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Delegazione iraniana in visita al porto di Bari

BARI – L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale ha incontrato la delegazione iraniana della Regione di Hormozghan, a latere del programma di visite a sostegno del progetto di  cooperazione economica-culturale fra la Regione Puglia e la regione dell’Iran meridionale, grazie anche all’opera di promozione dell’Istituto Cooperazione Paesi esteri di Bari.

Il Segretario Generale del porto di Bari, Ing. Mario Mega, e una rappresentanza degli operatori portuali operanti in ciascun porto della AdSP MAM hanno accolto, nel pomeriggio di ieri, la delegazione iraniana guidata dal presidente della Regione di Hormozghan, JasemJaderi, e composta da Mohammad Ashuri, della Presidenza dell’Assemblea consultiva islamica, RezaModarres, consigliere del Presidente, Saleh Daryanavard, presidente per la gestione e pianificazione della Regione, Khalil Ghassemi, presidente dell’organizzazione industria, miniere e commercio regionali, Akbar Sheikhi Fini, Rettore dell’Università di Hormozghan, Alì Fatà, presidente del Parco delle Scienze e Innovazione, Alì Ebrahimi, presidente degli Affari economici e finanziari regionali, MohsenZiaei, direttore dei Beni culturali, artigianato e turismo della Regione, Allah Morad Afifipour, direttore dei Porti e della Navigazione, Mohammad Amin Sabaghizadeh, presidente della Camera di Commercio di Bandar Abbas e accompagnati dal consigliere economico dell’Ambasciata dell’Iran a Roma, Alì Fekri.  All’incontro ha partecipato anche il direttore del Dipartimento regionale Rapporti Internazionali, dott. Bernardo Notarangelo.

La Regione di Hormozghan, con capoluogo Bandar Abbas, principale scalo portuale iraniano, si affaccia sullo stretto di Hormuz, nel sud –ovest del Paese e controlla tutto il traffico marittimo del Golfo Persico. Si tratta di una regione caratterizzata da una fitta rete di porti, circa una ventina, da cui transita circa il 65% dell’interscambio marittimo con il resto del mondo.I rappresentanti culturali, commerciali e finanziari iraniani si sono confrontati con il management della AdSP sui temi della collaborazione economica e su aspetti tecnici dell’operatività portuale e più in generale sulle peculiarità del sistema amministrativo dei porti della circoscrizione.

“Accogliamo  molto  favorevolmente la proposta di collaborazione della regione di Hormozghan  - ha fatto sapere il Presidente della AdSP MAM, Prof. Ugo Patroni Griffi, impegnato a Napoli in un evento già in calendario  -  agevolando per quanto ci sarà possibile fare lo scambio di informazioni, soluzioni innovative e best practice, per consentire alle imprese iraniane di investire sui nostri territori e così alle aziende italiane di capitalizzare investimenti  sui territori iraniani.

E’ stata questa, infatti, l’occasione per illustrare alla delegazione iraniana le infrastrutture e facilities, attraverso una visita guidata agli impianti portuali del porto capoluogo di regione. Dalla loro, gli ospiti, hanno manifestato grande apprezzamento per le attività che si sviluppano nel porto barese e soprattutto il presidente della Regione di Hormozghan ha colto l’occasione per invitare anche una rappresentanza della AdSP alla missione che la Regione Puglia organizzerà nei prossimi mesi in Iran, ponendo le basi per una fattiva collaborazione con i porti pugliesi, attraverso lo scambio di conoscenze e la promozione di accordi commerciali  tra le imprese ed altre organizzazioni dei due Paesi.

A margine del presente comunicato si informa che il presidente della AdSP MAM, Prof. Ugo Patroni Griffi, nei giorni scorsi, ha incontrato a Bari l’Ambasciatore in Italia dello Stato di Eritrea S.E. Petros Fessahazion, accompagnato dal Console Onorario in Puglia, avv. Francesco Paolo Bello.  Nel corso dell’incontro sono state valutate le relazioni commerciali tra l’Italia e l’Eritrea ed i possibili sviluppi di traffici marittimi nei porti dell’AdSP.

Porto di Gioia Tauro: ok a bilancio consuntivo 2016

GIOIA TAURO – Si è chiuso con un avanzo di amministrazione di oltre 66 milioni di euro il bilancio consuntivo relativo all’esercizio 2016 dell’Autorità portuale di Gioia Tauro guidata nell’ultimo esercizio da Andrea Agostinelli. Il documento – riporta un comunicato dell’ente – ha avuto stamani il parere favorevole dei revisori dei conti del Comitato portuale. “Nello specifico, tra le pieghe del documento economico, illustrato ai membri del parlamentino portuale – è detto nel comunicato – è stata evidenziata la positività della gestione attraverso alcuni elementi oggettivi che ne definiscono l’attenzione e la ponderatezza con cui è stato amministrato l’Ente.

A tale proposito è stato rilevato l’aumento del valore di cassa nel corso del 2016. Iniziato con una consistenza di circa 105,9 milioni di euro, nell’esercizio dello scorso anno l’Ente ha adottato una serie di economie che hanno determinato un vistoso aumento di liquidità e, così, una chiusura di cassa quantificata in oltre 121 milioni di euro. Si tratta di somme liquide importantissime, che hanno una chiara destinazione d’uso e sono immediatamente disponibili, da utilizzare per finanziare opere infrastrutturali. Dalla illustrazione della rendicontazione è stato, altresì, rilevato l’ammontare delle riscossioni, effettuate nel 2016, pari a 40,8 milioni di euro mentre i pagamenti compiuti hanno avuto un valore di circa 25,4 milioni di euro.

L’oculata gestione economica dell’Ente è stata, come ormai da diversi anni, finalizzata anche all’abbattimento delle tasse d’ancoraggio che vengono rimborsate alle compagnie di navigazione che attraccano negli scali portuali di competenza dell’Autorità portuale di Gioia Tauro. Nello specifico, quindi, per l’anno 2016, al fine di sostenere la competitività dei propri porti e grazie alla riduzione della spesa corrente, così come previsto dalla normativa vigente, l’Autorità portuale ha destinato 4 milioni di euro per il rimborso delle tasse d’ancoraggio alle compagnie di navigazione”.

“Tra gli altri punti all’ordine del giorno è stata, altresì, decisa – prosegue il comunicato – la riorganizzazione del programma delle concessioni demaniali del porto di Crotone, sottoposto ai membri del Comitato che, a maggioranza, hanno espresso parere favorevole alle definizioni presentate dall’Autorità portuale. La seduta si è conclusa con l’invito del Commissario straordinario Andrea Agostinelli, rivolto ai membri del Comitato portuale, a prendere parte alla prossima riunione di Comitato, in previsione per fine luglio, quando si dovrà decidere l’importante variazione di Bilancio 2017, necessaria a sostenere le spese di costituzione e di avviamento della neo l’Agenzia di somministrazione del lavoro portuale e per la qualificazione professionale del porto di Gioia Tauro”.

Porto di Taranto: approvato il Pot 2017-19

TARANTO – Nel pomeriggio di ieri, 19 giugno 2017, il Comitato di Gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio ha deliberato, all’unanimità, l’approvazione del “Piano Operativo Triennale 2017-2019 e Vision 2030 del porto di Taranto”, dopo aver acquisito il parere positivo, previsto dalla Legge, espresso all’unanimità da parte dei componenti dell’Organismo di Partenariato della Risorsa Mare, nella riunione tenutasi nel corso della mattinata.

Il documento di pianificazione portuale – che, nel breve, sarà pubblicato sul sito istituzionale dell’AdSP – si presenta con una veste innovativa rispetto al passato, caratterizzata da un approccio strategico di più ampio respiro che contribuisca ad allineare la programmazione dell’Ente a quella comunitaria, nonché alle principali milestones introdotte dal Piano Strategico Nazionale della Portualità e della Logistica e formalizzate attraverso la Legge di riforma del sistema portuale italiano.

Con il nuovo Piano l’Ente ha inteso, infatti, guardare al futuro e tracciare una vision al 2030, con l’obiettivo di definire l’agenda dello sviluppo dello scalo jonico attraverso un approccio business-oriented volto alla promozione dei traffici, attraverso una politica di sostenibilità economica-ambientale e nell’ottica di rafforzare e valorizzare l’identità territoriale della città di Taranto nella sua veste di città-porto.

Dopo uno sguardo ampio e approfondito sullo scenario economico e geopolitico di riferimento, il POT si sviluppa in sezioni tematiche che illustrano, a più livelli, le sfide che lo scalo è chiamato ad affrontare per essere al passo con le dinamiche evolutive e i trend del mercato dello shipping. Uno smart port 4.0, che pur guardando ad innovazione e sviluppo non trascura la necessità di applicare un approccio as-is al fine di conoscere e gestire al meglio le difficoltà quotidiane della intera Port community.

Il Presidente dell’AdSP, nel sottolineare l’orientamento dettato dalla sua nuova programmazione ha dichiarato che “la stesura del documento si inserisce in un momento storico molto importante per il porto di Taranto che oggi si presenta in costante trasformazione e nel quale il territorio e tutto il cluster portuale possano intravedere scenari di crescita e sviluppo”.

Nel corso della riunione di ieri pomeriggio, il Comitato di Gestione ha, altresì, deliberato all’unanimità, di procedere alla costituzione dell’Agenzia per la somministrazione del lavoro in porto e per la riqualificazione professionale (transhipment). La Delibera del Comitato di Gestione giunge a valle dell’intesa da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – acquisita la scorsa settimana – e consente di dare avvio alla concreta attuazione di quanto previsto dalla Legge n.18/2017. Nei prossimi giorni, infatti, sarà individuato l’Amministratore unico e costituita l’apposita società.

Come noto, l’Agenzia avrà lo scopo di sostenere l’occupazione, accompagnare i processi di riconversione industriale delle infrastrutture portuali e evitare grave pregiudizio all’operatività ed all’efficienza portuale, tramite attività di supporto alla collocazione professionale dei lavoratori iscritti nei propri elenchi, anche attraverso percorsi formativi dedicati ai lavoratori che saranno condivisi con la Regione Puglia.

I PORTI DEL MERIDIONE PUNTANO SULLE ZONE ECONOMICHE SPECIALI?

BRINDISI – Quello che, per lungo tempo, è stato un assillante refrain per ogni legislatura, molto presto potrebbe tramutarsi in realtà. Stiamo parlando delle c.d. ZES (Zone Economiche Speciali) che, specialmente nel Meridione, mai ripresosi del tutto dalla “amara” dipartita della Cassa per il Mezzogiorno, si candidano a trainare le aree portuali in panne e non.

Lo scorso 9 giugno, difatti, il Consiglio dei Ministri ha licenziato un decreto legge, rubricato come “disposizioni urgenti per la crescita del Mezzogiorno”, che si incarica di facilitare l’istituzione delle ZES nelle aree portuali nonché in quelle ad esse economicamente collegate. Si legge nel comunicato a mezzo stampa rilasciato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri come lo scopo sia “quello di sperimentare nuove forme di governo economico di aree concentrate, nelle quali le procedure amministrative e le procedure di accesso alle infrastrutture per le imprese, che operano o che si insedieranno all’interno delle aree, siano coordinate da un soggetto gestore in rappresentanza dell’Amministrazione centrale, della Regione interessata e della relativa Autorità portuale, al fine di consentire una progettualità integrata di sviluppo della ZES, con l’obiettivo di rilanciare la competitività dei porti delle regioni meridionali”.

Seppur in attesa della pubblicazione del decreto legge in Gazzetta Ufficiale, già paiono scorgersi i primi caratteri delle ZES, naturale evoluzione delle zone franche in ambito doganale, la cui attivazione spetterà al Governo su richiesta della regione interessata e previa l’allegazione di un convincente progetto di sviluppo.Le ZES saranno dotate di agevolazioni fiscali aggiuntive rispetto al regime ordinario del credito d’imposta al sud: in particolare, oltre agli investimenti delle PMI, saranno eleggibili per il credito d’imposta investimenti fino a 50 milioni di euro, di dimensioni sufficienti ad attrarre player internazionali di grandi dimensioni e di strategica importanza per il trasporto marittimo e la movimentazione delle merci nei porti del Mezzogiorno.

Le aree interessate dalle ZES, ricomprese tra le regioni dell’Obiettivo Convergenza (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia), dovranno godere di una particolare vocazione produttiva e di apertura ai mercati internazionali. Così come ha esplicitato lo stesso Ministro per la coesione territoriale ed il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, “Gioia Tauro potrebbe essere il primo territorio candidato ad ospitare una ZES” ma c’è spazio anche per tante altre aree portuali quali, ad esempio, Napoli, Salerno, Taranto (su quest’ultima, Matera, prossima capitale europea per la cultura 2019, pare abbia riposto le proprie ambizioni).

Al giorno d’oggi, si contano circa 4000 ZES in oltre 130 paesi del Mondo e, peraltro, risultano particolarmente concentrate ed apprezzate in Asia, nelle Americhe così come nelle regioni del Pacifico. Nel Vecchio Continente, ammontano a 97 le ZES esistenti (di cui ben 14 sono in Polonia) e sono ammesse  dall’articolo 107, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea che concede deroga alla disciplina sugli aiuti di Stato ogni qualvolta un intervento risponda ad una delle seguenti finalità: sviluppo economico di un’area del c.d. obiettivo convergenza, promozione di un progetto di comune interesse europeo, sostegno all’economia nazionale turbata da “grave instabilità”, promozione della cultura e della conservazione del patrimonio, ecc.

In tutto ciò, l’Italia sembra esser essersi convinta dell’attrattività economica di un simile strumento, trascinata peraltro dalle varie risultanze dei rapporti SVIMEZ per il Mezzogiorno: dal solo 2013 ad oggi, ad esempio, sono state depositate in Parlamento ben 13 proposte di leggi istitutive di ZES in svariate aree del paese, da nord a sud, senza essere, nostro malgrado, addivenute a nulla di concreto. Ebbene, il recente decreto legge per il Mezzogiorno potrebbe preludere l’arrivo della tanto sospirata bonaccia per molte aree portuali del Mezzogiorno, che stiano in campana.

 

Stefano Carbonara

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Porto di Taranto: pronti alla costituzione dell’Agenzia per la somministrazione del lavoro

TARANTO – Si comunica che, in data odierna, è pervenuta la nota del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Direzione Generale per la Vigilanza sulle Autorità Portuali, con la quale viene partecipata l’intesa prevista dall’art. 4 co. 1 del D.L.29 dicembre 2016, n. 243, convertito con modificazione in legge n.18/2017, propedeutica alla costituzione dell’Agenzia per la somministrazione del lavoro in porto e per la riqualificazione professionale (transhipment).

Alla luce di tale intesa, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio acquisirà, durante la prossima riunione del Comitato di Gestione, prevista per il 20 giugno p.v., apposita Delibera onde procedere alla costituzione e a dare concreta attuazione a quanto previsto dalla norma promossa e promulgata su impulso del Ministro per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno, Prof. Claudio De Vincenti. Nei prossimi giorni sarà individuato l’Amministratore Unico della suindicata Agenzia, selezionato a seguito di procedura ad evidenza pubblica.

Subito dopo la costituzione e la strutturazione dell’Agenzia sarà attivato un apposito tavolo di lavoro con la Regione Puglia per tracciare e definire i percorsi formativi che i lavoratori dovranno seguire ai fini della riqualificazione professionale e della ricollocazione presso le imprese operanti in ambito portuale.

L’Agenzia avrà lo scopo di sostenere l’occupazione, accompagnare i processi di riconversione industriale delle infrastrutture portuali e evitare grave pregiudizio all’operatività ed all’efficienza portuale, tramite attività di supporto alla collocazione professionale dei lavoratori iscritti nei propri elenchi.

Porto di Taranto: conclusi i lavori per la banchina del Molo Polisettoriale

TARANTO – In data 5 giugno 2017 l’impresa esecutrice – dall’ATI Consorzio Stabile GRANDI LAVORI S.c.r.l / Impresa Ottomano Ing. Carmine S.r.l. / Favellato Claudio S.p.A. – ha comunicato la conclusione dei lavori relativi all’ammodernamento della banchina di ormeggio al Molo Polisettoriale. L’intervento, per un importo di Quadro Economico pari a 75 M€, ha consentito l’adeguamento di 1200 m di banchina in testata al Molo Polisettoriale al nuovo fondale (-16,50 m) ed alle sollecitazioni derivanti dalle navi di ultima generazione e dalle gru di banchina.

Con i predetti lavori è stata altresì eseguita una prima fase dei dragaggi dell’area prospiciente la nuova banchina del Molo Polisettoriale portando una fascia di circa 20 metri alla profondità di – 16.50.

Al termine del collaudo, che avverrà entro luglio p.v., saranno dunque immediatamente disponibili ben 1.500 mtl di banchina (600 mtl già collaudati e già operativi + 600 mtl in corso di collaudo + 300 mtl non oggetto di lavori e già operativi), oltre al piazzale retrostante, che saranno subito utilizzabili dalle imprese portuali e dagli operatori interessati ad acquisire in concessione tali beni.

Dal mese di dicembre 2017, non appena terminata la vasca di colmata, inizieranno le ulteriori operazioni di dragaggio fino a -16.50 mt della parte antistante la nuova banchina, del corridoio d’ingresso e del circolo di evoluzione delle navi. La restante parte della banchina del Molo Polisettoriale sarà dragata sino a – 15 mt.

Sempre il 5 giugno 2017 è stato dato concreto avvio ai lavori relativi alla “riqualificazione delle banchine e dei piazzali in radice al Molo Polisettoriale”. L’intervento, per un importo di Quadro Economico pari a 15 M€, si sostanzia nel ripristino della funzionalità delle strutture di banchina – che necessitano di interventi di manutenzione straordinaria – nella riqualificazione delle aree a terra e nell’adeguamento degli impianti elettrici e di drenaggio delle acque meteoriche alla normativa vigente.

Entrambi gli interventi sono inseriti tra quelli di competenza del Commissario Straordinario per le opere strategiche nel porto di Taranto di cui al DPCM del 17.02.2017.

Porto di Brindisi: prima volta per la Silver Muse

BRINDISI – Tocca per la prima volta Brindisi la Silver Muse, neonata della flotta SILVERSEA, nave da crociera di lusso. Grazie alle buone condizioni metereologiche, è stato il porto interno ad abbracciare e ad accogliere i 575 passeggeri e i 408 membri dell’equipaggio.
Nel pieno rispetto della tradizione, questa mattina a bordo della nave, ha avuto luogo il consueto scambio di targhe celebrative tra il segretario generale della soppressa Autorità portuale di Brindisi, ammiraglio Salvatore Giuffrè, e il più giovane tra i capitani della flotta, l’italiano Alessandro Zanello, nel corso di una ristretta ma significativa cerimonia per la maiden call. Italiani sono anche il direttore di macchina Michele Barone e lo staff captain Sergio Topazio.

Silver Muse, con le sue 40,700 tonnellate, è ai suoi primi viaggi inaugurali. Varata, infatti, nello scalo di Sestri Ponente di Fincantieri, è stata consegnata lo scorso 3 aprile. La nave, in pieno stile Silversea, dispone di 300 suite di categoria ultra-lusso, 8 ristoranti, di cui uno italiano e la Zagara Beauty SPA.

Il programma crocieristico si basa su viaggi all inclusive con rotte nel Mediterraneo in partenza da Roma, Venezia, Barcellona, Atene Monte Carlo e Lisbona. Dopo la stagione inaugurale in Europa, la nave attraverserà l’Oceano Atlantico per navigare in Canada e negli Stati Uniti, operando su vari itinerari nei Caraibi e in tutto il Sud America.Silver Muse tornerà a Brindisi il prossimo 14 agosto, giorno in cui la città accoglierà contemporaneamente ben tre navi da crociera.Agenzia a Brindisi la Zaccaria viaggi.

Il ricco programma per la stagione crocieristica in corso, avviata lo scorso 1° aprile, prevede 43 toccate, intanto la struttura dell’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Meridionale è già al lavoro per la predisposizione della stagione 2018.

Porto di Brindisi: bando per l’innalzamento del cono d’atterraggio

BRINDISI – Svolta decisiva nella procedura di innalzamento dei limiti del cono di atterraggio che interessa le banchine del porto di Costa Morena-Terrare, a Brindisi. La società Aeroporti di Puglia, infatti, in attuazione degli impegni assunti attraverso un protocollo di intesa promosso dalla soppressa Autorità portuale di Brindisi e siglato lo scorso 26 settembre, ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica e sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea un bando di gara finalizzato all’esecuzione dei lavori impiantistici e di ingegneria, relativi agli interventi di riqualifica della pista di volo RWY 13/31 dell’aeroporto del Salento.

Obiettivo, portare l’air-draft dagli attuali 36 mt. (sul livello medio mare) a 50 mt, al fine di svincolare definitivamente il traffico portuale dalle attuali restrizioni operative che, fino ad oggi, lo hanno fortemente penalizzato.

La soppressa Autorità portuale di Brindisi aveva già previsto un impegno di spesa di 1 milione 300 mila euro, per le opere afferenti l’infrastruttura portuale.  Le offerte potranno essere presentate entro il 31.07.2017, i lavori dureranno, secondo stima, 510 giorni, 200 dei quali saranno effettuati in ore notturne.

Attraverso tale atto, inizia la fase conclusiva dell’azione esercitata, da numerosi anni, dall’Ente portuale brindisino, volta a definire una delle più rilevanti problematiche che affliggono il porto. Lo scalo, infatti, avrà l’opportunità di recuperare una parte molto rilevante delle proprie potenzialità operative, con evidenti e conseguenti favorevoli impatti sullo sviluppo dei traffici.

“Nonostante negli anni il percorso sia stato impervio e lungo, la sinergia operativa tra Aeroporti di Puglia, l’Ente portuale, Enac ed Enav sta producendo, finalmente, i frutti tanto auspicati, – commenta il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Meridionale, prof. Ugo Patroni Griffi. “Tali risultati- conclude il presidente- sono stati ottenuti grazie alla professionalità delle strutture, al grande spirito collaborativo e all’unità di intenti che ha animato tutti gli attori principali di questa annosa vicenda”.

IL PRESIDENTE PATRONI GRIFFI INCONTRA L’AMBASCIATORE DELLA REPUBBLICA DI ALBANIA

BARI – Una nuova fase di cooperazione transfrontaliera è stata avviata dalla AdSP del Mare Adriatico Meridionale, tesa a sostenere, nei prossimi anni, lo sviluppo del traffico marittimo tra i porti che si affacciano sulle opposte sponde del basso Adriatico e a migliorare la qualità dei servizi offerti ai passeggeri.

Proprio in riferimento a questi ultimi, nel corso dell’incontro sono state affrontate le problematiche riguardanti le procedure di controllo di frontiera dei passeggeri provenienti dal Porto di Durazzo.

Le procedure seguite dalla Polizia di frontiera sono particolarmente complesse trattandosi di una varco extra Schengen e un numero di passeggeri e mezzi da controllare, che durante i picchi di traffico può raggiungere anche le 6.000/7.000 persone al giorno,  in un momento di particolare attenzione per la sicurezza nazionale per effetto dei numerosi eventi terroristici avvenuti in giro per il mondo ed in Europa in particolare.  Al fine di contribuire alla velocizzazione dei controlli,  l’AdSP MAM , d’intesa con tutte le Istituzioni competenti in ambito portuale in materia di controlli, sta completando la progettazione di un intervento di rimodulazione e di nuova riconfigurazione dei varchi carrabili e pedonali della port facility Molo S. Vito, dove ormeggiano le navi per i collegamenti con l’Albania.

Attualmente esiste un unico varco carrabile localizzato sulla banchina di fronte al Terminal Crociere dove ci sono le  postazioni della Dogana, della Guardia di Finanza e della Polizia di Frontiera che effettuano i controlli su due corsie. Il varco pedonale, invece, è allestito all’interno della Stazione Marittima Passeggeri S. Vito, dove le postazioni contemporaneamente attive per i  controlli della Polizia di Frontiera, di security e doganali sono due.

Il progetto in fase di realizzazione prevede, nello specifico, l’aumento delle postazioni di controllo degli accessi carrabili, che diventeranno quindi in totale nove, ripartiti su tre varchi; l’individuazione di una corsia dedicata all’emergenza in ogni varco carrabile; la realizzazione di quattro nuove postazioni di controllo della Polizia di Frontiera nella Stazione Marittima Passeggeri.

A questa prima tranche di interventi, che comporteranno una spesa di circa 400.000 euro e saranno cantierizzati in pochi mesi, si aggiunge un altro e più significativo intervento, per un importo di circa 1.250.000 euro, che riguarderà la ristrutturazione, con ampliamento, della Stazione marittima passeggeri S.Vito. Si è conclusa positivamente, infatti, la  fase della Conferenza di servizi preliminare sul progetto definitivo per l’acquisizione di tutti i pareri necessari. Tutti questi interventi saranno sostenuti con fondi del bilancio proprio della soppressa Autorità Portuale di Bari con uno sforzo molto significativo in relazione all’esiguità del bilancio dell’Ente.

Il miglioramento delle condizioni infrastrutturali, tuttavia, non potrà essere risolutivo rispetto alle criticità lamentate e riguardanti le attese al controllo di Frontiera, considerato comunque l’alto numero delle persone da verificare. In ragione di ciò l’AdSP  ha proposto  di individuare modalità di svolgimento dei controlli, che comincino sin dalla fase dell’imbarco dei passeggeri nel Porto di Durazzo, magari affiancando poliziotti italiani a quelli albanesi. Per far ciò dovrà realizzarsi un accordo tra gli Stati che, in considerazione della particolarità del collegamento tra i porti pugliesi e quelli albanesi, definisca nuovi ed innovativi protocolli di sicurezza e controllo, eventualmente supportati da quei sistemi tecnologici ed informatici che già sono particolarmente evoluti nel Porto di Bari.

L’Ambasciatore di Albania, Anila Bitri Lani,  ha accolto con soddisfazione le informazioni ricevute, assicurando il massimo impegno per sostenere la richiesta presso il Governo albanese, al fine di poter giungere al più presto ad una velocizzazione dei controlli. D’altra parte, anche l’Albania, come Paese facente parte della Nato ed in preadesione all’Unione Europea, è impegnata nel contrasto al terrorismo internazionale e quindi ha tutto l’interesse affinché i controlli si effettuino con puntualità e precisione. A tal fine, già da alcune settimane, tutti i mezzi in partenza dal porto di Durazzo vengono controllati con sistemi scanner così come i bagagli dei passeggeri.

Il Presidente dell’Autorità di sistema del Mare Adriatico Meridionale, Prof. Avv. Ugo Patroni Griffi, ha poi auspicato una sempre maggiore collaborazione tra i porti della AdSP con i porti albanesi e preannunciato che al più presto intende recarsi in Albania per conoscere personalmente i Direttori dei porti di Durazzo e Valona e rafforzare le intese a sostegno dei collegamenti operati tra questi porti con quelli di Bari e  Brindisi, gettando le basi per l’attivazione di altre linee, magari stagionali, nei momenti di più intenso traffico, con altri porti della Puglia adriatica che fanno parte della nuova Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale.

Autorità di sistema del Mare Adriatico Meridionale: concorso di idee per i giovani

BRINDISI – Un concorso di idee rivolto ai giovani per rendere via Del Mare, una delle principali arterie che conducono nel cuore della città di Brindisi, attrattiva e peculiare. È la proposta lanciata dal presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, professor Ugo Patroni Griffi, alla sindaca di Brindisi, avvocato Angela Carluccio, nel corso di un recente incontro avvenuto negli uffici dell’Ente. Un progetto volto a caratterizzare la costruenda delimitazione di security portuale, attraverso installazioni luminose e pannelli luminosi artistici.

Nell’ottica di un costruttivo dialogo avviato tra l’ADSP  e l’Amministrazione comunale, il presidente Patroni Griffi ha proposto l’indizione di un concorso di idee tra i giovani creativi della città di Brindisi. L’iniziativa prevede la realizzazione di istallazioni luminose sul modello Salerno che già richiamano nella città campana migliaia di visitatori. Vere e proprie opere d’arte, insomma, costituite da led, neon e pannelli che vadano a completare e amalgamare quel  processo di integrazione e di interconnessione tra la città e il suo water-front.

“La mia idea- commenta il professor Patroni Griffi- è quella di realizzare in via Del Mare una mostra permanente di pannelli luminosi artistici. Istallazioni che rendano maggiormente attrattiva l’area portuale, arricchendo il già vasto patrimonio storico, artistico, architettonico e culturale di cui Brindisi è dotata. L’antico che si fonde con il moderno e con l’innovazione: un connubio di indiscutibile valore e fascino, a beneficio non solo dei brindisini ma anche dei numerosi crocieristi che visiteranno la città.”

Saranno i giovani brindisini i veri protagonisti del progetto, chiamati a esprimere la loro arte e la loro creatività, avendo la possibilità di recitare un ruolo socialmente attivo di proposta e di compartecipazione sulle scelte di sviluppo della loro città.

IL NAUTILUS Anno 12 N°1

BRINDISI - In questo numero lo speciale è destinato alle crociere con i dati di Rsiposte Turismo e le previsioni per il 2017 di un settore ormai fondamentale per l’economia del Paese. Ma anche le importanti novità sulla safety portuale e sui regolamenti dell’Unione Europea sui servizi portali e la trasparenza finanziaria dei porti. Poi i porti di Napoli. Ancona, Trieste, Piombino e Olbia con gli investimenti e le nuove infrastrutture previste nei diversi scali italiani.
poseidone danese

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