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UILTRASPORTI, PRONTI ALLA MOBILITAZIONE SE NON SARA’ APPROVATO IL CORRETTIVO PORTI

ROMA – “Sta per essere esaminato il correttivo Porti in Conferenza Unificata Stato Regioni. Per problemi che saranno avanzati dagli Enti locali su questioni di rappresentanza, si sta delineando il rischio concreto di far naufragare tutto il provvedimento, che contiene anche la parte riguardante il lavoro portuale, frutto di un lavoro congiunto con il Ministero dei Trasporti ed avvalorato dall’intesa, raggiunta tra tutte le parti sociali firmatarie del CCNL Porti, formalizzata nell’Avviso comune”.

Così il Segretario Generale della Uiltrasporti Claudio Tarlazzi sull’iter di approvazione dello schema di decreto legislativo del Ministero dei Trasporti di modifica alla riforma dei porti, d.lgs 169/2016, in cui sono inserite nuove e aggiornate disposizioni per la salvaguardia del lavoro portuale, imprescindibile elemento di crescita e sviluppo dei porti.

“Se malauguratamente – avverte Tarlazzi –  per atteggiamenti politici di puro interesse localistico dovesse interrompersi quanto si profila con questo provvedimento per la tutela del lavoro e lo sviluppo equilibrato dei porti, saremo costretti alla mobilitazione dei porti italiani, perché i lavoratori ed il lavoro dei porti non possono aspettare ulteriormente le soluzioni ai problemi che incombono da anni e che ormai hanno raggiunto una dimensione non più gestibile”.

Confitarma: primo consiglio per il presidente Mario Mattioli

ROMA – Il 15 novembre si è riunito il primo Consiglio confederale presieduto da Mario Mattioli che ha esaminato le principali problematiche del settore in trattazione a livello nazionale e internazionale con particolare attenzione alla Legge di Stabilità attualmente in discussione in Parlamento.

Il Consiglio ha poi proceduto all’elezione dei membri del Comitato Esecutivo che, ai sensi dell’art.23 dello Statuto, è presieduto dal Presidente di Confitarma ed è composto dall’ultimo past president, dal presidente del gruppo giovani armatori, dai presidenti delle Commissioni tecniche permanenti e da altri membri nominati dal Consiglio.

I presidenti di Commissione, nominati dal Consiglio su proposta del Presidente, e altri membri del Comitato esecutivo sono: Mario Mattioli, Presidente e Presidente della Commissione Porti e Infrastrutture ad interim; Federica Barbaro, Paolo CagnoniCarlo Cameli, Presidente Commissione Navigazione Oceanica, Angelo D’Amato, Presidente Commissione Risorse umane, Relazioni industriali e Education Giovanni Delle Piane, Giacomo Gavarone, Presidente Gruppo Giovani Armatori, Alessandra Grimaldi, Emanuele Grimaldi, Past President, Guido Grimaldi, Presidente Navigazione di Corto Raggio, Domenico Ievoli, Beniamino Maltese, Presidente Commissione Finanza e Diritto d’Impresa, Lorenzo Matacena, Presidente Commissione Tecnica navale Sicurezza e Ambiente, Alcide Ezio Rosina.

Il Tesoriere verrà nominato dal Consiglio nel corso della riunione fissata il 6 dicembre.Nella stessa data il Consiglio nominerà i membri delle Commissioni proposti dai rispettivi presidenti.

Il FENOMENO DELLA “ILLUSIONE MOTORIA” NELL’IPOTESI DI UN SINISTRO MARITTIMO

BRINDISI – Era il 3 dicembre 2015 e la nave PCC (i.e.: pure car carrier) denominata “City of Rotterdam” mollava gli ormeggi nel porto inglese di Immingham a poco più di 180 miglia a nordest di Londra; l’alta marea e le forti correnti del nord complicavano non poco la manovra d’uscita della nave dal porto. Nello stesso frangente il Ro-Ro “Primula Seaways” della compagnia danese DFDS dirigeva la prua, ad una velocità di circa 14 nodi, verso l’ingresso del porto di Immingham.

C’era il potenziale rischio che, a causa delle pessime condizioni meteo-marine, le due navi potessero impattare sicchè i locali operatori VTS, monitorando la situazione, chiesero ai ponti di comando delle rispettive navi di modificare le proprie rotte. Nonostante una serie di evoluzioni compiute dal comando della “City of Rotterdam”, le due navi collisero riportando a loro volta seri danni di natura milionaria.

Fu allora che il MAIB (i.e.: Marine Accident Investigation Branch), l’organo investigativo più famoso indipendente del Ministero dei Trasporti britannico, avviò le sue indagini sul caso; l’epilogo delle stesse è emerso soltanto pochi giorni or sono al termine del procedimento giudiziario in cui erano coinvolti, rispettivamente, il comandante ed il pilota della “City of Rotterdam”.

Secondo gli osservatori del MAIB sarebbe stato il temporaneo stato di disorientamento del pilota e di tutto il ponte di comando della “City of Rotterdam” a determinare la collisione con la “Primula Seaways”: il pilota avrebbe sofferto di una sorta di illusione ottica (nello specifico, una illusione motoria) a causa della particolare struttura semicircolare del ponte di comando che non consente di scorgere né la prua né la carena della nave. In pratica la conformazione del ponte di comando segue la particolare forma emisferica della prua, così concepita al fine di ridurre la resistenza al vento nonché il consumo di carburante. Ne deriva che soltanto il finestrino centrale sul ponte di comando guarda in direzione della prua mentre le restanti finestre non seguono l’asse longitudinale della nave.

Difatti le evidenze probatorie estratte dal sistema di registrazione dei dati di viaggio della nave paiono andare verso la medesima ricostruzione dei fatti prospettata dal MAIB. Anche un uomo dalle consolidate esperienze e capacità per mare – il pilota ed il comandante della “City of Rotterdam” hanno all’attivo oltre trent’anni di navigazione – avrebbe trovato più di qualche difficoltà in una circostanza simile.

Sono queste, in conclusione, le motivazioni che hanno spinto il Giudice del Tribunale di contea di Kingston upon Hull – Sir Jeremy Richardson – a limare verso il basso la responsabilità del pilota e del comandante della “City of Rotterdam” per avvenuta violazione, rispettivamente, del “Pilotage Act” del 1987 nonché del “Merchant Shipping Act” del 1995; ad ambedue i responsabili è stata concessa la sospensione condizionale della pena detentiva pari a quattro mesi.

D’altro canto Bureau Veritas, l’ente di classificazione francese della “City of Rotterdam” ha imposto alla proprietà della stessa di eliminare una serie di irregolarità strutturali, alcune di esse, peraltro, già note al costruttore navale in sede di progettazione: pensiamo, ad esempio, all’inclinazione dei finestrini sul ponte di comando, ritenuta difforme rispetto alle regole V/22 della Convenzione SOLAS; anche il posizionamento sul ponte di comando dei vari indicatori – monitorati dal timoniere – così come del sistema radio VHF è stato giudicato violativo delle regole V/19 e IV/6 della Convenzione SOLAS.
Stefano Carbonara© Riproduzione riservata

TECNICO SUPERIORE PER LA PRODUZIONE E MANUTENZIONE DEL MEZZO NAUTICO. ISCRIZIONI APERTE FINO AL 16 NOVEMBRE

BRINDISI – Fino al 16 novembre prossimo è possibile iscriversi al corso di formazione per  TECNICO SUPERIORE PER LA PRODUZIONE E MANUTENZIONE DEL MEZZO NAUTICO, rivolto ai giovani diplomati del territorio. Un corso attinente alle vocazioni del territorio regionale che fissa lo sguardo sulle potenzialità del settore nautico e sulle opportunità che vengono dal mare e dal suo indotto.

La Puglia nautica, infatti, sta crescendo e per questo è necessario che i cantieri navali dispongano di esperti, con evidenti capacità sia tecniche che gestionali, in grado di fare da trait d’union tra i clienti ed gli stessi cantieri. L’obiettivo è, dunque,  formare figure professionali in grado di produrre e manutenere imbarcazioni altamente sofisticate, come yacht e super yacht.

Sono previste lezioni teoriche e pratiche, 2000 ore delle quali 425 di stage. Il progetto, finanziato dalla Regione Puglia, è promosso dall’ITS Aerospazio ed è organizzato in collaborazione con il Distretto Nautico Regione Puglia e Assonautica

“E’ il primo corso professionale post diploma che punta a formare esperti del settore nautico- ha dichiarato il Presidente di Assonautica Italiana, Alfredo Malcarne-  gli addetti alla produzione e manutenzione di imbarcazioni di lusso sono figure molto ricercate sia in Italia che all’estero. Il corso prevede quasi un anno di stage formativo attraverso l’ausilio e il supporto delle aziende che fanno parte del Distretto Nautico Regione Puglia. In somma è una buona occasione per occuparsi delle nuove generazioni sotto il profilo formativo”

In edicola il nuovo numero de Il Nautilus

BRINDISI – In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato alle crociere, a livello nazionale ed internazionale, con i nuovi dati di Risposte Turismo: dalla classifica dei porti italiani in base al numero di croceristi alle previsioni per il 2018 con i programmi dei porti già fissati con le grandi compagnie.

Poi un focus di Stefano Carbonara sul cyber crimine applicato al mondo dello shopping con lo contromosse necessarie. Da Assologistica arrivano anche le indicazioni per il mondo dei porti e non solo, con tendenze e lacune da colmare.

Ad Ancona, Napoli, Trieste, Venezia, Brindisi e Livorno sono dedicati tanti servizi sulle ultime notizie che giungono da questi scali dopo la riforma dei porti.

 

Salvatore Carruezzo

© Riproduzione riservata

MARINA MILITARE: INAUGURAZIONE DELL’ANNO ACCADEMICO 2017/2018

TARANTO – Il 16 novembre alle ore 11.00, presso l’Aula Magna della Scuola Sottufficiali di Taranto, verrà svolta la cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico 2017-2018 degli Istituti di Formazione della Marina Militare, alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio di Squadra Valter Girardelli.

All’evento saranno presenti anche esponenti del mondo accademico, tra i quali il Magnifico Rettore dell’Università di Bari “Aldo Moro”, Prof. Antonio Uricchio, a testimonianza sia dell’importanza che la formazione riveste per la Marina Militare che della proficua sinergia solidamente avviata tra la forza armata e il mondo accademico, vista la pluriennale collaborazione tra la Marina Militare e diverse università italiane, tra le quali, oltre a quella pugliese, anche quelle di Pisa, Genova, Trieste, Venezia, Modena, Reggio Emilia, Parma e Tor Vergata.

Per la prima volta quest’anno l’inaugurazione dell’Anno Accademico coinvolgerà in maniera congiunta tutti gli Istituti di Formazione della Marina Militare che per l’occasione saranno presenti con i frequentatori dell’Accademia Navale di Livorno, delle Scuole Sottufficiali di Taranto e La Maddalena, della Scuola Navale Francesco Morosini e dell’ Istituto di Studi Militari Marittimi di Venezia, della Scuola Telecomunicazione delle Forze Armate di Chiavari.

Gli ambiti formativi della Marina Militare si sono evoluti di pari passo con lo sviluppo tecnologico delle nuove costruzioni navali e spaziano da quelli tecnico-professionali connessi alla formazione di base a quelli di livello universitario nell’ambito della formazione avanzata. A questo si aggiunge un’impostazione fortemente improntata sui valori etici e morali che da sempre contraddistinguono gli uomini e le donne della Marina Militare di ogni ordine e grado.

Il programma prevede, tra l’altro, anche la consegna di premi e distintivi d’onore agli allievi risultati particolarmente meritevoli nel corso del precedente anno di studi per attitudine professionale e rendimento negli studi.

Approdi turistici: rapporto concessorio

BRINDISI – Solitamente il rapporto di concessione per l’affidamento di un porto turistico è posto in essere presso i porti gestiti ordinariamente dalle Autorità Portuali.La Legge 28 gennaio 1994 n. 84, attribuisce alle Autorità portuali una serie di compiti riguardanti prevalentemente attività di supervisione e controllo sul corretto funzionamento del porto e delle sue strutture operative.

Dette attività, implicanti anche l’esercizio di poteri autoritativi, assumono una connotazione di carattere pubblicistico, in linea con il disposto del successivo comma 2 dell’art. 6 della Legge n. 84 del 1994, che attribuisce a detti enti la personalità giuridica di diritto pubblico.

Dall’insieme delle disposizioni contenute nella legge sopra citata, deriva, secondo il Consiglio di Stato, che le Autorità portuali, sia per la configurazione formale ad esse attribuita dalla legge, sia per l’attività svolta, sia, ancora, per le modalità di finanziamento, svolgono funzioni che solo in minima parte potrebbero ricondursi alla prestazione di servizi a terzi, dietro pagamento di un corrispettivo, risultando, invece, nel complesso, preordinate al perseguimento di specifiche finalità di pubblico interesse. (R.M. n. 40 /E del 16 marzo 2004).

Purtuttavia, è stato rilevato che ciò non esclude l’esercizio di attività di natura imprenditoriale, caratterizzate da criteri e modalità proprie delle attività commerciali con particolare riferimento all’affidamento in concessione delle aree demaniali e le banchine nonché le altre opere espressamente individuate dalla legge, previa determinazione dei relativi canoni, anche commisurati all’entità dei traffici portuali ivi svolti. Nell’atto di stipulare i relativi atti, di riscuotere i canoni destinandone l’importo all’assolvimento dei compiti istituzionali, si può affermare che detti organismi agiscono quali gestori dei beni demaniali.

Sotto il profilo fiscale va evidenziato che la Legge Finanziaria 2007 – Art. 1, comma 993, Legge 27 dicembre 2006, n. 296 – Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – ha stabilito che gli atti di concessione demaniale rilasciati dalle Autorità Portuali, in ragione della natura giuridica di enti pubblici non economici delle autorità medesime, restano assoggettati alla sola imposta proporzionale di registro ed i relativi canoni non costituiscono corrispettivi imponibili ai fini dell’imposta sul valore aggiunto.

Gli atti impositivi o sanzionatori, fondati sull’applicazione dell’Imposta sul Valore Aggiunto ai canoni demaniali marittimi introitati dalle Autorità Portuali, perdono efficacia ed i relativi procedimenti tributari si estinguono.In tal senso si è espressa anche la Corte di Cassazione con la sentenza n. 11261 del 2015.

 

Cosimo Salvatore CORSA

Termina VetPort, il programma comunitario promosso da Authority e Plis

LIVORNO – Formazione e occasioni di interscambio delle professionalità a livello comunitario in ambito portuale. Nella sala Ferretti della Fortezza Vecchia si è tenuto il seminario conclusivo di VETPORT, il progetto coordinato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale che in tre anni ha permesso ai lavoratori dei porti di Livorno e Piombino di lavorare negli scali portuali dell’UE e viceversa.

Interscambio, appunto, e occasioni di crescita in un contesto nel quale, a livello nazionale, si registrano gap di qualità professionale rispetto ai paesi comunitari più avanzati. Un quadro, dunque, che promette interessanti prospettive di miglioramento qualitativo delle competenze. La strada da seguire è una sola: la formazione, e Vetport ne è un esempio.
32 manager di terminal, 29 planner che seguono le attività di piazzale e 18 autisti: in totale sono 79 i lavoratori portuali che nei periodi di mobilita (36 mesi di lavoro in tutto) sono andati a lavorare nei 23 terminal di sei porti partner del progetto: Cork (Irlanda); Livorno, Piombino, Venezia, Rotterdam, e Valencia.

Il progetto, sviluppato dall’Adsp in sinergia con Provincia Livorno Sviluppo (società della Provincia di Livorno e della Port Authority), è costato 450mila euro e ha definito i modelli standardizzati di queste tre figure professionali, offrendo ai nostri lavoratori opportunità lavorative anche all’estero.
“Vetport – ha detto la dirigente di PLIS, Maria Grazia Lotti – proietta il sistema portuale dell’Alto Tirreno verso una dimensione europea, stabilendo standard minimi formativi comuni riconoscibili a livello comunitario che consentano ad un lavoratore portuale locale di spendersi anche fuori dai confini nazionali”.

Tra Livorno e Piombino, i terminal coinvolti sono stati sette: quattro dello scalo labronico e tre del porto piombinese: i lavoratori nostrani coinvolti in periodi di mobilità all’estero sono stati 34.
“Il Sistema dell’Alto Tirreno vanta una tradizione di lungo corso nel campo della formazione – ha dichiarato il presidente dell’Adsp, Stefano Corsini, a margine dell’evento -; siamo felici di aver portato a termine questo progetto europeo, di cui siamo stati promotori. Le reti di relazioni umane sono più durature degli stessi enti che le hanno promosse, e siamo convinti che per parlare di futuro oggi occorra investire sempre di più sul capitale umano”.

Delrio: “Via dal bacino di San Marco le grandi navi”

VENEZIA – Le grandi navi a Venezia non passeranno più dal canale della Giudecca e dal bacino di San Marco. Lo ha detto il ministro Graziano Delrio, al termine del “Comitatone” svoltosi a Roma. Nell’arco di 3/4 anni andranno a Marghera tutte le navi oltre le 55mila tonnellate di stazza. “A regime le grandi navi andranno tutte nel canale nord di Marghera”. Il ministro ha spiegato che non ci sono interferenze con il traffico commerciale.

“Le due realtà possono coesistere in questa fase transitoria fino a quando il terminal di Marghera sarà attrezzato – ha aggiunto del Rio -. Metteremo in campo una nuova determinazione dell’autorità Marittima per disciplinare il traffico temporaneo con nuovi criteri che tengano conto di tutte le variabili architettoniche paesaggistiche ambientali per preservare al massimo la laguna. Continuiamo a studiare ed esplorare la possibilità di sfruttare gli attuali canali perché non se ne scavano di nuovi”.

“Archiviata definitivamente quindi la soluzione Contorta-Sant’Angelo del 2014 per mancanza di presupposti”, rileva il ministero in una nota, “l’indicazione del ministro Delrio per conto del Governo, su cui ha trovato convergenza il Comitato con il suo atto di indirizzo, ha individuato gli accosti per le Grandi Navi nella zona portuale di Marghera, Canale Nord Sponda Nord, con accesso attraverso la bocca di Malamocco e il canale di navigazione Malamocco-Marghera”. Nella fase transitoria, stimata in circa tre anni e mezzo, al fine di “mitigare ulteriormente gli effetti della navigazione sul canale della Giudecca”, l’Autorità Marittima adotterà una ordinanza con la quale “consolidare le limitazioni già oggi vigenti valutando la possibilità di definire un limite tecnicamente sostenibile”.

Nella riunione del “Comitato interministeriale di indirizzo, coordinamento e controllo sulla Laguna di Venezia (il cosiddetto ‘Comitatone’), è stata affermata “l’importanza della Stazione Marittima e la possibilità di adeguare al PRG già vigente, previa procedura di assoggettabilità a Via se necessaria, e previa nuova analisi dei rischi, il Canale Vittorio Emanuele III per consentire, sempre attraverso la porta di Malamocco, l’accesso alla Stazione Marittima fino a limiti dimensionali che saranno determinati dalle verifiche della Autorità marittima.

Sarebbe comunque utile riesaminare l’impianto del decreto Clini-Passera, sulla scorta delle verifiche già compiute nel corso degli ultimi anni, circa la necessità di individuare “vie di navigazione praticabili alternative” al Canale Giudecca per il raggiungimento della Marittima. Alla riunione hanno partecipato il Ministro dei Beni culturali, Artistici e del Turismo, Dario Franceschini, il sottosegretario Economia e Finanze, Pier Paolo Baretta, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, il sindaco di Chioggia, Alessandro Ferro, il sindaco di Mira, Marco Dori, il sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia, il sindaco di Cavallino-Treporti, Roberta Nesto, il presidente del Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, Pino Musolino, il provveditore interregionale Roberto Linetti, segretario del Comitato, rappresentanti dei Ministeri dell’Ambiente, dell’Istruzione, della Presidenza del Consiglio e del Ministero Infrastrutture e Trasporti.

“TUTTO CAMBIA, ANCHE IN LOGISTICA”, PAROLA DI ANDREA GENTILE

MILANO – “E’ con orgoglio che siedo a questo Tavolo di confronto di uno dei Templi della cultura nazionale (anche logistica), il cui scopo è di indicare la rotta che il nostro settore sta prendendo, così da consentire a noi operatori di individuare e perseguire soluzioni con cui restare al passo di un tempo la cui caratteristica principale è il CAMBIAMENTO”. E’ stato questo l’esordio di Andrea Gentile, presidente di Assologistica, al convegno odierno di presentazione dei risultati della Ricerca 2017 dell’Osservatorio sulla Contract Logistics “Gino Marchet”

Gentile ha ricordato come il “cambiamento” in logistica sia attualmente caratterizzato da elementi quali l’omnicanalità, la green logistics e rapporti con la committenza connotati sempre più da vera partnership, tre importanti temi analizzati appunto dalla Ricerca dell’Osservatorio del Politecnico di Milano.

“Il nostro settore, complici vari fattori (non solo economici, ma anche di natura diciamo così più “politica”) sta vivendo una sorta di primavera, dopo anni piuttosto complessi e difficili – ha aggiunto Gentile – Gli indicatori economici ci dicono che il trend positivo è un dato di fatto e tutto il settore è in fermento. Mi duole però ricordare che l’aumento di fatturato delle nostre imprese è andato di pari passo con una costante diminuzione del numero delle aziende, soprattutto nel settore dei trasporti. Con la conseguenza di disporre di un’offerta di servizi logistici che rischia di essere inferiore rispetto alla domanda.”

Il campione dei dati analizzato dall’Osservatorio Contract Logistics dice inoltre che la maggior parte dei contratti di outsourcing logistico si chiude solo con l’approccio tariffario, fattore questo che non gioca a favore del tanto auspicato cambiamento. “E che non aiuta neppure l’altrettanto auspicata partnership, di cui il settore ha grande necessità per evolvere verso quel ‘miglioramento continuo’ che è alla base di ogni approccio – sano e vincente – tra committente e fornitore di servizi logistici”, ha concluso Gentile.

IL NAUTILUS Anno 12 N°3

BRINDISI - In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato alle crociere, a livello nazionale ed internazionale, con i nuovi dati di Risposte Turismo: dalla classifica dei porti italiani in base al numero di croceristi alle previsioni per il 2018 con i programmi dei porti già fissati con le grandi compagnie. Poi un focus di Stefano Carbonara sul cyber crimine applicato al mondo dello shopping con lo contromosse necessarie. Da Assologistica arrivano anche le indicazioni per il mondo dei porti e non solo, con tendenze e lacune da colmare. Ad Ancona, Napoli, Trieste, Venezia, Brindisi e Livorno sono dedicati tanti servizi sulle ultime notizie che giungono da questi scali dopo la riforma dei porti..
poseidone danese

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