RISPOSTE TURISMO: nel 2020 nuovo record storico per il traffico crocieristico nei porti italiani: 13,07 milioni i passeggeri movimentati (+6.2% sulle stime 2019)

La previsione contenuta nel nuovo Italian Cruise Watch presentato oggi da Risposte Turismo in apertura della nona edizione di Italian Cruise Day, il forum di riferimento per il comparto crocieristico in Italia

Tra gli altri risultati dello studio:

• Previsto nel 2020 il record storico di passeggeri movimentati in numerosi scali crocieristici del Paese tra cui il leader Civitavecchia (2,69 milioni, +0,5%), Napoli (1,4 milioni, + 3,7%) e Genova (1,38 milioni, +2,2%)

• L’Italia accoglierà nel 2020 quasi 5.000 navi da crociera nei suoi porti (4.952, + 2,8% sul 2019)

• Percezione positiva dei giovani italiani sia da parte di chi l’ha effettuata sia di chi non ancora

• L’Italia concentra il 10,7% dei lavoratori nella crocieristica mondiale

Annunciata la sede dell’Italian Cruise Day 2020: sarà Savona ad ospitare la decima edizione del forum

Un nuovo record storico per il traffico crocieristico negli scali nazionali: 13,07 milioni di passeggeri movimentati (imbarchi, sbarchi e transiti), + 6,2% sulle stime già positive di chiusura 2019.

Si è aperta con questa previsione per il 2020 la nona edizione dell’Italian Cruise Day, il forum annuale di riferimento in Italia per il comparto crocieristico ideato e organizzato da Risposte Turismo che quest’anno, nel suo tour itinerante nei porti del Bel Paese, è sbarcato a Cagliari.

Ad annunciarlo Francesco di Cesare – Presidente Risposte Turismo, durante la presentazione del nuovo Italian Cruise Watch, il report di ricerca a cura di Risposte Turismo che analizza i dati di traffico, i trend di mercato e altre informazioni rilevanti per la cruise industry.

Il dato è frutto della proiezione effettuata sulle previsioni di 39 porti crocieristici italiani (rappresentativi del 99% del traffico nazionale in movimento passeggeri e del 97% delle toccate nave sul totale Italia), e tiene conto di altri fattori capaci di incidere sulle stime di traffico nel medio periodo tra cui i possibili cambi nel posizionamento delle navi durante la stagione, le condizioni meteomarine e l’occupazione media attesa delle navi.

Civitavecchia sempre più leader: sfiorerà i 2,7 milioni di crocieristi movimentati

Nel dettaglio dei singoli porti, Civitavecchia consoliderà la propria leadership in classifica con 2,69 milioni di passeggeri movimentati (+0,5% sulle stime di chiusura 2019), e per la prima volta nella sua storia con oltre un milione di turisti in imbarco o sbarco (2° homeport italiano dopo Venezia).

Su Venezia pesa lo stallo decisionale
Alle sue spalle si conferma Venezia con 1,52 milioni di passeggeri movimentati (-1,6% sulle stime di chiusura 2019), un dato che resta stabile negli ultimi anni in attesa di soluzione dell’annosa questione del transito delle navi in laguna.

2020 anno di record per Napoli, Genova, Livorno e non solo
Al terzo posto si posizionerà Napoli che, qualora le previsioni fossero confermate (+3,7%), potrebbe registrare un nuovo record assoluto di crocieristi movimentati, grazie ad ulteriori 20 toccate ed una crescita nei transiti così come negli imbarchi/sbarchi.

Ai piedi del podio, staccata di poche lunghezze, Genova, in virtù di 1,38 milioni di passeggeri movimentati previsti (+2,2%), in ulteriore leggera crescita dopo il +33,5% che si sta registrando in questa stagione e grazie a frequenti operazioni di imbarco e sbarco anche nei mesi invernali.
Al quinto posto Livorno (923 mila passeggeri movimentati, +10,1%), in crescita a doppia cifra grazie ad un calendario accosti distribuito su tutto l’anno, con maggio e ottobre che conteranno il maggior numero di toccate (57 e 60).

Tra gli altri scali – stando alle comunicazioni fornite dalle società di gestione dei terminal – spiccano le positive variazioni di traffico attese a La Spezia (900 mila passeggeri movimentati, + 38,5%) e, con valori assoluti più contenuti, Trieste (217 mila passeggeri movimentati, +81,9%) e Ravenna (85 mila passeggeri movimentati, +387,3%).

Per quanto riguarda la classifica delle toccate nave, secondo le previsioni di Risposte Turismo il 2020 vedrà Civitavecchia guidare questa classifica (827 toccate, +1,7%), al secondo posto Napoli (475, +4,2%) che supera Venezia (470, -6,4%) rispetto alla classifica stimata a fine 2019.

Francesco di Cesare – Presidente di Risposte Turismo – ha dichiarato: «Fino a qualche anno fa la dimensione del traffico crocieristico in Italia galleggiava attorno alla soglia degli 11 milioni di movimenti passeggeri: il trend di crescita sostenuta nel triennio 2018-2020 ha consentito e consentirà di raggiungere prima l’obiettivo dei 12 e poi dei 13 milioni. Traguardi importanti, resi possibili dalle scelte di itinerario delle compagnie così come dagli sforzi compiuti dalle Autorità di Sistema Portuale, dalle società di gestione dei terminal e dai molti altri operatori che completano la necessaria catena di produzione»

«Si tratta però, ora, di gestire al meglio questi volumi e quelli che verranno – ha proseguito di Cesare – e tale gestione andrà declinata nella pianificazione di interventi e soluzioni a beneficio di una condivisa e responsabile sostenibilità ambientale e sociale, di un ancor più qualificato impatto economico a livello locale, e infine di una lettura complessiva di cosa possa rappresentare per il Paese l’industria crocieristica».

I porti crocieristici italiani: caratteristiche, investimenti e prospettive

Italian Cruise Watch ha inoltre analizzato anche quest’anno molti altri aspetti del comparto crocieristico. Un settore che vede l’Italia leader anche in termini occupazionali: l’incrocio delle stime disponibili (fonte CLIA) vede il nostro paese concentrare il 10,7% dei lavoratori nella7 crocieristica mondiale.

Per quanto riguarda l’analisi della portualità crocieristica, sono state identificate 39 strutture terminalistiche dedicate alla gestione della movimentazione dei passeggeri. Ed inoltre, sempre secondo l’indagine effettuata da Risposte Turismo, i porti che hanno a disposizione il maggior numero di banchine dedicate al traffico crocieristico sono Civitavecchia e Livorno (9), seguite da Venezia (7).

Sono invece Livorno e Genova i porti con il maggior numero di banchine potenzialmente dedicabili alle navi da crociera (rispettivamente 13 e 12).

Con riferimento all’evoluzione del numero di terminal passeggeri dedicati alle navi da crociera, il report di Risposte Turismo evidenzia per il 2020 l’entrata in funzione di 3 nuove strutture (Taranto, Messina e Palermo) che porteranno il numero complessivo a 42.

Per quanto riguarda invece i principali interventi in programma a supporto della crocieristica, emergono lavori in numerosi porti italiani, tra essi quelli in corso a Savona su più fronti – che porteranno lo scalo a riacquisire piena funzionalità proprio nel 2020 – dal dragaggio dei fondali alla ristrutturazione del terminal Ovest a quelli di lungo termine di Ancona e La Spezia, entrambi collegati a nuovi terminal crocieristici ed il riassetto del waterfront cittadino. Poche invece le vere novità relative ad iniziative pensate per e dedicate ai crocieristi.

Con riferimento all’analisi degli itinerari e degli scali scelti dalle compagnie, a fine 2019 il porto leader per varietà di portafoglio clienti sarà Civitavecchia (in cui scalano quasi il 55% delle compagnie crocieristiche operative in Italia), davanti a Venezia (scelta dal 48,5% delle compagnie che toccano i porti italiani) e Livorno (45,5%).

La compagnia che, nell’anno in corso, ha fatto scalo nel maggior numero di porti italiani (24) è stata Ponant Cruises, seguita da Marella / Thompson Cruises (23) e da Silversea (22).

«Il settore delle crociere – ha dichiarato Tom Boardley, segretario generale Clia Europa – rappresenta solo il 2% di flussi turistici mondiali che crescono incredibilmente e ha pertanto enormi margini e potenzialità. Di fronte a questa crescente domanda le compagnie stanno ampliando la loro offerta, con nuovi viaggi, nuove navi e nuove destinazioni. A tale scopo collaborano a stretto contatto con istituzioni locali e autorità portuali, il cui lavoro è fondamentale per intercettare i flussi, rispondere alle esigenze dei crocieristi e garantire la crescita del comparto».

Giovani italiani under 30 e crociere: un mercato ad alto potenziale per le compagnie

L’edizione 2019 di Italian Cruise Watch ha infine indagato le caratteristiche, le preferenze e le propensioni di uno specifico segmento di domanda attuale e potenziale: i giovani italiani under 30.

Dall’analisi di un campione di circa 2.700 rispondenti di età compresa tra i 18 e i 30 anni è emerso come la maggioranza abbia già realizzato una vacanza in crociera.

Tra i giovani italiani che hanno già effettuato una crociera, prevalentemente in coppia o con amici, il 40% è già stato a bordo tra le due e le quattro volte e il 67% si è dichiarato molto soddisfatto dell’esperienza vissuta, percentuale che raggiunge quasi il 100% nel consigliare o nel propendere per una nuova crociera nel prossimo futuro.

Le motivazioni alla base della scelta di questo prodotto sono da ricercarsi principalmente nella possibilità di visitare più luoghi in un’unica vacanza (68%) e nella curiosità e nel confronto vincente tra una crociera e altre tipologie di vacanza (rispettivamente, 26% e 24%).

Per quanto riguarda destinazioni preferite, i giovani crocieristi italiani hanno scelto per lo più itinerari mediterranei – orientale o occidentale – (80%), mentre sono molti meno quelli che si sono spinti fino ai Caraibi o nei mari del Nord Europa (14%).

La spesa complessiva procapite sostenuta per una vacanza in crociera si attesta intorno ai 1.500 euro.

Tra gli italiani under 30 che, invece, non sono mai andati in crociera, emerge comunque una forte propensione per questa forma di vacanza (91%), spinta che finora non si è concretizzata per via di un costo ritenuto elevato (54%), per aver alla fine preferito, fino ad oggi, altre soluzioni di vacanza (29%) e dal non aver trovato offerta adatte alle loro esigenze (26%).

Le destinazioni preferite per un’eventuale futura vacanza in crociera sono risultate i Caraibi (34%), i Mari del Nord Baltico (19%) e il Mediterraneo occidentale - Italia tirrenica, Spagna e Francia (16%)

La monografia realizzata da Risposte Turismo evidenzia infine come, per chi non è mai stato in crociera, la variabile offerte (sconti speciali sul prezzo) rappresenti il fattore decisivo per valutare questa forma di vacanza (52%), seguita dalla possibilità di visitare luoghi difficilmente raggiungibili con altre modalità (45%) e dalla possibilità di avere maggiore tempo libero durante le escursioni (37%).

Oltre 200 operatori all’apertura del forum
La nona edizione di Italian Cruise Day, organizzata in partnership con l’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma della Sardegna e con il supporto di Clia Europe, si è aperta questa mattina presso l’Ex Manifattura Tabacchi di Cagliari con i saluti istituzionali e gli interventi di apertura di Thomas Boardley – Segretario Generale CLIA Europe, Airam Díaz Pastor – Presidente MedCruise e Daniele Rossi – Presidente Assoporti.

Main sponsor di Italian Cruise Day 2019 sono Generali Global Corporate & Commercial e SIAT Assicurazioni

Sponsor dell’iniziativa sono Assoporti, Fincantieri e Global Ports Holding.

Programma del forum su http://www.italiancruiseday.it/programmaforum2019/

L’AUTORITA’ DI SISTEMA PORTUALE DEL PORTO DI RAVENNA A PLOCE PER IL PROGETTO INTESA, NEL SEGNO DELL’EFFICIENZA E DELLA SICUREZZA

Ravenna-L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro settentrionale ha partecipato nei giorni scorsi alla seconda riunione dello Steering Commitee del Progetto INTESA tenutasi presso il Porto di Ploce (Croazia).

Il Progetto, finanziato dal programma europeo INTERREG Italia-Croazia, ha l’obiettivo di migliorare la cooperazione transfrontaliera in ambito portuale tra le Amministrazioni marittime nazionali di Italia e Croazia e le principali Autorità Portuali dell’area (Venezia, Trieste, Ravenna, Ancona, Bari, Fiume, Ploce e Spalato).

Con la partecipazione al progetto INTESA, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro settentrionale ha l’obiettivo di potenziare, mediante l’impiego e l’implementazione di tecnologie IT e strumenti di ausilio alla navigazione, la gestione del traffico in entrata e in uscita dal porto di Ravenna, migliorando l’accessibilità nautica al fine di rendere il sistema portuale e il trasporto marittimo ancora più efficienti e sicuri.

Match Race European Championship: Ettore Botticini secondo solo a Eric Monnin

Si è concluso ieri a Sebenico, in Croazia, il Campionato Europeo di Match Race, appuntamento organizzato dal D Marin Mandalina, già ospite del Campionato Mondiale ORC e di altri eventi di caratura internazionale.

Al via i dodici migliori specialisti dell’uno contro uno provenienti del Vecchio Continente e tra questi anche Ettore Botticini, protagonista solo una settimana fa del Campionato Italiano di Marina di Ravenna, terminato in seconda posizione. Per il giovane timoniere toscano, da poco uscito dai ranghi Under, si è trattato di una delle prime occasioni di confrontarsi con l’elite overall del match race.

Il portacolori del Circolo Nautico e della Vela Argentario, in equipaggio con Lorenzo Gennari, Raffaello Perrini e Federico Colaninno, ha ben figurato anche in Croazia, dove si è classificato secondo, superato dal solo Eric Monnin, già avversario di diversi match particolarmente agguerriti.

“Sono stati quattro giorni di vento molto leggero e le regate si sono svolte utilizzando i Platu 25 e i J/70: era quindi di fondamentale importanza essere rapidi nel cambiare ‘modalità’ di conduzione, vista la grande differenza che c’è tra le due barche, dotate una di gennaker e l’altra di spinnaker. Gli abbrivi erano completamente differenti e da un match all’altro bisognava prestare molta attenzione a come interpretare le fasi di dial up – spiega Ettore Botticini – Siamo partiti bene, con un parziale di tre a uno, poi il secondo giorno il rendimento è diminuito a causa anche del programma a noi sfavorevole dal punto di vista delle lunghe attese. Dal terzo è scattato qualcosa e abbiamo cambiato passo, vincendo tutti i duelli del Round Robin che ci restavano, contro velisti forti come Presen e Zbroja”.

Conquistati i quarti, Botticini e il suo team hanno eliminato il russo Lipavsky, quindi il francese Morvan, da tanti anni nei ranghi del World Tour di Match Race: “Contro Morvan abbiamo fatto tre ottime regate: dato che loro erano pesanti e soffrivano le arie leggere, abbiamo puntato su partenze conservative con l’idea di puntare sulla velocità di bolina e di poppa, come in una regata normale. Colaninno è stato bravissimo nella tattica e in manovra siamo stati perfetti: il tre a zero che ci ha garantito la finale è di certo tra i match che ricorderemo a lungo”.

“In finale, contro Eric Monin, abbiamo suonato la carica portandoci sull’uno a zero – prosegue Botticini – Lui e il suo equipaggio hanno reagito da grandi quali sono chiudendo la sfida sul due a uno. Nello scontro decisivo, data la tendenza del vento, abbiamo deciso di andare a destra, obbligando Monin verso sinistra. Purtroppo il salto della brezza lo ha premiato e all’incrocio seguente aveva una lunghezza di vantaggio che ha difeso fin sulla linea di arrivo. In questo caso possiamo parlare di sfortuna, tanto che Monin stesso ci ha confessato che anche lui voleva la destra in quel momento della regata”.

Esaurito il racconto della contesa agonistica, Ettore Botticini trae le conclusioni della trasferta croata: “Di sicuro siamo soddisfattissimi: per noi, che stiamo affrontando le prime stagioni fuori dai contesti prettamente Youth, è il primo risultato overall di un certo prestigio. I ragazzi hanno girato benissimo e credo che da questa stagione siano emersi aspetti molto importanti sui quali lavorare per continuare a crescere”.

Regione Abruzzo-Reti Ten-T: Marsilio, Sinergia con Autorità portuale per avere più forza in Europa

Pescara- Un protocollo comune Regione Abruzzo-Autorità del Sistema Portuale da sottoporre al Governo nazionale ed alle Istituzioni Comunitarie per fare in modo che l’Abruzzo sia messo al centro rispetto all’attivazione dei due nuovi corridoi TEN-T: quello adriatico e quello tirrenico che interessa la direttrice Pescara-Roma.

È stato il tema principale discusso, questa mattina, a Pescara, nella sede della Camera di Commercio, nel corso di un incontro al quale hanno preso parte il presidente della Giunta regionale, Marco Marsilio, l’assessore alle Attività produttive, Mauro Febbo, il presidente dell’Autorità del Sistema portuale del mare Adriatico centrale, Rodolfo Giampieri, la direttrice generale della Regione, Barbara Morgante, e il presidente della Camera di Commercio di Chieti-Pescara, Gennaro Strever.

Nello specifico, si parla da un lato del prolungamento nord-sud del corridoio scandinavo-mediterraneo al tratto Ancona-Pescara-Bari all’intero versante adriatico come connessione con l’est Europa e dall’altro della creazione del corridoio mediterraneo tra la penisola iberica (mediterraneo occidentale), la Regione Lazio, la Regione Abruzzo (mare Adriatico) e le Regioni dei Balcani (Croazia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Albania, Slovenia, Grecia, Serbia fino alla Romania).

“Stiamo lavorando per rendere concreto e fattibile questo progetto – ha dichiarato il presidente Marsilio – e non farlo rimanere solo un sogno. Per questo, stiamo mettendo in campo tutte le sinergie possibili anche attraverso uno scambio di competenze specifiche per arrivare a questo risultato. È stato un momento importante di aggiornamento, di coordinamento e di focalizzazione sugli obiettivi da centrare. Del resto, ha proseguito – il nuovo negoziato in Europa è appena iniziato e più ci arriveremo con le idee chiare, con progetti condivisi e comuni a livello nazionale, più avremo possibilità che l’Europa ci ascolti.

Dobbiamo evitare la dispersione sia delle energie che delle risorse per fare in modo che ci sia un percorso di condivisione rispetto a queste direttrici strategiche. Con l’Autorità portale c’è perfetta sintonia, – ha concluso il presidente della Giunta – e da qui ad un mese rappresenteremo la sintesi di questo lavoro comune al Governo nazionale che poi è l’attore principale di questa partita”.

CAMPIONATO EUROPEO HANSA 303 – DAY 2

Instabilità di vento per la seconda giornata del Campionato Europeo Hansa 303 a Portimao, in Portogallo.

Tutti in acqua presto/8.30, prove completate in mattinata poi verso le 12.00 il vento è calato e il comitato di regata ha deciso di sospendere fino alle 16.00 circa per poi riprendere le regate e concludere il programma.

CAMPIONATO EUROPEO HANSA 303

113 atleti in rappresentanza di 10 paesi hanno dato il via ieri al Campionato Europeo Hansa 303 2019 a Portimao, in Portogallo.
L’Italia è rappresentata da 14 atleti, accompagnati dal Consigliere Federale Fabio Colella e dal Tecnico Federale Filippo Maretti:

EQUIPAGGI SINGOLI
Giambachisio Pira (Veliamoci ASD)
Giulio Cocconi (LNI Genova Sestri)
Vincenzo Gulino (Centro Velico Crotone)

EQUIPAGGI DOPPI
Patrizia Aytano e Pietro Bortoletto (LNI Genova Sestri)
Eleonora Ferroni e Umberto Verna (LNI Chiavari)
Giambachisio Pira e Cristina Atzori (Veliamoci ASD)
Efisio Piras e Paolo Marchesi (Veliamoci ASD)
Carla Atzori e Noemi Grazia Jacob (Veliamoci ASD)
Claudia Di Miceli e Simona Pasqua (LNI Palermo)

Il Consigliere Fabio Colella ha dichiarato:
“Bellissima esperienza a Portimao dove l’Italia grazie anche al contributo della classe Hansa Italia ha messo a mare ben 10 equipaggi con 14 atleti presenti. Molti alla prima esperienza internazionale. Siamo riusciti in questi anni a far crescere la partecipazione dei nostri atleti, la promozione sul territorio e l’intensificazione di formazione agli istruttori federali ha fatto sì che i numeri di questa disciplina siano sensibilmente aumentati e oggi non possiamo che essere soddisfatti del lavoro messo in campo assieme ai tecnici della Federazione.”

La Germania per navigare chiede aiuti di Stato

Amburgo. La Germania sta attraversando una delle crisi economiche più difficili dal suo dopoguerra a oggi; è nota a tutti la fase di recessione che il paese alemanno sta soffrendo con il comparto industriale tutto che stenta a ripartire, portandosi dietro altre industrie europee. I porti principali della Germania stanno registrando un calo nelle merci mobilitate rispetto all’anno 2017. Il porto di Amburgo, nel traffico su rotaia tra la banchina e le aree logistiche circostanti l’infrastruttura, segna l’1% in meno rispetto all’anno precedente. Tuttavia, analisti di economia marittima affermano che le perdite sopportate dalla portualità e dalla logistica tedesca sono da addebitare a una crisi finanziaria globale.

Il sistema del trasporto marittimo rimane, però, il fulcro della logistica alemanna; infatti, l’alto valore aggiunto dei servizi di trasporto aereo è compensato dai volumi gestiti dal settore marittimo. Nello scorso 2018 tali volumi hanno registrato un valore cinquantotto volte di più rispetto al trasporto merci gestito negli aeroporti del paese. A volte ci si dimentica del valore economico della cantieristica navale tedesca che rimane a tutt’oggi significativa nelle costruzioni di navi.

Sappiamo che i più grandi cantieri navali si trovano oggi in Corea del Sud e Cina, ma circa l’80% del valore aggiunto nella costruzione di una nave è rappresentato dai fornitori. Secondo un’analisi condotta dalla tedesca Shipbuilding & Ocean Industries Association (Verband für Schiffbau und Meerestechnik, VSM), gli Stati federali di Baviera, Baden – Württemberg e Renania settentrionale – Vestfalia sono località importanti per l’industria delle forniture navali. Aziende come MAN, Siemens, MTU, ZF e numerosi altri fornitori di tecnologia per la navigazione e la propulsione sono attive in queste regioni; il settore delle forniture navali occupa oltre 60.000 persone e genera un fatturato di oltre 10 miliardi di euro.

L’Associazione tedesca degli industriali dello shipping non condivide il successo della Cina e tutte le distorsioni del mercato che stanno portando alla recessione del paese e per questo chiedono una revisione delle strategie politiche dei loro governanti. L’industria marittima tedesca si lamenta dell’intensificarsi della concorrenza internazionale; oggi, i porti di Rotterdam e Anversa hanno superato i porti tedeschi di Amburgo e Brema in termini di crescita. I cambiamenti strutturali nel settore navale hanno avuto conseguenze di vasta portata per la Germania. La sua flotta mercantile si è ridotta da 3500 a circa 2300 navi, con il numero di linee di navigazione che sono passate da più di 400 a circa 330.

Da una prospettiva globale, gli armatori e gli operatori portuali nazionali, di fronte alla concorrenza dell’Estremo Oriente, stanno cercando di unire le forze in Europa nel suo insieme. Sostanzialmente, dal punto di vista politico, lo shipping tedesco sta cercando “aiuti” di Stato e aiuti Ue per far fronte alla concorrenza: questa non è stata fino ad oggi la loro politica e neanche della Commissione Ue, anzi sono sempre intervenuti sugli altri Stati europei con veti e condanne, quando si paventavano simili aiuti (Italia e Spagna ne sanno qualcosa!). L’occasione per i tedeschi a cambiare strategia si è presentata qualche settimana addietro, in occasione della pubblicazione della relazione annuale dell’International Transport Forum (ITF) dell’OCSE:  ITF ha criticato l’assegnazione dei sussidi statali, vale a dire l’esenzione fiscale per gli enti pubblici incaricati della gestione dei porti marittimi in alcuni Stati membri.

Si precisa che in Europa esistono almeno tre tipologie di sovvenzioni: la tonnage tax, le esenzioni fiscali per i carburanti per il trasporto marittimo nazionale e le misure fiscali per ridurre gli oneri salariali dei marittimi; per queste sovvenzioni si spendono circa tre miliardi di euro/anno nei Paesi dell’OCSE – si legge nella relazione dell’ITF -. Fra tutte le sovvenzioni, quella sotto osservazione critica dagli anni ’90 è la tonnage tax che è applicata in varie e diverse forme a molti e differenti ambiti del trasporto marittimo, coprendo anche attività terminaliste e di movimentazione delle merci nei porti, in quasi tutti i Paesi Ue (Belgio, Danimarca, Finlandia, Irlanda, Italia, Lituania, Norvegia, Olanda, Spagna e Svezia).

E allora, il teorema tedesco aggiornato è il seguente: poiché la Germania si fa carico, per conto Ue (sostenere il Made in Europe nel mondo), di spese in termini di esportazioni e di logistica, per mantenere tale punto di forza, l’industria portuale e dello shipping tedesco deve essere liberata da svantaggi competitivi, ma agevolata con aiuti di Stato e dell’Europa, soprattutto nelle procedure d’importazione. Come dire: poiché l’Italia è porto di frontiera della Ue nella questione “immigrati”, l’industria italiana (Made in Italy) deve essere aiutata?

Intanto, la Federazione delle società e dei terminal portuali privati europei (Feport), con sede a Bruxelles, ha chiesto una revisione degli orientamenti dell’Ue per l’applicazione delle norme sugli aiuti di Stato, in particolare quelli relativi a porti e terminal; si richiede pertanto un “controllo di idoneità” europeo, come è stato fatto per altri settori, come quello bancario. E ancora, l’Associazione degli armatori della Comunità europea (ECSA) e l’Associazione degli armatori tedeschi, entrambe hanno dichiarato che le norme sugli aiuti di Stato sono “uno strumento altamente efficace  per mantenere e rafforzare il settore marittimo europeo in questo ambiente sempre più competitivo”.

Abele Carruezzo

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Il progetto LOGISANA e le prime start-up in Interporto Bologna

L’interporto di Bologna, attraverso il progetto LOGISANA – Logistica sanitaria integrata, ha creato all’interno dell’infrastruttura un incubatore per le start-up del settore farmaceutico e biomedicale. Sono in arrivo le prime aziende che andranno ad occupare l’immobile

Il Progetto LOGISANA nasce da una manifestazione di interesse nell’ambito dell’attività 5.1 del Programma attività produttive 2012/2015 per il Sostegno allo sviluppo delle infrastrutture per la competitività del territorio. Il Comune di Bentivoglio ha promosso il progetto indicando come soggetti attuatori, Interporto Bologna S.p.A., Istituto Ortopedico Rizzoli (IOR) e Fast Freight Marconi (FFM), ottenendo il finanziamento del Progetto “LOGISANA – Logistica Sanitaria Integrata”, che ha avuto una durata di 3 anni e si è concluso a settembre 2018.

L’obiettivo primario di questo progetto è stato quello di creare un’infrastruttura a supporto delle imprese, start up e/o consolidate, che intendessero inserirsi nella Logistica sanitaria e del biomedicale, in modo da creare un nuovo modello di business e una conseguente razionalizzazione del processo distributivo.

Il progetto si è proposto quindi di strutturare e rendere operativa una rete territoriale a supporto della logistica biomedicale innovativa basato sulla logica dell’hub & spoke.

Il progetto Logisana è, per sua natura, aperto alla collaborazione con partner istituzionali e non, e in particolare mira a coinvolgere imprese operanti nel settore della logistica del biomedicale, nella convinzione della possibilità che il progetto e i partner possano trarre beneficio dalla mutua interazione.

A fine anno l’incubatore vedrà entrare la prima start-up che ha dimostrato interesse nel progetto e che si occupa di rendere disponibile un rilevatore per il sistema integrato di controllo real time delle condizioni ambientali nel trasporto e nella logistica del farmaco.
Un altro operatore del settore si insedierà con l’inizio del 2020.

La Summer School CESARe sull’Economia Circolare: una “Tavola Rotonda” cha parla di futuro

Brindisi-Si è conclusa oggi, presso la sede dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale di Brindisi, la quattro giorni sull’Economia Circolare organizzata dall’Università di Bari Aldo Moro, in collaborazione con il Comune e la Provincia di Brindisi. L’idea nasce dall’interesse sempre più marcato verso nuovi modelli aziendali e dall’attenzione verso nuovi processi industriali sostenibili, protagonisti negli ultimi anni di una vera e propria rivoluzione tra le comunità di tutto il mondo. Anche la Puglia ha voluto dare il suo contributo, confermando la propria presenza e propositività attraverso questo progetto, finanziato da Adisu e Regione Puglia, cofinanziata da quattro aziende pugliesi e denominata CESARe.

La Tavola Rotonda si è aperta stamane alle 10:30 e si è conclusa intorno alle 13:00 alla presenza del gruppo di giovani che ha partecipato con grande interesse all’iniziativa. Eccellenti i relatori, provenienti da tutte le Università d’italia, e d’Europa, che hanno sviluppato durante le quattro giornate un dibattito vivo tra varie tematiche che vanno dall’efficienza nell’uso delle risorse, alla produzione, al consumo e alla gestione dei rifiuti. Ma anche al mercato dei materiali riciclati, all’innovazione, agli investimenti e all’occupazione.

Un confronto tra i diversi stakeholders coinvolti nei processi di sviluppo economico, sociale ed ambientale della Puglia. “ Non c’è Economia senza conoscenza. E se non c’è conoscenza, non c’è Economia”, dichiara il sindaco Riccardo Rossi, che cita alcune Best Practice con le quali l’Amministrazione intende attualizzare l’Economia Circolare per la città. Un esempio concreto lo fornisce l’ASI con un progetto pilota per il Parco del Cillalese, sul tema dello sversamento delle acque in mare.

Il progetto mette in evidenza l’utilizzo, in primo luogo, delle acque meteoriche di dilavamento per gli impianti di raffreddamento industriali, e in un secondo momento quelle delle falde. Altro punto fondamentale è il Centro Studi per la Decarbonizzazione. un -Centro motore- per l’innovazione. Una tematica che dovrà diventare consuetudine, dunque. “L’economia circolare rappresenta un modello importante per la compatibilità e la sostenibilità ambientale; un modello che come Assessorato allo Sviluppo promuoviamo in varie forme”, esprime in un intervento l’Assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, Cosimo Borraccino.

E prosegue, “ la Regione Puglia è presente nella transizione ecologica. Una transizione importante nei modelli di sviluppo, e che si prepara ad una modalità comunicativa imponente”. Altrettanto importane è la nota del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, che interviene ricordando le ZES, attive ufficialmemente dallo scorso 25 Settembre, e il ruolo fondamentale che i cinque porti pugliesi ricoprono nella strategia commerciale del Mediterraneo, e ad oggi, inserite nel programma Eco Ports per la sostenibilità ambientale delle aree portuali. E aggiunge, che l’obiettivo sarà la riconversione industriale delle aree portuali, “ chiudendo il cerchio” riguardo lo smaltimento dei rifiuti industriali e dei carburanti nei porti.

Un monito per tutti, cittadini e operatori del mercato, è stato, infine, l’intervento del Prof. Giovanni Lagioia, direttore del Dipartimento di Economia, Management e Diritto dell’Impresa dell’UNIBA, che dice:  “ Non si tratta solamente di trasformare un rifiuto. Ma di creare nuovi modelli aziendali. Non bisogna spaventarsi di fronte a nuove frontiere di organizzazione dell’industria e alle nuove tecnologie”. Dopotutto, un cambio culturale e ambientale è possibile, partendo dai piccoli gesti quotidiani di ognuno.

Elide Lomartire


Due medaglie continentali per l’Italia nel Circuito F/350 in Germania: Claudio Fanzini si laurea Campione Europeo 2019. Argento per Massimiliano Cremona

In Portogallo, medaglie d’argento e di bronzo per 4 piloti azzurri nel Campionato Europeo Moto d’Acqua Endurance

Grandi festeggiamenti a Bad Saarow (Germania), per due piloti italiani nel Campionato Europeo F/350 in tappa unica.

Claudio Fanzini, il campione monticellese di Caorso portacolori dell’Effeci Racing Team (foto in apertura), ha dominato la gara vincendo tutte e tre le manches disputate e chiudendo l’Europeo con 1200 punti e la medaglia d’oro.

Sui 9 partenti nell’Europeo, gli unici piloti in grado di tenergli testa sono stati il piacentino Massimiliano Cremona (AMD San Nazzaro) e il ceco David Loukotka.

Cremona ha incamerato l’argento (con 825 punti) mentre il bronzo è finito nelle mani di Loukotka (525 punti).

Appena fuori podio, il piacentino Marco Malaspina (Circolo Nautico Chiavenna), che ha chiuso al 4° posto della classifica finale (a 394 punti).

Una grande soddisfazione per Claudio Fanzini, che, oltre al titolo mondiale di questa categoria conquistato lo scorso 8 settembre a Jedovnice in Repubblica Ceca, può aggiungere al suo ricco palmares anche il titolo europeo F/350 stagione 2019 (il terzo ottenuto in carriera dopo quelli del 2015 e del 2018).

A Bad Saarow si è disputato anche l’Europeo F/500 in tappa unica.

Il titolo 2019 F/500 è andato al polacco Marcin Zielisnki con 1100 punti; argento all’ungherese Attila Havas che corre con licenza austriaca (punti 925); bronzo allo slovacco Robert Hencz, che ha chiuso a quota 869 punti.

Sesto posto nella classifica finale (con 395 punti) per Giuseppe Rossi, il piacentino portacolori del Circolo Nautico Chiavenna.

Classifiche complete su: www.uim.sport

IL NAUTILUS Anno 14 N°2

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato alla portualità con un focus sulle identità marinare e sul futuro dei lavori portuali, la figura dello skipper e il trattamento dell’acqua di zavorra. Poi una riflessione sul concetto di “Porto come mondo” (prendendo come esempio il porto di Brindisi, tra tutela, valorizzazione ed innovazione). E ancora, approfondimenti sul motto lanciato dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti: #IOSONOMARE, per valorizzare tutte le attività svolte sul mare.
poseidone danese

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