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Storie scritte da Redazione

La Rete FVG Marinas a Rimini: “Serve un chiarimento normativo”

RIMINI – Molti porti turistici italiani sono stati costruiti in base ad una concessione contratto molto simile al moderno project financing: in base ad un valore dell’investimento sono stati stabiliti sia la durata della concessione, che l’ammontare del canone demaniale per permettere al concessionario di rientrare dell’investimento. Questo caso riguarda anche alcuni marina del network del Friuli Venezia Giulia, tra i circa 25 porti turistici italiani coinvolti secondo l’associazione di categoria Assomarinas – Confindustria.

Da oltre dieci anni su queste realtà pende la spada di Damocle del vertiginosoaumento dei canoni demaniali introdotto unilateralmente dalla finanziaria del 2007 – oltre il 300 % – che ha fatto insorgere gli operatori e le associazioni di categoria ed ha portato, dopo dieci anni di contenzioso, al giudizio di legittimità espresso dalla Corte Costituzionale del gennaio 2017.

“Un Marina non è solo posti barca” dichiara Giorgio Ardito Amministratore per l’area di Lignano Sabbiadoro, di Aprilia Marittima e del fiume Stella “è un sistema complesso ed articolato che garantisce sia posti di lavoro diretti sia un ampio indotto, nella filiera propriamente turistica, come in quella della cantieristica. Per un dipendente di porto turistico, ce ne sono nove in attività indirette quali bar, ristoranti, alberghi, negozi e tutte le attività del turismo, oppure legati alle attività della cantieristica come officine e cantieri nautici per alaggi, rimessaggi, carene, teli, revisioni ai motori,refitting tra gli altri.”

Il recente caso del Marina Blu di Rimini, che a seguito degli effetti della legge 296/06 (legge finanziaria 2007) si è visto bloccare l’operatività e di fatto rischia la chiusura, appare grave per l’intero comparto, mettendo a rischio gli investimenti in essere di imprenditori italiani e scoraggiando gli investitori esteri, per un cambio in corsa delle regole fissate dallo Stato con tanto di concessioni contratto registrate alla Corte dei Conti.

La Rete FVG Marinas e i suoi Amministratori non potevano restare insensibili di fronte a una situazione così grave e hanno quindi accolto l’invito di Roberto Perocchio, Presidente di Assomarinas, a partecipare ad una manifestazione di solidarietà.
La manifestazione si terrà giovedì 15 novembre alle 12.00 di fronte al Municipio di Rimini e gli organizzatori sono fiduciosi che questa azione serva a sensibilizzare il Parlamento di fronte alle esigenze del comparto, per fare urgentemente chiarezza e portare ad un intervento legislativo che risolva il decennale contenzioso su canoni demaniali iniqui, ridando respiro al settore.
Alla manifestazione riminese interverranno gli amministratori Giorgio Ardito e Fortunato Moratto, insieme ai direttori e ai titolari di altri marina dellaRete.

“La nautica da diporto deve poter tornare ad investire e credere nello sviluppo di un settore che ha un grandissimo impatto sul territorio: la vera porta sull’entroterra, tanto più vero in Friuli Venezia Giulia, regione dotata di una laguna come quella di Marano e Grado e con un canale come la Litoranea Veneta, che per acque interne da Lignano arriva fino a Monfalcone. Norme poco chiare o la possibilità che interventi normativi con carattere retroattivo mettono a rischio importanti investimenti in infrastrutture nautico-turistiche e possono minare un settore già penalizzato dalla crisi economica, dai provvedimenti del governo Monti e da poco tempo in lenta ripresa.” conclude Giorgio Ardito.

MISSIONE DEL PORTO DI TRIESTE A MONACO

TRIESTE – Lo scalo giuliano consolida i legami istituzionali e commerciali con la Baviera, organizzando una missione nella capitale del land tedesco, conclusasi ieri, per illustrare i nuovi investimenti ferroviari e i nuovi piani di sviluppo.  Per gli operatori e le istituzioni bavaresi, Trieste si conferma scalo privilegiato nel Mediterraneo per i traffici con il Far East.

Specie ora che l’Europa guarda con attenzione alla Cina e al progetto One Belt One Road, “Trieste diventa un hub privilegiato” ha sottolineato Zeno D’Agostino, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, “grazie a una posizione  geografica strategica, fondali naturali per accogliere le grandi navi oceaniche e collegamenti ferroviari giornalieri diretti in tutta Europa. Un “rail port di rilievo internazionale” come l’ha definito D’Agostino, “che si propone come sistema logistico-portuale e industriale di riferimento per il mercato tedesco”.

L’evento organizzato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, in collaborazione con la Camera di Commercio Italo-tedesca e il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Berlino, si è svolto presso la Camera di Commercio e dell’Industria di Monaco e dell’Alta Baviera. Alla serata hanno assistito un centinaio di ospiti, tra rappresentanti istituzionali, operatori del settore e giornalisti.Francesco Leone, consigliere economico dell’Ambasciata d’Italia a Berlino,  e Alessandro Marino, Segretario generale della Camera di Commercio Italo-tedesca hanno aperto i lavori, evidenziando il solido legame economico tra Trieste e la Baviera e il ruolo del porto a servizio dei mercati dell’Europa centrale. Concetti ripresi da Alessio Lilli, presidente del Gruppo TAL, che gestisce l’oleodotto transalpino e testimonia concretamente il legame storico che unisce lo scalo  giuliano alla Germania. Se Trieste è il primo porto d’Italia e primo scalo petrolifero del Mediterraneo, il merito è di SIOT, che fornisce il 100% del fabbisogno energetico della Baviera e il 40% della Germania, verso cui sono diretti circa 30 milioni di greggio all’anno.

A seguire, Zeno D’Agostino ha presentato ad ampio raggio investimenti, numeri e statistiche parlando di un “modello Trieste” il cui successo si basa su una governance snella gestita direttamente dall’Authority, a capo di un sistema complesso che include zona industriale, punti franchi e interporti. D’Agostino ha rimarcato anche i grandi passi avanti e sviluppi nel settore ferroviario in corso a Trieste, con investimenti per circa 110 milioni, nonché la strategicità che lo scalo riveste per l’economia della Regione Friuli Venezia Giulia e per il Governo italiano. Per quanto riguarda le relazioni ferroviarie, il 30% dei treni del porto giuliano sono diretti verso la Germania, mentre nel primo semestre dell’anno in corso, 1.467 sono stati i treni coinvolti su questa direttrice con un aumento di quasi il 12% rispetto al primo semestre del 2017. Vari i collegamenti diretti da Trieste alla Germania. Dal molo VII (Trieste Marine Terminal) partono e arrivano 6 coppie di treni settimanali per Monaco, 2 per Burghausen  al servizio della Wacher Chemie, una delle maggiori industrie chimiche della Baviera, e 2 per la nuova destinazione di Giengen con un servizio da poco attivato. Dal molo VI (Ekol) invece 9 coppie di treni per Colonia, 4 per Ludwigshafen e 3 per Karlsruhe. Dal terminal della Samer Seaports invece 5 sono i roundtrip per Monaco, 3 per Ludwigshafen, 4 per Duisburg e infine 2 per Wörth.

Gli aspetti tecnici delle relazioni commerciali con Trieste  sono stati evidenziati durante la tavola rotonda moderata da Gerhard Grünig, caporedattore della rivista VerkehrsRundschau, a cui hanno partecipato Daniel Jähn  di Kombiverkehr, Sebastian Lechner (Associazione dei trasportatori baveresi) e Alexander Goldemund (Associazione degli spedizioneri bavaresi).

Infine, Karin Jäntschi-Haucke in rappresentanza del Ministero Bavarese delle Infrastrutture e Trasporti, ha illustrato i progetti in corso per rendere più efficienti i collegamenti tra Italia e Germania attraverso il Brennero, rimarcando il vantaggio competitivo della rotta adriatica via  Trieste rispetto ai porti del Nord Europa, in termini di tempo e salvaguardia ambientale. La serata si è conclusa con un momento di networking dedicato agli operatori triestini e bavaresi.

Rixi: “Mose e home port temi da affrontare per Venezia”

VENEZIA – ”Penso che prima di decidere le cose, bisogna vederle. Su Venezia, sono due i grossi temi da affrontare”: lo ha detto, al termine del suo sopralluogo al porto di Venezia, il viceministro per le Infrastrutture, Edoardo Rixi. “Il primo tema – ha spiegato – è la situazione del Mose e le sue influenze sulla gestione del porto, che diventerà un porto a orari come nel nord Europa, con un traffico da gestire con ore d’anticipo. Anche se va detto che lì le maree si possono sapere con anticipo, mentre qui, per l’acqua alta, ci sono tempi variabili, con non pochi problemi per la gestione, anche se ci lavoreremo con modelli matematici”.

Il secondo tema, ha proseguito, “è legato al fatto che Roma e Venezia sono le principali mete dei crocieristi in Italia. Venezia, come home port delle crociere, è fondamentale per tutto l’Adriatico, visto che, se venisse meno questa qualifica, si perderebbe tutto il traffico in questo mare”. Per Rixi, “è un tema che va comparato con i temi ambientali, visto che vanno preservati i valori artistici e ambientali di Venezia, compatibilmente con la necessità di poter usufruire della città a livelli mondiali. C’è anche il discorso delle nuove navi, perché saranno un centinaio quelle che saranno destinate alle crociere nel Mediterraneo e i porti che non saranno in grado di accoglierle o di organizzarsi saranno sempre meno appetibili”.

“Sono due temi – ha aggiunto il viceministro – da affrontare con la massima cura, ricordando l’importanza strategica del porto di Venezia, legata ai flussi turistici e al sistema industriale che dal nord-est arriva fino a Brescia, che trova in tutto ciò la sua base logistica. Bisogna migliorare gli impatti ambientali, attraverso un sempre maggior rispetto e la riduzione delle emissioni, ma non perdere strategicità, perché il rischio è quello di bloccare il sistema logistico del Paese.

Il Mediterraneo è un pilastro della catena logistica continentale, che, negli ultimi decenni, ha investito soprattutto sul nord Europa: è qui che si decide il futuro, se cioè l’Italia, e il nord Italia in particolare, torneranno a crescere o semplicemente vedranno le navi che transitano nel Mediterraneo e si fermano solo per scaricare”. Quasi l’80% dei container, ha concluso Rixi, vengono scaricati nel nord Europa: “bisogna trovare una soluzione per rendere compatibili un ambiente delicato e la necessità che il Paese torni a crescere – ha concluso -. Non si può aspettare né dire che le navi non devono transitare, senza trovare soluzioni che devono essere rapide e serie, tranquillizzando gli operatori e dando risposte a Venezia”.

A Viareggio la Regata d’autunno, in attesa della Regata d’Inverno il 25

VIAREGGIO – Con due prove a bastone svoltesi nelle acque a Nord del Porto di Viareggio e caratterizzate da vento sui 10/12 nodi, si è conclusa con successo la Regata d’Autunno organizzata nella giornata di domenica dalla Lega Navale Italiana di Viareggio e dal Club Nautico Versilia.

Alla tradizionale manifestazione riservata a tutte le imbarcazioni ORC, Orc Gran Crociera, Minialtura e Open hanno partecipato dodici equipaggi.Il Comitato di Regata e di Giuria (unico) è stato presieduto da Franco Manganelli coadiuvato da Stefano Giusti e Danilo Morelli.

Doppietta di vittorie per l’ORC GC Ita 16904 Ciabatta di Giampaolo Bartalini e per l’unico Open, Ita 13781 Pipina 3 di Pier Franco Pellegrini, mentre in Orc la vittoria in tempo compensato è andata nella prima prova a ITA 9930 Blue Dolphin di Mauro Lazzarotti e nella seconda a Ita 10398 Telepatia di Vittorio Giusti. La premiazione della Regata D’autunno si svolgerà domenica 25 novembre alle ore 17.30 presso le sale del Club Nautico Versilia, in occasione della premiazione della Regata d’Inverno.

Domenica 25 novembre, infatti, il Club Nautico Versilia e la Lega Navale Italiana Sez. Viareggio organizzeranno la Regata d’Inverno, tradizionale appuntamento di fine stagione riservato a tutte le imbarcazioni ORC, Orc Gran Crociera, Minialtura e Open. Il Briefing per gli equipaggi è previsto alle ore 9 mentre il segnale d’avviso della prova sarà dato alle ore 10.

Sul sito del Club Nautico Versilia (www.clubnauticoversilia.it), nel settore Regate&Eventi – Regate 2018, sono pubblicate e scaricabili tutte le informazioni utili per partecipare alla regata conclusiva della stagione 2018 (bando di regata, modulo d’iscrizione, lista equipaggio, e, a breve, le istruzioni di regata). Il Club Nautico Versilia e la Lega Navale Italiana Sez. Viareggio, inoltre, ricordano con piacere l’appuntamento in programma sabato 24 novembre alle ore 16, presso le sale del CNV, con “Dai portolani ai gps cartografici e le moderne app di navigazione. L’evoluzione della cartografia nautica e le ultime novità tecnologiche”.

Porto di Genova: per Spediporto traffici calano anche ad ottobre

GENOVA – Nel mese di ottobre 2018 i traffici del porto di Genova sono diminuiti dell’8,10% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. A diffondere i dati è Spediporto, l’associazione degli spedizionieri genovesi, che – in attesa dell’Assemblea Straordinaria di domani “dove con ogni probabilità verrà votata la Class Action contro Autostrade – sottolinea – come la situazione continui a manifestarsi “in tutta la sua delicatezza e gravità”. Il calo dei traffici, per Spediporto, è da attribuire al crollo di ponte Morandi. La flessione era stata registrata anche nel mese di settembre.

“Il confronto tra i dati del 2017 e quelli del 2018 segna una marcata flessione del traffico che non può che preoccupare” osserva il Presidente di Spediporto Alessandro Pitto. “Per quanto la comunità degli operatori si stia adoperando a ridurre difficoltà e costi, le stime parlano, purtroppo, di un sensibile calo di traffico”.

“Rispetto ai dati registrati nel mese di settembre possiamo solo confermare un trend negativo che si è accentuato sull’export, che a ottobre è arrivato a toccare un -12,5% (su ottobre 2017) rispetto al -5% registrato nei 30 giorni precedenti (su settembre 2017)” aggiunge il Direttore generale di Spediporto Giampaolo Botta.

Secondo Pitto questi dati, “che non vorremmo vedere e leggere”, purtroppo “confermano la necessità di una presa di posizione decisa nei confronti di Autostrade. Domani in assemblea discuteremo anche di questi dati e cercheremo di avere da parte delle aziende un feeling del mercato sui prossimi mesi”.

Per quanto riguarda la questione della class action, Botta spiega: “I nostri legali e consulenti sono da giorni a lavoro per preparare in modo serio e preciso le attività necessarie ad avviare una serie di cause contro ASPI e contro il MIT, e non è escluso che possa essere attivata anche un’azione amministrativa che chiami in causa l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Autorità Nazionale Anticorruzione e Autorità di Regolazione dei Trasporti”.

Eugenia De Giacomo guida il Campionato D’Autunno a Marina di Carrara

MARINA DI CARRARA –  Tutto regolare nel primo week end del Campionato D’Autunno 2018 – Trofeo Beniamino Salvatore, il tradizionale appuntamento organizzato dal  Club Nautico Marina di Carrara.Dieci gli equipaggi J24 (in gran parte della Flotta Golfo dei Poeti, ma non solo) scesi nelle acque antistanti la diga foranea del porto di Marina di Carrara per darsi battaglia nelle sei prove disputate come da programma e caratterizzate da vento da sud dagli 8 ai 10 nodi.

Le tre regate della prima giornata hanno registrato il netto predominio (con due primi ed un terzo posto) di Ita 30 Argentovivo del Circolo Velico La Spezia, il J24 storico che il prossimo anno compirà 40 anni sui campi di regata, perfettamente condotto da Dani Colapietro, Maurizio Piva, Matteo Tronfi, Jacopo Azzolini e dall’armatore Paolo Governato. La vittoria nella seconda prova di giornata è, invece, andata a Ita 215 Mollicona armato e timonato da Angelo Crepoli con il suo equipaggio, già collaudato da un paio d’anni, formato da Paolo Bottari alle scotte, Giovanni Lucchetti alla tattica, Paolo Pugnana all’albero e il prodiere Massimiliano Biagini.

La classifica provvisoria stilata sabato sera vedeva in seconda posizione il giovane equipaggio di Ita 304 Five For Fighting armato e timonato da Eugenia De Giacomo con Nicola Pitanti, Marco Bruna, Matilde Pitanti e Massimo Cusimano, molto determinato a raggiungere il gradino più alto del podio. Infatti, nella seconda giornata, caratterizzata da condizioni simili alla prima ma con il vento un po più ballerino che ha rimescolato un po’ le carte dando più opzioni ai regatanti, Five for fighting si è mosso molto bene conquistando due primi ed un terzo posto, mentre Argentovivo ha collezionato un terzo, un quarto ed un secondo. Ita 212 Jamaica armato e timonato dal Presidente della Classe J24 italiana, Pietro Diamanti, pur pagando l’assenza di parte dell’equipaggio storico, è comunque riuscito a vincere la seconda prova di giornata con l’immancabile Fabrizio Ginesi e le new entry Alberto Lasagni, Edoardo Ghirlanda e Nicola Bocci, mentre un regolarissimo Mollicona, con due secondi e un 7° di giornata, si è invece assicurato il terzo gradino del podio generale.

La classifica provvisoria dopo le prime sei regate e uno scarto vede pertanto al comando Ita 304 Five For Fighting (CCR di Lauria, 9 punti; 2,2,5,1,3,1) seguito ad un punto da Ita 30 Argento Vivo (CV La Spezia, 10 punti; 1,3,1,3,4,2) e (ex aequo a 18 punti) da Ita 215 Mollicona (CNMC 6,1,7,2,2,7) e Ita 202 Tally Ho armato da Luca Macchiarini (CNMC, 3,6,2,5,5,3). Quinto posto per Ita 371 J Ok Alce Nero armato dal Capo Flotta del Garda, il triestino Fabio Apollonio (AS Trieste V, 23 punti; 4,4,3,6,7,6).

“Nel bel campo di regata di Marina di Carrara, baciato dalla fortuna per due giorni di quasi sole mentre tutt’attorno la pioggia flagellava il territorio, si sono disputate le prime sei prove del Campionato Autunnale organizzato dal Club Nautico Marina di Carrara.- ha spiegato soddisfatto Paolo Governato -La Giuria ha perfettamente interpretato le condizioni del campo predisponendo le boe e i cambi di percorso in modo tempestivo. Sono felice di quanto siamo riusciti a fare praticamente la prima volta che siamo saliti in barca insieme. A parte la bravura e l’esperienza di Dani Colapietro, (campione nazionale, sempre ai vertici della classe Dinghy) e di Maurizio Piva (con un passato da Finnista e altura), mi ha fatto piacere avere a bordo due ragazzi del Circolo Velico La Spezia, Matteo e Jacopo (Laser), alla loro prima esperienza in J24. Il Campionato D’Autunno di Marina di Carrara proseguirà sabato 24 e si concluderà domenica 25 novembre.”

J24 Flotta sarda: è sempre più Vigne Surrau

GOLFO ARANCI – Un week end denso di appuntamenti per l’attiva Flotta Sarda del monotipo d’altura più diffuso al mondo: le regate dispute nel fine settimana appena concluso, valevano, infatti, come settima tappa del Circuito Nazionale J24, terza manche della tappa del Circuito Zonale, e per il Campionato Zonale. Il resoconto di queste splendide giornate di regate è affidato come sempre al Capo Flotta Marco Frulio, timoniere di Ita 443 Aria: “Vigne Surrau, Vigne Surrau, Vigne Surrau. Sono sempre loro in testa alle tre classifiche che vengono fuori dalla due giorni di regate che ha visto la Flotta Sarda dei J24 scendere in acqua per un appuntamento che valeva per tre.

Effettivamente l’equipaggio del Club Nautico Arzachena, timonato da Aurelio Bini (con a bordo Evero Niccolini, Roberta Piras, Mauro Pisanu e Danilo Deiana) è stato il dominatore del fine settimana di regate disputato a Golfo Aranci e organizzato dalla LNI di Olbia con il supporto logistico della locale sezione LNI. Le condizioni meteo particolari con vento leggero e ballerino hanno messo a dura prova i tattici e la scelta del bordo risultava determinante in tutte le prove. Equipaggi velocissimi hanno regolarmente regatato nelle retrovie quando il vento girava dalla parte ‘sbagliata’.Il sabato si è regatato con vento di grecale e la domenica con un levante-scirocco molto instabile.

Le tre prove della prima giornata sono state vinte da Ita 404 12.1 Santa Lucia armato da Angelo Delrio e condotto da Gianluca Manca, da Ita 405 Vigne Surrau e da Ita 474 New Mollica di Sergio Contu timonato per l’occasione da Antonello Ciabatti.Il giorno seguente l’equipaggio di Arzachena si è limitato a controllare i diretti avversari concedendosi qualche prova fuori dal podio ma rimanendo comunque saldamente in testa. Le vittorie delle due regate portate a termine sono quindi andate a Ita 318 Nord Est del Club Nautico Arzachena e timonato da Salvatore Orecchioni, e a Ita 401 Dolphins di Giuseppe Taras con Nicola Campus a condurre l’equipaggio interamente olbiese. Sul podio della classifica provvisoria del Campionato Zonale, oltre a Vigne Surrau (10 punti) salgono anche Ita 431 LNI Carloforte Auto A dell’armatore-timoniere Davide Gorgerino, premiato dalla sua regolarità (13 punti), e 12.1 Santa Lucia sempre molto concreto nella conduzione delle regate, ex aequo (15 punti) con Ita 460 Botta Dritta armato e timonato da Mariolino Di Fraia.

Le prove di sabato erano valide anche per la terza tappa del Circuito Zonale: a guidare la testa della classifica provvisoria è sempre Vigne Surrau (10 punti) seguito da Dolphins (22 punti) e dal nostro Ita 443 Aria della LNI Olbia (26 punti).La classifica provvisoria generale del Circuito Zonale 2018 (stilata dopo le 29 regate disputate a Cagliari, Alghero e Golfo Aranci), invece, vede ancora in testa Vigna Surrau (31 punti) seguito da Dolphins (42), LNI Carloforte Auto A (71), Aria (76) e Boomerang (89). La prossima prova che concluderà il nostro circuito zonale, è prevista domenica 25 novembre.”

L’ottavo ed ultimo appuntamento con il Circuito Nazionale 2018 che assegnerà il Trofeo J24 al miglior Timoniere-Armatore e il Trofeo Challenge Perpetuo Francesco Ciccolo (per il primo classificato del Circuito senza considerare gli scarti), sarà invece la Regata Nazionale in programma l’1 e il 2 dicembre nell’accogliente rada di Mar Grande, e organizzata dal Circolo Velico Ondabuena Academy di Taranto.

La Fedespedi scrive al sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi

Egregio Sindaco, chi le scrive è la Fedespedi, Associazione Nazionale di cui fanno parte gli spedizionieri internazionali che sono coloro che per conto del proprio cliente ritirano, rimodulano e consegnano a destino la merce che gli viene loro affidata in qualunque parte del mondo,  servendosi  dei  vari segmenti di trasporto che sono  gomma, ferro, aereo e navi.

La premessa è dovuta non solo per conoscersi, ma comprendere che la nostra realtà operativa, nei vari segmenti di modalità trasportistica appena menzionati, per l’intero territorio di Brindisi e tutto il Salento, attualmente sta soffrendo il “non impegno”dell’ultimo tassello, il Porto, al fine di chiudere il ciclo completo di una  logistica integrata e soprattutto per essere più competitivi in un sistema portuale e aeroportuale in cui prevalgono a volte più le logiche politiche che quelle  tecnico-operative.

Premesso quanto sopra, il motivo della mia presentazione è concentrata sull’invito che la S.V. ill.ma ha ricevuto dal Presidente Ugo Patroni Griffi a farsi carico di un fattivo impegno , in nome e per conto della Città/Porto di Brindisi, per concordare, decidere e inviare quegli  interventi strutturali relativi al Porto che la città ritiene di iniziare e/o portare avanti in futuro, ma soprattutto per una sistemazione logica e concordata in funzione del redigendo  nuovo  Piano Regolatore del Porto.  Brindisi non può ancora aspettare!

Vengo alla conclusione della mia lettera per sollecitare la sua sensibilità e di ricordare quanto Lei ha sempre speso nella comunicazione per la città prima di oggi  di cose non fatte e/o che si potevano  realizzare. Mi permetto, di cogliere l’opportunità e prendere in considerazione, riportando a chi di dovere la pianificazione infrastrutturale, nata nel 2001, allora Presidente Ravedati; pianificazione che per caratterizzare la funzione operativa del nuovo Piano Regolatore Portuale contava di realizzare il progetto ‘strategico’  dei c.d.  ‘cinque accosti’ a S. Apollinare.

Per questo progetto l’Autorità Portuale incassò una  somma di 32 miliardi delle vecchie lire con il decreto Bersani sotto la denominazione ‘autostrade del mare’. Opera strategica per il nostro Porto. Non che le altre opere  programmate non siano importanti;  ma, oggi, il futuro ci impone adeguate banchine e giusti servizi. Un futuro che prevedendo anche la dismissione della Centrale di Cerano (che porta nelle casse dell’Autorità ingente somme  di denaro), questi nuovi “cinque accosti”  favoriranno  nuove linee di ro/ro  e ro-pax. Il futuro, sia Europeo sia Mediterraneo cone per i corridoi TEN-T, vedrà i porti impegnati per lo sviluppo di questo settore – le autostrade del mare – al pari del trasporto container. E con la speranza che si faccia presto per la decretazione delle Zes,  Brindisi potrà essere un hub di nuovi flussi merceologici e con navi che potranno scalare il nostro Porto.

Con lo spirito sempre costruttivo e finalizzato alla costruzione di un futuro rimango a Sua completa disposizione per qualunque cosa avesse bisogno da parte della categoria che rappresento.

Adriano Guadalupi
Rappresentante Fedespedi
Tavolo di Partenariato AdSPMAM

Francis Joyon (IDEC Sport) vince la Route du Rhum-Destination Guadeloupe

GUADELOUPE – Finale al fotofinish con il francese Francis Joyon  su IDEC Sport che vince la Route du Rhum-Destination Guadeloupe e ne stabilisce il nuovo record, a soli 7 minuti dal secondo, il connazionale François Gabart.Il colpo di scena a circa 10 miglia dall’arrivo, due ore prima di tagliare il traguardo, quando Joyon conquista il primo posto alle spese di François Gabart su MACIF, che era stato in testa per quasi tutta la regata.

Nel frattempo l’unico italiano ancora in mare, Andrea Fantini sul Class 40 Enel Green Power, è ripartito ieri (domenica 11 novembre) da Lorient dove si era fermato in attesa di condizioni meteo migliori. Naviga attualmente in 41ma posizione, insieme alle altre barche che sono ripartite da Lorient come lui.

I tempi di Francis Joyon su IDEC Sport
Ha tagliato il traguardo alle 04h21’47” ora italiana(23h21’47” ora locale a Guadalupa)Concludendo il percorso in 7jours 14h 21mn 47sec (nuovo record). Migliorando il precedente record detenuto da Loïck Peyron di 46 minuti e 45 secondi, 4367 miglia percorse a una velocità media di 23,95 nodi

I tempi di François Gabart su MACIF.Ha tagliato il traguardo alle 04h28’55” ora italiana(23h28’55” ora locale a Guadalupa). Concludendo il percorso in 7 giorni 14 ore 28 minuti 55 secondi. Scarto con il vincitore, IDEC Sport : 7 minuti 8 secondi, 4281 miglia percorse a una velocità media di 23,46 nodi

Mediterraneo torna centrale grazie a Suez e investimenti

BRUXELLES – L’ampliamento del Canale di Suez, il crescente ruolo della Cina e l’evoluzione dell’industria navale: questi i tre fattori che hanno rimesso il Mediterraneo al centro delle rotte mondiali. È quanto emerge da un rapporto Intesa Sanpaolo e Srm-Centro studi sul Mezzogiorno presentato a Bruxelles.

Il canale di Suez – sottolinea lo studio – ha registrato crescite record, chiudendo il 2017 con 909 milioni di tonnellate transitate e oltre 17 mila navi, con un aumento dell’11% sul 2016. Determinante anche la tendenza a realizzare navi di dimensioni sempre più grandi, che per essere convenienti dal punto di vista economico necessitano di rotte – come quella del Mediterraneo – con diversi punti dove poter scaricare e caricare le merci.

Essenziale infine il ruolo della Cina e della nuova Via della seta, con gli investimenti di Pechino nei porti e terminal del Mediterraneo che hanno toccato i 4,5 miliardi di euro. In questo scenario, l’Europa mantiene la leadership nel settore marittimo, con gli armatori del continente che controllano il 40% della flotta mercantile mondiale. Crescono i porti italiani, che nel 2017 hanno sorpassato il mezzo miliardo di tonnellate di traffico merci. La componente internazionale degli scambi via mare dell’Italia lo scorso anno è aumentata del 12,4% rispetto al 2016.

IL NAUTILUS Anno 13 N°3

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato a Canale Pigonati di Brindisi; la storia, le potenzialità, le attuali richieste per il suo allargamento al fine di agevolare l’entrata nel porto interno delle grandi navi da crociera. Poi articoli sulle Zes, porti di Ancona, Bari, Campania ma anche le professioni del mare, il lavoro portuale nelle sue specificità ed un interessante racconto del porto di Salerno che nel Mediterraneo rappresenta un ponte tra Oriente ed Occidente.
poseidone danese

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