SODDISFAZIONE APM TERMINALS, DEL MONTE TORNA A VADO LIGURE

VADO LIGURE – Reefer Terminal S.p.a., la società controllata da APM Terminals che gestisce le strutture portuali dedicate a frutta e verdura e alla loro movimentazione, e Del Monte hanno siglato un accordo di collaborazione. Grazie a questa intesa, il porto di Vado rafforza così il proprio ruolo centrale nella logistica  dei prodotti deperibili per tutto il Nord Italia. Nello specifico, oggetto dell’accordo saranno soprattutto banane ed ananas, provenienti dai Paesi dell’America Latina, che arriveranno a Vado a bordo di navi portacontainer.

Il reefer terminal di Vado Ligure è il più grande terminal portuale frigorifero del Mediterraneo, con i suoi 50 mila mq di spazi dedicati allo sbarco e allo stoccaggio di ortofrutta.

“L’intesa raggiunta con un’azienda leader come Del Monte conferma la qualità dei servizi che il nostro terminal può fornire, grazie al know-how e all’esperienza acquisiti negli anni, che di fatto rendono il porto di Vado uno dei principali hub nella filiera del fresco con ulteriore ed interessanti prospettive di sviluppo” ha dichiarato Paolo Cornetto, managing director di APM Terminals S.p.a.

“Siamo convinti che la cooperazione con Reefer Terminal S.p.A rafforzerà la nostra posizione nel nord Italia e ci aprirà a nuove collaborazioni nell’area. Non potremmo essere più felici di investigare nuove opportunità di business che ci consentano di offrire sempre il meglio ai nostri clienti” ha concluso Stefano Polidori, Direttore Commerciale di Del Monte Italia.

UN MARE DI SVIZZERA, SUMMIT ITALO-ELEVETICO SUL RUOLO DEI PORTS OF GENOA

GENOVA – Un Mare di Svizzera, summit italo-elevetico sul ruolo dei Ports of GenoaGenova-Lugano, due snodi strategici sull’asse delle merci sud-nord Europa, ma specialmente le chiavi di comprensione di uno sforzo infrastrutturale senza precedenti che ha come obiettivo primario la fertilizzazione dei territori che vantano la più importante e qualificata concentrazione produttiva d’Europa. Dal Terzo Valico a Alptransit. Cosa manca ancora per un reale salto di qualità.

Mercoledi’ 14 marzo, a partire dalle 9.30, a Lugano, presso la sala conferenze del palazzo Comunale Lac, l’Autorità di sistema portuale di Genova e Savona organizza un summit Italia-Svizzera per individuare opportunità, priorità e criticità del più importante collegamento logistico del Vecchio continente.

Approvato dal CIPE il Progetto “HUB PORTUALE” di Ravenna

RAVENNA – Si è concluso l’iter autorizzativo del Progetto consegnato al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti il 18 settembre scorso e licenziato con parere positivo dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici il 15 dicembre 2017.

Il Progetto, come noto, nella sua prima fase prevede l’approfondimento dei fondali in avamporto e lungo tutto il Canale Candiano a -12,5 mt, la realizzazione di una nuova banchina per terminal container della lunghezza di oltre 1.000 mt, l’adeguamento strutturale alla normativa antisismica ed ai nuovi fondali di oltre 6.500 mt di banchine esistenti e la realizzazione di aree destinate alla logistica in ambito portuale per circa 200 ettari. Aree che saranno raccordate alla rete ferroviaria per traffico merci.

L’investimento previsto per il Progetto (I fase) è di 235 milioni di euro. Il Progetto contribuirà ad attivare altri investimenti, anche di soggetti privati, per ulteriori 300 milioni di euro, che comprenderanno la realizzazione dell’impianto di trattamento dei materiali di risulta dell’escavo, investimenti privati nella logistica, l’ulteriore approfondimento del Canale Candiano  sino a 14,50 mt, previsto nella seconda fase del Progetto, e un deposito costiero di GNL.

Il Progetto, per l’importanza quale investimento strategico per la rete logistica europea, ha ottenuto un contributo dall’Unione Europea di 37 milioni di euro, che si vanno ad aggiungere ai 60 milioni già stanziati dal CIPE, ai 120 derivanti da un mutuo della Banca Europea degli Investimenti ed a risorse proprie dell’Autorità di Sistema Portuale, e che ne garantiscono la copertura finanziaria.

L’Autorità di Sistema Portuale esprime soddisfazione per il giudizio del CIPE e ringrazia per il lavoro svolto la Regione Emilia Romagna,  il Comune di Ravenna, il Provveditorato alle Opere Pubbliche e tutti coloro che hanno consentito di raggiungere questo traguardo.
Ora il timing prevede che entro l’estate sia pubblicato il bando di gara, entro l’anno si arrivi all’aggiudicazione definitiva e nel 2019 inizino i lavori.

L’Adsp dell’Adriatico Settentrionale entra in MedPorts Association

VENEZIA – L’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Settentrionale (Venezia e Chioggia) è entrata a far parte di MEDPorts Association, l’organismo che riunisce le Autorità Portuali e gli Enti portuali Euro-mediterranei al fine di sfruttare le opportunità di un coordinamento nello sviluppo dei traffici interni e con l’Estremo Oriente.

MEDPorts persegue l’obiettivo di stabilire nuovi corridoi logistici stabili e competitivi, di individuare nuove rotte marittime al centro del Mediterraneo ben collegate con le aree interne, e di costruire una comunità economica al servizio della fluidità degli scambi commerciali.
Per il presidente dell’Authority, Pino Musolino, “il ruolo dei porti del Mediterraneo nei rapporti tra l’Europa e l’Africa e le opportunità di sviluppo delle rotte marittime in considerazione della strategia cinese Bri è sempre più cruciale.

Poter creare strategie comuni e unire le nostre forze per raggiungere questo risultato è dunque fondamentale per il nostro scalo che è già stato identificato quale terminale prioritario della ‘nuova Via della Seta’. Già oggi Venezia è collegata con una linea diretta con il Far East, la via di Marco Polo è già riaperta, possiamo solo continuare a potenziarla facendo attenzione a governare questo processo e a non subirlo.

Davanti a ingenti investimenti promessi dalla Cina, i porti del Mediterraneo possono, anzi devono, riuscire prima a fare squadra per capire quali sono le nostre esigenze di sviluppo e potenziamento infrastrutturale e poi valutare quali di queste possano essere realizzate in collaborazione con la Cina o realizzate internamente e messe a disposizione dei grandi player internazionali”.

IL PORTO DI TRIESTE CAPOFILA DI SMARTLOGI

TRIESTE – Il porto di Trieste continua ad investire nel settore della progettazione europea. Un budget di 24,7 milioni di euro, finanziato con fondi europei, e 15 nuovi progetti attivati nell’ultimo biennio.

L’ultimo nato si chiama SMARTLOGI – “Logistica transfrontaliera sostenibile e intelligente”, ed è un nuovo progetto sull’innovazione tecnologica al servizio dell’intermodalità, che vede capofila l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale.Il progetto,  che avrà una durata di 24 mesi e un budget di circa 1,3 milioni di euro, è co-finanziato dal Programma di Cooperazione Transfrontaliera Italia-Austria, ed è sviluppato in collaborazione con l’interporto di Fürnitz, l’Università di Klagenfurt, il GECT “Senza Confini”, la Regione Veneto, l’Università IUAV di Venezia ed EURAC.

Finalità del progetto sarà quella di potenziare la cooperazione sia sul piano operativo che  istituzionale, riguardante le opzioni sostenibili del trasporto intermodale, al fine di diminuirne l’impatto sull’ambiente in termini di emissioni di gas inquinanti, CO2, e rumore sull’arco alpino, lungo l’asse del Brennero e quello di Tarvisio. In particolare, il Porto di Trieste e il terminal austriaco di Fürnitz (Villacco) adotteranno una soluzione tecnologica condivisa per lo scambio di dati in tempo reale, in modo tale da rendere il trasporto ferroviario delle merci ancora più conveniente ed efficiente. Infine, sarà sviluppata una strategia replicabile anche in altri territori transfrontalieri.

Per il presidente  Zeno D’Agostino, intervenuto all’evento di lancio del progetto, SMARTLOGI è particolarmente importante perché è il primo di una nuova serie di progetti focalizzati sullo studio di soluzioni innovative nel settore  intermodale. Ambito in cui il porto di Trieste è protagonista a livello nazionale, non solo per le performance conseguite in termini di traffico: 8.681 treni  movimentati nel 2017 (+ 13,76% rispetto al 2016, +45,71% rispetto al 2015) , ma anche sul fronte degli investimenti e delle politiche di rilancio future che vedono nella ferrovia il perno dello sviluppo logistico dello scalo.

SINERGIE TRA L’AUTHORITY GIULIANA E L’ACCADEMIA NAUTICA DELL’ADRIATICO

TRIESTE – Una lezione a 360 gradi sui grandi temi di cambiamento e sviluppo che sta vivendo il porto di Trieste. Questo il focus di un incontro svoltosi ieri presso l’Auditorium di Italia Marittima, dove il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, Zeno D’Agostino, ha incontrato gli allievi ufficiali e gli Allievi tecnici superiori per la logistica dell’Accademia Nautica dell’Adriatico.

Grande soddisfazione delle cadette e dei cadetti per le opportunità che D’Agostino ha illustrato in merito allo sviluppo del cluster marittimo portuale, che in questo momento vede Trieste e il Friuli Venezia Giulia protagonisti, grazie alle ottime performance dello scalo giuliano.

Il presidente ha raccontato ai ragazzi le strategie future del porto e la sua capacità di essere motore per il territorio, al di là dei dati di traffico. “Il mare è la vocazione della nostra città – ha affermato D’Agostino – e offre un vantaggio logistico che va implementato anche attraverso l’integrazione con attività innovative ad alto valore aggiunto. Oggi il vantaggio competitivo è la conoscenza”.

Il presidente dell’Accademia Stefano Beduschi, facendo gli onori di casa, ha sottolineato l’importanza del legame con l’Autorità di Sistema Portuale, che figura tra i soci fondatori dell’istituto. A seguire, il direttore generale, Bruno Zvech, ha parlato del grande lavoro di promozione che l’Autorità sta portando avanti per avvicinare i giovani al mondo della portualità e della logistica.

A conclusione dell’incontro sono state annunciate nuove attività e collaborazioni dei due enti, tra cui l’organizzazione di uno stand comune in occasione dei 50 anni della Barcolana.

Porto di Genova: verso ok ro-ro e container al Terminal rinfuse

GENOVA – Il Comitato di gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale ha approvato l’adeguamento del Piano Regolatore Portuale finalizzato a consentire la movimentazione di ro-ro e container nelle aree dell’attuale Terminal Rinfuse, in aggiunta alle merceologie già autorizzate. Il provvedimento – spiega l’authority – è coerente con le delibere già assunte in precedenza dal Comitato di gestione ed è propedeutico al pronunciamento del Consiglio Superiore dei lavori Pubblici.

Questa modifica era stata richiesta da Trge (in cui nell’estate 2017 sono subentrati il Gruppo Spinelli e MSC rilevando rispettivamente il 44% e il 36% della società terminalistica dalla Italiana Coke di Augusto Ascheri, rimasta azionista di minoranza col 20%), che lo scorso settembre aveva ottenuto un’autorizzazione temporanea di 6 mesi per poter movimentare container e merce rotabile sui propri moli.

Il Comitato di gestione ha poi dato parere favorevole al “procedimento ricognitorio degli assetti concessori facenti capo a Centro Servizi Derna e all’ A.T.I. Messina San Giorgio”. In sostanza, questa decisione, “in coerenza con atti già deliberati dall’ex Autorità Portuale di Genova”, riporta in capo a Centro Servizi Derna (Gruppo Spinelli) un’area di circa 16.500 mq a nord di Ponte Canepa.

Il Comitato ha approvato anche il Piano triennale Anticorruzione, così come disposto da Anac. Il documento, dopo la ricognizione del “rischio corruzione” tra le varie attività dell’ente, elaborata secondo le linee guida della stessa Autorità Anticorruzione, indica le possibili azioni per prevenire il suddetto rischio essenzialmente attraverso l’innalzamento del livello di trasparenza delle procedure e con un’ulteriore digitalizzazione di atti e documenti.

Porto di La Spezia: +15,8% i container, in calo i passeggeri

LA SPEZIA – Cresce nel 2017 il traffico nel porto della Spezia, con un aumento container del 15,8% sul 2016.
La movimentazione complessiva sale a 1.473.571 Teu (di cui 1.076.773 di ‘pieni’) che “conferma il ruolo di primo piano dello scalo, al secondo posto in Italia per destinazione finale verso i mercati di produzione e consumo del nord Italia” sottolinea l’Autorità di Sistema Portuale in una nota.

Segno più sia per la movimentazione dei contenitori in export (+16,8%) sia in import (+14,8%), come positiva l’attività di trasbordo che rappresenta l’11,7% del traffico portale con 173 mila movimenti complessivi in banchina, quasi il triplo dell’anno precedente. E il porto della Spezia parla sempre di più con l’oriente: tra i mercati esteri serviti spicca l’Asia, seguita dalle Americhe.

Il 65% del mercato totale per quel che riguarda l’inland è coperto da Emilia Romagna, Lombardia e Veneto. I dati sul trasporto intermodale segnano nel 2017 movimentazioni per 127 mila carri (+6,7%) e 7500 treni (+6,4%), con la quota di trasporto ferroviario di La Spezia Container Termina al 33%, tra le più rilevanti in Italia e in Europa e che “conferma negli anni l’eccellenza spezzina in questa modalità di trasporto”. Nel 2017 sono 15,98 milioni le merci passate nel porto spezzino (+12,6%).

Il segno negativo arriva per il traffico passeggeri (-10,4%), con 455 mila crocieristi e 143 toccate navi, per la “cancellazione di alcuni scali previsti a fine anno. Il calo tuttavia dovrebbe essere recuperato, secondo le prime previsioni, nel corso del 2018″. Anno d’oro anche per il porto di Marina di Carrara con un incremento del 20,7% delle movimentazioni in banchina pari a 2.279.725 tonnellate. Il consolidamento del traffico container e rotabili, inaugurato nel 2016, vale 715.410 tonnellate di containerizzato (+60%) e 476.940 tonnellate di rotabili. Sono stati 17.810 i crocieristi in transito,+13,7% rispetto al 2016.

Porto Trieste: Serracchiani, priorità dogane, estero e sistema regione‎

TRIESTE – ”Continuare a rafforzare il rapporto con le dogane, chiarendo tutti gli aspetti che servono a far funzionare il porto franco; ‎insistere sulle fortissime relazioni internazionali che il Porto di Trieste ha tessuto con l’accompagnamento delle istituzioni, Regione in primis; convincersi pienamente del fatto che ‎Trieste è il porto di un’intera piattaforma regionale, con quattro interporti che fanno sistema”.

Queste le priorità per il futuro che la presidente del Friuli Venezia Giulia ha indicato ieri sera intervenendo a un’affollata riunione dell’International Propeller Club del capoluogo giuliano.

Riflettendo sui dati, tutti in crescita, illustrati dai maggiori operatori che fanno base sullo scalo di Trieste, Serracchiani ha sottolineato che “le Istituzioni sono importanti ma non bastano, ci vogliono anche gli operatori e a Trieste non sono mancati quelli che credono in sé stessi‎‎ e investono”.‎ La presidente ha poi deprecato “un’abitudine diffusa tra chi amministra: ‎chi arriva pensa che la prima cosa da fare sia distruggere quello che ha fatto chi è venuto prima.

Qui non è andata così, ad esempio per il Piano regolatore del porto, su cui aveva cominciato a lavorare la precedente presidenza dell’Autorità portuale e che è stata portata a termine da quella attuale. Ciò che ha chiuso il cerchio – ha confermato –  è stato il decreto del porto franco internazionale, perché è quello che ha dato la spinta a presentare il porto di Trieste nella sua unicità”.

La presidente si è quindi rivolta al sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, presente in sala, e ha detto che “non avremmo realizzato tante cose se non c’era questa capacità di parlarci fra noi. Possiamo pensarla politicamente in modo diverso ma sulle cose che servono a Trieste abbiamo messo da parte tutto il resto e ci siamo messi a lavorare‎ insieme. Dobbiamo essere consapevoli che siamo tanti mezzi e non siamo il fine”, ha concluso.‎

Porto di Savona: si imbarcano i treni per l’Algeria

GENOVA – Si imbarcheranno nel porto di Savona 17 nuovi convogli prodotti in Francia da Alstom e destinati alla rete metropolitana di Algeri. Il nuovo servizio marittimo avrà una cadenza quindicinale e proseguirà per otto mesi a un ritmo di due convogli alla volta. Il collegamento, che ha preso il via oggi, parte dal Savona Terminal Auto, recentemente entrato a far parte del Gruppo Grimaldi.

I treni, in arrivo dalla Francia, raggiungeranno lo scalo savonese viaggiando sulla linea ferroviaria e una volta arrivati nel terminal saranno caricati nella stiva della nave utilizzando la modalità di imbarco ideata dai tecnici dell’Autorità portuale nel 2008 e già collaudata in occasione di una precedente fornitura di treni della Svizzera Stadler, destinati anch’essi all’Algeria. Il sistema prevede il montaggio di piastre che uniscono il raccordo ferroviario dal ciglio della banchina al portellone della nave.

IL NAUTILUS Anno 13 N°1

In questo nuovo numero de Il Nautilus vi proponiamo uno speciale sul porto di Trieste con gli ultimi dati e provvedimenti che riguardano le recenti attività dell’Autorità di sistema. Si parla anche dei porti di Civitavecchia, Ancona, Venezia, Napoli, La Spezia, Genova, Cagliari e Porto Torres. Ma si parla anche dei risultati della manifestazione NauticSud che si è svolta a Napoli e di come vengono smaltiti i rifiuti prodotti dalle navi secondo le ultime direttive internazionali.
poseidone danese

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