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Storie scritte da Redazione

Nave carica di animali vivi nel Mediterraneo: scappata in Spagna

Animal Welfare Foundation, Animal Equality ed Enpa denunciano la situazione ancora pendente della nave carica di centina di vitelli alla deriva nel Mediterraneo, dopo la segnalazione al Ministero e alle autorità italiane la nave ha improvvisamente lasciato le acque italiane per la Spagna e si trova ora al largo di Cartagena

Roma- La nave partita dalla Spagna carica di animali vivi rifiutata in Libia per via di una malattia zoonotica e transitata con centinaia di animali nelle acque italiane è fuggita in Spagna prima di poter ricevere un’ispezione dalle autorità italiane.

Il Ministero della Salute e numerose altre autorità italiane allertate da Animal Equality, Animal Welfare Foundation ed Enpa tramite l’avvocato Manuela Giacomini dello Studio Giacomini avevano infatti predisposto un’ispezione ufficiale molto complessa e completa, ma la nave ha improvvisamente deciso di lasciare le acque italiane e si trova ora davanti al porto di Cartagena, in Spagna.

Dopo aver fornito informazioni contrastanti ai vari porti libici e italiani, la nave Karim Allah ha deciso di partire e dirigersi verso la Spagna, ove le autorità locali non sono ancora intervenute. La nave attualmente si trova in rada davanti al porto..

Ieri, le tre organizzazioni per la protezione degli animali hanno diramato un comunicato stampa anche ai media spagnoli tramite Igualdad Animal e AWF in Spagna e hanno lanciato un appello al Governo spagnolo, segnalando la presenza della Karim Allah, che è partita proprio dalla Spagna a dicembre 2020 insieme alla nave Elbeik, che trasporta 1.776 bovini e che si trova ancorata da numerosi giorni davanti a Cipro.

Anche la nave Elbeik trasporta migliaia di vitelli affetti dal blue tongue, ed è stata per questo rifiutata in tutti i porti nei quali ha tentato l’attracco.

Si tratta di una situazione disperata, con migliaia di animali alla deriva su navi che hanno ricevuto l’approvazione europea da parte di due Stati membri e che trasportano vitelli affetti da una malattia molto grave, costretti a viaggiare in condizioni disumane.

Molti degli animali sono probabilmente già morti dopo settimane di viaggio senza cure e risorse necessarie per affrontare settimane di viaggio via mare ammassati, ma non è chiaro se i cadaveri siano ancora a bordo delle navi o siano stati gettati a mare, una pratica gravissima che – se dimostrata dai documenti di carico/scarico e dal numero di animali vivi e deceduti ancora presenti a bordo – verrebbe immediatamente denunciata alle autorità spagnole, europee e allo Stato membro che ha rilasciato l’autorizzazione.

Animal Equality, Animal Welfare Foundation ed Enpa hanno già presentato denuncia alle autorità italiane ed europee e oggi stesso Animal Equality ed Enpa presenteranno una denuncia alle autorità spagnole competenti.

Per completezza, riportiamo nello specifico lo storico della vicenda delle due navi che indica quanto segue:

La Elbeik ha lasciato Tarragona (Spagna) in dicembre ed è arrivata a Tripoli (Libia) il 10 gennaio 2021, trasportando 1.776 vitelli trovati affetti dalla malattia della lingua blu. La Elbeik è stata respinta e ha lasciato il porto libico a pieno carico il 25 gennaio. È stata poi avvistata ancorata a Lampedusa dal 26 al 27 gennaio. È arrivata ad Alessandria (Egitto) la mattina del 1 febbraio e ripartira il 4 febbraio nel pomeriggio. È rimasta ancorata al largo di Alessandria fino al 10 febbraio e poi si è diretta a nord verso una destinazione non rivelata. Al momento si trova ancora davanti a Cipro.

Il 18 dicembre 2020, la Karim Allah che trasportava 895 vitelli ha lasciato Cartagena (Spagna), presumibilmente diretta a Iskenderun (Turchia). Poi ha cambiato rotta e si è diretta a Tripoli (Libia). Il bestiame era sospettato di essere affetto dalla malattia della lingua blu. Il centro nazionale libico per la salute degli animali ha rifiutato di approvare l’ingresso del bestiame malato. La Karim Allah è partita e più tardi ha chiesto il permesso di attraccare a Bizerte (Tunisia), presumibilmente per prendere il foraggio per gli animali, ma le è stato negato l’ingresso a Bizerte o in qualsiasi altro porto tunisino ed è stata costretta a lasciare le acque territoriali tunisine. È stata avvistata nel porto di Augusta (Sicilia, Italia) il 28 gennaio. Ha lasciato Augusta riferendo di essere “parzialmente carica”, poi si è fermata ed è stata ancorata al largo di Cagliari (Sardegna, Italia), dove avrebbe dovuto essere controllata dalle autorità italiane, ma ciò non è stato possibile poiché ha improvvisamente lasciato le nostre acque. È attualmente in rada presso il porto di Cartagena (Spagna).

Fonti anonime hanno inoltre riferito ad Animal Welfare Foundation che per gli animali ancora a bordo della Elbeik stia finendo il cibo. I bovini sono a bordo di questa nave già da quasi 2 mesi e secondo gli informatori il capitano e i membri dell’equipaggio sono disperati e non sanno come trovare una soluzione per questi animali.

Il presidente di AdSP MAM, Ugo Patroni Griffi, ha incontrato questa mattina il Console Generale di Albania Gentiana Mburimi

Al termine dell’incontro, si è concordato di intitolare il portico della stazione marittima :”portico degli albanesi”, chiedendo al Premier Edi Rama di inaugurarlo.


Un tributo imperituro all’imponente impegno umanitario profuso dalla città di #Brindisi e al grande cuore donato ai profughi dai brindisini, in occasione del 30° anniversario degli sbarchi del popolo albanese in Puglia.


“Il popolo fuggiva dalla dittatura e una intera regione apriva braccia e cuori per accoglierlo-commenta il Presidente. Brindisi accolse amorevolmente e fraternamente una fiumana di gente disperata . E’ giunto il momento di ricordare adeguatamente questo gesto di grandissima umanità e compassione“.

CORDOGLIO DI CONFITARMA PER L’UCCISIONE DELL’AMB. ATTANASIO E DEL CARABINIERE IACOVACCI

Roma-Il mondo dell’industria armatoriale italiana sa bene di poter contare su una rete diplomatica autorevole ed efficiente come quella italiana validamente supportata da esponenti delle forze militari coraggiose ed esperte.


Grazie a loro spesso viene annullata la distanza fisica dal Paese delle nostre navi che operano all’estero.


“Esprimo alla Farnesina e all’Arma dei Carabinieri, la vicinanza degli armatori italiani – afferma Mario Mattioli, Presidente di Confitarma – e profondamente commosso e addolorato mi unisco al dolore delle famiglie dell’Amb. Luca Attanasio e del Carabiniere Vittorio Iacovacci: due persone meravigliose che ci rendono orgogliosi di essere italiani.

E’ NATA LA O.P.A.M – OPERATORI PORTUALI ADRIATICO MERIDIONALE

È stata costituita a Bari la O.P.A.M. – OPERATORI PORTUALI DELL’ADRIATICO MERIDIONALE, una Associazione nata sull’onda dell’entusiasmo e dell’iniziativa dei principali Operatori portuali baresi, con l’ambizione di rappresentare gli interessi e le aspettative di una intera comunità di operatori attivi nei porti maggiori e minori che si
affacciano al Mare Adriatico pugliese.


A pochi giorni dalla sua costituzione, l’Associazione O.P.A.M. ha gia’ registrato una forte ed sentita partecipazione di decine di operatori, molti dei quali figure storiche della portualità, che la collocano in una posizione di assoluto rilievo nella rappresentanza degli interessi
delle comunità dei porti rappresentati: ad oggi infatti sono 60 le imprese associate che rappresentano 730 dipendenti.


E’ , infatti, intenzione della OPAM creare un’identità unica – al di là delle tradizionali categorie – che possa rappresentare e salvaguardare le attività e le competenze imprenditoriali presenti nel porto di Bari e nei porti minori dell’area dell’Adriatico meridionale quali Barletta, Manfredonia , Monopoli e nel contempo promuovere lo sviluppo della portualità del territorio anche mediante efficienti formule sinergiche all’interno dei propri associati.


Ad oggi l’Associazione O.P.A.M. annovera tra i soci esponenti di tutte le Categorie imprenditoriali a vario titolo interessate ad un coerente e armonico sviluppo dei porti e dei traffici marittimi, tra cui, ma non solo, citiamo – solo a titolo esemplificativo – Raccomandatari Marittimi, Doganalisti, Spedizionieri, Imprese Portuali, Cantieri Navali,
Operatori Turistici, Società di Autotrasporto nazionali ed estere, Imprese di Autonoleggio etc., che intendono tutti fornire il proprio apporto operativo , propositivo e costruttivo in un momento di sviluppo storico della portualità pugliese.

Luigi Morfini
Il Presidente

Monti sull’intimidazione ad Alessandro Bisanti di Grimaldi

Solidarietà ad Alessandro Bisanti, direttore della sede palermitana della compagnia marittima Grimaldi, esprime il presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, Pasqualino Monti: “Le minacce subite da Bisanti – di cui ho avuto modo di apprezzare le doti professionali e umane – rappresentano un fatto gravissimo e inquietante, un episodio vile provocato da chi vuol creare paura e tensione per far prevalere interessi che nulla hanno a che vedere con le regole di correttezza. Negli ultimi tre anni l’AdSP del Mare di Sistema portuale è impegnata in un’operazione profonda di rilancio dell’attività e dell’immagine dei suoi porti: una fondamentale componente di tale azione è che tutto avvenga nel rispetto e nella tutela della legalità.

Siamo consapevoli che non può esserci crescita se non accompagnata da uno sviluppo, concreto, dei valori della legalità, dal rispetto delle leggi. Confido nell’azione delle forze dell’ordine per fare chiarezza su quanto accaduto: certe gravi intimidazioni appartengono a un passato da cui l’intera città di Palermo ha preso le distanze e, dunque, non sono assolutamente tollerabili da parte nostra. Tutti proseguiremo la nostra attività amministrativa con rinnovati forza e vigore”.

MARINA MILITARE: NAVE SCUOLA AMERIGO VESPUCCI COMPIE I SUOI PRIMI 90 ANNI

Simbolo della Marina nel Paese e dell’Italia nel Mondo è stata varata nel periodo tra le due Grandi Guerre, vivendo al fianco degli italiani le vicissitudini della Nazione e addestrando ogni anno gli ufficiali in formazione della Marina Militare

La Spezia- Oggi nave scuola Amerigo Vespucci festeggia i suoi primi 90 di attività dal giorno del varo, il 22 febbraio 1931, presso gli stabilimenti nautici di Castellammare di Stabia.
Nata come Regia nave scuola dell’allora Regno d’Italia con Re Vittorio Emanuele III, il Vespucci è da sempre uno dei simboli della Marina nel Paese, immagine inconfondibile che risalta nei porti e nelle acque della nostra Nazione. Allo stesso modo la nave simboleggia l’Italia nel Mondo, attirando migliaia di persone in ogni porto per ammirare lo stile italiano che sfoggia e rappresentando un nostalgico “pezzo d’Italia” per tutti i nostri connazionali all’estero.


Ma il compito più importante che nave Vespucci porta avanti, ineguagliata nel mondo, fin dal suo varo è l’addestramento di tutti gli ufficiali di Marina, che al termine del primo anno di Accademia vivono su questo “veliero” la loro prima esperienza d’imbarco, il primo vero “assaggio” di mare.
Tranne rarissime eccezioni dovute a lavori straordinari di ammodernamento, ogni estate gli allievi della prima classe dell’Accademia Navale di Livorno sono imbarcati su nave Vespucci mettendo in pratica quanto studiato sui libri e nelle classi dell’Istituto di formazione, ma soprattutto avviandosi verso la propria personale “rotta” nella famiglia della Marina. Qui nasce davvero il corso degli allievi, non solo con il nome e il motto che prendono corpo durante le traversate, ma condividendo la comune aggregante esperienza con spirito di sacrificio, volontà di superare gli ostacoli e voglia di eccellere, che trovano la sintesi nel termine “Equipaggio”.


Nave Vespucci è la storia recente d’Italia: nata nel periodo bellico, era presente al ritorno di Trieste all’Italia, dagli anni della ripresa economica alla sua partecipazione come tedoforo per le Olimpiadi, fino al messaggio di vicinanza a tutti gli italiani nella campagna d’istruzione dello scorso anno quando si è avvicinata ai porti nazionali in segno di saluto e rispetto nella terribile esperienza della pandemia da COVID-19.

I 90 anni di nave Vespucci rappresentano un altro record di questa nave, come la risalita del Tamigi di Londra o l’uscita dal canale navigabile di Taranto, entrambi eccezionali eventi velici.
È già all’orizzonte la nuova campagna d’istruzione e gli allievi della attuale prima classe dell’Accademia saranno presto chiamati ad imbarcare per navigare insieme verso nuove e memorabili avventure. Anche quest’anno, chiunque la vedrà all’orizzonte, potrà riconoscere nel suo inconfondibile profilo la nave scuola Amerigo Vespucci: “la nave più bella del mondo”.

Nave scuola a vela Amerigo Vespucci


L’attuale motto della nave è “Non chi comincia ma quel che persevera”, frase attribuita a Leonardo Da Vinci e che ben rappresenta l’ideale che spinge in mare i 250 membri dell’equipaggio a cui si sommano i circa 130 uomini e donne dell’Accademia Navale.
La nave fu progettata, al pari della “gemella” Cristoforo Colombo, da Francesco Rotundi, ingegnere e tenente colonnello del Genio Navale, nonché direttore dei cantieri navali di Castellammare di Stabia.
La nave scuola è stata nominata Goodwill Ambassador dell’UNICEF il 30 luglio 2007 con una solenne cerimonia nel porto di Genova. Al Vespucci l’Unicef “affida un messaggio di pace e di speranza per i milioni di bambini e bambine che l’Unicef aiuta affinché possa diffonderlo in ogni parte del mondo”.


Il 4 Luglio del 2016 a Livorno è stata rinnovata questa nomina da parte della Presidenza Nazionale UNICEF Italia affinché la nave possa continuare a trasmettere a tutti ed in particolare ai giovani un messaggio di pace, di convivenza e di rispetto reciproco, senza alcuna distinzione nello spirito che dal 1946, anno della sua fondazione, anima l’Organizzazione rivolta all’infanzia nell’ambito delle Nazioni Unite.
Fiore all’occhiello della Marina Militare, nave Amerigo Vespucci, dalla sua entrata in servizio ha svolto ogni anno attività addestrativa (ad eccezione del 1940, a causa degli eventi bellici, ed in occasione dei lavori straordinari), principalmente a favore degli allievi dell’Accademia Navale.

Dunque intere generazioni di Ufficiali si sono formati addestrandosi su una Nave la cui propulsione principale è green per definizione: la propulsione a vela.
La nave scuola Amerigo Vespucci è l’emblema della Marina Militare: in essa è racchiusa l’eccellenza del Made in Italy, nel solco delle tradizioni marinare, ma anche di una forte dimensione culturale italiana fondata sui valori di solidarietà e rispetto dei diritti umani.


Nel corso delle campagne addestrative, il Vespucci porta con se la cultura e la storia dell’Italia nel mondo, favorendo lo scambio culturale e ospitando migliaia di persone in ogni porto.
La Marina, attraverso i suoi Istituti di formazione, forgia i suoi uomini e donne per diventare gli equipaggi delle navi nei quali non esistono differenze di genere e non c’è posto per un solista: vince il gruppo. I colleghi sono anche fratelli e sorelle, membri di una famiglia allargata, chiamata Marina.
Durante la Campagna d’Istruzione la nave assume il ruolo di “ambasciatore italiano nel mondo” allo scopo di promuovere non solo l’immagine nazionale ed i valori italiani, ma anche l’eccellenza produttiva italiana.

CIRCOLO DELLA VELA BARI: XVIII TROFEO ALDO D’ALESIO VA A GABRIELE AMODIO (CV Bari)

Dopo un anno di stop la regata a cura del Circolo della Vela Bari apre la stagione delle zonali

Sessantasei Laser a Bari da tutta la Puglia

Un 21 febbraio 2021 da incorniciare per il Circolo della Vela Bari. Prima la sveglia in piena notte per assistere, davanti alla tv, al trionfo di Luna Rossa Prada Pirelli nella Prada Cup. Una sveglia che non poteva non suonare visto che su Luna Rossa Prada Pirelli c’è anche il 38enne Fabrizio Lisco cresciuto come velista sui pontili del sodalizio barese.

Poi, però, la vela bisognava praticarla. E così sui pontili del Circolo della Vela nella sede del Teatro Margherita è iniziato un via vai di marinai, istruttori, dirigenti, membri della Federazione Italiana Vela, giudici di regata, comitato di regata e delle proteste. Tutti pronti a dare il via nel migliore dei modi alla ripresa della stagione velica pugliese in classe Laser. Pian piano sono arrivati gli atleti.

In sessantasei si sono iscritti al XVIII Trofeo Aldo D’Alesio, in memoria del più longevo presidente del CV Bari. Un presidente che durante il suo lungo mandato si spese per incrementare l’attività velica e raggiungere risultati importanti con il Circolo. A tutti loro è andato, durante la premiazione, il ringraziamento del nipote del compianto presidente, per aver dimostrato che le passioni non possono essere fermate nemmeno da queste situazioni che stiamo vivendo.

Oltre ad essere la prima regata regionale organizzata in Puglia, il Trofeo D’Alesio era valido anche come selezione nazionale per le classi laser standard, laser radial, maschile e femminile, e laser 4.7. Una manifestazione che ha segnato la ripresa delle attività dopo il blocco causato dalla pandemia ancora purtroppo non arginata. “Una regata che ha visto tutti i partecipanti entusiasti di poter tornare finalmente a regatare dopo un anno durissimo in cui si sono allenati con costanza e impegno pure senza obiettivi da raggiungere e regate in calendario – hanno spiegato Vincenzo Sassanelli e Gigi Bergamasco, rispettivamente vicepresidente nautico e direttore sportivo del CV Bari -. Una situazione difficilissima e che sono riusciti a superare grazie alla dedizione che i loro istruttori hanno messo nel lavoro quotidiano tenendo sempre accesa in loro la passione per questo sport e al sostegno del nostro Circolo che non ha mai fatto mancare loro l’attenzione che meritano, continuando a sostenerli e a farli allenare durante tutto per il periodo di blocco adeguandosi continuamente alle normative in vigore e adottando rigidi protocolli di sicurezza”.

La giornata è stata una di quelle giornate primaverili, calde, bellissime. Tanto che il vento, all’inizio assente, ha posticipato l’ingresso in acqua degli atleti alle 11.30 con la partenza della prima prova alle 12 con una brezza leggera da 20° (N-NE) con un aumento di intensità e una rotazione a destra fino a 110° alla terza prova, che in gergo si chiama “girasole”, andando poi via via a scemare sul finire della terza prova, tanto da dover dare una riduzione di percorso per Radial e la 4.7, al contrario degli Standard che avevano già concluso il percorso.

Dei 66 partecipanti, ben 19 erano del Circolo della Vela Bari, che ha partecipato con la flotta più numerosa al trofeo di riapertura della stagione di vela. I partecipanti hanno regatato divisi in 3 flotte per un totale di nove regate, tre per classe, nella giornata. Il trofeo d’Alesio è stato assegnato al primo classificato della classe più numerosa che anche per questa XVIII edizione è stata quella dei Laser 4.7 con 32 atleti. Sette di questi erano del CV Bari, di cui due alla prima regata in assoluto dopo la scuola vela estiva (Federico Anelli e Martina Cataldi) seguiti dall’istruttore Luca Bergamasco. Primo classificato Gabriele Amodio, che ha vinto anche il Trofeo D’Alesio. Alle sue spalle Achille Casalino (CV Azimuth di Taranto), che ha conquistato anche la coppa come primo tra gli U16 maschili. Ha chiuso il podio Vittorio Latrofa (CV Bari). Prima tra le ragazze in U16 Marina Murri (CN La Lampara di Santa Caterina), decima in classifica assoluta.

Tra i radial, giovanile preolimpica maschile e olimpica per le ragazze, erano sei gli atleti del CV Bari seguiti da Riccardo Sangiuliano. Tre di loro hanno monopolizzato il podio: Alessandro Maravalle primo assoluto e primo tra gli U19 maschili; Ferdinando Conte secondo assoluto, e Paolo Pettini Bonomo, terzo assoluto e primo tra gli U17. Sempre del CV Bari la prima U21 femminile, Alice Ioffrida, qualificatasi anche come assoluta tra le ragazze e ottava in classifica generale.

Anche nella classe olimpica standard, olimpica, erano sei gli atleti del CV Bari seguiti dall’istruttrice Valeria Di Cagno. Anche in questo caso il CV Bari ha fatto la parte del leone conquistando il primo posto con Ciro Basile e il secondo posto con Martino Pettini, primo tra gli U21. Il terzo posto è andato invece al CV Azimuth con Andrea Airò, qualificatosi anche primo come atleta master.

Un ricordo da parte di Titti d’Alesio durante la premiazione finale è andato poi a Peppo Russo, scomparso ad aprile scorso e la cui assenza oggi si faceva sentire in mezzo a tanti ragazzi.

“Devo ringraziare tutti per come sono andate le cose – ha detto durante la premiazione Titta De Tommasi, presidente facente funzioni del CV Bari, e candidato alla guida del sodalizio con Bergamasco e Sassanelli alle prossime elezioni -. E devo ringraziare anche e soprattutto i nostri marinai che, come da tradizione, sono stati eccezionali. Non posso poi non pensare agli istruttori, ai dirigenti e a tutti voi che avete partecipato. Ho visto una capacità di organizzazione e ordine davvero impeccabili. Ciascuno di voi sapeva esattamente cosa fare e non avete esitato a rispettare tutte le regole previste pur di poter regatare e praticare lo sport che amate. Questa è la dimostrazione di come questo nostro sport insegni la capacità di gestire le situazioni, l’educazione e la disciplina. Sono orgoglioso di quello che avete fatto e che abbiamo fatto tutti insieme oggi”.

Foto: Alessandro Lucente (CV Bari)

I napoletani De Felice e Liuzzi (RYCC Savoia) conquistano la Prada Cup con Luna Rossa

NAPOLI– Lo storico trionfo di Luna Rossa ha anche due firme napoletane: sono quelle di Pierluigi De Felice ed Emanuele Liuzzi, tesserati del Reale Yacht Club Canottieri Savoia e rispettivamente trimmer e grinder del team italiano che ha vinto la Prada Cup. Ora la barca dell’armatore Patrizio Bartelli si appresta a sfidare Team New Zealand nella finale di America’s Cup, nelle acque del Golfo di Hauraki, dal 6 al 15 marzo prossimi.


Pigi ed Emanuele scrivono così una splendida pagina di storia, portando la vela napoletana e il Circolo Savoia sul tetto del mondo. Ma è un trionfo che interessa anche il canottaggio, perché proprio dal mondo remiero arriva Liuzzi, campione del mondo under 23 e bronzo nel 2017 ai mondiali assoluti nell’otto. Emanuele ha disputato 11 mondiali e l’Olimpiade di Rio 2016. De Felice ha invece iniziato la sua carriera velica a 7 anni navigando con l’Optimist nel porticciolo di Santa Lucia per i colori bianco blu e proseguendo con il 420 e il 470.

Difende i colori di Luna Rossa dal 2012.
“Le due sezioni sportive del nostro Club al vertice della massima competizione velica internazionale: impossibile chiedere di più”, afferma Fabrizio Cattaneo della Volta, presidente RYCC Savoia. “Questo risultato dimostra una volta di più quando sia importante lo sport d’eccellenza sin dalla giovane età, come proviamo a fare da sempre. E oggi addirittura vela e canottaggio bianco blu si stringono in un ideale abbraccio ai loro massimi rappresentanti. Siamo felici e orgogliosi di questo risultato”.


Per il presidente della V Zona Federvela, Francesco Lo Schiavo, “la vittoria di Luna Rossa nella Prada Cup è qualcosa che va oltre la sfida sportiva e che da oltre venti anni unisce l’Italia e coinvolge la vela napoletana: da De Angelis e Borgstrom nel 2000 a Pierluigi De Felice ed Emanuele Liuzzi oggi, eccellenze del Golfo di Napoli, protagonisti nel Golfo di Hauraki”.

IL BARESE FABRIZIO LISCO RIGGER SU LUNA ROSSA PRADA PIRELLI TEAM CONQUISTA LA PRADA CUP

L’atleta del Circolo della Vela Bari è sulla barca italiana ed è alla sua prima campagna di America’s Cup.

Una vittoria che è l’esempio di quello che serve per un’Italia vincente. L’Italia della competenza, della serietà, della sobrietà e del lavoro di gruppo. ”Siamo italiani e che cavolo!” sono state le parole che Checco Bruni ha pronunciato mentre Luna Rossa Prada Pirelli tagliava il traguardo dell’ottava regata di Prada Cup, conquistandone la vittoria per 7 – 1 su Ineos Uk e staccando il pass di accesso alla finale di America’s Cup.

Sono passati 21 anni dall’ultima volta in cui la barca tricolore era riuscita ad arrivare alla finale del più antico trofeo sportivo al mondo. Dal 6 marzo prossimo sulla sua strada ci saranno ancora una volta i defender neozelandesi di Emirates Team New Zeland.


Vent’anni di impegno, dedizione, lavoro e sacrificio anche dell’atleta del Circolo della Vela Bari, Fabrizio Lisco, che è passato dal guardare quelle regate di Coppa America, nel lontano 2000, seduto sui divani del sodalizio barese, a far parte del team di Luna Rossa Prada Pirelli. Un sogno che si è trasformato in realtà.


Nato a Bari nel 1982, Fabrizio si è appassionato allo sport della vela all’età di 8 anni con la classe Optimist, sui pontili del Circolo della Vela Bari, proseguendo con L’equipe, il 420 e il 470. Approda alle barche d’altura all’età di 17 anni partecipando a numerosi circuiti europei. Nel 2008 vince il Campionato del Mondo x 35 nel ruolo di Boat Captain. Negli anni successivi conquista numerosi titoli italiani ed europei, fino a vincere il Campionato del Mondo ORCi nel 2012 come deck manager.

Dal 2013 sviluppa a tempo pieno la sua professione di rigger a bordo di importanti barche da regata seguendo il circuito Maxi72, Tp 52 Super Series e collaborando in numerosi progetti di Super Yacht e Maxi Yacht in tutto il Mediterraneo. Poco più di tre anni fa viene scelto per far parte del team di Luna Rossa Prada Pirelli per la sua prima Coppa America. E adesso è in finale.


“Fino ad oggi nel team regna una grande concentrazione senza stress” ha raccontato Lisco ai dirigenti del CV Bari poche ore dopo la vittoria della Prada Cup -. “Nonostante il vantaggio di 5-1 con cui siamo entrati in campo, per noi era come se fossimo 0-0 pronti a dare sempre il massimo”. Ma insieme a questo tipo di concentrazione l’ambiente è rilassato tanto che proprio ieri, durante il pranzo, seduto accanto a Checco Bruni e James Spithill, Fabrizio ha chiesto loro di chiudere la pratica oggi perché l’indomani in Italia sarebbe stato lavorativo. I tre si sono poi fermati a chiacchierare di vela e di una possibile crociera alle Egadi.


Tornando a Lisco, il 38enne barese a bordo di Luna Rossa Prada Pirelli è quello che si occupa di tutto quello che ha a che vedere con le cime, l’albero ed i cavi. Ma in Coppa America non ci si ferma mai. Il tempo è una risorsa importantissima. E allora, finita la regata, dopo i dovuti festeggiamenti con tutto il team, il pugliese era già al lavoro per preparare le scotte fiocco in vista della discesa in acqua di domani.
Perché da oggi è già Coppa America. E lì non c’è secondo.

Compagnia della Vela si congratula con il Circolo della Vela di Sicilia per la vittoria

Presidente Grimani: «Complimenti per il successo, ricordiamo bene queste emozioni»

Venezia- La vittoria in Prada cup di Luna Rossa, che regata sotto il guidone del Circolo della Vela di Sicilia, porta alla mente la vittoria del Moro in Louis Vuitton cup 1992.


«La Compagnia della Vela di Venezia esprime tutta la sua gioia agli amici del Circolo della Vela di Sicilia, con cui siamo gemellati, per il successo, ricordiamo bene le emozioni che si provano a vedere un’imbarcazione del club arrivare a questi risultati sensazionali», ha affermato il presidente del circolo veneziano PierVettor Grimani.


Il 7-1 al team inglese, che parla da sé, è frutto di una perfezione che nelle acque neozelandesi non ha lasciato scampo a nessuno.
«Vogliamo testimoniare tutto il nostro affetto e condividere la gioia con il circolo siciliano perché quanto svolto da Luna Rossa è un esempio di unità del nostro Paese, in grado di produrre eccellenze mondiali che si confermano soprattutto in un settore in cui ci siamo sempre contraddistinti internazionalmente come la nautica», ha proseguito il presidente.


Non è mancato un piccolo amarcord: «Il “nostro” Moro è stato il primo a riuscire in questa impresa, poi Luna Rossa ne ha raccolto il testimone nel 2000 e ora, a vent’anni di distanza, continua a tenere alto il nostro tricolore, siamo orgogliosi di esser parte di questa storia. Ancora congratulazioni al Circolo velico siciliano».


Da ultimo, Grimani ha ribadito l’importanza del settore: «Al di là delle polemiche che si sono susseguite negli ultimi giorni, dopo un periodo così delicato come quello che abbiamo vissuto, e stiamo vivendo, la nautica si dimostra un possibile punto di ripartenza per il Paese intero. Le difficoltà sono sotto agli occhi di tutti, ma, da oggi, il successo in una competizione che esprime eccellenze mondiali dimostra che il saper fare italiano è in grado di dire la sua».

IL NAUTILUS Anno 15 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato al sistema per ormeggio "briccole", e un focus sullo sviluppo metropolitano della città di Bari e delle sue infrastrutture portuali. Il Parlamento Europeo approva "L'European Green Deal" e poi un approfondimento sul lavoro nei porti ed uno sul valore delle merci.
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