Il settore della Nautica pronto a riaprire

Roma. Il settore della Nautica da diporto e pronto a riaprire, anche se controllato, per rispondere all’emergenza economica derivata da quella sanitaria per la pandemia da Covid-19.  Confindustria nautica ha presentato ieri al Governo Conte, tramite il Sottosegretario Turco, un “Piano per la riapertura programmata delle attività della filiera nautica”. Durante la video-conferenza, il presidente di Confindustria Nautica, Saverio Cecchi, ha sottolineato le caratteristiche di un settore industriale, come quello della nautica con un ciclo produttivo breve e che è stato colpito dai provvedimenti di contenimento per il Covid – 19.

L’intero comparto è stato bloccato, dalle costruzioni nautiche e di navi al turismo nautico ed al fermo delle imbarcazioni. Il piano di rientro tiene conto della diversa tipologia delle aziende della filiera della nautica e soprattutto gli effetti che la chiusura forzata delle attività industriali (DPCM dell’7 marzo 2020) ha prodotto; in particolare sui piani di consegna, commesse delle attività di subfornitura, componentistica e accessoristica, attività dei servizi all’imbarcazione e alla navigazione, charter e portualità e sullo stato della liquidità aziendale all’otto marzo2020.

Inoltre, il piano elenca una serie di misure economiche per garantire il sostegno e la competitività di un settore produttivo leader mondiale, con un export dell’80% del valore della produzione, richiedendo per questo una garanzia pubblica per finanziare l’intera filiera con un sistema bancario adeguato. E’ di oggi, la circolare dell’Associazione Bancaria Italiana (ABI), per ottenere la garanzia dello Stato sui finanziamenti concessi dalle banche.  Il piano contiene la proposta di una riapertura “modulare”, progressiva e controllata delle attività; proposta che tiene conto anche delle proiezioni economiche, qualora la chiusura delle attività continuasse dopo 13 aprile 2020.

La proposta del “piano” di riapertura delle attività avanzata da Confindustria Nautica è stata inoltrata anche ai ministri dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e Trasporti; proposta concertata con i sindacati e tiene conto dell’adesione volontaria dei lavoratori dei settori della filiera nautica, le tutele sanitarie, la sanificazione degli ambienti di lavoro. Il “piano” è stato condiviso dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Programmazione economica, Mario Turco, insieme al direttore generale di Investitalia (struttura voluta dal premier Conte per rilanciare gli investimenti, soprattutto al Sud) e si farà interlocutore con il Governo per cercare ulteriori misure a sostegno dell’intera filiera dell’industria nautica.

Abele Carruezzo

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Costa Mediterranea naviga verso Napoli

La nave da crociera, Costa Mediterranea, dopo un lungo navigare di moto vario nelle acque maltesi/siciliane, ha lasciato il Canale di Sicilia, ieri sera verso le ore 23.30 ora locale, dirigendo la prua verso il porto di Napoli. Non poteva essere diversamente! Napoli che per secoli è stata (e lo è ancora) la patria della Navigazione e delle Costruzioni Navali, non poteva rifiutarsi di accogliere una nave, battente bandiera italiana, nelle acque del suo porto. La paura del governatore della Campania, De Luca, per evitare ulteriori focolai, è venuta meno, ponendo delle condizioni  all’attracco della nave della Costa Crociere nel porto di Napoli.

Sbarcheranno per il momento solo persone di nazionalità italiana, in attesa di accordi bilaterali con i Paesi di origine degli altri ospiti per il rimpatrio. L’arrivo nel porto di Napoli è previsto per domani 07.04.2020 intorno alle 08.00 oa locale. Ricordiamo il dibattito in corso sull’apertura dei porti in emergenza Covid-19.  Le Autorità Marittime (Capitanerie di Porto per garantire la safety della navigazione) e le AdSP (per realizzare le funzioni e l’operosità necessarie dei porti) agendo di comune accordo devono garantire l’attracco alle navi.

Speriamo che non si ripeta più quello visto per Savona, Civitavecchia, dove sindaci e altre autorità locali si sono espressi per la chiusura dei porti: non compete loro vietare l’attracco a navi battenti bandiera italiana. Ancora una volta Brindisi – porta d’oriente- è stata di esempio nell’accoglienza delle navi Costa Fortuna (ieri) e della Costa Victoria attesa per l’8 aprile prossimo;  Brindisi esprime di fatto quel tanto parlato e non svolto binomio città-porto.

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M.I.Trasporti: anche Brindisi nel piano “approdi sicuri”

Roma. La pandemia di Covid-19 sta causando il blocco dell’intero shipping e in particolare del settore delle crociere, senza distinzione di compagnie di navigazione e di navi. L’emergenza sanitaria si sta allungando, generando quella economico-sociale, e sicuramente i porti e i terminal nazionali saranno interessati da una sostanziale riduzione della domanda di scalo, limitandone la mobilità dei passeggeri e delle merci. Già, delle merci! Se la Cina si sta riprendendo, le varie catene di approvvigionamento e di distribuzione dei flussi merceologici stanno registrando una diminuzione sostanziale di teu in movimento nei porti del Mediterraneo e del Northern range europeo, con navi in blank sailings (stive vuote).

In questi primi giorni di aprile, un terzo della popolazione mondiale è in qualche modo in quarantena, mentre i vari governi e gli organismi internazionali cercano di fermare la diffusione della malattia. Il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, nella persona dell’Ammiraglio Ispettore Capo Giovanni Pettorino, ha introdotto adeguate semplificazioni nella gestione della sicurezza della navigazione delle navi mercantili e dei relativi equipaggi.

I Comandanti di Porto, in queste settimane, sono stati chiamati a svolgere il proprio ruolo in situazioni complesse e inedite, coadiuvati dal Comando Generale delle Capitanerie di Porto. In diverse occasioni, secondo le direttive della Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, hanno garantito alle navi da crociera, battenti bandiera italiana, di ritorno nei porti nazionali, approdi idonei per lo sbarco in sicurezza degli equipaggi e dei passeggeri ancora presenti a bordo.

Questo in piena sintonia con le Autorità di Sistema portuali e con le Autorità locali e mettendo in atto i protocolli standard (Uffici di Sanità marittima) per le procedure d’intervento per la gestione di eventuali casi sospetti di coronavirus a bordo dei vettori marittimi. Tutti i presidenti delle AdSP si sono subito attivati a predisporre i piani operativi per eventuali interventi per assicurare approdi sicuri. Sintonia e disponibilità a garantire approdi non potevano essere negate, in quanto si tratta di approdi sicuri a navi battenti bandiera italiana, come il Codice della Navigazione, Regolamenti sulla sicurezza della navigazione e norme internazionali recitano.

Senza nessuna polemica, in questo periodo di emergenza, gli italiani non dimenticano quello che è stato scritto e parlato e mediato nei social sui porti sicuri delle Ong. Nel piano ministeriale dei porti italiani, “case delle navi da crociera”, è inserito anche il poto di Brindisi e la Capitaneria di Porto, nella persona del Comandante, Cap. Vasc. Giovanni Canu, sta predisponendo un piano per un approdo sicuro. Esclusi gli attracchi alle banchine del porto interno e medio di Brindisi, è stato previsto l’attracco alla diga di Punta Riso.

Quasi due chilometri di banchina, già utilizzata in periodi più severi come lo sbarco dei fratelli Albanesi, quando i Brindisini, aprendo le loro case, dimostrarono la loro disponibilità ad accogliere, senza utilizzare gli stadi come avvenne poi per la vicina Bari. Brindisi sarà interessata dalla nave da crociera Costa Fortuna, ora in navigazione verso Pireo, che giungerà a Brindisi il 5 aprile: a bordo non esistono casi positivi a Covid-19  tra equipaggio e passeggeri.

Poi sarà la volta della Costa Victoria, ora ormeggiata a Civitavecchia, anche questa libera da contagiati. Le due navi della Costa Crociere svolgeranno la loro quarantena a Brindisi. Inoltre, il settore portuale e in questo caso il porto di Brindisi, è di fondamentale importanza nella lotta contro Covid-19 come gateway di forniture sanitarie e di materie prime, oltre di continuità territoriale europea con la Grecia e l’Albania grazie alle autostrade del mare con navi ro-ro.

Osservazione. Ora si dirà di tutto! Senza polemica, giorni addietro ho scritto, che il dopo virus niente sarà come prima. Navi da crociera, considerate da sempre, volano di sviluppo economico per i porti di scalo e per il territorio marittimo interessato, sono considerate, oggi, al pari di “untori” e vari sindaci, senza nessuna autorità legislativa, neanche per procura in questo settore, ne vietano l’attracco alla “Salvini maniera” nei porti italiani, giusto per avere qualche minuto di televisione e qualche share sui social.

Si dice che “Brindisi non ha strutture e capacità di accogliere e verificare il livello di contagio sulle navi”: frase del tutto infondata e chi lo afferma o non conosce le procedure portuali per uno scalo sicuro o è in mala fede e dice il falso. E allora perché non pensare in positivo alla terza fase – dopo emergenza -, con una nuova prospettiva di sviluppo?

Navi attraccate in porto, senza contagio a bordo, potranno essere occasione di sviluppo se pensiamo a tutti gli approvvigionamenti di cui avranno bisogno (dall’acqua, a tutta la catena alimentare, igienico-sanitaria e altro ancora). In tema di crociere, la Costa Crociere aveva scelto già di scalare il porto di Brindisi per questa stagione; sicuramente, la Società ne terrà conto della disponibilità di Brindisi ad accogliere le proprie navi in situazione emergenziale quando redigerà il nuovo programma di chiamate portuali del dopo virus. Brindisi sarà all’altezza della situazione e dimostrerà all’Italia del “virus minuto per minuto” di saper essere un Città-Porto.

Abele Carruezzo /Salvatore Carruezzo


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La Guardia Costiera a supporto dell’emergenza sanitaria nazionale

In questi giorni di emergenza sanitaria nazionale, la Guardia Costiera non ha diminuito il proprio impegno nell’assolvimento dei propri compiti istituzionali, al fine di continuare a garantire l’operatività dei porti, la sicurezza e la regolarità dei trasporti marittimi, oltre alla salvaguardia della vita umana in mare.

L’attuale situazione di emergenza legata al Covid19 ha comportato la necessità di rimodulare molti dei servizi legati al settore marittimo. Il Corpo ha così introdotto adeguate semplificazioni nella gestione della sicurezza della navigazione delle navi mercantili e dei relativi equipaggi. La Guardia Costiera ha assunto, altresì, il ruolo di raccordo tra Ministero delle politiche agricole e forestali e imprese di pesca, al fine di permettere a quest’ultime di accedere alla corresponsione dei contributi previsti dal Decreto “Cura Italia”.

I Comandanti di porto, in queste settimane, sono stati anche chiamati a svolgere il proprio ruolo in situazioni complesse e inedite. In diverse occasioni, secondo le direttive della Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, hanno garantito alle navi da crociera battenti bandiera italiana, di ritorno nei porti nazionali, approdi idonei per lo sbarco in sicurezza degli equipaggi e dei passeggeri ancora presenti a bordo, in piena sintonia con le Autorità di sistema portuali e con le Autorità locali.

Ma non solo. A seguito delle misure messe in atto dal Governo per il contenimento del contagio da Coronavirus, in numerose realtà territoriali, uomini e donne del Corpo sono stati inseriti nei dispositivi di ordine pubblico, lavorando quotidianamente al fianco delle Forze di Polizia per il rispetto delle disposizioni che limitano gli spostamenti, in particolare da e per le isole, e in molte realtà portuali quali ad esempio: Reggio Calabria, Messina, Milazzo, Salerno, Cagliari, Livorno, Termoli, Portoferraio, Viareggio, Piombino, Capraia, Carloforte, Portoscuso e Calasetta.

Nel porto di Ancona, poi, grazie alla stipula di un protocollo d’intesa con l’Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico centrale e l’Ufficio di sanità marittima aerea e di frontiera, il Corpo si è reso parte attiva per la stesura di procedure standard d’intervento per la gestione di eventuali casi sospetti di coronavirus a bordo dei vettori marittimi.

Molti, inoltre, gli interventi operativi sul territorio italiano nel quadro del dispositivo di Protezione Civile nazionale. Nei giorni scorsi, tramite il Dipartimento della Protezione Civile e su richiesta dell’Ufficio del dott. Arcuri, Commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus, un aereo “Manta” ATR 42 della Guardia Costiera è decollato dalla Base Aeromobili di Pescara, per assicurare il trasporto urgente di dispositivi di protezione individuale (DPI) in diverse località delle regioni meridionali e delle isole maggiori. Il Manta, dopo uno scalo all’aeroporto di Fiumicino per imbarcare il materiale necessario, ha raggiunto le destinazioni di Cagliari, Palermo, Lamezia Terme e Bari, dove i DPI sono stati consegnati alle autorità regionali di Protezione Civile, per la successiva distribuzione sul territorio.

Non manca il costante supporto alle comunità isolane, pochi giorni fa, la Motovedetta CP 324 di Lampedusa ha permesso al direttore del poliambulatorio locale e a due sanitari dell’A.S.P. di Palermo, di raggiungere l’isola di Linosa per effettuare delle visite mediche finalizzate al contenimento dell’attuale emergenza epidemiologica.

Lo sforzo del Corpo non diminuisce, oggi più che mai. Come l’impegno di tutti gli uomini e le donne della Guardia Costiera che può ben riassumersi nelle parole del Comandante Generale, l’Ammiraglio Ispettore Capo (CP) Giovanni Pettorino: “È un momento particolarmente difficile, nel quale siamo tutti chiamati a compiere un grande sforzo. Grazie agli uomini e alle donne del Corpo, che in questi giorni, oltre ad assicurare i compiti istituzionali, stanno dando il loro contributo al Paese per affrontare questa emergenza eccezionale”.

Tirrenia: Mise e Mit garanzia trasporti per tutte le isole

I due Dicasteri convocheranno urgentemente il collegio commissariale e Tirrenia CIN

MIT- In riferimento alla notizia del sequestro conservativo sui conti correnti di Tirrenia CIN da parte di Tirrenia AS, il MIT e il MISE precisano che tale decisione è stata assunta dall’organo commissariale in autonomia e indipendenza di giudizio, sulla scorta di un parere favorevole reso da parte del Comitato di Sorveglianza, organo che – come noto – tutela le ragioni e la posizione del ceto creditorio, nonché a valle di alcuni recenti provvedimenti giurisdizionali.

I due Dicasteri convocheranno urgentemente il collegio commissariale e Tirrenia CIN, in maniera tale che possano essere adeguatamente contemperati – e se possibile tutelati – tutti gli interessi in gioco. Il MIT precisa, infine, che in questa fase critica per il Paese, in emergenza COVID-19, attraverso l’operatività di altri armatori non ci saranno problemi di trasferimento delle merci, in particolare alimentari e farmaceutiche, e di collegamenti con la Sicilia, la Sardegna e le isole minori e che, in caso di particolari necessità o imprevisti, si attuerà un piano straordinario per tutti i collegamenti.

La Costa Diadema ha attraccato nel porto di Piombino

La Costa Diadema ha attraccato nel porto di Piombino: successo per la potente macchina organizzativa che garantirà la sicurezza sanitaria delle 1255 persone dell’equipaggio. Non ci sono possibilità di contatto né con la città né con i nostri concittadini

Il momento più emozionante di questa lunga mattinata è stato quando abbiamo potuto distintamente avvertire le urla di gioia provenire dall’interno della Costa Diadema, un secondo dopo aver attraccato al porto di Piombino.

La grande nave da crociera ha vagato per giorni nel mediterraneo alla ricerca di uno sbarco continuamente negato. Piombino ha acconsentito all’attracco, risolvendo di fatto una criticità che era, non ho problemi ad affermarlo, una vergognosa offesa alla dignità di 1255 persone.
I responsabili di Usmaf, il servizio sanitario marittimo, sono immediatamente saliti a bordo per accertarsi delle condizioni di salute di uomini e donne dell’equipaggio, tra cui molti italiani. Sono una ventina i soggetti che sembrano presentare la sintomatologia tipica del Covid 19.

Terminati gli accertamenti del caso, chi necessiterà di ricovero sarà trasportato negli ospedali nazionali con percorsi sicuri e dedicati.
Il resto degli occupanti sarà fatto sbarcare nei prossimi giorni: la potente macchina organizzativa della Protezione Civile Nazionale, che coordina tutti i soggetti coinvolti, è al lavoro per garantire la sicurezza sanitaria. Non ci sono possibilità di contatto né con la città né con i nostri concittadini, come da nuova assicurazione da parte del Governo, ribadita anche questa mattina.

Abbiamo compiuto la scelta giusta e ne vado orgoglioso: governare significa assumersi responsabilità ed essere concretamente di aiuto in un momento così delicato per il nostro Paese. I piombinesi devono essere fieri di aver dimostrato una maturità non scontata e aver compiuto un gesto di umanità reale. Voglio, col cuore in mano, ringraziare le Istruzioni, i soggetti protagonisti dell’azione di oggi e tutti coloro che, a vario titolo, operano nel porto di Piombino e che, con impegno e scrupolosità, hanno dato il proprio contributo, e continueranno a farlo, affinché la macchina perfetta imbastita in poche ore possa continuare ad essere così efficace.

Italia, culla di civiltà millenaria al tramonto per un virus?

Un’emergenza sanitaria, quella del Covid-19, che sta mettendo in crisi tutti i valori etici di un Paese  come l’Italia che per secoli è stato culla di civiltà e con grande capacità all’accoglienza e all’integrazione umanitaria. Navi da crociera, volano di sviluppo economico per i porti di scalo e per il territorio marittimo regionale, sono considerate al pari di “untori” e ne è vietato l’attracco nei porti italiani. Passeggeri e marittimi imbarcati, di fronte ad un’estenuante richiesta di un porto sicuro, si affannano a dover rispettare a bordo quella lunghezza di un metro e mezzo di sicurezza sanitaria, sono stanchi di non vedere uno sbarco sicuro. Tutti ricordiamo quello che fatto il Giappone per la nave Grand Princess e il “cavalierato” guadagnato dal suo comandante! Non si comprende la differenza “sanitaria” fra le due navi!

In queste ore, la Costa Crociere ha finito di sbarcare tutti (nessuno contagiato) dalla Costa Pacifica a Civitavecchia, e si appresta a raggiungere La Spezia. La Costa Victoria sta operando lo sbarco di 1400 passeggeri, sempre a Civitavecchia; la Costa Luminosa si trova ancora a Savona, ma con tutti passeggeri sbarcati. In navigazione, si trovano Costa Favolosa, Costa Magica (respinte dai porti nel Mar dei Caraibi, ora al largo di Miami) e Costa Diadema (Mar Mediterraneo) con a bordo 80 membri dell’equipaggio in isolamento precauzionale. Mentre, la Costa Deliziosa, in navigazione nell’Oceano Indiano, senza contagi a bordo, sta effettuando solo scali tecnici e rientrerà tra un mese al termine della sua crociera. La MSC Crociere, invece,  ha una sola nave, la MSC Magnifica, ferma nel porto di Fremantle (Australia) e libera da contagio, in attesa di poter ripartire per Dubai in un giro del mondo per rientrare a Genova a maggio prossimo.

La MSC Grandiosa, ferma a Civitavecchia, presenta dodici membri dell’equipaggio positivi al Covid -19 e il Sindaco della città richiede il presidio sanitario e non permette a nessuno di scendere a terra, neanche per andare all’edicola vicina per comprare qualche quotidiano. Come si nota, a oggi, per queste navi e per questi marittimi, la patria di “poeti, santi e navigatori” li respinge e li dimentica anche nei decreti DPCM ultimi per eventuali sostegni economici. Si poteva e si può adottare un protocollo, un corridoio sanitario particolare, sicuro, per permettere  ai nostri marittimi un’accoglienza degna di una civiltà millenaria? I Tg e i media, pubblici e privati, non danno notizia perché preferiscono trasmettere il “virus minuto per minuto” per avere loro sì il consenso di ascolti!

Una campagna mediatica e governativa per intere giornate a insegnare come si lavano le mani (quasi che per millenni non abbiamo saputo fare) senza dare e/o evidenziare una minima risoluzione dei tanti problemi che si stanno accumulando con un impatto sociale imprevedibile. L’Italia della Cultura, dei monumenti a cielo aperto, dei musei più belli del mondo, dell’arte e dei grandi artisti, della dieta mediterranea, della moda internazionale, di scienziati e medici impegnati a salvare vite umane, di fronte a delle navi con passeggeri ed equipaggi che chiedono uno sbarco sicuro, mostra difficoltà ed impaccio, dando un’immagine non vera della Sua capacità ad accogliere e a integrare genti. Senza retorica, queste navi si devono comportare come le tante navi delle Ong, forzando il blocco dei porti?

Abele Carruezzo

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Royal Caribbean prolunga la sospensione globale delle crociere

Miami- Alla luce delle attuali condizioni in tema di salute pubblica, Royal Caribbean Cruises Ltd. ha deciso di prolungare la sospensione delle crociere della flotta a livello globale.

Stiamo lavorando per comunicare ai nostri clienti questa interruzione delle loro vacanze e siamo sinceramente dispiaciuti per il disagio. Stiamo anche lavorando con i nostri equipaggi per risolvere i problemi che questa decisione presenta per loro.

Ci aspettiamo di tornare in servizio il 12 maggio 2020. A causa delle chiusure annunciate per alcuni porti, prevediamo inoltre di tornare in servizio sulle le rotte in Alaska, Canada e New England il 1 ° luglio 2020.

Il presidente della nautica italiana da diporto lancia l’allarme: “Lo stop produttivo indicato dal DPCM decreta morte del settore”

Amato, numero uno di AFINA e PNI, chiede al presidente del CdM Giuseppe Conte ed ai Governatori di diverse regioni di apportare una deroga ad DPCM del 22 marzo

Napoli- La nautica italiana da diporto lancia un grido d’allarme a seguito del decreto Chiudi Italia. La sospensione delle attività produttive dell’intero comparto del settore, come indicato dal DPCM del 22 marzo u.s., comporterà danni irreparabili all’intera filiera che rappresenta il 5% del Pil nazionale e fattura circa 6 miliardi di euro annui.

Lo stop imposto costringerà non solo oltre 100mila lavoratori della filiera a sospendere il proprio lavoro, ma soprattutto interromperà l’anno produttivo del segmento con le consegne estive programmate da aprile a giugno pertanto, conseguentemente, comporterà un blocco certo del settore sino alla prossima campagna produttiva dell’estate 2021.

In una lettera inviata al presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, ma anche ad altri Ministeri di riferimento ed ai Governatori delle regioni che rappresentano gli oltre 7.500 km della costa italiana, il presidente dell’Associazione della Filiera Nautica Italiana e del Polo Nautico Italiano, Gennaro Amato, ha sottolineano l’urgenza e la necessità d’intervento in favore della nautica da diporto. Nella missiva (in allegato) il numero uno di AFINA e PNI sottolinea in alcuni passaggi:

“Il decreto senza mezzi termini sferra un colpo mortale all’industria della nautica da diporto (….) Non capiamo come sia stato possibile non tener conto di un settore come il nostro e dell’indotto che ne consegue tanto da decretarne la morte certa (…) Facciamo appello alla Vs. sensibilità affinché si possano apportare delle deroghe urgenti che ci consentano di continuare la nostra attività pur nel rispetto dei decreti con la messa in atto di tutte le misure necessarie per la tutela dei lavoratori”.

La richiesta d’intervento, per la modifica in deroga del DPCM del 22 marzo, riguarda la cantieristica da diporto che, senza una misura d’introduzione nelle attività consentite, costringerebbe molti imprenditori a sospendere i contratti dei lavoratori e soprattutto a dover far fronte a capitali privati investiti per la produzione con le conseguenziali esposizioni bancarie alle quali sono soggetti.

Coronavirus. Mit ferma navi passeggeri: basta crociere

Decreto firmato dalla ministra De Micheli, con il ministro della salute Speranza

Roma – La ministra delle Infrastrutture e Trasporti Paola De Micheli ha firmato questa sera, con il ministro della Salute Roberto Speranza, il decreto con cui si sospendono i servizi di crociera per le navi passeggeri italiane e si blocca l’arrivo nei porti italiani delle navi da crociera battenti bandiera straniera.

Per le navi battenti bandiera italiana, le società di gestione, gli armatori e i comandanti delle navi italiane, una volta adottate tutte le misure di prevenzione sanitaria disposte, sono tenuti a sbarcare tutti i passeggeri presenti a bordo nel porto. La procedura di sbarco prevede che i passeggeri italiani non positivi al Covid 19 possano rientrare con i dispositivi di sicurezza alle loro abitazioni con mezzi non di linea organizzati dall’armatore per avviare il periodo di sorveglianza sanitaria fiduciaria domiciliare.

Da quel momento, le navi battenti bandiera italiana non potranno più imbarcare passeggeri fino almeno al 3 aprile. Per i passeggeri non positivi al Covid 19, ma stranieri, l’armatore dovrà organizzare il rientro in patria con mezzo non di linea. Per gli eventuali passeggeri positivi, o entrati a stretto contatto con un caso positivo, valgono le disposizioni sanitarie già vigenti, salvo diverse determinazioni dell’autorità sanitaria.

Le navi passeggeri battenti bandiera straniera impegnate in servizi di crociera non potranno più fare ingresso nei porti nazionali. Le disposizioni del decreto verranno applicate già domani alla nave Costa Luminosa battente bandiera italiana in arrivo nel porto di Savona, e si applicheranno fino a 3 di aprile salvo proroga.​

IL NAUTILUS Anno 15 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato al sistema per ormeggio "briccole", e un focus sullo sviluppo metropolitano della città di Bari e delle sue infrastrutture portuali. Il Parlamento Europeo approva "L'European Green Deal" e poi un approfondimento sul lavoro nei porti ed uno sul valore delle merci.
poseidone danese

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