PORTO DI ANCONA: DEMOLIZIONE SILOS DARSENA MARCHE

ANCONA – Trasformazione, parola chiave per il porto di Ancona. Un percorso di cambiamento legato al cambiamento del mercato come per il settore dei cereali, che ha visto una forte e irreversibile riduzione dei traffici nello scalo.

Una riflessione di mercato che ha contribuito, è stato spiegato in una conferenza stampa nella sede dell’Adsp, assieme all’indispensabilità di una profonda e onerosa manutenzione straordinaria dei manufatti, alla mancata richiesta del rinnovo di concessione demaniale di Silos Granari Sicilia e di Sai, a quanto previsto dalla pianificazione urbanistica, alla decisione di recuperare l’area per altre attività portuali, con relativo abbattimento dei 46 silos complessivi che si trovano alla darsena Marche, 34 del concessionario Silos Granari della Sicilia srl (alti 28 metri) e 12 di Sai srl (alti 44 metri).

Venerdì si è chiusa, in sede di Conferenza dei servizi, la procedura amministrativa per l’intervento di demolizione che sarà realizzato a carico di Silos Granari della Sicilia attraverso un’azienda specializzata. Oggi, dentro l’impianto, inizia la fase propedeutica all’abbattimento dei silos edificati sull’area in concessione.

LA DECISIONE DEL COMITATO DI GESTIONE PORTUALE

Il 31 dicembre 2019 scadranno le concessioni alle società Silos Granari della Sicilia srl e Sai srl che gestiscono i silos utilizzati per i traffici dei cereali nella darsena Marche dell’area commerciale del porto di Ancona. Con le due società concessionarie, l’Autorità di sistema portuale, alla sottoscrizione degli atti a gennaio 2016, si era impegnata a comunicare 18 mesi prima della scadenza le proprie valutazioni sulla futura destinazione di queste aree demaniali. E’ stato, quindi, approvato all’unanimità dal Comitato di gestione dell’Adsp il 27 giugno 2018 un indirizzo sull’area che non prevede più l’utilizzo dei silos.

LE MOTIVAZIONI PRINCIPALI DELLA DECISIONE DEL COMITATO DI GESTIONE PORTUALE

Traffici cereali e politiche nazionali per il settore

Il piano cerealicolo nazionale del ministero delle Politiche agricole e forestali del 2016 prevede la necessità di razionalizzare i flussi logistici, di dismettere i centri più obsoleti, per ragioni logistiche, ambientali e igieniche, e di ammodernare le strutture di ricezione del prodotto e dei sistemi di stoccaggio.L’analisi dei dati, tra il 2010 e il 2017, della portualità adriatica ha evidenziato la sempre maggiore concentrazione del traffico negli scali di Ravenna (1,9 milioni di tonnellate nel 2017) e Bari (1,6 milioni di tonnellate nel 2017) in quanto scali in prossimità delle grandi aziende di trasformazione. Il porto di Ancona, invece, ha movimentato 217 mila tonnellate, con un continuo trend negativo. Dal 1 gennaio 2018 ad oggi sono state movimentate soltanto circa 20 mila tonnellate.

Costi interventi di manutenzione sugli impianti

Sui silos, costruiti negli anni ’60, sarebbe stato necessario prevedere interventi di manutenzione straordinaria che, una valutazione effettuata da una qualificata società, ha stimato essere di circa 7 milioni di euro. Una cifra difficile da ammortizzare sulla base dei flussi di traffico che hanno caratterizzato l’ultimo decennio, sempre in costante e progressiva diminuzione.

Richiesta di concessione

Alla data del 30 giugno 2018, scadenza della decisione di indirizzo dell’area da parte del Comitato di gestione portuale, non sono pervenute domande di rinnovo di concessione demaniale per l’utilizzo dei silos.

Strumenti di pianificazione territoriale

La demolizione dei silos si configura come azione coerente alle previsioni dello strumento urbanistico comunale vigente. La redazione del futuro Piano regolatore portuale, che la legge prevede come competenza dell’Autorità di sistema portuale, sarà naturalmente effettuata con l’intesa dell’Amministrazione comunale e inquadrerà le future previsioni ad uso portuale dell’area all’interno di una più ampia strategia di sviluppo dello scalo dorico.

Razionalizzazione degli spazi portuali

È stata valutata l’esigenza complessiva dello scalo di disporre di spazi adeguati e dimensionati per sviluppare le tipologie di traffici emergenti o in espansione. Una necessità che troverà una risposta nel prossimo Piano regolatore portuale, che sarà definito dopo la stesura del Piano regolatore di sistema portuale di cui, a breve, sarà affidato l’incarico al gruppo di professionisti che lo redigerà.

Le superfici a disposizione

Questa trasformazione libererà una banchina complessiva di circa 350 metri, con un retro banchina di 33 mila metri quadrati, che insieme all’area ex Bunge, sulla quale si procede per l’acquisizione, di ben 49 mila metri quadrati, creerà uno spazio complessivo di 82 mila metri quadrati, una vera grande opportunità per lo sviluppo delle attività portuali e per la creazione di nuova occupazione.

OCCUPAZIONE

Grazie all’impegno delle organizzazioni sindacali, le 13 persone occupate negli impianti sono al centro dell’attenzione per una ricollocazione. Mercoledì si svolgerà un’ulteriore riunione del tavolo sul “Protocollo per la tutela del lavoro nel porto di Ancona”.

DEMOLIZIONE IMPIANTO SILOS GRANARI DELLA SICILIA

L’azienda apre oggi il cantiere per le operazioni propedeutiche alla demolizione dei 34 silos edificati sulla propria concessione. L’intervento sarà effettuato per la maggior parte con abbattimento meccanico controllato e con tecnologie innovative con microcariche esplosive, realizzato da imprese specializzate e in giornate programmate. A breve sarà definito, dall’azienda demolitrice, e reso pubblico, il cronoprogramma dei lavori, che dovrebbero concludersi entro metà giugno. Altrimenti, l’intervento sarà sospeso durante la massima stagione di traffico dei traghetti per poi riprendere a settembre.

DICHIARAZIONI

“Questa trasformazione è l’evidenza che il porto di Ancona accetta la sfida della modernità e della contemporaneità – ha detto Rodolfo Giampieri, presidente Autorità di sistema portuale -, guarda in faccia l’evoluzione dell’economia e del mercato, che sta crescendo in maniera diversa nello scalo. Il porto cambia e si evolve con il mercato, per continuare ad essere a fianco delle imprese cercando di favorire opportunità per lo sviluppo delle attività portuali e la creazione di nuova occupazione”. “La riorganizzazione di quel pezzo di città è un tema che ha attraversato la città per almeno trent’anni – ha detto Valeria Mancinelli, sindaco di Ancona -, siamo arrivati adesso ad un punto di svolta positiva per l’evoluzione del porto di Ancona”. L’assessore comunale al Porto, Ida Simonella, ha sottolineato “il valore di un intervento su un’area che segna un salto di discontinuità nella prospettiva di crescita dello scalo dorico, con un orizzonte di sviluppo e di programmazione a medio-termine”. “Questa è una scelta ponderata e condivisa – ha affermato il contrammiraglio Enrico Moretti, direttore marittimo delle Marche e comandante del porto di Ancona -, che consentirà al porto di recuperare spazi per l’economia portuale e del territorio”. “Come Camera di Commercio delle Marche – ha detto il presidente Gino Sabatini -, abbiamo oggi un peso e la possibilità di farci ascoltare sui tavoli nazionali dove siamo pronti e disponibili a condividere, con Comune di Ancona e Autorità di sistema portuale, ogni iniziativa che possa favorire la realizzazione di progetti di ulteriore crescita di quest’area e della sua economia, a cominciare dall’indispensabile collegamento fra porto e grande viabilità”.

PORTO DI ANCONA: PRESENTAZIONE DEMOLIZIONE SILOS

ANCONA – Il porto di Ancona si prepara ad affrontare una trasformazione dei propri spazi dovuta all’evoluzione del mercato dei cereali con il conseguente abbattimento dei silos che si trovano nella Nuova darsena. L’evoluzione sarà illustrata in una conferenza stampa che si svolgerà lunedì 11 marzo, alle 12, nella Sala Marconi dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale ad Ancona.

Interverranno alla conferenza stampa: Rodolfo Giampieri, presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale Valeria Mancinelli, sindaco del Comune di Ancona Enrico Moretti, contrammiraglio, direttore Marittimo delle Marche e comandante del porto di Ancona Gino Sabatini, presidente della Camera di Commercio delle Marche

PORTO DI ANCONA: PROGETTO REMEMBER PER VALORIZZARE IL PATRIMONIO CULTURALE

ANCONA – Si chiama Remember ed è un progetto europeo che nasce per “ricordare” il valore del patrimonio culturale della fascia adriatica. Ha l’obiettivo di salvaguardare e promuovere questa ricchezza culturale, tangibile ed intangibile, di otto porti italiani e croati, Ancona, Ravenna, Venezia, Trieste, Fiume, Zara, Spalato e Dubrovnik.

Nel Museo archeologico nazionale delle Marche, giovedì 7 marzo, alle 16, si svolgerà l’incontro di lancio del progetto che ha come capofila l’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale. I partner sono Università politecnica delle Marche Dicea-Dipartimento Costruzioni, ingegneria civile e architettura, e le Autorità di sistema portuale competenti per i porti di Ravenna, Venezia e Trieste. Sul versante croato, le Autorità portuali di Dubrovnik e Zara, Kip-cluster croato logistica, Museo nazionale di Zara, Agenzia di sviluppo di Spalato e Dalmazia.

Remember, acrononimo di “REstoring the MEmory of Adriatic ports sites. Maritime culture to foster Balanced tERritorial growth”, è finanziato dal programma di cooperazione europeo Italia-Croazia, con un budget complessivo di 2,8 milioni, per restituire centralità al rapporto porto-città, valorizzando i legami sociali ed economici che si sono sviluppati nel corso dei secoli tra le due sponde dell’Adriatico, e per orientare nuovi percorsi economici basati sulla cultura e sulla diversificazione del turismo, generando nuova occupazione.

Con Remember saranno realizzati percorsi turistici e interventi di valorizzazione del patrimonio storico e monumentale, che saranno parte di una strategia di promozione congiunta che avrà come target primario le compagnie di crociera. Il progetto ha inoltre una forte dimensione innovativa: permetterà di allestire otto “musei virtuali” nei porti di Ancona, Ravenna, Venezia, Trieste, Fiume, Zara, Spalato, Dubrovnik. Interventi per rendere interattivo il patrimonio monumentale e di conoscenze di ciascun porto. Un’iniziativa coordinata, che durerà fino a giugno 2021, per promuovere un approccio condiviso alla diversificazione turistica dei flussi di passeggeri e crocieristi, e per preservare e promuovere la consapevolezza e l’attrattività dei porti adriatici.

Alla presentazione del progetto parteciperanno Rodolfo Giampieri, presidente Autorità di sistema portuale, Nicoletta Frapiccini, direttore Museo archeologico nazionale delle Marche, Ida Simonella, assessore al Porto del Comune di Ancona, Gino Sabatini, presidente Camera di Commercio delle Marche, contrammiraglio Enrico Moretti, comandante del porto di Ancona, e Sauro Longhi, rettore Univpm. Parleranno delle esperienze di promozione turistica e culturale nelle città portuali Paolo Marasca, assessore alla Cultura del Comune di Ancona, Maria Raffaella Ciuccarelli, Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio delle Marche, Cristiana Colli, giornalista e progettista, e Ivana Dražić, Museo nazionale di Zara.

“Siamo orgogliosi di essere parte di questo progetto che nasce da un obiettivo che abbiamo sempre portato avanti – dice il presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare adriatico centrale, Rodolfo Giampieri -, quello di valorizzare il prezioso patrimonio culturale che fa parte di diversi porti, fra cui Ancona. Mettiamo, in condivisione con i partner, la nostra esperienza del Porto Antico, con il desiderio di avvicinarlo sempre più alla comunità, incrementando il rapporto porto-città. Insieme costruiremo una rete per promuovere e per migliorare la fruizione di questa ricchezza culturale che si può tradurre in turismo e in opportunità di creare nuova economia e nuova occupazione”.

NEL 2018 1,16 MLN PASSEGGERI E 9,44 MLN TON DI MERCE NELL’ADSP MARE ADRIATICO CENTRALE

ANCONA – I dati 2018 del sistema portuale dell’Adriatico centrale (porti di Pesaro, Falconara Marittima, Ancona, San Benedetto del Tronto, Pescara e Ortona) vedono una progressiva crescita dei passeggeri e una buona tenuta delle merci, con forte affermazione del traffico traghetti delle Autostrade del mare che si attesta significativamente nei porti di Ancona e Ortona.
Il porto di Ancona si conferma protagonista del traffico delle autostrade del mare del mare Adriatico: 2.391.576 tonnellate di merci, pari a + 2% rispetto al 2017, a conferma del trend positivo degli ultimi anni per questa tipologia di traffico. Da sottolineare che ad un numero stabile di tir e trailer, transitati nello scalo (147.650, circa mille mezzi in meno rispetto al 2017), corrisponde un aumento delle merci trasportate: un segno del costante processo organizzativo della catena logistica che ottimizza il carico e il numero dei mezzi circolanti.  Nel 2018 sono state 2.465 le toccate delle navi traghetto rispetto alle 2.430 del 2017.

Il 78% di questo traffico è diretto o proveniente dalla Grecia (1.869.496 tonnellate di merci, 118.587 tir e semirimorchi) in particolare dai porti di Igoumenitsa e Patrasso, collegati ogni giorno, tutto l’anno, allo scalo dorico.Molto dinamica la linea Ancona-Durazzo, principale scalo albanese. Il traffico cresce del 49% (436.330 tonnellate nel 2018, 22.241 tir e semirimorchi), effetto della messa in servizio di un nuovo traghetto con maggiore capacità di stiva, e rappresenta ben il 18% del traffico totale delle autostrade del mare del porto di Ancona. Le linee con il porto di Spalato, in Croazia, nel 2018 hanno trasportato 83.957 tonnellate di merce, un calo del 16% a cui corrisponde la flessione del transito di mezzi commerciali a 6.734 (-12%). Un fenomeno che va interpretato anche nel miglioramento infrastrutturale compiuto nella penisola balcanica con il completamento della rete autostradale e la sua interconnessione con i Paesi dell’est e nord Europa.

I passeggeri che sono transitati dal porto di Ancona, nel 2018, sono stati 1.151.266, +6% rispetto al 2017. In crescita il traffico dei passeggeri sui traghetti, con 1.084.235 transiti (+ 14%, in due anni quando erano 951.000), che nel 2018 mostra segno positivo sulle tre linee per Spalato (+7%), Durazzo (+29%) e Igoumenitsa-Patrasso (+1%). Un aumento, quello con la Grecia, che solo a prima vista può sembrare limitato. La Grecia rimane, infatti, la direttrice trainante dello scalo rappresentando il 71% del traffico su traghetti, con 771.874 transiti, mantenendosi ben oltre la media dei 680.000 passeggeri del periodo 2012-2016. Una chiara dimostrazione della diretta correlazione tra traffico marittimo e andamento dell’economia dei Paesi interconnessi.

Con riferimento al traffico crociere, nel porto di Ancona ci sono state 40 toccate rispetto alle 27 del 2017, con una crescita del +29% del numero di crocieristi, 67.031 rispetto ai 52.086 del 2017 (+29%). Msc Crociere continua a rappresentare il principale partner del porto dorico in questo settore con il 50% delle toccate 2018, percentuale che sale al 76% del numero di crocieristi in transito nello scalo. La compagnia ha già confermato la sua presenza ad Ancona per le stagioni 2019 e 2020 con un aumento di toccate rispetto a quelle del 2018.

Fra le categorie merceologiche in transito sui traghetti, continuano a prevalere i carichi misti: il 41% delle merci che viaggiano su tir e trailer. Si tratta di carichi di vario tipo (macchine, semilavorati, materie prime, tessili) trasportate da un unico mezzo per varie destinazioni. Seguono i prodotti alimentari: ortofrutta, carne, pesce e altri prodotti alimentari lavorati, bevande e tabacchi rappresentano complessivamente il 39% del totale delle merci. Prodotti che necessitano di un rapido trasferimento dai luoghi di produzione a quelli di consumo nei Paesi europei centro-settentrionali e che pertanto trovano nelle autostrade del mare attestate su Ancona la soluzione logistica ideale per assicurare la velocità necessaria.

La forte riduzione del traffico cereali, in costante calo dal 2014, la movimentazione è passata da 280.132 tonnellate a poco più di 18.000 tonnellate, porta ad un calo del traffico merci generiche e rinfuse del porto di Ancona (-47%) rendendo sempre più evidente che le strutture di stoccaggio sono sproporzionate rispetto al traffico sviluppato. Un calo dovuto anche all’effetto della polarizzazione dei traffici via mare dei cereali, concentrati nei porti vicini agli stabilimenti di trasformazione.Dati coerenti con il cambiamento della domanda di fonti energetiche del Paese, che si sta orientando verso soluzioni con minor impatto ambientale, determinano il forte calo del traffico del carbone, che aveva fortemente caratterizzato il porto di Ancona negli anni passati. Un cambiamento che pone la sfida di ripensare gli spazi portuali, prima utilizzati per questi tipi di traffico, e ora da dedicare a nuovi flussi di merci per creare nuova occupazione.

Il traffico merci in container del porto di Ancona vede un segno positivo nella quantità di merce trasportata: +3%, pari a 1,13 milioni di tonnellate. Prevale l’export con 650.000 tonnellate di merci imbarcate, prevalentemente prodotti del territorio marchigiano e del Centro Italia (Abruzzo, Umbria, Romagna) mentre l’import presenta nel 2018 un tasso di crescita del +9%, con 507.409 tonnellate di merci in sbarco. In calo nel 2018 il numero di TEUS movimentati, 159.061 corrispondenti a -6% sul 2017.  Anche questo un andamento dovuto alla razionalizzazione della catena logistica che, ormai, cerca di minimizzare la movimentazione di contenitori vuoti (-13%).

Nel porto di Pesaro continua la crescita del traffico passeggeri, prevalentemente grazie alla messa in linea di una nave di maggiori capacità nei mesi estivi del 2018 per raggiungere le spiagge croate di Lussino, isola di Rab e Novalja. Il traffico ha superato quest’anno le 10.000 unità (+31%) con 57 toccate. Positivo anche il traffico crociere con le navi Artemis e Arethusa della compagnia “Grand Circle Cruise Line” che hanno proposto l’itinerario: Venezia, Ravenna, Pesaro, Ortona, Termoli, Monopoli, Otranto e Roccella Ionica. Con 20 toccate, il doppio rispetto al 2017, sono transitati per Pesaro oltre 900 crocieristi alla scoperta della città, insieme ad Urbino, San Marino e alle altre località di pregio anche naturalistico della provincia.

Il porto di Ortona ha movimentato, nel 2018, 1.013.330 tonnellate di merci, in lieve calo del 2% rispetto al 2017. La contrazione riguarda il traffico di merci solide: 570.315 tonnellate, il 56% del totale, che scendono del -7%. È stato positivo invece l’andamento delle rinfuse liquide, principalmente gasolio, che hanno raggiunto 430.294 tonnellate, in crescita del 5% rispetto all’anno precedente.Ottima la performance dei veicoli nuovi in esportazione: in totale 6.695 (+17%). In crescita, inoltre, il traffico dei crocieristi alla scoperta della città e del territorio a bordo delle navi Artemis e Arethusa impegnate nell’itinerario che coinvolge anche il porto di Pesaro: circa 900 i transiti, + 43% rispetto al 2017, con 19 toccate e con l’obiettivo di crescere ancora nel prossimo periodo.

“L’Autorità di sistema portuale – afferma il presidente Rodolfo Giampieri – si conferma sempre più stabilmente ponte fra Italia e i Balcani in cui ogni porto viene valorizzato con le proprie specializzazioni. Ancona è protagonista indiscussa del traffico delle autostrade del mare, con una crescita confortante che riguarda sia le merci sia i passeggeri, ed è un porto che viene sempre più scelto per le crociere, anche grazie all’aumento del numero delle toccate da parte di Msc Crociere e delle altre compagnie”. Alla base della strategia dell’Adsp, spiega Giampieri, “ci sono lo sviluppo, la sicurezza e la sostenibilità, valori sempre più importanti per attrarre investimenti pubblici e privati, per aumentare la competitività delle imprese ed essere volano di sviluppo economico ed occupazionale”

Tutto questo, aggiunge Giampieri, “si ottiene grazie ad un leale e convinto lavoro di squadra in cui è fondamentale la collaborazione di tutti gli enti e le istituzioni, Capitanerie di porto, Agenzia dogane, forze di polizia, Regioni, Comuni, e dei servizi tecnico-nautici che operano nelle aree portuali affinché si agisca, tutti insieme, nell’interesse generale del sistema portuale e delle comunità ad esso collegate. Siamo consapevoli che c’è ancora lavoro da fare soprattutto nel sostenere i traffici in crescita, nella naturale sostituzione di alcune tipologie di traffici che sono in irreversibile diminuzione e nello sviluppo ulteriore dei servizi a supporto dei clienti dei porti”.

Il porto di Ortona, afferma Giampieri, “si conferma uno snodo che sempre più integra la filiera produttiva meccanica di alta qualità dell’automotive del territorio abruzzese con la complessa catena logistica intermodale che dalla fabbrica giunge ai mercati di destinazione dell’Europa centrale. Un valore e un’opportunità da cogliere e sviluppare ulteriormente supportando l’infrastrutturazione del porto in stretta collaborazione con la Capitaneria e le istituzioni regionali e comunali”.

PORTO DI ANCONA: CONFRONTO SU INFORMAZIONE STATISTICA SUL TRASPORTO MARITTIMO

ANCONA – La statistica come cartina al tornasole dell’economia portuale. Incontro su “L’informazione statistica ufficiale sul trasporto marittimo tra integrazione e innovazione”, organizzato ad Ancona dall’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale con Istat. Il primo confronto a livello nazionale, alla presenza del presidente di Adsp mare Adriatico centrale, Rodolfo Giampieri, di Zeno D’Agostino, vicepresidente Espo, di rappresentanti delle Adsp, Istat, Agenzia Dogane, Capitanerie di porto, sul valore del dato statistico relativo ai porti come chiaro indicatore dello stato del sistema portuale, nella sua descrizione e rappresentatività dell’andamento, della competitività e della capacità di risposta alle sfide economiche del mercato.

L’obiettivo del seminario era quello di affrontare le problematiche legate all’attuale produzione dei flussi di dati sul trasporto marittimo nei porti italiani aprendo un tavolo di discussione cui tutte le parti interessate possano dare un contributo, nella direzione di una effettiva razionalizzazione, e dell’implementazione dei requisiti di qualità, anche in base alla normativa, sia nazionale che internazionale, sull’argomento. La produzione statistica ufficiale in questo campo, infatti, ha il compito di rispondere non solo ai fabbisogni informativi della collettività, ma anche alle esigenze degli attori della governance ai vari livelli territoriali e istituzionali fino a quelle dei policy maker in ambito europeo e internazionale, laddove la normativa richiede informazioni tempestive, di qualità, armonizzate e integrate nei contenuti, e con l’adeguato livello territoriale di analisi ed approfondimento.

Fra i vari interventi dell’incontro, quello del C.V. Domenico La Tella, in forza al Settimo reparto del Comando generale Capitanerie di porto, che si è soffermato, in particolare, sul bisogno di armonizzazione del dato statistico portuale a livello europeo, e quello di Alessandra Santillo, Direttore dell’Ufficio delle Dogane di Ancona, che ha descritto l’esperienza dell’Agenzia in questa materia. Vincenzo Lo Moro, direttore centrale Pianificazione strategica e relazioni istituzionali Istat, nella sezione finale dedicata alle prospettive di collaborazione in campo statistico, ha espresso la necessità di cooperazione fra le istituzioni per individuare soluzioni che consentano un unico punto di accesso per le imputazioni dei dati, il riutilizzo degli stessi fra le amministrazioni e la loro restituzione possibilmente con un modello nazionale che li renda disponibili e interpretabili.

Zeno D’Agostino, vicepresidente Espo, ha parlato, “dell’importanza del controllo del dato statistico e del suo aggiornamento in tempo reale come elemento di verifica delle attività portuali” sottolineando come “nelle Autorità di sistema portuale ci sia una montagna di dati a disposizione che può essere utilmente utilizzata anche grazie alla reciproca conoscenza con Istat”.

Il presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale, Rodolfo Giampieri, ha sottolineato “la concretezza del dato statistico portuale e il valore che esso rappresenta nel trasformarlo in strategie delle imprese, come soggetti costruttori di lavoro e di occupazione, che hanno bisogno, oltre che di semplificazione, di informazioni affidabili per affrontare, con la loro competenza e professionalità, la velocità e la competitività del mercato. Dobbiamo essere consapevoli che quello stiamo facendo è nell’interesse generale e che lo stiamo realizzando grazie alla collaborazione fra tutti i soggetti del sistema portuale, oggi rappresentati qui da Agenzia Dogane e Capitanerie di porto che ringrazio”.

Il segretario generale dell’Adsp mare Adriatico centrale, Matteo Paroli, ha sottolineato come questa iniziativa consenta “di rapportare, per la prima volta a livello nazionale, l’importante lavoro di raccolta e analisi statistica che viene effettuata nelle Autorità di sistema portuali. Un confronto che dimostra l’interesse che c’è per questa materia e che esprime la necessità di avere a disposizione dati dei traffici marittimi di sempre maggiore qualità e dettaglio, che possano disegnare l’economia portuale del Paese”.

Porto di Salerno: 2018 con -5% in traffico ro-ro

NAPOLI – Il porto di Salerno chiude il 2018 con un decremento del 5% nel traffico ro-ro. È quanto emerge dalle rilevazioni fornite dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale: alla fine del mese di dicembre, infatti, sono state movimentate 7.730.023 unità tra automobili e mezzi pesanti contro gli 8.174.621 di unità del 2017.

“Nei primi due mesi dello scorso anno – spiega Domenico De Rosa, amministratore delegato del gruppo Smet – il nostro porto ha perso il 16.16% del suo traffico ro-ro. Il dato di chiusura, che si attesta sul -5%, testimonia dunque che è già in atto quell’inversione di tendenza che ritengo proseguirà anche nel corso del 2019″.

La decrescita, secondo De Rosa, è legata a molteplici motivazioni ma “tutte riconducibili a una particolare contingenza geopolitica: la guerra dei dazi non ha certo favorito la libera circolazione delle merci e ha rallentato l’attività di esportazione da parte dell’industria manifatturiera”.
L’auspicio dell’amministratore delegato della Smet è che “a livello nazionale vengano al più presto portate a termine le grandi opere infrastrutturali, vitali per i trasporti e per tutti i settori produttivi del Paese”.

Per il porto di Salerno, invece, De Rosa ha voluto ricordare che tutti gli operatori attendono con fiducia sia l’attivazione della Zona Economica Speciale, “che darà un forte impulso all’economia reale, soprattutto in un Mezzogiorno che è strategico per lo sviluppo del Paese”. Altrettanto prezioso sarà l’intervento di dragaggio “che consentirà al nostro scalo di ospitare navi di dimensioni sempre maggiori, cogliendo così le opportunità di un momento storico che vede l’armamento sempre più orientato al gigantismo navale”.

Porto di Ancona: due domande per bando Piano regolatore di sistema

ANCONA – Sono due i raggruppamenti temporanei di impresa che hanno presentato domanda e sono stati ammessi a partecipare al bando di gara europeo per la redazione del Piano regolatore di sistema portuale.

Il Piano traccerà il disegno del futuro dei sei porti dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale, Ancona-Falconara Marittima, Pesaro, San Benedetto del Tronto nelle Marche, Pescara e Ortona in Abruzzo. L’atto comprenderà la stesura del Documento di pianificazione strategica di sistema (Dpss) e la redazione dei piani regolatori portuali di ciascuno dei porti dell’Adsp. L’ottica integrata di sistema sarà l’obiettivo del Piano, per essere capace di rispondere alle opportunità di crescita in modo armonico, coordinato anche con il territorio e per assicurare uno sviluppo sostenibile, economico, sociale, ambientale e soprattutto occupazionale in ambito portuale.

L’importo economico a base di gara previsto dal bando, che si è chiuso l’8 gennaio, è di 2,26 milioni di euro. In questa prima fase, è stata valutata la correttezza della parte amministrativa della partecipazione al bando. Adesso sarà nominata la commissione che provvederà ad esaminare la parte tecnica e quella economica delle offerte.

Fra i criteri di aggiudicazione dell’appalto, oltre al prezzo, sono previste le capacità di individuare e superare le eventuali criticità che potrebbero condizionare lo sviluppo dei porti. La durata del contratto d’appalto sarà di 390 giorni effettivi dalla firma. L’impegno contrattuale durerà, in ogni caso, fino a quando le due Regioni competenti, Marche e Abruzzo, avranno approvato il Piano regolatore di sistema portuale.

Il primo dei due raggruppamenti temporanei d’impresa ammessi a partecipare è composto da Modimar srl (Roma) Acquatecno srl (Roma), Seacon srl (Roma), Giovanni Francalanza (Pisa), Geologi associati Fantucci e Stocchi (Ronciglione) e Simonetta Migliaccio (Genova); il secondo da Rina Consulting spa (Genova), Arcoengineering srl-Gruppo Ipi (Milano), Ing. Paolo Viola (Milano), Studio Zoppi ingegneria & associati (Ancona) e Prof. Arch. Rosario Pavia (Roma).

“Sta prendendo corpo la definizione del più importante strumento di pianificazione strategica di tutto il sistema portuale – dice il presidente Rodolfo Giampieri -, un atto che consentirà ai sei porti di poter lavorare in maniera coordinata e integrata fra di loro, sulla base di una programmazione e di una strategia condivisa che avrà il compito fondamentale di poter dare certezza alle attività delle imprese portuali, così da poter programmare investimenti di lungo periodo, oltre a favorire un ambiente adatto a stimolare lo sviluppo di lavoro per le aziende e la creazione di nuova occupazione. Su questo importante atto per il sistema portuale partirà un confronto serrato con le amministrazioni comunali e regionali e i portati di interesse del settore”.

DUE DOMANDE PER BANDO ADSP MAR ADRIATICO CENTRALE PER PIANO REGOLATORE DI SISTEMA

ANCONA –  – Sono due i raggruppamenti temporanei di impresa che hanno presentato domanda e sono stati ammessi a partecipare al bando di gara europeo per la redazione del Piano regolatore di sistema portuale.

Il Piano traccerà il disegno del futuro dei sei porti dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale, Ancona-Falconara Marittima, Pesaro, San Benedetto del Tronto nelle Marche, Pescara e Ortona in Abruzzo. L’atto comprenderà la stesura del Documento di pianificazione strategica di sistema (Dpss) e la redazione dei piani regolatori portuali di ciascuno dei porti dell’Adsp. L’ottica integrata di sistema sarà l’obiettivo del Piano, per essere capace di rispondere alle opportunità di crescita in modo armonico, coordinato anche con il territorio e per assicurare uno sviluppo sostenibile, economico, sociale, ambientale e soprattutto occupazionale in ambito portuale.

L’importo economico a base di gara previsto dal bando, che si è chiuso l’8 gennaio, è di 2,26 milioni di euro. In questa prima fase, è stata valutata la correttezza della parte amministrativa della partecipazione al bando. Adesso sarà nominata la commissione che provvederà ad esaminare la parte tecnica e quella economica delle offerte.

Fra i criteri di aggiudicazione dell’appalto, oltre al prezzo, sono previste le capacità di individuare e superare le eventuali criticità che potrebbero condizionare lo sviluppo dei porti. La durata del contratto d’appalto sarà di 390 giorni effettivi dalla firma. L’impegno contrattuale durerà, in ogni caso, fino a quando le due Regioni competenti, Marche e Abruzzo, avranno approvato il Piano regolatore di sistema portuale.

Il primo dei due raggruppamenti temporanei d’impresa ammessi a partecipare è composto da Modimar srl (Roma) Acquatecno srl (Roma), Seacon srl (Roma), Giovanni Francalanza (Pisa), Geologi associati Fantucci e Stocchi (Ronciglione) e Simonetta Migliaccio (Genova); il secondo da Rina Consulting spa (Genova), Arcoengineering srl-Gruppo Ipi (Milano), Ing. Paolo Viola (Milano), Studio Zoppi ingegneria & associati (Ancona) e Prof. Arch. Rosario Pavia (Roma).

“Sta prendendo corpo la definizione del più importante strumento di pianificazione strategica di tutto il sistema portuale – dice il presidente Rodolfo Giampieri -, un atto che consentirà ai sei porti di poter lavorare in maniera coordinata e integrata fra di loro, sulla base di una programmazione e di una strategia condivisa che avrà il compito fondamentale di poter dare certezza alle attività delle imprese portuali, così da poter programmare investimenti di lungo periodo, oltre a favorire un ambiente adatto a stimolare lo sviluppo di lavoro per le aziende e la creazione di nuova occupazione. Su questo importante atto per il sistema portuale partirà un confronto serrato con le amministrazioni comunali e regionali e i portati di interesse del settore”.

Porto di Pescara: intervento per livellamento fondale

PESCARA – Sono state valutate dall’Autorità di sistema portuale le offerte economiche pervenute per l’intervento in emergenza di movimentazione dei sedimenti marini all’interno del bacino portuale di Pescara. La migliore offerta è stata della ditta La Dragaggi srl di Venezia. Sono iniziate immediatamente le verifiche amministrative per l’affidamento dei lavori.

L’intervento di livellamento del fondale dell’imboccatura del porto canale di Pescara riguarderà una superficie di oltre 6 mila metri quadrati. Si prevede che i lavori possano cominciare entro l’inizio della prossima settimana anche sulla base delle condizioni meteo e si concluderanno massimo entro 15 giorni dall’avvio. Il progetto dell’intervento è stato fornito all’Autorità di sistema portuale dalla Regione Abruzzo.

L’intero intervento economico è a carico dell’Autorità di sistema portuale che dimostra, nei fatti, la convinta attenzione alla portualità abruzzese, consapevole che le forti potenzialità finora inespresse possano diventare un elemento competitivo importante per la crescita economica del territorio.

“Abbiamo operato con la massima celerità per dare una risposta alle esigenze della marineria locale di cui comprendiamo il disagio – dice il presidente dell’Autorità di sistema portuale, Rodolfo Giampieri -, il risultato dell’intervento e la ricerca di risposte rapide sono frutto di una intensa e leale collaborazione istituzionale con la Capitaneria di porto di Pescara e la Regione Abruzzo ai quali va un convinto plauso per l’impegno profuso”.

Al via le ispezioni Mit su AdSP di Civitavecchia, Ravenna e Taranto

ROMA –  Sono in corso le verifiche a campione da parte di ispettori del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sulla gestione delle Autorità di Sistema portuale di Civitavecchia, Ravenna e Taranto.

Su indicazione del Ministro Danilo Toninelli, la Direzione Generale del Mit per la vigilanza sulle Autorità portuali, le infrastrutture portuali e il trasporto marittimo e per vie d’acqua interne ha portato a compimento tutte le procedure di nomina di una commissione ispettiva ad hoc composta dal direttore generale della RAM S.p.a. Francesco Benevolo, in qualità di presidente; dal dirigente del Mit Eugenio Minici e dal Capitano di Vascello Sandro Gallinelli, in servizio presso il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto.

La commissione è stata incaricata di effettuare ispezioni sull’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centro-Settentrionale di Civitavecchia, sull’Autorità di Sistema portuale del Mar Adriatico Centro-Settentrionale di Ravenna e sull’Autorità di Sistema portuale del Mare Ionio di Taranto.

L’attività di ispezione, attualmente in corso e che avrà una durata massima di sei mesi, punta in particolare a verificare la gestione dei rispettivi porti delle tre Autorità, con riguardo anche ai profili economico-finanziari, legale-amministrativi e tecnici.

IL NAUTILUS Anno 13 N°4

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato alle crociere con un focus sull'Italian Cruise Watch e l'Ocean Cay di MSC Crociere. Due interviste esclusive ai presidenti di Autorità di Sistema: Pietro Spirito e Sergio Prete. Una riflessione sulla "Rotta Artica" ed un approfondimento sulla fascia costiera brindisina: estetica, criticità ed opportunità. Poi approfondimenti sulle Zes ed un progetto: "COSIRIFAREIBARI" che mira a cambiare il modo di spostarsi in città.
poseidone danese

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