Presentata Destinazione Brindisi

Questa mattina l’assessore Emma Taveri, con delega a Turismo, Marketing territoriale e Creatività, ha presentato la strategia Destinazione Brindisi per comunicare come la città dovrà diventare meta con forme alternative di turismo culturale e creativo.

“Brindisi può contare su storia, attrattori culturali, enogastronomia, mare e ottimi collegamenti e infrastrutture – spiega l’assessore Taveri – al contempo, presenta dei punti di debolezza di cui non si può non tener conto. L’esperienze di altre città italiane ed europee può tracciare il percorso di sviluppo turistico anche per Brindisi. Ovviamente personalizzando soluzioni già sperimentate secondo la visione di questa amministrazione.

“Sea working” con creazione di offerte differenzianti per smart worker e delocalizzazione di imprese al sud,
“Artipelago” per trasformazione graduale della città in un arcipelago di arte e bellezza diffusi, tra rigenerazione urbana e nuovi attratto e “Seaty” per offerte, esperienze, eventi, spazi, immobili pensati per la cultura del mare sono i tre filoni su cui lavorare.

L’obiettivo zero è la creazione di questo assessorato partecipato e condiviso per utilizzare al meglio le professionalità del territorio e non solo. A seguire il riposizionamento strategico e d’immagine della città: Brindisi come meta ideale anche per lavorare con progetti su modello Sea Working. Creare arte diffusa, utilizzare campagne di marketing innovative, comprendere e anticipare il mercato valorizzando le competenze professionali, sono solo alcuni degli obiettivi.

È stata attivata anche una pagina Facebook dell’assessorato Destinazione Brindisi e abbiamo idee a medio e al lungo termine ma anche iniziative già in cantiere”.

Il Qatar lancia un ambizioso progetto di restauro delle storiche imbarcazioni dhow

Il Qatar National Tourism Council (QNTC, Consiglio Nazionale del Turismo del Qatar) ha avviato un progetto su larga scala per il restauro di una flotta di oltre 40 imbarcazioni tradizionali dhow, proseguendo nell’intento di migliorare l’offerta di attrazioni e attività per turisti internazionali e nazionali. Il progetto di restauro dei dhow è parte di un’iniziativa strategica finalizzata a migliorare l’eccellenza del servizio nel settore dell’ospitalità del Qatar.

Il progetto, articolato in tre fasi, comprenderà il restauro dei dhow, la modernizzazione dei porti turistici e dei pontili e la formazione in materia di salute e sicurezza per i membri degli equipaggi e i timonieri.

La prima fase consisterà nel restauro di 40 dhow titolari di licenza, usati in passato per la raccolta delle perle, la pesca e il trasporto delle merci. I lavori di ristrutturazione saranno volti a migliorare l’esperienza a bordo degli ospiti preservando l’autenticità degli esterni tradizionali. Una volta completato, ogni dhow avrà un impatto ambientale ridotto, con energia solare al posto del carburante diesel e l’installazione di luci a LED; saranno inoltre attrezzati per ottimizzare sicurezza e comfort dei passeggeri.

Una volta eseguiti i lavori di restauro, i dhow saranno pronti a condurre i visitatori lungo viaggi rilassanti e panoramici che, oltre a regalare viste mozzafiato dell’emblematico skyline di Doha dall’acqua, consentiranno di sperimentare un aspetto chiave della storia e della cultura qatariota.

Il Segretario Generale del Qatar National Tourism Council e Amministratore Delegato del Gruppo Qatar Airways, Akbar Al Baker, ha dichiarato: “Il restauro delle imbarcazioni dhow è di fondamentale importanza per offrire ai visitatori l’opportunità unica di sperimentare una parte significativa del patrimonio e della cultura del Qatar. Sebbene i dhow non vengano più usati come barche da pesca e per la raccolta delle perle, non vediamo l’ora che vengano rimessi in acqua affinché tutti possano apprezzarli”.

Il Responsabile Licenze Turistiche, Settore Sviluppo del Turismo, Mohammad Al Ansari, che supervisiona il progetto di restauro, ha commentato: “Stiamo adottando tutte le misure necessarie per garantire che ogni dhow venga restaurato con estrema cura secondo standard all’altezza della loro importanza per la nostra cultura. I dhow sono una risorsa meravigliosa per il Qatar e, quando il progetto sarà completato, offriranno agli ospiti un modo alternativo piacevole per godersi Doha dall’acqua”.

I dhow hanno navigato nelle acque del Mare Arabico per secoli. Essendo il Qatar uno Stato peninsulare con un confine terrestre, i dhow originariamente fornivano agli abitanti una linea di comunicazione d’importanza vitale per il commercio di acqua dolce, frutta e mercanzia, per la pesca e per la raccolta delle perle. Vero e proprio atto d’amore, per la costruzione di un dhow può essere necessario anche un anno. Nel Qatar la devozione per queste imbarcazioni è tale che la gente del posto le celebra con una serie di festival ogni anno, tra cui il Katara Traditional Dhow Festival presentato da The Cultural Village Foundation – Katara.

Le due fasi successive del progetto di restauro consisteranno nel miglioramento delle strutture e della formazione. La seconda fase vedrà la modernizzazione dei porti turistici e dei pontili per migliorare l’esperienza di imbarco, con comode sale d’attesa e nuove biglietterie. La terza e ultima fase prevederà la formazione e la certificazione completa degli equipaggi che portano i dhow e che supervisionano la manutenzione quotidiana dell’area e dei chioschi della marina.

La ristrutturazione dei dhow è uno dei numerosi progetti di sviluppo del turismo supervisionati dal QNTC volti a consolidare i settori dell’ospitalità e dei viaggi nel Paese. In linea con la Visione Nazionale del Qatar 2030, il QNTC mira ad affrontare la sfida chiave di garantire la conservazione e la modernizzazione delle numerose tradizioni del Paese che contribuiscono allo sviluppo economico nazionale attraverso il turismo.

Il progetto di restauro delle imbarcazioni dhow sarà completato entro ottobre 2021.

Per maggiori informazioni visitare il sito www.visitqatar.qa/en/Things-to-do/Adventures/the-water

Salerno: Master di Alta Formazione in Economia e Diritto del Mare

La Salerno Formazione, società operante nel settore della didattica e della formazione organizza una nuova edizione del Master di Alta Formazione professionale in ECONOMIA E DIRITTO DEL MARE. Obiettivo è quello di formare figure professionali specializzate nel settore della blueconomy, intesa come “strategica” per la competitività delle imprese, per i profili occupazionali e per lo sviluppo economico del territorio locale e nazionale. Il Master fornisce gli strumenti e le competenze necessarie per operare nel comparto con un alto livello di specializzazione. L’elemento caratterizzante del Master è rappresentato dalla interdisciplinarietà, basata su contenuti specialistici di tipo aziendale, economico, giuridico e amministrativo.

Viene offerta una preparazione a livello avanzato, focalizzata sulla formazione di figure professionali specialistiche, sempre più richieste nel settore marittimo e portuale. Il Master si rivolge a imprenditori, professionisti, consulenti ed operatori dell’area legale e finanziaria del settore marittimo e portuale, ma anche al personale tecnico del comparto e in generale a tutti coloro che desiderano acquisire conoscenze e competenze di elevata qualificazione nel settore al fine di ottenere un’efficace specializzazione professionale.

Il Master avrà la durata complessiva di 50 ore e si svolgerà presso la sede della Salerno Formazione con frequenza settimanale per circa n. 3 ore di lezione. Le lezioni inizieranno il 10 maggio, anche in modalità remoto. È previsto un numero chiuso ed è rivolto a n. 16 persone in possesso di diploma e/o laurea triennale e/o specialistica. Per info ed iscrizioni è possibile contattare dal lunedì al sabato dalle ore 9:00 alle 13:00 e dalle16:00 alle 20:00 la segreteria studenti della Salerno formazione ai seguenti recapiti telefonici 089.2960483 e/o 338.3304185.

PROGRAMMA DI STUDIO:

DOCENTE: avv. Alfonso Mignone

MODULO 1 – ECONOMIA DEL MARE

Il concetto di Blue Economy a livello internazionale e comunitario
L’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO)
Le imprese di shipping
Elementi di shipping finance
Il diritto della navigazione marittima: cenni generali
L’impresa di navigazione

MODULO 2 – I SETTORI DEL BLUECONOMY

Il trasporto navale
Il turismo costiero e marittimo
La nautica da diporto
Le Autorità di Sistema Portuali
I servizi tecnico – nautici
L’attività di estrazione marina
Pesca e acquacolturaLa logistica marittima
Il credito navale
L’industria marittima 4.0

MODULO 3 – LA CROCIERA TURISTICA

Il contratto di crociera turistica
Le Stazioni Marittime
Le crociere effettuate con le unità da diporto

MODULO 4 – LA CONTRATTUALISTICA MARITTIMA

Il contratto di trasporto marittimo di cose e persone
I charterparties
Altri contratti di utilizzazione della nave
I contratti di costruzione e vendita di nave
Il contratto di ormeggio
Il soccorso marittimo
Le assicurazioni marittime ed i P & I Clubs

MODULO 5 – LA SICUREZZA DELLA NAVIGAZIONE E LA PROTEZIONE DELL’AMBIENTE MARINO

Port e Ship security: l’ISPS Code
Prevenzione e responsabilità in materia di inquinamento marino
L’ispezione e certificazione delle navi
I sinistri marittimi

MODULO 6 – IL COMMERCIO MARITTIMO INTERNAZIONALE

La contrattualistica internazionale
Il diritto internazionale del mare
Geopolitica dei trasporti marittimi e ruolo dell’Italia
Gli Incoterms® della ICC
La funzione delle dogane, l’origine delle merci e la pianificazione dei costi doganali
Il Codice Doganale Comunitario
Lo Sportello Unico Doganale
Disciplina internazionale della pirateria

MODULO 7 – IL SISTEMA DI TASSAZIONE DEL COMPARTO MARITTIMO

L’IVA nell’attività di shipping
I dazi doganali
La tonnage tax
La tassazione nella nautica da diporto
La tassazione portuale e le accise

MODULO 8 – IL DEMANIO MARITTIMO

I beni del demanio marittimo
Gestione e poteri sul demanio marittimo
Il federalismo demaniale
Poteri di vigilanza e polizia sul demanio marittimo

MODULO 9 – LE CONCESSIONI DEMANIALI MARITTIME AD USO TURISTICO – RICREATIVO

La Direttiva Servizi (cd. Bolkestein) e la tutela della concorrenza
La “proroga” delle concessioni demaniali turistico-ricreative
Le concessione finalizzate alla realizzazione delle strutture dedicate alla nautica da diporto
I Modelli di domanda concessione demaniale: dal Modello D1 al Modello D8

MODULO 10 – L’ARBITRATO MARITTIMO COME RISOLUZIONE ALTERNATIVA DELLE CONTROVERSIE

Arbitrato e trasporto marittimo
Arbitrato e charterparties
Arbitrato nel soccorso
Arbitrato e compravendita di nave
Arbitrato e costruzione di nave
Arbitrato e assicurazioni marittime
Arbitrato e Nautica da Diporto

Per ulteriori informazioni e/o per le iscrizioni, è possibile contattare dal lunedì al sabato dalle ore 9:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 20:00 la segreteria studenti della Salerno formazione ai seguenti recapiti telefonici 089.2960483 e/o 338.3304185.

SITO WEB: www.salernoformazione.com

VICE MINISTRA BELLANOVA A BORDO DI MSC GRANDIOSA: “CROCIERE FONDAMENTALI PER L’ECONOMIA, VANNO VALORIZZATE TURISMO SICURO È POSSIBILE CON PROTOCOLLI SANITARI RIGOROSI”

-La Senatrice in visita oggi sull’ammiraglia di MSC Crociere insieme a Pino Musolino, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, al Capitano di Vascello Francesco Tomas, Capo del Compartimento marittimo di Civitavecchia, al Vice Sindaco di Civitavecchia, Manuel Magliani, e a Daniele Barbieri, Assessore con delega all’Innovazione tecnologica del comune laziale.

-Gianni Onorato, CEO di MSC Crociere ha dichiarato: “Orgogliosi per la visita e per l’attenzione mostrata nei confronti di un settore che rappresenta un volano fondamentale per la ripresa economica. L’Italia, con MSC Crociere, è stata il primo paese al mondo a far ripartire le crociere grazie ad un Protocollo sanitario ancora oggi unico a livello internazionale, frutto della collaborazione tra la nostra Compagnia e le autorità italiane, che ci ha permesso di ospitare in assoluta sicurezza quasi 60.000 turisti”.

Civitavecchia, 31 marzo 2021 – L’On.le Senatrice Teresa Bellanova, Vice Ministra alle Infrastrutture e alla Mobilità sostenibili, ha compiuto questa mattina una visita istituzionale a bordo di MSC Grandiosa, la nave ammiraglia di MSC Crociere ormeggiata nel Porto di Civitavecchia.
La Vice Ministra è stata accolta dal Country Manager Italia della Compagnia, Leonardo Massa, insieme alle autorità politiche e marittime locali rappresentate da Pino Musolino, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, dal Capitano di Vascello Francesco Tomas, Capo del Compartimento marittimo di Civitavecchia, dal Vice Sindaco di Civitavecchia, Manuel Magliani, e da Daniele Barbieri, Assessore con delega alle Partecipate, all’Innovazione tecnologica e al Personale del comune laziale.


Al termine della visita, durante la quale la Vice Ministra ha avuto la possibilità sia di sperimentare il rigoroso “Protocollo di sicurezza e salute” di MSC Crociere, sia di dialogare con il Comandante della nave, il management della Compagnia, e con le autorità presenti, sull’attuale situazione e sull’importanza del settore crocieristico e dell’economia marittima per l’Italia, la Senatrice Bellanova ha dichiarato: “Quello crocieristico è, nel nostro Paese, un comparto in crescita che registra il favore dei turisti, investimenti mirati, volumi di traffico che nel 2019, dunque nel periodo pre-covid, hanno consolidato la crescita in atto. Un comparto che con i suoi 14 miliardi di euro di fatturato annuo, oltre 120 mila posti di lavoro diretti e indiretti, oltre 12 milioni di crocieristi all’anno, salari per circa 4 miliardi, rappresenta a giusta ragione un tassello rilevante di quella Blue Economy che per l’Italia vale il 3 % del Pil e che, come sistema-Paese, dobbiamo essere capaci di valorizzare sempre di più.

Ricordando di essere tra le cinque più grandi economie blu del continente europeo, e con i nostri 8 mila chilometri di costa che ci rendono più simili a un’isola, direi che puntare sulla Blue Economy è un imperativo categorico, oltre che una scelta lungimirante per rafforzare antiche e nuove economie nel nome della sostenibilità. Anche nel turismo la sostenibilità dev’essere l’opzione strategica da privilegiare e radicare; una carta vincente a patto di tenere presente i tre pilastri della sostenibilità: sociale, ambientale, economico. Si tratta dunque di non disperdere gli importanti risultati raggiunti, frutto del lavoro e dell’impegno sinergico di tanti. È l’obiettivo a cui il Protocollo di salute e sicurezza messo a punto da MSC Crociere – accogliendo ed ampliando le prescrizioni già severe e puntuali delle autorità italiane, divenuto presto un riferimento ben oltre questo settore -, può sicuramente concorrere, rivelandosi a giusta ragione determinante.

Garantire ai passeggeri crociere in piena sicurezza e tranquillità significa riattivare flussi importanti di viaggiatori, anche con particolare riferimento alle famiglie. Sicurezza, protezione e tranquillità devono essere le parole d’ordine del tempo che stiamo inaugurando”.
Dichiarazione Gianni Onorato, CEO di MSC Crociere: “Siamo orgogliosi di aver avuto ospite la Vice Ministra alle Infrastrutture e alla Mobilità sostenibili, Teresa Bellanova, che ringrazio sentitamente per l’attenzione mostrata nei confronti del settore crocieristico e della Blue Economy in generale, che oggi più che mai rappresentano un volano fondamentale per la ripresa economica del Paese.

L’Italia è stata, con MSC Crociere, il primo paese al mondo a comprenderlo e a far quindi ripartire il settore crocieristico grazie ad un Protocollo sanitario ancora oggi unico a livello internazionale, frutto della collaborazione tra la nostra Compagnia e le autorità italiane, che grazie alla sua efficacia e versatilità ci ha permesso di ospitare in assoluta sicurezza, negli ultimi mesi, quasi 60.000 turisti a bordo delle nostre navi”.

Il Porto di Bari, Marisabella e la pietra d’inciampo del fantomatico “comitato” che pretende di parlare a nome di un porto che non conosce, a tutela di interessi che non comprende

La Comunità di migliaia di lavoratori del porto di Bari è stanca di leggere pretestuose iniziative che hanno ancora una volta l’obiettivo di ritardare se non proprio fermare per l’ennesima volta il progresso dei lavori di Marisabella nel porto di Bari.


Chi respira l’aria del porto da decenni e ne trae il proprio sostentamento sa che la polemica derivante da una interrogazione parlamentare di un deputato di Olbia (sic!) che probabilmente non è familiare con le problematiche del porto di Bari, ed un’opera in via di completamento (l’area di Marisabella), sembri interamente dovuta nel migliore dei casi ad una incerta conoscenza dei fatti.


Di vero c’è solo che un sedicente comitato abbia da anni dichiarato guerra ai progetti di ammodernamento e di dotazione di infrastrutture di cui aveva grande bisogno il porto di Bari per competere con le più aggressive (e meno ostacolate) realtà dei porti viciniori, oggi e per il futuro.
Le opere di Marisabella, da molti decenni infatti sono state progettate e solo con il decisivo impulso dell’attuale Autorità di Sistema Portuale, che le ha caparbiamente difese e riproposte nelle tante selve burocratiche e procedurali nelle quali i lavori si erano finora impaludati, nel più assoluto rispetto delle leggi e dei regolamenti vigenti (per quanto ci consta), stanno finalmente vedendo la luce.


Oggi, tuttavia, una nuova palude si sta formando su Marisabella, su pervicace iniziativa di un gruppuscolo di soggetti, per non meglio precisati fini – naturalmente ammantati da ragioni pseudo-ambientaliste e/o pseudo-urbanistiche – che si richiama maldestramente nel nome al porto di Bari pur non avendo nulla a che fare con esso, per quanto ci risulta, nè conoscendone punto le necessità.


Leggiamo infatti nell’interrogazione che al redattore risulterebbe “quantomeno improbabile quanto questa opera di colmata possa essere quel volano di sviluppo economico tanto sbandierato” il che non ci stupisce affatto, poichè non ci aspettiamo assolutamente che un soggetto avulso dalla realtà del porto di Bari e della terra di Puglia possa comprendere, senza adeguata formazione e informazione, peraltro facilmente reperibile, quanto di tale opera ci sia una sentita esigenza che grida giustizia al cielo da oltre 40 anni.


Leggiamo poi che apparirebbe, all’estensore dell’interrogazione “inspiegabile come la stessa Autorità possa presumere di pianificare il porto di Bari in maniera avulsa dai porti del sistema, conservando in sé tutte le funzioni possibili di un porto, da quella crocieristica a quella del trasporto viaggiatori, dal trasporto «RoRo» a quello delle merci, da quello piccolo a quello di grande tonnellaggio” il che rende a ns. avviso chiaramente
evidente come tali dubbi provengano dalla presumibile mancata conoscenza della storia e delle attività del porto di Bari, così come ci sembra evidentemente oscuro per chi li nutre la conclamata vocazione polifunzionale del porto di Bari, ormai consolidata da decenni.


In qualità di rappresentanti di categoria delle numerose professionalità presenti nel porto di Bari, tra cui Raccomandatari Marittimi, Spedizionieri Doganali, Doganalisti, Imprese Portuali nonchè a nome delle rappresentanze dei lavoratori portuali impegnati a vario titolo quotidianamente nel porto di Bari, con il presente comunicato stampa intendiamo mettere in guardia i lettori da ogni attacco che come questo pretestuosamente metta a rischio il futuro e i livelli di occupazione del porto di Bari, per ragioni discutibili che mirano a portare indietro di decenni le lancette del progresso e dello sviluppo, infrastrutturale oggi più che mai necessario, del ns. porto.


Il porto è una realtà complessa che richiede adeguate infrastrutture.
Ma il porto non è che il volano di tutta una serie di attività produttive che lo vedono come fase iniziale o finale dello sviluppo di un intero territorio.
Esiste una economia retrostante alle attività portuali che potrà solo beneficiare del completamento delle essenziali e indispensabili opere infrastrutturali di Marisabella.


Quella che intravediamo è una inspiegabile azione cui abbiamo intenzione di opporci con ogni mezzo sicuri che lo sviluppo del porto, se continuerà ad essere adeguatamente orientato verso il processo di infrastrutturazione atteso da decenni, potrà produrre , in un futuro relativamente vicino , delle ricadute concrete in termini di rafforzamento di altri settori produttivi regionali , con benefici occupazionali potenziali superiori a quelli finora prodotti.


FIRMATO:
Associazione OPAM – Operatori Portuali Adriatico Meridionale
RACCOMAR PUGLIA – Associazione Agenti Marittimi Raccomandatari di Puglia
ANASPED – Federazione Nazionale Spedizionieri Doganali Bari
CORPO PILOTI del porto di Bari/Molfetta/Monopoli
GRUPPO ORMEGGIATORI del porto di Bari/Monopoli
RACCOMAR/FEDERAGENTI Sez. di Bari
FILT CGIL, FIT CISL e UILTRASPORTI Bari rappresentanti dei lavoratori del porto di Bari
CONFIMI INDUSTRIA di Bari/BAT/Foggia
CONFETRA PUGLIA

Taranto, portarinfuse rischia di arenarsi, interviene il pilota del porto di turno

Taranto-Protagonista dell’operazione, che ha evitato seri danni alla nave e all’ambiente eco-marino, il Capitano Stefano Galuppo, in servizio dal 2001
Il Capitano Stefano Galuppo, pilota del Porto di Taranto dal 2001, è stato protagonista lo scorso 15 marzo di un tempestivo intervento a bordo della nave portarinfuse “Cape Eagle”, battente bandiera liberiana, con a bordo 77.229 tonnellate di minerale di ferro “Kumba” (di origine sudafricana), che ha evitato seri danni alla stessa e all’ambiente eco-marino.


L’operazione ha avuto inizio intorno alle ore 11.25 dopo una chiamata via radio del comandante della nave, ancorata nella rada di mar Grande, al pilota in servizio per avvertirlo che l’ancora aveva iniziato ad arare ovvero perso la sua tenuta.
Immediatamente, il Capitano Galuppo usciva in mare a bordo della pilotina di servizio per raggiungere la nave in difficoltà. Nel frattempo, il comandante della “Cape Eagle”, con voce tremolante che lasciava intuire una seria preoccupazione, richiedeva nuovamente l’immediata assistenza del pilota, il quale via radio dalla pilotina, lo rassicurava di essere a pochi metri dalla nave.


Per far sì che l’operazione avesse pieno successo, il pilota contestualmente allertava due rimorchiatori affinché raggiungessero nel più breve tempo possibile la nave in difficoltà.
Alle ore 11.30 il Capitano Galuppo si imbarcava sulla “Cape Eagle” quando la stessa era ormai prossima al basso fondale e non lontana dai gavitelli degli allevamenti di mitili.


Una volta a bordo, constatato che nonostante il propulsore fosse a marcia avanti la velocità era pari a zero, il pilota ordinava ad un primo rimorchiatore di spingere nel quadrante di poppa e, ad un secondo, posizionato a prora, di rimorchiare la nave in avanti, utilizzando la massima potenza disponibile. Finalmente, dopo alcuni  minuti, la “Cape Eagle” cominciava a muoversi in avanti .


Grazie all’intervento tempestivo del pilota, alla sua esperienza e alla profonda conoscenza degli elementi fisici ed atmosferici della rada di Mar Grande, veniva evitato, con l’ausilio dei rimorchiatori, che il vento traversasse la nave spingendola sul basso fondale con tutti i rischi e i pericoli derivante da una simile situazione.


Tutte le fasi dell’operazione di messa in sicurezza della “Cape Eagle”, conclusasi alle 14.18, sono state riportate passo dopo passo dal Capitano Galuppo alla Capitaneria di Porto che al termine autorizzava la nave portarinfuse a recarsi fuori dalle ostruzioni portuali.

ICS accoglie con favore la richiesta delle agenzie delle Nazioni Unite di dare la priorità ai marittimi per i vaccini COVID-19

L’ICS- International Chamber of Shipping accoglie con favore la dichiarazione congiunta firmata dai capi di cinque organismi delle Nazioni Unite che chiedono di dare la priorità ai marittimi per le vaccinazioni COVID-19. L’Organizzazione mondiale della sanità, l’Organizzazione internazionale del lavoro, l’Organizzazione marittima internazionale e gli altri organismi delle Nazioni Unite hanno rilasciato oggi una dichiarazione congiunta esortando tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite a dare la priorità alla gente di mare e agli equipaggi nei loro programmi nazionali di vaccinazione COVID-19.

Gli organismi delle Nazioni Unite hanno ribadito il ruolo chiave che i marittimi svolgono nel mantenere in movimento il commercio globale durante la pandemia. Hanno riconosciuto le centinaia di migliaia di marittimi che rimangono colpiti dalla “crisi del cambio di equipaggio”, il che significa che non sono in grado di salire a bordo o sbarcare dalle navi.

Gli Stati membri sono stati fortemente incoraggiati a intraprendere azioni urgenti per affrontare questo problema e a collaborare con le loro autorità sanitarie, di immigrazione, di controllo delle frontiere e marittime, sia a livello nazionale che locale, per sostenere i marittimi di cui il mondo ha bisogno per una ripresa socioeconomica dalla crisi causata dal COVID -19. ICS sta esortando i governi nazionali a dare ascolto a questo appello e a riconoscere gli “eroi nascosti” della pandemia. I marittimi hanno bisogno di vaccinazioni per consentire loro di continuare a svolgere il loro ruolo cruciale, che richiede loro di attraversare regolarmente i confini internazionali per garantire che le catene di approvvigionamento siano mantenute.

Guy Platten, Segretario generale dell’ICS, ha commentato:

“Ad oggi, l’attuale crisi del cambio dell’equipaggio della navigazione è rimasta in gran parte ancora invisibile al grande pubblico. L’equipaggio sta lavorando duramente in tutto il mondo per mantenere in movimento il commercio globale, con 200.000 marittimi attualmente colpiti da restrizioni eccessivamente rigide che impediscono loro di imbarcare o sbarcare dalle navi.

“ICS e altre organizzazioni hanno fatto pressioni per ottenere questo riconoscimento per i marittimi e invitiamo i governi di tutto il mondo a dare ascolto alla chiamata delle Nazioni Unite e riconoscere il fatto che i programmi di vaccinazione di successo si baseranno su quegli eroi nascosti che forniscono i vaccini e il DPI al mondo. I marittimi sono una parte vitale della campagna vaccinale e devono essere vaccinati e non dimenticati.

“L’incidente del Canale di Suez in corso ha ricordato ai governi e ai mercati quanto sia importante la navigazione globale per le catene di approvvigionamento. I marittimi continuano a lavorare per mantenere il commercio globale, in circostanze eccezionali e l’incidente di Suez non farà che aggravare la già grave crisi del cambio dell’equipaggio. I marittimi non devono essere dimenticati non appena il canale sarà di nuovo aperto e chiediamo ai governi di agire con urgenza in base a queste importanti raccomandazioni”.

La dichiarazione congiunta degli organismi delle Nazioni Unite ha inoltre riconosciuto la necessità di un sistema globale interoperabile di certificati COVID per consentire ai marittimi di continuare ad attraversare le frontiere quotidianamente.

I firmatari della dichiarazione congiunta sono: Fang Liu, Segretario generale dell’Organizzazione internazionale per l’aviazione civile (ICAO); Guy Ryder, Direttore generale dell’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO); Kitack Lim, segretario generale dell’Organizzazione marittima internazionale (IMO); Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS); e Antonio Vitorino, Direttore Generale dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM).

L’Unione Piloti ricevuta dal Sindaco di Leporano (TA)

Durante l’incontro si è convenuto che il Castello Muscettola sarà sede, non appena le attuali disposizioni in materia di Covid 19 lo consentiranno, della prossima assemblea nazionale degli iscritti

Taranto-Nella giornata di ieri, 24 marzo, il Presidente dell’Unione Piloti di porto – CLC Vincenzo Bellomo – ha fatto visita al Municipio di Leporano, in provincia di Taranto. A riceverlo il primo cittadino Vincenzo Damiano.
​L’Unione Piloti è una delle due formazioni sindacali che rappresentano i piloti di porto, la cui attività viene riconosciuta dalla legge come servizio pubblico e di interesse fondamentale per la sicurezza della navigazione.

Al tradizionale saluto di benvenuto suggellato dalla scambio dei Crest, è seguito un momento di reciproca conoscenza, nel corso del quale il Comandante Bellomo, ha avuto modo di fornire al Sindaco Damiano, un dettagliato quadro dei tratti operativi che contraddistinguono l’attività dei Piloti di porto, in termini di tutela della sicurezza della navigazione e della salvaguardia del mare, a sostegno dell’economia marittimo-portuale del Paese.

L’incontro – al quale ha preso parte anche il Vice Sindaco Vincenzo Zagaria ,– è poi proseguito con una visita al Castello Muscettola, che insieme al Parco Archeologico Saturo (dove spiccano i resti di una villa romana del III secolo d.C., le cisterne e la Torre di avvistamento aragonese) ed alcune delle più belle spiagge della costa ionica, rappresenta una delle principali attrazioni turistiche di Leporano.

L’evento si è rivelato proficuo per l’instaurazione di un costruttivo rapporto di collaborazione nello svolgimento di attività di interesse comune. In tale contesto è stato convenuto che, non appena le attuali disposizioni in materia di contrasto alla diffusione della pandemia Covid 19 lo consentiranno, il Castello Muscettola di Leporano, sarà sede della prossima Assemblea generale degli iscritti all’Unione Piloti.

CARBURANTI “GREEN”: TOTAL RIFORNIRÀ LE FUTURE NAVI A GNL DI MSC CROCIERE

• Il nuovo carburante ridurrà drasticamente le emissioni delle navi e migliorerà la qualità dell’aria dei porti di scalo
• Le nuove navi GNL di MSC Crociere saranno le più avanzate al mondo dal punto di vista tecnologico e ambientale

Ginevra– MSC Crociere e Total hanno annunciato oggi un accordo per la fornitura di circa 45.000 tonnellate all’anno di gas naturale liquefatto (GNL) per le future navi da crociera della Compagnia alimentate con il carburante “green” di nuova generazione.


Pierfrancesco Vago, Executive Chairman di MSC Crociere, ha dichiarato: “Questo accordo è un ulteriore e importante passo avanti del nostro percorso finalizzato alla continua riduzione dell’impatto ambientale, di cui il GNL rappresenta una tappa fondamentale. Mentre ci prepariamo a lanciare, nel 2022, la prima di tre navi da crociera alimentate a GNL, l’intesa di oggi ci permette di assicurare il rifornimento per le nostre navi di ultima generazione, le più avanzate dal punto di vista ambientale in Mediterraneo”.


Utilizzato come combustibile marino, il GNL riduce fortemente le emissioni delle navi, con un conseguente significativo miglioramento della qualità dell’aria, in particolare per le comunità delle zone costiere e delle città portuali. L’accordo di oggi ha quindi un impatto positivo non solo a Marsiglia, città in cui avverrà il bunkeraggio di GNL, ma anche in tutti i porti nei quali le navi MSC faranno scalo in Mediterraneo.


Le navi MSC Crociere alimentate a GNL saranno tra le più avanzate al mondo dal punto di vista tecnologico e introdurranno sul mercato una serie di importanti innovazioni ambientali. Tra le principali vi è la tecnologia delle celle combustibili a ossido solido da 50 kilowatt, alimentate a GNL, che permette di ridurre le emissioni di gas serra di un ulteriore 25% rispetto a un motore a GNL convenzionale.


Total effettuerà il rifornimento delle navi MSC alimentate a GNL utilizzando il trasferimento da nave a nave, impiegando la sua seconda nave per il bunker di GNL attualmente in costruzione. Questa nave soddisferà i più alti standard tecnologici e ambientali, utilizzando il GNL come carburante anche per la sua propulsione e adottando una ri-liquefazione completa del gas di scarico.

Il GNL come carburante marino
L’utilizzo del GNL come carburante marino ha conosciuto un impulso positivo da quando l’industria marittima si è impegnata a rispettare standard di emissioni più elevati.


Utilizzato come combustibile, il GNL aiuta a ridurre:
•le emissioni di zolfo del 99%,
•le emissioni di particelle fini del 99%,
•le emissioni di ossido di azoto fino all’85%
•le emissioni di gas serra di circa il 20%


Il GNL rappresenta una soluzione accessibile e competitiva che contribuisce alla strategia di lungo termine dell’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) finalizzata a ridurre le emissioni di gas a effetto serra prodotte dalle navi. Lo sviluppo dell’infrastruttura di bunkeraggio del GNL si è conseguentemente sviluppata, con numerosi grandi porti e fornitori di GNL che hanno programmato importanti iniziative volte a sostenere la diffusione di questo carburante “green”, che a sua volta pone le basi per la futura introduzione dell’ancor più ecologico bioGNL.

Giacomo Gavarone, presidente GGA “Maggiore occupazione di marittimi italiani grazie ad una formazione rispondente ai fabbisogni delle imprese e al passo con gli sviluppi tecnologici”

Il 23 marzo, in video conferenza si è tenuto l’incontro dei Comitati di indirizzo Classe L28 Scienze e Tecnologie della Navigazione, organizzato dalle università di Genova, Messina e Bari, al quale è intervenuto, in rappresentanza di Confitarma, Giacomo Gavarone, Presidente del Gruppo Giovani Armatori, che ha ribadito come la formazione oggi costituisca una delle sfide più importanti, sia per le imprese armatoriali, che solo con il costante aggiornamento delle competenze possono stare al
passo con i costanti sviluppi tecnologici e operativi delle navi; sia per i marittimi e, in particolare, per le nuove generazioni, perché soltanto fornendo loro competenze funzionali agli effettivi fabbisogni
delle imprese, potranno avere concrete opportunità di lavoro e sviluppo professionale.


“L’istituzione di percorsi come questi – ha affermato Giacomo Gavarone – è meritevole perché con essi si intende soddisfare la richiesta di alcune importanti compagnie di navigazione di poter avere figure di bordo apicali in possesso di diploma di laurea. Per questo, al fine di mantenere elevato il
livello di eccellenza, storicamente riconosciuto ai marittimi italiani, è importante che nella pianificazione dei percorsi formativi, sia scolastici che universitari, si instauri un rapporto sinergico e di confronto attivo fra armamento, Scuola/Università e Amministrazioni competenti in tema di
formazione marittima”.


Inoltre, secondo Gavarone, occorre coinvolgere l’armamento anche nella definizione dei percorsi di studio e prevedere, nel corso del percorso di studi, il periodo di imbarco di 12 mesi necessario a ottenere le certificazioni STCW che consentono di lavorare a bordo delle navi in modo tale che allo
studente vengano fornite anche quelle competenze pratiche indispensabili per trovare uno sbocco lavorativo nell’ambito dell’industria armatoriale;
“In merito alla necessità di favorire l’incontro fra le competenze possedute dai nostri lavoratori marittimi e i fabbisogni di competenze previste dalle imprese armatoriali, – ha aggiunto il Presidente dei Giovani Armatori – è necessario portare finalmente a compimento la riforma del collocamento
della gente di mare, inattuata dal lontano 2006, per avere finalmente un quadro certo del numero,


delle qualifiche e delle certificazioni possedute sia dai marittimi occupati, sia da quelli disoccupati e, più in generale, della situazione del mercato del lavoro marittimo, garantendo al settore uno strumento
efficace di incontro fra la domanda e l’offerta di lavoratori marittimi italiani”. “Una formazione rispondente ai fabbisogni di competenze delle imprese e al passo con gli sviluppi tecnologici – ha concluso Giacomo Gavarone – può produrre effetti molto positivi sull’occupazione
dei marittimi italiani e, quindi, offrire ulteriori opportunità di carriera marittima alle nuove generazioni”.

IL NAUTILUS Anno 15 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato al sistema per ormeggio "briccole", e un focus sullo sviluppo metropolitano della città di Bari e delle sue infrastrutture portuali. Il Parlamento Europeo approva "L'European Green Deal" e poi un approfondimento sul lavoro nei porti ed uno sul valore delle merci.
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