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Storie scritte da Salvatore Carruezzo

Parte la collaborazione tra i sistemi portuali di Campania, Puglia, Molise e Basilicata

BARI – Oggi nel Centro Congressi della Fiera del Levante, il presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, e il presidente dell’AdSP del Mar Tirreno Centrale, Pietro Spirito, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per avviare un percorso condiviso tra le due realtà che oltre ad essere limitrofe, sono naturalmente interconnesse da attività economiche e produttive.

“C’è bisogno di confrontarsi, dice il Presidente Ugo Patroni Griffi, di essere unitari, di elaborare delle strategie comuni, di non competere deprimendo il valore del territorio, di non farsi danni.Ci sono quattro regioni con economie miste che dovranno interagire tra loro: Campania, Puglia, Molise e Basilicata.Dovranno farlo anche i loro porti, continua il Presidente, per poter essere competitivi per il mercato west-bound, che va dal Mediterraneo alle americhe e soprattutto a quello East-bound, Grecia, Turchia e mercato asiatico”.

Mentre il Presidente Pietro Spirito: “ciascuna istituzione ha delle eccellenze e le metteremo a disposizione. Siamo un ponte tra il sistema delle imprese della Campania e della Puglia che dovranno guardare al mondo per competere al meglio.Il nostro lavoro sará quello di capire quali siano le esigenze delle industrie dell’apparato produttivo e di favorire che le merci italiane vadano con maggiore competitività all’estero.La nostra prossima iniziativa sarà quella di organizzare un incontro con gli interlocutori dei mercati dell’est,  Bulgaria, Montenegro guardando allo sbocco verso il Mar Caspio”.

 

Salvatore Carruezzo

Foto: Salvatore Carruezzo

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Autorità di sistema del Mar Adriatico meridionale: Patroni Griffi presidente

BARI – E’ stato firmato oggi dal ministro alle Infrastrutture Graziano Delrio il decreto di nomina per la presidenza dell’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico meridionale affidata a Ugo Patroni Griffi.

Indiscrezioni confermate dunque, con la nomina che è arrivata nonostante le polemiche sollevate dal Movimento 5 stelle a cui l’avvocato barese (ex presidente di Fiera del Levante) aveva già replicato sottolineando di non essere titolare di alcuna concessione portuale nel porto di Bari ma solo presidente pro tempore del Circolo della vela di Bari.

 

Salvatore Carruezzo

© Riproduzione riservata

Delrio: “Il porto di Brindisi ha per noi un indice di funzionalità alto”

BRINDISI – “Non ci sono Autorità minori”. E’ il concetto evidenziato oggi a Brindisi dal ministro per Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio. Invitato a parlare di riforme, in occasione di uno degli appuntamenti organizzato dal Comitato per Sì, rappresentato a Brindisi dall’imprenditrice Rosy Barretta, non ha esitato a chiarire anche alcuni dei punti della riforma portuale già approvata.

“Il presidente dell’Autoritá di sistema portuale rappresenta l’Autoritá centrale governativa. Non ci sono Autoritá minori: vi é la stessa dignitá tra porti all’interno del comitato di gestione. Il porto di Brindisi ha, per noi, un indice di funzionalitá alto. Non bisogna avere un atteggiamento troppo protezionistico, ma puntare ad un’area logistica integrata per avere un fattore di grande competitivitá”.

Preoccupazioni ma anche disponibilità sono state espresse dagli operatori attraverso l’intervento di Teo Titi, presidente della neo costituita associazione Operatori portuali salentini. “Noi siamo a disposizione in maniera costruttiva”, ha detto Titi a Delrio.

Al termine dell’incontro con gli operatori portuali, Delrio è salito a bordo dei rimorchiatori Barretta.

 

Salvatore Carruezzo

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A Brindisi ritornano i Campionati italiani del mare

BRINDISI – Nel 1962 la cittá di Brindisi organizzava, per l’ultima volta, i Campionati italiani del mare. Una competizione sportiva nazionale di canottaggio che coinvolgerá circa 150 imbarcazioni e che dopo 54 anni sará organizzata, ancora una volta, dalla Lega Navale di Brindisi.L’evento sará disputato il 1 e 2 Ottobre nel Seno di Ponente nel porto interno di Brindisi.

Verranno disputate gare di tipo regolamentare per il Trofeo del Mare senior 1500 mt., Junior e ragazzi 1000 mt. e una gara promozionale per Master 1000 mt. valida per la “Classifica Nazionale Master 2016″. Sará esclusa dalla classifica la specialitá del Doppio Canoe “Lui&Lei”.I Campionati in Tipo Regolamentare si effettuano con imbarcazioni da mare denominate “Jole”, larghe e stabili per affrontare campi di gara marini anche in presenza di lievi turbolenze.

Ci saranno sei tipologie di imbarcazioni “Jole”: Otto Jole con timoniere, Quattro Jole con timoniere, Due Jole con timoniere, Doppio Canoe, Canoino e Quattro GIG con timoniere riservato alla categoria ragazzi.

Verrá allestito dalla Lega Navale “Il villaggio del canottiere”, un’area attrezzata per tutti gli atleti e le loro societá con parcheggi riservati a mezzi e carrelli porta imbarcazioni, un’area per l’alaggio e il varo, spogliatoi, sala riunioni per giudici ed arbitri, sala stampa e sala controllo anti doping. Tutto come richiesto dal protocollo Federale per manifestazioni di livello nazionale.

 

Salvatore Carruezzo
Foto: Gianni Di Campi

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Porto di Brindisi: il 23 il comitato deciderà su concessione a Grimaldi

BRINDISI – Se concedere a Grimaldi due rampe per traghetti e l’attracco preferenziale sulla terza per vent’anni lo deciderà il comitato portuale il prossimo 23 maggio. O almeno così è previsto dalla convocazione che riporta quest’ordine del giorno su cui ancora una volta l’organo collegiale dell’Autorità portuale di Brindisi sarà chiamato ad esprimersi, dopo aver a lungo rimandato la questione.

Sono passati quasi due anni da quando Grimaldi ha presentato la sua istanza di concessione (inizialmente per tre accosti, poi modificata per venire incontro alle richieste che provenivano proprio dal comitato). In questi mesi prima l’ex presidente dell’Authority Hercules Haralambides, poi il commissario Mario Valente, hanno ripetutamente tentato di discutere nelle sedute del comitato la questione: ostruzionismo e astensione lo hanno impedito.

Un accordo, di fatto, non è stato trovato e neppure un compromesso che consenta al gruppo Grimaldi di incrementare la sua presenza nel porto di Brindisi dove garantisce già i collegamenti con Ravenna e con la Grecia.Accanto a chi auspica questa ipotesi c’è anche chi chiede altre garanzie; dalla necessità di avere spazi per altri (ipotetici) armatori interessati alla volontà di imporre a Grimaldi servizi svolti da operatori brindisini. Interessi a cui nessuno intende rinunciare.

Da qui le difficoltà a discutere la questione. Ad acuire le polemiche in questo momento c’è anche un’ulteriore fattore: in comitato, in rappresentanza del Comune di Brindisi, nella seduta del 23 maggio, siederà il commissario prefettizio Cesare Castelli. Non un rappresentante politico, non il sindaco della città che invece sarà eletto pochi giorni dopo. E’ stato l’imprenditore portuale Teo Titi, membro del comitato portuale, a sollevare la questione dell’inopportunità di far decidere su una vicenda così importante un rappresentante del governo e non un eletto dai brindisini.

“A 10 giorni dalle elezioni – ha fatto notare Titi – il 23 maggio, è stato convocato il comitato portuale per concedere le banchine ad una unica compagnia, la Grimaldi, per 20 anni! Chi si esprimerà per il Comune? Un commissario, così come sarà un commissario per l’Autorità portuale che anch’essa sarà oggetto di stravolgimento tra pochissimo. Sarà la vera espressione del volere comune? Alla fine sarà fatto come hanno deciso da tempo. Come per il resto. La concessione sarà data nonostante a Brindisi in questi mesi sono arrivate altre compagnie (forse è questo il motivo?) e si inizia a vedere la luce e nonostante tutto questo sia contro la logica di aprire al mercato”.

Il riferimento è all’ultimo pronunciamento del Consiglio di Stato sulle concessioni demaniali. Dello stesso parere di Titi anche i candidati a sindaco della città.

 

Salvatore Carruezzo

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Porto di Brindisi: risarcito il guardiano del Faro

BRINDISI – Dopo 43 anni di servizio per il Ministero della Difesa come farista e dopo aver accumulato diverse patologie provocate proprio dalla sua attività professionale, un uomo di Brindisi ha visto riconosciuto il suo diritto a ricevere un indennizzo dallo Stato.
La sua attività è cominciata nel 1964 quando diventa dipendente del Ministero della Difesa presso il Comando Zona Fari Marina Militare di Taranto con la qualifica ed i compiti di Farista Capo. Dopo tre mesi trascorsi a La Spezia, è stato trasferito a Napoli al Faro di Punta Campanella e, nel 1965, a Brindisi presso il Faro di Forte a Mare Castello Alfonsino, dove aveva l’incarico di farista capo.

Resta lì fino al 2007, quando viene congedato e per tutti questi anni alloggia nella dimora militare all’interno del Castello per garantire la reperibilità h24.

Per le sue mansioni è stato costantemente addetto al controllo e manutenzione dei segnalamenti a mare ed a terra, anche in ore serali , movimentazione di batterie al piombo, all’imbarco ed allo sbarco di materiali per la manutenzione ordinaria e straordinaria dei segnalamenti (pitturazione, controllo degli apparati luminosi, pulizia delle cupole e delle ottiche) e delle boe ad una altezza di circa 7/8 mt s.l.m, alla pulizia e manutenzione delle lanterne esterne dei fari ma provvedeva anche al trasporto delle bombole acetileniche (che servivano per caricare i segnalamenti del porto di Brindisi) ognuna del peso di circa 60 chili: tali bombole venivano, pertanto, portate alle boe in mare. Di queste, quelle raggiunte via mare erano tre più il Faro delle Pedagne. A queste si aggiungevano i segnalamenti del Porto che si raggiungevano via terra (Diga a Mare, Costa Morena, canale Pigonati -rosso e verde- Punta Riso). Ogni mese il carico delle bombole era di circa 60.

Sono queste le ragioni che hanno provocato una serie di patologie, anche neurologiche, che hanno portato l’uomo ad avere seri problemi di salute. Il Tribunale di Brindisi, su ricorso dell’avvocato Carmela Lo Martire, ha riconosciuto che queste patologie sono state causate proprio dal lavoro svolto.
“Il gravoso carico dei compiti a lui assegnato, nonché la costanza dell’esposizione agli avversi agenti atmosferici, nonché lo stress connesso all’attività espletata sfociò nei malori posti poi alla base della richiesta (in effetti sono più richieste per più infermità) di riconoscimento della dipendenza delle patologie da causa di servizio”, è scritto nel ricorso dell’avvocato Lo Martire.

Infatti la causa di servizio è stata riconosciuta.

Salvatore Carruezzo

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Dal Governo ancora nessun Piano generale sui porti

BRINDISI – In alcuni porto della nostra piattaforma italica della logistica si continua a discutere solo al fine di far conoscere la peculiarità geografica, economica e marittima del porto, rivendicando la propria autonomia per la gestione di tutti i traffici portuali, compresi quelli virtuali.

Parlare seriamente di un tale argomento senza una seria programmazione di piano generale nazionale e regionale su trasporti e logistica, al di là delle valutazioni tecnico politiche, è destinato a diventare solo uno sterile esercizio di stile, simile ad un talk-show utile a garantire visibilità al presidente dell’Authority di turno.

Le idee progettuali che realizzano una “new vision” di sviluppo dei traffici portuali più allargata ai nuovi scenari economico marittimi dove sono? Un porto da sempre deve e dovrà garantire banchine, piazzali e terminal funzionali e sicuri. Oggi anche le merci, containerizzate e non, richiedono terminal operativi che garantiscano servizi tecnico nautici e logistici che vanno dall’accoglienza alla manipolazione e alla mobilità delle merci su altra modalità di trasporto.

Mentre per la mobilità dei passeggeri, sia quella delle navi ro-ro/pax sia quella delle navi da crociera, si richiede una dimensione turistica nuova che solo la Città può garantire.

Salvatore Carruezzo

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Adriatic Sea Tourism Report: nel 2013 oltre 5 milioni di crocieristi

Oltre 5,2 milioni di crocieristi movimentati nel 2013 (+4,6% sul 2012) e una contrazione stimata per il 2014 del -13%. Inoltre, circa 17 milioni di passeggeri movimentati dai traghetti (-0,9% sul 2012) con una previsione di crescita per il 2014 del +2,1%, e oltre 300 marine turistiche individuate per un totale di quasi 77 mila ormeggi.

Questi, in sintesi, i numeri principali di Adriatic Sea Tourism Report 2014, il rapporto di ricerca realizzato da Risposte Turismo – società di ricerca e consulenza a servizio della macroindustria turistica – che analizza i flussi, le dimensioni, le direzioni e i comportamenti dei movimenti turistici via mare nell’area adriatica (crociere, traghetti e nautica) che interessano i sette Paesi che su di essa si affacciano.

Più in particolare, per quanto riguarda il traffico crocieristico movimentato negli oltre 20 porti attivi  nell’area adriatica, nel 2013 Venezia guida la classifica con circa oltre 1,8 milioni di passeggeri (pari al 34,8% del totale dell’area) e 548 toccate nave (il 17,2% del totale), seguito da Dubrovnik con poco più di 1 milione di passeggeri movimentati (il 20,8% del totale) e 692 toccate nave (il 21,7% del totale) e Corfù, con circa 744 mila passeggeri movimentati e 480 toccate nave, pari, rispettivamente, al 14,3% e al 15% del totale complessivo registrato.

La concentrazione del traffico crocieristico nell’area adriatica vede i primi 3 porti in classifica movimentare circa il 70% del totale, percentuale che sale all’87,6% allargando l’orizzonte ai primi 5 scali e al 97,7% prendendo in considerazione la top ten dei porti. Esaminando il traffico crocieristico per Paese, l’Italia nel 2013 si posiziona al primo posto con 2,7 milioni di crocieristi movimentati (il 51,8%), seguita dalla Croazia (circa 1,3 milioni, pari al 26,5% del totale) e dalla Grecia (circa 750 mila passeggeri movimentati, pari al 14,4% del totale). Le prime previsioni sul 2014 elaborate da Risposte Turismo sui dati ricevuti da 11 porti (Ancona, Brindisi, Corfù, Dubrovnik, Koper, Opatija, Pula, Ravenna, Trieste, Venezia e Zadar) rappresentativi del 77,3% del traffico passeggeri movimentati nel 2013, mostrano una contrazione stimata nell’ordine del -13%. Tale previsione è in linea con la contrazione attesa per l’intero bacino del Mediterraneo dovuta, in primo luogo, allo spostamento di alcune navi verso altre aree della mappa crocieristica mondiale.

Per quanto riguarda invece il settore dei traghetti, lo studio contiene l’analisi delle movimentazioni passeggeri e delle toccate navi di oltre 40 porti dell’Adriatico. Nel 2013 i passeggeri movimentati da tali infrastrutture portuali sono stati circa 17 milioni, in leggera contrazione (-0,9%) rispetto ai volumi registrati nel 2012 sui porti considerati. Analoga la contrazione evidenziata dal report per le toccate nave che hanno interessato tali scali, nel 2013 circa 81 mila.

La classifica dei 10 porti interessati da traffico legato ai traghetti vede Split (Croazia) al primo posto con oltre 4 milioni di passeggeri movimentati e 14.882 toccate nave, seguita da Igoumenitsa (Grecia) con circa 2,5 milioni di passeggeri e 10.811 toccate nave, e Zadar (Croazia), con circa 2,4 milioni di passeggeri movimentati e 17.000 toccate nave. Ai piedi del podio Bari, primo porto italiano in classifica, seguito da Ancona, entrambi con poco più di 1 milione di passeggeri movimentati e con, rispettivamente, 1.582 e 2.697 toccate nave. E’ da notare come i primi 3 porti, nel 2013, siano stati rappresentativi del 52,6% del totale del traffico passeggeri, percentuale che sale al 68,3% se si considerano i primi 5 e all’89,1% considerando i primi 10. Rimanendo nel segmento dei traghetti, a livello di singole nazioni che si affacciano sull’Adriatico il report realizzato da Risposte Turismo evidenzia, per il 2013, la leadership della Croazia, ottenuta grazie a circa 7,8 milioni di passeggeri movimentati (il 46,4% del traffico complessivo) e 43.961 toccate nave (il 54,2% del totale toccate nave registrato).

Alle sue spalle si posizionano la Grecia, con circa 4,8 milioni di passeggeri movimentati (il 28,3% del totale) e 27.894 toccate nave (il 34,4% del totale), e l’Italia, al terzo posto in virtù di circa 3,2 milioni di passeggeri movimentati (19% del totale) e 7.539 toccate nave. Oltre ai ferry e alle crociere, Adriatic Sea Tourism Report prende in considerazione anche il comparto nautico. In quest’ambito l’edizione 2014 del report ha proseguito il lavoro di indagine iniziato lo scorso anno sulle infrastrutture portuali esistenti e sugli operatori attivi sul territorio, arrivando a mappare nell’area 323 marine e quasi 77 mila posti barca, con una media di circa 240 posti barca per infrastruttura.

Tra i Paesi che si affacciano sull’Adriatico l’Italia è risultata essere la nazione con il numero maggiore di marine (180, pari al 55,7% del totale) e posti barca (47.298, pari al 61,5% del totale). Rimanendo nel settore nautico, il report contiene inoltre le previsioni per il 2014 relative all’andamento del giro d’affari di un campione di 52 marine e 20 società di charter dell’Adriatico. Entrambi i campioni hanno evidenziato incoraggianti segnali di ottimismo, ipotizzando un andamento prevalentemente stabile o positivo per l’anno in corso. Più in particolare, per quanto riguarda le marine il 54% degli intervistati prevede una stabilità nel valore della clientela, mentre il 27% si aspetta un suo incremento.

Con riferimento invece alle società di charter oggetto dell’indagine, il report evidenzia il forte incremento previsto nel 2014 per quanto riguarda la clientela di imbarcazioni a vela (+56%), confermando il trend di crescita registrato nel 2013 sul 2012 (+69%). Adriatic Sea Tourism Report 2014 è stato presentato da Francesco di Cesare – Presidente di Risposte Turismo – in occasione del 3° Stakeholder Workshop di Adriplan, progetto cofinanziato dalla Direzione Generale Mare della Commissione Europea dedicato all’ADRiatic and Ionian maritime spatial PLANning in corso di svolgimento a Trieste. Adriatic Sea Tourism Report è stato lanciato lo scorso anno a Trieste in occasione della prima edizione di Adriatic Sea Forum – cruise, ferry, sail & yacht, evento internazionale itinerante dedicato al turismo via mare nell’Adriatico.

 

Salvatore Carruezzo

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Allargamento di Canale Pigonati: per Haralambides è solo un’idea

Quello dell’allargamento di Canale Pigonati, a Brindisi, è ormai diventato motivo di discussione a diversi livelli. Così dopo l’idea lanciata dal Propeller Club Port of Brindisi, di aumentare da 100 metri di larghezza a 130, ed in seguito all’interesse che si è scatenato sui social network (si tratta di pareri assolutamente privi di ogni fondatezza tecnica), oggi il presidente dell’Autorità portuale Hercules Haralambides ha deciso di spiegare la posizione dell’ente.

“Al momento non esiste alcuno studio di fattibilità nè tantomeno una valutazione costi-benefici – ha spiegato Haralambides – esistono solo due pagine scritte del Propeller che rappresentano solo un’idea”. Ed infatti, pochi giorni fa, la nota che porta la firma del presidente del club Donato Caiulo è arrivata in Authority.

In particolare, attraverso alcune schede dell’ingegner Francesco Di Leverano, il quesito che l’ente si è posto è relativo alla “necessità” dell’allargamento a fronte innanzitutto della valutazione della manovrabilità delle grandi navi che potrebbero giungere nel porto interno.

Ma da valutare c’è anche la conformità pianificatoria, ambientale e paesaggistica: un allargamento dovrebbe, infatti, passare attraverso un Atf, ossia un adeguamento tecnico funzionale, che poi dovrebbe essere sottoposto a Via (Valutazione d’impatto ambientale).

Un percorso alternativo sarebbe quello di approvare una variante al Piano regolatore portuale o inserirlo nel nuovo Prp; in questo modo la compatibilità ambientale rientrerebbe nella Valutazione d’impatto strategica complessiva.

Entrambi i percorsi, ugualmente percorribili, conducono ad un problema di incompatibilità tecnica: i lavori di manutenzione straordinaria ed il consolidamento delle banchine del Canale Pigonati prevedono inserzioni cementizie lungo il filo banchina e la formazione di pali tirantati con armatura. Dopo la loro realizzazione sarebbe pressoché impossibile abbattere le stesse banchine per l’allargamento.

Che poi qualche armatore decida, con un canale allargato fino a 130 metri di larghezza, di scegliere il porto di Brindisi, resta da vedere.

 

Salvatore Carruezzo

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E’ morto Domenico Mennitti

Questa mattina è morto l’onorevole Domenico Mennitti, ex sindaco di Brindisi, giornalista, fondatore di Forza Italia, ma soprattutto simbolo di cultura e tenacia capace di risollevare la città di Brindisi da un periodo politicamente buio.

Nella sua esperienza di giornalista e di amministratore è stato anche editorialista della nostra rivista: attraverso la sua penna cercò di spiegare all’Italia l’importanza di un porto proiettato verso il futuro; ai brindisini, invece, provò a far capire la necessità di realizzare il water front.

Caparbietà ed autorevolezza sono solo due delle sue migliori carattersitiche che ne hanno contraddistinto la storia politica e professionale.

 

Salvatore Carruezzo

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IL NAUTILUS Anno 12 N°2

BRINDISI - Lo speciale di questo nuovo numero de Il Nautilus è dedicato al porto di Trieste che, tra cambiamenti già effettuati e progetti con finanziamenti in arrivo, sta mutando la sua fisionomia e crescendo come scalo in Adriatico. Accanto a queste novità sullo scalo ci sono anche quelle che riguardano i porti di Livorno, Porto Torres, Savona, Cagliari, Ancona e Bari. In questo numero troverete anche un’intera pagina dedicata alla fiscalità legata al mondo del diportismo con gli aggiornamenti sulle ultime modifiche alle leggi.
poseidone danese

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