Virus in Artico: Scienziato risulta positivo, intera spedizione bloccata tra i ghiacci

Il COVID-19 blocca una delle più importanti missioni internazionali scientifiche, il progetto MOSAiC, in seguito alla positività al virus di uno scienziato.

Alcuni ricercatori sono ancora a bordo dalla nave tedesca Polarstern, incagliata volutamente nel Mar Glaciale Artico da diversi mesi. Il progetto, rappresentato da un team internazionale di scienziati, ha un costo di 150 milioni di dollari e studierà gli effetti del cambiamento climatico nell’Artico.

Il ricercatore della missione scientifica che ha contratto il virus avrebbe dovuto effettuare dei campionamenti aria-mare nella zona artica, a bordo di un  aeroplano ad uso scientifico. La persona infetta aveva partecipato, infatti, ad un workshop a Bremerhaven, in Germania, il 5 marzo scorso con altri membri del team, ad oggi in quarantena nelle loro case sotto la direzione delle agenzie sanitarie tedesche. Per minimizzare il rischio di contagio al coronavirus, a tutti gli scienziati del progetto MOSAiC è stato effettuato un tampone sia prima di partire in Norvegia, sia prima di arrivare sulla Polarstern.

“ Il rischio è che il virus possa propagarsi molto rapidamente sulla nave”, dice Lynne Talley, oceanografa fisica presso lo Scripps Institution of Oceanography a La Jolla, California. Dallo scorso Ottobre 2019, la Polarstern è bloccata nel ghiaccio marino artico, alla deriva a 156 chilometri dal Polo Nord.

Nello stesso tempo due aerei di ricerca, Polar 5 e Polar 6, avrebbero dovuto raccogliere dati importanti in primavera, incluse immagini e dimensioni del ghiaccio marino, insieme ai dati atmosferici. I dati dell’aereo andrebbero a completare quelli raccolti nei dintorni della nave e avrebbero aiutato a riempire un “buco” di dati sull’Artico centrale che i satelliti di telerilevamento non possono acquisire a causa delle loro orbite. Gli aerei sono dotati di speciali “sci” per atterrare su una pista di ghiaccio vicino alla nave. In questo modo, squadre di ricercatori utilizzano la nave come base per condurre esperimenti sul ghiaccio vicino sistemi fisici, geochimici e biologici dell’Artico.

In questi giorni, i leader della spedizione stanno lavorando insieme con le autorità norvegesi, per portare avanti la missione in sicurezza per i cento ricercatori della missione MOSAiC che ad oggi non sono risultati positivi al coronavirus, considerato che le dure restrizioni imposte dalla Norvegia hanno rimandato la missione fino a quando la quarantena non verrà revocata.

Elide Lomartire


Misure per la pesca: Con la Guardia Costiera, operative le nuove procedure in favore delle imprese

In questi giorni, il ceto peschereccio italiano è stato destinatario di misure normative governative finalizzate ad agevolare lavoratori e imprese per affrontare la contingente situazione economica connessa all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Con l’art.78 del Decreto legge del 17 marzo 2020, n°18 “Cura Italia” è stata prevista l’attivazione di uno stanziamento totale di 100 milioni di euro su un Fondo destinato al settore agricolo e all’arresto temporaneo delle attività di pesca per tutte le imprese.

In attesa dei provvedimenti attuativi del Decreto legge, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali – MIPAAF,  attraverso la Direzione Generale della pesca marittima e dell’acquacoltura, ha comunque diramato alcune procedure per permettere alle imprese di pesca di accedere alla corresponsione dei contributi che saranno previsti.

L’operatività di dette misure sarà garantita attraverso il Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, in ragione della dipendenza funzionale dal MIPAAF, per il quale svolge, oltre alla vigilanza sull’intera filiera della pesca marittima, anche funzioni di gestione amministrativa della flotta da pesca nazionale.

La Guardia Costiera avrà il compito di contribuire alla diffusione delle indicazioni promanate dal Ministero e raccogliere le istanze provenienti dal ceto armatoriale,  svolgendo la funzione di “sportello unico per il mare”, con l’obiettivo di fornire il necessario supporto a tutte le marinerie  nazionali e garantire  un dialogo costante con le imprese interessate dalle misure.

La circolare della Direzione Generale della pesca marittima e dell’acquacoltura riportante le predette misure è presente sul sito del Ministero delle politiche agricole e forestali

(https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/15265) e sui siti istituzionali dei singoli comandi territoriali della Guardia Costiera.

Energia elettrica proveniente dal moto ondoso: AdSP MAM e Kuma Energy srl sottoscrivono un protocollo d’intesa per avviare, presso la diga di Punta Riso nel porto di Brindisi, un progetto pilota

Bari-Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, e il presidente di Kuma Energy srl, Francesco Piccione, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa finalizzato all’avvio del primo impianto pilota del sistema ECOMar, una piattaforma di ultima generazione di energia ricavata dal moto ondoso.

A valle di una serie di sopralluoghi, l’azienda, una startup innovativa che opera nel settore della generazione di energia da fonti rinnovabili con sede legale a Genova e sede operativa in Puglia, ha valutato idonea ad ospitare il progetto pilota la diga di Punta Riso, nel porto di Brindisi.

A seguito del protocollo d’intesa, Kuma Energy, a proprie spese, progetterà e svilupperà ECOMar, una piattaforma in grado di convertire la forza delle onde marine in energia elettrica.

ECOMar è un sistema costiero, installabile su qualunque superficie verticale di frangiflutti o dighe portuali che non richiede importanti lavori sulle infrastrutture esistenti e non altera l’aspetto della costa o gli equilibri dei fondali marini. La piattaforma, infatti, è progettata con l’utilizzo di componenti ecocompatibili e sicuri per l’ambiente.

L’Autorità di Sistema Portuale ha accolto la proposta avanzata dall’azienda per favorire l’aumento di produzione di energia da fonti rinnovabili e l’adozione di tecnologie a basso impatto ambientale, obiettivi questi peraltro scanditi nel documento di Pianificazione Energetico Ambientale del Sistema Portuale (DPEASP), adottato dall’ Ente portuale.

AdSP MAM, attraverso il documento, si è resa disponibile ad assegnare a Kuma Energy, previa verifica e relativa istruttoria con le Autorità competenti, la disponibilità di utilizzo dell’area di installazione, per la durata di 12 mesi, eventualmente rinnovabile, a decorrere dalla data di disponibilità all’installazione del sistema pilota.

Durante le attività di analisi e sperimentazione on-site, Kuma Energy sarà affiancata dal Laboratorio A-Mare dell’Università di Firenze e dal Campus Università del Salento, e condividerà con AdSP MAM i dati di monitoraggio ambientale e tecnico raccolti durante le sperimentazioni e, al termine del periodo di concessione, gli elementi di fattibilità e sostenibilità economica relativa all’eventuale acquisizione futura da parte dell’Autorità portuale del sistema ECOMar per la produzione di energia da moto ondoso.

Il mare è un’enorme fonte di energia pulita, sfruttata, ad oggi, solo in minima parte, ma che teoricamente è superiore all’intera domanda energetica mondiale. Tra tutte le forme di energia dal mare, quella dal moto ondoso è quella studiata da più tempo e che conosce il maggior numero di sperimentazioni, soluzioni e prototipi impiantistici, offrendo il vantaggio di adottare soluzioni tecnologiche a basso impatto ambientale.

AdSP MLO-Integrazione porto città: Al via il cantiere delle “Dune” a Prà

Hanno preso il via i lavori della prima parte del progetto “Dune” della fascia di rispetto di Pra’, intervento che ha il duplice obiettivo di creare una «zona filtro» tra aree portuali e quelle cittadine, integrando le attività del porto nel contesto urbano

L’intervento, inserito nel Programma straordinario di investimenti urgenti per la ripresa e lo sviluppo del porto (ex art 9bis Decreto Genova Legge n. 130/2018) fa capo all’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale mentre il Comune di Genova sta partecipando con la progettazione dell’intervento di mitigazione e di completamento della passeggiata.

Ottenuta l’Autorizzazione Unica Ambientale, i lavori entreranno nel vivo nei prossimi giorni con la movimentazione delle terre che costituiranno la base delle “dune”.

Acquacoltura: il sito del PO Feamp come punto di riferimento tematico per raccontare il settore

Proseguono le attività di comunicazione sull’acquacoltura progettate dal MiPAAF. Dopo la diffusione della campagna tematica “Acquacoltura. Un’impresa trasparente” e dei materiali di comunicazione per la divulgazione delle parole e dei numeri che descrivono il comparto, il sito del PO Feamp, il fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, punta ora a diventare un riferimento per il racconto aggiornato del settore

ROMA - Notizie, interviste, approfondimenti. Il sito del programma operativo Feamp, il Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca, (https://pofeamp.politicheagricole.it/it/) mira a diventare un punto di riferimento per il racconto aggiornato sull’acquacoltura in Italia. L’obiettivo della Direzione Generale della Pesca Marittima e dell’Acquacoltura del MiPAAF, in qualità di Autorità di Gestione del fondo, è offrire un approfondimento verticale sul comparto acquicolo, dopo il lancio della campagna “Acquacoltura. Un’impresa trasparente”, trasformando la pagina online dedicata al tema in un punto di aggregazione di contenuti con una attenzione particolare alle innovazioni e all’evoluzione del settore (https ://pofeamp.politicheagricole.it/it/comunicazione/acquacoltura-unimpresa-trasparente/).

La linea di comunicazione avviata parte da una consapevolezza: l’acquacoltura sostenibile non è più oggi un’alternativa produttiva ma una esigenza e al contempo una risposta al progressivo svuotamento della fauna marina. Molto però c’è ancora da fare in termini comunicativi per diffondere contenuti corretti e informazioni chiare destinate a pubblici diversi. Per questa ragione, con l’intento di contribuire a un processo divulgativo articolato e di lungo termine, il MiPAAF mira oggi ampliare la comunicazione tematica digitale per fornire risposte alle più ampie esigenze informative degli operatori del settore, delle imprese e, non da ultimo, dei consumatori.

Concorrono al raggiungimento dell’obiettivo informativo le interviste raccolte nel contesto di AquaFarm2020, la mostra convegno internazionale dedicata all’acquacoltura tenutesi nelle scorse settimane a Pordenone, e ora disponibili sul sito e sul canale YouTube del fondo. I video, realizzati nell’intento di offrire una panoramica sui trend di settore, riguardano in particolare la ricerca in corso, le innovazioni tecnologiche e le riflessioni di alcuni esperti sulla capacità dell’acquacoltura di contribuire a una filiera alimentare sicura e tracciata. Non solo. Tra i vantaggi per i consumatori emersi dalle interviste appare rilevante la capacità dell’acquacoltura di fornire prodotti freschi e accessibili anche in termini di valore economico.

Nell’ottica, infine, di contribuire a una conoscenza diffusa in materia, per il superamento degli ostacoli comunicativi legati all’allevamento ittico, nella pagina web dedicata è possibile accedere all’approfondimento tematico verticale progettato per rispondere alle principali esigenze informative degli utenti fornendo una panoramica sui metodi, gli ambienti, i numeri e gli scenari futuri dell’acquacoltura.

La creatività, la produzione video e l’aggiornamento tematico sono a cura del RTI che si occupa delle attività di informazione e comunicazione del programma per conto dell’AdG del Mipaaf (direzione PEMAC IV) composto da FPA srl e Kitchen coop.

Sanzioni per le navi non IMO 2020

Londra. Dall’introduzione dell’IMO 2020 il 1° gennaio, alle navi è stato dato un “ periodo di esonero” per consentire all’industria dello shipping di passare al combustibile a basso contenuto di zolfo. Dal primo marzo 2020, le forze dell’ordine, finito tale periodo, infliggeranno sanzioni amministrative alle navi non in regola con le norme IMO 2020.

Le Autorità di controllo dello Stato di approdo della nave inizieranno a far rispettare le nuove norme IMO, considerando reato per le navi trasportare carburante con un contenuto di zolfo superiore allo 0,5%, a meno che la nave non disponga di un sistema di filtri dei gas di scarico. L’International Chamber of Shipping ricorda agli armatori e agli operatori l’imminente divieto e ribadisce il fatto che qualsiasi nave ritenuta non conforme deve valutare e affrontare la prospettiva della detenzione della nave stessa. Dimostrare che le navi, senza sistemi di scarico dei gas a norma, detengono a bordo carburante non conforme, sarà compito degli ufficiali del Port State Control evidenziare la violazione.

I principali regimi dello Stato portuale, tra cui il Protocollo d’intesa di Parigi, quello di Tokyo, la Guardia Costiera degli Stati Uniti (USCG) e l’Autorità Australiana per la Sicurezza Marittima (AMSA) hanno chiarito la scorsa settimana che saranno applicati rigorosamente i requisiti IMO e le tutte le relative sanzioni nei porti d’approdo di loro competenza. I limiti più restrittivi sull’utilizzo dei carburanti riguardano anche le navi passeggeri che compiono un servizio di linea proveniente da o diretto a un porto di un Paese dell’Ue; anche tutte le navi all’ormeggio nei porti (articolo 295, comma 8, del T. U. A. in aderenza alla normativa comunitaria) hanno l’obbligo di utilizzare combustibili per uso marittimo (gasoli) con tenore di zolfo non superiore allo 0.10% m/m.

Sempre l’articolo 295 prevede che sulle navi all’ormeggio nei porti la sostituzione dei combustibili sia effettuata “prima possibile dopo l’ormeggio”. Per quanto riguarda l’Italia, una circolare del Ministero dell’Ambiente (trasmessa il 29.04.2010) ha stabilito il limite massimo in due ore, entro il quale le navi, una volta giunte all’ormeggio, devono sostituire il carburante. Ai sensi del comma 10, art. 295, T. U. A., tutte le operazioni di cambio di combustibili utilizzati sulle navi devono essere indicate nel Giornale generale e di contabilità e nel Giornale di macchina o in un apposito documento di bordo.

S’intende che tutte le verifiche documentali per l’accertamento delle infrazioni sono operate dal Corpo delle Capitaneria di Porto, Guardia Costiera: annotazioni cambio combustibili, Bunker Delivery Note dei rifornitori e conservazione dei campioni di carburante. Già, nel 2017 è stato siglato un accordo quadro a livello nazionale tra Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per l’utilizzo dei laboratori specializzati dell’Agenzia delle Dogane per le analisi dei campioni prelevati dal personale delle Autorità Marittime.

Abele Carruezzo

CDP, Eni e Fincantieri insieme per la transizione energetica e la sostenibilità ambientale

Roma – Cassa Depositi e Prestiti, Eni e Fincantieri, a conferma del comune impegno nel percorso di transizione verso la decarbonizzazione e per la sostenibilità ambientale, hanno firmato oggi un Protocollo di intesa per lo sviluppo di progetti congiunti nell’ambito dell’economia circolare, volti a individuare e implementare soluzioni tecnologiche per fronteggiare in modo sinergico il fenomeno del marine litter, che compromette l’ecosistema marino e costiero principalmente a causa dei rifiuti plastici galleggianti e delle microplastiche. L’intesa è stata siglata con l’obiettivo di studiare e sviluppare tecnologie per la raccolta dei rifiuti dispersi in mare e lungo le coste e utilizzarli per generare prodotti per la mobilità e applicazioni industriali.

Nell’ambito del medesimo Protocollo, Cassa Depositi e Prestiti ed Eni, dopo gli accordi sottoscritti tra le due parti lo scorso agosto, hanno concordato lo sviluppo di progetti congiunti per la valorizzazione dei rifiuti urbani, con particolare riferimento ai rifiuti plastici non riciclabili (Plasmix) e al combustibile solido secondario (CSS), prodotto della raccolta indifferenziata, affinché vengano trasformati in prodotti per la mobilità sostenibile e l’industria, quali idrogeno e metanolo.

La firma del Protocollo rientra nel più ampio impegno di CDP, Eni e Fincantieri a supporto della transizione energetica per il raggiungimento dei target fissati al 2030 dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima, nell’ambito della strategia energetica dell’Unione Europea.

In particolare, Cassa Depositi e Prestiti contribuirà a promuovere iniziative focalizzate sulla creazione di nuovi modelli di business, apportando anche le proprie competenze economico-finanziarie, i suoi rapporti con le istituzioni e la sua conoscenza del territorio, al fine di individuare adeguati strumenti e modalità di supporto alle iniziative; Eni apporterà competenze industriali e tecniche finalizzate allo studio e sviluppo di iniziative di industrializzazione della tecnologia waste to chemical per valorizzare la materia dal Plasmix e dal CSS. Fincantieri, per l’accordo relativo al marine litter, apporterà le proprie competenze per effettuare la scelta dei mezzi navali, definirne la configurazione, nonché studiare le implicazioni logistiche al fine di consentire la raccolta, la selezione ed il trattamento in mare dei rifiuti, in particolare di derivazione plastica, oltre allo smaltimento dei prodotti di risulta del suddetto trattamento e allo smaltimento di quelli non trattabili.

CDP, Eni e Fincantieri, inoltre, convergono sulla necessità di affiancare alla ricerca di soluzioni tecnologiche anche un’attività di informazione e sensibilizzazione, finalizzata a diffondere una cultura della sostenibilità ambientale. Il Protocollo potrà essere oggetto di successivi accordi vincolanti che le parti definiranno nel rispetto dei profili normativi e regolatori applicabili, ivi inclusi quelli in materia di operazioni tra parti correlate.

“Con queste importanti iniziative intendiamo portare avanti l’impegno assunto con il Piano Industriale 2019 – 2021 per contribuire a realizzare un modello di crescita sempre più orientato alla sostenibilità. Riteniamo che l’impegno congiunto di CDP, Eni e Fincantieri sia strategico, in un’ottica di sistema, per lo sviluppo di progetti innovativi legati alla transizione energetica e all’economia circolare, in grado di generare un impatto positivo a livello socio-economico ed ambientale su tutto il territorio nazionale”, ha dichiarato l’Amministratore delegato di CDP, Fabrizio Palermo.

“Crediamo moltissimo in questo percorso comune con CDP e alla partnership con Fincantieri, che ci permetteranno di unire esperienze, capacità e risorse e di offrire un importante contributo al percorso che il Paese deve compiere verso la decarbonizzazione e l’economia circolare. Eni, come definito nel nostro nuovo Piano strategico, ha improntato totalmente le propria strategia industriale ed economica agli obiettivi di decarbonizzazione, conciliandoli con la costante creazione di valore. Ci siamo posti degli obiettivi di lungo periodo in termini di abbattimento delle emissioni a tutti i livelli delle nostre attività, utilizzando un perimetro e creando criteri di valutazione senza pari nella nostra industria in termini di dettaglio ed estensione. Questi nostri sforzi e questo lungo processo di trasformazione che sta entrando oggi nella sua fase cruciale di irreversibilità sarebbero fine a se stessi se non fossero associati a importanti operazioni di sistema come questa, che riuniscono gli operatori più importanti del mondo industriale ed economico”, ha detto l’Amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi.

L’amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono ha dichiarato: “Iniziative come questa dimostrano che operare in maniera virtuosa non è affatto uno stereotipo. Siamo pienamente consapevoli che oggi, per creare valore, dobbiamo coniugare crescita e solidità finanziaria con sostenibilità sociale e ambientale. L’impegno che mettiamo in campo accanto ad attori di rilevanza internazionale come CDP ed Eni, con cui portiamo avanti importanti progetti di medio e lungo termine, concorre a promuovere un’adeguata cultura della responsabilità d’impresa. Con soddisfazione dobbiamo rilevare che siamo stati il maggiore costruttore navale ad aderire al Global Compact delle Nazioni Unite. Ricordo inoltre che per le navi che costruiamo, vere e proprie città galleggianti, nel rispetto delle normative più stringenti ci occupiamo del trattamento dei rifiuti con tecnologie che potranno trovare applicazione anche in altri ambiti”.

Porto di Salerno – Escavo dei fondali e del canale d’ingresso

Importo contrattuale dei lavori: 13.931.044,15 euro oltre 52397,90 di oneri della sicurezza non soggetti a ribasso. Le attività in corso consistono per il 95% nel dragaggio e nell’immersione in mare dei sedimenti.

Si intensificano le attività di dragaggio al porto di Salerno.

In arrivo una seconda draga autocaricante aspirante refluente di tipologia  TSHD “Trailing Suction Hopper Dredging”.

L’appaltatore RTI (SIDRA-CONSORZIO GRANDI LAVORI (RCM Costruzioni srl)-MERIDIANA COSTRUZIONI GENERALI) nel rispetto della tempistica contrattuale mette in campo una seconda draga.

Si tratta della draga “Scheldt River”  di ultima generazione e concezione (anno di costruzione 2017), ha una capacità di volume di carico di 8400 mc, dimensioni ft lunghezza m 115,80 e larghezza  m 25 con pescaggio massimo di 9,00 m, e una potenza complessiva 11000 kW con un sistema di propulsione ibrido (MGO e LNG).

Le attività operative nel porto di Salerno, al fine di limitare le emissioni inquinanti, saranno svolte utilizzando esclusivamente gas naturale. La Scheldt River del gruppo armatoriale belga, capo gruppo della SIDRA (Società Italiana Dragaggi) si aggiunge a quella già operante nel porto di Salerno draga “Breydel” con capacità di volume di carico 11300 mc, dimensioni ft lunghezza m 125,50 e larghezza m 28 m con pescaggio massimo di 9,10 m e una potenza complessiva di 11000 kW.

Per le profilature sottobanchina è già operante anche la motobetta “Angelo B” con una capacità di carico di oltre 1100 mc, dimensioni ft lunghezza m 125,50 e larghezza m 28 m con pescaggio massimo di 9,10 m dotata di gru di tiro  200 t e benne bivalve di tipo ambientale da 1 a 10 mc.

L’attuale stato di processo produttivo è il seguente:

Circa 1.000.000 di mc di sedimenti rimossi con 240 viaggi di recapito al sito d’immersione (area quadrilatera con lato di 4 miglia nautiche ad una profondità di 300m. Le attività di escavo e sono iniziate il 16/01/2020 e saranno garantiti i tempi di ultimazione per la prima finestra temporale del 31/03/2020 eventualmente prorogabile fino al 15/04/2020.
Sono da ultimare circa 640.000 mc incluso un volume intrinseco alle attività di dragaggio (Over- Dredging);
La produzione giornaliera media è di circa 22.000 mc/g

L’organizzazione e gli sforzi dell’Amministrazione stanno garantendo le normali operazioni in ambito portuale raggiungendo un risultato di notevole importanza in previsione dell’aumento dei traffici portuali e croceristici e garantendo i risultati e i propositi del progetto redatto da questa amministrazione.

AdSP del Mar Tirreno Settentrionale-Deperimetrazione SIN: analisi terminate

Sono terminate le attività di campionamento e le analisi volte alla deperimetrazione del Sito di Interesse Nazionale del Porto di Livorno. Il passaggio è molto importante perché propedeutico alla realizzazione della Darsena Europa, l’opera di ampliamento a mare con la quale il porto di Livorno mira a potenziare i propri volumi di traffico e a liberare nuove opportunità di sviluppo nelle aree e banchine del porto attuale.

Per il presidente dell’AdSP del Mar Tirreno Settentrionale, Stefano Corsini, i risultati dell’indagine sono molto confortanti: «Tra pochi giorni sarà consegnato il report sintetico che ci consentirà di convocare tempestivamente la Conferenza dei Servizi propedeutica al Decreto di deperimetrazione SIN del Ministero dell’Ambiente. Si tratta di un altro significativo passo in avanti nel processo per la realizzazione della Darsena Europa».

Escavi e infrastrutture nel porto di Brindisi: proficuo confronto tra AdSP MAM, Comune di Brindisi e Sogesid

Si è svolto ieri, presso il Comune di Brindisi, un significativo e proficuo incontro tecnico-operativo per analizzare, in maniera dettagliata e scientifica, alcune rilevanti questioni afferenti il porto di Brindisi, con particolare riferimento agli escavi e alla rete infrastrutturale.

Seduti attorno al tavolo: il sindaco, Riccardo Rossi, l’assessore all’Ambiente, Roberta Lopalco, e i dirigenti comunali Gaetano Padula e Francesco Corvace; il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, il segretario generale, Tito Vespasiani, e il dirigente dell’Ufficio Tecnico, Francesco Di Leverano. Presenti all’incontro anche il dirigente Enrico Brugiotti e il tecnico Vito Specchio di Sogesid SpA, società “in house providing” dei Ministeri dell’Ambiente e delle Infrastrutture che garantisce supporto tecnico agli interventi ambientali e infrastrutturali previsti dal piano di investimenti sia al Comune di Brindisi sia all’Ente portuale, sulla base di pregressi accordi.

Nel corso della riunione è stata esaminata la possibilità – avanzata in alcuni articoli pubblicati sulla stampa e da taluno caldeggiata – di depositare i sedimenti rivenienti dai dragaggi di Sant’Apollinare (azione fondamentale e prodromica per la successiva realizzazione di nuovi accosti), una volta terminate le caratterizzazioni dei fondali, presso l’area così detta Micorosa, a sud della zona industriale, negli anni destinata a discarica dell’insediamento Petrolchimico.

I tecnici Sogesid e il responsabile del Procedimento, Gaetano Padula, hanno esposto l’attuale stato delle attività di bonifica della falda in area Micorosa, evidenziando che sono in atto le attività di “capping” dell’area di discarica, rientranti in un progetto coordinato con la parte privata “Eni Rewind”. I temi di completamento, previsto per il marzo del prossimo anno – è stato chiarito nella riunione – non sarebbero compatibili con l’iter di caratterizzazione, progettazione e rimozione dei sedimenti di Sant’Apollinare. Qualora si decidesse di intraprendere tale possibilità, sarebbe infatti necessario sospendere la già avviata attività di bonifica dell’area, con criticità di ordine economico  per le azioni di risarcimento dei danni che potrebbero derivarne.

Alla luce di quanto emerso, quindi, si è convenuto di affidare a Sogesid la redazione di un documento analitico sulle possibili azioni da intraprendere, valide ed efficaci sia dal punto di vista tecnico che da quello economico, finalizzate alla migliore gestione dei sedimenti portuali.

Si è concordato, infine, di avanzare tempestivamente – sulla base del documento redatto da Sogesid – una richiesta al Governo, formulata congiuntamente con il Comune, finalizzata ad ottenere per Brindisi misure straordinarie (come avvenuto per Taranto e Genova) per la tempestiva realizzazione delle opere.

IL NAUTILUS Anno 15 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato al sistema per ormeggio "briccole", e un focus sullo sviluppo metropolitano della città di Bari e delle sue infrastrutture portuali. Il Parlamento Europeo approva "L'European Green Deal" e poi un approfondimento sul lavoro nei porti ed uno sul valore delle merci.
poseidone danese

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