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Storie scritte da Redazione

MARINA MILITARE E YACHT CLUB ITALIANO: PRONTA LA CAMPAGNA DI SOLIDARIETÀ 2018 DI NAVE ITALIA

GENOVA – Selezionate le 22 associazioni che salperanno a bordo di Nave ITALIA alternandosi dal primo maggio al 20 ottobre per la campagna di solidarietà 2018 con Fondazione Tender to Nave ITALIA, Onlus fondata nel 2007 per iniziativa della Marina Militare Italiana e Yacht Club Italiano. Genova, Livorno, Gaeta, Olbia, Civitavecchia, Salerno, Cagliari, La Spezia sono solo alcuni dei porti che ospiteranno quest’anno Nave ITALIA.

La Fondazione sviluppa ogni anno progetti educativi e riabilitativi a bordo di Nave ITALIA, che con i suoi 61 metri è il più grande brigantino al mondo, con lo scopo di promuovere lo sviluppo umano attraverso la vita di mare e la navigazione. L’obiettivo di fondo è abbattere il pregiudizio sulla disabilità e l’esclusione sociale di soggetti disabili o vittime di disagio sociale. Nave ITALIA, che è lo strumento che permette di realizzare i progetti, dopo una stagione invernale che l’ha vista oggetto di alcuni interventi tecnici per manutenzioni periodiche e ammodernamenti, approderà anche nel 2018 in diversi porti tra Mar Ligure e Tirreno con il coinvolgimento, nelle varie tappe, di 22 equipaggi “speciali”.
Tra i 22 progetti di inserimento sociale 2018 ci sono quelli curati da Ospedale Pediatrico Bambino Gesù (quattro progetti), Ambasciata italiana di Praga (progetto internazionale per bambini della Repubblica Ceca sviluppato per la prima volta nel 2017), Istituto Regionale Garibaldi per ciechi. In attesa dell’imbarco è questo il momento della formazione: alle associazioni coinvolte la Fondazione dedicherà l’intera giornata del 6 aprile per fornire le istruzioni principali per ottimizzare il tempo a bordo per le attività di navigazione e per il progetto di inserimento.

Il progetto Nave ITALIA rappresenta un modello unico e vincente di grande impegno e solidarietà civile, in cui la cultura del mare e della navigazione, di cui la Marina Militare è custode, diventano strumenti di educazione, formazione, riabilitazione, inclusione sociale e terapia. Novità 2018.  Da quest’anno, tre dei 22 progetti affronteranno per la prima volta un nuovo programma sperimentale che prevede lo sviluppo della metodologia di inserimento sociale di Nave ITALIA distribuito in tre fasi settimanali distinte con inizio questo inverno sulla neve. Le tre fasi del progetto sperimentale sono:pre-imbarco in montagna con il Centro Addestramento Alpini di Aosta;imbarco su Nave ITALIA;post-imbarco a Genova presso la Scuola di Mare Beppe Croce allo YCI

“Crediamo fortemente – spiega il direttore del comitato scientifico di Nave ITALIA, Paolo Cornaglia – nello sviluppo del modello di inserimento messo a punto in anni di lavoro dalla Fondazione. L’ampliamento del percorso di inserimento a tre settimane consentirà una ottimizzazione delle attività di accrescimento di autostima, autonomia, social skills dei soggetti coinvolti”.

“NAPOLI DRY DOCKS” INVESTIRÀ IN NUOVO GRANDE BACINO DI CARENAGGIO NEL PORTO DI NAPOLI

NAPOLI – “Napoli Dry Docks”, joint venture tra Palumbo Group Napoli e La Nuova Meccanica Navale, investirà circa 20 milioni di euro nell’acquisto di un nuovo bacino galleggiante di carenaggio, da collocare nel porto di Napoli, che consentirà allo scalo partenopeo di ampliare in maniera significativa la propria capacità di cantieristica navale – in particolare nel settore delle grandi riparazioni –, fronteggiando così l’aumentata concorrenza da parte di altri poli nazionali e internazionali.

L’iniziativa è stata approvata dal Comitato di Gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, che ha dato il via libera alla concessione demaniale trentennale per la collocazione del nuovo bacino. Il Presidente dell’Authority, Pietro Spirito, ha espresso soddisfazione per la ripresa degli investimenti produttivi nel settore della riparazione cantieristica nel porto campano, dopo una fase di stagnazione durata diversi anni. “In questo modo si pongono le basi per un rilancio del settore, con una positiva alleanza produttiva tra due operatori di rilevante dimensione”, ha aggiunto Spirito.

“Napoli Dry Docks” nasce dall’alleanza strategica di Palumbo Group e La Nuova Meccanica Navale – operatori storici del panorama marittimo napoletano, consolidati anche a livello internazionale –, con l’obbiettivo di rafforzare la competitività dello scalo partenopeo nel settore della riparazione e della conversione navale, proponendo strutture idonee al carenaggio di navi di grandi dimensioni sia cargo sia passeggeri, per attirare l’armamento internazionale con l’offerta di un servizio a 360 gradi. Il nuovo bacino permetterà a Napoli di raggiungere una posizione di leadership nel comparto e di competere ad armi pari con poli cantieristici dislocati in tutto il bacino del Mediterraneo.

Il bacino di carenaggio permetterà inoltre ai soci di sviluppare al meglio il loro core business, utilizzando a pieno regime le banchine già in concessione a supporto delle attività di bacino. Questa iniziativa getta dunque le basi per una nuova fase di sviluppo dello scalo partenopeo – che rappresenta un polo strategico per i traffici nel Mediterraneo –, incentrata sulla ripartenza di un settore di cruciale importanza come quello della cantieristica navale, che negli ultimi anni ha registrato una significativa perdita di competitività a vantaggio di operatori di altri paesi, anche a seguito della carenza di accessibilità ad infrastrutture adeguate.

La neocostituita joint venture procederà, nel dettaglio, all’acquisto e al successivo trasferimento a Napoli di un bacino di carenaggio lungo 230-250 metri e largo 50, rispettando le specifiche indicate dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale relative all’ormeggio e al bacino di evoluzione della nave in entrata. Il piano industriale prevede un’occupazione annua del bacino pari a circa 300 giorni. Nella struttura sosteranno 20-25 navi all’anno, con una permanenza media di 15 giorni.

L’investimento avrà un impatto sull’occupazione molto rilevante; si stimano un’elevata media occupazionale a pieno regime e significative opportunità di lavoro per aziende di servizi quali rimorchiatori, agenti marittimi, piloti e fornitori.

Volvo Ocean Race: lotta all’ultimo zefiro

ALICANTE – Sulla prua della flotta ci sono le 400 miglia di vento leggero dell’ampio golfo che si estende fino a sud della Nuova Calendonia, e che sta rallentando il procedere verso la Nuova Zelanda, quando si entra nel 14 giorno della sesta tappa. La linea del traguardo di Auckland dista ancora più di 1.500 miglia e secondo le ultime previsioni meteo, non ci sono grandi speranze che il vento rifaccia la sua comparsa a breve.

Oltre a dover combattere contro gli elementi, la bonaccia e il caldo soffocante, le battaglie si sono trasformate in duelli con le sei barche suddivise in tre coppie, ossia dei veri e propri match race oceanici.Team Sun Hung Kai/Scallywag e team AkzoNobel continuano a guidare la carica a sud, con Turn the Tide on Plastic e Team Brunel – con i due italiani Francesca Clapcich e Alberto Bolzan- a lottare metro su metro a una cinquantina di miglia più a nord-est, ma solo una ventina di miglia rispetto al traguardo. Un posizionamento orientale che potrebbe diventare decisivo nei prossimi giorni.

Cinquanta miglia più a sud, e 75 miglia alle spalle dei leader, MAPFRE e Dongfeng Race Team proseguono alla ricerca di un ritorno, distanziati di meno di 1.800 metri. Le condizioni sono faticose e la mancanza di vento ha anche un effetto sulla stanchezza mentale dei velisti, che sono costretti a cercare una rotta che possa garantire anche il minimo vantaggio in termini di velocità rispetto agli avversari.

“E dura, va a momenti.” Dice David Witt, skipper di Team Sun Hung Kai/Scallywag, che è riuscito a superare AkzoNobel e a prendere la prima piazza. “Ci sono ancora due giorni così, non credo che dormiremo molto.” La causa dell’enorme bolla di bonaccia è una profonda tempesta, Gita, che attualmente sta colpendo l’isola sud della Nuova Zelanda e che ha bloccato gli alisei, dando vita a Doldrum di proporzioni epiche. Ai team non resta altro che sperare di trovare la rotta migliore verso sud, approfittando dei venti locali, e incrociare le dita.

L’incertezza e la frustrazione è di tutti.
“Sembra che stiamo correndo tre match race, non siamo sicuri di chi sta correndo le finali, le semifinali o chi corre per la medaglia di legno.” Ha detto scherzosamente la skipper di Turn the Tide on Plastic, Dee Caffari. Il suo collega Bouwe Bekking, dalla vicina Team Brunel, ha aggiunto: “A volte pensiamo che il nostro sia lo sport più bello, ma in giornate come questa credo che la maggioranza dei velisti pensi anche che sia lo sport più stupido del mondo.”

A molto parziale consolazione, i team non sono soli nella battaglia contro la bonaccia, la zona è così ampia che ha inghiottito tutte e sei le barche. “Fin dalla partenza siamo stati insieme a Dongfeng, e oggi è ancora così, siamo a un miglio l’uno dall’altro.” Ha spiegato lo skipper di MAPFRE Xabi Fernández. “Questa mattina abbiamo avuto un po’ di nuvole e abbiamo perso circa quattro miglia ma ora siamo tornati sotto. E’ molto difficile passarli e per loro è dura passare noi. Almeno ci facciamo compagnia.”
La chiave per la salvezza sarà entrare nel nuovo vento per primi, ma quale coppia lo troverà per primo resta ancora da vedere.

Per la 44° Coppa Carnevale Trofeo Città di Viareggio torna il concorso “Foto e Vela in Versilia”

VIAREGGIO – Al Club Nautico Versilia stanno proseguendo i preparativi in vista della 44° Coppa Carnevale – Trofeo Città di Viareggio, il tradizionale appuntamento riservato alla Vela d’Altura, che, organizzato dal sodalizio presieduto da Roberto Brunetti con la Lega Navale Italiana sez. di Viareggio e il prezioso supporto della Capitaneria di Porto di Viareggio, si svolgerà sabato 3 e domenica 4 marzo nello specchio acqueo antistante il porto viareggino.

In accordo con la Fiv e l’Uvai, le imbarcazioni ORC Standard, ORC Club, Minialtura e Open saranno grandi protagoniste di quattro coinvolgenti regate. Sabato mattina, dopo il briefing per gli equipaggi (ore 9), prenderanno il via le prime prove (ore 11) che proseguiranno anche nella giornata seguente. Le regate saranno corse su percorso bolina-poppa per le classi ORC, Minialtura e Open e non ne potranno essere disputate più di due al giorno.

La piacevole novità di quest’anno è l’abbinamento con la seconda edizione del concorso fotografico “Vela e Foto in Versilia”, l’iniziativa che invita a raccontare, attraverso immagini fotografiche, lo spirito della gara e del navigare a vela, documentando tutte le fasi della regata, il proprio equipaggio, la propria barca o le altre partecipanti.

“Le foto, in formato digitale, potranno essere scattate con qualsiasi apparecchio (macchina fotografica, smartphone, ecc.) e dovranno essere realizzate durante le regate di sabato 3 marzo, dal momento del briefing di partenza all’ancoraggio- ha spiegato il direttore artistico di Firenze Festival Stefano Angiolini che ha presieduto la Giuria composta anche dai fotografi professionisti Gianluca Moggi di New Press Photo e Tommaso Angiolini, dal Direttore Sportivo del Club Nautico Versilia Danilo Morelli e dal Presidente della LNI sez. Viareggio Domenico Mei -Andare a vela è una forma d’arte e anche in questa seconda edizione più della qualità tecnica, che comunque sarà valutata, daremo più rilevanza alla forma artistica ed emozionale oltre che all’attinenza al tema.

Ad ogni foto presentata daremo un punteggio che determinerà la classifica finale della regata. Al rientro all’ormeggio, entro 15 minuti, ogni equipaggio ci presenterà una foto scelta tra quelle che avrà scattato durante la regata. Le foto scelte saranno scaricate direttamente sul nostro computer alla presenza del concorrente o inviate tramite mail (cnvvela@gmail.com) o whatsapp al numero che sarà comunicato al momento del briefing indicando il nome della barca. Le fotografie non potranno essere in alcun modo rielaborate con programmi specifici al computer pena l’esclusione della barca concorrente.”

Nel tardo pomeriggio di sabato, presso il Club Nautico Versilia, verrà organizzata una spaghettata per gli equipaggi al termine della quale saranno proiettate tutte le foto -che in seguito saranno anche pubblicate sul sito degli Organizzatori- e proclamate le foto vincitrici di ogni categoria. La prima edizione di questo graditissimo concorso -abbinata alla Regata d’Inverno 2017- era stata vinta dallo scatto di Elena Pacini Battaglia (Orc Mi Garba) seguita dalle foto dell’equipaggio di Bahia e di Telepatia.La cerimonia conclusiva e la premiazione dei primi classificati di ciascuna Divisione, Classe e Raggruppamento, invece, si svolgerà domenica alle ore 17 nelle sale del Club Nautico Versilia.

Dal 24 febbraio al 10 marzo le imbarcazioni partecipanti alla Coppa Carnevale – Trofeo Città di Viareggio saranno ospitate gratuitamente all’interno del Porto di Viareggio dal CN Versilia e dalla LNI Viareggio. Le Istruzioni di Regata saranno a disposizione dei concorrenti dalle ore 19 di venerdì 2 marzo mentre il bando e il modulo d’iscrizione della 44° Coppa Carnevale – Trofeo Città di Viareggio e il regolamento del concorso fotografico.

L’OCEANO RACCONTATO DA ANDREA PENDIBENE

MILANO – Sabato 17 febbraio, presso la sede sociale dell’ANMI di Milano, un pubblico numeroso ha assistito all’incontro con Andrea Pendibene, atleta della Marina Militare, da poco rientrato dall’esperienza atlantica della Mini Transat, regata in solitario a bordo di barche di 6,50 metri.

Dopo il saluto ai presenti da parte del Presidente del Gruppo, Dott. Marco Scavone, l’introduzione del Comandante Domenico La Faia, attuale capo dell’ufficio Sport-Vela della Marina Militare, che ha illustrato le diverse attività che svolge la Marina Militare in questo importante settore, Pendibene ha ripercorso tutte le fasi di preparazione che lo hanno portato sulla linea di partenza a La Rochelle a Settembre 2017.

Un progetto che ha visto diverse fasi, dalla preparazione personale, alla formazione a bordo, fino ai lavori in cantiere per ottimizzare la barca Pegaso ITA 883, un POGO 3 appartenente alla categoria Serie dei Mini 6.50. Attività che lo skipper toscano ha sempre condiviso con la collega Giovanna Valsecchi. Non solo un’impresa sportiva quella che Pendibene ha concluso con il suo arrivo in Martinica, dopo oltre 4000 miglia in solitario, ma soprattutto un progetto che con Marina Militare ha voluto portare un messaggio importante di formazione, di sicurezza, di valori di marineria, prerogativa e patrimonio di ogni marinaio di MM.

PROGRAMMA FFG(X) DELLA US NAVY: A FINCANTIERI CONTRATTO PER LO SVILUPPO DEL PROGETTO

TRIESTE – La US Navy ha assegnato alla controllata statunitense di Fincantieri, Marinette Marine, un contratto del valore di 15 milioni di dollari per sviluppare lo studio di una versione customizzata del suo progetto FREMM per le nuove fregate multiruolo di futura generazione del programma FFG(X).

Attualmente 6 fregate FREMM sono in servizio presso la Marina Militare italiana e hanno completato con successo missioni multiruolo in tutto il mondo. Le unità della classe FREMM sono anche state selezionate in Australia per la fase finale della gara SEA5000, che prevede l’acquisizione di 9 fregate nella versione antisommergibile per la Marina australiana.

Per adeguare e rendere la versione FREMM conforme agli standard progettuali statunitensi, Fincantieri Marinette Marine collabora con Gibbs & Cox e Trident Maritime Systems. Questo team interamente americano svilupperà un progetto di nave che, in caso di aggiudicazione della gara, sarebbe costruita presso i cantieri statunitensi di Fincantieri, dove negli ultimi nove anni l’azienda ha formato una forza lavoro altamente specializzata, avvalendosi di una solida catena di fornitori e competenze nella costruzione di navi secondo i requisiti della US Navy.

Giuseppe Bono, Amministratore delegato di Fincantieri, ha commentato: “È un onore per noi vedere il modello FREMM selezionato dalla US Navy in quanto progetto moderno, tecnologicamente avanzato, una nave già in servizio e well-proven, a elevate prestazioni, che più si avvicina ai requisiti del nuovo programma americano. Profonderemo il nostro impegno per continuare a svolgere un ruolo per supportare la US Navy nella sua strategia di sviluppare navi militari di dimensioni contenute, fondamentale per gli obiettivi di lungo termine di dimensione della flotta, ma anche per accrescere la capacità di esportazione navale degli Stati Uniti”. Bono ha poi concluso: “Questo contratto, che segue la selezione del progetto FREMM per la fase finale della gara in Australia, conferma la nostra leadership globale nella progettazione e costruzione delle navi più tecnologicamente avanzate, nonché la nostra capacità di innovarci continuamente”.

Volvo Ocean Race: compressione al vertice

ALICANTE – Mentre team AkzoNobel e Scallywag sono stati fermati da un’area di vento leggero, gli inseguitori ne avevano 10/15 nodi. Un vento che ha permesso loro di riavvicinarsi molto, tanto che il distacco fra la prima e l’ultima barca si è dimezzato in 24 ore. Tuttavia, gli ultimi due rilevamenti delle posizioni sono stati più clementi con i leader, che hanno mantenuto i nervi saldi e incrementato il loro margine.

Alle ore 14 Sun Hung Kai Scallywag aveva poco meno di 3 miglia sui AkzoNobel e entrambe le barche avevano una velocità fra i 10 e i 12 nodi, mentre team Brunel, con cui corre anche l’italiano Alberto Bolzan, in terza piazza a poco più di 19 miglia faceva registrare solo 2 nodi di velocità. Come ci hanno dimostrato gli ultimi giorni, quella in cui si trova ora la flotta è una zona dove le condizioni possono essere molto locali e rimanere in una bolla di bonaccia, sotto una nuvola può costare molto caro.

“E’ stressante quando senti il fiato caldo delle altre barche sul collo.” Ha spiegato Annemieke Bes da bordo di Scallywag. “Ma credo che ce la siamo cavata. E’ un grande sollievo.” Seduto in coperta di fianco a lei, lo skipper David Witt ha ammesso che: “Sembravo un bambino che faceva i capricci.” Mentre gli inseguitori si avvicinavano. “E’ la norma.” Ha concluso con un sorriso Annemieke Bes.

In coda alla flotta la reazione al recupero notevole delle ultime 24 ore è stata relativamente tranquilla, vista la distanza che ancora separa le barche dal traguardo di Auckland. “Abbiamo guadagnato tanto a ogni rilevamento.” Ha spiegato Blair Tuke da bordo di MAPFRE. “Ma gli ultimissimi per noi non sono  stati tanto buoni. Ci siamo fermati sotto una nuvola e sia noi che Dongfeng abbiamo dovuto girarci intorno. Ci muoviamo ancora ma non verso il traguardo quindi loro ( i leader) hanno guadagnato in realtà. Ora abbiamo un distacco di una novantina di miglia. Meglio che 300, però…”

La buona notizia per chi si trova a inseguire è che la conclusione è ancora lontana. I navigatori parlano di una striscia di vento leggero e variabile che si estende per oltre 400 miglia. Se questo scenario fosse vero, ci saranno ancora molti momenti carichi di stress ma anche molte opportunità da cogliere per scombussolare la graduatoria. “Siamo ancora in una zona dove ci sono tante nuvole.” Ha detto con cautela la brasiliana Martine Grael da bordo di team AkzoNobel, che continua a battagliare con Scallywag per la leadership e ora, anche con team Brunel. “Potemmo ancora fermarci e potrebbero riprenderci tutti… Bisogna farci i conti. Fa parte del gioco”
La pressione psicologica è sempre alta, si spera che Eolo faccia la sua parte.

Al via la prima tappa del Circuito Zonale della Flotta sarda J24

CAGLIARI – Dopo un primo rinvio per colpa delle condizioni meteo avverse e un nulla di fatto per assenza di vento, finalmente la Flotta Sarda J24 ha ripreso a darsi battaglia: la Lega Navale di Cagliari, infatti, ha ospitato la prima giornata di regate della 1° tappa del Circuito Zonale J24.

“Purtroppo solo otto equipaggi hanno regolarizzato le iscrizioni ma sono stati premiati da una splendida giornata di mare e vento.- ha spiegato il Capo Flotta J24 Marco Frulio, timoniere di Aria -Un vento di maestrale rafficato di circa 20 nodi ha infatti permesso alle imbarcazioni di portare a compimento tre adrenaliniche prove con le barche al limite del controllo, tante spettacolari planate e qualche ‘numero’. Dopo le prime tre regate, in testa alla classifica provvisoria si è subito portato Ita 401 Dolphins di Giuseppe Taras con Nicola Campus al timone.

Al rientro dopo un periodo di ‘riflessione’, l’equipaggio di Andrea Mariani & co non ha mostrato alcun tentennamento e con i parziali di 1,1,2 ha mandato il chiaro segnale che in questa tappa sarà lui l’avversario da battere. Segue in classifica Ita 405 Vigne Surrau del Club Nautico Arzachena. Questa volta Aurelio Bini era assente ma Antonello Ciabatti non ha fatto sentire la sua assenza e, con una progressione di risultati, ha portato l’imbarcazione alla vittoria dell’ultima prova di giornata. Completa il podio Ita 431 LNI Carloforte-Punto A di Davide Gorgerino.

I sui parziali regolari lo hanno portato ad essere sempre in lotta con i primi. Bisogna, inoltre, rendere onore alla splendida organizzazione messa in acqua dalla LNI Cagliari e alla perfetta direzione del Comitato di Regata presieduto da Pietro Sanna (coadiuvato da Guido Ricetto e Karin Paternost). Da non dimenticare poi gli altri equipaggi scesi in acqua e meritevoli di menzione: Ita 241 Libarium, di Roberto Dessy e timonata da Davide Schintu ha mostrato sempre delle ottime doti velocistiche. Ita 83 12.1 Santa Lucia di Angelo Delrio, con al timone Gianluca Manca, è stato sempre lì con i primi ma gli è mancato quel guizzo che gli permettesse di andare al podio (suo il premio per la strapoggia più spettacolare).

Ita 443 Aria della LNI Olbia non ha mai avuto il passo giusto ma ha sempre combattuto senza  mollare mai. Ita 396 Molara a di Federico Manconi non manca mai. Sempre in lotta e sempre sorridenti, il loro è lo sprito giusto (e poi ogni tanto fanno anche vedere di che pasta sono fatti). Appuntamento per l’ultima giornata di regate al 4 marzo in attesa della  seconda tappa che partirà dal 25 marzo alla LNI Alghero.”

Nulla da fare, invece, per gli altri appuntamenti che avrebbero dovuto impegnare nel fine settimana appena concluso le Flotte J24 della Romagna e della Puglia: la prevista ripresa nelle acque di Cervia del Campionato Invernale – X Memorial Stefano Pirini è stata sospesa a causa dell’allerta meteo mentre a Taranto, il Circolo velico Ondabuena, nel rispetto del ricordo del amico velista Mauro Lioce -scomparso nell’incidente avvenuto durante il Campionato Invernale Città di Taranto- ha deciso di sospendere tutte le attività previste nel weekend.

Porto di Livorno: al via il potenziamento ferroviario

LIVORNO – Ultimato il progetto dell’Autorità di sistema del mar Tirreno Settentrionale, con sede a Livorno, per potenziare il raccordo ferroviario nel porto commerciale.
Nei giorni scorsi, spiega l’Autorità, gli uffici della direzione tecnica di Livorno hanno consegnato il progetto esecutivo per la razionalizzazione e per il riordino del raccordo ferroviario di ‘Porto Nuovo’ in città, compreso tra la via Da Vinci e via Galvani all’interno del porto commerciale, in prossimità del varco Galvani.

Una volta realizzati i lavori, il raccordo ‘Porto Nuovo’ si troverà dunque ad avere sei binari: due interni al terminal Lorenzini e quattro esterni, usati anche per le manovre e lo stazionamento dei treni. Gli stessi uffici inoltre si sono già attivati per la realizzazione di un ulteriore nuovo binario lungo via da Vinci per il potenziamento del traffico ferroviario merci, relativo al trasporto di autovetture, in arrivo e partenza da Livorno Porto Nuovo. Una volta a regime Porto Nuovo si troverà ad avere sette binari dedicati ai traffici portuali su ferro.

Il tutto in uno scenario di volumi ferroviari in crescita: da quando è stato realizzato il collegamento direttissimo tra la Darsena Toscana (che servirà in futuro anche la Piattaforma Europa) e il corridoio ferroviario tirrenico, i volumi ‘via ferro’ movimentati dal principale terminal contenitori del porto (Tdt) hanno raggiunto nel 2017, tra partenze e arrivi, i 48.331 container.

“E anche sulla sponda opposta della Darsena Toscana – spiegano ancora dall’Autorità – i terminalisti che si appoggiano al raccordo ferroviario Porto Nuovo per movimentare via treno una quota parte della propria merce, non fanno mistero di voler utilizzare, più massicciamente che non in passato, i binari del porto per spedire le proprie merci”. È per questo motivo che l’Authority livornese guidata dal presidente Stefano Corsini sta mettendo mano ad un ambizioso ‘piano del ferro’ che potrà sicuramente cambiare il volto del porto di Livorno, rendendo strategici i veri punti di forza dello scalo: un retroterra vasto e pianeggiante e un’alta capacità di penetrazione verso i mercati del Centro Europa.

PORTO DI ANCONA: +8% TRAFFICO PASSEGGERI NEL 2017

ANCONA – Cresce del +8% il traffico passeggeri nel porto di Ancona. Nel 2017 sono stati 1.085.967 rispetto a 1.005.886 del 2016. Dal “Rapporto statistico 2017” dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale emerge che la forte concentrazione dei passeggeri è nei mesi di luglio e agosto, con oltre mezzo milione di persone che passano nel porto. Da giugno a settembre, i passeggeri sono stati oltre 741 mila, pari a 68% del traffico annuale (90 mila a giugno, 213.613 a luglio, 307.150 ad agosto, 130.600 a settembre).

Numeri che mettono in risalto la forte capacità organizzativa di tutto il sistema del porto dorico, istituzioni, Agenzia dogane, forze di polizia, operatori, servizi tecnici nautici.

È la Grecia che trascina l’andamento rappresentando il 73% del traffico totale, con 756.950 passeggeri (+17%), il miglior risultato degli ultimi cinque anni. I crocieristi, invece, sono stati più di 52 mila, con una leggera crescita (+2%) di coloro che, più di 11 mila persone, hanno scelto Ancona come “home port”, base di partenza per il loro viaggio. Nel 2017 sono state 28 le toccate delle crociere nello scalo dorico. Le automobili che sono transitate nel porto dorico sono 229.409, con una crescita del +10% sul 2016.

Le merci

Il traffico delle merci su Ancona ammonta a 8,6 milioni di tonnellate nel 2017, con una leggera flessione (-3%) sul 2016. Un risultato che identifica Ancona come “casello” delle autostrade del mare ossia del servizio di trasporto marittimo alternativo alla viabilità ordinaria su strada per il trasporto delle merci. Approfondendo il dato, sul totale, registra segno positivo il movimento delle merci nei tir e trailer, 2,3 milioni di tonnellate con una crescita del +5%, caratterizzate per il 20% da prodotti alimentari e per il 18% da prodotti agricoli. Un traffico, questo, di prodotti freschi che richiede un’organizzazione specializzata e una catena logistica veloce, per permettere di mantenere la qualità dei prodotti.

L’83% delle merci nei tir è diretto o proveniente dalla Grecia, 1,93 milioni di tonnellate, in particolare dai porti di Igoumenitsa e Patrasso, con almeno una toccata al giorno tutto l’anno. Il 13%, pari a più di 293 mila tonnellate, coinvolge la direttrice albanese mentre il restante, oltre 99 mila tonnellate, pari al 4% del totale, ha direzione Croazia. Lo scorso anno è cresciuto il numero di tir e trailer, con 148.263 transiti, + 5% sul 2016. Il risultato si deve all’ottima performance della tratta greca che, con più di 123 mila tir e trailer, ha segnato una crescita dell’8% sul 2016. Molto positiva, anch’essa in crescita dell’8%, la direttrice albanese con 16.568 mezzi. È invece in calo il traffico con la Croazia (7.687 mezzi, pari a – 23%). Un trend che si conferma anno dopo anno, anche a causa della riduzione dell’offerta di stiva dovuta al termine delle attività della compagnia marittima Blue Lines nel 2016. Un andamento che dovrà essere tema di approfondita riflessione da parte dell’Autorità di sistema.

Rimane di minore rilievo, sul dato totale delle merci transitate nel porto, il traffico delle rinfuse solide che però registra un +25% e si attesta a 581 mila tonnellate, con un risultato che inverte la tendenza degli ultimi tre anni.Hanno segno negativo (-8%) le merci liquide, che comunque ammontano a 4,6 milioni di tonnellate, con un calo dovuto alla diminuzione del traffico nella raffineria di Falconara Marittima rispetto al 2016, anno boom del traffico, con un volume superiore alla media, pari a 5 milioni di tonnellate.

La movimentazione dei container segna -9% nel 2017, con 168.578 teu, l’unità di misura standard, con un decremento condizionato soprattutto dai contenitori vuoti in importazione, 12 mila pezzi in meno, con un calo del -28%.Una discesa che non ci trova totalmente impreparati in quanto conseguenza della riorganizzazione e della razionalizzazione in atto dei servizi e delle linee delle compagnie armatoriali.

Sono invece in leggera crescita i container pieni (+5%) in importazione. Complessivamente le merci nei contenitori transitate nel 2017 sono state pari a 1,1 milioni di tonnellate.Sono state ben 4.085 le toccate navi in totale.

Uno sguardo sul sistema portuale

Sono quattro i porti su cui ha competenza l’Autorità di sistema portuale che registrano traffici merci e passeggeri, Pesaro, Falconara Marittima, Ancona, Ortona, mentre San Benedetto del Tronto continua ad essere scalo peschereccio e diportistico. A Pescara sono invece iniziati i lavori infrastrutturali che dovrebbero consentire la riapertura dello scalo al traffico merci e passeggeri.Le merci movimentate nel 2017 su Ancona, Falconara Marittima e Ortona sono state 9,7 milioni di tonnellate di cui 5 milioni di tonnellate di merci liquide (petrolio greggio e prodotti petroliferi raffinati) e 4,4 milioni di merci solide.Nei porti di Ancona e Ortona sono transitati 4.793 mezzi in esportazione per un totale di 12.400 tonnellate di merci. Il traffico passeggeri complessivo su Pesaro, Ancona e Ortona è stato di 1.095.395 persone.

Pesaro, direzione Croazia per le vacanze estive

Nel porto di Pesaro sono transitati 8.643 passeggeri. Di questi, 8.169 (+13% rispetto al 2016) hanno scelto il catamarano veloce Eurofast, da 266 posti, che ha effettuato 50 traversate dell’Adriatico verso le isole della Croazia (Lussino, Pag, Rab). Sono stati, invece, 474 coloro che hanno scelto di salire a bordo della Artemis, una nave da crociera di lusso di 60 metri battente bandiera maltese. I crocieristi, durante le 10 toccate stagionali, hanno potuto effettuare escursioni alla scoperta delle bellezze della Gola del Furlo, di Urbino e della città di Pesaro. Le toccate totali sono state 120, con un aumento del 20% rispetto al 2016.

Ortona, autostrada del mare dell’automotive, ottima performance dei veicoli nuovi in esportazione

Le merci transitate nel porto di Ortona sono state 1.034.974 tonnellate nel 2017. Un dato stabile rispetto al 2016, con un traffico di merci solide in pratica inalterato e con un leggero calo per quello di rinfuse liquide (-5%). Il 48% delle merci solide è rappresentato dai cereali e dai loro derivati, con un traffico di 295.608 tonnellate, in crescita dell’11% rispetto all’anno precedente. Le merci liquide sono state principalmente gasolio e benzina.

Hanno registrato un’ottima performance i veicoli nuovi in esportazione, con un traffico che, nel corso dell’anno, si è consolidato attestando una vera e propria autostrada del mare sullo scalo ortonese. Sono stati 4.707 i veicoli in esportazione, un’attività a sostegno del distretto dell’automotive abruzzese. I passeggeri in transito sono stati 642, imbarcati sulle navi da crociera Artemis e Star Flyer, che hanno compiuto dieci toccate.Il presidente Giampieri, una strategia comune per favorire le prospettive di crescita“Il 2017 è stato il primo anno di attività dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale.

Una trasformazione non solo istituzionale – commenta il presidente Rodolfo Giampieri – ma che ha segnato la nascita di un ente con una nuova mission, che ha il compito di mettere a fattore comune e sviluppare le potenzialità di tutti i sei scali di competenza, Pesaro, Falconara, Ancona, San Benedetto del Tronto, Pescara ed Ortona. Una strategia per favorire prospettive di crescita non in un’ottica di campanile ma in una visione di cooperazione di sistema. Una banchina virtuale di 215 chilometri, al centro dell’Adriatico, che crea una grande opportunità di crescita per il sistema Italia”.

Sono fattori di soddisfazione, per Giampieri, “i risultati di un traffico passeggeri diffuso, che interessa tre porti su sei, e l’essere parte, con Ancona e Ortona, delle autostrade del mare, che danno a tutti i porti dell’Autorità di sistema un ruolo europeo e un evidente valore aggiunto per i settori produttivi dei territori su cui operano”. Nel 2018, aggiunge il presidente Giampieri, “è nostra intenzione continuare a lavorare per l’efficienza delle infrastrutture, per aumentare la competitività del sistema portuale e poter stimolare così la crescita economica e occupazionale, in un’ottica di sostenibilità”.

Un ringraziamento, aggiunge il presidente Giampieri, “va a tutte le diverse realtà che lavorano nelle aree portuali, dai servizi tecnici nautici agli enti e alle istituzioni, alle forze di polizia, soprattutto agli operatori e alle loro maestranze che, con il loro impegno continuo e giornaliero, in un’ottica di sistema e non di campanile, assicurano traffici e crescita economia”.

IL NAUTILUS Anno 12 N°3

BRINDISI - In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato alle crociere, a livello nazionale ed internazionale, con i nuovi dati di Risposte Turismo: dalla classifica dei porti italiani in base al numero di croceristi alle previsioni per il 2018 con i programmi dei porti già fissati con le grandi compagnie. Poi un focus di Stefano Carbonara sul cyber crimine applicato al mondo dello shopping con lo contromosse necessarie. Da Assologistica arrivano anche le indicazioni per il mondo dei porti e non solo, con tendenze e lacune da colmare. Ad Ancona, Napoli, Trieste, Venezia, Brindisi e Livorno sono dedicati tanti servizi sulle ultime notizie che giungono da questi scali dopo la riforma dei porti..
poseidone danese

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