Nuovo Ponte Morandi: Autorizzato lo sbarco di componenti e materiali alla banchina di Cornigliano

Il Comitato di Gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, riunitosi in seduta straordinaria, ha dato parere favorevole all’autorizzazione dello sbarco di componenti e materiali che saranno utilizzati per il nuovo viadotto sul Polcevera e che imbarcati presso gli stabilimenti di Fincantieri Spa a Castellamare di Stabbia arriveranno, su una chiatta, alla banchina di Genova Cornigliano.

Il Comitato di Gestione ha autorizzato, infatti, la società Ansaldo e la ditta Faggioli Spa per le suddette operazioni che saranno eseguite con mezzi eccezionali. Il primo sbarco è programmato tra il 21 e il 24 giugno 2019 e ne seguiranno altri nove con le stesse caratteristiche.

AL SALONE NAUTICO VENEZIA ARRIVA “HEPIC” LA PRIMA BARCA A IDROGENO PER IL TRASPORTO PASSEGGERI IN LAGUNA

Grande interesse di pubblico per la rivoluzionaria imbarcazione ecosostenibile di Alilaguna

Venezia-Rivoluzione “green” per il trasporto passeggeri a Venezia. Al Salone Nautico Venezia, in programma all’Arsenale della Serenissima, fino a domenica prossima, 23 giugno 2019, sta suscitando grande interesse nel pubblico, “Hepic”, la prima imbarcazione a idrogeno per il trasporto passeggeri nella Laguna di Venezia.  Il battello è stato realizzato in 24 mesi tramite un investimento privato iniziale di Alilaguna e Cantieri Vizianello di circa 1,5 milioni di euro, cofinanziato al 55% ai sensi di un Accordo di Programma tra la Regione del Veneto e il Ministero per l’Ambiente e la Tutela del Territorio e del Mare.

Un progetto innovativo, la barca infatti naviga completamente ad energia elettrica. I vantaggi sono  numerosi su ogni fronte:  Di fatto emissioni zero, grazie all’assenza di un motore endotermica. Silenziosa, nessun inquinamento acustico,  è la soluzione più delicata e sicura per la navigazione , prevede un back up elettrico in eventuale caso di avaria.  L’imbarcazione lunga 16 metri e larga 3,2metri può ospitare 24 passeggeri.

Allo stato attuale gli unici problemi sono di carattere normativo come sottolineato dal Presidente di Alilaguna, Fabio Sacco: “ Hepic non può ancora navigare per le acque lagunari perché è una novità in ambito marittimo e sussiste un gap normativo per le imbarcazioni alimentate a Fuel Cell che trasportano idrogeno a bordo a livello nazionale, mentre all’estero le normative si stanno adeguando o si sono già adeguate. La normativa vigente regolata dalla Capitaneria di Porto impone la presenza a bordo dell’imbarcazione di un motore endotermico. Per questo motivo sono in corso le sperimentazioni necessarie per ottenere l’approvazione alla navigazione da parte del RINA (Registro Italiano Navale). Speriamo di ottenerle presto per dare una accelerata sul fronte della navigazione ecosostenibile”.

Alilaguna, primo servizio di trasporto pubblico di linea, operato da vettore privato, a Venezia da sempre è attiva sul fronte della tutela e salvaguardia dell’ambiente lagunare. Già nel 2010 aveva varato Energia, un battello cui è stato inserito a bordo un motore elettrico che viene azionato tramite l’energia accumulata nelle batterie.

5 MILIONI PER LA PIU’ GRANDE NAVE DELLA MARINA

L’AZIENDA DEL GRUPPO SCHIAVONI FIRMA IL CUORE ELETTRICO DELL’AMMIRAGLIA E SI CONFERMA LEADER NEL SETTORE MILITARE CON LA SUA DIVISIONE MARINE

Nella plancia dell’ammiraglia della Marina Militare batte un cuore elettrico marchigiano. Sono firmati Imesa i quadri della Trieste, la portaelicotteri da 214 metri della Marina Militare italiana, realizzata da Fincantieri e varata a fine maggio a Castellammare di Stabia davanti a un orgoglioso Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Imesa, azienda del Gruppo Schiavoni che si colloca tra i leader mondiali nella produzione di sistemi elettromeccanici, si è aggiudicata una commessa da circa 5 milioni di euro ha progettato e realizzato innovativi sistemi elettrici di media e bassa tensione che garantiscono alla nave la piena efficienza di performance elevate anche in condizioni estreme. “Con questa commessa la nostra divisione Marine – spiega Sergio Schiavoni, fondatore di Imesa – si conferma leader indiscussa nel settore delle forniture militari garantendo standard qualitativi elevati con aspetti tecnici davvero complessi.

La portaelicotteri Trieste, più grande per dimensioni anche della portaerei Cavour, è una vera e propria città galleggiante capace di ospitare a bordo circa un migliaio di persone. Militari, certo, ma anche civili in caso si rendano necessarie operazioni di salvataggio della popolazione in aree di crisi. La Trieste, come tutte le nuove unità militari italiane, è stata pensata per missioni umanitarie e peacekeeping ma resta pur sempre una nave da guerra. Per questo, oltre a rispondere a tutti i requisiti di sicurezza, di qualità e ambiente, il progetto non ha trascurato gli aspetti strutturali adatti al combattimento. I quadri elettrici antishock, son stati studiati e testati per resistere al peggiore degli scenari. Un gioiello di altissima tecnologia, poco inquinante con motori in linea con la filosofia ambientale abbracciata dalla Marina italiana, che salutata dalle Istituzioni come sintesi perfetta di innovazione tecnologica.

Assemblea della Confederazione Italiana Armatori

Il 19 giugno a Roma, presieduta da Mario Mattioli, si è tenuta la sessione privata dell’Assemblea della Confederazione Italiana Armatori che ha approvato il Bilancio e la Relazione annuale sull’anno 2018 ed ha proceduto al rinnovo per il quadriennio 2019-2022 del Collegio dei Probiviri e di quello dei Revisori, nonché del presidente di quest’ultimo. Dall’elezione a scrutinio segreto sono risultati eletti:

Le attività svolte negli ultimi mesi dalle Commissioni confederali sulle materie di competenza sono state illustrate da Carlo Cameli, presidente Navigazione Internazionale, Beniamino Maltese e Fabrizio Vettosi, rispettivamente presidente e vicepresidente Finanza e Diritto d’impresa, Angelo D’Amato, presidente Risorse umane, Relazioni industrial ed Education, Guido Grimaldi, Presidente Navigazione a corto raggio, Gianpaolo Polichetti, vicepresidente Porti e infrastrutture, Fabio Faraone, segretario Tecnica Navale Sicurezza e Ambiente. Giacomo Gavarone, è intervenuto in qualità di presidente del Gruppo Giovani Armatori e coordinatore del Comitato regole e competitività.

Le priorità dello shipping in ambito internazionale sono state illustrate da Paolo d’Amico, presidente dell’Intertanko, ed Emanuele Grimaldi, vicepresidente ICS.

Il presidente Mattioli si è in particolare soffermato sulle recenti proposte francesi per una possibile istituzione di una ECA (Emission Controll Area) nel Mediterraneo, nella quale applicare limiti più severi alle emissioni delle navi. Confitarma ritiene che la sede più opportuna per discutere tali iniziative debba essere l’IMO. Peraltro, attualmente lo shipping mondiale si sta impegnando in uno sforzo senza precedenti per rispettare i nuovi limiti del contenuto del tenore di zolfo nei combustibili marini che dal 1° gennaio 2020 si ridurrà di ben sette volte passando dal 3,5 % allo 0,5%.

Una ECA nel Mediterraneo potrebbe essere presa in considerazione solo dopo aver valutato i benefici derivanti dall’implementazione del Sulphur Cap 2020.

“Difendere e rafforzare la competitività della flotta italiana continua ad essere la priorità di Confitarma – ha affermato il Presidente di Confitarma – che ancora oggi considera il Registro Internazionale il pilastro di una politica marittima efficace ed espansiva, che in venti anni ha portato alla crescita della nostra marineria restituendole la competitività nei traffici internazionali e nel grande cabotaggio dove l’occupazione italiana e comunitaria, nello stesso periodo, è aumentata del 140%. Nonostante la riduzione della flotta di bandiera italiana riusciamo ancora a confrontarci con le altre marine che non devono fare i conti con oneri, vincoli e burocrazia tutti italiani”.

“Gli ostacoli che frenano la flotta italiana, almeno in parte sono superabili attraverso una drastica semplificazione di norme e procedure burocratiche. Abbiamo ri-costitutuito il Comitato Regole e Competitività proprio per dare un nuovo impulso a questa azione soprattutto attraverso l’instaurazione di un dialogo più stretto con le istituzioni al progetto di modernizzazione delle regole.

Peraltro – ha aggiunto Mattioli – come ho avuto modo di affermare recentemente, ritengo che il tema della di sburocratizzazione fino ad oggi sia stato affrontato dal cluster marittimo in modo non coordinato con tante proposte, quasi tutte condivisibili ma spesso caratterizzate da un individualismo che inevitabilmente tende a svalutare l’interesse comune”.

E in quest’ottica “come Presidente della Federazione del Mare, penso che si potrebbe accogliere in quella sede tutti coloro che sono disponibili a condividere gli obiettivi per formulare finalmente proposte che veramente possano restituire forza al cluster marittimo italiano”.

“Fare sistema per ottenere risposte, è fondamentale che le istanze della nostra categoria siano portate avanti da una voce unica. È indubbio che la presenza di più associazioni che tutelano interessi genera confusione negli interlocutori a livello nazionale e internazionale, determinando una minore incisività della voce dell’armamento”, indebolendo di fatto gli interessi tutelati”.

Confitarma è sempre pronta al dialogo e al confronto ma le divisioni generano un inutile dispendio di risorse e di energie rischiando di confondere tutti, compresi i nostri referenti istituzionali.

Noi continueremo sulla nostra strada nell’interesse del Paese e delle nostre imprese associate, che sono orgogliosamente italiane e che vogliono che il tricolore sventoli sulle loro navi, certi che il genuine link con il territorio sia alla base della politica marittima italiana.

FINCANTIERI E CNR: INNOVAZIONE IN CAMPO NAVALE

Trieste– Fincantieri e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) hanno presentato i risultati di sei progetti di ricerca multidisciplinari, nell’ambito del finanziamento relativo all’innovazione in campo navale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

In questi sei progetti, il CNR ha svolto la funzione di coordinamento scientifico, coinvolgendo nove istituti del Dipartimento di ingegneria, ict e tecnologie per l’energia e i trasporti (Cnr-Diitet), uno del Dipartimento scienze chimiche e tecnologie dei materiali (Cnr-Dsctm) e tre università (Genova, Trieste e Sapienza).

L’intero programma si inserisce nella strategia seguita da Fincantieri di Open Innovation, un paradigma con cui le imprese sviluppano delle reti di competenze, collegando i propri fornitori, università e centri di ricerca, allo scopo di cooperare per la risoluzione di problemi complessi.

Nell’approccio, il CNR ha interpretato il ruolo di “hub” di innovazione, ponendosi per l’impresa come “entry point” del sistema pubblico della ricerca, operando quindi una funzione di selezione delle competenze e raccolta dei risultati, e coordinando, con il supporto del partner industriale, il lavoro di sintesi dei numerosi obiettivi raggiunti in una road-map complessiva. In dettaglio, i sei progetti del programma hanno riguardato:

–un progetto preliminare degli impianti e della rete elettrica di una nave la cui energia è parzialmente fornita da un impianto a fuel cell (“Generazione elettrica innovativa”);

–software e modelli di calcolo, validati sperimentalmente, per valutare la migliore strategia per l’efficientamento energetico della nave (“Alta efficienza”);

–un prototipo di cabina intelligente, dotata di sensori sia ambientali sia indossabili per fornire in modo automatico servizi e applicazioni personalizzati; nuove tecnologie di “energy harvesting“ permettono un recupero di energia sfruttabile in vari modi (“E-Cabin”);

–un sistema di mixed reality, sistemi virtuali di now casting e controllo integrati con i sistemi di governo e propulsione, per fornire informazioni di supporto alle decisioni proiettate sugli occhiali degli ufficiali di plancia (“E-Navigation”);

–un sistema per aumentare la sicurezza fisica a bordo, comprensivo di droni automatici da impiegare in caso di uomo in mare (“Secure platform”);

–un modello integrato di recupero di energia dai rifiuti prodotti a bordo (“PiTER”).

I risultati ottenuti con i progetti rispondono alle richieste recentemente espresse dagli armatori per i nuovi prototipi cruise presenti nel portafoglio ordini di Fincantieri. A seguito dei dati presentati, infatti, la Direzione Navi Mercantili, con il supporto di CETENA – Centro per gli Studi di Tecnica Navale – del CNR e delle Università di Palermo, Genova e Napoli, ha avviato un’iniziativa per definire il progetto industriale di dettaglio di una piccola nave la cui energia è parzialmente fornita da un impiantoa fuel cell (progetto “TECBIA”), oppure altre società del gruppo hanno intrapreso la valutazione delle modalità migliori per industrializzare il prototipo “E-Cabin” e renderlo disponibile come prodotto a scaffale da proporre sui prossimi prototipi e sulle navi sottoposte a refitting.

Fincantieri impegna ogni anno grandi risorse umane ed economiche in ricerca e sviluppo, uno sforzo ritenuto indispensabile al fine di mantenere la leadership a livello mondiale nei settori in cui opera. Nel 2018 queste attività hanno comportato un investimento di 122 milioni di euro, pari al 2,2% dei ricavi consolidati del Gruppo.

Il posizionamento strategico dell’azienda infatti è su prodotti navali ad alto valore aggiunto, creati su misura per rispondere alle esigenze specifiche degli armatori e che rappresentano lo stato dell’arte in termini di tecnologia e di innovazione, in particolare negli ambiti della riduzione delle emissioni, dell’efficienza energetica, della sicurezza (safety e security), dell’intelligenza di bordo e della qualità e del comfort di passeggeri ed equipaggio.

Il Dipartimento di Ingegneria, ICT, Energia e Trasporti del CNR (DIITET), il più grande dei sette dipartimenti dell’Ente con circa 1100 ricercatori, persegue una doppia missione: sviluppo della conoscenza e supporto scientifico-tecnologico al sistema delle imprese. Anche nel corso del 2018 ha sviluppato il più ampio portafogli di progetti dell’Ente, per un totale di circa 70 milioni di euro.

VARATO A MUGGIANO IL PATTUGLIATORE POLIVALENTE D’ALTURA “THAON DI REVEL”

Trieste– Alla presenza del Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, si è svolta oggi presso lo stabilimento Fincantieri di Muggiano (La Spezia) la cerimonia di varo del primo Pattugliatore Polivalente d’Altura (PPA), “Paolo Thaon di Revel”.

La Madrina della nave è stata Irene Imperiali, nipote dell’ammiraglio Paolo Thaon di Revel.

All’evento hanno partecipato, tra gli altri il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Ammiraglio di squadra Valter Girardelli, mentre per Fincantieri il Presidente, Giampiero Massolo, e l’Amministratore delegato Giuseppe Bono.

Questo PPA, primo di sette unità, sarà consegnato nel 2021 e rientra nel piano di rinnovamento delle linee operative delle unità navali della Marina Militare deciso dal Governo e dal Parlamento e avviato nel maggio 2015 (“Legge Navale”).

Caratteristiche tecniche dell’unità:  PPA – Pattugliatori Polivalenti d’Altura

Il pattugliatore polivalente d’altura rappresenta una tipologia di nave altamente flessibile con capacità di assolvere a molteplici compiti che vanno dal pattugliamento con capacità di soccorso in mare, alle operazioni di Protezione Civile, nonché, nella sua versione più equipaggiata, da nave combattente di prima linea.

Sono infatti previste differenti configurazioni di sistema di combattimento: a partire da una “leggera”, relativa al compito di pattugliamento, integrata di capacità di autodifesa, fino ad  una “completa”, equipaggiata con il massimo della capacità di difesa. Inoltre l’unità è in grado di impiegare imbarcazioni veloci tipo RHIB (Rigid Hull Inflatable Boat) sino a una lunghezza di oltre 11 metri tramite gru laterali o una rampa di alaggio situata all’estrema poppa.

-132,5 metri di lunghezza

-Velocità oltre 31 nodi in funzione della configurazione e dell’assetto operativo
-171 persone di equipaggio
-Dotata di impianto combinato diesel e turbina  a gas (CODAG) e di un sistema di propulsione elettrica
-Capacità di fornire acqua potabile a terra
-Capacità di fornire corrente elettrica a terra per una potenza di 2000 kw

-2 zone modulari a poppa e centro nave che permettono l’imbarco di svariate tipologie di moduli operativi/logistici/abitativi/sanitari containerizzati (in particolare la zona di poppa può ricevere e movimentare in area coperta fino a 5 moduli in container ISO 20” mentre la zona centrale fino 8 container ISO 20”)

I PPA saranno costruiti presso il Cantiere Integrato di Riva Trigoso e Muggiano con consegna prevista per la prima unità della classe nel 2021, mentre i successivi saranno consegnati nel 2022, 2023, 2024 con due unità, nel 2025 e nel 2026.

FINCANTIERI E NAVAL GROUP FIRMANO L’ACCORDO DI JOINT VENTURE

Prende forma il progetto “Poseidon”

Facendo seguito a quanto annunciato il 23 ottobre 2018, Fincantieri e Naval Group hanno firmato oggi un accordo, l’Alliance Cooperation Agreement, che definisce i termini operativi per la costituzione di una joint venture paritaria (50/50).

L’accordo, che segue l’approvazione dei rispettivi consigli di amministrazione, sostanzia i contenuti del progetto “Poseidon” e apre la strada al progetto di rafforzamento della cooperazione navale militare dei due gruppi per la creazione di un’industria navalmeccanica europea più efficiente e competitiva.

L’accordo è stato firmato dai CEO delle due società Giuseppe Bono e Hervé Guillou a bordo della fregata “Federico Martinengo”, ormeggiata presso l’Arsenale della Marina Militare di La Spezia, unità del programma italo-francese FREMM, proprio per sottolineare la solidità della ventennale collaborazione tra i due Paesi, le loro industrie e le Marine nazionali.

La costituzione della JV, attesa nei prossimi mesi e comunque entro la fine dell’anno, sarà soggetta alle consuete condizioni previste per questo tipo di operazioni nonché all’ottenimento delle autorizzazioni delle autorità competenti.

Attraverso la joint venture, Fincantieri e Naval Group:

condivideranno best practice tra le due società;
condurranno congiuntamente attività mirate di Ricerca e Sviluppo;
ottimizzeranno le politiche di acquisti;
prepareranno congiuntamente offerte per programmi binazionali e per l’export.

L’accordo stabilisce che la società avrà sede a Genova, con una controllata in Francia, a Ollioules. La governance della JV, disciplinata anche da un patto parasociale, prevede un Consiglio di Amministrazione di 6 componenti, 3 su nomina di ciascuna società. Per il primo mandato triennale, Fincantieri esprimerà il Presidente ed il Chief Operational Officer, e Naval Group l’Amministratore Delegato e il Chief Financial Officer.

Nel Consiglio, a conferma della valenza strategica che Fincantieri e Naval Group attribuiscono a questa operazione, siederanno Giuseppe Bono, che assume la carica di Presidente della JV, ed Hervé Guillou.

L’alleanza rappresenta una grande opportunità per entrambi i gruppi e i loro ecosistemi di aumentare la propria capacità di servire meglio le rispettive Marine nazionali, di acquisire nuovi contratti di esportazione, di sviluppare nuove tecnologie  e, in definitiva, di migliorare la competitività dei comparti navali dei due Paesi.

A margine della firma Giuseppe Bono e Hervé Guillou hanno dichiarato: “Manifestiamo grande soddisfazione per il risultato raggiunto e, soprattutto, desideriamo ringraziare i nostri Governi che negli ultimi mesi hanno lavorato fianco a fianco a noi, e continuano a farlo, per finalizzare un’intesa che assicurerà la protezione degli asset sovrani, favorendo la collaborazione tra i due team. Questo impegno ci permetterà di supportare sempre meglio le nostre Marine, fornire l’adeguato sostegno alle operazioni per l’export comune e gettare concretamente le basi per il consolidamento dell’industria europea della difesa”.

ISOTTA FRASCHINI MOTORI: “QUALIFICA 1000 ORE” PER I MOTORI DIESEL DEI PPA La controllata di Fincantieri ha presentato il nuovo gruppo elettrogeno 16V170C2ME 11 giugno 2019

Trieste– Isotta Fraschini Motori (IFM), società del gruppo Fincantieri, ha celebrato oggi presso il suo stabilimento di Bari, la “Qualifica 1000 ore” del generatore diesel 16V170C2ME dei Pattugliatori Polivalenti d’Altura (PPA) per la Marina Italiana, un prodotto innovativo per applicazioni navali.

Il Presidente di IFM Sergio Razeto ha accolto i partecipanti in una location particolare, la sala prove e collaudo. Hanno preso parte all’evento, tra gli altri, il Comandante in Capo della Squadra Navale, Ammiraglio di Squadra Donato Marzano, il Direttore della Direzione degli Armamenti Navali (Navarm), Ammiraglio Ispettore Capo Matteo Bisceglia, l’Assessore regionale con delega allo sviluppo economico, competitività, ricerca industriale e innovazione, Cosimo Borraccino, e  il Direttore generale di Fincantieri, Alberto Maestrini.

La giornata di oggi rappresenta una tappa fondamentale nel processo di validazione dei Diesel Generator Systems (DGS), che comprende oltre 3.700 ore totali di esercizio dei sistemi, oltre 1.000 delle quali dedicate alla fase finale che precede l’accettazione da parte del cliente.

La collaborazione con la Marina Militare ha permesso di creare un prodotto su misura, partendo dalla progettazione fino alla gestione del ciclo di vita.

Isotta Fraschini Motori, nata nel 1900 come officina di automobili, è un’azienda che progetta e produce motori diesel e le loro applicazioni in campo marino, ferroviario ed industriale. Più di un secolo di storia durante il quale la società è stata capace di trasformare e rinnovare i propri prodotti, alcuni dei quali unici nel panorama mondiale, come la linea di propulsori a bassissima segnatura magnetica, ad elevato contenuto ingegneristico, riconosciuto e apprezzato da prestigiosi clienti nel panorama globale.

Oggi IFM fa parte del Gruppo Fincantieri, beneficiando così da una parte di investimenti in essere e pianificati per il futuro che l’hanno resa una società moderna e al passo con i tempi, e dall’altra, sotto il profilo tecnico, di importanti sinergie con altre società del Gruppo, come Cetena in relazione alla ricerca e innovazione, e Seastema in merito all’integrazione dei sistemi, con grande vantaggio per i propri clienti. Oltre alla Marina Italiana, IFM annovera tra i propri clienti da oltre 35 anni la US Navy, per la quale partecipa al programma LCS, uno dei principali al mondo, e diverse altre marine europee, senza tralasciare impegni ed applicazioni più recenti in Corea, Australia, Singapore e India.

Nel 2015 Fincantieri ha ricevuto l’ordine per 7 PPA, nell’ambito del piano di rinnovamento della flotta della Marina Militare. Il primo pattugliatore, la cui consegna è prevista per il 2021, verrà varato questo mese presso il cantiere di Muggiano (La Spezia) di Fincantieri. Le consegne dei successivi pattugliatori sono previste nel 2022, 2023, 2024 con due unità, 2025 e 2026.

La grande festa del ritorno in mare di Tirrenia II

Un varo senza precedenti, che rimarrà nella storia dello yachting internazionale. Lo scorso 8 giugno Tirrenia II, imbarcazione a vela costruita in legno 105 anni fa in Inghilterra, è stata varata presso il cantiere Francesco Del Carlo di Viareggio. Centinaia le persone accorse per assistere al ritorno in mare di una delle barche d’epoca più eleganti di tutto il Mediterraneo. Durante la cerimonia l’attore Alessandro Preziosi ha letto un brano di “Moby Dick”. La festa è proseguita con una serata di gala al “Principino”, con ospiti VIP come l’attore pisano Roberto Farnesi e Beatrice Venezi, direttore d’orchestra di fama internazionale e madrina del varo.


8 GIUGNO 2019, TIRRENIA II È TORNATA A NAVIGARE
Sabato 8 giugno 2019 rimarrà una data impressa nella storia dello yachting internazionale. L’imbarcazione a vela Tirrenia II, costruita in legno nel 1914 dal cantiere H.R. Stevens di Southampton su progetto dello yacht designer britannico Frederick Shepherd, è tornata ufficialmente in mare a dieci anni dalla sua ultima navigazione e dopo tre anni di lavori effettuati presso il cantiere Francesco Del Carlo di Viareggio.

Dopo 105 anni di vita trascorsa tra il nord Europa, Mediterraneo, Atlantico e Caraibi, questo ketch aurico lungo 18,54 metri, acquistato nel 2016 da una coppia di armatori lombardo-piemontesi, continuerà dunque a farsi ammirare in occasione dei numerosi raduni di vele d’epoca organizzati ogni anno presso le più belle località italiane ed estere. Da sogno la cerimonia del nuovo varo avvenuto presso la città toscana.

LA CRONACA DEL VARO, L’ATTORE ALESSANDRO PREZIOSI LEGGE “MOBY DICK”
A partire dalle ore 17 sono arrivate presso la Darsena Italia del Cantiere Del Carlo a Viareggio ospiti e curiosi per assistere alla discesa in mare di Tirrenia II. La cerimonia, è proprio il caso di dirlo, è stata “diretta” da Beatrice Venezi, direttore di orchestra di fama internazionale investita del ruolo di madrina dell’evento.

Presente anche un ospite d’eccezione, l’attore Alessandro Preziosi, indimenticato protagonista della fiction televisiva “Elisa di Rivombrosa”, interprete di importanti ruoli teatrali, da Shakespeare a Moliere, e di numerosi film di successo. A lui è stata affidata la lettura di un brano tratto dal “Moby Dick” di Herman Melville. Come in un vero spettacolo, nei momenti precedenti il varo, la danzatrice viareggina Eleonora Di Vita ha eseguito volteggi aerei a ritmo di musica sospesa tra i due alberi di Tirrenia II. Poi è stata la volta dei saluti e dei ringraziamenti da parte dell’armatrice e del consulente incaricato della direzione del restauro, il fiorentino Enrico ‘Chicco’ Zaccagni.

Il norvegese Peter Jespersen, ex armatore di Tirrenia II durante gli anni Ottanta, ha fatto dono agli armatori della campana originale. Presente alla cerimonia anche Alberto Scuro, recente nuovo presidente dell’ASI, l’Automotoclub Storico Italiano. Dopo la benedizione di Don Luigi Pellegrini, si è svolto il tradizionale e beneaugurante rito della bottiglia infranta (al primo colpo) sullo scafo e la discesa in mare di Tirrenia II.

LA SERATA DI GALA AL “PRINCIPINO”
In serata, presso il Ristorante “Il Principino” di Viareggio, lungo il viale a mare, si è svolta la serata di gala riservata ad un selezionato numero di circa 130 ospiti, tra i quali armatori ed equipaggi di alcuni motoscafi Riva associati alla Riva Historical Society, capitanata dall’architetto milanese Piero Maria Gibellini, intervenuti per salutare il ritorno in mare di Tirrenia II. Nulla è stato lasciato al caso.

Gli invitati sono stati accompagnati al proprio tavolo, ognuno identificato da nomi di oggetti marinareschi (boma, ammiragliato, amantiglio, osteriggio, ecc.) da figuranti in abiti d’epoca. Due maxi schermi hanno proiettato le foto storiche di Tirrenia II eseguite dai fotografi Carlo Borlenghi e James Robinson Taylor e il video del restauro realizzato da Paolo Maccione, direttore della testata giornalistica “Barche d’Epoca e Classiche” che ha documentato il restauro nel corso degli anni precedenti.

Tra gli ospiti un altro grande attore, il pisano Roberto Farnesi, già definito “il re delle fiction” (“Solo per amore”, “Colpo di fulmine”, “Il paradiso delle signore” e altre), il Capitano di Fregata Giovanni Calvelli, Comandante della Capitaneria di Porto di Viareggio, Roberto Brunetti, Presidente del Club Nautico Versilia, Angelo Bonati, ex CEO di Officine Panerai fondatore del circuito di regate di vele d’epoca Panerai Classic Yachts Challenge e del recupero della vela d’epoca Eilean del 1936, anch’essa restaurata dal cantiere Del Carlo.

RINASCE LA COPPA TIRRENIA II
La grande festa al “Principino” è stata animata da un’esibizione di nuoto sincronizzato eseguita dalle Sincronette della società Aquatica di Massarosa (LU), su coreografie di Katiuscia Guidi e Cristiana Canova. La danzatrice Di Vita è tornata per eseguire una danza contemporanea su recitazione di Roberto Farnesi di un testo dello scrittore Leonardo Castellucci dedicato a Tirrenia II.

Tra gli altri “effetti scenografici” la proiezione su un muro d’acqua delle immagini della barca, con sullo sfondo l’oscurità della notte sul mare, seguita da balli charleston e da musica in stile anni Venti eseguita dalla Ivy and The Bounce Band. Una serata unica, interminabile e ricca di colpi di scena come in un vero e proprio show. Prima del taglio della torta, innaffiata da spumante Ferrari rigorosamente italiano, è avvenuta la cerimonia di rinascita della Coppa Tirrenia II.

Questo trofeo era stato istituito nel 1925 dall’ex armatore Cav. Guido Fiorentino, presidente della sede napoletana del Regio Yacht Club Italiano, ed assegnata annualmente fino al 1939 all’imbarcazione che avesse compiuto la più lunga crociera in Mediterraneo. Settant’anni dopo, la rinata Coppa tornerà per incoraggiare le più belle barche d’epoca del Mediterraneo a compiere importanti navigazioni d’altura e verrà assegnata in occasione dell’annuale raduno di ottobre delle Vele Storiche Viareggio.

A questo proposito anche Lorenza Fiorentino, bisnipote di Guido Fiorentino, era presente al Principino. Al termine della serata le signore sono state omaggiate di una copia del libro “Vele interiors” del Comandante imperiese Flavio Serafini, contenente la storia e le fotografie storiche di Tirrenia II.

IL FUTURO DI TIRRENIA II
Prossimamente Tirrenia II prevede di partecipare ad alcuni dei più importanti e titolati raduni di vele d’epoca del Mediterraneo. Ogni anno, tra aprile e ottobre, presso numerose località in Italia, Francia e Spagna, si svolgono infatti alcune delle più belle regate al mondo riservate alle Signore del Mare e il rinato ketch rappresenterà una presenza importante.

Al comando di Tirrenia II la skipper torinese Lucia Pozzo, esperta velista, circumnavigatrice e scrittrice di mare coinvolta nel recente riarmo velico della barca. Per lei si tratta di un ritorno a bordo, essendo già stata comandante di Tirrenia II nei primi anni Novanta dopo il restauro avvenuto all’epoca a Trieste in seguito all’arrivo in Italia dai Caraibi, dove era stata acquistata dal precedente proprietario.

Foto: Maccione

FINCANTIERI: PROGETTO DI BENEFICENZA CON BANCO ALIMENTARE E GEMEAZ ELIOR L’azienda cantieristica cederà una quota dei prodotti della mensa del cantiere di Ancona

Trieste– Fincantieri ha firmato un accordo di collaborazione a scopo di beneficenza con il Banco Alimentare Marche, associazione di utilità sociale attiva nel recupero di eccedenze alimentari, e Gemeaz Elior, società che fornisce servizi di ristorazione presso la mensa del cantiere di Ancona.

L’iniziativa prevede che Fincantieri, con la collaborazione di Gemeaz Elior, ceda gratuitamente le derrate non consumate offerte presso la mensa di stabilimento, al fine della loro ridistribuzione da parte del Banco Alimentare agli enti beneficiari che si occupano di assistenza e aiuto ai poveri e in generale a persone in stato di bisogno.

I prodotti che potranno essere ceduti e ritirati non avranno superato la data di scadenza e saranno conformi alle condizioni igienico sanitarie, alla temperatura di conservazione, agli imballi primari e secondari, oltre ad essere adeguatamente etichettati. Al momento del ritiro dei prodotti verrà verificata la corrispondenza della natura, qualità e quantità dei prodotti ricevuti.

IL NAUTILUS Anno 14 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato ai porti con un focus sulla Via della Seta e sulla via Traiana, il concetto dello IoT-Internet of Things, il contratto di ormeggio e il nuovo concetto di New-Port. Poi una riflessione sul principio di passaggio inoffensivo(riprendendo vicende come quella dell'Aquarius, Open Arms e Sea Watch 3). E ancora, approfondimenti sul potere amministrativo delle AdSP, Mare 2.0 e sulla navigazione delle navi e non delle merci.
poseidone danese

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