RED BULL CLIFF DIVING WORLD SERIES, SVELATO IL CALENDARIO 2020

La 12esima edizione della competizione di tuffi da grandi altezze torna con 8 entusiasmanti tappe ai confini del mondo, tre nuove location e, soprattutto, il ritorno di Alessandro De Rose tra i permanent diver

La Red Bull Cliff Diving World Series inaugura la sua 12esima edizione e dà il benvenuto al nuovo decennio con tre location inedite, con Alessandro De Rose di nuovo fra gli atleti titolari e un circuito femminile che annovera ben otto permament diver, alla stregua di quello maschile.

Dopo un 2019 nel segno dei record per i campioni in carica Gary Hunt e Rhiannan Iffland, 24 atleti (16 permanent e 8 wildcard) provenienti da 18 diverse nazioni sono pronti a regalare momenti di pura emozione acrobatica, con tuffi in caduta libera da tre volte l’altezza olimpica a una velocità di 85 km/h. Spaziando dalle meraviglie naturali di luoghi incontaminati al fascino senza tempo di siti storici, il calendario di otto tappe della nuova stagione alternerà grandi classici della World Series, come l’Italia, la Francia, il Portogallo, la Bosnia Erzegovina e gli Stati Uniti, a tre location nuove di zecca.

Dal debutto tropicale a Bali in Indonesia, all’ingresso della capitale norvegese Oslo, fino all’attesissima finale australiana, i diver sfideranno le acque di quattro continenti, portando sulla piattaforma massima concentrazione, abilità tecnica e controllo fisico. Unico obiettivo: realizzare in soli 3 secondi il tuffo perfetto e tentare di conquistare il 12° trofeo di Re Kahekili.

Presente ad ogni tappa della World Series e in lizza per il titolo di campione 2020 ci sarà anche l’Italian Hero Alessandro De Rose, tornato nel parterre dei permanent diver dopo le ottime performance da wildcard del 2019.

La competizione debutterà a maggio 2020 a Bali, esotico paradiso terrestre e prima grande novità della stagione, dove il Canyon Aling Aling e l’isoletta di Nusa Penida faranno da sfondo ai tuffi mozzafiato da 27 metri (21mt per il circuito femminile).

Dopo il verde lussureggiante e la finissima sabbia bianca dell’Indonesia, i diver faranno un tuffo nel passato a La Rochelle, in Francia, teatro della prima gara in assoluto della Red Bull Cliff Diving World Series, nel lontano 2009. Un ritorno che vede per la prima volta il circuito femminile misurarsi con la maestosa torre di Saint Nicolas nel Golfo di Biscaglia, storica icona che rende la tappa francese tanto bella quanto impervia.

A giugno sarà il turno degli Stati Uniti, dove migliaia di fan a bordo di kayak, gommoni e piccole imbarcazioni movimenteranno le acque placide del Possum Kingdom Lake, in Texas, e renderanno omaggio all’incredibile spettacolo di tuffi con una grande festa.

La tappa di luglio porterà gli high-diver nella casa europea del cliff diving a Polignano a Mare, in Puglia, meraviglia del nostro Bel Paese e baluardo della World Series, con le migliaia di spettatori che anno dopo anno scaldano la perla adriatica puntando gli occhi al cielo con entusiasmo senza eguali.

Dalla Terrazza L’Abbate di Polignano, la competizione muoverà a nord verso il freddo della Norvegia, seconda location inedita della stagione. A sorreggere le piattaforme nella terra dei Fiordi sarà infatti il Teatro dell’Opera di Oslo, bellezza architettonica che nel design contemporaneo ricorda le forme di un iceberg.

A settembre i 24 diver fronteggeranno una delle tappe più ardue e longeve della World Series: l’isola di Sao Miguel nelle Azzorre portoghesi. Arena naturale della competizione per il 9° anno consecutivo, l’isola vulcanica con le temibili scogliere a strapiombo sul mare quest’anno accoglierà la gara nella seconda metà del calendario, aggiungendo imprevedibilità e un coefficiente di difficoltà molto elevato anche per gli atleti più esperti.

La sfida si farà ancora più intensa nella penultima tappa della Red Bull Cliff Diving World Series a Mostar, in Bosnia Erzegovina. Un grande classico della competizione, che lo scorso anno ha visto brillare il romeno Constantin Popovici, con la realizzazione del tuffo perfetto dall’iconico ponte Stari Most e la conquista di cinque 10 dalla giuria.

Dopo sette mesi di azione con tuffi spettacolari in ogni angolo del mondo, la Red Bull Cliff Diving World Series coronerà i nuovi campioni in Australia, un paese mai esplorato dalla competizione, portando le emozioni della finale nel porto di Sydney. Entusiasmo alle stelle quando la quattro volte campionessa australiana Rhiannan Iffland cercherà di difendere il titolo per il quinto anno consecutivo, tuffandosi per la prima volta nella sua terra natale, sostenuta dalle migliaia di fan che affolleranno le rive del porto.

Anche se l’inglese Gary Hunt è il campione da battere, mai come in questa stagione il direttore sportivo Greg Louganis crede che la competizione possa riservare grandi sorprese, con nomi in gara del calibro di Constantin Popovici e Jonathan Paredes, ma anche con i successi imprevedibili delle nuove leve del cliff diving. Nel circuito femminile, per esempio, due giovanissime atlete hanno fatto da poco il salto di qualità, diventando permanent diver: la colombiana Maria Quintero, con i suoi 19 anni, e la tedesca Iris Schmidbauer, classe 1995.

Appuntamento al 16 maggio con la prima imperdibile gara a Bali. Siete pronti a lasciarvi conquistare dalle emozioni della Red Bull Cliff Diving World Series 2020?

Lista Atleti RBCDWS 2020

Calendario della Red Bull Cliff Diving World Series 2020

16 Maggio – Bali, Indonesia – NOVITÀ
6 Giugno – La Rochelle, Francia
27 Giugno – Texas, USA
19 Luglio – Polignano a Mare, Italia
15 Agosto – Oslo, Norvegia – NOVITÀ
6 Settembre – São Miguel, Azzorre, Portogallo
26 Settembre – Mostar, Bosnia Erzegovina
7 Novembre – Sydney, Australia – NOVITÀ


GREENPEACE LANCIA UN CORTO DI ANIMAZIONE CON LA VOCE DI GIORGIA: LA CASA DELLE TARTARUGHE È IN PERICOLO

ROMA– Greenpeace lancia oggi “Tartarughe in viaggio”, il corto di animazione realizzato per l’organizzazione dal pluripremiato studio Aardman, creatore tra gli altri di “Galline in fuga” e “Wallace e Gromit”, che mostra come i nostri oceani siano in pericolo e quanto sia importante agire subito per proteggerli.

Con la partecipazione straordinaria dei premi Oscar Olivia Colman and Dame Helen Mirren, per la versione internazionale, e di Giorgia e Adriano Giannini, doppiatori per la versione italiana, il video racconta la storia di una famiglia di tartarughe che tenta di tornare a casa, in un oceano che è sempre più minacciato da cambiamenti climatici, inquinamento da plastica, trivellazioni petrolifere e pesca eccessiva.

La cantautrice Giorgia, doppiatrice di “mamma tartaruga”, dichiara: “Sono felice di dar voce a una tartaruga grazie a Greenpeace. La casa è quanto di più prezioso abbiamo, uno spazio sicuro per noi e la nostra famiglia. Eppure la stiamo togliendo a tartarughe, balene, pinguini e tanti altri animali. Se non agiamo ora, rischiamo di causare danni irreversibili ai nostri oceani e di perdere alcune specie per sempre. Spero che questo corto faccia prendere coscienza a sempre più persone dei danni che stiamo causando al mare”.

Negli ultimi 500 anni le popolazioni di tartarughe marine si sono fortemente ridotte, principalmente a causa della caccia. Oggi le principali minacce alla loro sopravvivenza sono la pesca industriale, l’urbanizzazione costiera, l’inquinamento e i cambiamenti climatici.  Le tartarughe marine migrano per migliaia di chilometri attraverso i mari per spostarsi tra le spiagge dove nidificano, le aree dove si accoppiano e quelle più ricche di cibo per alimentarsi.

In contemporanea all’uscita del corto, Greenpeace lancia oggi i risultati di uno studio realizzato per tracciare le migrazioni delle tartarughe liuto, la specie di tartarughe più grande al mondo, dalle aree di riproduzione in Guyana francese. Lo studio “Turtles Under Threat” mostra come a causa dei cambiamenti climatici le tartarughe debbano viaggiare quasi il doppio per raggiungere le aree dove si alimentano consumando una gran quantità di energia. Questo potrebbe avere impatti gravissimi sulla loro già ridotta capacità di deporre uova. Il numero di uova deposte dalle tartarughe marine sulle spiagge della Guyana francese rispetto agli anni Novanta è diminuito di circa 100 volte, con meno di 200 nidi per stagione, rispetto ai 50 mila di allora.

“Sei delle sette specie di tartarughe marine sono minacciate di estinzione e senza un’azione urgente la situazione non potrà che peggiorare. Non c’è più tempo da perdere: i governi di tutto il mondo devono firmare un Accordo Globale che garantisca la reale protezione degli oceani. La comunità scientifica chiede di tutelare almeno il 30 per cento della superficie marina entro il 2030 con una rete di Santuari per permettere alla vita marina di sopravvivere in un mondo sempre più minacciato dalle attività umane, cambiamenti climatici in primis” dichiara Giorgia Monti responsabile Campagna mare di Greenpeace Italia.

Un Accordo Globale sugli oceani verrà definito alle Nazioni Unite quest’anno. Greenpeace ha inviato ieri al Ministero degli Esteri una lettera per chiedere che l’Italia, originariamente uno dei paesi promotori del trattato ma recentemente assente dai negoziati internazionali, assuma una posizione forte a tutela degli oceani.

Leggi il rapporto “Turtles under threat” (in inglese): www.greenpeace.org/international/publication/28181/turtles-under-threat/

CONFINDUSTRIA NAUTICA “CASA ITALIA” PER LE AZIENDE ITALIANE PRESENTI AL BOOT DI DUSSELDORF DAL 18 AL 26 GENNAIO

L’ASSOCIAZIONE E’ IL PUNTO DI RIFERIMENTO PER ESPOSITORI E OPERATORI ITALIANI E INTERNAZIONALI DELLA NAUTICA DA DIPORTO

PROSEGUE IL PROGRAMMA DI PROMOZIONE ALL’ESTERO DEL 60° SALONE NAUTICO A GENOVA (17-22 SETTEMBRE 2020) E DELLE ATTIVITA’ DI CONFINDUSTRIA NAUTICA

GRANDE ATTESA PER LE NOMINATION ITALIANE ALLA “FLAGSHIP NIGHT”, LA SERATA DEGLI “OSCAR” DELLA CANTIERISTICA EUROPEA

Confindustria Nautica sarà presente alla 51° edizione del Boot di Düsseldorf (18 – 26 gennaio 2020), con uno stand istituzionale (Hall 7 A / G09) per proseguire l’attività di promozione all’estero e di sostegno all’internazionalizzazione delle imprese italiane. Al Boot, l’Associazione di categoria che rappresenta l’intera filiera dell’industria nautica da diporto in Italia sarà “Casa Italia”, il punto di riferimento per le 167 aziende italiane presenti, così come per gli operatori italiani e internazionali che visiteranno la rassegna.

Come sempre Confindustria Nautica è al Boot al fianco delle aziende italiane, per sostenere e promuovere l’eccellenza italiana nel settore dell’industria nautica da diporto – dichiara Saverio Cecchi, Presidente di Confindustria Nautica – Saremo “Casa Italia”, un luogo aperto, di incontro e di confronto per tutte le aziende del Made in Italy presenti al Salone di Düsseldorf, non solo in qualità di espositori.”

Molti gli appuntamenti di alto profilo nel corso del Boot. Venerdì 17 gennaio, con inizio alle ore 9.00, l’evento “Sea Tourism Summit: Navigating a sea of opportunities”, organizzato dalla rivista The Economist, farà il punto sulle opportunità e le sfide del turismo nautico. Andrea Razeto, Vice Presidente di Confindustria Nautica e Presidente di ICOMIA – International Council of Marine Industry Associations, sarà nel panel della tavola rotonda dedicata al contributo del settore del turismo nautico all’economia mondiale (How is the Nautical Tourism Sector Contributing to the World’s Economy?).

Sabato 18 gennaio riflettori puntati sulla “serata degli Oscar” dedicati alla cantieristica europea, la Flagship Night, nel corso della quale verranno assegnati i premi dei concorsi “European Powerboat of the Year 2020″ ed “European Yacht of the Year 2020“. Barche italiane protagoniste nelle nomination: per la sezione motore, selezionati il Pardo 38 (categoria fino a 14 m) e, per la categoria fino a 20 metri, l’Azimut Atlantis 45 e il Solaris Power 48 Open; per le barche a vela, tra i modelli in gara l’Italia Yachts 11.98 (categoria Performance Cruiser) e il Grand Soleil 42 LC (categoria Luxury Cruiser). Durante l’evento verrà inoltre assegnato il premio “Seamaster 2020”, che onora ogni anno una personalità di spicco degli sport del mare.

Martedì 21 gennaio alle ore 9.00 il Vice Presidente di Confindustria Nautica Piero Formenti, in qualità di Past President e membro del Board di EBI – European Boating Industry, prenderà parte al tradizionale International Breakfast Meeting, momento dedicato al networking e alle informazioni sugli ultimi trend del mercato. Piero Formenti parteciperà anche al Consiglio e all’Assemblea Generale di EBI.

Il salone di Düsseldorf sarà, inoltre, l’occasione per proseguire la promozione del 60° Salone Nautico che si terrà a Genova dal 17 al 22 settembre prossimi, dopo le tappe del Columbus Day di New York dello scorso 12 ottobre, dell’Ibex Show di Tampa, del Fort Lauderdale Boat Show e del METS di Amsterdam.

Il piano di presenze internazionali di Confindustria Nautica ai principali Saloni esteri, con la formula di presenza istituzionale e collettiva di aziende, prevede, per il 2020, oltre al Boot di Düsseldorf, la partecipazione al Dubai International Boat Show (10 – 14 marzo), al Singapore Yacht Show (19 – 22 Marzo) all’Ibex Show di Tampa in Florida (29 settembre – 1 ottobre), al Fort Lauderdale Boat Show (28 ottobre – 1 novembre) e al METSTRADE di Amsterdam (17 – 19 novembre).

L’ANNO DELLA VELA OLIMPICA SI APRE CON LA TAPPA DI COPPA DEL MONDO A MIAMI (USA)

Hempel World Cup Series: 10 velisti italiani in gara a Miami. Regate da lunedi 20 a sabato 25 (tutte le finali Medal Race)

Sono già a Miami, in Florida (USA) i velisti azzurri delle classi olimpiche in doppio 470 maschile e femminile, in vista della tappa di World Cup che apre l’anno dei Giochi di Tokyo 2020.

In gara un totale di 205 atleti da 50 nazioni per 7 classi: 470 M/W, windsurf RSX M/W, Laser Standard e Laser Radial. Mancano all’appello le classi acrobatiche 49er, 49er FX e Nacra 17, che tra circa due settimane hanno in programma un nuovo campionato del mondo in Australia (incendi permettendo). Per le classi in gara, Miami è l’ultima prova di qualifica olimpica tra i paesi del Nord America.

Otto gli azzurri convocati dalla Federazione Italiana Vela, due equipaggi nella classe 470 maschile: ITA 757 – Giacomo Ferrari & Giulio Calabrò(Marina Militare); Matteo Capurro e Matteo Puppo (Yacht Club Italiano). E altri due nella classe 470 femminile: Elena Berta (Aeronautica Militare) e Bianca Caruso (Marina Militare); Benedetta Di Salle (Marina Militare) e Alessandra Dubbini (Fiamme Gialle).

I tecnici federali sono Gabrio Zandonà e Pietro Zucchetti.

Presenti a Miami autonomamente anche due singolisti: Edoardo Libri (SEF Stamura) nel Laser Standard, e Matilda Talluri (Circolo Nautico Livorno) nel Laser Radial.

Il programma di Miami Sailing World Cup prevede regate da Lunedi 20 gennaio, giorno in cui ci sarà anche la cerimonia di apertura, fino a sabato 25, con tutte le Medal Race finali tra i top-10 di ogni classe, che saranno trasmesse in diretta streaming.

Il Rainbow Team è pronto per un 2020 di successo

Tra scommesse giovanili, Formula 4 e nuova edizione del Waterfestival, la squadra torna ancora più forte

Il Rainbow Team si prepara per il nuovo anno con tante novità e nuove sfide. La squadra di Fabrizio Bocca, che conta sui talenti giovanili di Oleg Bocca e Ettore Bo, sta lavorando al reclutamento di nuove leve. Dopo il successo ottenuto a settembre a Crotone con la finale nazionale del Trofeo CONI che ha visto la partecipazione dei quattro ragazzi del settore giovanile Giulio Rimondotto (di Balzola), Giovanni Merlo (di Casale Monferrato) e Federico Temporin (di Casale Monferrato) per la regione Piemonte e Vincenzo Galofaro (di Morano Po) per la Lombardia, ora il team sta già pensando al Trofeo 2020.

«La soddisfazione per il settore giovanile è tanta – spiega Fabrizio Bocca – e intensificheremo il lavoro in quest’ottica». I ragazzi saranno valutati in vista di un possibile inserimento nella Formula Junior.
Tra i progetti, infatti, c’è la costituzione di una base operativa della  scuola  motonautica  Rainbow  Team  a  Casale Monferrato per cui è già stata aperta una trattativa con il sindaco Federico Riboldi. «Ce la faremo? Io spero di sì», dice ottimista il team principal.

Bilancio più che positivo per l’anno appena trascorso: nel 2019, infatti, Oleg Bocca ha concluso il campionato italiano di Formula Junior, nella finale disputata al Waterfestival di Viverone il 7 e l’8 settembre, con un ottimo terzo posto, in una categoria giovanile estremamente combattuta e un vicinissimo e quasi raggiunto primo posto. Da ricordare anche i successi ottenuti in Formula 2 con la vittoria del Campionato Italiano a San Nazzaro e la partecipazione ai Campionati Mondiale e Tedesco.

Ottime prospettive anche per la Formula 4, il nuovo obiettivo della squadra che sta lavorando per portare a sé nuove reclute da far correre in questa categoria. «Stiamo valutando varie opportunità», precisa Bocca, per la partecipazione ad alcune prove del Campionato tedesco e di quello francese e alle prove internazionali che si svolgeranno a Brindisi (Campionato Mondiale) e a Viverone (Campionato Europeo).
E a proposito di Viverone, è confermata l’organizzazione anche della nuova edizione.

Il Waterfestival continuerà all’insegna del Rainbow Team, dopo il successo ottenuto lo scorso anno e il plauso da parte di Comune di Viverone, Regione Piemonte, Federazione Italiana Motonautica (FIM),  Union Internationale Motonautique (UIM) e commissario Pelle Larsson. La F.I.M.  ha, quindi, riaffidato l’incarico di organizzatore al Rainbow Team per l’edizione 2020 in cui si disputeranno il Campionato Europeo Formula 4 in prova unica, il Campionato Mondiale Formula 350 e il Campionato Italiano Formula Junior. Le date sono già fissate: 1 e 2 agosto 2020.

E la Formula 2? Trattative in corso…

IMO: emendamenti Solas entrati in vigore dal 1° gennaio 2020

Londra. Le limitazioni sulle emissioni di SOx delle navi sono state all’attenzione per molti mesi e l’entrata in vigore il 1° gennaio 2020 degli emendamenti Solas all’Allegato VI della Marpol sono considerati come il più grande cambiamento che il settore dello shipping ha visto negli anni. Altre modifiche Solas sono state apportate, anch’esse in vigore dal primo gennaio 2020.  Questi emendamenti sono stati adottati durante le varie sessioni di MSC tra il 2016 e il 2018 e riguardano i vari codici internazionali resi obbligatori dalla Solas, come la manutenzione delle imbarcazioni di salvataggio, la pianificazione dell’evacuazione delle navi da crociera e altri. Fra i principali emendamenti segnaliamo i seguenti.

Navi passeggeri. A seguito di un riesame sostanziale che ha tenuto conto delle raccomandazioni derivanti dall’inchiesta sull’incidente della Costa Concordia del 2012, è entrata in vigore una serie di modifiche al Capitolo II – 1 della Solas relativa alla compartimentazione stagna delle navi e alla stabilità, sia a “nave integra” e sia “nave danneggiata”. Sono state modificate, tra l’altro, le norme sulla prescrizione della suddivisione delle navi passeggeri per aumentare la sicurezza, e norme concernenti le informazioni sulla stabilità da fornire al comandante di una nave da parte del cantiere. Doppi fondi nelle navi passeggeri, riguardo alla costruzione e prove iniziali di porte a tenuta stagna; informazioni sul controllo dei danni; funzionamento periodico e ispezione delle porte stagne su navi passeggeri.

Analisi di evacuazione per navi passeggeri. Vie di fuga delle navi passeggeri costruite dal 1° gennaio 2020 o dopo (abilitate al trasporto di più di 36 passeggeri) devono essere valutate da un’analisi di evacuazione all’inizio del processo di progettazione. L’analisi deve essere utilizzata per identificare ed eliminare, per quanto possibile, la congestione quale può svilupparsi durante un “abbandono nave”, a causa del normale movimento dei passeggeri e dell’equipaggio lungo le vie di fuga, compresa la possibilità che l’equipaggio possa aver bisogno di spostarsi lungo queste vie in una direzione opposta al movimento dei passeggeri.

Stabilità – computer. Gli emendamenti al Capitolo II-1 di SOLAS richiedono la disposizione su navi esistenti di un computer in grado di eseguire calcoli di stabilità a “nave danneggiata”considerati necessari. Le navi passeggeri costruite prima del 1° gennaio 2014 di lunghezza uguale o superiore a 120 m devono avere tre o più zone antincendio principali dal primo rilevamento di rinnovo dopo l’1 ° gennaio 2025.  La Regola II-1 / 8-1 d’ora in poi prevede un requisito per le navi passeggeri esistenti a bordo o a terra la capacità di valutare la stabilità a “nave danneggiata”dopo il sinistro.

Codice sui livelli di rumore a bordo. Il codice sui livelli di rumore a bordo si applica alle navi appaltate per la costruzione prima 1° luglio 2014 e le cui chiglie sono posate o che si trovano in una fase analoga di costruzione o dopo l’1 ° gennaio 2009.

Codice HSC (High Speed Craft) del 1994, numero sufficiente d’imbarcazioni di salvataggio per lo smistamento di zattere di sicurezza / esenzione dall’obbligo di trasportare un’imbarcazione di salvataggio per imbarcazioni veloci di lunghezza meno di 20 m. Le imbarcazioni ad alta velocità di lunghezza inferiore a 20 m possono essere esentate dal trasporto di un’imbarcazione di salvataggio,
purché siano rispettati i requisiti di cui ai sottoparagrafi dell’8.10.1.6 e che preveda il recupero di una persona salvata dall’acqua in posizione orizzontale o quasi orizzontale.

Codice IMDG (emendamento 39-18). In linea con le raccomandazioni delle Nazioni Unite sul trasporto di merci pericolose, le ultime modifiche includono: nuove disposizioni relative a contenitori con serbatoio IMO di tipo 9 (liquidi infiammabili, solidi infiammabili, materie soggette ad accensione spontanea, materie che, a contatto con l’acqua, sviluppano gas infiammabili, materie comburenti, perossidi organici, materie tossiche, infettive, radioattivi, corrosivi), una serie di nuove abbreviazioni per i gruppi di segregazione, disposizioni speciali per il trasporto di batterie al litio e di veicoli alimentati a liquido o gas infiammabili.

Navi ro-ro. Riguardano la Definizione di vettore del veicolo. Il Regolamento II-2 / 3.56 è sostituito come segue: “Porta veicoli indica una nave mercantile che trasporta merci, solo come carico, veicoli ro-ro in spazi progettati per il trasporto di veicoli a motore senza carico”.

Navi gasiere. Una circolare associata sulla notifica di una modifica del paragrafo 3.2.5 del codice IGC (MSC.1 / Circ.1549) è stata emessa per informare le Amministrazioni delle correzioni al testo in attesa dell’entrata in vigore formale il 1 ° gennaio 2020.

Certificato di idoneità (Certificate of Fitness). Sono state apportate delle modifiche al modulo- modello del Certificato di idoneità ai sensi di IGC, GC ed EGC.

Codice. I manuali di caricamento e stabilità richiesti dal paragrafo del Codice devono essere forniti alla nave in una forma approvata. La nave deve essere caricata solo in conformità alle condizioni di carico verificate conforme con requisiti di stabilità sia a “nave integra” e sia a “nave danneggiata”, utilizzando metodi e strumento di stabilità approvato, installato conformemente al codice.


Tanker. Emendamenti come da codice con le stesse considerazioni delle navi gasiere riguardo al Certificato di idoneità e gli strumenti sulla stabilità.

 

Abele Carruezzo

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IL TEAM INGLESE FORTITUDE IV VINCE LA TALISKER WHISKY ATLANTIC CHALLENGE: LA GARA DI CANOTTAGGIO PIÙ DURA AL MONDO

L’equipaggio, composto da quattro persone, ha tagliato il traguardo questa notte a mezzanotte e quindici ore italiane

Il team inglese Fortitude IV – composto da Ollie Palmer, Tom Foley, Hugh Gillum e Max Breet – ha vinto la Talisker Atlantic Challenge 2019 completando le 3000 miglia nautiche che separano le Canarie da Antigua in 32 giorni, 12 ore e 35 minuti. Arrivati in nottata a English Harbour, Antigua, hanno rivisto per la prima volta la terra ferma dopo più di un mese dalla loro partenza, il 12 dicembre dello scorso anno a La Gomera, isole Canarie.

Una gara tutt’altro che semplice per i vincitori che in quest’edizione si sono dovuti scontrare con le condizioni meteo proibitive e con il team degli inseguitori, i Rowed Less Travelled, quattro australiani che hanno battagliato fino all’ultimo per la vittoria e sono ora attesi ad Antigua entro 48 ore.

I Fortitude IV hanno saputo affrontare ogni difficoltà: dai venti dell’Oceano alle onde alte dodici metri, dai rovesciamenti dell’imbarcazione (a 72 ore dalla riva) ai remi rotti, fino all’inevitabile stress fisico e infortuni dovuti alle interminabili fatiche sostenute. Al loro arrivo ad English Harbour hanno registrato una velocità di 7 nodi, più del doppio della velocità media nella gara.

Accanto alla fatica e a condizioni estreme, tuttavia, i partecipanti hanno potuto osservare una natura meravigliosa e selvaggia durante il viaggio. Balene e orche sotto l’acqua cristallina, il guizzare dei pesci fin sopra la loro barca e addirittura contro i loro remi. Il giorno di Natale, i Fortitude IV hanno avuto la fortuna di incontrare un gruppo di delfini e tartarughe che si sono avvicinati alla loro imbarcazione, sollevando il loro spirito e umore in questa durissima avventura.

Le bellezze della natura, unite al sacrificio e alla sfida, sia mentale che fisica, rendono questo risultato un’esperienza unica, che cambierà per sempre la vita dei partecipanti e li spingerà ad inseguire sempre più i propri sogni con volontà e motivazione.

Guardando gli altri concorrenti, altre nove barche dovrebbero arrivare ad Antigua entro una settimana, mentre qualche equipaggio composto da una sola persona potrebbe impiegare altre 8 settimane prima di raggiungere Antigua.

Talisker Whisky è sponsor dell’Altantic Challenge da 6 anni, condividendo con i partecipanti lo stesso amore per gli oceani e l’avventura. Talisker, il whisky “Made by the Sea” ha uno storico legame con il mare: la distilleria fu fondata nel 1830 dai fratelli MacAskill, che partirono a remi da Eigg per raggiungere l’inospitale isola di Skye in cerca delle condizioni perfette per ottenere un whisky unico. Questa competizione, come Talisker, ha mostrato perfettamente cosa significa essere “Made by the Sea”

Per questo motivo Talisker è orgoglioso di comunicare che ha rinnovato la sponsorship con l’Atlantic Challenge per altri due anni. La TWAC 2019 ha visto Talisker festeggiare due volte, contando nel team vincente Ollie Palmer, dipendente Diageo in Gran Bretagna.

Poco dopo l’arrivo ad Antigua, hanno parlato Ollie Palmer e Hugh Gillum dei Fortitude IV:
OP: “È una sensazione incredibile – le parole non riescono a descrivere ciò che abbiamo passato, come ci si sente ad affrontare tutto questo e rivedere ora i nostri amici e le nostre famiglie. Lì fuori abbiamo vissuto esperienze uniche e ora abbiamo dei ricordi che ci porteremo dietro per tutta la vita. Quando stai tutto quel tempo in mezzo all’Oceano realizzi davvero ciò che è importante per te.

“La cosa più straordinaria che ho visto è stato un gruppo di stelle allineate, come un treno, saranno state 200 o 300, è stata davvero la cosa più incredibile che ho visto, assieme a tanta vita, come balene, delfini, tartarughe.”

HG: “Essere solo in mezzo all’Oceano in condizioni estreme, lontano da ogni rumore, ti fa comprendere ciò che è davvero importante. Quando sei lì fuori hai molto tempo per pensare senza distrazioni e puoi trovare ispirazione in diverse maniere.

“Abbiamo fatto qualcosa di unico, fin dalla partenza ci siamo detti che si trattava di un’occasione unica e che potevamo arrivare primi. Tutto questo è stato incredibile, dalle stelle cadenti in mezzo al mare fino all’arrivo qui stasera, oltre naturalmente al supporto che ci hanno dato amici e parenti. Ci sono stati momenti davvero duri di cui avremmo fatto volentieri a meno, ma essere qui adesso ci fa pensare che ne sia valsa davvero la pena.”

Natalia Montigny, Head of Global Marketing per Talisker ha commentato:
“Siamo davvero felici di accogliere i Fortitude IV ad Antigua nell’English Harbour come vincitori di questa edizione della Talisker Whisky Atlantic Challenge. Personalmente sono molto orgogliosa del mio caro amico Ollie Palmer, che è anche un collega, sono felice per lui e i suoi compagni che hanno saputo ottenere un risultato straordinario, che alcuni non riescono nemmeno a concepire. Talisker si unisce ora a loro e ai loro cari nei festeggiamenti, consapevole che questi Wild Spirits sapranno ispirare altri a seguirli in questo viaggio anche interiore, dove connettersi nuovamente con la natura e ciò che più conta nelle nostre vite. ”

CEO of Atlantic Campaigns, Carsten Heron Olsen ha dichiarato:
“Il team vincente – Fortitude lV con Tom, Ollie, Hugh e Max – è andato benissimo sin dall’inizio. Mi complimento con loro e, come ogni anno, non smettiamo mai di stupirci della tenacia e capacità dei concorrenti nel raggiungere un obiettivo che sembra impossibile- 3000 miglia a remi in mezzo all’Oceano Atlantico.

“Per i Fortitude IV è una grande vittoria, sono stati i primi ad arrivare al’English Harbour di Antigua e le loro facce, le loro espressioni, fanno intendere quanto siano cambiati in questa gara. Come ha detto uno dei partecipanti alla partenza, all’isola di La Gomera, ‘ il viaggio è un nuovo inizio’ ed è esattamente così”.

La lista completa dei partecipanti alla Talisker Whisky Atlantic Challenge 2019

Foto by Ben Duffy


Armatori: il 2020 per applicazione chiara delle norme IMO

Roma. Le tendenze future nel settore marittimo saranno probabilmente dominate dall’agenda sui cambiamenti climatici e guidate dalle grandi imprese. ll 2019, per lo shipping  mondiale,  è stato segnato dalla preparazione delle navi all’IMO 2020, ma soprattutto dall’incertezza.

Gli armatori hanno speso molto tempo ed energie per comprendere come l’impatto delle normative sullo zolfo potesse incidere sulle loro attività e per preparare equipaggi e navi. Ancora oggi, non tutte le regole sono chiare, e alcune domande rimangono senza risposta, come ad esempio in che modo saranno applicate queste regole; allo stesso tempo l’attuale geopolitica aumenta l’incertezza generando ansia sui mercati. Il 2020 sarà l’anno della chiarezza, di svolta e di non ritorno sia per l’industria e sia per la tecnologia nei confronti dello shipping, si spera.

Occorre un processo di elaborazione e di attuazione dei regolamenti sullo zolfo e come si possa implementare al meglio i cambiamenti climatici creando le basi per il futuro.  Non basta avere solo un’agenda ambientale e/o ambientalista che impone solo cambiamenti da condividere per il futuro. I consumatori (terminali della filiera industriale) richiedono e richiederanno sempre soluzioni più ecologiche. I politici europei, quasi tutti, hanno promesso di raggiungere l’obiettivo della decarbonizzazione in una società a “zero carbon” entro il 2050, accontentando i Millennialas e la Z Generation.

Obiettivo temporale molto fragile se pensiamo a quanta de-industrializzazione occorre progettare, impiantare e operare.  Oggi, l’intero shipping ha bisogno di soluzioni tecnologiche pratiche e sostenibili; risolvere i problemi relativi alle incrostazioni dello scafo delle navi , i rifiuti di plastica, rumore subacqueo e la riduzione dello zolfo e soprattutto considerare che l’obiettivo della riduzione delle emissioni del  50% entro il 2050 dovrà essere rapportato alla vita media utile di una nave.

In futuro, occorrerà sviluppare tecnologie e sistemi di propulsione ”zero carbon” e carburanti eco-compatibili.  “La decisione di autotassarsi per un fine nobile fa molto onore alla categoria”, ha dichiarato lo scorso dicembre Emanuele Grimaldi, vicepresidente dell’International Chamber of Shipping, per attivarsi concretamente sul tema ambientale, e di proporre all’IMO la creazione un fondo di ricerca internazionale del settore marittimo.  Il fondo sarà impiegato nella ricerca e sviluppo di sistemi di propulsione che non emettono anidride carbonica e carburanti eco-compatibili (idrogeno, ammoniaca, altri).

Il fondo, per Grimaldi, sarà finanziato dalle Compagnie di navigazione di tutto il mondo con un contributo di 2 dollari/tonnellata di carburante marino acquistato (previsione di 5 miliardi di dollari in dieci anni). Mario Mattioli, presidente di Confitarma, ha ricordato, ultimamente, che la flotta italiana è in prima fila sulla decarbonizzazione di tutte le attività industriali ed ha già fatto investimenti per tecnologie innovative e impiego di combustibili meno dannosi per l’ambiente. Come l’impiego dell’alimentazione a batteria (zero emissioni) durante le soste della nave in porto, l’utilizzo del Lng come combustibile alternativo e l’installazione di scrubber a bordo.

Abele Carruezzo

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CHI CONTROLLA LA LOGISTICA CONTROLLA L’ECONOMIA. CHI CONTROLLA LA LOGISTICA ITALIANA?

Per scoprirlo, il 30 e 31 gennaio a Milano presso il Centro Conferenze di Assolombarda torna la quarta edizione di
Shipping, Forwarding & Logistics meet Industry

Milano-SF&LMI è l’appuntamento annuale di riferimento per il confronto tra mondo della produzione e del commercio, operatori dello shipping, della logistica, delle spedizioni e dei trasporti merci e realtà politico-amministrativa. Una manifestazione unica in Italia che può vantare la presenza nel Comitato Promotore di Confetra, ALSEA e International Propellers Club.

Il filo conduttore dell’edizione 2020 è l’industria, la logistica e i trasporti italiani nel mondo, all’epoca del ritorno dei confini e della diffusione delle tecnologie disruptive; la parola chiave è competitività del sistema industria-logistica-trasporti italiano. Si tratta di tematiche centrali nelle tendenze, nei fenomeni di ampia portata e negli eventi puntuali che costellano la cronaca geopolitica ed economica degli ultimi mesi: dalla “nuova guerra fredda” alla Brexit, dalla crescente instabilità nel Mediterraneo alla persistente questione delle infrastrutture, fino alla crescita e diffusione delle tecnologie disruptive, dall’automazione e robotica all’intelligenza artificiale e alla blockchain.

La sessione di apertura sarà dedicata a Geopolitica, Geoeconomia e Geologistica: l’Italia in Europa e nel Mediterraneo allargato, una questione fondamentale per un Paese come il nostro, legato strettamente agli scambi e alle catene di approvvigionamento globali. Nel pomeriggio della prima giornata la posizione dell’Italia verrà proposta in due declinazioni, quella della competitività del sistema e quella della competizione all’interno del sistema, un tema raramente trattato ma cruciale in tempi di necessaria ottimizzazione delle risorse. In parallelo verranno esaminate le molte componenti della sostenibilità nella logistica, compresi aspetti che stanno per venire alla ribalta, come il consumo di suolo.

L’apertura della seconda giornata sarà dedicata alle infrastrutture e alla loro integrazione con i sistemi industriali: come dice il titolo della sessione, “C’è da riempire i container” oltre che trasportarli.

Il programma della edizione 2020 offrirà analisi e prospettive anche su logistica e trasporti per le piccole e medie imprese; la logistica di qualità per i nostri prodotti di qualità; la logistica e i trasporti a temperatura controllata per l’alimentare, le tecnologie disruptive (Cryptologistica e Logistica Connessa, e automazione, robotica, veicoli autonomi, intelligenza artificiale).

Maggiori dettagli sull’agenda delle due giornate sono disponibili sul sito web www.shippingmeetsindustry.it

La manifestazione è gratuita, per registrarsi www.shippingmeetsindustry.it/registrati

Iran: le acque iraniane sono sicure

Teheran. La risposta iraniana al Governo britannico di Boris Johnson è stata puntuale. L’Amministratore delegato dell’Organizzazione marittima e portuale dell’Iran, Mohammad Rastad, ha dichiarato che le navi commerciali che trasportano merci da/per i porti iraniani godono della dovuta sicurezza, in linea con le leggi iraniane garantite dall’Iran per le acque territoriali. Rastad ha affermato che finora non sono stati osservati ostacoli nei porti commerciali dell’Iran, poiché tutte le operazioni portuali sono in corso regolarmente.

“Tutti i porti iraniani stanno utilizzando le migliori pratiche nell’applicare i massimi livelli di sicurezza e le diverse tipologie di navi stanno svolgendo le dovute operazioni di carico/scarico in sicurezza nei rispettivi porti dedicati”, ha detto il funzionario, aggiungendo che né le navi iraniane in acque straniere né le flotte straniere in acque dell’Iran non hanno motivo di essere preoccupate.

L’Organizzazione marittima e portuale dell’Iran ha voluto sottolineare che le navi straniere non hanno bisogno di una scorta militare per navigare nelle proprie acque territoriali ritenute sicure e nello stesso tempo ha voluto rassicurare i mercati da eventuali speculazioni sui prezzi dei prodotti petroliferi. La Marina Reale Britannica, proprio ieri, ha annunciato l’invio in quelle acque di navi per proteggere i mercantili battenti bandiera britannica.

 

Abele Carruezzo

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IL NAUTILUS Anno 14 N°3

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato allo shipping con un focus sul soccorso in mare e sulla Brexit, il ruolo del porto di Salerno e la "Barletta marinara". Poi un approfondimento sui fari di Brindisi ed uno sul trasporto ad emissioni zero con Emma. E ancora, approfondimenti sulle crociere e sulla sicurezza nei nostri porti.
poseidone danese

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