   galleggiamento   e   gli   altri  pertinenti  requisiti essenziali elencati nell’allegato II e per essere dotate di buone caratteristiche di manovrabilità.

 

Cosimo Salvatore CORSA

DOCUMENTI DI NAVIGAZIONE: Abilitazione alla Navigazione

BRINDISI – Con la pubblicazione del D. Lgs. n. 229/2017 (G.U. n. 23/2018) il Codice della Nautica da Diporto di cui al D. Lgs. 18 luglio 2005, n.171 è stato sostanzialmente modificato.Analizzando il Capo II, che si occupa delle abilitazioni alla navigazione delle unità da diporto, prendiamo in esame la parte del Codice relativa ai documenti e ai tipi di navigazione.

La normativa in questione stabilisce quali sono i documenti di navigazione per le navi da diporto, rilasciati dallo sportello telematico del diportista (STED) all’atto dell’iscrizione.

In particolare la documentazione è quella relativa alla la licenza di navigazione, anche provvisoria, che abilita alla navigazione nelle acque interne e in quelle marittime senza alcun limite nonché il certificato di sicurezza, che attesta lo stato di navigabilità.In maniera analoga i documenti di navigazione per le imbarcazioni da diporto, rilasciati, all’atto dell’iscrizione, dallo Sportello telematico del diportista (STED), sono rappresentati sempre dal certificato di sicurezza, che attesta lo stato di navigabilità, mentre per la licenza di navigazione, anche provvisoria, va precisato che questa abilita al tipo di navigazione consentito dalle caratteristiche di costruzione dell’unità, indicate nella dichiarazione di conformità, UE.

Tale documento viene rilasciato, ai sensi dell’allegato XIV del D. Lgs. 11 gennaio 2016, n. 5, da uno dei soggetti indicati nell’articolo 14, comma 3, del medesimo decreto.Inoltre è previsto il rilascio di un’attestazione di idoneità rilasciata da un organismo tecnico notificato ai sensi del D. Lgs. 11 gennaio 2016, n. 5, ovvero autorizzato ai sensi del D. Lgs. 14 giugno 2011, n. 104.

Infine natanti ed imbarcazioni sono obbligati a tenere a bordo il documento di assicurazione, di identità e se presente un apparecchio Vhf il certificato Rtf, oltre quelli previsti dalle norme in vigore.

 

Cosimo Salvatore CORSA

LE NUOVE CATEGORIE DI PATENTI NAUTICHE

BRINDISI – Come è noto l’art. 39 del D. Lgs. 18 luglio 2005, n. 171, è stato interessato da alcune modificazioni.In particolare il D. Lgs. n. 229/2017, pubblicato sulla G.U. n. 23 del 29 gennaio 2018, apporta dei cambiamenti al capo IV del Titolo II del D. Lgs n. 171/2005.
Anzitutto le parole: “Obbligo di patente” sono sostituite dalle seguenti: “Patenti nautiche”.Ma gli aspetti più sostanziali sono riferibili al comma 1 laddove, con riferimento all’obbligo di conseguire la patente nautica da diporto per poter condurre alcuni tipi di natanti e imbarcazioni o navi da diporto, la lettera b) è sostituita dalla seguente formulazione: per la navigazione nelle acque interne e per la navigazione nelle acque marittime entro sei miglia dalla costa, quando a bordo dell’unità è installato un motore di cilindrata superiore a 750 cc se a carburazione o iniezione a due tempi, o a 1.000 cc se a carburazione o a iniezione a quattro tempi fuori bordo, o a 1.300 cc se a carburazione o a iniezione a quattro tempi entro bordo, o a 2.000 cc se a ciclo diesel non sovralimentato, o a 1.300 cc se a ciclo diesel sovralimentato, comunque con potenza superiore a 30 kW o a 40,8 CV.

Altra novità è rappresentata dal comma 6 che si occupa delle categorie nelle quali si distingue la patente nautica.La nuova formulazione prevede la seguente distinzione:
Categoria A: abilitazione al comando di natanti, imbarcazioni da diporto e moto d’acqua;
Categoria B: abilitazione al comando di navi da diporto;
Categoria C: abilitazione alla direzione nautica di natanti e imbarcazioni da diporto;
Categoria D: abilitazione speciale al comando di natanti e imbarcazioni da diporto.
Viene altresì introdotto il comma 6-bis che prevede che “Le patenti nautiche di categoria A, B e C possono presentare prescrizioni, anche relative alla durata della propria validità, conseguenti all’esito degli accertamenti medici di idoneità psichica e fisica in sede di rilascio o di convalida delle stesse.

Nelle patenti nautiche di Categoria D vi possono essere limitazioni relative alle caratteristiche dello scafo, alla potenza dei motori installati, ai limiti di navigazione, anche entro specifiche distanze dalla costa, e alle condizioni meteomarine. Si confermano inoltre esenzioni, ai fini dell’esame, per alcune categorie di persone, che possono conseguire le patenti nautiche di categoria A e B se ufficiali della Marina Militare del Corpo di Stato Maggiore e del Corpo delle Capitanerie di Porto in servizio permanente.

Possono conseguire le patenti nautiche di categoria A  e B se Ufficiali del Corpo della Guardia di Finanza in possesso di specializzazione di unità navale rilasciata dai Comandi della Guardia di Finanza, nonché per i sottufficiali delle Forze Armate a particolari condizioni.

E’ agevolato il rilascio, senza esame, della Patente Nautica di Categoria A, per il personale delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, in servizio permanente o ufficiale ausiliario o volontario di truppa in ferma breve o prefissata, abilitato al comando navale ed alla condotta dei mezzi nautici da parte della Marina militare, secondo i criteri stabiliti dal regolamento di attuazione del codice.

 

Cosimo Salvatore CORSA

PATENTE NAUTICA: Anagrafe Nazionale

BRINDISI – Con la pubblicazione del D. Lgs. n. 229/2017 sulla G.U. n. 23 del 29 gennaio 2018, recante Revisione ed integrazione del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, recante codice della nautica da diporto ed attuazione della direttiva 2003/44/CE, a norma dell’articolo 6 della legge 8 luglio 2003, n. 172, in attuazione dell’articolo 1 della legge 7 ottobre 2015, n. 167, diversi articoli del codice hanno subito importanti modificazioni.

Prendiamo in esame l’art. 30 del citato D. Lgs. n. 229/2017 che introduce l’art. 39 bis, dopo l’art. 39 del Codice, denominato “Anagrafe nazionale delle patenti nautiche” il quale prevede che ai fini della sicurezza della navigazione e per rendere possibile l’acquisizione dei dati inerenti lo stato degli utenti e dei relativi mutamenti, è istituita, nel rispetto delle disposizioni del codice dell’amministrazione digitale e delle regole tecniche adottate ai sensi dell’articolo 71 dello stesso codice, presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti – Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali e il personale, l’anagrafe nazionale delle patenti nautiche, che include le violazioni di norme.

Sono elementi essenziali dell’anagrafe i dati anagrafici, i dati relativi al rilascio, rinnovo, sospensione revoca, i dati relativi alle violazioni e infine quelli relativi a sinistri marittimi, in cui il titolare è stato coinvolto con addebito di responsabilità, nonché i dati relativi a eventuali sanzioni irrogate

Diversi Enti sono chiamati ad implementare ed aggiornare l’anagrafe, completamente informatizzata, a partire dal Dipartimento per i Trasporti, Capitanerie di Porto, Uffici circondariali marittimi e Uffici della motorizzazione civile.L’accesso ai contenuti nell’anagrafe nazionale delle patenti nautiche è disciplinato e consentito alle autorità pubbliche, alle Forze di polizia, agli ufficiali e agenti di polizia giudiziaria appartenenti al Corpo delle Capitanerie di porto.

 

 

Cosimo Salvatore CORSA

Locazione posto barca: profili contrattuali

BRINDISI – L’atto di Concessione tra Demanio Marittimo e Concessionario può avere per oggetto anziché un diritto reale di superficie un contratto molto simile al contratto di locazione.
In casi di questo tipo la proprietà delle opere portuali resta in capo al Demanio marittimo quindi non si può parlare di proprietà superficiaria, con il limite che il concessionario non potrà trasferire la proprietà superficiaria a terzi.
Mentre per quanto riguarda i posti barca la stipulazione del contratto di ormeggio resta naturalmente l’ipotesi più naturale per disciplinare il rapporto tra le parti, per l’utilizzo dei servizi (custodia dell’imbarcazione) e per l’approvvigionamento di energia elettrica, acqua, etc., si ricorre normalmente al contratto di locazione.Quindi si possono avere due contratti separati uno per l’ormeggio ed uno per i servizi complementari.
Qui va evidenziata la diversa disciplina che il codice civile e le leggi a corredo riservano agli immobili ad uso abitativo (ad esempio appartamenti) e ad uso non abitativo (ad esempio alberghi, negozi, capannoni, etc.) che risultano ricompresi nell’area dell’approdo turistico.
Dal punto di vista fiscale necessita assoggettare all’imposta di registro il rapporto di concessione che intercorre tra il Demanio Marittimo e il gestore del porto per l’utilizzo dei diritti obbligatori.
Se il rapporto tra il concessionario dell’approdo turistico e un privato proprietario di una imbarcazione da diporto viene disciplinato mediante contratto di locazione si applica l’IVA con aliquota ordinaria.Di contro nel caso di privato che affitta il proprio posto barca torna applicabile l’imposta di registro.

Nell’esercizio di impresa, con forma giuridica di società di capitali, il provento derivante dal corrispettivo della locazione è assoggettato all’Ires, quale componente positivo di reddito.

Infine, secondo la prassi, ai fini delle imposte dirette si applicheranno le normali regole di tassazione IRPEF dei redditi da fabbricati tenendo conto della rendita catastale eventualmente assegnata al posto barca o ad esso riconducibile, tale ipotesi ricorre quando la locazione viene concessa da parte di un privato titolare del diritto di superficie. Il canone percepito costituirà invece un reddito diverso quando si realizza una locazione da parte di un privato titolare di un diritto di utilizzo di tipo obbligatorio.

 

Cosimo Salvatore CORSA

Godimento posto barca da parte di un socio

BRINDISI – L’art. 12 della Legge 8 luglio 2003, n. 172 recante “Disposizioni per il riordino e il rilancio della nautica da diporto e del turismo nautico” statuisce che “le azioni emesse da società concessionarie di porti o approdi turistici le quali attribuiscano il diritto all’utilizzo di posti di ormeggio presso tali strutture non costituiscono strumento finanziario ai sensi e per gli effetti dell’art. 1, comma 2, lettera a), del Testo Unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58”.

Nella fattispecie rappresentata quindi l’utilizzazione del posto barca esula dagli schemi contrattuali dell’ormeggio o altri già esaminati, ma è strettamente correlata al possesso delle azioni emesse dalla società concessionaria.

Il trasferimento di proprietà delle azioni comporta il diritto ad utilizzare il posto barca, ma contestualmente va analizzato sotto il profilo fiscale poiché il passaggio di proprietà può determinare una plusvalenza tassabile.La cessione della partecipazione è considerata un’operazione esente IVA.

Sempre dal punto vista fiscale la Circolare del 24 maggio 2000 n. 108 – Min. Finanze – Dip. Entrate Aff. Giuridici Uff. del Dir. Centrale, nel pronunciarsi in relazione ad un quesito in merito al godimento personale del bene o dell’impianto, posseduto e gestito dalla società, da parte del socio ed al conseguimento di detto godimento gratuitamente o ad un valore inferiore a quello normale, ha ritenuto di precisare che nell’ipotesi in cui vengono rese ai soci prestazioni, concernenti i beni indicati dall’art. 4, quinto comma, del D.P.R. n. 633 del 1972, per un corrispettivo pari al valore normale, si è in presenza di un’attività di natura commerciale e, pertanto, la società o l’ente deve assoggettare ad IVA le suddette prestazioni.

Inoltre le suddette prestazioni rese dalla società o dall’ente, a fronte di un corrispettivo inferiore al valore normale, nei confronti di soci i quali mediante la partecipazione conseguono il godimento personale, diretto o indiretto, dei beni posseduti e gestiti dalla società stessa, sono escluse dal campo di applicazione dell’IVA. Ed infine le suddette prestazioni, che la società rende ad un corrispettivo inferiore al valore normale, nei confronti dei soci che le utilizzano nell’esercizio di un’attività d’impresa, sono soggette ad IVA.

Ciò in quanto viene meno uno dei due presupposti sui quali si fonda il carattere antielusivo della norma, consistente nella circostanza che il socio, mediante la prestazione che riceve dalla società, consegua il godimento del bene per finalità personali e cioè estranee all’esercizio dell’impresa. A tal fine, pertanto, è necessario che il socio imprenditore fornisca alla società o all’ente cui partecipa gli elementi idonei a provare che egli utilizza nell’ esercizio dell’ impresa e non per fini personali, la prestazione che riceve nell’ambito del rapporto associativo ad un valore inferiore a quello normale.

 

Cosimo Salvatore CORSA

Approdi turistici: rapporto concessorio

BRINDISI – Solitamente il rapporto di concessione per l’affidamento di un porto turistico è posto in essere presso i porti gestiti ordinariamente dalle Autorità Portuali.La Legge 28 gennaio 1994 n. 84, attribuisce alle Autorità portuali una serie di compiti riguardanti prevalentemente attività di supervisione e controllo sul corretto funzionamento del porto e delle sue strutture operative.

Dette attività, implicanti anche l’esercizio di poteri autoritativi, assumono una connotazione di carattere pubblicistico, in linea con il disposto del successivo comma 2 dell’art. 6 della Legge n. 84 del 1994, che attribuisce a detti enti la personalità giuridica di diritto pubblico.

Dall’insieme delle disposizioni contenute nella legge sopra citata, deriva, secondo il Consiglio di Stato, che le Autorità portuali, sia per la configurazione formale ad esse attribuita dalla legge, sia per l’attività svolta, sia, ancora, per le modalità di finanziamento, svolgono funzioni che solo in minima parte potrebbero ricondursi alla prestazione di servizi a terzi, dietro pagamento di un corrispettivo, risultando, invece, nel complesso, preordinate al perseguimento di specifiche finalità di pubblico interesse. (R.M. n. 40 /E del 16 marzo 2004).

Purtuttavia, è stato rilevato che ciò non esclude l’esercizio di attività di natura imprenditoriale, caratterizzate da criteri e modalità proprie delle attività commerciali con particolare riferimento all’affidamento in concessione delle aree demaniali e le banchine nonché le altre opere espressamente individuate dalla legge, previa determinazione dei relativi canoni, anche commisurati all’entità dei traffici portuali ivi svolti. Nell’atto di stipulare i relativi atti, di riscuotere i canoni destinandone l’importo all’assolvimento dei compiti istituzionali, si può affermare che detti organismi agiscono quali gestori dei beni demaniali.

Sotto il profilo fiscale va evidenziato che la Legge Finanziaria 2007 – Art. 1, comma 993, Legge 27 dicembre 2006, n. 296 – Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – ha stabilito che gli atti di concessione demaniale rilasciati dalle Autorità Portuali, in ragione della natura giuridica di enti pubblici non economici delle autorità medesime, restano assoggettati alla sola imposta proporzionale di registro ed i relativi canoni non costituiscono corrispettivi imponibili ai fini dell’imposta sul valore aggiunto.

Gli atti impositivi o sanzionatori, fondati sull’applicazione dell’Imposta sul Valore Aggiunto ai canoni demaniali marittimi introitati dalle Autorità Portuali, perdono efficacia ed i relativi procedimenti tributari si estinguono.In tal senso si è espressa anche la Corte di Cassazione con la sentenza n. 11261 del 2015.

 

Cosimo Salvatore CORSA

Aspetti contrattuali e fiscali del Contratto di ormeggio

BRINDISI – Il contratto di ormeggio del posto barca di natura onerosa, a prestazioni corrispettive, regolamenta sia lo specchio d’acqua dotato di pontili destinati all’ormeggio di imbarcazioni da diporto sia i servizi complementari.Solitamente le parti contrattuali sono individuabili nel concessionario del porto turistico che mette a disposizione spazi e servizi e nel proprietario dell’imbarcazione.

E’ un contratto atipico che può comprendere anche il servizio di custodia dell’imbarcazione e quanto necessario ai rifornimenti del natante quali prese di energia elettrica, rete telefonica o approvvigionamenti di acqua,Può essere altresì previsto il diritto ad usare gli anelli per l’ormeggio o l‘utilizzo delle bitte.

Le spese di gestione e manutenzione degli spazi e delle attrezzature comuni sono ripartite secondo regole indicate nel contratto ovvero in maniera forfettaria.La durata del contratto di ormeggio, secondo la prassi, è di durata pluriennale è può prevedere anche il pagamento anticipato dei canoni.L’ormeggio può stabilirsi temporalmente su base annuale o stagionale ovvero giornaliera.

Dal punto di vista fiscale, ai fini dell’IVA, il corrispettivo soggiace all’aliquota ordinaria, indipendentemente che si tratti di contratto di breve durata ovvero che si tratti di contratto di durata pluriennale.In caso di contratto stipulato da un privato si applicherà, in luogo dell’Imposta sul Valore Aggiunto, l’Imposta di registro.
I corrispettivi derivanti dal contratto di ormeggio costituiscono ricavi e quindi sotto il profilo fiscale rappresentano componenti positivi di reddito che vanno contabilizzati in base al principio di competenza, se l’esercente è in regime di impresa.
Quindi nel caso di pagamento anticipato dei canoni viene richiesto dalla pratica e dai principi contabili di procedere con i risconti ovvero con lo storno di quei proventi percepiti entro la chiusura dell’esercizio ma di competenza di esercizi successivi, poiché trattasi di riscossioni anticipate i cui benefici riguardano anche i bilanci degli esercizi seguenti.

 

 

Cosimo Salvatore CORSA

Beni demaniali: cessione della proprietà superficiaria

BRINDISI – Nella prassi è molto frequente che l’atto di concessione tra il Demanio Marittimo e il gestore concessionario del porto o approdo turistico implichi la costituzione di un diritto di superficie a favore del concessionario.
L’art. 952 del Codice Civile recita che il proprietario può costituire il diritto di fare e mantenere al di sopra del suolo una costruzione a favore di altri, che ne acquista la proprietà. Del pari può alienare la proprietà della costruzione già esistente, separatamente dalla proprietà del suolo.
Ci si chiede se possa concretizzarsi la cessione della proprietà superficiaria in caso di realizzazione di opere su aree di pertinenza del Demanio Marittimo.Secondo l’art. 46 del Codice della Navigazione, dedicato al subingresso nella concessione, si prevede che quando il concessionario intende sostituire altri nel godimento della concessione deve chiedere l’autorizzazione dell’autorità concedente. Nel comma successivo si stabilisce che in caso di vendita o di esecuzione forzata, l’acquirente o l’aggiudicatario di opere o impianti costruiti dal concessionario su beni demaniali non può subentrare nella concessione senza l’autorizzazione dell’autorità concedente.
L’art. 30 del D.P.R. 15 febbraio 1952 n. 328 – Regolamento per l’esecuzione del Codice della Navigazione, conferma i principi suddetti disponendo che il concessionario deve esercitare direttamente la concessione. L’autorizzazione a sostituire altri nel godimento della concessione, a norma dell’articolo 46 del codice, è data dall’autorità che ha approvato la concessione e il relativo atto è rilasciato dal Capo del compartimento.
Un riscontro analogo si evidenzia nell’art. 1145 codice civile che riconosce l’azione di manutenzione, di cui all’art. 1170, con l’affermazione che ”se trattasi di esercizio di facoltà, le quali possono formare oggetto di concessione da parte della pubblica amministrazione, è data altresì l’azione di manutenzione”.
Altre fonti normative a sostegno della tesi della cessione della proprietà superficiaria si riscontrano nell’art. 41 del Codice della Navigazione, relativo alla costituzione d’ipoteca.Infatti si prevede che il concessionario può, previa autorizzazione dell’autorità concedente, costituire ipoteca sulle opere da lui costruite sui beni demaniali.

Anche nella L. 392/1978 si ritrovano elementi a favore della possibilità di stipulare contratti di locazione sui beni realizzati in aree demaniali.Infine l’art. 45-bis del Codice della Navigazione, dedicato all’affidamento ad altri soggetti delle attività oggetto della concessione, recita che il concessionario, in casi eccezionali e per periodi determinati, previa autorizzazione dell’autorità competente, può affidare ad altri soggetti la gestione delle attività oggetto della concessione. Previa autorizzazione dell’autorità competente, può essere altresì affidata ad altri soggetti la gestione di attività secondarie nell’ambito della concessione.
Pertanto se la proprietà delle opere e degli impianti sono riconducibili in capo al concessionario, soggetto titolare del diritto di superficie, questi può disporne a favore di terzi, salvo limitazioni contenute nell’atto di concessione.
Quindi quanto oggetto di costruzione, in forza del diritto di superficie, potrà essere oggetto, salvo limitazioni imposte nella formazione dell’atto concessorio, di locazione e/o comodato.

 

Cosimo Salvatore CORSA

Concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali ad uso turistico-ricreativo

BRINDISI – Nell’ambito della gestione dei porti turistici e dei posti barca intuitivamente pensiamo con quasi immediatezza al demanio marittimo.

L’art. 28 del codice della navigazione statuisce che fanno parte del demanio marittimo:il lido, la spiaggia, i porti, le rade; le lagune, le foci dei fiumi che sboccano in mare, i bacini di acqua salsa o salmastra che almeno durante una parte dell’anno comunicano liberamente col mare; i canali utilizzabili ad uso pubblico marittimo.

Le costruzioni e le altre opere appartenenti allo Stato, che esistono entro i limiti del demanio marittimo e del mare territoriale, sono considerate come pertinenze del demanio stesso.La concessione dei beni demaniali, secondo l’art. 36, è di competenza dell’amministrazione marittima, che compatibilmente con le esigenze del pubblico uso, può concedere l’occupazione e l’uso, anche esclusivo, di beni demaniali e di zone di mare territoriale per un determinato periodo di tempo.Le concessioni di durata superiore a quindici anni sono di competenza del Ministro dei trasporti e della navigazione.

Le concessioni di durata superiore a quattro ma non a quindici anni, e quelle di durata non superiore al quadriennio che importino impianti di difficile sgombero, sono di competenza del direttore marittimo. Le concessioni di durata non superiore al quadriennio, quando non importino impianti di difficile sgombero, sono di competenza del capo di compartimento marittimo.

I porti turistici, destinati alla nautica da diporto, sono strutture costruite su aree demaniali che sono in grado di fornire servizi complementari. Le strutture portuali, in casi eccezionali possono insistere totalmente o parzialmente su proprietà private spesso adiacenti a quelle demaniali e comunicanti con il mare a mezzo di canali o altre opere.

I porti italiani, gestiti in precedenza dalle Autorità Portuali di cui alla Legge 28 gennaio 1994, n. 84, sono attualmente amministrate dalle Autorità di Sistema Portuale, che il D. Lgs. 4 agosto 2016, n. 169 definisce come enti pubblici non economici di rilevanza nazionale a ordinamento speciale e sono dotate di autonomia amministrativa, organizzativa, regolamentare, di bilancio e finanziaria, che ne fissano i canoni per l’utilizzo.

I punti di ormeggio includono le strutture con le attrezzature minime indispensabili per ormeggio e alaggio di piccole imbarcazioni.Le opere a mare dei porti turistici sono arricchite dai servizi a terra come strutture ricettive, cantieristica per la manutenzione e infrastrutture complementari.La costruzione di un porto turistico è preceduta da una Conferenza di Servizi dove sono rappresentati tutti gli enti interessati o coinvolti nel progetto.

Il parere della Conferenza dei Servizi è vincolante su tutti gli aspetti attinenti la costruzione del porto turistico quali ad esempio la valutazione dell’impatto ambientale, il rispetto dei vincoli esistenti e tutti gli aspetti edilizi ed urbanistici, sia per le opere a terra che per le opere a mare.Il concessionario rimane pertanto vincolato all’osservanza di tutte le disposizioni impartite dalla suddetta Conferenza di Servizi.

Il disegno di legge del Governo (A.C. 4302), presentato il 15 febbraio 2017 e assegnato il successivo 24 febbraio, reca una delega al Governo per la revisione e il riordino della normativa relativa alle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali ad uso turistico-ricreativo, nel rispetto della normativa dell’Unione Europea.

Le norme in esame, secondo la premessa al decreto, indicano (art. 1, comma 1) i principi e i criteri direttivi cui improntare la riforma, tra i quali si segnalano: il rispetto della concorrenza, della qualità paesaggistica e sostenibilità ambientale, della libertà di stabilimento, della garanzia dell’esercizio e sviluppo delle attività imprenditoriali nonché del riconoscimento e tutela degli investimenti, dei beni aziendali e del valore commerciale; la rideterminazione della misura dei canoni concessori, con l’applicazione di valori tabellari, tenendo conto della tipologia dei beni oggetto di concessione; il coordinamento formale e sostanziale delle disposizioni legislative vigenti in materia.

 

Cosimo Salvatore CORSA

IL NAUTILUS Anno 13 N°2

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato ad Assologistica e alle idee per il futuro messe insieme dall’associazione di categoria: le commissioni interne hanno espresso i loro orientamenti in maniera dettagliata e su questo tracciato si disegnano le decisioni future. All’interno di questo numero troverete anche tante informazioni sui porti di Livorno, Piombino, Trieste, Civitavecchia, Venezia e Genova ma anche le direttive internazionali sull’utilizzo di Gnl per uso energetico e la Brexit.
poseidone danese

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