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Yachtin’ Puglia, la nautica di lusso

BRINDISI – Importante è il ruolo della nautica da diporto di lusso all’interno di un “sistema” dell’offerta turistica di una Regione e/o di un territorio, poiché non si tratta di organizzare e coordinare dei soggetti economici, ma mettere in rete il territorio e le risorse in esso presenti al fine di accrescerne il potenziale attrattivo e assicurarne lo sviluppo. Interessanti saranno le tesi di studio del convegno “La rotta del lusso” organizzato dallo Yachtin’Puglia di Teo Titi per i  prossimi 28- 29 ottobre presso il resort Borgo Egnazia a Savelletri di Fasano – Brindisi.

La sfida è lanciata: la Regione Puglia, dopo anni di successo turistico, sarà capace ora di proporre un’offerta turistica articolata e integrata nella rete della nautica da diporto di lusso? Infatti, questo segmento della nautica da diporto è per definizione un “sistema” e si riferisce a un insieme di attività integrate tra loro e con il territorio di riferimento e per questo richiede il necessario coordinamento e coinvolgimento del maggior numero di attori e istituzioni territoriali. Enti che dovranno esprimere il carattere specifico dei valori e risorse di una regione marittima (800 km di coste e territori costieri) attraverso la quale gestire l’intera catena della nautica e se vogliamo che “la rotta del lusso” dei mega yacht passi i porti della Puglia.

Sarà necessario fornire una gamma di prodotti turistici complessi (beni e servizi, fattori attrattivi di natura sociale, culturale, naturale) in grado di soddisfare la “domanda globale” espressa dal diportista/turista di lusso, senza subire le tendenze massificanti di un’economia globalizzata. Questi grandi yacht messi a disposizione dalle compagnie di charter nautico permettono ai loro passeggeri di fare un’esperienza totalizzante con il mare. Sono persone che non domandano semplicemente beni e servizi turistici, ma anche e soprattutto vere e proprie esperienze coinvolgenti e complesse, da vivere in modo personale e partecipativo.

Un’esperienza che nasce dall’insieme di relazioni socio-economiche che avvengono fra una persona ospite dei vari yacht e gli attori e strutture di un territorio che si mette in “scena turistica”. Un ruolo importante tocca alla cultura come elemento chiave di collegamento fra i diversi nodi della rete del sistema d’offerta turistico – territoriali: i valori frutto della storia, delle tradizioni, delle usanze; cultura unica con le proprie specificità che permette di soddisfare il bisogno di un diportista particolare sensibile alle varietà esistenziali con la passione del mare.

 

Abele Carruezzo

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Ucina:andamento mondiale e trend della nautica nel 2016

GENOVA – La produzione cantieristica mondiale da diporto si attesta su circa 14 miliardi e l’industria italiana ne rappresenta il 13%, seconda soltanto agli Stati Uniti. Sono i numeri dell’industria nautica mondiale al 31.12.2015 appena comunicati da ICOMIA, la federazione internazionale cui aderisce UCINA Confindustria Nautica.

45 miliardi il fatturato della filiera nautica mondiale, che conta 100.000 aziende, 1 milione di addetti diretti, un mercato di 30 milioni di imbarcazioni e 25.000 porti turistici.

Per quanto riguarda l’Italia, nel 2015 il fatturato globale dell’industria nautica – calcolato dall’Ufficio Studi UCINA esclusivamente sulle attività attinenti alla produzione nautica (mentre le comunicazioni corporate includono anche attività no-core) – è stato pari a 2,9 miliardi di euro (+17,1%). La cantieristica (costruzione di natanti, battelli pneumatici, imbarcazioni a vela e motore, navi da diporto, componenti) genera il 55% del valore, seguita dagli accessori (29%), i motori (9%), refitting, riparazione e rimessaggio (7%). Il 65% è originato sui mercati esteri, il 19% dal mercato nazionale, il rimanente 16% dalle importazioni.
Sono in corso di elaborazione i dati relativi all’anno nautico, con chiusura al 31 agosto 2016, ma si profila la conferma di un andamento con crescita a doppia cifra.

“A un mese dall’apertura del 56mo Salone Nautico di Genova i numeri tornano”, commenta la Presidente di UCINA Carla Demaria. “A Genova si è venduto, come non accadeva da molti anni, nel settore della piccola nautica come nelle imbarcazioni e nei battelli pneumatici. Anche nel settore navi da diporto, dove spiccano le 4 unità di Sanlorenzo i cui contratti sono stati firmati al Salone”.

Una conferma tangibile della ripartenza del mercato nazionale, ben evidenziata dalle dichiarazioni alla stampa del Direttore della Boot di Dusseldorf, Petros Mixhelidakis, durante la sua visita al Salone Nautico Internazionale di Genova: “si respira un’altra aria e sono felice di vedere che non solo il Salone di Genova è rinato,  come è evidente , ma che si è ripreso  anche il mercato italiano. Il Nautico è stato grande e mi fa piacere vederlo ripartire, poiché voi italiani siete l’eccellenza della nautica, vi accoglieremo con piacere a gennaio a Dusseldorf “.

UCINA: novità sul contratto di noleggio

ROMA – Alle unità battenti bandiera nazionale non è più richiesta l’esibizione del contratto di noleggio per provare l’attività commerciale dell’unità da diporto adibita in via esclusiva al noleggio. Lo stabilisce l’ultima nota dell’Agenzia delle Dogane che risponde alle proposte presentate da UCINA Confindustria Nautica.

La fornitura di carburanti alle unità extra UE era stata in parte semplificata con la Circolare 11D 2016, ma l’Associazione aveva richiesto di proseguire nel lavoro di semplificazione.

Le Dogane con la nota 79147/2016 specificano che, nel  caso delle unità italiane, la normativa di riferimento è contenuta nella Direttiva prot. 7206/00 dell’8.2.2011. E poiché tali istruzioni trovano fondamento negli obblighi dell’esercizio commerciale in via esclusiva imposto alle unità da diporto, non è richiesta l’esibizione del contratto di noleggio all’atto del rifornimento. Esibizione che è eventualmente richiesta in fase di controllo dell’effettivo consumo dei prodotti petroliferi esenti nell’impiego proprio nell’ambito dell’attività imprenditoriale svolta.

“Si tratta di un ulteriore passo in avanti per il quale ringrazio il Direttore delle Dogane, Peleggi, e tutta la sua struttura”, commenta Carla Demaria, presidente di UCINA Confindustria Nautica.

BANIDERA BLU 2016 A MARINA UNO

LIGNANO – Porto Turistico Marina Uno, Marina Punta Verde, Darsena Porto Vecchio e Marina Punta Faro hanno ricevuto anche per quest’anno il riconoscimento della prestigiosa Bandiera Blu della F.E.E. – Foundation for Environmental Education.

Le riconferme sono giunte grazie alla costante politica di salvaguarda dell’ambiente e del paesaggio, al continuo aggiornamento delle infrastrutture e all’osservanza delle rigorose norme sulla tutela e sicurezza dell’ambiente naturale, alla qualità dei servizi offerti ai diportisti.

Un altro record italiano a Lignano Sabbiadoro con quattro Bandiere Blu ai porti turistici e una alla località, un buon auspicio per la stagione turistica e nautica 2016!

Risolto il problema dell’uscita dalle acque territoriali delle unità da diporto

ROMA – Con la circolare n. 14/D del 12/05/16 la Direzione centrale legislazione e procedure doganali ha fornito chiarimenti in merito alle prove valide ai fini dell’accertamento dell’uscita dalle acque territoriali italiane (UE) delle unità da diporto nuove costruite in esenzione dai diritti doganali e dall’imposta sul valore aggiunto, destinate all’esportazione in quanto acquistate da clienti extra UE.

Dal 2012, infatti, con le modifiche normative introdotte al Testo Unico delle Leggi doganali (art. 36, comma 4, DPR n.43/73), si era reso necessario dimostrare, ai fini della legittimazione del beneficio della non imponibilità IVA all’esportazione, l’uscita dal territorio doganale mediante la prova del raggiungimento di un porto extra UE e la produzione della correlata documentazione.

Tale prassi imponeva ai costruttori italiani di doversi fare carico degli extra costi, talora molto rilevanti, di viaggio, rifornimento ed equipaggio, e lasciava in capo al cantiere il rischio di dover versare le imposte dovute qualora il comandante o l’armatore avessero deciso di non onorare l’impegno a fornire le suddette attestazioni.Per risolvere la problematica, l’Amministrazione centrale delle Dogane ha individuato procedure più snelle, compatibili con il quadro giuridico di riferimento, che delineano diverse modalità di accertamento.

Con la predetta circolare è stato infatti chiarito che l’uscita dal territorio doganale potrà essere provata, oltre che dal raggiungimento di un porto extra UE, anche tramite la dichiarazione resa dall’armatore/comandante della nave accompagnata dall’attestazione del superamento del confine delle acque nazionali (uscita dalle 12 miglia) effettuata tramite dispositivo AIS.

Tali ultime attestazioni saranno fornite agli uffici doganali a cura del cantiere costruttore, il quale in questo modo potrà chiudere la pratica doganale senza ulteriori costi e senza alcun rischio futuro.

Si tratta di un importante passo avanti per la competitività del sistema nautico italiano, frutto dell’intensa collaborazione fra gli uffici dell’Amministrazione doganale e la rappresentanza degli imprenditori.

NAUTICA 365: NAUTICA ITALIANA PRESENTA LA NUOVA STORIA DEL MARE IN ITALIA

GENOVA – NAUTICA ITALIANA, presenta oggi la seconda parte del piano strategico “NAUTICA 365″. L’Associazione affiliata a Fondazione Altagamma, che riunisce le eccellenze dell’intero comparto – Industria, Servizi e Territori – nata per valorizzare nel mondo il prodotto e il servizio nautico Made in Italy, restituendogli la reputazione che merita ai fini di sostenerne la crescita e l’export, aveva infatti presentato lo scorso ottobre il piano strategico “NAUTICA 365″, basato su tre pilastri portanti per supportare la crescita:
1) Il Manifesto della nautica italiana
2) La carta dei valori, subito tradotta in Contratto Etico
3) Un nuovo piano di promozione nazionale e internazionale

L’Associazione ha svolto in questi mesi un’intensa attività su tutti e tre i fronti.
Un focus particolare è stato posto sulla nuova strategia di eventi, la cui formulazione è nata, in primis, sulla base di un’attenta analisi dello scenario complessivo, ossia delle priorità di crescita estera delle aziende e, al contempo, della necessità del comparto di essere sostenuto nella promozione anche sul mercato domestico; in aggiunta l’Associazione ha potuto contare sulle competenze e il know-how messo a fattor comune dal partner professionale prescelto: Fieramilano, il più grande e infrastrutturato polo fieristico italiano.

NAUTICA ITALIANA e Fieramilano, con un accordo che sarà presto formalizzato, stanno scrivendo insieme la nuova storia del mare in Italia, tracciata da un nuovo palinsesto fieristico internazionale a partire dal 2017, a cui sono invitate a collaborare tutte le associazioni nautiche del Paese, così declinato:
· SALONE NAUTICO INTERNAZIONALE «OUTDOOR» DEDICATO ALLA MEDIA E GRANDE NAUTICA, IN PRIMAVERA
·EVENTO «LIFESTYLE & GLAMOUR», IN ESTATE
·SALONE ESPOSITIVO « INDOOR» DEDICATO ALLA PICCOLA NAUTICA E AGLI SPORT DELL’ACQUA, IN AUTUNNO, A MILANO
Lamberto Tacoli, Presidente di NAUTICA ITALIANA, ha commentato: “Il nostro mare – e tutto il sapere, la cultura e l’industria che da esso deriva – non è solo delle coste ma è un patrimonio che tutto il Paese è chiamato a proteggere e valorizzare. Per questo, se la maggior possibilità di valorizzazione, incontro e vendita per quella categoria di imbarcazioni medio piccole che rappresentano il vero grande bacino di sviluppo della nautica, passa da Milano, noi vogliamo essere lì, ed esserci nel modo migliore, insieme a Fieramilano.

Allo stesso tempo, per i nostri compratori, che il giorno successivo all’acquisto diventano potenziali turisti, vogliamo poter offrire anche un momento di incontro ambientato sul nostro mare, e per questo ci piacerebbe proseguire la tradizione di un grande evento a Genova”.

“Credo fortemente che il nostro Paese possa e debba avere una eccellenza fieristica in ogni campo in cui vanta una eccellenza produttiva, a tutto vantaggio non solo dell’organizzatore ma soprattutto delle imprese. E gruppi come Fieramilano e città come Genova devono essere pronti a fare la loro parte – ha scritto Corrado Peraboni, Amministratore Delegato di Fieramilano nella lettera inviata al Presidente di Nautica Italiana in occasione dell’incontro di oggi. – Per questi motivi ci ha molto inorgoglito la richiesta avanzataci da Nautica Italiana, che per questo ringraziamo, di assumere un ruolo attivo nella organizzazione di un palinsesto fieristico nazionale in questo settore.

Non partiamo certo da zero in quanto a fiere ed eventi italiani, ma esempi di Paesi anche vicini stanno a dimostrare non solo la sostenibilità ma addirittura la necessità di avere momenti differenziati in acqua ed a terra. Eventi diversi ma comunque accumunati da rappresentatività, internazionalità ed eccellenza.  Non certo uno spezzatino ma momenti fieristici articolati e che crescano insieme. Per questo abbiamo fin da subito condiviso l’idea di un palinsesto nazionale, aperto al contributo di tutti i soggetti della filiera.

In questa fase di verifica e preparazione abbiamo concretamente fornito a Nautica Italiana il nostro punto di vista e le condizioni organizzative che noi riteniamo necessarie perché un palinsesto nazionale nasca con le caratteristiche vincenti che tutti ci aspettiamo. Noi siamo organizzatori e non esperti di nautica, noi mettiamo il nostro know-how fieristico e ci aspettiamo che gli operatori del settore ci mettano la conoscenza specifica di settore.

Nell’augurare una buona conferenza stampa confermo quindi che Fieramilano, con il sistema della nautica italiana che avrà saputo creare le condizioni viste sopra ed in collaborazione con la realtà genovese, è pronta a rispondere alla chiamata  ed a mettere a disposizione il proprio know how fieristico per la realizzazione del Palinsesto”.

Parallelamente l’Associazione affianca al palinsesto dei grandi eventi un programma di iniziative.

UCINA: gli sgravi contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato

ROMA – L’INPS ha predisposto le applicazioni informatiche e pubblicato le istruzioni per le agevolazioni sulle assunzioni a tempo indeterminato.
Dopo la guida a tutte le agevolazioni fiscali fruibili dalle aziende della nautica inviate a tutti i propri associati, l’Associazione ha predisposto un vademecum per le procedure che consentono la riduzione dei contributi.

Da aprile i datori di lavoro possono chiedere l’agevolazione 2016 sulle assunzioni a tempo indeterminato, ossia una riduzione del 40% sui contributi previdenziali per due anni: si tratta della riproposizione del beneficio che nel 2015 è stato pari al 100% e che la Legge di Stabilità, allo scopo di promuovere forme di occupazione stabile, ha prorogato per quest’anno, ma in misura ridotta.

L’esonero contributivo spetta a condizione che, nei sei mesi precedenti l’assunzione, il lavoratore non sia stato occupato, presso qualsiasi datore di lavoro, con contratto a tempo indeterminato, o il lavoratore assunto abbia avuto rapporti di lavoro a tempo indeterminato con il datore di lavoro richiedente l’incentivo, ovvero con società da questi controllate o collegate.

Le indicazioni contenute in un’apposita circolare dell’INPS prevedono che l’agevolazione sia utilizzabile retroattivamente dallo scorso gennaio e, con le comunicazioni di aprile o di maggio, le imprese forniranno anche i dati sulle assunzioni relative ai primi tre mesi dell’anno.

A disposizione dei soci UCINA il documento con tutte le indicazioni e le caratteristiche del beneficio contributivo 2016, nonché le istruzioni INPS.

“Si tratta di uno strumento in più a disposizione delle aziende che ci auguriamo possa essere utilizzato anche alla luce della pubblicazione dei dati dell’Ufficio Studi UCINA che, sulla base degli ordini registrati dalle imprese nella prima parte dell’anno nautico in corso, confermano il trend positivo per l’industria nautica in Italia, con una crescita prevista tra il 5 e il 10%”.

Nel frattempo l’Associazione continua a lavorare con il Governo per istituire un contratto di lavoro specifico per la nautica.

Regime del margine I.V.A. per Unità da Diporto

ROMA – Il D.L. 23 febbraio 1995, n. 41 convertito dalla Legge 22 marzo 1995, n. 85, recependo il disposto della direttiva del Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea 14/2/1994, n. 94/5/CE, detta una organica disciplina ai fini I.V.A. del commercio dei beni mobili usati, di oggetti d’arte, d’antiquariato e da collezione. Il presente regime speciale mira ad evitare fenomeni di reiterata imposizione per i beni che dopo la prima uscita dal circuito commerciale vengono ceduti ad un soggetto passivo di imposta per la successiva rivendita.

Conseguentemente per le fattispecie indicate si prevede che sia assoggettato al tributo la sola differenza tra prezzo di vendita e quello d’acquisto, maggiorato delle spese di riparazione e di quelle accessorie.Tale disciplina, che introduce un vero e proprio regime speciale  I.V.A.,  detto  anche  ”regime  del  margine”,   recepisce   la  direttiva  n.  94/5/CE.

L’esigenza che ha visto  nascere   la  direttiva  94/5/CE  è  quella  di  evitare fenomeni di doppia o reiterata imposizione per  i  beni  che  dopo  la  prima uscita dal circuito commerciale vengono ceduti ad  un soggetto passivo d’imposta per la successiva rivendita, con conseguente  ulteriore  imposizione ai fini I.V.A. in relazione al prezzo di vendita da questi praticato.
Con il regime del margine di cui al D.L. n. 41/1995 si prevede l’assoggettamento ad I.V.A del solo utile lordo realizzato, cioè la differenza tra il prezzo di vendita e quello di acquisto (eventualmente maggiorato delle spese accessorie e di riparazione) e non dell’intero corrispettivo.

L’applicazione del regime del margine, peraltro, prevede la presenza di specifici requisiti di tipo soggettivo, oggettivo e territoriale. Inoltre, per quello che riguarda l’applicazione del regime in esame, vi sono tre modalità di calcolo, differenziate a seconda della tipologia di bene e/o del soggetto che commercializza il bene medesimo.

Il regime del margine si differenzia quindi in:
- regime analitico (o ordinario);
- regime forfettario; - regime globale.

Condizione essenziale è l’acquisto del bene usato. Il concetto di bene usato trova fondamento nell’art. 38, comma 4 del D.L. n. 331/1993 che considera usati le imbarcazioni (di lunghezza superiore ai 7,5 metri) alla duplice condizione che siano stati immatricolati o iscritti in pubblici registri per la prima volta da oltre 3 mesi e abbiano navigato per oltre 100 ore.

Le due condizioni devono essere presenti contemporaneamente, per cui la mancanza anche di una sola di esse porta a considerare gli stessi mezzi come “nuovi”. Le disposizioni sugli acquisti intracomunitari da parte di operatori economici vanno, tuttavia, correlate con quelle relative al regime speciale (c.d. “regime del margine”) per i rivenditori di beni usati, oggetti d’arte, di antiquariato o da collezione di cui al D.L. n. 41 del 1995, il quale all’art. 37, comma 2, dispone espressamente che “gli acquisti dei beni di cui all’art. 36, assoggettati al regime ivi previsto nello Stato membro di provenienza, non sono considerati acquisti intracomunitari”.

La normativa nazionale in materia di regime del margine, in aderenza a quanto previsto dalla settima direttiva CE del 14 febbraio 1994 n. 94/5/CE, ha come scopo quello di evitare una doppia imposizione su beni usati il cui acquisto da parte del rivenditore avviene sulla base di un prezzo già comprensivo di IVA, che non è possibile detrarre in quanto non autonomamente evidenziata.

Sulla base di quanto sin qui esposto, occorre precisare che la successiva commercializzazione delle unità da diporto usate, è effettuata con l’applicazione dell’I.V.A. secondo il particolare sistema del margine, ai sensi dell’art. 36 del D.L. n. 41 del 1995, quando il rivenditore, soggetto d’imposta in Italia, li ha  acquistati:da un privato consumatore; da un operatore economico che non ha potuto esercitare il diritto a detrazione; da un soggetto passivo d’imposta comunitario in regime di franchigia nel proprio Stato membro; da un soggetto passivo (nazionale o comunitario) che ha applicato, a sua volta, il regime del margine.

L’applicazione del regime del margine comporta che non si può portare in detrazione l’I.V.A. relativa all’acquisto dell’unità da diporto nonché quella pagata per le spese di riparazione ed accessorie.

Infine l’art. 2, comma 6-bis, D.L. n. 16/2012, c.d. Decreto “Semplificazioni fiscali 2012”, convertito nella Legge n. 44/2012 ha esteso l’applicabilità del regime del margine anche alle cessioni aventi ad oggetto i contratti di leasing acquistati presso privati fermo restando il rispetto delle condizioni previste per l’applicazione di tale regime alle cessioni di beni usati.

Con tale previsione normativa estende la possibilità di applicare il regime I.V.A. del margine di cui dall’art. 36, D.L. n. 41/1995, anche alle cessioni di contratti di locazione finanziaria nell’intento di equiparare il trattamento fiscale del leasing a quello previsto per le cessioni di beni, con ciò favorendo, tra gli altri, il settore nautico in quanto l’applicazione dell’imposta si calcola solo sulla differenza.

 

Cosimo Salvatore CORSA

Uso commerciale delle unità da diporto: operazioni non imponibili

ROMA – Con C.M. n. 43/2011 sono stati fornite interpretazioni, in materia di IVA, al regime di non imponibilità delle operazioni relative al settore della nautica da diporto.In merito al quesito se ai fini del regime di non imponibilità possa essere considerata attività commerciale, oltre all’attività di noleggio delle imbarcazioni da diporto anche l’attività di locazione delle stesse nonché le altre prestazioni rientranti nelle attività commerciali di cui all’art. 2 del Codice della Nautica da Diporto, (approvato con decreto legislativo n. 171 del 18 luglio 2005) ove rese nei confronti di soggetti passivi d’imposta esercenti attività commerciale, l’Agenzia fornisce i seguenti chiarimenti.

L’articolo 8-bis, 1° comma, lett. a) del D.P.R. n. 633 stabilisce, tra l’altro, che sono assimilate alle cessioni all’esportazione, e soggette al medesimo regime di non imponibilità IVA, le cessioni di navi destinate all’esercizio di attività commerciali. Il quesito posto mira, in sostanza, al superamento della prassi amministrativa che, in relazione alle unità da diporto di cui alla L. 11 febbraio 1971, n. 50, ha precisato che l’utilizzo commerciale, cui l’art. 8-bis ricollega il regime di non imponibilità, sussista solo nel caso in cui l’imbarcazione venga utilizzata in attività di noleggio e non anche ove sia adibita alla locazione.

Al riguardo si rammenta che mentre mediante il contratto di noleggio il noleggiante, in corrispettivo del nolo pattuito, si obbliga a compiere con l’unità da diporto una determinata navigazione, ovvero la navigazione ordinata dal noleggiatore, mantenendo la conduzione tecnica dell’unità e mantenendo alla sue dipendenze l’equipaggio, nel contratto di locazione la fattispecie ha ad oggetto il trasferimento della disponibilità del bene a favore del conduttore, che si assume ogni rischio connesso alla navigazione. In origine le unità da diporto erano del tutto escluse dal beneficio della non imponibilità sul presupposto che le stesse non fossero impiegate in attività commerciali bensì in attività sportive e ricreative.

Tale interpretazione è stata mutata ad opera della R.M. n. 94 del 21 marzo 2002, in quanto l’Amministrazione Finanziaria ha ritenuto di poter superare l’esplicita esclusione prevista dalla lett. a) dell’art. 8-bis del D.P.R. n. 633 delle unità da diporto di cui alla L. n. 50/1971, dal relativo regime di non imponibilità, a seguito dell’entrata in vigore dell’art. 15 della L. 5 maggio 1989, n. 171, che ha previsto che “le navi, le imbarcazioni ed i natanti da diporto possono essere utilizzate mediante contratti di locazione o di noleggio”.

E’ avvenuto che il legislatore, nell’intento di favorire lo sviluppo dei servizi turistici, ha voluto consentire l’utilizzo delle unità da diporto in attività commerciali mediante contratti di locazione e noleggio.

Pertanto è stato ritenuto che soltanto il noleggio, e non anche la locazione, potesse rappresentare esercizio di attività commerciale e, in quanto tale, fruire del regime di non imponibilità di cui all’art. 8-bis del D.P.R. n. 633, posizione confermata successivamente con R.M. n. 95/2008 e n. 79/2008.

Secondo il quadro attuale, considerata la normativa di settore ed in particolare l’art. 2 del D. Lgs. 18 luglio 2005 n. 171 (concernente l’approvazione del codice della nautica da diporto), che contiene un’elencazione di casi in cui l’unità da diporto è utilizzata a fini commerciali, si ritiene che, sempre che il committente utilizzi il mezzo per l’esercizio di attività commerciale, possa estendersi il regime di non imponibilità previsto dall’art. 8-bis a tutte le attività qualificate come commerciali dal citato  art. 2 del D. Lgs. n. 171 del 2005 ovvero alle ipotesi in cui l’unità da diporto:
a) è oggetto di locazione e noleggio,

 

b) è utilizzata per l’insegnamento professionale della navigazione da diporto,
c) è utilizzata da centri di immersione e di addestramento subacqueo come unità di appoggio per i praticanti immersioni subacquee a scopo sportivo o ricreativo.
In relazione alle attività di noleggio e locazione di unità da diporto, peraltro, la possibilità di applicare il regime di non imponibilità di cui all’art. 8 – bis anche al canone pagato dal locatario è condizionata dalla ricorrenza di alcune circostanze che saranno oggetto di ulteriore apprendimento.

 

Cosimo Salvatore CORSA

Imbarcazioni da diporto presupposto territoriale ai fini IVA

ROMA – L’Imposta sul Valore Aggiunto (I.V.A.) si applica sulle operazioni, di cessione di beni o prestazioni di servizi,  che soddisfano tre requisiti – oggettivo – soggettivo – territoriale e sulle importazioni da chiunque effettuate. La corretta individuazione della territorialità di una cessione di beni o di una prestazione di servizi è quindi essenziale a stabilire se l’operazione sia o meno rilevante ai fini IVA.

Le unità da diporto in quanto beni ceduti o acquistati nel territorio dello Stato sono soggette alle norme che sovraintendono la disciplina del presupposto territoriale IVA.L’articolo 1 del D.P.R. n. 633/1972 stabilisce: L’imposta   sul  valore   aggiunto (I.V.A.)  si  applica  sulle  cessioni  di beni e le prestazioni  di servizi  effettuate nel territorio dello Stato  nell’esercizio  di  imprese o   nell’esercizio di arti  e professioni e  sulle importazioni da  chiunque effettuate.

Le cessioni di beni, diverse da quelle di cui ai commi 2 e 3 (art. 7 bis), si considerano effettuate nel territorio dello Stato se hanno per oggetto beni immobili ovvero beni mobili nazionali, comunitari o vincolati al regime della temporanea importazione, esistenti nel territorio dello stesso ovvero beni mobili spediti da altro Stato membro installati, montati o assiemati nel territorio dello Stato dal fornitore o per suo conto.Le cessioni di beni a bordo di una nave, di un aereo o di un treno nel corso della parte di un trasporto di passeggeri effettuata all’interno della U.E., si considerano effettuate nel territorio dello Stato se il luogo di partenza del trasporto è ivi situato.Le prestazioni di servizi si considerano effettuate nel territorio dello Stato:a) quando sono rese a soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato;b) quando sono rese a committenti non soggetti passivi da soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato.

Dal 1° gennaio 2013, sono entrate in vigore le disposizioni contenute all’art. 3 del D. Lgs. 11 febbraio 2010, n. 18, le quali apportano importanti modifiche al regime della territorialità I.V.A. delle prestazioni di locazione anche finanziaria, noleggio e simili di mezzi di mezzi di trasporto, cosiddette a “lungo termine”.

In base all’art. 7, comma 1, lett. g) del D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 633 per “locazione anche finanziaria, noleggio e simili, a breve termine di mezzi di trasporto” si statuisce debba intendersi il possesso o l’uso ininterrotto del mezzo di trasporto per un periodo non superiore a trenta giorni ovvero a novanta giorni per i natanti.

Pertanto sono a “lungo termine” le prestazioni di locazione che determinano un utilizzo superiore a trenta ovvero novanta giorni per i natanti. Questa distinzione è della massima importanza poiché, come si vedrà più avanti, il trattamento è diverso a seconda che la locazione sia a breve o a lungo termine. Nel settore della nautica si applica la disciplina per le prestazioni a breve quando trattasi di locazione e noleggio delle unità da diporto mentre si utilizza la normativa delle prestazioni a lungo termine quando si tratta di leasing nautico.Il luogo di effettiva utilizzazione del mezzo stabilisce l’esistenza del presupposto territoriale.

In caso di noleggio a breve termine con messa a disposizione dell’imbarcazione nel territorio di altro Stato membro della U.E. l’articolo 7-quater, lett. e), del D.P.R. n. 633 individua le condizioni affinché le prestazioni di locazione anche finanziaria, noleggio e simili di mezzi di trasporto a breve termine siano considerate territorialmente rilevanti in Italia.

Tali prestazioni, ai sensi della richiamata disposizione si considerano effettuate nel territorio dello Stato quando i mezzi di trasporto “sono messi a disposizione del destinatario nel territorio dello Stato e sempre che siano utilizzate all’interno del territorio della U.E.” e “quando i mezzi di trasporto sono messi a disposizione del destinatario al di fuori del territorio della U.E. e sono utilizzati nel territorio dello Stato”.

La prestazione di noleggio a breve termine con messa a disposizione della imbarcazione nel territorio di altro Stato membro della U.E. non è menzionata tra quelle che la norma qualifica come territorialmente rilevanti in Italia. Pertanto si ritiene che l’operazione sia territorialmente non rilevante. Per tali operazioni non sussiste obbligo di fatturazione, né obbligo di indicazione nel modello INTRASTAT.

Inoltre dal 1° gennaio 2013 le prestazioni di servizi di locazione, anche finanziaria, noleggio e simili, non a breve termine, di imbarcazioni da diporto si considerano effettuate nel territorio dello Stato quando: l’imbarcazione sia effettivamente messa a disposizione nel territorio dello Stato; la prestazione sia resa da soggetti passivi ivi stabiliti; la prestazione sia utilizzata nel territorio dell’Unione Europea.
Parimenti le prestazioni di servizi di locazione, anche finanziaria, noleggio e simili, non a breve termine, di imbarcazioni da diporto si considerano effettuate nel territorio dello Stato qualora l’imbarcazione da diporto è messa a disposizione in uno Stato estero fuori dell’Unione Europea ed il prestatore è stabilito in quello stesso Stato.

 

Cosimo Salvatore CORSA

IL NAUTILUS Anno 12 N°3

BRINDISI - In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato alle crociere, a livello nazionale ed internazionale, con i nuovi dati di Risposte Turismo: dalla classifica dei porti italiani in base al numero di croceristi alle previsioni per il 2018 con i programmi dei porti già fissati con le grandi compagnie. Poi un focus di Stefano Carbonara sul cyber crimine applicato al mondo dello shopping con lo contromosse necessarie. Da Assologistica arrivano anche le indicazioni per il mondo dei porti e non solo, con tendenze e lacune da colmare. Ad Ancona, Napoli, Trieste, Venezia, Brindisi e Livorno sono dedicati tanti servizi sulle ultime notizie che giungono da questi scali dopo la riforma dei porti..
poseidone danese

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