Storie scritte da Matteo Bianchi
Scritto da Matteo Bianchi
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martedì, maggio 15th, 2012

Il presidente della Camera di Commercio di Pescara, Daniele Becci presenta una «proposta reale e concreta» per risolvere la questione dragaggio. «Un nuovo progetto che parta dall’azzeramento di tutte le fasi in essere, una nuova iniziativa che veda tutti uniti per affrontare il problema nella sua completezza, evitando polemiche e confusione».
Il presidente dell’ente camerale, nel corso di una conferenza stampa svoltasi ieri mattina – presenti tra gli altri diversi politici locali e rappresentanti delle associazioni di categoria – ha detto di non volersi soffermare sulle responsabilità, «che saranno accertate su altri tavoli», ed ha affermato che non è importante il nome del nuovo commissario, «che comunque dovrà essere una persona competente», perchè in questo momento «è fondamentale il progetto».
«Quello che ci interessa – ha sottolineato il presidente della Camera di Commercio – è una nuova fase del dragaggio del fiume Pescara, a partire dall’azzeramento di tutte le attività in essere. Il sindaco, a cui scriveremo una lettera, convochi immediatamente un tavolo a cui dovranno partecipare tutte le forze politiche della città. Bisogna mettere giù un piano di interventi attraverso un confronto sereno, per arrivare ad una soluzione condivisa da tutti».
«I fondi per il dragaggio si dovranno trovare – ha detto ancora Becci -. Come? Faremo in modo di sederci e di trovarli. Se c’è da prenderli a Bruxelles andremo a Bruxelles, se c’è da prenderli a Roma andremo a Roma. Ma c’è bisogno di una squadra che spinga in quella direzione».
«In questi giorni sembra di assistere al funerale del porto, la gente è demotivata, ma la città deve reagire e prendere il problema di petto. Abbiamo il dovere – ha concluso Becci – di trovare una volta per tutta una soluzione a questa situazione».
Matteo Bianchi
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Scritto da Matteo Bianchi
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venerdì, maggio 11th, 2012

«Non avendo i mezzi e gli strumenti giuridici per operare rassegno le mie dimissioni»: così Guerino Testa, in qualità di commissario straordinario per il dragaggio del porto di Pescara, scrive al premier Mario Monti. Testa, che è presidente della Provincia di Pescara, rimette «al Governo centrale il compito di provvedere a sanare l’attuale situazione del fiume Pescara» di cui si attende da tempo il dragaggio per garantirne la navigabilità. E addirittura arriva a paventare «atti di disperazione legati allo stato di crisi» della marineria locale che «da troppo tempo» vive una situazione «sempre più insostenibile».
Testa, il 20 giugno 2011, con ordinanza della Presidenza del Consiglio dei ministri contenente disposizioni urgenti di protezione civile,
era stato nominato commissario delegato per la realizzazione, «in termini di somma urgenza, degli interventi da eseguirsi nell’area del porto di Pescara»: caratterizzazione dell’area della darsena portuale e del porto canale e successivo completamento del dragaggio.
«Da tempo mi trovo impossibilitato a esercitare fattivamente l’incarico – scrive Testa nella lettera consegnata questa mattina alla stampa.
Sulla mia strada ho trovato una serie di veti incrociati insuperabili, e ho purtroppo registrato la mancanza, da parte del Governo, sia di provvedimenti fondati su accertamenti tecnici ritenuti attendibili, dirimendo così i dubbi in ordine alla qualità del materiale da dragare, sia di semplici risposte alle svariate istanze e richieste di incontro presentate in tempi e modi diversi».
“La gravissima situazione di impraticabilità in cui versa il porto di Pescara determina crescenti danni di tipo economico, sociale, turistico e di immagine della città, oltre a un concreto rischio di esondazione del fiume le cui conseguenze si prospettano tra le più disastrose per il capoluogo adriatico. Rinuncia all’incarico, Testa, ma promette che sarà, comunque, sempre al fianco della marineria, degli operatori portuali e della comunità pescarese estremamente danneggiata da questa situazione”.
Matteo Bianchi
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Internazionale, News
mercoledì, maggio 2nd, 2012

La Corte Suprema di New Delhi ha autorizzato questa mattina la partenza della petroliera Enrica Lexie. La decisione è stata presa dopo una seduta di oltre due ore in cui è stato esaminato il ricorso presentato dall’armatore contro un precedente verdetto dell’Alta Corte del Kerala.
I giudici hanno disposto il rilascio della nave, dell’equipaggio composto da 24 persone, di cui 9 Italiani, cinque marittimi e quattro marò dell’unità di anti pirateria. Anche le armi dei quattro marò potranno lasciare l’India.
L’avvocato Deljeet Titus, che insieme all’esperto di diritto internazionale Dr. Harish Salve rappresenta l’Italia ha dichiarato all’ANSa che la petroliera potrà salpare «appena completate alcune formalità burocratiche per soddisfare le condizioni poste dalla Corte Suprema».
In particolare, l’armatore dovrà espletare alcune procedure presso l’Alta Corte del Kerala, in primis il deposito di una garanzia bancaria, seconda condizione vincolante è la ratifica delle impegnative scritte a presentarsi al processo in India da parte del capitano Umberto Vitelli e dell’armatore, se la loro presenza sarà richiesta.
Dalla società «Fratelli D’Amato», armatrice della Enrica Lexie dichiarano che «La nostra nave potrebbe lasciare il porto verosimilmente venerdì».
A questo punto in India rimarrebbero solo i due marò La Torre e Girone, ancora in attesa di conoscere quale sarà la giurisdizione competente a decidere sul caso di omicidio di due pescatori di cui sono accusati.
Matteo Bianchi
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giovedì, aprile 26th, 2012

Nel corso del convegno internazionale «Shoreside Power Conference» tenutosi oggi a Venezia nelle strutture congressuali del Terminal Crociere, è emersa la pratica del così detto «Cold Ironing», l’alimentazione elettrica da banchina nei porti per le navi da crociera, come fattore sempre più strategico strategico e competitivo per il comparto crocieristico.
L’incontro è stato organizzato dall’European Cruise Council, associazione che riunisce le maggiori compagnie di crociera in Europa, e da Venezia Terminal Passeggeri, società che promuove l’attività passeggeri nel Porto di Venezia, e vi hanno preso parte i massimi esperti internazionali , i rappresentanti istituzionali, fornitori di attrezzature ed operatori hanno fatto il punto sulle novità e gli sviluppi dei sistemi energetici eco friendly per il settore.
«Per il Porto Crociere di Venezia, – sostiene Roberto Perocchio, Amministratore Delegato della Venezia Terminal Passeggeri -, uno dei più importanti homeport (Porto di sbarco ed imbarco) al mondo, quarto nel ranking internazionale , lo sviluppo del cold ironing, sistema di alimentazione elettrica delle navi in banchina che consente di spegnere i motori ausiliari delle navi attraccate, eliminando le emissioni, è di fondamentale rilevanza per il futuro. Soprattutto alla luce di un equilibrio tra il miglioramento dei servizi portuali e la riduzione dell’impatto sull’ambiente. Ritengo che l’alimentazione da banchina, ha continuato Perocchio, possa essere in alcuni casi, la soluzione ideale per superare con successo i problemi di accoglienza delle navi in luoghi dove bisogna trovare il giusto compromesso tra le dimensioni delle stesse ed il delicato equilibrio ambientale. Abbiamo apprezzato lo sforzo che stanno facendo le compagnie di crociera per migliorare la qualità del carburante e il cold ironing è un ulteriore passo in questa direzione».
Nella sessione di apertura si sono analizzate alcune esperienze pilota nel settore, quali la presentazione di uno studio a cura della Princess Cruises e del Porto di Vancouver, concernente la loro esperienza di fornitura di alimentazione da banchina sulla costa occidentale del Nord America.
La Princess Cruises e`stata infatti la prima compagnia ad utilizzare questo strumento nei porti della costa occidentale americana nel 2001. Il suo direttore tecnico, Piero Susino, ha rilevato come sia necessario far luce sulle tariffe energetiche , che spesso rappresentano uno scoglio per lo sviluppo in questa direzione anche alla luce dei grandi sforzi economici delle compagnie per adattare le navi all’alimentazione da banchina la cui modifica può raggiungere anche la cifra di 1,5 milioni di dollari.
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Italia, News
mercoledì, aprile 18th, 2012

Entro il fine settimana, si saprà a chi verrà affidato il recupero del relitto della Costa Concordia. La gara è ancora in corso, e tutto è avvolto nel massimo riserbo anche perchè si tratta di un’operazione complessa e delicata per un valore che supera di gran lunga i 200 milioni di dollari.
Le società rimaste nella ‘short list’, tra cui il gruppo Neri di Livorno con il partner Smit sono dati per favoriti, sono reduci dall’ incontro convocato dalla London Offshore Consultance, lo studio di professionisti marittimi cui spetta la valutazione tecnica sui progetti di rimozione del relitto presentati, prima della decisione finale degli assicuratori di P&I.
In lizza ci sono quattro società, ma solo in tre dovrebbero essere state selezionate per la decisione finale. Oltre a Neri-Smit, e la statunitense Titan, outsider è l’olandese Mammoet, famosa per aver partecipato al recupero del Kursk.
Intanto dal gruppo Neri parlano di 10 mesi complessivi per portare a termine l’operazione di recupero, prima del successivo smantellamento. Dopo la riparazione dello squarcio nello scafo, la Concordia verrebbe sollevata, svuotata dell’acqua interna (che verrebbe pompata all’interno di una petroliera per evitare sversamenti in mare) e rimorchiata, forse, nel porto di Livorno fino al grande bacino di carenaggio in muratura da 350 metri, attualmente inutilizzabile perchè necessiterebbe di pesanti interventi di manutenzione.
Matteo Bianchi
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Marinas, News, Porti
giovedì, aprile 12th, 2012

La Porto di Imperia spa ha rinnovato le sue cariche, operazione resasi necessaria dopo le dimissioni dell’intero cda a seguito dell’inchiesta sull’approdo turistico della città.
Il nuovo presidente è il commercialista romano Mauro De Angelis, che subentra all’avvocato Stefano Vinti, dimessosi lo scorso febbraio.
I nuovi consiglieri d’amministrazione sono: per Acquamare, Piero D’Amelio e Antonio Rappazzo, entrambi romani; per Imperia Sviluppo il fiorentino Fabio Di Lernia e il torinese Franco Canna.
La parte pubblica – cioè il Comune di Imperia, rappresentata dal dirigente del settore servizi finanziari Alessandro Natta – non ha ritenuto di proporre alcun nome vista la richiesta al Tribunale di Imperia di commissariare la società.
Matteo Bianchi
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Italia, News
martedì, aprile 10th, 2012

Due i ricorsi che oggi i giudici della Suprema corte dovranno discutere, il primo è quello della Procura di Grosseto che chiede che Schettino venga messo in custodia cautelare in carcere; la richiesta avanzata in udienza dal sostituto procuratore generale della Cassazione, Vincenzo Geraci, alla quarta sezione penale che dovrà decidere se confermare o meno il provvedimento emesso dal Tribunale del Riesame il 7 febbraio scorso nei confronti del comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, è di rigettare sia il ricorso della Procura che quello della difesa e confermare la custodia cautelare ai domiciliari.
Il secondo ricorso è quello della difesa di Schettino, rappresentata dall’avvocato Bruno Leporatti, che chiede di annullare l’ordinanza di custodia cautelare perchè, secondo l’avvocato, non sussistano pericoli di inquinamento probatorio e il rischio di reiterazione della condotta. Il comandante della Costa Concordia è accusato di omicidio colposo plurimo, abbandono della nave, naufragio colposo e comunicazioni non corrette alla Capitaneria di Porto per l’incidente della Costa Concordia. La decisione della Cassazione è attesa in tarda serata o al massimo entro domani mattina.
All’inizio dell’udienza, in fase preliminare, la Quarta sezione penale della Cassazione ha dichiarato inammissibile la richiesta da parte del Codacons che chiedeva di essere ammesso come parte nell’udienza con un ricorso nel quale si avanzava la stessa richiesta della Procura di Grosseto, ovvero quella di disporre la custodia cautelare in carcere per Schettino.
Matteo Bianchi
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Internazionale, News
mercoledì, aprile 4th, 2012

La Stazione spaziale internazionale (Iss) ha condotto un’indagine, effettuata grazie al modulo Columbus dell’Agenzia spaziale europea (Esa), che ha testato la validità del monitoraggio del traffico marittimo mondiale a partire dal giugno 2010.
La tecnica sperimentata per il rilevamento delle navi si basa sul Sistema d’identificazione automatica (Ais), l’equivalente marittimo del sistema di controllo del traffico aereo. Tutte le navi internazionali, navi mercantili oltre una determinata portata e per trasporto passeggeri di tutte le dimensioni devono essere dotate di transponder AIS «Classe A», che trasmettono dati costantemente aggiornati, quali identità, posizione, rotta, velocità, carichi particolari, merci e informazioni di viaggio da e verso altre navi e a terra.
Il sistema di identificazione della nave, Vessel Identification System (VIS), può essere potenzialmente utile per molte autorità europee, in particolare assistendole nell’applicazione della legge, le campagne di controllo della pesca, il controllo delle frontiere marittime, la sicurezza marittima, comprese le indagini sull’inquinamento, la ricerca ed il soccorso, così come la lotta alla pirateria.
Il sistema AIS permette alle autorità portuali ed alle rispettive guardia costa di monitorare il traffico in mare, ma il sistema si basa su segnali radio VHF con un raggio orizzontale di appena 40 miglia nautiche (74 chilometri). Questo lo rende utile nelle zone costiere e da nave a nave, ma non in mare aperto: il traffico nell’oceano in gran parte non è tracciato. Tuttavia, i segnali AIS viaggiano molto di più verticalmente, rendendo la stazione spaziale una posizione ideale per la ricezione di tale segnale, fornendo la capacità di monitorare il traffico globale marittimo dallo spazio, con una copertura compresa tra 68 di latitudine Nord e 68 Sud.
Il sistema è composto da due gruppi di antenne installati sulla parte esterna di Columbus, durante una ‘spacewalk’ nel novembre 2009, oltre alla parte dati hardware dati (ERNO-Box) ed un ricevitore montato all’interno di Columbus. In un solo giorno sono stati rilevati circa 400.000 rapporti di posizione delle navi, ricevuti da più di 22.000 differenti numeri di identificazione della navi, cioè Maritime Mobile Service Identity (MMSI).
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Europa, Legislazione, News, Trasporti
venerdì, marzo 30th, 2012

L’escalation della pirateria ha indotto la Ue ad estendere il mandato della missione navale anti-pirateria Atalanta, autorizzata da venerdì scorso ad attaccare le postazioni dei pirati anche nelle acque interne della Somalia e lungo le coste. Ma il quadro giuridico resta inadeguato, in particolare di fronte all’aumento degli ingaggi privati di militari a bordo di navi che temono di essere assalite.
In questo quadro, fa proseliti la proposta dell’Italia che, dopo il caso dei due marò detenuti in India, ha chiesto ai partner europei di agire per tutelare il principio della libertà di navigazione in acque internazionali e il diritto degli Stati che partecipano ad operazioni antipirateria ad avere riconosciuta una giurisdizione esclusiva per quello che accade in alto mare, che coinvolge i propri militari. La lotta alla pirateria richiede regole di ingaggio il più possibile comuni e vincolanti, per dare un quadro legale certo a chi è impegnato in prima linea: soldati, guardie private, compagnie, Stati.
“L’autoregolamentazione non è una reale opzione in questa area, considerando i rischi legali ed operativi che il trasporto di armi a bordo e il possibile uso della forza comportano”, ha detto Siim Kallas, vice presidente della Commissione Ue, parlando ad una conferenza sulla pirateria oggi a Bruxelless.
La Ue suggerisce di usare l’opportunità offerta dalla 90/a sessione della commissione di sicurezza marittima dell’Imo (l’organizzazione marittima internazionale), prevista in maggio a Londra, per definire un quadro comune di regole. In gennaio e febbraio, la Ue ha registrato un aumento dei numeri di arrembaggi nell’Oceano indiano dopo il calo che era stato segnalato nel 2011. L’Unione europea è molto preoccupata: l’80% delle merci mondiali si trasporta via mare e il 40% delle compagnie di trasporto è controllato da società europee
“Stabilire un approccio comune internazionale e limitare le ‘zone grigie’ pericolose aiuterà a contrastare la pirateria riducendo al contempo i rischi per i marinai, le società e gli stati interessati”, ha spiegato il commissario. Un quadro comune di regole avrebbe inoltre il vantaggio di “stabilire linee di comunicazione tra la sicurezza privata e le forze militari basate sulla fiducia”, ha precisato Kallas.
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martedì, marzo 20th, 2012

Confcommercio Pescara ha inviato una nota al Presidente del Consiglio Monti, al Ministro dell’Ambiente Clini, al Ministro Trasporti e Infrastrutture Passera, al Presidente della Regione Chiodi, al Commissario Testa e al Sindaco Albore Mascia al fine di «sensibilizzare ulteriormente le autorità di Governo e i referenti istituzionali locali sulla problematica del mancato dragaggio del Porto di Pescara»
«Come ormai tristemente noto – scrive Confcommercio- il progressivo accumularsi di detriti e sedimenti non consente più la navigazione neanche a barche di piccolo cabotaggio. Questa situazione determina l’impossibilità di accesso nè da parte della flotta peschereccia nè di navi e/o aliscafi che garantivano precedentemente il collegamento con la Croazia».
Secondo Confcommercio ci sono «danni ingenti quindi sia dal punto di vista commerciale che turistico, senza contare il possibile e immaginabile rischio di esondazioni e straripamenti in caso di piogge persistenti. Tuttavia, nonostante le varie analisi e controanalisi, lungaggini burocratiche e continui rimbalzi di responsabilità non hanno a tutt’oggi permesso di avere una risposta univoca in merito alla eventuale presenza di Ddt nelle acque del Porto. Anzi, da quanto appreso dagli organi di stampa, sembrerebbe che l’Ispra – che avrebbe dovuto fornire i risultati definitivi entro lo scorso 5 marzo – abbia richiesto altro tempo per ulteriori e non meglio identificati approfondimenti».
«Nell’invocare pertanto un intervento da parte del Governo, al fine di sollecitare la più rapida soluzione alla problematica esposta, poniamo sul tappeto alcune questioni. Innanzitutto, se le analisi dell’Arta – da cui non si rilevano tracce di sostanze dannose – non vengono ritenute attendibili, mettendo quindi in dubbio l’affidabilità e la capacità dell’Agenzia, il Presidente della Regione Abruzzo Chiodi dovrebbe procederne alla chiusura.
Inoltre, se il Commissario Straordinario Guerino Testa non dispone di poteri sufficienti, o nonostante le tante strade percorse non sia ancora riuscito a trovare soluzione alla problematica, dovrebbe a nostro avviso rimettere l’incarico, e/o trasferirlo ad altra Autorità. E infine, dal momento che l’Ispra, nonostante sia da diverso tempo in possesso di analisi e controanalisi, ancora non risulta in grado di esprimere un giudizio definitivo, la Confcommercio chiede la costituzione di una Commissione d’Inchiesta del Governo per fare piena luce sulla questione».
Matteo Bianchi
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