Taranto: Cambiamenti climatici. Gli scienziati fanno il punto

Il 30 gennaio a Taranto un seminario organizzato dall’Università e dal Centro Euromediterraneo sui Cambiamenti Climatici.
I cambiamenti climatici influiscono su molti aspetti del nostro territorio e della nostra società: attività produttive, salute pubblica, tempo libero, la qualità dell’ambiente marino e terrestre, la produzione e consumo di energia, cibo e molto altro.

La comunità scientifica lavora costantemente per produrre conoscenze concrete e affidabili su come cambierà il territorio nei prossimi decenni in conseguenza del clima, quali impatti possiamo attenderci e come affrontarli. Dalla collaborazione tra la scienza e gli attori del territorio (enti pubblici, aziende, associazioni, cittadinanza) nascono quelle iniziative che, a partire da scenari futuri, disegnano strategie e azioni per intervenire oggi e renderci pronti per gli anni che verranno.

Il 30 gennaio a Taranto, nell’ex Cappelletta della caserma Rossarol, sede del Dipartimento Jonico dell’Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari, si terrà un seminario con la partecipazione di scienziati ed esperti per analizzare le principali sfide legate ai cambiamenti climatici, le conseguenze e le soluzioni su cui è possibile lavorare.

Saranno presenti: Giovanni Coppini, Direttore della Divisione Ocean Predictions and Applications della Fondazione CMCC, Alfredo Reder, esperto di modelli regionali ed impatti geo-idrologici della Fondazione CMCC, Fabrizio Antonioli, ricercatore Sea Level, Domenico Capolongo, del Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali dell’Università di Bari, Cataldo Pierri, del Dipartimento di Biologia dell’Università di Bari, Bruno Notarnicola, docente di Ecologia industriale e presidente della Rete Italiana LCA e Pietro Vito Chirulli, imprenditore, amministratore unico di Serveco.

L’evento sarà l’occasione per conoscere nel dettaglio le sfide che attendono la nostra società nel breve e nel lungo periodo, ma anche l’occasione di riflettere sulle conseguenze di alcune nostre azioni quotidiane. La partecipazione all’evento è gratuita.

Programma:

Rinaldo Melucci, sindaco di Taranto: Saluti
Prof. Riccardo Pagano, direttore del Dipartimento Jonico in Sistemi Giuridici e Economici del Mediterraneo: società, ambiente, culture – UNIBA: Saluti
Prof. Giuseppe Mastronuzzi, direttore del Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali – UNIBA: Saluti
Dott. Giovanni Coppini, Fondazione CMCC: Il futuro del mare in un clima che cambia
Dott. Alfredo Reder, Fondazione CMCC: Scenari di cambiamento climatico a scala nazionale e locale
Dott. Fabrizio Antonioli, ricercatore Sea Level: Effetti delle variazioni del livello del mare
Prof. Domenico Capolongo, Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali – UNIBA: Il dissesto idrogeologico nel clima che cambia
Dott. Cataldo Pierri, del Dipartimento di Biologia  – UNIBA: Biodiversità marina e cambiamento climatico: specie aliene vs specie native
Bruno Notarnicola, Professore di Ecologia industriale e Scienze merceologiche e presidente della Rete Italiana LCA: L’approccio del Ciclo di Vita per l’identificazione e la minimizzazione dei gas serra
Pietro Vito Chirulli, Imprenditore e Amministratore Unico di Serveco srl: Cambiamenti climatici e sistemi economici

Novità editoriale del nuovo anno è “Tutela comunitaria del passeggero tra normativa e giurisprudenza” dell’avvocato Alfonso Mignone, specializzato in diritto dei trasporti e della navigazione

Con i regolamenti nn. 261/04 in materia di trasporto aereo, 1371/07 in materia di trasporto ferroviario, 1177/10 in materia di trasporto marittimo e 181/11 in materia di trasporto a mezzo autobus, il Legislatore comunitario, ha rafforzato i diritti del passeggero quale contraente debole del contratto di trasporto  colmando le lacune riscontrate nella disciplina convenzionale uniforme (e unimodale) di settore, a causa delle mancate ratifiche degli Stati membri.

Vengono introdotte  regole più favorevoli finalizzate a rendere edotti gli utenti del trasporto dei propri diritti al verificarsi di problemi insorti durante un viaggio, indipendentemente dal mezzo scelto o dal fatto che tale viaggio fosse effettuato completamente all’interno di uno stesso Paese, in seno all’Unione Europea oppure oltrepassando i suoi confini.

Il percorso che ha dato vita a tale ” pacchetto” normativo è iniziato con la pubblicazione del Libro Bianco sui Trasporti del 2001 che ha rappresentato “la prima pietra” verso l’adozione di una visione intermodale della tutela del passeggero rispetto all’approccio unimodale adottato in ambito internazionale.

L’Italia ha istituito, nel 2011, l’Autorità di regolazione dei trasporti con il compito di vigilare sulla corretta applicazione dei regolamenti comunitari da parte dei vettori marittimi, ferroviari e terrestri restando in capo all’ENAC le medesime competenze  riguardanti il trasporto aereo.

Un tema interessante che si presta ad ulteriori approfondimenti per gli addetti ai lavori.
L’E-book, edito da Passerino, corredato da aggiornata giurisprudenza comunitaria e appendice normativa costituisce un vademecum pratico per giuristi ed operatori del settore ed è scaricabile dal sito editoriale.

Considerata la frequenza con cui si instaura il contenzioso in materia  l’Autore ha fornito ampia disponibilità a presentare il saggio in occasione dei Corsi di formazione professionale continua per i crediti formativi per avvocati.

COP 25 alla prossima

Madrid. I giorni di proroga non stati sufficienti a dichiarare una COP 25 propositiva di strategie di successo. Le decisioni cruciali sono state rinviate alla prossima del 2020. Bisognava stabilire una strategia per affrontare i cambiamenti climatici, anche se molta scienza non condivide le ipotesi e le proteste di Greta Thumberg e di molta società civile, sono sempre più agguerrite. Possiamo dire che un primato l’ha raggiunto: è stata la COP più lunga della storia, iniziata il 2 dicembre scorso, e terminata dopo oltre due settimane di negoziati.

Alcuni paesi, soprattutto Brasile, Australia e Stati Uniti, sono stati accusati di avere ostacolato apertamente un accordo, per evitare di sottostare a regole più rigide per quanto riguarda l’emissione di gas serra; in particolare gli USA sono stati molto criticati per l’annuncio di ritiro dall’Accordo di Parigi. I Paesi c.d. più sviluppati, durante la conferenza, non hanno dato garanzie sufficienti per creare un meccanismo finanziario per sostenere i Paesi più esposti agli impatti del cambiamento climatico e per mettere in sicurezza le coste con nuove infrastrutture.

Mentre, i Paesi meno sviluppati, poco favorevoli alle misure anti-inquinamento in quanto arresterebbero la loro crescita economica, chiedono da tempo misure compensative da parte dei Paesi più industrializzati e nei quali la transizione verso la sostenibilità è già stata avviata anche se lentamente. Intanto, per il fisico di fama mondiale, Antonio Zichichi, è bene non confondere cambiamento climatico e inquinamento: “… sono due cose completamente diverse – ha dichiarato lo scienziato -   e legarle vuol dire rimandare la soluzione; l’inquinamento si può combattere subito senza problemi, proibendo di immettere veleni nell’aria. Il riscaldamento globale è tutt’altra cosa.”.

“Il riscaldamento globale – continua Zichichi – dipende dal motore meteorologico dominato dalla potenza del Sole. Le attività umane incidono al livello del 5%, mentre il 95% dipende invece da fenomeni naturali legati al Sole. Attribuire alle attività umane il surriscaldamento globale è senza fondamento scientifico.” Si è solo deciso che alla COP26, di novembre 2020 a Glasgow, ogni Paese dovrà indicare l’aumento del contributo nazionale sul clima (Ndc); giusto per comprendere se gli impegni assunti saranno necessari per contenere l’aumento medio della temperatura entro 1,5 gradi entro il 2100 rispetto al periodo pre-industriale.

Altro punto controverso della COP 25 è stato quello della revisione degli aiuti per le perdite e i danni (Loss and damage) che subiscono i Paesi vulnerabili e meno responsabili dei gas serra, per cui il Segretario Generale dell’ONU, Antonio Guterres, ha chiesto ancora uno sforzo di risorse economiche ai Paesi ricchi. Infine, su questo problema, si è deciso di rinviare al 2020, com’è stata rinviata anche la definizione delle regole sul mercato globale del carbonio. Altro “luogo comune”: il 2020 dovrà essere l’anno della svolta, come sempre!

 

Abele Carruezzo

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Presentato al Club Nautico Versilia l’ultimo libro dell’Ammiraglio di Squadra (r) Cristiano Bettini

Come progettavano i velieri. Alle origini dell’architettura moderna di navi e yacht

Viareggio- Si è svolto con successo nelle sale del Club Nautico Versilia la presentazione del libro “Come progettavano i velieri. Alle origini dell’architettura moderna di navi e yacht”, ultimo lavoro dell’Ammiraglio di Squadra (r) Cristiano Bettini, da sempre amico e socio Onorario del CNV.

Dopo il saluto di benvenuto del vice presidente del CNV, Ammiraglio Marco Brusco, e del Presidente onorario Roberto Righi, un pubblico numeroso (fra gli intervenuti anche il Vice Sindaco di Viareggio, Valter Alberici, il Comandante della Capitaneria di Porto di Viareggio Gianluca Massaro, il Generale C.A. (ris) Silvio Ghiselli e l’Ammiraglio Piero Vatteroni) ha seguito con interesse il coinvolgente video e l’esaustivo intervento dell’Ammiraglio di Squadra (r) Bettini che ha illustrato i punti principali dei due volumi che raccolgono e sintetizzano le origini e l’evoluzione dell’architettura moderna di velieri e yacht nel mondo occidentale (a partire dal primo ’600 fino all’avvento del vapore per i vascelli, e fino a fine ’800 per gli yacht).

Una bellissima ed interessante serata, ulteriore occasione per rivolgere a tutti i presenti i migliori auguri per un sereno Natale e per un 2020 con il vento a favore.

Ulteriori informazioni e immagini sull’autore e sull’opera (reperibile su Internet, Amazon e presso La Vela di Viareggio) possono essere scaricate dal sito della Casa editrice ETS di Pisa alla pagina:
http://www.edizioniets.com/scheda.asp?n=9788846755100

Nella serata di venerdì, presso l’accogliente Ristorante del Club Nautico Versilia, si era, invece, svolta la tradizionale cena per lo scambio degli auguri di Natale: molto numerosa la partecipazione dei Soci del sodalizio che si appresta a chiudere un’altra stagione di grandi soddisfazioni, determinato ad avere un futuro sempre più prestigioso, con tante pagine ancora  da scrivere.

Brindisi e la sua stella polare … di terra

Brindisi. Ancora una volta questa città è oggetto forse di scambi politici per le prossime elezioni, visto che progetti d’infrastrutture utili allo sviluppo dell’intero sistema aero-portuale (vedasi progetto dello shuttle e le non fermate a Brindisi della “freccia rossa”). Una città, dormiente che si lascia governare da twitter di propaganda verso il “bene comune” – virtuale -  e non da un programma semplice da attuare.

Sicuramente, in questi giorni, la città, tutta presa dall’algoritmo Nato/Israeliano del pre-post bomba, sta trascurando il proprio essere città di mare e portuale. Il Porto di Brindisi si appresta a voltare pagina: o rimane un “museo” della rappresentanza storica o si propone e s’impone di essere una  “gate way” mediterranea del trasporto merci e/o persone che possa dare sviluppo occupazionale al proprio territorio. Fra giorni, il Comitato di gestione dell’AdSPMAM discuterà argomenti che interesano il Porto di Brindisi.

Saranno prese importanti decisioni in merito allo sviluppo del Porto di Brindisi: la realizzazione dei sistemi di ormeggio (briccole) per permettere alle navi ro-ro di attraccare in sicurezza; area relativa al terminal “Il Mondo”, di bagni pubblici non conformi alla storia, dell’altezza di un tensostatico come impedimento ai voli aerei e soggetto a trombe d’aria, progetti dell’ASI ed altro, con il “nuovo”parere negativo – altalenante -  del Provveditorato per le Opere Pubbliche. Progetti che riguarderanno infrastrutture per la possibilità di rendere possibile la mobilità e il trasporto di persone e/o cose. La parola “infrastruttura” impone qualche riflessione: sono (infra) strutture che stanno sotto/dentro un territorio, in questo caso portuale, che serve per fornire servizi utili a realizzare una funzione portuale.

Ricordo che appena lo scorso nove aprile di quest’anno, la Giunta Rossi ha beneficiato del suo “consiglio” monotematico sul Porto di Brindisi: fu approvato all’unanimità un o. d.g. che impegnava Sindaco e Giunta a semplificare rapporti con l’AdSPMAM al fine di  procedere rapidamente a sbloccare l’iter burocratico per la realizzazione di importanti infrastrutture. Tutto il deliberato del Consiglio Comunale non è servito a niente, alla faccia di una maggioranza politica e di un’opposizione, perché tutti i progetti o quasi relativi alla portualità brindisina segnano il passo, mentre altre realtà della Regione Puglia diventano sempre più competitive.

E allora un’altra riflessione: Chi forma un territorio, il popolo o una Giunta comunale, un Sindaco, un Assessore o un Delegato del Sindaco in seno al Comitato di gestione portuale? Sicuramente al Popolo e non altri; anche se sono rappresentanti di parte politicamente relativa! A chi servono queste decisioni non conformi al deliberato di Consiglio Comunale? Chi si vuole servire? E soprattutto queste posizioni non concordate che non generano sviluppo chi le pagherà? Servono ai cittadini di oggi o a quelli di domani?

E nel frattempo che si fa? Ci si mette in coda alle tante crisi di un territorio martoriato da una politica incapace di responsabilità nelle scelte. Scelte di “safety” marittima obbligate, invece, saranno prese per garantire un servizio tecnico-nautico preservando una funzione portuale. Poi si passeggerà per il lungo water front portuale di Brindisi a guardare la “stella polare”, l’Alfa Ursae Minoris, quella si che serviva ai naviganti per determinare la rotta e la propria posizione. Forse l’abbiamo persa di vista? 

 

Abele Carruezzo

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UN FRANCOBOLLO EMESSO DAL MISE PER OMAGGIARE I 300 ANNI DEL PORTO FRANCO DI TRIESTE

EVENTO FINALE DEL PROGRAMMA MODERATO DA GAD LERNER ALLA TORRE DEL LLOYD

UN ANNO DI CELEBRAZIONI CON 35 EVENTI E 4500 PARTECIPANTI

Patuanelli: “Lo scalo è una risorsa importante per tutto il sistema Paese, per questo stiamo lavorando per formalizzarne l’extradoganalità”

D’Agostino: “L’anima di Trieste è il porto. Celebrato con un francobollo il primo porto italiano”

Trieste- Si è svolta ieri alla Torre del Lloyd la cerimonia conclusiva del III Centenario di istituzione del Porto Franco di Trieste. Momento centrale della celebrazione è stata la presentazione del francobollo celebrativo emesso dal Ministero dello Sviluppo Economico, facente parte della categoria “le Eccellenze del sistema produttivo ed economico” di Poste Italiane.

Realizzato dalla bozzettista Silvia Isola e stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, l’annullo filatelico sul porto di Trieste è stato realizzato con una tiratura di 500.000 esemplari, in 6 colori. Di dimensioni 40 x 30mm circa, riproduce sullo sfondo una mappa del porto di Trieste, su cui si stagliano a sinistra un treno adibito al trasporto delle merci, a destra una gru con elevatori per container e in basso al centro una nave mercantile, a testimoniare lo storico ruolo del porto di Trieste nei mercati internazionali.

In apertura di cerimonia, il Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli è intervenuto con un video messaggio per motivare la decisione del MISE di dedicare un francobollo al Porto Franco e ricordare l’importanza dello scalo giuliano per tutto il sistema Paese:“ Il porto di Trieste è da sempre nodo dei traffici tra Oriente e Occidente, grazie alle sue peculiarità come i profondi fondali e le connessioni ferroviarie giornaliere verso le maggiori destinazioni europee” ha spiegato il ministro. “Lo scalo è una risorsa importante per tutto il sistema Paese, per questo stiamo lavorando per formalizzarne l’extradoganalità. Questo potrà essere il motore di sviluppo di una città che oggi ha un PIL industriale bassissimo, ma che,  attraverso la possibilità di fare industria di vario tipo – come la trasformazione delle merci nelle aree portuali – potrà attrarre nuovi investimenti e opportunità lavorative” ha concluso Patuanelli.

Per l’occasione, il giornalista Gad Lerner ha moderato l’incontro a cui sono intervenuti il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, il responsabile Corporate Affairs Filatelia di Poste Italiane Fabio Gregori e il presidente dell’Autorità del Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale Zeno D’Agostino.

“Il francobollo presentato oggi suggella l’importanza che il porto di Trieste ha assunto nel corso della storia ed è testimonianza, oggi come in passato, del suo ruolo centrale nei mercati internazionali. Il porto è l’anima di Trieste.” ha commentato il presidente Zeno D’Agostino. “Snodo di riferimento nel Mediterraneo per la Nuova Via della Seta, grazie al potenziamento della rete ferroviaria e allo status giuridico di Porto Franco, lo scalo giuliano è al primo posto per movimentazione totale di merci e primo terminal petrolifero del Mediterraneo, ma è soprattutto il primo porto italiano per movimentazione ferroviaria. Con un record di 10.000 treni raggiunto nel 2018 e 210.000 camion tolti dalla strada, il porto di Trieste rappresenta oggi come un tempo un vero modello in termini di efficienza, sostenibilità e attenzione alla qualità del lavoro” aggiunge D’Agostino.

Con la cerimonia di oggi si è concluso il ricco palinsesto celebrativo del Trecentesimo anniversario dell’istituzione del Porto Franco di Trieste, che ha visto susseguirsi a partire dal 18 marzo 2019 ben 35 eventi culturali e d’intrattenimento aperti alla città, fra cui concerti, spettacoli, laboratori per bambini, open day, visite guidate, presentazione di libri, convegni internazionali sulla portualità e logistica, che hanno coinvolto in totale oltre 4.500 persone.

Con Effetto farfalla 2000 studenti sono andati a lezione di ambiente

Sui banchi per imparare a non inquinare e tutelare la natura

Sono stati oltre 2000 gli studenti sardi andati a lezione di ambiente con il progetto “Effetto farfalla – Tante piccole azioni per grandi cambiamenti” promosso dalla Regione Sardegna – Assessorato Ambiente e coordinato dal Parco di Porto Conte di Alghero. Bambini ed adolescenti  che hanno studiato  le maggiori tematiche legate al deterioramento dello stato ambientale  del Pianeta.

Il progetto è durato sei mesi: “Da giugno a dicembre 2019 sono state realizzate sul campo diverse iniziative. La fase finale è stata riservata al mondo della scuola. E’ stata una occasione importante – sottolinea Mariano Mariani, direttore del Parco di Porto Conte e dell’Area Marina Protetta di Capo Caccia – per affrontare con gli studenti alcuni temi centrali sulla tutela del nostro Pianeta: cause ed effetti dei cambiamenti climatici, perdita di biodiversità, inquinamento dell’ambiente marino costiero, impatto delle macro e delle micro plastiche, funzionamento della catena alimentare e consumi consapevoli indispensabili per la tutela della nostra salute”.

Il Progetto ha visto impegnati cinquanta educatori ambientali provenienti dai CEAS della Sardegna (Centri di Educazione all’Ambiente e alla Sostenibilità). Gli studenti hanno frequentato laboratori formativi, partecipato ad escursioni didattiche sul campo e svolto attività di osservazione, raccolta ed elaborazione dati. L’azione a favore delle scuole è stata l’ultima prevista dal progetto Effetto farfalla che durante i mesi estivi ha coinvolto migliaia di residenti e turisti.

I cinquanta educatori ambientali dei CEAS della Sardegna hanno fatto “lezione” in spiaggia, spesso con attività ludiche e coinvolgenti, per sensibilizzare le persone contro il furto della sabbia e l’abbandono dei rifiuti. Sono state poi decine le iniziative di educazione ambientale organizzate con esperti di diverse discipline scientifiche indirizzate a far conoscere la complessità e la fragilità dell’ecosistema marino e la responsabilità dell’uomo nella sua salvaguardia.

Effetto farfalla non finisce qui, ma continuerà con l’azione quotidiana dei CEAS nel promuovere le azioni di educazione ambientale e nel sostenere le iniziative promosse da enti pubblici, associazioni ed imprese impegnate nella difesa del mare e dei suoi abitanti.

“Nel ringraziare tutti  i CEAS protagonisti del progetto Effetto farfalla: Asinara, Baratz, Cala Gonone, Capo Carbonara, Casa delle Dame, Ingurtosu, Laguna di Nora, Laguna di Santa Gilla, Monte Minerva, Narbolia, Naturalia, Porto Conte, Platamona, Santa Lucia, Sinis e Tavolara – ha concluso il direttore del Parco di Porto Conte –l’auspicio è quello  che l’Assessorato Difesa Ambiente della Regione Sardegna possa assicurare continuità al progetto  anche nel 2020”.

Arriva a Cagliari il “SAVE TOUR” per Sostenibilità, Azione, Viaggio, Esperienza

• Il SAVE Discovery Truck prevede percorsi interattivi e laboratori multimediali per educare i giovani all’uso consapevole delle risorse finanziarie e ambientali

• Il tour coinvolgerà oltre 10.000 studenti, attraversando l’Italia in un viaggio di quasi 2.000 km e facendo tappa in 21 città dal nord alle isole

• L’iniziativa è promossa da Museo del Risparmio di Torino, BEI Institute e Scania, con il patrocinio della Regione Sardegna, in collaborazione con il MIUR e con il supporto di Intesa Sanpaolo

Cagliari– Da oggi e fino al 12 dicembre il SAVE Discovery Truck sarà a Cagliari. Il veicolo Scania di ultimissima generazione è allestito come un vero e proprio laboratorio interattivo e itinerante, dove i giovani ospiti saranno guidati da tutor in tre percorsi tematici e giochi interattivi studiati per un primo approccio alle tematiche finanziarie, alla sostenibilità e all’economia circolare, con l’obiettivo di favorire l’acquisizione di comportamenti virtuosi da parte dei cittadini di oggi e di domani.

L’innovativo “museo su ruote” sosterà da oggi al 12 dicembre in calata via Roma del porto di Cagliari, ospite dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna. Gli studenti delle scuole primarie e secondarie che vorranno salire a bordo potranno approfondire il tema della scarsità delle risorse, siano esse naturali o finanziarie, e riflettere sull’importanza di impegnarsi nella lotta contro gli sprechi. Percorsi e laboratori sono curati dal Museo del Risparmio di Torino e frutto di una condivisione con BEI Institute (Gruppo Banca europea per gli investimenti) e con Scania stessa.

Poiché la strada verso un futuro sostenibile è da percorrere tutti insieme, gli studenti non saranno i soli ad essere coinvolti: nelle ore pomeridiane il Discovery Truck aprirà i suoi laboratori e giochi anche alle famiglie perché l’educazione alla sostenibilità può essere appresa a scuola, ma richiede di essere messa in pratica ogni giorno a casa, modificando il nostro stile di vita.  L’iniziativa si svolge nell’ambito della seconda edizione di “S.A.V.E. Sostenibilità, Azione, Viaggio, Esperienza” (www.savetour.it), il progetto itinerante rivolto alle scuole primarie e secondarie, realizzato da Museo del Risparmio, BEI Institute e Scania, con la collaborazione di Intesa Sanpaolo.

Inaugurato il 28 ottobre a Torino, dove il SAVE Discovery Truck è stato ospitato per un giorno in Piazza San Carlo, il tour attraverserà l’Italia in un viaggio di 2.000 km, fermandosi tre giorni in ciascuna delle 21 tappe previste in sei regioni (Piemonte, Liguria, Sardegna, Sicilia, Calabria, Campania) dal nord alle isole.  La sostenibilità e le sue implicazioni sul sistema sociale ed economico stanno conquistando ogni giorno di più l’attenzione di giovani e giovanissimi, desiderosi di vivere in un futuro caratterizzato da benessere sociale e ambientale: per questo motivo, dopo il successo della prima edizione che ha visto il coinvolgimento lo scorso anno di oltre 10.000 studenti in otto regioni, quest’anno il progetto vedrà una partecipazione ancora maggiore, anche grazie a un protocollo di intesa sottoscritto con il MIUR, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Alle classi che prenderanno parte al progetto e ai cittadini che si aggiudicheranno il titolo di “Campione del Riciclo”, dimostrando di conoscere le regole della raccolta differenziata, verrà fatto un dono speciale: un albero di cacao. L’arbusto andrà ad arricchire la già presente “Foresta SAVE”, una piantagione in Camerun che dimostra come consapevolezza e progettualità possano avere un’influenza positiva sull’ambiente, sul futuro e sul benessere di tutta la società. I 250 alberi di cacao non solo compenseranno le emissioni di 13.750 kg di CO2, ma costituiranno anche una fonte di reddito per gli agricoltori che potranno commerciare in circuiti locali i frutti e i prodotti derivati dalla loro trasformazione.

Chi pianta e riceve in custodia un albero potrà seguire la storia del contadino che se ne prende cura, saprà esattamente dove il suo albero è stato piantato, potrà personalizzarlo dandogli un nome e affidandogli un messaggio, quantificare la CO2 catturata e attraverso alcune foto potrà monitorarne la crescita, ma anche consultare in tempo reale il meteo locale, conoscere i proprietari degli alberi vicini, accedere al diario dell’albero per restare aggiornato su quanto avviene nella foresta. Una scelta in linea con i messaggi promossi dal progetto e che afferma ancora una volta l’impegno concreto dei partner promotori contro il cambiamento climatico. “S.A.V.E. riprende il suo viaggio con ancora più passione ed energia – spiega Giovanna Paladino, Direttrice del Museo del Risparmio – Nella prima edizione abbiamo coinvolto 10.000 studenti italiani e quest’anno vogliamo superare l’obiettivo.

Forti anche dell’attenzione per il progetto espressa da istituzioni e comunità locali. Il percorso che stiamo affrontando è tutt’altro che semplice dal punto di vista logistico-organizzativo, ma noi confidiamo nel sostegno delle regioni e delle città dove faremo tappa. La scuola, grazie alla collaborazione con il MIUR, sta aderendo con entusiasmo all’iniziativa condividendo con noi l’attenzione alla corretta gestione delle risorse scarse. La decisione di risparmiare significa essere in grado di proiettarsi nel futuro con l’ottimismo di chi ha progetti da realizzare: ecco il messaggio”.

“Siamo lieti di essere al fianco di questa iniziativa così innovativa, che coinvolge i giovani e le loro famiglie – ha sottolineato Pierluigi Monceri, Direttore Regionale Lazio, Sardegna e Sicilia di Intesa Sanpaolo – In particolare in Sardegna, dove il tasso di disoccupazione giovanile e la percentuale di NEET (giovani non occupati e non in istruzione e formazione) sono più elevati della media nazionale (rispettivamente 36% e 27%), i nostri giovani si trovano oggi a dover fronteggiare situazioni e soluzioni finanziarie più complesse di quelle vissute alla stessa età dai loro genitori. In Sardegna, oltre 5.000 giovani under 18 sono nostri clienti: a loro spieghiamo che acquisire l’abitudine al risparmio è importante fin da ragazzi, perché si tratta di un atto di libertà, che permette di realizzare i propri progetti e allo stesso tempo di contribuire allo sviluppo economico della comunità.”

I PROMOTORI

MUSEO DEL RISPARMIO Il Museo del Risparmio è un’iniziativa di edutainment unica nel suo genere. Nasce nel 2012 a Torino per diffondere l’alfabetizzazione finanziaria attraverso materiali audiovisivi e interattivi, come filmati, interviste, animazioni teatrali, videogiochi, in grado di soddisfare la curiosità e il bisogno di approfondimento dei visitatori. La sua offerta educativa si basa sulla contaminazione dell’economia con la letteratura, il cinema e il teatro per stimolare curiosità e apprendimento presso un pubblico diversificato di adulti, adolescenti e bambini.

Sono oltre 12.000 i visitatori che ogni anno visitano il Museo scegliendo tra l’ampia offerta di percorsi guidati, laboratori didattici o eventi di sensibilizzazione sull’educazione finanziaria. Numerose sono anche le attività extra-museali organizzate in Italia e all’estero: convegni, conferenze, presentazioni di libri, mostre temporanee, che nel 2018 hanno coinvolto oltre 10.000 persone. Il Museo è un progetto interamente finanziato da Intesa Sanpaolo.

BEI INSTITUTE BEI Institute è parte di BEI Group, Banca Europea per gli Investimenti e Fondo Europeo per gli Investimenti. In linea con l’operato della BEI, contribuisce al raggiungimento degli obiettivi dell’Unione supportando con borse di studio e sponsorship, progetti d’investimento nel settore dell’educazione e della ricerca, soprattutto nel campo dell’economia applicata.

I progetti selezionati concorrono all’integrazione europea, allo sviluppo equilibrato e alla coesione economica e sociale dell’Unione, attraverso un’economia innovativa basata sulla conoscenza. BEI Institute è fortemente impegnato nella riduzione dell’impatto ambientale, favorisce e incoraggia l’azione sociale, etica e ambientale positiva delle imprese.

SCANIA ITALIA Parte della multinazionale Scania, leader mondiale nella fornitura di soluzioni di trasporto, Scania Italia offre soluzioni all’avanguardia orientate a un trasporto sostenibile, con l’obiettivo di ridurre al minimo consumi ed emissioni e contrastare l’inquinamento atmosferico. Consapevole della propria responsabilità sociale opera secondo alcuni valori fondamentali, tra cui l’integrità, sostenibilità, eliminazione degli sprechi.

Offrendo soluzioni su misura che consentano agli operatori di aumentare l’efficienza e le prestazioni, riducendo al tempo stesso l’impatto sull’ambiente, Scania svolge un ruolo importante nell’ecosistema raggiungendo la leadership nel settore del trasporto sostenibile nel presente e, al contempo, ponendo le basi per fare del mondo un luogo più sostenibile nel futuro.

Donne di Mare

Londra. La 31a sessione, terminata lo scorso 4 dicembre, segna un punto a favore del genere femminile in campo marittimo. L’IMO si è impegnata a continuare nel solco della campagna di sensibilizzazione riguardo al tema marittimo mondiale sviluppato durante l’anno 2019, in particolare su “gender equality”.

La campagna 2019 – I Am On Board with gender equality (Sono a bordo con l’uguaglianza di genere) –  si è ispirata al tema della Giornata mondiale del mare (Empowering Women in the Maritime Community). In quest’ultima sessione, l’IMO ha adottato una risoluzione che impegna i Governi a continuare su tale tema al fine di realizzare un ambiente di lavoro privo di barriere per le donne nel settore marittimo.

La risoluzione invita i Governi, le Amministrazioni Marittime e l’industria dello shipping mondiale a impegnarsi per realizzare un ambiente di lavoro privo di barriere per le donne, aumentando la presenza delle donne nel settore marittimo e consentendo alle donne di partecipare pienamente e in sicurezza senza ostacoli alle attività della comunità marittima, compresa la navigazione marittima e attività di costruzione navale. Inoltre, le varie Amministrazioni Marittime dovrebbero trovare il modo di superare le barriere nell’intero settore marittimo, prestando grande attenzione al reclutamento, alla promozione, alla formazione, allo sviluppo di capacità e alla cooperazione tecnica.

La creazione di un ambiente senza barriere per le donne contribuirà a facilitare il raggiungimento dell’Obiettivo globale di Sviluppo Sostenibile (OSS, Sustainable Development Goal SDG 5) sulla parità di genere. L’IMO propone anche che l’industria crei un ambiente libero, dopo un anno di azioni per la campagna “responsabilizzare le donne nella comunità marittima”. Il lavoro verso la parità di genere, compresa la promozione di un ambiente sicuro per le donne nel settore marittimo, rimane incompleto e dovrebbe continuare per il 2020 e oltre.

La risoluzione, inoltre, incoraggia a condividere le migliori pratiche per raggiungere la parità di genere; raccogliere, consolidare e analizzare i dati relativi alla partecipazione delle donne al settore marittimo al fine di stabilire una base probatoria per il futuro; individuare le lacune e informare le politiche volte a rimuovere gli ostacoli e ad aumentare la partecipazione femminile nel settore; incoraggiare, infine, il dialogo aperto e un più ampio impegno tra gli Stati membri e le delegazioni degli osservatori, per raggiungere gli obiettivi di parità di genere.

Abele Carruezzo

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Livorno: “I racconti del mare. La cura del territorio come primo passo per rispettare l’ambiente”

Il Centro Interuniversitario di Biologia Marina organizza una giornata per parlare della qualità della vita e dell’ambiente. Presenti all’evento il Sindaco e gli assessori Bonciani, Cepparello e Lenzi

 

Livorno – “I racconti del mare. La cura del territorio come primo passo per rispettare l’ambiente” è il titolo dell’evento promosso dal CIBM – Centro Interuniversitario di Biologia Marina con il patrocinio del Comune di Livorno, che si terrà al centro conferenze dei Bagni Pancaldi a Livorno mercoledì 11 dicembre dalle ore 9 alle ore 16,30.

La giornata, che è stata presentato questa mattina, giovedì 5 dicembre, a Palazzo Comunale, ha l’obiettivo di coinvolgere i cittadini su temi d’importanza centrale per la qualità della vita e dell’ambiente. “Il Cibm è uno dei fiori all’occhiello della realtà livornese – ha affermato il sindaco Salvetti nel corso della conferenza stampa – è un centro di eccellenza che merita di raggiungere una grande visibilità, con il sostegno costante dell’Amministrazione Comunale”.

L’evento sarà suddiviso in due sessioni: quella mattutina, plenaria, alla quale parteciperano il Sindaco, l’assessora all’innovazione e università Barbara Bonciani, l’assessora all’ambiente Giovanna Cepparello, l’assessore alla cultura Simone Lenzi, il presidente del Cibm Carlo Pretti, Anna Maria De Biasi responsabile ambiente e coordinamento Cibm, che farà da moderatore, ed i ricercatori del Centro; quella pomeridiana dedicata agli addetti ai lavori ed agli studenti degli istituti superiori.

“Il Cibm si presta ad una collaborazione diretta con la cittadinanza – ha aggiunto l’assessora Bonciani – ed ha già un rapporto importante con i giovani attraverso l’alteranza scuola-lavoro ed i tirocini. Inoltre il legame del Cibm con la città si rafforzerà con il Centro Accoglienza Visitatori Meloria, nella struttura dei Bagnetti, che tra circa un anno dovrebbe essere aperto”.

IL NAUTILUS Anno 14 N°3

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato allo shipping con un focus sul soccorso in mare e sulla Brexit, il ruolo del porto di Salerno e la "Barletta marinara". Poi un approfondimento sui fari di Brindisi ed uno sul trasporto ad emissioni zero con Emma. E ancora, approfondimenti sulle crociere e sulla sicurezza nei nostri porti.
poseidone danese

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