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Porto di Trieste: traffico in aumento a marzo al molo VII

Traffico in continua crescita al Molo VII. I numeri  del mese di Marzo ed il primo trimestre del 2012, parlano chiaro. Si tratta per entrambi i riferimenti del migliore risultano “since ever“ per i contenitori a Trieste: rispettivamente + 22,59% per i teu confrontando Marzo 2012 e lo stesso mese del 2011 e + 22,14% per i teu confrontando il primo trimestre del 2012 e l’omologo periodo del 2011.

Le buone notizie per il terminal contenitori non finiscono qui. Il 7 Aprile infatti, al Molo VII attraccherà la MAERSK Karlskrona, la più grande nave contenitori mai arrivata nel Porto di Trieste, con  capacità fino a 7.403 teu. A maggio invece, è previsto l’arrivo della prima nave del nuovo servizio oceanico diretto che collegherà settimanalmente Trieste con i porti dell’ Estremo Oriente.

Il servizio  costituito da una partnership tra  Evergreen, Hanjin, Mitsui Orient Line e Yang Ming sarà  gestito con navi Evergreen.  “ Confermo il pieno supporto dell’Autorità Portuale – afferma il Presidente  Marina Monassi – e mio personale affinché le potenzialità che Maersk Line ed altre primarie Compagnie di Navigazione dimostrano di vedere nel nostro porto, si possano sempre più concretizzare in un’ulteriore crescita dei traffici container nelle aree del Nord Est Italia e del Centro Est Europa via Trieste”.

Porto di Ravenna: in arrivo 60 milioni di euro di fondi Cipe

Il Cipe, nella seduta di oggi, ha assegnato 60 milioni di euro per l’hub portuale di Ravenna. Verrà così finanziato il secondo dei quattro stralci del progetto preliminare, che consentirà un ulteriore approfondimento dei fondali e la realizzazione delle banchine funzionali anche alla costruzione del nuovo terminal container.

Insieme alle risorse del Cipe, il secondo stralcio sarà finanziato con altri 60 milioni dell’Autorità Portuale di Ravenna. Per l’assessore a Mobilità e Trasporti della Regione Emilia-Romagna, Alfredo Peri, «quello di oggi è un riconoscimento dell’impegno delle istituzioni. È fondamentale dare un ulteriore impulso al porto di Ravenna, per aumentare il suo ruolo nel sistema regionale e nazionale.

Il progetto è pronto – ha ribadito Peri -: si tratta di passare dalla fase della proposta a quella dell’attuazione». Il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, ha espresso «grande soddisfazione, perchè dall’avvio dell’approfondimento dei fondali dipende il futuro del porto, che è una parte fondamentale dell’economia ravennate. Un investimento – ha concluso – che è tanto più significativo in un momento difficile per l’economia come questo».

Porto di Genova: i progetti per la Piattaforma logisitica

Una pioggia di miliardi di euro, vagoni carichi di progetti, cassetti pieni di accordi, ruspe e camion al lavoro. La Liguria è impegnata a trasformarsi da striscia di terra chiusa tra le montagne e il mare in piattaforma logistica europea e ha tutte le carte per vincere la scommessa.

Deve però giocarle in tempo. L’appuntamento è intorno al 2020. Per quell’anno il progetto europeo numero 24, la linea ferroviaria Genova – Rotterdam, sarà terminato nel tratto da Rotterdam a Milano. Affacciata sul Mediterraneo, la Liguria ha dietro di sè una delle aree più produttive e ricche del mondo, la cosiddetta «Banana blu», il corridoio urbano, di forma ricurva, che si estende da Londra a Milano, coinvolgendo il bacino londinese, l’asse del Reno, e la parte occidentale della pianura padana.

Davanti ha il mare, che la collega con il Nord Africa, un mercato di 170 milioni di persone con un pil negli anni scorsi in aumento continuo, fino alla crisi politica, e la Turchia, in sviluppo impetuoso, a Est lo stretto di Suez che comunica con l’Estremo Oriente, fulcro della crescita mondiale.

Porto di Ravenna: i sindacati chiedono interventi immediati

Per il Porto di Ravenna «sono necessarie precise scelte per interventi infrastrutturali, che rendano sempre più adeguato lo scalo evitando rischi per l’occupazione, i diritti e le tutele dei lavoratori.

Va inoltre rivisto il sistema di governo dei porti, superando l’attuale sovrapposizione di interventi di enti pubblici diversi e creando il necessario coordinamento per abbattere tempi morti, attese inutili ed essere competitivi con i porti europei».

Lo affermano Filt-Cgil, Fit-Cisl e uiltrasporti, all’antivigilia dello sciopero generale della categoria trasporti in programma giovedì. I sindacati chiedono «che venga resa strutturale l’indennità di mancato avviamento al lavoro, alla stregua della cassa integrazione, e che il decreto sulle liberalizzazioni non produca effetti negativi in termini di assistenza, sicurezza, emergenza e salvataggio, oggi garantiti dai servizi tecnico nautici e alle tutele del lavoro per i dipendenti del settore».

Lo sciopero interesserà nel complesso sul territorio ravennate circa 8.000 lavoratori e nella giornata di mobilitazione una delegazione dei tre sindacati sarà ricevuta, alle 12, dal Prefetto di Ravenna. Lo sciopero si svolgerà con modalità diverse a seconda dei comparti.

I lavoratori della Cooperativa portuale, dei terminal e delle aziende che garantiscono i servizi tecnico nautici del Porto e i dipendenti dell’Autorità portuale si asterranno dal lavoro per le ultime due ore del turno (in coerenza con le normative vigenti in tema di servizi essenziali).

Stessa modalità sarà attuata per il facchinaggio. Per quanto iguarda l’autotrasPorto e il trasPorto pubblico di persone, lo sciopero sarà effettuato nelle ultime quattro ore del turno.

Porto di Trieste: richiesta stato d’emergenza per eccezionali avversità atmosferiche

L’Autorità Portuale di Trieste ha chiesto alla Regione Friuli Venezia Giulia lo stato di emergenza a causa delle eccezionali avversità atmosferiche che hanno colpito  lo scalo giuliano nel periodo intercorrente tra il 2 ed il 12 febbraio.

“La quantificazione dettagliata dei danni è in corso, – afferma la Presidente Monassi  – ma la temperatura che costantemente si è mantenuta sotto lo zero ed il vento pressoché continuo con raffiche di bora che hanno raggiunto i 187/km all’ora,

hanno paralizzato completamente l’espletamento di tutte le operazioni portuali, causando gravi ed ingenti danni al patrimonio portuale, sia infrastrutturale (apparecchi di sollevamento, banchine, segnaletica) sia immobiliare (magazzini portuali, tettoie, edifici vari)”.

Clini: limite di 40mila tonnellate per le navi in transito a Venezia

Il limite delle 40mila tonnellate di stazza per le grandi navi in transito nel bacino San Marco a Venezia è «una delle ipotesi» su cui sta lavorando il ministro dell’Ambiente Corrado Clini.

A margine dell’incontro della delegazione Ocse a Cà Farsetti, sede del Comune di Venezia, Clini ha spiegato: «Questa è una delle ipotesi sulle quali stiamo lavorando, tenendo conto della proposta dall’Autorità portuale di Venezia.

La tempistica dipende dalla realizzazione delle infrastrutture necessarie, nel frattempo dovremo adottare delle misure cautelative che consentiamo progressivamente di ridurre il rischio».

Il ministro è poi tornato a parlare del decreto che potrebbe vedere la luce a giorni per disciplinare il transito dei giganti del mare nelle acque territoriali. «Il decreto – ha aggiunto – fissa delle regole generali per tutto il territorio nazionale, per tutte le acque territoriali.

Poi abbiamo delle misure specifiche che saranno di responsabilità delle autorità competenti, perciò la Capitaneria di Porto e le Autorità Portuali».

Porto di Trieste: collaborazione tra Authority e TTP

Il Presidente dell’Autorità Portuale di Trieste Marina Monassi durante l’Assemblea odierna della Trieste Terminal Passeggeri ha voluto esprimere un sentito ringraziamento al Presidente Gianfranco Gerini, complimentandosi anche per gli ottimi risultati raggiunti dalla TTP sotto la sua attenta e competente guida, sempre in sintonia con le linee concordate.

Le sinergie attivate in situazioni eccezionali come ad esempio in quella recente che ha visto l’arrivo in contemporanea di 4 unità da crociera, l’avvio di un tavolo di lavoro convocato in Autorità Portuale per la gestione e l’accoglienza tra aprile e novembre 2012 di oltre 150 mila passeggeri, necessitano di una completa  e fattiva collaborazione sul campo, per garantire gli alti standard di servizio offerti ad armatori e crocieristi da un lato ed alla città di Trieste dall’altro.

In tal senso e vista la prossimità dell’approvazione del bilancio relativo all’esercizio 2011 – continua la lettera inviata dal Presidente Monassi a Gerini –  “le raccomando di lavorare in uno spirito di fattiva ed attiva collaborazione con i consiglieri di amministrazione, nominati oggi in rappresentanza del nuovo Socio Tami, affinché si continui a portare avanti con successo la linea sinora seguita per ciò che attiene alla parte operativa dell’attività svolta della Trieste Terminal Passeggeri”.

Porto di Venezia: Comitato chiede giurì internazionale per navi crociera

Dopo l’incidente della nave Costa, per Venezia serve un giurì internazionale su crocerismo e portualità.

Il Comitato No Grandi Navi di Venezia si affianca alla linea di Sandro Trevisanato, presidente della Venezia Terminal Passeggeri, nel ritenere che la soluzione ai danni e ai rischi che la città e la laguna subiscono per la presenza del porto «non possa essere trovata da tre persone chiuse in una stanza, per quanto autorevoli e competenti come il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, il presidente dell’Autorità portuale, Paolo Costa, il sindaco, Giorgio Orsoni».

Per il Comitato, «le decisioni vanno prese dai cittadini, alla fine di un percorso democratico e partecipato». Si dice peraltro contrario alle proposte sul tavolo in questi giorni – lo scavo del canale Contorta Sant’Angelo e la Marittima 2 a Pellestrina, nei cantieri del Mose a Malamocco – «perchè incrementano anzichè ridurre il crocierismo, perchè devastano la laguna e portano il Canale dei Petroli nel cuore della città, perchè mantengono in laguna e a Venezia tutte le criticità, perchè scommettiamo che nella parte almeno di Malamocco sono fumo negli occhi».

«Trevisanato è sicuramente contrario perchè vuole invece che le cose restino come stanno, ma pazienza – spiega Silvio Testa, portavoce del Comitato – un pezzo di strada possiamo farla assieme». Testa si dice contento che si facciano studi seri, autorevoli, credibili su tutti gli aspetti della portualità, «a cominciare da una bella analisi dei costi e dei benefici del crocierismo, mettendo nel conto come mai è stato fatto finora i danni ambientali, sanitari, sociali, sulla morfologia lagunare e sulla struttura della città della presenza delle grandi navi».

Porto di Genova: non teme concorrenti

Alla banchina Calata Sanità di Genova, il 23 gennaio 2012, ha attraccato una nave fra le più grandi ospitate dal terminal container ligure della Sech. Si tratta della “Humber Bridge”, nave costruita nel 2006, battente bandiera panamense, proveniente da Port Said e diretta a Barcellona; di 100.000 tonnellate di stazza lorda, lunga 336 metri e larga 45,8  che con grande professionalità di piloti ed ormeggiatori è stata posizionata alla banchina con grande successo.

L’arrivo della “Humber Bridge” ha segnato il punto di svolta, esame e verifica per il terminal Sech, dopo la  riqualificazione delle gru e l’opera di dragaggio effettuati per poter ospitare navi fino a 10.000 Teu. Sech, Southern European Container Hub, fondato nel 1993, quando presidente dell’A.P. genovese era Roberto D’Alessandro, oggi conta  il gruppo Finsea di Luigi Negri, insieme alle famiglie Cerruti, Schenone e Magill; una parte del terminal è inoltre controllato da Sinport, ora una filiale del global carrier container PSA di Singapore, che mantiene la maggior parte del Voltri Terminal Europe.

La nave fa parte della nuova strategia messa a punto dall’alleanza tra le compagnie asiatiche per il nuovo servizio in/out Mediterraneo; infatti, la “Hamber Bridge” sostituirà le quattro navi da 6.200 teu che fino a ieri servivano il Mediterraneo. Per i primi tre mesi del 2012, le navi del servizio principale in Italia interesserà solo il porto di Genova, mentre il porto di Livorno, limitato dai dragaggi, servirà solo navi da 5.500 teu.

Successivamente, da marzo ad aprile, questa linea sarà servita da navi da 9/10.000 teu. Per sottolineare l’evento, è stato consegnato al comandante della nave il crest del Sech alla presenza dell’Ammiraglio Felicio Angrisano. Grandi sfide si preparano per competere con questi traffici.

Abele Carruezzo

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Porto di Trieste: i risultati di Alpe Adria

L’Autorità Portuale di Trieste – nell’ambito delle competenze istituzionali previste dall’art. 6, comma 6, L. 84/94, ulteriormente ribadite sul piano strategico dal recente decreto “salva Italia” (artt. 46 e 47) del Governo nazionale – ha proceduto ad una verifica puntuale delle attività svolte dalla partecipata Società Alpe Adria in ordine allo sviluppo dei collegamenti intermodali da e per il porto di Trieste.

A tale fine, nel corso di un incontro operativo tra la Presidente dell’Autorità Portuale di Trieste, Marina Monassi e l’Amministratore Delegato di Alpe Adria, Antonio Gurrieri, si è fatto il punto sui risultati del 2011 e sono state tracciate le linee per il mantenimento dei prodotti strategici e l’avvio delle nuove iniziative in linea con la politica comunitaria sui grandi corridoi del “core-network” TEN-T.

Nel 2011 il trasportato complessivo di Alpe Adria ha superato i 211.000 TEUs, con un incremento del 17% rispetto al 2010, dato sostanzialmente in linea con le previsioni del “Piano Operativo” a suo tempo approvato dagli Organi di Alpe Adria.
Il risultato economico in termini di fatturato si è attestato attorno ai 32 milioni di Euro, con una crescita pari al 24% rispetto al 2010, indice che evidenzia anche un significativo recupero sul piano della remuneratività dei servizi ed un miglior rendimento nel rapporto con le risorse investite.

I prodotti attualmente in esercizio (v. all. tabella) coprono quasi l’intero arco dei collegamenti sul mercato nazionale ed internazionale del porto di Trieste, operati direttamente dalla Società e, per i mercati esteri consolidati, in joint con altri operatori logistici ed in sinergia con il Terminal Contenitori di Trieste.

Per quanto riguarda le iniziative di gestione ed avvio dei servizi intermodali per il 2012 – che sulla scorta dei mezzi finanziari da investire impegnati nella legge Finanziaria regionale 2012-2014 potranno essere assicurati su base annua – l’Autorità Portuale di Trieste ha fissato il criterio prioritario che Alpe Adria dovrà seguire nella sua attività operando con soggetti in grado di garantire volumi utili a sostenere la regolarità dei prodotti, nonché un alto indice di saturazione dei convogli mediante impegni di acquisto di treni completi bilanciati e/o di spazi treno proporzionalmente significativi, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente il rapporto costi/ricavi ed ottimizzare l’impiego delle risorse.

Relativamente alle nuove iniziative, di particolare rilievo sono il ripristino del collegamento con Milano, attuato mediante l’estensione “on cargo inducement” dei servizi su Padova e, sul mercato internazionale, l’avvio del collegamento a lungo raggio Trieste-Rostock, lungo la direttrice del Corridoio 1 (Adriatico-Baltico) del “core-network” TEN-T.

Questo ultimo prodotto è previsto realizzarsi attraverso un percorso graduale attuato, in una prima fase, mediante l’aggregazione di tre segmenti operativi Trieste-Villach, Villach-Wels e Wels-Rostock e viceversa, con una resa complessiva intorno alle 65 ore e, successivamente, con l’integrazione del primo e del secondo segmento (Trieste-Wels diretto) per completarsi attraverso l’ulteriore integrazione del terzo segmento (Trieste-Rostock), raggiungendo una resa finale intorno alle 36 ore.

L’altro comparto strategicamente rilevante è rappresentato dal consolidamento e sviluppo dei collegamenti intermodali terra-mare da estendere progressivamente all’intero bacino Nord Adriatico, con particolare attenzione al versante costiero orientale dell’Adriatico, a servizio dell’intera area balcanica; fattore quest’ultimo determinante per poter prospettare ai grandi operatori dello shipping l’utilizzo dello scalo di Trieste quale hub di interscambio per i flussi del traffico in uscita ed in entrata dal Mediterraneo (via Suez) da/per i mercati emergenti dell’Europa Centro-Orientale.

Si sta inoltre valutando l’ipotesi di poter integrare il pacchetto dei servizi intermodali offerti da Alpe Adria ai clienti armatori, mediante l’inclusione di altri prodotti complementari, in linea con le potenziali aspettative del mercato e con l’obiettivo soprattutto di contenere la concorrenza dei vicini scali esteri.

IL NAUTILUS Anno 7 N°2

nuovo numeroIn questo numero uno speciale sulle Lame pugliesi e la procedura che porta il solco erosivo a diventare baia. All'interno un approfondimento sulle norme allo studio dell'Unione europea per combattere la pirateria, le rotte liguri che portano a Rotterdam, il valore di un porto rapportato al costo dei servizi, le regole del federalismo applicate alla portualità, un'intervista esclusiva a Claudio Guerrieri sulla situazione del comparto nautico nella provincia di Lucca, la stagione crocieristica dei porti del Nord Sardegna, un resoconto dell'Authority di Ancona e i progetti di Massidda per il porto di Cagliari.
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