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Storie scritte da Salvatore Carruezzo

A Bari istituito il Centro Regionale Mare di ARPA

BARI – Si è svolta oggi la cerimonia di consegna dell’edificio della “ex Stazione Marittima Ferroviaria” ad ARPA Puglia da parte della Capitaneria di Porto di Bari. Una struttura demaniale, inutilizzata da dieci anni, dove verrà istituito il Centro Regionale Mare (CRM), che svolgerà attività di alto livello tecnico, con riferimento a tutto il territorio regionale e alle peculiarità dell’ambiente marino che lo contraddistingue.

“Migliorando l’ambiente, miglioreremo anche il porto di Bari e quindi, di conseguenza il suo traffico che speriamo aumenti sempre di più”, questo l’augurio del Contrammiraglio (CP) Giuseppe Meli, Comandante Direzione Marittima Puglia e Capitaneria di Porto di Bari. “Con questa consegna L’ARPA potrà meglio espletare le sua attività in favore dell’ambiente”, continua il Comandante, “Ci siamo riusciti grazie alla sapiente regia dell’autorità di Gestione nella figura del nostro Presidente soprattutto se c’è sinergia e comunione d’intenti”.

Interviene il presidente dell’Autorità di Sistema Ugo Patroni Griffi: “La visione di questa nuova Autorità è di fare dei cinque porti che ne fanno parte, un Living Lab”. “Il porto diventa un laboratorio, il porto si apre alla città, si apre alle istituzioni, si apre all’università, si sperimentano tecnologie, sistemi, innovazioni”. “Il porto di Bari è il primo porto 4.0, tra pochi giorni si accenderà la prima cellula del 5G”. “Il porto come volano per la Blue Economy, economia circolare, economia che confida in un patto tra sviluppo e ambiente basato sull’innovazione. L’innovazione ci salverà, l’innovazione permette di riconciliare lo sviluppo, sviluppo necessario per dare posti di lavoro, per portare il progresso, per creare valore alla collettività, con l’ambiente. Con l’ARPA abbiamo trovato un partner di pregio, abbiamo creato la situazione perfetta in cui l’ente pubblico che è il porto con un altro ente pubblico pensano a come completare l’infrastruttura che supporti l’entroterra, che supporti le ZES, perchè senza il porto la ZES non esisterebbe”. “La ZES vive se c’è il porto e se quel porto è in grado di sostenere un traffico crescente”.

Prosegue Vito Bruno, Direttore Generale ARPA Puglia: “Abbiamo scelto di puntare sul mare, non può essere sottovalutato, anche perchè abbiamo una regione con mille chilometri di costa”. “Abbiamo ritenuto che fosse necessario costituire un polo, cioè un Centro Regionale del Mare che si occupi stabilmente delle tematiche del mare su tutta la regione e che possa diventare un punto di riferimento scientifico anche per le istituzioni di ricerca, università, CNR che già lavorano con ARPA”. “La nuova legge che regola il funzionamento delle agenzie ambientali prevede che le ARPA siano le uniche agenzie titolari dei dati ambientali che saranno utilizzati da tutte le pubbliche amministrazioni”.

Conclude Nicola Ungaro, Direttore Scientifico ARPA Puglia: “Questo, per me, rappresenta il raggiungimento di un obiettivo cui tengo particolarmente, ma soprattutto ci tengo come agenzia. Il Centro Regionale Mare di ARPA è di fatto un’unità operativa dell’agenzia, ma l’aspettativa è quella di trasformare questo centro come nucleo di aggregazione per un Osservatorio Regionale del Mare, che al suo interno, non solo porterà l’unità operativa di ARPA Puglia, ma aggregherà tutte le altre istituzioni che a diverso titolo si occupano della matrice mare”.

Le finalità del CRM di ARPA Puglia sono le seguenti:
- Coordinamento e realizzazione del monitoraggio delle acque di transizione e delle acque marine (costiere e del largo) per la determinazione dello stato di qualità ambientale;
- Coordinamento del monitoraggio delle acque di transizione e marino costiere a specifica destinazione d’uso (acque di balneazione e acque destinate alla via dei molluschi);
- Supporto tecnico ai Dipartimenti Provinciali dell’Agenzia, laddove richiesto, nell’ambito di procedimenti autorizzativi per interventi e opere da realizzarsi nella fascia costiera o nelle acque di transizione e marine;
- Contibuto Specialistico, laddove richiesto, per le attività tecniche relative ai procedimenti di VIA\VINCA\VAS a cura della Direzione e dei Dipartimenti secondo la rispettiva competenza;
- Coordinamento delle attività affidate all’Agenzia nell’ambito delle procedure autorizzative necessarie per le operazioni di dragaggio e ripascimento in ambito portuale e costiero;
- Attività di studio, analisi e valutazione degli impatti sulla fascia costiera e sugli ecosistemi marini e di transazione anche tramite la partecipazione a progetti internazionali, nazionali e regionali;
- Elaborazione dei dati ambientali, idrologici e oceanografici, anche con l’eventuale ausilio di appropriata modellistica;
- Collaborazione, su delega della Direzione dell’Agenzia, e nell’ambito del Sistema Nazionale per la Protezione Ambientale (SNPA), con ISPRA e le altre ARPA\APPA, nonchè a programmi ricerca e raccolta dati coordinati dai Ministeri competenti o altri Enti;
- Collaborazione, su delega della Direzione dell’Agenzia, con gli Enti preposti (RAM del MATTM, Direzione Marittima della Puglia, ecc.) a funzioni pubbliche in caso di emergenze ambientali;
- Raccolta, elaborazione ed aggiornamento dei dati ambientali di competenza, il loro trasferimento al Punto Focale Regionale (PFR) e e agli utenti istituzionali di vario livello, e la loro diffusione, se autorizzata, anche per tramite del servizio info e\o il portale web dell’Agenzia;
- Supporto tecnico alla Regione e alle Amministrazioni Locali in merito ai principi di sostenibilità da applicare al mare e alle sue risorse;
- Supporto tecnico alla Direzione dell’Agenzia per le funzioni di indirizzo e controllo nello specifico settore, compresa la ricerca e sviluppo nelle tematiche di competenza.

 

Salvatore Carruezzo

 


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Approdata a Brindisi la goletta Oloferne per incentivare la cultura del mare

BRINDISI – Approda a Brindisi la goletta Oloferne, un’imbarcazione d’epoca del 1944, che navigherà lungo tutta la costa della penisola italiana incentivando la creazione di una rete museale legata alla cultura del mare.

Progetto che gode del riconoscimento ICOM Italia, patrocinato dal Ministero dei Beni Culturali, dalla Marina Militare e dalla Guardia Costiera ed in collaborazione con l’Assonautica Nazionale e con la Lega Navale.

Alfredo Malcarne, presidente di Assonautica Nazionale, ci spiega: “Un’iniziativa che parte da lontano, parte da Trieste e arriverà sulle coste francesi tra circa un mese. Non è soltanto un evento utile a promuovere gli spazi museali brindisini dedicati alla cultura del mare, ma è anche una provocazione, un’invito alla città e a chi la governa di mettere in rete tutti gli spazi che noi abbiamo che riguardano la cultura del mare, per poter fare di questa città uno spazio museale condiviso, aperto a tutti, per trecentosessantacinque giorni all’anno, non soltanto quando arriva una goletta promossa dal Ministero dei Beni Culturali”.

Andrea Retucci, delegato regionale della Lega Navale Italiana: “Questo è un’argomento che sta molto a cuore alla Lega Navale italiana, in particolar modo alla Lega Navale Puglia che rappresento, perchè diffondere la cultura del mare, soprattutto ai giovani, è un’impegno che ci vede coinvolti ed impegnati tutto l’anno. Purtroppo, i nostri giovani, al di là del godere il mare durante i mesi estivi o praticare qualche gara sportiva, non conoscono nulla. quindi, queste manifestazioni contribuiscono a far conoscere effettivamente il valore, l’importanza che il mare rappresenta per l’intera collettività”.

Il presidente della Lega Navale sezione di Brindisi, Roberto Galasso, aggiunge: “Tra gli scopi istituzionali della Lega Navale c’è proprio la diffusione della cultura del mare. Per noi, quindi, è un’occasione da prendere al volo, condividendo con l’Assonautica di Brindisi questo convegno per la presentazione di questo museo navigante. Il progetto Ë stato condiviso anche dalla presidenza nazionale della Lega Navale, perchè trattandosi di un museo itinerante, questa bellissima imbarcazione a vela di venti metri, e girando praticamente tutta l’Italia, tutte le sezioni della Lega si sono rese disponibili per accogliere questa iniziativa”.

Marco Tibiletti, fondatore e presidente dell’associazione La Nave di Carta: “Mettere in rete, unire e collegare spazi, lavorare insieme, è sostanzialmente uno dei punti principali di questo progetto. Il museo navigante è nato proprio per stimolare tutti i presidi di tradizione marinaresca, che possono essere musei ma anche piccole stanze dove un pescatore del luogo racconta le sue storie sulla gente di mare del suo paese. Stimolare la messa in rete di realtà che ci sono, perchè poco conosciute o valorizzate. Il museo non è un luogo dove ci si annoia, il museo può essere, e sta diventando sempre di più, un posto dove si va a respirare cosa Ë stato una volta per potersi proiettare nel futuro. I musei raccolgono le testimonianze e le tradizioni per trasmetterle ai giovani che si devono costruire il futuro”.

Salvatore Carruezzo

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La riforma portuale di Federico II e la portualità meridionale

BRINDISI – Nell’Aula Magna di Palazzo Nervegna a Brindisi, l’International Propeller Club di Brindisi in collaborazione con la Società di Storia Patria Puglia e C.R.E.sT.A. Puglia, hanno presentato un convegno su La riforma portuale di Fedreico II dell’avv. Alfonso Mignone.

Il commissario straordinario di Brindisi Santi Giuffrè: “Un libro interessante che esalta l’importanza storica del ruolo di Federico II, ma soprattutto l’importanza dei porti e dei commerci che avvengono attraverso il mare. Brindisi ha un grande porto e dovrebbe avere un grande avvenire, bisogna attrezzarsi perchè queste risorse strutturali che la città ha, possano essere valorizzate, potenziate ed esaltate”.

Donato Caiulo, Presidente del Propeller Club di Brindisi: “A noi, come Propeller, interessa la storia di Brindisi, la storia del mare come strumento per conoscere il passato e per avere la capacità di predire il futuro. Al tempo di Federico II, al tempo delle Crociate, con questa sua riforma, prevedeva anche tasse e il collegamento tra le masserie e i porti, quindi una sorta di ZES ante litteram. La sfida sarà ricollocare Il porto di Brindisi nella storica “Via della Seta”, con un piano della logistica fortemente sbilanciato sul Tirreno”.

Il prof. Giacomo Carito, vice presidente della Società di Storia Patria Puglia interviene: “Questo studio ci dà un’idea di quella che era la politica mediterranea di Federico II all’interno della quale si collocava un più generale rilancio di tutta la portualità meridionale. Un porto di per sè non implica attività, un porto, per funzionare, ha bisogno di merci, di traffici e di linee di comunicazione. Aspetti che, nella riforma di Federico, vengono attentamente considerati. A quel tempo, era ancora viva la presenza europea nelle terre d’oltre mare e quindi continuava il tradizionale movimento di merci dalla Puglia verso la Terra Santa; movimento che era destinato perlopiù a rifornire di tutto ciò che occorreva i presidi cristiani in quell’area. Si trattava di un -export agricolo- di grandissimo interesse e grandissima importanza, quindi il porto come leva di sviluppo anche per l’agricoltura. Il porto per funzionare ha bisogno di un’entroterra produttivo, ha bisogno di una retroportualità, quindi occorre che il porto sia collegato con le aree produttive”.

Claudio Masciopinto, antropologo e responsabile del Centro  Ricerche C.R.E.sT.A: ” Vorrei iniziare questo intervento rivolgendo un pensiero a Giulio Regeni. Penso che non ci sia miglior tributo che promuovere e continuare a valorizzare il discorso scientifico e la libertà della ricerca.
La mia ricerca, sulle comunitá portuali, mi ha portato a visitare molti porti, intervistare molte persone, comuni cittadini ed agenti marittimi, e soprattutto osservare le caratteristiche geografiche, amministrative e sociali che lo animano per comprenderne le dinamiche”.

L’avv. Alfonso Mignone, autore del libro e presidente del Propeller Club di Salerno: “Nello studio e nell’approfondimento di argomentazioni, che mi hanno portato a scrivere questo volume, ho notato molte affinità tra la portualità medievale e la portualità odierna, cambiano solo le tecnologie e le strutture statali, ma il mondo marittimo, dei traffici marittimi, è stato sempre uguale nei secoli.

E’ l’approccio non di uno storico, ma di chi come me che vive la portualità ed affronta i problemi legati al mondo marittimo”. Poi fa una considerazione sul porto di Brindisi: “Il porto di Brindisi ha tanto in comune con il porto di Salerno, cioè pur avendo traffici è entrato in un sistema; Salerno e Brindisi potevano essere un sistema a parte. Poi ha prevalso una ragion di Stato”.

Chiude con un’esortazione: “C’è bisogno di attenzione maggiore del Cluster Marittimo sul ruolo dei porti del Sud nel XXI secolo e su un mercato afro asiatico da battere potenziando scali e autostrade del mare. Le zone economiche di vantaggio devono essere attrattori di investimento in un contesto transmediterraneo e non essere finalizzate a se stesse. Chi è fuori dalle Reti TEN-T e dalla Road to Silk non deve restare ai margini del mercato ma rinsaldare antiche partnership che risalgono alle tradizioni mercantili del Mare Nostrum ante scoperta delle Americhe. E’ il caso di creare una Conference permanente in Area MED?”.

 

Salvatore Carruezzo
Foto: Giovanni Botrugno

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RipartiAmo dal Mare: in campo anche Vigili del fuoco Carrino

BRINDISI – “RipartiAmo dal mare – donne in canoa per sconfiggere il cancro”, questo il progetto realizzato da L’associazione “Cuore di Donna” in collaborazione con il gruppo sportivo “Vigili del Fuoco Carrino” di Brindisi e del reparto di Oncologia dell’ospedale Perrino. Un progetto che vedrà le donne, che hanno superato la malattia e che vogliono riprendere in mano la propria vita, attraverso la disciplina e la pratica del canottaggio. Sport che favorisce una migliore qualità di vita benessere psico-fisico e attraverso la condivisione del percorso della malattia, la cura e la guarigione del soggetto. le sessioni saranno gratuite e supervisionate da istruttori federali.

Interviene, Il Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco di Brindisi, Dott. Ing. Antonio PANARO: “Mai, come in questo caso, il connubio tra sezione -canottaggio Vigili del Fuoco- e questa lodevolissima iniziativa dell’associazione -Cuore di Donna-, ha trovato un momento di congiunzione. Come si dice: Il mare unisce, la montagna divide, in questo caso il mare ci ha consentito di unire questa loro voglia di esigenza con la nostra finalità eccezionale di divulgare un’attività sportiva, dinamica con il mare”.

Tiziana Piliego, referente del gruppo operativo Brindisi di Cuore di donna: “L’obiettivo del progetto è tutto nel nome, abbiamo scelto -RipartiAmo dal Mare- proprio per significare questa ripartenza di chi ha avuto un tumore al seno e vuole riappropriarsi della propria vita. Il progetto canottaggio era un sogno che -Cuore di Donna- aveva in serbo fin dall’Ottobre del 2015, quando Ë nato il gruppo operativo di Brindisi, e che finalmente, grazie ad una sinergia di forze del territorio, questo sogno si realizza. E’ un progetto non rivolto esclusivamente a -Cuore di Donna-, ma a tutte le donne che vogliono mettersi in gioco in questa pratica, che Ë benessere fisico ma soprattutto psichico”.

Lucia Buongiorno, allenatrice gruppo sportivo Vigili del Fuoco di Brindisi: “Sport, solidarietà ma soprattutto passione, questo è il nostro principio e vogliamo, con questo progetto, lanciare un messaggio a tutte le donne, che hanno vissuto un momento particolare della loro vita, la possibilità di dire: -ripartiamo-. Riprendiamoci in mano la nostra vita, vogliamo le donne energiche, determinate, vogliamo dimostrare a tutti che un momento difficile della vita, può essere superato tranquillamente.

Antonio Coppola, tecnico sportivo Vigili del Fuoco Carrino: “Noi nel 2001 abbiamo iniziato un percorso con i ragazzi diversamente abili, e nel 2009, dopo tanto lavoro, finalmente abbiamo vinto il primo titolo italiano. Tre titoli italiani nel 2017 e nel quadriennio precedente mi sono dedicato alla squadra azzurra del para-rowing, riuscendo a qualificare due ragazzi alle paralimpiadi. Il mio obiettivo è quello di riuscire a mettere in acqua un Otto femminile, le competenze e le attrezzature ci sono, ma anche la disponibilità da parte del comandante e del comando per realizzare questo progetto”.

 

Salvatore Carruezzo

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Francesco Cappelletti parteciperà alla Golden Globe Race 2018

BRINDISI – Sarà l’unico skipper italiano, su 22 concorrenti, a partecipare alla Golden Globe Race 2018, una traversata di ventisettemila miglia circa in solitaria, senza scali, circumnavigando tutto il globo partendo da Les Sables d’Olonne il 1 Luglio 2018, soprattutto senza usare attrezzature elettroniche ma affidandosi all’intuito e a strumenti di cinquant’anni fa, come il sestante.

Francesco, skipper commerciale, si appassiona alla vela leggendo i libri del francese Bernard Moitessier, in particolare “La Lunga Rotta”, dove racconta la sua traversata del mondo in occasione della Golden Globe Race del 1968.
Sarà a bordo del suo Ketch “007″ di 35 piedi del 1975, modificato e restaurato da lui.

“Comunione con la natura e totale autosufficienza, quando si è soli in barca si ha il totale controllo di quello che avviene, si spera, ma anche la totale responsabilità delle proprie azioni, non potendo delegare nessuno. Quindi una sensazione bella e rinfrescante, per come siamo ormai abituati a vivere in una società complessa. E’ un modo diverso di vivere”. Queste le sensazioni di Francesco Cappelletti.

Mauro De Felice, istruttore di vela del Circolo della Vela Brindisi: “Quello che sta facendo Francesco Cappelleti è una bellissima realtà, specie per le squadre agonistiche del nostro circolo sia Laser che Optimist perchè stanno avendo anche modo di ampliare i loro orizzonti, vedendo che la vela non si ferma solo sulle derive, nei campi di regata costiere, ma anche nelle lunghe traversate oceaniche”.

Alessandro Maruccia, della Fondazione del Mare: “L’aspetto migliore di questa regata, non Ë tanto la competizione quanto l’esperienza che questi marinai straordinari, che incarnano il marinaio comune non il super professionista o il super agonista, mettendosi in gioco e vivere il sogno che desideriamo un po’ tutti noi amanti del mare”.

Un “in bocca al lupo” da parte di tutta la redazione de Il Nautilus!

 

 

Salvatore Carruezzo

Foto: Giovanni Botrugno

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Inaugurata la sede a Brindisi di OPS, Operatori Portuali Salentini

BRINDISI – Questa mattina è stat inaugurata la sede degli Operatori Portuali Salentini, OPS, all’interno della sede dell’Autorità Portuale di Brindisi, alla presenza di tutti gli associati e del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi.

Nasce con l’intento di salvaguardare le attività dei porti di Brindisi e dell’area salentina, promuovendone lo sviluppo e migliorando l’attrattività.Teo Titi, Presidente di OPS, spiega: “L’associazione nata solo un anno fa è cresciuta. Un’associazione che vuol dire aggregazione di tutta una attività portuale che è l’anima del porto. Nata per promuovere ed esaltare e anche rivendicare il ruolo del porto di Brindisi rispetto agli altri porti e rispetto al sistema portuale voluto dal Ministero.

Questa sede non è solo un ufficio, è un luogo dove tutti gli operatori si possono ritrovare, un luogo dove si potranno studiare e documentarsi su tutte le ordinanze, leggi e regolamenti delle varie autorità. Ricordo che la OPS raccoglie tutte le categorie del porto, non fa gli interessi di una singola categoria, ma gli interessi generali del porto. Essere costruttivi, non distruttivi. Spero che possa servire da esempio ad altre categorie”.

Ugo Patroni Griffi: “Penso che avere gli operatori portuali in porto, con la sede della loro associazione, non può che valorizzare il porto. Sarà possibile avere uno scambio di vedute, un confronto sulle iniziative da fare, quindi la prossimità è solo un valore aggiunto”.

 

Salvatore Carruezzo

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Porto di Brindisi: Bando di concorso di idee “Light Tales. Via del Mare 2.0″

BRINDISI – Dare maggiore “attrattività sensoriale” a via del Mare, in particolare alla recinzione che divide l’ambito portuale da quello urbano. Una delimitazione lunga ottocento metri, dal piazzale di via Spalato alla piazza delle Capitanerie, in cui si vuole anche realizzare una mostra permanente di pannelli ed effetti luminosi artistici, per rendere attrattiva la linea di demarcazione portuale, fondendo modernità, innovazione e tessuto urbano esistente.

Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi spiega: “Abbiamo un’idea di water front; ricucire il rapporto tra via del Mare e viale Regina Margherita con la città. Via del Mare è un punto di raccordo tra la città ed il porto, una zona segregata da una recinzione meno invasiva da quello che ci si aspettava, una recinzione necessaria per assicurare la sicurezza dei traffici può diventare la <<tavolozza di un pittore>> o l’impalcatura per creare un’opera identitaria per la città e un biglietto da visita per i turisti sia via mare che via terra.

Una gran parte delle banchine demaniali è stata sgomberata dalle recinzioni, sono state restituite alla città, e devo dire con un risultato molto piacevole che la zona del demanio marittimo aperta al pubblico è un bel biglietto da visita e i turisti ne sono affascinati, io stesso da non brindisino intravedo moltissimi assist culturali e moltissime possibilità di fare marketing territoriale in sinergia con la pubblica amministrazione.

La nostra idea, per quella recinzione, è di ideare un <<racconto>> attraverso opere d’arte visive luminose”. Il Commissario prefettizio del Comune di Brindisi, Santi Giuffrè: “Vale la volontà di fare che l’Autorità Portuale ha nei confronti di questa città. Grazie per aver ricordato le potenzialità di questa realtà, che scarsamente sono state valorizzate ed è bello sentirlo da un <<non brindisino>>, come lo è Patroni Griffi, come lo sono io, perchè credo che, in effetti, il bello non abbia confini e quindi l’apprezzamento e l’amore, possono nascere anche senza averne le radici o averne avuto i natali.

Ci muoveremo in sinergia per il bene di questa realtà, che crediamo abbia subìto volontariamente dei torti alle profanazioni industriali, arricchita per certi versi in altre epoche, ma che oggi non sono più rispondenti alle potenzialità della città”.

Francesco Di Leverano, Direttore Dipartimento Tecnico dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale: “Questo concorso mira ad aumentare l’attrattività sensoriale di Via del Mare tramite un’implementazione tecnologica che troverà il suo vigore massimo nella luce. Ideato per i giovani professionisti al di sotto dei trentacinque anni e prevede un premio al primo classificato di settemilacinquecento euro, al secondo cinquemila ed al terzo duemilacinquecento”.

 

Salvatore Carruezzo

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Corso di formazione per tecnici nautici: ieri la presentazione a Brindisi

BRINDISI – E’ stato presentato il corso di formazione per tecnico superiore per la produzione e la manutenzione del mezzo nautico, promosso dall’Its, istituto tecnico superiore, sezione aerospazio, in collaborazione con Assonautica, Distretto Nautico pugliese e l’Istituto Nautico Carnaro, finanziato dalla Regione Puglia.

Una opportunità per lo sviluppo del territorio investendo sulle competenze dei giovani. Il corso si terrà presso la sede dell’Istituto Nautico Carnaro formando una figura professionale altamente specializzata da inserire nel settore della cantieristica navale.Alfredo Malcarne, presidente della Camera di Commercio di Brindisi e presidente nazionale di Assonautica: “Questo è un modello che in Italia non esiste, un modello che stiamo inaugurando nella Camera di Commercio di Brindisi con grande orgoglio, ed è un modello che, già da domani a Gaeta (oggi, ndr) illustreremo e proveremo ad esportare all’interno del sistema camerale, con la rete di Assonautica, in tutt’Italia, grazie all’appuntamento della <<conferenza di sistema>>”.

Antonio Ficarella, presidente di Its Aerospazio: “Questi corsi sono fatti in stretta collaborazione con il mondo del lavoro, questo è il grande vantaggio, e si concluderanno con uno stage molto importante di mille ore, per andare incontro alle necessità del mondo del lavoro. L’Its nasce, tradizionalmente, per il settore aeronautico ma si sta espandendo, dopo questa iniziativa, nell’importantissimo settore della Nautica, che per la Puglia riveste grande importanza”.

Giuseppe Danese, presidente del Distretto Nautico pugliese: “Stiamo puntando molto sul turismo nautico, il Distretto è impegnato con una grande azione di internazionalizzazione, già iniziata nel 2011, creando importanti rapporti internazionali e quindi per poter raccogliere questi frutti dobbiamo avere non solo le infrastrutture adeguate per poter accogliere yacht e mega-yacht ma soprattutto delle figure tecniche idonee da poter fare da mediatore tra il committente della parte nautica e l’utente finale”.

Sebastiano Leo, Assessore regionale alla Formazione e al Lavoro con delega all’Istruzione:” Noi stiamo investendo molto sul capitale umano, cerchiamo di dare alta specializzazione per cercare di inserire i nostri giovani, senza grosse difficoltà, nel mondo del lavoro. Questi istituti devono essere supportati, come lo sta facendo la Regione Puglia”.

 

Salvatore Carruezzo

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I porti pugliesi sempre più smart: presentato il progetto ISMAEL

BARI – Nella sala conferenze del Terminal Crociere del porto di Bari é stato presentato il progetto ISMAEL. Un software capace di predire l’impatto ambientale delle attivitá logistiche, in questo caso dei porti. Ideato e sviluppato dal Dipartimento Ricerca & Sviluppo di DBA lab Spa di Villorba nella sede di Lecce, è in grado di analizzare flussi di dati raccolti da sensori posizionati in una determinata area ed analizzarli, dati relativi al transito di veicoli (auto, navi), alla concentrazione di sostanze inquinanti e alle condizioni meteorologiche.

Una piattaforma software basata su paradigmi innovativi come “l’internet of things” e i “big data”, creando sofisticati modelli in grado di predire i fenomeni studiati. Si potrà osservare l’accumulo di container sulla banchina del porto, l’entrata di una nave e il traffico dei tir, in entrata o in uscita dall’area portuale. ISMAEL offrirà una soluzione tecnologica per ottimizzare l’attività portuale predicendo il verificarsi di fenomeni ambientali diversi. Nei prossimi anni, grazie ad un centro di calcolo dedicato, i modelli predittivi saranno addestrati ed eseguiti.

Ugo Patroni Griffi, presidente dell’Autoritá di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale commenta: “Sono contento perchè stiamo scrivendo un tassello, un pezzo di storia, stiamo confermando quello che l’orientamento, che la nuova Autorità di Sistema Portuale, vuole perseguire. Il porto è un luogo in cui si possono testare nuove tecnologie, nuovi processi produttivi, e può fornire delle esperienze per permettere, al tessuto economico circostante, di evolvere. Il sistema integrato che presentiamo oggi, ubbidisce al principio di risolvere un problema, di completare un’infrastruttura informatica, di permettere un monitoraggio costante esteso, ed incrementare la sicurezza attraverso strumenti di biometrica”.

Il funzionamento di ISMAEL sarà reso possibile anche grazie allo scambio dati in real time con il sistema GAIA, port community system, già operante nei porti di Bari, Barletta e Monopoli e di prossima estensione a quelli di Brindisi e Manfredonia, con il quale l’Autorità di Sistema Portuale supporta dal 2010 le operazioni portuali per il transito e controllo di passeggeri e merci.

Francesco De Bettin, presidente di DBA Group spiega con un videomessaggio: “Un ringraziamento particolare va all’ingegner Mega, uno dei miei maestri nell’ambito dei port community system, sviluppando GAIA, il primo port community system italiano che funzionava ed in grado di interoperare con tutte le altre piattaforme. Ed è proprio grazie a GAIA che abbiamo potuto sviluppare, a Lecce nei nostri laboratori, il progetto ISMAEL, che interopererà e consentirà all’Autorità Portuale di monitorare tutte le attività in porto e di gartantire la qualità della vita dei cittadini baresi. Attività quasi totalmente svolta nei laboratori di Lecce, dove abbiamo assunto una quindicina di persone, ragazzi meravigliosi, tutti laureati di età media di trentadue anni, tutti pugliesi. La piattafoma ISMAEL, in questo momento, viene proposta in tutti porti adriatici della sponda balcanica, in tutti i porti del Mar Caspio e in tutti i porti del Mar Nero”.

Mario Mega, Direttore Dipartimento Sviluppo e Innovazione Tecnologica dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale: “GAIA è qualcosa di più che un port community system, e in prospettiva futura, per esempio ISMAEL, è uno degli scenari che si aprono nel momento in cui un multiporto deve essere amministrato. Quindi, tutto quello che accade e che accadrà nei nostri porti dovrà generare informazioni, dovrà generare dati che diventeranno un valore per dare maggiori servizi”.
Il vice presidente di DBA, Antonio Politano interviene:”Il sistema ISMAEL, ha la capacità di predire scenari di potenziale criticità attraverso la valutazione di impatti ambientali legate alle attività svolte nei porti. ISMAEL è un sistema di internet of things e big data, i modelli che sono alla base del funzionamento utilizzano una gran mole di dati ed utilizzano strumenti idonei a trattare in maniera efficiente quei dati. Il sistema utilizza, principalmente, sette sensori(tre all’interno del porto e quattro nella città): stazioni meteorologiche(in grado di captare elementi inquinanti) e laser scanner(per il controllo dei veicoli in entrata ed in uscita dal porto), e,soprattutto, i meta-dati provenienti dal sistema GAIA (identificativo delle navi, arrivi e partenze e coordinate AIS)”.

 

Salvatore Carruezzo

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ZES: accordo tra Banco di Napoli e Autorità di Sistema del Mare Adriatico Meridionale

BARI – “Le ZES rappresentano un’occasione assolutamente importante, per cercare di dare una risposta ai grandi temi che il Mezzogiorno si propone, quando si interroga su quelle che sono le sue possibilità di sviluppo”. Spiega Francesco Guido direttore generale del Banco di Napoli e direttore regionale di Intesa Sanpaolo: “Il Mezzogiorno rappresenta una piattaforma straordinaria nel Mediterraneo per l’import e l’export attraverso i suoi porti”.

“Questa cornice che era un fatto nettamente strumentale, oggi si arricchisce di una connotazione: il fatto di poter godere di un’area privilegiata sotto il profilo fiscale in termini di facilitazioni amministrative, doganali e burocratiche”. “Il Banco di Napoli ha ritenuto che questa occasione non debba essere perduta ed ha stanziato un plafon di un miliardo e mezzo per le tre, al momento, ZES del Sud, quella di Napoli, quella di Taranto e quella di Bari, con l’auspicio che questa occasione possa essere colta dai privati”. “Il Mediterraneo, oggi, rappresenta il 20% del del traffico mondiale via mare e questa è una grandissima opportunità che non può non passare dai porti del Sud”. “Il Banco di Napoli non è presente solo col denaro ma anche con finanza straordinaria, formazione nei confronti di imprenditori e internazionalizzazione delle imprese”.
“Le ZES sono uno strumento essenzialmente concepito per l’attrazione di investimenti industriali però in Italia la normativa ha messo una particolarità, cioè aver messo il porto come elemento guida insieme alla logistica – ha precisato Alessandro Panaro, Responsabile del Dipartimento di Ricerca “Maritime & Mediterranean”-. Nel mondo, in generale, le ZES sono sempre state concepite come una semplice area in cui  si prevedono una serie di agevolazioni fiscali o al costo del lavoro o investimenti, dove le imprese vanno ad ubicarsi prendendo questi incentivi. In questo caso no, l’Italia ha concepito le ZES come modello nord-africano, come il Marocco e l’Egitto, cioè ha preferito mettere il porto al centro, creando il connubio vincente tra la manifattura e la logistica”.
“Con questo accordo iniziamo a far comprendere, ad una platea qualificata, cosa siano le ZES. Questo Istituto nuovo nel nostro ordinamento ha suscitato un grande interesse da parte di imprese, un grandissimo interesse da parte degli enti locali ma la grandezza dell’interesse non è corrisposta una adeguata comprensione dell’Istituto. Le ZES non sono un sistema per godere o distribuire nuove provvidenze a pioggia, non sono un sistema per aggiungere assistenzialismo su una base di una triste tradizione meridionale che ha generato economia per brevissimo periodo di tempo per poi lasciare cattedrali abbandonate. E’ una cosa completamente nuova, un fenomeno ampiamente sperimentato in altri paesi, ormai abbiamo raggiunto circa cinquemila ZES nel mondo”. E’ intervenuto così Ugo Patroni Griffi, presidente dell’Autorità di Sistema del Mare Adriatico Meridionale. Poi il Presidente ribadisce un concetto di rilievo: “Tutti vogliono la ZES, per farne cosa non lo sanno, ed io temo che nel momento in cui anche noi ammettessimo tutti i territori nella ZES, la stessa sarebbe mortificata perchè costituita la Zona Speciale si dovrà costituire un tavolo di governance che presuppone una devoluzione di poteri, forse questo non è abbastanza chiaro che con la ZES gli enti locali abdicano ad alcuni poteri”. “Poteri che sono politici passano alla struttura tecnica, che è quella che ruota intorno alle Autorità di Sistema. Perchè si vuole sostituire al potere politico nella selezione di interventi dello sviluppo coordinato di determinate aree, un potere tecnico che permetta stabilità e semplicità”.

 

Salvatore Carruezzo

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IL NAUTILUS Anno 12 N°3

BRINDISI - In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato alle crociere, a livello nazionale ed internazionale, con i nuovi dati di Risposte Turismo: dalla classifica dei porti italiani in base al numero di croceristi alle previsioni per il 2018 con i programmi dei porti già fissati con le grandi compagnie. Poi un focus di Stefano Carbonara sul cyber crimine applicato al mondo dello shopping con lo contromosse necessarie. Da Assologistica arrivano anche le indicazioni per il mondo dei porti e non solo, con tendenze e lacune da colmare. Ad Ancona, Napoli, Trieste, Venezia, Brindisi e Livorno sono dedicati tanti servizi sulle ultime notizie che giungono da questi scali dopo la riforma dei porti..
poseidone danese

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