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Cantieri, Nautica, News
lunedì, maggio 14th, 2012

Il primo megayacht prodotto nel porto di Napoli entra subito nel gotha del lusso mondiale e fa incetta dei premi più ambiti. Il superyacht “Prima”, realizzato dai Cantieri Palumbo e varato a Napoli lo scorso giugno, si è aggiudicato la menzione speciale della giuria del “World Superyacht Awards 2012”, la rassegna internazionale, svoltasi a Istanbul e giunta alla settima edizione, che, come gli Oscar nel cinema, premia le eccellenze nel settore nautico.
“Prima” è stato riconosciuto tra le migliori undici imbarcazioni di lusso al mondo tra quelle a motore. Nella categoria “displacement motor yacht of 500gt to 1.299gt”, il primo megayacht costruito dal cantiere napoletano guidato da Antonio Palumbo ha ricevuto il prestigioso attestato della giuria internazionale, composta dai più autorevoli armatori di yacht, per il miglior rapporto tra “alta qualità” di costruzione, design e comfort e “prezzo competitivo”.
Il premio è stato ritirato a Istanbul da Giuseppe Palumbo, general manager del cantiere di Napoli e della divisione yacht del gruppo, che ha ricevuto il riconoscimento insieme a tutto lo staff e al fratello Raffaele, responsabile dei cantieri di Messina e Malta. L’attestato del “World Superyacht Awards 2012” arriva dopo che “Prima” aveva già conquistato il “Green Star Plus”, consegnato a ottobre scorso a Montecarlo dal principe Alberto II alla presenza del re di Spagna Juan Carlos.
“Questa serie di prestigiosissimi attestati ci inorgoglisce – commenta Giuseppe Palumbo – perché il nostro primo megayacht ha dimostrato subito la bontà del nostro progetto e la qualità del nostro lavoro nel porto di Napoli: qui abbiamo avviato la specifica divisione di costruzione yacht coinvolgendo anche lo storico cantiere di Messina, dove sarà trasferito parte del know how, in modo da dare vita a un polo cantieristico di eccellenza nel cuore del Mediterraneo. La creazione della divisione megayacht – spiega ancora il giovane general manager napoletano – è la nostra risposta alla profonda crisi del settore delle riparazioni navali nel quale continuiamo comunque a credere e a investire”.
Con i suoi 54 metri di lunghezza, “Prima” ha un pieno di dislocamento di 700 tonnellate, sei cabine compresa quella a tutto baglio dell’armatore con balcone e cabina vip sul ponte di coperta; 12 posti letto per gli ospiti e 12 per l’equipaggio suddivisi in 6 cabine più quella del capitano. Eccezionali volumi, dovuti all’ampiezza del suo baglio di 10,2 metri, estese aree comuni e soprattutto l’imponente volume interno rappresentano le caratteristiche essenziali del superyacht che ha segnato l’esordio dei Cantieri Palumbo nell’esclusivo settore della nautica extralusso.
Il megayacht battezzato a Napoli è stato costruito secondo la regolamentazione dell’ente di certificazione Abs e con le restrittive regole del Mca e ha ottenuto l’ambita notazione Rina di classe Green Star, ovvero il riconoscimento di più alto rispetto dell’ambiente grazie al basso consumo energetico e al ridotto tasso di inquinamento ambientale e acustico. “Prima” è stato realizzato dal Cantiere Palumbo su un progetto d’ingegneria navale della “Hydro Tec Naval Architecture” e il design degli interni di “Spadolini Studio Design”.
Il tipo di materiali, lo standard di costruzione, la più avanzata tecnologia e le classificazioni ottenute fanno del megayacht della Palumbo un’imbarcazione moderna, lussuosa, confortevole e rispettosa dell’ambiente con il miglior rapporto qualità-prezzo, così come riconosciuto nelle motivazioni del premio assegnato dal World Superyacht Awards. E anche dal mercato.
La Palumbo, che quest’anno festeggia 45 anni di attività da protagonista delle riparazioni navali nel Mediterraneo – oggi con cantieri a Napoli, Messina e Malta – ha infatti di recente acquisito tre nuove commesse per la costruzione di megayacht di 40, 55 e 59 metri, ordinati da due magnati russi e un petroliere arabo. Il primo è in fase avanzata di lavoro e sarà consegnato a giugno 2013. Scafo e sovrastrutture tutte in alluminio, 40 metri di lunghezza, 8,2 di larghezza, tre ponti, 190 tonnellate a pieno carico, 15 nodi di velocità di crociera con punte di 22 nodi e un’autonomia di 5 mila miglia, il secondo modernissimo e lussuoso megayacht prodotto dalla Palumbo sta già prendendo forma nei cantieri napoletani sulla base del progetto di architettura navale della “Hydro Tec Naval Architecture” di Sergio Cutolo.
Sarà dotato di una particolare tecnologia a bassissimo impatto ambientale: avrà infatti una motorizzazione ibrida che permetterà anche la propulsione elettrica alimentata da due generatori e quindi con emissioni ridottissime, navigazione silenziosa e riduzione dei costi di gasolio e di manutenzione. Con tre cabine ospiti, una cabina armatoriale e quattro cabine di equipaggio potrà trasportare fino a 9 persone più lo staff di bordo. L’appartamento vip può anche trasformarsi in due comode suite e i letti singoli di una cabina ospiti potranno diventare un letto matrimoniale attraverso lo scorrimento di uno dei letti singoli.
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martedì, maggio 8th, 2012

Si è svolta nella splendida cornice del Çýraðan Palace Kempinski di Istanbul, in Turchia, la settima edizione del “World Superyacht Awards”, la cerimonia di premiazione delle eccellenze mondiali del settore nautico, che quest’anno ha premiato il megayacht realizzato da Fincantieri, “Serene”, come migliore imbarcazione del 2011 nella categoria “displacement motor yacht 3000gt and above”.
La prestiosa kermesse, organizzata e promossa da “Boat International Media”, ha visto la partecipazione di tutti i principali operatori del settore, dai costruttori ai più importanti proprietari di unità di lusso al mondo.
“Serene”, consegnato lo scorso anno dal cantiere di Muggiano (La Spezia), con i suoi 134 metri di lunghezza, è tra i primi dieci yacht più grandi, tecnologicamente avanzati e lussuosi al mondo.
Progettato secondo la massima classe del regolamento internazionale per la sicurezza del trasporto passeggeri in ambito mercantile, ha sette ponti, è dotato di un hangar e due piattaforme di atterraggio per elicotteri, una grande piscina di acqua di mare che può accogliere anche imbarcazioni di servizio, un sommergibile per immersioni fino a 100 metri di profondità e si caratterizza per avere 4.500 metri quadrati di spazi interni, di cui 2.700 metri quadri extra-lusso, disegnati dallo studio Studio Pascale Reymond Langton Design, una delle firme più prestigiose del comparto.
Il progetto è stato sviluppato dal team di Fincantieri Yachts a partire da un rivoluzionario concept design elaborato da Espen Oeino, padre di alcuni degli yacht più famosi al mondo.
“Serene” ha rappresentato l’ingresso di Fincantieri in un segmento di mercato esclusivo, dove l’azienda può mettere a frutto le capacità maturate nella realizzazione di unità complesse, fortemente innovative, caratterizzate da un elevato contenuto progettuale e tecnologico.
Fincantieri sta investendo significative e crescenti risorse in questo settore per offrire al cliente livelli di qualità tecnica, progettuale ed estetica sempre più elevati. Fincantieri sta attualmente realizzando, sempre presso lo stabilimento di Muggiano, un megayacht da 140 metri, “Victory”, i cui lavori sono stati avviati nella fine del 2010.
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giovedì, maggio 3rd, 2012

L’Imesa, società jesina del Gruppo Schiavoni di Ancona, fornirà a tre nuove navi da crociera della Fincantieri lo Shore Connection, un nuovo strumento che consente alle navi in porto di collegarsi alla rete elettrica terrestre e azzerare così le emissioni di CO2. Si tratta di una tipologia di quadro elettrico progettata e realizzata da Imesa spa per rispondere alla svolta ecologica dei porti europei.
Le nuove normative comunitarie impongono infatti una drastica riduzione delle emissioni inquinanti, causate per la gran parte dalle navi che, una volta attraccate negli scali, tengono i generatori operativi (e dunque i motori accesi) per fornire corrente elettrica ai sistemi di riscaldamento, illuminazione e refrigerazione a bordo. La soluzione sta nel connettere la nave alla rete elettrica terrestre, compito non facile, tenuto conto delle diverse frequenze e delle elevatissime potenze necessarie. Per questo è nato lo Shore Connection, un’interfaccia tra i quadri principali di distribuzione della nave e le prese di terra.
Con questo sistema, la nave può alimentare i servizi a bordo a motori spenti, annullando le emissioni inquinanti. In pochi mesi l’Imesa ha stipulato altri contratti per la fornitura di 11 sistemi per importanti realtà internazionali, per un ammontare complessivo di un milione di euro. L’azienda anconetana ha stretto accordi con Imtech, integratore di sistema olandese (un esemplare per nave militare), con la sede genovese del Gruppo Abb (tre esemplari per navi da crociera) e con Sam Electronics, integratore di sistema tedesco (un esemplare per megayacht e sette per navi da lavoro).
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mercoledì, maggio 2nd, 2012

Ha preso il mare questa mattina, lasciando lo stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente (Genova) “Oceania Riviera”, la nuova ammiraglia della flotta di Oceania Cruises, seconda delle due navi da crociera di medie dimensioni extra-lusso commissionate a Fincantieri dalla società armatrice statunitense.
“Riviera”, come la gemella “Marina” consegnata sempre a Sestri Ponente lo scorso anno, ha una stazza lorda di 66.000 tonnellate, è lunga 238 metri, larga 32 ed è dotata di 11 ponti passeggeri. Potrà raggiungere una velocità di crociera di 22 nodi e ospitare a bordo 2100 persone (tra passeggeri e membri dell’equipaggio).
Vanta 633 cabine con vista esterna, di cui il 94% dotate di uno spazioso ed elegante balcone privato. Gli allestimenti, estremamente ricercati, perseguono la massima attenzione al comfort dei passeggeri. L’intero progetto è stato curato dallo studio Yran & Storbratten.
Oceania Cruises, fondata nel 2002 da Frank Del Rio e Joe Watters, vanta attualmente una flotta di quattro navi di piccole dimensioni (cinque con “Riviera”) ed è uno degli operatori più prestigiosi nel comparto di nicchia delle crociere extra lusso. La nuova unità sarà presentata al grande pubblico il prossimo 11 maggio, a Barcellona.
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giovedì, aprile 19th, 2012

Fincantieri, leader mondiale nella costruzione di navi da crociera, e Viking Ocean Cruises, nuovo brand di Viking River Cruises, leader mondiale nel cabotaggio fluviale, hanno firmato un accordo per la costruzione di due navi da crociera, che prevede l’opzione per una ulteriore unità.
Le due navi si posizioneranno nel segmento di mercato di unità extra-lusso di piccole dimensioni. Avranno infatti una stazza lorda di circa 45.000 tonnellate, saranno dotate di 499 cabine e potranno ospitare a bordo 998 passeggeri. Verranno consegnate, rispettivamente, entro la fine del 2014 e del 2015.
Le parti hanno raggiunto un’intesa su tutti gli aspetti dell’accordo, e contano di firmare un contratto in tempi brevi una volta che tutte le condizioni saranno perfezionate.
Alla conclusione dell’accordo, tanto più importante se si considera che è stato raggiunto in un periodo di grave crisi economica, ha contribuito la possibilità di ricorrere agli strumenti di export credit di SACE e SIMEST e all’eventuale finanziamento di Cassa Depositi e Prestiti.
Torstein Hagen, fondatore e CEO di Viking, ha commentato: “Siamo estremamente lieti di lavorare con Fincantieri. Abbiamo creato Viking River Cruises, con l’obiettivo di riportare la ‘destinazione’ al centro dell’esperienza del passeggero, e siamo determinati a promuovere il nuovo brand ‘Viking Ocean Cruises’ con lo stesso impegno ed entusiasmo profusi finora. La nave progettata da Fincantieri propone un design innovativo e all’avanguardia, fedele alla nostra strategia di mercato”.
Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri, ha dichiarato: “Siamo particolarmente onorati di essere stati scelti da Viking Ocean Cruises per realizzare un progetto così innovativo. In un momento di crisi epocale come quello attuale, quest’accordo con un nuovo cliente rappresenta un importante segnale di rinnovata fiducia per lo sviluppo del settore, anche perché Viking, leader mondiale nel segmento fluviale, entra per la prima volta nel settore delle “ocean cruises”.
Bono ha poi concluso: “Questo accordo testimonia la strategia vincente di Fincantieri di recuperare competitività sul mercato e segna l’inizio di una nuova fase che contribuirà a rinforzare la fiducia dei nostri dipendenti sul futuro della società”.
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giovedì, aprile 5th, 2012

In relazione alle notizie circolate nel pomeriggio di oggi Fincantieri smentisce categoricamente di aver mai assegnato alcuna commessa alla società Polare, o ad altre società riferibili al Signor Stefano Bonet, che peraltro non risultano nemmeno iscritte nell’albo dei fornitori aziendali.
Fincantieri inoltre smentisce di aver mai pagato tangenti a chicchessia e ribadisce la massima trasparenza della propria gestione.
Fincantieri, pertanto, si riserva di tutelare la propria immagine in tutte le sedi competenti nei confronti di coloro che danneggiano la società attraverso affermazioni destituite di ogni fondamento.
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lunedì, marzo 19th, 2012

La Marina militare degli Stati Uniti ha ufficializzato lo stanziamento di 715 milioni di dollari per la costruzione di ulteriori due unità delle 10 pianificate alla fine del 2010 nell’ambito del programma LCS – Littoral Combat Ships.
Fincantieri riveste un ruolo molto importante nel programma, perchè partecipa al consorzio capitanato dal colosso della difesa Lockheed Martin con il proprio cantiere di Marinette, nel Wisconsin.
Marinette realizzerà anche le due navi appena contrattualizzate, la “USS Little Rock” e la “USS Sioux City” che seguiranno le unità gemelle “Milwaukee” e “Detroit, sempre in costruzione nello stesso cantiere, dove nel 2008 è stata consegnata la “Freedom”, nave prototipo del programma LCS, e da dove in settembre prenderà il mare la seconda unità, la “Fort Worth”.
Il programma ha beneficiato enormemente dell’esperienza maturata con la “Freedom”, facendo tesoro delle richieste del cliente, della razionalizzazione del processo produttivo, degli investimenti già attuati e di quelli pianificati per efficientare e velocizzare la produzione, come il raddoppio delle aree coperte attraverso la realizzazione di nuove officine.
L’amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono ha così commentato la nuova assegnazione: “Consideriamo molto importante l’acquisizione di questo contratto, che segue il recente ordine del valore di 90 milioni di dollari da parte della US Coast Guard, non solo perché entrambi assicurano continuità e valore alle nostre attività americane e lavoro alle aziende italiane del gruppo che operano nel campo dei sistemi e componenti navali, ma perché sono di auspicio per la ripresa del mercato anche nel settore civile”.
Le altre navi commissionate al team di Lockheed Martin e Fincantieri saranno acquistate dalla US Navy attraverso l’esercizio di successive opzioni. Il programma LCS, cui partecipa anche un secondo consorzio guidato da Austal, prevede complessivamente la realizzazione di 55 navi da acquisire entro il 2020, per un valore totale che supera i 20 miliardi di dollari.
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mercoledì, febbraio 15th, 2012

Il Consiglio di Amministrazione di Fincantieri, riunitosi oggi, ha esaminato e approvato il progetto di bilancio consolidato e il bilancio d’esercizio relativi all’anno 2011:
L’esercizio 2011 si chiude registrando ricavi annui che, nonostante un crollo significativo del mercato, si assestano a circa euro 2,4 miliardi con una quota di export che supera l’80% e con ordini acquisiti nell’esercizio per oltre euro 1,8 miliardi.
Dopo due esercizi caratterizzati dall’emersione di significativi oneri non ricorrenti, l’esercizio 2011 chiude con un utile netto pari a oltre euro 10 milioni, un EBITDA di euro 138 milioni e un eccesso di cassa rispetto alla posizione debitoria (Posizione finanziaria netta) pari a euro 166 milioni, che le consente di svolgere la propria attività senza pressioni finanziarie di alcun genere.
A dimostrazione della solidità della struttura patrimoniale e finanziaria del Gruppo va rilevato che il Patrimonio netto risulta essere pari a euro 951 milioni, con euro 300 milioni di riserve. prevalentemente per utili non distribuiti. Inoltre, in bilancio sono appostati anche fondi più che congrui per fronteggiare rischi e oneri specifici per un ammontare pari a circa euro 114 milioni.
Gli investimenti, pari a euro 78 milioni, sono relativi al completamento di progetti già avviati negli esercizi precedenti al fine di accrescere l’efficienza produttiva e a interventi per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di rispetto dell’ambiente. Tale valore include anche la continuazione del programma di investimenti in atto nei cantieri americani.
Nel corso del 2011 sono stati acquisiti ordini per euro 1.863 milioni, in leggero decremento rispetto al dato del 2010 pari a euro 1.912 milioni.
In particolare sono stati acquisiti ordini per la costruzione di due navi da crociera di grandi dimensioni per il Gruppo Carnival (una per il brand inglese P&O Cruises e una per il brand Costa Crociere) e di una nave da crociera extra-lusso di piccole dimensioni per l’armatore francese Compagnie du Ponant.
Nel settore militare si segnala l’acquisizione, attraverso la controllata Orizzonte Sistemi Navali, dell’ordine per la realizzazione di un’unità da sbarco e supporto logistico destinata alla Marina Nazionale della Repubblica Democratica e Popolare Algerina e, attraverso la controllata americana Fincantieri Marine Group, dell’ordine per la costruzione di un’ulteriore unità LCS (Littoral Combat Ship) per la US Navy e di altre 21 unità minori per la US Coast Guard.
Presso i cantieri americani verranno costruite anche le due navi ordinate da Tidewater, il più importante operatore al mondo nel settore dei servizi per l’industria offshore.
Infine sono stati acquisiti ordini per euro 62 milioni nel business riparazioni e trasformazioni e per euro 136 milioni in quello dei sistemi e componenti.
Per fronteggiare con tempestività la carenza di carichi di lavoro, preso atto della natura strutturale della crisi, è stato predisposto e avviato un Piano di riorganizzazione per adeguare la capacità produttiva alla domanda e più in generale per efficientare tutto il sistema aziendale, mettendolo in grado di fronteggiare la crescente competitività del mercato.
Nel corso dell’esercizio Fincantieri ha quindi perseguito un confronto a tutti i livelli con il sindacato, sfociato in un accordo a livello nazionale firmato il 21 dicembre 2011 dal Ministero del Lavoro, dall’azienda e dalle principali sigle sindacali – FIM-CISL, UILM-UIL, UGL Metalmeccanici, FAILMS e FAILMS CISAL – che rappresentano la maggioranza dei lavoratori.
Commentando i risultati del 2011 l’Amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono ha detto: “La società conferma la sua posizione di leadership, grazie anche alla forte struttura finanziaria e patrimoniale. Con l’accordo sindacale concluso alla fine dello scorso anno, volto ad adeguare la capacità produttiva alla domanda, siamo più competitivi in un mercato che è ancora estremamente depresso”.
Bono ha poi concluso: “Mai come in questo momento è indispensabile che tutta l’azienda, dal management a tutti i dipendenti, sia unita per perseguire quegli obiettivi di crescita che, seppure difficili, possono essere raggiunti anche in questo momento di grave crisi”.
Scritto da Salvatore Carruezzo
Cantieri, Nautica, News
lunedì, gennaio 30th, 2012

In una nota della Fim Cisl, firmata dal segretario nazionale Alberto Monticco e dal segretario generale delle Marche Leonardo Bartolucci, il sindacato denuncia i problemi relativi al cantiere di Ancona.
«Se qualcuno pensa di aver risolto i problemi del cantiere avendo sottoscritto all’ultimo momento l’accordo che ha permesso il 17 gennaio scorso la possibilità di costruire ad Ancona la nave della compagnia Du Ponand si sbaglia.
La vertenza di Ancona è stata la sagra delle occasioni perdute, e la Fiom lo sa, perchè ne è la principale responsabile, se avesse dato seguito al verbale di riunione del 21 settembre scorso, che prevedeva tra l’altro 180 esuberi invece dei 205, si sarebbe potuto ottenere un miglior risultato garantendo una più rapida ripresa dei lavori per il cantiere dorico».
L’eccezionale carico di commesse che Fincantieri ha avuto negli scorsi anni, rilevano i due sindacalisti, «non si ripeterà, almeno a medio periodo, per i noti motivi determinati dalla crisi.
Per queste queste ragioni, si corre il rischio che tra qualche mese i problemi dei carichi di lavoro del cantiere di Ancona si ripresenteranno e non saranno le accuse mosse dalla Fiom all’assessore Lucchetti, uno tra pochi politici locali a mantenere un profilo realista sulla prospettiva industriale per il futuro del Ancona, ad impedire che ciò avvenga. La realtà e che la Fiom conferma uno smarrimento e una miopia sindacale che crea danni ai lavoratori e al futuro del cantiere».
Salvatore Carruezzo
© Riproduzione riservata
Scritto da Abele Carruezzo
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giovedì, gennaio 26th, 2012

Una delle caratteristiche più importanti degli ordini di costruzione di una nave da crociera per un cantiere navale è la variabile “tempo” nello stabilire la data di consegna della nave. Normalmente, tra la firma dell’ordine di costruzione e la data prevista di consegna della nave, passano circa due anni.
Eppure, in quest’ultimo periodo, si sta registrando un gap temporale di tre o quattro anni giustificato con le aumentate dimensioni delle navi da crociere. Casi della Costa Crociere e la Tui Cruise Navi – una Joint Venture tra Royal Caribbean Cruise Line e TUI AG- (ordini 2011 consegna 2014) e quelli per la P & O Crociere e AIDA Cruises –navi con bandiera italiana e parte di Costa Crociere sul mercato tedesco – (ordini fine 2011 consegna 2015).
Non è questo il motivo principale dell’allungarsi dei tempi di consegna, ma l’espansione rapida di “capacità” di stiva per l’aumento recente della domanda di crociere. Inoltre, la maggior parte delle cruise-brand trovandosi nella posizione di attesa per ulteriori aumenti si assicurano una certa stabilità del prezzo più vantaggioso da parte dei costruttori navali e una certa comodità per i finanziamenti per la costruzione di una nave: gli ordini rallentano ed i costruttore offrono prezzi più flessibili senza garanzie per la consegna.
E’ tutto questo che genera una seria minaccia da parte della concorrenza asiatica nei confronti dei cantieri navali europei ed in particolare di Fincantieri. Una nave costruita da un cantiere tedesco e consegnata all’ormeggio ha un costo, ad esempio 130, la gemella costruita in Giappone costerà 100; questa politica dei prezzi asiatici è “insostenibile” dai costruttori europei e sta minando il ruolo di leader dell’Europa in questo settore industriale, compreso il made in Italy.
I cantieri navali europei, non solo devono competere per la sopravvivenza, ma devono anche vincere la gara del “nome” che ha generato fidelity. Tempi migliori ci saranno, forse tra pochi anni (2020), quando le navi costruite negli anni novanta richiederanno una sostanziale verifica e sostituzione con le compagnie di navigazione che varieranno i loro investimenti di capitali. Nel portafoglio odierno di ordini si contano 7 navi per Meyer Werft (Germania), 7 per Fincantieri (Italia), 4 per STX Europe (Turku Finlandia e Saint Nazaire Francia) e 2 Mitsubishi (Giappone).
E comunque l’esperienza di Fincantieri che ha costruito per quasi tutti i cruise-brand, è da non perdere; certamente per i costruttori europei, ci saranno meno ordini nei prossimi anni, ma i ricavi dell’intero settore non subiranno forti variazioni per tutto il 2013 e forse fino al 2016. Questa crisi di ordini servirà per una duratura innovazione tecnologica e dei materiali, cercando di esportare alta tecnologia e professionalità verso i cantieri asiatici.
Abele Carruezzo
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