ESERCITAZIONE ANTI-PIRATERIA NEL GOLFO DI GUINEA MARINA MILITARE E GUARDIA COSTIERA IN SINERGIA CON CONFITARMA E GRUPPO GRIMALDI

Roma-La mattina del 3 aprile, nelle acque del Golfo di Guinea, si è svolta un’esercitazione antipirateria che ha coinvolto la motonave “Grande Dakar”, del Gruppo Grimaldi, la Confederazione Italiana Armatori, la Centrale Operativa della Marina Militare, la Centrale Operativa del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera e la fregata “Luigi Rizzo”.

Il Golfo di Guinea è un’area particolarmente rilevante per il nostro Paese, in considerazione degli ingenti interessi nazionali che insistono nella regione e che necessitano di fruire del libero uso del mare per potersi sviluppare. Attualmente, sono presenti nell’area ben 25 navi mercantili di bandiera italiana, che assicurano il commercio marittimo nazionale e supportano le attività estrattive di petrolio e gas nella regione, dove ENI è tra le principali compagnie operanti. In uno scenario estremamente realistico, a largo delle coste ghanesi, è stato simulato un tentativo di abbordaggio della motonave “Grande Dakar” da parte di un gruppo di pirati.

L’esercitazione è iniziata con l’attivazione del sistema di allarme di sicurezza (SSAS – Ship Security Alert System) da parte della nave mercantile, che ha inoltrato il previsto segnale al Centro Nazionale di Coordinamento del Soccorso Marittimo (Maritime Rescue Coordination Center – MRCC), presso il Comando Generale delle Capitanerie di Porto. Ricevuto l’allarme, in coordinamento con l’armatore e con CONFITARMA, MRCC lo ha immediatamente rilanciato al Centro Operativo della Marina Militare, che ha così potuto attivare l’intervento della fregata “Luigi Rizzo” e avvisare le Marine dei Paesi partner e Alleati presenti nell’area, avviando così le necessarie azioni di cooperazione per la gestione dell’evento.

Subito dopo, per mezzo dei sistemi di monitoraggio satellitari, il Centro della Guardia Costiera ha individuato tutte le navi mercantili presenti nella zona dell’attacco pirata, procedendo così ad allertare le rispettive compagnie di navigazione nazionali del potenziale pericolo, nonché le locali Guardie costiere, per aumentare il livello della cornice di sicurezza nell’area. Nel frattempo, a bordo della “Grande Dakar”, il Comandante avviava le procedure previste dal piano di sicurezza, disponendo inizialmente il ricovero dell’equipaggio all’interno della Cittadella di bordo, mentre lui stesso e il timoniere rimanevano sul Ponte per assicurare il governo dell’unità.

Successivamente alla simulazione dell’abbordaggio dei pirati, il Comandante ed il timoniere, prima di fermare le macchine, si riunivano al resto dell’equipaggio nella Cittadella da dove, oltre al controllo del mercantile, sono state assicurate, e realisticamente provate, le comunicazioni con la nave della Marina Militare. La fregata “Luigi Rizzo” – da giorni impegnata nell’area del Golfo di Guinea in un’operazione di presenza e sorveglianza per contribuire alla libertà di navigazione, alla sicurezza e alla protezione dei mercantili lungo le principali linee di comunicazione marittima (Sea Lines Of Communication SLOC) – come avverrebbe nella realtà, appena ricevute le disposizioni operative da parte del Comando in Capo della Squadra Navale, ha rapidamente serrato le distanze e, in vista della “Grande Dakar”, ha disposto il decollo del proprio elicottero e messo a mare i propri gommoni veloci con il team di sicurezza composto dai Fucilieri della Brigata Marina San Marco per il successivo abbordaggio a protezione della nave.

L’esercitazione ha confermato la consolidata sinergia raggiunta fra il Comando in Capo della Squadra Navale, la Guardia Costiera, CONFITARMA e un’importante società armatoriale italiana quale il Gruppo Grimaldi, per un efficace contrasto ad attacchi di pirateria. In particolare, si sottolinea la performance del Comandante e dell’equipaggio della “Grande Dakar”: professionalità e competenza espresse in questo evento sono il risultato degli ingenti investimenti fatti dall’armamento italiano in termini di addestramento degli equipaggi onde essere pronti ad affrontare situazioni estreme.

L’obiettivo dell’esercitazione è stato, infatti, quello di mettere alla prova le procedure di comunicazione e coordinamento in caso di un attacco di pirati tra la Centrale Operativa della Marina Militare, quella della Guardia Costiera, CONFITARMA e le compagnie di navigazione interessate, nonché di verificare i piani di sicurezza interni messi in atto dall’unità mercantile coinvolta e le modalità d’intervento con un’unità militare a protezione di un mercantile vittima di attacchi.

L’esercitazione ha, inoltre, confermato la necessità di un costante scambio di informazioni e di sinergica collaborazione tra l’industria armatoriale e le istituzioni, che comprende oltre le regolari attività svolte dall’Autorità Marittima nazionale verso lo shipping nazionale, l’importante ruolo di “advisory” svolto dalla stessa Marina Militare attraverso una continua e costante condivisione di informazioni utili alla sicurezza della navigazione; attività quest’ultima condotta dalla cellula Naval Cooperation and Giuidance for Shipping (NCAGS) – operante in Italia presso il Comando in Capo della Squadra Navale – a supporto degli stessi Company Security Officers (CSO) delle compagnie nazionali che operano nell’area.

Covid-19: Le linee guida dell’International Maritime Organization

L’International Maritime Organization (IMO) ha diffuso la circolare, indirizzata ai governi degli stati membri, alle autorità nazionali e organizzazioni internazionali, con un elenco preliminare di raccomandazioni e linee guida per la gestione e agevolazione del commercio marittimo durante la pandemia di COVID-19

Le linee guida sono state proposte e condivise da un ampio panel di rappresentanti delle principali categorie del settore del trasporto marittimo per far fronte all’emergenza tutelando i traffici e le persone che con il loro lavoro continuando a garantirli.

Scarica la Circolare IMO

Virus in Artico: Scienziato risulta positivo, intera spedizione bloccata tra i ghiacci

Il COVID-19 blocca una delle più importanti missioni internazionali scientifiche, il progetto MOSAiC, in seguito alla positività al virus di uno scienziato.

Alcuni ricercatori sono ancora a bordo dalla nave tedesca Polarstern, incagliata volutamente nel Mar Glaciale Artico da diversi mesi. Il progetto, rappresentato da un team internazionale di scienziati, ha un costo di 150 milioni di dollari e studierà gli effetti del cambiamento climatico nell’Artico.

Il ricercatore della missione scientifica che ha contratto il virus avrebbe dovuto effettuare dei campionamenti aria-mare nella zona artica, a bordo di un  aeroplano ad uso scientifico. La persona infetta aveva partecipato, infatti, ad un workshop a Bremerhaven, in Germania, il 5 marzo scorso con altri membri del team, ad oggi in quarantena nelle loro case sotto la direzione delle agenzie sanitarie tedesche. Per minimizzare il rischio di contagio al coronavirus, a tutti gli scienziati del progetto MOSAiC è stato effettuato un tampone sia prima di partire in Norvegia, sia prima di arrivare sulla Polarstern.

“ Il rischio è che il virus possa propagarsi molto rapidamente sulla nave”, dice Lynne Talley, oceanografa fisica presso lo Scripps Institution of Oceanography a La Jolla, California. Dallo scorso Ottobre 2019, la Polarstern è bloccata nel ghiaccio marino artico, alla deriva a 156 chilometri dal Polo Nord.

Nello stesso tempo due aerei di ricerca, Polar 5 e Polar 6, avrebbero dovuto raccogliere dati importanti in primavera, incluse immagini e dimensioni del ghiaccio marino, insieme ai dati atmosferici. I dati dell’aereo andrebbero a completare quelli raccolti nei dintorni della nave e avrebbero aiutato a riempire un “buco” di dati sull’Artico centrale che i satelliti di telerilevamento non possono acquisire a causa delle loro orbite. Gli aerei sono dotati di speciali “sci” per atterrare su una pista di ghiaccio vicino alla nave. In questo modo, squadre di ricercatori utilizzano la nave come base per condurre esperimenti sul ghiaccio vicino sistemi fisici, geochimici e biologici dell’Artico.

In questi giorni, i leader della spedizione stanno lavorando insieme con le autorità norvegesi, per portare avanti la missione in sicurezza per i cento ricercatori della missione MOSAiC che ad oggi non sono risultati positivi al coronavirus, considerato che le dure restrizioni imposte dalla Norvegia hanno rimandato la missione fino a quando la quarantena non verrà revocata.

Elide Lomartire


LOGISTICA E TRASPORTO: IMPATTO E CONSEGUENZE DEL COVID-19

Aumento degli ordini nella food industry, nuovi comportamenti d’acquisto da parte dei consumatori e nuove modalità di lavoro: come, uno dei più grandi gruppi europei di trasporti e logistica, sta affrontando l’emergenza Covid-19

Milano – La logistica e i trasporti si dimostrano, anche in questa situazione, servizi essenziali. Infatti, come confermato anche l’ultimo decreto (DPCM – 22 marzo 2020), tutte le attività di trasporto, commercializzazione e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria, dispositivi medico-chirurgici e prodotti agricoli e alimentari rimangono attive e non soggette a fermo.

Raben Sittam – leader nel mercato del trasporto groupage internazionale, terra, mare, aereo e parte di Raben Group, uno dei protagonisti europei nel settore dei trasporti e della logistica – ha la propria sede principale a Cornaredo, all’interno della regione Lombardia, la prima regione che ha dovuto fronteggiare le conseguenze del Covid-19.

“Abbiamo da subito adottato misure extra per proteggere il nostro personale interno ed i nostri autisti” – ha dichiarato Emily Calcaterra, Human Resources Manager di Raben Sittam. “In questo periodo almeno il 50% di ogni team lavora da casa con una turnistica a rotazione, di fatto un terzo dei nostri dipendenti sta lavorando in smart working. Coloro che non dispongono abitualmente di un laptop hanno potuto portare a casa i computer desktop con VPN installata. Abbiamo implementato un maggior numero di linee per le riunioni in videoconferenza in maniera tale da ridurre al minimo necessario le riunioni interne” – aggiunge Calcaterra.

In aggiunta a misure che facilitano il lavoro da casa, Raben Sittam ha adottato misure di protezione e nuove procedure come, ad esempio, l’obbligo della pausa di 30 minuti fra un turno e l’altro in magazzino, al fine di evitare l’assembramento per chi, inevitabilmente, non può assentarsi dal lavoro. A livello pratico, il personale di magazzino addetto al carico e scarico dei mezzi e gli impiegati operativi che scambiano documenti di trasporto con i vari autisti, stanno utilizzando costantemente guanti protettivi tanto da aver posizionato, negli uffici appositi contenitori chiusi per lo smaltimento degli stessi.

Non solo, Raben Sittam monterà pannelli di protezione in vetro/plastica nei primi punti di contatto, come ad esempio: cancelli, aree di accoglienza o altri luoghi primari in cui avviene la trasmissione e la ricezione di documenti verso e dagli autisti.

“Sappiamo quanto sia difficile, in questi giorni, assicurare lo svolgimento regolare delle attività in azienda” – ha dichiarato Wojciech Brzuska – CEO of Raben Sittam. “L’operatività nel nostro settore è garantita dal lavoro giornaliero di autisti, magazzinieri, spedizionieri e altre figure chiave per le quali non è possibile lavorare da remoto. Abbiamo adottato tutte le misure preventive previste dalle istituzioni e dall’OMS al fine di far sentire al sicuro tutti i nostri dipendenti che, ogni giorno, lavorano in questa situazione di difficoltà” – aggiunge Brzuska.

Le conseguenze a livello europeo e internazionale

Raben Group, di cui fa parte Raben Sittam, opera in 13 Paesi Europei. Questo gli permette, in questa situazione, di poter fotografare al meglio quale sia il reale impatto del Covid-19 su alcune industry.

“Nelle ultime settimane abbiamo notato un aumento significativo nel numero di ordini nell’industria alimentare che riguardano i produttori di pasta, riso e prodotti chimici per la casa. In altri settori registriamo invece dei cali nei volumi come, ad esempio, in quello automobilistico” – ha dichiarato Katia Casalinuovo - Customer Service Manager Raben SITTAM

Il trasporto aereo, essendo il metodo di spedizione più veloce, è stato il primo a subire le conseguenze economiche dovute al Covid-19.

“Febbraio e marzo sono stati, di fatto, mesi piuttosto complicati per il trasporto aereo. Lo scambio di merci con la Cina, ad esempio, era limitato semplicemente alle spedizioni necessarie e agli aiuti umanitari dall’Europa” – Alessandro Tassano - Sea & Air Manager Raben SITTAM.

È però importante sottolineare che, Raben Group, garantisce la continuità dei propri servizi ed è sempre a fianco dei propri partner, nonostante l’eccezionale rivisitazione degli accordi di Schengen. Il 23 marzo 2020, la Commissione ha pubblicato nuovi consigli pratici per assicurare il trasporto delle merci in tutta l’UE. Il trasporto merci per via terrestre, marittima e aerea è di fondamentale importanza per il funzionamento del mercato dell’UE e questi orientamenti sono stati definiti proprio per garantire che le catene di approvvigionamento a livello europeo continuino a funzionare regolarmente.

MSC CROCIERE ESTENDE LO STOP ALL’OPERATIVITÀ DELLA FLOTTA FINO AL 29 MAGGIO

Ginevra - Alla luce delle circostanze straordinarie che il mondo sta affrontando in relazione all’emergenza sanitaria globale causata dal Covid-19, MSC Crociere ha deciso di prolungare ulteriormente lo stop delle crociere a bordo della propria flotta fino al 29 maggio.

La Compagnia aveva precedentemente annunciato l’interruzione temporanea di tutte le proprie crociere a livello globale fino al 30 aprile. Poiché i governi di tutto il mondo hanno ulteriormente rafforzato le misure di sicurezza e di salute pubblica a terra per proteggere i cittadini e contenere la diffusione del virus, MSC Crociere ha deciso di estendere ulteriormente questa straordinaria misura implementando i propri sforzi.

MSC Crociere è a completa disposizione di tutti gli ospiti e degli agenti di viaggio coinvolti, per supportarli ad affrontare l’impatto di questa misura sulle prenotazioni che riguardano le navi in partenza fino al 29 maggio, consapevole degli inconvenienti che tale decisione potrà causare a livello organizzativo. La Compagnia ha deciso di annunciare già oggi la proroga dello stop alle crociere in programma, proprio per fornire agli agenti di viaggio e agli ospiti coinvolti ​​più tempo possibile per spostare la prenotazione su una futura crociera.

MSC Crociere offrirà, infatti, agli ospiti interessati da questa misura la possibilità di trasferire l’intero importo della vacanza annullata, aggiungendo anche un credito a bordo, su un’altra crociera a loro scelta in qualsiasi periodo entro la fine del 2021.

Per ulteriori dettagli, gli ospiti possono contattare la propria agenzia di viaggi o consultare il sito web www.msccrociere.it

EMERGENZA COVID-19, ULTIME DALLA SQUADRA NAZIONALE: ATTIVITA’ DI ALLENAMENTO IN PREPARAZIONE AI GIOCHI OLIMPICI

Il Presidente FIV Francesco Ettorre, in una lettera inviata ad atleti, tecnici, responsabili di Società Affiliate e Gruppi Sportivi Militari, nel ribadire il blocco di ogni attività sportiva, in ottemperanza alle disposizioni governative (DPCM del 9 e 11 marzo 2020 successivi DPCM e DPR), ha aggiornato sulla volontà della Federazione di salvaguardare in questo momento difficilissimo la attività di alcuni equipaggi impegnati in vista dei Giochi Olimpici, per i quali gli stessi Decreti prevedono alcune possibilità.

In una teleconferenza svolta oggi sotto la guida del Direttore Tecnico Michele Marchesini, alla quale hanno partecipato tutti gli atleti interessati e i referenti delle loro società Società e Gruppi Militari, è stata illustrata nel dettaglio la situazione descritta dalla lettera del Presidente federale.

La Federazione Italiana Vela, muovendosi in sintonia con altre Federazioni sportive nazionali in coordinamento con il CONI, ha voluto a sua volta indicare una lista ristretta di atleti che si trovano impegnati nella preparazione dei Giochi Olimpici e per i quali, secondo le specifiche inserite nei decreti, è prevista la possibilità di utilizzo degli impianti sportivi a porte chiuse e con l’attuazione di tutte le obbligatorie misure sanitarie di contenimento della diffusione del virus.

Tanto il Presidente nella sua lettera, che il Direttore Tecnico nella teleconferenza, hanno sottolineato come l’intento di Governo, CONI e Federazioni sia di offrire agli atleti di vertice l’opportunità di dare continuità alla preparazione, nel rispetto di precise indicazioni e in totale autonomia.

La scelta ha considerato diciotto atleti tra coloro che agli ultimi Mondiali Assoluti disputati delle rispettive discipline Olimpiche si siano classificati nelle prime 25 posizioni e che risultino di rilievo ai fini della partecipazione o della qualifica ai Giochi Olimpici di Tokyo, definendoli perciò di “interesse nazionale nel contesto dell’attuale estrema emergenza sanitaria”, secondo quando indicato nel DPCM del 9 marzo 2020, sino al termine della sua validità e delle eventuali modifiche o reiterazioni.

Questa è la lista degli atleti

Banti Caterina Marianna (C.C. Aniene)

Benedetti Daniele (Sez. Vela G.d.F.)

Berta Elena (C.S. Aeronautica M.)

Bissaro Vittorio (Fiamme Azzurre)

Calabrò Giulio (C.S. Marina Militare)

Camboni Mattia (Fiamme Azzurre)

Caruso Bianca (C.S. Marina Militare)

Di Salle Benedetta (C.S. Marina Militare)

Distefano Matilda (Triestina della Vela ASD)

Dubbini Alessandra (Sez. Vela G.d.F.)

Ferrari Giacomo (C.S. Marina Militare)

Frascari Maelle (C.C. Aniene)

Maggetti Marta (Sez. Vela G.d.F.)

Omari Carlotta (Sez. Vela G.d.F.)

Spadoni Alessio (C.C. Aniene)

Speciale Giorgia (C.C. Aniene)

Tita Ruggero (Sez. Vela G.d.F.)

Zennaro Silvia (Sez. Vela G.d.F.)

Nel corso della teleconferenza sono stati chiariti i contorni pratici e le regole stringenti per l’attuazione delle deroghe, in particolare per quanto riguarda le necessarie documentazioni e certificazioni, e le relative autorizzazioni da richiedere alle competenti autorità territoriali.

Le attività di allenamento degli atleti nelle discipline individuate potranno avvenire solo in impianti sportivi a porte chiuse, sotto la responsabilità delle Società o Gruppi Sportivi nelle cui sedi si svolgono, e con tutti i controlli medici e i comportamenti previsti per contenere il rischio di diffusione del virus.

Ovviamente le problematiche logistiche dello sport della Vela impongono ulteriori cautele e attenzioni a dirigenti, tecnici e atleti. Lo svolgimento degli allenamenti in deroga potrà avvenire solo dietro presentazione della documentazione e relativa autorizzazione delle autorità territoriali competenti, comprese quelle marittime per quanto riguarda le uscite in acqua.

E’ prevista la presenza di un tecnico, iscritto all’apposito albo FIV, che anzi è ritenuto necessario considerando i rischi delle uscite in mare in questo periodo di traffico del tutto assente.

Nella riunione in teleconferenza sono state date risposte a domande e dubbi ed è stata ribadita l’enorme attenzione della FIV al momento di emergenza del Paese, chiarendo che l’iniziativa va nella direzione di aderire ai Decreti della Presidenza del Consiglio e alla ratio delle deroghe sportive concesse in accordo con il CONI, ponendosi già nell’attesa e nell’adesione a tutte le successive prescrizioni del Governo per la lotta alla pandemia, siano esse ulteriormente restrittive, o viceversa consentano un allargamento della fascia di atleti in deroga.

Il Direttore Tecnico in conclusione della teleconferenza ha insistito sui comportamenti di attenzione e prudenza massima richiesti agli atleti, ai tecnici e ai dirigenti, considerando anche il rinvio delle Olimpiadi di Tokyo 2020 al 2021, osservando che oggi potrebbero mancare tra i 400 e i 500 giorni ai Giochi, a seconda che essi si svolgano in primavera o in estate.

In allegato: la lettera del Presidente federale in data 28 marzo 2020

Comunicazione_ad_Affiliati_ed_Atleti.pdf

Foto: MARTINA ORSINI

Notizie dall’ORC: La pandemia del COVID-19

La pandemia del COVID-19 ha colpito molti all’interno del mondo della vela internazionale sia in modo diretto che indiretto e qui all’ORC continuiamo a monitorare attentamente la situazione che cambia quasi quotidianamente.

La nostra prima preoccupazione è rivolta alla salute e alla sicurezza dei velisti, dei colleghi e delle loro famiglie. Di conseguenza, il nostro gruppo ha deciso di limitare il programma previsto per questa primavera evitando riunioni, attività promozionali, sessioni di formazione e attività di supporto alle regate, concentrandosi invece su conferenze online sulle diverse piattaforme digitali disponibili.

Grazie alla struttura dell’ORC, dove lo staff lavora in remoto dai diversi uffici sparsi intorno al mondo, non è prevista nessuna riduzione dei nostri servizi forniti alla comunità dei regatanti.

Il nostro portale online, ORC Sailor Services, rimane perfettamente funzionante continuando a offrire copie dei certificati di stazza, certificati test e altri servizi tra cui il nuovo prodotto del 2020, il certificato test per due o Double Handed e la nuova versione del programma ORC Scorer.

L’Offshore Classes and Events Committee si riunirà via Skype per discutere i vari punti relativi alla programmazione degli eventi attuali e futuri e L’ORC Management Committee per esaminare la politica e tutti le questioni più importanti legate al modus operandi dell’ORC durante l’anno.

Anche la riunione dell’International Technical Committee, guidato dal suo nuovo presidente Andy Claughton programmata a Winchester il 4 e 5 aprile, avverrà via Skype. Un’agenda densa di argomenti volti a migliorare l’accuratezza e l’utilità del nostro sistema di rating.

Inoltre, il nostro staff tecnico continua a riunirsi ogni settimana attraverso delle conferenze telefoniche che vedono coinvolti l’intero staff dell’ORC, il gruppo Super Yachts e quello dei Multiscafi.

A causa del posticipo e della cancellazione delle regate abbiamo perso la possibilità di fornire un servizio diretto ai regatanti. Tuttavia la riduzione dei viaggi ci sta permettendo di concentrarci nuovamente su progetti che a causa dei ritmi frenetici di lavoro del nostro team degli ultimi anni, erano in attesa di essere completati.

Vogliamo quindi augurare a tutti una buona salute e di rimanere al sicuro in questo periodo molto difficile, fiduciosi che ognuno resisterà a questa tempesta e tornerà presto a regatare.

Bruno Finzi, Presidente dell’ORC

Covid-19: Summit G20 non chiuda i porti

Ginevra. Dopo l’IMO, ora anche l’UNCTAD chiede ai Governi di non interrompere i flussi merceologici e di mantenere i porti aperti. La Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo (United Nations Conference for Trade And Development) è il principale organo sussidiario permanente dell’Organizzazione delle Nazioni Unite operante nei settori del commercio, sviluppo, finanza, tecnologia, imprenditoria e sviluppo sostenibile. Occorre riconoscere che l’industria globale del trasporto marittimo è impegnata su più fronti mentre gli Stati combattono la pandemia di coronavirus, e svolge un ruolo fondamentale nel dare una risposta adeguata a tal emergenza sanitaria.

L’appello dell’UNCTAD è rivolto a tutti i Governi affinché mantengano in movimento il commercio marittimo, consentendo alle navi di scalare i porti in tutto il mondo e facilitando il rapido cambio degli equipaggi delle navi, con il minor numero di ostacoli possibile. Circa l’80% del commercio globale è realizzato dal settore del trasporto marittimo con navi che  dislocano di tutto: dalle materie prime come carbone e minerale di ferro, petrolio, gas trasportati alla rinfusa, a manufatti di prodotti intermedi e finiti trasportati in contenitori; nonché i beni e forniture mediche di vitale importanza che sono estremamente necessarie in questo momento emergenziale; articoli e componenti necessari per la conservazione di molti lavori nella produzione, senza le quali una società moderna e post moderna non può funzionare.

Occorre mantenere aperte le supply chain consentendo il proseguimento del commercio marittimo e dei trasporti transfrontalieri. Questo significa mantenere i porti del mondo aperti per le scalate delle navi facilitandone il transito; i paesi senza sbocco sul mare hanno bisogno di accedere alla distribuzione alimentare e alle forniture mediche attraverso i porti marittimi dei paesi vicini. Restrizioni al commercio e al trasporto transfrontaliero possono interrompere gli aiuti e l’assistenza tecnica necessari. Un’emergenza sanitaria, facilmente si potrebbe trasformare in una economica e poi nella più imprevedibile quella sociale su tutti i paesi interessati dalla pandemia.

I Governi dovrebbero pertanto continuare a facilitare la circolazione non solo dei dispositivi di soccorso, ma delle merci in generale, per ridurre al minimo l’impatto negativo dell’epidemia COVID-19. Lo straordinario vertice dei G20 sulla pandemia dovrebbe accogliere l’appello del settore dei trasporti marittimi mantenendo libero il commercio via mare; supportare i marittimi e gli operatori portuali nel dover prendere misure sostenibili. Molte Autorità locali hanno imposto normative, restrizioni sugli approdi alle navi, sui viaggi e periodi di quarantena, impedendo i cambi di equipaggi a bordo delle navi per ridurre le interazioni sociali.

I lavoratori portuali si trovano ad affrontare il pericolo di contrarre COVID-19 e molti porti non sono ancora pronti ad affrontare una massa critica di lavoratori se si ammala. Senza porti funzionanti, i carichi, compresi quelli con forniture salvavita, non possono essere trasportati dove sono necessari. I leader del G20 hanno un’importante opportunità per proteggere la libera circolazione di tutte le merci affermando il buon funzionamento delle loro industrie marittime, portuali e di transito. Non possiamo permetterci di aggravare la sfida sanitaria ed economica che si affaccia all’orizzonte.

Olimpiadi di Tokyo 2020 rinviate al 2021

Il CIO e il Governo giapponese concordano in teleconferenza una prima decisione: “Le Olimpiadi devono essere riprogrammate a una data successiva al 2020, e non oltre l’estate 2021″. Il nome resterà Tokyo 2020. Domani Giunta CONI. Attese nei prossimi giorni le valutazioni di World Sailing e più avanti le scelte sugli eventi di Qualifica

Il Comitato Olimpico, la nazione giapponese, i vertici organizzativi dei Giochi di Tokyo 2020 e della gestione dello sport olimpico mondiale, hanno ricevuto gli ultimi dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, e hanno condiviso una prima decisione storica: le Olimpiadi previste dal 24 luglio al 9 agosto di quest’anno, saranno rinviate a oltre il 2020, in una data comprsa tra gennaio e agosto 2020. Il nome resterà Tokyo 2020. La fiamma olimpica resta in Giappone.

Questo il passaggio cruciale della decisione dal comunicato del CIO: “Nelle circostanze attuali e sulla base delle informazioni fornite oggi dall’OMS, il Presidente del CIO e il Primo Ministro del Giappone hanno concluso che i Giochi della XXXII Olimpiade di Tokyo devono essere riprogrammati a una data successiva al 2020, ma non oltre l’estate 2021, per salvaguardare la salute degli atleti, di tutti i partecipanti ai Giochi olimpici e della comunità internazionale.”

Solo dopo l’ufficialità delle nuove date, che potrebbero arrivare entro quattro settimane come anticipato dal presidente CIO Thomas Bach, e dopo le opportune valutazioni della federvela mondiale World Sailing, si potrà sapere quali saranno le decisioni e i nuovi calendari della Vela, in particolare per i restanti eventi di Qualifica olimpica continentale.

In serata World Sailing ha emesso un breve comunicato in cui si legge tra l’altro: “World Sailing, l’organo di governo mondiale dello sport, sostiene il CIO e la decisione del Comitato Organizzatore di Tokyo 2020 di garantire la salute e il benessere di atleti, tifosi e personale di supporto in tutto il mondo. Il presidente Kim Andersen e il World Sailing Executive Office sono in diretta comunicazione con il dipartimento sportivo del CIO. Il CIO si sta impegnando con World Sailing per sviluppare i piani necessari in piena collaborazione e per garantire la massima trasparenza con un focus sulle informazioni dedicate agli atleti della vela mondiale.”

IL TESTO DEL COMUNICATO CIO

Il presidente del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), Thomas Bach, e il primo ministro del Giappone, Abe Shinzo, si sono incontrati questa mattina in videoconferenza per discutere sui continui aggiornamenti riguardanti la pandemia Covid-19 in relazione ai giochi olimpici del 2020.

A loro si sono uniti Mori Yoshiro, Presidente del Comitato Organizzatore di Tokyo 2020; il ministro olimpico, Hashimoto Seiko; il governatore di Tokyo, Koike Yuriko; il presidente della commissione di coordinamento IOC, John Coates; Direttore generale del CIO Christophe De Kepper; e il direttore esecutivo dei Giochi Olimpici del CIO, Christophe Dubi.

Il presidente Bach e il primo ministro Abe hanno espresso la loro comune preoccupazione per la pandemia mondiale COVID-19 e per ciò che sta facendo alla vita delle persone e al significativo impatto che sta avendo globalmente sulla preparazione degli atleti per i Giochi.

In una riunione molto amichevole e costruttiva, i due leader hanno elogiato il lavoro del Comitato Organizzatore di Tokyo 2020 e hanno preso atto dei grandi progressi compiuti in Giappone per combattere il COVID-19.

La diffusione senza precedenti e imprevedibile dell’epidemia ha visto il deteriorarsi della situazione nel resto del mondo. Ieri, il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha dichiarato che la pandemia di COVID-19 sta “accelerando”. Attualmente ci sono oltre 375.000 casi registrati in tutto il mondo e in quasi tutti i paesi e il loro numero sta crescendo di ora in ora.

Nelle circostanze attuali e sulla base delle informazioni fornite oggi dall’OMS, il Presidente del CIO e il Primo Ministro del Giappone hanno concluso che i Giochi della XXXII Olimpiade di Tokyo devono essere riprogrammati a una data successiva al 2020, ma non oltre l’estate 2021, per salvaguardare la salute degli atleti, di tutti i partecipanti ai Giochi olimpici e della comunità internazionale.

I leader concordarono sul fatto che i Giochi olimpici di Tokyo potessero rappresentare un faro di speranza per il mondo durante questi tempi difficili e che la fiamma olimpica potesse diventare la luce alla fine del tunnel in cui il mondo si trova attualmente. Pertanto, è stato concordato che la fiamma olimpica rimarrà in Giappone. È stato inoltre concordato che i Giochi manterranno il nome di Giochi Olimpici e Paralimpici di Tokyo 2020.

CIO – Il Comitato Olimpico Internazionale è un’organizzazione internazionale indipendente senza fini di lucro composta da volontari, che si impegna a costruire un mondo migliore attraverso lo sport. Ridistribuisce oltre il 90% delle sue entrate al più ampio movimento sportivo, il che significa che ogni giorno l’equivalente di 3,4 milioni di dollari va ad aiutare gli atleti e le organizzazioni sportive a tutti i livelli del mondo.

IL LINK AL COMUNICATO ORIGINALE IN INGLESE: https://www.olympic.org/news/joint-statement-from-the-international-olympic-committee-and-the-tokyo-2020-organising-committee

www.olympic.org

Foto: PEDRO MARTINEZ/SAILING ENERGY/WORLD SAILING

Covid-19: IMO esorta gli Stati a non fermare il trasporto marittimo

Londra. L’Organizzazione Marittima Internazionale scende in campo tramite il segretario generale, Kitack Lim, nel rilevare la necessità vitale di mantenere la libera circolazione delle merci trasportate via mare e di proteggere il benessere dei marittimi, imbarcati e no. Il settore dei trasporti marittimi e della logistica portuale svolge un ruolo importante per la fornitura di beni essenziali in questo periodo di emergenza sanitaria dovuta alla pandemia di Covid-19.

Periodo che sta mettendo a dura prova tutta la filiera economica marittima globalizzata: compagnie di navigazione, navi, marittimi imbarcati, infrastrutture portuali e logistiche sono al riguardo infrastrutture sensibili. Il segretario generale dell’IMO intervenendo sulle criticità di un’industria navale e sulla catena di approvvigionamento globale , ha dichiarato: “ La diffusione del coronavirus ha posto il mondo intero in una situazione senza precedenti.

Per rallentare la diffusione della malattia e mitigarne gli impatti, i viaggi vengono ridotti  e i confini degli Stati vengono chiusi, compresi i porti con le navi da carico che non possono entrare”. “La capacità dei servizi di spedizioni e dei trasporti marittimi perla consegna di beni vitali, compresi le forniture mediche, prodotti alimentari, sarà fondamentale per rispondere a questa pandemia e alla fine superarla – ha detto Lim – “. L’IMO chiede che il flusso del commercio via mare non sia interrotto inutilmente e allo stesso tempo che sia garantita la salvaguardia della vita umana in mare. Infatti, nella convenzione istitutiva dell’Organizzazione, si legge che la disponibilità dei servizi di spedizione al commercio globale, deve essere sempre garantito, a beneficio dell’umanità.

“Esorto tutti gli Stati membri – continua il segretario IMO- a tenere conto quando si formulano decisioni politiche in merito al Covid -19; tenendo presente che sconfiggere il virus deve essere la prima priorità, ma anche il commercio globale, sicuro e rispettoso della’ambiente, deve poter continuare”.  “Dobbiamo anche ricordare le centinaia di migliaia di marittimi imbarcati sulle navi. Sono inconsapevolmente, in prima linea in questa calamità globale. La loro professionalità garantisce il flusso delle merci da un porto all’altro. In modo sicure e con un impatto minimo sull’ambiente.

Queste sono persone di solito lontane da casa e famiglia. La loro salute ed il loro benessere sono importanti quanto quelli di chiunque altro”. “Ancora una volta – ha concluso il segretario IMO – esorto un approccio pratico e pragmatico in questi tempi insoliti, a problemi come cambi di equipaggi, rifornimento, riparazioni, controllo e certificazione e licenze dei marittimi”. Si ricorda che l’IMO, su questi argomenti, ha pubblicato linee guida su una varietà di questioni tecniche e operative relative al Covid – 19.

 

Abele Carruezzo

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IL NAUTILUS Anno 15 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato al sistema per ormeggio "briccole", e un focus sullo sviluppo metropolitano della città di Bari e delle sue infrastrutture portuali. Il Parlamento Europeo approva "L'European Green Deal" e poi un approfondimento sul lavoro nei porti ed uno sul valore delle merci.
poseidone danese

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