Camera dei Deputati-Commissione Ambiente: Audizioni su tutela ambiente marino

Martedì alle 12,30 diretta webtv

Martedì 16 luglio, alle ore 12,30, la Commissione Ambiente svolge le audizioni di Federazione nazionale delle imprese di pesca (Federpesca), Associazione nazionale dei servizi ecologici portuali ed Unione nazionale imprese per la tutela dell’ambiente marino (Ansep-Unitam) e Associazione imprese servizi ambientali (Fise-Assoambiente), Federazione lavoratori dell’agroindustria (Flai-Cgil), Federazione agricola alimentare ambientale industriale italiana (Fai-Cisl), Uila-Pesca, nell’ambito dell’esame in sede referente delle proposte di legge recanti disposizioni concernenti l’impiego di unità da pesca per la raccolta dei rifiuti solidi dispersi in mare e per la tutela dell’ambiente marino.

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Nautica, a breve proroga obbligo patente per fuoribordo

Il rinvio riguarda mezzi con motore superiore a 750cc e formazione assistenti bagnanti

A breve sarà disposta una nuova proroga, al 2020, dell’attuale normativa in materia di conduzione di unità nautiche con motore di cilindrata superiore ai 750cc a iniezione a due tempi e sulla formazione degli assistenti ai bagnanti. Questo quanto previsto dalla proposta di legge approvata oggi, in prima lettura, dall’Aula della Camera e che ora attende l’ok dal Senato.

La proroga per la guida dei fuoribordo consentirà agli operatori economici, che hanno investito nell’acquisto di piccole unità con motore a due tempi sopra i 750 cc, di ammortizzare i costi sostenuti potendo continuare a noleggiare questi mezzi anche a persone che non hanno la patente nautica e, conseguentemente, di esercitare a pieno la propria attività commerciale. Allo stesso tempo si consentirà ai privati che posseggono questi motori di avere il tempo per conseguire la patente nautica.

La proposta di legge in questione fa slittare al 31 dicembre 2020 anche le nuove disposizioni sulla formazione degli assistenti bagnanti per consentire, in attesa che vengano organizzati i nuovi corsi, l’abilitazione di nuovo personale e sopperire così alle esigenze sia lavorative che del mercato di settore per l’estate alle porte.

Goletta Verde 2019 presenta i risultati del monitoraggio in Puglia

Cariche batteriche elevate per 5 campionamenti su 29 tra foci di fiumi e canali

Focus regionale sulla depurazione:

Sono ancora 3 gli impianti che continuano a scaricare nel sottosuolo. Il 23% dei depuratori presenta criticità mentre il 24% è soggetto a scarichi anomali. Procedono gli interventi per migliorare il comparto depurativo e sono numerose le iniziative messe in campo dalla Regione per incentivare il riuso delle acque reflue in agricoltura

Su http://www.legambiente.it/golettaverde è possibile visualizzare la mappa interattiva del monitoraggio, con i punti di campionamento e i risultati delle analisi

Cinque campionamenti su ventinove eseguiti lungo le coste pugliesi risultano fuori dai limiti di legge e di questi tre sono “fortemente inquinati”. Nel mirino ci sono sempre canali e foci che continuano a riversare in mare scarichi non adeguatamente depurati come nel caso dello sboccodellavasca di Boccadoro a Trani (Bat), la foce del canale in contrada Posticeddu sul litorale Apani, a Brindisi, e il canale di scarico di Marina di Leuca a Castrignano del Capo.

È questo in sintesi l’esito del monitoraggio svolto lungo le coste pugliesi dall’equipe tecnica di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane, presentato questa mattina in conferenza stampa a Bari da Francesco Tarantini, presidente Legambiente Puglia e Mattia Lolli, Portavoce Goletta Verde, alla presenza di Vito Colucci, Direttore Generale Autorità Idrica Pugliese, Vito Bruno, Direttore Generale Arpa Puglia e del Contrammiraglio Giuseppe Meli, Direttore marittimo della Puglia e della Basilicata ionica.

Un viaggio realizzato anche grazie al sostegno dei partner principali CONOU, Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati e Novamont; dei partner sostenitori Assovetro – Endless Ocean, Ricrea, Consorzio nazionale per il riciclo e il recupero degli imballaggi in acciaio e con il contributo di Pramerica SGR (Pramerica Sicav Social 4 Future). Media partner del tour è La Nuova Ecologia.

“È ora di dire basta ad ogni forma di alibi – dichiara Mattia Lolli portavoce della Goletta Verde – e di intervenire in maniera decisa per porre fine a queste emergenze che causano danni all’economia, al turismo e soprattutto all’ambiente, a partire dalla gestione delle acque reflue e al miglioramento del nostro sistema depurativo. Non va dimenticato che sono già quattro le procedure di infrazione comminate all’Italia dall’Ue con un nuovo deferimento alla Corte di Giustizia arrivato pochi mesi fa.

Soldi che avremmo potuto spendere per progetti innovativi a tutela del mare. L’obiettivo del nostro viaggio è mantenere alta l’attenzione contro la mala depurazione, le trivellazioni di petrolio, il cemento illegale e il marine litter. Crediamo siano questi i veri nemici del mare da fermare ad ogni costo, purtroppo ci sembra che l’attenzione del Governo, e spesso anche della amministrazioni locali, sia diretta su tutt’altro”.

“Il risultato del monitoraggio di Goletta Verde è positivo nel suo complesso – afferma Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – anche se permangono criticità su tutti i tratti di mare interessati dalle foci di fiumi e canali. Rispetto alla scorso anno non cambia di molto la situazione sul fronte della depurazione: restano tre gli impianti che continuano a scaricare nel sottosuolo e salgono a quarantaquattro quelli soggetti a scarichi anomali.

Il 23% dei depuratori pugliesi continua a non essere conforme alla direttiva europea sulla depurazione mentre procedono gli interventi di potenziamento/adeguamento, compresi quelli per il contenimento delle emissioni odorigene. Viste le numerose iniziative finalizzate ad affinare le acque reflue depurate, chiediamo alla Regione Puglia di lavorare per puntare al massimo riutilizzo di queste in agricoltura”.

Il dettaglio delle analisi di Goletta Verde

Il monitoraggio di Legambiente (i prelievi sono stati eseguiti dalla squadra di tecnici tra il 22 e il 25 giugno scorso) prende prevalentemente in considerazione i punti scelti in base al “maggior rischio” presunto di inquinamento, individuati dalle segnalazioni non dei circoli di Legambiente e degli stessi cittadini attraverso il servizio SOS Goletta. Foci di fiumi e torrenti, scarichi e piccoli canali che spesso troviamo sulle nostre spiagge che rappresentano i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta alla insufficiente depurazione dei reflui urbani o agli scarichi illegali che, attraverso i corsi d’acqua, arrivano in mare.

I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e vengono considerati come “inquinati” i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli in cui i limiti vengono superati per più del doppio del valore normativo.

In provincia di Foggia sono stati monitorati tre punti e tutti sono risultati entro i limiti di legge: a Peschici, in Baia Monte Pucci presso spiaggia libera La Calenella; a Cagnano Varano, in località Foce Varano presso Lido del Sole e a Manfredonia presso spiaggia Castello.

Dei sei punti campionati nella provincia Bat, l’unico risultato fortemente inquinato è lo sbocco della vasca di Boccadoro, a Trani. Risultano invece entro il limiti di legge i prelievi effettuati a Trani, presso il molo a destra sulla spiaggia Matinelle; a Margherita di Savoia, nella Riserva Naturale della Salina, alla foce del torrente Carmosina e sulla spiaggia presso il lungomare Cristoforo Colombo; a Bisceglie, in località Salsello sulla spiaggia del lungomare incrocio Mauro Dell’Olio e a Barletta, presso la spiaggia libera della litoranea di Ponente.

Nella provincia di Bari, tutti e quattro punti campionati risultano entro i limiti di legge: a Molfetta, Torre Calderina, a Monopoli, spiaggia Cala Porto Rosso, a Polignano a Mare, spiaggia Lama Monachile e a Bari spiaggia sinistra Lama Balice.

Su cinque punti monitorati in provincia di Brindisi, tre sono risultati entro i limiti, a Ostuni, in località Torre San Leonardo spiaggia del Pilone; a Fasano, spiaggia lido Savelletri; e a Brindisi, in località Giancola, sulla spiaggia della Provincia. È risultata inquinata la foce del Canale Reale di Torre Guaceto a Carovigno e fortemente inquinata quella del canale contrada Posticeddu sul Litorale Apani di Brindisi.

Sono stati sei i punti campionati in provincia di Lecce, di cui solo uno è risultato fortemente inquinato: canale di scarico in località Marina di Leuca a Castrignano del Capo. Sono entro il limiti di legge, invece, i campionamenti effettuati a: Porto Cesareo, in località Torre Lapillo, sulla spiaggia libera; a Nardò, Santa Caterina/Santa Maria, presso punta dell’Aspide; a Gallipoli, Porto Gaio, presso lo scarico del depuratore; a Otranto, Baia di Otranto, sulla spiaggia di Madonna dell’Altomare; e a Vernole, presso la Riserva Naturale Le Cesine-Vernole.

Infine, sono cinque i punti monitorati in provincia di Taranto. L’unico risultato inquinato è a Palagiano, presso la spiaggia Pino di Lenne, sulla foce del fiume Lenne. Entro i limiti di legge i punti campionati a Manduria, alla foce del torrente Borraco; a Maruggio, Campomarino di Maruggio, presso la spiaggia della Commenda; a Taranto, presso la spiaggia limitrofa alla foce del fiume Ostone; e a Pulsano, presso la spiaggia libera Montedarena.

Permangono, poi, le criticità sulla cartellonistica informativa rivolta ai cittadini che, nonostante sia obbligatoria per ormai da anni per i Comuni, non viene ancora rispettata. Indicazioni che hanno la funzione di divulgare al pubblico la classe di qualità del mare e i dati delle ultime analisi. Nei ventinove punti monitorati, solo in un caso ovvero ad Otranto, presso Baia di Otranto, sulla spiaggia di Madonna dell’Altomare i tecnici di Goletta Verde hanno segnalato la presenza di questo cartello. Mentre in due casi, alla foce del Torrente Carmosina e alla foce del Canale Reale, nei punti non campionati dalle autorità competenti, non era presente il cartello di divieto di balneazione come previsto dalla legge.

Focus regionale sulla depurazione

Sono 185 gli impianti di depurazione a servizio degli agglomerati pugliesi, di cui 181 gestiti da Acquedotto Pugliese e 4 gestiti direttamente dai comuni (Biccari, Lesina Marina, Sannicandro Garganico-Torre Mileto e Volturara Appula).

La scarsa disponibilità idrica superficiale naturale condiziona fortemente la tipologia dei recapiti finali nella nostra regione. Questo comporta che solo il 7% dei recapiti finali dei depuratori è costituito da corpi idrici superficiali, il 75% è costituito da lame e altri corsi d’acqua effimeri/episodici o dal suolo (attraverso trincee drenanti) e il 16% recapita a mare. In ragione di tali peculiarità territoriali, per la metà dei depuratori, il Piano di Tutela delle Acque in corso di aggiornamento prescrive che il trattamento sia spinto fino a rendere possibile il riutilizzo delle acque reflue.

Gli impianti che continuano a scaricare nel sottosuolo sono 3 (Lesina Marina, Manduria Vecchio e Casamassima Vecchio, quest’ultimo di prossima dismissione)

Dal monitoraggio effettuato dall’Arpa Puglia nel 2018 (2.433 controlli) emerge che sono 43 gli impianti di depurazione che nel 2018 hanno presentato una non conformità alla Direttiva comunitaria (91/271) sul trattamento delle acque reflue urbane. Di questi: 11 avevano lavori in corso tali da rendere plausibile un decremento dell’efficienza depurativa (Bari Ovest, Bitonto, Corato, Molfetta, Santeramo in Colle, Andria, Bisceglie, Cerignola, Lucera A, Galatone e Faggiano).

Dei restanti 32: su 10 sono stati già programmati interventi di adeguamento/potenziamento e gli stessi risultano in corso di progettazione (Gioia del Colle, Mola di Bari, San Ferdinando di Puglia, Ascoli Satriano 1 e 2, Mattinata, Monte Sant’Angelo , San Severo, Volturino, San Cesario di Lecce); su 2 è prevista la dismissione (Casamassima Vecchio, Manduria Vecchio); per i restanti 20 (Apricena, Biccari, Cagnano Varano, Carapelle, Carpino, Castelluccio dei Sauri, Deliceto, Monte Sant’Angelo A, Ordona, Orsara di Puglia, Peschici, Rignano Garganico, San Marco la Catola, San Paolo di Civitate, Sant’Agata di Puglia, Serracapriola, Stornarella, Vico del Gargano e Copertino, Trani) si provvederà con la manutenzione straordinaria in attesa di definire la copertura finanziaria per gli interventi di adeguamento e/o potenziamento. Nel caso di Ordona e Trani, i fuori limite sono riconducili ad una fase di avvio all’esercizio di nuove opere realizzate nell’ambito di interventi conclusi a fine 2017.

Tra i fattori che possono inficiare il processo depurativo degli impianti ci sono anche gli scarichi anomali (arrivi impropri di acque meteoriche, di vegetazione e di natura lattiero-casearia).

Sono 44 gli impianti di depurazione soggetti a scarichi anomali: gli impianti maggiormente interessati dal fenomeno sono Carovigno (8 segnalazioni), Andria (7 segnalazioni), San Ferdinando e Cerignola (6 segnalazioni), Oria (5 segnalazioni), Gioia del Colle, Barletta, Bitonto e San Severo (4 segnalazioni).

Nel settore depurazione, l’attuale programmazione prevede 196 interventi infrastrutturali volti al miglioramento complessivo del comparto depurativo tra adeguamento, potenziamento della capacità di trattamento, abbattimento delle emissioni odorigene e rifunzionalizzazione dei recapiti finali. Di questi, 42 risultano ultimati, 23 in esecuzione e 131 in fase di progettazione.

L’incremento della copertura del servizio di fognatura e depurazione e il contestuale miglioramento dell’efficienza dei depuratori sta comportando un progressivo incremento della produzione dei fanghi di depurazione, che ha subito un forte trend di crescita tra il 2012 (circa 192.000 tonnellate di fango tal quale prodotto) e il 2018 (circa 218.200 tonnellate di fango tal quale prodotto).

Nel 2018, i quantitativi di fango di depurazione prodotti sono stati così conferiti: il 16% direttamente in agricoltura, il 47% in impianti di compostaggio fuori Regione, il 5% in impianti di compostaggio all’interno del territorio pugliese e il 32% in discarica. In base alle ultime stime, a regime, la produzione di fanghi dovrebbe attestarsi su un valore di circa 380.000 tonnellate/anno. La progressiva riduzione delle superfici disponibili al riutilizzo in agricoltura e la ridotta disponibilità degli impianti di compostaggio regionali ad accettare il fango prodotto dai depuratori, ha indotto Acquedotto Pugliese (dal 2014 in poi) a portare il fango fuori Regione e in discarica.

Nel Piano Regionale per la gestione dei rifiuti urbani, la Regione Puglia ha adottato una strategia volta a ridurre la produzione, sostenere il recupero (in particolare il riuso agronomico) e ridurre lo smaltimento in discarica dei fanghi di depurazione, entro i limiti previsti dalle recenti indicazioni dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico. In linea con il primo dei suddetti obiettivi, nell’ambito della programmazione in essere, è stato approvato un intervento di manutenzione straordinaria per la fornitura di 60 stazioni di disidratazione meccanica, attraverso il quale il Gestore ha stimato di poter ottenere una riduzione fino al 30% del fango da conferire al recapito finale.

Negli ultimi anni, la Regione Puglia ha messo in campo numerose iniziative finalizzate ad incentivare il riuso delle acque reflue in agricoltura, finanziando n.32 interventi sugli impianti di: Carovigno, San Pancrazio Salentino, Acquaviva, Cassano delle Murge,  Fasano, Sammichele di Bari,  Gioia del Colle, Barletta, Castellaneta, Castellana Grotte, Santa Cesarea Terme, Trani, Bisceglie, Pulsano, Faggiano, Conversano, Corato, Tricase, Zapponeta, Corsano, Ugento, San Donaci, Gravina di Puglia, Martina Franca, Molfetta, Ruvo-Terlizzi, Palagiano, Massafra, Sternatia-Zollino, Manfredonia, Margherita di Savoia e Taurisano.

In Puglia, nel 2018, sono n. 9 impianti (Acquaviva delle Fonti, Casarano, Corsano, Gallipoli, Ostuni, Fasano, Noci, San Pancrazio Salentino e Trinitapoli) che restituiscono un refluo idoneo al riutilizzo. Nello specifico, è stata riutilizzata l’acqua affinata presso gli impianti di Corsano (volume riutilizzato 2018 168.005 mc/anno), Gallipoli (volume riutilizzato 2018 104.757 mc/anno), Ostuni (volume riutilizzato 2018 36.366 mc/anno), e Fasano. Il Lago Milecchia viene alimentato con le acque affinate a Noci), mentre il sistema integrato di affinamento e riuso di Acquaviva delle Fonti è partito a maggio 2017. A S. Pancrazio Salentino e a Trinitapoli, l’acqua, seppur affinata, non viene ancora distribuita in attesa dell’esecuzione dei lavori sulla rete irrigua, di competenza dei Consorzi di bonifica.

Dei 27 agglomerati originariamente interessati dalla procedura di infrazione n. 2014/2059 ai danni dell’Italia per il mancato rispetto della direttiva comunitaria sul trattamento delle acque reflue urbane (91/271/CEE), 21 risultano conformi e sono in corso le procedure per l’esclusione dall’infrazione. Per i restanti 6, che ad oggi non sono ancora conformi o perché sottodimensionati o per superamento dei limiti allo scarico (Andria, Ascoli Satriano, Bari, Castrignano del Capo, San Severo e Volturino), sono previsti ovvero sono in corso interventi di adeguamento/potenziamento che consentiranno di conseguire la conformità alla direttiva 91/271/CEE secondo la seguente scansione temporale: Andria e Bari nel 2020; Castrignano del Capo nel 2021; Volturino nel 2022; Ascoli Satriano e San Severo nel 2023.

Con riferimento alla precedente procedura n.2004/2034, i n. 3 agglomerati oggetto di condanne della Corte di Giustizia Europea in materia di collettamento, fognatura e depurazione delle acque reflue sono Casamassima, Porto Cesareo e Taviano. Allo stato attuale si prevede che le criticità relative agli agglomerati di Casamassima e Porto Cesareo, per una quota parte del carico generato, saranno risolte entro il 2019, mentre per l’agglomerato di Taviano, a seguito del dissequestro delle aree di cantiere intervenuto in data 27.06.2018, sono corso le attività per il completamento della rete fognaria.

Tra i fattori inquinanti, troppo spesso sottovalutati, c’è anche il corretto smaltimento degli oli esausti. Ecco perché anche quest’anno il CONOU, il Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati, affianca, in qualità di partner principale, le campagne estive di Goletta Verde e di Goletta dei Laghi di Legambiente.

Da oltre 35 anni il Consorzio è il punto di riferimento italiano per la raccolta e l’avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale. Nel 2018, in Puglia, il Consorzio ha proceduto alla raccolta di 8.560 tonnellate di olio minerale usato. L’olio – che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli – è un rifiuto pericoloso per la salute e per l’ambiente che, se smaltito indiscriminatamente, può determinare gravi effetti inquinanti.

Altresì, se gestito e rigenerato secondo la prassi corretta, diviene una risorsa preziosa che torna a nuova vita sotto forma di basi lubrificanti; un esempio corretto di economia circolare. Negli anni di attività il CONOU ha raccolto 6 milioni di tonnellate di olio usato, avviandone a rigenerazione 5,3 milioni e consentendo la produzione di 3 milioni di tonnellate di olio rigenerato e un risparmio sulle importazioni di petrolio di circa 3 miliardi di euro, ponendo così l’Italia in vetta al settore a livello europeo.

“La nostra è una missione precisa: salvaguardare l’ambiente da un inquinante pericoloso, ottimizzandone la gestione e i costi relativi in una ottica di massimo riutilizzo” – ha spiegato il presidente del CONOU, Paolo Tomasi. “Il nostro operato in difesa dell’ambiente, del mare e dei laghi in particolare, oltre ad evitare una potenziale dispersione di un rifiuto pericoloso, lo trasforma in una preziosa risorsa per l’economia del Paese”.

Risultati delle analisi di Goletta Verde in Puglia (Pdf 483 Kb)

Il porto di Ancona entra nella stagione calda

Saranno circa 26.600 i passeggeri complessivi delle navi traghetto e delle crociere che transiteranno nel porto di Ancona da venerdì 12 luglio a domenica 14 luglio. Molte di queste persone si riverseranno nelle vie della città per conoscerla, ammirarla e usufruire dei servizi offerti da negozi, bar e ristoranti.

Secondo le stime dell’Autorità di sistema portuale, i passeggeri sulle navi traghetto saranno 22 mila. Le persone in imbarco e sbarco dalla Grecia saranno 16 mila, con sette traghetti in partenza. Sulla direttrice per la Croazia i passeggeri saranno circa 3.800, con cinque traghetti in partenza. Le persone in imbarco e sbarco per l’Albania saranno 2.200, con tre traghetti in partenza. I crocieristi, nel secondo fine settimana di luglio, saranno circa 4.600.

Domani, venerdì 12 luglio, al terminal crociere attraccherà Msc Sinfonia, con a bordo più di 2.800 persone fra passeggeri e componenti dell’equipaggio, pronte ad esplorare Ancona e le Marche. La nave di Msc Crociere, che tornerà nello scalo dorico ogni venerdì fino al 22 novembre, arriverà alle 10 da Dubrovnik, in Croazia, e ripartirà alle 18 per Venezia. La compagnia di navigazione ha portato a 28 le toccate ad Ancona, rispetto alle 20 del 2018, su un numero complessivo di 47 approdi della stagione crocieristica 2019, che è coordinata dall’Autorità di sistema portuale.

Per tutti i crocieristi, sono disponibili i servizi di “Welcome to Ancona”, il progetto di accoglienza coordinato dalla Camera di Commercio delle Marche, capofila di un gruppo di soggetti privati e pubblici fra cui Comune di Ancona, Regione Marche e Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale.

Sabato 13 luglio sarà di nuovo una giornata “english”. Alle 8 arriverà Marella Celebration, dal porto di Hvar, in Croazia, con più di 1.800 passeggeri a bordo. La nave della Marella Cruises, che si alterna nello scalo con la “sorella” Marella Explorer 2, è alla terza toccata della stagione 2019 e ripartirà alle 18 per il porto croato di Rijeka. La compagnia inglese attraccherà 16 volte nel capoluogo marchigiano in questa estate.

Italia in bella mostra al Monaco Solar&Energy Boat Challenge

Italia in bella mostra all’evento monegasco dedicato alla motonautica del futuro ideato da Marco Casiraghi. Record di velocità del team italiano AnveraElab, vittoria di classe del team italoscozzese Vita e una prestigiosa conferenza del professor Schito del Politecnico di Milano. Già 10 iscritti alla prossima edizione (30 giugno-4 luglio 2020) tra cui un team cinese.

Si è concluso sabato 6 luglio il Monaco Solar & Energy Boat Challenge con una cerimonia di premiazione, riconoscendo l’impegno sia dei vincitori degli eventi nautici sia le migliori presentazioni dei workshop tecnici. L’evento ha permesso di evidenziare e mettere in pratica molte soluzioni per la nautica sostenibile derivanti da anni di ricerca e sviluppo.

Questa competizione unica al mondo, giunta alla sesta edizione, ha riunito 34 squadre di 14 nazionalità e si consolida come una piattaforma di scambio vincente per tutti i partecipanti: ricercatori, accademici, ingegneri del futuro, inventori, professionisti dello yachting e dell’energia. Tutti erano desiderosi di proporre e testare alternative credibili ai combustibili fossili per dare forma alla propulsione delle barche di domani.

Numerosa la rappresentanza italiana a cominciare dalla classe Offshore dove AnveraElab di Misano Adriatico ha stabilito il nuovo record di velocità con 74,49 km / ora, battendo il precedente record del 2016 che era fissato a 49,10 km / ora. Poi il team italo scozzese Vita Yachts, vincitore della prova di endurance e il team del Politecnico di Milano. Nella classe Solar era infine iscritto il team Blue Matrix del Politecnico di Bari e capitanato dall’ex ammiraglio Ugo Bertelli.

Il Monaco Solar & Energy Boat Challenge 2019 è espressione diretta della volontà di SAS Principe Alberto II di Monaco, Presidente dello Yacht Club Monaco, che ha voluto venire di persona a incontrare gli espositori e incoraggiare i concorrenti: “La formazione e l’educazione della gioventù, il suo sviluppo, la sua creatività, il suo grado di consapevolezza e coinvolgimento sono i garanti di un futuro migliore. Date loro la possibilità, date loro tutti gli strumenti di cui hanno bisogno per avere successo e, soprattutto, fidatevi di loro “.

Prototipi messi alla prova
La competizione è stata intensa in tutte le prove delle tre classi: Solar, Offshore ed Energy. Nella serie Solar, quella storica e la più rappresentata con 19 iscritti, il primato continua a restare in mano all’Olanda con la vittoria di New Nexus (Open Class) e Sunflare (A Class). Si noti che per la prima volta dalla creazione dell’evento nel 2014, queste unità solari sono riuscite a funzionare per 3 ore, viaggiando per circa 20 miglia nautiche in mare e dimostrando che questa tecnologia continua a progredire.

In Offshore, battaglia al vertice tra gli studenti della TU Delft Solar Boat Team e i professionisti della nautica di Vita Yachts. Il team italo scozzese vince la gara di durata di 16 miglia nautiche, mentre i futuri ingegneri olandesi conquistano la prova più lunga di 32 miglia nautiche, contando sull’autonomia e non sulla velocità. Lanciata solo lo scorso anno, la classe Energy conosce un grande fervore con 7 partecipanti, che hanno raccolto la sfida di progettare un sistema di propulsione con il massimo di potenza e autonomia, installato su uno scafo di catamarano fornito dallo Yacht Club di Monaco, uguale per tutti. La vittoria è andata al team francese Wave ESTACA, che ha dominato tutti gli eventi nautici di classe (endurance race, slalom e race match race).

Un raduno all’insegna dell’innovazione
L’evento, che ha riunito oltre 400 tra concorrenti, espositori e professionisti e oltre un migliaio di visitatori nell’arco di quattro giorni, ha dimostrato l’importanza dello scambio, degli incontri e del confronto di idee per favorire l’innovazione. Come spiega Bernard d’Alessandri, segretario generale dello Yacht Club di Monaco: “La Monaco Solar & Energy Boat Challenge contribuisce alla riflessione sul futuro della nautica da diporto. Il Principato porta avanti il progetto Monaco, capitale dello Yachting, e consente attraverso questo evento di confrontare le esperienze di industriali, ingegneri, cantieri navali, studenti e armatori per affrontare le sfide energetiche e ambientali del settore nautico».

Con risultati concreti: se l’idrogeno sembra essere un’alternativa efficace, l’energia solare non viene dimenticata e anche le soluzioni combinate stanno dimostrando il loro valore, come evidenziano gli sviluppi proposti da SBM Offshore, con sede principale a Monaco dove impiega circa 900 dipendenti. Sostenuto dall’intera azienda, il progetto del team SBM, un impianto termoelettrico basato sull’idrogeno quale fonte di energia, è stata una delle novità di questa edizione e ha un futuro promettente: il calore generato dalle celle a combustibile è utilizzato in modo ottimale per ricaricare le batterie per un livello di efficienza record del 60%. Per questo il prototipo ha ricevuto il Premio per l’Innovazione Credit Suisse.

Con una dozzina di team già pre-iscritti nella categoria Energy per l’edizione 2020, tra cui per la prima volta il Visun Royal Yacht Club in Cina, non c’è dubbio che il prototipo di SBM dovrà affrontare una concorrenza sempre maggiore e sempre più acuta.

Opportunità di impiego per i giovani
Gli organizzatori hanno anche visto un importante coinvolgimento dell’industria della nautica da diporto, con l’esordio del cantiere navale tedesco Nobiskrug. Questo coinvolgimento non sarà senza futuro: l’azienda ha già promesso di tornare l’anno prossimo e il suo team ha anche incontrato possibili collaboratori tra i giovani studenti. Analogamente Torqeedo, che ha fornito all’evento una flotta di imbarcazioni elettriche ed Energy Observer, che ha identificato i profili degli ingegneri più adatti alle sue esigenze. In totale, sarebbero circa una ventina i giovani la cui assunzione prende le mosse da questo evento. Questo è un altro risultato concreto dell’iniziativa lanciata dallo Yacht Club di Monaco sotto il nome di Job Dating, e che continuerà per tutto l’anno.

Progressi condivisi
La sfida tra i team si è giocata anche durante gli scambi scientifici attraverso i workshop teconologici, le spiegazioni fornite da ciascuna squadra sulle sue innovazioni, il suo approccio, difficoltà e soluzioni: una vera e propria fonte di ispirazione per l’altro in modalità Open Source, in modo che tutti potessero beneficiare dell’esperienza altrui e continuare a migliorare il proprio prototipo; da qui in futuro il passo per diventare espositori potrebbe essere breve, come è successo alla start-up Finx che ha presentato un sistema propulsivo basato su una membrana biomimetica elettrica in grado di sostituire le eliche delle barche. Tale sistema consente un 30% in più di efficienza, maggiore sicurezza e minori costi di manutenzione.

Tra le conferenze che hanno maggiormente lasciato il segno, c’è sicuramente quella del professor Paolo Schito del Politecnico di Milano, il cui team sta lavorando sul riutilizzo e il riciclaggio delle batterie al litio: secondo lui, in poco più di 5 anni, il miglioramento congiunto dei costi di produzione e della durata della batteria farà tutti i veicoli a propulsione elettrica più economici rispetto a quelli con combustione tradizionale. Un’analisi che sicuramente ha fatto piacere alla casa automobilistica Toyota, sponsor tecnico che aveva fornito alle auto Mirai idrogeno.

Lo Yacht Club di Monaco dà lo slancio
Di fronte a questi problemi ambientali, lo Yacht Club di Monaco ha colto l’occasione per annunciare la costruzione della futura barca giuria a emissioni zero che accompagnerà le regate e gli eventi nautici organizzati dal Club. Un catamarano ecologico al 100% disegnato dall’architetto navale Espen Oeino, la cui progettazione è stata affidata a Dario Calzavara (Terra Modena) – che ha anche partecipato alla progettazione del prototipo in competizione del team Anvera Elab. Senza emissioni di carbonio ma anche senza inquinamento acustico, questa nave è stata progettata anche per consentire l’osservazione silenziosa delle balene dal Principato.

Palmares
Classe energetica: Wave ESTACA (Francia)
Classe Offshore, regata costiera lunga: TU Delft Solar Boat Team (Paesi Bassi)
Classe Offshore, endurance: VITA Yachts (Scozia/Italia)
Classe Solar Open: New Nexus (Paesi Bassi)
Classe Solar A: Sunflare (Paesi Bassi)

Record di velocità: Anvera Elab (Italia)
(74,49 km / ora, battendo il precedente record del 2016 che era fissato a 49,10 km / ora)

Premio per l’innovazione:SBM Offshore (Monaco)
Premio Tech Talk migliore: Solar Boat Twente (Paesi Bassi)
Premio di comunicazione: HydroVinci (Francia)
Premio sportivo: Team Indonesia

Le dichiarazioni dei team italiani

LUCA FERRARI – CAPO TEAM ANVERAELAB

Anvera è nata quattro anni fa con lo scopo di innovare. Innovare vuol dire conquistare nuovi obiettivi mai raggiunti da altri. Noi puntiamo a un’ottimizzazione senza precedenti per dimensioni e prestazioni, un vero e proprio concentrato di alta tecnologia Made in Italy. Costruiamo imbarcazioni anche molti grandi fino a 55 piedi completamente in carbonio perché vogliamo limitare il peso. Rispetto alla concorrenza abbiamo la metà della potenza motori, la metà del peso, consumiamo la metà e andiamo più forti. Noi siamo sui 5l miglio mentre la concorrenza sui 10l miglio, quindi immettiamo nell’atmosfera la metà di loro.

Da questa filosofia nasce la barca laboratorio che abbiamo fatto per partecipare a questa gara: una barca totalmente elettrica a zero emissioni. Oggi abbiamo sicuramente una ricerca da fare in questo settore e grazie anche all’automotive avremo sicuramente la strada un po’ più aperta nel senso che loro hanno più risorse, più ingegneri e fanno più ricerca. Il nostro partner è Tecnoelettra di Vignola, già fornitore di Ferrari F1 e Ducati Moto GP,  e per noi hanno seguito il pacchetto elettronico batteria/motore. Penso che la nautica possa arrivare entro pochi anni a fare anche 50 miglia con propulsione elettrica senza ricarica con velocità di crociera abbastanza sostenute; ci avvicineremo quindi alle prestazioni dei motori diesel ma a emissioni zero.

La stessa cosa per le barche. Il nostro progetto è durato 8 mesi, ha coinvolto una decina di persone di età media 30 anni, italiani e un ghanese, tutti ingegneri e un architetto navale. Aver stabilito il record di velocità è la conferma che abbiamo lavorato nella direzione giusta.

PAOLO SCHITO  – POLIMI Docente di Ing. Meccanica Applicata Alle Macchine

Al Politecnico di Milano concentriamo la ricerca nello sviluppo di nuove soluzioni per la mobilità. Facciamo ricerca sull’elettrificazione e la guida autonoma di diversi mezzi. Dopo auto e treni, ci siamo dedicati al settore nautico, tanto è vero che molte aree protette e parchi naturali vengono vietate ai motori a combustione. Da qui è partita l’idea di un progetto di un gommone, con motori elettrici più performanti delle soluzioni attualmente presenti sul mercato, in quanto il motore è immerso e direttamente collegato alle eliche per avere un’efficienza superiore e meno perdite dovute a ingranaggi e trasmissioni varie.

Il progetto è partito a febbraio 2018. Il team è formato da 4 persone presenti a Montecarlo più altre 10 su Milano. Hanno preso parte al progetto sia studenti del corso di laurea triennale sia quelli di specialistica. Per la parte di propulsione grande supporto è stato dato da RGM SpA, una società di Genova che si occupa di convertitori ad alte prestazioni.  Futuro del mercato: da capire se si punterà su imbarcazioni che vanno piano ma con un’autonomia più elevata o su barche più veloci per le quali sarà necessario predisporre reti infrastrutturali di ricarica a terra.  La sostenibilità, per dirla in poche parole, è andare in porto e trovare l’acqua pulita, muoversi silenziosamente e sentire solo il rumore delle onde quando si naviga. E una sensazione incredibile. La prima volta che sono salito sulla barca, sono stato colpito dal silenzio, dall’assenza di vibrazioni e di fumo, allora ti senti un tutt’uno con la natura e il mare.

ADRIAN GUSMAN – Capo team e Head of Production Vita Yachts Italia

Il nostro team riunisce specialisti dalla Formula 1 e di ingegneria elettrica, dall’industria dei super yacht da dove sono venuto io, dall’industria finanziaria, dal settore automobilistico di lusso e design di prodotto di fascia alta.  Abbiamo lavorato in due sedi: una in Scozia che fa ricerca, design e ingegneria del sistema di propulsione elettrica, e un’azienda in Italia – la Vita Yachts di Varese – che costruisce le barche con scafi realizzati da un esperto di fibra di carbonio in Slovenia. Abbiamo lavorato da ottobre 2018 a marzo 2019 per costruire questa barca.

Sei mesi intensi dove tutti, dai giovani universitari ai tecnici esperti, hanno dato il massimo per questa sfida “elettrica” e siamo molto soddisfatti di aver vinto! Oltre che dal sistema elettrico con la nostra tecnologia proprietaria per il powertrain, per noi la sostenibilità passa anche attraverso la sperimentazione di prodotti e materiali il più green possibile. Adesso abbiamo la barca in fibra di carbonio, ma stiamo testando nuovi metodi con altri materiali come la balsa o il bambù per costruire scafi ancora più ecologici. Pensiamo alla prossima sfida.

UGO BERTELLI – BLU.E MATRIX – POLITECNICO BARI

A differenza di Paesi come l’Olanda, l’Italia non ha una tradizione alla Solar Week e quindi non avevamo esperienze e barche precedenti su cui basarci. Insieme al Presidente di Confindustria Taranto abbiamo pensato realizzare un’imbarcazione con 15 talenti provenienti da tutti l’Italia che sono già professionisti, appena usciti dall’università, con una età media di 27 anni. Ci siamo riusciti in sei mesi. Abbiamo chiesto all’università di Bari di partecipare a questo progetto. Perché Bari? Perché il buco nero italiano del mondo dell’ambiente è Taranto, il mar piccolo, e qui vogliamo concentrare le attività di sviluppo di queste imbarcazioni.

Abbiamo portato qui una rappresentanza, una decina di giovani e puntiamo ad essere competitivi per una importante gara di settembre in Olanda, dove il team sarà universitario e industriale.  Anche l’università di Bologna ha collaborato, mettendo a disposizione due ingegneri elettrici che hanno fatto esperienza sulle batterie dell’Onda Solare, una vettura da competizione che si è Per noi è stato importante essere qui a Monaco, perché abbiamo vissuto giorni intensi di arricchimento tecnico e professionale. Da ricordare anche l’università di Roma Tre che ha curato la messa a punto del powertrain elettrico.

Prossima edizione: dal 30 giugno al 4 luglio 2020. Maggiori informazioni su www.mcsebc.org

Sostenibilità ambientale: ALIS e Marevivo insieme per “Plastic Free”

Firmato protocollo di intesa per la salvaguardia dell’ambiente e il monitoraggio dell’inquinamento marino

Un passo concreto per la sostenibilità ambientale e lo sviluppo della cultura green e blue nel protocollo d’intesa firmato oggi dai Presidenti di ALIS e Marevivo, Guido GRIMALDI e Rosalba GIUGNI.

Il principale Cluster italiano dei trasporti e della logistica si è impegnato, con le oltre 1400 imprese associate, ad aderire alla campagna “Plastic free e non solo” che l’Associazione ambientalista Marevivo sta promuovendo.

“Aderiamo con piacere – ha dichiarato il Presidente di ALIS Guido Grimaldi – alla campagna “Plastic Free e non solo” promossa da Marevivo, impegnandoci ad adottare una serie di importanti linee guida, quali lo sviluppo della cultura green e blue presso i nostri associati e lavoratori attraverso progetti formativi ed ulteriori iniziative a favore della sostenibilità ambientale e della riduzione dell’inquinamento marino, così come ad incentivare l’utilizzo di carburanti alternativi, nuove tecnologie e sistemi satellitari con l’obiettivo di sviluppare un trasporto sempre più sostenibile ed utilizzare prodotti riutilizzabili o compostabili nei nostri uffici e nei nostri eventi”.

La Presidente di Marevivo Rosalba Giugni ha evidenziato che “la partnership con ALIS, un’associazione istituzionalmente impegnata per la sostenibilità ambientale, è quasi un atto dovuto per chi, come Marevivo, punta profondamente sul contributo delle imprese che condividono le politiche sulla riduzione delle plastiche”.

“La salvaguardia dell’ambiente e il continuo monitoraggio dell’inquinamento marino – ha concluso il Presidente Guido Grimaldi – da sempre rappresentano una delle priorità programmatiche di ALIS. Attraverso questa preziosa partnership con Marevivo, intendiamo affiancare quelle proposte legislative volte a contribuire a ridurre l’inquinamento marino, attraverso misure che puntino ad eliminare la presenza di plastiche e microplastiche dalle acque”.

LA ICE RIB CHALLENGE ATTRAVERSA IL GOLFO DI BISCAGLIA

Sergio Davì conclude le sue tappe “iberiche” e si dirige verso la Francia

 

Lo abbiamo visto lasciare Palermo lo scorso 21 giugno, a bordo del suo Nautilus Explorer (un gommone Nuova Jolly Prince 38cc motorizzato con due fuoribordo Suzuki DF350A) per dare il via alla sua quinta impresa: la ICE RIB CHALLENGE, da Palermo a New York in gommone.

Dopo avere attraversato lo stretto di Gibilterra, con due sole tappe nel Mediterraneo (Mallorca e Alcaidesa), il capitano Davì è stato costretto, per motivi di carattere meteorologico, a fermarsi circa una settimana nella cittadina portoghese di Cascais, alle porte di Lisbona, dove, ospite del Marina de Cascais e di Moteo (Suzuki Portugal), ha tenuto una piccola conferenza stampa con la speciale partecipazione dell’Ambasciata d’Italia di Lisbona nella persona della dottoressa Sofia Cutrone e dove ha anche ricevuto, quasi a sorpresa, la speciale visita dei rappresentanti mondiali ed europei della Peace Run.

Dopo Cascais è stata la volta di Vigo e Ribadeo. A Vigo, ospite del Marina Davila, insieme al team di Movil Motors (Suzuki España), ha eseguito un vero e proprio pit-stop, con messa a terra del gommone, pulizia, carenaggio e check-up completo. Grazie all’utilizzo dei lubrificanti Motul ed alle loro elevate prestazioni i due fuoribordo Suzuki, confermano le loro eccellenti performance, sia in termini di ore di navigazione che di consumi.

A Ribadeo, ospite del Real Club Nautico, Davì ha atteso la finestra di bel tempo per traversare l’insidioso Golfo di Biscaglia alla volta della sua unica (si spera) tappa francese, Camaret-sur-Mer, per poi proseguire verso Nord.

A causa delle condizioni meteo-marine poco favorevoli si registra un ritardo di circa dieci giorni sulla tabella di marcia, ma per fine agosto la missione potrebbe dirsi conclusa con l’arrivo a New York.

Per restare sempre informati sulla ICE RIB CHALLENGE sarà sufficiente consultare il sito www.ciuriciurimare.com oppure le pagine social: Sergio Davì Adventures (Facebook) e sergiodavi_adventures (Instagram).

Inoltre, scaricando l’app ufficiale (disponibile sia per iOS che per Android) sarà possibile seguire real time Sergio Davì ed il suo Nautilus Explorer.

VENEZIA, MIT DISPONE ISPEZIONE SU SVENTATO INCIDENTE E STANDARD SICUREZZA

OMA– Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, su indicazione del Ministro, ha dato mandato all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale e alla Capitaneria di Porto di Venezia di avviare una immediata verifica sui fatti accaduti nella sera del 7 luglio, in Riva sette martiri a Venezia, dove una nave da crociera ha sfiorato la collisione con la banchina. Chiedendo in tempo reale un report per le opportune valutazioni.

Il Mit, con una lettera formale, chiede inoltre che le due Autorità appurino, in particolare, le cause dell’accaduto e la rispondenza delle operazioni effettuate dalla nave alle prescrizioni di sicurezza previste.

Il Mit, nella missiva, sottolinea anche la necessità di valutare, stante il reiterarsi di situazioni di pericolo, se le misure attualmente in essere siano idonee ad assicurare la piena sicurezza della navigazione, adottando con la massima urgenza, ove necessario, ulteriori procedure e disposizioni atte ad elevare gli standard di sicurezza.

Friend of the Sea Certifica Operatori Dolphin Watching a Lampedusa

Certificazione garantita per avvistamento delfini nel mare che circonda l’isola di Lampedusa, in associazione con Area Marina Protetta Isole Pelagie e Associazione Me.Ri.S

Friend of the Sea, lo schema di certificazione globale per prodotti e servizi che rispettano e proteggono l’ambiente marino, ha annunciato oggi di aver aggiunto nuovi membri al suo programma per l’avvistamento sostenibile di delfini e balene. Certificando tre operatori sull’isola di Lampedusa, che si trova a sud dell’Italia nel Mar Mediterraneo, Friend of the Sea sta aiutando a proteggere i delfini nel loro habitat naturale, diffondendo allo stesso tempo preziose informazioni sulla sostenibilità ambientale.

“È fantastico che la gente voglia vedere i delfini e le balene in natura”, ha dichiarato Paolo Bray, direttore di Friend of the Sea. “Apprezzano le meraviglie del mondo marino. Tuttavia, anche con le migliori intenzioni, questi tour possono inavvertitamente danneggiare le creature stesse. La nostra certificazione di osservazione dei delfini e balene sostenibile è pensata per consentire alle persone di godere di queste incredibili esperienze proteggendo allo stesso tempo gli animali.”

Friend of the Sea ha certificato gli operatori Salvatore Fragapane, Rosario Domenico Sanguedolce e Francesco Palmisano, dei pescatori locali che durante la stagione estiva promuovono attività di pesca-turismo. Ogni operatore offre un’escursione di due ore che prevede principalmente avvistamenti di un tipo di delfino chiamato tursiope (Tursiops gervais), il quale è facilmente avvistabile al largo di Lampedusa. Lo standard Friend of the Sea cerca di minimizzare i disturbi non  intenzionali ai delfini fissando un numero massimo di imbarcazioni presenti nell’area di osservazione dei cetacei.

Tra i requisiti di sostenibilità che devono essere rispettati ci sono anche limiti sulla velocità massima di avvicinamento e sulla distanza tra le barche e i delfini. Allo stesso tempo, proibisce di nuotare con loro e di utilizzare plastica monouso a bordo delle barche. I clienti possono interagire con Friend of the Sea, dando un’opinione sull’escursione.

Lampedusa è stata teatro di diverse recenti tragedie che coinvolgono i migranti. La sua posizione, quasi esattamente tra l’Africa e l’Italia meridionale, ha reso l’isola una destinazione per i migranti che attraversano il Mediterraneo. Nel 2016, una barca migrante affondò al largo della costa di Lampedusa, causando la morte di oltre 80 persone, mentre è ben nota la recente vicenda legata alla Sea Watch 3.

“Nonostante la situazione a Lampedusa, questi pescatori hanno deciso di fare qualcosa di concreto per aiutare la popolazione locale di delfini”, ha commentato Mario Passoni, Scientific Officer di Friend of the Sea. “Questo dimostra l’importanza del problema per le persone che fanno del mare la loro vita.”. Passoni, che era a capo di questo progetto di certificazione, ha lavorato in collaborazione con Area Marina Protetta Isole Pelagie, che è impegnata nella protezione della marina locale zona, così come con il gruppo di ricerca Associazione Me.Ri.S., che si concentra sullo studio dei delfini. “Abbiamo tutti unito le forze per proteggere l’area marina e i delfini. È stata una grande partnership “, ha aggiunto Passoni.

A proposito di Friend of the Sea

Friend of the Sea, un progetto della World Sustainability Organization, premia pratiche sostenibili nel settore della pesca, dell’acquacoltura, della farina di pesce e dell’olio di pesce Omega 3. L’organizzazione promuove progetti pilota relativi a ristoranti, spedizioni sostenibili, osservazione di balene e delfini, acquari, pesci ornamentali, creme UV e altri. È l’unico programma di certificazione della pesca sostenibile riconosciuto e supervisionato globalmente da un organismo nazionale di accreditamento.

COSTA DELIZIOSA INVESTITA DA TEMPESTA IMPROVVISA

SITUAZIONE GESTITA CON PROFESSIONALITA’ DA COMANDO NAVE E SERVIZI TECNICO NAUTICI

Roma – Il violento “tornado” che domenica scorsa, 7 luglio, ha improvvisamente colpito la laguna Veneta e la città di Venezia, oltre ad aver provocato un morto e distruzione, ha messo a dura prova il porto e le operazioni navali, ma soprattutto la fondamentale ed altamente qualificata macchina della sicurezza portuale.

Le misure messe in campo dal Comandante del Porto unite alla perizia tecnica dei Piloti e dei servizi Tecnico-Nautici in generale, sono state in grado di rispondere efficacemente all’emergenza climatica.

Seguendo tutte le procedure previste, il Comando della nave Costa Deliziosa, assieme ai Piloti del Porto impiegati (ve ne erano due a bordo), i tre rimorchiatori “legati” a prua e poppa, tutto sempre sotto il controllo ed il coordinamento della locale Capitaneria di Porto Guardia-Costiera, hanno iniziato una manovra in condizioni metereologiche buone e prestando la giusta attenzione ad eventuali fenomeni temporaleschi in atto.

Nessun piovasco era in vista per un raggio di 6 miglia (11 km circa) ed il vento al momento del “molla tutto” si attestava intorno ai 10 nodi (18 km/h circa), il mare era calmo e la visibilità ottima.

Diversi minuti dopo la partenza dalla “Marittima”, la Costa Deliziosa è stata investita da una forte ed improvvisa tempesta di vento, pioggia e grandine quasi a similitudine delle tempeste tropicali – sono stati registrati venti di direzione vorticosa superiori agli 80 nodi (150 km/h circa).
La nave, ormai nei pressi di San Marco, non ha potuto che subire questa estrema ed imprevedibile violenza meteo-marina.

L’immediata risposta del Bridge Management Team (Comando nave – Piloti) unita alle elevate capacità tecniche e professionali dei mezzi di rimorchio impiegati e dei loro Comandanti ha reso possibile  la correzione della rotta della nave bruscamente deviata dalle condizioni estreme non comuni.

Il pieno impiego delle ottime capacità manovriere della nave ed il coordinamento di tutti gli attori portuali sulla scena ha fatto si che la situazione fosse sempre sotto controllo, riportandola, in un lasso di tempo molto breve, alla normalità. La nave ha così proseguito regolarmente per l’uscita.

A valenza di quanto riportiamo circa l’improvviso, repentino e pericoloso cambiamento delle condizioni meteo, evidenziamo che tutto il traffico pubblico  locale era in movimento in laguna, financo il traghetto, partito regolarmente dal Lido per il Tronchetto alle 18 circa, che si è “incrociato regolarmente” con la Costa Deliziosa all’altezza del giro di San Giorgio.

IL NAUTILUS Anno 14 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato ai porti con un focus sulla Via della Seta e sulla via Traiana, il concetto dello IoT-Internet of Things, il contratto di ormeggio e il nuovo concetto di New-Port. Poi una riflessione sul principio di passaggio inoffensivo(riprendendo vicende come quella dell'Aquarius, Open Arms e Sea Watch 3). E ancora, approfondimenti sul potere amministrativo delle AdSP, Mare 2.0 e sulla navigazione delle navi e non delle merci.
poseidone danese

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