Covid-19: Summit G20 non chiuda i porti

Ginevra. Dopo l’IMO, ora anche l’UNCTAD chiede ai Governi di non interrompere i flussi merceologici e di mantenere i porti aperti. La Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo (United Nations Conference for Trade And Development) è il principale organo sussidiario permanente dell’Organizzazione delle Nazioni Unite operante nei settori del commercio, sviluppo, finanza, tecnologia, imprenditoria e sviluppo sostenibile. Occorre riconoscere che l’industria globale del trasporto marittimo è impegnata su più fronti mentre gli Stati combattono la pandemia di coronavirus, e svolge un ruolo fondamentale nel dare una risposta adeguata a tal emergenza sanitaria.

L’appello dell’UNCTAD è rivolto a tutti i Governi affinché mantengano in movimento il commercio marittimo, consentendo alle navi di scalare i porti in tutto il mondo e facilitando il rapido cambio degli equipaggi delle navi, con il minor numero di ostacoli possibile. Circa l’80% del commercio globale è realizzato dal settore del trasporto marittimo con navi che  dislocano di tutto: dalle materie prime come carbone e minerale di ferro, petrolio, gas trasportati alla rinfusa, a manufatti di prodotti intermedi e finiti trasportati in contenitori; nonché i beni e forniture mediche di vitale importanza che sono estremamente necessarie in questo momento emergenziale; articoli e componenti necessari per la conservazione di molti lavori nella produzione, senza le quali una società moderna e post moderna non può funzionare.

Occorre mantenere aperte le supply chain consentendo il proseguimento del commercio marittimo e dei trasporti transfrontalieri. Questo significa mantenere i porti del mondo aperti per le scalate delle navi facilitandone il transito; i paesi senza sbocco sul mare hanno bisogno di accedere alla distribuzione alimentare e alle forniture mediche attraverso i porti marittimi dei paesi vicini. Restrizioni al commercio e al trasporto transfrontaliero possono interrompere gli aiuti e l’assistenza tecnica necessari. Un’emergenza sanitaria, facilmente si potrebbe trasformare in una economica e poi nella più imprevedibile quella sociale su tutti i paesi interessati dalla pandemia.

I Governi dovrebbero pertanto continuare a facilitare la circolazione non solo dei dispositivi di soccorso, ma delle merci in generale, per ridurre al minimo l’impatto negativo dell’epidemia COVID-19. Lo straordinario vertice dei G20 sulla pandemia dovrebbe accogliere l’appello del settore dei trasporti marittimi mantenendo libero il commercio via mare; supportare i marittimi e gli operatori portuali nel dover prendere misure sostenibili. Molte Autorità locali hanno imposto normative, restrizioni sugli approdi alle navi, sui viaggi e periodi di quarantena, impedendo i cambi di equipaggi a bordo delle navi per ridurre le interazioni sociali.

I lavoratori portuali si trovano ad affrontare il pericolo di contrarre COVID-19 e molti porti non sono ancora pronti ad affrontare una massa critica di lavoratori se si ammala. Senza porti funzionanti, i carichi, compresi quelli con forniture salvavita, non possono essere trasportati dove sono necessari. I leader del G20 hanno un’importante opportunità per proteggere la libera circolazione di tutte le merci affermando il buon funzionamento delle loro industrie marittime, portuali e di transito. Non possiamo permetterci di aggravare la sfida sanitaria ed economica che si affaccia all’orizzonte.

Dichiarazione congiunta delle associazioni europee su COVID-19: i trasporti ci fanno andare avanti

 

Premesso che

Il settore dei trasporti ha un ruolo cruciale da svolgere nella fornitura di beni, in particolare medicinali, dispositivi medici, alimenti e altre merci essenziali necessarie per superare questa crisi.

E che anche il settore dei trasporti si rivela uno strumento vitale in questi tempi in cui molti cittadini europei sono limitati nella loro mobilità.

Le sottoscritte associazioni europee che rappresentano i trasporti, i gestori dell’infrastruttura, gli operatori, i lavoratori in tutti i modi di trasporto e la logistica, gli appaltatori, gli enti locali e regionali, i fornitori di servizi logistici, i caricatori, gli utenti e i fornitori di attrezzature nel settore marittimo, portuale, delle vie navigabili interne, delle ferrovie, delle strade, i settori ciclistico, aeronautico e intermodale, nonché le industrie e le società di supporto, approvano congiuntamente la seguente dichiarazione:

Evidenziare il ruolo chiave che i trasporti e la logistica svolgono per la fornitura di beni essenziali in questo periodo critico: sottolineare che le infrastrutture di trasporto sono al riguardo infrastrutture critiche;

Mostrare rispetto e sostegno a tutti i lavoratori della catena di approvvigionamento che consentono la continuità dei servizi di trasporto, la circolazione delle merci e delle merci essenziali, nonché il rimpatrio dei cittadini bloccati e svolgono quindi un ruolo importante nell’aiutare i cittadini europei a superare questo crisi;

Invitare gli Stati membri a consentire l’attraversamento graduale delle frontiere per il trasporto di merci, sia all’interno dell’UE che con paesi terzi, a tale riguardo sostiene pienamente la creazione di corsie di trasporto verdi in coordinamento con le parti interessate dei trasporti;

Sostenere le misure e le azioni intraprese a livello dell’UE e dai governi nazionali per contenere la diffusione di COVID-19 e invitare gli Stati membri a coordinare la loro risposta al COVID-19 e a seguire gli orientamenti della Commissione europea in materia di gestione delle frontiere;

Ribadire l’importanza di proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori dei trasporti, in particolare mediante dispositivi di protezione individuale, nonché l’accesso a strutture sanitarie, alimenti e bevande pulite e disinfettate;

Sottolineare che i settori dei trasporti e della logistica sono basati su una forza lavoro fisica e invitano la Commissione europea e gli Stati membri a facilitarne la mobilità, compreso il rimpatrio della forza lavoro nel settore dei trasporti;

Esortare i responsabili politici ad assistere il settore dei trasporti pesantemente colpito nella sua ripresa, a garantire la connettività futura sia per i passeggeri che per le merci e a rivitalizzare le arterie del mercato interno non appena la crisi sarà terminata.

COVID-19 | Transport keeps us going

On 11 March 2020, the World Health Organization (WHO) declared the COVID-19 a pandemic and governments worldwide have taken wide-ranging measures to contain the spread of the virus. The transport sector has a crucial role to play in the supply of goods, in particular medicines, medical devices, food and other essential commodities needed to overcome this crisis. The transport sector also proves to be a vital instrument in these times where many European citizens are restricted in their mobility.

The undersigned European associations representing transport, infrastructure managers, operators, workers in all transport modes  and logistics, contractors, local and regional authorities, logistics service providers, shippers, users and equipment suppliers in the maritime, port, inland waterways, railways, road, cycling, aviation and intermodal sectors, as well as supporting industries and companies, jointly endorse the following statement: ƒ

Highlight the key role transport and logistics are playing for the supply of essential goods in this critical period: stress that transport infrastructure is in this respect critical infrastructure;   ƒ

Show their respect and support to all workers in the supply chain enabling the continuity of transport services, the movement of goods and essential commodities, as well as the repatriation of stranded citizens, and thus playing a major role in helping the European citizens to overcome this crisis; ƒ

Call on the Member States to enable smooth border crossings for freight transport, both intra-EU and with third countries, in this respect fully support the establishment of green freight lanes in coordination with the concerned transport stakeholders; ƒ

Support the measures and actions taken on EU-level and by national governments to contain the spread of COVID-19 and call on the Members States to coordinate their response to the COVID-19 and to follow the European Commission’s guidelines on border management;  ƒ

Reiterate the importance of protecting the health and safety of transport workers, notably through personal protective equipment, as well as access to clean and disinfected sanitary facilities, food and drinks; ƒ

Highlight that the transport and logistics sectors are based on a physical work force and call on the European Commission and the Member States to facilitate its mobility, including repatriation of the transport work force;

Urge the policy makers to assist the heavily affected transport sector in its recovery, to ensure future connectivity for both passengers and freight, and to revitalise the arteries of the internal market as soon as the crisis is over.


A4E – Airlines for Europe; AIM – European Brands Association; ALICE – European Technology Platform; BPO – Baltic Ports Organisation; ARDAN – Solutions for innovation; CER – Community of European Railway and Infrastructure Companies; CLECAT – European Association for Forwarding, Transport, Logistics and Customs Services; COCERAL – European association for trade in cereals, rice, feedstuffs, oilseeds, olive oil, oils and fats and agrosupply; EBU – European Barge Union; ECASBA – European Community Association of Shipbrokers and Agents; ECSA – European Community Shipowners’ Associations; EFIP – European Federation of Inland Ports; EIM – European Rail Infrastructure Managers; EMPA – European Maritime Pilots’ Association; ERFA – European Rail Freight Association; ESC – European Shippers’ Council; ESO – European Skippers’ Organisation; ESPO – European Sea Ports Organisation; ETF – European Transport Workers’ Federation; EuDA – European Dredging Association; FEPORT – Federation of Private Port Operators and Terminals; FERRMED – Association to improve Railfreight Transportation; FTA – Leading UK logistics; INE – Inland Navigation Europe; IWI – Inland Waterways International; IWT – European Inland Waterway Transport Platform; POLIS – European Cities and Regions Networking for Innovative Transport Solutions; SEA EUROPE – the voice of civil and naval (maritime technology) industries in Europe; UETR – European Road Haulers Association; UIP – International Union of Wagon Keepers; UIRR – International Union for Road-Rail Combined Transport; UNIFE – The European Rail Supply Industry Association; UNISTOCK – European association of professional portside storekeepers for agribulk commodities.

ICS E IAPH scrivono ai leader del G20

La lettera congiunta che l’International Chamber of Shipping (ICS) e l’International Association of Ports and Harbors (IAPH) hanno scritto ai leader del G20 invitandoli ad agire rapidamente per proteggere le catene di approvvigionamento globali dall’impatto di COVID-19

 

Nella lettera aperta, le due organizzazioni che rappresentano l’industria marittima globale e i porti del mondo sottolineano che: “In questo momento di crisi globale, è più importante che mai mantenere aperte le catene di approvvigionamento e non fermare il commercio marittimo e i trasporti”.

È quindi di fondamentale importanza che la leadership del G20 chieda un approccio coordinato da parte dei governi, lavorando in collaborazione con le agenzie delle Nazioni unite competenti, come l’Imo e l’OMS.

La lettera evidenzia anche che “Il 90% del commercio globale è trasportato da navi mercantili, che spostano il cibo, l’energia e le materie prime del mondo, così come i beni e componenti fabbricati – tra cui forniture mediche di vitale importanza e molti prodotti venduti nei supermercati, articoli necessari (a causa del complesso catene di approvvigionamento) per la conservazione di molti posti di lavoro nel settore manifatturiero, senza i quali la società moderna non può funzionare.

La lettera congiunta è stata inviata ai leader dei paesi del G20 e agli organi delle Nazioni Unite prima del vertice straordinario del G20 convocato oggi per giovedì 26 marzo 2020.

Guy Platten, segretario generale dell’ICS ha dichiarato: “Lo shipping è la linfa vitale del mondo. Senza il trasporto efficiente e sicuro di cibo, forniture mediche, materie prime e carburante, i paesi potrebbero trovarsi in una situazione ancora più difficile di quella che stiamo affrontando tutti. Abbiamo bisogno che le nazioni, guidate dal G20, lavorino insieme affinché siano attuate in modo coordinato le restrizioni per proteggerci tutti da COVID-19. Abbiamo bisogno di orientamenti pragmatici, basati sulla scienza e armonizzati per il settore marittimo globale che garantiscano la consegna sicura delle merci sulle quali tutti faremo affidamento nei prossimi mesi. Questa è una semplice richiesta che può offrire una vittoria per tutti. ”

Patrick Verhoeven, amministratore delegato della International Association of Ports and Harbors ha aggiunto: “Sebbene l’obiettivo primario della protezione della salute pubblica non debba essere messo in pericolo in alcun modo, i porti devono rimanere pienamente operativi con tutti i loro servizi regolari in atto, garantendo la completa funzionalità delle catene di approvvigionamento. I governi dovrebbero supportare spedizionieri, porti e operatori dei trasporti nel fare tutto il possibile per consentire il trasporto di merci in entrata e in uscita dai porti in modo che cibo, medicine e altre forniture vitali continuino a raggiungere persone in tutto il mondo”.

Joint call for the G20 to support the maritime sector and global supply chains

The International Chamber of Shipping (ICS) and the International Association of Ports and Harbours (IAPH) have joined forces to call on G20 leaders to act quickly to protect global supply chains from the impact of COVID-19. In an open letter the two organisations representing the global shipping industry and the worlds ports and harbours set out that:

“In this time of global crisis, it is more important than ever to keep supply chains open and maritime trade and transport moving. Leadership from the G20 in calling for a co-ordinated approach by governments, working in conjunction with the UN International Maritime Organization, WHO, and other relevant agencies is therefore of the utmost importance.”
The letter also highlighted that around:

“90% of global trade is transported by commercial shipping, which moves the world’s food, energy and raw materials, as well as manufactured goods and components – including vital medical supplies and many products sold in supermarkets, items that are necessary (due to complex supply chains) for the preservation of many jobs in manufacturing – without which modern society simply cannot function.”
The joint letter has been sent to G20 government leaders and UN bodies ahead of their extraordinary G20 summit on Tuesday, 24 June 2020.
Guy Platten, Secretary General of the International Chamber of Shipping said:

“Shipping is the lifeblood of the world. Without the efficient and safe transportation of food, medical supplies, raw materials and fuel, countries could face an even more difficult situation than the one we are all facing. We need nations, led by the G20, to work together to provide coordinated rather than kneejerk restrictions to protect us all from COVID-19. We need pragmatic, science-based and harmonised guidance for the global maritime sector that ensures the safe delivery of the goods that we are all going to rely upon in the coming months. This is a simple ask that can deliver a winwin for all.”

Patrick Verhoeven, Managing Director of the International Association of Ports and Harbors added:

“Whilst the primary objective of protecting public health should not be jeopardised in any way, ports must remain fully operational with all their regular services in place, guaranteeing complete functionality of supply chains. Governments should support shipping, ports and transport operators in doing everything possible to allow transport of goods in and out of ports so that food, medicine and other vital supplies will continue to reach people worldwide.”

KEEPING GLOBAL MARITIME TRADE MOVING THROUGHOUT THE COVID-19 CRISIS

TO:  GOVERNMENTS ATTENDING THE G20 MEETING ON COVID-19 ON TUESDAY 24 MARCH

As the COVID-19 pandemic takes hold it is vital that all governments keep maritime trade moving by continuing to allow commercial ships access to ports worldwide.

We are writing on behalf of the International Chamber Shipping (ICS), which represents the world’s national shipowners’ associations and over 80% of the world’s merchant shipping tonnage, and the International Association of Ports and Harbors (IAPH) which speaks for the global port industry.

As the COVID-19 pandemic takes hold, it is important for G20 Governments to fully understand that around 90% of global trade is transported by commercial shipping, which moves the world’s food, energy and raw materials, as well as manufactured goods and components – including vital medical supplies and many products sold in supermarkets, items that are necessary (due to complex supply chains) for the preservation of many jobs in manufacturing – without which modern society simply cannot function.

In this time of global crisis, it is more important than ever to keep supply chains open and maritime trade and transport moving.  Leadership from the G20 in calling for a co-ordinated approach by governments, working in conjunction with the UN International Maritime Organization, WHO, and other relevant agencies is therefore of the utmost importance.

We therefore call on the G20 to highlight the critical importance of this issue, ideally by including a short reference to this matter in any communiqué issued in connection with the meeting on 24 March.

Yours faithfully

Covid – 19: dopo, niente come prima sui porti italiani

Per l’Unione Europea, questo periodo di emergenza coronavirus si trova in un orizzonte politico Franco-Alemanno deciso a far approvare a tutti i costi il MES (Meccanismo Europeo di Stabilità); l’Italia, trovandosi sul fronte pandemico è costretta ad elemosinare un quantitative not easing di denaro per uscire da questa crisi sanitaria … economica e … sociale.

Commissione Ue. Nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea del 10 gennaio 2020 è stata pubblicata la lettera della Commissione Europea che solleva la questione sulla tassazione dei porti in Italia invitando il Governo a fornire le proprie osservazioni entro trenta giorni. Bruxelles chiede all’Italia di autotassarsi in nome del libero mercato, aprendo la strada alla privatizzazione dei porti. L’attività di un ente pubblico, quindi, è vista da Bruxelles come un modus operandi commerciale non conforme all’articolo 107/1 del TFUE (Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea) e, per tale ragione, alla scadenza dei trenta giorni, partirà la procedura d’infrazione a carico dell’Italia.

Ci troviamo di fronte ad un paradosso di uno Stato che dovrebbe autotassarsi e, potenzialmente, abbandonare il monopolio di esercizio del pubblico ufficio. Si aprirebbe così un probabile scenario di privatizzazione delle infrastrutture! Pensiamo un attimo ai piani di sviluppo delle varie AdSP dell’Italia meridionale: gli investimenti per interventi infrastrutturali che il governo centrale, specie
al Sud, dovrebbero seguire un iter burocratico infinito, passando sa Bruxelles. La tassazione elevata, infatti, ridurrebbe la competitività dei porti italiani, già sofferenti per carenti infrastrutturali in termini di capacità di volumi di merci lavorate.

La Cassazione. Per il più alto Organo Giudiziario italiano, la Corte di Cassazione, le attività svolte dalle Autorità Portuali (quali, ad esempio, la concessione delle banchine portuali, peraltro obbligatoria ex lege) sono indubbiamente riconducibili nell’alveo delle funzioni statali e non possono essere ricomprese nell’ambito di un’attività d’impresa. Si legge nella sentenza che tali attività fanno parte delle funzioni statali “dovendo essere funzionali e correlate all’interesse statale al corretto funzionamento delle aree portuali, concretandosi in poteri conferiti esclusivamente a tal fine, (cfr I. n. 84 del 1994, per la scelta dei concessionari) con una discrezionalità vincolata, sottoposta a controlli da parte del Ministero dei Trasporti (ora Ministero delle infrastrutture e dei trasporti) ”.

Finalmente ci troviamo di fronte una valutazione giuridica e decisa e che invita la Commissione Ue a una riflessione seria evitando di mettere in discussione la natura giuridica delle AdSP. Sono enti pubblici, non economici, che svolgono compiti assegnati dallo Stato, esercitandone i poteri assegnati di vigilanza e controllo con poteri sanzionatori. Aspettiamo le valutazioni della task-force, messa in campo dalla Ministra Paola De Micheli, composta di personalità nel settore del diritto e della portualità; e siamo speranzosi che si possano sostenere le tesi italiane in un confronto trasparente con gli uffici dell’Ue e scrivendo la parola “fine” a un contenzioso dalle procedure non chiare.

Riflessioni.

1a. Non tutti i porti europei sono gestiti nello stesso modo tra gli Stati membri e che il modello dei porti italiani è diverso da quello dei porti francesi, olandesi, belgi e tedeschi. Leggendo le carte, le date e varie dichiarazioni di esponenti europei ci troviamo di fronte ad un paradosso: ci stanno convincendo (i fautori del “sacrificio”) che siamo in perpetua crisi per smantellare tutto e quindi industrie e cantieri divenire economicamente “commerciabile”.

Ursula Von der Leyen, presidentessa dell’Ue ha detto che tutti gli europei sono italiani, bloccando il patto di stabilità; forse per far slittare la procedura d’infrazione sulle tasse ai porti italiani a dopo l’emergenza Covid-19? La presidentessa della BCE, Lagarde, dopo lo scivolone iniziale sull’orizzonte finanziario mondiale, ha messo in campo fondi per contenere il default di Stati e di economie asserviti a una finanza globale che decide se comprare e/o vendere asset produttivi. Forse tutto è stato montato per accelerare l’iter di approvazione in piena pandemia del MES?

2a . Questo periodo di emergenza sanitaria sta cambiando le coordinate primarie per leggere una realtà: dopo niente sarà come prima. Vuol dire che usciti distrutti, ma vittoriosi su questo virus della globalizzazione, saremo costretti a rimodulare i concetti umanitari di diritto/dovere e soprattutto di “democrazia”. Saremo costretti a cambiare molte delle relazioni che avevamo costruito e che ritenevamo solide. Una parte della nostra generazione di anziani si è trasferita “senza accompagnamento” e segnati dal “Sigillo”.

Per questo per la nostra Italia, anche se “andrà tutto bene”, si apriranno nuovi orizzonti da esplorare con nuova prospettiva: mi riferisco al lavoro; al salario, all’orario di lavoro; al concetto di nuova famiglia e al vivere in famiglia; alla scuola e al modo di fare scuola e alla sua “minima didattica” (quella on line); nuova prospettiva da (ri) vedere la finanza e sull’economia e al peso da dare al denaro. Siamo in “tempo di guerra”, scoppia una bomba nemica e gli italiani escono sul balcone e cantano e poi pensano a portare a spasso il proprio cane, come principio “unico”, o fare sport a tutti i costi. Una deriva sanitaria che cista portando ad una deriva sociale. Svegliamoci e prepariamoci non perdendo la “Speranza”, quella si ci salverà!

3a. Sul fronte marittimo, vista la mia storia professionale, non posso esimersi dal sottolineare che tutti i DPCM emanati in questo tempo di emergenza sanitaria, hanno dimenticato una categoria professionale importante a garantire il trasporto delle materie prime, necessari alla vita di un paese: quella dei marittimi tutti, imbarcati e non; la Gente di Mare. Molti sono a bordo di navi, fermati in vari porti del mondo in quarantena; altri si vedranno sbarcati per fermi volontari di navi da parte delle Compagnie di navigazione; molti ancora si troveranno senza lavoro, vista la riduzione delle corse di continuità territoriale e delle autostrade del mare.

I governi delle varie bandiere che battono queste navi, non hanno pensato a nessuna indennità e/o sussidio economico per fronteggiare questa crisi. Ancora una volta, la Gente di Mare, personale navigante e operatori portuali tutti, sta pagando un prezzo insostenibile per il fermo delle attività marittime. E’ poco quello che i vari sindacati internazionali, l’ITF per primo, stanno rivendicando; certo che la salute del lavoratore va protetta, ma va anche garantito il posto di lavoro; e poiché è vigente il regime del “doppio registro” su arruolamenti dei marittimi, la Ue e gli Stati membri dovrebbero farsi carico di tali sofferenze economiche.

Abele Carruezzo

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Le linee guida interpretative sulla normativa UE in materia di diritti dei passeggeri a seguito dell’emergenza Coronavirus

L’emergenza Coronavirus (o COVID-19), classificato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come “Pandemia” ha spiegato i suoi effetti catastrofici non soltanto per la salute delle persone ma, in un mondo sempre più globalizzato e iperconnesso, ha provocato forti ripercussioni sull’economia dei trasporti.

Per mitigare il conseguenziale impatto negativo in termini di cashflow e ridurre i costi per il settore, la Commissione Europea, il 18 marzo 2020 ha pubblicato una serie di orientamenti per garantire l’applicazione coerente dei diritti dei passeggeri in tutta l’UE in seguito alle misure adottate dai governi nazionali costretti a imporre restrizioni di viaggio e controlli alle frontiere con sospensione dello spazio Schengen e alle differenti policy dei vettori.

Per quanto riguarda il trasporto aereo e l’applicazione del Regolamento n. 261/2004, qualora un volo venga cancellato da un vettore, quest’ultimo deve offrire al passeggero la scelta tra il rimborso del biglietto, l’imbarco su un volo alternativo non appena possibile, oppure l’imbarco su un volo alternativo in una data successiva di suo gradimento. Va, però sottolineato che la rapidità con cui il COVID-19 si sta diffondendo potrebbe rendere in pratica molto difficile od impossibile per il vettore assicurare con tempestività tali diritti.

Di conseguenza, poiché la prima opportunità utile per il volo alternativo potrebbe essere notevolmente posticipata, il vettore andrà esente da responsabilità qualora comunichi al passeggero in tempo utile i voli disponibili per il reimbarco. In caso di volo cancellato, inoltre, il passeggero in attesa dell’imbarco ha diritto all’assistenza gratuita, che include i pasti, una sistemazione in albergo ed il relativo trasporto. A questo obbligo il vettore deve adempiere anche se la cancellazione del volo è dovuta alle circostanze eccezionali di cui all’articolo 5, paragrafo 3, Reg. 261/2004. Di conseguenza, anche qualora, a causa del COVID-19, i tempi di attesa fossero particolarmente protratti, il vettore non sarà esentato dai propri obblighi.

Il regolamento in parola, infine, prevede un’ipotesi di compensazione forfettaria, che tuttavia non si applica alle cancellazioni effettuate con più di 14 giorni di anticipo o qualora la cancellazione sia dovuta a circostanze eccezionali che non avrebbero potuto essere evitate anche adottando tutte le misure del caso. Nello specifico, secondo la Commissione, quest’ultima condizione è da considerarsi soddisfatta non solo laddove le autorità pubbliche vietino del tutto determinati voli o la circolazione delle persone in modo tale da escludere, di fatto, il volo in questione, ma anche qualora la cancellazione del volo si verifichi in circostanze in cui la libera circolazione delle persone è limitata a determinati individui che beneficiano di deroghe.

Anche per quanto riguarda il trasporto ferroviario e l’applicazione del Regolamento n. 1371/2007 la scelta di itinerari alternativi, qualora sia ragionevolmente prevedibile che il ritardo del treno all’arrivo sarà superiore a 60 minuti potrebbe essere fortemente condizionata dal COVID-19.

Infatti, la prima opportunità utile per il treno alternativo potrebbe essere notevolmente posticipata, e di tale eventualità il passeggero dovrà essere debitamente informato. Similmente, anche qualora la cancellazione del treno sia dovuta a circostanze che dipendono dal virus il vettore ferroviario non sarà esentato dai suoi obblighi di assistenza nei confronti del passeggero, a prescindere dalla lunghezza del periodo di attesa. Tuttavia, a differenza dagli altri tipi di trasporto, in questo caso l’esistenza di circostanze eccezionali non fa venir meno il diritto del passeggero all’indennità per il prezzo del biglietto in caso di ritardo o cancellazione del treno.

Da ultimo, disposizioni simili varranno anche per il trasporto marittimo cui si applica il Regolamento  n. 1177/2010 e per quello effettuato tramite autobus cui si applica il Regolamento n. 181/2011.

Nel trasporto via mare in caso di cancellazione o di ritardo alla partenza, il vettore deve assicurare al passeggero la possibilità di scegliere fra il trasporto alternativo e il rimborso del biglietto e, in quest’ultimo caso, ove opportuno, il ritorno gratuito al primo punto di partenza. Pertanto, se la partenza di un servizio passeggeri di un viaggio viene cancellata o ritardata per più di 90 minuti, ai passeggeri sarà offerta la scelta tra un volo alternativo o il rimborso del biglietto con, inoltre, un risarcimento da 25 al 50% del prezzo del biglietto.

In tali casi, il vettore deve anche fornire assistenza, comprese le bevande o pasti e, ove necessario, l’alloggio del valore fino a 80 euro a notte per un massimo di tre notti. Tali disposizioni non si applicano alla crociera.

E’ altresì accordato un diritto alla compensazione economica ai passeggeri qualora essi subiscano ritardi ricorrenti all’arrivo e non invece un unico episodio di ritardo. Di particolare interesse – per quel che riguarda la soppressione delle partenze per l’emergenza COVID – 19, è il paragrafo 4 dell’art. 20 del Reg. 1177/2010, che stabilisce, in caso di circostanze eccezionali esonerative l’esenzione, per il vettore, al versamento della compensazione pecuniaria.

Nel documento la stessa Commissione riconosce che le norme della UE sui diritti dei passeggeri non affrontano quelle situazioni in cui i passeggeri non possono viaggiare o vogliono annullare un viaggio di propria iniziativa ma la fattispecie è ben delineata nel nostro ordinamento giuridico qualora il caso preveda la giurisdizione italiana.

Infatti-  i casi di impossibilità sopravvenuta della prestazione ai sensi dell’art. 1463 del Codice Civile sono stati tipizzati nel comma 1, dell’art. 28 del D.L. n. 9 del 2 marzo 2020 varato dal Governo (cui rimandiamo) e vanno coordinate con le specifiche disposizioni del Codice della Navigazione.

Pertanto in occasione di un trasporto marittimo (applicabile anche alle crociere seppur con le penali previste per i pacchetti turistici) il passeggero impossibilitato alla partenza (e le conseguenze del COVID-19, a nostro avviso, rientrano – a pieno titolo, tra le case di forza maggiore) è previsto il rimborso – ai sensi dell’articolo 402 mentre nel trasporto aereo tale diritto è contemplato dall’articolo 945.
Per sapere di più rinvio all’e-book La tutela comunitaria del passeggero tra normativa e giurisprudenza, Passerino Editore, 2020.

 

Alfonso Mignone

http://www.ilnautilus.it/?s=La+tutela+comunitaria+del+passeggero+tra+normativa+e+giurisprudenza%2C&x=8&y=8

Interpretative Guidelines on EU passenger rights regulations in the context of the developing situation with Covid-19

Alfonso Mignone, La tutela comunitaria del passeggero tra normativa e giurisprudenza, Passerino Editore, 2020

https://www.ibs.it/tutela-comunitaria-del-passeggero-tra-ebook-alfonso-mignone/e/9788835354505#

https://www.amazon.it/tutela-comunitaria-passeggero-normativa-giurisprudenza-ebook/dp/B083PPGFS7

Consiglio europeo straordinario dei trasporti al lavoro su misure solidali per stati e operatori

De Micheli: “Fondamentale assicurare la regolarità dei flussi commerciali e l’approvvigionamento delle merci

MIT-L’adozione di un’azione collettiva, coordinata e flessibile a livello comunitario per garantire la libera circolazione e la regolarità dei flussi di trasporto, il riconoscimento del principio della solidarietà e la necessità  di un approccio coeso all’interno dell’Unione Europea. Solo un fronte comune e compatto può superare questa emergenza, queste le priorità condivise oggi nel corso del Consiglio europeo straordinario dei Trasporti a cui hanno preso parte tutti gli Stati membri.

A rappresentare il Governo Italiano, in videoconferenza, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli che anche oggi ha portato all’attenzione dell’Europa le istanze del comparto e la necessità di garantire  la libera circolazione delle merci e il lavoro in sicurezza degli operatori, per evitare il ripetersi di immagini inaccettabili come quelle dei giorni scorsi con file chilometriche di camion bloccati ai confini di paesi europei.

“Il mercato unico deve funzionare, è fondamentale che le merci circolino, in primis quelle essenziali, quali gli equipaggiamenti medici e le forniture agroalimentari. Non devono esservi discriminazioni per i camion e gli autisti che voglio ringraziare ancora per l’apporto fondamentale e il lavoro determinante per la tenuta economica e sociale del Paese” le parole del Ministro De Micheli. Accolta anche la richiesta dell’Italia di istituire una Task force comunitaria a guida della Commissione e con la partecipazione di tutti gli Stati membri, che avrà il compito di monitorare, segnalare e facilitare la risoluzione ove necessario di criticità e ostacoli.

L’adozione di misure forti a sostegno di tutto il settore trasporti con il riconoscimento di una maggiore flessibilità sia in termini di aiuti di stato, sia in termini di misure specifiche a beneficio dei singoli settori, quindi trasporto aereo, gomma, ferroviario e marittimo, le proposte avanzate dall’Italia che hanno trovato ampio consenso della Commissione.

Per l’autotrasporto in particolare prioritario agevolare chi muove le merci, con l’introduzione di misure favorevoli per autisti e aziende di trasporto, come ad esempio la deroga ad orari lavorativi rigidi per gli addetti ai lavori.

Anche nel settore marittimo, la raccomandazione rivolta in particolare ai paesi terzi, di agevolare i flussi e dotarsi di misure a sostegno del settore, come la proroga dei certificati dei marittimi e l’introduzione di corridoi privilegiati che favoriscano l’avvicendamento degli equipaggi e l’operatività delle flotte.

Nel settore aereo più che mai prioritario fornire segnali di rassicurazione alle compagnie, in particolare grazie ad intervento, già al vaglio del legislatore europeo, finalizzato a sospendere la normativa in materia di utilizzo degli slot, come pure l’adozione di misure aggiuntive a sostegno del settore senza compromettere in alcun modo i diritti dei viaggiatori.

COVID-19: Lettera congiunta di ICS e ITF alle organizzazioni delle Nazioni Unite per non fermare il commercio marittimo mondiale

La “lettera aperta” congiunta che Guy Platten, Segretario Generale dell’International Chamber of Shipping, e Stephen Cotton, Segretario Generale dell’International Transport Workers’ Federation, hanno inviato alle competenti agenzie delle Nazioni Unite (OIL, IMO, UNCTAD e OMS) per chiedere loro di portare all’attenzione dei loro Stati membri le problematiche che la pandemia di Covid-19 sta creando al trasporto marittimo mondiale, incoraggiando le autorità nazionali a discutere le possibili soluzioni con le loro parti sociali.

International Chamber Shipping (ICS), che rappresenta le associazioni nazionali di armatori del mondo e oltre l’80% del tonnellaggio marittimo mercantile del mondo, e International Transport Workers’ Federation (ITF), che rappresenta circa due milioni di marittimi che lavorano su navi mercantili di tutto il mondo operanti nei traffici marittimi internazionali, nella lettera congiunta affermano che, a fronte della pandemia di COVID-19, è essenziale che tutti i governi si attivino perché il commercio marittimo non si fermi, continuando a consentire alle navi mercantili di accedere ai porti di tutto il mondo e facilitando gli avvicendamenti degli equipaggi sulle navi e la loro circolazione con il minor numero possibile di ostacoli

È importante che i governi di tutto il mondo comprendano appieno che circa il 90% del commercio mondiale è trasportato dalla navigazione marittima, che muove il cibo, l’energia e le materie prime del mondo, nonché i manufatti – tra cui forniture mediche vitali e molti prodotti venduti nei supermercati – tutti articoli necessari per la conservazione di molti posti di lavoro nel settore manifatturiero, senza i quali la società moderna semplicemente non può funzionare.

In particolare, ciò significa mantenere i porti del mondo aperti all’attracco di navi mercantili facilitando gli avvicendamenti degli equipaggi e la loro circolazione con il minor numero possibile di ostacoli. Si tratta di circa 100.000 marittimi che ogni mese si avvicendano sulle navi per conformarsi alle normative marittime internazionali che disciplinano l’orario di lavoro sicuro e il benessere dell’equipaggio, in modo che il commercio marittimo  mondiale possa continuare in modo sicuro.

Per questo ICS e ITF sottolineano la necessità vitale che ai marittimi del mondo siano concesse esenzioni adeguate da qualsiasi restrizione nazionale per gli spostamenti, al fine di far funzionare le catene di approvvigionamento marittime del mondo.

Tenuto conto del loro ruolo vitale durante la pandemia globale, ICS e ETF suggeriscono che i marittimi, indipendentemente dalla nazionalità, siano trattati come qualsiasi altro “lavoratore chiave” internazionale, come gli equipaggi delle compagnie aeree e il personale medico, naturalmente rispettando i protocolli sanitari di emergenza.

Infine, le due associazioni invitano le organizzazioni delle NU a sottolineare l’importanza critica di questo problema con i governi degli Stati membri e chiedono che questo argomento venga urgentemente aggiunto all’ordine del giorno delle opportune riunioni ad alto livello e che le autorità nazionali degli Stati membri siano incoraggiate a impegnarsi immediatamente con le associazioni nazionali degli armatori e le organizzazioni sindacali nazionali dei marittimi, al fine di trovare soluzioni rapide a questo grave problema che rischia di ostacolare gli sforzi globali per affrontare la pandemia di COVID-19.

JOINT OPEN LETTER TO UNITED NATIONS AGENCIES FROM THE GLOBAL MARITIME TRANSPORT INDUSTRY

FACILITATING CREW CHANGES TO KEEP WORLD TRADE MOVING THROUGHOUT THE COVID-19 CRISIS

To: Director General, United Nations International Labour Organization Secretary-General, United Nations International Maritime Organization  Secretary-General, United Nations Conference on Trade and Development Director General, World Health Organization.

As the COVID-19 pandemic takes hold it is vital that all governments keep maritime trade moving by continuing to allow commercial ships access to ports worldwide and by facilitating the movement and rapid changeover of ships’ crews.

We are writing on behalf of the International Chamber Shipping (ICS), which represents the world’s national shipowners’ associations and over 80% of the world’s merchant shipping tonnage, and the International Transport Workers’ Federation (ITF), which speaks on behalf of approximately two million seafarers who operate the world’s internationally-trading commercial ships.

As the COVID-19 pandemic takes hold, it is important for the world’s governments to fully understand that around 90% of global trade is transported by commercial shipping, which moves the world’s food, energy and raw materials, as well as manufactured goods and components – including vital medical supplies and many products sold in supermarkets, items that are necessary (due to complex supply chains) for the preservation of many jobs in manufacturing – without which modern society simply cannot function.

In this time of global crisis, it is more important than ever to keep supply chains open and maritime trade and transport moving.
In particular, this means keeping the world’s ports open for calls by visiting commercial ships, and facilitating crew changes and the movement of ships’ crews with as few obstacles as possible.

Every month, around 100,000 seafarers need to be changed over from the ships which they operate in order to comply with relevant international maritime regulations, governing safe working hours and crew welfare, so that they can continue to transport global trade safely.
We therefore wish to emphasise the vital need for the world’s professional merchant seafarers to be granted appropriate exemptions from any national travel restrictions, when joining or leaving their ships, in order to keep the world’s maritime supply chains functioning.

In view of their vital role during the global pandemic, we suggest that professional seafarers, regardless of nationality, should be treated as any other international ‘key workers’, such as airline crew and medical personnel.  As such, they should be afforded special consideration and, notwithstanding the need to comply with emergency health protocols, treated with pragmatism and understanding when seeking to travel to and from their ships.

We therefore call on your organisations to highlight the critical importance of this issue with the governments of your member states.
We request, as a matter of urgency, that this topic be added to the agenda of appropriate high level meetings, and that national authorities in your organisations’ member states should be encouraged to engage immediately with their national shipowners’ association and national seafarers’ union, in order to find rapid solutions to this serious problem which otherwise risks impeding global efforts to address the COVID-19 pandemic.

Yours faithfully,

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CORONAVIRUS,ALIS: L’ITALIA DEL TRASPORTO MERCI RISCHIA ISOLAMENTO. L’EUROPA GARANTISCA LIBERA CIRCOLAZIONE

Marcello Di Caterina: “Preoccupanti i blocchi alle frontiere,scongiurati anche da Linee Guida della Commissione UE. Regolare flusso delle merci fondamentale anche per la sicurezza”

“Il trasporto merci, ritenuto ad ogni livello un settore strategico e fondamentale per non fermare il Paese e per garantire l’approvvigionamento dei beni essenziali, da quelli sanitari a quelli alimentari, sta già affrontando notevoli criticità legate all’emergenza da Covid-19. A ciò si aggiungono da giorni i blocchi alle frontiere disposti da alcuni Paesi, che non permettono così il regolare flusso delle merci italiane e che ostacolano pertanto anche la salvaguardia della sicurezza”.

Il Direttore Generale di ALIS Marcello Di Caterina interviene nel dibattuto problema delle frontiere interdette al trasporto merci negli ultimi giorni da parte di alcuni Stati esteri, come Austria, Slovenia, Croazia ed Ungheria.

“Apprezziamo che il Governo italiano abbia immediatamente fatto sentire la propria voce, attraverso l’intervento diretto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli coordinato con la Farnesina e con gli altri Ministeri interessati. Prendiamo inoltre atto delle Linee Guida adottate dalla Commissione Europea per la gestione delle frontiere in questa fase emergenziale, che – aggiunge il Direttore Generale di ALIS -invitano gli Stati membri a garantire l’integrità del mercato unico delle merci, in particolare delle catene di approvvigionamento, mantenendo naturalmente come obiettivo principale la tutela della salute pubblica dei cittadini europei. Siamo altresì d’accordo nell’individuazione di un’azione collettiva e coordinata a livello comunitario per garantire la libera circolazione e la regolarità dei flussi di trasporto, così come per evitare disposizioni non pre-annunciate ed adottate unilateralmente”.

“Come ALIS- dichiara il Direttore Di Caterina – avevamo già fatto presente come fossero assolutamente da scongiurare le limitazioni internazionali volte ad interdire la circolazione delle merci e l’operatività dei mezzi in transitoo in arrivo da/per l’Italia. Il traffico merci del nostro Paese verso i mercati dell’Europa centro-settentrionale e centro-orientale deve essere garantito e auspichiamo che si torni subito alla normalità dei transiti stradali, marittimi e ferroviari”.

“Noi restiamo sempre al fianco degli operatori del settore che quotidianamente lavorano per il bene del Paese – conclude Di Caterina -e chiediamo alle Istituzioni governative ed europee di continuare a garantire la libera circolazione delle merci”.

Coronavirus: Porto di Ancona, Grecia blocca ingresso passeggeri traghetti

Come misura preventiva per la diffusione del coronavirus, la Grecia ha stabilito il blocco dei passeggeri dei traghetti in ingresso nei porti ellenici. Lo sbarco è consentito solo ai tir con gli autisti a bordo per permettere l’arrivo delle merci.

Per le due navi in partenza nel pomeriggio da Ancona, Blues star-Superfast alle 17.30 e Minoan-Grimaldi alle 19, le autorità greche hanno consentito la partenza dei soli passeggeri con documento greco oltre ai tir con autisti. I passeggeri con documento greco sono 10 per la Blue star-Superstar e 30 per la Grimaldi.

Un’operazione alla quale si è dovuto rispondere in tempi rapidissimi. Una risposta immediata che si è resa possibile grazie alla collaborazione fra le istituzioni, il console onorario greco ad Ancona, Dimitrios Beligiannis, e le forze dell’ordine e di assistenza ai passeggeri operative al porto.

La Grecia sospende i collegamenti marittimi passeggeri con l’Italia

Roma- Il Governo greco ha annunciato ieri domenica diverse misure per contenere la diffusione nella nazione dei contagi da COVID -19, tra cui sono sospesi, e fino a nuovo ordine, i collegamenti marittimi verso la Grecia dai porti italiani per il trasporto di passeggeri. “La decisione presa – chiarisce l’Ambasciata di Grecia in Italia – non riguarda il trasporto merci su gomma che continuano regolarmente le loro tratte programmate”. Regolari anche le tratte marittime merci su traghetti e  navi ro-ro dai porti italiani.

Oltre alle restrizioni ai traffici marittimi di passeggeri con l’Italia, il governo ellenico ha deciso di vietare lo scalo ai porti greci delle navi da crociera e di altre imbarcazioni turistiche. Inoltre la Grecia ha sospeso tutti i collegamenti marittimi, terrestri e aerei con l’Albania e la Macedonia del Nord, e fermato (per ora) solo quelli aerei con la Spagna. Il personale dell’Ufficio Consolare dell’ Ambasciata di Grecia a Roma e i Consolati Onorari Greci in Italia continueranno a fornire informazioni ai cittadini Greci e di redigere atti in caso d’ urgenza.

IL NAUTILUS Anno 15 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato al sistema per ormeggio "briccole", e un focus sullo sviluppo metropolitano della città di Bari e delle sue infrastrutture portuali. Il Parlamento Europeo approva "L'European Green Deal" e poi un approfondimento sul lavoro nei porti ed uno sul valore delle merci.
poseidone danese

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