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“Portualità, bonifiche, ambiente e infrastrutture al servizio dello sviluppo”: giovedì alla Fiera del Levante

BARI – Giovedì 14 settembre alle ore 10.00 nella sala n. 1 del Centro  Congressi della Fiera del Levante si terrà una conferenza dal titolo: “Portualità, bonifiche, ambiente e infrastrutture al servizio dello sviluppo”.
L’iniziativa, organizzata dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, in collaborazione con Ferrara Fiere Congressi,  Fiera Del Levante, Remtech, Coast, Bologna Fiere, intende costituire un significativo momento di confronto su tematiche di strettissima attualità; nel corso del quale esperti di caratura nazionale si consulteranno sulle tecnologie più avanzate per gestire e tutelare l’ambiente, la costa e il mare.

“I tempi sono cambiati- commenta il presidente dell’ADSP, professor Ugo Patroni Griffi-  se alcuni decenni fa l’obiettivo prioritario era raggiungere lo sviluppo economico a qualunque costo, anche a quello di depauperare e degradare irreversibilmente le risorse ambientali, oggi la mission principale è quella di assicurare la sostenibilità ambientale.  Ciò significa soprattutto che il dicotomia tra salvaguardia ambientale e sviluppo economico è stato ormai definitivamente superato e che anzi i due obiettivi sono intimamente correlati.”

“Specificatamente, nel settore della blue economy- conclude il presidente- il monitoraggio ambientale, i dragaggi, la gestione dei sedimenti, le attività portuali e la protezione delle coste rappresentano sfide ormai improcrastinabili che impongono un’azione decisa e mirata da parte di tutti gli attori protagonisti.”

Porto di Venezia: finanziate 5 borse di studio dell’ITS Marco Polo in logistica portuale

VENEZIA – Al porto di Venezia il biennio formativo 2017-2019 parte sotto i migliori auspici: si rinnova l’offerta formativa dell’ITS in “Tecnico Superiore per la Mobilità Internazionale delle Merci e delle Persone in ambito marittimo-portuale e aeroportuale”, che ha dato molta soddisfazione sotto il profilo dell’inserimento nel mondo del lavoro con più della metà degli allievi assunti già a fine stage.

Per il prossimo anno, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale ha ritenuto di premiare i ragazzi più meritevoli mettendo in palio 5 borse di studio a copertura dell’intera quota di partecipazione al percorso ITS, per un investimento complessivo di 6000 euro.

La Fondazione ITS Marco Polo propone due percorsi formativi post diploma: “Tecnico Superiore per la Mobilità Internazionale delle Merci e delle Persone in ambito marittimo-portuale e aeroportuale” e “Tecnico superiore per la gestione e conduzione dei mezzi ferroviari”. Entrambi i corsi della durata di 2 anni, prenderanno il via ad ottobre 2017 e prevedono il 50% di ore in aula e le restanti in tirocini in azienda. Le selezioni sono già aperte (www.itsmarcopolo.it).

L’offerta formativa del Porto di Venezia è completata anche dai corsi professionalizzanti messi a punto dal CFLI Consorzio di Formazione Logistica-Intermodale, che da oltre 10 anni offre opportunità di lavoro a giovani e meno giovani, contribuendo a supportare le esigenze formative nel settore della logistica portuale.

“Un investimento sui giovani, un investimento sul futuro del porto. I corsi attivati dall’ITS Marco Polo hanno ottenuto il doppio risultato di contribuire alla formazione ragazzi del territorio ma anche di inserire nel mondo del lavoro nuove figure professionali capaci di accompagnare la crescita e lo sviluppo del porto di Venezia negli anni a venire. Con questo piccolo, ma importante, investimento vogliamo contribuire a fare dello scalo e delle imprese che lo animano il nuovo cuore pulsante dell’economia veneziana trattenendo (o attirando) a Venezia i migliori talenti”, ha dichiarato Pino Musolino presidente del Porto di Venezia.

Per scoprire tutte le opportunità formative, è stato organizzato un incontro che si terrà il prossimo giovedì 7 settembre alle ore 18.30 presso la sede di CFLI situata nel Waterfront antico, all’interno del cd. “Magazzino 16”, il primo ad essere stato riqualificato dopo l’abbattimento del muro di Santa Marta nel 2000.

Nell’occasione saranno presentati i due nuovi percorsi ITS e le opportunità offerte dai percorsi formativi di CFLI. All’incontro di presentazione, rivolto ai ragazzi che hanno terminato le Superiori e anche a Studenti Universitari che intendono specializzarsi nel campo della logistica, saranno presenti anche “ex allievi” dell’ITS e esponenti di imprese che porteranno la loro testimonianza e risponderanno a alle curiosità dei partecipanti e alle domande delle famiglie.

La seconda fase dei porti italiani è iniziata

ROMA – Una volta confermato l’indirizzo geo-politico della riforma Delrio dal “parlamentino” dei presidenti delle Autorità di Sistema Portuale, il Governo Gentiloni accelera e conferma la seconda fase di attuazione del proprio programma. I porti vanno rivisitati nelle loro funzioni operative e ri-classificati in tre categorie tali da giustificare la strategia centralizzata economico-marittima della nostra penisola.

Il Consiglio dei Ministri, su proposta di Maria Anna Madia, ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, ha approvato le nuove disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 169, sulla riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le autorità portuali. I porti italiani sono ri-classificati in tre categorie: categoria I riguardano  i porti o specifiche aree portuali, finalizzati alla difesa militare e alla sicurezza dello Stato; alla categoria II appartengono i porti, o specifiche aree portuali, di rilevanza internazionale e nazionale, rientranti nelle Autorità di Sistema Portuale (AdSP); mentre nella categoria III rientrano i porti, o specifiche aree portuali, di rilevanza interregionale e regionale. Sostanzialmente, le funzioni dei porti italiani non sono più classificate in base ad un codice, ma stabilite dal loro piano regolatore, al fine di rendere più snelle le modifiche di utilizzo delle aree portuali rispetto ai cambiamenti dei traffici marittimi.

Pare che si voglia dare una decisa flessibilità sull’utilizzo di aree portuali, ma in realtà sarà più complicato perché sarà un “piano regolatore portuale” a decidere sulle funzioni e conosciamo tutti l’iter amministrativo con cui detti piani vengono elaborati, compilati ed approvati. Quanto tempo s’impiegherebbe per trasformare un’infrastruttura portuale alle esigenze di mercato e di traffico marittimo? Una strozzatura portuale del 1800, obsoleta e non più consona all’evoluzione tecnologica delle navi, può ancora decidere quali navi possono attraccare a determinate banchine? E un porto, pur appartenendo a un’AdSP, e avendo anche una funzione militare importante per il nostro Paese, potrà rispettare l’altra funzione, cioè quella commerciale e del diporto nautico di lusso? Interrogativi che il decreto non risolve.

Infatti, il Governo Gentiloni ha tenuto conto solo del riparto delle competenze costituzionali tra Stato e Regioni e la ri-classificazione dei porti va in questa direzione: distinzione tra porti nazionali e regionali, con la conseguente ripartizione degli oneri relative alle spese infrastrutturali. In più, il decreto prevede l’adeguamento delle funzioni del Presidente delle AdSP in materia di governance del lavoro portuale. Al Presidente dell’AdSP sono trasferite le funzioni che prima erano svolte dall’Ente gestore e l’estensione ai membri del Comitato di gestione dell’AdSP delle disposizioni vigenti in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico.

Le nuove norme prevedono anche che il Presidente dell’AdSP adotti il “piano” dell’organico del porto dei lavoratori delle imprese, articoli 16, 17 e 18 della legge 84/94, tenendo conto dei piani d’impresa, degli organici e della domanda di lavoro. Il Presidente dovrà garantire misure politiche di governance per migliorare i fattori di criticità del mercato del lavoro tramite un piano strategico che sostenga il reddito ai lavoratori, accompagnandoli per un massimo di cinque anni, nel rispetto delle leggi previdenziali; il piano dovrà prevedere anche formazione professionale, riqualificazione e/o riconversione del personale interessato. Se questa è la “rotta”,occorrerà impegno a poterla seguire.

 

Abele Carruezzo

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Porto di Taranto: costituita la Taranto Port Workers Agency

TARANTO – È stata costituita la Società Taranto Port Workers Agency Srl, agenzia per la per la somministrazione del lavoro in porto e per la riqualificazione professionale (transhipment) prevista dal D.L.29 dicembre 2016, n. 243 convertito con modificazione in legge n.18/2017.

La Società – partecipata unicamente dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio – avrà come oggetto e scopo sociale l’attività di supporto alla collocazione professionale dei lavoratori del porto di Taranto. Con l’atto costitutivo odierno è stato, altresì, nominato l’Amministratore Unico della Società, il Dott. Gianfranco Labate.

La neocostituita società si occuperà in via prioritaria dell’iscrizione del personale in esubero in un apposito elenco che costituirà il registro dei lavoratori che saranno coinvolti nel processo di riqualificazione professionale e ricollocazione presso le imprese operanti in ambito portuale. Come previsto dalla Legge, sarà riconosciuta agli stessi una indennità di mancato avviamento.

Come noto, l’Agenzia avrà lo scopo di sostenere l’occupazione, accompagnare i processi di riconversione industriale delle infrastrutture portuali e evitare grave pregiudizio all’operatività ed all’efficienza portuale, tramite attività di supporto alla collocazione professionale dei lavoratori iscritti nei propri elenchi.

Accordo tra ADSP e Marina Militare su una parte dell’area del Deposito ex POL di Brindisi

BRINDISI – E’ stato siglato ieri, 1 settembre, a Taranto l’accordo procedimentale tra il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (ADSP), professor Ugo Patroni Griffi, e il Comandante Marittimo Sud, Ammiraglio di Squadra Eduardo Serra, per l’impiego di una parte del deposito combustibili ex POL di Brindisi.

Con questo accordo l’Ente portuale potrà impiegare una zona del deposito combustibili della Marina Militare di Brindisi, avviando il completamento del circuito unico doganale che consentirà la velocizzazione del trasferimento delle merci e delle persone, a beneficio sia delle operazioni portuali sia della viabilità urbana.

“Abbiamo così raggiunto un grandissimo risultato, perseguito da tanto tempo, -commenta il presidente Patroni Griffi- che ci permetterà un’azione programmatoria di definizione del circuito unico portuale. Un’azione già impressa fortemente con il recente collegamento viario tra Costa Morena Ovest e Sant’Apollinare.”“Non da meno, – conclude il presidente-interverremo sul recupero dell’area a terra del deposito ex POL che, data la sua riconosciuta caratterizzazione di pregiata cerniera urbana, sarà oggetto di ampi e approfonditi momenti partecipativi con la città.”

Quest’accordo rientra in un più ampio progetto per la cessione definitiva del Deposito ex POL, il cui finanziamento è stato di recente approvato nella seduta del 10 luglio scorso dal Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE).

Venezia Terminal Passeggeri, bilancio al 31/5 stabile

VENEZIA – L’Assemblea degli azionisti di Venezia Terminal Passeggeri ha approvato il bilancio di esercizio al 31 maggio 2017, confermando un fatturato che si è assestato a 33,66 mln di euro, in sostanziale allineamento rispetto ai 33,73 mln di euro dell’anno precedente.

L’Ebitada è salito a 10,19 mln di euro contro i 9,70 mln di euro dell’esercizio precedente (+6,46%). Il risultato operativo al 31 maggio 2017 si è attestato a 5,61 mln di euro, in crescita (+14,4%) rispetto ai 4,90 mln di euro al 31 maggio 2016. Il risultato ante-imposte è pari a 5,49 mln di euro, in aumento (+18%) dai 4,66 milioni di euro del periodo 2015-2016.

Infine, l’utile netto di Vtp si è attestato a 3,86 milioni di euro, con una crescita del 22% rispetto al precedente esercizio (3,166 milioni di euro).

Riforma Delrio sui porti: inizia la seconda fase?

ROMA – Per la prima volta, martedì cinque settembre prossimo, si riunirà il cd “parlamentino” dei presidenti delle Autorità di Sistema Portuale. La strategia sarà quella voluta dal Ministro Delrio e cioè confrontare e trasformare i vari piani triennali locali in un “sistema portuale” nazionale. Stabilire a livello ministeriale le varie funzioni portuali degli scali nazionali: passeggeri, industriali, energetici e mercantili, oltre a quelli ro-ro e container.

Questo ha sempre declinato a livello ministeriale: “tutti i porti non possono operare in tutte le valenze con tutte le funzioni”; si dovrà dimenticare la geografico – economica  “polifunzionalità” di tanti porti italiani, perché si passerà alla “funzionalità” ministeriale.  Il parlamentino dei presidenti discuterà della specializzazione di alcuni porti rispetto ad altri, la rete dei collegamenti ferroviari e stradali per la intermodalità al fine di ottimizzare la logistica, oltre alle priorità degli investimenti pubblici.

Settembre porterà queste novità e forse darà un’accelerazione per avviare la seconda fase, ultima, della riforma portuale. E mentre già si discute sull’importanza di alcuni porti rispetto ad altri, molte AdSP sono ancora alle prese con il completamento della loro governance, ribaltando sui media “nomi” di possibili tecnici  locali, regionali e nazionali.

E intanto, il porto che lavora e che opera esorta il Ministro Delrio a portare a termine la prima fase della riforma, come avviare realmente lo Sportello Unico Doganale. Confetra, la Confederazione Italiana dei Trasporti e della Logistica, in una nota, ha esortato il governo ad avviare lo Sportello Unico Doganale, già previsto dal decreto 169/2016. Il presidente di Confetra, Marcucci, afferma che lo sportello dovrà essere competente su tutti i controlli in import/export delle varie amministrazioni (sanitari, fitopatologici, veterinari); operazioni da svolgere contemporaneamente e nello stesso luogo con tempi certi: un’ora per i controlli documentali e cinque ore per quelli fisici.

A oggi tutto è ancora fermo! Per Confetra, l’avvio dello sportello contribuirebbe al recupero di quei traffici destinati all’Italia, che oggi arrivano tramite porti stranieri, per un valore stimabile intorno ai dieci miliardi di euro l’anno. Si spera che il tavolo di partenariato della risorsa mare faccia un’attenta analisi degli scali italiani e che il tavolo nazionale di coordinamento sia capace di leggere in maniera super partes le caratteristiche di uno scalo, senza le inevitabili intrusioni e/o manomissioni politiche.

 

Abele Carruezzo

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Authority del Mar Tirreno Settentrionale: il Comitato di Gestione si insedia il 4 settembre

LIVORNO – E’ stata convocata per il 4 settembre prossimo la prima seduta del Comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno settentrionale.Il Comitato è stato convocato in composizione provvisoria con i membri designati dalla Regione Toscana, dal Comune di Piombino e dalla Direzione marittima della Toscana.

Il Sindaco di Livorno, infatti, pur avendo  il TAR Toscana respinto la sua richiesta di sospensiva, ha reiterato la propria designazione non ritenendo di indicare un diverso componente di sua competenza, conforme allo spirito e alla lettera della legge di riforma, così come richiesto dalla nota dell’Adsp non sospesa dal TAR.

Il Ministero vigilante ha formalmente assicurato, in pendenza della decisione di merito del TAR,  circa la legittimità della costituzione del  Comitato con i componenti le cui designazioni sono state accolte e che rappresentano la maggioranza dell’organo collegiale, nonché circa la piena operatività dell’organo medesimo. A  seguito del recente insediamento del Collegio dei revisori dei conti, avvenuto il 25 u.s., la governance dell’AdSP può quindi considerarsi completa.

Siglata la collaborazione tra i porti di Trieste e Shizuoka

TRIESTE – L’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico orientale e la prefettura di Shizuoka (Giappone) hanno siglato a Trieste un protocollo di collaborazione tra gli scali di Trieste e di Shimizu che è stato negoziato per quasi un anno e favorito dalla Regione Friuli Venezia Giulia.

Per l’Autorità portuale triestina – riferisce la Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia con una nota – la firma è stata apposta dal presidente Zeno d’Agostino, alla presenza del vicepresidente del Friuli Venezia Giulia, Sergio Bolzonello ,e di un’ampia delegazione della Prefettura giapponese guidata dal vicegovernatore Takashi Namba.

La firma di oggi fa seguito alla missione in Giappone guidata nell’ottobre 2016 dallo stesso Bolzonello, caratterizzata da una fitta serie di incontri su varie direttrici.

Porto di Genova: l’agenda autunnale dell’Authority

GENOVA – Nei primi 5 mesi di operatività dell’Authority sono stati definiti dal Comitato di gestione molti dossier avviati dalle precedenti gestioni: concessioni demaniali nel Bacino di Sampierdarena, assegnazione della concessione per la gestione dei 5 Bacini di carenaggio di Genova, assegnazione delle aree industriali ex Piaggio, programmazione, finanziamento e sblocco dei lavori e delle progettazioni per il prossimo triennio, tra cui la Piattaforma di Vado Ligure, la nuova Torre Piloti e la Diga Foranea di Genova.Con riferimento alle società partecipate, è stata definita la composizione dei CdA delle principali aziende tra cui l’Aeroporto, Porto Antico e VIO.

Inoltre, sono stati adottati tutti i principali strumenti di funzionamento dell’Ente: bilancio di previsione 2017, consuntivi 2016, pianta organica, funzionigramma, Piano Operativo Triennale 2017-2019, Organismo indipendente di Valutazione, Regolamento con i criteri per il reclutamento del personale, primi Avvisi per la selezione di dirigenti nelle aree tecnica e demaniale, allestimento del nuovo sito internet.

Anche grazie a queste misure di rafforzamento interno, a partire dai primi di settembre gli sforzi dell’Authority si concentreranno sulla adozione dei provvedimenti amministrativi di attuazione delle predette decisioni del Comitato di gestione, sulla assegnazione degli spazi della Darsena nautica, sulla definizione delle iniziative di riqualificazione dei water front portuali di Genova, Savona e Vado d’intesa con la Regione e con i Comuni.

Infine, particolare attenzione verrà posta sul monitoraggio delle progettazioni e dei lavori nell’ambito del sistema portuale relativi sia alle opere a mare sia alle infrastrutture di accessibilità via terra.

IL NAUTILUS Anno 12 N°2

BRINDISI - Lo speciale di questo nuovo numero de Il Nautilus è dedicato al porto di Trieste che, tra cambiamenti già effettuati e progetti con finanziamenti in arrivo, sta mutando la sua fisionomia e crescendo come scalo in Adriatico. Accanto a queste novità sullo scalo ci sono anche quelle che riguardano i porti di Livorno, Porto Torres, Savona, Cagliari, Ancona e Bari. In questo numero troverete anche un’intera pagina dedicata alla fiscalità legata al mondo del diportismo con gli aggiornamenti sulle ultime modifiche alle leggi.
poseidone danese

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