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Porto di Cagliari: strategico nel Mediterraneo anche per i container

Il porto container di Cagliari diventa strategico nel Mediterraneo anche come centro smistamento frutta: in settimana infatti, per la prima volta è approdata in Sardegna la Caribbean Star, grande nave portacontenitori frigo.

Si tratta di un cargo, battente bandiera liberiana, con una lunghezza di 154 metri e largo 24, che ha scaricato nello scalo del porto canale cagliaritano 25 contenitori frigo con frutta proveniente dal Sud America e destinata all’Europa e al Medio Oriente.

Fino ad oggi questo genere di carichi dal Sud America approdava in Italia esclusivamente nei porti di Genova e Livorno, specializzati nello stoccaggio di frutta esotica. In questi scali la merce veniva immagazzinata e poi caricata su mezzi di trasporto su gomma per arrivare infine in Sardegna.

Ora con il transito della Caribbean Star per la prima volta questo tipo di merci potrà sbarcare nell’Isola senza tappe intermedie. «La scelta di Cagliari è stata ponderata e confrontata con altri porti del centro del Mediterraneo – ha detto Salvatore Plaisant, agente marittimo della nave – e, trovando qui alta professionalità e operatività competitiva, è stato deciso di iniziare questo servizio con cadenza bimensile».

Francesca Cuomo

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Porti del Nord Sardegna: il traffico diminuisce del 23%

Oltre 1 milione e 220 mila passeggeri in meno rispetto allo scorso anno. È l’ultimo dato a chiusura di una stagione turistica che ha segnato il tracollo per i porti del Nord Sardegna. A subire maggiormente il colpo è, senza dubbio, lo scalo di Olbia, contraddistinto dal segno meno su tutti i mesi.

Dal 1 gennaio al 30 settembre, infatti, le navi in movimento da e per l’Isola Bianca sono state 5.095, ben 1.182 in meno rispetto al 2010, l’equivalente di un calo percentuale che supera il 18,8 punti. Diminuzione, come già più volte motivato, generata dalla sospensione di due rotte (Civitavecchia Olbia della Snav e Genova Olbia di Tirrenia), dall’ottobre 2010 e per i primi 4 mesi dell’anno, e dalla cancellazione di decine di corse diurne nel periodo estivo per carenza di prenotazioni.

Meno navi ma, soprattutto, meno passeggeri. Rispetto allo scorso anno, Olbia ha perso circa un milione e 70 mila passeggeri, con una forbice percentuale che si allarga al 30,3 per cento, con un picco massimo a settembre, il cui crollo si attesta al – 33,5%.

Golfo Aranci
Dopo tre mesi di ripresa, si arresta anche la crescita nello scalo di Golfo Aranci. Nonostante l’incremento del numero delle navi, che passano da 1.184 del 2010 a 1.285 dell’anno in corso, per un più 8,53 %, il numero dei passeggeri riprende a diminuire.

Al 30 settembre, infatti, il bilancio si chiude con un calo del 2,79 %, l’equivalente di poco più di 24 mila unità in meno. Calo che risulta contenuto dalla presenza, fino alla metà dello scorso mese, della compagnia di bandiera sarda, che ha arginato la perdita degli ultimi due mesi, dopo un giugno e luglio di crescita.

Porto Torres
Contenuta, ma comunque pesante, la crisi dello scalo di Porto Torres. Nonostante la crescita, su alcuni mesi, del numero di collegamenti da e per il continente – che comunque non porta la percentuale al segno positivo (il calo è del 2,48%) – il porto del Nord Ovest non accenna, come nel caso di Olbia, ad un miglioramento.

Superano le 127 mila e 670 unità i passeggeri in meno rispetto al 2010, per una diminuzione che si attesta al 14,30 %. Calo legato, oltre alla crisi, anche alla forte diminuzione dei collegamenti nella “bassa stagione” (una delle due linee per Genova è passata a trisettimanale e la Civitavecchia – Porto Torres – Barcellona ha ripreso solo nella tarda primavera) e alla cancellazione di decine di scali nei periodi estivi.

“Con settembre chiudiamo una stagione drammatica per il trasporto marittimo – dice Paolo Piro, Presidente dell’Autorità Portuale del Nord Sardegna -. Il calo del 23 per cento sui tre porti, e in particolare quello del 30 su Olbia, ci impone adeguate contromisure. Un’emorragia di oltre un milione e 220 mila passeggeri in arrivo e partenza su tre porti, un milione e 69 mila dei quali ad Olbia, rischia di essere il prologo ad una stagione invernale difficile per l’economia dell’Isola”. Il riferimento è ai mesi ottobre – marzo.

“Ad oggi – continua Piro – non si intravedono certezze e soluzioni concrete. Assistiamo ad una fase di impasse nella vicenda Tirrenia, ad un rallentamento delle procedure per il varo delle eventuali corse invernali della compagnia di bandiera, alla mancanza di vivacità degli altri armatori che, capisco, si trovano a fare i conti con perdite fortissime. Mi auguro solo che, a breve, torni a risplendere un raggio di sole su quest’Isola”.

Merci
Olbia
Nonostante gli ultimi due mesi di stop, con perdite rispettive del – 11,7% e – 16,27%, effetto della contrazione della domanda legata al calo delle presenze nell’Isola, resta positivo il bilancio delle merci nel porto di Olbia. Più 4,11%, per un totale di 4.730.452 di tonnellate, circa 187 mila in più dello scorso anno. Trend sempre negativo, invece, per il traffico merci su rotaia a Golfo Aranci. Al mese di settembre, si registra un ulteriore crollo del 54 % rispetto al 2010. Percentuale risibile se parametrata ai traffici degli anni 90. Un esempio per tutti, il traffico registrato nel 1995, con 52.245 carri ferroviari e 2.858.491 tonnellate di merce.

Porto Torres
Positivo, nonostante una piccola battuta d’arresto nel mese di settembre, il settore delle merci su gommato nello scalo del Nord Ovest sardo. Poco più di 1 milione e 100 mila le tonnellate merci trasportate, 92 mila in più dello scorso anno, per una crescita che si attesta al + 9,14 per cento.

Negativa, di contro, la movimentazione delle rinfuse. Meno navi rispetto allo scorso anno (- 13,91%) e meno tonnellate di merce trasportate. Se si eccettua la crescita nei mesi di maggio e settembre, le rinfuse secche (principalmente carbone e altri minerali) diminuiscono del 15,8 per cento, pari a circa 186 mila tonnellate in meno. Più ampia la forbice percentuale tra i due anni in analisi per le rinfuse liquide (prodotti destinati al comparto della chimica), che scendono del 18,87 per cento, ossia 235.238 tonnellate in meno.

“Nonostante gli ultimi due mesi di calo – spiega Piro – il settore delle merci su gommato nei porti di Olbia e Porto Torres resiste alla crisi generale. Purtroppo il calo di presenze e, di conseguenza, la contrazione della domanda di beni, ha avuto un forte ripercussione sulla logistica. Ma, un andamento positivo per quasi tutto l’anno lascia un margine positivo consistente.

Chiaro che non bisogna abbassare la guardia e l’Ente è sempre attivo nella ricerca di nuovi collegamenti, tra tutti quello marittimo ferroviario tra Porto Torres e Savona, previsto per il 2012 e che darà respiro alla Keller e garantirà nuovi sbocchi alle merci sarde e quello, in programma, tra Livorno e Porto Torres”.

Porti del Nord Sargena: monitoraggio dell’aria a Porto Torres e Olbia

La campagna di monitoraggio dei gas inquinanti prodotti dalle navi nei porti del Nord Sardegna passa ad una seconda fase. Dopo le rilevazioni nello scalo commerciale di Porto Torres, da venerdì 9 settembre, l’Arpas, sulla base di un’intesa con l’Autorità Portuale, ha posizionato un Laboratorio Mobile che, per alcune settimane, effettuerà un attento monitoraggio della qualità dell’aria in tutta la zona portuale dell’Isola Bianca e, tra tre settimane, a Porto Cocciani e Golfo Aranci.

Si tratta della seconda fase del progetto europeo dei Green Port: porti verdi, eco compatibili, con un impatto ambientale contenuto. I dati che emergeranno dai monitoraggi in Gallura, uniti a quelli di Porto Torres, verranno utilizzati per la successiva fase di elaborazione di un documento di programmazione degli interventi ambientali e strategici. “Proseguiamo con la seconda parte della prima fase conoscitiva – spiega Paolo Piro, Presidente dell’Autorità Portuale –.

Dopo le tre settimane di rilevazione nello scalo di Porto Torres, dove tutt’ora si tiene in costante monitoraggio la situazione delicata della Darsena Servizi, da venerdì 9 l’Arpas ha posizionato le unità mobili ad Olbia. L’obiettivo è quantificare l’impatto delle decine di navi in arrivo e partenza e, soprattutto, di quelle che restano ormeggiate per gran parte della giornata. Un metodo scientifico per conoscere lo stato di salute degli scali marittimi e se le compagnie che vi fanno rotta rispettino le recenti normative che impongono l’abbattimento delle percentuali di zolfo nei carburanti”.

Nella lotta all’inquinamento, l’Autorità portuale del Nord Sardegna ha aperto la strada ad altre realtà italiane, alcune delle quali hanno già attivato le debite contromisure. “Il nostro percorso è stato avviato ad ottobre 2010 con una riunione congiunta tra Province, Autorità Marittima, Arpas e Assessorato regionale all’Ambiente – continua Piro -. A ruota, altri porti della penisola hanno intrapreso azioni di questo genere, siglando protocolli d’intesa con gli assessorati e le agenzie regionali per la protezione ambientale.

A Civitavecchia, per fare l’esempio più eclatante, l’Autorità Marittima, dopo rilevazioni h 24, ha comminato sanzioni e denunciato sei comandanti di due compagnie crocieristiche e di quattro traghetti di altrettante compagnie di navigazione. La stessa Port Authority ha deciso di prendere provvedimenti per garantire uno sviluppo eco compatibile della portualità laziale”. Percorso seguito anche dai porti liguri, sui quali, dai giorni scorsi si è acceso un dibattito mirato a trovare soluzioni concrete per la riduzione dell’inquinamento.

“L’azione degli altri porti italiani ci spinge ad andare avanti con maggiore determinazione – conclude Piro -. La posizione congiunta tra Autorità Portuali, che sicuramente coinciderà a breve in una sinergia di carattere nazionale, è la strada giusta per attuare i Green Ports. I tempi sono maturi per metterci alla pari delle altre realtà europee e d’oltre oceano, dove da anni, ormai, le navi si collegano alle prese di corrente in banchina, utilizzano carburanti a basso contenuto di zolfo o sperimentano il gpl come combustibile a impatto zero”.

Francesca Cuomo

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Porti del Nord Sardegna: oltre 900 mila passeggeri in meno nei due porti della Gallura

Oltre 360 mila passeggeri in meno nel solo mese di agosto nei due porti di Olbia e Golfo Aranci. Più di 900 mila dall’inizio di gennaio. È la conferma del trend negativo 2011 che, anche nel periodo clou della stagione estiva, non solo non accenna ad un miglioramento, ma si riduce di un altro punto percentuale rispetto a luglio.

Olbia
Sono 739.413 i passeggeri sbarcati e ripartiti, rispetto al milione e 88 mila del 2010 (quasi 349 mila in meno). Statistica secca di una crisi dell’intero sistema turistico dei grandi numeri. Nel dettaglio, è proprio il dato degli arrivi che evidenzia la pesante flessione che ha iniziato a colpire i porti del Nord Est Sardegna già da ottobre dello scorso anno.

Ad agosto, i soli arrivi all’Isola Bianca diminuiscono di circa il 35 %, l’equivalente di 185 mila passeggeri in meno. Centoquindici, invece, i movimenti nave in meno nell’ultimo mese, 1.090 nel globale degli 8 mesi Un calo legato principalmente alla cancellazione di molte corse diurne all’ultim’ora e alla rinuncia di alcune compagnie – proprio per una politica di riduzione dei costi aziendali – ad inserire altre navi sulle linee da e per il continente.

Golfo Aranci
Neanche il secondo scalo gallurese è riuscito a contenere la crisi di agosto. Nel mese appena trascorso, il numero dei passeggeri in arrivo e partenza si ferma ad appena 233 mila, il 5,2 per cento in meno rispetto al 2010. Perdita, comunque, arginata dalla presenza della Flotta Sarda sulla rotta da e per Civitavecchia.

La nuova linea, che a giugno e a luglio ha portato lo scalo golfoarancino ad un netto recupero rispetto ad un quadrimestre di crisi, sul mese di agosto è riuscita a contenere una tracollo altrimenti stimabile attorno al 19%. Positivo, di contro, il dato dei movimenti nave. Contrariamente al 2010, il numero di viaggi, proprio per la presenza quotidiana della nuova linea coperta da Saremar, cresce del 7,45 per cento (solo nel mese di agosto, i movimenti in più ammontano al 33,7%).

“Si tratta, purtroppo, di dati che si commentano da soli e la dicono lunga sulla grave situazione del comparto turistico isolano”, dice Paolo Piro, Presidente dell’Autorità Portuale del Nord Sardegna. “La percentuale di crollo su Olbia, come ho più volte annunciato, è allarmante e il primo porto sardo continua a soccombere.

Il mix nocivo fatto di crisi dei trasporti, incremento dei prezzi sui biglietti, incertezza generale e, di conseguenza, una certa disaffezione verso la nostra isola, unita alla concorrenza spietata di altre mete, è un continuo infierire sul nostro sistema”. Sempre più necessaria una riflessione attenta e allargata ai principali attori.

“Di sicuro – continua Piro – il mese di settembre non risolleverà le sorti dei nostri scali e l’autunno in arrivo, purtroppo, non sarà dei più facili, soprattutto alla luce della lenta evoluzione della vicenda della Tirrenia, sulla quale vige ancora molta incertezza. Mi dispiace sottolinearlo, ma abbiamo imboccato una strada buia, che sta già avendo forti ripercussioni di carattere occupazionale sul sistema portuale dell’intero Nord Sardegna.

Parlo di ricorso alla cassa integrazione, licenziamenti o mancate assunzioni tra gli operatori portuali, nelle agenzie marittime, nelle biglietterie, nei servizi generali e nell’indotto consistente che gravita attorno alla portualità. Mi auguro che questo grido d’allarme, che mi permetto di lanciare con questa forza e per la prima volta alla classe politica e agli operatori del settore, possa trovare un debito riscontro, con soluzioni adeguate ed immediate per rilanciare l’isola sul mercato internazionale e dare un’iniezione vitale all’intero sistema dei trasporti. Da parte nostra, resta ferma la posizione, già annunciata, della ricerca di nuovi gruppi armatoriali e, quindi, di nuove linee di traffico che possano intercettare nuove fette di mercato”.

Merci
Anche ad agosto, il settore delle merci sembra subire una battuta d’arresto. Il calo stimato, ammonta ad un meno 11 per cento sulle tonnellate trasportate. Diminuzione che ha ridotto la percentuale positiva di scarto rispetto al 2010. Nessuna tonnellata di merce trasportata, invece, nel porto di Golfo Aranci, che resta fermo a zero. “Il calo percentuale sulle merci – conclude Paolo Piro – è sicuramente un sintomo della contrazione della domanda di beni da parte degli operatori turistici. Sono percentuali ancora contenute, anche se è indispensabile tenere sotto monitoraggio costante il settore”.

Salvatore Carruezzo

Porti del Nord Sardegna: parte da Porto Torres il progetto Green Port

Inizia oggi, a Porto Torres, la prima sessione della campagna di monitoraggio dei gas inquinanti prodotti dalle navi nei porti del Nord Sardegna.

Sulle banchine dello scalo occidentale, l’Arpas, di concerto con l’Autorità Portuale  – e a seguito di una serie di tavoli tecnici con Regione, le due Province, con i Comuni e l’Autorità Marittima – posizionerà un Laboratorio Mobile che, per tre settimane, effettuerà un attento monitoraggio della qualità dell’aria in tutta la zona portuale.

L’iniziativa, che partirà già da questa mattina dal Porto Commerciale, costituisce la premessa fondamentale per il più ampio progetto dei Green Port, i cosiddetti porti verdi: realtà eco compatibili, con un basso impatto ambientale, in linea con le nuove politiche europee.

Infatti, i dati che emergeranno dai monitoraggi verranno utilizzati per la successiva fase di studio, che si concretizzerà con l’elaborazione di un documento di programmazione di interventi ambientali e strategici. Successivamente all’approvazione del Comitato Portuale, la Port Authority, di concerto con la Regione, le due Province, con i Comuni e l’Autorità Marittima, detterà le linee di intervento per una riduzione reale di alcune fonti di inquinamento.

“Abbiamo iniziato proprio da Porto Torres perché la situazione ambientale fragile, compromessa dall’inquinamento della darsena servizi, ci impone un intervento immediato rispetto agli altri due scali – spiega Paolo Piro, Presidente dell’Autorità Portuale -. Con una nota di mercoledì 10 agosto, che segue una serie di riunioni tecniche avviate nel mese di ottobre 2010, l’Arpas, con grande sensibilità, si è resa disponibile al posizionamento di una centralina mobile che rimarrà in funzione fino a fine agosto.

Successivamente monitoreremo Olbia e Golfo Aranci, porti che vivono una situazione ambientale sicuramente migliore, ma non per questo esente da un intervento radicale di riduzione delle emissioni”. Numeri alla mano, infatti, nei tre scali del Nord isolano arrivano e ripartono circa 11 mila navi all’anno, per un traffico che, nel periodo estivo, arriva fino 70 movimenti al giorno (40 dei quali solo ad Olbia).

“I principali porti europei e statunitensi, ma anche realtà nostrane come Civitavecchia, Livorno e Venezia, hanno già messo in campo delle azioni concrete – continua Piro -. Si parla di elettrificazione delle banchine che, con una fornitura di energia erogata dal porto attraverso una vera e propria presa di corrente, consentirebbe alle navi di spegnere i generatori durante la sosta, azzerando totalmente le emissioni.

Ma ci sono anche altre soluzioni più immediate, come l’imposizione dell’utilizzo di carburanti puliti e leggeri. Iniziative che, necessariamente, devono partire da una base solida di informazioni derivanti da uno studio, ma, anche, attraverso un necessario confronto con tutti i porti transfrontalieri, che programmeremo dal mese di settembre, per l’attuazione di una strategia comune”.

Porti del Nord Sardegna: calo vicino al 30% per i passeggeri ad Olbia

Oltre 533 mila passeggeri in meno nei sette mesi gennaio – luglio. È la conferma di quanto più volte annunciato sull’andamento dei traffici per il 2011 nel porto di Olbia e, più in generale, in tutta la portualità del Nord Sardegna.

Nel mese appena trascorso, si registra una perdita del 29,76 per cento rispetto allo stesso periodo del 2010, segnale evidente che la crisi continua ad aumentare, nonostante la stagione delle vacanze sia ormai entrata nel vivo.

A luglio, infatti, hanno viaggiato da e per l’Isola Bianca poco più di 590 mila passeggeri, rispetto agli 840 mila dello scorso anno. L’equivalente, quindi, di 250 mila unità in meno.

Calo notevole anche sul numero dei movimenti nave, circa 120 in meno rispetto al luglio 2010. Effetto della cancellazione all’ultim’ora delle corse, specialmente quelle diurne, dettata principalmente dal mancato riempimento delle navi.

Golfo Aranci
Totalmente differente, invece, la situazione nello scalo di Golfo Aranci. L’istituzione di una nuova linea con il porto di Civitavecchia ha garantito un incremento del 7,26 per cento sul volume di traffico.

Solo nel mese di luglio, nel secondo scalo della Gallura, sono arrivati e partiti oltre 14 mila 340 passeggeri in più rispetto allo stesso periodo del 2010. Una crescita graduale, iniziata dal mese di giugno, con l’ingresso di una nuova nave sulla rotta col porto laziale, che ha garantito un’ulteriore fetta di mercato al porto golfoarancino, ma che ancora deve colmare divario del 2 per cento rispetto al globale dei sette mesi dello scorso anno.

Allo stesso modo, si registra una crescita anche sul numero dei movimenti nave che, da giugno, salgono rispettivamente del 15,73 e del 24,49 per cento, superando il risultato 2010 del 1,76 per cento. “Purtroppo, i dati di luglio confermano i nostri timori – spiega Paolo Piro, presidente dell’Autorità Portuale. – Già in diverse occasioni ho avuto modo di annunciare che sarebbe stato un mese drammatico per i trasporti marittimi, e il dato di Olbia ne è la conferma più evidente.

Mezzo milione di passeggeri in meno rispetto al 2010, 250 mila dei quali solo negli ultimi 30 giorni, riportano l’Isola Bianca indietro di dieci anni nel sistema portuale italiano”. Un fenomeno senza precedenti che rischia di compromettere l’intera economia dell’isola. “Credo, ormai, che la causa principale non vada ricercata esclusivamente nel caro traghetti – continua Piro -, anche perché le compagnie, proprio per far fronte al crollo delle prenotazioni, hanno ridotto i prezzi dei ticket di viaggio.

E’ evidente che l’Italia intera stia soffrendo una crisi economica notevole e che l’incertezza abbia spinto gli italiani, e non solo, a ridurre i budget a disposizione per le vacanze. A conferma di ciò, ci risultano dati negativi anche in gran parte degli altri porti della penisola. Ma il mio timore principale, come ho più volte annunciato, è che la nostra Sardegna stia perdendo il suo appeal e che il peggio debba arrivare a fine stagione, quando sarà tempo di bilanci.

Mi auguro solo che, ad agosto, benché i segnali dei primi giorni non siano del tutto positivi, possa esserci un’inversione di tendenza, favorita da prezzi di viaggio sicuramente più ragionevoli”. Diversa analisi, invece, per lo scalo golfoarancino. “Il dato di Golfo Aranci è sicuramente un barlume di speranza nel buio totale del 2011 – continua il presidente della Port Authority -.

L’istituzione di una nuova linea, per quanto non risollevi del tutto il nord est dell’isola dalla morsa della crisi, ha introdotto un po’ di ottimismo tra gli operatori. Quattordici mila passeggeri in più a luglio non serviranno certo a riequilibrare il tracollo dei 250 mila dello stesso periodo ad Olbia. Ma è sempre un segnale incoraggiante che guardiamo con attenzione”.

Merci
Mese negativo anche per il settore della logistica. Rispetto al 2010, al porto di Olbia luglio chiude con un meno 10,6 per cento sul trasporto delle merci.  Quasi 65 mila le tonnellate in meno movimentate negli ultimi 30 giorni. Calo che, comunque, non ribalta del tutto l’andamento positivo dell’anno, che chiude con un più 1,86% nel periodo gennaio – luglio.

“Il calo sulla quantità di merci trasportate nel mese di luglio ad Olbia è una netta conseguenza di una stagione turistica a tinte fosche – conclude Paolo Piro -. Diminuzione di presenze, significa anche riduzione della domanda di beni e, quindi, ecco la conferma matematica del dato ultimo che, temo, possa trascinarsi nella sua negatività anche per i prossimi due mesi”.

Pari a zero, invece, le tonnellate movimentate nello scalo di Golfo Aranci, dove, da gennaio, i carri ferroviari in arrivo e partenza ammontano ad appena 58. Di contro, sempre nel porto golfoarancino, si registra un incremento sui mezzi guidati che, negli ultimi due mesi, crescono rispettivamente del + 6 e del + 22 per cento rispetto al 2010.

Aumenta la crisi nei porti del Nord Sardegna

Raggiunge il 20,5% il calo dei passeggeri rispetto al 2010.Quasi 355 mila passeggeri in meno rispetto allo scorso anno. E’ il dato definitivo del primo semestre 2011 per i porti del Nord Sardegna. In linea con gli altri mesi, anche giugno, se si esclude lo scalo di Golfo Aranci, conferma il trend negativo dei traffici di linea sui tre porti, portando la forbice a meno 20,55% rispetto al 2010.

Olbia
E’ sicuramente il primo scalo sardo a soffrire maggiormente la crisi del trasporto marittimo da e per l’isola. Ammonta a 283 mila il numero dei passeggeri in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, 150 mila e 500 dei quali solo nel mese di giugno. Oltre 770, invece, i movimenti nave di differenza, effetto della sospensione delle linee Civitavecchia – Olbia e Genova – Olbia fino al mese di maggio, e del recente fenomeno della cancellazione spot delle corse, dovuta al mancato raggiungimento della quota minima di passeggeri in imbarco e sbarco.

Golfo Aranci
Altro mese positivo, invece, per il secondo scalo gallurese che, dopo lo 0,68 % in più di maggio, prosegue il trend con un più 0,73 % a giugno. Nello specifico, l’avvio della linea con Civitavecchia, operata dalla Saremar, ha contribuito ad un aumento di circa 4 mila passeggeri in arrivo rispetto al 2010, gran parte dei quali concentrati nell’ultima settimana del mese (a conferma, diminuiscono del 5 % quelli in partenza – circa 3 mila unità  – rispetto allo scorso anno). Un aumento del 15,73% (dato riferito a giugno) ha riguardato anche i movimenti delle navi.

L’ incremento registrato, però, non basta ad invertire il bilancio negativo dell’intero semestre, fermo al – 8,21 % sui passeggeri (circa 24 mila in meno) e al – 5,05 % sulle navi in arrivo e partenza.

Porto Torres
Si allarga ancora la forbice percentuale, rispetto al 2010, nello scalo di Porto Torres. Il crollo di circa 30 mila passeggeri nel solo mese di giugno spinge il porto del Nord Ovest a meno 14,97 % sull’intero semestre, con una perdita complessiva di quasi 48 mila unità. Quarantacinque, i movimenti nave in meno, 16 dei quali solo nel mese di giugno.

Risultato, anche questo, della cancellazione all’ultim’ora delle corse per assenza di prenotazioni tale da compromettere l’economicità di un viaggio. “I dati, purtroppo, confermano il timore più volte espresso – spiega Paolo Piro, presidente dell’Autorità Portuale del Nord Sardegna –.

Che giugno potesse segnare il salto verso la crisi più profonda era già evidente ad occhio nudo. Piazzali dei porti semivuoti, navi con a malapena cento auto a bordo, cancellazioni all’ultim’ora dei viaggi hanno rappresentato il segnale incontrovertibile del trend negativo che oggi possiamo solo suggellare con le statistiche.

Il crollo di oltre 350 mila passeggeri in sei mesi è figlio di una crisi generale, che supera il caro traghetti e la cancellazione delle linee, e che oggi si fa sentire con una forza tale da ripercuotersi, purtroppo, anche sul mese di luglio”.

Cresce ancora, anche se in percentuale estremamente ridotta, il quantitativo di merce in entrata e in uscita dal porto di Olbia. Appena 2.500, le tonnellate in più trasportate su gommato rispetto al mese di giugno 2010. Segnale che potrebbe anticipare una battuta d’arresto anche per questo settore. Ciò nonostante, il bilancio dei primi sei mesi chiude con un più 4,39% rispetto allo scorso anno.

Golfo Aranci
Appena 58 carri ferroviari in sei mesi, rispetto ai 164 del 2010, e tonnellate trasportate pari a zero, confermano la continua agonia del traffico merci su rotaia nel porto golfoarancino. In aumento del 6,35 %, invece, i mezzi guidati per il mese di giugno, dato che, se rapportato all’intero semestre, si ribalta in un negativo 7 per cento.

Porto Torres
Negativo, nonostante il 2,4 per cento di crescita delle merci liquide (prodotti petroliferi e raffinati), l’andamento delle rinfuse nello scalo turritano. Meno 5,02% sui movimenti nave registrati, calo che si ripercuote su una diminuzione evidente nelle merci solide in arrivo e partenza, crollate del 33,49 % rispetto al primo semestre 2010.

Chiude con segno positivo (che a giugno risulta minimo rispetto ai mesi precedenti), invece, il settore della logistica su gommato. Quasi 86 mila le tonnellate in più trasportate rispetto ai primi sei mesi del 2010, per una differenza pari al 13,34%. Incremento che si riflette anche sui mezzi gommati in arrivo e partenza, che salgono del 16,73%.

Porto di Olbia: venerdì sarà presentato progetto P.Im.Ex

Venerdì 1 luglio, nella sala riunioni dello Yacht Club Porto Rotondo, l’Autorità portuale sarda, su incarico conferito dal Comune di Olbia in qualità di partner, presenterà lo studio sui Sistemi logistici del Porto di Olbia nell’ambito delle attività del  progetto P.Im.Ex. (P.O. Italia – Francia “Marittimo 2007-2013”).

“La mattinata offrirà un’occasione per importanti spunti e riflessioni sulle tematiche inerenti ai sistemi portuali, trasporti marittimi e, più in generale, al comparto della nautica” fa sapere con una nota l’Authority.

Brochure Pimex Olbia.pdf

Porto di Olbia: parte la rilevazione statistica sui crocieristi

Nonostante una frequenza oramai decennale, il fenomeno del crocierismo, ad Olbia, è tutt’ora poco conosciuto nella sua complessità.

Il consolidamento del sistema, con l’arrivo di nuove compagnie, e la presenza di una clientela eterogenea – che passa dal mass market a quella più esclusiva delle navi di piccola dimensione – unito ad una concorrenza agguerrita da parte di altre realtà portuali del Mediterraneo, ha reso non più prorogabile una riflessione approfondita sulle strategie dell’accoglienza e dell’organizzazione dei servizi al passeggero.

Proprio per conoscere da vicino le esigenze del crocierista, studiarne il comportamento durante l’attività a terra, raccoglierne suggerimenti e critiche, l’Autorità portuale ha deciso di avviare una rilevazione statistica articolata, per singolo passeggero, nella fase di rientro dalle escursioni e successiva alla visita in città.

Dal 28 giugno (previsto l’arrivo della Bleu de France) a fine novembre, un team di rilevatori, che fanno capo alla società Sviluppo Performance e Strategie (Sps Srl) di Olbia, guidati da un coordinatore scientifico, il professor Carlo Marcetti, intervisterà un campione di tre mila / tremilacinquecento crocieristi per raccogliere impressioni, suggerimenti e critiche sui servizi del porto, della città e del territorio annesso.

Il tutto attraverso una serie di domande, che spaziano dall’età del visitatore, alla spesa effettuata in città o in escursione, ricomprendendo la soddisfazione per i luoghi visitati e l’eventuale intenzione di ripetere la crociera o la visita autonomamente. Un primo punto di raccolta verrà allestito in corrispondenza dell’area di sosta delle navette porto – centro città, individuato nell’area verde antistante al Municipio.

La stessa piazza, grazie alla collaborazione della Cna, della Confartigianato e della Coldiretti, riuniti sotto l’insegna della Provincia di Olbia – Tempio  – che, a sua volta, predisporrà uno spazio informativo, in sinergia con l’info point del Comune di Olbia -  diventerà una piccola vetrina della Gallura e dei suoi prodotti. Un ambiente cordiale e colorato, per permettere ai rilevatori di somministrare i questionari ai passeggeri delle crociere alleggerendo l’impatto emotivo di un’intervista molto articolata.

Un’altra fase contestuale di rilevazione verrà effettuata sui pullman al rientro dalle escursioni sul territorio della provincia. Passaggio necessario, facilitato dalla disponibilità dei tour operator Agenzie Marittime Sarde e Altair, che servirà a conoscere il gradimento sulle mete proposte ed, eventualmente, ad apportare le dovute correzioni già a partire dal 2012.

“La rilevazione statistica è un passaggio necessario fondamentale per conoscere ancora meglio il fenomeno delle crociere – spiega Paolo Piro, Presidente dell’Autorità Portuale – Grazie ai valori che emergeranno dal report finale di dicembre, potremo capire cosa non va e, soprattutto, quali strategie adottare per rendere più appetibile il nostro territorio.

Viviamo un momento di crisi generale, per cui si rende necessario rilanciare l’immagine e l’offerta della nostra isola, passando anche attraverso i crocieristi, ambasciatori delle terre che visitano e imparziali comunicatori di sensazioni al rientro dal viaggio”.

Fondamentale, quindi, l’apporto delle associazioni di categoria, dell’amministrazione Provinciale e Comunale, riunite in un tavolo tecnico operativo lo scorso 16 giugno. “Abbiamo gettato le basi per un dialogo sereno e proficuo con tutti gli operatori – continua Piro – , che permetterà di rendere più leggera e completa la fase della rilevazione.

Sono sicuro che anche i commercianti, alla luce del recente incontro al quale ha partecipato il presidente della Confcommercio, contribuiranno alla nostra iniziativa che ha trovato immediata disponibilità da parte della Provincia e del Comune. Oggi, più che mai, non possiamo permetterci di voltare le spalle alle crociere, perdendo questa importante opportunità economica che il mercato ci offre”.

Porti di Sardegna: centomila passeggeri in meno in quattro mesi

Oltre centomila passeggeri in meno in soli quattro mesi. È il primo bilancio negativo degli ultimi dieci anni per la portualità del Nord Sardegna. Meno week end, ponti festivi ridotti rispetto allo scorso anno, taglio sulle rotte strategiche da e per l’isola e, soprattutto, il rincaro delle tariffe hanno assestato un duro colpo all’intero sistema dei trasporti marittimi da e per il settentrione isolano.

Olbia

È sul porto dell’Isola Bianca che appare maggiormente evidente l’effetto negativo della crisi del sistema dello shipping. Circa 530 i movimenti nave in meno rispetto al 2010 (- 27.67%), effetto della sospensione della linea per Genova, operata dalla Tirrenia e riavviata solo il 19 aprile, e di quella per Civitavecchia della Snav, che riprenderà solo alla fine del mese di maggio. Ammonta a meno 17.72 %, invece, il calo dei passeggeri rispetto allo scorso anno, l’equivalente di circa 70 mila unità in meno. Crollo che si ripete in maniera costante in tutti i quattro mesi dell’anno, con un picco di 30 mila passeggeri in meno ad aprile, segno evidente che neanche le festività pasquali siano riuscite ad invertire il trend negativo.

Golfo Aranci

Nonostante il 2010 sia stato un anno favorevole per il secondo scalo della Sardegna (al 31 dicembre ha chiuso con un 2.47% in più rispetto al 2009) e lo stesso mese di gennaio abbia segnato un incremento dell’11% rispetto allo stesso periodo del 2010, il quadrimestre dell’anno in corso chiude con quasi meno 25 per cento sui passeggeri, un gap di circa 25 mila unità. In diminuzione anche il movimento delle navi, ridotto di quasi il 39 per cento nel mese di aprile, a causa della sospensione di una corsa pomeridiana per Civitavecchia.

Porto Torres

Nessun segnale di miglioramento per lo scalo di Porto Torres, che resta in linea con l’andamento del 2010 (- 4.93% rispetto al 2009).
Il primo quadrimestre 2011 segna meno 5.73%, con un calo più contenuto, rispetto agli altri porti del Nord Sardegna, di appena 7 mila passeggeri. In diminuzione anche il movimento delle navi, risultato, questo, della riduzione delle corse della Gnv e della sospensione, per il periodo invernale, della tratta Civitavecchia – Porto Torres – Barcellona della Grimaldi Lines, partita. “Sul versante del traffico passeggeri – spiega Paolo Piro, presidente dell’Autorità Portuale del Nord Sardegna – l’esordio del 2011 è catastrofico. Centomila passeggeri in meno sui tre porti, in appena quattro mensilità, è il segnale evidente di una crisi che avrà grosse ripercussioni su tutta l’economia isolana. È preoccupante la perdita di 70 mila unità nel solo porto dell’Isola Bianca, di 25 mila in quello di Golfo Aranci e, fortunatamente, di solo 7 mila passeggeri su Porto Torres. Segno evidente che il caro traghetti, congiunto alla diminuzione del potere di spesa di molti italiani e ai ponti feriali ridotti, stia determinando una disaffezione verso la nostra Sardegna. La stessa sospensione di linee come la Genova – Olbia da ottobre 2010 ad aprile 2011 e la Civitavecchia Olbia della Snav, dallo stesso periodo e per tutto il mese di maggio ancora (scelte dettate dalla necessità di adeguamento delle flotte allo Stockolm Agreement), si è rivelata, come purtroppo preventivato, determinate sul calo dei traffici per il nord dell’Isola”.
Poche le soluzioni, con la stagione delle vacanze alla porte, per invertire il trend. “Osserviamo con attenzione, e con speranza di un possibile ribaltamento della situazione, l’iniziativa della compagnia di bandiera sarda – continua Piro -. La scelta della Regione è sicuramente apprezzabile, ma occorre che questa abbia un seguito anche oltre i mesi estivi. E’ altrettanto indispensabile che tutti gli armatori rivedano la loro posizione nei confronti dell’utenza. Il caro carburante non giustifica, in toto, un balzo così eclatante dei prezzi che, sappiamo bene, è effetto dalla necessità, anche lecita, di ripianare i buchi in bilancio provocati dai cali di prenotazioni nella bassa stagione, ma questo non deve pesare sulle tasche dell’utenza. Mi auguro che Regione e privati possano lavorare in un clima di distensione, perché posizioni rigide, come quelle che si stanno delineando, non faranno altro che provocare, e i dati lo dimostrano, la temuta scomparsa della nostra isola dagli itinerari vacanze per quest’anno e, temo, anche per i prossimi, a favore di località come la Croazia, la Sicilia e la Spagna”.

Merci

Olbia
La crisi del trasporto marittimo non sembra, per il momento, aver intaccato il traffico merci su gommato. In linea con il 2010, anche il primo quadrimestre dell’anno in corso segna positivo. Più 4.07 %, l’equivalente di 80 mila tonnellate in più.

Porto Torres

Positivo anche il traffico merci ro – ro anche su Porto Torres, che recupera rispetto allo scorso anno e cresce del 17 per cento, con poco meno di 70 mila tonnellate di merce movimentata in più. Negativo, di contro, il comparto delle rinfuse. Quasi dimezzate le tonnellate, rispetto al 2010, delle rinfuse secche (carbone, minerali, sabbia ecc…), che si riducono a 278.759 contro le 485.045 dello scorso anno. Positiva, ma solo apparentemente, la movimentazione delle rinfuse liquide (prodotti chimici e raffinati) che cresce del 2.93 per cento, dopo un crollo, dal 2007 ad oggi (effetto della crisi del polo chimico), che supera il 60 per cento. Pari a zero, invece, il traffico merci, per il 2011, nello scalo di Golfo Aranci. Appena 58 i carri ferroviari vuoti movimentati dal 1 gennaio al 1 maggio scorsi. “Il settore della logistica – conclude Paolo Piro – sembra ancora esente dalla crisi del trasporto, ma temiamo che il caro biglietti abbia i suoi effetti a breve. Anche in questo caso c’è piena volontà della Regione di intervenire con una flotta mista e solo merci per contenere il contraccolpo che le scelte delle compagnie storiche potrebbe infliggere sui comparti produttivi dell’isola, costretti a limitare le commesse o a perdere di competitività sul mercato a causa di un necessario ritocco dei prezzi di vendita per bilanciare l’eventuale perdita derivante dal caro trasporto”.

IL NAUTILUS Anno 7 N°2

nuovo numeroIn questo numero uno speciale sulle Lame pugliesi e la procedura che porta il solco erosivo a diventare baia. All'interno un approfondimento sulle norme allo studio dell'Unione europea per combattere la pirateria, le rotte liguri che portano a Rotterdam, il valore di un porto rapportato al costo dei servizi, le regole del federalismo applicate alla portualità, un'intervista esclusiva a Claudio Guerrieri sulla situazione del comparto nautico nella provincia di Lucca, la stagione crocieristica dei porti del Nord Sardegna, un resoconto dell'Authority di Ancona e i progetti di Massidda per il porto di Cagliari.
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