Porto di Venezia: modificato all’unanimità il Pot

VENEZIA – Nel corso della riunione del Comitato di Gestione dell’Autorità di Sistema Portuale di mercoledì 27 febbraio è stata approvata all’unanimità la prima revisione del Piano Operativo Triennale 2018 – 2020 che conferma le strategie finalizzate a promuovere la crescita e lo sviluppo del sistema portuale dei porti di Venezia e Chioggia, in coerenza sia con gli strumenti di indirizzo sovraordinati, sia con la pianificazione territoriale.

Sotto un profilo più generale, nel corso del 2018 l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Settentrionale ha avviato numerose azioni con l’obiettivo di migliorare l’accessibilità nautica, l’accessibilità ferroviaria, l’accessibilità stradale e quella digitale. Allo stesso tempo sono state portate avanti iniziative atte a migliorare la sostenibilità ambientale delle attività portuali al fine di garantire uno sviluppo equilibrato e sostenibile del sistema portuale di Venezia e Chioggia.

Più in particolare, dalla prima revisione del Piano Operativo Triennale, emerge che, nel corso del 2018, l’Ente è stato impegnato nella fase di gestione ed attuazione dei progetti europei in corso e nella fase di avvio di nuovi progetti approvati nell’ambito della programmazione Europea 2014-2020, per un totale di contributi gestiti pari ad oltre 34 milioni €.

Sotto il profilo dell’accessibilità nautica, sono stati avviati i lavori di escavo del Canale Malamocco Marghera per garantirne la navigabilità e sono stati adottati ausili immateriali e digitali per favorire la sicurezza e l’operatività della navigazione.Altrettanta attenzione è stata riservata all’accessibilità ferroviaria e all’accessibilità stradale, sia sotto il profilo infrastrutturale, sia sotto il profilo operativo.Particolare rilievo assume poi l’approvazione da parte della Regione del Veneto, in via definitiva, del progetto di Adeguamento Tecnico Funzionale del Piano Regolatore Portuale relativo all’arretramento della banchina del Canale Industriale Ovest in corrispondenza dell’area di Montesyndial.

L’arretramento di 35 m dell’attuale sponda è contestuale alla realizzazione di una nuova banchina. L’intervento è volto a garantire la piena accessibilità nautica del Canale Industriale Ovest, consentendo il transito in sicurezza alle navi che devono raggiungere le aree più interne del canale stesso anche in presenza di navi ormeggiate in banchina Liguria e banchina Emilia, nonché sulla sponda dell’area Montesyndial.

È stata infine approvata all’unanimità, l’attività svolta per lo sviluppo del progetto per la realizzazione di un terminal costiero di stoccaggio di LNG nel canale Sud (l’investimento complessivo è stimato in circa 105 milioni di euro ed ha ottenuto un importante co-finanziamento europeo nell’ambito della programmazione CEF pari a c.a. 18,5 milioni di euro).

Infine, nel corso della seduta, sono stati espressi pareri positivi da tutti i membri del Comitato di gestione relativamente all’esito dei lavori della Commissione Consultiva di Venezia e della Commissione Consultiva di Chioggia sul rilascio delle autorizzazioni per la fornitura di servizi specialistici, complementari e accessori al ciclo delle operazioni portuali, per l’anno 2019 nei rispettivi porti.

Porto di Genova: Spediporto, a febbraio torna il segno più

GENOVA – ”A febbraio il porto rialza la testa”.Spediporto, l’associazione degli spedizionieri genovesi, presenta i dati raccolti che mostrano un ritorno al segno più dopo un 2018 chiuso in perdita dell’8%, segnato dal crollo del ponte Morandi. Anche gennaio 2019, ricorda l’associazione, si era chiuso a -4%. Febbraio torna alla crescita: +3% fra traffici import ed export rispetto a febbraio 2018. Traina la ripresa l’aumento dell’export, con una media del +6%.

E’ il primo segnale di inversione, da consolidare, e Spediporto suona un campanello d’allarme: la carenza di personale tecnico in molte amministrazioni fondamentali per far funzionare al meglio il porto può provocare una battuta d’arresto. “L’impegno di tutti è stato quello di lavorare al pieno recupero di efficienza e affidabilità – dice il presidente Alessandro Pitto – Un impegno compreso dai clienti del porto e sostenuto da un buon mese per l’export italiano.

Ora dobbiamo accelerare su semplificazioni, sgravi (Zes e Zls) e efficientamento di molti servizi”. E poi c’è appunto il nodo della mancanza di personale tecnico negli uffici della dogana, di medici e tecnici nell’ufficio di sanità marittima, di veterinari ed attrezzature adeguate.

“Solo grazie al grande impegno delle attuali strutture – spiega – è stato possibile andare avanti ma il precariato e i pensionamenti a brevissimo renderanno impossibile garantire il servizio di controlli nei tempi che la clientela richiede. Se così fosse il traffico sarebbe ulteriormente penalizzato, uno sgambetto agli sforzi fatti finora”.

Il porto di Genova si allea col gruppo cinese CCCC

GENOVA – “Stiamo lavorando per costituire una nuova società in partnership con il gruppo cinese CCCC (China Communications Costruction company), che ci aiuterà nelle fasi di appalto di alcune grandi opere relative al porto di Genova”. Lo ha confermato il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale Paolo Emilio Signorini, a margine del convengo ‘Sostenibilità del sistema infrastrutture’ organizzato da Confindustria Genova.

A fine mese, durante la visita a Roma del Presidente cinese Xi Jinping, “l’Italia, primo Paese dell’Europa Occidentale a farlo – ha detto Signorini – firmerà un accordo bilaterale con la Cina sulla Belt&Road. In questa cornice strategica (la Cina pesa per il 30% dell’interscambio dei porti di Genova e Savona, ndr) faremo un accordo di cooperazione con CCCC, per sfruttare la sua grande esperienza in fase di predisposizione dei bandi di affidamento di alcune delle grandi opere previste dal programma del Commissario Bucci”, tra cui spostamento della diga foranea e ampliamento Fincantieri.

Il gruppo cinese, chiarisce però Signorini “non farà direttamente alcuna costruzione: ci fornirà supporto per l’affidamento delle opere ad altri. L’obbiettivo è quello di costituire una nuova società in partnership tramite cui cooperare. Ma su questo tipo di accordi l’ultima parola spetta poi al Governo”.

PORTO DI CHIOGGIA: ACCORDO DI PROGRAMMA PER LA GESTIONE DELLO SCALO CLODIENSE

VENEZIA – La Camera di Commercio di Venezia Rovigo e l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale hanno siglato questa mattina un accordo di programma al fine di permettere all’ADSPMAS di assumere la gestione del patrimonio immobiliare e svolgere le funzioni e le attività di promozione e sviluppo dell’area portuale di Chioggia così come previsto dal D.Lgs. 169/2016 sulla riforma dei porti.

L’accordo prevede che il patrimonio immobiliare di proprietà della CCIAA ed attualmente concesso in uso alla propria azienda speciale A.S.PO, venga trasferito all’ADSPMAS, anticipando, di fatto, la conclusione della procedura di delimitazione delle aree da parte del Demanio.Tutti i contratti di locazione degli immobili in uso alle imprese insediate nel Porto, oggi in capo ad A.S.PO., passeranno all’ADSPMAS.L’Autorità di Sistema si impegna, inoltre, a subentrare ad A.S.PO nella convenzione sottoscritta con la Regione del Veneto per i lavori di bonifica e riqualificazione ambientale delle aree di Val da Rio.

Per quanto riguarda il personale di A.S.PO, per il quale l’attuale normativa non consente il transito nella dotazione organica del nuovo ente di gestione del porto di Chioggia, l’accordo prevede che i 6 dipendenti attualmente in forza all’azienda, continuino a garantire un presidio dell’Ente camerale sul territorio, e allo stesso tempo, vengano messi a disposizione dell’Autorità di sistema per lo svolgimento delle attività amministrative ed operative dell’area portuale di Chioggia.

“L’accordo siglato oggi sblocca un impasse burocratico che da troppo tempo tiene in una situazione di immobilismo entrambi gli Enti – hanno dichiarato i due presidenti Giuseppe Fedalto, CCIAA e Pino Musolino, ADSPMAS – Una situazione non più prorogabile per un’area portuale strategica come quella di Chioggia che merita di essere valorizzata. La nostra intesa è una risposta concreta all’economia locale, allo sviluppo congiunto delle imprese attualmente insediate nell’area e alla creazione di nuove opportunità e nuovi investimenti di rilancio”.

IPCSA: PORTS OF GENOA È IL SUO QUARANTESIMO SOCIO

GENOVA – International Port Community Systems Association (IPCSA) ha raggiunto un nuovo traguardo, Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale è il suo quarantesimo socio.
A seguito della recente fusione dei porti di Genova, Savona e Vado Ligure in un’unica Autorità di Sistema Portuale, una sfida chiave è l’integrazione dei Port Community Systems, e in questo processo l’adesione all’IPCSA sarà di grande aiuto. I due Port Community Systems hanno una lunga storia, che risale al 2005 (Savona) e al 2007 (Genova). I due PCS insieme elaborano oltre 15 milioni di documenti elettronici di import/export all’anno, e gestiscono circa 20.000 utenti, 1.500 aziende e sei terminal container.

“I due Port Community Systems si fonderanno nel quadro della Piattaforma Logistica Italiana, un aspetto peculiare rispetto ad altri paesi”, ha affermato Paolo Emilio Signorini, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale. Quello di Genova è stato il primo porto marittimo italiano ad essere integrato nella piattaforma logistica nazionale, creata e gestita dal governo italiano per collegare i porti marittimi e gli interporti, e promuovere l’ulteriore sviluppo dell’intero sistema logistico nazionale. “Questo è un altro motivo per il quale abbiamo deciso di aderire a IPCSA – perché noi e la nostra comunità di operatori portuali vogliamo condividere la nostra esperienza e approfondire cosa è stato fatto in altri contesti nazionali ed internazionali”.

I volumi di merci che passano per Genova sono aumentati del 61% negli ultimi dieci anni, mentre le tempistiche del ciclo delle importazioni sono diminuite del 47%. “Dato che le infrastrutture portuali e i collegamenti sono rimasti pressoché invariati, questo risultato è stato raggiunto grazie al contributo dell’Information Technology e allo sviluppo di E-port”, ha affermato.

“Nel nostro caso, è molto chiaro che negli ultimi anni l’organizzazione e la tecnologia sono state cruciali nello sviluppo dei traffici. Il nostro Port Community System sarà fondamentale in futuro, quando il volume dei container crescerà ulteriormente, e nella gestione dei picchi di volumi con l’arrivo in porto delle mega-navi portacontainer.”Genova è molto conosciuta come porto d’ingresso nell’Europa meridionale e centrale ed è pronta per un aumento dei volumi, nonostante sia limitata in fatto di spazi dalle montagne a nord e dal mare a sud. “Il raggiungimento di questo obiettivo dipenderà dall’organizzazione, dalla tecnologia e dall’innovazione”, ha affermato Signorini.

L’apertura della Galleria del San Gottardo e degli altri tunnel di base alpini sta rendendo più fluidi i collegamenti tra l’Italia e l’Europa centrale. “L’interoperabilità ferroviaria è sempre più importante quando si tratta di spedire merci nel nord Italia e nell’Europa centrale, quindi ci stiamo concentrando fortemente sulla componente ferroviaria e sui moduli del nostro Port Community System”, ha affermato. “Siamo inoltre molto interessati al tema dei sistemi di prenotazione dei veicoli, per diffonderne la richiesta e i traffici, e migliorare il livello dei servizi e l’efficienza del porto, oltre alla creazione di un Sistema di Certificazione della Qualità per semplificare i processi e migliorare l’efficienza, la sicurezza e la protezione delle operazioni portuali.”

Richard Morton, Segretario Generale dell’IPCSA, ha dichiarato: “Siamo lieti di dare il benvenuto a Ports of Genoa come nuovo socio. Raggiungere la cifra di 40 soci è un vero traguardo per IPCSA, che è stata fondata nel 2011 da sei operatori europei di Port Community System, e poi è diventata un’associazione internazionale con un livello di competenza ed esperienza senza rivali e con stretti rapporti con svariati organismi internazionali, compresi IMO, WCO e UN/CEFACT.”

Paolo Emilio Signorini ha elogiato l’IPCSA come “amichevole, reattiva e positiva fin dall’inizio”. Ha aggiunto: “Siamo davvero lieti di far parte dell’IPCSA, soprattutto perché siamo il principale porto in Italia e quello con la maggiore esperienza nella gestione di un Port Community System. Per migliorare ulteriormente, il sistema portuale di Genova necessita di un ambiente e di un organismo appropriati in cui discutere l’innovazione dei Port Community System e della logistica. IPCSA ci offre l’opportunità di condividere esperienze ed idee con alcuni player molto importanti di questo settore e di ispirarci al loro lavoro”.

Infine, ha concluso: “I porti di Genova e Savona desiderano ricoprire un ruolo proattivo in alcuni dei gruppi di lavoro dell’IPCSA, compresi quelli che si focalizzano su standard e tecnologie, interfacce uniche/facilitazione commerciale, dogane ed altre agenzie governative, e sviluppo di Community System”.

Porto di Livorno: traffici 2018 da record, +8,5%

LIVORNO – Un 2018 da record per il porto di Livorno: secondo i primi dati diffusi dall’Autorità di sistema nello scalo toscano sono state movimentate lo scorso anno 36,5 milioni di tonnellate di merce, con un +8,5% sul 2017. In attesa che vengano sviluppati i dati aggregati relativi alle prestazioni annuali di tutti i porti dell’Autorità di sistema portuale del mar Tirreno settentrionale (che comprende anche Piombino, Capraia, Portoferraio, Rio Marina e Cavo), le statistiche del solo scalo labronico anticipate stamani mostrano una crescita in tutti i settori: un nuovo record nel tonnellaggio complessivo e risultati storici nel traffico di rotabili e delle auto nuove. Per il porto di Livorno il 2018 passerà alla storia come un anno da incorniciare.

La fotografia scattata, spiegano da Palazzo Rosciano, sede dell’Authority livornese, è quella di un porto in ottima salute che tra gennaio e dicembre ha movimentato 36,5 milioni di tonnellate di merce e 2,5 milioni di tonnellate in più rispetto alle 34 milioni di tonnellate totalizzate nel 2008, quando era stato segnato il precedente record.

Entrando nel particolare, il business dei rotabili è risultato essere uno dei più performanti: nel 2018 sono infatti stati movimentati oltre 507 mila guidati e semirimorchi, con un aumento del 13,2% rispetto all’anno passato. Sul fronte dei Ro/Ro il 2018 è sicuramente l’anno migliore di sempre. Il precedente record raggiunto nel 2017 con oltre 448 mila mezzi è stato nuovamente superato con quasi 60 mila unità commerciali in più. Oggi il traffico rotabile rappresenta il 44% del traffico complessivo dello scalo.

Terzo record consecutivo invece per il comparto delle auto nuove che con una crescita dell’1,3%, ha raggiunto una movimentazione complessiva di 666 mila unità, migliorando i risultati storici conseguiti nel 2016 e 2017. Bene anche i container. Il 2018 ha fatto registrare complessivamente una crescita dell’1,9% rispetto al 2017 con 748 mila Teu movimentati. Al raggiungimento del buon risultato hanno contribuito i container pieni, che sono aumentati del 7,5% sia in import che in export. In decremento, invece, i contenitori vuoti (-2%) e il transhipment (154 mila Teu totali, -9,3%) che oggi costituisce il 20% del traffico dello scalo. E non potevano che essere ottimi i rendimenti del traffico dei prodotti forestali: 1,65 milioni di tonnellate movimentate e +4% sul 2017.

Infine il traffico rinfusiero: su un totale di 36,5 milioni di tonnellate, sono state complessivamente movimentate 10,3 milioni di tonnellate di merce alla rinfusa, di cui 9,5 milioni di liquide (+7,8% rispetto al 2015), e 782 mila solide (+3,3%).

Porto di Genova: Terminal San Giorgio, nuova concessione fino al 2033

GENOVA – L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale e Terminal San Giorgio hanno sottoscritto il nuovo atto di concessione che estende al 2033 la possibilità per la società di operare sull’area di Ponte Somalia, per una superficie di circa 60.000 mq, dove è presente dal 2013. Lo comunica una nota.

“Per l’Autorità di Sistema Portuale si tratta di una tappa importante – commenta il presidente dell’authority Paolo Emilio Signorini – infatti con questo provvedimento si completa il processo di definizione degli atti pluriennali dei Terminalisti di Sampierdarena avviato dall’Autorità di sistema a inizio 2017.

Con un assetto concessorio compiutamente definito si forniscono agli operatori le basi necessarie per sviluppare il proprio business, a vantaggio della competitività dell’intero scalo”.

“Terminal San Giorgio è presente nel porto di Genova dal 2006, dove ha investito finora oltre 50 milioni di euro”, dichiara l’amministratore delegato, Maurizio Anselmo. “Con la firma del nuovo atto, la società ottiene le certezze necessarie per sviluppare un piano d’impresa pluriennale ed attivare un ampio programma di investimenti per migliorare la propria capacità operativa ed incrementare le prospettive di traffico per il terminal e per il porto di Genova – spiega -. Già nel prossimo triennio investiremo circa 12 milioni di euro, per un totale che nell’arco dei tredici anni supererà ampiamente i 20 milioni di euro.

Il nostro obiettivo è raddoppiare a regime i volumi di traffico odierni, arrivando a movimentare più di 2,2 milioni di tonnellate equivalenti”. Grazie agli investimenti la struttura crescerà, racconta, “con oltre 10 assunzioni in programma, già nei prossimi tre anni”.

Siglato memorandum d’intesa per rafforzare i traffici tra il Pireo, Venezia e Chioggia

ATENE – Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, Pino Musolino, e il CEO dell’Autorità Portuale del Pireo, Capitano Fu Chengqiu, hanno siglato oggi, nel corso di un incontro tenutosi presso la sede del Porto greco, un memorandum d’intesa finalizzato a potenziare i rapporti e i traffici tra i due scali portuali.

Le due parti s’impegnano a dar vita a una cooperazione stabile e reciproca, utile a sviluppare i rispettivi porti e servizi portuali, supportando politiche di connettività infrastrutturale e servizi portuali atti ad implementare il flusso commerciale tra i mercati dell’Europa, del Mediterraneo e dell’Estremo Oriente attraverso i due porti. Il memorandum mira anche a migliorare lo scambio di buone pratiche e conoscenze in ambito di gestione portuale nei campi dell’information technology, dell’attrazione degli investimenti e della comunicazione. L’obiettivo comune finale è migliorare le prestazioni dei due scali, snodi fondamentali nei collegamenti marittimi internazionali del futuro lungo la nuova via della Seta.

Pino Musolino, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, porti di Venezia e di Chioggia, dichiara:“In uno scenario prossimo che vede un vigoroso aumento dei traffici tra Asia ed Europa lungo la nuova Via della Seta marittima, è necessario puntare con decisione sulla razionalizzazione delle catene logistiche, partendo dagli scali portuali e dai collegamenti viari con i mercati interni, per accorciare le distanze, abbassare i costi di trasporto, togliere camion dalle strade e migliorare la sostenibilità ambientale dei traffici.

Venezia – che è indicata come punto di arrivo via mare dalla strategia cinese Belt Road Initiative, anche in quanto scalo più vicino ai mercati dell’Europa centrale e snodo primario nella rete infrastrutturale europea TEN-T – si muove da tempo in questo senso, lavorando quotidianamente con operatori privati ed enti gestori per dare concretezza e sostanza al flusso commerciale tra Europa, Mediterraneo ed Estremo Oriente. Con questo accordo, che si somma alla collaborazione siglata negli scorsi mesi con Cosco Shipping per un collegamento settimanale Pireo-Venezia, vogliamo dimostrare che lo sviluppo dei traffici richiede primariamente accordi commerciali, ottimizzazione dei servizi e interventi infrastrutturali mirati. E’ questa la strada per creare valore per la nostra economia e per il nostro territorio, oltre che per uscire da una visione della crescita viziata e autoreferenziale che, a Venezia e in Italia, ha visto sempre al primo posto la costruzione di opere elefantiache e dispendiose”.

Capitano Fu Chengqiu, CEO dell’Autorità Portuale del Pireo, dichiara:“Il porto del Pireo, il maggiore scalo della Grecia e del Mediterraneo orientale, è uno snodo di collegamento ideale tra l’Asia e l’Europa centrale e orientale. E’ il primo hub per le più grandi navi porta-container in servizio diretto Europa-Far East dopo aver attraversato il Canale di Suez  e offre soluzioni di trasporto intermodali ed efficienti servizi ad alto valore aggiunto per le merci, che possono viaggiare su strada, ferrovia e via mare. La scelta di stabilire una cooperazione con l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale mira a rafforzare i rapporti commerciali tra Asia e Mediterraneo e a potenziare il ruolo dei porti come motori di sviluppo per l’economia europea.

Grazie all’attuale piano di investimenti, il porto del Pireo intende favorire nei prossimi anni la crescita dell’economia locale e regionale, sviluppando ogni aspetto dell’industria marittima compresi i container, la cantieristica, la logistica, la crocieristica e i traghetti”.

IL PORTO DI TRIESTE INVESTE SUL SETTORE DELLA PROGETTAZIONE EUROPEA

TRIESTE – Sono 22 in totale i progetti europei portati avanti dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, con un budget complessivo di 130 milioni di euro e un finanziamento europeo di più di 32 milioni.

“È sulle risorse umane che si giocano lo sviluppo e la competitività del porto. Da due anni abbiamo creato un Ufficio interno dedicato all’ideazione e gestione di progetti finanziati dall’Unione Europea che sta portando ottimi risultati. Si tratta di idee progettuali divenute realtà dal 2015 ad oggi e ora tutte avviate”. Questo il commento del presidente dell’Autorità di Sistema, Zeno D’Agostino.

Diversi i settori di azione. Tra i più importanti quelli infrastrutturali, con finanziamenti per la Piattaforma Logistica, i cui lavori si concluderanno entro l’anno, e lo scalo ferroviario di Campo Marzio. Non mancano progetti su tematiche ambientali: un innovativo sistema legato al procurement pre-commerciale per la bonifica di aree inquinate, la progettazione dell’elettrificazione delle banchine per rendere ancora più pulito il traffico marittimo, e lo sviluppo e adozione delle nuove tecnologie per ottimizzare l’uso delle infrastrutture esistenti e aumentare così la capacità portuale. In cantiere anche progetti legati al settore culturale e alla valorizzazione del patrimonio storico dello scalo, in occasione della ricorrenza dei 300 anni di fondazione del Porto Franco.

L’ultimo avviato è PROMARES “Promoting maritime and multimodal freight transport in the Adriatic Sea”. Con un budget di 2.800.000 euro, PROMARES è co-finanziato dal Programma Interreg Italia-Croazia e vede l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale capofila.Tramite questo progetto, i porti italiani dell’Adriatico collaboreranno con i principali porti croati per 30 mesi. Obiettivo sarà potenziare l’intermodalità attraverso l’adozione di tecnologie innovative, sviluppando una strategia transfrontaliera comune e scambiando buone pratiche con la realizzazione di concrete azioni pilota in ogni porto.

Porto di Livorno: approvato il Piano operativo sicurezza 2019

LIVORNO – Approvato il Piano operativo delle attività relative alla sicurezza nel porto di Livorno. Per l’occasione, nella sede della presidenza della Giunta regionale a Firenze, si è riunita la cabina di regia prevista dal Protocollo per la promozione della sicurezza del lavoro nel porto di Livorno, firmato lo scorso ottobre, presieduta dal governatore Enrico Rossi e composta da Direzione marittima di Livorno, Autorità portuale del Mar Tirreno, Ispettorato interregionale del lavoro, Inail Toscana, vigili del fuoco, i Comuni di Livorno e Collesalvetti, Arpat e Asl Toscana Nord ovest.

Tra i punti principali del piano operativo – che verrà presentato a Livorno nelle prossime settimane in un incontro pubblico – un aumento significativo del numero dei controlli, che in molti casi raddoppieranno, sulle aziende che operano nel porto ma anche di quelle dell’indotto e di quelle che si occupano della cantieristica navale, e un’intensificazione delle attività di condivisione delle informazioni tra tutti i soggetti sottoscrittori del protocollo.

“Il piano – ha spiegato il presidente della Toscana Enrico Rossi – contiene attività come interventi immediati, bando di investimenti rivolto alle imprese, formazione sulla sicurezza fino ai vertici aziendali, comunicazione e sensibilizzazione che dovranno essere monitorati periodicamente e successivamente condivisi con la cittadinanza”.

Per Rossi poi la “modalità di condivisione di criticità ma anche di punti di forza sul tema della sicurezza nel porto di Livorno conferisce un ruolo importante a questa cabina di regia, una modalità unica di collaborazione tra tanti settori statali, tutti impegnati su un aspetto che merita attenzione e assunzione di responsabilità a vari livelli”. Il presidente infine ha annunciato, come già indicato al momento della firma del protocollo, la realizzazione della campagna di informazione e comunicazione e la prossima emanazione di un bando per l’accesso delle imprese a investimenti sulla sicurezza.

IL NAUTILUS Anno 14 N°2

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato alla portualità con un focus sulle identità marinare e sul futuro dei lavori portuali, la figura dello skipper e il trattamento dell’acqua di zavorra. Poi una riflessione sul concetto di “Porto come mondo” (prendendo come esempio il porto di Brindisi, tra tutela, valorizzazione ed innovazione). E ancora, approfondimenti sul motto lanciato dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti: #IOSONOMARE, per valorizzare tutte le attività svolte sul mare.
poseidone danese

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