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Storie scritte da Redazione

Allianz: le perdite nel trasporto marittimo sono in calo, ma l’impatto del Covid-19 e le tensioni politiche rendono incerto il futuro del settore

Safety & Shipping Review 2020: nel 2019 perse in tutto il mondo 41 grandi navi, in diminuzione di oltre il -20% rispetto all’anno precedente e di quasi il -70% in dieci anni.

Il numero di incidenti di navigazione (2.815) è in aumento, così come le richieste di risarcimento per problemi ai macchinari. Crescono le preoccupazioni relative alla sicurezza delle navi “ro-ro”.

Gli effetti del coronavirus e di una prolungata recessione economica potrebbero minacciare il progressivo miglioramento a lungo termine della sicurezza e innescare un aumento delle perdite dovute a misure di riduzione dei costi, equipaggi stanchi, navi inattive e una minore capacità di risposta alle emergenze.

Tra i rischi principali: le crescenti tensioni geopolitiche, le regole sulle emissioni e gli obiettivi di de-carbonizzazione, i carichi dichiarati in modo errato e gli incendi

Milano-Secondo il Safety & Shipping Review 2020 di Allianz Global Corporate & Specialty SE (AGCS), le grandi perdite nel trasporto marittimo hanno raggiunto il minimo storico, con un calo di oltre il -20% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, le complicate condizioni operative e la recessione economica generate dal coronavirus potrebbero mettere a repentaglio il progressivo miglioramento a lungo termine della sicurezza nel settore delle spedizioni per il 2020 e per gli anni successivi, ponendo il comparto davanti ad una serie di sfide completamente nuove.

“Il coronavirus ha colpito in un momento complicato per l’industria marittima, in cui tutti gli sforzi erano rivolti alla riduzione delle emissioni e ad affrontare questioni come il cambiamento climatico, i rischi politici e la pirateria, ma anche problemi operativi come gli incendi”, dice Baptiste Ossena, Global Product Leader Hull Insurance, AGCS. “Ora il settore deve superare un’ulteriore prova: riuscire ad operare in un mondo molto diverso, caratterizzato da uno scenario che, a causa della pandemia, è incerto sia dal punto di vista economico che da quello della salute pubblica”.

Lo studio annuale di AGCS analizza le perdite nel trasporto marittimo per oltre 100 tonnellate lorde (GT) e identifica anche le 10 sfide poste dalla crisi del coronavirus che potrebbero avere un forte impatto sulla sicurezza e sulla gestione del rischio. Nel 2019 sono state segnalate 41 perdite totali di navi in tutto il mondo, in calo rispetto alle 53 dell’anno precedente. Allargando l’analisi agli ultimi dieci anni, si registra un calo di circa -70%: un risultato importante, frutto degli sforzi sostenuti nella regolamentazione, nella formazione e nel progresso tecnologico. In tutto, dall’inizio del 2010 sono state registrate più di 950 perdite.

Le sfide del Coronavirus

Nonostante i disagi nei porti e i continui cambiamenti di equipaggio, il settore marittimo ha continuato ad operare anche durante la pandemia. La riduzione delle partenze dovuta alle restrizioni del coronavirus potrebbe far diminuire le attività ma, d’altro canto, ci sono una serie di aspetti che potrebbero far comunque aumentare i rischi. Di seguito i 10 più importanti:

- L’impossibilità di cambiare l’equipaggio può influire sullo stato di salute dei marittimi, rendendo più probabile l’errore umano a bordo.

- L’interruzione di servizi e manutenzione essenziale può aumentare il rischio di danni ai macchinari, già una delle cause principali di richieste di risarcimento.

- La riduzione o il ritardo dei controlli stabiliti dalla legge e delle ispezioni nei porti potrebbero portare all’aumento di pratiche scorrette e all’utilizzo di attrezzature difettose.

- L’eccessiva pressione cui sono poste le supply chain possono far aumentare il numero di danni al carico e i ritardi nelle consegne.

- La capacità di rispondere rapidamente a un’emergenza potrebbe venir meno, con conseguenze gravi per quegli incidenti che dipendono dal supporto esterno.

- Il numero crescente di navi da crociera e petroliere in disarmo in tutto il mondo ha come conseguenza un aumento dei costi dovuti ai potenziali problemi relativi a condizioni meteorologiche estreme, alla pirateria o ai rischi politici.

“Il rallentamento dell’economia e del commercio sta facendo lievitare i costi per gli armatori”, dice il capitano Rahul Khanna, Global Head of Marine Risk Consulting di AGCS. “Come ci insegna l’esperienza passata nella gestione delle crisi, le prime aree a rischio taglio sono i budget per l’equipaggio e per la manutenzione. Ciò può avere un impatto determinante sulla sicurezza delle operazioni, causando danni o guasti, che a loro volta possono portare a incagli o collisioni. È fondamentale che la recessione non influenzi gli standard di sicurezza e manutenzione”.

I luoghi dove avvengono il maggior numero di incidenti e le cause più diffuse di perdite

Secondo il rapporto, la regione della Cina meridionale (Indocina, Indonesia e Filippine) rimane il luogo in cui si sono registrate le maggiori perdite (12 navi nel 2019 e 228 nell’ultimo decennio), un quarto del totale mondiale. Tra i fattori che contribuiscono al primato dell’area vi sono: il commercio particolarmente sviluppato, le rotte di navigazione trafficate, l’età avanzata delle flotte, l’esposizione ai tifoni e i problemi di sicurezza su alcune rotte nazionali dei traghetti. Nel 2019, per il secondo anno consecutivo, tuttavia, le perdite sono diminuite. Al secondo e al terzo posto, invece, il Golfo del Messico (4) e la costa dell’Africa Occidentale (3).

Nell’ultimo anno le navi da carico (15) hanno rappresentato più di un terzo delle navi perse. La causa più frequente delle perdite totali, tre casi su quattro (31), è il naufragio (affondamento/sommersione). Al secondo posto il maltempo, uno su cinque. Tra i maggiori problemi di sicurezza vi sono quelli relativi alle navi per il trasporto di automobili e alle navi roll-on/roll-off (ro-ro). Le perdite totali che coinvolgono le ro-ro sono in aumento rispetto all’anno precedente, così come gli incidenti di minor entità (+20%), un trend confermato anche nel 2020.

“L’aumento del numero e della gravità dei sinistri sulle navi ro-ro è preoccupante. Rispetto alle altre navi, le ro-ro possono essere più esposte a problemi di incendio e di stabilità”, dice Khanna. “Molte di esse hanno turni intensi nei porti, e una serie di indagini sugli incidenti hanno rivelato che i controlli di stabilità prima della partenza non sono stati effettuati come richiesto, o si sono basati su informazioni sul carico imprecise. Troppo spesso considerazioni di natura commerciale hanno messo in pericolo le navi e gli equipaggi ed è fondamentale che questo aspetto venga affrontato sia a terra che a bordo”.

Aumenta il numero di incidenti marittimi di minor entità

Mentre le perdite totali continuano a diminuire, il numero di incidenti marittimi segnalati (2.815) è aumentato del 5% su base annua. Un incremento dovuto soprattutto ai danni ai macchinari, che hanno causato oltre un incidente su tre (1.044). L’aumento degli incidenti nelle acque delle Isole Britanniche, del Mare del Nord, del Canale della Manica e del Golfo di Biscaglia (605) ha fatto sì che, per la prima volta dal 2011, il Mediterraneo orientale non rappresenti più il principale hotspot del mondo, con un incidente su cinque in tutto il mondo.

“Non possiamo dimenticare che, mentre le perdite totali si sono ridotte in modo significativo, il numero totale di incidenti è aumentato di anno in anno”, dice Ossena. “Le avvisaglie del pericolo sono già evidenti: non ci vuole molto, infatti, perché un incidente grave si traduca in una perdita definitiva”.

Nell’ultimo anno sono stati segnalati quasi 200 incendi, in aumento del +13%, che hanno portato a cinque perdite totali solo nel 2019. Il carico dichiarato in modo errato è una delle cause primarie. Adottare misure per affrontare questo problema diventa fondamentale, anche perché l’aumento delle navi e l’aumento della gamma di merci trasportate non farà altro che peggiorarlo. Le sostanze chimiche e le batterie vengono sempre più spesso spedite nei container e rappresentano un grave rischio di incendio se sono dichiarate erroneamente o stivate in modo errato.

Le tensioni geopolitiche e il rischio cyber sulla sicurezza delle spedizioni

Gli eventi nel Golfo dell’Oman e nel Mar Cinese Meridionale dimostrano che le rivalità politiche in alto mare hanno un’importanza sempre maggiore, e che la navigazione continuerà a risentire delle dispute geopolitiche. L’aumento del rischio politico e dei disordini a livello globale hanno implicazioni per il trasporto marittimo, in particolare sulla capacità di garantire la sicurezza degli equipaggi e l’accesso sicuro ai porti. La pirateria rimane una delle minacce più preoccupanti, specialmente nel Golfo di Guinea che riemerge come hotspot globale, in America Latina, dove sono aumentate le rapine a mano armata, e nello Stretto di Singapore.

Gli armatori sono poi sempre più preoccupati dalla prospettiva di un conflitto cyber. Due i principali segnali di pericolo: sulle navi è stato registrato un numero crescente di attacchi di spoofing GPS, in particolare in Medio Oriente e in Cina, e si segnala un aumento del +400% dei tentativi di cyber-attacchi nel settore marittimo dopo l’epidemia del coronavirus.

Ecco, infine, le altre evidenze emerse nella AGCS Safety & Shipping Review.

- Gli obiettivi di riduzione delle emissioni determineranno il rischio degli anni a venire. L’obiettivo di dimezzare le emissioni di CO2 entro il 2050 porterà il settore a cambiare radicalmente i carburanti, la tecnologia dei motori e persino la progettazione delle navi. Dal 1° gennaio 2020 i livelli di zolfo consentiti nell’olio combustibile marino sono stati ridotti. Tuttavia, la conformità con le ultime novità legislative non è semplice e i problemi iniziali potrebbero portare a un’impennata delle richieste di risarcimento per danni ai macchinari. In definitiva, la de-carbonizzazione avrà anche implicazioni normative, operative e reputazionali. È necessario poi, che l’attenzione alle conseguenze del coronavirus non blocchi i progressi relativi al cambiamento climatico.

- La nuova tecnologia non è una panacea, ma uno strumento sempre più utile: La tecnologia navale può essere importante nel campo della sicurezza e, quindi, dei risarcimenti, ed è sempre più utilizzata per combattere alcuni dei rischi evidenziati nel rapporto – dalla riduzione della minaccia di incendio sulle navi attraverso il monitoraggio della temperatura del carico fino alla potenziale integrazione di sistemi di soppressione nei droni in futuro. Un maggiore utilizzo di sistemi di controllo industriali per il monitoraggio e la manutenzione dei motori potrebbe ridurre in modo significativo i danni ai macchinari e gli incidenti dovuti ai guasti, una delle maggiori cause di richieste di risarcimento.

- Le navi più sfortunate – Le navi che hanno subito più incidenti nell’ultimo anno sono state due traghetti delle isole greche e un cargo in Nord America, tutte coinvolte in sei diversi sinistri.

REGIONE PUGLIA/Piemontese: contributi ai comuni costieri per sorveglianza COVID-19 sulle spiagge libere

Bari-Sono partiti i contributi ai 69 Comuni costieri per le attività di sorveglianza delle spiagge libere ai fini del rispetto delle Linee guida nazionali e regionali per il contenimento dei rischi da COVID-19.

“Qualche giorno fa il presidente di ANCI Puglia, Domenico Vitto, che ringrazio per la collaborazione, mi ha inviato una lettera con l’indicazione dei criteri di riparto e la quantificazione dei contributi da erogare a ciascun Comune, che abbiamo voluto lasciare all’auto-determinazione dei sindaci”, dice l’assessore regionale al Bilancio, con delega al Demanio costiero e portuale, Raffaele Piemontese, aggiungendo “l’auspicio che questa cooperazione istituzionale si rifletta in una responsabilizzazione diffusa da parte dei pugliesi e dei turisti che affollano e affolleranno le nostre spiagge in questa complicata estate 2020”.

La ripartizione della somma di 500 mila euro destinata dalla Regione al rafforzamento della sorveglianza delle spiagge libere è stata guidata dal criterio dei chilometri di costa di competenza dei singoli Comuni.

Nell’Ordinanza Balneare 2020, fra le indicazioni indirizzate ai Comuni c’è la diffusione, attraverso una cartellonistica redatta anche in lingua inglese, della corretta informazione circa le misure per il contrasto del contagio da Covid-19, anche ribadendo l’importanza della responsabilizzazione individuale da parte degli utenti nell’adozione di comportamenti rispettosi delle misure di prevenzione. Su tratti specifici del litorale, ai Comuni è data la possibilità di svolgere attività di sorveglianza, avvalendosi di volontari o di enti pubblici o privati in regime di convenzione. Per questo tipo di forme di sorveglianza, sono stati liquidati oggi i contributi disposti dal Servizio Demanio costiero e portuale della Regione Puglia.

in foto: l’elenco dei Comuni con le somme ripartite.

A Diego Brera e Lorenzo Ricci la Selezione Zonale Optimist del Circolo Velico Ravennate

Marina di Ravenna- Conclusi i raduni di federali di Optimist e 29er, per il Circolo Velico Ravennate si è presto concretizzato il momento del ritorno all’attività agonistica ufficiale. Occasione è stata la Selezione Zonale della classe Optimist, prova di selezione per il Campionato Italiano che si concluderà con l’appuntamento in programma a inizio agosto presso il Club Nautico di Savio.

Importante la riposta dei partecipanti, a dimostrazione della grande voglia di mare e vela dei giovani timonieri protagonisti della classe Optimist, radunatisi in oltre settanta per una due giorni di regate che, dopo le tre prove disputate sabato, nel corso di domenica ha dovuto fare i conti con il mare agitato e con l’impossibilità di affrontare i flutti in sicurezza.

Le classifiche, determinate quindi dai risultati maturati nel corso della prima giornata, hanno visto imporsi tra gli Under 11 Diego Brera, atleta del Circolo Velico Ravennate capace di due secondi e un primo, davanti a Giorgia Saragoni (Società Velica Gecrvia) e Rebecca Spadazzi (Club Nautico Riccione).

Tra gli Under 16, invece, il podio è stato tutto a favore del sodalizio di Via Molo Dalmazia, con Lorenzo Ricci primo grazie a due successi di giornata e un secondo davanti a Francesca Gabbricci e Lorenzo Lampronti Pleiadi.

“Siamo davvero soddisfatti di come sono andate le cose tra le boe e dei risultati ottenuti dai nostri atleti – commenta il consigliere del Circolo Velico Ravennate, Carlo Mazzini – Si trattava della prima regata organizzata dopo il blocco dovuto all’emergenza sanitaria e i numeri parlano di un grande successo. Da quando è stato possibile tornare ad allenarsi abbiamo lavorato molto, sia a terra, sia in acqua, e i risultati dei nostri ragazzi stanno a dimostrarlo”.

Contestualmente, a Cattolica si svolgevano le regate valide per la Regata Zonale della classe Laser, articolatasi su tre prove e su un solo giorno di regate, viste le condizioni proibitive di domenica. Anche in questo caso gli atleti del Circolo Velico Ravennate, allenati da Fabio Emiliani, si sono distinti, conquistando diverse delle piazze utili ad ottenere la qualifica per il Campionato Italiano. Tra gli Standard, dove non si assegnavano posti per l’Italiano, a salire sul podio sono stati Matteo Guardigli, secondo, e Umberto Gueltrini, giunto terzo. Mentre tra i Radial, dove i posti in palio erano quattro, hanno ottenuto il diritto di rappresentare il CVR al Campionato Nazionale Simone Babini e Francesco Emiliani, finiti rispettivamente secondo e terzo dietro a Tommaso Fabbri di Cervia. Tra i 4.7, invece, soddisfazione per Giacomo Guardigli che, quinto assoluto, è arrivato secondo degli Under 16.

Bari sarà il primo porto in cui passeggeri e operatori potranno respirare aria “fotocatalizzata”

AdSP MAM, T.ECO.M, LA PULISAN e RE AIR avviano un progetto pilota, primo in Italia, che potrà essere esportato anche negli altri porti del sistema

Bari-Questa mattina, nel terminal crociere del porto di Bari, il presidente dell’AdSP MAM, Ugo Patroni Griffi, ha assistito ad un’azione dimostrativa del sistema RE AIR; una start up nata dall’esperienza di un gruppo di giovani imprenditori che propone sistemi innovativi e brevettati per il trattamento di superfici in ambienti indoor e outdoor. Il progetto si fonda sul principio della fotocatalisi, un processo naturale di degradazione ossidativa delle sostanze inquinanti e microbiotiche diffuse nell’ambiente, ottenuto attraverso l’azione combinata della luce solare o artificiale e dell’aria.

Al termine della dimostrazione pratica, nella sala conferenze della sede di Bari, ha avuto luogo una tavola rotonda a cui hanno preso parte, oltre al Presidente dell’Ente, Claudia Nuzzo, T.ECO.M; Gabriele De Bonfilis, LA PULISAN ; Angelo Del Favero, Raffaella Moro e Gianluca Guerrini di RE AIR.

Gli esperti hanno dimostrato che il sistema è in grado di decomporre microrganismi nocivi (quali microbi, batteri e allergeni);di  ridurre drasticamente il livello di inquinanti tossici; di abbattere per oltre il 90% gli ossidi di azoto (NOx).

“A valle delle evidenze scientifiche che ci sono state sottoposte- commenta il Presidente- abbiamo deciso di avviare un protocollo di collaborazione che parte dal porto di Bari per poi estendersi anche agli altri porti del sistema. Ancora una volta, lo scalo adriatico assume il ruolo di pioniere in Italia nella sperimentazione tecnologica. Il biossido di titanio, principio fondante della fotocatalizzazione, potrà essere un nostro alleato sia nella attuale fase di emergenza, sia quando sarà cessato l’allarme Covid, poichè viene utilizzata la più avanzata tecnologia oggi disponibile di ossidazione fotocatalitica in soluzione acquosa avanzata, che utilizza la luce, non prodotti chimici a beneficio dell’ambiente”. “Siamo difronte ad un sistema totalmente sostenibile, -conclude Patroni Griffi- in grado di ridurre i costi e di migliorare attivamente l’ecosistema.”

La fotocatalisi è il fenomeno naturale in cui una sostanza, detta fotocatalizzatore, attraverso l’azione della luce (naturale o prodotta da speciali lampade) modifica la velocità di una reazione chimica. In presenza di aria e luce si attiva un forte processo ossidativo che porta alla decomposizione delle sostanze organiche e inorganiche inquinanti.

Il funzionamento del processo imita la fotosintesi clorofilliana (trasforma sostanze dannose per l’uomo in sostanze inerti). I due elementi, luce e aria, a contatto con il rivestimento delle superfici, favoriscono l’attivazione della reazione e la conseguente decomposizione delle sostanze organiche, dei microbi e batteri (gram negativi e gram positivi, muffe, allergeni, ossidi di azoto, aromatici policondensati, benzene, dell’anidride solforosa, monossido di carbonio, formaldeide, del metanolo, etanolo, etilbenzene, monossido e biossido di azoto).

T.ECO.M, LA PULISAN  e RE AIR ringraziano il presidente Patroni Griffi per aver saputo cogliere una sfida tecnologica avveniristica che potrà essere utilizzata anche negli altri porti italiani.

NASCE A PORTO ROTONDO LA PRIMA MARINA “POWERED BY FPT”

Torino-Il 9 luglio 2020, con l’apposizione di una speciale targa permanente accanto all’ingresso principale della clubhouse, è stata ufficialmente inaugurata la partnership tra FPT Industrial e la Fishing Division dello Yacht Club di Porto Rotondo, in Sardegna.

Questa partnership tecnica tra il brand motoristico di CNH Industrial e la Fishing Division di uno dei più prestigiosi Yacht Club al mondo, fondato nel 1985 da un gruppo di appassionati del mare, gemellato con importanti Yacht Club italiani e internazionali e attualmente presieduto da Roberto Azzi e Sandro Onofaro per la divisione di pesca, inaugura la prima Marina “Powered by FPT”, un progetto che ha come obiettivo la promozione del Brand e soprattutto della sua divisione dedicata ai propulsori marini in ambito sia commerciale, sia pleasure. Tramite questa collaborazione, FPT Industrial vuole avvicinarsi fisicamente ai propri clienti finali coltivando i propri valori di umanizzazione e “customer centricity”.

Attualmente, FPT Industrial produce 7 tipologie di motori marini commerciali e 8 tipologie dedicate al diporto. Tra i principali modelli, il C16 1000 da 735 kW capace di generare elevati livelli di densità di potenza e coppia associati a un ridotto consumo di carburante e un impatto ambientale contenuto, il C16 600 da 578 kW che è in grado di fornire la potenza di un motore da 18 litri nell’architettura di uno da 13, il C90 650 EVO da 478 kW che garantisce elevate pressioni di iniezione e precisioni di fasatura in qualunque condizione operativa con conseguente maggiore efficienza e rapidità di risposta ad ogni regime, e l’N67 570 EVO da 331 kW leggero, compatto e con costi operativi ridotti per fornire potenza specifica elevata con consumi minimi.

tutti questi motori può essere abbinato il sistema di controllo integrato per la nautica Red Horizon, sviluppato da FPT Industrial in collaborazione con ZF, fornitore di soluzioni tecnologiche per la mobilità di nuova generazione, e Navico (Simrad), produttore di elettronica per la nautica. Red Horizon rappresenta l’integrazione più avanzata di tecnologie per la nautica in termini di motori, sistemi di monitoraggio e controllo. Combinando le soluzioni tecnologiche più avanzate sviluppate da tutti i partner, Red Horizon garantisce il pieno controllo della navigazione con il massimo livello di sicurezza, il miglior comfort di pilotaggio, grande facilità di manovra e semplicità di attracco.
All’evento inaugurale, svoltosi su invito e a numero chiuso nel rispetto delle vigenti norme sul distanziamento sociale, hanno preso parte i rappresentanti del direttivo dello Yacht Club Porto Rotondo e di FPT Industrial.

“Il nostro obiettivo è quello di promuovere nel territorio di Porto Rotondo eventi di pesca di alto livello che possano soddisfare le richieste di professionisti esigenti e delle loro imbarcazioni”, ha commentato Sandro Onofaro, Capitano IGFA (International Game Fishing Association), Guida Federale di pesca sportiva, Recordman europeo di pesca in mare dalla barca e Direttore della YCPR Fishing Division, la divisione pesca dello Yacht Club Porto Rotondo. “Questa partnership con FPT Industrial – leader nel campo dei motori marini – ci unisce nel coltivare al meglio non solo l’attenzione per la salvaguardia del mare, ma anche la passione per le sfide e per la competizione leale. Ci permetterà inoltre di fare un ulteriore salto di qualità che consentirà a Porto Rotondo di entrare definitivamente nell’olimpo degli hot-spot preferiti dai pescatori sportivi di tutto il mondo”.

“L’accordo di collaborazione con FPT Industrial che celebriamo oggi”, ha dichiarato Roberto Azzi, Presidente dello Yacht Club Porto Rotondo, “è l’ideale proseguimento e completamento della politica di gemellaggi con altri prestigiosi club sparsi nel mondo, da Cape Town a Punta del Este, da Plymouth a Cuba, solo per citarne alcuni, che il nostro sodalizio promuove da diversi anni. Poter contare sulla collaborazione e l’esperienza di un partner che ha al suo attivo, solo nel settore dei motori marini, un numero impressionante di vittorie e di record mondiali, contribuirà ad amplificare ulteriormente la notorietà di Porto Rotondo come destinazione must per un turismo alla ricerca dell’eccellenza a 360 gradi e del nostro Yacht Club come punto di incontro e di riferimento per chi vuole vivere il mare in modo attivo, dinamico e sportivo”.

“A nome di FPT Industrial, posso affermare di essere veramente felice e orgoglioso di questo accordo che ci assegna il prestigioso ruolo di Technical Partner con uno Yacht Club d’eccellenza”, ha affermato al termine della cerimonia di inaugurazione Carlo Moroni, Head of Brand Communication di FPT Industrial. “Nella nostra visione, l’accordo rappresenta il primo tassello di una strategia mirata a esportare il concetto di vicinanza tangibile al nostro brand nonché a ribadire il nostro supporto verso iniziative sportive che hanno l’obiettivo della tutela e dello studio del mare. Quest’ultimo è per noi è un elemento molto importante è l’abbiamo dimostrato in passato anche con la realizzazione del progetto ‘A pesca di plastica’”.

La partnership tra FPT Industrial e lo Yacht Club Porto Rotondo prevede infatti l’intervento del Brand come sponsor di importanti eventi sportivi legati al mondo del Big Game Fishing, il primo dei quali si svolgerà 21 e 22 agosto: si tratta della The O’ Offshore Trolling – “Powered by FPT” una gara di pesca sportiva, con la formula “catch & release” dedicata all’aguglia imperiale. Dal 2019 è attivo un progetto scientifico su pesca d’altura e monitoraggio con satellitare dell’aguglia imperiale, nato dalla collaborazione tra la Maguro-San Foundation, l’IGFA e la Stanford University. L’obiettivo è conoscere le abitudini migratorie e comportamentali dell’aguglia imperiale con la più raffinata e moderna tecnologia disponibile oggi.

FPT Industrial è la società del gruppo CNH Industrial dedicata alla progettazione, produzione e vendita di motori per applicazioni veicolari industriali, stradali e off-road, nonché di motori per applicazioni marine e power generation e di trasmissioni e assali. La società impiega nel mondo più di 8.000 persone in dieci stabilimenti e sette Centri di Ricerca & Sviluppo. La rete di vendita di FPT Industrial è formata da 73 concessionari e da più di 800 centri di assistenza in circa 100 Paesi. Una gamma di prodotti estremamente ampia che include sei famiglie di motori con una potenza da 42 a 1.006 cavalli, trasmissioni con coppia massima da 200 a 500 Nm, assali anteriori e posteriori da 2 a 32 tonnellate. FPT Industrial vanta inoltre la più completa gamma oggi presente sul mercato di motori a Natural Gas per applicazioni industriali, coprendo un intervallo di potenze da 136 a 460 cavalli. Questa offerta, unita alla grande attenzione alle attività di Ricerca & Sviluppo, rende FPT Industrial uno dei principali protagonisti a livello mondiale nel settore dei motori per uso industriale. Per ulteriori informazioni visitare il sito www.fptindustrial.com.

INCONTRA GLI AZZURRI DELLA VELA OLIMPICA IN DIRETTA SOCIAL!

Sette atleti e tre tecnici, con il DT Michele Marchesini, martedi 14 dalle 18:30, in collegamento dal salone della Fraglia Vela Malcesine in diretta social su Facebook

VITE NEL VENTO, PER UNA VOLTA IN DIRETTA SOCIAL! – Sono gli azzurri della vela olimpica, in raduno di preparazione sul lago di Garda tra Malcesine, Torbole, Arco, Riva del Garda. E martedì 14 dalle 18:30, in collegamento dal salone della Fraglia Vela Malcesine, nel rispetto delle misure di distanziamento, dieci componenti dell’Italian Sailing Team si raccontano in diretta social, incontrano amici, fans, giornalisti. Sette atleti e tre tecnici tra i quali il DT Michele Marchesini per un talk show che abbiamo intitolato Vite nel Vento, quel vento che sul Garda non manca mai.

Si parlerà dell’impegno di una preparazione olimpica, del lockdown e della fase 2, del rinvio delle Olimpiadi, della ripresa, delle tante ore di vela e palestra, della fortissima voglia di tornare a sfidarsi in regata: i velisti olimpici raccontano le loro vite nel vento! Diretta Facebook e possibilità di interagire con i presenti.

CHI SONO GLI OSPITI – Ci saranno gli atleti Ruggero Tita (timoniere del catamarano Nacra 17 in equipaggio con Caterina Banti), Maelle Frascari (prodiera dello stesso Nacra 17, dove naviga con Vittorio Bissaro), due campioni del mondo! Quindi Mattia Camboni (windsurf RSX), campione europeo, e poi Alessio Spadoni (Laser Standard), i giovani Chiara Benini Floriani (Laser Radial), e Leonardo Chistè (attualmente a prua di Uberto Crivelli Visconti sull’acrobatico 49er), infine Matilda Distefano (prodiera di Carlotta Omari sul 49er FX femminile).

Per quanto riguarda i tecnici, con il Direttore Tecnico Michele Marchesini ci saranno Gabrio Zandonà (tecnico 470 maschile) e Giorgio Poggi (tecnico Laser Standard), tutti ex atleti ed ex olimpici. Il talk show in diretta social con la passione, l’impegno, le speranze degli azzurri della vela è condotto da Fabio Colivicchi.

LA PAGINA FACEBOOK FIV DOVE SEGUIRE LA DIRETTA

AL VIA L’OPERATIVITÀ DEL MOLO POLISETTORIALE DEL PORTO DI TARANTO CON LA SOCIETA’ SAN CATALDO CONTAINER TERMINAL

TARANTO - E’ stata avviata l’operatività del Molo Polisettoriale del porto di Taranto con il primo scalo della nave portacontenitori “Nicola” della compagnia CMA-CGM che inaugura l’inserimento del porto di Taranto nel servizio feeder “SSLMED Turmed” che connette Taranto con Turchia, Malta e Tunisia, impiegando navi fino a 1.100 Teus.

Il terminal è nuovamente operativo grazie alla sinergia con il neo concessionario “San Cataldo Container Terminal (SCCT)” che fa parte del gruppo YILPORT, key global player nel settore dello shipping, tredicesimo operatore terminalistico su scala globale che detiene una partecipazione del 24% in CMA-CGM.

Nella fase di start-up del terminal, per le operazioni di carico e scarico, verranno utilizzate gru semoventi e, in parallelo, sarà completato il revamping del primo blocco di gru di banchina, tuttora in corso, a cura della società danese Konecranes che permetterà di incrementare la produttività del terminal.

L’infrastruttura, con un’estensione di 1 milione di mq e con una profondità dei fondali che sarà portata a -16,5 m entro la fine del 2021, rappresenta un hub intermodale nel cuore del Mediterraneao con una capacità di 2/2.5 milioni di Teus, in grado di accogliere navi di ultima generazione. La dotazione di 900 prese per contenitori reefer apre, inoltre, prospettive per lo sviluppo della logistica del freddo, a beneficio della filiera agroalimentare.

Sarà attivato anche il servizio ferroviario di collegamento con i principali hub intermodali del centro e nord Italia.

“L’attivazione del primo servizio feeder rappresenta il punto di partenza per il rilancio dei traffici commerciali.” – dichiara Sergio Prete, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio – “Il riposizionamento competitivo del porto di Taranto anche come gateway nello scenario Mediterraneo dello shipping e della logistica è ormai una realtà. Grazie al re-start dell’operatività del terminal si possono aprire prospettive importanti per l’internazionalizzazione delle imprese della Puglia e di tutto il Mezzogiorno”.

“1960 NAPOLI OLIMPICA”, UN LIBRO PER CELEBRARE IL SESSANTENNALE DELL’OLIMPIADE DELLA VELA NEL GOLFO PARTENOPEO

La pubblicazione curata dal RYCC Savoia con Archivio Fotografico Carbone

NAPOLI - Ricorre quest’anno il 60° Anniversario della XVII Olimpiade, che si svolse nel 1960 a Roma e a Napoli per la Vela. I Giochi Velici a Napoli, di cui non molti hanno ricordo in città, sono passati alla storia per l’incanto del Golfo, per i campi di regata ideali e per un’organizzazione perfetta nei minimi particolari e senza precedenti.

Da qui l’idea del Reale Yacht Club Canottieri Savoia di dare alle stampe il libro “1960 Napoli Olimpica”, un volume con 120 pagine di fotografie a cura di Sergio Pepe e Paolo Rastrelli, che con lavoro certosino hanno scelto gli scatti più rappresentativi di quella che fu la più bella Olimpiade della vela, svoltasi nel Golfo di Napoli, naturale stadio del vento, corredandoli con precise e puntuali didascalie.

Le foto, in bianco e nero, custodite dall’Archivio Fotografico Riccardo Carbone ed elaborate per l’occasione dalla curatrice Letizia Del Pero, riportano a quell’atmosfera “decoubertiana”, quando si andava a vela su barche di legno con vele di tessuto e non c’erano kevlar e carbonio, ma velisti scalzi, in pantaloncini e maglietta.

Le regate si svolsero su sette prove dal 29 agosto al 7 settembre 1960. La fase preparatoria a questa settimana, il più straordinario avvenimento velico mai ospitato in Italia, durò ben tre anni. Fu denominata Operazione Sole Mio e vide impegnate tutte le forze della Nazione, politiche, sportive e militari. Per l’occasione i porticcioli di Posillipo, Santa Lucia e Molosiglio furono ampliati e dragati, per accogliere le barche dei regatanti e degli sportivi richiamati dall’evento. Ai Circoli nautici napoletani, che vantano una lunga tradizione di ospitalità, fu affidato il compito più delicato della recezione e dell’accoglienza dei concorrenti e degli ospiti.

Il Circolo Canottieri Napoli ospitò i 5.5 e gli Star, il Circolo Savoia i Dragoni, il Circolo Nautico Posillipo gli F.D. (Flying Dutchman) e l’attiguo Sea Garden i Finn. Nella Villa Comunale, il Tennis Club ospitò la Centrale Olimpia e il Circolo della Stampa la Centrale Stampa, mentre la Se.Ve.Na della Marina Militare ospitò la Giuria internazionale. Il Comitato Organizzatore dei Giochi Velici fu presieduto da Beppe Croce e composto da tanti nomi noti della vela napoletana. Determinante fu il larghissimo contributo di uomini e mezzi della Marina Militare e della Capitaneria di Porto di Napoli.

Quarantasei nazioni iscritte alle Regate della XVII Olimpiade costituirono un primato assoluto: dopo le 23 di Londra (1948), le 29 di Helsinki (1952) e le 26 di Melbourne (1956).

Tra i risultati, si ricorda la medaglia di bronzo del Dragone Venilia (I-19) del Circolo Savoia con Nino Cosentino, Antonio Ciciliano e Giulio Di Stefano. L’oro andò a Costantino di Grecia. Due leggende come Agostino Straulino e Carlo Rolandi su Merope III, per una manciata di punti non raggiunsero il bronzo olimpico. Napoli diede al fenomenale timoniere danese Paul Elvström, uno dei più grandi talenti della vela mondiale, la sua quarta medaglia d’oro consecutiva come singolista.

In occasione dei Giochi Olimpici, la sera del 3 Settembre 1960, i Duchi Francesco ed Elena Serra di Cassano aprirono, per la prima volta dal 1799, il maestoso portone di via Egiziaca del palazzo posto a Napoli sulla collina di Pizzofalcone, per accogliere Re e Regine, Principi e Principesse, Maharaja e Maharani e i protagonisti delle pagine patinate dell’epoca, invitati d’eccezione di quello che passerà alla storia come Il Ballo dei Re e delle Regine.

Al termine dei Giochi Velici, arrivarono all’organizzazione i complimenti da tutto il mondo. I saloni del Royal Thames Yacht Club di Londra, aperti all’annuale conferenza dell’International Yacht Racing Union, echeggiarono di applausi all’indirizzo dell’Italia. La frase «L’Olimpiade di Napoli dovrà esser presa come modello da tutto il mondo», ricorreva continuamente nelle discussioni dei delegati convenuti alle riunioni londinesi. L’Olimpiade della vela fu definita “un capolavoro di serietà organizzativa”.

Il Re Olaf di Norvegia, Presidente Onorario dell’I-Y.R.U. affermò: “Gli yachtsmen italiani attribuiscono, con un atteggiamento di modestia, alla Marina Militare il successo della XVII Olimpiade dello Yachting, ma quello che è encomiabile è che essi hanno saputo ottenere dalla Marina Militare quello che i nostri amici inglesi non sono mai riusciti ad avere dalla Royal Navy”.

Il libro è aperto dagli interventi di Giovanni Malagò, Presidente CONI, e Francesco Ettorre, Presidente FIV, che ne hanno già riconosciuto l’importanza per la memoria velica nazionale. Gli altri interventi sono di Fabrizio Cattaneo della Volta, Presidente RYCC Savoia; Pippo Dalla Vecchia, Presidente Benemerito RYCC Savoia; Carlo Rolandi, Presidente Onorario FIV; Bruno Gozzelino e Patrizia Longo, Presidente Nazionale e Segretario Generale Unasci- Unione Nazionale Associazioni Sportive Centenarie d’Italia. Il volume è stato reso possibile grazie al contributo di Unasci; Ambrosetti – The European House; E. Marinella – Napoli; Shenker – English Institutes Napoli; Vp Factory”

“1960, Napoli Olimpica”: dall’introduzione di Fabrizio Cattaneo della Volta, presidente del Reale Yacht Club Canottieri Savoia.

“All’inizio di quest’anno, il Consiglio Direttivo del Reale Yacht Club Canottieri Savoia decise di pubblicare un libro con le immagini dei Giochi Velici della XVII Olimpiade, svolti a Napoli tra il 29 agosto e il 7 settembre del 1960, e nessuno avrebbe potuto immaginare che l’anno Olimpico 2020 sarebbe stato funestato dalla terribile pandemia che si è poi estesa all’intero pianeta. Tuttavia, la macchina era ormai avviata: l’Archivio Fotografico Riccardo Carbone aveva iniziato il recupero e la digitalizzazione dei servizi fotografici, solleticando Sergio Pepe e Paolo Rastrelli, con il Centro Studi Tradizioni Nautiche, a identificare i personaggi e le barche, e il lavoro era a buon punto. Ha prevalso la convinta decisione di affrontare e battere il COVID – 19 con le migliori armi: entusiasmo, attaccamento allo sport, al mare e alla voglia di pensare positivamente al futuro, celebrando il passato. Un passato che è stato un gran bell’esempio di collaborazione tra il CIO, il CONI, la Marina Militare, i Circoli nautici napoletani e tutta la Città.

L’Olimpiade fu l’occasione per ampliare i porticcioli, rinnovare le sedi dei Circoli e della SE.VE.NA. ma fu soprattutto l’affermazione del Golfo di Napoli come indiscutibile “stadio del vento.” L’apporto generoso dei Circoli nautici cittadini fu tale che la XVII edizione dei Giochi è sempre portata ad esempio di organizzazione efficiente e precisa, ma anche elegante, con l’accoglienza di tanti personaggi illustri e Reali, molti dei quali, proprio in concomitanza delle gare veliche, furono invitati dai Duchi Serra di Cassano e diedero vita a quello che ancor oggi è noto come “Il ballo dei Re” e che, come per le regate, ha meritato di essere ricordato in questo libro. Infatti, l’insieme di tutte quelle atmosfere hanno reso la XVII edizione una delle più belle, forse l’ultima vera Olimpiade “Decoubertiana”, prima che i grandi numeri e il business prevalessero sull’entusiasmo dilettantistico: quelli furono i Giochi in cui Abebe Bikila a Roma vinse la maratona correndo per 42,195 km a piedi nudi!

Le pagine di questo libro vi porteranno in un mondo di sport e di semplicità: le immagini che scoprirete sfogliando il libro, rappresentano Uomini che amano lo Sport: atleti, marinai, dirigenti sportivi, giudici di regata; del pari, vi sono le ultime vele in cotone, alberi e barche ancora in legno, e poi i velisti scalzi, con solo una maglietta e un pantaloncino. Il mio augurio è che le immagini facciano riflettere sulla bellezza dello sport dilettantistico e possano essere, per la Città di Napoli e per il mondo sportivo, uno stimolo per superare di slancio i lunghi giorni della quarantena, con un ritorno ai valori più veri e semplici dello Sport”.

Al seguente link è possibile scaricare il pdf del libro: https://we.tl/t-8m0D3Fy3C4

Qui il filmato realizzato per l’occasione da Archivio Fotografico Carbone: https://www.youtube.com/watch?v=frFHJFm20r4&t=2s

SUL GARDA LE MACCHINE VOLANTI

LE BARCHE VOLANTI NELLA STORIA DELLA VELA

DAL MONITOR AL PERSICO69F CON GARE, TEST, ACADEMY AL MARINA DI BOGLIACO DI GARGNANO

 

Le barche volanti arrivano sul Garda. Dal prossimo 17 luglio e fino al mese di agosto stazioneranno alla base del Circolo Vela Gargnano. La carena è il Persico69F, 7 metri di lunghezza, in grado di volare come un aliscafi. E’ in scala circa 1:3 come le barche della futura America’s Cup. Porta la firma del cantiere bergamasco Persico, già costruttore dell’ultima serie di multiscafi e monocarena di Prada-Luna Rossa. Alcune parti in Carbonio sono opera della Avant Garde di Brescia, le vele della veronese One Sails. Il 69F è nipotina del “Monitor”, barca costruita dalla Marina statunitense negli anni ’50. Oggi il Monitor è esposto al Mariners ‘Museum di Newport News, in Virginia. Il 69 F con le sue varie versioni sarà a Gargnano da questa settimana.

“Monitor” della barca a vela Volante degli anni ’50

L’Ammiraglio statunitense Gordon Baker ha sviluppato e testato Monitor negli anni ’50. La barca poteva alzarsi sulle lamine con circa 13 nodi di vento e navigava al doppio della velocità del vento. In alcuni test ha raggiunto tra i 30 nodi ed i 40. La barca era nata come “veicolo spia” della Marina Militare Usa.

Il Persico69F

E’ un monoscafo One design foiler, una barca a vela monoscafo volante progettata dalla società argentina Wilson-Marquinez per offrire al più ampio pubblico velico un piccolo foiler, utilizzando un concetto preso in prestito dall’AC75, la nuova barca per la 36a America’s Cup.

L’anno scorso esordio con vittoria al Trofeo Gorla

Il prototipo ha già navigato l’anno scorso sul lago di Garda. dove è stato testato da velisti di alto livello, tra cui il vincitore della medaglia  d’oro alle Olimpiadi di Rio 2016, Santiago Lange. Sempre lo scorso anno la piccola vela volante ha corso sia il Trofeo Gorla (Vincendo con lo skipper Dede De Luca tra i monoscafi grazie ad una gara tutta con il Pelèr), sia la Centomiglia, il giro del lago di Garda. La competenza di Persico Marine nel campo degli yacht da regata è rinomata a livello mondiale. Per l’innovativo 69F, l’azienda si è avvalsa del suo specifico know-how acquisito dalla produzione in serie di Vor 65, le più grandi barche One Design oceaniche ad alte prestazioni attualmente in navigazione, nonchè di  alcuni Imoca 60 di ultima generazione.

Inoltre, in tema di tecnologia all’avanguardia, Persico Marine è il fornitore ufficiale dei famosi bracci in alluminio per la prossima America’s Cup, che si terrà ad Auckland nel 2021. Queste parti, che vengono utilizzate per far volare gli AC75, sono stati forniti identici a tutti i team. Come dice il suo nome, il Persico 69F è lungo 6,90 metri. Il corpo della canoa è realizzato in fibra di carbonio estremamente leggera. Progettato per un equipaggio di 3 persone (o 4 in caso di equipaggi misti), il 69F ha 40 metri quadrati di superficie velica e già con 7 nodi può sollevare dall’acqua il peso della barca che è di soli 380 kg. Persico Marine non solo costruirà il 69F, ma gestirà le vendite e il servizio clienti.

Per la prima volta in assoluto, una classe monotipo sta iniziando con un “six-pack” (un pacchetto di sei barche che si inserisce in un container da 40 piedi). Per due mesi saranno le acque comprese tra Bogliaco, Gargnano, Brenzone, Prato di Tignale, luoghi dove è possibile navigare con il vento e l’onda del Pelèr (il Peleo) mattutino e con la tranquilla brezza pomeridiana della Ora. La prima seria della Race Cup si correrà dal 17 al 19 luglio, gare organizzate da Cv Gargnano sotto l’egida della Federazione Italiana Vela, la novità delle boe autoposizionanti con Gps, progetto che nasce grazie ad alcuni ricercatori svizzeri. Si proseguirà poi con la formula Academy (scuola, test), sfide tra armatori e la Revolution Cup del mese di agosto.

CIRCOLO DELLA VELA BARI: PRIMO POSTO TRA JUNIORES E CADETTI NELLA SELEZIONE ZONALE U16 CLASSE OPTIMIST

VALIDA PER CAMPIONATO ITALIANO E MEETING ZONALE OPTIMIST U11

È ripartita alla grande la stagione sportiva velica a Bari con la selezione zonale U16 Optimist e del contemporaneo meeting zonale Optimist U11 (valido per l’accesso alla Coppa Primavela, alla Coppa Cadetti e come seconda tappa del Campionato nazionale 2020). Due giornate che hanno segnato un vero ritorno alla vita per i ragazzi e i loro istruttori e per tutto il movimento velico pugliese, oltre che un premio per gli sforzi che i Circoli hanno messo in campo nei mesi di fermo per non perdere i ragazzi inventandosi gli allenamenti in casa più disparati, le gare virtuali e gli incontri di gruppo per mantenere vivo lo spirito di squadra. La prima regata ufficiale si è rivelata oltre che una prova importante, anche una vera e propria festa del mare per i quaranta ragazzi impegnati in mare sabato e domenica scorsi.

Organizzata dal Circolo della Vela Bari la selezione era valida per l’accesso al Campionato italiano e come Coppa del Presidente 2020. Sei le prove portate a termine dagli juniores, esattamente come previsto nel programma. Cinque quelle disputate per i cadetti per la decisione del comitato di regata presieduto da Stefano Antoncecchi di rimandare a terra anzitempo i ragazzi per l’impennata del vento oltre i 20 nodi poco prima del via dell’ultima prova. Una scelta dettata dalla prudenza del presidente e di tutto il comitato e che istruttori e ragazzi hanno apprezzato, nonostante la voglia di rimanere in acqua il più possibile.

Ottima la prestazione di Francesco Carrieri della Lega Navale di Bari che da maggio è passato nella fila della squadra di Mister Palumbo al Circolo della Vela Bari e si è classificato al primo posto tra gli juniores. A seguirlo Giulio Goffredo (CV Bari) e Pietro Colazzo (CN Lampara). Quarta in classifica, e prima tra le ragazze, Ludovica Montinari (CV Bari).

Nove invece gli iscritti tra i cadetti dove il primo posto di classe e tra le ragazze è andato a Martina Volpicella (CV Bari) seguita da Francesco Stabile (LNI Bari) e da Maria Carla Montanaro (CV Bari).
“Sono molto soddisfatto innanzitutto perché finalmente siamo tornati alle regate “vere” la prima dopo il lockdown - commenta l’istruttore Optimist del CV Bari, Beppe Palumbo -. Ero curioso di verificare lo stato dei ragazzi: apprezzabile sotto il profilo fisico. Qualche sbavatura di troppo nella strategia dovuta anche a un po’ di tensione trattandosi pur sempre di una selezione. Ad ogni modo sono soddisfatto per aver selezionato 5 ragazzi su 6 al campionato italiano e ben 4 cadetti alle regate loro riservate”.

Un ringraziamento dal CV Bari va al Circolo Canottieri Barion che, con il suo nuovo consiglio direttivo presieduto dal neoeletto Francesco Rossiello, ha messo a disposizione i suoi spazi collaborando alla buona riuscita della manifestazione.
Le attività di regata sono state tutte svolte secondo le disposizioni in materia di contrasto e contenimento di diffusione del COVID 19 emanate dalla Federazione, sotto la vigilanza da parte dello stesso Comitato Organizzatore.

IL NAUTILUS Anno 15 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato al sistema per ormeggio "briccole", e un focus sullo sviluppo metropolitano della città di Bari e delle sue infrastrutture portuali. Il Parlamento Europeo approva "L'European Green Deal" e poi un approfondimento sul lavoro nei porti ed uno sul valore delle merci.
poseidone danese

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