IL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI DISPONE L’IMPLEMENTAZIONE DEL PERSONALE DEDICATO AL REGISTRO TELEMATICO

ACCOLTA LA RICHIESTA DI CONFINDUSTRIA NAUTICA: IL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI DISPONE L’IMPLEMENTAZIONE DEL PERSONALE DEDICATO AL REGISTRO TELEMATICO

Genova-Il Capo Dipartimento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha disposto di implementare di 15 unità il personale dedicato alle attività del Registro telematico e in particolare all’UCON – Ufficio di Conservatoria Centrale, per migliorare l’efficienza del processo di immatricolazione delle unità da diporto.

Confindustria Nautica esprime soddisfazione per la soluzione che accoglie le numerose segnalazioni effettuate dall’Associazione nazionale di Categoria già dallo scorso anno a sostegno dell’implementazione della struttura, affinché il Registro telematico offra un servizio tempestivo il servizio di immatricolazione delle imbarcazioni, tanto più urgente in seguito al blocco delle attività nautiche causato dall’emergenza COVID-19 e alla crescente domanda determinata dalla ripartenza.

Nel ringraziare il Capo Dipartimento, dott.ssa Speranzina De Matteo, che si è confrontata su questi temi con il Presidente di Confindustria Nautica Saverio Cecchi nel corso dell’incontro a Roma il 23 giugno,  e il Comando generale delle capitanerie che ha messo disposizione il personale, Confindustria Nautica confida che il nuovo assetto sia rapidamente reso operativo per dare un impulso immediato alle attività di tutto il settore.

Porto di Ancona: conseguenza emergenza Covid, calo contenuto delle merci, forte diminuzione traffico passeggeri

Emergono i primi dati sulle conseguenze dell’emergenza sanitaria per il coronavirus sull’andamento dei traffici nel porto di Ancona. Nel primo semestre 2020, le merci hanno registrato un calo contenuto rispetto alle previsioni: i traffici commerciali hanno sempre avuto continuità anche durante il periodo del lockdown e grazie agli operatori dello scalo dorico, che hanno sempre lavorato, è stato garantito il rifornimento a tutto il territorio dei beni necessari, farmaci, alimentari e altri prodotti. Le merci Ro/Ro, trasportate su camion, hanno registrato un calo del -18,7% da gennaio a giugno, rispetto allo stesso semestre del 2019, passando da 2.246.172 a 1.826.622 tonnellate, mentre è praticamente stabile l’andamento delle merci nei container (-0,8%), passato da 613.471 a 608.719 tonnellate. I Teu, l’unità di misura dei container, sono passati da 82.853 a 78.056 (-5,8%) perché gli armatori stanno continuando ad ottimizzare la gestione dei container vuoti. Il numero dei tir e dei trailer è sceso da 71.082 a 61.106 (-14%).

Le toccate nave complessive sono state 610 nel primo semestre 2020 rispetto alle 774 del primo semestre 2019, con una differenza negativa di 164 (-21%), dovuta in prevalenza al calo del numero dei traghetti proprio per il fermo della circolazione dei passeggeri e la conseguente riduzione delle corse da parte degli armatori. I traghetti hanno comunque continuato ad attraccare nel porto dorico garantendo il traffico commerciale con Grecia, Croazia e Albania. I mezzi pesanti, con a bordo gli autisti, hanno sempre potuto imbarcarsi e sbarcare per gli scambi commerciali.

Forte, come previsto, è stata la diminuzione del traffico passeggeri, pari a -71,8%, per il blocco totale della mobilità delle persone da marzo a giugno. I passeggeri complessivi sono stati 97.189 nel primo semestre 2020 rispetto ai 344.476 del primo semestre 2019.

Le crociere hanno subìto il fermo totale a livello mondiale ed è veramente arduo che la stagione possa riprendere nel 2020. Nel primo semestre di quest’anno, i crocieristi nel porto di Ancona sono stati 1.364, per due uniche toccate effettuate nei mesi di gennaio e febbraio, rispetto ai 27.077 dei primi sei mesi del 2019 (-95%).

MOBILITA’ PASSEGGERI

Grecia
Sono stati sempre operativi i traghetti per la Grecia ma solo per gli autisti a bordo dei camion e delle persone che dovevano rientrare nello Stato di residenza. Dal 1 luglio sono state riaperte le frontiere al turismo con l’obbligo di registrarsi su un sito internet governativo.

Croazia
Il collegamento per la Croazia della Jadrolinija è stato completamente interrotto dal 10 marzo al 26 aprile. La circolazione dei passeggeri per la Croazia è ripresa il 15 giugno. La compagnia di navigazione Snav, che generalmente inizia la stagione a metà aprile, è ripartita solo il 25 giugno. Per l’ingresso in Croazia per turismo, i passeggeri devono obbligatoriamente dimostrare di essere in possesso di una prenotazione per il soggiorno.

Albania
La compagnia Adria Ferries ha sospeso il collegamento con l’Albania dal 4 aprile al 7 maggio. Le frontiere, al momento, sono aperte solo per coloro che si muovono per motivi di lavoro e per il trasporto merci. Ogni 14 giorni viene valutata la situazione per le modalità d’ingresso sul territorio albanese.

Il presidente Giampieri, dal 1 luglio un timido risveglio del traffico passeggeri
“Un bilancio dei primi sei mesi fatto di luci e ombre. Ad una contenuta diminuzione del traffico merci fa da contraltare un forte e inevitabile calo del traffico passeggeri, determinato dal blocco della mobilità delle persone a livello internazionale. Le prenotazioni che, negli anni scorsi, erano già numerose a marzo, stanno iniziando soltanto in queste settimane – dice il presidente dell’Autorità di sistema portuale, Rodolfo Giampieri -. Dal 1 luglio, stiamo notando una timida ripresa del traffico passeggeri per la riapertura effettiva delle frontiere. È un work in progress che stiamo verificando ogni settimana con le agenzie marittime e con gli operatori che hanno continuato in questi mesi, con tenacia e resistenza, a mantenere operativo tutto il porto assieme all’impegno costante di Capitaneria di porto, Guardia di Finanza, Dogane, Polmare”.

L’Autorità di sistema portuale, aggiunge il presidente, “utilizzerà ogni strumento di sostegno alle imprese che stanno vivendo un momento di mercato particolarmente difficile. Un porto internazionale, che vede una riduzione così seria del traffico passeggeri, influisce inevitabilmente anche sulla ricchezza diffusa che il movimento di persone crea sul territorio”.

CONFINDUSTRIA NAUTICA: IL GOVERNO METTE IN CRISI IL TURISMO NAUTICO CON AUMENTO RETROATTIVO DEI CANONI DEMANIALI DEI PORTI E RADDOPPIO DELL’IVA SUI NOLEGGI

Comunicato Stampa congiunto

CONFINDUSTRIA NAUTICA, FEDERTURISMO CONFINDUSTRIA, ASSOMARINAS, ASSONAT-CONFCOMMERCIO, CONFARCA, ASSILEA: MENTRE PARLA DI RILANCIO E RIDUZIONE DELLE TASSE, IL GOVERNO FA SCELTE INCOMPRENSIBILI, CHE PORTERANNO ALL’INEVITABILE CHIUSURA DI CENTINAIA DI AZIENDE NAUTICHE E DELL’INDOTTO O AL LORO TRASFERIMENTO ALL’ESTERO. E PRIMA ANCORA, A RIMETTERCI SARÀ L’ERARIO.

Confindustria Nautica e Federturismo Confindustria, Assomarinas e Assonat-Confcommercio (porti e approdi), Confarca (scuole nautiche agenzie), Assilea (leasing), stigmatizzano i provvedimenti del Governo e di agenzie governative che proprio all’indomani della ripartenza post lockdown colpiscono duramente la nautica e in particolare il suo segmento turistico, con tutto l’indotto a esso collegato.

Il parere negativo della Ragioneria generale sull’emendamento al Decreto Rilancio volto a chiudere il contenzioso giudiziario che oppone 23 fra i principali porti turistici del Paese allo Stato è la goccia che fa traboccare il vaso. Queste imprese nel corso di 13 anni hanno vinto ogni possibile grado di giudizio, fino alla Corte Costituzionale, contro l’aumento retroattivo dei canoni demaniali deciso dal Governo Prodi nel 2007, eppure l’Agenzia delle Entrate continua a richiedere i denari non dovuti e a spiccare provvedimenti esecutivi, di blocco dei conti correnti e persino di revoca delle concessioni.

Da ultimo, il TAR Sardegna ha nuovamente ribadito che detti aumenti non possono essere applicati retroattivamente ai rapporti allora in essere (sentenza n. 382 del 6 luglio 2020) e ha condannato la parte pubblica anche al pagamento delle spese di giudizio.

Con un veto politico è stato invece cancellato un altro intervento nel Dl Rilancio che faceva chiarezza sull’applicazione della disposizione relativa ai cosiddetti Marina resort (porti o porzioni di essi attrezzati con specifiche dotazioni turistiche per i diportisti), voluta per rilanciare il turismo nautico e l’incoming di imbarcazioni dall’estero e che rimane, invece, di difficile interpretazione e applicazione.

Ancora più grave è l’impatto della Circolare dell’Agenzia delle Entrate che, a valere dal 15 giugno scorso, detta nuove regole per il calcolo dell’imponibile IVA su noleggio e locazione di unità da diporto e che comporta, di fatto, un delta fino a più 11 punti percentuali di imposta rispetto agli altri Paesi concorrenti. Questo provvedimento, adottato in conformità con quanto richiesto d’alla Commissione UE, segue la cancellazione del 62% dei contratti a causa del COVID-19 e giunge mentre la Francia ha sospeso l’introduzione delle nuove regole – mantenendo un’aliquota al 10%, proprio per sostenere le aziende del charter – la Croazia applica l’IVA turistica – sempre al 10% – e la Grecia ha individuato un escamotage per sottrarvisi.

Infine, si registra un’escalation della reiterazione dei controlli in mare, incomprensibile per i già pochi clienti presenti, effettuati con la motivazione di verifiche sanitarie che tuttavia appare quantomeno in controtendenza con il basso rischio delle attività nautiche rilevato dall’INAIL.

Confitarma aderisce all’iniziativa Heroes at Sea Shoutout

8 luglio: navi suonate le vostre sirene

Confitarma aderisce all’iniziativa Heroes at Sea Shoutout lanciata dall’International Chamber of Shipping (ICS) per fare pressione sui Governi in merito alla problematica dei cambi equipaggio, con la quale si chiede alle navi di tutto il mondo di suonare le loro sirene in porto alle ore 12.00 dell’8 luglio 2020, un giorno prima del Summit organizzato dal governo britannico per discutere dell’impatto del COVID-19 sui cambi di equipaggio e in concomitanza dell’ILO Global Summit.

Con tale iniziativa, oltre a ricordare il fondamentale contributo dato dai marittimi alla vita economica e sociale del pianeta, si vuole richiamare l’attenzione dei Governi e dell’opinione pubblica sul settore marittimo e sugli attuali problemi degli equipaggi ancora bloccati sulle navi a causa dell’emergenza COVID-19.

Il lavoratore marittimo viene considerato a livello internazionale un “key worker” perché il trasporto via mare è strategico per la catena logistica mondiale, per l’approvvigionamento energetico e di beni di prima necessità.

Per tale ragione, i marittimi, durante la pandemia, non si sono mai fermati, ma a causa delle restrizioni alla libera circolazione delle persone, che in quasi tutto il mondo sono state imposte dai singoli Paesi, è ancora impossibile farli sbarcare per avvicendarli con i loro colleghi che sono a casa in attesa di imbarco.

Guy Platten, segretario generale dell’ICS, ha dichiarato che a livello globale attualmente ci sono 400.000 marittimi bloccati in mare o a terra:  200.000 che da mesi sono a bordo ben oltre il loro periodo contrattuale di imbarco e altri 200.000 in attesa di imbarco per poter lavorare.

Se non si consentono i cambi di equipaggio per sostituire i marittimi a bordo delle navi,  molti di loro potrebbero non essere più in grado di navigare.

Il 90% del commercio globale utilizza il trasporto marittimo e l’impossibilità di effettuare i cambi degli equipaggi rischia seriamente di causare un gravi difficoltà alle catene di approvvigionamenti che si sono dimostrate fondamentali durante la pandemia di COVID-19.

“E’ necessario dunque pensare, oltre alla priorità assoluta di evitare il propagarsi di questo terribile virus, anche ad altre priorità – afferma Mario Mattioli, presidente di Confitarma – quella della salvaguardia della vita umana in mare e quella della sicurezza della navigazione e delle nostre navi. Confitarma insieme a ICS, ECSA sta chiedendo ormai da mesi un’azione umanitaria rapida e decisa da parte dei Governi di tutto il mondo per garantire ai marittimi corridoi di transito sicuro per farli arrivare a bordo per lavorare e per farli tornare a casa una volta terminato il normale periodo di imbarco”.

Lo shipping mondiale ha già pronta la soluzione per questa difficile soluzione: una road map per il cambio dell’equipaggio in 12 fasi secondo il protocollo approvato dall’IMO.

“E’ una soluzione che  non ha bisogno di soldi o di trattative complicate – aggiunge Guy Platten -  I Governi devono ora implementare questi protocolli. Se la burocrazia continua a mettersi in mezzo, ciò che è già una crisi umanitaria in mare, rapidamente diventerà  una crisi economica, con gravi conseguenze per un’economia globale già troppo tesa. Il momento della leadership politica è adesso. ”

“Se le navi di tutto il mondo suoneranno le loro sirene alle 12:00 ora locale dell’8 luglio, i Governi non potranno dire di non aver sentito questo forte appello a risolvere il problema dei cambi dell’equipaggio – ha aggiunto Guy Platten – I marittimi hanno fatto il possibile, allungando i loro turni a bordo e continuando a lavorare per assicurare tutti i rifornimenti. Anche l’industria armatoriale ha fatto il suo dovere con la predisposizione del protocollo in 12 fasi. Siamo in ritardo di oltre 4 mesi e  400.000 marittimi hanno bisogno dei cambi di equipaggio. È una situazione insostenibile. Non possiamo più dare per scontati questi eroi del commercio globale”.

Il comunicato stampa dell’ICS:

Global shipping fleet to sound horns on 8 July to remind governments over need for urgent crew change Jun 30, 2020

Download free Coronavirus (COVID-19) guidance to help protect the health of seafarers (and passengers) as well as the general public here.

The International Chamber of Shipping (ICS) is encouraging ships around the world to sound their horns when in port at 12.00 local time on 8th July to remind Governments of the ongoing crew change crisis.

The action comes ahead of a critical summit meeting led by the UK Government on the 9th July to discuss the impact of COVID-19 on crew changes and on the day leaders meet for the ILO Global Summit.

Guy Platten, Secretary General of the International Chamber of shipping said:

“Globally there are now 400,000 seafarers who are either stranded at sea and have overrun their contracts or are at shore waiting to start their tours of duty.

The 8th July is a perfect moment to remind those politicians who are meeting to consider the impact of COVID-19 to classify these unsung heroes of global trade as key workers and to instigate seafarer air-bridges to enable safe travel.”

Seafarers are still not yet classified as Key Workers in many countries, meaning they are unable to embark or disembark ships due to national travel restrictions. This has led to a crisis at sea: there are 200,000 workers who have overrun their contracts and are currently stranded on ships. Another 200,000 are at shore, waiting to start their tours of duty.

Without crew to replace seafarers on board ships many may be unable to sail. Ships facilitate 90% of global trade and an inability to facilitate crew change has the potential to cause a logjam to supply chains that have proven so resilient during the COVID-19 pandemic.

This unsustainable situation has a clear solution: a regulator-approved 12-step crew change road map. While the shipping community has been hard at work, many national governments have dragged their heels. Still, far too few allow crew change.

Speaking on the need to adopt the 12-step protocols Guy Platten stated:

“The solutions do not need money or complicated negotiations. Governments must now implement these protocols. If bureaucracy continues to get in the way, what has already become a humanitarian crisis at sea, and what is fast becoming an economic one, will lead to severe consequences for an already overstretched global economy. The time for political leadership is now.”

Reflecting on the Heroes at Sea Shoutout campaign that took place on 1st May Guy Platten added:

“From today, we are encouraging ships across the world to replicate the Heroes at Sea Shoutout and sound their horns at 12 noon local time to ensure that governments cannot say they have not heard the calls to solve the crew change crisis.

“Seafarers have gone the extra mile, extending their tours of duty, and have kept working to keep us all supplied. The shipping industry has done its homework with things like the 12-step protocols.

“The fact we are over 4 months down the line, and we have 400,000 seafarers in need of crew change is completely unsustainable. We cannot take these heroes of global trade for granted anymore.”

Notes
The 12-step plan entitled “Recommended Framework of Protocols for Ensuring Safe Ship Crew Changes and Travel during the Coronavirus disease (COVID-19) pandemic”, as circulated by IMO, can be found on the IMO website here.

Support this initiative, download the posters below and share them with your communities!

Blue Economy Summit: L’importanza delle assicurazioni marittime per l’economia del mare e lo sviluppo delle infrastutture per la nautica da diporto i focus della seconda giornata del BES2020

Oggi si parlerà del Modello Genova e di governance

Migliaia di persone hanno seguito ieri l’evento in diretta sui canali digitali del Blue Economy Summit  che questa mattina si è focalizzata sul tema delle assicurazioni marittime, anello fondamentale nella filiera dell’economia del mare, come ha sottolineato nell’avvio dei lavori Francesco Maresca, ringraziando The International Propeller Club of Genoa co-organizzatore di questa sessione. “Il coronavirus ha travolto il mondo della blue economy anche dal punto di vista dei contratti e delle assicurazioni – ha esordito Giorgia Boi, presidente del club e professore di Diritto della navigazione, che ha poi proseguito nell’illustrare i molteplici aspetti in cui è stato necessario “navigare a vista” sulla base delle regole contrattuali e legali, ipotizzando scenari e soluzioni future, per trovare interpretazioni per evitare contenziosi.
Nel pomeriggio l’attenzione si è spostata alle professioni dello yachting, settore in cui l’Italia e la Liguria detengono un know-how di altissimo livello nel settore della nautica da diporto. Il mantenimento e lo sviluppo di queste competenze sarà strategico sia per l’economia locale sia per le opportunità di lavoro per le nuove generazioni.

Una pista ciclabile lunga un miglio e una serie di interventi infrastrutturali per valorizzare il quartiere del distretto della nautica spezino e le sue eccellenze sono stati presentati da Monica Fiorini, responsabile comunicazione, promozione e marketing dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale. “La Spezia, come tutta la Liguria, ha fame di territorio, tutti i cantieri vorrebbero aumentare spazio e molti ambiscono ad entrare nell’Arsenale – ha spiegato Fiorini – il nostro impegno è quello di fornire la nostra disponibilità per ampliamenti a mare, nuovi banchinamenti, riqualificazione di spazi e tutto il supporto possibile”.

“Il nostro è un settore che lavora tutto l’anno al massimo della capacità produttiva, i due mesi persi non si recuperano” – ha sottolineato Stefano Pagani Isnardi, Responsabile Ufficio Studi di Confindustria Nautica. Il comparto della cantieristica, nel complesso ha tenuto, continuando a lavorare in sicurezza, garantendo la continuità e le consegne, sebbene con qualche ritardo, ma ripartendo prima di molti altri settori e, soprattutto, senza cali negli ordini. Meno bene il settore charter che in parte è dovuto alle limitazioni per non conviventi – spiega Pagani Isnardi – e in parte per la natura della clientela, soprattutto nella fascia di maggior valore: americani, russi, arabi e asiatici, che con il calo dei voli aerei difficilmente potranno raggiungere l’Europa”.

Oggi, mercoledì 1° luglio, protagonista indiscusso, il modello Genova applicato al Ponte del Polcevera. In live streaming da Terrazza Colombo, a partire dalle 10, nella sessione introdotta dal Presidente Giovanni Toti e dal Sindaco Marco Bucci, si parlerà delle innovazioni tecnico normative che hanno regolato la realizzazione dell’opera e della loro trasposizione per lo sviluppo e delle infrastrutture strategiche italianea. Intereverranno, tra gli altri: Maurizio Michelini, presidente, Ordine degli Ingegneri di Genova, Luigi Cocchi, presidente Ordine degli Avvocati di Genova; Paolo Raffetto, presidente Ordine degli Architetti P.P.C. di Genova, Nicola Meistro, aminnistratore delegato, PERGENOVA e operational director, Webuild (già Salini Impregilo), Andrea Tomarchio, project manager, RINA; Filippo Delle Piane, presidente ANCE Genova, Bartolomeo Giachino, presidente Saimare.

Nel pomeriggio, a partire dalle 15, Francesco Maresca, assessore allo Sviluppo economico Portuale e Logistico del Comune di Genova, intodurrà la seconda sessione della giornata in cui istituzioni e relatori, prendendo spunto dall’esperienza del Ponte, si confronteranno su come immaginare e costruire un nuovo modello di governance della portualità e della logistica in grado di competere con la concorrenza internazionale. Parteciperanno, tra gli altri, Paolo Emilio Signorini, presidente, Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, il Sndaco Marco Bucci l’onorevole Marco Campomenosi, Commissione Trasporti, Parlamento Europeo.

Alle 18, l’Associazione Alumni Ianua proporrà una doppia intervista tra uno studente e un professionista del mare.

PARTECIPAZIONE. Tutti gli eventi del Blue Economy Summit saranno trasmessi in live streaming. Per accedere e seguire la manifestazione attraverso la piattaforma webinar “Zoom” occorrerà registrarsi – gratuitamente –sul sito www.besummit.it al seguente link. Tramite registrazione si potrà anche interagire con i relatori e ricevere contenuti esclusivi, tra cui gli atti di fine convegno.

L’importanza delle assicurazioni marittime per l’economia del mare e lo sviluppo delle infrastutture per la nautica da diporto i focus della seconda giornata del BES2020

Domani si parlerà del Modello Genova e di governance

Migliaia di persone hanno seguito ieri l’evento in diretta sui canali digitali del Blue Economy Summit  che questa mattina si è focalizzata sul tema delle assicurazioni marittime, anello fondamentale nella filiera dell’economia del mare, come ha sottolineato nell’avvio dei lavori Francesco Maresca, ringraziando The International Propeller Club of Genoa co-organizzatore di questa sessione. “Il coronavirus ha travolto il mondo della blue economy anche dal punto di vista dei contratti e delle assicurazioni – ha esordito Giorgia Boi, presidente del club e professore di Diritto della navigazione, che ha poi proseguito nell’illustrare i molteplici aspetti in cui è stato necessario “navigare a vista” sulla base delle regole contrattuali e legali, ipotizzando scenari e soluzioni future, per trovare interpretazioni per evitare contenziosi.

Nel pomeriggio l’attenzione si è spostata alle professioni dello yachting, settore in cui l’Italia e la Liguria detengono un know-how di altissimo livello nel settore della nautica da diporto. Il mantenimento e lo sviluppo di queste competenze sarà strategico sia per l’economia locale sia per le opportunità di lavoro per le nuove generazioni.

Una pista ciclabile lunga un miglio (marino) e una serie di interventi infrastrutturali per valorizzare il quartiere del distretto della nautica spezzino e le sue eccellenze sono stati presentati da Monica Fiorini, responsabile comunicazione, promozione e marketing dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale. “La Spezia, come tutta la Liguria, ha fame di territorio, tutti i cantieri vorrebbero aumentare spazio e molti ambiscono ad entrare nell’Arsenale – ha spiegato Fiorini – il nostro impegno è quello di fornire la nostra disponibilità per ampliamenti a mare, nuovi banchinamenti, riqualificazione di spazi e tutto il supporto possibile”.

“Il nostro è un settore che lavora tutto l’anno al massimo della capacità produttiva, i due mesi persi non si recuperano” – ha sottolineato Stefano Pagani Isnardi, Responsabile Ufficio Studi di Confindustria Nautica. Il comparto della cantieristica, nel complesso ha tenuto, continuando a lavorare in sicurezza, garantendo la continuità e le consegne, sebbene con qualche ritardo, ma ripartendo prima di molti altri settori e, soprattutto, senza cali negli ordini. Meno bene il settore charter che in parte è dovuto alle limitazioni per non conviventi – spiega Pagani Isnardi – e in parte per la natura della clientela, soprattutto nella fascia di maggior valore: americani, russi, arabi e asiatici, che con il calo dei voli aerei difficilmente potranno raggiungere l’Europa”.

Domani, mercoledì 1° luglio, protagonista indiscusso, il modello Genova applicato al Ponte del Polcevera. In live streaming da Terrazza Colombo, a partire dalle 10, nella sessione introdotta dal Presidente Giovanni Toti e dal Sindaco Marco Bucci, si parlerà delle innovazioni tecnico normative che hanno regolato la realizzazione dell’opera e della loro trasposizione per lo sviluppo e delle infrastrutture strategiche italianea. Intereverranno, tra gli altri: Maurizio Michelini, presidente, Ordine degli Ingegneri di Genova, Luigi Cocchi, presidente Ordine degli Avvocati di Genova; Paolo Raffetto, presidente Ordine degli Architetti P.P.C. di Genova, Nicola Meistro, aminnistratore delegato, PERGENOVA e operational director, Webuild (già Salini Impregilo), Andrea Tomarchio, project manager, RINA; Filippo Delle Piane, presidente ANCE Genova, Bartolomeo Giachino, presidente Saimare.

Nel pomeriggio, a partire dalle 15, Francesco Maresca, assessore allo Sviluppo economico Portuale e Logistico del Comune di Genova, intodurrà la seconda sessione della giornata in cui istituzioni e relatori, prendendo spunto dall’esperienza del Ponte, si confronteranno su come immaginare e costruire un nuovo modello di governance della portualità e della logistica in grado di competere con la concorrenza internazionale. Parteciperanno, tra gli altri, Paolo Emilio Signorini, presidente, Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, il Sndaco Marco Bucci l’onorevole Marco Campomenosi, Commissione Trasporti, Parlamento Europeo.

Alle 18, l’Associazione Alumni Ianua proporrà una doppia intervista tra uno studente e un professionista del mare.

GNV: OTTIENE LA BIOSAFETY TRUST CERTIFICATION DI RINA

La Compagnia è la prima a ottenere la certificazione per la prevenzione e il controllo delle infezioni nel settore dei traghetti

Genova – GNV è la prima compagnia nel settore dei traghetti a ricevere la Biosafety Trust Certification, l’innovativo schema di certificazione di RINA per prevenire e mitigare la diffusione di infezioni nei luoghi di aggregazione. La certificazione per GNV include, oltre alle navi della flotta anche i terminal portuali italiani merci e passeggeri, e gli uffici amministrativi.

La Compagnia ha sviluppato un Sistema Aziendale per la Gestione della Prevenzione e del Controllo delle Infezioni (Sistema IPCSM Infection Prevention Control System Management) che prevede il costante impiego di osservatori in tutte le unità organizzative dell’azienda e sulle navi della flotta, con il compito di individuare e valutare i fattori di rischio di infezioni. Responsabile dell’attuazione e del miglioramento del sistema è il Comitato Biosafety, composto da un team multidisciplinare di professionisti in grado di applicare un approccio a 360° per la gestione di tutti gli aspetti legati al rischio biologico.

GNV ha dato immediata risposta alle problematiche imposte dal COVID-19, mettendo in campo procedure dedicate per la sanificazione e il distanziamento sociale a bordo, nelle biglietterie e negli uffici.

Nel mese di maggio ha adottato la Carta dei Servizi di Sicurezza, redatta sulla base dell’esperienza unica acquisita con il progetto “nave-ospedale” di Genova per l’emergenza COVID-19 (https://info.gnv.it/nave-ospedale/) che, allestita su specifiche indicazioni delle autorità sanitarie, ha consentito alla Compagnia di ampliare le proprie competenze in materia di misure di prevenzione e contenimento del contagio e formare gli Equipaggi sulla prevenzione dei rischi e la gestione di eventuali casi sintomatici.

La Certificazione Biosafety testimonia che oltre a ciò la Compagnia si è dotata di un sistema di gestione per la prevenzione e il controllo delle infezioni a terra e a bordo, che garantirà nel tempo l’osservazione, la corretta gestione, la prevenzione e la riduzione di qualsiasi rischio di incolumità biologica, in modo strutturato nel tempo.

A bordo l’ufficiale nominato Head Procedure Controller Officer lavorerà con uno staff composto da professionisti che eseguono sistematicamente dei rilievi e segnalano eventuali incongruenze comunicandole al Comitato Biosafety al fine di prendere decisioni tempestive nel caso di rischi biologici da infezioni di qualsiasi tipo.

Lo schema Biosafety Trust di RINA prevede, inoltre, corsi di formazione per le risorse all’interno dell’azienda, affinché siano consapevoli di cosa significa gestire proattivamente i rischi di infezione.

La Compagnia ha adottato modalità di sicurezza specifiche per ogni fase di viaggio, a partire dall’accesso dei passeggeri ai terminal e alle biglietterie portuali, che sono oggetto di un’intensa azione di pulizia e disinfezione, con l’obbligo tassativo di indossare la mascherina e di mantenere il distanziamento sociale, oltre alla misurazione della temperatura per tutti i passeggeri. Inoltre, le sale poltrone, la cui capienza è stata ridotta di capacità, hanno accessi supervisionati dal personale di bordo per garantire il distanziamento sociale tra i passeggeri. Una speciale attenzione è stata riservata all’impianto di areazione, che è stato riprogettato per privilegiare l’aria diretta dall’esterno e garantire il più efficace livello di purificazione. In aggiunta GNV ha previsto la sanificazione delle cabine che continuerà anche in futuro per garantire il minimo rischio biologico.

La Carta dei Servizi e la Biosafety Trust Certification formano dunque un sistema coordinato di prevenzione e gestione dei rischi di contagio, in linea con lo standard di gestione della sicurezza OHSAS 18001 e il protocollo di gestione dell’igiene HACCP.

“Siamo molto soddisfatti di questo importante risultato: vogliamo che il sistema di gestione sia codificato e diffuso in tutti gli ambiti aziendali, di modo che la consapevolezza e l’attenzione a questo aspetto sia radicata a tutti i livelli gestionali e che ci si attivi prontamente per la prevenzione e la gestione dei rischi. – dichiara Matteo Catani, CEO di GNV. – L’obiettivo è di rendere il viaggio in traghetto la tipologia di viaggio più sicuro in assoluto anche sotto questo aspetto: un elemento di profondo interesse per la nostra clientela, per tutti i nostri dipendenti e anche per chi investe in questo settore”.

“La certificazione volontaria Biosafety Trust, come dice il nome stesso, è uno strumento nato con il preciso obiettivo di infondere fiducia. Attraverso un sistema di gestione certificato si può dimostrare lo sforzo, concreto e sistematizzato, fatto per tutelare la salute delle persone, contribuendo allo stesso tempo alla ripresa delle attività. Con un approccio proattivo, GNV ha collaborato durante tutto il percorso di certificazione ed integrato nelle procedure aziendali le misure previste dallo schema per proteggere dipendenti e passeggeri” ha aggiunto Paolo Moretti, Amministratore Delegato di RINA Services.

GNV, fondata nel 1992 e oggi parte del Gruppo MSC, è una delle principali compagnie di navigazione italiane operanti nel settore del trasporto passeggeri e merci nel Mar Mediterraneo; opera 11 collegamenti internazionali e 7 nazionali, da e per Sardegna, Sicilia, Spagna, Francia, Albania, Tunisia e Marocco.

RINA fornisce un’ampia gamma di servizi nei settori Energia, Marine, Certificazione, Infrastrutture e Trasporti e Industry.

Con ricavi netti nel 2019 pari a 476 milioni di euro, oltre 3.900 risorse e 200 uffici in 70 paesi nel mondo, RINA partecipa alle principali organizzazioni internazionali, contribuendo da sempre allo sviluppo di nuovi standard normativi.

The Italian Sea Group svela in anteprima mondiale il M/Y Tecnomar for Lamborghini 63

Imbarcazione all’avanguardia nata dall’incontro tra l’eccellenza del mondo della nautica e delle super sports car

Marina di Carrara- The Italian Sea Group ha presentato oggi in anteprima mondiale in streaming Tecnomar for Lamborghini 63, il nuovo motor yacht della flotta Tecnomar, un’imbarcazione all’avanguardia nata dall’incontro tra l’eccellenza del mondo della nautica e quello delle super sports cars.

Performance, piacere di guida, qualità e cura dei dettagli, emozioni: sono queste le esperienze che offrirà Tecnomar for Lamborghini 63, grazie a soluzioni ingegneristiche innovative e a un design unico e distintivo unito alla tradizione e allo stile italiano.

Il progetto del Tecnomar for Lamborghini 63, iniziato con sessioni congiunte di analisi del design, è sviluppato da Tecnomar con il contributo del Centro Stile Lamborghini ed è ispirato alla Lamborghini Siàn FKP 37, la supersportiva ibrida che anticipa il futuro, dal design inconfondibile, completamente custom nei colori e nei dettagli. La sfida di interpretare i tratti comuni del DNA di entrambi i marchi ha ispirato tutte le fasi del progetto, dalla creazione delle linee del design alla definizione delle caratteristiche tecniche in grado di assicurare prestazioni superlative, senza trascurare la qualità dei materiali, accuratamente lavorati con attenzione al singolo dettaglio.

Tecnomar for Lamborghini 63 non è semplicemente un esercizio di stile e design, ma rappresenta l’avanguardia delle luxury speed boat. Ispirati dalle performance delle super sports car Lamborghini, due sono gli elementi innovativi alla base del suo concept progettuale: la velocità e la leggerezza dinamica.

Grazie alla presenza di due motori MAN V12-2000HP il motor yacht potrà raggiungere i 60 nodi di velocità e sarà l’imbarcazione più veloce della flotta Tecnomar di The Italian Sea Group, in grado di soddisfare le esigenze dei collezionisti e di chi ama vivere il mare. L’utilizzo di fibra di carbonio, elemento tipico delle vetture Lamborghini, garantisce la classificazione nel range delle imbarcazioni ultraleggere con un peso massimo di 24 tonnellate per 63 piedi di lunghezza.

“A maggio abbiamo annunciato di aver siglato l’accordo con Automobili Lamborghini – commenta Giovanni Costantino, CEO di The Italian Sea Group – e oggi presentiamo Tecnomar for Lamborghini 63, un motor yacht che sono certo diventerà un’icona futuristica come la vettura a cui si ispira. Selezionati armatori in tutto il mondo possiederanno non solo il motor yacht Tecnomar più veloce della flotta, ma un Tecnomar for Lamborghini 63 unico. Sono orgoglioso di aver scelto di realizzare con Automobili Lamborghini questo progetto innovativo e sfidante che coniuga tecnologia, eccellenza nel design, qualità e performance e che ci darà grandi soddisfazioni”.

Katia Bassi, Marketing and Communication Chief Executive Officer di Automobili Lamborghini ha dichiarato: “Questo yacht rappresenta al meglio ciò che per noi significa dare vita ad una partnership di qualità: l’essenza di ogni nostra collaborazione consiste nel trasferire il nostro stile e la nostra esperienza in mondi che pur nella loro diversità abbiano con il nostro tratti in comune, affinché possano essere interpretati per aggiungere valore. Se avessi dovuto immaginare una Lamborghini sull’acqua, questo sarebbe stata la mia visione. Sono quindi contenta di celebrare oggi questo successo”.

Il design degli esterni del motor yacht è caratterizzato da una silhouette supersportiva, cutting-edge e fuori da qualsiasi schema tipicamente nautico. Scafo e sovrastruttura nascono da una carena estremamente performante progettata dal team di ingegneri navali specializzati nello studio dell’idrodinamica e rilanciano in chiave contemporanea le storiche linee create da Marcello Gandini per le iconiche vetture Lamborghini Miura e Countach degli anni ‘60 e ‘70. L’hard top si ispira ai modelli roadster di Lamborghini, garantisce prestazioni aerodinamiche sorprendenti e nello stesso tempo protezione dal sole e dal vento.

Le luci di prua sono un omaggio alla concept car Terzo Millennio e alla Lamborghini Sián FKP 37, entrambe caratterizzate da proiettori anteriori nel cui design si ritrova la firma distintiva degli stilemi Lamborghini.

Gli interni del Tecnomar for Lamborghini 63 sono il risultato di una progettazione high-tech basata sull’uso di materiali altamente performanti, in termini di peso e funzionalità, perfettamente coniugati con la migliore tradizione artigianale del made in Italy.  Sono infatti presenti elementi iconici di Lamborghini, quali gli esagoni, le linee pulite, le Y. I colori e i materiali sono, infine, personalizzabili al 100% tramite il programma Ad Personam.

Le scelte di customizzazione sono molteplici: dal colore degli esterni che riprende le verniciature Lamborghini e specifiche livree, agli interni, disponibili in due versioni con un’ampia possibilità di combinazioni di materiali.

La plancia di comando interpreta in chiave nautica il cockpit automobilistico, in cui tutti i sistemi di navigazione e monitoraggio sono completamente integrati.

Come nelle super sportive Lamborghini, si trovano inoltre i dettagli in fibra di carbonio, l’utilizzo del Carbon Skin, i sedili supersportivi e il timone/volante. Infine l’inconfondibile bottone “start&stop” (presente sullo yacht in due unità, una per motore) è proprio lo stesso che avvia il motore delle super sportive Lamborghini.

Il primo esemplare di Tecnomar for Lamborghini 63 sarà pronto per l’inizio del 2021.

Diadema: Costa Crociere ringrazia Piombino

«Desidero esprimere il mio personale ringraziamento, che si unisce a quello dei miei collaboratori e dell’equipaggio di Costa Diadema, per averci supportato concretamente nella complessa e delicata operazione di ospitalità della nostra nave nel Porto di Piombino».

Inizia così la lettera che Il direttore generale di Costa Crociere, Neil Palomba, ha voluto indirizzare all’Autorità di Sistema Portuale, alla Città, alla Prefettura, alla Regione Toscana, alle strutture sanitarie e a tutti coloro «che si sono resi protagonisti, ogni giorno, ognuno con un personale e prezioso contributo, rendendo così una collaborazione di lavoro una straordinaria esperienza di vita e di solidarietà umana che non dimenticheremo».

Neil Palomba sottolinea come la collaborazione si sia rivelata sin dall’inizio fattiva ed efficace, tanto da permettere il raggiungimento dell’obiettivo prefissato: «portare l’equipaggio a buone condizioni di salute in modo da permettere i necessari sbarchi e rimpatri e consentire alla nave di essere pronta per una nuova operatività».

Palomba conclude affermando che «senza il vostro impegno, dedizione , grande senso di responsabilità, non sarebbe stato possibile raggiungere questo importante risultato».

Immediata soddisfazione è stata espressa dal presidente Corsini: «quello di Neil Palomba è un riconoscimento importante alla qualità del lavoro di coordinamento e operativo fatto a Piombino, un porto finalmente in rapida crescita che si è così dimostrato capace di accogliere fin d’ora traffici che abbisognano di servizi con standard elevati di qualità».

RELAZIONE DEL PRESIDENTE SVOLTA IN OCCASIONE DELLA 73a ASSEMBLEA GENERALE DELLA FEDEPILOTI

RUOLI & PRINCIPI NEL PILOTAGGIO ITALIANO Bound by our efficiency

(ROMA, 23 giugno 2020)

Signora Ministra Onorevole Paola De Micheli,  Comandante Generale Ammiraglio Ispettore Capo Giovanni Pettorino, Direttore Generale Dt Mauro Coletta, porgo un deferente saluto ai massimi vertici Istituzionali, Regolatori amministrativo, tecnico, ed operativo del Pilotaggio Italiano, così come saluto i rappresentanti delle associazioni di categoria intervenuti, la dirigenza delle nostre organizzazioni internazionali EMPA ed IMPA e tutti i Piloti d’Italia.

Oggi è un giorno molto importante nella mia vita. Mi appresto a chiudere un mandato, particolarmente intenso nella lunga storia della nostra organizzazione. Sono stati due anni di duro lavoro. Caratterizzati da divisioni, tanto all’interno della categoria, quanto nel cluster marittimo di riferimento.  Non ho dato la mia disponibilità a continuare perché il ruolo, come intendo debba essere ricoperto, non è sostenibile con i ritmi già di per sé gravi del mio servizio di pilota effettivo nella piccola corporazione di Olbia che, soprattutto nel periodo estivo, è sottoposta a dei turni pressanti che richiedono piena presenza e disponibilità verso la corporazione ed i colleghi. Colleghi che ringrazio, così come ringrazio mia moglie LoriAnne ed i miei tre figli, per l’enorme supporto che hanno dato ai piloti di tutta Italia, ancor prima che al sottoscritto, permettendomi oggi, di poter dire di avere dato tutto ciò che avevo: onestamente, umanamente, fisicamente, intellettualmente.

Abbiamo lavorato, fin dal primo momento, ricercando continua condivisione interna alla categoria, all’Amministrazione, e con tutte le associazioni.  Un lavoro davvero difficile, a volte messo in discussione in modo pretestuoso, da chi avrebbe dovuto avere i tuoi stessi interessi.

Nonostante tutto ciò, devo ringraziare tutti, indistintamente, perché il contesto descritto ha reso possibile spingermi a trovare idee ed energie, là dove sembrava non ve ne fossero più. Ma soprattutto ha rafforzato una squadra costruita su sani principi, dignità, rispetto e correttezza. Questo è il frutto del nostro lavoro. Questa è l’eredità che consegniamo alla Federazione, ai Piloti Italiani, all’Amministrazione marittima.

Segno evidentemente di un destino beffardo, anche la chiusura di questa forte esperienza di vita, arriva in un contesto più unico che raro. L’impossibilità di vederci fisicamente, salutarci e poterci parlare direttamente, con un ulteriore motivo di divisione creato da uno schermo.

Il COVID-19 ha modificato tutto nella nostra vita, con una rapidità mai pensata prima. L’emergenza planetaria dichiarata ha forzatamente obbligato tutti a ripensare ogni singolo aspetto di un’esistenza che andava avanti con il suo ritmo cadenzato, incurante quasi del tempo che passava.  I Piloti dei porti, su cui grava l’onere di garantire il sicuro accesso ai porti per il mantenimento del regolare flusso delle merci e delle persone, hanno dato prova ancora di più del loro senso di appartenenza nell’assolvere con grande impegno e consapevolezza delle evidenti difficoltà, la missione assegnata dal quadro giuridico di riferimento. – Anche in questo frangente abbiamo potuto contare, – come sempre, – sul fondamentale supporto del Comando Generale delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera, che fin da subito si è attivato per far si che il pilotaggio in Italia non si fermasse, ma soprattutto che la salute dei piloti e delle nostre famiglie, fosse tutelata al meglio.

E’ stato accettato che dividessimo la turnistica in squadre fisse – “rallentiamo oggi, per non fermarci domani” (anche in funzione del crollo dei traffici), ciò ha fatto sì che nessuno di noi fosse contagiato, così pure i nostri familiari. Non del tutto scontato, considerando che siamo ì soggetti che per primi salgono a bordo delle navi provenienti da tutto il mondo, e per natura interagiamo con realtà diverse: sociali, culturali ed anche sanitarie, in ogni momento del giorno e della notte.

Oggi, non siamo qui per fare l’elenco delle cose fatte, sarebbe lungo e noioso, quello che ci interessa è ciò che resta da fare, che non può prescindere dalla volontà di risolvere due punti fondamentali per il prosieguo dell’attività dei piloti del porto: l’ormai cronica carenza organica e la PARZIALE disapplicazione dei criteri e meccanismi nell’ambito dell’ultima istruttoria tariffaria.

Mancano all’appello circa quaranta piloti allo stato attuale, che supereranno la cinquantina nei prossimi due/tre anni. Parliamo di quasi il 15% dell’intera forza lavoro.  E’ vero! I concorsi sono partiti, ma 18-24 mesi per avere un pilota effettivo sono tempi troppo lunghi che male si sposano con le necessità di un armamento che modifica i propri programmi tutti i giorni, nella giusta ricerca della costante competitività, in un mercato, quello marittimo, che non perdona chi non sa essere flessibile.

Per questo ci vogliono procedure snelle, univocità dei termini concorsuali, certezza dei tempi.  Il blocco dovuto al ricorso al tribunale amministrativo sui limiti d’età, seguito dall’interpretazione eccessivamente rigorosa della sentenza da parte della DG competente, sono stati un duro colpo all’intero sistema che sta provando a ripartire, ma con procedure diverse tra i pochi porti che sono riusciti ad emettere i bandi. Questo potrebbe esporre a ricorsi con conseguente nuovo rallentamento o blocco delle assunzioni. Non possiamo permettercelo. Gli organici delle corporazioni sono in affanno: è urgente intervenire, anche per evidenti responsabilità che ne potrebbero conseguire.  Una seria riflessione circa la possibilità di avere un maggiore coinvolgimento dell’Amministrazione centrale in una prima fase propedeutica al concorso locale, sarebbe auspicabile. Per gli appassionati di numeri e statistiche, informiamo che negli ultimi dieci anni su settanta piloti messi a riposo, venticinque, ovvero il 35%, risulta cancellato per inidoneità fisica (quasi sempre dovuto al “consumo fisico”). Un dato che DEVE imporre una riflessione.

Un ringraziamento a nome di tutti i Piloti Italiani va ai Piloti in pensione (Soci Onorari della Federazione). Il vostro supporto è stato fondamentale in momenti di emergenza (ricordiamo la tragedia di Genova), oltre la normale operatività di tutti i giorni in diversi scali nazionali che beneficiano stagionalmente del vostro “richiamo in servizio” – non ultima l’ottima risposta allo “stand by” operativo per l’emergenza Covid-19.

Certo però che tutto ciò non può diventare la normalità!

Difficoltà di dialogo per interessi contrapposti, hanno creato frizioni ed incomprensioni, con la conseguenza di uno stallo su questioni importanti ed altrettanto fondamentali, quale è l’adeguamento biennale delle tariffe di pilotaggio. Un passaggio essenziale per il mantenimento dell’equilibrio economico e finanziario del sistema di pilotaggio italiano che, come ampiamente molto ben noto a tutti, è sostenuto esclusivamente dagli introiti derivanti dal servizio reso alle navi che arrivano nei porti. Non è previsto alcun intervento delle finanze pubbliche in condizioni normali, pertanto chi usufruisce del servizio di pilotaggio, a garanzia dei propri traffici e dell’incolumità dei beni infrastrutturali del porto oltre che dell’ambiente marino e della security, lo dico senza giri di parole, DEVE pagare il dovuto in un paese, l’Italia, dove le tariffe di pilotaggio sono assolutamente in linea con il resto d’Europa e del mondo, se non inferiori. E a fronte di una qualità del servizio offerto di molto superiore alla media e con una produttività altissima – anche a causa proprio della carenza organica.

A dirlo sappiamo oggi bene tutti, non è la Fedepiloti, ma uno studio di alto valore tecnico esperienziale, prodotto su nostra richiesta, dal Centro Italiano di Eccellenza sulla Logistica i Trasporti e le Infrastrutture dell’Università di Genova.

Un lavoro di ricerca ed analisi, quello del CIELI, durato quasi un intero anno, di cui il Regolatore era stato informato. Un percorso trasparente e leale, dove il MIT ha avuto l’opportunità di indicare settori di approfondimento, puntualmente accolti. Sempre quindi in quell’ottica di collaborazione e dialogo che DEVE essere propria dei piloti verso l’Amministrazione che è unica titolare indiscussa del servizio di pilotaggio e per la quale la Federazione da 73 anni funge da organo tecnico di consulenza, confermando come noi piloti ci poniamo sempre in un’ottica pubblica e non, nella maniera più assoluta, di azienda privata. Un concetto distante da noi, perché dobbiamo restare fuori da qualsiasi logica di mercato che potrebbe compromettere seriamente l’efficienza, la trasparenza e l’efficacia del nostro servizio.

Attraverso il pilotaggio si gestisce il traffico marittimo di un paese:  siamo il crocevia dove i veri rischi di distorsione del mercato si incontrano.

Ne abbiamo avuto esempio in Grecia nel porto di Salonicco l’anno scorso, dopo il disastroso piano di privatizzazioni, ce lo conferma il Parlamento russo (la Duma) con il progetto di legge per tornare ad un sistema pubblico di pilotaggio dopo avere accertato che il paese ha subito danni dalla privatizzazione del servizio.

Il mondo sta cambiando. Ragionare per vecchi schemi, – ideologie, – falsi dogmi non funziona. Basta! E’ il momento di tirare una linea e di lavorare per una Italia che ha fortemente bisogno di ognuno di noi. La popolazione ha bisogno di punti di riferimento che devono avere fondamenta solide, fatte da unità d’intenti per il bene comune, che poi diventa per forza di cose anche il bene del singolo. Questo vale in famiglia, questo vale per una grande azienda.

Nel terzo millennio anche il mondo degli affari deve imparare a diventare sostenibile. Umanamente sostenibile (citando Inga Beale – prima donna CEO del mondo assicurativo). Capiamo che sono concetti lontani dal business immediato, concetti però che condividiamo, espressi mesi fa anche in una lettera inviata alla Federazione del Mare, per esempio. Noi qui, in questa sede, possiamo limitarci a parlare di pilotaggio. Un asset strategico per il Paese, che ha bisogno di un’Amministrazione forte che DEVE essere sostenuta da un Cluster marittimo unito che vada in una direzione comune.

Il pilotaggio DEVE restare saldamente nelle mani pubbliche per potere continuare ad essere nella piena gratuita disponibilità del Comandante del porto, per il quale è uno strumento di essenziale supporto per le funzioni a lui assegnate di sicurezza della navigazione e del porto.

L’importanza della gestione del servizio di pilotaggio non può essere lasciata in balia di piccoli interessi personali di chicchessia, interni o esterni alla categoria. La Federazione dei Piloti dei Porti, lo sosteniamo da sempre, non è una semplice associazione di categoria, ma molto di più, svolge funzioni istituzionali e crediamo sia giunto il momento che queste funzioni vengano riconosciute e salvaguardate. Non per il bene del presidente o del direttore di turno, ma del sistema nel suo insieme che è, e rimane un unicum tecnico-giuridico da rafforzare ed esportare. Lo dico con la serenità nell’animo e la certezza di non potere essere smentito.

Il Codice della Navigazione va aggiornato, recependo le varie norme che sono nel tempo intervenute, in un percorso certamente condiviso e molto attento a non danneggiare la bontà dell’impianto nel suo insieme.

Le piccole realtà di pilotaggio possono risultare, a volte, antieconomiche. Oggi anche questo è certificato, così come il fatto che le navi siano ben oltre le 60.000 tonnellate di stazza. Prendiamone atto, facciamocene tutti una ragione ed adoperiamoci per risolvere il problema. Diversamente sarà sempre motivo di scontro, perchè le variazioni percentuali in quelle realtà saranno sempre molto alte (o molto basse).

Ai Piloti presenti qui oggi, voglio dire qui pubblicamente in attesa dei lavori di questo pomeriggio, dove saremo chiamati a scegliere il nuovo organo direttivo, che dovrà collaborare con il Direttore Scarpati per il prossimo biennio, che la Federazione lavora da 73 anni per la vostra serenità, ma che ha altrettanto bisogno di serenità attraverso la vostra fiducia. Una fiducia che è il volano per mantenere quella continuità nell’attività federativa, che non è mai venuta meno, permettendoci di concludere questo ciclo, nella piena consapevolezza di avere portato a termine il lavoro di chi ci ha preceduto, possibilmente rilanciando nuovi progetti.

Oggi riteniamo di poter dire che termina quella “accostata” di 180° cominciata diversi anni fa, a cui più volte si è fatto riferimento durante questo mandato e siamo pronti, adesso, a mantenere saldamente la nave in rotta.   Auspichiamo una “Assemblea Costituente di TUTTI i piloti italiani” all’interno di un Congresso nazionale del pilotaggio, magari già per la prossima primavera, dove sviluppare un progetto condiviso, con l’alto patrocinio del Ministro, teso a valorizzare ancora di più un servizio dello Stato, per lo Stato. Riconoscendo il ruolo istituzionale che riveste la categoria dei Piloti dei Porti.

Rimandando ai saluti finali a dopo l’intervento di chiusura dell’Ammiraglio Ispettore Capo – Comandante Generale, chiudo con un sincero augurio a chi verrà dopo di me, a tutto il nuovo Consiglio Direttivo e ringraziando fin da ora per gli interventi che seguiranno, perché saranno certamente fonte di spunto per una giornata di lavori molto importante. Grazie.

W i Piloti Italiani – W L’ITALIA!!!

APPENDICE ECONOMICA ALLA RELAZIONE DEL PRESIDENTE SVOLTA IN OCCASIONE DELLA 73a ASSEMBLEA GENERALE DELLA FEDERAZIONE ITALIANA DEI PILOTI DEI PORTI

Tavolo istruttorio per la revisione dei criteri e meccanismi di cui all’art. 14 della L. 84/94. Proposte Fedepiloti.

Già nel testo della scorsa Relazione per l’esercizio 2019 fu ribadito che nel corso del 2012, alla presenza di tutti i soggetti istituzionali previsti dalla legge, furono modificati i criteri e meccanismi alla base della formazione della tariffa di pilotaggio, necessaria e indispensabile a coprire il costo globale del servizio stabilito dall’Autorità Marittima e reso dai piloti in  ragione delle disposizioni da essa impartite in ordine a quanto disposto dal Codice della Navigazione, dal relativo Regolamento di attuazione e dalla L. 84/94. Successivamente alle consuete procedure adottate per il previsto rinnovo tariffario 2019/2020, e come noto a tutti, è in corso ormai da tempo un nuovo tavolo istruttorio istituito presso il MIT ed al quale partecipano tutti i soggetti così come indicati dall’art. 14 della L. 84/94.

Nel corso delle riunioni si sono poste le attenzioni dovute alla redazione e formulazione dei rendiconti annuali per i quali il MIT darà indicazioni precise sulle eventuali modifiche operative e contabili da apportare in sede di compilazione degli stessi. Sono stati inoltre esaminati i turni e le organizzazioni del servizio di tutte quelle Corporazioni nei riguardi delle quali si è ritenuto necessario intervenire esaminando la struttura operativa, anche alla luce dei risultati scaturiti nel corso del rinnovo tariffario previsto per gli anni 2019-2020.

Procedimento che ha portato, presenti i rappresentanti delle Capitanerie di porto convocate, alla modifica di molti turni adeguando il servizio alle nuove esigenze operative dei porti. La Fedepiloti si è sempre fatta parte attiva mettendo a disposizione del tavolo di lavoro tutti i dati e le simulazioni matematiche richieste e necessarie all’esame delle problematiche trattate. Nel corso dei lavori però, che hanno analizzato tutti gli aspetti e gli elementi del processo di formazione della tariffa, la Direzione Generale del MIT, stante lo stallo prodottosi nel corso dei citati lavori, ha espresso la propria intenzione di incaricare esperti indipendenti per procedere negli approfondimenti relativi al regime tariffario del servizio di pilotaggio marittimo, e la definizione di linee guida per l’individuazione dei costi del servizio, che garantiscano la proporzionalità e trasparenza delle variazioni tariffarie riconosciute.

La stessa Fedepiloti ha voluto in ogni caso portare un ulteriore contributo al tavolo incaricando, nell’ambito dell’Università di Genova, Dipartimento di Economia, il C.I.E.L.I. – Centro Italiano di Eccellenza sulla Logistica, i Trasporti e le Infrastrutture – per uno studio e la verifica della “Efficienza e Coerenza con le bestpractice dell’attuale sistema di tariffazione del servizio di pilotaggio nei porti Italiani e coerenza con i principi espressi nel Regolamento UE 2017/352”, studio, portato a conoscenza della Direzione Generale con PEC prot. n° 140 del 27/11/2019,  che ha analizzato il servizio di pilotaggio in Italia e nei Paesi esteri.

Che ha effettuato tutta una serie di analisi statistiche economiche a livello italiano ed europeo. Ha inoltre approfonditamente analizzato la formula di adeguamento tariffario nelle sue componenti economiche strutturali evidenziando in sintesi quanto appresso specificato. La spesa ammessa appare coerente con il principio di obiettività della tariffa e della stessa proporzionalità e non discriminazione. Tanto più nella situazione di compiuta regolazione del sistema tariffario, nel quale le singole voci componenti la spesa ammessa vengono valutate e validate a livello ministeriale / Autorità Marittima nell’ambito di un’istruttoria aperta.

Per quanto riguarda la voce Mezzi Nautici, in essa rientra il “godimento mezzi nautici” individuato nella misura del 5% del valore del fatturato al netto degli oneri sociali, da intendersi quale compenso per il noleggio delle cosiddette pilotine che sono di proprietà dei singoli piloti come previsto peraltro dal C.d.N. Sul punto, seppure definito in modo congruo, lo Studio evidenzia la possibilità di rendere maggiormente proporzionale al valore reale dell’imbarcazione, immaginando una remunerazione che si riduca proporzionalmente qualora non vi fossero delle già intervenute spese straordinarie per la manutenzione delle imbarcazioni e degli investimenti operati al riguardo sino al loro eventuale rimpiazzo. Altro elemento sul quale si è concentrato lo studio è la quota base (Qb) e in particolare i coefficienti diversificatori K noti a tutti e che permettono di passare da un valore unico, uguale per tutte le Corporazioni, ad un valore che rispecchia la reale situazione operativa di ogni singola Corporazione.

Purtuttavia, nello studio si enfatizza che il coefficiente K3 relativo al tonnellaggio delle navi servite dovrebbe essere maggiormente articolato in modo da rispecchiare più fedelmente l’evoluzione della flotta che scala i porti nazionali. Allo stato attuale infatti il gigantismo delle navi che oggi scalano i porti nazionali ha portato i vettori a dimensioni che raggiungono i 400 metri di lunghezza e superano i 60 metri in larghezza, con evidenti implicazioni sulla navigazione all’interno degli specchi acquei portuali. Lo Studio quindi propone, quale possibile adeguamento del criterio ai principi di non discriminazione e proporzionalità, una rimodulazione del coefficiente K3 articolandolo su un maggior numero di scaglioni, passando ad esempio da 3 a 7 rendendo la tariffa maggiormente trasparente e proporzionale al costo del servizio.

Tra l’altro, sotto il profilo della non discriminazione, l’attuale numero di scaglioni, commisurato, nel massimo, a navi obiettivamente non più rientranti nella categoria delle “grandi navi” che scalano i nostri porti, penalizzano gli utenti che, in quei porti, scalano con navi di stazza inferiore. E penalizzano anche i piloti che non risultano remunerati adeguatamente rispetto alla complessità aggiuntiva della manovra da essi svolta sulle navi di dimensioni più grandi. In sintesi, lo Studio evidenzia come, nel suo complesso, la formula tariffaria appare tuttora adeguata e conforme alle caratteristiche imposte dal Reg. 2017/352, in quanto determina in modo trasparente, obiettivo e non discriminatorio una tariffa che remunera la prestazione del servizio di pilotaggio garantendo anche l’accesso sicuro al, e l’apertura del, porto secondo criteri di sicurezza dello stesso e della navigazione in generale.

Ciò premesso, al fine di migliorarne la proporzionalità al costo lo studio suggerisce l’ opportunità di alcune modifiche, come esplicitate nel corpo dello studio: -  L’adeguamento del K3, in  funzione della dimensione delle navi servite; -  Al 5% andrebbe posta una riduzione proporzionale in base alla vetustà delle “pilotine”, operazione volta a stimolare investimenti nella flotta, tenendo conto di quanto si dovrà spendere per manutenzione effettiva (ordinaria e straordinaria) e per investimenti al riguardo già effettuati ed ancora da effettuare; – Considerare il possibile accorpamento di alcune piccole Corporazioni, così da efficientare la gestione delle stesse, ferme tuttavia le conseguenze di ordine generale.

Questa Federazione esprime inoltre il proprio favorevole parere ad un approfondito esame della disponibilità dei piloti in servizio espressa dal coefficiente diversificatore K1 inteso ad una maggiore specifica del significato di presenza parziale e totale in stazione.  Inoltre anche i piloti Italiani, come tutti gli altri soggetti che producono nel nostro Paese, stanno subendo gli effetti delle misure urgenti emanate per il contenimento e la gestione dell’emergenza pandemica dovuta al COVID-19.

Misure che, limitando fortemente la mobilità delle persone, hanno avuto conseguenti pesanti ricadute sui traffici in generale e su quelli marittimi in particolare. Si pensi al blocco totale delle navi da crociera, oppure al pressoché azzeramento del traffico passeggeri da e per le isole. La perdita di fatturato delle Corporazioni, conseguente al tracollo del traffico navale, è stimata per il 2020 in circa 31.500.000 €, che sul totale di circa 110.000.000 di € annui, in termini percentuali rappresenta una perdita del 28%. La crisi di liquidità che ha colpito gli armatori, vittime anch’essi degli effetti di tale situazione, sta ritardando in alcuni casi, i pagamenti delle fatture emesse a seguito delle prestazioni rese.

La macchina operativa del servizio di pilotaggio, che svolge la sua funzione 24h su 24 tutti i giorni dell’anno e in qualsiasi condizione meteorologica, con uomini e mezzi che non di rado intervengono in casi di grave emergenza (incendi a bordo, incagli, condimeteo estreme), è messa a dura prova a causa del mancato pagamento delle prestazioni rese e dalla consistente perdita del fatturato. Se a quanto detto, aggiungiamo che in alcune realtà certi armatori mantengono deliberatamente posizioni debitorie risalenti al periodo pre-crisi, capiamo bene che si pongono non pochi problemi per il mantenimento del servizio, obbligatorio per legge, così come reso fino ad oggi e che quindi non può, per sua stessa natura, essere reso diversamente.

IL NAUTILUS Anno 15 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato al sistema per ormeggio "briccole", e un focus sullo sviluppo metropolitano della città di Bari e delle sue infrastrutture portuali. Il Parlamento Europeo approva "L'European Green Deal" e poi un approfondimento sul lavoro nei porti ed uno sul valore delle merci.
poseidone danese

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