L’ANCI nel coordinamento delle Autorità di Sistema Portuale

ROMA – Hanno deciso: i Comuni italiani saranno rappresentati in seno al Coordinamento nazionale delle Autorità di Sistema Portuale. L’ANCI, l’Associazione Nazionale dei Comuni italiani, ha scelto come suoi rappresentanti i sindaci di Livorno, Filippo Nogarin, e quello di Catania, Giuseppe Falcomatà, nella Conferenza nazionale di coordinamento, organo importante e strategico della riforma Delrio sulla portualità italiana. La scelta su tali sindaci non è stata casuale ma mirata e qualificata, come si legge nel comunicato ANCI. Filippo Nogarin, sindaco di Livorno, è anche presidente dell’Associazione delle Città portuali in seno all’ANCI.

Ricordiamo che Nogarin è salito alla ribalta delle cronache marittimo-portuali per le sue ultime battaglie nel rivendicare una posizione nel comitato di gestione dell’AdSP di Livorno a rappresentare la città e l’intero territorio. Figura politica, quella di un sindaco di una città, che era in contrasto con la legge di riforma che prevede un comitato di gestione più di problemi tecnico-portuali che amministrativo-politici; tesi, quella del sindaco Nogarin sostenuta dall’intera associazione ANCI.

E per questo, si pensa ripescato e rimesso a rappresentare i Comuni nella Conferenza nazionale di coordinamento. Giuseppe Falcomatà, sindaco di Catania, porta avanti la considerazione che la riforma Delrio non può mettere da parte i sindaci di un sistema portuale e quindi punta il dito sui decreti Delrio/Madia che intendono escludere i politici da una programmazione e governance portuale. Intanto, lo scenario politico italiano è cambiato, con forte bocciatura del “pensiero-portuale” PD (Renzi – Gentiloni). Si era pensato anche a un ricorso ANCI alla Corte Costituzionale per correggere il decreto e ammettere i sindaci nella gestione delle AdSP e questo prima delle elezioni del 4 marzo.

Sicuramente, oggi, si apre un nuovo scenario politico nazionale per permettere dei correttivi alla riforma e che comunque dovrà interessare il nuovo Parlamento. I sindaci di Livorno e di Catania saranno mercoledì prossimo 21, a Roma, per ricorrere come Associazione delle Città portuali alla Corte Costituzionale contro i decreti Delrio/Madia e sostenuti dall’ANCI.

 

Abele Carruezzo

© Riproduzione riservata

PORTO DI ANCONA: 17 DOMANDE PER BANDO MERCATO ITTICO

ANCONA – Il progetto di ammodernamento del mercato ittico del porto di Ancona, nel rispetto totale della sua estetica originaria, nascerà dalla creatività dell’architettura contemporanea italiana, con un passaggio simbolico di consegne dalla matita del suo ideatore Gaetano Minnucci, firma del Novecento, alle tecnologie del design moderno. Ha, infatti, riscosso notevole interesse da diverse società di progettazione di tutta Italia la gara per la ristrutturazione interna della struttura che si trova nella zona del Mandracchio, di fronte alla Mole Vanvitelliana, e in cui si svolge il mercato all’ingrosso del pesce. All’opportunità offerta dall’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale hanno risposto ben 17 soggetti economici.

Il bando, che si è chiuso il 9 marzo, è dedicato alla ricerca di un servizio di progettazione definitiva ed esecutiva e direzione dei lavori e per l’intervento di ristrutturazione dell’edificio demaniale, sede del mercato ittico. L’incarico economico previsto dal bando è di 362.303 euro più Iva. La durata del contratto di appalto è di 500 giorni.

L’intervento di ammodernamento prevede un investimento complessivo di circa 2,6 milioni di euro, già a bilancio. Per il progetto, l’Autorità di sistema ha ottenuto un finanziamento di 850 mila euro da un bando della Regione Marche per la modernizzazione delle infrastrutture per la pesca, sostenuto dalla misura 1.43 “Porti, luoghi di sbarco, sale per la vendita all’asta e riparti di pesca” del Feamp-Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca.

L’edificio principale della struttura, con una superficie totale di 2.400 metri quadrati, è stato costruito nel dopoguerra su progetto dell’architetto Gaetano Minnucci, protagonista della ricostruzione di Ancona e autore di altre opere di rilievo della città, come la Galleria dorica e la Chiesa del santo Crocifisso nel quartiere Archi.

Il progetto ha lo scopo di realizzare l’adeguamento strutturale dell’edificio e l’ammodernamento dell’attività di vendita dei prodotti ittici. Saranno finanziati, inoltre, interventi per l’efficientamento energetico e per potenziare la sicurezza dell’edificio. Partendo dai suggerimenti degli operatori, protagonisti di un luogo che rappresenta la cultura marinara della città, sarà ammodernata l’area dedicata alla vendita del pescato. Dai progetti dovranno inoltre pervenire idee e soluzioni per ampliare la fruibilità dell’edificio nell’arco dell’intera giornata e inserendo nuove opportunità di utilizzo del manufatto.

“Questo progetto nasce dal desiderio di valorizzare una delle cose belle di Ancona – commenta il presidente dell’Autorità di sistema, Rodolfo Giampieri -, trasformandola in un mercato ittico moderno, funzionale alle necessità del mondo della pesca, e in un luogo che possa essere anche fruito, durante le ore del giorno, dalla comunità. Il grande interesse che il bando ha suscitato dimostra che abbiamo colpito nel segno. Siamo convinti, infatti, che ogni volta che si riesce a mettere in discussione un luogo per rigenerarlo e renderlo fruibile, si crea un meccanismo virtuoso che può portare ad un prodotto di alta qualità. E questo è l’orizzonte su cui ci muoviamo, quello di una modernizzazione che guarda all’Europa per poter fruire di spazi cittadini non dimenticando ma anzi rafforzando il forte legame fra Ancona e il suo porto”.

PORTO DI ANCONA: NUOVE CONCESSIONI MARINA DORICA E CANTIERE DELLE MARCHE

ANCONA – L’Autorità di sistema portuale ha ricevuto due domande di concessione rispettivamente da parte di Marina Dorica e di Cantiere delle Marche per lo specchio acqueo davanti la banchina est del porto turistico di Ancona. Le richieste, è stato spiegato in una conferenza stampa che si è svolta nella sede dell’Adsp, sono state ritenute accettabili entrambi, compatibili con le altre attività che si svolgono in quell’area del porto e non contrastanti l’una con l’altra ma soprattutto coerenti con la filosofia dell’Autorità di sistema che pone grande attenzione all’occupazione e altrettanta sensibilità verso la parte più sociale, espressa, in questo caso, dall’attività di Marina Dorica.

La concessione a Marina Dorica, come da richiesta, avrà una durata complessiva di sei anni, con il mantenimento di quattro pontili galleggianti, destinati all’ormeggio delle imbarcazioni da diporto nautico. Per i primi tre anni, lo specchio acqueo concesso sarà di 5.200 metri quadrati. Nel successivo triennio, a seguito del miglioramento funzionale di alcune aree già in concessione a Marina Dorica, la superficie sarà ridotta a 3.628 metri quadrati. A questa concessione, si aggiunge quella per un’ulteriore area richiesta da Marina Dorica, sempre per sei anni, per le attività strettamente legate alle pratiche sportive veliche, soprattutto giovanili, di una superficie di circa 3 mila metri quadrati.

La concessione a Cantiere delle Marche interesserà un’area di complessivi 3 mila metri quadrati comprensivo dello specchio acqueo. E’ previsto un investimento dell’azienda di 550 mila euro per la costruzione di una banchina di larghezza di 40 metri, con profondità di 17 metri. La banchina potrà essere utilizzata per il completamento delle operazioni di allestimento degli yacht fino ad una lunghezza di 50 metri. E’ stato inoltre stabilito, nota non secondaria, che i lavori per la realizzazione della banchina inizieranno a partire dal 1 ottobre in modo tale che il cantiere non interferisca con il periodo estivo di attività velica e diportistica.

“Il rilascio di queste concessioni – ha detto il presidente dell’Autorità di sistema, Rodolfo Giampieri – valorizza due forme di espressione, quella economica e quella sociale che rendono ancora di più il porto, con il suo mare, parte della comunità, esattamente quello per cui l’Autorità di sistema portuale sta lavorando con grande convinzione”. Il sindaco di Ancona, Valeria Mancinelli, ha ringraziato “tutti quelli che hanno lavorato per governare una situazione in cui coesistono interessi plurimi, tutti importanti per la città”.

Il presidente di Marina Dorica, Moreno Clementi, ha sottolineato come “con il dialogo e il confronto si sia arrivati ad una soluzione che consente di creare le condizioni per lo sviluppo di Marina Dorica e, cioè, creare le possibilità di una crescita di tutta la città visto il suo ruolo di eccellenza nella pratica diportistica e nella promozione del turismo sportivo”. Il presidente di Cantiere delle Marche, Gabriele Virgili, ha spiegato che “questa concessione, che ci permette di accedere direttamente al mare, rafforza il nostro piano industriale e le nostre attività che, nei momenti di punta, occupa anche 300 persone, con ordini conclusi e firmati fino al 2020”.

Assoporti interviene sul Decreto del MIT di rimodulazione delle somme per opere nei porti

ROMA – L’Associazione dei Porti Italiani interviene a seguito degli articoli apparsi su alcune testate, relativi alla rimodulazione delle somme destinate ad opere infrastrutturali nei porti.  Infatti, sulla Gazzetta Ufficiale del 19 febbraio scorso, è stato pubblicato un decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 19 novembre 2107, che rimodula le somme a suo tempo stanziati per le opere nei porti.

Si tratta, in sostanza, dei fondi destinati ai porti rispettivamente con le leggi n.413 del 1998 e n.166 del 2002. La ricognizione riguarda le effettive necessità evidenziate direttamente da alcune  delle soppresse Autorità Portuali, per garantire che il fondo complessivo sia speso integralmente per la realizzazione delle opere.

“Le rimodulazioni indicate sono il risultato delle riprogrammazioni dei singoli porti fatte fino al 2016, sulla scorta di un aggiornamento delle effettive necessità, al netto di quelle già utilizzate,“ ha affermato il Presidente di Assoporti Zeno D’Agostino. “Si tratta di una semplice rimodulazione, concordata con il Ministero, che permette di utilizzare finanziamenti che altrimenti si perderebbero. Non ci sono state, quindi, cancellazioni di interventi programmati, ma la possibilità di riutilizzo delle risorse, “ ha concluso D’Agostino.

“NAPOLI DRY DOCKS” INVESTIRÀ IN NUOVO GRANDE BACINO DI CARENAGGIO NEL PORTO DI NAPOLI

NAPOLI – “Napoli Dry Docks”, joint venture tra Palumbo Group Napoli e La Nuova Meccanica Navale, investirà circa 20 milioni di euro nell’acquisto di un nuovo bacino galleggiante di carenaggio, da collocare nel porto di Napoli, che consentirà allo scalo partenopeo di ampliare in maniera significativa la propria capacità di cantieristica navale – in particolare nel settore delle grandi riparazioni –, fronteggiando così l’aumentata concorrenza da parte di altri poli nazionali e internazionali.

L’iniziativa è stata approvata dal Comitato di Gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, che ha dato il via libera alla concessione demaniale trentennale per la collocazione del nuovo bacino. Il Presidente dell’Authority, Pietro Spirito, ha espresso soddisfazione per la ripresa degli investimenti produttivi nel settore della riparazione cantieristica nel porto campano, dopo una fase di stagnazione durata diversi anni. “In questo modo si pongono le basi per un rilancio del settore, con una positiva alleanza produttiva tra due operatori di rilevante dimensione”, ha aggiunto Spirito.

“Napoli Dry Docks” nasce dall’alleanza strategica di Palumbo Group e La Nuova Meccanica Navale – operatori storici del panorama marittimo napoletano, consolidati anche a livello internazionale –, con l’obbiettivo di rafforzare la competitività dello scalo partenopeo nel settore della riparazione e della conversione navale, proponendo strutture idonee al carenaggio di navi di grandi dimensioni sia cargo sia passeggeri, per attirare l’armamento internazionale con l’offerta di un servizio a 360 gradi. Il nuovo bacino permetterà a Napoli di raggiungere una posizione di leadership nel comparto e di competere ad armi pari con poli cantieristici dislocati in tutto il bacino del Mediterraneo.

Il bacino di carenaggio permetterà inoltre ai soci di sviluppare al meglio il loro core business, utilizzando a pieno regime le banchine già in concessione a supporto delle attività di bacino. Questa iniziativa getta dunque le basi per una nuova fase di sviluppo dello scalo partenopeo – che rappresenta un polo strategico per i traffici nel Mediterraneo –, incentrata sulla ripartenza di un settore di cruciale importanza come quello della cantieristica navale, che negli ultimi anni ha registrato una significativa perdita di competitività a vantaggio di operatori di altri paesi, anche a seguito della carenza di accessibilità ad infrastrutture adeguate.

La neocostituita joint venture procederà, nel dettaglio, all’acquisto e al successivo trasferimento a Napoli di un bacino di carenaggio lungo 230-250 metri e largo 50, rispettando le specifiche indicate dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale relative all’ormeggio e al bacino di evoluzione della nave in entrata. Il piano industriale prevede un’occupazione annua del bacino pari a circa 300 giorni. Nella struttura sosteranno 20-25 navi all’anno, con una permanenza media di 15 giorni.

L’investimento avrà un impatto sull’occupazione molto rilevante; si stimano un’elevata media occupazionale a pieno regime e significative opportunità di lavoro per aziende di servizi quali rimorchiatori, agenti marittimi, piloti e fornitori.

PORTO DI ANCONA: +8% TRAFFICO PASSEGGERI NEL 2017

ANCONA – Cresce del +8% il traffico passeggeri nel porto di Ancona. Nel 2017 sono stati 1.085.967 rispetto a 1.005.886 del 2016. Dal “Rapporto statistico 2017” dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale emerge che la forte concentrazione dei passeggeri è nei mesi di luglio e agosto, con oltre mezzo milione di persone che passano nel porto. Da giugno a settembre, i passeggeri sono stati oltre 741 mila, pari a 68% del traffico annuale (90 mila a giugno, 213.613 a luglio, 307.150 ad agosto, 130.600 a settembre).

Numeri che mettono in risalto la forte capacità organizzativa di tutto il sistema del porto dorico, istituzioni, Agenzia dogane, forze di polizia, operatori, servizi tecnici nautici.

È la Grecia che trascina l’andamento rappresentando il 73% del traffico totale, con 756.950 passeggeri (+17%), il miglior risultato degli ultimi cinque anni. I crocieristi, invece, sono stati più di 52 mila, con una leggera crescita (+2%) di coloro che, più di 11 mila persone, hanno scelto Ancona come “home port”, base di partenza per il loro viaggio. Nel 2017 sono state 28 le toccate delle crociere nello scalo dorico. Le automobili che sono transitate nel porto dorico sono 229.409, con una crescita del +10% sul 2016.

Le merci

Il traffico delle merci su Ancona ammonta a 8,6 milioni di tonnellate nel 2017, con una leggera flessione (-3%) sul 2016. Un risultato che identifica Ancona come “casello” delle autostrade del mare ossia del servizio di trasporto marittimo alternativo alla viabilità ordinaria su strada per il trasporto delle merci. Approfondendo il dato, sul totale, registra segno positivo il movimento delle merci nei tir e trailer, 2,3 milioni di tonnellate con una crescita del +5%, caratterizzate per il 20% da prodotti alimentari e per il 18% da prodotti agricoli. Un traffico, questo, di prodotti freschi che richiede un’organizzazione specializzata e una catena logistica veloce, per permettere di mantenere la qualità dei prodotti.

L’83% delle merci nei tir è diretto o proveniente dalla Grecia, 1,93 milioni di tonnellate, in particolare dai porti di Igoumenitsa e Patrasso, con almeno una toccata al giorno tutto l’anno. Il 13%, pari a più di 293 mila tonnellate, coinvolge la direttrice albanese mentre il restante, oltre 99 mila tonnellate, pari al 4% del totale, ha direzione Croazia. Lo scorso anno è cresciuto il numero di tir e trailer, con 148.263 transiti, + 5% sul 2016. Il risultato si deve all’ottima performance della tratta greca che, con più di 123 mila tir e trailer, ha segnato una crescita dell’8% sul 2016. Molto positiva, anch’essa in crescita dell’8%, la direttrice albanese con 16.568 mezzi. È invece in calo il traffico con la Croazia (7.687 mezzi, pari a – 23%). Un trend che si conferma anno dopo anno, anche a causa della riduzione dell’offerta di stiva dovuta al termine delle attività della compagnia marittima Blue Lines nel 2016. Un andamento che dovrà essere tema di approfondita riflessione da parte dell’Autorità di sistema.

Rimane di minore rilievo, sul dato totale delle merci transitate nel porto, il traffico delle rinfuse solide che però registra un +25% e si attesta a 581 mila tonnellate, con un risultato che inverte la tendenza degli ultimi tre anni.Hanno segno negativo (-8%) le merci liquide, che comunque ammontano a 4,6 milioni di tonnellate, con un calo dovuto alla diminuzione del traffico nella raffineria di Falconara Marittima rispetto al 2016, anno boom del traffico, con un volume superiore alla media, pari a 5 milioni di tonnellate.

La movimentazione dei container segna -9% nel 2017, con 168.578 teu, l’unità di misura standard, con un decremento condizionato soprattutto dai contenitori vuoti in importazione, 12 mila pezzi in meno, con un calo del -28%.Una discesa che non ci trova totalmente impreparati in quanto conseguenza della riorganizzazione e della razionalizzazione in atto dei servizi e delle linee delle compagnie armatoriali.

Sono invece in leggera crescita i container pieni (+5%) in importazione. Complessivamente le merci nei contenitori transitate nel 2017 sono state pari a 1,1 milioni di tonnellate.Sono state ben 4.085 le toccate navi in totale.

Uno sguardo sul sistema portuale

Sono quattro i porti su cui ha competenza l’Autorità di sistema portuale che registrano traffici merci e passeggeri, Pesaro, Falconara Marittima, Ancona, Ortona, mentre San Benedetto del Tronto continua ad essere scalo peschereccio e diportistico. A Pescara sono invece iniziati i lavori infrastrutturali che dovrebbero consentire la riapertura dello scalo al traffico merci e passeggeri.Le merci movimentate nel 2017 su Ancona, Falconara Marittima e Ortona sono state 9,7 milioni di tonnellate di cui 5 milioni di tonnellate di merci liquide (petrolio greggio e prodotti petroliferi raffinati) e 4,4 milioni di merci solide.Nei porti di Ancona e Ortona sono transitati 4.793 mezzi in esportazione per un totale di 12.400 tonnellate di merci. Il traffico passeggeri complessivo su Pesaro, Ancona e Ortona è stato di 1.095.395 persone.

Pesaro, direzione Croazia per le vacanze estive

Nel porto di Pesaro sono transitati 8.643 passeggeri. Di questi, 8.169 (+13% rispetto al 2016) hanno scelto il catamarano veloce Eurofast, da 266 posti, che ha effettuato 50 traversate dell’Adriatico verso le isole della Croazia (Lussino, Pag, Rab). Sono stati, invece, 474 coloro che hanno scelto di salire a bordo della Artemis, una nave da crociera di lusso di 60 metri battente bandiera maltese. I crocieristi, durante le 10 toccate stagionali, hanno potuto effettuare escursioni alla scoperta delle bellezze della Gola del Furlo, di Urbino e della città di Pesaro. Le toccate totali sono state 120, con un aumento del 20% rispetto al 2016.

Ortona, autostrada del mare dell’automotive, ottima performance dei veicoli nuovi in esportazione

Le merci transitate nel porto di Ortona sono state 1.034.974 tonnellate nel 2017. Un dato stabile rispetto al 2016, con un traffico di merci solide in pratica inalterato e con un leggero calo per quello di rinfuse liquide (-5%). Il 48% delle merci solide è rappresentato dai cereali e dai loro derivati, con un traffico di 295.608 tonnellate, in crescita dell’11% rispetto all’anno precedente. Le merci liquide sono state principalmente gasolio e benzina.

Hanno registrato un’ottima performance i veicoli nuovi in esportazione, con un traffico che, nel corso dell’anno, si è consolidato attestando una vera e propria autostrada del mare sullo scalo ortonese. Sono stati 4.707 i veicoli in esportazione, un’attività a sostegno del distretto dell’automotive abruzzese. I passeggeri in transito sono stati 642, imbarcati sulle navi da crociera Artemis e Star Flyer, che hanno compiuto dieci toccate.Il presidente Giampieri, una strategia comune per favorire le prospettive di crescita“Il 2017 è stato il primo anno di attività dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale.

Una trasformazione non solo istituzionale – commenta il presidente Rodolfo Giampieri – ma che ha segnato la nascita di un ente con una nuova mission, che ha il compito di mettere a fattore comune e sviluppare le potenzialità di tutti i sei scali di competenza, Pesaro, Falconara, Ancona, San Benedetto del Tronto, Pescara ed Ortona. Una strategia per favorire prospettive di crescita non in un’ottica di campanile ma in una visione di cooperazione di sistema. Una banchina virtuale di 215 chilometri, al centro dell’Adriatico, che crea una grande opportunità di crescita per il sistema Italia”.

Sono fattori di soddisfazione, per Giampieri, “i risultati di un traffico passeggeri diffuso, che interessa tre porti su sei, e l’essere parte, con Ancona e Ortona, delle autostrade del mare, che danno a tutti i porti dell’Autorità di sistema un ruolo europeo e un evidente valore aggiunto per i settori produttivi dei territori su cui operano”. Nel 2018, aggiunge il presidente Giampieri, “è nostra intenzione continuare a lavorare per l’efficienza delle infrastrutture, per aumentare la competitività del sistema portuale e poter stimolare così la crescita economica e occupazionale, in un’ottica di sostenibilità”.

Un ringraziamento, aggiunge il presidente Giampieri, “va a tutte le diverse realtà che lavorano nelle aree portuali, dai servizi tecnici nautici agli enti e alle istituzioni, alle forze di polizia, soprattutto agli operatori e alle loro maestranze che, con il loro impegno continuo e giornaliero, in un’ottica di sistema e non di campanile, assicurano traffici e crescita economia”.

Porto di Napoli: riflettori accesi sul porto e su nuovi itinerari turistici

NAPOLI – Per tre giorni visiteranno alcuni tra i luoghi più suggestivi e interessanti di Napoli e di Caserta: dalle stazioni d’arte della Metropolitana, alla Certosa di San Martino, alle chiese del centro storico, alla Reggia Vanvitelliana.

Ospiti dell’AdSP del Mar Tirreno Centrale, della società “Terminal Napoli”, dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune, in collaborazione con l’associazione Guide Turistiche della Regione Campania e con la Commissione Cultura e Turismo della città metropolitana, tre Destination Manager delle compagnie da crociera, AIDA Cruise, Virgin Cruise Line, Silversea, valuteranno nuovi itinerari turistici da proporre per la stagione croceristica del 2019.

“E’ una novità di estrema rilevanza per il nostro scalo- ha commentato il Presidente Pietro Spirito- Siamo riusciti, grazie all’intesa istituzionale e alla collaborazione della società che gestisce la Stazione Marittima, a ad ospitare alcuni importanti “Destination Manager” delle principali compagnie armatoriali crocieristiche. Il nostro obiettivo è promuovere nuovi percorsi turistici e accrescere così il numero di croceristi che visiteranno Napoli e Caserta. Questo ha un valore economico per le ricadute che avrà sulle strutture di Napoli e un valore culturale per la possibilità che offrirà ai croceristi, non solo di vedere dalla nave la città, ma soprattutto di visitarla nella sua variegata realtà.”

Il programma prevede, per il primo giorno, passeggiate nel centro storico, visita ai Campi Flegrei; nella seconda giornata, percorso delle metropolitana dell’arte, Certosa di San Martino, Reggia di Caserta; nella terza e ultima giornata visita a Palazzo Reale, Castel dell’Ovo, Maschio Angioino, Teatro San Carlo.

Nel programma sono state anche inserite visite gastronomiche.
“La cultura di Napoli non può prescindere- ha osservato l’Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune, Nino Daniele- dalla sua cucina e dalla qualità raggiunta da alcuni ristoratori. Il nostro intento è, infatti, offrire ai Direttori delle compagnie da crociera le tante suggestioni della nostra città”.

PORTO DI ANCONA: OBIETTIVO INTERMODALITA’

ANCONA – Orizzonte intermodale per il porto di Ancona. Il cammino nell’integrazione fra il trasporto in mare e le infrastrutture viarie di terra, nell’ottica della sostenibilità, fa un ulteriore passo all’interno dello scalo dorico com’è stato spiegato durante il convegno “Le autostrade del mare nell’implementazione della strategia macroregionale Eusair”, organizzato nella sede dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale. L’iniziativa è il primo incontro pubblico fra i nove partner del progetto Newbrain per lo sviluppo dell’intermodalità nella Macroregione Adriatico Ionica, di cui l’Autorità di sistema è capofila.

Il progetto Newbrain, con cui si vuole potenziare il trasporto intermodale integrato e migliorare le connessioni tra i principali nodi logistici della Macroregione Adriatico Ionica, è realizzato con un partenariato composto da Autorità di sistema portuale del mare Adriatico settentrionale, Autorità di sistema portuale del mare Adriatico meridionale, Interporto Padova, Itl-Istituto trasporti e logistica, Autorità portuale di Igoumenitsa (Grecia), Porto di Bar (Montenegro), Camera di Commercio del Pireo delle piccole e medie imprese (Grecia) e Intermodal Transport Cluster (Croazia). Le risorse per l’iniziativa, cofinanziata dal programma europeo Adrion, ammontano a 1,5 milioni di euro di cui 280 mila euro dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale.

“Crediamo fortemente nell’intermodalità. E’ in fase di completamento la progettazione di un tratto dei binari, per 550 metri di lunghezza, che arriveranno direttamente in banchina al molo Sud – ha detto il presidente dell’Autorità di sistema, Rodolfo Giampieri -, lavoriamo affinché, entro due anni e mezzo, il trasporto dei container possa avvenire, in buona parte, attraverso la ferrovia. Questo con grande beneficio per l’ambiente e per l’integrazione nei trasporti”.  Una scelta, ha aggiunto Giampieri, che ha l’obiettivo “di far diventare strutturato e strategico il rapporto con la sostenibilità, un fattore che è ormai fondamentale per la competitività delle imprese e, quindi, per la creazione di sviluppo e occupazione. Insieme ai porti di Venezia, Bar, Igoumenitsa e Bari iniziamo così il percorso dell’Autostrada del mare sul quale vogliamo correre velocemente”.

Il progetto di prolungamento dei binari all’interno del porto è oggi possibile perché le gallerie ferroviarie di Cattolica, dopo gli interventi di Rete ferroviaria italiana, si possono attraversare con i treni che trasportano i container, parte di un piano nazionale, ha spiegato Roberto Laghezza, direttore linea adriatica di Rfi, “che punta al potenziamento delle connessioni terrestri e, in particolare, a quello che viene definito “ultimo miglio” nell’integrazione fra le connessioni, come nel porto di Ancona. Lo scalo marchigiano è così già parte del collegamento intermodale che dal centro Italia sale verso il nord Europa e quella dell’est. Il prossimo passo sarà arrivare fino a Bari”.

Connessioni che vedono nelle strade le altre protagoniste di uno scenario integrato di trasporto. “Stiamo vivendo una rivoluzione che coinvolgerà tutta l’Italia e, in particolare, le regioni del centro Italia – ha affermato Guido Perosino, amministratore unico di Quadrilatero -, con il completamento del tratto marchigiano di questa infrastruttura avremo anche un forte impatto economico e sociale. Avremo Anconacollegata a Civitavecchia e avvicineremo il mare Adriatico al Tirreno con tutte le opportunità che ne posso conseguire”.

Diventa così più rilevante l’accordo di collaborazione fra Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale e quella del Tirreno settentrionale per collegare con sempre più efficacia la Spagna con i Paesi balcanici attraverso un sistema mare-terra che diventa sempre più competitivo.

Opportunità che interessa anche l’altra sponda dell’Adriatico e che potranno essere coltivate, ha detto Andreas Ntais, presidente dell’Autorità portuale di Igoumenitsa, “con l’incremento delle relazioni che abbiamo creato in questi anni con Ancona e con gli altri partner, per potenziare i servizi per le imprese, sviluppare il trasporto integrato, ristrutturare la logistica”.

PORTO DI ANCONA: PROGETTO NEWBRAIN PER SVILUPPARE INTERMODALITA’

ANCONA – Potenziare il trasporto intermodale integrato e migliorare le connessioni tra i principali nodi logistici della Macroregione Adriatico Ionica. Nasce con questi obiettivi il progetto Newbrain dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale, cofinanziato dal programma europeo Adrion, che ha anche lo scopo di rafforzare il coordinamento transnazionale tra gli operatori della logistica, aumentando le loro capacità di investimento nel settore.

L’iniziativa viene realizzata con un partenariato composto da Autorità di sistema portuale del mare Adriatico settentrionale, Autorità di sistema portuale del mare Adriatico meridionale, Interporto Padova, Itl-Istituto trasporti e logistica, Autorità portuale di Igoumenitsa (Grecia), Porto di Bar (Montenegro), Camera di Commercio del Pireo delle piccole e medie imprese (Grecia) e Intermodal Transport Cluster (Croazia). Domani si tiene il primo incontro fra i partner per fare il punto sulle attività del progetto che può contare su risorse per 1,5 milioni di euro di cui 280 mila euro dell’Autorità di sistema e che avrà una durata di due anni.

Giovedì, nella Sala Marconi dell’Adsp ad Ancona alle 10, ci sarà l’incontro pubblico dedicato a “Le autostrade del mare nell’implementazione della strategia macroregionale Eusair”, un confronto sullo sviluppo delle connessioni intermodali fra porti, autostrade mediterranee, ferrovie, infrastrutture stradali. Interverranno il presidente dell’Autorità di sistema, Rodolfo Giampieri, Andreas Ntais, presidente dell’Autorità portuale di Igoumenitsa, Roberto Laghezza, direttore della linea adriatica di Rfi, Guido Perosino, amministratore unico Quadrilatero, Ida Simonella, assessore al Porto del Comune di Ancona, il contrammiraglio Enrico Moretti, comandante del porto di Ancona, l’ambasciatore Fabio Pigliapoco, Iniziativa Adriatico Ionica, i rappresentanti di Adrion e di Ram-Rete autostrade mediterranee.

“La naturale apertura del porto di Ancona e di tutto il sistema portuale verso i collegamenti e i traffici internazionali viene rafforzata dalle possibilità che nascono dal cooperare con i Paesi del mare Adriatico e dello Ionio all’interno della Macroregione – afferma il presidente dell’Autorità di sistema, Rodolfo Giampieri –, quelli che potrebbero apparire come mari chiusi sono in realtà la porta d’Oriente dell’Unione europea, bacini verso cui Bruxelles sta cominciando a spostare la sua attenzione con la strategia macroregionale Adriatico Ionica. Si tratta di un’opportunità dalle quale tutti noi, protagonisti insieme di questi territori, possiamo creare e promuovere grandi occasioni di sviluppo, di crescita del lavoro per le imprese e di occupazione”.

A fine mattina, sarà consegnato il premio di laurea “Giuseppe Cingolani” per una tesi sul tema dell’impatto economico del porto di Ancona sul territorio, promosso dal Circolo Riccardo Lombardi di Ancona, in collaborazione con l’Autorità di sistema e con il patrocinio dell’Università Politecnica delle Marche. Il riconoscimento è dedicato ad una grande figura del mondo della pesca e della crescita dello scalo dorico. Cingolani, scomparso nel 2014, è stato presidente della Cooperativa Pescatori di Ancona e di PromAdria, associazione della Camera di Commercio di Ancona per lo sviluppo economico dell’Adriatico, e può essere considerato uno degli ispiratori della cooperazione fra i Paesi del mare Adriatico.

ANCONA: A SCUOLA DI PORTO CON IL PROGETTO “TI PORTO IN PORTO”

ANCONA – A scuola di porto con l’Autorità di sistema del mare Adriatico centrale. Parte la quarta edizione del progetto “Ti porto in porto” che prevede visite guidate gratuite ad Ancona per gli alunni delle scuole primarie delle Marche. L’iniziativa, cui hanno già partecipato più di 2 mila ragazzi, si svolge da marzo a maggio ed è organizzata in due momenti di conoscenza e formazione.

Nel primo, gli studenti vengono accolti nella sede dell’Autorità di sistema dove viene loro spiegato qual è il compito di questa istituzione e quali sono le attività che si svolgono al porto. Nella seconda parte della visita, la cooperativa Doric Port Services, che si occupa da anni di gestione del traffico mezzi e passeggeri, accompagna gli alunni a vedere e scoprire le zone operative del porto a bordo dello scuola bus.

I piccoli “marinai” vengono fatti salire a bordo di un traghetto dove possono visitare la plancia di comando della nave. Possono conoscere i mestieri del porto ed entrare nel mercato ittico dove viene simulata un’asta di compravendita del pesce. Ad ognuno di loro, al termine della visita, viene consegnato l’attestato di “Esperto del porto”.

“L’entusiasmo che trasmettono questi ragazzi quando vengono in porto è sempre motivo di grande soddisfazione per tutti noi e per gli operatori con cui entrano in contatto durante la visita – commenta il presidente dell’Autorità di sistema, Rodolfo Giampieri -, crediamo che avvicinare il porto alle persone e ai giovani, in particolare, sia un modo per migliorare la conoscenza, per essere parte della città e della vita di questi ragazzi anche se per qualche ora. Un’occasione che, magari, può diventare anche fonte di ispirazione per qualcuno di loro, per uno studio futuro o forse un lavoro. Per questo, anche quest’anno, dobbiamo ringraziare i dirigenti e gli insegnanti per il loro interesse e per la disponibilità a partecipare al progetto”.

IL NAUTILUS Anno 13 N°1

In questo nuovo numero de Il Nautilus vi proponiamo uno speciale sul porto di Trieste con gli ultimi dati e provvedimenti che riguardano le recenti attività dell’Autorità di sistema. Si parla anche dei porti di Civitavecchia, Ancona, Venezia, Napoli, La Spezia, Genova, Cagliari e Porto Torres. Ma si parla anche dei risultati della manifestazione NauticSud che si è svolta a Napoli e di come vengono smaltiti i rifiuti prodotti dalle navi secondo le ultime direttive internazionali.
poseidone danese

© 2018 il nautilus. All Rights Reserved. Performed by SC Lab