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PORTO DI ANCONA: UNA GIORNATA FULL

ANCONA – E’ un porto “full”, pieno di navi, di passeggeri e di crocieristi. E’ uno di quei giorni, al porto di Ancona, in cui c’è un flusso continuo di persone e di movimento marittimo che incrementa il positivo andamento del 2017 che, da gennaio ad agosto, ha già registrato 824 mila persone in transito.

Con destinazione Grecia, Igoumenitsa e Patrasso, sono in partenza i traghetti Olympic Champion dell’Anek Lines e il Cruise Olympia della Minoan Lines. Per la Croazia, a Spalato, invece, ci sono le navi Marko Polo della Jadrolinija e l’Aurelia della Adriatic Shipping Line.

Doppia presenza, ancora una volta, sul fronte crociere. La Aegean Odyssey, proviene da Venezia ed è ormeggiata oggi ad Ancona nel suo itinerario verso Croazia e Grecia. Ha a bordo 365 passeggeri. Alla banchina crociere inoltre, come ogni venerdì, è attraccata la Msc Sinfonia, con 2.900 persone a bordo, 2.200 crocieristi e 700 componenti dell’equipaggio.

“E’ incoraggiante vedere l’asset strategico del movimento traghetti e passeggeri lavorare a questi ritmi – commenta il presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale, Rodolfo Giampieri -, con la crescita dei numeri, cresce anche la fiducia di tutto il sistema portuale, degli operatori, delle imprese collegate e anche dei passeggeri che, crediamo, per i loro viaggi, scelgano Ancona anche per l’efficienza e la qualità dei servizi forniti. E con i crocieristi, cresce anche tutta l’economia e la reputazione del territorio, oltre che la promozione della bellezza delle nostre Marche, con l’obiettivo di trasformare più crocieristi possibili in turisti”.

ORTONA: DALL’AUTORITA’ DI SISTEMA IL VIA AL NUOVO PIANO REGOLATORE PORTUALE

ORTONA – Parere favorevole al Piano regolatore portuale di Ortona da parte del Comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale. Il procedimento si era fermato nel 2015 dopo che la Capitaneria di porto aveva completato la sua istruttoria. Con l’avvio delle attività dell’Autorità di sistema, in tempi ristretti, si è potuto analizzare il documento e formulare il parere approvato dal Comitato di gestione. I prossimi passi prevedono la Valutazione ambientale strategica da parte del Comune di Ortona e l’approvazione definitiva da parte della Regione Abruzzo.

Il nuovo Piano regolatore portuale di Ortona aggiorna la programmazione delle infrastrutture in un’ottica di mercato di lungo periodo specializzando la destinazione degli spazi in maniera da aumentare l’efficienza operativa, la competitività dello scalo e la sicurezza dei lavoratori. La delibera approvata dal Comitato di gestione dell’Adsp potenzia le infrastrutture esistenti e aumenta le superfici a disposizione in modo da consentire l’aumento dei volumi di traffico che oggi risentono delle limitazioni attuali dello scalo. Una particolare attenzione viene posta dal Piano alle connessioni ferroviarie e stradali.

Il Piano prevede una superficie di 44 mila metri quadrati per un terminal specifico per i traghetti, 151 mila metri quadrati destinati alle attività industriali e oltre 280 mila metri quadri per il terminal commerciale. Il nuovo terminal passeggeri e crociere avrà una banchina di oltre 390 metri e un piazzale di 16.900 metri quadrati. Al porto pescherecci viene destinata una superficie di oltre 22 mila metri quadri mentre l’area per la nautica da diporto sarà di 62 mila metri quadrati. Sono circa 40 mila i metri quadri a disposizione dei cantieri navali. Il nuovo Piano regolatore portuale prevede anche un terminal di più di 46 mila metri quadrati per i prodotti chimici e petroliferi e un intervento di dragaggio per una profondità del bacino portuale tra i 10 e i 13 metri.

“La prossimità tra la fonte decisionale e il territorio – commenta il presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale, Rodolfo Giampieri – è fondamentale per conseguire questi risultati in tempi compatibili con le esigenze degli operatori che stanno sul mercato”.

SAN BENEDETTO DEL TRONTO: FINITO IL DRAGAGGIO IMBOCCATURA PORTO

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E’ terminato il dragaggio dell’imboccatura del porto di San Benedetto del Tronto. L’escavo, per un volume complessivo di 15 mila metri cubi di materiale, è stato realizzato con la progettazione tecnica, la gestione dei lavori e le risorse economiche di 600 mila euro dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale.

I lavori, iniziati il 7 agosto, sono stati completati dalla ditta appaltante, la Lmd, nel rispetto dei 65 giorni previsti dal contratto. I rilievi battimetrici hanno evidenziato una profondità minima del fondale compresa fra i 4,1 e i 4,6 metri dal livello del mare rispetto ai 2-3 metri precedenti. Il dragaggio è stato fatto su un’area di 11.200 metri quadrati da due pontoni, il Rex II e il Vega I.

Del totale dei sedimenti, 10 mila metri cubi sono stati immersi al largo del porto di Ancona, a 5 miglia di distanza dal capoluogo marchigiano e a 45 miglia da San Benedetto del Tronto. Un posizionamento autorizzato dal ministero dell’Ambiente per le immersioni in mare delle sabbie dragate, in un’area monitorata per evitare impatti sulla qualità delle acque, soprattutto lungo la costa della regione. Gli altri 5 mila metri cubi sono stati stoccati nella vasca di colmata di San Benedetto che, una volta riempita e consolidata, che potrà essere trasformata in un nuovo piazzale portuale.

Le tipologie di trasporto, controllo e verifica dei sedimenti sono state studiate insieme dall’Autorità di sistema e dal centro di ricerca Cnr-Ismar di Ancona per garantire l’assenza d’impatto sull’area di mare interessata. A San Benedetto è stata riproposta l’esperienza positiva già applicata nel porto di Ancona, con l’utilizzo di una tecnologia innovativa, sviluppata dall’Adsp in collaborazione con V3 Elettroimpianti, che consente un controllo informatico da remoto, con il monitoraggio e l’acquisizione di tutti i dati relativi ai punti di escavo, al trasporto e al conferimento dei sedimenti.

Il dragaggio è stato realizzato con la massima attenzione per l’ambiente e la qualità delle acque, sotto il controllo costante dell’Arpa Marche-Agenzia regionale per la protezione ambientale Dipartimento di Ascoli Piceno e il monitoraggio del Cnr-Ismar.“Con questo lavoro, abbiamo raggiunto il nostro obiettivo, che era quello di garantire la piena operatività dell’ingresso del porto prima della ripresa delle attività di pesca a San Benedetto del Tronto – afferma il presidente dell’Autorità di sistema, Rodolfo Giampieri -, un intervento che è stato possibile realizzare grazie alla completa collaborazione di tutte le istituzioni, in primis della Regione Marche. L’orientamento strategico è far sì che il dragaggio diventi un’operazione di ordinaria manutenzione e non un intervento fatto in urgenza”.

“Soddisfazione per il risultato da parte della Regione Marche – commenta Giulio Piergallini, rappresentante della Regione nel Comitato di gestione dell’Adsp -, che ha recepito le istanze degli operatori del porto sia direttamente che attraverso le amministrazioni locali e coadiuvato il lavoro dell’Autorità di sistema. Le tempistiche per la progettazione, il reperimento delle risorse, l’affidamento e l’esecuzione dei lavori da parte dell’Adsp sono stati eccezionali e ciò è un segnale positivo per tutte le attività del porto che vogliono programmare investimenti o lavorare con serenità”.

Conferenza Nazionale delle AdSP

ROMA – Gestione dello spazio marittimo europeo, funzionamento dell’Organismo di Partenariato della Risorsa Mare e risorse economiche governative per i porti sono stati i punti focus della prima Conferenza Nazionale delle Autorità di Sistema Portuale, il “parlamentino” dei presidenti delle stesse AdSP. Il tavolo dei quindici presidenti delle AdSP è stato presieduto dal Ministro Delrio con il compito di coordinare il funzionamento, sviluppi e investimenti degli scali italiani. Sulla gestione dello spazio marittimo europeo si è discusso il documento elaborato dal Tavolo Interministeriale di Coordinamento (TIC).

Detto “tavolo” è stato istituito dal decreto legislativo n. 210/2016 con cui l’Italia ha recepito la direttiva comunitaria n. 85/2014 e che riguarda proprio la pianificazione dello spazio marittimo europeo e l’organizzazione delle attività umane nelle zone marine, al fine di  salvaguardare gli obiettivi ecologici, economici e sociali. Si sono approvate le linee guida per l’elaborazione dei piani di gestione dello spazio marittimo: individuare la distribuzione spaziale e temporale delle pertinenti attività e dei pertinenti usi delle acque marine. Sarà, poi, compito del Comitato Tecnico (organo di governance multilivello istituito presso il MIT) elaborare i “piani di gestione” e prima dell’approvazione saranno trasmessi al Tavolo Interministeriale di Coordinamento per attestarne la corrispondenza ai contenuti pianificatori approvati dalla Conferenza Nazionale delle AdSP.

Per quanto riguarda il Partenariato della Risorsa Mare, il ministro Delrio ha ricordato che tale organismo è stato istituito con la legge di riforma dell’84/94 (già art. 11 bis) con funzioni di confronto partenariale su temi come il Piano Regolatore di Sistema Portuale; il Piano Operativo Triennale; i progetti di bilancio preventivo e consuntivo; gli accordi contrattuali del personale e gli strumenti di valutazione del buon funzionamento dell’AdSP. Inoltre, l’organismo di partenariato si esprime su ogni questione in materia di organizzazione e funzionamento del porto proposte dal presidente.

Ricordiamo che i pareri dell’organismo di partenariato si formano per “consensus” dell’ascolto degli interventi dei partecipanti, con una visione inclusiva delle strategie del sistema portuale. Sulle risorse e disponibilità finanziarie, il ministro ha confermato una dotazione di 500 milioni di euro, già spendibili dall’anno in corso in settori infrastrutturali importanti a livello nazionale, tra cui nel settore portuale. Le risorse fanno affidamento al fondo relativo all’art. 202 DL. Vo 50/2016, comma 1, lettera a, e si riferiscono a progettualità nazionali. Queste le premesse.

 

Abele Carruezzo

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PORTO DI ANCONA: VISITA VERTICI REPARTO AERONAVALE ALL’AUTORITA’ DI SISTEMA

ANCONA – Il presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale, Rodolfo Giampieri, e il segretario generale dell’Adsp, Matteo Paroli, hanno ricevuto in visita i vertici del Roan–Reparto aeronavale della Guardia di Finanza d’istanza al porto di Ancona, in fase di avvicendamento.

Il tenente colonnello Stefano Cavallo subentra nel ruolo di comandante della Stazione navale di Ancona al tenente colonnello Giovanni Dell’Anno, che andrà a dirigere il Retla–Reparto tecnico logistico amministrativo navale di Formia (Lt).

Il confronto, incentrato sulle tematiche che riguardano il porto dorico, è stato l’occasione per ringraziare il tenente colonnello Dell’Anno per il suo impegno ad Ancona augurandogli un buon lavoro per il nuovo incarico e per dare il benvenuto al tenente colonnello Cavallo con la disponibilità alla completa collaborazione istituzionale.

La seconda fase dei porti italiani è iniziata

ROMA – Una volta confermato l’indirizzo geo-politico della riforma Delrio dal “parlamentino” dei presidenti delle Autorità di Sistema Portuale, il Governo Gentiloni accelera e conferma la seconda fase di attuazione del proprio programma. I porti vanno rivisitati nelle loro funzioni operative e ri-classificati in tre categorie tali da giustificare la strategia centralizzata economico-marittima della nostra penisola.

Il Consiglio dei Ministri, su proposta di Maria Anna Madia, ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, ha approvato le nuove disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 169, sulla riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le autorità portuali. I porti italiani sono ri-classificati in tre categorie: categoria I riguardano  i porti o specifiche aree portuali, finalizzati alla difesa militare e alla sicurezza dello Stato; alla categoria II appartengono i porti, o specifiche aree portuali, di rilevanza internazionale e nazionale, rientranti nelle Autorità di Sistema Portuale (AdSP); mentre nella categoria III rientrano i porti, o specifiche aree portuali, di rilevanza interregionale e regionale. Sostanzialmente, le funzioni dei porti italiani non sono più classificate in base ad un codice, ma stabilite dal loro piano regolatore, al fine di rendere più snelle le modifiche di utilizzo delle aree portuali rispetto ai cambiamenti dei traffici marittimi.

Pare che si voglia dare una decisa flessibilità sull’utilizzo di aree portuali, ma in realtà sarà più complicato perché sarà un “piano regolatore portuale” a decidere sulle funzioni e conosciamo tutti l’iter amministrativo con cui detti piani vengono elaborati, compilati ed approvati. Quanto tempo s’impiegherebbe per trasformare un’infrastruttura portuale alle esigenze di mercato e di traffico marittimo? Una strozzatura portuale del 1800, obsoleta e non più consona all’evoluzione tecnologica delle navi, può ancora decidere quali navi possono attraccare a determinate banchine? E un porto, pur appartenendo a un’AdSP, e avendo anche una funzione militare importante per il nostro Paese, potrà rispettare l’altra funzione, cioè quella commerciale e del diporto nautico di lusso? Interrogativi che il decreto non risolve.

Infatti, il Governo Gentiloni ha tenuto conto solo del riparto delle competenze costituzionali tra Stato e Regioni e la ri-classificazione dei porti va in questa direzione: distinzione tra porti nazionali e regionali, con la conseguente ripartizione degli oneri relative alle spese infrastrutturali. In più, il decreto prevede l’adeguamento delle funzioni del Presidente delle AdSP in materia di governance del lavoro portuale. Al Presidente dell’AdSP sono trasferite le funzioni che prima erano svolte dall’Ente gestore e l’estensione ai membri del Comitato di gestione dell’AdSP delle disposizioni vigenti in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico.

Le nuove norme prevedono anche che il Presidente dell’AdSP adotti il “piano” dell’organico del porto dei lavoratori delle imprese, articoli 16, 17 e 18 della legge 84/94, tenendo conto dei piani d’impresa, degli organici e della domanda di lavoro. Il Presidente dovrà garantire misure politiche di governance per migliorare i fattori di criticità del mercato del lavoro tramite un piano strategico che sostenga il reddito ai lavoratori, accompagnandoli per un massimo di cinque anni, nel rispetto delle leggi previdenziali; il piano dovrà prevedere anche formazione professionale, riqualificazione e/o riconversione del personale interessato. Se questa è la “rotta”,occorrerà impegno a poterla seguire.

 

Abele Carruezzo

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Riforma Delrio sui porti: inizia la seconda fase?

ROMA – Per la prima volta, martedì cinque settembre prossimo, si riunirà il cd “parlamentino” dei presidenti delle Autorità di Sistema Portuale. La strategia sarà quella voluta dal Ministro Delrio e cioè confrontare e trasformare i vari piani triennali locali in un “sistema portuale” nazionale. Stabilire a livello ministeriale le varie funzioni portuali degli scali nazionali: passeggeri, industriali, energetici e mercantili, oltre a quelli ro-ro e container.

Questo ha sempre declinato a livello ministeriale: “tutti i porti non possono operare in tutte le valenze con tutte le funzioni”; si dovrà dimenticare la geografico – economica  “polifunzionalità” di tanti porti italiani, perché si passerà alla “funzionalità” ministeriale.  Il parlamentino dei presidenti discuterà della specializzazione di alcuni porti rispetto ad altri, la rete dei collegamenti ferroviari e stradali per la intermodalità al fine di ottimizzare la logistica, oltre alle priorità degli investimenti pubblici.

Settembre porterà queste novità e forse darà un’accelerazione per avviare la seconda fase, ultima, della riforma portuale. E mentre già si discute sull’importanza di alcuni porti rispetto ad altri, molte AdSP sono ancora alle prese con il completamento della loro governance, ribaltando sui media “nomi” di possibili tecnici  locali, regionali e nazionali.

E intanto, il porto che lavora e che opera esorta il Ministro Delrio a portare a termine la prima fase della riforma, come avviare realmente lo Sportello Unico Doganale. Confetra, la Confederazione Italiana dei Trasporti e della Logistica, in una nota, ha esortato il governo ad avviare lo Sportello Unico Doganale, già previsto dal decreto 169/2016. Il presidente di Confetra, Marcucci, afferma che lo sportello dovrà essere competente su tutti i controlli in import/export delle varie amministrazioni (sanitari, fitopatologici, veterinari); operazioni da svolgere contemporaneamente e nello stesso luogo con tempi certi: un’ora per i controlli documentali e cinque ore per quelli fisici.

A oggi tutto è ancora fermo! Per Confetra, l’avvio dello sportello contribuirebbe al recupero di quei traffici destinati all’Italia, che oggi arrivano tramite porti stranieri, per un valore stimabile intorno ai dieci miliardi di euro l’anno. Si spera che il tavolo di partenariato della risorsa mare faccia un’attenta analisi degli scali italiani e che il tavolo nazionale di coordinamento sia capace di leggere in maniera super partes le caratteristiche di uno scalo, senza le inevitabili intrusioni e/o manomissioni politiche.

 

Abele Carruezzo

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Authority del Mar Tirreno Settentrionale: il Comitato di Gestione si insedia il 4 settembre

LIVORNO – E’ stata convocata per il 4 settembre prossimo la prima seduta del Comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno settentrionale.Il Comitato è stato convocato in composizione provvisoria con i membri designati dalla Regione Toscana, dal Comune di Piombino e dalla Direzione marittima della Toscana.

Il Sindaco di Livorno, infatti, pur avendo  il TAR Toscana respinto la sua richiesta di sospensiva, ha reiterato la propria designazione non ritenendo di indicare un diverso componente di sua competenza, conforme allo spirito e alla lettera della legge di riforma, così come richiesto dalla nota dell’Adsp non sospesa dal TAR.

Il Ministero vigilante ha formalmente assicurato, in pendenza della decisione di merito del TAR,  circa la legittimità della costituzione del  Comitato con i componenti le cui designazioni sono state accolte e che rappresentano la maggioranza dell’organo collegiale, nonché circa la piena operatività dell’organo medesimo. A  seguito del recente insediamento del Collegio dei revisori dei conti, avvenuto il 25 u.s., la governance dell’AdSP può quindi considerarsi completa.

PORTO DI ANCONA: FINE SETTIMANA DA RECORD

ANCONA – Il porto di Ancona al centro delle vacanze. Sono più di 38 mila, infatti, le persone transitate da venerdì a domenica, 8 mila in più rispetto allo stesso fine settimana del 2016, quando furono 30 mila, con una crescita del +29%. I passeggeri imbarcati sono stati 12.514, quelli sbarcati 24.041. Al dato si aggiungono i 2.104 in transito per la crociera Msc Sinfonia.

La tratta della Grecia è stata ancora vincente nel weekend, con 21 mila passeggeri fra 7.300 imbarcati e 13.700 sbarcati. In transito da e per la Croazia sono state 12 mila le persone, con 4.300 imbarchi e 7.700 sbarchi. Sono state 2.900 i passeggeri sulla direttrice per l’Albania, con 600 imbarcati e 2.300 sbarcati. Fra i 2.104 passeggeri di Msc Sinfonia, che hanno potuto scoprire il capoluogo e il suo territorio, 314 si sono imbarcati e 341 sono sbarcati decidendo così di iniziare e terminare la loro vacanza ad Ancona.

Le navi che hanno toccato lo scalo dorico sono state, fra venerdì e domenica, 17 di cui 7 rispettivamente per la Grecia e la Croazia e 3 per l’Albania. Le automobili in transito, in tre giorni, sono state 7.389 di cui 4.440 per la Grecia, 2.173 per la Croazia e 776 per l’Albania. I bus sono stati 66 di cui 37 sulla direttrice greca e 29 su quella croata. I tir che sono passati al porto di Ancona sono stati 731 di cui 598 sulla direttrice della Grecia, 20 per la Croazia e 113 per l’Albania.

“Il risultato di questi giorni è, ancora una volta, il frutto di una grande collaborazione fra le istituzioni e fra tutti i soggetti che operano al porto, sia quelli che si occupano dei controlli sia quelli che garantiscono i servizi alle persone e ai mezzi in transito – commenta il presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale, Rodolfo Giampieri -, un grande lavoro per contribuire alla sicurezza dello scalo, su cui c’è sempre la massima attenzione, senza però appesantire oltre misura le procedure e i tempi di imbarco e di sbarco dei passeggeri”.

PORTO DI ANCONA: NEL PONTE DI FERRAGOSTO PIU’ DI 54 MILA PASSEGGERI

ANCONA – E’ come se la metà della popolazione di Ancona si desse appuntamento e decidesse di partire o arrivare al porto nei prossimi cinque giorni. Sono infatti 54.303 le persone che da oggi a martedì transitano nello scalo per arrivi e partenze. Il ponte di Ferragosto segna così un altro grande traguardo per l’infrastruttura marchigiana superando di più di 14 mila il numero dei passeggeri rispetto al primo week end di agosto.

Oggi transitano ad Ancona 15.787 passeggeri, fra 8.547 in imbarco e 5.089 nello sbarco. Sabato saranno 11.235 di cui 6.640 imbarcati e 4.595 sbarcati. I passeggeri di domenica saranno 10.927, 4.911 in imbarco e 6.016 che scendono al porto dorico. Lunedì 14 agosto saranno 8.696 le persone in transito di cui 3.847 s’imbarcheranno ad Ancona mentre 4.849 sbarcheranno. A Ferragosto, i passeggeri saranno 7.658 di cui 2.225 in imbarco e 5.433 in sbarco.

Ad Ancona, oggi, ci sono anche i 2.806 passeggeri della nave da crociera Msc Sinfonia di cui 327 hanno scelto di imbarcarsi dallo scalo dorico. La Grecia è sempre il top come collegamento da Ancona, con 31.465 passeggeri nelle cinque giornate di cui 14.660 in imbarco e 16.805 in sbarco. Sono invece 15.509 le persone che hanno scelto la direzione della Croazia, fra 9.003 passeggeri imbarcati e 6.506 sbarcati. La tratta per l’Albania, nei cinque giorni, è stata scelta da 4.523 persone di cui 2.180 in imbarco e 2.343 in sbarco.

Le navi in arrivo e in partenza, in questi cinque giorni, sono 29 di cui 12 sia per la Grecia sia per la Croazia e 5 per l’Albania. Le auto in transito, nei cinque giorni, nel porto sono 11.815 di cui 7.668 per la Grecia, 2.916 per la Croazia e 1.231 per l’Albania. I tir, nel complesso, sono 1.754 di cui 1.413 vanno in Grecia, 219 in Albania e 122 in Croazia. I bus, invece, sono 80 di cui 47 con direzione Grecia e 33 per la Croazia.

“I segnali che stanno arrivando sono estremamente positivi. Si consolida il ruolo del porto di Ancona come snodo di collegamento tra Paesi del nord e del sud est Europa – commenta l’assessore comunale al Porto, Ida Simonella -, una vocazione internazionale che ha reso possibile prima l’inserimento dello scalo nella rete dei porti strategici dell’Ue e poi il riconoscimento dell’Autorità di sistema da parte della politica nazionale, dando alla città di Ancona un ruolo importante. È inoltre anche un indicatore importante di ripresa dell’economia greca e questo è un bel segnale per tutti”.

Per il presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale, Rodolfo Giampieri, “quella in corso, si preannuncia come una grande stagione per il porto di Ancona, tutta la squadra dell’Autorità di sistema, insieme agli operatori, alle forze dell’ordine, alla dogana, è in prima linea per fare in modo che ci sia sempre la migliore accoglienza per chi sceglie il nostro scalo e per avere un impatto positivo su ciascuna di queste persone in modo tale che il nostro territorio possa essere scelto anche come meta di vacanza”.

Per tutti i passeggeri in attesa di imbarco, sono infatti a disposizione il terminal crociere, dotato di aria condizionata, e la sala climatizzata della vecchia biglietteria, al piano terra della sede dell’Adsp. In biglietteria, è presente un presidio della Croce Rossa Italiana, con un’ambulanza e tre operatori. Il personale di servizio, oltre ad occuparsi dell’indirizzamento del traffico, provvede, nel caso di lunghe attese in strada, alla distribuzione di acqua a chi è in fila in auto.

IL NAUTILUS Anno 12 N°2

BRINDISI - Lo speciale di questo nuovo numero de Il Nautilus è dedicato al porto di Trieste che, tra cambiamenti già effettuati e progetti con finanziamenti in arrivo, sta mutando la sua fisionomia e crescendo come scalo in Adriatico. Accanto a queste novità sullo scalo ci sono anche quelle che riguardano i porti di Livorno, Porto Torres, Savona, Cagliari, Ancona e Bari. In questo numero troverete anche un’intera pagina dedicata alla fiscalità legata al mondo del diportismo con gli aggiornamenti sulle ultime modifiche alle leggi.
poseidone danese

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