Napoli -Tunisia, nuove opportunità di sviluppo commerciale e turistico-Inaugurata alla Stazione Marittima mostra fotografica

8 maggio mostra fotografica: Tunisia-Napoli. Unite dal Mar Mediterraneo

TUNISIA – NAPOLI: unite dal mar Mediterraneo

Napoli rappresenta da sempre il collettore naturale di tutte le civiltà del bacino del Mediterraneo ed in particolar modo la sua Stazione Marittima ed il suo porto sono lo snodo principale dei collegamenti tra l’Italia ed i paesi dell’intero bacino.
Purtroppo, le note vicende degli ultimi anni, hanno limitato notevolmente gli scambi commerciali e turistici con i Paesi del Mediterraneo meridionale, favorendo maggiormente quello occidentale.

La mostra di oggi, col suo carattere culturale e sociale, è il primo e deciso passo verso l’apertura ai collegamenti col Mediterraneo meridionale ed il nord Africa, area che da sempre rappresenta un punto di forza notevole per lo sviluppo del Porto di Napoli.
La Tunisia, in particolar modo,  oltre a rappresentare un’importante destinazione turistica, è da sempre stata legata all’Italia proprio attraverso la città di Napoli ed importanti sono sempre stati i flussi di traffico tra le due Nazioni.

Con questo evento si pongono le basi affinché, oltre al traffico commerciale, sempre importante e costante, possa riprendere in maniera altrettanto consistente anche il traffico turistico e crocieristico e si favorisca il consueto clima di collaborazione ed amicizia.

Terminal Napoli S.p.A. è una società per azioni partecipata da: Alilauro S.p.A., Costa Crociere S.p.A. Marinvest S.r.l., MSC Crociere S.p.A., Royal Caribbean Cruise Line LTD.
Terminal Napoli S.p.A. gestisce in tutte le sue attività la Stazione Marittima di Napoli, edificio monumentale fondato nel 1936 e posto nel cuore della città, proprio di fronte Piazza Municipio ed ai piedi del Maschio Angioino.

La posizione centrale ha favorito lo sviluppo della struttura che oggi ospita anche un Centro Congressi d’eccellenza, uno Shopping Center ed un Centro Servizi, attività uniche per un Terminal Crocieristico del Mediterraneo.
Terminal Crocieristico

Il terminal crocieristico include tutti i moli in prossimità della Stazione Marittima. Garantisce  quotidianamente accoglienza e assistenza per migliaia di passeggeri, gestendo operazioni di imbarco/sbarco e transito.

Dichiarazione Presidente Pietro Spirito

“L’inaugurazione della mostra fotografica “Tunisia-Napoli. Unite dal Mar Mediterraneo”, è un’occasione preziosa per il porto di Napoli e per l’intera nostra comunità, per diverse ragioni: perché innanzitutto rafforza la nostra idea di porti come spazi aperti, come luoghi di incontro di culture diverse; e poi perché stabilisce e consolida relazioni con la Tunisia, Paese cui siamo legati da scambi non solo di natura commerciale.

Occasioni come questa servono anche simbolicamente a ricordare che il nostro mare deve unire le sponde dei Paesi che vi si affacciano. La mostra del fotografo napoletano Gigino Nostrale racconta la Tunisia come uno Stato giovane e vivo, ricco di tradizioni, proiettato verso un futuro da costruire. Il nostro ruolo, come Ente di governo del sistema portuale campano, deve essere quello di contribuire alla creazione di una rete interconnessa che serva a creare le condizioni per incrementare scambi culturali e commerciali, costruendo la piattaforma su cui innestare relazioni proficue tra porti e tra Paesi.

E’ questo uno degli obiettivi della iniziativa promossa assieme al Consolato di Tunisia a Napoli. Continueremo a lavorarci nei prossimi mesi. L’attenzione verso i Paesi del Nord Africa è uno dei punti della nostra strategia di sviluppo, per le potenzialità delle due sponde che, affacciate sul bacino del Mediterraneo, vedono l’attraversamento di un quinto dell’intero traffico marittimo mondiale, con le connesse opportunità di crescita economica ed occupazionale.”

Tunisia – Napoli : unite dal Mar Mediterraneo  la mostra fotografica, visitabile dal 3 maggio presso il Terminal del porto di Napoli, e che verrà ufficialmente inaugurata mercoledì 8 maggio 2019 alle ore 11, è un vero e proprio omaggio a questa splendida terra.

Benvenuti in un paese dove il cielo è sempre limpido ed azzurro, dove scoprirete l’eccezionale patrimonio e le tradizioni originarie, dove apprezzerete i paesaggi inondati di luce, il fascino del deserto e la meraviglia del mare. Un paese da vivere con la famiglia in tutta tranquillità, seguendo il ritmo delle proprie passioni.

Dimenticare il grigiore a favore dei mille colori della Tunisia Rosso, come i tramonti dell’isola di Djerba, i lussureggianti ibischi, la chéchia con la quale i tunisini si coprono il capo da secoli, la tunica beduina che risale alla notte dei tempi. Giallo, come i campi fioriti in primavera, i cesti intrecciati degli artigiani di Nabeul, i piatti di ceramica smaltata con decorazioni di pesci. Verde, come i palmeti a perdita d’occhio, i cespugli di gelsomino macchiati di bianco, le cupole ricoperte di tegole andaluse. Oro, come le antiche pietre di Kairouan o di ThuburboMajus e le montagne che si ergono nel deserto. Blu, come il luminoso cielo e le infinite sfumature del Mediterraneo.

Il blu del mare e del cielo è un tutt’uno con il verde dei palmeti e la geometria dei mosaici per un paesaggio sempre sorprendente.

LA TUNISIA, UNA TERRA RICCA DI STORIA

Paese di antica civiltà, crogiolo dell’Oriente e dell’Occidente,Terra di accoglienza e di tolleranza, la Tunisia, grazie alla sua strategica posizione geografica nel bacino del Mediterraneo, è stata, sin dai tempi dei Fenici, un vero e proprio crocevia di civiltà brillanti e diversificate.
Terra di illustri filosofi e di grandi figure storiche, la Tunisia ha dato i natali a personaggi come Annibale, uno dei maggiori condottieri di tutti i tempi, a Magone, il più grande agronomo dell’antichità, a Ibn Khaldùn, fondatore delle scienze umanistiche, e a tanti altri fino ad arrivare ai giorni nostri con Tahar Haddad, difensore dei diritti delle donne.

Forte del suo passato, la Tunisia testimonia incessantemente la propria volontà di considerarsi terra di cultura, di incontri, di cooperazione e di amicizia con gli altri popoli. Lo spirito associativo, la tolleranza, la cordialità, la determinazione nel volersi affermare e la gioia di vivere sono solo alcune delle caratteristiche tipiche del popolo tunisino.

Nel 2011 la Tunisia ha vissuto un momento storico straordinario: la rivoluzione dei giovani. Una rivoluzione pacifica che ha spalancato le porte ad un reale percorso di democratizzazione del paese e che si vanta di essere un esempio rivoluzionario ineguagliabile nel suo genere, reso possibile dall’utilizzo da parte dei giovani del web quale unico strumento di rivolta.

Nel 2018 il turismo tunisino ha registrato un vero e proprio boom economico, con una ripresa pari al 32% rispetto all’anno di riferimento 2010. Questa ripresa non riguarda soltanto il mercato dei turisti tradizionali (francesi +45%) e tedeschi (+42,2%), ma ha conosciuto un considerevole sviluppo del mercato russo e di quello cinese.

Il flusso turistico nel 2018 ha superato dunque 8 milioni di presenze e contiamo di cavalcare l’onda per raggiungere 9 milioni di presenze entro la stagione 2019 per poi raggiungere la soglia dei 10 milioni di turisti per la stagione 2020.
Questa ripresa è stata possibile anche grazie al ritorno dei principali tour operatori quali ad esempio THOMAS COOK e il gigante TUI FRANCE, che avevano sospeso le loro attività in Tunisia dopo gli attentati del 2015, e ad MSC CROCIERE, che riprenderà i propri scali in Tunisia dal 2020.

La storia e la geografia che uniscono le due sponde del Mediterraneo

La Tunisia è il paese più settentrionale del continente africano e, con i suoi 1.148 km di costa, è separata dall’Italia solamente dal Canale di Sicilia.Il grande condottiero e stratega tunisino, il Generale Annibale, unì queste due terre già all’epoca di Cartagine, grazie al suo passaggio in Italia. Annibale è di fatto considerato uno dei più grandi leader militari dell’antichità, insieme a Giulio Cesare ed Alessandro Magno.
Un passato vicino a noi. Protesa verso l’Italia da un lato e con le radici ben profonde nel Sahara dall’altro, la Tunisia è per eccellenza il collegamento tra Europa ed Africa, fra Oriente ed Occidente. Caratterizzata sin dai tempi più antichi dalla presenza delle più grandi civiltà, la Tunisia è stata il centro dell’Impero di Cartagine, di cui rimangono tradizioni popolari che ne perpetuano la lontana eredità.

Della brillante provincia romana, inoltre, permangono rovine grandiose e sontuosi mosaici. Monumenti storici di primo piano, come i Ribat o le Grandi Moschee di Tunisi e Kairouan, testimoniano i primi secoli di civilizzazione araboislamica. Per lungo tempo provincia dell’impero romano, la Tunisia ha assorbito anche l’influenza turca. Nel corso dei tempi, andalusi, ebrei, italiani, maltesi vi hanno trovato accoglienza e hanno arricchito la cultura tunisina di tutte le sfaccettature del Mediterraneo.
Simbolo porta-fortuna: Il pesce, come simbolo porta-fortuna esisteva già nei gioielli cartaginesi e nei mosaici romani. Le colonne delle Grandi Moschee di Tunisi e Kairouan provengono dalle rovine romane.

Le piastrelle in ceramica uniscono le tecniche degli artigiani andalusi a motivi turchi ed italiani. Il foglio di brik è il successore del börek turco. Il pane tabouna, galletta cotta nelle pareti di un forno in terracotta, esisteva già dai tempi dei Cartaginesi. Le marionette e le bambole di zucchero originarie della Sicilia appartengono alla tradizione popolare tunisina. Senza dimenticare il lontano patrimonio  berbero che permane nei tessuti, nei tatuaggi e nelle abitazioni del Sud.
Gli italiani di Tunisia

Sono una colonia di italiani, emigrati in Tunisia principalmente negli ultimi due secoli. Agli inizi del Novecento erano oltre 100.000.La cittadina della Goletta, a dieci chilometri dalla periferia settentrionale di Tunisi, è emblematica per la presenza degli italiani in Tunisia. La Goletta si sviluppò a partire dalla metà dell’Ottocento come quartiere popolare della capitale a seguito dell’arrivo, dapprima modesto, di immigrati Maltesi e Siciliani (in particolare dalle province di Palermo, Trapani ed Agrigento),

attirati dalle prospettive di lavoro legate aspecifiche attività marinare e portuali. Il suo nome sembra essere dovuto al fatto di trovarsi in una piccola “gola” di fiume, per cui fu chiamata così dai primi italiani che vi si trapiantarono nel primo Ottocento (i francesi successivamente ufficializzarono il nome LA GOULETTE dall’italiano La Goletta). Nel giro di pochi decenni gli italiani divennero sempre più numerosi in città, dando vita al quartiere della “Piccola Sicilia”. Nel contempo venne fondata una Camera di Commercio (1884), la Banca Siciliana, il quotidiano “L’Unione”; ed altri enti culturali ed assistenziali destinati alla comunità italiana (teatri, cinema, scuole, ospedali).

I nuovi arrivati vivevano pacificamente insieme alla popolazione autoctona; anzi le due comunità si amalgamarono parzialmente attraverso i matrimoni misti. In questo scenario di vivace cosmopolitismo, furono frequenti le interazioni culturali a livello di abbigliamento,tradizioni e addirittura solennità religiose. Le poche vestigia del passato italiano della Goletta sono la chiesa cattolica, alcune case con fregi liberty ed alcune frasi in lingua siciliana rimaste nella memoria dei tunisini più anziani.

“Liguria 2022”: al Ducale il think tank di Ambrosetti sul futuro della regione

Si è tenuta oggi, 7 maggio 2019, presso il Palazzo Ducale di Genova la terza edizione di “Liguria 2022”, iniziativa promossa da Regione Liguria e The European House – Ambrosetti, per monitorare l’evoluzione socio-economica della Liguria e individuare le azioni per innalzarne la competitività e l’attrattività

Il rafforzamento dell’economia del mare, imperniata sul sistema dei porti liguri, costituisce uno dei temi portanti dello sviluppo regionale definiti dall’Advisory Board di “Liguria 2022”, che è stato approfondito durante la prima sessione del Forum odierno.

Nella sua introduzione, Valerio De Molli, CEO di Ambrosetti, ha evidenziato come la Liguria sia la prima regione italiana per traffico di contenitori e per le crociere, mentre Genova si trova al 34 posto nella classifica delle capitali mondiali della Maritime Economy, stilata da Menon Economics.

“Nel corso degli ultimi decenni i porti si sono trasformati da ambienti labour intensive a capital e land intensive, mentre il fenomeno del gigantismo navale, ormai diffuso sia nel settore delle merci che in quello dei passeggeri, spinge i porti verso nuove frontiere di innovazione tecnologica per migliorare le prestazioni operative e la compatibilità ambientale – ha evidenziato nel suo intervento il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Paolo Emilio Signorini – Su questi temi sono impegnati i grandi player. La presenza fra Genova e Savona di alcuni fra i maggiori terminal operator mondiali (come PSA, COSCO, Maersk e MSC) arricchisce il nostro sistema della visione globale necessaria per affrontare insieme le nuove grandi sfide”.

“A livello locale, attraverso l’attuazione dei piani governativi per l’emergenza di Genova, Authority, Regione e Comune stanno realizzando opere che la città attende da tempo e che daranno maggiore efficienza anche alle attività portuali, creando un ambiente favorevole allo sviluppo del business. L’ultima grande questione – ha concluso il Presidente Signorini – è quella della sostenibilità ambientale: si tratta di un tema con profondo impatto locale che dipende però da scelte globali, riguardo gli standard tecnologici del futuro verso i quali si orienterà l’industria dello shipping. La nostra Authority ha già messo in campo in iniziative importanti per ridurre l’impatto delle attività portuali ed è pronta a intensificare gli investimenti, nella direzione che si rivelerà più efficace”.

Regione Puglia approva la ZES Adriatica

Bari-“Il Governo regionale ha approvato, oggi, con delibera di Giunta da me proposta, il Piano Strategico per la ZES Interregionale Adriatica, incentrata sul sistema dei porti che si affacciano sul mare Adriatic”.  Lo rende noto Mino Borraccino, assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia.

Un passaggio fondamentale è stato compiuto. Dopo le declinazioni amministrative, tecniche e politiche, durate quasi un anno, tra la Regione Puglia, la Regione Molise, l’AdSPMAM e le organizzazioni datoriali e sindacali si è giunti alla perimetrazione della Zes Adriatica, stabilendo le priorità di sviluppo e le potenzialità delle varie aree interessate. L’approvazione del Piano Strategico della ZES Adriatica segue di qualche settimana l’analogo Piano della Zes Interregionale Jonica.

Ora segue la trasmissione a Roma della Delibera (già approvata dalla regione Molise) per il provvedimento finale da parte del Governo centrale. Importante è quest’ultima approvazione per raggiungere gli obiettivi strategici per lo sviluppo del territorio, jonico e adriatico, e per renderlo più attrattivo grazie alle semplificazioni e agli incentivi che le ZES determineranno.

Attenzione sarà riposta alle piccole e medie imprese per uno sviluppo sostenibile e duraturo, con ricadute positive in termini occupazionali; si spera in una promozione degli investimenti e all’integrazione e valorizzazione dei sistemi portuali e delle piattaforme logistiche presenti sul territorio interregionale jonico e adriatico. La ZES Adriatica si articolerà su cinque poli:

- quello di Foggia, con l’area portuale di Manfredonia, aree demaniali dell’aeroporto, l’Asi di Manfredonia – Monte Sant’Angelo, l’Area PIP/D46 di Manfredonia, l’Area Asi di Foggia Incoronata, l’area industriale di Cerignola, di Ascoli Satriano, di Candela;

- il polo di Barletta con l’area portuale e industriale di Barletta;

- il polo di Bari con le aree portuali di Bari, Monopoli e Molfetta, le aree demaniali dell’aeroporto di Bari, l’interporto regionale della Puglia, l’area Asi di Bari – Modugno, l’area retroportuale di Molfetta, l’area MAAB, l’area PIP di Bitonto, l’area industriale di Monopoli, di Altamura, l’area PIP di Gravina;

- il polo di Brindisi con l’area portuale e industriale di Brindisi, le aree demaniali dell’aeroporto di Brindisi, l’area Asi di Brindisi, di Fasano e quella di Ostuni;

- il polo di Lecce con l’Asi di Lecce – Surbo, l’area Asi di Galatina – Soleto, di Nardò – Galatone, l’area industriale di Casarano, di  Matino e il centro intermodale di Melissano.

“Come ho avuto modo di evidenziare e come è chiaramente indicato nell’ambito del Piano Strategico approvato oggi – ha aggiunto Borraccino – il valore aggiunto di queste due ZES, sia quella Adriatica e sia quella Jonica, al di là delle agevolazioni e dei vantaggi fiscali pur rilevanti che comporta, o delle significative semplificazioni amministrative e regolamentari che renderanno più agevole il tessuto imprenditoriale, le Zes rappresentano una opzione strategica che il Governo regionale ha voluto compiere, una preziosa opportunità per affrontare in maniera integrata le politiche regionali di sviluppo industriale”.

“Come Governo regionale – ha concluso l’assessore Borraccino – continueremo ad operare nella direzione tracciata, fornendo al tessuto imprenditoriale della regione gli strumenti più adeguati e avanzati per investire, innovare e competere in un mercato globale sempre più complesso, ma anche pieno di opportunità”. I rimanenti ulteriori 261 ettari che risultano al momento ancora disponibili saranno assegnati ai Comuni interessati con procedura di evidenza pubblica.

 

Abele Carruezzo

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DEF del governo ‘giallo-verde’

Roma-La strategia di riforma del Governo, com’è noto, si basa sul ‘Contratto per il Governo del cambiamento’ firmato dai leader politici della coalizione nel maggio dello scorso anno. Una prima versione del programma di riforma è stata presentata nella Nota di Aggiornamento del DEF 2018 a fine settembre.

Oltre ai vari aggiornamenti sul lavoro e interventi nel sociale, si nota che la sicurezza delle strade e autostrade sono i punti salienti del Documento di Economia e Finanza 2019. Strade e ferrovie sono modalità fondanti per garantire una mobilità interna di merci e persone sulle nostre reti/aste trasportistiche, in linea con direttive europee.

Tutto questo si legge nel nuovo documento, e che dovrà essere posto in parallelo con l’ampliamento degli organici tecnici del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dedicati ai controlli di sicurezza. Sarà creata anche una banca dati sulle opere pubbliche per monitorare i parametri di sicurezza utilizzando sistemi tecnologici innovativi. Già a febbraio 2019, un DPCM di riparto aveva assegnato fondi per interventi di messa in sicurezza del territorio nazionale e impulso al trasporto locale e nazionale.

Inoltre, sono stati previsti contributi ai Comuni (fino a 20.000 abitanti) per la messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici e patrimonio culturale, con particolare riferimento ai viadotti, ponti, gallerie, ecc. La strategia del Governo in ambito infrastrutturale è rivolta a dare priorità a una rete di piccole opere diffuse, con particolare attenzione a viabilità e sicurezza di ponti, gallerie e strade interne. Infatti, gli obiettivi sottolineati riguardano: la promozione del trasporto ferroviario regionale e l’interscambio con altri mezzi; la riduzione del numero delle vittime della strada; la promozione della mobilità sostenibile; sostegno all’edilizia pubblica.

Per quanto riguarda i porti e gli aeroporti si enuncia che “il ruolo dei porti e aeroporti è essenziale per lo sviluppo dell’economia”. S’invitano Rete Ferroviaria Italiana e Anas a potenziare le infrastrutture di adduzione e di ultimo miglio, cercando di ridurre i tempi di permanenza delle merci nei porti. Le nuove misure riguardano la concessione di aree e banchine portuali, le autorizzazioni allo svolgimento delle operazioni portuali, la vigilanza sulle tariffe delle operazioni e dei servizi portuali. Risorse sono enunciate per attrezzare i porti con aree retro-portuali capaci di garantire lo sdoganamento delle merci in loco e il trasbordo su altre modalità, in particolare sulla rete ferroviaria, data al sua maggiore sostenibilità ambientale.

Nel settore aeroportuale gli interventi previsti tendono a migliorare la connettività, innanzitutto delle aree remote e disagiate del Paese, poco servite da collegamenti aerei interconnessi con le altre modalità di trasporto. Investimenti saranno indirizzati a garantire infrastrutture e servizi aerei efficienti ai territori minori. Inoltre, sarà assicurata una corretta competizione dei vettori che operano negli aeroporti nazionali con il superamento delle situazioni di monopolio di fatto e il miglioramento della qualità dei servizi resi ai viaggiatori.

Infine, saranno adottate misure per aumentare le conoscenze specialistiche in tema infrastrutturale, con l’attivazione di nuovi percorsi professionali negli Istituti Superiori, di corsi di laurea triennale e magistrale, di master e corsi di formazione professionale post laurea e corsi di dottorato per le attività scientifiche accademiche legate alla ricerca e alla formazione nel campo della logistica marittima, dell’intermodalità e dell’autotrasporto. Le azioni intraprese e quelle da intraprendere attengono quindi, in via principale, al monitoraggio degli effetti della riforma della Legge n. 84/1994, per lo snellimento delle procedure amministrative in tema di ordinamento portuale, di analisi degli investimenti pubblici e della promozione di nuove politiche commerciali dei porti.

Premessa per ridiscutere il sistema delle Autorità, le cui criticità non sta nel modello di governance, ma in diversi vincoli operativi, normativi e procedurali. Secondo il presidente dell’AdSPMAM, Prof Ugo Patroni Griffi, se si voglia riformare e rendere competitivi i porti, occorrerà accentuare il regime di specialità e applicare alle A.P. la disciplina prevista per le imprese a controllo pubblico; regole che non siano quelle tipiche della pubblica amministrazione. Le Autorità di Sistema Portuale – afferma Patroni Griffi – sono figure complesse che da una parte non rientrano nella categoria degli enti pubblici economici; e dall’altra non sono nemmeno riconducibili al modello della ‘pubblica amministrazione’ in senso stretto, perché gestiscono un’infrastruttura che deve reagire alle fluttuazioni del mercato.

Le AdSP hanno, infatti ‘una specificità già riconosciuta dalla legge 84/94 che le aveva classificate come soggetti di rilevanza nazionale a ordinamento speciale o diversificato rispetto a quello degli altri enti’. Per il Prof Ugo Patroni Griffi, il processo di engineering istituzionale sarà valido a due condizioni: le AdSP dovranno rimanere enti pubblici non economici – mantenere la funzione di servizio pubblico – a difesa dell’interesse generale dello Stato; e che le AdSP non debbano intervenire nell’esercizio dell’attività economica, rimanendo quest’ultima nella competenza esclusiva dei privati. Si vedrà in futuro quanto il DEF ha previsto e come evolverà la riforma Delrio sui porti italiani.

 

Abele Carruezzo

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Al via il progetto veneto Intermodal

Al bando 2018 del Programma CEF è stato approvato il progetto VENETO INTERMODAL promosso e coordinato da Interporto Quadrante Europa di Verona, che coinvolge come partner Regione Veneto, Rete Ferroviaria Italiana e Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Settentrionale.

Il quadro generale all’interno del quale si svilupperà il progetto è costituito dal Piano dei trasporti della Regione Veneto, con particolare riferimento alla sua parte relativa alle merci e alla logistica.

Il progetto ha l’obiettivo di ottimizzare l’integrazione dei 3 nodi prioritari regionali (il porto di Venezia, Interporti di Padova e Verona) con la rete TEN-T, in particolare con i Corridoi Mediterraneo, Baltico-Adriatico e Scandinavo-Mediterraneo che attraversano il territorio regionale, attraverso azioni (progettazioni) volte a migliorare l’accessibilità ferroviaria e potenziare le connessioni di “ultimo miglio”.

In particolare, il progetto ha un budget complessivo di oltre 4 milioni € e si concluderà a fine 2021. Per l’AdSPMAS è prevista la progettazione definitiva ed esecutiva di un nuovo collegamento ferroviario nel porto commerciale di Marghera per collegare la parte occidentale della rete portuale alla stazione ferroviaria di Marghera Scalo. L’importo complessivo a disposizione è pari a 865.000 €, co-finanziati al 50%.

L’evento di lancio del progetto si terrà a Verona il 7 maggio p.v. presso la sede di Confindustria, e consisterà in un Workshop incentrato sul trasporto intermodale a livello regionale, diviso in 2 sessioni:

Presentazione del progetto: i quattro partner di progetto presenteranno le attività previste per lo sviluppo dell’ultimo miglio ferroviario nei nodi regionali.
Il mercato del trasporto intermodale e le prospettive regionali: interventi previsti di Mercitalia, Grimaldi, Codognotto.

Programma

APPROVAZIONE DEL RENDICONTO GENERALE 2018 DA PARTE DEL COMITATO DI GESTIONE CON UN UTILE DI 15 MLN DI EURO PER L’AUTORITÀ DI SISTEMA

DATI TRAFFICO PRIMO TRIMESTRE 2019: STABILI I VOLUMI TOTALI (+0,12%)

CRESCITA A DOPPIA CIFRA PER CONTAINER (+17 TEU %)  E TRENI (+17,57%)

Trieste– Approvato all’unanimità con un avanzo di amministrazione di oltre 15 milioni di euro il rendiconto generale per l’anno 2018 dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, durante l’ultima riunione del Comitato di Gestione svoltasi nei giorni scorsi alla Torre del Lloyd.

Il risultato di competenza 2018, tra impegni di spesa e accertamenti di entrata, presenta un fondamentale equilibrio. L’avanzo economico risulta superiore a 7 milioni di euro e il patrimonio netto sfiora i 121 milioni, dati che rivestono una particolare rilevanza nell’amministrazione di un Ente pubblico, in quanto indicatori dell’efficienza della gestione e della conseguente valorizzazione del proprio patrimonio.

Il risultato di competenza 2018, tra impegni di spesa e accertamenti di entrata, presenta un fondamentale equilibrio. Dati che rivestono una particolare rilevanza nell’amministrazione di un Ente pubblico in quanto indicatori dell’efficienza della gestione e della conseguente valorizzazione del proprio patrimonio sono l’avanzo economico, che per l’Authority risulta superiore a 7 milioni, e il patrimonio netto, che sfiora i 121 milioni.

Le risorse derivanti da tali positivi risultati saranno utilizzate per gli investimenti necessari ai piani di sviluppo dei porti di Trieste e Monfalcone, già nel corso dell’esercizio 2019. Nel contesto dei numerosi aspetti positivi della gestione, va rilevato che l’indicatore annuale della tempestività dei pagamenti dell’Amministrazione, ha registrato nel 2018 un dato medio pari a -14 giorni rispetto alle previste scadenze contrattuali.

A margine della seduta, il presidente dell’Autorità di Sistema, Zeno D’Agostino ha sottolineato: “Questo Ente dimostra di saper gestire con oculatezza il proprio patrimonio. Un lavoro di grande equilibrio che porta notevoli risultati non solo nel settore finanziario e nelle scelte degli investimenti infrastrutturali, ma anche sul fronte del lavoro e del traffico merci”.

Per quanto riguarda i dati statistici, nel primo trimestre del 2019 la movimentazione complessiva nel porto di Trieste rimane stabile con più di 15 milioni di tonnellate di merce movimentata e una variazione positiva del +0,12% rispetto ai primi tre mesi del 2018. Il settore container continua a fare da traino con 188.872 TEU pari ad un incremento del +17%. Segno estremamente positivo per il settore delle rinfuse solide con 631.098 tonnellate movimentate (+58,30%). Lieve flessione per il settore delle merci varie (-0,68%), mentre registrano un calo le rifuse liquide (-1,77%) e il comparto RO-RO (-24,32%). Quest’ultimo fortemente legato ai traffici dell’autostrada del mare con la Turchia, interrompe un buon periodo di crescita pluriennale, in seguito al forte deprezzamento della lira turca avvenuto nel corso del 2018.

In costante rafforzamento il traffico ferroviario che mette ancora a segno una variazione positiva a doppia cifra: +17,57% e 2.670 treni movimentati.

VENEZIA PORTO APERTO A TUTTI CON LABORATORI LUDICO-DIDATTICI, VISITE IN BARCA, SEMINARI TECNICI, LEZIONI IN AULA E VISITE AI MEZZI TECNICO-NAUTICI

Venezia-Un fittissimo programma di attività rivolto ai diversi pubblici per coronare i 20 anni di Porto Aperto: così il Porto di Venezia aderisce all’iniziativa indetta da Assoporti “Italian Port Days – “Opening Port Life and Culture to people”, che avrà luogo dal 15 al 20 maggio lungo tutte le coste della penisola. Per l’occasione a Venezia saranno offerte numerose iniziative dedicate a pubblici di ogni tipo, che si svolgeranno sia nel waterfront storico di Santa Marta che a Porto Marghera.

Si inizia con “Kids on board” un’iniziativa dedicata ai bambini delle scuole primarie, che per 4 giorni avranno la possibilità di scoprire il porto e i suoi protagonisti tramite laboratori ludico-didattici appositamente studiati per i più piccoli. Questi potranno poi salire a bordo dei mezzi nautici di Capitaneria di Porto, Rimorchiatori, Ormeggiatori e Piloti del Porto di Venezia e vivere un’esperienza da “piccoli comandanti”.

Anche gli studenti più grandi saranno coinvolti nelle attività dei Port Days, grazie alla collaborazione con l’Istituto Tecnico Trasporti e Logistica S. Venier: in quei giorni si svolgerà infatti la seconda edizione della “Settimana del Mare”, occasione di alternanza scuola-lavoro che vedrà gli studenti protagonisti di laboratori, visite guidate, seminari ed esperienze sul campo. Venerdì 17 maggio, a chiudere i lavori della settimana, gli studenti parteciperanno ad una visita guidata in barca alle infrastrutture portuali di Marittima e Marghera.

Sempre il 17 maggio si terrà il seminario “Prospettive del cluster marittimo tra dinamiche globali e determinanti locali”realizzato dall’Autorità di Sistema Portuale in collaborazione con il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti con l’obiettivo di fare il punto sulle dinamiche in atto nel comparto e sulle sfide da superare per poter continuare a contribuire allo sviluppo del territorio.

Sabato 18 maggio sarà invece la giornata dedicata a tutti coloro che desiderano conoscere tutte le opportunità offerte dalla realtà portuale: nel corso della mattinata il waterfront storico di Santa Marta sarà aperto a tutti ed ospiterà numerose attività coordinate dall’Autorità di Sistema Portuale con la collaborazione di: Consorzio Formazione Logistica Intermodale (CFLI), ITS Marco Polo, Venice Maritime School (VeMarS), Capitaneria di Porto di Venezia, Rimorchiatori Riuniti Panfido, Gruppo Ormeggiatori del Porto di Venezia, Corporazione Piloti Estuario Veneto, Venezia Terminal Passeggeri (VTP), Portabagagli del Porto di Venezia, Scuola Italiana Cani da Salvataggio – Sezione del Veneto.

Grazie a questa ampia collaborazione i partecipanti avranno l’occasione di conoscere da vicino alcune delle principali realtà operanti in Porto, dalle istituzioni agli istituti di formazione logistica, incontrandone i rappresentanti per momenti formativi e di dialogo. Saranno inoltre visitabili i mezzi nautici di Capitaneria di Porto, Rimorchiatori, Ormeggiatori e Piloti, alla presenza del personale che ne illustrerà le caratteristiche e il funzionamento. Ad accompagnare le attività, verranno organizzate delle dimostrazioni di salvataggio in mare da parte della Sezione Veneto dell’Associazione Italiana Cani da Salvataggio.

Tutte le attività del 18 maggio saranno accessibili esclusivamente su prenotazione tramite il sito www.eventbrite.com.

San Benedetto del Tronto: al via il progetto “A pesca di plastica”

E’ partito oggi con la firma del protocollo d’intesa il progetto “A Pesca di Plastica”, che impegnerà per un mese l’intera flotta a strascico di San Benedetto del Tronto in una massiccia operazione di pulizia di fondali. A partire da lunedì i quaranta pescherecci sambenedettesi inizieranno a sbarcare oltre a seppie, triglie e calamari anche i rifiuti intrappolati nelle reti, che verranno analizzati e avviati al riciclo o smaltimento.

L’iniziativa coinvolge, oltre ai pescatori, la Capitaneria di Porto, il Comune di San Benedetto, l’ Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale, PicenAmbiente, Garbage Service e MedSharks che metteranno a punto un sistema per determinare quantità e tipologia dei rifiuti e i relativi costi di raccolta e smaltimento. L’attività nasce come naturale evoluzione della giornata di pesca dei rifiuti organizzata lo scorso anno dal progetto europeo Clean Sea LIFE in cui dodici pescherecci sbarcarono 385 kg di rifiuti, con una media per giornata di pesca di 16 kg per imbarcazione.

Grazie al sostegno determinante di FPT Industrial e CNH Industrial, i cui motori marini equipaggiano molti pescherecci sambenedettesi, quest’anno l’attività si estenderà a tutta la flotta e per tutto un mese di pesca, e verrà affiancata a terra da attività di sensibilizzazione sui rifiuti marini rivolte sia ragazzi delle scuole che a tutta la cittadinanza. La sperimentazione, che verrà presentata a Bruxelles nel corso della EU Green Week, si concluderà il 7 giugno, vigilia della Giornata mondiale degli Oceani, quando verranno presentati i risultati.

L’obiettivo di A pesca di Plastica, oltre a liberare i fondali adriatici da molte tonnellate di rifiuti, è di identificare le informazioni quali-quantitative ed economiche necessarie per superare la fase sperimentale e di condividere il “modello San Benedetto” con le Autorità a livello regionale, nazionale ed europeo per consentire ai pescatori di effettuare le attività di pesca di rifiuti in modo continuativo.

Il Ministero dell’Ambiente e il Parlamento italiano seguono con particolare attenzione questa sperimentazione, la prima avviata dopo l’approvazione in Consiglio dei Ministri del disegno di legge “Salva Mare” che si prefigge di agevolare la pulizia dei fondali. Attesi a San Benedetto nelle prossime settimane il Sottosegretario di Stato del Ministero dell’Ambiente, on. Salvatore Micillo, e la relatrice della legge Salva Mare, on. Paola Deiana, che ha inviato un saluto e un ringraziamento ai pescatori: “I risultati della vostra sperimentazione forniranno informazioni preziose per mettere a punto la legge che consentirà a tutti i pescatori italiani di smaltire i rifiuti raccolti dai fondali.  Ringrazio quindi voi e tutti i partner del progetto per il vostro impegno nella salvaguardia dell’ambiente marino, e auguro a tutti buon lavoro”.

DICHIARAZIONI

Mauro Colarossi, Comandante della Capitaneria di Porto di San Benedetto del Tronto: “A pesca di plastica” è un fantastico progetto di sensibilizzazione e coinvolgimento di tutti coloro che operano sul mare e per il mare. Con un unico obiettivo: scongiurare che “pescare plastica” resti l’unica alternativa che il mare ci potrà offrire.”

Andrea Traini, Assessore del Comune di San Benedetto “Il progetto Clean Sea Life è un una bellissima iniziativa che San Benedetto ospiterà per la seconda edizione. Quest’anno sarà molto più interessante vista la cospicua partecipazione della marineria sambenedettese e di tutti gli Enti e Società preposte. È con orgoglio e soddisfazione che ospitiamo questo progetto anche perché ci darà l’opportunità di evidenziare il grande impegno dell”Amministrazione Comunale nelle politiche ambientali”.

Rodolfo Giampieri, presidente Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale: “Questo progetto è una grande idea che permette ai pescatori e al mondo della pesca di dare un contributo, tramite il loro lavoro, alla salvaguardia del mare, bene primario della loro attività, aiutando, con il loro impegno, anche tutta la collettività”.

Catia Talamonti, presidente di PicenAmbiente: “la PicenAmbiente ha fin dall’inizio voluto supportare questa iniziativa, ritenendola già lo scorso anno di assoluta rilevanza al fine di sensibilizzare sempre più ad un uso sostenibile delle risorse, un disinquinamento delle acque marine e attuando così le azioni previste dall’economia circolare, tese a favorire il riciclo e il recupero, contro lo smaltimento in discarica: la PicenAmbiente è ben lieta di aver contribuito e di favorire l’attuazione di questo progetto in collaborazione alle istituzioni pubbliche interessate, mettendo operativamente a disposizione del progetto, il proprio know how, le proprie piattaforme di trattamento per poter sperimentare forme nuove tese al recupero dei rifiuti pescati.”

Daniela Ropolo, responsabile Sviluppo Progetti Sostenibili di CNH Industrial: “In un mondo in cui l’economia circolare rappresenta un sistema economico al quale bisognerebbe tendere, tutto è collegato. Sostenibilità sociale, sostenibilità ambientale sono i fondamentali della sostenibilità economica, alla quale ogni popolo, ogni paese e ogni singolo essere umano ha diritto ad aspirare.”

“Siamo convinti che ognuno possa fare la propria parte nei confronti dell’ambiente e FPT Industrial si sta muovendo in questa direzione attraverso gesti concreti”, commenta Egle Panzella, responsabile Brand Equity, Sustainability and Heritage di FPT Industrial. “I nostri sette centri di Ricerca & Sviluppo sono impegnati ogni giorno nello studio di soluzioni alternative sempre più rispettose dell’ambiente, come gas naturale, biometano e concept di motori alimentati a idrogeno”.

Paolo Baldoni, Amministratore Unico di Garbage Service: “Ci interessiamo di pulizia del mare da oltre 60 anni e far parte di questo progetto ci rende orgogliosi, poter dare un contributo mirato alla difesa del mare fa parte del nostro DNA. Questo progetto va nella direzione giusta ed è unico nel suo genere: si va ad intercettare rifiuti in fondo al mare sino ad oggi invisibili, e questo rappresenta un tassello fondamentale per la difesa dei mari.”

Dal Comitato ok al bilancio consuntivo

24 milioni di euro. Tanto ha impegnato, nel 2018, l’Autorità di Sistema Portuale per realizzare e manutenere le infrastrutture dei suoi porti.

La manutenzione straordinaria dell’area portuale dell’Isola di Capraia; gli interventi infrastrutturali anche a carattere ambientale per il rilancio e la competitività industriale del porto di Piombino, il riordino e razionalizzazione del raccordo ferroviario di Porto Nuovo e le indagini ambientali propedeutiche alla realizzazione della Piattaforma Europa a Livorno, sono solo alcune delle principali voci di spesa sostenute nel corso dell’anno dall’AdSP.

Il quadro contabile che emerge dal bilancio consuntivo presentato quest’oggi nel Comitato di Gestione dal dirigente amministrativo Simone Gagliani, offre una visione completa delle priorità politiche della Port Authority.

Il raffronto coi dati dell’anno passato mette in evidenza un primo importante risultato: nel 2018 sono stati impegnati 50,4 milioni di euro, di cui 27,5 per gli interventi infrastrutturali, e 22,9 per spese correnti.

Sul fronte delle entrate, invece, l’anno passato l’AdSP ha incamerato 51 mln di euro, di cui 21 dalle tasse sulle merci imbarcate e sbarcate, di ancoraggio ed erariali; 13,5 da proventi relativi alla riscossione dei canoni demaniali (tra concessioni, occupazione temporanea e accosti pubblici) e 11,3 da trasferimenti di risorse Stato/Regioni.

Nel suo complesso l’Autorità di Sistema presenta al 31/12/2018 un saldo finale di cassa di oltre 150 milioni di euro e un avanzo di amministrazione complessivo di 91,7 milioni di euro, di cui una parte vincolata per quasi 25 milioni ed una parte, 11 milioni, destinata a copertura del disavanzo del bilancio di previsione 2017. La situazione economica presenta un utile di esercizio, al netto delle imposte, di 6 milioni di euro.

Nel corso della riunione, cui per altro ha preso parte in via straordinaria il provveditore alle opere pubbliche per la Toscana, l’Umbria e le Marche, Marco Guardabassi, è stata inoltre presentata e approvata dall’organo esecutivo di Palazzo Rosciano la relazione annuale dell’AdSP.

In chiusura di comitato, i dirigenti tecnici per Livorno e Piombino, rispettivamente Enrico Pribaz e Sandra Muccetti, hanno fornito un aggiornamento sullo stato dell’arte degli interventi in fase di attuazione sia nello scalo labronico che in quello piombinese.

In particolare, è stato reso noto che le indagini geognostiche, geofisiche ed ambientali per la progettazione della Piattaforma Europa partiranno a giugno, all’esito degli interventi di bonifica bellica. Ci vorranno cinque mesi in tutto per avere i dati richiesti, che serviranno per altro all’AdSP per avviare di concerto con l’ISPRA e l’Arpat un percorso progettuale relativo alla deperimetrazione SIN delle aree portuali prospicienti il nuovo terminal container che sorgerà alle spalle della Darsena Toscana.

Su Piombino, invece, è stato annunciato che la Commissione di Gara sta analizzando le offerte pervenute in relazione alla realizzazione del nuovo svincolo di accesso al porto: entro breve verrà individuato l’aggiudicatario.

DEPOSITO GPL, COMUNE DI CHIOGGIA E AUTORITA’ DI SISTEMA AL MISE PER FARE CHIAREZZA

Roma-Si è tenuto stamane a Roma presso gli uffici del Ministero dello Sviluppo Economico l’incontro tra funzionari apicali del MISE e del MIT e una delegazione veneta composta dal Sindaco di Chioggia, Alessandro Ferro, dal Vicesindaco Marco Veronese e dal Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, Pino Musolino.

La riunione era stata richiesta congiuntamente dal Sindaco Ferro e dal Presidente Musolino al fine di ricevere dai ministeri di riferimento indicazioni precise riguardo al deposito costiero di GPL in corso di realizzazione a Chioggia, in modo tale da permettere agli Enti coinvolti di sbloccare una situazione di stallo amministrativo e di lavorare in sintonia e nel rispetto delle leggi e dei regolamenti vigenti a favore del rilancio e dello sviluppo dello scalo portuale clodiense.

Gli interlocutori dei due ministeri hanno convenuto con i rappresentanti locali sulla necessità di procedere all’individuazione di un percorso tecnico e amministrativo che aiuti a giungere ad una soluzione, esprimendo la volontà di fare chiarezza sulla situazione e ripercorrendo passo per passo l’iter amministrativo che ha condotto alla realizzazione dell’impianto. L’obiettivo è impostare nel più breve tempo possibile un percorso condiviso che possa garantire una soluzione praticabile.

IL NAUTILUS Anno 14 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato ai porti con un focus sulla Via della Seta e sulla via Traiana, il concetto dello IoT-Internet of Things, il contratto di ormeggio e il nuovo concetto di New-Port. Poi una riflessione sul principio di passaggio inoffensivo(riprendendo vicende come quella dell'Aquarius, Open Arms e Sea Watch 3). E ancora, approfondimenti sul potere amministrativo delle AdSP, Mare 2.0 e sulla navigazione delle navi e non delle merci.
poseidone danese

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