Il Capo di Stato Maggiore Girardelli in visita alle Unità Navali di Mare Sicuro

ROMA – Venerdì 3 agosto il Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio di Squadra Valter Girardelli, ha visitato le unità navali inserite nel dispositivo dell’operazione Mare Sicuro.

Dapprima una breve sosta a Lampedusa, dove l’ammiraglio Girardelli, accompagnato dal Comandante in Capo della Squadra Navale, ammiraglio di squadra Donato Marzano, ha incontrato il Sindaco e il personale dell’Ufficio Circondariale Marittimo della Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera.Successivamente ha fatto visita al Comandante e all’equipaggio del pattugliatore Orione, in missione di Vigilanza Pesca, e poi si è spostato a bordo della fregata Rizzo, flagship dell’operazione Mare Sicuro, dove è stato accolto dal comandante tattico della stessa operazione, contrammiraglio Angelo Virdis.

A bordo di nave Rizzo, l’Ammiraglio Girardelli ha salutato in video conferenza tutti gli equipaggi delle unità impegnate nell’operazione compreso il moto trasporto costiero Gorgona, nel porto di Tripoli, che svolge attività di consulenza alla Marina e alla Guardia Costiera libica e supporto tecnico-logistico per il ripristino dei mezzi navali e degli equipaggiamenti.

Una comune giornata di agosto quella vissuta a bordo delle Unità navali ma allo stesso tempo una giornata significativa per la Forza Armata impegnata in prima linea con tutti i suoi quattro pilastri funzionali  operativo, logistico, formativo e quello relativo al Corpo delle capitanerie di Porto e Guardia costiera. Aspetti che lo stesso Capo di Stato Maggiore ha voluto sottolineare nel corso della sua allocuzione significando l’importanza della costante presenza dei mezzi della Marina Militare nei mari del mondo.  Sono tante le operazioni a cui la Marina Militare partecipa. Da quelle nazionali di Mare Sicuro e Vigilanza Pesca, a quelle NATO come Sea Guardian a quelle europee come EUNAVOFORMED  Sophia nel Mediterraneo e Atalanta nel corno d’Africa. L’impegno oltre gli stretti è testimoniato anche dalle navi e dagli equipaggi impiegati in Sinai nell’ambito degli Accordi di Pace di Camp David del 1978.  Un impegno costante di navi, sommergibili, aerei, elicotteri e personale della Brigata Marina San Marco con oltre 1500 uomini e donne che quotidianamente e con continuità garantiscono la sicurezza marittima e la tutela degli interessi nazionali, ovunque essi siano: le Unità della Marina Militare sono in attività operativa reale non appena escono dal porto indipendentemente dai compiti e dalla missione che vengono assegnati loro.  A queste si aggiungono tutte le attività degli uomini e donne delle Capitanerie di Porto, sempre più impegnati, soprattutto in questo periodo estivo lungo tutta la costa italiana.

Tale capacità e prontezza operativa è frutto di una formazione ed un addestramento costante degli equipaggi – ha poi spiegato l’ammiraglio Girardelli. Oggi abbiamo le Navi Vespucci, De La Penne, Palinuro, Orsa Maggiore, Caroly e Corsaro II  che svolgono un compito fondamentale impegnate in campagne addestrative per giovani allievi ufficiali, sottufficiali e marinai, molti dei quali, al termine, saranno avviati a bordo per il loro primo incarico operativo.

Il Capo di Stato Maggiore della Marina ha anche sottolineato l’impegno della Forza Armata a supporto della collettività con tutte le sue capacità complementari ricordando le attività di nave Alliance da poco rientrata dal Circolo Polare Artico, toccando la latitudine massima di 81°50’27”, con 23 ricercatori a bordo provenienti dai principali istituti di ricerca nazionali, internazionali e dall’industria privata. Ha poi indicato come mai come in questi ultimi anni l’area polare artica è di fondamentale importanza dal punto di vista ambientale, socio economico e geopolitico. Ha poi fatto menzione alle attività di bonifica ambientale condotte dal Gruppo Operativo Subacquei di Comsubin che hanno portato alla luce migliaia di residuati bellici pericolosi per la navigazione e per i bagnanti ma anche cimeli storici grazie alle immersioni con la tecnica di saturazione che permette, con il supporto di nave Anteo, interventi a favore delle sovrintendenze a rilevanti profondità e per lunghi periodi come sta avvenendo in questi giorni a capo Noli. L’ammiraglio Girardelli  ha infine menzionato anche le recenti scoperte di relitti affondati nel corso delle grandi guerre come la corazzata Roma. Di questi giorni il ritrovamento del relitto del Sommergibile Guglielmotti, reso possibile grazie alla sinergica attività dei mezzi e alla professionalità del gruppo mine e dragaggio, alla perizia dell’Istituto Idrografico e alla consulenza dell’Ufficio Storico. Scoperte utili ad arricchire le ricostruzioni storiche degli anni passati.

Un discorso a tutto campo, un’occasione per elogiare gli uomini e le donne della Marina Militare per il grande servizio reso al Paese, senza trascurare il lodevole supporto che le famiglie degli militari in mare forniscono ai loro congiunti; merito soprattutto loro perché sarebbe difficile operare in mare, lontani, senza poter contare su una famiglia unita e sempre vicina alla Forza Armata.

Ultimato l’incontro con gli equipaggi, l’Ammiraglio Girardelli, prima di lasciare l’area di operazioni, si è trasferito a bordo del cacciatorpediniere Durand de la Penne per incontrare gli allievi della seconda classe dell’Accademia Navale, impegnati nella Campagna Addestrativa 2018, seguendoli da vicino alle prese per la prima volta con la vita a bordo di una “nave grigia”.

MARINA MILITARE: LA NAVE SCUOLA PALINURO IN SOSTA A ISTANBUL DAL 6 AL 11 AGOSTO

ISTANBUL – E’ approdata questa mattina ad Istanbul in Turchia la nave scuola Palinuro della Marina Militare, dove resterà in sosta fino a sabato 11 agosto.Nave Palinuro è impegnata nella sua 54ª campagna d’istruzione e imbarca 33 allievi marescialli del corso “Kratos” della Scuola Sottufficiali di Taranto che, a bordo della nave, apprenderanno le scienze nautiche e marinaresche acquisendo così una conoscenza diretta delle varie attività associate all’esercizio della professione dell’“andar per mare” in modo da radicare un’adeguata padronanza e confidenza con il futuro ambiente di lavoro.

L’unità è partita lo scorso 23 luglio dal porto di Taranto e, dopo aver fatto sosta a Kos e ora a Istanbul, farà sosta a Costanza, Batumi, Cefalonia per poi rientrare in Italia a Reggio Calabria ed infine Livorno dove gli allievi marescialli sbarcheranno a conclusione della campagna addestrativa.

Durante la campagna d’istruzione 2018 nave Palinuro porta con sé la bandiera del Gaslini di Genova, donata alla nave dal presidente dell’Ospedale pediatrico lo scorso 17 maggio a La Spezia, in occasione degli 80 anni dell’istituto.Gli appassionati della tradizione velica e i semplici curiosi potranno invece visitare nave Palinuro nei seguenti giorni:
- 6 agosto, dalle 16:00 alle 19:00;
- 7 agosto, dalle 10:00 alle 12:00;
- 8–9–10 agosto, dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 16:00 alle 19:00.

A Bari la cerimonia di consegna della scultura “La Nave della Speranza”

BARI-Questa mattina, nella sala comitato della sede di Bari dell’AdSP MAM, è stata presentata la cerimonia di consegna, alla Città Metropolitana di Bari, e messa in posa, nell’area doganale, l’opera scultorea “La  Nave Della Speranza”(Anija e Shpreses), della giovane scultrice albanese Ledi Shabani.

La Scultura celebra l’attracco nel porto di Bari della Nave Vlora, con a bordo ventimila albanesi, l’8 Agosto del 1991. Un gesto per ringraziare simbolicamente la città di Bari e il suo porto, per l’accoglienza riservata ai suoi connazionali in un momento storico così drammatico per il Paese delle Aquile.

Un’idea della scultrice Ledi Shabani, laureata in scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Bari, che ha relizzato l’opera e che Noi che L’Arte – Associazione per la promozione dei giovani artisti, ha promosso e patrocinato con particolare impegno fin da subito.

Ledi Shabani:”Il messaggio dell’opera è un grande ringraziamento, soprattutto alla città di Bari, al popolo di Bari, che hanno condiviso questa esperienza, questo fenomeno dell’arrivo della nave Vlora nel 1991. Pur essendo stata, in quel periodo, molto piccola, la mia esperienza vuole raccontare qualcosa con questa opera della mia permanenza a Bari, ho deciso che dovevo dare qualcosa a questo Paese, a questa città. Un progetto che non poteva nascere senza l’apporto del presidente Massino Diodati dell’associazione Noi che L’Arte e lo ringrazio con tutto il mio cuore, per avermi dato la possibilità di arrivare a questo obiettivo, al messaggio che voglio trasmettere e cioè creare un -Ponte tra l’Italia e l’Albania-”.

Il prof. Ugo Patroni Griffi, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Meridionale:”Un evento epocale, ricordo un mio maestro il prof. Dalfino che si era prestato al servizio pubblico per fare il sindaco della città di Bari, e che ha gestito questo evento con umanità e tenendo la schiena dritta, recuperando quello spirito della borghesia meridionale più autentico, che hanno in particolar modo i pugliesi e i baresi. Oggi quei ventimila albanesi sono, in gran parte, cittadini italiani, perfettamente integrati, molti dei loro figli sono miei studenti all’università. Una bella storia che è iniziata tanti anni fa e che continua nel segno del ponte tra le civiltà. Questa scultura rappresenta la storia che va ricordata, noi abbiamo dei fatti che sono accaduti e che sono importanti e che vanno tramandati. La memoria va tramandata soprattutto ai giovani, che non sanno cosa c’è stato e quindi possono trarre dalla storia un insegnamento. Questa scultura racconta l’ospitalità di questa città, persino ricordata dal Papa e per questo lo farò scrivere a lettere cubitali, all’ingresso del porto -Bari, città dell’incontro, città dell’accoglienza-”.

Il Console Generale d’Italia a Valona, la Dr.ssa Luana Alita Micheli, Madrina dell’evento, interviene:”La storia della Vlora la conosciamo tutti, è la storia di un viaggio della speranza, io ero piccola quando la nave è arrivata in Italia, ma ricordo perfettamente le immagini dell’arrivo e ricordo il clima che abbiamo vissuto. E’ stata una storia di accoglienza, forse nei primi momenti anche un po’ di paura, poi c’è stata accoglienza, c’è stata una apertura di braccia, una città intera si è messa in moto per accogliere. Io, da un’anno e mezzo, sono Console a Valona, forse la città più italiana dell’Albania, e sono stata accolta con grandissima disponibilità, sono una cittadina di Valona. Ho colto una frase che per me riassume lo spirito di questa giornata -gratitudine è una parola, ma quando si concretizza in un gesto, è una dimostrazione di quella gratitudine che si intende manifestare, non a parole-.
La nave Vlora nel 91 è arrivata con persone piene di speranza, la nave Vlora adesso è qui, è un ponte, un ponte di solidarietà, di amicizia, di coesione, è un ponte tra due coste, tra due popoli molto simili e che si amano. Benvenuta nave Vlora, bentornata!”.

L’Assessore alle Culture, Turismo, Partecipazione e Attuazione del Programma, Silvio Maselli:”I nostri fratelli, concittadini albanesi, rappresentano il secondo popolo, tra quelli che hanno scelto di eleggere la propria residenza a Bari. La vicenda della Vlora rappresenta l’acme di una crisi che colpì quel paese, il crollo delle finanziarie, la drammatica caduta del profitto, delle imprese e la necessità di chiudere appunto le imprese, ogni investimento, chiudere ogni -rubinetto-; poi alla crisi politica seguì, ovviamente, l’esodo in massa, il primo grande esodo della fine del -secolo breve-, come lo definì Hobsbawm, uno dei più grandi storici del novecento. Un secolo che si è aperto con la Prima Guerra Mondiale e che si è chiuso con la caduta del Muro di Berlino e la crisi di tutto il mondo (Ex), il mondo ex-comunista che è crollato e dalle sue macerie è risorto un mondo del tutto inedito, che noi occidentali, noi italiani del sud abbiamo, anche, contribuito, aiutato a rigenerare, a ricostruire.

Mi viene in mente, facilmente, come simbolo dell’amicizia tra i nostri popoli, quel ponte che unisce le due sponde di un fiume di una città meravigliosa come Mostar, realizzato, ricostruito dall’esercito italiano, occorso in soccorso delle popolazioni colpite da un conflitto etnico, tragico, appunto quello che ha colpito l’ex-Jugoslavia. Che ha lambito, soltanto marginalmente, l’Albania, che come è noto non faceva parte della ex-Jugoslavia, ma che fatalmente, pur dentro un delirio isolazionista di Enver Hoxha, risentiva di questa straordinaria capacità del mondo slavo di essere altro rispetto alla Russia sovietica ed altro rispetto all’occidente capitalistico.

In questa alterità c’è la forza del popolo albanese, un popolo profondamente cattolico ed in parte musulmano, che ha resistito durante gli anni di Enver Hoxha, alle persecuzioni che venivano sottoposti i cattolici di quel paese. Un paese pieno di risorse, bellissimo, che vi invito a vedere, perchè noi conosciamo pochissimo l’Albania ma conosciamo tantissimo gli albanesi, perchè nostri fratelli, nostri concittadini. Portare a casa la Vlora è un simbolo che possa aiutare tutti coloro i quali operano il bene della nostra comunità e il bene della nostra comunità coincide con i valori scritti nei primi dodici articoli della nostra Carta Costituzionale. Qualunque sia il vostro credo, la vostra religione, qualunque sia la nostra sensibilità culturale , dentro quei dodici articoli, le nostre -dodici tavole laiche-, sono scolpite le regole della nostra convivenza e le ragioni che ci tengono uniti”.

Il Console Generale dell’Albania a Bari, Adria Haskai:”Per noi, l’arrivo della nave Vlora, è come per la Germania, la caduta del Muro di Berlino. E’ stata un’apertura verso il mondo libero e democratico, e grazie alla politica italiana che ha accolto la nave Vlora e tutte quelle che sono arrivate prima e dopo quella nave. Grazie a quella politica in Italia ci sono circa cinquecentomila albanesi, che vivono con le loro famiglie e sono ben integrati. Si è creato un grande ponte tra l’Italia e l’Albania”.

Il Capitano di Vascello della Capitaneria di Prto di Bari, Luigi Leotta:”L’8 Agosto del 1991 la nave Vlora attraccò nel porto di Bari con oltre ventimila persone e la Guardia costiera allora fece il suo ruolo di salvaguardia della vita umana in mare. Come ben sapete, noi come Stato italiano abbiamo ratificato la Convenzione di Amburgo e quindi, come impegni istituzionali, il primo compito della Guardia Costiera è la salvaguardia della vita umana in mare. Il porto di Bari è stato un porto di accoglienza e non dobbiamo dimenticare i valori degli italiani, non dobbiamo dimenticare il ruolo della Guardia Costiera e della Marina Italiana, dove l’accoglienza e la salvaguardia sono i valori principali per una convivenza sociale”.

Don Franco Lanzolla, Cappellano del porto, in rappresentanza del Vescovo Mons. Francesco Cacucci:”Papa Francesco ha definito Bari una -finestra verso l’Oriente-. Noi per secoli abbiamo avuto paura dell’Oriente, in passato, si voleva fare della Puglia la più grande portaerei per difendere l’Occidente dai missili dell’ex Unione Sovietica; e Don Tonino Bello volle scrivere, fu anche rimproverato dal Ministro degli Esteri del tempo, che la Puglia non era un arco di guerra ma un’arca per accogliere la convivialità dei popoli. La Puglia ha una grande bellezza ed è sempre stato un luogo di dialogo e di unione. Noi siamo un popolo che vive la bellezza dell’accoglienza. Noi siamo stati quelli che, vent’anni prima rispetto a Lampedusa, abbiamo percorso storicamente un profilo culturale, alla luce di quella Carta Costituzionale, che non è sulla carta ma è nella carne di questo popolo. Un monumento, questo, che rappresenta la volontà di ricucire gli strappi che alcune prepotenze e alcune ideologie chiudono, fanno i muri, ma nel cuore dell’uomo c’è il desiderio di fraternità, di giustizia, di solidarietà”.

Salvatore Carruezzo

 


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Il porto: bene pubblico che guarda al privato, strizzando l’occhio alla Blue Economy

Demanio pubblico marittimo è quella grande famiglia di beni giuridici che, oggi molto più di ieri, sta creando momenti di insonnia ai vertici ed alla governance delle nuove Adsp, per la velocita di adeguamento alle nuove sfide trasportistiche e di logistica del porto, in cui e con le quali, necessariamente, bisogna confrontarsi in un panorama economico che tende alla globalizzazione, non solo nel continente ma anche tra continenti.

Se volessimo introdurre e rispolverare il paragrafo dei beni pubblici destinati alla navigazione, verrebbe in mente non solo il porto ma anche il lido, le rade, le lagune, le foci, i bacini di acqua, salsa o salmastra, i canali, la spiaggia con le possibili pertinenze che ne caratterizzano un uso comune od un uso speciale, ovvero quest’ultimo rapportato alla nota e fondamentale disciplina giuridica dell’art.lo 18 della legge 84/94 dettagliato in concessione di aree e banchine comprese nell’ambito portuale.

Quindi e sintetizzando un porto, principe del demanio marittimo come complesso di beni destinati a soddisfare gli interessi pubblici, riguardanti la navigazione ed il traffico marittimo unitamente alla realizzazione ed alla gestione di opere attinenti proprio le attività marittime medesime ed alle attività specialistiche portuali presenti nel già richiamato ambito portuale anche a domanda. Questa introduzione nozionistica chiarisce ancor più, ove ve ne fosse bisogno, come la disciplina giuridica del bene demaniale marittimo é speciale incardinandosi nella legge 84, ma sviluppandosi sull’humus dell’uso del bene pubblico mantenendone le caratteristiche tipiche della qualificazione ex articolo 822 codice civile. E si, il pubblico uso. Qui si apre la tripartita classificazione tra uso proprio della PA, uso attribuito alla collettività indistintamente ed uso ai concessionari, tema gradito allo scrivente, ed alle evoluzioni economiche gestionali della Governance delle Adsp come riorganizzate di recente in Italia.

Circumnavighiamo la distinzione tra i beni del demanio costiero riconducibili peraltro all’articolo 36 cod. navigazione ed il demanio portuale inserito nello schema, articolato e complesso, dell’articolo 18 e 16 della legge di riforma sui porti Italiani, per sottolineare come i provvedimenti autorizzativi che seguono le procedure ad evidenza pubblica propedeutiche al rilascio della concessione, possano intendersi come concessione su cose o beni, concessioni di produzione, concessioni di beni attrezzati o strumentali rispetto ai servizi portuali medesimi. Questo apre le porte spalancate ai venti che soffiano nella direzione di un porto inteso come una dinamica infrastruttura del trasporto con il pallino dello snodo logistico da e per la retroportualità urbana e di sistema (portuale).

Questo sintetico assioma ha scatenato negli ultimi cinque/otto anni la produzione di norme orientativa e prescrittive della Comunità Europea, che se pur finanziando investimenti, ora pare agguerrita nel rapporto con il nostro diritto interno commerciale e privato al fine di riprodurre fermi “approdi” giuridici fondati sulla pubblica evidenza delle procedure di assegnazione o rinnovo delle concessioni demaniali specie in materia di operazioni portuali ex articolo 16 legge 84/94 cuore pulsante dell’efficientamento dei porti e quindi del loro gradimento ai players nazionali ed internazionali, desiderosi di piattaforme logistiche veloci e di interscambio trasportistico.

Insomma un porto ad infrastruttura essenziale a cui possono o devono accedere i concorrenti per poter fornire i propri servizi ai clienti, rilevando come una impresa che possegga ed utilizzi, essa stessa, una installazione essenziale, ovvero senza la quale i suoi concorrenti non potrebbero fornire i servizi o che ne rifiuti l’accesso a detta installazione per soddisfare l’interesse dei clienti, commette abuso di condotta dominante strettissima, sia agli organi giurisdizionali nazionali che a quelli di “controllo” della Comunità europea. Una ratio iuris sulla concessione demaniale marittima che, se pur nelle sovrapponibili, ma omogenee linee sistematiche di lettura tra l’articolo 36, 16 e 18, questi ultimi della legge 84/94, stigmatizza come il bene pubblico trasla al privato concessionario richiedente tuttuno con le attività e le operazioni portuali, che nella ipotesi del terminalista, ne esalta la potenza amministrativa e tecnica di chiara natura economica se pur commisurata all’uso del bene, che abbiamo chiarito essere un uso speciale e qui di predeterminato e conosciuto nella disponibilità anteriore l’avvio del procedimento amministrativo.

Tralasciando per ora le problematiche delle cosiddette concessioni miste e quelle rilasciate, previo lo strumento degli accordi amministrativi richiamanti le conferenze di servizio decisorie, in questa sede si vuole tratteggiare, soltando per ora, l’evoluzione in chiave imprenditoriale e di politica economica dei porti, che tali concessioni hanno avuto negli ultimi quindici anni e stanno avendo proprio nei correnti mesi di cambiamento sia a causa di potenziali e future rotte che di nuove linee di finanziamento, come assegnate agli scali nazionali, alla correlazione tra sviluppo industriale, commerciale, ro ro e di passeggeri con la blue economy di cui poco si sente parlare (o quanto meno marginalmente rispetto ai fattori di sviluppo portuale ed urbano connessi a questa teoria economico finanziaria). Non volendo addentrarmi proprio nelle teorie economiche formulate da noti economisti, tra i quali spiccano quelli americani e belgi, qui si richiama il significato che distanzia la blue e., da teorie consumistiche od orientate alla sola tutela ambientale. La aziendalistica e finalistica, in chiave del rapporto costi benefici agevolazioni, blue economy affonda le basi nell’ecosistema naturale, che utilizzando la creatività e la innovazione tecnologica spinta, assicura una piena sostenibilità sia degli investimenti che dell’utilizzo a regime degli stessi in piena autosufficienza, strizzando l’occhio ai costi, fissi e variabili, dei rifiuti materia inmancabile.

Un ecosistema circolare dove l’attenzione massima dell’investimento portuale deve tener conto sia delle materie prime utilizzabili per il ciclo industriale, ma deve altresì guardare l’ambiente in cui si va ad operare, proprio per chiudere, in esso stesso, il ciclo che geometricamente passerà dal più noto lineare a quello ecocompatibile indicato come circolare.
Ed è proprio questo nuovissimo approccio che, d’altro canto, sposa il già naturale ambiente marittimo nella antica  concezione, qui richiamabile del porto come luogo di scambio delle merci tra il mare e la terra, che ci deve far comprendere che se, esasperando per un momento il concetto provocariamente ed immaginando una perfezione dei fattori materiali quasi da fede religiosa, che si possa costruire un porto anche solo turistico ma con servizi terra mare in una porzione di mare o di laguna tratteggiata e classificata come oasi protetta, la teoria della Blue E. sfondera’ nelle menti e nei programmi business-plain dei nostri porti, ovvero sarà oggetto di prescrizioni provvedimentali concessori, avendo cura di considerare come l’ambiente non è una risorsa gratuita e che il rifiuto è un fattore di scarto che va letto come fonte di produzione e di benefici economici considerevoli…nella circolarità produttiva innovativa de quo.

Un augurio alle necessarie interazioni scientifiche e di studio che debbono, ancora, familiarizzare  molto con le linee di pensiero prossime il benessere degli ecosistemi naturali; quello che oggi appare un canovaccio sul quale porre forti basi di strategia futura di sviluppo, (a differenza della digitalizzazione e del passaggio condiviso delle i formazioni con le apposite piattaforme informatiche portauli che trova il paese Italia in progress) presto e guardando le esperienze di altri continenti, potrà essere il timone e la rotta di uno sviluppo che allenta di molto l’impatto strutturale che il porto, spesso può avere col circuito urbano delle cives contermini in una nazione sostanzialmente baciata dagli elementi della natura tra i quali svetta il mare. E sarebbe, al pari del valore delle azioni o delle obbligazioni in una Spa, una solida obbligazione naturale…nel cambiamento societario delle Adsp, a vedersi nel quinquennio 2018/2022. Ma questo è un altro argomento ancorpiù tecnico ed emozionale, non poco mi consentirete di dire, se confrontato con le forti ed aggreganti tradizioni giuridiche con le quali si opera sul nostro Stivale

Teodoro Nigro

APM TERMINALS VADO LIGURE: RAFFAELLO CIONI È IL NUOVO CHIEF OPERATING OFFICER

VADO LIGURE – Nato a Livorno, una laurea in Economia e Commercio all’Univeristà di Pisa, Cioni ha ricoperto per quasi trent’anni posizioni di grande responsabilità in ambito terminalistico.

Nel 2000 Director of Operations presso il Container Terminal di La Spezia, dal 2002 è Terminal Manager presso il Terminal Darsena Toscana Livorno e, con lo stesso ruolo, presso Container Terminal di La Spezia.Nel 2005 approda al Cagliari International Container Terminal in qualità di General Manager e nel 2009 diventa Commercial Director Maritime Sales presso Contship Italia Group, gruppo leader di mercato nel business dei terminal container marittimi e nel trasporto intermodale.

Raffaello Cioni porta a Vado Ligure la sua vasta esperienza nel settore terminalistico. Avrà il compito di definire e ottimizzare i processi del terminal in costruzione, insieme alla responsabilità di acquisti e manutenzione degli impianti di movimentazione.

Tale nomina rientra nel quadro di sviluppo delle attività di APM Terminals a Vado Ligure; il Dott. Cioni si unirà infatti alla squadra manageriale del Managing Director Paolo Cornetto impegnata nello sviluppo di Reefer Terminal e nel completamento e avvio delle attività della nuova Piattaforma. Un team sempre in crescita, quello di Cornetto, che ha visto di recente anche l’arrivo di un nuovo Head of Maintenance and Repair, l’Ing. Roberto Migliardi.

“Sono convinto” ha dichiarato Cornetto “che le qualità umane e professionali di Raffaello, unite all’impegno e alla passione dei nostri colleghi, permetteranno di esprimere al meglio le grandi potenzialità del nostro terminal, per il quale ci siamo posti fin dal principio traguardi ambiziosi, in linea con le altissime professionalità che operano all’interno della nostra squadra.”

MARINA MILITARE: NAVE VESPUCCI IN SOSTA A REYKJAVIK DAL 3 AL 6 AGOSTO

REYKJAVIK – La Nave Scuola Amerigo Vespucci della Marina Militare è ormeggiata questa mattina nel porto di Reykjavik (Islanda), dove sosterà fino al prossimo 6 agosto per la terza tappa della Campagna d’Istruzione 2018.

A bordo della “nave più bella del Mondo” i 124 allievi dell’Accademia Navale di Livorno hanno avvicendato a inizio luglio gli allievi Volontari in Ferma Prefissata Quadriennale (VFP4) della Scuola Sottufficiali di La Maddalena.Nei prossimi mesi saranno gli ambasciatori dell’eccellenza italiana e del prestigio delle Forze Armate del nostro Paese per il mondo attraverso la partecipazione ad eventi culturali e promozionali, in collaborazione con le rappresentanze diplomatiche nazionali dei Paesi oggetto di sosta.

La campagna d’istruzione a bordo di Nave Vespucci rappresenta un elemento cardine nella formazione del personale della Marina Militare che viene infatti impegnato in numerose attività didattiche ed addestrative nell’ambito delle discipline marinaresche e della formazione etico-militare, al fine di far propri i valori di fedeltà, disciplina e senso del dovere e acquisire l’importanza del lavoro di squadra, che caratterizza ogni marinaio nell’assolvimento dei compiti della forza armata al servizio della collettività.

La scelta quale Unità addestrativa di Nave Vespucci, una nave a vela che oggi è equipaggiata con moderni sistemi, rappresenta il giusto connubio che lega le tradizioni della Marina Militare alla moderna tecnologia e questo consente, al personale in formazione a bordo, di imparare ad operare al contempo sia con le tecniche usate nel passato che con quelle usate oggi sulle unità della Squadra navale, dove saranno impiegati nel futuro.

Tra l’altro, l’impiego di una unità a vela come il Vespucci nelle Campagne d’Istruzione è la testimonianza della forte attenzione e sensibilità che pone la Marina Militare sulle tematiche ambientali e sull’importanza della diffusione di un`educazione marinara volta al rispetto, alla tutela e alla valorizzazione del mare come risorsa.Nave Vespucci approda in Islanda per la prima volta nella sua storia e la sosta rappresenta inoltre l’occasione per incontrare la comunità italiana, che qui risiede e lavora. Dopo Reykjavik, la nave scuola della Marina Militare italiana raggiungerà Amburgo, in Germania, dove farà sosta dopo cinque anni. Media partner: Rai, RTV San Marino, RTL 102.5, Report Difesa e Agenzia Nova.

Nel corso della sosta, Nave Amerigo Vespucci sarà ormeggiata presso la banchina Aegisgardur e sarà aperta alle visite al pubblico venerdì 3 agosto dalle 15.00 alle 17.30, sabato 4 agosto dalle 11.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 17.30 e domenica 5 agosto dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 21.00.

INIZIATIVA HSA e COMSUBIN PER L’IMMERSIONE A PORTO VENERE DI 55 SUB DISABILI

PORTO VENERE – Un trionfo di gioia per tutti, un vero record! Immersioni, sorrisi, emozioni e abbracci tra vecchi e nuovi amici. Non ci sono parole per esprimere la felicità e la soddisfazione dei partecipanti.

Dopo la cerimonia di apertura, in cui sono intervenuti il Presidente HSA Italia Aldo Torti, il comandante del Comsubin Contrammiraglio Paolo Pezzutti, il Capo Nucleo Informazione del Comsubin comandante Giampaolo Trucco e il Sindaco di Porto Venere Matteo Cozzani, i partecipanti hanno letteralmente invaso lo specchio d’acqua antistante la grotta Byron. In immersione oltre 230 persone tra subacquei disabili, Istruttori e staff HSA, Incursori e Palombari della Marina Militare Italiana: un fiume in piena di bolle!

Professionalità, competenza, integrazione e alto valore sociale è quello che traspare in tutti gli eventi organizzati da HSA; valori questi che sono anche espressione dei tanti club e scuole HSA intervenute, che rappresentano uno spaccato del vasto movimento HSA.

ENIT-ASSOPORTI: Protocollo d’intesa per promuovere Legame Porto-città

ROMA – Nei giorni scorsi, Assoporti ha sottoscritto un protocollo d’intesa con l’ENIT (Ente Nazionale Italiano del Turismo). Lo scopo dell’accordo è quello di lavorare congiuntamente su iniziative di promozione e sviluppo dei territori circostanti le aree portuali.

Al fine di individuare tutte le azioni sia in tema di partecipazione ad eventi, sia in tema di sviluppo di materiale informativo, è stato costituito un gruppo di lavoro che ogni anno determinerà i temi di interesse.

Uno degli scopi principali è quello di incentivare e consolidare il legame tra i porti e il territorio circostante, soprattutto in relazione all’offerta turistica del Paese.“Anche quest’accordo va nella direzione di collaborare con altri player del nostro settore.” ha commentato il Presidente di Assoporti, Zeno D’Agostino, margine della firma dell’intesa, “Assoporti si è posta degli obiettivi in materia di promozione territoriale e rapporto tra porto e città e ritengo che insieme all’ENIT possiamo fare un lavoro importante a servizio delle AdSP. Il settore delle crociere rappresenta un segmento di traffico interessante che si collega ai territori e allo sviluppo dell’offerta turistica.”

MARINA MILITARE: AD AUGUSTA CAMBIO AL COMANDO TATTICO DELL’OPERAZIONE MARE SICURO

AUGUSTA – Giovedì 2 agosto a bordo della fregata Virginio Fasan, ormeggiata nel porto di Augusta si svolgerà la cerimonia di avvicendamento al comando tattico dell’Operazione Mare Sicuro; alla presenza del Comandante in Capo della Squadra Navale, Ammiraglio di Squadra Donato Marzano, il contrammiraglio Andrea Cottini passerà il testimone al Contrammiraglio Angelo Virdis.

L’Operazione MARE SICURO, avviata il 12 marzo 2015 a seguito dell’evolversi della crisi libica, prevede il dispiegamento di un dispositivo aeronavale allo scopo di garantire attività di presenza, sorveglianza e sicurezza marittima nel Mediterraneo centrale e nello Stretto di Sicilia, in applicazione della legislazione nazionale e degli accordi internazionali vigenti.

Le unità d’altura incluse nel dispositivo aeronavale operano in un’area di mare di circa 160.000 km quadrati assicurando presenza e sorveglianza, tutela degli interessi nazionali, sicurezza delle attività marittime di interesse nazionale, protezione delle linee di comunicazione e delle navi commerciali in transito, protezione delle fonti energetiche strategiche d’interesse nazionale e la sorveglianza dei possibili movimenti delle formazioni jihadiste, nonché per assicurare la necessaria cornice di sicurezza alle operazioni dei mezzi nazionali in Mediterraneo centrale.

Dal 1 gennaio 2018, i compiti della missione sono stati ampliati ed ora comprendono le attività di supporto e di sostegno alla Guardia Costiera e alla Marina Militare libiche rafforzando quanto già in atto da parte della Marina Militare che opera nel Mediterraneo.L’attività di ripristino dell’efficienza di mezzi navali libici, iniziata a luglio 2017 dalle varie unità ausiliarie della Marina italiana che si sono alternate in porto a Tripoli, ha permesso di riparare 9 navi (6 per la marina e 3 per la guardia costiera libiche) portando il livello di efficienza della flotta a circa il 90% e consentendo di incrementare la capacità della forze marittime libiche di contrastare efficacemente i traffici illeciti e condurre operazioni SAR nella propria area di responsabilità.Il 2 agosto la fregata Fasan cederà l’incarico di nave sede di comando alla fregata pari classe Luigi Rizzo.

PORTO DI ANCONA: PIU’ DI 39 MILA PASSEGGERI PER IL PRIMO WEEK END DI AGOSTO

ANCONA – Sono oltre 39.300 i passeggeri in transito nel porto di Ancona nel primo week end di agosto: oltre 36.500 sui traghetti e circa 2.800 a bordo della MSC Sinfonia in arrivo venerdì alle 10 da Dubrovnik e in partenza alle 18 per Venezia. Si tratta di numeri in crescita (+5%) rispetto al pur ottimo risultato del primo weekend di agosto dello scorso anno, quando erano transitate dal porto 37.368 persone.

Per quanto riguarda il traffico sui traghetti, sono circa 25.500 i passeggeri in partenza e arrivo dalla Grecia, pari al 69% del traffico del weekend, con 2 navi il venerdì, 3 sabato e 2 domenica. Sulla direttrice croata sono oltre 8.200 i passeggeri in transito, con 3 navi in arrivo e partenza il venerdì, 2 sabato e 2 domenica. Sulla direttrice albanese sono circa i 2.800 i transiti a bordo dei traghetti in arrivo e partenza venerdì e sabato. Complessivamente sono quindi 16 i traghetti in transito nel weekend ed il traffico passeggeri su traghetti registra una crescita del 6% rispetto allo scorso anno, quando le persone in arrivo e partenza furono 34.604.Le auto al seguito dei passeggeri del porto di Ancona in questo fine settimana sono circa 9.000 (+ 8% rispetto allo stesso weekend 2017).

Per affrontare il grande flusso di viaggiatori è stato potenziato il consueto dispositivo di supporto e assistenza. Sempre a disposizione dei passeggeri, tranne il venerdì che è dedicato ai crocieristi della MSC Sinfonia, il terminal crociere dotato di aria condizionata e la sala climatizzata della vecchia biglietteria, al piano terra della sede dell’Adsp. In biglietteria è presente un presidio della Croce Rossa Italiana, con un’ambulanza e tre operatori. Il personale di servizio, oltre ad occuparsi dell’indirizzamento del traffico, è disponibile a qualsiasi ora per far fronte ad eventuali imprevisti relativi al traffico traghetti. In caso di lunghe attese provvede alla distribuzione di acqua a chi è in fila nelle auto, che devono rimanere spente durante la sosta in banchina.

“Il grande afflusso di passeggeri è un risultato positivo che si conquista giorno per giorno grazie all’importante lavoro di squadra delle donne e degli uomini delle Istituzioni, delle Agenzie Marittime e dei Servizi tecnico nautici” ha dichiarato il Presidente dell’ADSP Rodolfo Giampieri. “L’attività di coordinamento svolto dal Prefetto di Ancona, Dott. Antonio D’Acunto consente a tutti i soggetti coinvolti di gestire in maniera efficace anche questa calda fase dell’esodo estivo. A tutti loro va il mio personale ringraziamento perché il lavoro svolto bene diventa vetrina positiva della città e del territorio”.

IL NAUTILUS Anno 13 N°2

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato ad Assologistica e alle idee per il futuro messe insieme dall’associazione di categoria: le commissioni interne hanno espresso i loro orientamenti in maniera dettagliata e su questo tracciato si disegnano le decisioni future. All’interno di questo numero troverete anche tante informazioni sui porti di Livorno, Piombino, Trieste, Civitavecchia, Venezia e Genova ma anche le direttive internazionali sull’utilizzo di Gnl per uso energetico e la Brexit.
poseidone danese

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