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Storie scritte da Redazione

IL GRUPPO GRIMALDI PRENDE IN CONSEGNA LA GRANDE MIRAFIORI

La nuova PCTC potenzierà ulteriormente il servizio Mediterraneo-Nord America


Napoli– La nave Pure Car & Truck Carrier Grande Mirafiori è stata consegnata lo scorso 12 settembre al Gruppo Grimaldi presso il cantiere Yangfan di Zhoushan. Dopo la Grande Torino, entrata in flotta a dicembre del 2018, è la seconda di sette unità gemelle commissionate dal gruppo partenopeo al cantiere cinese.

La Grande Mirafiori ha una lunghezza di 199,90 metri, una larghezza di 36,45 metri, una stazza lorda di 65.255 tonnellate e una velocità di crociera di 19 nodi. La nave batte bandiera italiana ed è tra le Pure Car & Truck Carrier più grandi sul mercato: può, infatti, trasportare circa 7.600 CEU (Car Equivalent Unit) o in alternativa 5.400 metri lineari di merce rotabile e 2.737 CEU. Si tratta di una nave estremamente flessibile: con i suoi quattro ponti mobili, infatti, la Grande Mirafiori può imbarcare qualsiasi tipo di carico rotabile (camion, trattori, autobus, scavatrici, ecc.) fino a 5,3 metri di altezza.

Inoltre, la nave è dotata di due rampe d’accesso, una laterale ed una di poppa, quest’ultima in grado caricare unità di carico fino a 150 tonnellate di peso. La configurazione dei vari ponti ed il sistema di rampe interne riducono al minimo il rischio di danni durante l’imbarco/sbarco delle unità rotabili.

Dal punto di vista ambientale, la Grande Mirafiori è una nave altamente efficiente. È, infatti, dotata di un motore Man Energy Solutions a controllo elettronico, come richiesto dalle nuove normative per la riduzione delle emissioni di ossido di azoto (NOx), nonché di un sistema di depurazione dei gas di scarico per l’abbattimento delle emissioni di ossido di zolfo (SOx). Infine, rispetta le più recenti normative in termini di trattamento delle acque di zavorra.

“Con la consegna della Grande Mirafiori, la nostra flotta si arricchisce di una nuova PCTC tra le più grandi, innovative ed ecosostenibili al mondo”, ha commentato l’amministratore delegato del Gruppo Emanuele Grimaldi. “Il nome di questa unità richiama lo storico stabilimento Fiat, che proprio quest’anno ha compiuto 80 anni. Onoriamo così la lunga e fruttuosa partnership che ci lega da ormai mezzo secolo a una delle più importanti case automobilistiche al mondo”.

La Grande Mirafiori andrà a potenziare ulteriormente il collegamento ro/ro settimanale operato dal Gruppo Grimaldi tra il Mediterraneo ed il Nord America (Canada, Stati Uniti e Messico), insieme alle già operative Grande Torino, Grande Halifax, Grande Baltimora e Grande New York. Il servizio serve regolarmente 14 porti: Gioia Tauro, Civitavecchia, Livorno, Savona, Valencia (Spagna), Anversa (Belgio), Halifax (Canada), gli scali statunitensi di Davisville, New York, Baltimora, Jacksonville e Houston, nonché quelli messicani di Tuxpan e Veracruz.

SOLLEVAMENTO, MOVIMENTAZIONE PORTUALE E INDUSTRIALE, TRASPORTO PESANTE: LE IMPRESE ABILITANTI LO SVILUPPO INFRASTRUTTURALE DEL PAESE SI RACCONTANO AL GIS DI PIACENZA, DAL 3 AL 5 OTTOBRE

Con 35.000 mq di spazio espositivo, GIS è la più grande vetrina in Europa per un comparto strategico e funzionale alla competitività del nostro Paese. I Ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti, del Lavoro, dello Sviluppo Economico, l’Esercito Italiano e oltre 50 associazioni italiane di categoria sono tra i patrocinatori dell’evento

Piacenza– Gru mobili, sollevatori telescopici, piattaforme aeree, carrelli elevatori, rimorchi, macchine a guida automatica e veicoli per la movimentazione industriale, edile, portuale e per il trasporto eccezionale: il settore del sollevamento, della logistica meccanizzata e del trasporto pesante, con i ritrovati tecnologici più innovativi, le eccellenze industriali italiane e internazionali e la relativa componentistica, si dà appuntamento a Piacenza Expo, dal 3 al 5 ottobre, per la settima edizione del GIS.

La manifestazione, ideata e organizzata da Mediapoint, rappresenta il momento di confronto ed incontro più atteso dalla business community ma anche dai decisori istituzionali ed economici, sempre più consapevoli del ruolo strategico di un comparto davvero unico in fatto di trasversalità, rispetto a settori produttivi diversi e fondamentali: costruzioni, logistica, attività portuali, servizi municipali, Protezione Civile, Difesa ed altri ancora.

Della complessità sottesa a questi ambiti produttivi, GIS offre una lettura analitica e informata, aggregando in un programma ricco di convegni, workshop e momenti di network le competenze e i punti di vista degli esperti del settore, delle imprese e delle associazioni di categoria.

“Dagli interventi della Protezione Civile alle attività negli scali portuali, dalle operazioni straordinarie di demolizione e ricostruzione di grandi opere come il nuovo Ponte di Genova al funzionamento quotidiano dei mega poli della logistica, in enorme crescita anche in ragione del boom dell’e-commerce: ad accomunare questo variegato insieme di attività è il minimo comune denominatore rappresentato dalle macchine e delle attrezzature straordinarie per il sollevamento e la movimentazione.

Giganti altamente tecnologici e sofisticati, interamente rappresentativi della capacità italiana di eccellere in fatto di innovazione e ingegno” – commenta Fabio Potestà, Direttore di Mediapoint – “La nuova edizione di GIS sarà l’occasione per dare lustro a questo comparto, autentico fattore abilitante e cartina tornasole della competitività del sistema produttivo e infrastrutturale. Le voci dei protagonisti concorreranno ad intessere il racconto di un settore che, mai come oggi, è diviso tra enormi prospettive di crescita e ostacoli normativi, burocratici e di sistema”.

L’attenzione delle istituzioni rispetto a questi temi è confermata dalla presenza tra i patrocinatori di GIS del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, del Ministero dello Sviluppo Economico, del Ministero del Lavoro, dell’Esercito Italiano, ma anche della Regione Emilia Romagna, del Comune di Piacenza, accanto ad enti autorevoli come Inail, Anas ed Ispra.

Focus innovazione e sostenibilità

L’enorme sviluppo tecnologico che ha interessato negli ultimi anni il settore del sollevamento abilita oggi potenzialità applicative prima inimmaginabili. Al GIS saranno in mostra le macchine più avveniristiche dal punto di vista delle performance, dell’innovazione e della sostenibilità.

Tra le novità del GIS 2019, un’area espositiva interamente dedicata agli Automatic Guided Vehicles (AGV), i mezzi a guida autopropulsa da remoto che rappresentano il futuro di settori come la GDO, la logistica e l’intermodalità, ma anche l’industria chimica, la ceramica, gli ospedali, il comparto automobilistico, meccanico, alimentare, farmaceutico, del beverage, dei film plastici, dell’industria cartaria, dell’abbigliamento, del legno e dei colorifici.

Il programma

GIS 2019 prevede un articolato palinsesto di convegni e workshop, che saranno realizzati con la collaborazione delle principali associazioni di categoria, tra cui AISEM, AITE, ANFIA, ANNA, ANVER, ASSODIMI, ASSOPORTI, ASSITERMINAL e insieme a CONFETRA, FINCO, INAIL, IPAF E UNION.

Questi alcuni dei temi che saranno dibattuti:

·        Formazione e sicurezza degli operatori;

·        Sviluppo infrastrutturale di porti, interporti e centri logistici;

·        Limitata fruibilità delle arterie stradali per le imprese del trasporto eccezionale

GIS farà, inoltre, da cornice all’assemblea autunnale di ESTA – la più grande federazione europea delle imprese specializzate nel sollevamento e nel trasporto eccezionale – a conferma del rilievo internazionale ormai acquisito dalla manifestazione.

Non da ultimo, le attese tre cene di gala che si terranno nella prestigiosa cornice di Palazzo Gotico situato nel centro di Piacenza e che saranno l’occasione per premiare le eccellenze del settore.

Il programma completo e aggiornato è sempre consultabile su www.gisexpo.it

CONFITARMA CONDIVIDE LE PROPOSTE DEL CNEL PER RIORDINO DEL SISTEMA DELLA LOGISTICA

Questa mattina il CNEL ha reso noto che sono state annunciate in Aula alla Camera dei Deputati le tre proposte di legge per la semplificazione normativa del sistema della logistica italiana (“Modifiche alla legislazione vigente per la semplificazione e la competitività del sistema della logistica italiana delle merci”, “Delega al Governo per il riordino e la semplificazione della disciplina afferente il sistema della logistica delle merci” e “Modifiche all’articolo 1 del decreto legislativo 8 novembre 1990, n. 374, per la semplificazione e la competitività del sistema della logistica italiana delle merci”).

Si tratta del risultato di un complesso lavoro del CNEL, avviato su iniziativa di Confetra, per elaborare “un testo organico in grado di superare le criticità che determinano l’appesantimento operativo della supply chain italiana ed eliminare i colli di bottiglia in tutto il processo operativo dall’arrivo-partenza della merce fin dal ritiro-consegna, focalizzando l’attenzione sui flussi di import-export che sono quelli oggi maggiormente problematici nella competizione internazionale”.

Per giungere a tale risultato nell’inverno scorso si è tenuto presso il CNEL un lungo ciclo di audizioni con 4 Pubbliche Amministrazioni, 4 organizzazioni sindacali del settore e 25 associazioni di categoria, tra le quali Confitarma, ascoltata il 13 febbraio scorso. In tale occasione, il Presidente Mattioli, accompagnato dal Direttore Generale Sisto, aveva ribadito l’esigenza di semplificazione per il settore dello shipping e in particolare per gli adempimenti burocratici, quando essi rappresentano un inutile aggravio di tempi e costi, che limitano la competitività della flotta di bandiera italiana.

Infatti, alcune istanze che a prima vista potrebbero apparire non direttamente collegate con la logistica interessano invece l’efficienza dell’intera catena. In tal senso, la semplificazione del settore logistico italiano passa anche attraverso la competitività della bandiera italiana. Vista l’importanza dei trasporti marittimi nell’economia italiana e, in particolare, il ruolo che possono ricoprire nel percorso di sviluppo della logistica italiana, Confitarma ritiene pertanto che per evitare di condannare il sistema italiano ad una perpetua subalternità sia necessario promuovere la competitività internazionale di ogni singolo anello della catena.

Per questo la Confederazione Italiana Armatori esprime forte convergenza e supporto alle tre proposte di legge presentate dal CNEL, auspicando un rapido iter legislativo al fine di eliminare in tempi brevi quelle inefficienze nelle procedure operative che ogni anno comportano una perdita di oltre 30 mld di euro, penalizzando fortemente gli operatori nazionali nei mercati internazionali.

Con Siemens il Superyacht Vanadis di CCN è amico dell’ambiente

Il recente yacht CCN, dotato del sistema di propulsione diesel-elettrico SISHIP EcoProp di Siemens, riceve la certificazione Lloyd’s Register “Hybrid Power”
Una soluzione del Centro di Competenza Globale di Siemens Marine per lo sviluppo di applicazioni a propulsioni ibride per imbarcazioni compatte
Eco-sostenibilità, bassi consumi e ridotto impatto ambientale: solo alcuni dei vantaggi del sistema SISHIP EcoProp

Milano-Varata ufficialmente lo scorso maggio, MY Vanadis è l’imbarcazione da 31 metri firmata da CCN (Cerri Cantieri Navali) – di proprietà del Gruppo Gavio dal 2011 e specializzata nella costruzione di yacht altamente performanti – e dotata del sistema di propulsione diesel-elettrico SISHIP EcoProp di Siemens. Un sistema di nazionalità tutta italiana: Siemens Italia, con il suo Business Process Solutions Marine, è infatti Centro di Competenza di Siemens Marine per lo sviluppo di applicazioni a propulsioni ibride per imbarcazioni compatte.

Ed è proprio grazie a questo sistema Siemens che MY Vanadis ha ottenuto la certificazione “Hybrid Power” dal Lloyd’s Register. Si tratta del primo motoryacht Made in Italy a raggiungere questo risultato, frutto in particolar modo dell’importante contenuto tecnologico e degli elevati standard garantiti dalla soluzione Siemens.

Quarto modello della collezione “Fuoriserie” – la linea su misura del cantiere di Carrara – Vanadis deve il suo nome a una dea della mitologia nordica ed è nato della collaborazione del cantiere CCN con lo studio olandese Guido de Groot, che ha curato sia il design interno che quello esterno, con lo studio Ginton che ha curato l’architettura navale e con Siemens che ha portato il proprio contenuto tecnologico dagli elevati standard.

Dotata di due propulsori azimutali a doppia elica di Schottel, comandati dal sistema di propulsione ibrido diesel-elettrico Siemens SISHIP EcoProp, Vanadis può vantare una navigazione a bassi consumi e ridotto impatto ambientale, oltre ad un elevato comfort a bordo grazie alla riduzione del rumore e delle vibrazioni durante la navigazione.

Il sistema Siemens, di tipo IPS ovvero Integrated Power System, integra al suo interno sia il controllo della propulsione che della generazione della potenza elettrica e la gestione dell’energia immagazzinata nelle batterie agli ioni di litio. Un sistema di ultima generazione che con un’unica rete in corrente continua provvede a distribuire la potenza elettrica dedicata alla propulsione e ai servizi ausiliari coniugando la massima sicurezza con la massima efficienza.

La scelta di CCN di affidarsi a Siemens risiede proprio nell’attenzione ai temi di eco-sostenibilità ed efficienza ambientale facilmente riscontrabili nell’innovativo sistema integrato di propulsione ibrida SISHIP EcoProp, in grado di garantire un bilancio energetico delle imbarcazioni più sostenibile, un’elevata autonomia di navigazione con la massima efficienza, silenziosità durante la navigazione e il pieno rispetto dell’ambiente nonché la possibilità di poter accedere ad aree marine protette.

Si tratta di un supporto completo, quello fornito da Siemens a CCN, lungo tutta la filiera di produzione, a partire quindi dallo studio e gestione del progetto, la fornitura delle componenti tecnologiche ma anche delle soluzioni di engineering hardware e software, passando poi ai test in cantiere, le prove in banchina e in navigazione, fino alla consegna finale.

Background Information

Il sistema di propulsione SISHIP EcoProp è di tipo ibrido con propulsione diesel elettrica parallela: i propulsori possono essere governati da motori diesel tradizionali per navigare a velocità di crociera o da motori elettrici per navigazione a bassa velocità aumentando notevolmente il comfort a bordo. Gli stessi motori elettrici di propulsione sono utilizzati come generatori, in combinazione con i motori diesel, generando energia elettrica con il minor consumo specifico di carburante.

Anche i due generatori diesel di bordo sono stati forniti e appositamente sviluppati da Siemens in collaborazione con CGT e si basano su tecnologia a giri variabili con generatori a magneti permanenti: si tratta di una tecnologia che permette di ottimizzare i consumi e aumentare l’efficienza.

Il sistema è dotato di batterie agli ioni di litio utilizzate per molteplici funzioni quali il funzionamento Zero Emissioni, Peak Shaving per sopperire ai picchi dei carichi elettrici evitando l’accensione dei generatori diesel, Strategic Control per limitare l’utilizzo dei generatori diesel a basso carico, per ragioni di back-up, aumentando allo stesso tempo il carico dei generatori in funzione, con conseguente incremento dell’efficienza.

Il cuore del sistema SISHIP EcoProp è costituito da un avanzato Energy Management System (EMS) che integra e coordina le funzioni di Propulsion Control, Overload e Black-out Protection.

CCN FA TRIPLETTA E SI AGGIUDICA PER IL TERZO ANNO CONSECUTIVO IL WORLD YACHTS TROPHIES

Cannes– Il motor yacht Vanadis, quarto esemplare della linea Fuoriserie di CCN, si è aggiudicato il prestigioso World Yachts Trophies 2019 nella categoria “Green Yachts”.

La proclamazione dei vincitori – svoltasi sabato 14 settembre nella suggestiva cornice della spiaggia dell’Hotel Carlton di Cannes – a cura della rivista Yachts France ha premiato il 31m fully custom CCN per il suo contenuto tecnologico all’avanguardia e per la grande attenzione ai temi dell’eco-sostenibilità e efficienza ambientale: il progetto inaugura infatti E-Prop, la linea di imbarcazioni firmate CCN caratterizzate da sistemi di propulsione ibrida.

Il M/Y Vanadis è, infatti, il primo motoryacht Made in Italy ad aver ottenuto la certificazione con l’annotazione “Hybrid Power” dal Lloyd’s Register.

“Grazie alla collaborazione con il Lloyd’s register, ed una serie di aziende di consolidata esperienza ed affidabilità – commenta Diego Michele Deprati CEO CCN – siamo riusciti a progettare e costruire uno yacht unico nel suo genere, che segna un importante cambio di rotta del nostro cantiere”.

Firmata dallo Studio Guido De Groot, l’imbarcazione, capace di garantire la navigazione in diesel mode, diesel electric o full electric per il massimo comfort e zero emissioni, è dotata di 2 propulsori azimutali Schottel STP 150 FP a doppia elica comandati con sistema ibrido gestito da siemens che prevede sia motori tradizionali diesel che motori elettrici alimentati dai generatori o da batterie. Tale configurazione permette una navigazione a basso consumo e ridotto impatto ambientale, oltre ad un aumento del comfort di bordo grazie alla riduzione del rumore e delle vibrazioni sia in rada che in navigazione.

Lo yacht è dotato inoltre di un set di batterie agli ioni di litio ad elevata concentrazione energetica in grado di alimentare la maggior parte delle utenze di bordo, consentendo lo stazionamento in rada a zero emissioni fino a 17 h consecutive, e la navigazione a velocità ridotta per 180 minuti in completa autonomia con un adeguato carico elettrico per un elevato confort.

“Questo riconoscimento – conclude Deprati – ci riempie di orgoglio e ci conferma il percorso intrapreso, con la consapevolezza di poter soddisfare le esigenze di una clientela internazionale grazie ad un prodotto all’avanguardia di altissima qualità”.

Roma/Giraglia: 10 giorni al via

Da Civitavecchia a Capo Corso per 255 miglia in regata tra le isole toscane

Civitavecchia – Riva di Traiano – Partirà il 26 settembre alle ore 15:00 la Roma-Giraglia, regata di 255 miglia che, partendo da Civitavecchia (Riva di Traiano) porterà la flotta fino a Capo Corso, per doppiare lo scoglio della Giraglia lasciandolo a dritta.

“Il percorso sarà libero attraverso le isole dell’arcipelago toscano – spiega il presidente del CNRT Alessandro Farassino – uno scenario splendido che ogni anno lascia senza fiato i regatanti. E’ una regata molto impegnativa tecnicamente, ma anche adatta a chi vuole iniziare a cimentarsi con la grande altura e con percorrenze consistenti.

Almeno due notti in mare e tante decisioni tattiche da prendere passando il Giglio, Pianosa, Montecristo. Senza parlare dell’Elba che tante volte è stata decisiva. Una particolarità che tengo a sottolineare è che la Roma/Giraglia è una regata che può essere affrontata con piena soddisfazione anche nei risultati pur tenendosi sempre entro le 12 miglia dalla costa. Una vera corsa in alto mare per chi vuole testare con maggior sicurezza le proprie capacità prima di affrontare sfide più impegnative”.

A 10 giorni dalla partenze le barche iscritte sono 13 , con 3 solitari che si contenderanno il GiragliaOne, trofeo a loro dedicato, due imbarcazioni in doppio e 8 in equipaggio. Tutte, come da prassi oramai consolidata al CNRT, verranno piombate con un sistema che consente di inserire la marcia senza alcun momento di stallo in caso di emergenza.

“L’attenzione alla sicurezza è sempre stata una nostra priorità – prosegue Alessandro Farassino – e questo sistema oramai consolidato consente una maggiore tranquillità a bordo e una garanzia di trasparenza. Anche il tracking della Yellow Brick contribuisce alla regolarità della corsa. Tutte le zone di interdizione alla navigazione presenti sul percorso vengono evidenziate e i regatanti hanno la possibilità di controllare in diretta i loro avversari”.

Rimane il record da battere. Per il meteo è ancora troppo presto per fare previsioni, ma il record di Assuntina, il Pinguin 38 di Luca Di Rosa, che ha impiegato 38 ore e 30 minuti, resiste dal 2009. Ma per batterlo ci vuole una grossa mano dal meteo.

LA FINALE DI BILBAO DECRETA ALESSANDRO DE ROSE DI NUOVO PERMANENT DIVER DELLA RED BULL CLIFF DIVING WORLD SERIES

Il nostro Mr. Volare ce l’ha fatta!

La finale a Bilbao del 14 settembre ha incoronato i campioni della stagione Gary Hunt e Rhiannan Iffland, ma soprattutto ha definito la lista di atleti titolari per il 2020

Per una stagione appena conclusa, un’altra svela le sue carte e promette un 2020 ricco di emozioni per l’Italia con Alessandro De Rose nuovamente fra gli atleti titolari della Red Bull Cliff Diving World Series.

Il prezioso punteggio complessivo ottenuto dal nostro straordinario High Diver durante le sette tappe di tuffi da grandi altezze targate Red Bull e ai campionati mondiali FINA a Gwangju in Corea del Sud, è la chiave d’accesso per rientrare fra i permament diver della prossima edizione della Red Bull Cliff Diving World Series.

“Questa gara è stata bellissima! Ovviamente essendo la finale mondiale il livello era altissimo, così come la tensione. Ma sono davvero contento di come è andato l’anno, nonostante l’inizio non sia stato perfetto. Ora sono emozionato e felice di poter rientrare nuovamente nella lista dei permanent diver, e non vedo l’ora di partecipare ad ogni gara della prossima edizione.” ha dichiarato Alessandro De Rose pochi minuti dopo la fine della gara.

La finale del 14 settembre a Bilbao, di fronte ai 27.000 spettatori sulle rive del fiume Nervión, ha segnato anche un nuovo record per il Cliff Diving: la riuscita della “stagione perfetta”. Autrice di questa incredibile impresa è l’australiana Rhiannan Iffland, 28 anni compiuti da poco, che ha messo a segno tutte le tappe dai 21 metri della Red Bull Cliff Diving Women’s World Series 2019 con vittorie brillanti che sono valse la conquista del suo quarto titolo di campionessa consecutivo: un primato che la rende la cliff diver di maggior successo nella storia del circuito femminile.

Tra gli uomini, a sollevare al cielo il trofeo Re Kahekili per i tuffi da 27 metri c’era l’impareggiabile Gary Hunt che, con questo nuovo traguardo, raggiunge l’ottavo titolo di campione mondiale della Red Bull Cliff Diving World Series in carriera, riconfermandosi il grande maestro di questa disciplina.

Si conclude così l’undicesima stagione del Red Bull Cliff Diving che ha visto l’ingresso di tre location inedite nel circuito – El Nido, Dublino e Beirut – e ha portato i diver a sfidarsi ai confini del mondo con incredibili tuffi da 27metri a 85km/h in luoghi di straordinaria bellezza.

Uno spettacolo mozzafiato fra terra e cielo che non finirà mai di sorprenderci e che tornerà, più carico che mai, nel 2020 con il nostro Alessandro protagonista.

Vele d’epoca: Pia, Nembo II, Flora e Shahrazad vincono l’lnternational Hannibal Classic 2019

Pia del 1936 nella categoria ‘Epoca’, Nembo II del 1964 tra le ‘Classiche’, Flora nei Classici FIV e Shahrazad nella categoria ‘Sciarrelli’.

Sono queste le imbarcazioni trionfatrici alla terza edizione dell’International Hannibal Classic – Memorial Sergio Sorrentino, la grande regata di vele d’epoca dell’Adriatico corsa dal 13 al 15 settembre 2019 tra Monfalcone e la Slovenia. Capriccio del 1981 si è invece aggiudicata la vittoria nel raggruppamento ‘Passere’.

La manifestazione valeva come terza prova della Coppa AIVE dell’Adriatico. Presenza d’eccezione per Sagittario, l’imbarcazione scuola della Marina Militare.

LE VELE D’EPOCA TRA MONFALCONE E LA SLOVENIA
Due belle giornate di sole, temperature estive e brezze di intensità mai superiori a 7-8 nodi hanno consentito dal 13 al 15 settembre 2019 lo svolgimento della III edizione dell’International Hannibal Classic – Memorial Sergio Sorrentino, la grande regata dell’Adriatico riservata alle imbarcazioni a vela d’epoca e classiche corsa tra Monfalcone e Portorose, in Slovenia. Ventidue le imbarcazioni partecipanti alla manifestazione, valevole come terza tappa della Coppa AIVE dell’Adriatico.

L’evento è stato organizzato dallo Yacht Club Hannibal (www.yachtclubhannibal.it), diretto da Loris Plet, con la partecipazione della Società Nautica Laguna e dello Yacht Club Marina Portorož e il patrocinio della FIV, Federazione Italiana Vela, del C.I.M. (Comité International de la Méditerranée) oltre al patrocinio e la collaborazione tecnica dell’AIVE, Associazione Italiana Vele d’Epoca. Sponsor della manifestazione W-EYE (occhiali da sole e vista in legno), Farecantine WineWorld & Architecture – Brand of Alberto Padovan, Matteo Ragni design, Gianmaria Amatori prodotti cosmetici della Val Badia, Banca Generali, Studio Attuariale Visintin & Associati, Supercar BC, Nord Est (personalizzazioni, ricamo, strass, stampa).

I VINCITORI DELL’INTERNATIONAL HANNIBAL CLASSIC 2019
Pia di Bruno Antonac, sloop bermudiano lungo 11,69 metri costruito in Svezia nel 1947 su progetto del danese Knud Reimers, si è aggiudicato la vittoria tra le ‘Epoca’, precedendo in classifica Ciao Pais (1944) e Serenity (1936). Nembo II del triestino Nicolò de Manzini, un modello Norman lungo 10,16 metri varato nel 1964 dal cantiere Apollonio di Trieste su piani dell’inglese Alan Buchanan, ha vinto sia tra le ‘Classiche’ che il Trofeo Memorial Sergio Sorrentino, assegnato al primo classificato della categoria più numerosa. Nembo II ha superato in classifica Al Na ‘Ir II, un Carlini del 1960, e la pluripremiata Strale del 1967, che in questa occasione si è dovuta ‘accontentare’ di vincere per il terzo anno consecutivo il Trofeo Challenge International Hannibal Classic, assegnato allo yacht che avesse conseguito la minor somma dei tempi reali delle due prove.

Tra i ‘Classici FIV’ vittoria di Flora di Andrea Vanini, sloop bermudiano costruito dal cantiere triestino Arrigo Petronio su progetto di Riccardo Pergolis. La barca ha preceduto Capriccio del 1981 e Koala del 1976. Infine nella categoria ‘passere’ vittoria per la sopracitata Capriccio, seguita da Koala e Lucia, splendido cutter aurico lungo 8,30 metri varato nel 1981. A Santa Maria Nicopeja del veneziano Luca Casaril, cutter aurico costruito in Normandia nel 1901 e un tempo appartenuto al conte Nicolò Donà dalle Rose (il co-inventore di Porto Rotondo), è andato il premio per la barca più antica.

ANCHE ‘SAGITTARIO’ DELLA MARINA MILITARE NEL RAGGRUPPAMENTO ‘SCIARRELLI’
Alla manifestazione non poteva mancare il raggruppamento ‘Sciarrelli’, riservato alle barche del geniale progettista triestino scomparso nel 2006. Il cutter Shahrazad del 1970 (il progetto numero 24 sui circa 140 realizzati dal Maestro) dei fratelli Alunni Barbarossa, ha preceduto Sagittario del 1972, lo sloop bermudiano della Marina Militare lungo 15,49 metri che con la sua presenza ha onorato l’edizione 2019 dell’International Hannibal Classic.

La barca era stata costruita in soli 78 giorni dal cantiere triestino Craglietto per partecipare alla Ostar del 1972, la traversata atlantica in solitario, con a bordo il capitano di vascello Franco Faggioni. Si calcola che in quasi 50 anni di vita, a bordo si siano addestrati oltre 5.000 marinai. Oggi questa nave scuola, che continua ad essere utilizzata dagli allievi ufficiali, sottufficiali e dagli studenti della scuola navale militare Morosini di Venezia, naviga al comando del Primo Maresciallo Davide Grill. Al terzo posto dopo Sagittario si è piazzata Alema II del 1974, lunga 12,32 metri.

LA CONFERENZA SULLE BARCHE D’EPOCA
Anche quest’anno l’International Hannibal Classic si è distinto come un evento fondato sull’accoglienza riservata ad armatori ed equipaggi. La manifestazione si è aperta nel pomeriggio di venerdì 13 settembre con la conferenza presso il Marina Hannibal dell’architetto padovano Leonardo Bortolami intitolata “Il restauro delle barche d’epoca: riflessioni e prospettive”, moderata dall’Ing. Edino Valcovich.

Considerato il tema dell’evento, il memorial dedicato al campione del mondo della classe Dragone Sergio Sorrentino scomparso nel 2017, Bortolami ha descritto il restauro del Dragone Acànto del 1966, oggi navigante sul Lago Maggiore. Presenti anche Carlo Cazzaniga, presidente dello Yacht Club Hannibal e del Marina Hannibal, il Presidente del Consiglio Comunale di Monfalcone Paolo Bearzi, in rappresentanza del sindaco Anna Maria Cisint, e il Capitano di Fregata Giovanni Nicosia, comandante della locale Capitaneria di Porto.

IL DRAGONE ARGESTE
In serata si è svolta la cena equipaggi all’aperto nei giardini del Marina, con l’esposizione in acqua del Dragone Argeste ITA-21 del 1964, che ha partecipato alle Olimpiadi di Tokyo dello stesso anno e che oggi appartiene ai noti velisti Andrea Caracci (4 Mini Transat e innumerevoli regate internazionali) e Chiara Calligaris (due volte campionessa mondiale sulla classe Europa e olimpionica di Yngling), entrambi presenti all’evento. Sabato 14 settembre si è tenuta la prima regata su percorso ridotto a causa del poco vento, conclusasi con l’ingresso della flotta a Portorose.

In occasione della seconda cena equipaggi, presso lo Yacht Club Marina Portorož, sono stati premiati i vincitori di tappa (Ciao Pais, Nembo II, Flora e Sagittario). Domenica 15 settembre la regata conclusiva con ottime condizioni di vento e di mare. Archiviata la terza tappa della Coppa AIVE dell’Adriatico, le vele d’epoca si ritroveranno in occasione del “XXII Raduno Città di Trieste” (5-6 ottobre) e “Barcolana Classic” di Trieste (12 ottobre), dove verranno proclamati i vincitori della stagione 2019

Foto: Maccione

LOGISTICA, ANNUNCIATE ALLA CAMERA 3 PROPOSTE DI LEGGE DEL CNEL

Sono state annunciate in Aula alla Camera le tre proposte di legge del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (C. 2086, C. 2087, C. 2088 ) per la semplificazione normativa del sistema della logistica italiana, attualmente frammentata.

I testi rappresentano il risultato finale di un lungo ciclo di audizioni svolte a Villa Lubin su formale istanza di Confetra – la Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica rappresentata nell’Assemblea del CNEL dal consigliere Nereo Marcucci – con 4 Pubbliche Amministrazioni, 25 associazioni di categoria e 4 organizzazioni sindacali del settore, per elaborare un testo organico in grado di superare le criticità che determinano l’appesantimento operativo della supply chain italiana ed eliminare i colli di bottiglia in tutto il processo operativo dall’arrivo-partenza della merce fin dal ritiro-consegna, focalizzando l’attenzione sui flussi di import-export che sono quelli oggi maggiormente problematici nella competizione internazionale.

“Queste proposte di legge sono il frutto di un intenso confronto con Amministrazioni, associazioni di categoria e sindacati del settore. Il risultato, come già annunciato al neo Ministro Paola De Micheli, è un sistema coordinato e di interventi tesi a semplificare il quadro normativo per sostenere il settore della logistica delle merci italiano nella competizione con gli altri Paesi europei. Il metodo di lavoro del CNEL, quale luogo istituzionale di analisi e confronto della società civile organizzata, dimostra la valenza di processi decisionali accompagnati da una larga condivisione con gli attori sociali competenti nei settori d’intervento”, dichiara Tiziano Treu, presidente CNEL.

Le tre proposte di legge di iniziativa del CNEL, presentate alla Camera ai sensi dell’Art. 99 della Costituzione.  Riguardano “Modifiche alla legislazione vigente per la semplificazione e la competitività del sistema della logistica italiana delle merci”; “Delega al Governo per il riordino e la semplificazione della disciplina afferente il sistema della logistica delle merci” e “Modifiche all’articolo 1 del decreto legislativo 8 novembre 1990, n. 374, per la semplificazione e la competitività del sistema della logistica italiana delle merci”.

“Esprimo pieno apprezzamento per la mappatura redatta dal CNEL, con il fattivo contributo di Confetra, relativa alle inefficienze di tipo amministrativo e legislativo che impattano sui processi logistici dal cui esame possono scaturire soluzioni normative efficaci.  In tal senso, questi primi disegni di legge presentati al Parlamento sono un esempio concreto”, aggiunge Nereo Marcucci, consigliere CNEL e past president Confetra.

La logistica oggi rappresenta il 10% del Prodotto interno lordo. Le inefficienze nelle procedure operative all’interno del sistema comportano una perdita annua di oltre 30 miliardi di euro, si tratta di un gap che penalizza gli operatori nazionali nel confronto con i competitors esteri. Le merci movimentate sull’asse Italia – Ue ed extraUe, secondo dati Mef del 2018, generano un fatturato di circa 887.000 milioni di euro di interscambio.

“Le istanze primarie del mondo imprenditoriale rappresentato da Confetra riguardano l’eliminazione dei colli di bottiglia prodotti dalla burocrazia che oggi pesano sugli operatori e li rendono meno competitivi rispetto ai partner internazionali: il lavoro svolto dal CNEL centra il bersaglio. Ora è necessario che il Parlamento sia celere e determinato nel perseguire l’obiettivo”, conclude Guido Nicolini, attuale presidente Confetra.

Scarica il documento con le Proposte di legge sulla logistica

AdSP MTS: Livorno, obiettivo emissioni zero

Giovedì prossimo, a partire dalle 9.00 di mattina, presso la Sala Capraia della Camera di Commercio locale, l’Autorità di Sistema Portuale presenterà agli operatori, alla stampa e al pubblico, il primo rapporto sulla Carbon Footprint del Sistema Portuale dell’Alto Tirreno.

Il documento sarà parte integrante dell’elaborando Piano Ambientale ed Energetico dell’AdSP, e calcola con strumenti e metodi innovativi il totale delle emissioni di CO2 prodotte dalle attività connesse ai trasporti marittimi di competenza dell’AdSP.

L’elaborazione di questo rapporto è stata possibile grazie alla ridefinizione e allo sviluppo di una nuova architettura digitale del sistema portuale dell’Alto Tirreno, sulla quale convergono informazioni e dati provenienti sia da set di servizi digitali diversi (Port Community System; Rete Nazionale AIS del Comando Generale delle Capitanerie di Porto, etc.) sia da apposite reti di sensori disseminate nei punti rilevanti.

I dati raccolti, che verranno presentati e illustrati giovedì dalla Direzione Sviluppo e Innovazione dell’AdSP, sono stati elaborati secondo le linee guida rilasciate dall’International Maritime Organisation attraverso gli strumenti denominati “Port Emissions Toolkit”, proprio per garantire la standardizzazione e armonizzazione delle metodologie di raccolta delle informazioni, di analisi e determinazione della Carbon Footprint.

L’iniziativa organizzata presso la Camera di Commercio si dividerà in due fasi, nella prima parte verranno presentati i dati, nella seconda verranno messe a confronto esperienze diverse e scandagliate prospettive da sviluppare a favore della sostenibilità ambientale.

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IL NAUTILUS Anno 14 N°2

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato alla portualità con un focus sulle identità marinare e sul futuro dei lavori portuali, la figura dello skipper e il trattamento dell’acqua di zavorra. Poi una riflessione sul concetto di “Porto come mondo” (prendendo come esempio il porto di Brindisi, tra tutela, valorizzazione ed innovazione). E ancora, approfondimenti sul motto lanciato dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti: #IOSONOMARE, per valorizzare tutte le attività svolte sul mare.
poseidone danese

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