Porto di Genova: Sech compie 25 anni e cresce a 350 mila teu

GENOVA – Il terminal Sech del porto di Genova festeggia 25 anni e per il 2018 si avvia al traguardo di 355 mila teu movimentati contro i 300 mila del 2017. Quando venne rilasciata la concessione, il primo giugno 1993, la legge 84/94 che avrebbe sancito l’ingresso dei privati sulle banchine dei porti italiani non c’era ancora. “Il Gruppo investimenti portuali (Gip), la società con la quale acquisimmo il terminal, era formata più da pionieri che da imprenditori.

Siamo stati il primo terminal contenitori a ottenere una concessione” ha detto Giulio Schenone, ad di Gip di cui è rimasto azionista al 5%, dopo l’acquisizione lo scorso anno del 95% da parte dei fondi Infracapital e Infravia, mentre gli altri soci, le famiglie Negri, Magillo e Cerruti sono usciti.

“Essere arrivati qui e scommettere sul futuro è un bel traguardo considerati i cambiamenti epocali non solo normativi ma quelli che si sono verificati nello scenario dello shipping mondiale – ha aggiunto, ricordando il primo bilancio in deficit -: nel 1993 c’erano 40 compagnie che sarebbero potute diventare potenzialmente nostre clienti, oggi sono 10, raggruppate in tre alleanze”. Inoltre con il gigantismo navale la banchina realizzata per più navi può ospitarne solo una per volta delle più grandi, fino a 14 mila teu. Detto questo Sech cresce. Ha appena acquisito due nuovi servizi di Maersk e Hapag Lloyd, che faranno salire i traffici anche nel 2019 arrivando a 395 mila teu.

Confermato il piano di investimenti sul terminal, Gip spinge sui collegamenti ferroviari e ci sono acquisizioni in vista. Nel futuro c’è il terminal che verrà a Calata Bettolo, in cui Gip è socio con Msc e che secondo le simulazioni fatte a Copenaghen sembra possa ospitare navi fino a 20 mila teu. Gip, che ha anche il 34,7% di Psa-Vte e l’80% di Tdt Livorno, punta sulla Piattaforma Europa a Livorno: “Per noi è in continuità aziendale con Tdt – ha detto Schenone -, parteciperemo alla gara”.

IL PORTO DI VENEZIA A “BREAKBULK EUROPE 2018”

BREMA – Anche quest’anno il Porto di Venezia, uno degli scali più importanti a livello europeo per i traffici breakbulk, partecipa da protagonista alla fiera internazionale Breakbulk Europe, l’evento espositivo che riunisce i più importanti player del settore e che si tiene quest’anno a Brema dopo una storica presenza ad Anversa.

“L’appuntamento per questa edizione è per noi particolarmente importante, considerati i dati positivi dovuti a importanti operazioni concluse nel corso dell’anno, in particolare nel settore dei project cargo, che ci permettono di presentarci a Brema con una crescita del 35% – ha ricordato il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Pino Musolino – imbarchi così rilevanti da ricordare i fasti del 1200 quando i veneziani trasportarono via mare su delle galee le colonne di S.Marco e San Todaro e la quadriga della Basilica di S.Marco”.

La presenza a Breakbulk Europe è stata l’occasione perfetta per confrontarsi con le compagnie marittime, facendo il punto sulle prospettive del mercato breakbulk nell’alto Adriatico. Le compagnie sono state protagoniste anche all’incontro con la stampa internazionale di settore svoltosi oggi presso lo stand del Porto di Venezia. All’evento, coordinato da Ian Matheson, della rivista inglese Heavy Lift, oltre allo stesso Presidente Musolino, sono intervenuti Matteo Fortuna della BBC Chartering, Ulrich Ulrichs, CEO di Rickmers Line e Kai-Stefan Vogel, Charter Manager di SAL Heavy Lift. La BBC Chartering, indiscusso leader mondiale del settore, è attualmente la compagnia che più scala Venezia; la Rickmers Line da oltre due anni ha scelto Venezia per attivare un suo servizio di linea; la SAL Heavy Lift segna una presenza storica nel nostro scalo, in particolare per la movimentazione di colli eccezionali.

“Da tempo intendevamo coinvolgere direttamente gli armatori su temi che riguardano il futuro del nostro porto in una prospettiva reale di mercato – ha dichiarato il presidente Musolino –. Siamo lieti che essi oggi siano qui con noi a celebrare risultati a cui hanno contribuito, condividendo progetti e idee che ci permetteranno di individuare i futuri percorsi di crescita dello scalo veneziano”.

“L’eccellenza veneziana nel settore del breakbulk e dei carichi eccezionali deriva, oltre che dalla collocazione geografica dello scalo, anche e soprattutto dalle enormi competenze degli operatori insediati e dalla presenza di attività industriali nel retro-porto che si sono sviluppate in sinergia con i traffici marittimi. A questo proposito, – conclude Musolino – ritengo importante lavorare per attrarre nuove attività produttive a Porto Marghera, per creare nuova occupazione e per alimentare il circuito virtuoso che lega manifattura, logistica e traffici in un’ottica di sviluppo porto-centrico dell’area”.

Ad aprire i lavori, con un’introduzione sullo scenario globale la BBC Charterng: “Come BBC operiamo a Venezia da 15-20 anni con circa 30-40 chiamate ogni anno e intendiamo intensificare le chiamate perché ci troviamo bene con la grande professionalità del Porto di Venezia. Nel 2019-2020 puntiamo a incrementare le chiamate fino a 45-50 all’anno” dichiara Matteo Fortuna BBC Chartering.

Sul tema domanda e offerta è intervenuta la Rickmers Line.“Siamo ormai clienti regolari del Porto di Venezia, in particolare negli ultimi due anni abbiamo aumentato le nostre operazioni a Marghera. Apprezziamo i servizi offerti dal porto e il supporto ricevuto che costituisce un valore aggiunto che ci ha permesso di venire incontro anche ai nostri clienti. La crescita di Venezia è stata notevole nell’ultimo anno, confidiamo che continui in questo modo anche quest’anno” dichiara Ulrich Ulrichs, CEO of Rickmers Line.

Infine, un focus dedicato ai carichi eccezionali. “Riteniamo che il Porto di Venezia si trovi in una posizione speciale nel centro del Mediterraneo e che, grazie ai suoi collegamenti terrestri e alle sue industrie, sia uno dei protagonisti del settore del breakbulk e dei colli eccezionali. Siamo molto felici di lavorare insieme per continuare ad espandere le nostre attività” dichiara Kai-Stefan Vogel, Charter Manager of SAL Heavy Lift.

Al termine dell’evento le tre compagnie hanno ricevuto gli attestati “Venice Breakbulk Award 2017” come riconoscimento simbolico della loro relazioni con Venezia.
Massiccia la partecipazione degli operatori veneziani alla fiera a fianco dell’Autorità di Sistema Portuale: per i terminal, Transped e Multiservice di Venezia e Sorima di Chioggia; per gli Agenti e Raccomandatari, Radonicich, Mirco Santi, Bassani, Columbia, Minucci, Tripcovich e Team Shipping; per gli spedizionieri, Archimede Gruden, Broccardo e CTS Trasporti; per le aziende Tecnoservice.

TRAFFICI IN CRESCITA AL PORTO DI TRIESTE

TRIESTE – Trend positivo per i traffici al porto di Trieste. La movimentazione complessiva nel primo quadrimestre del 2018 segna un +6,55% rispetto allo stesso periodo del 2017, con 20.370.122 tonnellate di merce movimentata.Crescita a doppia cifra (+14,11%) per il settore contenitori con 218.677 TEU. In aumento anche le rinfuse liquide (+5,63%), le rinfuse solide (+3,62%), le merci varie (+9,21%) e il comparto RO-RO, che con 102.846 unità transitate ha registrato una variazione positiva del +3,77%.

Per quanto riguarda il traffico ferroviario del primo quadrimestre, 3.083 sono stati i treni movimentati, pari ad un incremento del +14,95% rispetto ai primi 4 mesi del 2017.

IL PORTO DI TRIESTE PRIMO ENTE IN ITALIA AD OTTENERE L‘ATTESTATO PAROLE O_STILI

TRIESTE – Il Porto di Trieste è la prima istituzione in Italia ad ottenere l’attestato “Parole O_Stili. Per una comunicazione responsabile” da parte di Parole O_Stili, l’Associazione nata per promuovere la condivisione dei valori espressi nel “Manifesto della comunicazione non ostile” – dieci principi di stile per arginare e combattere i linguaggi ostili in Rete – lanciato a Trieste nel febbraio 2017 e diffusosi in pochi mesi non solo in Italia, ma in tutta Europa.

Il conferimento della certificazione per la conclusione dell’intero percorso formativo si è tenuto oggi con una cerimonia ufficiale a Trieste presso la Torre del Lloyd, sede dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, a cui hanno presenziato Zeno D’Agostino, presidente dell’Authority, Rosy Russo, presidente dell’Associazione Parole O_Stili, Ernesto Belisario, avvocato, specializzato in diritto amministrativo e scienza dell’amministrazione e consigliere del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione.

L’attestazione di Ente attento ad una comunicazione responsabile è frutto del progetto di formazione intrapreso dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale con Parole O_Stili nel marzo del 2018.  Una parte del personale ha infatti lavorato con esperti qualificati e partecipato a corsi e workshop sull’importanza dell’utilizzo dei linguaggi non ostili sui social network e sul web.

Quest’attestazione diventa un nuovo punto di partenza per rafforzare e consolidare la consapevolezza che “virtuale è reale” e che l’ostilità espressa in Rete può avere conseguenze concrete e permanenti nella vita delle persone ma anche di aziende, enti e istituzioni.

Il progetto “Academy Parole O_Stili” nasce per definire e promuovere i principi di rispetto e cittadinanza che devono governare la comunicazione delle imprese e delle pubbliche amministrazioni nei social media. Il percorso formativo rivolto a collaboratori di aziende, istituzioni e enti si propone di promuovere una consapevolezza rispetto al linguaggio sui social allo scopo di attivare un cambiamento nei comportamenti comunicativi delle persone.

“Un porto non è un luogo chiuso dove attraccano navi e si movimentano container, ma è una comunità strettamente legata alla città, dove donne e uomini di luoghi e culture diverse si ritrovano per parlare un’unica lingua, quella della condivisione” – ha dichiarato Zeno D’Agostino, presidente dello scalo giuliano.  “Non deve stupire quindi che il primo porto d’Italia per tonnellaggio totale e movimentazione dei treni sia anche il primo Ente ad aderire alla missione portata avanti dall’Associazione Parole O_Stili.  Oggi la crescita e lo sviluppo di una comunità, soprattutto di una così ampia come quella portuale, non possono prescindere dagli strumenti innovativi del digitale, e saperli utilizzare con coscienza critica è imprescindibile per diventare attori e promotori di un cambiamento culturale anche per il territorio circostante.”

“Siamo molto contenti di aver iniziato il progetto dell’Academy di Parole O_Stili proprio con un’istituzione di Trieste. La città in cui il Manifesto della comunicazione non ostile è nato, poco più di un anno fa. Crediamo che le parole abbiano un grande potere: danno forma al pensiero, trasmettono conoscenza, aiutano a cooperare, costruiscono visioni. Proprio per questo è una responsabilità saperle utilizzare al meglio” – dichiara Rosy Russo, presidente dell’Associazione Parole O_Stili – “Condividere una nuova, moderna, sostenibile visione dei social media e della comunicazione è ormai azione imprescindibile per ogni figura pubblica o aziendale. Il fatto che sia una istituzione portuale a sostenerla e promuoverla è importantissimo, perché un porto ogni giorno non è impegnato a movimentare soltanto merci ma anche idee, progetti e nuovi modi di pensare e comunicare”.

“A fronte dei benefici che possono essere conseguiti attraverso l’uso dei Social Network, vi sono alcuni importanti rischi per l’azienda” – ha dichiarato Ernesto Belisario, avvocato, specializzato in diritto amministrativo e scienza dell’amministrazione e consigliere del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione – “perdita di produttività del personale, danni all’immagine aziendale provocati da un uso scorretto, contenzioso con il personale o con gli utenti a causa di contenuti inappropriati, perdita di informazioni confidenziali. Per questo motivo, sono sempre più le amministrazioni e le imprese che adottano un apposito documento denominato Social Media Policy (SMP) che ha l’obiettivo dichiarato di ridurre al minimo i rischi connessi all’utilizzo aziendale dei Social Network”.

UN FONDACO 4.0 A VENEZIA E PORTO MARGHERA PER LE OPPORTUNITA’ DELLA NUOVA VIA DELLA SETA

SHANGHAI – Un “Fondaco 4.0” a Venezia e Porto Marghera per cogliere le opportunità offerte dalla strategia cinese della Nuova Via della Seta e garantire uno sviluppo porto-centrico dello scalo veneziano. È quanto ha annunciato il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Settentrionale, Pino Musolino, partecipando all’evento “A NATURAL CONNECTION FOR CHINA IN EUROPE”, organizzato oggi da Assoporti alla fiera Transport Logistic China di Shanghai.

Venezia è infatti al centro della strategia della Nuova via della Seta, non solo per quanto concerne il trasporto container ma anche per quanto riguarda i prodotti siderurgici e i Project Cargo per i quali il porto lagunare è leader indiscusso a livello nazionale.  Oggi, grazie all’essenza multipurpose del Porto di Venezia, che si traduce nella possibilità di importare varie materie prime a sostegno della produzione del tessuto manifatturiero del Nordest e dell’Italia ed esportare prodotti ad alto o altissimo valore aggiunto, è possibile guardare ad uno sviluppo sostenibile e concreto di Porto Marghera, luogo dove i traffici marittimi si affiancano e sostengono la produzione. Un luogo in cui tornare a investire e insediare attività produttive in virtù di un circolo virtuoso che lega insieme manifattura e logistica.

“Da molto tempo sostengo la visione porto-centrica”, ha dichiarato il Presidente Pino Musolino, “secondo cui sono il consumo e la produzione ad alimentare il commercio che, a sua volta, sostiene e rafforza la logistica. Ritengo infatti che una strategia di sviluppo portuale orientata all’ipertrofia infrastrutturale fine a se stessa, oltre a non essere sostenibile dal punto di vista ambientale, non produca nemmeno risultati soddisfacenti in termini economici poiché non innesca un automatico aumento dei traffici”.

Da qui l’idea di replicare il modello vincente che fece di Venezia la Regina dei Mari. La zona di Rialto infatti era il cuore pulsante del commercio e fu lo sviluppo del commercio a espandere le rotte marittime da un lato e la realizzazione dei “Fondaci” – veri e propri centri riservati ai principali partner commerciali della Serenissima – nell’area realtina. Da qui l’idea di realizzare un “Fondaco 4.0”, a Venezia e a Porto Marghera, per far incontrare da un lato i partner commerciali del Porto di Venezia e dall’altro produzione e manifattura.

“La via della Seta è una straordinaria opportunità”, conclude il Presidente, “ma è necessario interloquire pazientemente con la Cina e con gli altri Paesi interessati dalla strategia del colosso asiatico facendo pesare la qualità produttiva e manifatturiera europea (italiana in primis), le potenzialità di innovazione logistica basata anche sulla digitalizzazione, l’accrescimento del know-how tecnologico nel settore dei trasporti. E tutto questo, non per ottenere finanziamenti ma accordi di natura commerciali; non per elemosinare facili accessi a strumenti finanziari ma per sviluppare e ottimizzare le nostre catene logistiche; non per chiudere i mercati ma per aprirli a condizioni di reciprocità”.

Porto di Genova: nel 2019 possibili 1,3 milioni di crocieristi

GENOVA – Il traffico crocieristico del porto di Genova nel 2018 tornerà sopra la soglia del milione di crocieristi (925.188 nel 2017) e dovrebbe aumentare ulteriormente nel 2019 “quando, secondo le nostre prime stime, basate sull’analisi delle prenotazioni, il valore totale potrebbe raggiungere 1,3 milioni di transiti”. Ad illustrare le previsioni è stato Andrea Verdiani, responsabile commerciale di Stazioni Marittime “con delega – si legge nel programma degli interventi – anche di rappresentanza di Msc Crociere”, durante il convengo organizzato dal Comune di Genova sul progetto europeo Cievp.

“Nel 2019 avremo anche 33 scali di Costa Crociere, che dopo molti anni torna a Genova, ma non dobbiamo dimenticare il ruolo primario del gruppo Msc, che è il nostro azionista di riferimento e che porta sotto la Lanterna il 90% del traffico crocieristico e il 40% di quello del traghetti, tramite Gnv”.

E proprio Gnv durante l’evento ha illustrato il suo impegno per migliorare la gestione del ciclo dei rifiuti: “Abbiamo adottato un sistema innovativo che si chiama Ecodyger e che è in grado di ridurre anche del 90% il volume dei rifiuti solidi organici prodotti a bordo delle nostre navi, trasformandoli in materiale non nocivo e utilizzabile come fertilizzante biologico” ha spiegato Mattina Canevari, Energy Manager della compagnia. “Entro la fine di quest’anno tutte le unità delle nostra flotta saranno datate del sistema Ecodyger”.

Sia Verdiani sia Canevari hanno poi confermato l’impegno delle rispettive società nella riqualificazione dell’area dei terminal passeggeri (argomento su cui era focalizzato il convegno), ricordando il grande investimento sostenuto nella zona dal gruppo Msc per le nuove ‘torri’, ma lamentando l’assenza alla tavola rotonda dell’Autorità di Sistema Portuale: “Senza Palazzo San Giorgio – hanno detto – non si può implementare nessun progetto concreto di rilancio dell’area”.

SAMSø SPA REALIZZA IL RELAMPING LED DEI TERMINAL DEL GRUPPO SETRAMAR AL PORTO DI RAVENNA

RAVENNA – SAMSO SPA, Energy Service Company (E.S.Co.), ha realizzato un progetto di riqualificazione energetica dei 3 terminal del Gruppo Setramar, un’area complessiva di 370mila metri quadrati nel porto di Ravenna. L’intervento ha comportato il rifacimento dell’intero sistema di illuminazione, sia sulle aree esterne prospicienti le banchine portuali, sia all’interno dei magazzini, complessivamente sono stati installati e sostituiti 300 punti luce. I risultati ottenuti sono stati, un aumento del 20% del livello di illuminamento e una riduzione del 65% dei consumi di energia elettrica.

Il progetto è stato finanziato da Samso attraverso un’operazione di project financing, è iniziato a maggio 2017 e verrà concluso definitivamente a settembre 2018. Il Gruppo Setramar, grazie a questa operazione, realizzerà rilevanti risparmi sui consumi di energia elettrica.

Intervenire sull’impianto di illuminazione significa aumentare i livelli di sicurezza, indicati come prioritari nella diagnosi energetica ai sensi del D.Lgs 102/2014. Per l’illuminazione dei tre terminal prima dell’intervento, il Gruppo Setramar consumava oltre 1 milione di kWh all’anno. Oltre ad una sensibile riduzione dei costi, il nuovo sistema di illuminazione consente una gestione intelligente, andando a regolare l’intensità del fascio luminoso in modo differenziato nelle varie aree in base alle necessità.

Per il progetto di relamping, il Gruppo Setramar e Samso S.p.a hanno scelto lampade cut off, dotate di ottiche specifiche in grado di ottimizzare la distribuzione del fascio luminoso a terra e di impedire contemporaneamente la loro dispersione oltre la linea dell’orizzonte. Nell’impianto sono stati inoltre inseriti dispositivi di controllo wireless in grado di automatizzare, programmare e visualizzare lo stato di ogni supporto e di effettuare da remoto interventi di comando sulle luci, per monitorare i consumi ed effettuare in maniera tempestiva la risoluzione di anomalie e guasti.
“Siamo orgogliosi di aver messo a disposizione del Gruppo Setramar la nostra expertise nell’efficientamento energetico di un’area logistica portuale. – ha commentato l’AD di SAMSO, Igor Bovo – La nostra azienda ha messo a disposizione tutte le competenze tecniche per consentire al cliente, oltre il risparmio energetico e il contenimento dei consumi, anche il miglioramento dell’ambiente di lavoro e dei livelli di sicurezza. È stato possibile realizzare questo progetto grazie alla volontà del management del Gruppo Setramar, rivolto positivamente al cambiamento e al miglioramento degli standard aziendali.”

Aggiudicata la gara per la redazione del Prg di Monfalcone

TRIESTE – E’ stata aggiudicata dalla Regione Fvg la gara per l’affidamento del servizio tecnico di pianificazione, progettazione e coordinamento tecnico scientifico del Piano regolatore del porto di Monfalcone (Gorizia).
A prevalere – rende noto oggi la Regione – è stato il raggruppamento temporaneo formato da Modimar srl (mandatario), SJS Engineering srl e Archest srl (mandanti). La stipula del contratto potrà avvenire dopo 35 giorni dalla comunicazione del provvedimento di aggiudicazione, avvenuta il 29 marzo scorso.

L’amministrazione regionale terrà un incontro finalizzato alla definizione aggiornata degli indirizzi puntuali di sviluppo dello strumento pianificatorio, momento di sintesi strategica e che coinvolgerà tutti i soggetti interessati alla formazione del piano regolatore portuale. Si terrà conto delle risultanze delle consultazioni preliminari di Vas svolte con i soggetti competenti in materia ambientale, e dei recenti sviluppi che interessano il sistema portuale regionale.

ADSP del Mar Adriatico Settentrionale: approvato il bilancio consuntivo 2017

VENEZIA – Il Comitato di Gestione ha approvato all’unanimità il bilancio consuntivo 2017 dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, il primo dopo la riforma dell’Ente entrata in vigore lo scorso marzo.

L’anno si è chiuso con un avanzo di amministrazione di oltre 31,8 milioni di €, in aumento rispetto al valore di 28,6 milioni di € registrati nel 2016, con un saldo di cassa di oltre 68,4 milioni di € e con un utile di esercizio di oltre 12,7 milioni di €.Sul fronte della gestione corrente, il raffronto tra entrate e uscite registra un avanzo di parte corrente di oltre 26,9 milioni di €, che corrisponde al 55,03% delle entrate correnti (oltre 48,8 milioni di €). L’AdSP ha operato con attenzione sul fronte delle economie al fine di recuperare risorse per sostenere nuovi investimenti e per intervenire sull’indebitamento.

Nel corso del 2017 sono stati destinati per investimenti 55, 5 milioni di €, suddivisi tra realizzazione di opere per oltre 49,5 milioni di € ed escavo di canali per poco meno di 6 milioni di €.Ammonta a oltre 76,1 milioni di € il valore delle uscite in conto capitale, comprendendo gli investimenti in opere, escavi e vari interventi per lo sviluppo strategico del porto; gran parte delle coperture sono venute da fondi pubblici e grazie all’autofinanziamento. “A partire dal 2017 l’AdSPMAS ha lavorato a pieno ritmo per accrescere l’efficienza dell’Ente, come dimostra il margine derivato dalla gestione corrente, e per ridurre l’esposizione debitoria, anticipando l’eventuale futura crescita dei tassi d’interesse, in un momento socio-economico caratterizzato da incertezza e variabilità elevate – ha dichiarato Gianandrea Todesco, Direttore Programmazione e Finanza dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale ­–.

I risultati sono immediatamente visibili: sul fronte dei mutui contratti negli anni precedenti, infatti, il debito consolidato di gruppo è stato ridotto da 160 mln a 105 mln di €, con un abbattimento dell’esposizione del 31%. Tale strategia – ha aggiunto il dott. Todesco­ –­ risponde alla precisa volontà di diminuire al massimo i rischi e di liberare risorse per opere e infrastrutture che rispondano alle immediate esigenze del mercato e si completa con l’intervento sulle società partecipate, di cui si vuole rafforzare la strumentalità, ottimizzandone la gestione, in applicazione della Legge Madia”.

In termini di traffici, lo scalo portuale veneziano ha movimentato nel 2017 oltre 25 milioni di tonnellate di merci. La situazione è complessivamente stabile: il dato sintetizza la crescita del settore commerciale (+4,4%) e il calo dei settori petrolifero (-13,2% conseguente alla riconversione della raffineria Eni in bio-raffineria) e industriale (-2,1%). La composizione dei traffici risulta la seguente: 56,6% commerciale, 13,7% industriale, 30% petrolifero.

Tra gli elementi di maggiore positività si segnala una crescita del settore delle merci in colli che ha visto 410.000 tonnellate di merci movimentate in più rispetto al 2016. Il risultato riflette gli incrementi dei traffici dei Ro-Ro (+44,8% sul 2016) e dei traffici di contenitori (+1,0%). Per quanto riguarda i TEU, i traffici registrano un valore di 611.383 TEU, con una crescita dello 0,9% rispetto all’anno precedente. Si tratta del valore più alto mai registrato nel Porto di Venezia.

Crescono anche i traffici ferroviari: +2,3% in termini di carri rispetto al 2016 e +4,3% in termini di tonnellaggio, attestandosi a 91.000 carri movimentati per un totale di 2,33 milioni di tonnellate trasportate. Anche in questo caso si registra il massimo storico per numero di carri nello scalo portuale veneziano.

PORTO DI VENEZIA: 4 REATTORI IMBARCATI DAL TERMINAL TRANSPED

VENEZIA – Un trasporto eccezionale (project cargo) composto da 4 reattori “hydrotreating”, per un totale di 1.532 tonnellate complessive, è transitato in questi giorni per il Porto di Venezia con destinazione Bandar Abbas, Iran. I reattori saranno impiegati in una raffineria per la rimozione dello zolfo dal gasolio.

L’operazione in questione è stata condotta dalla società Fagioli SpA che ha coordinato, per il cliente VRV SpA, il trasporto di due reattori del peso di 232 t ciascuno con dimensioni 21,56 x 5,28 x 5,07 m, provenienti da Ornago (MB), e di due reattori da 534 t ciascuno con dimensioni 31,05 x 6,12 x 6,35 m provenienti da Marghera (VE), fino al Porto Commerciale di Porto Marghera, dove sono stati imbarcati presso il terminal Transped a bordo della nave Jumbo Kinetic dotata di 2 gru con capacità di sollevamento fino a 3.000 t totali.

“Il porto di Venezia si conferma scalo leader in Italia nel settore del project cargo – dichiara Pino Musolino, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale –. Solo nel 2017, infatti, sono stati movimentati qui oltre 850 carichi eccezionali”.

La delicata fase di movimentazione dei reattori si è svolta attraverso trasporto stradale e fluviale con partenza dal Porto di Cremona, utilizzando carrelli stradali speciali, una gru a portale con capacità di sollevamento di 500 t, chiatte e spintori fluviali di proprietà della Fagioli SpA. I due reattori più piccoli sono stati interamente costruiti nella sede di VRV SpA a Ornago (MB), mentre i due più grandi sono stati assemblati, a partire dalle virole finite, a Marghera in considerazione del fatto che le dimensioni e i pesi dei materiali in questione, infatti, non avrebbero permesso di svolgere il trasporto altrove.

“Lo scalo veneziano è il gateway ideale per i carichi eccezionali destinati a oltre 40 Paesi nel mondo e costituisce un collegamento naturale tra l’Europa e il Medio Oriente, ­– aggiunge il Presidente Musolino – grazie alla sua favorevole posizione geografica posta all’incrocio di due grandi corridoi di trasporto europei, all’assenza di rilievi montuosi nelle vicinanze, alle infrastrutture stradali e ferroviarie e all’accesso a un collegamento fluviale che mette Venezia in contatto diretto con il cuore manifatturiero della Pianura Padana. Le aziende di tutta Europa, infine, riconoscono come elementi di competitività l’elevata expertise e il know-how diffusi tra i terminalisti, i trasportatori e gli spedizionieri che operano nel nostro scalo”.

Accanto ai project cargo, anche i breakbulk cargo (merci spedite in colli ma in contenitori non standard) sono tra le specialità dello scalo veneziano che sarà, infatti, tra i protagonisti della prossima fiera dedicata al settore, “Breakbulk Europe 2018”, manifestazione che si terrà a Brema tra il 29 e il 31 maggio.

IL NAUTILUS Anno 13 N°2

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato ad Assologistica e alle idee per il futuro messe insieme dall’associazione di categoria: le commissioni interne hanno espresso i loro orientamenti in maniera dettagliata e su questo tracciato si disegnano le decisioni future. All’interno di questo numero troverete anche tante informazioni sui porti di Livorno, Piombino, Trieste, Civitavecchia, Venezia e Genova ma anche le direttive internazionali sull’utilizzo di Gnl per uso energetico e la Brexit.
poseidone danese

© 2018 il nautilus. All Rights Reserved. Performed by SC Lab