GNV: ENTRA IN FLOTTA LA NAVE GNV SEALAND

La Compagnia amplia la propria capacità con oltre 2200 metri lineari e più di 530 passeggeri

Genova – GNV annuncia il potenziamento della propria offerta commerciale con l’arrivo in flotta della M/n GNV Sealand; l’unità è stata costruita nel 2009 presso i Cantieri Visentini, ha una capacità di 2.255 metri lineari e di 195 auto, e può accogliere a bordo fino a 880 persone: nell’immediato la nuova nave andrà a supportare le linee della Compagnia, durante i lavori di installazione e attivazione dell’impianto di depurazione dei gas di scarico (c.d. scrubber) delle altre unità della flotta.

Nei mesi successivi, l’ingresso in flotta della M/n GNV Sealand rafforzerà l’offerta e sosterrà l’ulteriore ampliamento dei collegamenti, già avviato nell’ultimo trimestre del 2020, con il consolidamento dei servizi di GNV e l’inserimento in flotta delle due navi Forza e Tenacia, a supporto delle linee da e per la Sicilia.

L’arrivo della M/n GNV Sealand di fatto raddoppia l’aumento di capacità già pianificato dalla Compagnia con l’ingresso in flotta – nella primavera del 2021 – di una unità di nuova costruzione, attualmente in fase di realizzazione presso i Cantieri Visentini, che con 2.564 metri lineari garantirà un aumento della capacità di stiva impiegata nell’ambito della rete Autostrade del Mare – infrastruttura strategica per il Paese – e consentirà, in alternativa alla movimentazione dei mezzi pesanti sulla stessa tratta stradale, l’abbattimento delle emissioni in atmosfera e dei relativi costi per la collettività.

La Compagnia continua gli investimenti in termini di miglioramento del servizio e incremento della capacità, con un’ulteriore ottimizzazione del network di rotte: recentemente, infatti, la Compagnia ha annunciato che a partire da giugno 2021 sarà operativa la nuova linea stagionale con la Sardegna tra Civitavecchia e Olbia – con 5 partenze a settimana da entrambi i porti – oltre alle storiche linee estive Genova-Porto Torres e Genova-Olbia.

Fondata nel 1992, e oggi parte del Gruppo MSC, GNV è una delle principali compagnie di navigazione italiane operanti nel settore del cabotaggio e del trasporto passeggeri nel Mar Mediterraneo: con una flotta di 17 navi, la Compagnia opera 11 linee internazionali e 8 nazionali, da e per Sardegna, Sicilia, Spagna, Francia, Albania, Tunisia e Marocco.

BIMCO dispone una guida sull’efficienza di una nave

Copenaghen. Lo scorso mese di dicembre, l’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) ha approvato nuovi emendamenti all’allegato V I della MARPOL per introdurre requisiti per l’efficienza operativa delle navi: ci riferiamo ai cd CII o Indicatori di Intensità di Carbonio. Di seguito, è considerato l’impatto generato dai nuovi emendamenti sull’efficienza operativa delle navi sull’intero settore dello shipping.

Il settore dei trasporti marittimi, in quest’ultimo periodo, sta subendo misure normative continue, a livello internazionale o nazionale più di ogni altro settore industriale. Di fronte a un regime di conformità completamente nuovo, in cui anche l’impatto del maltempo può far sì che una nave diventi fuori norma con indicatore d’intensità di carbonio, oltre i limiti consentiti; a peggiorare le cose, il funzionamento e l’operatività delle navi coinvolgono non solo le società armatoriali, ma anche gli Stati di bandiera issata dalle loro navi.

Il trasporto marittimo internazionale è un’impresa commerciale che relaziona almeno un’entità nella giurisdizione del paese esportatore, un’entità sotto la giurisdizione del paese importatore e una nave, sotto la giurisdizione della sua bandiera, spesso non coincidente né con il paese esportatore né con quello importatore. Pertanto, il trasporto di merci in mare è soggetto a numerose convenzioni internazionali che regolano le pratiche commerciali e non ultime le responsabilità delle parti coinvolte, attuate in tempi leggermente diversi in ogni paese del mondo.  Le prestazioni operative di una nave possono essere misurate in molti modi.

Ogni sistema di misura presenta il proprio insieme di variabili che influenzano il risultato. Variabili che diventano importanti per valutare un risultato o influenzarlo. Ad esempio, utilizzando il sistema, tanto discusso lo scorso anno, l’Annual Efficiency Ratio (AER) in cui si misurano le emissioni per tonnellata lorda/miglio, sono prese in considerazione solo due variabili: le emissioni e la distanza percorsa. Il prolungamento della distanza su viaggi in cui l’AER è buono, influenzerà quindi positivamente la media annuale dell’operatività di una nave.

Mentre occorre tener presente che le emissioni sono il risultato di due sottovariabili: la velocità e l’immersione della nave in acqua dislocata. Ridurre la velocità è una buona scelta e la navigazione con carichi poco pesanti porta sicuramente un miglioramento dei risultati da valutare. Tuttavia, poiché il regolamento richiederà miglioramenti annuali per mantenere la conformità, il funzionamento della nave dovrà essere modificato per garantire detto status e non può essere in maniera aleatoria. E ancora, in molti casi, alterare il funzionamento di una nave non è una prerogativa della nave stessa a cui si applicano questi nuovi regolamenti.

La maggior parte delle navi è noleggiata a operatori commerciali che trasportano merci, spesso di proprietà di terzi, secondo determinati obblighi in conformità con le Convenzioni internazionali, come le regole dell’Aja, dell’Aja-Visby odi Amburgo. Documenti commerciali che trattano diverse variabili nei confronti della nave, come la consegna del carico senza indugio nel porto concordato. L’insieme delle regole che trattano l’utilizzo commerciale delle navi si basa su usi e usanze ereditati nei secoli e di comprovata giurisprudenza, e su atti e convenzioni sul trasporto merci.  Sebbene l’IMO abbia tradizionalmente prestato poca attenzione alle realtà del diritto commerciale del settore marittimo, la regolamentazione dell’efficienza operativa delle navi potrebbe dover  ribaltare questa situazione. Le disposizioni nei charter party possono essere modificate dalle controparti commerciali e BIMCO svolge tradizionalmente un ruolo chiave nel facilitare lo sviluppo di clausole e contratti standard.

Per rendere attuabile la nuova bozza di regolamenti IMO sull’efficienza operativa, BIMCO si sta attualmente impegnando ad analizzare quali modifiche da apportare,  necessarie alle clausole per i noleggi a tempo e a viaggio. Va ricordato che spesso i charter party richiedono che una nave proceda con il dovuto itinerario e anche in alcuni casi con la massima velocità. È evidente che i noleggiatori devono svolgere un ruolo per facilitare che le navi possano conformarsi al nuovo regime della MARPOL.  BIMCO, sicuramente, non può cambiare il contenuto delle Convenzioni internazionali; in questo caso, i vari emendamenti possono presentare obblighi che sono contrastanti e in alcuni casi possono persino impedire la conformità.

 

Abele Carruezzo

CLIA: PROTOCOLLI SICUREZZA EFFICACI, RIPARTENZA APPENA POSSIBILE

LE NAVI E I PASSEGGERI BENEFICIANO DI UN PROTOCOLLO SANITARIO SICURO E RIGOROSO, UNICO AL MONDO, CHE SIN DALLA RIPARTENZA DI AGOSTO HA DIMOSTRATO DI FUNZIONARE, TRASPORTANDO IN SICUREZZA OLTRE 60.000 TURISTI

Roma- A valle dell’ultimo Decreto Legge emanato dal Governo, CLIA (Cruise Lines International Association) prende atto dell’estensione delle restrizioni in essere oltre la data inizialmente prevista del 6 gennaio. In vista della ripresa delle operazioni, CLIA tiene tuttavia a sottolineare che il settore crocieristico costituisce un unicum grazie al rigoroso protocollo sanitario in uso. Adottato fin da agosto, il protocollo ha dimostrato di funzionare in maniera adeguata, riuscendo a far viaggiare fino ad oggi in modo responsabile e sicuro oltre 60.000 crocieristi, inserendoli di fatto all’interno di una bolla di protezione anche a salvaguardia delle comunità locali e senza rappresentare alcun peso – né economico né organizzativo – per le strutture sanitarie a terra.

Sono oggi le stesse comunità, territori e porti che hanno potuto beneficiare del turismo crocieristico fino alla pausa natalizia ad auspicare che si rimetta in moto il prima possibile il volano virtuoso di un settore che, solo in Italia, genera ogni anno un fatturato di 14 miliardi di euro, assicurando circa 120 mila posti di lavoro (tra diretti e indiretti) e stipendi per 3,9 miliardi di euro. Gli stessi auspici sono condivisi dagli equipaggi delle navi, tra cui molte migliaia di marittimi italiani, tornati a bordo tra Natale e Capodanno per osservare il periodo di quarantena necessario a riprendere a navigare, come originariamente previsto subito dopo l’Epifania, insieme alle compagnie di crociera che hanno sostenuto investimenti notevoli per armare le navi e tenerle pronte alla ripartenza.

Anche il protocollo adottato in Italia dalle navi da crociera ha richiesto ingenti investimenti da parte delle compagnie, sia per la messa a punto sia per la sua implementazione a bordo ed a terra. Esso rappresenta, inoltre, un caso unico al mondo, nel settore crocieristico come in quello del turismo e dell’ospitalità in generale. Sviluppato insieme alle autorità italiane, nazionali e locali, il protocollo tiene infatti conto degli input dei migliori virologi, medici ed esperti di fama internazionale, di istituti clinici e università specializzate, e ha mostrato la straordinaria capacità dell’Italia di approntare soluzioni innovative.

Tra le misure previste dal protocollo, che finora nessun altro settore in Italia né al mondo ha eguagliato per complessità e completezza, vi sono lo screening sanitario universale degli ospiti e dei membri dell’equipaggio prima dell’imbarco con i tamponi COVID-19 (antigene e PCR se necessario, anche durante la crociera) oltre al controllo della temperatura, la compilazione di un questionario sanitario, le procedure di igienizzazione e pulizia degli ambienti con l’utilizzo di prodotti disinfettanti di tipo ospedaliero, il potenziamento dei servizi medici a bordo, un piano di emergenza attuabile in stretta collaborazione con le autorità di terra competenti nell’eventualità anche solo di un caso sospetto a bordo, tecnologia di ultima generazione per il contact tracing di tutte le persone a bordo delle navi.

A questo si aggiunge, sottolinea ancora CLIA, che i crocieristi sono in grado di raggiungere in modo sicuro i porti di imbarco anche provenendo da regioni diverse da quelle del porto di imbarco, utilizzando sia mezzi propri sia i trasporti organizzati dalla compagnia, anch’essi quindi sottoposti alle misure di sicurezza previste dal protocollo.

MSC CROCIERE RIPRENDE A NAVIGARE IL 24 GENNAIO

·Dopo la forzata sospensione festiva MSC Grandiosa riprenderà a navigare il 24 gennaio con le già programmate crociere settimanali in Mediterraneo occidentale

·Il 14 febbraio anche MSC Magnifica riprenderà il mare per i già programmati itinerari di 11 giorni verso Italia, Grecia e Malta

Napoli – Per via del prolungamento delle misure restrittive legate agli spostamenti sul territorio previste nell’ultimo decreto-legge, che impediscono l’accesso ai porti d’imbarco e la fruibilità degli stessi sino al 15 gennaio, MSC Crociere si vede costretta ad annullare le crociere di MSC Grandiosa con partenza da Genova il 10 gennaio e, per prudenza visti i tempi stretti, anche quella del 17 gennaio. Di conseguenza, la prima partenza di MSC Grandiosa dopo la sospensione delle festività natalizie e di fine anno, è stata riprogrammata per domenica 24 gennaio da Genova.

A partire da quella data l’ammiraglia della Compagnia tornerà a offrire le classiche e già programmate crociere settimanali, con partenza ogni domenica dal capoluogo ligure e tappe a Civitavecchia, Napoli, Palermo e Malta. In funzione della zona da cui si parte per raggiungere la nave, sarà possibile iniziare e terminare la propria crociera anche da Civitavecchia (ogni lunedì), Napoli (ogni martedì) e Palermo (ogni mercoledì). MSC Grandiosa offrirà questi itinerari fino al 21 marzo, successivamente resterà nel Mediterraneo occidentale per proporre crociere della programmazione estiva con un nuovo itinerario.

Dal 14 febbraio anche MSC Magnifica riprenderà il mare per offrire con partenza da Genova, come da programma, sei crociere di 11 giorni alla scoperta di Italia, Grecia e Malta.

La Compagnia sta già contattando tutti gli agenti di viaggio e i clienti coinvolti nelle 2 crociere annullate di MSC Grandiosa.

Entrambe le navi applicano rigorosamente il protocollo di salute e sicurezza di MSC Crociere che prevede lo screening universale di tutti i passeggeri e membri dell’equipaggio prima dell’imbarco tramite tampone Covid-19 antigene, igienizzazione di tutti i bagagli a mano e da stiva, misure igienico-sanitarie e di pulizia rafforzate in tutta la nave, il distanziamento sociale a bordo, l’uso di mascherine nelle aree pubbliche fornite quotidianamente dalla compagnia. Inoltre, a tutti gli ospiti viene consegnato un braccialetto MSC for Me in omaggio, che consente di effettuare tutte le operazioni in modalità contactless, come l’apertura della porta della cabina o i pagamenti, e contribuisce anche di tracciare, se necessario, i contatti di prossimità. I rigorosi e precisi standard del protocollo per la salute e la sicurezza vengono applicati in modo analogo anche per tutte le escursioni a terra, dove gli ospiti permangono all’interno della cosiddetta “social bubble”, proteggendo sia loro stessi che le comunità locali che li ospitano durante le visite a terra.

Legge di Bilancio a favore dello shipping italiano

Roma. La Legge di Bilancio 2021, definitivamente approvata oggi al Senato con la fiducia della maggioranza, entrerà in vigore il prossimo primo gennaio 2021. La legge, appena approvata, non ha offerto discussioni e condiviso molti emendamenti proposti dalle varie categorie dello shipping italiano. La bozza di novembre che rispecchiava le varie proposte da emendare non è stata confermata e tutti i tentativi dei vari ristori sui porti e il trasporto marittimo non hanno avuto il successo sperato. Solo alcuni articoli del capitolo “Misure in materia d’infrastrutture, trasporti e mobilità sostenibile” riguardano da vicino Autorità di Sistema Portuale e imprese di navigazione.

– sono incrementati di ulteriori 68 milioni di euro nel 2021 i fondi destinati relativi al Decreto Rilancio alle Autorità di Sistema Portuale (erano di 10 milioni di euro) e alle imprese di navigazione che operano con navi minori nel settore del trasporto turistico (erano 5 milioni di euro per il 2020). La giustificazione è nel compensare le AdSP per mancati introiti (derivanti da diritti portuali) dovuti al calo dei traffici passeggeri e dei crocieristi; mentre per i 5 milioni di euro nel 2021 a compenso per le imprese di navigazione che operano con navi per il trasporto turistico di persone via mare, acque interne per diminuzione dei fatturati pari o superiori al 20%.

– Articolo 119 prevede che le navi da crociera iscritte nel Registro Internazionale possano effettuare, fino al 30 aprile 2021 servizi di cabotaggio marittimo, in deroga alla norma che esclude le navi iscritte al Registro Internazionale.

– Il comma tre dello stesso articolo, estende fino al 30 aprile 2021 alle imprese armatoriali che esercitano attività di cabotaggio l’esenzione dagli oneri previdenziali e assistenziali prevista per gli armatori e il personale iscritti nei Registro Internazionale, fissando il nuovo limite di spesa a 35 milioni di euro per l’anno 2021.

– Il comma 4 stabilisce l’incremento della dotazione del Fondo (stabilita finora in 50 milioni di euro), con una ulteriore dotazione di 20 milioni di euro per l’anno 2021:  “volta a compensare le imprese armatoriali che operano con navi di Bandiera italiana, iscritte nei Registri alla data del 31 gennaio 2020, impiegate nei trasporti di passeggeri e combinati di passeggeri e merci via mare, anche in via non esclusiva, per l’intero anno, con riferimento alla riduzione dei ricavi tariffari relativi ai passeggeri trasportati nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 31 dicembre 2020 rispetto alla media dei ricavi registrata nel medesimo periodo del precedente biennio”.

– Il comma cinque prevede misure di sostegno al settore dei terminal portuali asserviti allo sbarco e imbarco di persone, in considerazione dei danni subiti dallo stesso a causa dell’insorgenza dell’epidemia da Covid-19 e prevede l’istituzione, presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di un Fondo con una dotazione iniziale di 20 milioni di euro per l’anno 2021.

– Misure di stimolo al trasporto combinato: prevede l’attribuzione di ulteriori 25 milioni di euro per l’anno 2021, e di 19,5 milioni di euro per l’anno 2022 e di 21,5 milioni di euro per l’anno 2023, per finanziare il cosiddetto “marebonus”. E’ prevista anche l’attribuzione di 25 milioni di euro per l’anno 2021, di 19 milioni di euro per l’anno 2022 e di 22 milioni di euro per l’anno 2023 per finanziare il cosiddetto “ferrobonus”. Si conferma ancora la costituzione di un Fondo finalizzato alla rimozione delle navi abbandonate nei porti.

Fra gli emendamenti proposti e approvati in Senato troviamo il rinnovo per il 2021 dello stanziamento di 4 milioni di euro per il contributo che le AdSP possono corrispondere al soggetto fornitore di lavoro portuale per le giornate in meno prestate rispetto al corrispondente mese dell’anno precedente. Inoltre è stato approvato l’articolo che “autorizza la spesa di 4 milioni di euro per l’anno 2021, di 5 milioni di euro per l’anno 2022 e di 6 milioni di euro per l’anno 2023 per interventi di riqualificazione del porto di Reggio Calabria, al fine di agevolare la mobilità dei passeggeri e i collegamenti con il Porto di Messina”.

 

Abele Carruezzo

ENTUSIASMO DI CONFITARMA PER IL RIENTRO DEI MARITTIMI DELLE DUE NAVI BLOCCATE IN CINA

Roma-Mario Mattioli, presidente di Confitarma, accoglie con entusiasmo la notizia del prossimo rientro in Italia dei marittimi imbarcati sulle due navi italiane ferme al largo del porto di Huanghua dallo scorso giugno a causa della disputa commerciale tra Cina e Australia, che impedisce di sbarcarne il carico, ed anche per le restrizioni legate alla pandemia, ed esprime grande apprezzamento per la delicata e complessa azione diplomatica portata avanti dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale insieme all’Ambasciata d’Italia a Pechino e con il coordinamento del VI Reparto del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera.

“In chiusura di un anno veramente difficilissimo – afferma Mario Mattioli – questa notizia è il più bel regalo non solo per le famiglie dei marittimi, che potranno riabbracciare i loto cari, ma anche per tutto l’armamento italiano e, in particolare, per Confitarma che in tutti questi mesi ha sempre lavorato in sinergia con le società interessate e tutte le autorità competenti per la migliore soluzione della vicenda”.

“Auspichiamo – aggiunge il Presidente di Confitarma – che si giunga al più presto ad una rapida soluzione anche per gli altri marittimi ancora bloccati a causa delle restrizioni imposte dai Governi per fronteggiare la pandemia. Ribadisco, in proposito, l’urgenza di un riconoscimento formale dei marittimi come lavoratori chiave consentendo loro un corridoio prioritario sia per le vaccinazioni sia per la necessaria logistica al fine di garantire gli avvicendamenti a bordo”.

Ristori per i porti, approvato emendamento di FORZA ITALIA

Roma. Soddisfatti gli onorevoli di F. I. per l’emendamento passato in Commissione Bilancio e che ristora le città portuali italiane per aver subito il fermo delle crociere a causa del Covid-19. Cinque milioni di euro da dividere fra le varie città, oltre  a Civitavecchia (la più danneggiata), troviamo anche Brindisi e Bari.

L’onorevole Matilde Siracusano, proponente l’emendamento, D’Attis, Bellocchio e altri, cofirmatari, è soddisfatta per la norma allegata alla ‘manovra 2021’e che istituisce il ristoro alle città  portuali che hanno subito perdite economiche a seguito del calo del traffico crocieristico nel corso del 2020. Tale fondo avrà una dotazione, per il 2021, di 5 milioni di euro che saranno ripartiti proprio sulla base dei numeri relativi al mancato arrivo di crocieristi nell’anno in corso per effetto dell’emergenza Covid.

Si tratta di un segnale di attenzione nei confronti di quelle città che hanno subito evidenti danni economici e che, nei mesi scorsi, sono state totalmente ignorate dai provvedimenti messi in campo dal Governo. L’emendamento adesso dovrà passare al vaglio di Camera e Senato anche se, dal momento che le votazioni avverranno con la fiducia, non subirà modifiche.

 

Abele Carruezzo

Correttivo al Codice della Nautica da diporto: si “riparte” dalla semplificazione

Il 22 dicembre 2020 entra in vigore il correttivo al Nuovo Codice della Nautica da diporto (il decreto legislativo 12 novembre 2020, n. 160 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 304 del 7-12-2020).

Nel complesso l’intervento legislativo per un verso è chiarificatore di diverse problematiche che erano sorte già nella prima fase applicativa dall’altro, il Legislatore, prosegue nella sua opera di semplificazione amministrativa che è stata la ratio alla base dell’impianto della legge di riforma del 2017, preso atto che l’obiettivo era rilanciare in modo organico un settore strategico per il sistema Paese.

La nautica, infatti, costituisce un ambito di eccellenza produttiva dell’economia italiana, oltre che un pilastro dell’export, sia in termini di contributo al PIL e all’occupazione sia di dinamica imprenditoriale, come dimostrano i rapporti del settore.

La genesi della attuale novella legislativa ha conosciuto, tuttavia, un iter complesso a cui da ultimo si sono aggiunte anche le problematiche legate all’emergenza COVID-19. Un processo che ha visto la partecipazione attiva e costante di UCINA Confindustria Nautica e che ha necessitato, nel corso della Legislatura, di due proroghe per l’attuazione dei decreti legislativi.

Il cd. Correttivo del Codice della Nautica da Diporto (decreto legislativo 12 novembre 2020, n. 160) consta di 31 articoli e tiene presente le osservazioni contenute nel parere del Consiglio di Stato (come ad esempio l’introduzione di nuove forme di utilizzo commerciale delle unità da diporto per dare supporto alla dinamicità del settore) e i pareri delle Commissioni di Camera e Senato.

Gli interventi sono diversi, fermo restando che la parola d’ordine è semplificazione, in una materia nella quale si inseriscono previsioni del diporto con norme che sono ereditate del codice della navigazione  e non solo.
In questa direzione si pongono, ad esempio per citarne alcune, le semplificazioni relative ai titoli e alla documentazione di bordo e tra queste la possibilità di sostituire l’atto di nazionalità con un’apposita licenza di navigazione ma anche la previsione ruolino di equipaggio (con modalità telematiche) previsto per il diporto in luogo del ruolo di equipaggio. Vi è di più. Nella novella è prevista anche una licenza di navigazione semplificata dedicata alle navi destinate esclusivamente al noleggio per finalità turistiche, e che consente di snellire i tempi per il rilascio del titolo abilitativo alla navigazione. La licenza provvisoria è valida anche per l’apparato ricetrasmittente di bordo.

Sempre in tema di noleggio è consentito il rilascio del certificato di idoneità (al noleggio) da parte dello Sportello Telematico del diportista (STED) consentendo così sia di renderlo pienamente operativo sia di evitare lungaggini burocratiche che spesso inducevano a preferire le bandiere straniere (britanniche, maltesi e olandesi) rispetto a quella italiana. Tra le novità vi è anche la previsione del noleggio di cabina. Per quel che riguarda il noleggio occasionale è introdotto il requisito della patente da almeno 3 anni per il proprietario della barca che effettua tale attività.
 L’obiettivo, nella fattispecie, è evitare le distorsioni del mercato e allo stesso tempo garantire la sicurezza delle persone trasportate.

E’ interessante la previsione contenuta nell’art. 3 del decreto correttivo che fa riferimento alla nautica sociale intendendosi per essa sia la navigazione da diporto effettuata in acque marittime o interne per fini esclusivamente sportivi o ricreativi e senza scopo di lucro, mediante natanti da diporto sia il complesso delle attività finalizzate a diffondere la conoscenza e la pratica della nautica da diporto a favore degli studenti degli istituti scolastici di ogni ordine e grado di età non inferiore a nove anni.

Sono tali anche le attività a scopo di ausilio terapeutico a favore delle persone con disabilità o con disturbi psicologici, dell’apprendimento o della personalità. Il Legislatore persegue, così, la sua attenzione verso i giovani e le istituzioni scolastiche, dopo che già nella Riforma del 2017 aveva istituzionalizzazione la Giornata del mare «al fine di sviluppare la cultura del mare inteso come risorsa di grande valore culturale, scientifico, ricreativo ed economico» per preservare le tradizioni marinaresche della comunità nazionale, anche all’estero.

Medesima attenzione, anche nel Correttivo, è al tema della disabilità, anche in attuazione delle previsioni internazionali come la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, che ha imposto agli Stati di adottare tutte le misure volte ad assicurare la mobilità personale dei disabili con la maggiore indipendenza possibile. Nel dettaglio sono ridefinite le infrastrutture previste per i posti barca riservati ai disabili, in ragione delle singole caratteristiche dei porti.

Per quel che riguarda i profili professionali, le scuole nautiche, i centri per la nautica per i primi è ridefinita la figura dell’istruttore professionale di vela con una distinzione tra istruttore professionale di vela e istruttore di vela che opera in ambito sportivo e dilettantistico ed è istituito l’elenco nazionale degli istruttori professionali, per i secondi (centri nautici) è previsto un necessario preventivo riconoscimento da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

Anche in tal caso il Legislatore ha perfezionato la disciplina alla luce delle criticità che erano emerse nella stesura del testo di Riforma del 2017 (sul punto per approfondimenti si legga R. Caragnano (a cura di), La Riforma del Codice della nautica da diporto. Commentario al decreto legislativo 3 novembre 2017, n. 229, alla legge delega 7 ottobre 2015, n. 167 e aggiornato alla legge 27 dicembre 2017, n. 205 (Legge di Bilancio 2018), Libellula University Press 2018, Tricase).
Sono previste anche sanzioni per l’esercizio abusivo dell’attività di scuola nautica.

Due novità interessanti: l’istituzione di un archivio nazionale dei prodotti delle unità da diporto per contrastare l’immissione sul mercato di prodotti fraudolenti che possano provocare incidenti o infortuni, tutelando così il consumatore e le aziende produttrici serie e l’introduzione di una disciplina per la navigazione di “droni” a scopo commerciale, sportivo e di assistenza. Tra le altre novità vi è anche possibilità di consentire al cantiere costruttore di un’unità da diporto, ove per qualsiasi ragione non riesca a concluderne la vendita, di poterla immatricolare a proprio nome, per dare sbocco a un mercato a “km zero”.

In generale nel testo si interviene anche con delle modifiche alla disciplina delle patenti nautiche, in particolare per quel che attiene le visite mediche ma anche con previsioni aventi finalità di inclusione sociale delle persone diversamente abili e degli anziani.

In materia di sicurezza è contemplata la revisione delle dotazioni nel caso di navigazione limitata all’area di ricerca e soccorso nazionale.

In attuazione delle previsioni, dei principi e criteri direttivi della legge delega n. 167/2015 è prevista, altresì, l’introduzione nei Piani regolatori dei porti mercantili di strutture demaniali con destinazione per il ricovero a secco di imbarcazioni e di natanti da diporto.

Avv.ta Roberta Caragnano
Ricercatrice ATINER – CEMA
Esperta di nautica da diporto

Ministero rimanda al 2021 le proposte dei marittimi di Fiumefreddo

Roma. Si è concluso con una speranza “politica” l’incontro dei marittimi di Fiumefreddo con i funzionari del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Salvatore Caltabiano e Miriam Pia De Maria, residenti a Fiumefreddo di Sicilia (CT), si sono fatti portavoce di moltissimi marittimi italiani, denunciando che il loro settore è stato trascurato da parte del Governo nei vari protocolli e DPCM emanati durante questa pandemia da covid-19. Avevano iniziato nell’agosto scorso l’Iter di sensibilizzazione verso i loro problemi nei confronti del Governo.

Così, ieri vi è stato l’incontro presso il MIT, alla presenza della Dott.ssa Maria Teresa Di Matteo (Vicecapo di gabinetto e direttrice generale per la vigilanza sulle autorità portuali, le infrastrutture portuali ed il trasporto marittimo e per le vie d’acqua interne) e la Dott.ssa Speranzina De Matteo (direttrice del Dipartimento dei Trasporti, la Navigazione, gli Affari Generali ed il personale). Al termine dell’incontro i due rappresentanti di moltissime adesioni di marittimi italiani, esclusi da tutti i ‘ristori’ emessi fino ad oggi, hanno rilasciato il seguente comunicato.

COMUNICATO STAMPA

“Giorno 17 Dicembre 2020 alle ore 16:00, i sottoscritti Salvatore Caltabiano e Miriam Pia De Maria, fondatori di un Iter a tutela del settore marittimo italiano, hanno incontrato le Dott.sse Maria Teresa Di Matteo e Speranzina De Matteo. Durante l’incontro, è stato presentato il Ns progetto e da parte dalle dirigenti del MIT, è stato apprezzato l’impegno avuto nella creazione del progetto. Immediatamente, sono stati analizzati i punti riportati all’interno del progetto focalizzando l’attenzione su quelli legati all’emergenza Covid. Relativamente agli altri punti legati alla tutela diretta del settore, è stato deciso che un tavolo tecnico potrà essere convocato solo quando il periodo di pandemia sarà finito o quantomeno alleviato.

Immediate sono state le azioni da parte delle Dott.sse Di Matteo e De Matteo nel prendere nota della scadenza delle certificazioni di abilitazione alla professione nautica, promuovendo così un ulteriore proroga delle scadenze dei certificati e nel comunicare tempestivamente con gli uffici preposti per far sì che le Capitanerie si attengono e interpretino le circolari inviate dal MIT in maniera omogenea senza avere la “libera interpretazione”. Attenzione sarà prestata anche in collaborazione con il Ministero del Lavoro per quanto riguarda i sussidi economici destinati ai marittimi.

Pare che “dinnanzi alla proposta di emendamento dei 4 decreti ristori proposta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti già emanati, il MES non abbia approvato la richiesta di emendamento poiché pare che non ci sarà alcun ristoro destinato ai marittimi nemmeno nel quinto decreto ristori”. A tal proposito, siamo rimasti esclusi da tutti i decreti ristori e riteniamo che questa sia una situazione assolutamente complicata soprattutto visto l’elevatissimo numero di marittimi presenti sul territorio italiano. Confidiamo nel Vs potere d’informazione, nel poter “accedere i riflettori” davanti a questa problematica.”

Osservazioni. Una cosa è stata ottenuta, anche se era già nell’aria. La proroga delle scadenze delle certificazioni di abilitazione alla professione nautica, invitando le Capitanerie di Porto a regolarsi in merito. Poi per quanto riguarda le altre richieste, tutte,  sono state demandate all’anno prossimo (2021) con il solito ‘tavolo’ tecnico da gestire presso chi? Dove? E quando?

Comunque questi marittimi hanno avuto il coraggio di aprire una ‘finestra’ di riflessione, anche alla luce dell’approvazione del nuovo “contratto collettivo nazionale di lavoro del settore marittimo”. Infatti, il giorno prima (16 dicembre) presso la stessa sede, Confitarma, Assarmatori, Assorimorchiatori e Federimorchiatori hanno sottoscritto con Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, l’accordo per il rinnovo di tutte le sezioni del contratto collettivo nazionale di lavoro del settore marittimo, valido fino al 31 dicembre 2023 riguardante oltre 76.000 lavoratori tra imbarcati e addetti a terra. Forse i marittimi di Fiumefreddo non sono ‘Gente di mare’?

 

Abele Carruezzo

IMPATTO DEL COVID-19 Secondo numero del report del Centro Studi Fedespedi. 70% delle imprese registra cali di fatturato

INDAGINE FEDESPEDI: 70% DELLE IMPRESE REGISTRA CALI DI FATTURATO

SENTIMENT POSITIVO PER IL 2021

“BOLLA DEI NOLI”: IL VOLUME DI TRAFFICO CONTAINER CALA DEL -3,5%

MA I PREZZI CRESCONO QUASI DEL 200%

PORTI ITALIANI IN SOFFERENZA (-11,1%) RISPETTO A QUELLI DEL MEDITERRANEO (-2,9%)

MALE GENOVA (-13,1%) E LA SPEZIA (-21,1%),

TENGONO TRIESTE (-1,1%) E IN PARTE NAPOLI (-6,6%)

Viene pubblicato oggi dal Centro Studi Fedespedi il secondo report “L’impatto del Covid-19”, un’analisi degli effetti economici e delle conseguenze sul trasporto merci della crisi innescata dalla pandemia di Covid-19 con focus su trasporto marittimo e cargo aereo, che segue e aggiorna il primo report diffuso a luglio 2020 secondo gli ultimi dati disponibili.

Lo studio è disponibile sul sito di Fedespedi nella sezione Centro Studi.

Centro studi



IMPRESE DI SPEDIZIONI

L’impatto della pandemia sulle imprese di spedizioni internazionali è consistente. Da una indagine interna svolta dal Centro Studi Fedespedi presso i suoi associati emerge che il 70% circa delle imprese ha subito una flessione del fatturato nel corso del 2020. In particolare, il 36,4% delle imprese ha registrato una contrazione compresa tra l’11 e il 30%.
Per quanto riguarda le previsioni sul 2021, il sentiment delle aziende di spedizione è orientato a larga maggioranza (62%) verso un cauto ottimismo, con previsioni di sostanziale stabilità (38%) o leggera ripresa delle attività economiche, trainate dalle esportazioni. Solo il 9% prevede un’ulteriore forte decrescita del ciclo.

SETTORE MARITTIMO

Per quanto riguarda il traffico container a livello mondo, nei primi nove mesi dell’anno si è attestato intorno ai 122 Mio.TEU con una flessione del 3,5% sullo stesso periodo del 2019. Il traffico infraregionale tiene di più con volumi sostanzialmente invariati per i trade europei (-0,9%). L’andamento dei noli si muove in senso opposto al traffico container, registrando un aumento del livello dei prezzi di quasi il +200% da aprile a novembre 2020 (tratta Med Sea). Una vera e propria “bolla dei noli”, alimentata soprattutto dalla riduzione dell’offerta realizzata dalle compagnie di navigazione tramite politiche di blank sailing.

In sofferenza i principali porti container italiani, che nel periodo gennaio-settembre segnano -11%: punte negative a La Spezia (-21,1%) e Genova (-13,1%); tiene, invece, Trieste (1,1%). In controtendenza il porto di Savona che registra +142,5% grazie all’inizio delle attività operative del nuovo terminal APM di Vado. Migliori performance, invece, per i porti del Mediterraneo (-2,9%) e per i principali porti a livello mondiale (-2,3%).

CARGO AEREO

Il cargo aereo resta il settore più colpito. Tuttavia, le stime di perdita del comparto segnano un miglioramento: -1,5% nel 2020 in termini di CTK (cargo &mail t-Km) rispetto al -16,8% previsto a luglio, mentre è prevista una ripresa consistente nel 2021 (+13,1%), grazie alla domanda proveniente dall’e-commerce e dai beni di consumo elettronici. La scarsità di stiva, a causa del crollo dei voli pax, continua comunque a incidere pesantemente sulla velocità di ripresa del traffico merci aereo.

Questo trend è confermato dall’andamento dei principali aeroporti italiani. Nei primi 10 mesi del 2020 il traffico è calato del -26,4% (-60,6% Roma FCO, -53,7% a Bergamo Orio al Serio, -12% Milano MPX). A ottobre, però, si è registrata una crescita del 12,8% su settembre, dove spicca Milano MPX con +19,3%.

ECONOMIC OUTLOOK

UE – rispetto allo scenario di luglio si evidenzia una previsione della flessione del Pil a livello mondo in leggero miglioramento (dal -4,9% al -4,4%) a cui si contrappone, però, una previsione di crescita per il 2021 al 5,2% contro il 5,4% stimato a luglio (dati del Fondo Monetario Internazionale – FMI). I numeri a livello Mondo sono il risultato di scenari molto diversi a livello regionale. Le economie asiatiche dovrebbe contenere la riduzione del Pil al -1,7% e segnare una ripresa del +8% nel 2021. Diversa la situazione per l’Unione Europea e soprattutto per l’Area Euro per cui si stima un -8,3% quest’anno e un +5,2% per l’anno prossimo. È proprio l’Europa, infatti, insieme al Nord America, a risentire maggiormente del crollo degli scambi a livello globale con l’export che registra il -11,7% nel 2020 secondo i dati World Trade Organization – WTO.

ITALIA – si evidenzia una battuta d’arresto del trend positivo del dopo lockdown di primavera. La produzione industriale di settembre registra una flessione del -5,6% rispetto ad agosto in un quadro economico che resta caratterizzato da debolezza della domanda aggregata, clima deflazionistico e aumento del risparmio privato delle famiglie che ha raggiunto i 1061 Mrd. € nel secondo trimestre 2020 (+14 Mrd. € sul primo trimestre). Si conferma la tendenza negativa del commercio internazionale: nei primi 10 mesi del 2020 il nostro Paese raggiunge -12,4% per l’export e -17,3% per l’import.

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