Convegno sull’elettrificazione delle banchine del Porto di Genova

Domani, 2 luglio 2019, dalle ore 8.30 alle 13.00, si terrà in Palazzo San Giorgio sede dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale la presentazione della dispensa “L’elettrificazione delle banchine dei porti del Mar Ligure Occidentale, normativa – esperienze – soluzioni tecniche”. autori Davide Sciutto (ADSP) e Prof. Ing. Paolo Pinceti (UniGE-DITEN)

L’impegno dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, in stretta collaborazione con la Regione Liguria ed il Ministero dell’Ambiente, per migliorare la qualità dell’aria e tutelare l’ambiente si è concretizzato con la realizzazione degli interventi descritti in dettaglio nella dispensa che consentono di contenere le emissioni in atmosfera e l’inquinamento acustico prodotti dalle navi all’ormeggio nell’aree oggetto degli interventi caratterizzate da una notevole vicinanza con il tessuto urbano.

La dispensa descrive e mostra le soluzioni tecnologiche adottate negli interventi fatti o in corso riassumibili in:

elettrificazione delle banchine dell’area delle riparazioni navali di Genova, dove il cold ironing è entrato in servizio ai primi del 2018 (costo 12.000.000,00 Euro);
estensione dell’elettrificazione al Terminal Crociere di Stazione Marittima, in fase di studio;
elettrificazione della banchina del Porto di Prà, in fase di realizzazione con entrata in servizio prevista nel 2020 (costo 10.000.000,00 Euro);
predisposizione all’elettrificazione della banchina della Piattaforma APM terminal di Vado Ligure;
predisposizione all’elettrificazione della banchina del Terminal Messina Genova.

La presentazione della dispensa sarà l’occasione per condividere le esperienze sugli impieghi e sulla evoluzione delle tecniche di collegamento nave-terra.

PROGRAMMA

Martedì 2 Luglio 2019
Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale
Palazzo San Giorgio – Via della Mercanzia 2 – Genova

8.30-9.00 Registrazione dei partecipanti
9.00-9.10 Benvenuto del Segretario Generale Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale Dott. Marco Sanguineri
9.20-9.30 Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Dott.ssa Lorianna Annunziata
9.30-9.40 Regione Liguria Dott. Drago Gabriella
9.40-9.50 Regione Liguria Dott. Cecilia Brescianini
9.50-10.00 Capitaneria di Porto di Genova

TAVOLO TECNICO

10.30-10.40 Apertura tavolo tecnico
Ing. Flavio Destefanis, Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale
10.40-10.50 Politica delle fonti di energia alternativa nelle aree portuali
Dott. Geol. Giuseppe Canepa, Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale
10.50-11.30 Presentazione della dispensa “L’elettrificazione delle banchine dei porti del Mar Ligure Occidentale” prima parte
Ing. Davide Sciutto, Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale
11.30-12.10 Presentazione della dispensa “L’elettrificazione delle banchine dei porti del Mar Ligure Occidentale” seconda parte
Prof. Paolo Pinceti, Università di Genova – DITEN
12.10-12.20 Progettazione dell’intervento nell’area delle Riparazioni Navali
Ing. Enrico Franzese, DBA progetti
12.20-12.30 Esecuzione dell’intervento nell’area delle riparazioni navali
Ing. Matteo Sessa, SICI r.rl.
12.30-12.40 Progettazione ed esecuzione dell’intervento nell’area del porto di Prà
Ing. Ennio Spadavecchia, Nidec Asi S.p.A.

L’AUTORITA’ DI SISTEMA PORTUALE DEL MARE ADRIATICO SETTENTRIONALE INCONTRA GLI OPERATORI DEI PORTI DI VENEZIA E DI CHIOGGIA

Venezia-Un’ampia delegazione composta da una trentina di rappresentanti e operatori delle comunità portuali veneziana e chioggiotta ha incontrato il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Pino Musolino, e il Segretario Generale, Martino Conticelli. Nel corso dell’incontro privato si è tenuta una discussione particolarmente costruttiva su alcuni dei temi più urgenti che interessano sia i traffici mercantili sia quelli passeggeri di entrambi gli scali lagunari.

A questo proposito, i presenti sono stati concordi nell’affermare con forza la necessità di sostenere la vocazione commerciale-industriale di entrambi i porti lagunari a fianco e in sinergia con la vocazione turistica, nella convinzione, sostenuta dai dati e dai recenti accordi e operazioni finanziarie – commerciali, che sia il porto di Venezia sia il porto di Chioggia possono e devono continuare a crescere in termini di competitività internazionale sul fronte dei traffici – particolarmente nei settori delle rinfuse, container, project cargo e Ro-Ro – esprimendo appieno la loro predisposizione eminentemente multi-purpose e sfruttando le possibilità offerte dalla nuova Via della Seta.

L’incontro si è rivelato un’utile occasione per aggiornare gli imprenditori e i gestori presenti sulle recenti riunioni ministeriali in tema di grandi navi e sui possibili risvolti per il porto di Chioggia, nell’eventualità che Val da Rio si rivelasse la località prescelta per il nuovo terminal crocieristico. Sempre su Chioggia, il presidente ha ricordato che la questione “impianto GPL” può, a questo punto, trovare una soluzione solo a Roma, dove il MIT e il MISE devono istituire delle commissioni autorizzative che possono intervenire decidendo nel merito.

La discussione si è poi concentrata sul tema fondamentale dell’escavo dei sedimenti che interessa tutte le attività di dragaggio manutentivo dei canali portuali di Venezia e di Chioggia. La posizione condivisa dai presenti è che serve una forte accelerazione per superare l’attuale situazione di impasse provocata dalla mancata sostituzione del cosiddetto “Protocollo fanghi”, un documento redatto nel 1993 e che oggi non è in grado di garantire la necessaria operatività, particolarmente in riferimento a una laguna che ha progressivamente modificato i profili dei sedimenti, oggi molto meno inquinanti di quanto riscontrato negli scorsi decenni.

Questa discrepanza si ripercuote sulle manutenzioni ordinarie del porto che diventano economicamente insostenibili, poiché i fanghi dragati devono essere spesso trattati come pericolosi rifiuti speciali, anziché essere utilizzati per ricostituire le barene e ripianare le casse di colmata.
E’ stata riaffermata, inoltre, l’urgenza del problema del conferimento dei sedimenti: i siti normalmente utilizzati hanno ormai una capacità residua quasi nulla e occorre individuare subito nuove aree dedicate a quest’attività che è continua e fondamentale per il mantenimento dell’operatività degli oltre 60 km di canali portuali gestiti dall’Autorità di Sistema Portuale.

La discussione ha toccato anche il tema del nuovo DPSS, il Documento di Programmazione Strategica di Sistema, in fase di redazione e che sarà prodromico poi alla revisione dei Piani Regolatori Portuali di entrambi i porti lagunari. La definizione precisa delle aree con funzione di interazione porto-città è, a seguito della riforma del 2016, un passo fondamentale per poi procedere a finalizzare i due PRP, per questo l’AdSP sta interagendo con le amministrazioni comunali competenti al fine di giungere a un’intesa in tempi rapidi, permettendo di progettare e rilanciare al più presto lo sviluppo delle aree portuali.

Sul tema della vertenza sindacale che interessa la Nuova Compagnia Lavoratori Portuali, l’AdSP ha ribadito l’impegno costante nel tentare di ricomporre il contrasto in seno alla cooperativa, per quanto l’ordinamento non permetta all’Autorità di intervenire direttamente nelle questioni finanziarie e interne della società ma consenta solo di svolgere un ruolo di regolatore, controllore e, in questa fase, di “stanza di compensazione” per le parti interessate.

Il presidente Musolino, infine, ha condiviso con i presenti gli ottimi risultati registrati nell’ultimo anno da tutti i comparti dei porti lagunari che impiegano oltre 19.000 lavoratori complessivamente. Un focus particolare è stato dedicato al terminal di Fusina e al traffico ro/ro e ro/pax che continua a crescere a doppia cifra e che promette un ulteriore raddoppio dell’attività con la prossima entrata in funzione della seconda darsena.

Dal progetto Cagliari Port 2020 l’innovazione per gli altri scali di sistema Sardegna

Quasi cinque anni di studio, sperimentazione, confronto e analisi del fabbisogno degli operatori del cluster marittimo. Un’ampia rete di soggetti coinvolti che comprende Vitrociset a LEONARDO company, CRS4, Università degli Studi di Cagliari, CTM, CICT, Click&Find, Flossalab, 4CMultimedia e l’AdSP del Mare di Sardegna, in qualità di utilizzatore finale.

Risultato, un software informatico innovativo, nel quale confluiscono informazioni sul trasporto merci, passeggeri e crocieristi, interfacciato con sistemi istituzionali nazionali e terzi per l’incremento della sicurezza in porto e la riduzione dei tempi delle operazioni in banchina e delle possibilità di errore. In sintesi, Cagliari Port 2020 – progetto di ricerca e innovazione finanziato per un importo di circa 9 milioni di euro dal MIUR, nell’ambito dell’avviso PON 2007-2013 Smart Cities and Social Innovation – giunto oggi alla conclusione con il workshop di chiusura, organizzato nella sala congressi del Terminal Crociere del Molo Ichnusa di Cagliari.

Una mattinata nel corso della quale è stato stilato il bilancio di attività, con un confronto tra i principali attori che hanno contribuito a creare le tre piattaforme che alimentano l’intero progetto. La prima, il Port Community System, ossia una piattaforma telematica per la digitalizzazione e la dematerializzazione delle pratiche di accompagnamento ai processi del trasporto merci e persone, interfacciata con i principali sistemi istituzionali nazionali in uso alle Capitanerie di Porto e alle Agenzie delle Dogane (PMIS e AIDA).

La seconda, un software per il brokeraggio dedicato agli operatori di ultimo miglio, in grado di organizzare, controllare e ottimizzare, in tempo reale, i processi di trasporto e consegna delle merci, riducendo i chilometri percorsi, agevolando la cooperazione tra i diversi attori e l’accesso ai nodi logistici di riferimento. Ultima, una serie di strumenti per lo sviluppo del turismo e la promozione del territorio, in un ambiente informatico utile ad agevolare l’incontro tra l’offerta degli operatori di settore e la domanda generata dal Cruise Port, consentendo al turista di essere accompagnato nella scoperta del territorio. Dodici le agenzie marittime che, dal mese di luglio 2018, sono state coinvolte nella sperimentazione del sistema di Port Community.

Quasi un anno di lavoro nel corso del quale sono state monitorate 1700 toccate nave, con caricamento su portale della relativa documentazione (fascicolo nave) ed esportazione del dato nei formati statistici richiesti dall’Unione Europea. La fase di studio ha anche consentito analizzare il livello di sicurezza portuale e di testare nuove soluzioni per la gestione delle liste passeggeri ed equipaggio, nonché i moduli aggiuntivi per un sistema di controllo accessi all’area sterile basati sul controllo biometrico.

Per quanto riguarda la componente di promozione del territorio, nell’ambito del progetto Cagliari Port 2020 è stata portata avanti la sperimentazione di Sardinia Ship Supply. Iniziativa condotta con il supporto di Confcommercio Sud Sardegna, finalizzata all’incontro tra domanda e offerta dei prodotti tipici locali, consentendo di attivare trattative sia in forma strutturata che in forma libera. Alla sperimentazione hanno partecipato 21 fornitori locali con 134 prodotti tipici caricati sul portale.

“Il workshop odierno – spiega Massimo Deiana, Presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna – chiude una fase di studio e sperimentazione, ma apre un nuovo scenario nell’evoluzione digitale del sistema portuale. Oggi collaudiamo una piattaforma che ingloberà pratiche nave, statistiche, dati di accesso in porto per l’innalzamento del livello di security e, grazie ad una serie di algoritmi, piloterà anche la scelta del turista che passa dai nostri scali nella scoperta del territorio e dei suoi prodotti tipici”.

Solo una prima fase di un lungo percorso, quella conclusa con il workshop finale. “Il nostro obiettivo – conclude Deiana – è quello di utilizzare il progetto pilota di Cagliari Port 2020 per estendere la sperimentazione anche sugli altri scali ed integrarlo, nell’ottica della capitalizzazione, con altri progetti europei ai quali la nostra AdSP ha partecipato attivamente. Un passo necessario che ci consentirà di allinearci velocemente ai sistemi avanzati già utilizzati nei principali porti del Nord Europa”.

AdSP MTS incontra il neo sindaco di Livorno

Il commissario dell’AdSP del Mar Tirreno Settentrionale, Pietro Verna, ha ricevuto stamani a Palazzo Rosciano il neo sindaco di Livorno, Luca Salvetti. A fare gli onori di casa, oltre a Verna, anche il segretario generale facente funzione dell’Ente, Simone Gagliani e il dirigente programmazione e studi, Claudio Vanni.

L’incontro, dai toni molto cordiali, è servito al sindaco per fare il punto della situazione sulla programmazione messa in atto dalla Port Authority sul fronte dei grandi progetti cui è legato lo sviluppo dello scalo labronico.

«Sono molto molto soddisfatto dell’incontro e della pianificazione messa in campo dall’Autorità portuale – ha dichiarato Salvetti -, sarà mia cura instaurare un clima di fattiva e proficua collaborazione con l’AdSP perché il porto possa continuare a crescere e a sviluppare i propri traffici».

Il Segretario Generale Francesco Di Sarcina incontra i Miticoltori spezzini

Si è tenuto nel cuore della “fabbrica” dove avviene la lavorazione dei muscoli, negli uffici dell’impianto della Cooperativa dei Mitilicoltori della Spezia a Santa Teresa, l’incontro tra il Segretario dell’Autorità di Sistema Portuale, Francesco Di Sarcina, il Presidente e il Direttore della Cooperativa, Paolo Varrella e Federico Pinza, oltre ad alcuni soci tra cui Alessio Palla, Eugenio Borio e Reduer Spadolini.

Nel corso della riunione si è parlato del presente e del futuro del settore ed è stato fatto il punto su come l’AdSP può continuare a sostenerlo, alla luce delle potenzialità ancora inespresse del comparto, così importante per l’economia del nostro territorio e per l’interesse collettivo.

L’AdSP ha condiviso con i vertici della Cooperativa l’importanza di una azione sinergica rivolta a mantenere il più elevato possibile il livello di produttività dell’allevamento, elaborando una sorta di “road map” che verrà definita nei prossimi mesi coinvolgendo i soci della Cooperativa.

“Proseguiamo con un dialogo che riteniamo essere molto proficuo. Dovendo effettuare degli interventi di dragaggio, stiamo procedendo, secondo la nuove norme di settore, ad analizzare e campionare il fondale del porto che sarà oggetto di futuri dragaggi. Ne conseguirà un progetto di dragaggio che valuteremo con i mitilicoltori, con i quali concorderemo tutte le misure da attuare per non interferire con le loro attività, procedendo ovviamente con i mezzi che la legge ci consente. Valuteremo tutte le eventuali proposte provenienti dal settore e sono sicura che troveremo insieme le soluzioni più opportune ”, ha dichiarato la Presidente Carla Roncallo.

“Con l’attuale gestione dell’AdSP abbiamo sempre avuto un rapporto collaborativo e schietto – commenta la Cooperativa Mitilicoltori Associati – e pertanto attendiamo l’avvio di questo annunciato tavolo delle trattative per valutare e rilanciare proposte per la tutela, e soprattutto per lo sviluppo, di una attività storica con un forte legame col territorio e soprattutto di grande valenza economica”.

L’AdSP è al fianco dei mitilicoltori anche sotto l’aspetto della promozione. L’ente ha infatti fornito il suo supporto per la partecipazione a varie edizioni di Slow Fish a Genova, ultima quella di maggio 2019 e per la realizzazione della mostra fotografica che aprirà a breve su Passeggiata Morin. L’AdSP ha in questi giorni dato il suo patrocinio alla Cooperativa per organizzare il convegno nazionale di SIRAM la società che attraverso studi, ricerca applicata e divulgazione scientifica, ha come “mission” la tutela e la valorizzazione della molluschicoltura italiana, e che si terrà presso l’Auditorium di Via Del Molo il prossimo novembre.

Nella foto: Di Sarcina, Varrella, Pinza, Alessio Palla, Reduer Spadolini e Antonio Leo

Implementazione delle strutture e potenziamento dei servizi: AdSP MAM investe risorse ed energie per migliorare le condizioni di viaggio da e per l’Albania

Bari-Il traffico con la vicinissima Albania rappresenta per l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale uno dei propri principali core business, per via degli ingenti volumi di traffico che annualmente i porti di Bari e di Brindisi gestiscono da e per il Paese delle Aquile. Proprio per questo motivo, l’implementazione delle strutture e il miglioramento dei servizi rivestono per il management dell’Ente portuale carattere di priorità.

Nelle more delle stringenti normative internazionali in tema di sicurezza, afferenti principalmente i controlli nelle aree extra-Schengen, imponente è stato il lavoro dell’Ente per valorizzare le strutture esistenti, con l’obiettivo di offrire a passeggeri e Forze di Polizia le migliori condizioni di confort possibili. Un lavoro reso possibile grazie alla continua, costante e virtuosa sinergia istituzionale istituita con il Consolato Generale di Albania.

A Bari, nello specifico, l’AdSP MAM ha riqualificato e rimodulato le postazioni di controllo a servizio del personale della Polizia di Frontiera, installate nella zona sterile e interna alla stazione marittima. Un intervento articolato che ha interessato, anche, la riconfigurazione della recinzione perimetrale di sicurezza della port facility, molo S. Vito lato banchina n. 4, con l’introduzione di una copertura spaziale all’interno della zona ristretta dell’impianto portuale.

Lo spostamento della recinzione esterna ha consentito di ottenere, infatti, un luogo protetto per i passeggeri che sbarcano dalle navi traghetto ormeggiate presso le banchine della port facilty, portando da due a quattro il numero delle postazioni di controllo, una di emergenza, a servizio del personale della Polizia di Frontiera. Strutture, tre delle quali multifunzionali, assolutamente in linea con le normative Schengen che prevedono che i controlli di polizia siano eseguiti frontalmente. Interventi, questi, mirati a diminuire i tempi di attesa per i controlli e ad agevolare il lavoro delle Forze dell’ordine.

La stazione marittima, inoltre, ha acquistato spazi più funzionali e sicuri: le vecchie e fatiscenti strutture sono state rimosse, liberando il corridoio centrale, e sostituite con le nuove postazioni dislocate in maniera più efficiente, rendendo maggiormente funzionale il porto di Bari rispetto alle aumentate dimensioni del traffico Ro-Ro e passeggeri.

Interventi importanti e radicali che hanno comportato per l’Autorità di Sistema Portuale un investimento rilevante di denaro, circa due milioni di euro, e di risorse finalizzato alla rimodulazione e riconfigurazione della Stazione marittima di Molo San Vito. Sono, inoltre, in fase di approvazione e affidamento i lavori di realizzazione dell’impianto fotovoltaico a servizio della Stazione Marittima e i lavori di rimodulazione e nuova configurazione dei varchi carrabili della port facility molo San Vito extra Schengen e adeguamento della viabilità finalizzati ad efficientare al meglio le operazioni. L’importo complessivo previsto si aggira attorno ai due milioni di euro.

Sono stati, altresì, effettuati interventi rilevanti anche per la zona di Marisabella, presso l’area deputata alla biglietteria e al check-in; inoltre, sono stati aggiudicati i lavori per ripavimentare il piazzale retrostante la banchina n. 12; sistemare l’impianto audio e annunci, sostituire i condizionatori a soffitto e a colonna non funzionanti all’interno dell’area sterile della Stazione Marittima, sostituire le lampade esistenti con lampade a LED a basso consumo energetico, per tutta la viabilità portuale, sostituire il box prefabbricato da destinare a docce a servizio dei camionisti anche delle navi traghetto per l’Albania

Il dialogo costante con il Console Generale d’Albania a Bari, Adrian Haskaj e l’Ufficiale di Collegamento di Polizia, Artur Beu, i quali hanno spinto e promosso riunioni organizzative da due anni a questa parte con i vari attori reciproci da entrambi i lati dell’Adriatico, ha consentito al Management dell’Ente di recepire le principali istanze rappresentate dai fruitori e di individuare le soluzioni percorribili.

Si è pertanto, proceduto lungo due direttrici: rendere la permanenza in porto per i passeggeri sottoposti a controlli di sicurezza nelle fasi di imbarco e di sbarco quanto più piacevole e confortevole possibile; agevolare il lavoro delle forze di Polizia rendendo, conseguentemente, più fluidi e dinamici i controlli.

Non solo implementazione infrastrutturale. L’Ente portuale  e il Consolato hanno agito anche sul fronte della concertazione governativa e amministrativa, per la realizzazione di innovativi protocolli di sicurezza e controllo, ad iniziare dalla fase dell’imbarco dei passeggeri nel porto di Durazzo, con l’obiettivo di integrare procedure di affiancamento dei poliziotti italiani a quelli albanesi e utilizzare gli avanzati sistemi tecnologici e informatici, particolarmente evoluti nel porto di Bari.

“Consideriamo coloro i quali usufruiscono dei nostri porti non passeggeri, ma ospiti- commenta il presidente Patroni Griffi- da accogliere, offrendo il maggior confort possibile durante la loro permanenza.”

Operatività del Porto Canale di Cagliari – Nota di precisazione

Qui di seguito pubblichiamo la nota dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, relativa all’operatività del Porto Canale di Cagliari, rivolta a tutti gli operatori e agli organi di stampa.

Contrariamente alla non veritiera notizia circolata tra gli operatori di settore ed onde evitare la ulteriore diffusione di informazioni distorte e lesive della reputazione operativa e commerciale dello scalo di Cagliari, questa Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna ritiene doveroso chiarire che il Porto Canale non ha mai smesso di operare e continua. Come di consueto, ad accogliere traffici commerciali.

Con estrema chiarezza e trasparenza, ci rivolgiamo a tutti gli operatori affinchè possano trovare ampia rassicurazione sulla piena operatività dello scalo di Cagliari, contando, come sempre, sulla massima disponibilità e professionalità che contraddistingue l’intero cluster portuale locale.

Pubblicato l’avviso esplorativo internazionale per il futuro gestore della Stazione Marittima di Olbia

Uno scalo portuale a dimensione di passeggero, proiettato nei prossimi vent’anni, con servizi allineati ai più moderni standard internazionali. Il futuro del porto di Olbia si programma oggi, con la pubblicazione dell’“Avviso esplorativo di sollecitazione al mercato per la presentazione di proposte di finanza di progetto” illustrato questa mattina, in conferenza stampa, dal presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna, Massimo Deiana.

Un bando ad evidenza pubblica che ha lo scopo di attrarre una o più proposte progettuali di partenariato pubblico – privato sulla gestione della Stazione Marittima dell’Isola Bianca, dei servizi di interesse generale ai passeggeri, dei parcheggi di auto, rimorchi e semirimorchi; ma anche del supporto all’autotrasporto e agli utenti del settore commerciale, nonché l’esecuzione dei lavori necessari alla riqualificazione e alla gestione economico – finanziaria dello stesso terminal passeggeri e delle aree scoperte da destinarsi ai servizi.

Tra tutte le progettualità che perverranno all’AdSP entro il 9 settembre prossimo, una sola verrà selezionata sulla base dei criteri qualitativi indicati nell’avviso e del ribasso sul canone di disponibilità annuale – che sarà a carico dell’Ente verso il nuovo concessionario – posto a base di gara, pari a poco più di 1 milione e 900 mila euro. Decisivi, nella scelta del proponente, l’attenzione prestata alla qualità ed innovazione dei servizi offerti e degli investimenti proposti.

Per il primo aspetto, incentrato sui servizi all’utenza, saranno determinanti l’instradamento dei veicoli (in particolare nei picchi stagionali di traffico); l’organizzazione del servizio interno di navetta (con eventuale impiego di mezzi ecologici); la gestione dei servizi ai passeggeri (qualità del sistema informativo proposto, modalità di implementazione ed integrazione dello stesso con quelli dell’AdSP, gestione e accessibilità delle informazioni) e altre facilities come l’info point, il deposito bagagli ed ufficio oggetti smarriti, biglietterie, telefonia pubblica, bar, ristorazione, edicola, tabacchi ed eventuali altre attività commerciali, Wi-Fi pubblico, bancomat, servizi igienici e celle frigo per la conservazione di alimenti deperibili.

Per quanto riguarda la parte tecnica, la ripartizione dei punteggi interesserà gli aspetti architettonici degli interventi e delle soluzioni adottate; la distribuzione e le modalità di sfruttamento degli spazi interni della stazione marittima, l’utilizzo di impianti e tecnologie ecocompatibili, l’indice di prestazione energetica ottenuto a seguito degli interventi di riqualificazione proposti, la gestione operativa delle aree destinate a parcheggio. Una terza valutazione interesserà la gestione delle manutenzioni ed il monitoraggio delle prestazioni e dei risultati raggiunti.

Ultimo criterio di valutazione, il cronoprogramma dei lavori, che prevedrà l’assegnazione del punteggio più alto per la proposta che assicuri la progettazione e la realizzazione degli interventi nel più breve tempo. La migliore proposta di finanza di progetto, una volta approvata, verrà messa a gara, ai sensi del codice dei contratti pubblici (art. 183, comma 15 e 16), per il definitivo affidamento ed assentimento in concessione.  Alla stessa potrà partecipare anche il promotore selezionato nella procedura avviata oggi; lo stesso, qualora non dovesse risultare aggiudicatario, potrà eventualmente esercitare il diritto di prelazione, dichiarando di impegnarsi ad adempiere alle medesime condizioni offerte dal vincitore.

“Quello pubblicato oggi è un avviso esplorativo di sollecitazione del mercato totalmente innovativo – spiega Massimo Deiana, Presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna – Un’iniziativa volta alla massima trasparenza del procedimento, che punterà a ridisegnare il layout del porto di Olbia – Isola Bianca su due macro obiettivi: mettere il passeggero al centro della gestione di servizi portuali moderni, a dimensione internazionale, e proiettare lo scalo olbiese verso una nuova dinamica, che preveda maggior ordine nell’utilizzo degli spazi, una più efficace gestione della sicurezza e della rapidità dei flussi di traffico, a beneficio anche degli operatori portuali. E allo stesso tempo una migliore integrazione porto città, con una stazione marittima che punti a diventare biglietto da visita e vetrina della città di Olbia e dell’intera Sardegna”.

Una procedura complessa quella che ha portato alla redazione del bando. “Il bando è frutto di un lungo ed attento lavoro al quale ha contribuito tutta la struttura dell’AdSP, in collaborazione con l’Advisor Sinloc S.p.A., mettendo in campo competenze legali, amministrative, economiche, statistiche, ingegneristiche, di analisi dei servizi, delle tecnologie, delle operazioni portuali e della security – continua Deiana – Il lavoro svolto ha consentito, attraverso una complessa istruttoria, di fornire un approfondito quadro della situazione di partenza e un’analisi dettagliata dei fabbisogni del Porto su una proiezione ventennale”. Massima la trasparenza e la diffusione garantite.

“Per un avviso così complesso – conclude il Presidente dell’AdSP – non poteva certo mancare la massima attenzione alla trasparenza e alla diffusione. Contestualmente alla conferenza stampa di presentazione, l’avviso legale apparirà sui principali quotidiani italiani e sulle riviste economiche internazionali. Da oggi attireremo sullo scalo di Olbia l’attenzione dei principali operatori mondiali, da Nord a Sud, dagli Stati Uniti alla Cina. Tutte le informazioni e gli aggiornamenti saranno disponibili sulla pagina dedicata del sito internet dell’AdSP”.

Marco Mezzano

Il bando integrale ed i relativi allegati sono visionabili qui

La partnership fra APM Terminals e ZPMC Italia genera nuova occupazione

I piani di assunzione del personale e le prospettive per la piattaforma di Vado Ligure

 

Vado Ligure – Il terminal container di APM Terminals, la cui costruzione è oggi arrivata all’85% e che entrerà in servizio il 12 dicembre prossimo, è destinato a generare un numero di posti di lavoro molto rilevante e, a medio-lungo termine, aprirà anche ulteriori scenari positivi sul fronte occupazionale. Tutto ciò avverrà anche grazie ad un’evoluzione della partnership con ZPMC, la società che fornisce ad APM Terminals i mezzi di sollevamento che verranno impiegati sulla piattaforma, curandone anche la manutenzione.

I dettagli del piano di assunzioni e degli accordi per l’occupazione firmati nei mesi scorsi sono stati presentati dal Managing Director di APM Terminals Vado Ligure, Paolo Cornetto, e dall’AD di ZPMC Italia, Elio Crovetto, insieme ai tre Segretari di CGIL, UIL e CISL della provincia di Savona, Andrea Pasa, Claudio Bosio e Gianni Mazziotta, e al Console CULP, Alberto Panigo. Al termine della presentazione è stato firmato un documento di integrazione degli accordi quadro sull’occupazione firmati a dicembre 2018.

Attualmente APM Terminal Vado Ligure Spa impiega direttamente 77 persone (234 se si includono i 157 lavoratori della controllata Reefer Terminal Spa), sulla piattaforma ZPMC Italia ne impiega altri 18. All’apertura del terminal a dicembre 2019, quando solo una parte della banchina e dei piazzali del nuovo terminal sarà disponibile, i lavoratori di APM Terminals e ZPMC Italia saliranno a 267, un numero che va oltre i 237 che erano previsti dall’accordo quadro sull’occupazione siglato a dicembre 2018. Nel 2020, quando il completamento dei lavori sulla banchina renderà il terminal pienamente operativo, i lavoratori complessivamente impiegati dalle due aziende saranno 277 nella prima metà dell’anno e 309 nella seconda. Saranno infine 401 i lavoratori impiegati a Vado da APM Terminals e ZPMC Italia quando il terminal funzionerà a pieno regime.

In questo contesto la scelta strategica da parte di APM Terminals è stata di affidare a ZPMC Italia la totalità delle attività di manutenzione dei mezzi di movimentazione, che necessitano di controlli ed assistenza continue. L’ingresso di ZPMC Italia negli accordi con le organizzazioni sindacali consentirà all’azienda di poter contare, non solo per Vado, su personale altamente specializzato e formato, ma soprattutto costantemente aggiornato.

Al porto di Ancona il 18 maggio Italian Port Days

Nel porto di Ancona tornerà, per un giorno, la tradizione delle “lancette”, piccole imbarcazioni che permettevano di trasportare le persone da un lato all’altro dello scalo fino ai primi anni del secondo dopoguerra. L’occasione sarà la prima edizione dell’Italian Port Days, la manifestazione nazionale che si terrà dal 15 al 21 maggio e che coinvolgerà tutte le Autorità di sistema portuali. Ad Ancona si svolgerà sabato 18 maggio.

L’iniziativa nasce per avvicinare le comunità che vivono intorno ai porti alla vita e alla cultura portuale per far conoscere gli scali, i protagonisti e le attività di queste realtà. La giornata è organizzata dall’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale con la Capitaneria di porto di Ancona.

Il programma dell’Italian Port Days, che nelle Marche si svolge anche a Pesaro e San Benedetto del Tronto, prevede dalle 9 alle 13 l’itinerario di visita al porto dal mare a bordo della motobarca Desy, con imbarco e sbarco dal Mandracchio (vicino al bar Baccà, ingresso Mole Vanvitelliana). Nel percorso, che permetterà di scoprire il porto e di vedere la città di Ancona dal mare, il personale dell’Autorità di sistema portuale presenterà la darsena commerciale e il porto storico. Una scelta per collegare, non solo idealmente, la manifestazione con “Tipicità in Blu”, che si svolge in contemporanea alla Mole Vanvitelliana e al Mercato ittico. Per partecipare a questa attività occorre prenotare entro venerdì 17 maggio a questo link: https://porto.ancona.it/ipd/.

La giornata dell’Italian Port Days prevede nel pomeriggio, dalle 15.30 alle 18.30, alla banchina 1, l’esposizione di mezzi nautici della Capitaneria di porto di Ancona e della Guardia di Finanza, della Polmare e di uno dei rimorchiatori dello scalo. In banchina ci sarà uno stand dell’Autorità di sistema portuale, dove saranno illustrati le attività e i progetti europei per il porto di Ancona e per incontrare i professionisti del porto (piloti, ormeggiatori, rimorchiatori tra le figure specialistiche coinvolte). Saranno presenti Capitaneria di porto, Guardia di Finanza e Polmare con il proprio personale per illustrare le loro attività.

“Questa manifestazione rappresenta un’altra grande opportunità per aprirsi, come sistema portuale, al territorio circostante – afferma Rodolfo Giampieri, presidente Autorità di sistema portuale -, per valorizzare il rapporto fra il porto di Ancona e la comunità locale, favorendo l’incontro con le persone che lavorano nello scalo per scoprire quali sono le tipologie delle attività che lo caratterizzano. Un’iniziativa che rafforza ancora di più la collaborazione istituzionale e la sinergia fra l’Autorità di sistema portuale, la Capitaneria di porto, Guardia di Finanza, Polmare, che ringraziamo, insieme agli operatori portuali e all’associazione Stella Maris per il prezioso supporto nell’organizzare insieme questa iniziativa”.

IL NAUTILUS Anno 14 N°2

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato alla portualità con un focus sulle identità marinare e sul futuro dei lavori portuali, la figura dello skipper e il trattamento dell’acqua di zavorra. Poi una riflessione sul concetto di “Porto come mondo” (prendendo come esempio il porto di Brindisi, tra tutela, valorizzazione ed innovazione). E ancora, approfondimenti sul motto lanciato dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti: #IOSONOMARE, per valorizzare tutte le attività svolte sul mare.
poseidone danese

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