Bonifiche: Costa, bene riperimetrazione La Maddalena, ora procedere spediti

Dal ministero le risorse per il risanamento della darsena dell’ex arsenale e delle aree adiacenti

Roma– “La riperimetrazione del Sito di interesse nazionale de La Maddalena, approvata in Consiglio dei Ministri, è l’esempio di come sia importante la concertazione tra le parti interessate – istituzioni nazionali e locali – per raggiungere con efficacia, senza inutili perdite di tempo a causa di lungaggini burocratiche o di polemiche politiche, un obiettivo comune: la bonifica dell’area, che i cittadini aspettano da tempo. Si proceda adesso velocemente”.

Come specificato nella deliberazione del Consiglio dei ministri, l’inclusione dell’area urbana e dello specchio d’acqua antistante Cala Camicia nell’“arsenale militare area militare contigua Molo Carbone” è avvenuta con “l’intesa che le risorse stanziate dal ministero dell’Ambiente saranno finalizzate alla bonifica della darsena dell’ex arsenale de La Maddalena e delle aree adiacenti”.

Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale: L’uso dell’LNG nei porti, tra innovazione e responsabilità

Costa Crociere ha promosso l’incontro pubblico dal titolo “L’uso dell’LNG nei porti, tra innovazione e responsabilità” che si è tenuto oggi, giovedì 23 gennaio 2020, alla Fortezza del Priamar di Savona

Un momento di approfondimento per informare correttamente gli attori del territorio e la cittadinanza sulle politiche green intraprese dalle compagnie che operano nei porti e sugli strumenti innovativi posti in essere per rendere le attività portuali sostenibili.

Il focus è stato posto sull’LNG – o GNL, Gas Naturale Liquefatto – un carburante di ultima generazione che permette di ridurre del 26% le emissioni dirette di CO2 e che è stato virtuosamente adottato già nel 2019 da quasi 200 navi operanti nei porti del sistema del Mar Ligure Occidentale.

Il Presidente Signorini, intervenuto al dibattito insieme a Ilaria Caprioglio Sindaco di Savona, Neil Palomba Direttore generale Costa Crociere e un panel di esperti, ha evidenziato l’eccezionalità del porto di Savona, unico nel Mediterraneo ad avere in pochi km di litorale sia un terminal full-container tra i più avanzati in Europa e che traguarda 900 mila TEUs, che il Palacrociere homeport di Costa Crociere.

Ha inoltre sottolineato che i principali gruppi crocieristici sono consapevoli che le navi in porto non devono inquinare e sono quindi attivamente ingaggiati nella sostenibilità ambientale.

Video
https://youtu.be/nV7Am_5NotE

Regione Sicilia: A Barcellona si mette in sicurezza il litorale

Un altro tratto della costa tirrenica da difendere dalla furia dei marosi che, negli anni, hanno divorato intere porzioni di litorale. E’ quello che ricade nel Comune di Barcellona Pozzo di Gotto, nel Messinese, e che è compreso tra due torrenti: il Longano e il Termini. In particolare, nella zona adiacente alla foce di quest’ultimo anche la sede stradale del lungomare è andata distrutta e l’Ufficio contro il dissesto idrogeologico, già impegnato a mettere in sicurezza oltre ottanta chilometri di costa, è pronto a intervenire.

I primi lavori di ripascimento risalgono a oltre dieci anni fa: si operò allora su ottocento metri di battigia, una porzione esigua rispetto alle reali dimensioni del fenomeno erosivo. Adesso, invece, sono circa due chilometri quelli per i quali la Struttura commissariale, guidata dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci e diretta da Maurizio Croce, ha finanziato la progettazione, pubblicando la gara per affidare, contestualmente, anche le indagini sedimentologiche, biologiche e archeologiche.

Per schermare quest’altro tratto di litorale si prevede di realizzare pennelli a mare in ghiaia e materiale sabbioso lunghi settanta metri. Strutture che dovrebbero portare benefici pure per la spiaggia a levante del Longano, consentendo di proteggere, di riflesso, anche il centro abitato di Calderà, uno dei luoghi più affollati durante il periodo estivo.

Porto della Spezia, presidente Toti: un tavolo con Emilia e Toscana per Mini Pontremolese

Road map in attesa dell’opera complessiva

È il secondo porto italiano, sta facendo bene e ha tutta la nostra attenzione

La Spezia-Una mini Pontremolese attraverso un tavolo interregionale anche con Emilia e Toscana per realizzare una serie di opere in grado di dare le risposte che il territorio si aspetta, in attesa del progetto complessivo. Un’opera su cui si deve ragionare concretamente, a cominciare da iniziative concrete: dall’implementazione delle stazioni che non consentono l’incrocio dei treni sulla linea e da una riduzione delle tariffe da parte di RFI, in attesa del progetto complessivo di raddoppio che richiede più tempo.

È l’impegno di Regione Liguria comunicato oggi dal presidente di Regione Liguria Giovanni Toti nell’incontro svoltosi presso l’Autorità Portuale del Mar Ligure Orientale alla Spezia alla presenza degli operatori portuali. Una riunione per fare il punto sulle esigenze degli addetti ai lavori in porto a cui hanno preso parte, tra gli altri, l’assessore regionale alle Infrastrutture Giacomo Giampedrone, la presidente dell’Autorità Portuale Carla Roncallo e il segretario generale Giuseppe Di Sarcina, la parlamentare Manuela Gagliardi e il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini.

Il tema delle infrastrutture è stato al centro dell’incontro, insieme a quello della sicurezza in un porto, quello della Spezia che ha percentuali di trasporto su ferro superiori al resto d’Italia, a cui si devono dare risposte concrete e strategiche per la comunità.
“La ferrovia rappresenta un elemento fondamentale per lo sviluppo del porto della Spezia – ha sottolineato il presidente di Regione Liguria – E la Pontremolese deve essere inserite dentro le reti Ten-T e diventare prioritaria in Europa nel 2023. Un periodo nel quale il ruolo di Regione Liguria sarà ancora di più fondamentale se riesce a mettere insieme le volontà delle regioni limitrofe, per avere un consenso comune e presentarsi ai tavoli di revisione delle reti Ten con un consenso allargato e interregionale”.

“Per noi la Pontremolese è un’infrastruttura prioritaria – ha detto Toti – e in attesa del raddoppio definitivo si può ragionare per gradi, per migliorare l’operatività dello scalo”. Regione Liguria, ha ricordato il governatore, sta prestando la massima attenzione al porto della Spezia dove, in primavera, partiranno i lavori per i binari che consentiranno la creazione di treni da 750 metri”. “Inoltre – ha continuato Toti – stiamo lavorando con Rfi per ragionare sulle tariffe di traccia che possono essere un altro aiuto alla competitività di questo porto. Un porto che è cresciuto, è all’avanguardia in Italia: ha raggiunto il milione di crocieristi, per i contenitori è il secondo porto del paese in una regione che ha già il primo porto per numero di contenitori e tutto questo dà l’idea dell’importanza della Liguria. È un porto che sta facendo bene e che merita tutta la nostra attenzione”.

Toti ha voluto anche ricordare, rispondendo ad eventuali obiezioni che “Non vi è nessun rischio di divisione tra città e porto se ognuno continua a fare la sua parte secondo un percorso di investimenti largamente conosciuto e condiviso. Oggi infatti la città di Spezia e il porto sono molto più integrati di un tempo e La Spezia è uno dei modelli di Liguria che vorremmo costruir”. “Quest’anno – ha aggiunto il presidente – sono infatti previsti quasi 1 milione di crocieristi. Un obiettivo che si può raggiungere perché è stato perseguito negli anni scorsi e che ci conferma che è stata fatta la scelta giusta”.

“Attualmente c’è un progetto che prevede ampiamenti di banchine, un molo nuovo, un progetto importante riguardante la stazione marittima e la riqualificazione del waterfront della città per molte decine di milioni di euro di investimenti – ha continuato Toti – Per dare gambe a questo piano e farlo andare avanti occorre che tutti si mettano d’accordo e che si assumano un impegno concreto. Non c’è nulla da discutere o da litigare, ma solo fare”.

Il porto della Spezia è avanti anche sul tema della sostenibilità ambientale: ha infatti una percentuale di ferro superiore agli altri porti ed è pronto a diventare primo porto per sostenibilità e infrastrutture. Anche grazie all’elettrificazione delle banchine e allo switch previsto sui carburanti a minor contenuto di zolfo.

Questo per dire che nel complesso tessuto industriale della Spezia, il suo porto è cresciuto di più in assoluto insieme a Genova e insieme al mercato turistico.

“La politica, secondo il governatore, deve fare la sua parte e penso che lo stia facendo cercando interlocutori e sensibilizzando il governo centrale. Ma affinché ci sia la giusta sensibilità i progetti vanno condivisi da tutti i soggetti: Regione, Comune, chi fa impresa, opinion leader dei territori. Oggi è il primo passo per una città che rappresenta un modello su cui mi auguro incida anche la transizione dal carbone al gas della centrale Enel. Il fatto che si possa fare impresa e shipping in uno degli scenari turistici più suggestivi d’Italia è un altro motivo di vanto. Tutti dobbiamo condividere e trasferire ciò in un dibattito nazionale che deve avere in primo piano il tema della logistica, della pontremolese, delle regole e della riorganizzazione del porto”.

FINCANTIERI ENTRA NEL PROGETTO GREEN D’AVANGUARDIA “ITER”

Si rafforza l’impegno del Gruppo nel campo dell’energia pulita

 

Trieste– Fincantieri si è aggiudicata un prestigioso ordine, del valore di quasi 100 milioni di euro, per una serie di forniture e installazioni di equipaggiamenti di alto profilo nell’ambito dell’International Thermonuclear Experimental Reactor (ITER), un progetto per la realizzazione di un reattore a fusione nucleare di tipo sperimentale, primo nel suo genere, riconosciuta come una delle più ambiziose iniziative al mondo nel campo delle energie rinnovabili.

Per l’esecuzione delle attività è stato costituito un raggruppamento temporaneo d’impresa del quale fanno parte Fincantieri stessa, in qualità di capofila, la sua controllata Fincantieri SI, attiva nel settore dell’impiantistica e componentistica industriale elettrica, elettronica ed elettromeccanica, Delta-ti Impianti, specializzata in impiantistica meccanica, e Comes, specializzata in impiantistica elettrica.

ITER Organization è l’organismo sovranazionale con sede in Francia, partecipato e finanziato dall’ Unione Europea, Cina, India, Giappone, Corea del Sud, Russia e Stati Uniti d’America, che gestisce ITER, in fase di costruzione a Cadarache, nel sud della Francia. Il progetto dimostrerà la fattibilità scientifica e tecnologica della fusione nucleare, e permetterà di acquisire la conoscenza necessaria alla realizzazione di un prototipo di reattore nucleare. Si otterrà così la prima fonte su larga scala di energia pulita e illimitata attraverso la reazione di fusione, anche in presenza di una crescente richiesta energetica, mediante l’uso di tecnologie innovative e sviluppate ad hoc nei Paesi partecipanti al programma.

Affiancata alle fonti rinnovabili, la fusione termonucleare contribuirà significativamente alla lotta contro i cambiamenti climatici. Uno dei vantaggi della fusione, infatti, oltre la sua potenziale inesauribilità, è la limitata produzione di rifiuti residuali, prospettando quindi una fonte di energia che non prevede l’emissione di CO2, uno dei gas serra responsabili del surriscaldamento globale. La fusione nucleare è considerata altamente efficiente e pulita perché la sua fonte di partenza è l’acqua e non genera scorie durante il processo. Rappresenta inoltre un’autentica sfida scientifica e ingegneristica, coinvolgendo in modo trasversale ambiti come la superconduttività, la criogenia e il vuoto spinto.

L’Amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, ha dichiarato: “Quest’ordine, di straordinaria rilevanza internazionale, testimonia la reputazione che abbiamo saputo guadagnarci in ogni campo. Essere coinvolti in un progetto di tale respiro, infatti, conferma la bontà delle nostre strategie, e mi riferisco in particolare a quelle per la diversificazione e il costante investimento nell’innovazione e nella sostenibilità del business. Ora parteciperemo attivamente allo sviluppo di una tecnologia completamente diversa da quella impiegata nelle attuali centrali e soprattutto più pulita: un obiettivo ambiziosissimo che ribadisce anche la nostra capacità di integratore”.

Fincantieri SI, che per questo progetto rappresenterà il braccio operativo di Fincantieri, opera nel campo della propulsione navale ibrida, inclusi  i sistemi di energy storage, e in generale in quello della riduzione delle emissioni, con soluzioni tecnologiche ad hoc come l’elettrificazione dei porti. Con l’acquisizione di questa commessa, la società conferma la sua vocazione a diventare un riferimento sul mercato mondiale per tutte le applicazioni green, supportata in questo dal proprio centro di ricerca e sviluppo.

Taranto: Cambiamenti climatici. Gli scienziati fanno il punto

Il 30 gennaio a Taranto un seminario organizzato dall’Università e dal Centro Euromediterraneo sui Cambiamenti Climatici.
I cambiamenti climatici influiscono su molti aspetti del nostro territorio e della nostra società: attività produttive, salute pubblica, tempo libero, la qualità dell’ambiente marino e terrestre, la produzione e consumo di energia, cibo e molto altro.

La comunità scientifica lavora costantemente per produrre conoscenze concrete e affidabili su come cambierà il territorio nei prossimi decenni in conseguenza del clima, quali impatti possiamo attenderci e come affrontarli. Dalla collaborazione tra la scienza e gli attori del territorio (enti pubblici, aziende, associazioni, cittadinanza) nascono quelle iniziative che, a partire da scenari futuri, disegnano strategie e azioni per intervenire oggi e renderci pronti per gli anni che verranno.

Il 30 gennaio a Taranto, nell’ex Cappelletta della caserma Rossarol, sede del Dipartimento Jonico dell’Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari, si terrà un seminario con la partecipazione di scienziati ed esperti per analizzare le principali sfide legate ai cambiamenti climatici, le conseguenze e le soluzioni su cui è possibile lavorare.

Saranno presenti: Giovanni Coppini, Direttore della Divisione Ocean Predictions and Applications della Fondazione CMCC, Alfredo Reder, esperto di modelli regionali ed impatti geo-idrologici della Fondazione CMCC, Fabrizio Antonioli, ricercatore Sea Level, Domenico Capolongo, del Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali dell’Università di Bari, Cataldo Pierri, del Dipartimento di Biologia dell’Università di Bari, Bruno Notarnicola, docente di Ecologia industriale e presidente della Rete Italiana LCA e Pietro Vito Chirulli, imprenditore, amministratore unico di Serveco.

L’evento sarà l’occasione per conoscere nel dettaglio le sfide che attendono la nostra società nel breve e nel lungo periodo, ma anche l’occasione di riflettere sulle conseguenze di alcune nostre azioni quotidiane. La partecipazione all’evento è gratuita.

Programma:

Rinaldo Melucci, sindaco di Taranto: Saluti
Prof. Riccardo Pagano, direttore del Dipartimento Jonico in Sistemi Giuridici e Economici del Mediterraneo: società, ambiente, culture – UNIBA: Saluti
Prof. Giuseppe Mastronuzzi, direttore del Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali – UNIBA: Saluti
Dott. Giovanni Coppini, Fondazione CMCC: Il futuro del mare in un clima che cambia
Dott. Alfredo Reder, Fondazione CMCC: Scenari di cambiamento climatico a scala nazionale e locale
Dott. Fabrizio Antonioli, ricercatore Sea Level: Effetti delle variazioni del livello del mare
Prof. Domenico Capolongo, Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali – UNIBA: Il dissesto idrogeologico nel clima che cambia
Dott. Cataldo Pierri, del Dipartimento di Biologia  – UNIBA: Biodiversità marina e cambiamento climatico: specie aliene vs specie native
Bruno Notarnicola, Professore di Ecologia industriale e Scienze merceologiche e presidente della Rete Italiana LCA: L’approccio del Ciclo di Vita per l’identificazione e la minimizzazione dei gas serra
Pietro Vito Chirulli, Imprenditore e Amministratore Unico di Serveco srl: Cambiamenti climatici e sistemi economici

MSC CROCIERE AMPLIA PIANO ESPANSIONE FLOTTA AL 2030. FOCUS SU TECNOLOGIA AMBIENTALE DI ULTIMA GENERAZIONE

MSC Crociere e Chantiers de l’Atlantique siglano i contratti per la costruzione della terza e della quarta nave World Class alimentate a GNL.

La partnership è stata rafforzata con altri due progetti per la costruzione di nuove navi che si concentreranno sullo sviluppo e sull’utilizzo di tecnologie ambientali di ultima generazione.

I tre accordi firmati oggi rappresentano un investimento superiore a 6,5 miliardi di euro.

 

Parigi, Francia- Oggi MSC Crociere e Chantiers de l’Atlantique hanno ampliato la loro partnership annunciando due importanti progetti nel corso di una cerimonia tenutasi a Palazzo Matignon, residenza ufficiale del Primo Ministro francese. All’evento hanno partecipato Édouard Philippe, primo ministro francese, Gianluigi Aponte, Fondatore e utive Chairman del Gruppo MSC, Pierfrancesco Vago, utive Chairman di MSC Cruises, e Laurent Castaing, direttore generale di Chantiers de l’Atlantique.

In primo luogo, le due società hanno sottoscritto i contratti vincolanti per la costruzione della terza e della quarta nave World Class (già in opzione) che saranno alimentate a GNL la cui consegna è prevista rispettivamente 2025 e nel 2027. La prima delle altre due navi Wolrd Class – MSC Europa – è invece già in costruzione a Saint-Nazaire ed entrerà in servizio nel 2022. Con 205.000 tonnellate di stazza lorda, diventerà la nave più grande appartenente ad una compagnia di crociera europea e la prima nave da crociera alimentata a GNL (Gas Metano Liquido, ovvero il combustibile fossile con il minor impatto ambientale al mondo) mai costruita in Francia. Rispetto al normale combustibile per uso marittimo, il GNL riduce le emissioni di zolfo e il particolato del 99%, le emissioni di ossido di azoto (NOx) dell’85% e le emissioni di CO2 del 20%.

Queste due nuove navi rappresentano un investimento aggiuntivo da parte di MSC Crociere del valore di 2 miliardi di euro e comporteranno 14 milioni di ore/lavoro in più, per un totale di oltre 2.400 posti di lavoro (full-time equivalent) per i prossimi tre anni e mezzo.

Oggi MSC Crociere e Chantiers de l’Atlantique hanno esteso inoltre la loro collaborazione per il prossimo decennio con altri due progetti. Le due società hanno firmato un protocollo d’intesa (MoU) per lo sviluppo di un nuovo prototipo di una nuova classe di navi alimentate a GNL per MSC Crociere. Per questo progetto, la Compagnia, il cantiere navale e altri partner si concentreranno sullo sviluppo delle ultime tecnologie ambientali in linea con le richieste dell’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) per il 2030 e il 2050. Le quattro navi di questa nuova classe rappresentano un investimento superiore a 4 miliardi di euro a cui corrisponderanno altre 30 milioni di ore di lavoro per le maestranze coinvolte nel progetto.

Un secondo memorandum d’intesa prevede la collaborazione tra MSC Crociere e Chantiers de l’Atlantique per lo sviluppo di un altro prototipo di una nuova classe di navi, che esplori la possibilità di utilizzare l’energia eolica e altre tecnologie all’avanguardia su navi passeggeri.

I tre accordi firmati oggi rappresentano un investimento superiore a 6,5 ​​miliardi di euro.

Pierfrancesco Vago, utive Chairman di MSC Cruises, ha dichiarato: “I tre accordi firmati oggi estendono l’orizzonte temporale del nostro piano di investimenti fino al 2030. Gli accordi si basano su una partnership di lunga durata con Chantiers de l’Atlantique, che ha già visto consegnare 15 navi da crociera all’avanguardia negli ultimi due decenni e che vedrà altre navi prendere vita sulle banchine di Saint-Nazaire nei prossimi dieci anni. Gli accordi confermano, inoltre, l’impegno del nostro comparto verso la sostenibilità ambientale e consentono all’industria crocieristica di posizionarsi come leader mondiale nello sviluppo di tecnologie di ultima generazione.”

Laurent Castaing, direttore generale di Chantiers de l’Atlantique, ha sottolineato: “Siamo davvero orgogliosi e felici di aver costruito un rapporto proficuo con MSC Crociere, basato sulla fiducia reciproca e guidato dallo spirito di innovazione. Siamo entrambi impegnati a dare forma alla crocieristica di domani e allo sviluppo di navi che presentano standard ambientali più avanzati. Le nostre aziende collaborano già da vent’anni e questi nuovi progetti ci consentono di guardare con entusiasmo al futuro”.

MSC Crociere è fortemente impegnata per un futuro a “impatto zero” attraverso investimenti continuativi per lo sviluppo di soluzioni energetiche e tecnologie ambientali sempre nuove. Inoltre il 1° gennaio 2020 MSC Crociere è già diventata la prima grande compagnia di crociere “CO2 neutral”. Riconoscendo il fatto che oggi anche le più avanzate tecnologie ambientali disponibili non sono sufficienti a raggiungere l’obiettivo “impatto zero”, MSC Crociere sta continuando a lavorare per minimizzare e ridurre costantemente le emissioni e, contemporaneamente, ha deciso di compensare già oggi tutte le emissioni di CO2 prodotte dalla flotta attraverso il sostegno di progetti per l’ambiente.

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MSC CRUISES EXTENDS FLEET EXPANSION PLAN UP TO 2030, WITH FOCUS ON NEXT-GENERATION ENVIRONMENTAL TECHNOLOGY

MSC Cruises and Chantiers de l’Atlantique sign firm contracts for construction of third and fourth LNG-powered MSC World Class ships

Partnership further reinforced with two additional newbuild projects that will focus on the development and utilisation of next-generation environmental technologies

Paris, France, 20 January 2020 – Today MSC Cruises and Chantiers de l’Atlantique further extended their long-term partnership by making a number of strategic announcements at a ceremony held at the Matignon Palace, the French Prime Minister’s the official residence. The ceremony was attended by Édouard Philippe, Prime Minister of France; Gianluigi Aponte, MSC Group’s Founder and Executive Chairman; Pierfrancesco Vago, MSC Cruises’ Executive Chairman; and, Laurent Castaing, Chantiers de l’Atlantique’s General Manager.

First, the two companies announced the signing of firm contracts for the construction of MSC Cruises’ third and fourth LNG-powered MSC World Class ships, to be delivered in 2025 and 2027. The first of the initial two ships in the class is currently under construction at the Chantiers de l’Atlantique shipyard in Saint-Nazaire and is due to enter service in 2022. With 205,000 GT, she will become the biggest vessel operated by a European cruise line as well as the first LNG-powered cruise ship built in France. Compared to standard marine fuel, LNG decreases sulphur emissions and particulate matter by 99%, NOx emissions by 85%, and CO2 emissions by 20%.

These contracts represent a capital investment by MSC Cruises exceeding EUR 2 billion and are expected to generate 14 million additional working hours, amounting to over 2,400 full-time equivalent jobs for the next three and a half years directly supported by those orders. Today’s signature also allows the shipyard to start working with the hundreds of suppliers and subcontractors involved in the projects, setting in motion a new cycle that will greatly benefit the French economy.

Today MSC Cruises and Chantiers de l’Atlantique also extended their partnership over the next decade with two additional projects. First, the companies signed a memorandum of understanding (MoU) for the development of yet a new prototype class of LNG-powered cruise ships to operate under the MSC Cruises brand. For this project, MSC Cruises, the shipyard and other partners will focus on developing emerging environmental technologies in line with IMO’s vision for 2030 and 2050. The four vessels in this new class would represent a capital investment exceeding EUR 4 billion and an extra 30 million working hours for the yard, the suppliers and subcontractors involved in the project.

A second MoU sees MSC Cruises partnering with Chantiers de l’Atlantique in the development of yet another innovative prototype ship class concept with which they will explore opportunities that wind power and other advanced technologies could bring to passenger shipping.

The three agreements signed today represent an investment in excess of EUR 6.5 billion in the French economy.

Pierfrancesco Vago, Executive Chairman, MSC Cruises, said: “The three agreements signed today extend our investment plan up to 2030. They stem from an exceptional partnership, with Chantiers de l’Atlantique, that has already delivered 15 highly-innovative innovative cruise ships over the past two decades and will see many more vessels come to life at Saint-Nazaire’s docks in the next ten years. They also confirm this industry’s commitment to environmental sustainability, in this case helping the French national industry further position itself as a world leader in the development of next-generation technologies and other solutions.”

Laurent Castaing, General Manager, Chantiers de l’Atlantique, said: “We are really proud and happy to have built such an outstanding relationship with MSC Cruises, based on mutual trust and driven by the spirit of innovation. We are both committed to shaping the cruise of tomorrow and to developing ship concepts which go far beyond current environmental standards. Our companies have already been working together for twenty years and these new projects allow us to look enthusiastically to the future.”

MSC Cruises is strongly committed to achieving a zero-impact future by investing in the accelerated development of new energy solutions and environmental technologies that will allow that. On 1 January 2020 MSC Cruises became the first major cruise line to achieve carbon neutral fleet operations. As today’s most advanced environmental technology alone is insufficient to reach that, while it works to minimize and continuously reduce its environmental footprint MSC Cruises is offsetting all CO2 emissions from its fleet that it is not be possible to abate through such technology through a blend of high standard carbon offset projects.

MSC Cruises’ MSC World Class ships specifications:

• Gross tonnage: 205,700
• Lower berth capacity: 5,264
• Maximum number of passengers: 6,761
• Crew members: 2,139
• Number of cabins: 2,632
• Length / Beam / Height: 333.3m / 47m / 68m

AdSP MAM-ZES INTERREGIONALE ADRIATICA: GRANDI OPPORTUNITA’ DI CARATTERE FISCALE E AMMINISTRATIVO

Con la formale istituzione della Zona Economica Speciale Interregionale Adriatica possono finalmente iniziare a cogliersi le grandi opportunità rappresentate da notevoli benefici, in termini fiscali e di semplificazione amministrativa, contenute in tale strumento volte come sono a determinare un significativo impulso alla crescita economica e occupazionale nel territorio di riferimento.

Per la semplificazione delle procedure amministrative, in particolare, sono attuative le previsioni contenute, per l’appunto, nel cd. “Decreto Semplificazioni” – decreto legge 14 dicembre 2018, nr. 135, convertito con modificazioni dalla legge 11 febbraio 2019, nr.12 – laddove all’art.3-ter – semplificazioni per le zone economiche speciali – ZES e per le zone logistiche semplificate – ZLS – vengono disciplinati diversi criteri derogatori alla normativa vigente, dall’abbattimento di un terzo dei termini di cui agli articoli 2 e 19 della legge 241/90, di quelli previsti dal d.lgs 152/2006 in materia di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), VAS (Valutazione Ambientale Strategica), AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) e AUA (Autorizzazione Unica Ambientale), dei termini contenuti nel d.lgs 42/2004 e dPR 31/2017 in materia di autorizzazione paesaggistica, dei termini di cui al dPR 380/2001 in materia di edilizia e della legge 84/94 in materia di concessioni demaniali portuali fino all’abbattimento della metà dei termini previsti nelle Conferenze dei Servizi da indirsi ai sensi dell’articolo 14 – bis della legge 241 del 1990 preordinate all’acquisizione delle autorizzazioni,  licenze, permessi, concessioni, nulla osta o altri atti di assenso comunque denominati.

Proprio tale ultima disciplina derogatoria, a valere anche quale test della reale valenza delle semplificazioni in questione, è stata posta in essere per la prima volta da questa Autorità di Sistema portuale, in occasione della indizione della Conferenza dei Servizi in modalità asincrona, datata 16 gennaio 2020, per l’approvazione del progetto definitivo, ai sensi dell’art.27, comma 1 del d.lgs 50/2016, riferito alla realizzazione della vasca idrica di accumulo a Costa Morena Est. Infrastruttura questa, di corredo della piastra intermodale ultimamente realizzata, volta a rendere notevolmente più efficace il funzionamento dell’impianto idrico nell’area, composta com’è da un sistema di disconnessione tra l’alimentazione di acqua potabile dell’ente fornitore (AQP) e l’utente finale (navi) tramite la realizzazione di riserva idrica della capacità utile pari a 400 mc attrezzata di una stazione di spinta.

Il porto di Brindisi verso un accordo blu?

Il Comune di Brindisi si fa carico di stipulare un “blu agreement” con Capitaneria di Porto, Arpa e Provincia al fine di evidenziare particelle inquinanti nell’aria e salvaguardare la salute dei cittadini. Niente di strano: gli compete. L’effetto “Greta” si riversa anche sui porti? E tutte le città-porto concorrono a stipulare accordi blu. Non tutte le città sono uguali e non tutti i porti hanno le stesse funzioni.

Valutare la qualità dell’aria, per i vari assessori comunali che si affacciano sui porti, è divenuto un must per promuovere il “tutto” elettrico, oltre alla gestione della raccolta e rimessa in discariche dei rifiuti urbani. Oggi forse fa “notizia” interessarsi di navi e porti, dopo che in alcune città sono proprio loro a fermarne lo sviluppo economico/occupazionale delle attività portuali. Abbiamo posto alcune domande ad Adriano Guadalupi, Rappresentante Fedespedi
Tavolo di partenariato AdSPMAM, oltre ad essere presidente del Propeller Club Port of Brindisi.

Presidente, anche Brindisi si appresta a firmare un accordo per l’ambiente portuale?

Non so se si tratta di un protocollo; so soltanto che l’Amministrazione Comunale ha invitato Autorità portuale, Capitaneria di Porto, Arpa, Provincia per il prossimo 03 febbraio a un tavolo sull’ambiente. Ancora una volta, la politica del ”palazzo” è lontana dalla realtà cittadina: ci sono problemi per garantire lavoro e occupazione, ditte che chiudono i battenti senza uno sviluppo industriale, senza una programmazione per affrontare la fase di transizione verso la decarbonizzazione e noi ci troviamo ancora con una sovrastruttura burocratica che si unisce alle tante altre per propagandare una certa politica ambientale.

Brindisi è una città portuale o una città con un porto? L’autonomia amministrativa gli consente di salvaguardare la salute dei cittadini.

So solo che Brindisi sta attraversando un periodo difficile in ambito portuale con le sue infrastrutture e la sua retroportualità che non decolla. E poi, basta percorrere le strade, piene di buche e con barriere, diventate ormai percorsi di guerra, erbaccia ampia e sporca, autobus cittadini e provinciali obsoleti e inquinanti, pensiline per la mobilità urbana rotte, strade e corsi principali intasati di auto in giro per trovare parcheggi, siti di distributori di carburanti, pericolosi, inquinanti e rumorosi, posizionati sotto i palazzi al pari di  veri impianti industriali per lavaggi a ciclo continuo, senza rispetto per l’ambiente e per la salute dei cittadini, alberi ornamentali che coprono la illuminazione cittadina ed entrano nei balconi delle case; tutto questo non è importante per i vari assessori all’ambiente?

Altre Amministrazioni locali si stanno impegnando sul fronte del “green deal”

Genova, La Spezia e Livorno sono preoccupate per il superamento del limite della media annuale per il biossido di azoto – NO2 – e … quindi, perché non a Brindisi? Brindisi, per traffico portuale, al pari di questi hub portuali italiani? Si spera, ma non è così, visto che gli operatori stessi lamentano da molto tempo il declino delle attività portuali e vista la scarsa sensibilità degli Enti locali nei confronti dei problemi portuali.

L’AdSP del Mare Adriatico meridionale che cosa sta facendo per l’ambiente?

E’ del mese scorso, l’approvazione da parte dell’AdSPMAM, del Documento di Pianificazione Energetica ed Ambientale, tra l’altro, documento di totale ed esclusiva competenza dell’Autorità di Sistema Portuale. Certo, a partire dal primo gennaio 2020, (nuovi limiti IMO allo zolfo nei combustibili navali, drasticamente ridotto allo 0,5%), tutti, armatori e compagnie di navigazione che scalano i porti dovranno rispettare i criteri di sostenibilità energetica, con particolare riferimento alla riduzione delle emissioni di CO2 e da parte delle AdSP pianificare gli indirizzi strategici per l’implementazione di specifiche misure per migliorare l’efficienza energetica e l’uso delle energie rinnovabili in ambito portuale; e tutto questo avviene anche per Brindisi.

Il controllo comunque dovrà essere fatto.

Chi controlla cosa, come il solito, in Italia non è mai chiaro! Tutto si può fare, protocolli, blu agreement, tavoli permanenti finalizzati ad attivare una collaborazione proficua fra porto e città, accordi tra Capitaneria di Porto, Comune, Arpa e Asl per monitorare e mitigare gli effetti dell’ inquinamento ambientale da traffico marittimo nel porto, attuare azioni aggiuntive che ottimizzano l’utilizzo dei motori principali ed ausiliari delle navi, relativamente alla gestione, verifica e manutenzione degli impianti; compiti di governo che sono dell’AdSP e i relativi controlli sono dell’Autorità Marittima (su navi che scalano un porto dentro il circuito portuale) e non certo della Polizia Locale. Dimostrare a tutti i costi che si può fare di più, non è sufficiente politicamente (anche se si guadagnano gli share sui social), visto che varie amministrazioni locali non sono in grado di soddisfare il “minimo” per la città, trovandosi in (pre)dissesto finanziario?

Abele Carruezzo

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GREENPEACE LANCIA UN CORTO DI ANIMAZIONE CON LA VOCE DI GIORGIA: LA CASA DELLE TARTARUGHE È IN PERICOLO

ROMA– Greenpeace lancia oggi “Tartarughe in viaggio”, il corto di animazione realizzato per l’organizzazione dal pluripremiato studio Aardman, creatore tra gli altri di “Galline in fuga” e “Wallace e Gromit”, che mostra come i nostri oceani siano in pericolo e quanto sia importante agire subito per proteggerli.

Con la partecipazione straordinaria dei premi Oscar Olivia Colman and Dame Helen Mirren, per la versione internazionale, e di Giorgia e Adriano Giannini, doppiatori per la versione italiana, il video racconta la storia di una famiglia di tartarughe che tenta di tornare a casa, in un oceano che è sempre più minacciato da cambiamenti climatici, inquinamento da plastica, trivellazioni petrolifere e pesca eccessiva.

La cantautrice Giorgia, doppiatrice di “mamma tartaruga”, dichiara: “Sono felice di dar voce a una tartaruga grazie a Greenpeace. La casa è quanto di più prezioso abbiamo, uno spazio sicuro per noi e la nostra famiglia. Eppure la stiamo togliendo a tartarughe, balene, pinguini e tanti altri animali. Se non agiamo ora, rischiamo di causare danni irreversibili ai nostri oceani e di perdere alcune specie per sempre. Spero che questo corto faccia prendere coscienza a sempre più persone dei danni che stiamo causando al mare”.

Negli ultimi 500 anni le popolazioni di tartarughe marine si sono fortemente ridotte, principalmente a causa della caccia. Oggi le principali minacce alla loro sopravvivenza sono la pesca industriale, l’urbanizzazione costiera, l’inquinamento e i cambiamenti climatici.  Le tartarughe marine migrano per migliaia di chilometri attraverso i mari per spostarsi tra le spiagge dove nidificano, le aree dove si accoppiano e quelle più ricche di cibo per alimentarsi.

In contemporanea all’uscita del corto, Greenpeace lancia oggi i risultati di uno studio realizzato per tracciare le migrazioni delle tartarughe liuto, la specie di tartarughe più grande al mondo, dalle aree di riproduzione in Guyana francese. Lo studio “Turtles Under Threat” mostra come a causa dei cambiamenti climatici le tartarughe debbano viaggiare quasi il doppio per raggiungere le aree dove si alimentano consumando una gran quantità di energia. Questo potrebbe avere impatti gravissimi sulla loro già ridotta capacità di deporre uova. Il numero di uova deposte dalle tartarughe marine sulle spiagge della Guyana francese rispetto agli anni Novanta è diminuito di circa 100 volte, con meno di 200 nidi per stagione, rispetto ai 50 mila di allora.

“Sei delle sette specie di tartarughe marine sono minacciate di estinzione e senza un’azione urgente la situazione non potrà che peggiorare. Non c’è più tempo da perdere: i governi di tutto il mondo devono firmare un Accordo Globale che garantisca la reale protezione degli oceani. La comunità scientifica chiede di tutelare almeno il 30 per cento della superficie marina entro il 2030 con una rete di Santuari per permettere alla vita marina di sopravvivere in un mondo sempre più minacciato dalle attività umane, cambiamenti climatici in primis” dichiara Giorgia Monti responsabile Campagna mare di Greenpeace Italia.

Un Accordo Globale sugli oceani verrà definito alle Nazioni Unite quest’anno. Greenpeace ha inviato ieri al Ministero degli Esteri una lettera per chiedere che l’Italia, originariamente uno dei paesi promotori del trattato ma recentemente assente dai negoziati internazionali, assuma una posizione forte a tutela degli oceani.

Leggi il rapporto “Turtles under threat” (in inglese): www.greenpeace.org/international/publication/28181/turtles-under-threat/

IL NAUTILUS Anno 14 N°3

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