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Storie scritte da Michele Puca

Capitaneria di porto di Molfetta: sequestrati frutti di mare stipati nei bagni e triglie sottomisura

Nella giornata di mercoledì 17 settembre 2014 la Capitaneria di porto-Guardia Costiera di Molfetta, a seguito di controlli lungo la filiera della pesca, ha posto sotto sequestro circa 30 kg di prodotto ittico non regolare, difforme alle norme nazionali in vigore.

L’operazione effettuata presso il mercato ittico locale denominato “minuto pesce” è stata resa possibile grazie all’attenta osservazione del personale della Capitaneria di Porto-Guardia Costiera. Dopo una serie di controlli i militari sono riusciti a notare alcune cassette lasciate da parte, in stato di abbandono, nei locali adibiti a servizi igienici per lo stesso mercato ittico; in particolare, si trattava di 3 cassette di novellame di triglie, per un totale di circa 21 Kg, visibilmente al di sotto della taglia minima consentita, e un secchio contenente circa 8,5 Kg di cozze nere, in cattivo stato di conservazione. Il pescato, posto sotto sequestro per violazione delle normative sul commercio di prodotto ittico e norme igienico-sanitarie, è stato tempestivamente consegnato all’ASM per il successivo smaltimento.

Si coglie l’occasione, anche con supporto delle associazioni di categorie interessate, per sensibilizzare la locale marineria, soprattutto in vista della fine del periodo di fermo pesca, evidenziando le conseguenze dannose derivanti da simili attività illecite, sia immediate, sanzionate penalmente o amministrativamente, a seconda della fattispecie, che future. Il mare non è una risorsa con disponibilità illimitate e pertanto deve essere conservato e tutelato.

Normative nazionali e comunitarie hanno lo scopo proprio di fermare quell’attività di pesca che, non tenendo conto della sempre più carenza di pescato che affligge i nostri mari, cerca di approfittarne catturando prodotto ittico sotto la taglia minima. Tale pratica è estremamente dannosa in quanto il pesce non riesce a raggiungere l’età matura e riproduttiva, provocando, in tal modo, una reazione a catena che rischia di portare al collasso tutta l’attività di pesca.

 

Michele Puca

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Molfetta: prima settimana e da subito attività intensa per la Guardia Costiera nell’operazione mare Sicuro 2014

Ha avuto inizio da poco più di una settimana l’attività Mare Sicuro 2014 ed i militari della Capitaneria di Porto di Molfetta hanno già effettuato una serie di operazioni volte alla sicurezza della balneazione e della navigazione ed al controllo della pesca abusiva.

Infatti nei giorni scorsi sono stati sequestrati circa 7000 metri di reti da posta per la pesca non consentite, 2 attrezzi da pesca abusivi e prodotto ittico in cattivo stato di conservazione o scaduto nel comune di Giovinazzo. Oltre alle barche da pesca ed alle attività ristorative è stato controllato il normale e corretto svolgimento delle operazioni commerciali del mercato ittico notturno all’ingrosso nel porto di Molfetta.

Inoltre sono stati effettuati svariati controlli e sopralluoghi lungo la costa al fine di monitorare le zone dove sfociano i canali dei depuratori di Molfetta e di Corato oltre che presso le spiagge libere ed agli stabilimenti balneari di Molfetta e Giovinazzo. Durante gli stessi sono state elevate due sanzioni amministrative per violazione dell’Ordinanza Balenare n. 28/2012 del Comandante del Porto di Molfetta e per violazione dell’Ordinanza per il turismo e le strutture balneari dell’anno 2013 emessa dalla Regione Puglia.

Il controllo della costa del compartimento marittimo e della filiera della pesca ha portato ad elevare sanzioni amministrative per un totale di €3128,00 euro; e pertanto la repressione con tolleranza zero verso coloro che di fatto effettuano attività illecite in mare o mettono a repentaglio la sicurezza dei bagnanti continuerà costantemente per tutta la stagione estiva.

 

Michele Puca

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Rilascio di esemplari di Caretta-Caretta da parte della Guardia Costiera di Molfetta

Salpano con i militari della Capitaneria di Porto i due esemplari di tartaruga marina (Caretta caretta) ospedalizzate e curate presso il centro di recupero tartarughe marine di Molfetta. L’iniziativa è una delle molteplici attività che vede da anni impegnata la Guardia Costiera nella salvaguardia della flora e della fauna marina.

Il rilascio delle tartarughe avvenuto stamane con la partecipazione dei giornalisti delle reti Mediaset, in particolare di “Striscia la Notizia” con il suo inviato Edoardo Stoppa, ha l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico alla conservazione di specie minacciate ed alla gestione sostenibile delle risorse e degli ambienti acquatici.

Prima della partenza è stata data la possibilità a circa 30 alunni di una locale scuola elementare di poter ammirare in banchina gli esemplari e di poterne conoscere la storia tramite il responsabile del centro di recupero, il quale ha anche spiegato quali potessero essere le cause principali di ricovero delle tartarughe del mediterraneo; dalle interferenze con le attività di pesca, principalmente dovute ai palamiti (è frequente la presenza di ami nella cavità boccale o nel tratto digerente, spesso evidenziato dal filo di nylon che fuoriesce ai margini della bocca) o alle reti (possono causare ferite, mutilazioni e, nel peggiore dei casi, il soffocamento degli animali) fino alle ingestione di corpi estranei, quali ad esempio sacchetti di plastica scambiati per meduse che fanno parte della dieta naturale di questi rettili; oppure dallo scontro traumatico con imbarcazioni a motore, che arreca ferite sul carapace o sul capo fino anche a patologie varie e traumi, sopracitati, che provocano lo spiaggiamento dell’animale (da precisare che la tartaruga marina si spinge sul litorale esclusivamente per deporre le uova) .

Il rilascio è avvenuto per opera della Capitaneria di Porto, che mette a disposizione del personale del centro di recupero di Molfetta una motovedetta ed un gommone a dimostrazione della profonda attenzione che il Corpo delle Capitanerie di Porto ha verso la salvaguardia dell’ecosistema marino.

 

Michele Puca

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Pesce in vendita nei bagni pubblici, la Guardia Costiera di Molfetta denuncia il custode

Una scena di squallido degrado è emersa stamane all’interno dei bagni pubblici situati presso la banchina seminario del porto di Molfetta. E’ servito un blitz dei militari della locale Capitaneria di Porto scaturito dai numerosi appostamenti investigativi. Il controllo pianificato congiuntamente all’ufficio veterinario della A.S.L. di Molfetta ha portato a sorprendere degli spregiudicati cittadini che a dispetto delle principali e basilari norme igieniche compravano dal custode del vespasiano pubblico del pesce conservato in un fatiscente frigorifero,  posto abusivamente all’interno degli orinatoi.

Pertanto veniva posto sotto sequestro, e successivamente distrutto, il pescato in vendita abusiva e conservato in precarie condizioni igieniche. Il custode veniva immediatamente denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani. Fa riflettere come ancora oggi si possano verificare scene di degrado di questo genere.

 

Michele Puca

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Capitaneria di Molfetta: sequestrati 400 chilogrammi di molluschi in cattivo stato di conservazione

In una maxi operazione condotta stamani dalla Capitaneria di Porto di Molfetta i militari intervenuti hanno attivato una serie di posti di blocco nelle principali arterie stradali di accesso al Compartimento Marittimo di Molfetta al fine intensificate l’attività di controllo sulla filiera della pesca. Oggetto dell’intervento, ancora una volta, la tutela del consumatore; infatti sono circa 400 i chilogrammi di mitili sequestrati per cattivo stato di conservazione e che erano evidentemente destinati a ristoranti, ad esercenti senza scrupoli e/o ad ignari consumatori.

La violazione dell’articolo 5 delle Legge 283 del 1962 ha fatto sì che i militari denunciassero, presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Trani, il proprietario di una nota azienda locale del settore ittico. Il prodotto ittico sequestrato è stato rigettato in mare con l’ausilio della dipendente Unità Navale della Guardia Costiera.
Per tranquillizzare il consumatore ed orientarlo ad un acquisto sicuro, si ricorda che i molluschi bivalvi devono recare inequivocabilmente l’indicazione della loro provenienza e dello stabilimento di depurazione.

Particolare di assoluta rilevanza per il consumatore è inoltre la modalità di esposizione al banco e cioè a temperature tra 0 e 4 gradi e mai in acqua, poiché, in tal caso, se un solo individuo dovesse essere malato lo sarebbero in breve tempo anche gli altri. Infine il prodotto deve essere tassativamente accompagnato da certificazione inerente lo stabilimento di depurazione e deve comunque essere ancora vivo, cioè con le valve chiuse, non aperte o semi chiuse.

 

Michele Puca

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Ancora un rilascio della Guardia Costiera in favore della fauna marina a Molfetta

Uno strano ritrovamento nelle acque del litorale di Molfetta. Strano e un po’ inquietante, perché sulle coste baresi, un Paromola Cuvieri, meglio noto come granceola di fondale, probabilmente, non s’era mai visto. A pescarlo, a poco meno di un miglio dalla costa ed a portarlo a riva, senza ancora sapere cosa esattamente fosse, è stato un pescatore locale della zona.

Il pesce probabilmente impigliato nella rete da posta è stato prontamente recuperato dai militari della capitaneria di porto che hanno interpellato il veterinario di turno della locale azienda ospedaliera e l’istituto di biologia marina di Bari per poter essere sicuri della denominazione dell’esemplare. Un crostaceo che vive sui substrati fangosi e sabbio/fangosi marini. La sua essenziale arma di difesa è l’eccezionale mimetismo, che le consente di nascondersi perfettamente tra le alghe ed i fondali  marini. Spesso viene confuso per la gransevola, Maja Spinado, e sarà stato proprio questo caso che ha portato dubbi tra i pescatori amatoriali locali che conoscevano la gransevola come un crostaceo composto da un carapace più duro e robusto oltre che di colore scuro e ricoperto da lattuga di mare.

L’insolito deriva dal fatto che sia stato ritrovato a meno di un miglio dalla costa in quanto questo crostaceo vive alle profondità di circa 300 metri ed è pescato soprattutto nel nord Atlantico, nei mari della Scandinavia e risulta assente nel mar Adriatico. La sorte ha voluto che fosse ancora vivo ed integro, così da poter essere rilasciato in alto mare da un mezzo della Guardia Costiera di Molfetta, a salvaguardia sempre della fauna marina.

 

Michele Puca

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Operazione “Little Fish” della Capitaneria di Porto di Molfetta

Si è conclusa oggi l’operazione “Little Fish” della Guardia Costiera di Molfetta. Un’intensa attività avviata il mattino del 24 settembre e conclusasi stamattina alle prime luci dell’alba. I militari della locale Capitaneria di Porto hanno intensificato i controlli al fine di reprimere la pesca, la detenzione e la vendita di prodotti ittici inferiori alla taglia minima (cosiddetto novellame). Dapprima i militari hanno comminato una serie sanzioni ed eseguito sequestri amministrativi all’interno dei mercati ittici e quindi risalendo lungo la filiera della pesca sono riusciti ad individuare  i pescatori che avevano immesso sul mercato il prodotto sottomisura.

L’operazione non si è fermata qui, in quanto i militari hanno effettuato una serie di ispezioni a bordo dei motopesca riuscendo così a trovare e porre sotto sequestro gli attrezzi non conformi alla normativa vigente e le reti da pesca con maglie inferiori alla misura consentita, appunto utilizzate per catturare gli esemplari di novellame.

Sono scattati pertanto idonei provvedimenti con in primis tre denunce penali con relativi sequestri di reti a strascico e di circa un quintale di prodotto ittico sottomisura; inoltre sono stati assegnati ben 21 punti alle varie licenze di pesca dei trasgressori che potrebbero portare al conseguente fermo amministrativo  dei motopesca. Ed infine sono state elevate complessivamente ben 8 sanzioni amministrative per un totale di circa 12 mila euro, per infrazioni varie.
Il prodotto ittico è stato successivamente devoluto in beneficenza, previa autorizzazione al consumo del competente servizio veterinario di Molfetta.

 

Michele Puca

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Ancora una “Caretta-Caretta” salvata dalla Guardia Costiera e dal WWF di Molfetta

A seguito di una segnalazione pervenuta presso la sala operativa della Capitaneria di Porto di Molfetta riguardo all’avvistamento di una Tartaruga comune (tipo Caretta-Caretta) a meno di mezzo miglio dalle ostruzioni del porto di Molfetta con evidenti difficoltà natatorie, prontamente interveniva sul posto il battello “G.C.A75” della Guardia Costiera che recuperava la tartaruga portandola in banchina all’interno del porto stesso.

Attraverso il primo intervento di soccorso effettuato dai militari si è riusciti a consegnare l’esemplare di circa 60 kg. e lungo 70 cm. ancora in vita al Centro WWF Recupero Tartarughe di Molfetta. Dall’inizio dell’anno è stato ormai raggiunto il trentaquattresimo rilascio in mare di queste testuggini, dopo il ritrovamento e le lunghe cure del centro recupero, e grazie soprattutto alla stretta collaborazione tra il WWF e la Guardia Costiera locale.

Le tartarughe sono animali onnivori che si nutrono di molluschi, crostacei, gasteropodi, pesci e meduse ma nei loro stomaci viene oramai rinvenuto di tutto, dalle buste di plastica, probabilmente scambiate per meduse, a tappi di plastica, portachiavi ed altri oggetti di plastica pericolosi per gli esemplari (maschi e femmine) che nei mesi di giugno, luglio ed agosto si “ritrovano” per riprodursi al largo delle nostre spiagge.

Anche nell’età adulta le tartarughe muoiono intrappolate nelle reti dei pescatori o con gli ami aguzzi delle canne da pesca così come vengono anche ferite o nella peggiore delle situazioni uccise dalle eliche delle barche a motore, che triturano pinne e carapace. Le tartarughe comuni sono fortemente minacciate, infatti ovunque il numero di nidi è in declino e la cattura accidentale di migliaia di animali ogni anno negli attrezzi da pesca rende la situazione in Mediterraneo davvero preoccupante.

 

Michele Puca

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Bilancio della Guardia Costiera di Molfetta nell’attività mare sicuro di metà agosto

I controlli predisposti dalla Capitaneria di porto di Molfetta, agli ordini del Capitano di Fregata (CP) Alessandro DUCCI, nell’ambito dell’operazione Mare Sicuro 2012, finalizzati alla tutela della sicurezza della balneazione e della navigazione, con mezzi navali della Guardia Costiera in tandem con pattuglie via terra, sono stati intensificati nel periodo dal 10 agosto al 20 agosto.

Il dispositivo predisposto dalla Guardia costiera ha visto impegnati, lungo la costa da Bisceglie a Santo Spirito, 3 mezzi navali e 2 pattuglie a terra che, mattina e pomeriggio, negli orari di massimo afflusso di bagnanti, hanno garantito la sicurezza della balneazione e la tranquillità dei turisti presenti sulle spiagge.
Durante la dieci giorni sono stati eseguiti 224 controlli, sono state soccorse 3 persone e sono state elevate 13 contravvenzioni.
In particolare, sono stati verbalizzati conduttori di unità da diporto nelle acque di Molfetta e Giovinazzo, perché non aver rispettato il limite delle acque riservate alla balneazione.

Gli stabilimenti balneari presenti lungo il litorale del Compartimento multati per non avere tutte le dotazioni di sicurezza previste sono stati 2 mentre sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria di Trani n. 2 motopesca per non possedere a bordo tutti i dispositivi di sicurezza per la navigazione.

Con l’operazione “Mare Sicuro”, coordinata a livello regionale dalla Direzione marittima di Bari, si vuole garantire attraverso il dispiegamento di uomini e mezzi della Guardia Costiera, il massimo impegno in termini di sicurezza, rispetto delle regole demaniali, della balneazione e di tutto quello che concerne la vita umana in mare in modo da garantire, a diportisti e bagnanti, la libera e sicura fruizione dei litorali nel corso di tutta la stagione estiva. Viene doverosamente ricordato che le zone di mare riservate alla balneazione sono quelle sino alla distanza di 200 metri dalla riva  e soprattutto che eventuali situazioni di pericolo per la vita umana che comportano un tempestivo intervento possono essere segnalati chiamando gratuitamente il numero blu 1530 della Guardia Costiera.

 

Michele Puca

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Come riconoscere il pesce fresco

Il pesce occupa un posto di primissimo ordine in una dieta salutare. I nutrizionisti ne consigliano un consumo costante almeno due oppure tre volte la settimana e le campagne di educazione alimentare ne hanno messo in luce le proprietà protettive per la salute. Infatti gli acidi grassi insaturi contenuti in questo alimento sembrano possedere proprietà anticoagulanti, anti-ipertensive ed anti-infiammatorie con influenze positive sul mantenimento del livello ematico ottimale di colesterolo buono nel sangue. Per beneficiare dei preziosi vantaggi di questo alimento però è necessario saper riconoscere quando è fresco.

Riuscire ad accorgersi che il pesce che stiamo per acquistare è fresco non è difficile, bisogna osservarlo con attenzione. Infatti il pesce manda segnali facilmente interpretabili quando è posto sul banco vendita. Annusando un pesce fresco si deve avvertire solo un lievissimo odore, se è di mare odorerà al massimo di alghe e di acqua di mare. Il corpo del pesce fresco dovrà essere rigido, le squame lucide, ben aderenti al corpo, la carne elastica e soda, la pinna caudale rigida e l’apertura anale ben chiusa. Inoltre dovrà avere l’occhio sporgente e lucido vivo, non infossato; le branchie, all’interno, dovranno essere rosee o rosse, lucide, umide ed odorandole dovranno emanare un leggero profumo di mare (naturalmente se la provenienza è marina).

Il ventre, sempre nel pesce fresco, dovrà essere turgido ed elastico, mai lacerato o gonfio o con delle macchie. Una volta acquistato il pesce, se fresco, riuscirete a conservarlo per qualche ora, in attesa di cuocerlo, avvolgendolo, (dopo averlo pulito, lavato, ben scolato e spolverizzato con sale fino), in un telo assolutamente pulito ed inumidito con acqua ed aceto e dunque riposto in frigorifero.

 

Michele Puca

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IL NAUTILUS Anno 13 N°3

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato a Canale Pigonati di Brindisi; la storia, le potenzialità, le attuali richieste per il suo allargamento al fine di agevolare l’entrata nel porto interno delle grandi navi da crociera. Poi articoli sulle Zes, porti di Ancona, Bari, Campania ma anche le professioni del mare, il lavoro portuale nelle sue specificità ed un interessante racconto del porto di Salerno che nel Mediterraneo rappresenta un ponte tra Oriente ed Occidente.
poseidone danese

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