EMILIANO E BORRACCINO: “IL FORUM SULLA BLUE ECONOMY AL CENTRO OGGI DELLA FIERA DEL MARE A TARANTO”

Taranto-Si è svolto oggi, nell’ambito della Fiera del Mare a Taranto, l’International Forum “Blue economy: volano per lo sviluppo competitivo del territorio” in programma al Molo Sant’Eligio, al quale è intervenuto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano:

“Il nostro pallino – ha detto Emiliano – è riportare a Taranto tutto ciò che ha sempre avuto nella sua storia e che bisogna ricostruire. Dal 1949 non si faceva questa manifestazione e l’idea di avere ricominciato ci ha già dato una grande energia. Questa città e il mare sono la stessa cosa e Taranto deve sapere che la Regione Puglia, che ha sostenuto questa manifestazione con tutta l’energia e il danaro necessario, deve essere una sorta di simbolo della sacralità che noi avremo nel rapportarci al mare. Il mare è una specie di tempio nel quale, quando si entra, cambiano le regole, il modo di parlare, si abbassa la voce, si fa attenzione a non fare le sciocchezze che alle volte si fanno sulla terra. Per noi la cultura del mare deve passare da questa fiera e deve passare da Taranto”.

L’evento, organizzato dalla Sezione Internazionalizzazione della Regione Puglia, con il supporto di Puglia Sviluppo, ed in collaborazione con il Distretto della Nautica da Diporto in Puglia, ha affrontato il tema dell’economia del mare come leva per lo sviluppo del territorio.

“Si è trattato – ha spiegato l’assessore allo Sviluppo Economico Cosimo Borraccino – di un’importante occasione di confronto e dibattito sulla economia del mare come volano per lo sviluppo del territorio, a partire da quello di Taranto, e sul potenziale derivante dalla corretta gestione delle risorse del mare, grazie all’intervento di esperti del settore nonché rappresentanti del mondo politico ed imprenditoriale, impegnati nel vasto campo della Blue Economy. Vi ho partecipato, per la Regione Puglia, insieme al collega Consigliere Regionale Gianni Liviano. La risorsa rappresentata dal mare rappresenta un patrimonio fondamentale per disegnare un nuovo modello di sviluppo economico di Taranto e del suo territorio, un modello in grado di superare la monocultura industriale degli ultimi sessant’anni”.

Nella prima sessione, è stato affrontato il tema “La nautica italiana: traiettorie di sviluppo internazionale”. Sono intervenuti esperti di settore e rappresentanti del mondo imprenditoriale, impegnati nel campo della nautica e delle reti portuali.

In una regione come la Puglia, caratterizzata da un turismo marino in forte espansione, la nautica da diporto può essere un importante volano di sviluppo economico. Si incrocia infatti con l’industria delle imbarcazioni, ma anche con la portualità turistica e con la pesca. Questi settori integrati possono fare la differenza rendendo ancora più affascinante la Puglia per i turisti, sempre più numerosi, che decidono di visitare la regione.

Oggi le principali specializzazioni riguardano cabinati, semicabinati ed open, barche da diporto di alta qualità. Nel 2018 il valore delle esportazioni pugliesi nel settore delle navi e imbarcazioni è di 2,74 milioni di euro, il 34% in più rispetto al 2017. Le imprese attive in Puglia nel settore della nautica sono 227 nel 2018, mentre gli addetti raggiungono le 1.462 unità.

La seconda sessione si è svolta sul tema “Innovazione nel campo della blue economy per la valorizzazione del territorio. Best practices ed esperienze a confronto”.

Sebbene sul Mar Mediterraneo si affaccino oltre 20 Paesi, gran parte di esso si trova al di fuori delle giurisdizioni nazionali. La cooperazione è quindi essenziale per gestire le attività marittime, proteggere l’ambiente marino e il patrimonio marittimo, prevenire e combattere l’inquinamento, migliorare la sicurezza in mare, promuovere la crescita blu e la creazione di posti di lavoro.

Ciò, perché la Blue Economy è l’economia che parte dal mare, ma non si limita al mare, bensì si estende ad altre filiere produttive, dall’agroindustria, al manifatturiero, all’archeologia marina e al turismo, prevedendo la rigenerazione delle risorse marine e terrestri, attraverso una nuova sensibilità economica, sociale, ambientale e culturale.

Al centro delle riflessioni e delle proposte c’è stata la sostenibilità. Sostenibilità che diventa la base anche di una nuova visione del fare impresa nei processi di internazionalizzazione e al tempo stesso promuove la collaborazione tra ricerca, industria e politiche del settore.

Interviste:
Il presidente della Regione Puglia
Michele Emiliano

Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia
Cosimo Borraccino

Presidente del Distretto Produttivo pugliese della Nautica da Diporto
Giuseppe Danese

Amministratore unico Marinedi Group
Renato Marconi

Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio
Sergio Prete

Presidente del Consorzio Marine della Toscana-Comitato di indirizzo Distretto della Nautica e della Portualità della Regione Toscana
Matteo Italo Ratti

Atiner-Cema-International Black Sea University
Roberta Caragnano

Fiera del Mare a Taranto, intervenuto anche Matteo Italo Ratti in rappresentanza del Consorzio Marine della Toscana e del Distretto della Nautica e della Portualità della Regione Toscana

Tema della convention l’economia del mare come asset fondamentale per lo sviluppo del territorio

Taranto– Si è svolta oggi venerdì 18 ottobre a Taranto, presso il Molo Sant’Eligio, nel cuore del centro storico del capoluogo jonico, la “Fiera del Mare”, organizzata e sostenuta dalla Regione Puglia e da PugliaPromozione con il patrocinio del Comune di Taranto, che ha avuto come leit motiv la risorsa mare in tutte le sue declinazioni, come asset fondamentale per lo sviluppo economico di Taranto del suo territorio. Presenti, oltre al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, all’Assessore allo Sviluppo Economico, Regione Puglia Cosimo Borraccino, al Sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, al Presidente della Provincia di Taranto Giovanni Gugliotti, anche Salvatore Vitiello, Ammiraglio Comandante del Comando Marittimo Sud della Marina Militare e Antonio Melpignano, Presidente Consorzio Mari di Taranto. Moderatrice l’Avvocato Prof.ssa Roberta Caragnano.

Il Forum Internazionale, dedicato al tema della Blue Economy, ha costituito un’importante occasione di confronto e dibattito sull’economia del mare come volano per lo sviluppo del territorio e sul potenziale derivante dalla corretta ed innovativa gestione delle risorse del mare, grazie all’intervento di esperti del settore. In questa veste, in quanto Presidente del Consorzio Marine della Toscana e membro del Comitato di indirizzo del Distretto della Nautica e della Portualità della Regione Toscana, è intervenuto anche Matteo Italo Ratti, assieme ad altri rappresentanti di Enti, Reti di Porti e Distretti di diverse regioni che fungono da collettore delle più importanti realtà portuali italiane: Giuseppe Danese, Presidente Distretto Produttivo pugliese della Nautica da Diporto, Renato Marconi, Marinedi e Sergio Prete, Presidente Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio.

Nel corso della mattinata si è discusso di innovazione e sviluppo, dell’importanza per la portualità di fare rete, di quello che può essere l’impatto economico di un porto sul territorio. Ratti, in particolare, ha parlato di Green Economy e ha rappresentato le best practices basate sull’economia circolare che possono essere adottate da un marina, come l’utilizzo di materiali riciclati per il refitting della struttura (tappetini in PFU per la pavimentazione e vasi con leganti riciclabili), ma anche di Smart Marinas, coi progetti colonnina intelligente e Marina’s HUB.
“È auspicabile, a mio avviso, una collaborazione e condivisione delle best practices fra Distretti, best practices di cui sicuramente il Distretto della Nautica e della Portualità della regione Toscana è portatore.

Siamo infatti, attraverso le concrete esperienze già messe in atto, in grado di offrire un supporto importante in termini di competenza e buone pratiche. Penso sia molto positivo che la regione Puglia, una delle regioni più attrattive per quanto riguarda la nautica, abbia voluto organizzare proprio qui questo meeting sul tema del mare come risorsa per lo sviluppo, risorsa alla quale si può attingere soltanto orientandosi verso l’innovazione tecnologica e l’internazionalizzazione del settore”, commenta Matteo Italo Ratti.

 

Intervista
Matteo Italo Ratti

CRUISE 2030: AL VIA GRUPPO DI LAVORO SULLA CROCIERISTICA SOSTENIBILE DEL FUTURO

PROSSIMO INCONTRO A GENNAIO A PALMA DI MAIORCA

Venezia-Le delegazioni di sette dei principali porti crocieristici europei – Amsterdam, Palma di Maiorca, Bergen, Cannes, Dubrovnik, Malaga, Marsiglia Fos – si sono riunite oggi a Venezia, presente in qualità di uditore anche un rappresentante dell’International Transport Forum, rispondendo all’iniziativa “CRUISE 2030 CALL FOR ACTION” lanciata nel luglio 2019 dal Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale Pino Musolino. Scopo dell’iniziativa, delineare strategie comuni volte ad accrescere la compatibilità fra il settore crocieristico e le realtà urbane e ambientali europee.

Le delegazioni hanno riconosciuto l’importanza economica e occupazionale del crocierismo ma, allo stesso tempo, i presenti hanno convenuto sulla necessità di intervenire in modo coordinato per contenere o eliminare i costi esterni connessi a tale fenomeno. Nel corso del meeting, ciascuna realtà portuale ha potuto sottolineare le diverse specificità dei relativi scali e, conseguentemente, le diverse criticità da affrontare e risolvere. Al fine di ottenere un quadro il più preciso, il porto di Venezia ha coinvolto i partecipanti in un’indagine volta a individuare le caratteristiche funzionali e infrastrutturali di ciascuno scalo e, conseguentemente, le relative criticità.

Il prossimo meeting si terrà a gennaio 2020 presso il porto di Palma di Maiorca. Nel mentre le delegazioni hanno deciso di lavorare a un piano d’azione con l’obiettivo di giungere al prossimo incontro con un documento condiviso da approvare.

Durante l’incontro odierno, le naturali differenze di opinione tra i vari porti si sono subito stemperate quando la discussione ha fatto emergere un sostrato di situazioni e percezioni comuni a tutti i soggetti coinvolti.

Molte delle istanze comuni dipendono innanzitutto dai limiti fisici che caratterizzano i porti europei che, a differenza di quelli caraibici ad esempio, sono incastonati in un quadro urbano di impianto antico di grande interesse storico ed artistico e, dunque, di forte richiamo per il turismo ma, contemporaneamente, anche caratterizzato da una maggiore fragilità. Per questo motivo, i presenti si sono trovati d’accordo nell’approfondire l’eventualità di progettare un naviglio più adeguato alle caratteristiche degli scali portuali gestiti e delle città di riferimento.

Gli spazi a disposizione dei porti europei sono, ugualmente, più ristretti e il rischio di congestione dovuto al traffico acqueo e al flusso turistico risulta più elevato di altri porti, situati in altri continenti, in cui le infrastrutture sono più ampie e le vie di accesso sono più agevoli. Tutto ciò influisce notevolmente sull’accettabilità sociale del comparto. Cionondimeno i presenti hanno evidenziato come sia necessario far emergere con forza le reali proporzioni e il relativo impatto di un comparto che è oggetto spesso di mistificazioni. La crocieristica, ad esempio, genera flussi turistici che sono solo una frazione di quelli che raggiungono le varie destinazioni d’interesse e portano, peraltro, grande ricchezza al territorio.

La sensibilità nei confronti della sostenibilità ambientale è un’altra caratteristica condivisa da tutte le delegazioni coinvolte. I porti europei coinvolti stanno cercando di ridurre il più possibile l’impatto delle crociere sforzandosi, nel contempo, di mantenere e rilanciare un business che ha enormi ricadute benefiche a livello economico e occupazionale per i territori di riferimento. I presenti hanno confermato l’interesse a ricercare nelle nuove tecnologie soluzioni per ridurre ulteriormente l’impronta ambientale del traffico crocieristico, non solo a livello di naviglio ma anche sul fronte dell’indotto che comprende trasporti urbani, navette, taxi, etc.

Palermo nella “Top 20” dei porti del Mediterraneo, in crescita Trapani

La Sicilia al quinto posto tra le regioni con maggior numero di crocieristi
I risultati comunicati oggi, a Cagliari, all’ “Italian Cruise Day”

Lo stato dell’arte, le previsioni e le prospettive della crocieristica in Italia, dagli investimenti di compagnie e porti alle potenzialità del prodotto, dalla costruzione degli itinerari alle relazioni all’interno della filiera di produzione. E ancora, l’innovazione nel settore come volano di crescita per il futuro, il rapporto tra flussi di turisti crocieristi e le destinazioni, i modelli di sviluppo degli scali crocieristici del Paese e l’attenzione e l’impegno della crocieristica verso la tutela e il rispetto dell’ambiente.

Sono i temi principali della nona edizione dell’Italian Cruise Day, il forum annuale di riferimento in Italia per il comparto crocieristico ideato e organizzato da Risposte Turismo – società di ricerca e consulenza a servizio della macro-industria turistica – quest’anno in partnership con l’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma della Sardegna e con il supporto di Clia Europe, che si è svolto oggi a l’Ex Manifattura Tabacchi di Cagliari. Oltre 200 operatori dell’industria crocieristica si sono confrontati sull’andamento, le prospettive e le sfide della crocieristica in Italia.

Ecco alcuni numeri. Sono 9 gli scali Italiani nella “top 20” dei porti crocieristici mediterranei e, tra questi, anche Palermo che, le stime del 2019, collocano al 19° posto con 570,5 mila passeggeri movimentati e 156 toccate nave, in leggera discesa sul 2018 per numero di passeggeri movimentati (-1,29%), in modo più marcato per numero di accosti (-9,30%). Sostanzialmente sono stati mantenuti i numeri del 2018 – la diminuzione delle toccate è dovuto alla maggiore capacità delle navi arrivate – nonostante l’attuale porto-cantiere, passaggio indispensabile per scrivere, in futuro, altri numeri. Previsioni in aumento per Trapani che a fine 2019 crescerà del 10,6%.

“Siamo felici della nostra crescita e della nostra tabella di marcia – spiega Pasqualino Monti, presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale –  e consapevoli che, per migliorare i numeri, bisogna potenziare le infrastrutture. Un’operazione che l’AdSP, rispettando i tempi, sta portando avanti speditamente. Il mercato se ne è accorto e sta apprezzando il nostro lavoro. I numeri in futuro saranno ben diversi: l’appuntamento vero per noi sarà all’Italian Cruise Day del 2021”.

Se la Sicilia si conferma, con i suoi 11 porti crocieristici, al 5 posto nazionale, dopo Liguria, Lazio, Veneto e Campania, con 1.304.642 passeggeri e 719 toccate nave, un aumento del 10,7% di crocieristi e una diminuzione, -2,4, di toccate, dovuta sempre alla maggiore dimensione delle navi, in generale in Italia, alla fine del 2019, è prevista una crescita sia nel numero di passeggeri movimentati – poco oltre i 12 milioni (supereranno i 13 milioni nel 2020), +8,8% sul 2018 – sia per le toccate nave (4.857, +3,2% sul 2018).

Inoltre l’Italia è leader per ricadute economiche ed occupazionali: dei 19,7 miliardi di spese dirette in Europa stimate da CLIA, l’associazione degli armatori, nell’ultimo Contribution of Cruise Tourism to the Economies of Europe, 5,46 sono a vantaggio dell’Italia, e dei 403.000 posti di lavoro generati nel continente, 119.000 sono italiani. E guida la classifica anche per numero di compagnie che hanno scelto di scalare nei porti della penisola.

“Gli investimenti e l’impegno degli operatori, e naturalmente la favorevole morfologia nonché la ricchezza storica artistica e paesaggistica, hanno contribuito a determinare la leadership italiana a livello mediterraneo ed europeo”, ha affermato Francesco di Cesare, presidente di Risposte Turismo. “In un contesto internazionale sempre più competitivo, l’Italia si conferma nazione leader in Europa, e tra le principali nel mondo, nel comparto crocieristico. E’ una leadership di traffico, di ricadute economiche e occupazionali, di coinvolgimento di porti e territori, di partecipazione al business da parte di un’ampia categoria di aziende.

Per consolidare questa posizione, e possibilmente farla crescere ulteriormente, è imprescindibile la conoscenza reciproca – in particolare tra compagnie e porti – di priorità, intenti, aree di miglioramento, capendo una volta per tutte che non può esserci crescita strutturale se anche solo uno degli anelli dell’ingranaggio non trovasse le condizioni necessarie per operare e traguardare i propri obiettivi di crescita. La crocieristica rappresenta un esempio positivo all’interno di una complessiva economia italiana che, come noto, accusa viceversa ritardi e curve recessive su molti altri business. In quanto tale va difesa, potenziata e incentivata”.

2019 DA RECORD PER MSC CROCIERE IN ITALIA: 4 MILIONI DI PASSEGGERI MOVIMENTATI IN 13 PORTI PER IL 2020 ATTESA UNA CRESCITA DEL 7.5%

• +20% di crocieristi MSC nei porti italiani rispetto al 2018
• Genova è il porto della Compagnia con maggiore traffico al mondo con 1 milione di crocieristi movimentati
• A Napoli registrato un +120% sul 2018 con 370.000 crocieristi

MSC Crociere, la più grande compagnia di crociere a capitale privato al mondo – nonché brand crocieristico leader in Europa, Sud America, Sud Africa e nell’area del Golfo – si appresta a chiudere il 2019 superando la soglia dei 4 milioni di crocieristi movimentati grazie a 877 scali in 13 porti Italiani trainando la crescita dell’intero settore. Per il 2020 è attesa un’ulteriore crescita del 7.5% raggiungendo i 4,3 milioni di crocieristi. I dati sono stati presentati oggi all’Italian Cruise Day 2019 in corso a Cagliari.

“Si tratta di un vero e proprio record di traffico registrato in Italia, nessun’altra compagnia ha mai fatto tanto”, sottolinea Leonardo Massa, Country Manager di MSC Crociere. “Un risultato che è frutto del piano di investimenti da 13,5 miliardi di euro che ci consente di aggiungere ogni anno nuove navi in flotta, oggi composta da 16 unità. Tra meno di un mese battezzeremo la nostra nuova ammiraglia MSC Grandiosa ed entro il 2027 arriveremo a dotarci di ben 29 navi che rafforzeranno ulteriormente la nostra presenza in tutti i mari del mondo e anche in Italia dove per il prossimo anno prevediamo di raggiungere i 4,3 milioni di passeggeri”.

Il piano di crescita della compagnia pone al centro la sostenibilità e l’attenzione all’ambiente. Basti pensare che, nonostante la costante crescita della flotta, negli ultimi 10 anni le emissioni di anidride carbonica sono diminuite del 30% e nei prossimi anni MSC continuerà gli investimenti in tecnologie per l’ambiente con l’obiettivo finale di diventare una compagnia a impatto zero.

A testimonianza di ciò, l’arrivo di MSC Grandiosa – che verrà battezzata ad Amburgo il prossimo 9 novembre – rappresenta l’entrata in servizio di una delle navi più ecologiche in assoluto attualmente in servizio. La nuova ammiraglia, infatti, innalzerà ulteriormente gli standard delle prestazioni ambientali delle navi da crociera, grazie ad alcuni dei più recenti sistemi volti a ridurre l’impatto ambientale e alla salvaguardia dell’ecosistema di cui sarà dotata.

Inoltre MSC Crociere, sulla base di questo impegno in continuo progresso, ha previsto la costruzione di ben 5 nuove navi alimentate a GNL, che si aggiungeranno alla flotta a partire dal 2022 e rappresentano un altro passo avanti per la Compagnia sul tema della sostenibilità ambientale.

A guidare la classifica dei porti italiani di MSC Crociere si conferma Genova, che è il porto a livello globale con la movimentazione MSC più elevata: più di 1 milione crocieristi e 203 toccate (+15% rispetto al 2018).

Ottimi risultati sono arrivati anche dal porto di Napoli, che grazie al posizionamento di una seconda nave per tutta la stagione estiva movimenterà 370.000 crocieristi, il 120% in più rispetto al 2018.  Nel 2020 MSC Crociere prevede di crescere ancora in Italia, anche grazie all’arrivo di due nuove ammiraglie – MSC Grandiosa e MSC Virtuosa – due navi gemelle che saranno le più grandi e le più tecnologicamente avanzate della flotta. Ai 13 porti già raggiunti dalle navi MSC si aggiungeranno anche Trieste e Siracusa come porti di imbarco per le crociere nel Mediterraneo.

Porto di Civitavecchia: al via i lavori della Darsena Traghetti

12 mesi per l’inizio lavori della nuova Darsena Traghetti del Porto di Civitavecchia che porterà a ricadute positive sui traffici e sull’occupazione

Civitavecchia - Questa mattina il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Francesco Maria di Majo ha ricevuto, insieme al Dirigente dell’Area Tecnica, Maurizio Marini, i rappresentanti del Consorzio Stabile Grandi Lavori e l’impresa consorziata esecutrice R.C.M. Costruzioni S.r.l. di Sarno (Salerno) per la consegna del cantiere inerente la realizzazione del pontile della nuova darsena traghetti nell’ambito del progetto ‘‘BClink: MOS for the future’’.

La realizzazione del progetto, co-finanziato dalla Commissione europea, è di fondamentale importanza per rispondere all’aumento e all’ulteriore sviluppo del traffico Ro/Ro e Ro/Pax non solo sulla “rotta” Civitavecchia–Barcellona, sempre più competitiva, anche in ragione dei vantaggi di carattere ambientale, ma anche, in virtù dell’attività di promozione che l’Authority sta portando avanti, sulle potenziali nuove linee marittime con il nord Africa.

“Siamo in una fase molto importante per le Autostrade del Mare. Grazie al progetto “BClink” avremo un ulteriore rafforzamento del corridoio intermodale tra il porto di Civitavecchia e il porto di Barcellona con benefici non solo in termini di traffici ma anche in termini di sicurezza e sotto il profilo ambientale.”

Francesco Maria di Majo.

“Il trasporto intermodale, infatti, in cui la componente marittima sia prevalente, determina indubbi vantaggi sulla riduzione delle emissioni nocive nell’aria, rispetto al trasporto tutto su gomma, e contribuisce a decongestionare il traffico sulle nostre strade e autostrade”, dichiara il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Francesco Maria di Majo. “Con il completamento di opere infrastrutturali portuali come la nuova darsena traghetti il porto di Civitavecchia assurgerà, quindi, a vero e proprio polo dei segmenti Ro-Ro e Ro-Pax (principalmente collegamenti di linea con Tunisi e Barcellona) dell’Italia Centrale”, sottolinea di Majo.

L’opera, che sarà realizzata presumibilmente in 12 mesi, avrà ricadute positive anche a livello occupazionale. “Per la R.C.M. Costruzioni, questo intervento rappresenta – dichiarano i rappresentanti di R.C.M. Costruzioni S.r.l. Elio ed Eugenio Rainone – la possibilità di confermare la consolidata esperienza del nostro gruppo nella realizzazione di importanti infrastrutture portuali, aggiungendo l’intervento di Civitavecchia all’elenco di lavori effettuati ed in corso in numerosi e importanti porti italiani”.

Alla società F&M Ingegneria, leader in Europa nel settore della progettazione delle opere marittime, il compito, attraverso l’ingegnere Tommaso Tassi, di curare la progettazione esecutiva, coordinata alla proposta migliorativa.

La società Rogedil Servizi S.r.l., che ha curato la realizzazione dell’intera darsena traghetti, si occuperà della direzione dei lavori nella persona dell’ing. Alessandro Guerra, nel rispetto del vigente protocollo della legalità e dell’Accordo Quadro sottoscritto dall’AdSP con l’Arpa Lazio per monitorare le matrici ambientali potenzialmente interessate sia in corso di esecuzione che in fase di ultimazione dell’opera.

Windstar raggiunge il primo traguardo del piano Star Plus da 250 milioni di dollari Fincantieri taglia Star Breeze in due e inserisce una nuova sezione di 25,6 metri 17 ottobre 2019

Trieste– Presso lo stabilimento Fincantieri di Palermo ha avuto luogo la cerimonia di allungamento di Star Breeze, la prima delle tre navi da crociera che rientrano nel piano di ammodernamento Star Plus dell’armatore Windstar, del valore di 250 milioni di dollari. La nave è stata infatti tagliata in due per consentire l’inserimento di una nuova sezione di 25,6 metri nella parte centrale dell’unità.

Star Breeze navigherà da Barcellona a Lisbona il 20 febbraio 2020, mentre gli eventi inaugurali nel Nord America sono previsti al Porto di Miami il 19 marzo 2020.

L’operazione di trasformazione – altamente complessa – a cui è stata sottoposta Star Breeze (così come lo saranno Star Legend e Star Pride nel 2020) non è solo di natura estetica. Sono stati anche rimossi e sostituiti i motori per consentire alle unità una navigazione più attenta all’ambiente, per accedere ai porti più piccoli e agli itinerari speciali.

“Il progetto Star Plus, che prevede l’allungamento, la sostituzione dell’apparato motore e il rinnovamento di tre unità, è il più complesso e completo del suo genere e siamo molto fieri di poter collaborare con Fincantieri, leader nel comparto delle riparazioni e trasformazioni navali”, ha commentato il Presidente di Windstar Cruises John Delaney. “Le aree pubbliche, accoglienti e familiari, aiuteranno a creare un’atmosfera di benvenuto per i passeggeri e l’equipaggio”.

Quella di oggi è la prima nuova sezione costruita e inserita nelle navi della flotta di Windstar nell’ambito del progetto Star Plus, piano di allungamento e di ammodernamento che vede coinvolte tre navi della classe Star. Oltre agli interventi sul sistema dell’apparato motore e sul “back of house”, gli ospiti potranno apprezzare anche due nuovi ristoranti, grazie al maggiore spazio che sarà disponibile sui ponti.

Sul ponte superiore troveranno spazio una piscina e un idromassaggio di nuova concezione, nonché una spa e una zona fitness completamente riviste, oltre a un nuovo negozio e altro. In aggiunta, ogni bagno sulla nave è stato ricostruito e adattato ai moderni standard di lusso. La nuova sezione di 25,6 metri inserita a centro nave conterrà 50 nuove suite e la capacità totale della nave ingrandita passerà da 212 a 312 passeggeri. Ci sarà inoltre più personale a disposizione, mantenendo il rapporto tra staff e ospiti di 1,5 a 1.

Christopher Prelog, Vice President of Fleet Operations di Windstar, ha affermato: “Questo è un momento indimenticabile per Windstar, in quanto raggiungiamo un traguardo importante. Un sentito ringraziamento a Fincantieri, partner con cui stiamo assistendo all’evoluzione di una parte della nostra flotta. Star Breeze e le sue gemelle sono sempre state riconosciute per la loro bellezza, per le linee semplici, per gli ambienti accoglienti e allo stesso tempo spaziosi. Il notevole investimento e la trasformazione di queste navi saranno sbalorditivi e non vediamo l’ora di far vivere ai nostri ospiti la rinascita di Windstar Cruises”.

Andrew Toso, responsabile Ship Repair & Conversion della Divisione Services di Fincantieri, ha dichiarato: “Oggi è un grande giorno. Un giorno in cui essere orgogliosi per l’incredibile lavoro svolto da Windstar, Fincantieri e dallo stabilimento di Palermo. Tagliare Star Breeze in due, inserire una nuova sezione e sostituire i motori principali e i diesel-generatori testimonia la nostra abilità in questo tipo di operazioni altamente sofisticate e complesse, che richiedono capacità ingegneristica, di progettazione edi project management e che rappresentano lo stato dell’arte di questo settore”.

Windstar sta sottoponendo in successione tre delle navi della classe Star – Star Breeze, Star Legend e Star Pride – a questo genere di ammodernamento nel cantiere di Fincantieri a Palermo. I lavori si concluderanno alla fine del 2020.

La seconda nave che verrà ammodernata, Star Legend, partirà da Barcellona il 20 luglio 2020. La terza e ultima, Star Pride, lascerà il cantiere nell’autunno del 2020 con la crociera inaugurale prevista da Barcellona il 20 novembre 2020.

RISPOSTE TURISMO: nel 2020 nuovo record storico per il traffico crocieristico nei porti italiani: 13,07 milioni i passeggeri movimentati (+6.2% sulle stime 2019)

La previsione contenuta nel nuovo Italian Cruise Watch presentato oggi da Risposte Turismo in apertura della nona edizione di Italian Cruise Day, il forum di riferimento per il comparto crocieristico in Italia

Tra gli altri risultati dello studio:

• Previsto nel 2020 il record storico di passeggeri movimentati in numerosi scali crocieristici del Paese tra cui il leader Civitavecchia (2,69 milioni, +0,5%), Napoli (1,4 milioni, + 3,7%) e Genova (1,38 milioni, +2,2%)

• L’Italia accoglierà nel 2020 quasi 5.000 navi da crociera nei suoi porti (4.952, + 2,8% sul 2019)

• Percezione positiva dei giovani italiani sia da parte di chi l’ha effettuata sia di chi non ancora

• L’Italia concentra il 10,7% dei lavoratori nella crocieristica mondiale

Annunciata la sede dell’Italian Cruise Day 2020: sarà Savona ad ospitare la decima edizione del forum

Un nuovo record storico per il traffico crocieristico negli scali nazionali: 13,07 milioni di passeggeri movimentati (imbarchi, sbarchi e transiti), + 6,2% sulle stime già positive di chiusura 2019.

Si è aperta con questa previsione per il 2020 la nona edizione dell’Italian Cruise Day, il forum annuale di riferimento in Italia per il comparto crocieristico ideato e organizzato da Risposte Turismo che quest’anno, nel suo tour itinerante nei porti del Bel Paese, è sbarcato a Cagliari.

Ad annunciarlo Francesco di Cesare – Presidente Risposte Turismo, durante la presentazione del nuovo Italian Cruise Watch, il report di ricerca a cura di Risposte Turismo che analizza i dati di traffico, i trend di mercato e altre informazioni rilevanti per la cruise industry.

Il dato è frutto della proiezione effettuata sulle previsioni di 39 porti crocieristici italiani (rappresentativi del 99% del traffico nazionale in movimento passeggeri e del 97% delle toccate nave sul totale Italia), e tiene conto di altri fattori capaci di incidere sulle stime di traffico nel medio periodo tra cui i possibili cambi nel posizionamento delle navi durante la stagione, le condizioni meteomarine e l’occupazione media attesa delle navi.

Civitavecchia sempre più leader: sfiorerà i 2,7 milioni di crocieristi movimentati

Nel dettaglio dei singoli porti, Civitavecchia consoliderà la propria leadership in classifica con 2,69 milioni di passeggeri movimentati (+0,5% sulle stime di chiusura 2019), e per la prima volta nella sua storia con oltre un milione di turisti in imbarco o sbarco (2° homeport italiano dopo Venezia).

Su Venezia pesa lo stallo decisionale
Alle sue spalle si conferma Venezia con 1,52 milioni di passeggeri movimentati (-1,6% sulle stime di chiusura 2019), un dato che resta stabile negli ultimi anni in attesa di soluzione dell’annosa questione del transito delle navi in laguna.

2020 anno di record per Napoli, Genova, Livorno e non solo
Al terzo posto si posizionerà Napoli che, qualora le previsioni fossero confermate (+3,7%), potrebbe registrare un nuovo record assoluto di crocieristi movimentati, grazie ad ulteriori 20 toccate ed una crescita nei transiti così come negli imbarchi/sbarchi.

Ai piedi del podio, staccata di poche lunghezze, Genova, in virtù di 1,38 milioni di passeggeri movimentati previsti (+2,2%), in ulteriore leggera crescita dopo il +33,5% che si sta registrando in questa stagione e grazie a frequenti operazioni di imbarco e sbarco anche nei mesi invernali.
Al quinto posto Livorno (923 mila passeggeri movimentati, +10,1%), in crescita a doppia cifra grazie ad un calendario accosti distribuito su tutto l’anno, con maggio e ottobre che conteranno il maggior numero di toccate (57 e 60).

Tra gli altri scali – stando alle comunicazioni fornite dalle società di gestione dei terminal – spiccano le positive variazioni di traffico attese a La Spezia (900 mila passeggeri movimentati, + 38,5%) e, con valori assoluti più contenuti, Trieste (217 mila passeggeri movimentati, +81,9%) e Ravenna (85 mila passeggeri movimentati, +387,3%).

Per quanto riguarda la classifica delle toccate nave, secondo le previsioni di Risposte Turismo il 2020 vedrà Civitavecchia guidare questa classifica (827 toccate, +1,7%), al secondo posto Napoli (475, +4,2%) che supera Venezia (470, -6,4%) rispetto alla classifica stimata a fine 2019.

Francesco di Cesare – Presidente di Risposte Turismo – ha dichiarato: «Fino a qualche anno fa la dimensione del traffico crocieristico in Italia galleggiava attorno alla soglia degli 11 milioni di movimenti passeggeri: il trend di crescita sostenuta nel triennio 2018-2020 ha consentito e consentirà di raggiungere prima l’obiettivo dei 12 e poi dei 13 milioni. Traguardi importanti, resi possibili dalle scelte di itinerario delle compagnie così come dagli sforzi compiuti dalle Autorità di Sistema Portuale, dalle società di gestione dei terminal e dai molti altri operatori che completano la necessaria catena di produzione»

«Si tratta però, ora, di gestire al meglio questi volumi e quelli che verranno – ha proseguito di Cesare – e tale gestione andrà declinata nella pianificazione di interventi e soluzioni a beneficio di una condivisa e responsabile sostenibilità ambientale e sociale, di un ancor più qualificato impatto economico a livello locale, e infine di una lettura complessiva di cosa possa rappresentare per il Paese l’industria crocieristica».

I porti crocieristici italiani: caratteristiche, investimenti e prospettive

Italian Cruise Watch ha inoltre analizzato anche quest’anno molti altri aspetti del comparto crocieristico. Un settore che vede l’Italia leader anche in termini occupazionali: l’incrocio delle stime disponibili (fonte CLIA) vede il nostro paese concentrare il 10,7% dei lavoratori nella7 crocieristica mondiale.

Per quanto riguarda l’analisi della portualità crocieristica, sono state identificate 39 strutture terminalistiche dedicate alla gestione della movimentazione dei passeggeri. Ed inoltre, sempre secondo l’indagine effettuata da Risposte Turismo, i porti che hanno a disposizione il maggior numero di banchine dedicate al traffico crocieristico sono Civitavecchia e Livorno (9), seguite da Venezia (7).

Sono invece Livorno e Genova i porti con il maggior numero di banchine potenzialmente dedicabili alle navi da crociera (rispettivamente 13 e 12).

Con riferimento all’evoluzione del numero di terminal passeggeri dedicati alle navi da crociera, il report di Risposte Turismo evidenzia per il 2020 l’entrata in funzione di 3 nuove strutture (Taranto, Messina e Palermo) che porteranno il numero complessivo a 42.

Per quanto riguarda invece i principali interventi in programma a supporto della crocieristica, emergono lavori in numerosi porti italiani, tra essi quelli in corso a Savona su più fronti – che porteranno lo scalo a riacquisire piena funzionalità proprio nel 2020 – dal dragaggio dei fondali alla ristrutturazione del terminal Ovest a quelli di lungo termine di Ancona e La Spezia, entrambi collegati a nuovi terminal crocieristici ed il riassetto del waterfront cittadino. Poche invece le vere novità relative ad iniziative pensate per e dedicate ai crocieristi.

Con riferimento all’analisi degli itinerari e degli scali scelti dalle compagnie, a fine 2019 il porto leader per varietà di portafoglio clienti sarà Civitavecchia (in cui scalano quasi il 55% delle compagnie crocieristiche operative in Italia), davanti a Venezia (scelta dal 48,5% delle compagnie che toccano i porti italiani) e Livorno (45,5%).

La compagnia che, nell’anno in corso, ha fatto scalo nel maggior numero di porti italiani (24) è stata Ponant Cruises, seguita da Marella / Thompson Cruises (23) e da Silversea (22).

«Il settore delle crociere – ha dichiarato Tom Boardley, segretario generale Clia Europa – rappresenta solo il 2% di flussi turistici mondiali che crescono incredibilmente e ha pertanto enormi margini e potenzialità. Di fronte a questa crescente domanda le compagnie stanno ampliando la loro offerta, con nuovi viaggi, nuove navi e nuove destinazioni. A tale scopo collaborano a stretto contatto con istituzioni locali e autorità portuali, il cui lavoro è fondamentale per intercettare i flussi, rispondere alle esigenze dei crocieristi e garantire la crescita del comparto».

Giovani italiani under 30 e crociere: un mercato ad alto potenziale per le compagnie

L’edizione 2019 di Italian Cruise Watch ha infine indagato le caratteristiche, le preferenze e le propensioni di uno specifico segmento di domanda attuale e potenziale: i giovani italiani under 30.

Dall’analisi di un campione di circa 2.700 rispondenti di età compresa tra i 18 e i 30 anni è emerso come la maggioranza abbia già realizzato una vacanza in crociera.

Tra i giovani italiani che hanno già effettuato una crociera, prevalentemente in coppia o con amici, il 40% è già stato a bordo tra le due e le quattro volte e il 67% si è dichiarato molto soddisfatto dell’esperienza vissuta, percentuale che raggiunge quasi il 100% nel consigliare o nel propendere per una nuova crociera nel prossimo futuro.

Le motivazioni alla base della scelta di questo prodotto sono da ricercarsi principalmente nella possibilità di visitare più luoghi in un’unica vacanza (68%) e nella curiosità e nel confronto vincente tra una crociera e altre tipologie di vacanza (rispettivamente, 26% e 24%).

Per quanto riguarda destinazioni preferite, i giovani crocieristi italiani hanno scelto per lo più itinerari mediterranei – orientale o occidentale – (80%), mentre sono molti meno quelli che si sono spinti fino ai Caraibi o nei mari del Nord Europa (14%).

La spesa complessiva procapite sostenuta per una vacanza in crociera si attesta intorno ai 1.500 euro.

Tra gli italiani under 30 che, invece, non sono mai andati in crociera, emerge comunque una forte propensione per questa forma di vacanza (91%), spinta che finora non si è concretizzata per via di un costo ritenuto elevato (54%), per aver alla fine preferito, fino ad oggi, altre soluzioni di vacanza (29%) e dal non aver trovato offerta adatte alle loro esigenze (26%).

Le destinazioni preferite per un’eventuale futura vacanza in crociera sono risultate i Caraibi (34%), i Mari del Nord Baltico (19%) e il Mediterraneo occidentale - Italia tirrenica, Spagna e Francia (16%)

La monografia realizzata da Risposte Turismo evidenzia infine come, per chi non è mai stato in crociera, la variabile offerte (sconti speciali sul prezzo) rappresenti il fattore decisivo per valutare questa forma di vacanza (52%), seguita dalla possibilità di visitare luoghi difficilmente raggiungibili con altre modalità (45%) e dalla possibilità di avere maggiore tempo libero durante le escursioni (37%).

Oltre 200 operatori all’apertura del forum
La nona edizione di Italian Cruise Day, organizzata in partnership con l’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma della Sardegna e con il supporto di Clia Europe, si è aperta questa mattina presso l’Ex Manifattura Tabacchi di Cagliari con i saluti istituzionali e gli interventi di apertura di Thomas Boardley – Segretario Generale CLIA Europe, Airam Díaz Pastor – Presidente MedCruise e Daniele Rossi – Presidente Assoporti.

Main sponsor di Italian Cruise Day 2019 sono Generali Global Corporate & Commercial e SIAT Assicurazioni

Sponsor dell’iniziativa sono Assoporti, Fincantieri e Global Ports Holding.

Programma del forum su http://www.italiancruiseday.it/programmaforum2019/

Accoglienza tra storia e tradizione per i crocieristi al porto di Oristano – Santa Giusta

Un percorso tra passato e presente, tra giganti di Mont’e Prama e costumi del folklore isolano. La scoperta della Sardegna, per i crocieristi approdati ad Oristano – Santa Giusta, inizia direttamente in porto, con un’atmosfera suggestiva inedita. È il benvenuto che l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna – rappresentata dalla responsabile Marketing, Valeria Mangiarotti – ha voluto offrire ai passeggeri della Corinthian, nave del gruppo Grand Circle Travel, al suo secondo scalo nell’Isola dopo l’overnight di ieri a Cagliari.

Ad attendere i 90 passeggeri della nave c’erano 10 statue dei giganti di Mont’e Prama, eroi misteriosi di una civiltà che molto ha ancora da raccontare. Soprattutto ai crocieristi, gran parte americani, che sono stati invitati a passare attraverso un percorso scandito dalle fedeli riproduzioni degli arcieri, dei guerrieri e dei pugilatori rinvenuti nelle campagne di Cabras. Un viaggio molto suggestivo tra passato e presente – la cui regia è stata affidata allo scultore, studioso ed artista di Tadasuni, Carmine Piras – che ha accompagnato i visitatori fino ad un’area verde recentemente riqualificata dall’AdSP.

Uno spazio dedicato al relax, alle spalle del quale è stata posizionata un’opera dello scultore oristanese, svelata, per la prima volta, oggi. Una scultura in trachite di tre metri di altezza – che riporta, in bassorilievo, il logo dell’Ente – la cui forma è un chiaro richiamo al mare e a quella lontana civiltà degli Shardana sulla quale, proprio Piras, da anni conduce studi e ricerche. Storia, ma anche tradizione, con la presenza dei gruppi folk della zona che hanno accolto i crocieristi con un assaggio dei dolci tipici della cucina oristanese.

Un caloroso benvenuto è stato riservato anche al comandante della nave, Ivo Bottica, che ha ricevuto a bordo la delegazione dell’AdSP, il sindaco di Santa Giusta, il Comandante della Capitaneria di Porto, i rappresentanti del Consorzio Industriale e l’artista Carmine Piras per il consueto scambio di crest. «Quello di oggi – spiega Massimo Deiana, Presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna – è sicuramente il benvenuto più suggestivo finora proposto ai passeggeri di una nave da crociera in arrivo nei nostri porti. Un viaggio nella storia, accompagnati dai misteriosi giganti di Mont’e Prama, che inizia proprio dalle banchine dello scalo di Oristano – Santa Giusta.

La dimostrazione di come i nostri porti di sistema, attraverso una sinergia con le Amministrazioni locali ed i rappresentanti del mondo culturale del territorio, possano offrire un primo e valido biglietto da visita a chi approda per la prima volta nella nostra Isola». Due toccate consecutive nei porti sardi, quelle della Corinthian, che avvalorano la strategia dell’AdSP. «E’ la conferma che il multiscalo rappresenti sempre più una formula vincente per il mercato crocieristico – continua Deiana – con passeggeri che, nell’ambito dello stesso tour, possono scoprire zone completamente diverse della Sardegna e raccontare oltremare esperienze entusiasmanti quali, per esempio, quella che abbiamo voluto regalare oggi.

Un fenomeno la cui valenza è stata ben approfondita nello studio che abbiamo commissionato alla società di ricerca e consulenza Risposte Turismo, intitolato “Crocieristica in Sardegna: due possibili fronti di lavoro”. Un focus sulle dinamiche di mercato nei porti di sistema che presenteremo, in maniera più dettagliata e ad una platea di esperti del settore, nel corso della nona edizione dell’Italian Cruise Day, prevista per venerdì prossimo all’ex Manifattura Tabacchi di Cagliari».

Il settore delle crociere, in futuro, dovrà coniugare turismo e destinazioni

Cagliari. Una città, un porto, una nave sono elementi della giornata dedicata all’industria crocieristica italiana che si svolgerà a Cagliari il prossimo 18 ottobre. Temi importanti saranno discussi in questo meeting dedicato all’industria della crocieristica, dalle navi ai porti e terminal crociere. La parola chiave per poter competere in questo settore è “innovazione” nella gestione dei porti crocieristici. Innovare per aumentare le capacità di prodotto nel campo delle crociere, sia di massa e sia quelle di lusso.

Cagliari, location ideale – ex Manifatture Tabacchi – per trattare di investimenti, di nuove filiere di prodotto, di nuovi itinerari e temi che saranno a confronto con le maggiori professionalità dello shipping crocieristico italiano e non solo. Si parte con la tavola rotonda di apertura con interventi di esponenti di vertice tanto di alcune compagnie attive in Italia quanto di realtà impegnate nella gestione di porti crocieristici.

Presenti MSC Crociere, Costa Crociere, GPH’s Italian dei porti di Cagliari, Catania e Ravenna, con la super visione di Risposte Turismo; con la partecipazione della Regione Autonoma della Sardegna e di aziende del cluster marittimo/portuale, oltre alla presenza dell’AdSP del Mare Adriatico Meridionale, nella persona del presidente, Prof Ugo Patroni Griffi. Il concetto di crociera e di porto e/o terminal crocieristico si trovano oggi ad affrontare nuovi scenari, dalla decarbonizzazione, informatizzazione alla digitalizzazione e all’Internet of Things.

In questi nuovi orizzonti, “innovare” diventa un must se si vuole generare vantaggi tanto in termini di generazione di soddisfazione e ricavi addizionali, quanto di maggiore efficienza nei processi produttivi. Il settore delle crociere, in futuro, dovrà coniugare turismo e destinazioni: siti, non solo archeo/generalisti, non solo scali portuali, ma mete culturali in senso pieno del termine, capaci di coinvolgere i sistemi sociali, unitamente al tessuto economico/produttivo dei territori scalati dalle navi.

Oggi, il settore delle crociere dovrà competere con nuovi focus di settore lungo le nuove rotte; ci riferiamo alle crociere del Mar del Nord, alle crociere dell’est asiatico e quelle nuove dei mari della Cina. Il nostro Mediterraneo, con i suoi porti e le affollate mete turistiche, per essere ancora e più competitivo, le grandi compagnie crocieristiche dovranno risolvere alcune criticità; ci riferiamo non solo a Venezia e Civitavecchia/Roma; le varie AdSP dovranno garantire efficienza portuale con banchine e fondali adeguati alle nuove navi (sempre più grandi); città che siano in grado di garantire accoglienza turistica piena e con nuove esperienze a terra.

Qui, grazie alle trasformazioni dell’economia portuale in atto, si innesta un binomio “citta’- nave” che sta modificando il ruolo di un porto e la sua gestione; ogni città- porto può essere scalo e meta turistica di una crociera. L’esempio del Sistema portuale del Mare Adriatico meridionale è da sottolineare: quest’anno, porti come Manfredonia e Monopoli hanno segnato una presenza importante di navi da crociera, testimoniando che quando si coniuga il sociale e il portuale, il turismo ne giova garantendo nuove esperienze.

Crociere e navi del futuro saranno attenti verso l’ambiente che va sempre tutelato e valorizzato; diventa importante una efficiente propulsione navale, l’uso di combustibili green, una gestione dei rifiuti a terra: obiettivi da realizzare; come pure bandire l’uso della plastica e altri materiali inquinanti; tutte tematiche che saranno affrontate se si vuole un settore crocieristico efficiente/efficace nel rispetto delle norme internazionali IMO 2020/2021 e Agenda 2030.

Abele Carruezzo

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IL NAUTILUS Anno 14 N°2

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato alla portualità con un focus sulle identità marinare e sul futuro dei lavori portuali, la figura dello skipper e il trattamento dell’acqua di zavorra. Poi una riflessione sul concetto di “Porto come mondo” (prendendo come esempio il porto di Brindisi, tra tutela, valorizzazione ed innovazione). E ancora, approfondimenti sul motto lanciato dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti: #IOSONOMARE, per valorizzare tutte le attività svolte sul mare.
poseidone danese

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