peyrani

Porto di Venezia: primo posto in Italia nel ranking delle Autorità portuali

VENEZIA – L’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico settentrionale, guidata da Pino Musolino, è la prima tra le neonate autorità portuali nel ranking stilato dal Progetto “Mar.Te” sulla base di sei fattori competitivi.

“Mart.Te”, presieduta da Marco Ferretti, professore di Corporate Strategy all’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”, nasce nel 2013 ad opera di soggetti che appartengono sia alla sfera pubblica che a quella privata e analizza alcuni dei temi fondamentali alla base della recente riforma portuale e dei conseguenti cambiamenti che hanno interessato la gestione degli scali italiani. Le attività di ricerca sviluppate mirano a ristrutturare alcuni dei processi più critici in ambito portuale, con una forte attenzione alle tematiche ambientali e alla crescita sostenibile.

Dalla classifica emerge che l’autorità portuale veneziana raccoglie un punteggio di 63,25 su 100, davanti all’Autorità portuale del Mar Ligure occidentale (Genova con 57,73) e del Mar Tirreno centrosettentrionale (Civitavecchia con 53,45). La media nazionale stimata dei punteggi raggiunti da tutti i porti italiani è pari a 46,38. L’Authority veneziana, oltre che prima overall, è ai primi posti anche nelle classifiche stilate per singolo criterio di analisi, in particolare è prima in Italia per “logistica, qualità infrastrutturale e connettività” davanti all’Adsp del Mar Ligure occidentale e del Mare Adriatico orientale. Altro tema di grande impatto è quello relativo all’ecosostenibilità: l’area di interesse relativa alle “green challenges” che vede in prima linea ancora una volta l’Autorità portuale del Mare Adriatico settentrionale, seconda quella del Mar Ligure occidentale e terza l’Autorità del Mar Tirreno settentrionale.

Venezia è terza in classifica per la “governance”, ossia l’insieme dei principi, delle regole e delle procedure che riguardano la gestione e il governo della struttura porto, e per “l’impatto socio-economico sul territorio”. “Un riconoscimento che giunge inaspettato e quanto mai lieto – ha dichiarato il Presidente del Porto di Venezia Pino Musolino – che non solo conferma l’attrattività dello scalo dal punto di vista logistico e infrastrutturale ma che ci vede eccellere anche in altri settori a noi particolarmente cari quali come l’ecosostenibilità e l’impatto socio-economico sul territorio e la qualità della governance. Venezia, voglio ricordare, è la prima fonte di occupazione regionale con 13.500 occupati e mette a disposizione delle imprese del Nord Est – l’area economica più dinamica d’Italia – 6.4 miliardi di patrimonio infrastrutturale.
Un risultato che sancisce l’eccellenza che ogni giorno mettiamo in campo a servizio della nostra economia”.

Porto di Venezia: nel bilancio investimento di 90 milioni di euro per Marghera

 

VENEZIA – Il Comitato di Gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale riunitosi sotto la presidenza di Pino Musolino, affiancato dal Direttore della Direzione Programmazione e Finanza dott. Gianandrea Todesco, ha approvato il bilancio di previsione dell’Ente per l’esercizio finanziario 2018.

“Un buon bilancio che ci consente consistenti investimenti in infrastrutture, e di guardare ai prossimi anni con fiducia, pronti ad affrontare le sfide del mercato ma anche a rispondere con puntualità alle esigenze della comunità portuale. Oggi siamo a livello di bilancio di previsione; in prospettiva ed in corso d’anno si studieranno interventi per rafforzare l’azione e per ridurre ulteriormente i mutui sottoscritti”, ha dichiarato il Presidente Pino Musolino.

Per quanto riguarda le entrate, si prevede per il 2018 un andamento positivo delle tasse portuali e di ancoraggio, in linea con il 2017 così come per le entrate provenienti da canoni demaniali. Queste voci di bilancio hanno registrato, infatti, nel corso dell’anno una dinamica molto favorevole che si prevede nel prossimo esercizio porterà nelle casse dell’Autorità di Sistema quasi 42 milioni di euro.Ulteriori entrate sono previste dal fondo perequativo e fondo IVA, dai fondi già stanziati dallo Stato nell’ambito della Legge di Stabilità 2016 e dall’Accordo di Programma siglato con il MISE entrambi, destinati all’infrastrutturazione dell’area Ex Montesyndial e del potenziamento della rete infrastrutturale di Porto Marghera e per un totale di 79 milioni di euro.

La spesa è fortemente orientata agli investimenti con l’obiettivo di potenziare le infrastrutture di Porto Marghera a beneficio delle attività logistiche e industriali già attive nell’area per un importo complessivo in escavi e opere pari a 90 milioni di euro, il valore più alto mai registrato dal 2010 ad oggi.Prevalgono nella previsione gli investimenti in infrastrutture ed opere anche se aumenta l’impegno finanziario per gli escavi e per la manutenzione dei canali portuali, in risposta ad una specifica aspettativa degli operatori.

Sul fronte della navigabilità è stato preso l’impegno di assicurare i massimi sforzi per superare le criticità legate alla navigazione con condizioni meteo marine sfavorevoli, condizione che in passato ed in alcuni frangenti ha richiesto la chiusura dello scalo.“Un approccio attento che tiene conto di una ripresa economica ancora fragile e non omogenea ma orientato a sostenere gli investimenti per mantenere competitivo ed attrattivo lo scalo e, in generale, l’economia della Regione, in linea con il ruolo che la riforma dei porti affida ora alle Autorità di Sistema”, ha dichiarato Gianandrea Todesco, Direttore della Direzione Programmazione e Finanza dell’AdSP.

Il porto di Bari diventa 4.0: logistica e trasporti saranno gestiti più efficientemente

BARI – Tra i primi in Italia, il porto di Bari sarà dotato di tecnologia 5G. E’ il frutto di un progetto che ha tra i protagonisti: l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, il Comune di Bari, il Comune di Matera, il Ministero dello Sviluppo Economico. Il bando se lo è aggiudicato un consorzio formato da TIM, Fastweb e Huawei.

Nell’iniziativa sono coinvolti numerosi partner di eccellenza, tra cui 7 centri universitari e di ricerca, 34 grandi imprese e 11 pubbliche amministrazioni. Si tratta di un progetto ambizioso che prevede un investimento di 60 milioni di euro in 4 anni.

Pioniera di questa iniziativa, assieme a Bari, la Capitale Europea della Cultura 2019, Matera, dove la nuova tecnologia permetterà di ricostruire in 3D i siti archeologici e i musei, con visite virtuali ai “sassi”.

“Grazie a questa iniziativa- sottolinea il presidente Ugo Patroni Griffi- riusciremo a elevare ulteriormente i livelli di sicurezza, attraverso un controllo degli accessi sempre più capillare. Benefici che si potranno riscontrare, anche, nella logistica per le operazioni di carico e scarico che saranno automatizzate.” “D’intesa con il sindaco Antonio Decaro- conclude il presidente- abbiamo voluto partecipare al bando per avviare un processo di trasformazione digitale del territorio che, al termine della sperimentazione, potrà comunque continuare a beneficiare degli asset tecnologici e delle competenze sviluppate.”

Gli utilizzi in porto della soluzione di internet of the things (gli oggetti che si rendono riconoscibili e acquisiscono intelligenza comunicando dati su se stessi e accedendo a informazioni aggregate da parte di altri) saranno molteplici e si incardineranno in un lungo processo di innovazione tecnologica già avviato dall’Ente portuale volto a rendere lo scalo adriatico sempre più efficiente e dinamico.
L’hashtag ufficiale per seguire la sperimentazione su Twitter è #BariMatera5G.
Si inizia nel mese di giugno 2018, il completamento è previsto entro il 2019.

Porto di Livorno: presentata la nuova edizione di Porto Aperto

LIVORNO – E siamo a 11. E’ stata presentata a Palazzo Rosciano la nuova edizione di Porto Aperto, che quest’anno, l’undicesimo dalla sua nascita, si arricchisce di nuovi importanti elementi e nuovi protagonisti, come i porti di Piombino, quelli elbani di Rio Marina, Cavo e Portoferraio, e quello dell’Isola di Capraia, che sono assieme a Livorno le sei stelle della nuova costellazione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale.

“In questi dieci anni oltre 30mila studenti hanno visitato il nostro porto attraverso visite gratuite e guidate– ha detto il dirigente Promozione e Studi, Gabriele Gargiulo – c’è una volontà di integrazione tra due mondi, quello portuale e quello cittadino, che vogliono continuare a parlarsi”.

Il programma 217-2018 è particolarmente articolato e prevede tra le altre cose:

– Visite guidate ai porti ricadenti sotto la circoscrizione dell’Adsp (i destinatari sono gli studenti delle scuole primarie e secondarie).

– Trasmissioni televisive con focus tematici su argomenti di stretta attualità e di interesse per la comunità portuale.

– Incontri con le scuole e la cittadinanza e mostre per conoscere le zone inaccessibili dei porti ed i suoi protagonisti.

– Visite preliminari al laboratorio multimediale del Port Center.

– Visite al magazzino ex FS adiacente il terminal crociere del porto, struttura che ospita oggi il navicello “Pilade” e la motovedetta “Marzocco”. Mentre la Motonave “Bruno Gregoretti”, attualmente in cantiere per gli ultimi interventi restauro, è invece ormeggiata nel porto Mediceo, in prossimità della Fortezza Vecchia.

– Iniziative culturali in Fortezza Vecchia (L’Autorità, dal 1 agosto 2013 è diventata custode della Fortezza Vecchia in virtù delle concessioni temporanee sottoscritte con gli Enti proprietari. La concessione iniziale è stata prorogata, per il quadriennio 2016-2020).

“Il programma Porto Aperto – è stata la chiosa del presidente Corsini a margine della conferenza stampa – è una iniziativa molto articolata che in questi anni ci ha dato parecchie soddisfazioni. Investire sulla conoscenza dei porti del Sistema dell’Alto Tirreno, valorizzarne la memoria storica e le bellezze culturali e architettoniche, di cui anche Piombino è particolarmente ricca, è un obiettivo nobile che occorre perseguire con sempre maggiore convinzione: per questo motivo, il prossimo traguardo da raggiungere per i prossimi anni sarà quello di sviluppare ulteriormente il percorso espositivo- didattico che oggi va dalla Fortezza Vecchia, e dal suo Port Center, sino al Magazzino Ex Fs”.

L’Authority del Mare Adriatico Meridionale esporta in Albania il sistema di riorganizzazione dei porti

BARI – La legge di riforma dei porti: modello virtuoso da adottare anche oltre le frontiere italiane. Ieri mattina, nella sede di Bari, si è svolto un incontro tra Ugo Patroni Griffi, presidente dell’AdSP MAM; Mario Mega, direttore del Dipartimento Sviluppo e Innovazione Tecnologica dell’Ente portuale; Adrian Haskaj, console generale della Repubblica di Albania a Bari; Artjan Qirici, il nuovo direttore dell’Autorità Portuale di Durazzo; ed Emanuele Martinelli, presidente Consorzio ASI di Bari.

 

L’attuazione della Legge di riforma delle Autorità portuali in Italia sta producendo effetti positivi nell’organizzazione dei porti: semplificazione burocratica, integrazione del sistema logistico, potenziamento delle infrastrutture. Benefici apprezzati  dai massimi rappresentanti del Paese delle Aquile intervenuti all’incontro che si sono detti pronti a sottoporre al Governo albanese il modello italiano quale best practice da emulare.

Anche l’innovazione tecnologica del porto di Durazzo al centro della riunione. A breve sarà completata l’implementazione del sistema GAIA (piattaforma informatica per il controllo e lo scambio di informazioni per la gestione della security portuale)pure in Albania,  con vantaggi per lo snellimento e la semplificazione dei controlli di frontiera e doganali, oltre che per l’erogazione di servizi informativi e di supporto ai passeggeri.

“Grazie al sistema GAIA- commenta il Console generale di Albania- le Forze dell’Ordine, sia albanesi che italiane, avranno uno strumento utilissimo che, oltre a favorire i controlli garantendo elevati standard di sicurezza, agevolerà le operazioni di sbarco di passeggeri e mezzi nei porti italiani.”

“Durazzo è tappa intermedia del  Corridoio VIII, uno dei dieci corridoi paneuropei  che ha lo scopo di collegare le regioni adriatico-ioniche con l’area balcanica e dei Paesi del Mar Nero che vede come terminal occidentali i porti di Bari e Brindisi”, commenta il presidente Patroni Griffi.

“Il quasi completato asse viario Durazzo-Burgas, gli investimenti compiuti dal Montenegro e dall’Albania, oltre alle free zone costituite dalle ZES (le zone economiche speciali), possono offrire – conclude il presidente- occasioni di investimento per le imprese albanesi, creando condizioni naturali che favoriscano l’inclusione dei nostri porti nel Corridoio VIII.”

Al termine della riunione, il presidente ha incontrato Albin Gega, direttore del Ministero turismo ed ambiente albanese, per affrontare le questioni relative al nuovo collegamento Brindisi-Saranda, per lo sviluppo della Macro Regione “Salento-Albania del Sud”, una connessione geograficamente strategica nel bacino del Mediterraneo.

CONFRONTO AUTORITA’ DI SISTEMA – CONFINDUSTRIA MARCHE NORD SU SVILUPPO PORTI

ANCONA – A confronto sul futuro del porti di Ancona e Pesaro. Il presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale, Rodolfo Giampieri, ha incontrato una delegazione di Confindustria Marche Nord, guidata dal presidente Claudio Schiavoni, accompagnato dal vicepresidente Mauro Papalini, per condividere la strategia di crescita e parlare degli investimenti previsti per gli scali come opportunità per il territorio.

“Crediamo nella necessità di collaborare nella costruzione del sistema portuale, ascoltando, oltre le istituzioni, le esigenze degli imprenditori, degli operatori, del mondo produttivo – ha detto il presidente Giampieri -, per questo abbiamo messo in piedi un’agenda di confronto con i rappresentanti delle associazioni di categoria, la Camera di Commercio, i sindacati dei lavoratori per cogliere le loro osservazioni e ascoltare i loro consigli e per far conoscere quali sono i nostri progetti per lo sviluppo di queste infrastrutture, fondamentali per l’economia delle Marche e per creare occasioni che si traducano in lavoro e occupazione”.

Claudio Schiavoni ha espresso apprezzamento e soddisfazione per i progetti illustrati. “La presenza a questo tavolo della gran parte delle aziende che operano nei porti di Ancona e Pesaro dimostra quanto il mondo industriale sia attento alla problematica del porto di cui si sente protagonista attivo. Soffermandoci sulla progettualità di interesse per il porto di Ancona prendiamo atto con soddisfazione che la visione presentataci conferma la volontà di rafforzare e razionalizzare le banchine e le aree retrostanti con l’obiettivo di rendere il porto dorico parte integrante della città e moderno. A questo punto è urgente affrontare il tema della viabilità in uscita dal porto di Ancona onde evitare che tutti gli sforzi vengano vanificati.

Solo porti efficienti, razionali e moderni possono consentire dinamiche positive per le nostre imprese. Plaudiamo anche alla concessione per Lisa Group a Pesaro: torneranno attività di manutenzione e refitting di grandi imbarcazioni e yacht fino a 60 metri. È la conferma, se mai ce ne fossero stati dubbi, che la cantieristica è asse portante e irrinunciabile nello sviluppo dell’economia portuale di Pesaro. Il nostro auspicio, infine, è che le tante opere in cantiere portino anche ulteriore linfa alle piccole imprese che operano sul territorio nella filiera delle costruzioni”.

All’incontro era presente anche l’assessore Ida Simonella in qualità di componente del Comitato di gestione e assessore al Porto e al Piano strategico del Comune di Ancona che, nel suo intervento, ha parlato del ruolo dello scalo dorico nell’implementazione del Piano strategico della città.

Fra gli interventi previsti ad Ancona, terminal delle Autostrade del mare, si è parlato dell’adeguamento della banchina 22, della ristrutturazione del mercato ittico, del nuovo terminal doganale allo scalo Marotti, con lo spostamento dei tir in quell’area. Per il porto di Pesaro, invece, è stata appena firmata la concessione a Lisa Group per il Cantiere Rossini, con lo sblocco di investimenti privati per circa 15 milioni e prospettive di occupazione, a regime, fino a 100 dipendenti fra diretti e indotto. Lo scalo pesarese, inoltre, è stato inserito nel programma di dragaggi del sistema portuale. Due i grandi progetti d’investimento ad Ancona che saranno fondamentali per lo sviluppo strategico di tutto il sistema.

Il primo riguarda il potenziamento del cantiere navale Fincantieri, proposto dall’amministratore delegato Giuseppe Bono. Il secondo, invece, la possibilità di fare dello scalo dorico un Home port crociere in grado di accogliere le navi “cruise” di ultima generazione.

Il sistema portuale, che è al centro della Macroregione Adriatico Ionica, è posto sulla direttrice di collegamento fra la Spagna e il Mediterraneo sud-orientale. Strategico, perciò, sarà l’accordo, in corso di definizione, fra l’Autorità di sistema del mare Adriatico centrale e l’Adsp del mar Tirreno centro settentrionale, che ha in Civitavecchia il porto principale, per promuovere, nel Centro Italia, un canale privilegiato di collegamento tra Adriatico e Tirreno unendo e semplificando i traffici fra Spagna, Grecia, Croazia e Turchia e creando i presupposti per un riconoscimento anche comunitario di questo corridoio.

Autorità Tirreno Centrale: ok al primo bilancio previsione

NAPOLI – Il Comitato di Gestione dell’AdSP del Mar Tirreno Centrale ha approvato all’unanimità il bilancio di previsione 2018 che riporta un avanzo di cassa di 116.932.790 euro, un avanzo economico di 2.559.170 euro e un avanzo di amministrazione di 100.461.280 euro.

“Siamo soddisfatti – ha detto il presidente Pietro Spirito – del lavoro svolto, che ci ha permesso di presentare e approvare nei tempi previsti il bilancio 2018 che riguarda i tre porti del sistema campano. Del bilancio preventivo per il 2018 oggi varato mi preme sottolineare i circa 61 milioni destinati a interventi infrastrutturali, presenti nella programmazione annuale delle opere 2018.”

Si tratta del primo bilancio di previsione della neonata Autorità di Sistema Portuale dei porti di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia e arriva nei tempi assegnati dalla legge di riforma dei porti, entro, cioé, il 30 ottobre. L’Autorità riferisce, in una nota, di essere tra le prime, in Italia, ad aver ottemperato alla redazione del documento contabile. Il bilancio era stato presentato e discusso venerdì scorso dall’Organismo di partenariato, che ha espresso il suo consenso.

Il Collegio dei revisori, nell’esprimere parere favorevole all’approvazione del documento, ha richiamato l’attenzione degli organi di vigilanza e dei terzi “sul criterio di base – si legge – su cui si fonda il bilancio di previsione dell’AdSP Mar Tirreno Centrale 2018. La formazione delle previsioni è avvenuta procedendo ad una sommatoria dei dati previsionali parziali di Napoli e Salerno per l’anno 2018 formulate con i criteri tradizionalmente adottati dalle due strutture.

Il Collegio altresì informa che è il primo anno di predisposizione del documento previsionale unificato. I due richiami precedenti potrebbero dar vita a scostamenti significati nel concreto svolgersi della gestione unificata dal primo gennaio 2018 e necessitare di un assestamento previsto dalla legge”.

L’AdSP promuove una partnership tra Enti locali e Costa crociere

BARI – Si fa più intenso e sinergico il rapporto tra l’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico meridionale e Costa Crociere. Sulla scorta dei dati positivi raccolti durante la stagione crocieristica che sta per concludersi, durante la quale il porto di Bari è stato scelto come unico porto di imbarco e unico porto italiano dalla compagnia Costa Crociere, per il nuovo itinerario della nave Costa neoClassica, il presidente dell’Ente portuale, professor Ugo Patroni Griffi, ha promosso la costituzione di una partnership tra le Istituzioni locali e la Compagnia armatoriale con l’obiettivo di ottimizzare il ventaglio dei servizi offerti.

Nel corso dell’incontro, a cui hanno partecipato Regione Puglia, Città Metropolitana di Bari, Camera di Commercio di Bari, Confindustria di Bari-Bat, Federalberghi Bari- Bat, Puglia Promozione e Costa Crociere, è stata ribadita la necessità di continuare il percorso di stretta collaborazione avviato che ha già prodotto ottimi frutti. Ciascuno per la propria sfera di competenza ha assicurato il massimo impegno per migliorare servizi, accoglienza e per ottimizzare degli scali.

“La capacità di fare sistema e la sintonia di intenti sono sicuramente un mix vincente per un territorio che vuole puntare con forza a sviluppare sempre più il settore del turismo crocieristico- commenta il presidente Patroni Griffi. Il contributo di tutti i soggetti protagonisti del ciclo portuale, nonché di tutti quelli che concorrono all’erogazione dei servizi accessori, costituisce un’offerta straordinaria per le compagnie che vogliono investire sul territorio.” “Abbiamo trovato in Costa Crociere- conclude il presidente- un partner di eccezione. Stiamo gettando ora le basi per assicurare che il  percorso di crescita intrapreso garantisca la massima reciproca soddisfazione, già a partire dalla stagione 2018.”

“Per Costa Crociere Bari è un porto strategico. Nel 2017, grazie anche all’aggiunta del nuovo itinerario estivo di Costa neoClassica, abbiamo in pratica raddoppiato il numero di scali che avevamo effettuato nel 2016. Nei prossimi anni vogliamo consolidare ulteriormente la nostra presenza a Bari, lavorando ad un piano di sviluppo condiviso con le istituzioni e gli operatori locali, che ringraziamo per la loro grande disponibilità e collaborazione. Già a partire dal 2018 il numero di scali e di passeggeri che porteremo a Bari crescerà ancora”- dichiara Roberto Ferrarini, Vice President Terminal & Port Management di Costa Crociere.

“E’ stata un’utile riunione di coordinamento che testimonia la fortissima volontà dell’Amministrazione comunale di Bari di trasformare le crociere, ed in particolare la Costa che rappresenta la maggioranza assoluta delle toccate crocieristiche a Bari – commenta Silvio Maselli, assessore cultura e turismo del Comune di Bari- in un moltiplicatore di sviluppo turistico del territorio, sia migliorando le ricadute economiche che accogliendo al meglio i sempre più numerosi crocieristi che scelgono Bari quale base per conoscere il Mediterraneo”.

Zes “Tavolo tecnico”: Brindisi ha tante carte da giocare

BRINDISI – Presso gli uffici dell’Asi Brindisi si é svolta la prima riunione di un”Tavolo tecnico” ristretto istituitosi per raccogliere tutte le informazioni propedeutiche alla determinazione delle perimetrazioni Zes Puglia del mare Adriatico meridionale.Al tavolo erano presenti: il Senatore Salvatore Tomaselli, il presidente dell’Autoritá di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale Ugo Patroni Griffi, il Commissario straordinario del Comune di Brindisi Santi Giuffré, il presidente di Confindustria Giuseppe Marinó, il presidente della Camera di Commercio di Brindisi Alfredo Malcarne, il Presidente provinciale del Cna Brindisi Franco Gentile e il presidente del Consorzio Asi Brindisi, in rappresentanza delle Asi di Puglia, Domenico Bianco.

“Un’analisi oggettiva ma con un pensiero al territorio – sottolinea Domenico Bianco – parliamo di una Zes con una funzionalitá logistica e Brindisi ha tante motivazioni da vendere e molte carte da giocare”. “Dovranno essere privilegiati i territori vicino ai porti, che abbiano una connessione con le arterie stradali e con le arterie ferroviarie, mare, ferro e gomma”. “L’incontro di oggi ha un’importanza fondamentale, faremo un’attivitá di filtro per andare a proporre un pacchetto con una proposta ben definita e indistruttibile non dovendoci trovare  a candidare territori enormi e poi non fruibili dalle aziende”. E infatti durante i lavori sono stati anche presentati i progetti per l’individuazione delle aree candidabili (comprese le aree di Fasano, Ostuni e Francavilla Fontana).

Il senatore Salvatore Tomaselli, relatore del DDL sulle Zes: “Dobbiamo  attrarre investimenti mettendo a disposizione degli investitori le opportunitá che vengono da una legge dello Stato, che per la prima volta nel nostro Paese istituisce le zone economiche speciali, e le infrastrutture che possono ospitare una delle Zes piú ampie ed innovative dell’intero Mezzogiorno”.

“Brindisi ha un porto che ha grandi infrastrutture e grandi spazi con una retroportualitá, forse, unica o comunque tra le piú significative tra tutti i porti del Mezzogiorno d’Italia, quindi una realtá straordinariamente vocata ad ospitare una delle zone economiche speciali piú attrattive per i nuovi investimenti”.

Il presidente dell’Autoritá di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale Patroni Griffi: “Qui, oggi, si discuterá di un metodo, di un progetto che tiene insieme tutti i territori industriali, porti e retroporti , un sistema logistico molto coeso con la possibilitá di espansione a zone che non hanno porti, o almeno dei porti commerciali estendendoci fino al Salento e verso la Murgia”.

Continua il presidente Griffi, ricordando che ci sono già due progetti  in fase avanzata al Ministero: “Campania e Gioia Tauro sono i due progetti che il Ministero sta valutando: per la Campania sono stati presentati progetti che riguardano i porti dell’Autoritá di Sistema dando pari dignitá al porto di Napoli e al porto di Salerno”. “Noi ci troveremmo nella stessa situazione, con l’aggiunta di Manfredonia e Barletta. Il POT che abbiamo costruito é funzionale alla Zes”.

 

Salvatore Carruezzo

© Riproduzione riservata

Dal porto di Trieste la sfida dell’economia circolare

TRIESTE – Trieste raccoglie la sfida dell’economia circolare del mare. “E’ l’ora dell’innovazione”, ha detto il Presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico orientale Zeno D’Agostino. “Il porto di Trieste e la città sono circondati dalla più grande concentrazione di cervelli a livello mondiale. Una simile realtà non può essere scollegata dalla portualità ed è scandaloso non aver messo in precedenza questi cervelli a disposizione del territorio”.

D’Agostino ha parlato durante il convegno “Innovazione e competitività delle città portuali: l’economia circolare”, organizzato da Autorità portuale di Trieste e Area Science Park, in collaborazione con Intesa San Paolo. Durante il dibattito, moderato dalla giornalista Monica Busetto, è stata sottolineata la crescita dei traffici nel Mediterraneo e la necessaria attenzione rispetto alla sostenibilità dell’impatto che ciò avrà su ambiente e risorse naturali.

Il direttore generale di Studi ricerche Mezzogiorno (Srm), Massimo Deandreis, ha motivato la strategicità del “lago Mediterraneo” con “la crescita dell’economia dei paesi di Nord Africa e Medioriente, l’aumento dei traffici del Canale di Suez e le ricadute dell’iniziativa cinese One Belt One Road. Uno scenario con ovvie ricadute anche sul porto di Trieste”, ha concluso.

Nel corso della relazione è stato ricordato che Trieste è il primo porto italiano ad avere ottenuto nel 2016 la certificazione ambientale: risultato di rilievo per un porto che copre metà del tonnellaggio merci dell’Alto Adriatico e tre quarti delle rinfuse liquide, grazie al petrolio. Trieste movimenta inoltre 90 milioni di tonnellate con il ro-ro: un quinto del totale italiano. Per D’Agostino, “la competizione si vince facendo cose che gli altri non fanno. L’Autorità vuole creare le precondizioni per determinare un certo tipo di futuro.

Ci sono aree da recuperare e sul Carso i cervelli, mentre il mare porta opportunità. È necessario un cambio di mentalità: il porto che cambia ma continuerà a produrre profitto”.
Massimiano Tellini, responsabile del Circular Economy Project di Intesa Sanpaolo, ha evidenziato la necessità di introdurre “nuovi concetti di business per separare lo sviluppo economico dallo sfruttamento delle risorse naturali: questo significa economia circolare, una sfida collettiva e strategica di transizione, che può offrire nuove opportunità di business”.

IL NAUTILUS Anno 12 N°3

BRINDISI - In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato alle crociere, a livello nazionale ed internazionale, con i nuovi dati di Risposte Turismo: dalla classifica dei porti italiani in base al numero di croceristi alle previsioni per il 2018 con i programmi dei porti già fissati con le grandi compagnie. Poi un focus di Stefano Carbonara sul cyber crimine applicato al mondo dello shopping con lo contromosse necessarie. Da Assologistica arrivano anche le indicazioni per il mondo dei porti e non solo, con tendenze e lacune da colmare. Ad Ancona, Napoli, Trieste, Venezia, Brindisi e Livorno sono dedicati tanti servizi sulle ultime notizie che giungono da questi scali dopo la riforma dei porti..
poseidone danese

© 2017 il nautilus. All Rights Reserved. Performed by SC Lab