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Storie scritte da Matteo Bianchi

Visita di Aponte a La Spezia

Lunedì scorso Gianluigi Aponte ha visitato il porto della Spezia; il presidente di Mediterranean Shipping Company SA, che è il principale operatore cargo del porto spezzino. Aponte e’ stato accompagnato  accompagnato dalla presidente di Contship Italia SpA,  Cecilia Eckelmann-Battistello, e dal presidente di Eurokai KGaA, Thomas Eckelmann.  Insieme hanno presentato un piano di investimenti di 200 milioni di euro per potenziare le banchine del porto in vista di un aumento del traffico container da 1,1 milioni di teu a 1,8 milioni.

Al termine della visita, durante  la conferenza stampa tenutasi in Autorità Portuale,  i vertici di Contship ed Eurokai assieme ad Aponte hanno annunciato 200 milioni di investimenti nello scalo della Spezia.

“Aumenteremo i volumi quando ci sarà l’espansione ; ci aspettiamo un aumento dei traffici del 50%.  – ha dichiarato Gianluigi Aponte- Questo porto è collegato a buone strutture ferroviarie verso il nord Italia ed e’ importante per noi armatori”.

Cecilia Batistello ha commentato la giornata dicendo:  “La Spezia ha la fortuna di avere un armatore come azionista che ha il 65% dei volumi. Sotto questo profilo si tratta di una situazione privilegiata.  E’ la prima volta che dei soggetti privati decidono di investire in infrastrutture”.

Entrando in polemica con lo stanziamento di fondi per il progetto Venezia Offshore, bollato come “assurdità” ,Aponte ha dichiarato: “La Spezia è un esempio importante per l’Italia. Non serve, infatti, costruire nuovi porti ma è necessario sviluppare e potenziare la capacita degli attuali, che sono in numero più che sufficiente”.

 

Matteo Bianchi

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Trivellazioni in mare: la Grecia punta su Petroleum Geo-Services

Malgrado la (o forse bisognerebbe dire proprio a causa della) crisi del debito sovrano che la sta strangolando, e le ricette della Trojka che sembrano produrre solo effetti peggiorativi ed ulteriormente recessivi, la Grecia cerca nuovi settori su cui basare la ripresa della propria malandata economia. Il Governo Greco punta tutto sull’energia, prevedendo sondaggi nei fondali dell’Egeo per estrazione di idrocarburi e gas liquido naturale.

Alla gara d’appalto internazionale per la concessione dei diritti di ricerca e di sfruttamento degli idrocarburi in tre zone della Grecia occidentale (Golfo di Patrasso, regione di Ioaninna e di Katakolo, al largo della costa occidentale del Peloponneso) indetta dal ministero ellenico per l’Ambiente e l’Energia hanno partecipato 11 grandi compagnie con importante esperienza internazionale.

Tra queste è stata scelta la norvegese Petroleum Geo-Services (PGS) la cui specialità sono le ricerche sismiche nel campo degli idrocarburi; lo ha annunciato il ministro Evangelos Livieratos davanti alla commissione “Produzione e Commercio” del Parlamento greco, spiegando che la società norvegese e’ l’unica a disporre di mezzi propri, tra cui 14 navi attrezzate per le ricerche sismiche, che saranno in funzione 24 ore su 24, velocizzando l’inizio delle operazioni. Secondo le stime di Liveratos la raccolta dati si concluderà alla fine dell’anno ed entro Agosto 2013 sarà completata la valutazione dei dati stessi, così nel 2014 potranno essere avviati gli appalti per la concessione delle zone per lo sfruttamento dei giacimenti eventualmente trovati.

Le aree oggetto della concessione si estendono per 225 chilometri quadrati, sono tra le meno esplorate al mondo e molti studi geologici le considerano tra le più promettenti. Le potenzialità dei giacimenti petroliferi al largo delle coste della Grecia sono stimate in circa 300 milioni di barili di greggio. Si ritiene che nel giacimento nel golfo di Patrasso se ne possano trovare più di 200 milioni di barili, circa ottanta milioni presso Ioannina e circa tre milioni al largo di Katokolo.

Oltre al greggio le grandi compagnie internazionali del settore energetico-estrattivo guardano con grande interesse ai bacini di GNL e di GPL, infatti la tendenza attuale nel settore energetico comporterà un aumento di utilizzo del gas naturale, un prodotto energetico conveniente e a basse emissioni. Il Giappone, che ha bisogno di gas per i prossimi decenni a causa dello stop al nucleare imposto dal disastro di Fukoshima, e la Cina, con il suo crescente appetito energetico, sono solo due esempi di mercati emergenti per il GNL.

Il Gas Naturale Liquefatto (GNL) è ovviamente trasportato in tutto il mondo tramite navi mercantili, e, poiché si stima che la domanda mondiale di GNL aumenterà del 35% entro il 2020, gli armatori greci si stanno già attrezzando, investendo oggi, per raccogliere i frutti di un mercato che conoscerà un vero e proprio boom secondo tutte le principali agenzie e centri studi sul settore energetico.

Gli investimenti di armatori greci in navi metaniere sono attualmente stimati in 5,5 miliardi di dollari, quasi la metà delle 82 navi metaniere attualmente in costruzione nel mondo sono state ordinate da compagnie di navigazione greche.
Tra gli armatori greci che hanno scelto di potenziare le proprie flotte con i nuovi vettori di gas liquefatti c’e’ il gruppo Angelicoussis, la famiglia Logothetidis ed il gruppo Vafias. Gli ordini sono stati collocati in gran parte presso i cantieri navali sud-coreani Hyundai e Daewoo e dei cinesi Guangzhou Wenchong, ma molte unità sono state costruite anche in Giappone, India e Filippine. Perché nessuno dei 36 ordini e’ stato affidato ad un cantiere greco come quello di Perama, di Skaramangas, o di Elefsina?

Secondo l’associazione greca dell’armamento (EEE), le ragioni principali sono: i costi troppo elevati delle riparazioni, il mancato rispetto delle date di consegna e le troppe interruzioni dell’attività del settore a causa di “agitazioni e scioperi messi in atto nei cantieri e nelle officine per le riparazioni da parte dei sindacati”.

 

Matteo Bianchi

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La Spezia, città, mare e futuro

Si e’ tenuto questo weekend alla Spezia il convegno „La Spezia, Citta’, Mare, Futuro“ organizzato dal Comune della Spezia con il patrocinio delMinistero dell’Ambiente e della Regione Liguria. I lavori sono stati aperti sabato mattina a partire alle 9.30 presso la Sala Convegni del Centro d’Arte Moderna e Contemporanea dal saluto del sindaco della Spezia Massimo Federici.

“Il tema della marittimità – ha dichiarato il sindaco della Spezia Massimo Federici – è un tema portante della cultura italiana e recuperarne i valori,  nel senso dei mestieri e della tradizione del lavoro,  significa recuperare un tratto distintivo del Paese. Coniugare ambiente, ricerca e sviluppo economico: è la grande occasione che una nuova cultura del mare può offrire. Su questo La Spezia può giocare un ruolo importante e offrire esperienze, progetti e eccellenze che possono contribuire a un disegno nazionale in questo ambito. Chi opera in questo settore oggi si sente orfano di progetti e di guida: dobbiamo partire da quello che oggi è più sentito, ovvero il lavoro, per ripristinare la cultura del mare ad ampio spettro. Per questo – ha concluso Federici – abbiamo invitato testimoni e protagonisti della marittimità ad un confronto non solo tra addetti ai lavori ma anche con i giovani ai quali presentare le opportunità di questo comparto e cogliere le loro aspettative”.

A seguire Francesco Estrafallaces, Responsabile Area Analisi Economica del Censis,ha presentato il Rapporto sull’Economia del Mare. Alla discussione hanno partecipato: Stefano Cataudella, docente di Ecologia Applicata e Biologia della Pesca e Acquacoltura all’Università di Tor Vergata di Roma- Presidente della Commissione Pesca FAO del Mediterraneo, Alessandro Giannì, Direttore Campagne di Greenpeace; Amm. Cristiano Aliperta, Capo Rappresentanza Italiana IMO (International Maritime Organization); Giovanni Lorenzo Forcieri, Presidente dell’Autorità Portuale della Spezia e dell’Associazione Ligurian Ports; Raffaella Paita, Assessore alle Infrastrutture della regione Liguria; Vittorio Alessandro, Presidente Parco Nazionale delle Cinque Terre; Fausto Giovanelli, Presidente Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano; Ilaria Fasce, Responsabile Settore Ecosistema Costiero – Regione Liguria.

I lavori della prima sessione sono stati conclusi da Renato Grimaldi, Direttore Generale Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM). “Parlare di mare  – ha dichiarato Grimaldi- vuol dire parlare delle nostre più profonde radici. La marittimità italiana è la storia delle donne e degli uomini del nostro mare, che con un’intensa sobrietà hanno affrescato al meglio le nostre coste, lasciandoci ricchezze da riscoprire e valorizzare appieno dopo la sbornia di un industrialismo dissipativo che ci sta lasciando macerie. Tornare alla marittimità vuol dire riscoprire le nostre migliori ragioni per riprendere a costruire il futuro”.

 

Matteo Bianchi

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Porto di Genova: Merlo lancia l’allarme per la spending review

Nonostante la bocciatura degli emendamenti proponenti l’esclusione dai tagli della spending review le autorita’ portuali ”la battaglia rimane aperta”. Lo ha promesso il nuovo presidente di Assoporti, Luigi Merlo, al termine di un’audizione di oltre un’ora alla commissione Lavori pubblici del Senato.

”Per noi e’ fondamentale dal punto di vista della sopravvivenza stessa della nostra attivita”’, ha detto il Presidenti di Assoporti e dell’Autorita’ Portuale di Genova. ”L’insieme delle autorita’ portuali ha 1.200 dipendenti, un numero molto limitato, come un Comune di 150 mila persone – ha aggiunto Merlo – tra l’altro sono enti che non ricadono nei costi generali dello Stato, hanno entrate proprie e avanzi di bilancio”.

”Riteniamo proprio un’ingiustizia – ha osservato Luigi Merlo- essere inseriti in questo provvedimento che e’ fortemente penalizzante e mette in discussione il lavoro di migliaia e migliaia di persone. Abbiamo trovato il sostegno della commissione Lavori pubblici, ma questo non e’ stato sufficiente in sede di  commissione Bilancio”.

 

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Porti italiani: si discute anche di spending review

Dopo anni di discussioni, la riforma della portualita’ approda in  Parlamento, ma la spending review rischia di vanificarla sul nascere. E’  quanto hanno affermato a Genova, seppur con toni diversi, il  presidente della Commissione Lavori Pubblici del Senato, Luigi Grillo (Pdl) e il presidente dell’Autorita’ Portuale di Genova, Luigi Merlo, eletto all’unanimita’ mercoledi’ Presidente di Assoporti.

Prima della sospensione per le vacanze estive – ha spiegato Grillo – il Senato dovrebbe approvare un maxiemendamento, gia’ votato in sede di Commissione da Pdl, Pd, Idv, Udc e Lega, in base al quale viene avviata una nuova governance dei porti, che prevede anche l’autonomia finanziaria delle Autorita’ Portuali, oltre a nuove norme riguardanti i piani regolatori.

”Le AP vanno messe a sistema – ha sottolineato Grillo – e con questa riforma ci sono le basi per un rilancio vero del sistema portuale
italiano”. Al rientro dopo la pausa estiva, la Camera dovrebbe approvare il testo passato in Senato (”non ci sono ostacoli” ha detto Grillo) e la riforma dovrebbe cosi’ tradursi in legge in tempi brevissimi. Tuttavia il presidente dell’AP di Genova, Luigi Merlo, pur essendo favorevole alla riforma, ha sottolineato che la spending review rischia di paralizzarla.

”Sulla riforma siamo a buon punto – ha detto – ma temo un corto circuito generato dalla spending review, che prevede restringimenti in controtendenza con la politica di sviluppo del Paese. Se adottati nei termini previsti, si rischia la paralisi. Noi abbiamo gia’ ridotto del 20% i nostro organici, ma un’ulteriore riduzione del 20% significherebbe rendere impossibile la gestione di un’Autorita’ Portuale”.

 

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Porto di Genova: accordo con Piacenza

L’assessore alla Programmazione territoriale della  Provincia di Piacenza, Patrizia Barbieri, ha convocato un Tavolo tecnico della Logistica con l’obiettivo di creare un sistema integrato tra Piacenza e il porto di Genova conseguendo risultati concreti già entro la fine di quest’anno principalmente attraverso la semplificazione delle pratiche doganali-portuali per le aziende e lo sviluppo delle infrastrutture immateriali per la velocizzazione delle operazioni e delle pratiche all’interno del porto.

Al Tavolo hanno partecipato tecnici dell’Autorità portuale di Genova, rappresentanti delle categorie economiche, le associazioni e i soggetti portatori di interesse e, quale supporto tecnico della Provincia, il Laboratorio di economia locale dell’Università Cattolica e la Fondazione-Istituto sui Trasporti e la Logistica.

Nel corso dell’incontro è stato evidenziato come, dato che la collaborazione con il porto di Genova non può essere sviluppata, almeno nel breve periodo, con infrastrutture “hard” (e quindi strade e binari) ma con infrastrutture “soft” (pratiche burocratiche leggere e sviluppo organizzativo di servizi ferroviari di collegamento porti-retroporti), l’attenzione debba essere tutta puntata sull’alleggerimento, sullo sviluppo di tecnologie Ict per razionalizzare le pratiche e sulla definizione di una mappa di opportunità relativa ai rapporti tra i poli logistici piacentini e i porti liguri.

«Nell’incontro, ha riferito l’assessore Barbieri, si è discussa la possibilità di stipulare un protocollo di intesa tra tutti gli attori interessati dal tema e aderenti al Tavolo nell’ottica di creare un sistema logistico integrato tra Piacenza e il porto di Genova». Questo – ha rilevato – nel rispetto dell’articolo 46 del decreto Monti, che indica la possibilità per le Autorità Portuali di costituire sistemi logistici che intervengano attraverso atti d’intesa con le Regioni, i Comuni, le Province e i gestori delle infrastrutture ferroviarie. «Tale iniziativa – ha proseguito Patrizia Barbieri – è il segno di un impegno concreto dell’amministrazione provinciale non solo per il coordinamento della parte istituzionale, ma anche per la promozione di una seria concertazione tra tutti i consulenti tecnici, i referenti dell’Autorità Portuale, le associazioni e le categorie economiche».

 

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Porto di Genova: approvato il Piano regolatore

L’Autorita’ Portuale di Genova ha presentato oggi le linee guida del possibile sviluppo di un porto che rappresenta la storia d’Italia. Si tratta di ”scelte strategiche” che devono essere nazionali oltre che locali, dalle quali dipende la presenza o meno in Europa del traffico marittimo italiano. Così il presidente dell’Autorita’ Portuale di Genova, Luigi Merlo, ha presentato oggi il nuovo Piano Regolatore Portuale (PRP): interventi per rinnovare banchine, ampliare ingressi, raddoppiare bacini, modernizzare sistemi di carico e scarico merci, per investimenti di milioni, addirittura miliardi di euro.

”Oggi si apre un percorso e abbiamo scelto di farlo con franchezza, esponendo a tutti gli interlocutori tutti gli scenari possibili. Ma un dato e’ certo: o Genova imbocca in nodo deciso la via del rinnovamento, o è destinata a morire”.

Oggi sia le merci che i passeggeri viaggiano nel mondo su navi cargo o da crociera sempre più grandi, capaci di trasportare anche fino a 22mila TEU, o fino a 4.200 passeggeri. Genova necessita quindi di spazi ‘nuovi’ per le manovre, di banchine di attracco lunghe anche 500 metri, di gru adeguate alte per caricare e scaricare le merci. Per questo o Genova si attrezza e comincia a pensare ‘in grande’, oppure muore. Ma questa scelta, apparentemente obbligata, non dipende solo dalla città, è il Paese stesso che si deve sentire coinvolto ”in una scelta strategica che riguarda la sua stessa presenza in Europa” ha detto Merlo. Il nuovo PRP, il cui iter comincia oggi, comporta tempi lunghi, anche 20 anni, e investimenti infrastrutturali importanti.

Dall’Autorità Portuale di Genova pretendono che sia l’Italia e non solo Genova e la Liguria a decidere se dotarsi o meno del terzo valico, la linea ferroviaria che apre la via ai traffico merci verso la Pianura Padana ed il nord Europa; dovrà essere non solo Genova, ma l’Italia, a decidere se dotare questo suo territorio di un ”sistema aero-portuale” che arriva fino alla pianura padana coinvolgendo il basso Piemonte e la Lombardia; non può essere Genova da sola a decidere se le enormi navi cinesi che oggi varcano gli oceani decidano di imbarcare-sbarcare le loro merci destinate all’Europa attraversando il mediterraneo da e per Genova piuttosto che evitarlo puntando su Rotterdam.

Per questo il PRP prevede investimenti per una nuova diga che estenda per centinaia di metri il porto verso il mare (7 chilometri di opera, 7 anni per realizzarla, 527 milioni di euro di investimenti). Per questo si pensa alla realizzazione di nuove banchine tali per cui possa essere superato il problema rappresentato oggi dal ‘cono aereo’ del vicino aeroporto, per il quale le gru a Genova, proprio per il passaggio degli aerei, non possono superare una certa altezza. ”E’ una scelta strategica italiana” ha concluso Merlo. ”E’ bene che le scelte siano fatte coinvolgendo tutti”.

 

Matteo Bianchi

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Mitsubishi completa Emerald Ace, prima carrier ibrida

Il gruppo armatoriale giapponese Mitsui O.S.K. Lines (MOL) ha annunciato che nel cantiere navale di Kobe della Mitsubishi Heavy Industries (MHI) è stata completata la costruzione della Emerald Ace, la prima car carrier (altrimenti detta nave garage) ibrida.

La Emerald Ace è lunga 199,99 metri, larga 32,26 metri e può trasportare 6.400 autoveicoli; sarà dotata di un sistema di generazione di energia elettrica che combina un sistema fotovoltaico della potenza di 160 kW, sviluppato da MHI, Energy Company (gruppo Panasonic) e MOL, combinato con batterie agli ioni di litio che possono immagazzinare circa 2,2 MW-h di elettricità.

Sulla Emerald Ace l’elettricità è generata da un sistema di pannelli fotovoltaici mentre la car carrier è in navigazione e viene immagazzinata nelle batterie. Quando la nave è in un porto il suo motore diesel viene spento e l’elettricità è fornita dalle batterie, consentendo di raggiungere un livello zero di emissioni.

MOL ha fatto dell’efficienza energetica della propria flotta un tratto distintivo, capace di garantire anche notevoli risparmi in tempi di caro gasolio; infatti Mitsubishi Heavy Industries ha siglato un accordo con la stessa MOL per costruire una nuova generazione di navi per gas naturale liquefatto di classe “Sayaendo”, che presenteranno una notevole efficienza nel consumo di combustibile e negli elementi strutturali delle navi, che verranno utilizzate principalmente per il trasporto del gas naturale liquefatto per conto della Kansai Electric Power Co.

Le nuove navi LNG saranno lunghe 288,0 metri, larghe 48,94 metri, avranno una stazza lorda di 138.000 tonnellate e saranno in grado di trasportare fino a 153.000 metri cubi di gas naturale liquefatto in cisterne di tipo Moss.

 

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Porti del Nord Sardegna: accordo con la Cina

L’Autorità Portuale del Nord Sardegna punta sulla Cina per rilanciare i traffici commerciali dei porti di Olbia, Golfo Aranci e Porto Torres e allargare gli orizzonti a nuovi e sempre più competitivi mercati. Dal 5 al 7 giugno, il presidente Paolo Piro andrà a Shangai per partecipare alla Transport Logistic China 2012, fiera internazionale dedicata al settore della logistica e dei trasporti.

Parteciperanno anche altre Autorità portuali italiane, in particolare Cagliari e Civitavecchia, con le quali l’AP del Nord Sardegna condividerà lo stand espositivo  nella vetrina del padiglione «Italy all in one», coordinato da Assoporti, per ravvivare un settore gravemente penalizzato dalla crisi che, dal 2010, ha ridotto costantemente i volumi di traffico di circa un trenta per cento.

A Shangai, gli scali di Olbia, Golfo Aranci e Porto Torres si presenteranno forti della loro funzione strategica nell’economia dei trasporti della Regione Sardegna e di una posizione che consente collegamenti rapidi con gli altri porti del Mediterraneo.

 

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Porto di Pescara: ancora problemi per il dragaggio

Il presidente della Camera di Commercio di Pescara, Daniele Becci presenta una «proposta reale e concreta» per risolvere la questione dragaggio. «Un nuovo progetto che parta dall’azzeramento di tutte le fasi in essere, una nuova iniziativa che veda tutti uniti per affrontare il problema nella sua completezza, evitando polemiche e confusione».

Il presidente dell’ente camerale, nel corso di una conferenza stampa svoltasi ieri mattina – presenti tra gli altri diversi politici locali e rappresentanti delle associazioni di categoria – ha detto di non volersi soffermare sulle responsabilità, «che saranno accertate su altri tavoli», ed ha affermato che non è importante il nome del nuovo commissario, «che comunque dovrà essere una persona competente», perchè in questo momento «è fondamentale il progetto».

«Quello che ci interessa – ha sottolineato il presidente della Camera di Commercio – è una nuova fase del dragaggio del fiume Pescara, a partire dall’azzeramento di tutte le attività in essere. Il sindaco, a cui scriveremo una lettera, convochi immediatamente un tavolo a cui dovranno partecipare tutte le forze politiche della città. Bisogna mettere giù un piano di interventi attraverso un confronto sereno, per arrivare ad una soluzione condivisa da tutti».
«I fondi per il dragaggio si dovranno trovare – ha detto ancora Becci -. Come? Faremo in modo di sederci e di trovarli. Se c’è da prenderli a Bruxelles andremo a Bruxelles, se c’è da prenderli a Roma andremo a Roma. Ma c’è bisogno di una squadra che spinga in quella direzione».

«In questi giorni sembra di assistere al funerale del porto, la gente è demotivata, ma la città deve reagire e prendere il problema di petto. Abbiamo il dovere – ha concluso Becci – di trovare una volta per tutta una soluzione a questa situazione».

 

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IL NAUTILUS Anno 13 N°1

In questo nuovo numero de Il Nautilus vi proponiamo uno speciale sul porto di Trieste con gli ultimi dati e provvedimenti che riguardano le recenti attività dell’Autorità di sistema. Si parla anche dei porti di Civitavecchia, Ancona, Venezia, Napoli, La Spezia, Genova, Cagliari e Porto Torres. Ma si parla anche dei risultati della manifestazione NauticSud che si è svolta a Napoli e di come vengono smaltiti i rifiuti prodotti dalle navi secondo le ultime direttive internazionali.
poseidone danese

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