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Porto di Ancona: progetto Visiomare per controllare le sabbie dragate

ANCONA – Quasi 70.000 euro l’anno. E’ la cifra che risparmierà l’Autorità Portuale di Ancona ora che ha adottato Visiomare, un nuovo sistema di monitoraggio e controllo del conferimento delle sabbie, inedito nel panorama mondiale.

Attraverso Visiomare l’Autorità Portuale potrà certificare a distanza il corretto riposizionamento dei materiali dragati dai fondali del porto, con la certezza del rispetto sia dei tempi che del corretto posizionamento delle motonavi, impiegate nel trasporto dei materiali di dragaggio, al momento dello scarico in mare nelle aree autorizzate allo scopo.

Su richiesta dell’Autorità Portuale di Ancona, Visiomare è stato ideato e realizzato dall’anconetana V3 Elettro Impianti, impresa all’avanguardia nel campo dell’automazione industriale e della domotica residenziale di fascia alta. In pratica si tratta di un sistema di videocamere dotate di Gps che trasmettono in tempo reale le immagini dello sversamento, controllando al contempo che la zona sia quella corretta, grazie appunto al rilevamento satellitare.

Prima dell’adozione di questo sistema, l’Autorità Portuale era obbligata ad inviare personale dipendente dell’Ente, appartenente all’ufficio di direzione lavori, per ogni singolo viaggio delle navi trasportatrici, per certificare che il conferimento avvenisse conformemente alla specifiche prescrizioni (a 6 miglia dalla costa) e per poi verbalizzare il tutto, così come previsto dalla legge. Un dispendio di tempo e di personale oneroso, che ora potrà essere evitato, mentre lo svolgimento delle necessarie prestazioni e registrazioni negli specifici registri avverrà da remoto.

“Tutte le informazioni sono inviate istantaneamente ad Ancona – spiega Cristiano Vaccarini, direttore generale di V3 Elettro Impianti – attraverso un semplice collegamento via rete 3G. In caso il segnale venga momentaneamente perso, ad esempio per problemi alla linea telefonica, viene tutto registrato in HD direttamente sull’imbarcazione, con orario e posizione Gps riportato sulle immagini”.L’impianto di registrazione è portatile, può quindi essere usato anche come strumento di archiviazione per altre attività una volta che la nave è rientrata in porto.

“La tecnologia che abbiamo utilizzato è molto flessibile e potrà essere implementata in futuro con ulteriori funzioni, senza eccessivi costi – conclude Vaccarini. – Ad esempio, potremmo fare in modo che gli strumenti a bordo si colleghino automaticamente al wifi del porto, una volta raggiunta la costa, e che attraverso di esso scarichino automaticamente tutte le informazioni nell’archivio dell’Autorità Portuale”.

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Scritto da su Set 8 2015. Archiviato come Authority, Centro, News. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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