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Autorità portuale di Bari: “Iniziativa sindacale imcomprensibile dell’Ugl su lavoratori security”

L’organizzazione sindacale UGL, ha organizzato questa mattina, nei pressi del varco di ingresso al Porto di Bari, una manifestazione per rivendicare il mancato adeguamento contrattuale del personale addetto alla security nei porti di Bari e Monopoli. La manifestazione è pretestuosa e le affermazioni contenute nel comunicato UGL del 12 febbraio appaiono prive di fondamento.

La vertenza è nata, nei mesi scorsi, con la decisione della società che gestisce il servizio, di richiedere, per gli attuali addetti alla security, la nomina a Guardie Particolari Giurate non armate. Lo svolgimento di tali attività mediante GPG era stato richiesto sia dal Comitato di Sicurezza Portuale, che approva i piani di security che dalla stessa Prefettura. Tale mutamento di qualifica comporta l’applicazione del CCNL della vigilanza. La questione era stata oggetto di un accordo sindacale stipulato con FILT CGIL, FIT CISL e UILTRASPORTI il 18 settembre 2013 che garantiva ai lavoratori il mantenimento integrale del trattamento contrattuale del CCNL PORTI, mediante un superminimo di 245 euro a valere su tutti gli istituti ed il pagamento degli arretrati.

Tale accordo era stato successivamente approvato da una raccolta di firme, che aveva visto l’adesione della maggioranza del personale. In vista dell’applicazione di detto accordo sindacale, la UGL ha    promosso una nuova raccolta di firme che ha registrato l’adesione di 48 lavoratori su 86 addetti, molti dei quali hanno revocato la precedente adesione. In tale modo viene impedita l’applicazione dell’accordo, già sottoscritto da CGIL,CISL e UIL, che avrebbe pienamente tutelato i lavoratori della Porti Levante Security nel passaggio da Addetti di Security a Guardie Particolari Giurate, sia sotto il profilo occupazionale che contrattuale.

Questa scelta irrazionale, strumentale e autolesionistica dell’UGL, costringe la società, costituita “in house” dall’Autorità Portuale allo scopo esclusivo di svolgere le attività di security portuale, a cessare, nei fatti, la propria attività.  L’Autorità Portuale, data l’impossibilità di applicare l’accordo sottoscritto, che prevedeva fra l’altro la tutela occupazionale per tutto il personale, si trova ora nella scelta obbligata di affidare il servizio in appalto ad istituti abilitati.

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Scritto da Redazione su feb 12 2014. Archiviato come Authority, News, Sud. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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