CONSEGNATA FREMM “ANTONIO MARCEGLIA” ALLA MARINA MILITARE

TRIESTE –  Oggi, presso lo stabilimento Fincantieri di Muggiano (La Spezia), è stata consegnata alla Marina Militare la fregata multiruolo “Antonio Marceglia”, ottava di una serie di 10 unità FREMM – Fregate Europee Multi Missione – commissionate a Fincantieri nell’ambito dell’accordo di cooperazione internazionale italo-francese, con il coordinamento di OCCAR, l’organizzazione congiunta per la cooperazione europea in materia di armamenti. Il programma, di cui Orizzonte Sistemi Navali (51% Fincantieri, 49% Leonardo) è prime contractor per l’Italia, prevede la costruzione di dieci unità, ad oggi tutte già ordinate.

“Antonio Marceglia” è l’ottava unità FREMM che Fincantieri realizza completa del sistema di combattimento, la quarta in configurazione multiruolo dopo la “Carlo Bergamini”, la “Luigi Rizzo” e la “Federico Martinengo”, consegnate alla Marina Militare rispettivamente nel 2013, 2017 e 2018. Con 144 metri di lunghezza e un dislocamento a pieno carico di circa 6.700 tonnellate, le fregate FREMM rappresentano un’eccellenza tecnologica: progettate per raggiungere una velocità massima di 27 nodi e accogliere fino a 200 persone (equipaggio e personale), queste navi sono in grado di garantire sempre un alto grado di flessibilità e la capacità di operare in un ampio spettro di scenari e tutte le situazioni tattiche.

Il programma FREMM, che rappresenta lo stato dell’arte della difesa italiana ed europea, nasce dall’esigenza di rinnovamento della linea delle unità della Marina Militare della classe Lupo (già radiate) e Maestrale (alcune già in disarmo e le rimanenti prossime al raggiungimento del limite di vita operativo), costruite da Fincantieri a partire dagli anni Settanta.

Tali unità contribuiscono in maniera determinante a svolgere i compiti assegnati alla Marina Militare possedendo capacità operative in svariati settori, da quelli più propriamente militari a quelli a supporto della collettività, e costituiranno la “spina dorsale” della Squadra Navale dei prossimi decenni.

Parlamento Europeo: la Federazione del Mare alla conferenza “Future for Ocean Governance and Blue Growth” in rappresentanza dei cluster marittimi europei

Bruxelles-Presso il Parlamento europeo si è tenuta la Conferenza ad Alto Livello “Future for Ocean Governance and Blue Growth”, organizzata con la partecipazione delle principali istituzioni marittime dal deputato europeo portoghese José Inácio Faria, della commissione Ambiente, per affrontate tre importanti temi: modellare la governance globale dell’oceano per il futuro, ottenere mari sani e puliti entro il 2030, promuovere un’economia blu sostenibile.

Per ENMC (European Network of Maritime Clusters), organizzazione di cui l’Italia detiene la vicepresidenza, è intervenuta Laurence Martin, vicesegretario generale della Federazione del Mare. La rappresentante dei cluster marittimi europei ha ricordato che l’economia blu dell’UE sta crescendo costantemente e che, con un fatturato di oltre 560 miliardi di euro, crea posti di lavoro per quasi 3,5 milioni di persone. “L’industria marittima è un settore vitale e strategico per l’Europa.

Oltre ad avere un’enorme dimensione costiera, con il turismo che ne deriva, e numerose città importanti, il cui sviluppo è tuttora legato al mare, l’Europa è una grande potenza marittima: il 90% del commercio internazionale, l’80% del commercio estero dell’UE e il 40% del commercio interno dell’UE utilizzano la navigazione. Inoltre, gli armatori europei controllano quasi il 40% della flotta mercantile mondiale e sono attori chiave nello shipping.

L’industria cantieristica europea è leader mondiale per quanto riguarda le navi da crociera e gli yacht da diporto, mentre l’industria di produzione di apparecchiature e componenti dell’UE serve metà della flotta mondiale. L’attività europea di pesca svolge un ruolo importante nella nostra politica alimentare”. Lo shipping rappresenta il 3,1% delle emissioni globali di CO2 e senza l’adozione di misure adeguate, le emissioni prodotte dalle navi aumenterebbero ulteriormente nei prossimi anni (fino al 250% entro il 2050, secondo alcune fonti).

Ridurre le emissioni di gas-serra dello shipping è quindi fondamentale e su questo l’industria marittima si sta impegnando e condivide la norma dell’International Maritime Organization (IMO) che stabilisce al 2050 una crescita delle emissioni di gas-serra limitata al 50% del livello del 2008. Inoltre, dal 2020 entrerà in vigore in tutto il mondo la normativa IMO che prevede un limite di 0,5% dello zolfo nei carburanti marini.

Facendo riferimento alle affermazioni di una delle associazioni ambientaliste presenti, Laurence Martin ha ribadito che gli armatori europei vogliono navigare con navi pulite e per questo hanno appoggiato la nuova normativa IMO, mentre sono simili navi che i cantieri navali, insieme a fornitori, università e istituti di ricerca vogliono progettare e costruire.  Per compiere passi significativi, assicurare un trasporto a emissioni zero entro il 2050 e quindi contribuire a rendere entro quell’anno l’Europa un’economia e una società a impatto climatico neutro, il settore marittimo è aperto a continuare ad investire e sperimentare, ma per farlo chiede scelte politiche stabili e ha bisogno di una quota equa e sostanziale di finanziamento da programmi come Horizon Europe.

In tal modo, l’Europa contribuirà alla lotta globale al cambiamento climatico, oltre ad aiutare i cantieri navali europei a fronteggiare la concorrenza in termini di innovazione e consentire la progettazione e la costruzione dei tipi di navi più innovativi.  Per questi motivi, l’Europa e i suoi Stati membri devono agire ora a livello politico, a sostegno dei settori della navigazione, della costruzione e delle tecnologie marittime.

I giovani armatori discutono di Low Sulphur CAP 2020

Genova-Il 2 aprile a Genova presso il Museo del mare si è tenuto l’evento organizzato dal Gruppo Giovani Armatori di Confitarma per approfondire le tematiche legate alla prossima entrata in vigore della normativa IMO che prevede dal 1° gennaio 2020 l’utilizzo di combustibili per uso marittimo con un tenore massimo di zolfo dello 0,5%.

Dopo i saluti di Nicoletta Viziano, Direttrice del Museo del Mare, Filippo Gavarone ha introdotto i lavori della giornata, iniziata con il welcome speech di Mario Mattioli, presidente Confitarma, che dopo essersi complimentato con il Gruppo Giovani Armatori per il lavoro svolto, ha ricordato l’impegno dell’industria armatoriale per la salvaguardia dell’ambiente ed ha sottolineato che, con le nuove normative IMO “il trasporto marittimo farà un ulteriore passo in avanti per restare la modalità di trasporto più eco‐compatibile”.

L’Am. Isp. Nicola Carlone, Direttore marittimo della Liguria e Comandante del porto di Genova, ha ricordato che la sfida del 2020 coinvolgerà non solo gli armatori ma anche l’Amministrazione e porterà indubbi benefici per l’ambiente e la collettività.

Esben Poulsson, Presidente ICS, prima di moderare gli interventi e le domande dalla platea, nella sua relazione introduttiva, ha ricordato che oltre alla scadenza del prossimo 1° gennaio 2020 lo shipping deve fronteggiare anche la sfida della Ballast Water Management Convention nonché gli ambiziosi traguardi di lungo periodo in materia di emissioni da qui fino al 2050.

Grant Hunter, Capo del Dipartimento Contracts & Clauses di BIMCO, ha illustrato gli aspetti legati alla contrattualistica che BIMCO ha sviluppato in merito alla normativa low sulphur fuel, incluso il periodo di transizione, nell’ambito dei contratti time charter.
Filippo Gavarone ha spiegato che per conformarsi alla nuova scadenza Crystal Pool ha già iniziato a predisporre il piano di implementazione collaborando anche i noleggiatori e trovando molto utili le indicazioni di BIMCO e ICS.

Guido Cardullo, della Fratelli Cosulich società di bunker trading, dopo aver passato in rassegna i principali porti del mondo valutandone la disponibilità di low sulphur fuel, ha affermato che il combustibile con tenore di zolfo 0,5% sarà disponibile nei principali porti del mondo. Le criticità sono legate alle quantità disponibili ed alle caratteristiche del nuovo fuel, che non saranno le stesse ovunque. Per quanto riguarda il combustibile con tenore di zolfo a 3.5%, che comunque sarà utilizzato dalle navi con scrubber, per il 5/10% della domanda potrebbe esserci un problema legato alla disponibilità e alla logistica, mentre è probabile che il suo prezzo diminuisca.

Secondo Gustavo Cosulich, di Lab Cosulich Consultants, il problema principale è legato alla qualità del prodotto nei porti meno importanti. L’armatore dovrà pianificare con largo anticipo dove approvvigionarsi per evitare sorprese nelle forniture. Particolare attenzione andrà altresì posta nella modalità di prelievo dei campioni ufficiali che verranno utilizzati per verificare le caratteristiche del bunker. È evidente che i primi due anni di applicazione del nuovo limite dello 0,5% saranno di assestamento e non mancheranno contestazioni.

Pietro Profumo, IPLOM, ha affermato che i produttori sono pronti: le raffinerie hanno effettuato gli investimenti necessari scegliendo fra i diversi processi produttivi utilizzabili per produrre low sulphur fuel. Uno di questi potrebbe accrescere la domanda di importazione di “sweet crude oil” da parte delle raffinerie.

Enrico Paglia, di Banchero Costa, ha ricordato che già si sta registrando un aumento dei prezzi del bunker legato alla prossima entrata in vigore delle nuove regolamentazioni. Per questo, si prevede da un lato un rallentamento della velocità delle navi per risparmiare sui costi del bunker e, dall’altro, una leggera ripresa dei noli anche grazie ad una ripresa delle demolizioni prevista per il 2019 e 2020 delle navi più datate per le quali i maggiori consumi e i costi per l’adeguamento alla Ballast Water Convention non saranno convenienti.

All’evento era presente anche l’Associazione Porto dei Piccoli per promuovere iniziative benefiche a favore dei bambini bisognosi di assistenza negli ospedali genovesi.

PRINCESS CRUISES E FINCANTIERI FIRMANO CONTRATTI PER DUE NAVI DA CROCIERA

TRIESTE – Princess Cruises e Fincantieri hanno annunciato oggi la firma dei contratti definitivi per la costruzione presso il cantiere di Monfalcone di 2 navi da crociera di prossima generazione da 175.000 tonnellate di stazza lorda, che saranno le più grandi finora realizzate in Italia, con consegne previste per la fine del 2023 e la primavera del 2025. Questo annuncio fa seguito alla firma di un memorandum d’intesa tra le parti nel luglio 2018.

Le unità ospiteranno circa 4.300 passeggeri e si baseranno su un progetto di prossima generazione, diventando le prime navi dual-fuel della flotta di Princess Cruises ad essere alimentate primariamente a gas naturale liquefatto (LNG). Si tratta della tecnologia di propulsione più avanzata e a minor impatto ambientale dell’industria navale, nonché del combustibile fossile più ecologico al mondo, che abbatterà significativamente le emissioni atmosferiche e l’utilizzo di gasolio.

“Princess Cruises continua a crescere a livello globale, aggiungendo nuove navi alla flotta che saranno costruite da Fincantieri, nostro partner di fiducia per la costruzione da molto tempo, e che porta decenni di esperienza a queste unità di nuova generazione” ha dichiarato Jan Swartz, President di Princess Cruises. “Un elemento ancora più entusiasmante è che queste due navi saranno progettate per includere la nostra piattaforma MedallionClass, basata su OceanMedallion, il dispositivo indossabile più avanzato disponibile nell’industria alberghiera globale”.

Commentando l’annuncio l’Amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono ha dichiarato: “Questo risultato è un’ulteriore attestazione di fiducia che riceviamo dal mercato, attraverso la quale guardiamo ambiziosamente al futuro. Da un lato, infatti, premia il nostro grande lavoro di innovazione, grazie al quale abbiamo potuto offrire al cliente una proposta che è da record non soltanto in termini dimensionali. Dall’altro siamo convinti che da questo progetto di sicuro successo potrà derivare una nuova “famiglia” di navi per uno dei brand più prestigiosi del Gruppo Carnival. Per Princess Cruises, infatti, abbiamo ricevuto ordini per ben 21 unità, altro risultato senza precedenti in questa industria”.

Considerato un importante passo avanti nel settore turistico e recentemente premiato con il CES® 2019 Innovation Award, OceanMedallion è una tecnologia all’avanguardia che offre un servizio personalizzato su larga scala attraverso una migliore interazione tra ospiti e personale, oltre a consentire un intrattenimento di tipo interattivo. Gli ospiti di Princess stanno fruendo della Princess MedallionClass a bordo di “Caribbean Princess” e “Regal Princess”. Entro la fine dell’anno, le crociere MedallionClass saranno attivate su altre tre navi, “Royal Princess”, “Crown Princess” e “Sky Princess”.

Il CLIA (Cruise Lines International Association) e le Nazioni Unite hanno riportato che la crescita dei crocieristi tra il 2004 e il 2014 ha superato di oltre il 20% quella delle persone che scelgono vacanze sulla terraferma, e il CLIA prevede che 30 milioni di persone effettueranno una crociera oceanica nel 2019, un record assoluto. Queste statistiche indicano un florido futuro per il settore crocieristico, così come per tutti i partner del settore che potranno allargare la propria offerta per soddisfare le crescenti richieste dei clienti.

Con cinque navi in costruzione nei prossimi sei anni, Princess Cruises è la linea di crociere “premium” in più rapida crescita al mondo.

ACCORDO TRA GENOVA INDUSTRIE NAVALI E FINCANTIERI

Si allarga l’azionariato. Quota di minoranza a Fincantieri tramite aumento di capitale  per rafforzare finanziariamente il Gruppo

Genova/Trieste– Genova Industrie Navali (GIN) – holding costituita nel 2008 dall’unione di due storici cantieri genovesi, T. Mariotti e San Giorgio del Porto – e Fincantieri hanno raggiunto un accordo di collaborazione che coprirà diversi ambiti, dalle nuove costruzioni, alle riparazioni e trasformazioni fino agli allestimenti navali.

Tale accordo prevede l’acquisizione da parte di Fincantieri di una partecipazione di minoranza nella holding del gruppo e di un’opzione per una quota, sempre di minoranza, nella  T. Mariotti.

L’ingresso di Fincantieri consentirà a GIN di raggiungere un ulteriore rafforzamento finanziario, aspetto sempre più importante per poter affrontare progetti complessi e vincere le sfide del mercato, in particolare nel settore della costruzione di navi da crociera di lusso di piccole e medie dimensioni.

FINCANTIERI E VIKING: FIRMATI I CONTRATTI PER 2 NAVI

TRIESTE – Nell’ambito dell’accordo per 6 unità annunciato nel marzo 2018, Fincantieri e Viking hanno firmato i contratti per le prime 2 navi, che saranno consegnate rispettivamente nel 2024 e 2025.

Di concerto con la società armatrice Fincantieri svilupperà un progetto evoluto, basato sulle caratteristiche di successo delle navi precedenti, aggiornate e rivisitate secondo le più recenti tecnologie disponibili sul mercato. L’attuale flotta oceanica di Viking comprende navi che dispongono esclusivamente di cabine veranda, con una stazza lorda di circa 47.800 tonnellate, e una capacità di ospitare a bordo 930 passeggeri in 465 cabine.

Fincantieri ha avviato il suo rapporto con Viking nel 2012, dando fiducia alla società armatrice che faceva il suo ingresso nel mercato delle crociere oceaniche come start up. Dal primo ordine di due navi, oggi la collaborazione ha raggiunto le 20 unità in totale, incluse le due navi da crociera speciali ordinate a Vard e le opzioni. Si tratta di un record assoluto, il maggior numero di unità per un costruttore per conto di un singolo armatore.

La prima della serie, “Viking Star”, è stata realizzata nel cantiere di Marghera e consegnata nel 2015. Le unità successive, “Viking Sea”, “Viking Sky”, “Viking Sun” e “Viking Orion”, consegnate nel 2016, 2017 e 2018, sono state costruite ad Ancona, così come “Viking Jupiter”, entrata nella flotta dell’armatore in febbraio. Altre 10 unità, incluse quelle in opzione, prenderanno il mare dagli stabilimenti italiani tra il 2021 e il 2027. Inoltre Vard, con Fincantieri, si sta specializzando anche nella costruzione di unità di tipo expedition. In tale contesto ha acquisito l’ordine da Viking per due navi da crociera speciali più altre due in opzione che saranno realizzate nei cantieri del Gruppo.

FINCANTIERI: A MUGGIANO AL VIA I LAVORI DEL PRIMO PATTUGLIATORE PER IL QATAR

TRIESTE – Si è svolta ieri presso lo stabilimento di Muggiano (La Spezia) la cerimonia per il taglio lamiera del primo pattugliatore (OPV – Offshore Patrol Vessel), commissionato a Fincantieri dal Ministero della Difesa del Qatar nell’ambito del programma di acquisizione navale nazionale.

Nell’aggiudicazione di questo prestigioso contratto, Fincantieri ha prevalso sugli altri competitor grazie ad un progetto ritenuto in assoluto il più avanzato e innovativo e all’esperienza maturata nella costruzione di navi hi-tech.Il contratto, che per Fincantieri vale quasi 4 miliardi di euro, prevede la fornitura di sette navi di superficie, di cui quattro corvette, una nave anfibia (LPD – Landing Platform Dock) e due pattugliatori (OPV – Offshore Patrol Vessel) e dei servizi di supporto in Qatar per ulteriori 10 anni dopo la consegna delle unità. Tutte le navi verranno interamente costruite nei cantieri italiani del Gruppo.

Il primo Offshore Patrol Vessel (OPV), di cui oggi si è tagliata la prima lamiera, è stato progettato in accordo al regolamento RINAMIL for Fast Patrol Vessel (FPV) e sarà un’unità altamente flessibile con capacità di assolvere a molteplici compiti che vanno dal pattugliamento, al ruolo di nave combattente.

Avrà una lunghezza di circa 63 metri, una larghezza di 9,2 metri, una velocità massima di 30 nodi, e potrà ospitare a bordo 38 persone di equipaggio. L’impianto di propulsione prevede quattro eliche a passo variabile, due a dritta e due a sinistra, ciascuna in linea con un motore diesel di propulsione. Inoltre l’unità potrà impiegare un RHIB (Rigid Hull Inflatable Boat), imbarcato tramite una gru poppiera.

FINCANTIERI E ABU DHABI SHIPBUILDING: FUTURA COLLABORAZIONE NEGLI EAU

TRIESTE – Nel corso dell’International Defence & Conference (IDEX) 2019 di Abu Dhabi, Fincantieri e Abu Dhabi Shipbuilding (ADSB), gruppo leader negli Emirati Arabi Uniti specializzato nella costruzione, riparazione e refitting di navi militari e mercantili, hanno annunciato oggi di aver raggiunto un accordo di massima per esplorare in futuro forme di collaborazione industriale e commerciale nel segmento della navalmeccanica degli Emirati Arabi Uniti.

L’accordo, da dettagliare prossimamente con la firma di un Memorandum of Understanding, rientra nella strategia di sviluppo di Fincantieri in Medio Oriente, per promuovere lo sviluppo delle attività locali sia nel comparto della cantieristica navale che in quello dei servizi e attività di post vendita nella regione. Fincantieri e ADSB costituiranno un gruppo di lavoro per definire e preparare proposte comuni, massimizzando ove possibile il contenuto locale, per i futuri programmi che coinvolgono la Marina emiratina e l’Autorità per le Infrastrutture Critiche e la Protezione Costiera (CICPA), relativi alla costruzione di nuove unità, nonché per le attività di refitting e manutenzione della futura flotta della Marina Militare degli EAU.

Nell’ultimo decennio Fincantieri ha consolidato un ottimo rapporto con la Marina Militare degli Emirati Arabi Uniti. Infatti, è presente sul mercato locale dal 2008 e ha consegnato nel 2013 tre navi costruite nei cantieri italiani del Gruppo, una corvetta classe “Abu Dhabi” di 90 metri di lunghezza e due pattugliatori classe “Falaj 2”, tutte operanti all’interno della flotta della Marina EAU con piena soddisfazione del cliente. Ha inoltre creato la joint venture Etihad Ship Building per supportare la manutenzione e la piena operatività delle unità consegnate alla Marina degli Emirati.

AD ANCONA AL VIA I LAVORI IN BACINO PER “SILVER MOON”

ANCONA – Si è svolta ieri presso lo stabilimento di Ancona la cerimonia di impostazione in bacino di “Silver Moon”, la seconda di tre navi da crociera ultra-lusso che Fincantieri realizzerà per la società armatrice Silversea Cruises e che entrerà a far parte della flotta dell’armatore nel 2020.

“Silver Moon” sarà gemella dell’ammiraglia “Silver Muse”, che ha preso il mare nel 2017, e di “Silver Dawn”, la cui consegna è prevista nel 2021, e avrà una lunghezza di 212 metri, 40.700 tonnellate di stazza lorda e la capacità di ospitare a bordo 596 passeggeri, conservando l’intimità della piccola unità e le spaziose cabine – tutte suite – che sono la cifra distintiva di Silversea.

Questa sarà la decima unità di Silversea e una volta operativa alzerà significativamente gli standard nel settore ultra-lusso con numerose migliorie dell’esperienza a bordo, per incontrare le esigenze senza compromessi in termini di comfort, servizi e qualità dei viaggiatori più competenti al mondo.

Tra le notazioni volontarie della nave, come per la gemella, spiccherà la “Green Star 3 Design”, assegnata alle unità provviste, sin dal loro progetto, di dotazioni che prevengono l’inquinamento dell’aria e del mare. Inoltre, di particolare rilievo saranno le notazioni “COMF-NOISE A PAX” e “COMF-NOISE B CREW”, assegnate sulla base dei livelli di rumore misurati nei vari locali della nave. Fincantieri ha costruito dal 1990 ad oggi 88 navi da crociera mentre altre 55 unità sono in costruzione o di prossima realizzazione negli stabilimenti del Gruppo.

FINCANTIERI: EVENTO SPECIALE PER TRE NAVI DI PRINCESS CRUISES

TRIESTE – Ha avuto luogo ieri, presso il cantiere di Monfalcone, uno speciale evento con il quale Fincantieri e Princess Cruises, la più grande compagnia da crociere “premium” al mondo e brand di Carnival Corporation, hanno celebrato tre tappe della costruzione di altrettante navi della classe “Royal”, attualmente in diverse fasi di realizzazione.

La giornata è iniziata con un collegamento con il cantiere di Castellammare di Stabia, dove si è tenuto il taglio della prima lamiera della sesta e ultima unità della serie “Royal”, ancora senza nome. Il troncone, una volta ultimato, verrà trasferito dal sito campano a Monfalcone, dove la nave verrà completata nel 2022.Si è poi tenuta a Monfalcone, alla presenza, tra gli altri, di Jan Swartz, President di Princess Cruises e di Carnival Australia, e Luigi Matarazzo, Direttore della Divisione Navi Mercantili di Fincantieri, l’impostazione di “Enchanted Princess”, quinta unità della medesima serie, che verrà consegnata nel 2020.In chiusura si è svolta la cerimonia in onore del recente varo di “Sky Princess”, il cui ingresso in servizio è previsto entro la fine di quest’anno, e quarta unità dopo “Royal”, “Regal” e “Majestic”, che hanno preso il mare tutte dallo stabilimento isontino del Gruppo. Madrina di quest’ultimo evento è stata Miss Kerry Ann Wright, secondo ufficiale della flotta di Pricess Cruises.

Alla conversione del Memorandum of Agreement annunciato nel luglio 2018, il rapporto tra il cantiere di Monfalcone e Princess Cruises proseguirà con le 2 navi da crociera di prossima generazione da 175.000 tonnellate di stazza lorda, le più grandi finora realizzate in Italia. Le consegne sono previste per la fine del 2023 e la primavera del 2025. Le unità ospiteranno circa 4.300 passeggeri e saranno le prime della flotta dell’armatore ad essere alimentate primariamente a gas naturale liquefatto (LNG).

Fincantieri ha costruito dal 1990 ad oggi 88 navi da crociera, di cui 66 per Carnival Corporation, 16 per Princess Cruises, mentre altre 55 unità sono in costruzione o di prossima realizzazione negli stabilimenti del Gruppo.

IL NAUTILUS Anno 14 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato ai porti con un focus sulla Via della Seta e sulla via Traiana, il concetto dello IoT-Internet of Things, il contratto di ormeggio e il nuovo concetto di New-Port. Poi una riflessione sul principio di passaggio inoffensivo(riprendendo vicende come quella dell'Aquarius, Open Arms e Sea Watch 3). E ancora, approfondimenti sul potere amministrativo delle AdSP, Mare 2.0 e sulla navigazione delle navi e non delle merci.
poseidone danese

© 2019 il nautilus. All Rights Reserved. Performed by SC Lab