IL PORTO DI VENEZIA RILANCIA LA COLLABORAZIONE TECNOLOGICA ITALO-TEDESCA

Avviata una collaborazione con il Porto di Amburgo e il CINECA (Consorzio Interuniversitario per il Calcolo Automatico dell’Italia Nord Orientale) nell’ambito di un’iniziativa promossa da ITKAM (Camera di Commercio Italiana per la Germania) e Unioncamere Veneto.

Venezia-Ha avuto luogo a Venezia presso la sede dell’Autorità di Sistema Portuale uno dei primi incontri bilaterali italo-tedeschi svolti in presenza dopo il lockdown.

Al tavolo, oltre ai vertici dell’AdSP, il Presidente Unioncamere Veneto Mario Pozza, il Segretario generale ITKAM (Camera di Commercio Italiana per la Germania) Elio Maria Narducci, Il Direttore generale del CINECA (Consorzio Interuniversitario per il Calcolo Automatico dell’Italia Nord Orientale) David Vannozzi, la rappresentante ITKAM a Amburgo e avvocato Sofia Melik Aslanian insieme alla collega Julika Repplinger e il rappresentante ITKAM in Emilia-Romagna Roberto Sammarchi, avvocato a Bologna e Francoforte e Of Counsel per le tecnologie dell’informazione presso lo studio Dolce-Lauda.

I porti come bene pubblico e infrastruttura strategica per lo sviluppo richiedono coordinamento fra enti regolatori e integrazione delle procedure operative, sulla base delle risorse rese disponibili dalle tecnologie. Trasformare il tema gestionale in contenuto informativo interoperabile è sempre più necessario nell’ambito di sistemi complessi come i porti. Basti pensare che il porto di Venezia comprende oltre 75km di linee ferroviarie, la cui gestione e manutenzione, apparentemente estranea alle operazioni marittime, è in realtà uno dei cardini per il buon funzionamento del sistema portuale.

Venezia e Amburgo, in contesti molto diversi dal punto di vista territoriale e ambientale, rappresentano due punti di riferimento per le reti logistiche europee. L’incontro ha consentito di identificare alcune priorità segnalate dall’Autorità di Sistema Portuale di Venezia, che riguardano in particolare l’utilizzo di tecnologie per l’ottimizzazione del carico logistico sostenuto dal Terminal container. Sul tavolo anche il coordinamento con i servizi doganali, la gestione dell’impatto ambientale delle attività portuali, il ruolo dei porti nel quadro delle politiche di approvvigionamento energetico e le azioni in materia di sostenibilità.

Il CINECA, consorzio pubblico dedicato alla tecnologia dell’informazione che comprende l’intero sistema italiano dell’università e della ricerca, ha messo a disposizione le proprie competenze e risorse anche in vista dell’accesso a possibili iniziative europee, riguardo alle quali è tra i maggiori percettori italiani di contributi comunitari. CINECA ha recentemente promosso, nell’ambito del sistema tedesco STEINBEIS, la creazione di un centro di competenza denominato C-DACH (dove “C” rappresenta “CINECA” e “DACH” è la sigla dei territori di lingua tedesca) che ha come scopo l’applicazione e il trasferimento di tecnologia italiana.

L’incontro si è concluso con un appuntamento ad Amburgo dopo la pausa estiva, nel quale approfondire le priorità del grande porto anseatico e i temi della possibile collaborazione, anche nel quadro dei rapporti di amicizia e scambio fra le due città.

LE ORGANIZZAZIONI MARITTIME EUROPEE ED INTERNAZIONALI SCRIVONO AL PRESIDENTE CONTE PER UN’AZIONE URGENTE DEL GOVERNO ITALIANO

Tredici organizzazioni rappresentanti le parti sociali marittime europee e internazionali hanno scritto una lettera al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, per sollecitare una urgente azione politica per il benessere dei marittimi.

Nella lettera si esprime apprezzamento per gli sforzi delle autorità italiane, ma si sottolinea che occorre fare ancora di più per facilitare i cambi degli equipaggi che attualmente avvengono solo in una percentuale molto ridotta rispetto a ciò che è necessario, e si pone l’accento sul ruolo essenziale svolto dai marittimi nel mantenimento del flusso globale di energia, cibo, medicine e forniture mediche via nave, e si ricorda che molti marittimi sono stati lontani da casa per mesi a causa delle restrizioni di viaggio imposte dai governi mentre a quelli che avrebbero dovuto sostituirli viene impedito di unirsi alle loro navi.

“Confitarma, quale membro di ECSA, ICS, Intertanko, Intercargo, BIMCO e IMEC, aderisce al cento per cento al contenuto di tale lettera – afferma il Presidente Mario Mattioli – nella quale, tra l’altro, si afferma quanto da me più volte sottolineato, e cioè che «si tratta di una crisi umanitaria che deve essere risolta per proteggere i marittimi che sono stati sulle navi per troppo tempo. Ma è anche urgente la necessità di risolvere questa crisi che si estende a terra. Senza i marittimi, le navi non possono operare e non possono consegnare le merci necessarie per tutta la nostra economia. In un momento di notevole stress per le economie globali e nazionali, qualsiasi interruzione del flusso degli scambi potrebbe avere conseguenze devastanti per la fase di ripresa».

“Mi fa piacere rilevare – aggiunge Mario Mattioli – che nella lettera al Presidente Conte venga sottolineato che «tutti gli stakeholder italiani, in particolare la Confederazione Italiana Armatori (CONFITARMA), hanno lavorato costantemente negli ultimi mesi per consentire i cambi dell’equipaggio e hanno invitato il governo italiano a adottare con urgenza misure per facilitare questo processo. Purtroppo, queste richieste sono state finora in gran parte senza risposta»”. Le linee guida sulle misure da adottare da parte degli operatori e delle autorità in modo che i marittimi siano designati lavoratori “chiave” e i loro viaggi facilitati sono incorporati nei protocolli IMO. Analogamente, negli ultimi mesi la Commissione europea ha pubblicato orientamenti e si sta coordinando a livello operativo con i suoi servizi, gli Stati membri dell’UE e le organizzazioni internazionali.

Le organizzazioni firmatarie della lettera chiedono al Governo italiano di “firmare e attuare gli impegni assunti nella dichiarazione ministeriale del Vertice marittimo internazionale sulle modifiche dell’equipaggio, tenutasi il 9 luglio 2020 dal governo britannico”, e in particolare:

- designare tutti i marittimi, indipendentemente dalla nazionalità, come “key workers” e facilitare il loro
movimento salvaguardando la loro salute e minimizzando i rischi di infezione da COVID-19.

- assicurarsi che i marittimi siano in grado di imbarcarsi o di lasciare le loro navi per il rimpatrio, che
possano effettuare i cambi di equipaggio, usufruire dei congedi a terra e di cure mediche senza
impedimenti.

- introdurre misure temporanee, tra cui la possibilità di deroghe ed esenzioni da eventuali requisiti di
visto o altri documenti normalmente richiesti ai marittimi.

- creare le condizioni necessarie per i corridoi aerei marittimi dagli Stati membri dell’UE e dai principali
paesi di provenienza ei lavoratori marittimi.

Questi impegni sono stati finora sottoscritti da 13 paesi, tra cui Regno Unito, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Paesi Bassi e Norvegia, i quali hanno espresso profonda preoccupazione per la situazione attuale e hanno riconosciuto che “l’incapacità degli operatori navali di tutto il mondo di condurre i cambiamenti dell’equipaggio della nave è la sfida operativa marittima più pressante per il movimento sicuro ed efficiente del commercio globale”.

Nella lettera si evidenzia che “l’Italia svolge un ruolo chiave nella filiera globale, con la sua posizione centrale e i suoi importanti porti e aeroporti nel Mediterraneo” e si chiede al nostro Paese, in qualità di membro del Consiglio IMO, di dare l’esempio “adottando gli impegni assunti dalle dichiarazioni ministeriali a livello nazionale e intensificai i propri sforzi”.
Dato che permangono ostacoli ai cambi di equipaggio da effettuare in Italia o attraverso l’Italia, nella lettera si ribadisce l’esigenza che i marittimi di paesi terzi possano essere in grado di ottenere più facilmente i visti Schengen in modo da potersi imbarcare su navi nei porti europei.

In particolare, nella lettera si suggerisce di autorizzare e fornire visti temporanei per gli equipaggi che imbarcano e per quelli che sbarcano. Infatti, anche se le ambasciate italiane stanno gradualmente tornando alla normalità e finora sono state molto costruttive nel trattare le domande di visto, potrebbero non essere in grado di fronteggiare l’aumento stimato della domanda di visti di circa 2,5 volte – 3 volte il volume normale al mese nei prossimi mesi. Tale esenzione potrebbe quindi facilitare e accelerare i preparativi per le partenze dai paesi terzi.

La lettera si conclude con l’auspicio che il Governo italiano sia in grado di fare la differenza sia attraverso misure concrete in Italia sia attraverso i canali diplomatici negli altri Stati membri dell’UE e con i governi di tutto il mondo. “Questo sarà estremamente importante per garantire che le centinaia di migliaia di marittimi ancora in attesa di cambiamenti di equipaggio possano essere sostituiti senza ulteriori ritardi”.

L’Ente Nazionale Croato per il Turismo ha lanciato un portale di pagamento on line della tassa di soggiorno per le imbarcazioni

L’Ente Nazionale Croato per il Turismo ha lanciato un portale multilingue nautika.evisitor.hr che consente ai diportisti di effettuare il pagamento on line della tassa di soggiorno.
Il portale rappresenta un ulteriore modo di pagare la tassa nautica, che fino ad oggi si poteva pagare solo nelle Capitanerie di Porto e nelle filiali portuali.

“La nautica è uno dei più importanti prodotti turistici croati per i quali la domanda in queste circostanze di mercato è particolarmente richiesta a causa della pandemia globale di coronavirus. Questo è dimostrato anche dai dati sul numero di vignette vendute per il settore nautico, dall’inizio dell’anno al 15 luglio ne sono state vendute oltre 7000 ovvero il 53% dei risultati ottenuti nell’ultimo anno record 2019.
Stiamo anche registrando buoni risultati nel segmento dei charter nautici, secondo il sistema eCrew, quasi 200.000 pernottamenti sono stati realizzati a luglio, che rappresenta circa il 57% del risultato dell’anno scorso.

Le raccomandazioni epidemiologiche sul distanziamento sociale sono in vigore e con questa nuova opportunità contribuiamo alla sicurezza dei diportisti, ma anche degli operatori turistici croati “, ha affermato il direttore dell’Ente Nazionale Croato per il Turismo Sig.  Kristjan Staničić.

Oltre alla lingua croata, il portale è disponibile anche in inglese, tedesco e italiano e guida l’utente attraverso il processo di registrazione e pagamento della tassa di soggiorno in modo semplice e chiaro.  Il pagamento si può effettuare con tutti i migliori circuiti di carte in circolazione e, una volta eseguito si riceverà una conferma all’ indirizzo e-mail fornito, che si dovrà conservare a bordo per tutto il periodo di soggiorno.

Vi ricordiamo che, in conformità con la legge sulla tassa di soggiorno, i diportisti la possono pagare in base alla lunghezza dell’imbarcazione e dal 2020 anche in base al numero di persone o al numero di pernottamenti, si ha la possibilità di scegliere la tariffa più conveniente, come avviene solitamente per un breve soggiorno.

Per informazioni turistiche consultare il sito https://croatia.hr/it-IT/esperienze/nautica-da-diporto

Progetto europeo IMPACT: il video di presentazione

Progetto IMPACT: come tutelare le aree marine protette e gli organismi che le popolano

Inserita nell’ambito del Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2014-2020, l’iniziativa intende fornire strumenti e linee guida per coniugare la conservazione delle aree marine protette (AMP) con lo sviluppo delle attività portuali nell’area transfrontaliera, utilizzando come casi di studio le quattro aree di Tolone, Bastia, La Spezia e Livorno.

Tra gli eventi che possono mettere a rischio le aree marine protette figurano non solo sversamenti di sostanze inquinanti dovuti a incidenti marittimi, ma anche contaminazioni causate da interventi per la manutenzione o l’ingrandimento di aree portuali adiacenti: da qui l’esigenza di individuare soluzioni e mezzi per la loro migliore tutela, senza impedire il necessario svolgimento delle attività portuali. È questo in sintesi il cuore del progetto italo-francese IMPACT – Impatto Portuale su aree marine protette: Azioni Cooperative Transfrontaliere.

Finanziato dall’Unione europea, il progetto IMPACT (2017-2020) è coordinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Scienze Marine (CNR – ISMAR), sede di Lerici, con la partecipazione del Centro Interuniversitario di Biologia Marina ed Ecologia Applicata “G. Bacci” (CIBM), del Consorzio Laboratorio di Monitoraggio e Modellistica Ambientale per lo sviluppo sostenibile (LaMMA), dell’Institut Français de Recherche pour l’Exploitation de la Mer (IFREMER), dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), del Laboratoire d’Ecogéochimie des Environnements Benthiques (LECOB-CNRS), della Regione Toscana e dell’Université de Toulon. Attraverso l’azione congiunta dei partner si intende individuare un piano transfrontaliero di gestione sostenibile per la protezione efficace delle AMP, in armonia con le esigenze di sviluppo dei porti. L’approccio transfrontaliero è centrale sia per la comunanza dei problemi relativi a zone chiave e vulnerabili, sia per garantire l’efficacia degli interventi, basandoli su una rete infrastrutturale e su pratiche condivise.

Il progetto IMPACT sta realizzando una serie di strumenti di governance – dataset geospaziali, indicazioni di dimensionamento e monitoraggio ottimale – utili agli enti che gestiscono le AMP soprattutto in zone vicine ai porti. È in fase di costituzione in particolare un sistema informativo geografico (WEB GIS) dedicato, le cui informazioni saranno organizzate in dataset disponibili online relativi a:

trasporto delle correnti marine tra porti e AMP, basati su misure oceanografiche da radar costieri e particolari boe dette “drifter”;
proprietà di ritenzione ecologica delle AMP, ottenute con rilievi ecologici e modelli numerici; distribuzioni di contaminanti, basate su dati storici e misure dedicate.

L’approccio è basato su un piano di modellistica e monitoraggio innovativo che prevede studi e misure nelle aree marine protette di Secche della Meloria, Cinque Terre, Port-Cros e Porquerolles e del Parco Marino Cap Corso e degli Agriati recentemente istituito, e nei porti di Livorno, La Spezia, Tolone e Bastia, situati nelle loro immediate vicinanze.

I risultati così ottenuti permetteranno di intervenire per mitigare i danni sia in termini di prevenzione, individuando situazioni a rischio, sia in termini di intervento mirato in seguito a incidenti, grazie alla possibilità di prevedere scenari di dispersione degli inquinanti. Sarà inoltre possibile arrivare a una migliore comprensione della dispersione larvale e della connettività a fini riproduttivi tra gli organismi che popolano le aree marine protette, e quindi a un loro dimensionamento ottimale.
Tutti elementi fondanti della Blue Growth, la strategia a lungo termine, a livello europeo, per sostenere una crescita sostenibile in ambito marino e marittimo.

Le domande a cui il progetto IMPACT vuole rispondere:

Possiamo quantificare le corrette dimensioni delle AMP?
È possibile identificare le sorgenti potenziali di inquinamento portuale?
Possiamo determinare le distribuzioni di contaminanti?

 

il video di presentazione del progetto europeo IMPACT, impegnato nel fornire strumenti e linee guida per coniugare la conservazione delle Aree Marine Protette con lo sviluppo delle attività portuali, utilizzando come casi studio le aree di Tolone, Bastia, La Spezia e Livorno.

Video di progetto



ECSA: Le parti sociali europee chiedono misure urgenti ai governi per risolvere la grave crisi umanitaria causata dalla mancanza di cambi di equipaggio in tutto il mondo e in Europa

ECSA: alla richiesta che le parti sociali marittime europee e internazionali, insieme ad altre 9 associazioni marittime internazionali, rivolgono ai governi affinché vengano adottate misure urgenti per risolvere la grave crisi umanitaria causata dalla mancanza di cambi di equipaggio in tutto il mondo e in Europa.

“Apprezziamo appieno gli sforzi del governo britannico per l’organizzazione del vertice virtuale marittimo internazionale sulle modifiche dell’equipaggio il 9 luglio 2020. I ministri che hanno partecipato al vertice, avendo riconosciuto l’urgenza della questione, hanno mostrato una leadership politica”, ha affermato Martin Dorsman, ECSA Segretario generale. “Tuttavia, è necessario fare di più”.

Mario Mattioli, presidente di Confitarma, nel condividere l’appello lanciato dall’Ecsa, anche in occasione della Due Giorni di Alis, ha ribadito che in tutto il mondo ci sono ci sono 400 mila marittimi per i quali non è possibile fare i necessari cambi di equipaggio: alcuni sono a bordo da molti mesi, ben oltre la durata dei loro contratti, e altrettanti marittimi non possono partire e sono costretti a rimanere a casa senza poter lavorare.

Tale problematica è grave e si rischia una crisi sociale ed umanitaria.

—————————————————————————————–

European and international maritime social partners, together with 9 other international maritime associations demand immediate action from governments on the crew change humanitarian crisis

The European and international maritime social partners together with 9 international maritime associations, are writing to the leaders of European countries, calling for urgent action to be taken to resolve the serious humanitarian crisis caused by the lack of crew changes worldwide and in Europe.

“We fully appreciate the efforts of the UK government for organising the International Maritime Virtual Summit on Crew Changes on 9 July 2020. The Ministers who attended the summit, having acknowledged the urgency of the matter, showed political leadership,” said Martin Dorsman, ECSA’s Secretary General. “However, more needs to be done.”

“Crew changes are currently only taking place at an estimated level of 30% of what is needed. Seafarers are playing an essential role in maintaining the global flow of energy, food, medicines and medical supplies by ship. Many seafarers have been away from home for months, unable to leave their ships and return home because of travel restrictions imposed by governments. Meanwhile seafarers who have been rostered to replace them are being prevented from doing so by, amongst other things, the absence of facilities for obtaining visas to travel to the places where they are scheduled to join their ships – including the Schengen area,” wrote the organisations in the letters.

“At least 200,000 and up to 300,000 seafarers currently need to be relieved and this number rises with every week that passes. Some of these seafarers have now spent 15 months or more continuously on board and are tired and fatigued,” explains Livia Spera, ETF General Secretary. “An equal number of new crew members must travel to join ships if their long-serving colleagues are to be relieved.”

The maritime organisations request the leaders to implement the commitments made in the statement issued after the 9 July Summit.

While the organisations welcome all the pledges and efforts taken so far, they warn that it is now time for the immediate involvement of all Heads of EU Member States to avoid a global trade crisis.

Various obstacles still remain and are preventing crew changes from being carried out either in or via the country where a ship is docked, depending on the Member State, such as:

the lack of visa issuance on arrival at the airport for on-signers joining a foreign-flagged/owned vessel in the country or transiting through to join a vessel located in another EU Member State;
the time limit of between 4 to 72 hours for non-EU off-signing seafarers to remain in the country before departing is too short and makes it very difficult to align disembarkation with the still limited flight options for various countries.

While the timely issuance of visas by consular missions in the residential nations where seafarers reside is the default option, the organisations ask the EU leaders to consider various improvements to the process of crew changes, including temporary visa waivers for on- and off-signers. Such visa waivers will be an important measure in facilitating and speeding up preparations for departures from third countries.

The letters also remind the leaders that this is a humanitarian crisis that also extends ashore. Without seafarers, ships cannot operate and cannot deliver goods necessary for every part of the economy. At a time of considerable stress for global and national economies, any interruption to the flow of trade could have devastating consequences for the recovery phase.

Apart from ECSA, the other signatories are: the Asian Shipowners’ Association (ASA), the International Chamber of Shipping (ICS), the International Transport Workers’ Federation (ITF), the European Transport Workers’ Federation (ETF), BIMCO, the International Maritime Employers’ Council (IMEC), InterManager, World Shipping Council, INTERTANKO, the International Association of Dry Cargo Shipowners (InterCargo), the International Parcel Tankers Association (IPTA), and CLIA Europe.

ECSA su estensione dell’EU NAVFOR Operation Atalanta

Comunicato stampa dell’ECSA, relativo alla lettera inviata a Josep Borrell Fontelles, Alto rappresentante dell’UE, per sottolineare l’esigenza di mantenere la leadership europea nell’azione per la sicurezza marittima delle navi che transitano nel Golfo di Aden e nel bacino somalo attraverso l’EU NAVFOR Operation Atalanta.

Confitarma condivide le raccomandazioni dell’ECSA circa la necessità di continuare ad assicurare un adeguato livello di sicurezza nel Golfo Persico e nelle acque antistanti la Somalia, area strategicamente rilevante per l’armamento nazionale, attraverso l’estensione del mandato dell’Operazione Atalanta e l’impiego di misure di difesa passiva e attiva, anche armata, a bordo delle navi mercantili.

Dopo i numerosi attacchi di pirateria registrati nella Regione nel 2010, grazie all’operazione Atalanta e alle altre misure adottate, negli ultimi anni si è ottenuta una forte riduzione del fenomeno.

Tuttavia, la situazione rimane ancora fragile e facilmente reversibile, e sono ancora numerose le segnalazioni di gruppi armati che continuano ad avvicinarsi alle navi.

Per mantenere alto il livello di sicurezza e basso il numero di incidenti, gli armatori hanno seguito le migliori pratiche di gestione specie durante il passaggio in aree ad alto rischio.

Tuttavia, le best practices attuate dall’industria armatoriale non possono da sole sostituire la presenza di risorse navali, la condivisione di informazioni e il coordinamento multilaterale.

Pertanto lo shipping europeo raccomanda vivamente di prorogare il mandato dell’Operazione Atalanta, essenziale per salvaguardare la sicurezza della navigazione marittima nella regione.

———————————————————————————

ECSA: Extension of EU NAVFOR Operation Atalanta vital for maritime security

In a letter to the EU High Representative Josep Borrell Fontelles, ECSA underlined the need for an extension to the current mandate and the continued European leadership in maintaining maritime security through EU NAVFOR Operation Atalanta.

“The EU has shown strong leadership in enhancing the security of ships transiting the Gulf of Aden and the Somali Basin – through which 20% of global trade passes – by the establishment of Operation Atalanta in 2008,” wrote Martin Dorsman, ECSA Secretary General. “From the heights of piracy in the region in 2010, the Operation and associated measures have proven to be effective deterrents – achieving several years of strong curtailment.”

Nevertheless, the situation remains fragile and easily reversible, with the presence of armed skiffs approaching vessels continuing to be reported.

To maintain a high level of preparedness and keep the number of incidents at a low level, shipowners have been following best management practices, especially when passing high risk areas.

“Yet industry efforts alone cannot replace the presence of naval assets, intelligence-sharing and multi-lateral coordination. The continuation of Operation Atalanta is essential to safeguard maritime transport in the region,” continued Mr Dorsman.

The industry therefore strongly recommends the extension of the existing mandate and stands ready to remain a trusted partner to the EU and the Operation.

L’UE investe oltre 2 miliardi di euro in 140 progetti chiave nel settore dei trasporti per rilanciare l’economia

ESITI CALL bando CEF 2019

L’UE sostiene la ripresa economica in tutti gli Stati membri iniettando quasi 2,2 miliardi di euro in 140 progetti chiave nel settore dei trasporti. Questi progetti contribuiranno a costruire i collegamenti di trasporto mancanti in tutto il continente, a sostenere il trasporto sostenibile e a creare posti di lavoro. I progetti riceveranno finanziamenti attraverso il Connecting Europe Facility (CEF), il programma di sovvenzioni dell’UE a sostegno delle infrastrutture di trasporto.

Con questo budget, l’UE raggiungerà i suoi obiettivi climatici stabiliti nell’European Green Deal. Un’enfasi molto forte è posta sui progetti di rafforzamento delle ferrovie, compresi i collegamenti transfrontalieri e i collegamenti con porti e aeroporti. Il trasporto sulle vie navigabili interne viene potenziato grazie a una maggiore capacità e a migliori collegamenti multimodali con la rete stradale e ferroviaria. Nel settore marittimo, la priorità è data ai progetti di trasporto marittimo a corto raggio basati su combustibili alternativi e all’installazione di un sistema di alimentazione elettrica a terra per i porti per ridurre le emissioni delle navi attraccate.

Il commissario per i trasporti Adina Vălean ha dichiarato: “Il contributo UE di 2,2 miliardi di euro a questa infrastruttura di trasporto cruciale contribuirà a rilanciare la ripresa e ci aspettiamo che generi 5 miliardi di euro di investimenti”. Il tipo di progetti in cui investiamo va dal trasporto per vie navigabili interne ai collegamenti multimodali, dai carburanti alternativi alle massicce infrastrutture ferroviarie. Il Connecting Europe Facility (CEF) è uno dei nostri strumenti chiave per creare un sistema di trasporto a prova di crisi e resistente – vitale ora e nel lungo periodo”.

L’UE sosterrà progetti di infrastrutture ferroviarie situate sulla rete centrale transeuropea dei trasporti (TEN-T) per un totale di 1,6 miliardi di euro (55 progetti). Tra questi, il progetto Rail Baltica, che integra gli Stati baltici nella rete ferroviaria europea, e la sezione transfrontaliera della linea ferroviaria tra Dresda (Germania) e Praga (Repubblica Ceca).

Sosterrà inoltre il passaggio a carburanti più ecologici per i trasporti (19 progetti) con quasi 142 milioni di euro. Alcuni progetti prevedono la conversione di navi in modo che possano funzionare a gas naturale liquefatto (GNL), nonché l’installazione di infrastrutture corrispondenti nei porti.

Il trasporto su strada vedrà anche la diffusione di infrastrutture per carburanti alternativi, in particolare attraverso l’installazione di 17.275 punti di ricarica sulla rete stradale e l’impiego di 355 nuovi autobus.

Nove progetti contribuiranno a creare un sistema ferroviario interoperabile nell’UE e il funzionamento senza soluzione di continuità dei treni in tutto il continente attraverso il sistema europeo di gestione del traffico ferroviario (ERTMS). L’aggiornamento delle locomotive e dei binari ferroviari al sistema europeo unificato di controllo dei treni aumenterà la sicurezza, diminuirà i tempi di viaggio e ottimizzerà l’utilizzo dei binari. I nove progetti riceveranno oltre 49,8 milioni di euro.

Contesto
I progetti sono stati selezionati per il finanziamento tramite due bandi di gara lanciati nell’ottobre 2019 (regolare bando CEF Trasporti) e nel novembre 2019 (bando CEF Transport Blending Facility). Il contributo finanziario dell’UE viene fornito sotto forma di sovvenzioni, con tassi di cofinanziamento diversi a seconda del tipo di progetto. Per 10 progetti selezionati nell’ambito del Blending Facility, il sostegno dell’UE deve essere combinato con finanziamenti aggiuntivi da parte delle banche (attraverso un prestito, un debito, un capitale proprio o qualsiasi altra forma di sostegno rimborsabile).

Complessivamente, nell’ambito del programma CEF, 23,2 miliardi di euro sono disponibili per sovvenzioni dal bilancio UE 2014-2020 per cofinanziare progetti della rete transeuropea di trasporto (TEN-T) negli Stati membri dell’UE. Dal 2014, primo anno di programmazione del CEF, sono stati lanciati sei inviti a presentare proposte di progetti (uno all’anno). In totale, il CEF ha finora sostenuto 794 progetti nel settore dei trasporti, per un valore complessivo di 21,1 miliardi di euro.

Prossimi passi
Per entrambi i bandi, vista l’approvazione dei progetti selezionati da parte degli Stati membri dell’UE, la Commissione adotterà nei prossimi giorni decisioni formali di finanziamento. L’Agenzia esecutiva per l’innovazione e le reti della Commissione (INEA) firmerà gli accordi di finanziamento con i beneficiari dei progetti al più tardi entro gennaio 2021.

————————————————————————————————-

Boosting the EU’s Green Recovery: EU invests over €2 billion in 140 key transport projects to jump-start the economy


The EU is supporting the economic recovery in all Member States by injecting almost €2.2 billion into 140 key transport projects. These projects will help build missing transport links across the continent, support sustainable transport and create jobs. The projects will receive funding through the Connecting Europe Facility (CEF), the EU’s grant scheme supporting transport infrastructure.

With this budget, the EU will deliver on its climate objectives set out in the European Green Deal. A very strong emphasis is on projects reinforcing railways, including cross-border links and connections to ports and airports. Inland waterway transport is boosted through more capacity and better multimodal connections to the road and rail networks. In the maritime sector, priority is given to short-sea-shipping projects based on alternative fuels and the installation of on-shore power supply for ports to cut emissions from docked ships.

Commissioner for Transport Adina Vălean said: “The €2.2 billion EU contribution to this crucial transport infrastructure will help kick-start the recovery, and we expect it to generate €5 billion in investments. The type of projects we invest in ranges from inland waterways transport to multimodal connections, alternative fuels to massive railroad infrastructure. The Connecting Europe Facility (CEF) is one of our key instruments in creating a crisis-proof and resilient transport system – vital now and in the long run.”

The EU will support rail infrastructure projects located on the trans-European transport (TEN-T) core network with a total of €1.6 billion (55 projects). This includes the Rail Baltica project, which integrates the Baltic States in the European rail network, as well as the cross-border section of the railway line between Dresden (Germany) and Prague (Czechia).

It will also support the shift to greener fuels for transport (19 projects) with almost €142 million. A number of projects involve converting vessels so they may run on Liquefied Natural Gas (LNG), as well as installing corresponding infrastructure in ports.

Road transport will also see the deployment of alternative fuels infrastructure, namely through the installation of 17,275 charging points on the road network and the deployment of 355 new buses.

Nine projects will contribute to an interoperable railway system in the EU and the seamless operation of trains across the continent through the European Rail Traffic Management System (ERTMS), Upgrading locomotives and railway track to the unified European train control system will boost safety, decrease travel times and optimise track usage. The nine projects will receive over €49.8 million.

Background

The projects were selected for funding via two competitive calls for proposals launched in October 2019 (regular CEF Transport call) and November 2019 (CEF Transport Blending Facility call). The EU’s financial contribution comes in the form of grants, with different co-financing rates depending on the project type. For 10 projects selected under the Blending Facility, EU support is to be combined with additional financing from banks (via a loan, debt, equity or any other repayable form of support).

Overall, under the CEF programme, €23.2 billion is available for grants from the EU’s 2014-2020 budget to co-fund Trans-European Transport Network (TEN-T) projects in the EU Member States. Since 2014, the first CEF programming year, six calls for project proposals have been launched (one per year). In total, CEF has so far supported 794 projects in the transport sector, worth a total of €21.1 billion.

Next steps

For both calls, given EU Member States’ approval of the selected projects, the Commission will adopt formal financing decisions in the coming days. The Commission’s Innovation and Networks Executive Agency (INEA) will sign the grant agreements with the project beneficiaries at the latest by January 2021.

Il futuro del Trasporto e della Logistica in Europa centrale: grande successo per la International Final Conference di TalkNET

Si è tenuta oggi la International Final Conference di TalkNET per discutere gli obiettivi del progetto UE volto a ottimizzare il coordinamento tra gli operatori del trasporto merci nell’area del centro Europa.

Promosso dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale - Porti di Venezia e Chioggia in qualità di capofila del progetto, l’evento online ha registrato oltre 150 partecipanti tra autorità, esperti e moltiplicatori del settore logistico.

La conferenza ha ospitato speaker internazionali e fornito una piattaforma di discussione sulle soluzioni eco-innovative e multimodali per il trasporto merci.

Venezia– Oltre 150 partecipanti tra rappresentanti istituzionali, moltiplicatori ed esperti del settore dei trasporti e della logistica hanno preso parte oggi alla International Final Conference di TalkNET, promossa dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale - Porti di Venezia e Chioggia. L’evento online ha ospitato 13 speaker internazionali e ha avuto come obiettivo quello di discutere il futuro del trasporto e della logistica nell’Europa centrale capitalizzando quanto appreso e raggiunto in termini di risultati dal progetto TalkNET.

Più di 40 studi, 9 piani di azione, 11 progetti pilota e 2 attività di training in 5 cluster tematici sono stati implementati nel corso di 3 anni con lo scopo di sviluppare profonde conoscenze capaci di supportare investimenti sostenibili nell’ottimizzazione dei nodi multimodali e nell’eco-innovazione. L’approccio transnazionale e il forte coinvolgimento di moltiplicatori hanno assicurato un impatto significativo che contribuirà a meglio affrontare il tema del trasporto merci sostenibile nel centro Europa nel quadro dello European Green Deal.

Il keynote speaker della conferenza Michele Acciaro, professore associato di Logistica Marittima presso la Kühne Logistics University, ha parlato degli sviluppi, delle sfide e delle azioni politiche in tema di catene di distribuzione globali e sostenibili in Europa. In due panel, ospiti internazionali hanno discusso rispettivamente dell’attuale stato delle soluzioni eco-innovative dei trasporti, incluso il mercato GNL e dei modi sostenibili di intercambiare il trasporto merci dalla gomma al ferro implementando soluzioni multimodali.

In questi due campi di azione i porti di Venezia e Chioggia hanno conseguito importanti risultati avviando azioni pilota per aggiornare il sistema ICT per le operazioni di manovra (SIMA) a Porto Marghera al fine di migliorare l’accessibilità ferroviaria e rispondere alla crescente domanda di traffico. Inoltre, è stato realizzato uno studio finalizzato alla realizzazione di un’area logistica all’interno dell’area Montesyndial e al conseguente adeguamento del terminal container, nonché uno studio di mercato per un nuovo servizio di navetta ferroviaria tra il porto di Venezia e l’Interporto di Verona, in collaborazione con ZAILOG Quadrante Europa.

“Lo sviluppo sostenibile – commenta Pino Musolino, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale - deve diventare un concetto trainante nella pianificazione delle attività portuali e nelle attività logistiche. Una sostenibilità da praticare e non solo da enunciare anche attraverso progetti europei come Talknet che traducono concetti astratti in azioni concrete. In questo senso l’Europa è un elemento indispensabile per il futuro della portualità italiana e veneziana. Per questo – conclude Musolino- con Bruxelles abbiamo costruito in questi anni una profonda e proficua relazione. Basti pensare che dal 2017 ad oggi l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Settentrionale ha gestito oltre 35 milioni di euro di cofinanziamenti ricevuti dall’UE. Fondi necessari per lo sviluppo logistico, operativo e infrastrutturale del Sistema Portuale del Veneto. Sono certo che, anche il bando CEF 2019 di cui verranno comunicati a breve I risultati premierà I porti di Venezia e Chioggia”.

TalkNET – Transport and Logistics Stakeholders Network è un progetto di cooperazione per il trasporto merci multimodale ecocompatibile in Europa centrale che ha coinvolto 15 partner tra porti, operatori intermodali stradali e ferroviari, interporti e autorità regionali di 8 diversi paesi europei.

Cofinanziato dallo Interreg CENTRAL EUROPE Programme 2014-2020 dell’UE con un budget totale di 2,5 milioni di euro, TalkNET ha avuto come obiettivo quello di rafforzare l’efficienza dei nodi logistici, i loro collegamenti con l’hinterland e i relativi servizi logistici, nonché di promuovere l’uso di combustibili alternativi e soluzioni efficienti dal punto di vista energetico in grado di rispettare gli obiettivi UE sulle emissioni di carbonio.

A dieci anni dalla fondazione, SBB Cargo International completa un altro passo nella modernizzazione della propria flotta

Gallarate (Va)-Dal 2018 SBB Cargo International, attraverso l’acquisizione di due serie di locomotive, ha aumentato il proprio parco mezzi per un totale di 38 nuove locomotive Vectron (BR 193) di Siemens Mobility. Le ultime due locomotive della seconda serie sono state consegnate il 25 giugno scorso. Con il completamento di questi progetti, a breve saranno restituite anche le ultime vecchie locomotive della serie Re620 e Re420 noleggiate da FFS Cargo AG. Ciò rappresenta la continuazione del programma di modernizzazione della flotta di SBB Cargo International.

Il completamento di questi due progetti ha pressoché dimezzato l’età media della flotta di locomotive dalla fondazione di SBB Cargo International, aumentando enormemente l’interoperabilità della flotta grazie alla percentuale ora notevolmente più elevata di locomotive multi-sistema moderne e più efficienti dal punto di vista energetico.

Le Alpi Svizzere come Design standard
Nella progettazione delle locomotive Siemens Vectron, SBB Cargo International ha unito un design moderno e fresco con elementi familiari del gruppo FFS. Mentre le 18 locomotive della prima serie (193 461 a 478) sono state progettate per il servizio in Germania, Austria, Svizzera e Italia con il classico fronte rosso, le 20 locomotive della seconda serie (193 516 a 535) per il servizio in Germania, Austria, Svizzera, Italia e Paesi Bassi hanno il fronte blu. Nel disegno laterale standard, entrambe le serie mostrano una sezione trasversale delle Alpi svizzere come simbolo dell’ostacolo da superare per il trasporto merci tra nord e sud.

Le locomotive della prima serie sono state battezzate da un lato con i nomi delle città di grande importanza come sedi d’esercizio di SBB Cargo International, dall’altro con “Sempione” e “Gottardo” come principali punti di trasbordo per il traffico merci su rotaia attraverso la Svizzera.
Ad eccezione della città di Rotterdam, che è stata battezzata 193 525, 19 locomotive della seconda serie portano i nomi dei fiumi che vengono attraversati sulle linee di SBB Cargo International.

Tre design speciali
Il design standard dei 20 Vectrons della seconda serie è stato ampliato con tre design speciali su una locomotiva ciascuno.

1. 193 518 «Ticino»
Questa locomotiva è stata dedicata ai grandi progetti di costruzione di gallerie sulla NFTA, che raggiungerà la prossima pietra miliare con il completamento della Galleria di base del Ceneri (CBT). Sul lato della locomotiva si può vedere una vista in una delle due canne del CBT.

2. 193 525 «Rotterdam»
L’affiliata SBB Cargo Nederland B.V., con sede a Rotterdam, è stata fondata alla fine del 2019. Il design di questa locomotiva presenta molte caratteristiche tipiche dei Paesi Bassi, come i campi di tulipani, i mulini a vento e la sagoma di Rotterdam con il ponte Erasmus e il porto di Rotterdam.

3. 193 532 «Rhein» (Nightpiercer 2)
Il paesaggio sul lato appare di notte, le stelle illuminate, la luna e una stella cadente adornano il disegno laterale.

I progetti sono stati realizzati in stretta collaborazione tra SBB Cargo International e Railcolor Design.

Modellini di locomotive
Le nuove Vectron godono anche di popolarità nel mondo dei modellini ferroviari. Le locomotive Siemens Vectron sono prodotte da diversi noti costruttori di modellini ferroviari come Märklin, Roco/Fleischmann, Piko e Lemke.

Logistica e trasporti, gli strumenti UE per uscire dalla crisi

Martedì 7 luglio dalle 10.00 alle 12.00 deputati e rappresentanti delle istituzioni europee e del governo si confronteranno con gli operatori di due settori particolarmente danneggiati dalla pandemia scatenata dal COVID-19.

Per il Parlamento europeo parteciperanno al dibattito Antonio Tajani, capo delegazione di Forza Italia (PPE) e presidente della Commissione per gli Affari costituzionali e della Conferenza dei Presidenti di Commissione (tbc); Brando Benifei, capo delegazione del Partito democratico (S&D); Marco Campomenosi, capo delegazione della Lega (ID); Carlo Fidanza, capo delegazione di Fratelli d’Italia (ECR) e Mario Furore, eurodeputato del Movimento 5 Stelle (NI) e membro della commissione Trasporti.

A nome del governo interverrà Salvatore Margiotta, sottosegretario al ministero dei Trasporti e delle infrastrutture, mentre a Francesco Sciaudone, managing partner dello studio legale Grimaldi, sarà affidato il compito di inquadrare il tema e il panorama normativo.

A rappresentare i settori della logistica e dei trasporti saranno: Gianfranco Battisti, amministratore delegato di Ferrovie dello Stato; Guido Grimaldi, presidente dell’Associazione logistica dell’intermodalità sostenibile; Pasquale Russo, segretario generale di Conftrasporto; Massimo Simonini, amministratore delegato e direttore generale Anas (tbc); Francesco Di Majo, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centro settentrionale (porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta); Roberto Barbieri, amministratore delegato Aeroporto di Capodichino.

L’evento, organizzato dal Parlamento europeo in Italia e dalla Rappresentanza della Commissione europea in Italia, verrà introdotto dagli interventi di saluto dei rispettivi capi ufficio, Carlo Corazza e Antonio Parenti.

Quando e dove:

·Martedì 7 luglio dalle 10.00 alle 12.00

·Diretta Facebook sulla pagina del Parlamento europeo in Italia

Contesto:

L’Unione europea ha messo in campo una serie di strumenti per far fronte all’emergenza e consentire il rilancio dell’economia. La BCE sta portando avanti programmi di acquisto di titoli per 1710 miliardi. Sulla base di quanto deciso dall’Eurogruppo e dal Consiglio Europeo, la BEI ha messo a disposizione una nuova linea da 200 miliardi per prestiti alle imprese, che si somma a una linea esistente di 40 miliardi. I fondi residui dell’attuale bilancio dell’Unione, compresi i fondi strutturali, sono disponibili per sostenere il settore senza necessità di cofinanziamento nazionale.

Il 27 maggio la Commissione europea ha proposto un fondo per la ripartenza, Next Generation Europe, e un nuovo bilancio pluriennale per un totale di 1850 miliardi. Buona parte di questi fondi dovrebbero essere destinati a infrastrutture e trasporti. Il prossimo vertice europeo del 17 e 18 luglio dovrà trovare un accordo su questa proposta, su cui dovrà esprimersi anche il Parlamento europeo, in modo da rendere disponibili i nuovi fondi a partire dal 2021.

In questo contesto, è importante che gli operatori del settore possano confrontarsi con i rappresentanti delle istituzioni europee e nazionali sulla definizione di una strategia di sostegno e rilancio di trasporti e logistica.

IL NAUTILUS Anno 15 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato al sistema per ormeggio "briccole", e un focus sullo sviluppo metropolitano della città di Bari e delle sue infrastrutture portuali. Il Parlamento Europeo approva "L'European Green Deal" e poi un approfondimento sul lavoro nei porti ed uno sul valore delle merci.
poseidone danese

© 2020 il nautilus. All Rights Reserved. Performed by SC Lab