I porti europei non vogliono sostenere i costi dei rifiuti delle navi

BRUXELLES – “Siamo fermamente convinti che il principio ‘chi inquina paga’ debba essere meglio sostenuto e rafforzato nella nuova direttiva. Non possiamo accettare un regime in base al quale le navi non vengono incentivate a limitare i rifiuti alla fonte e i porti devono sostenere i costi di consegna di importi irragionevoli”. Questo è quanto, Isabelle Ryckbost, Segretario generale dell’ESPO, ha dichiarato in merito alle proposte in discussione al Parlamento europeo.

L’European Sea Ports Organization ha accolto con favore le proposte avanzate dal relatore, Ms.Gesine Meissner, in Parlamento europeo del progetto della Commissione Trasporti sulla revisione della direttiva sulle strutture di accoglienza dei rifiuti (Waste Reception Facilities Directive (Com (2018) 33)). Tale progetto mira a salvaguardare meglio l’ambiente marino e soprattutto a ridurre gli oneri amministrativi per le parti interessate.

Finalmente è stata chiarita e puntualizzata la definizione di “rifiuto di ristorazione” che aumenterebbe la quantità di plastica riciclata, contribuendo così agli obiettivi della strategia europea sulle materie plastiche. Si propone l’introduzione di un sistema tariffario (basso e non equo per tipo di navi) in base al quale le navi consegnerebbero quantità irragionevoli di spazzatura, compresi i rifiuti pericolosi a pagamento. Questo rappresenta una vera e propria divergenza dal principio “chi inquina paga” – caposaldo della politica ambientale dell’UE – scoraggiando la riduzione dei rifiuti alla fonte. Anzi, tale principio per l’ESPO va rafforzato e l’organizzazione dei porti si dichiara contraria a un rimborso automatico per le green ship (le cd navi verdi). Infatti, qualsiasi sconto per queste navi verdi, se non corrisponde a una riduzione dei costi reali, dovrà essere sostenuto dalle Autorità portuali. Sappiamo che non tutti gli enti di gestione portuale (AP o AdSP in Europa) hanno capacità finanziaria tale da coprire i costi e/o di concedere tali riduzioni.

Inoltre, la proposta della Commissione Trasporti, riduzione dei costi, impedirebbe ai porti stessi di gestire le sfide ambientali. In alcune aree portuali dell’Europa l’inquinamento da rifiuti è una grande preoccupazione ambientale; come, in altri porti va salvaguardata l’aria e controllate le emissioni; e ancora i relativi rimborsi e/o riduzioni dei costi non sono uniformi in tutti i porti dell’UE proprio per le diversità di modelli di business, di contratti e di governance. Per questo la direttiva in discussione in Parlamento europeo va ulteriormente ottimizzata. “Deploro che venga presentata una proposta al Consiglio quando il Parlamento non ha espresso opinioni e i negoziati con il Consiglio non sono nemmeno iniziati. Questa iniziativa sembra aggirare il processo democratico in corso e manca di legittimità”- ha concluso il Segretario generale dell’ESPO.

 

Abele Carruezzo

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Il ciclo delle operazioni e dei servizi portuali in una prospettiva europeista di cambiamenti strutturali delle Adsp

Venti di tramontana soffiano, oramai costanti, sulle Adsp del sistema portuale Italiano, come più volte sottolineato dalla Corte di Giustizia Europea, sinergica con la Commissione determinanti nell’ affidare all’Italia il recepimento di principi e norme tutte volte alla creazione della concorrenza, sia in materia di servizi e lavoro portuale che in materia di circolazione delle merci, evitando posizioni dominanti ma piuttosto richiamando il concetto del mercato e dei traffici rilevanti.

La lettura sistematica degli art.li 16 e 18 della legge 84/94 riporta al concetto di sovrapposizione all’evidenza pubblica, in quanto i destinatari delle concessioni e dei servizi portuali acquisiscono una occasione di guadagno pur sempre se soggetti operanti sul mercato e quindi obbligati ad accettare una adeguata forma di pubblicità, proprio con riferimento al procedimento concessorio demaniale marittimo come schematizzato nei regolamenti della adsp oramai ben pubblicati sugli albi pretori.

Operazioni e servizi portuali, quindi, fonte di sicuro guadagno per i privati imprenditori anche nel caso di attività  specialistiche complementari al ciclo delle operazioni portuali medesime, ovvero anche nel caso di servizi ancillari alla navigazione pur sempre generali ma in linea con la tutela del porto, la sicurezza delle acque portuali e la tutela dell’ambiente. Fatte queste brevi premesse, sorge spontanea l’osservazione che più che di libero mercato “interno” alla circoscrizione portuale, si parla di monopolio secondo una struttura di controllo sovranazionale che parte dallo Stato per finire alla periferia con le Autorità marittime od le Adsp, espressione della cordata dei controlli della macchina pubblica.

Eppure parliamo di enti non economici e di servizi pubblici esercitabili con le potestà proprie delle funzioni pubbliche e che poco incide la classificazione dei porti per categoria e per classi, allorquando nel marzo 2018 il MIT è nuovamente intervenuto in materia di concessioni di aree demaniali marittime e banchine portuali ex art. 18 legge 84/94, ribadendo la pubblicizzazione e la comparazione delle istanze di rinnovo e/o rilascio delle concessioni del mare ex art. 84/94, traguardando il miglioramento della competitività del sistema portuale globalmente inteso, l’aumento dei traffici di merci e di passeggeri, la promozione dell’intermodalità come indicato proprio nel correttivo del n.232 del 2017 con il quale, tra gli altri, si modificano alcuni articoli delle legge madre n.84/94, la legge di riordino in materia di legislazione portuale.

Ruolo importante viene dato al PGTL (piano generale dei trasporti e della logistica) da cui dipendono i piani regolatori portuali, vera fotografia delle doti manageriali e di programmazione del singolo scalo portuale, in sintonia anche con la città ospitante e la sua retroportualità. Ma si osserva: ambito ed assetto del porto comprese le aree destinate alle attività della cantieristica e delle infrastrutture stradali e ferroviarie, in armonizzazione con la pianificazione urbanistica della città ospitante, il tutto per il tramite di intese riusciranno mai ad efficientare la volontà del legislatore attento ai risultati economici e di produttività?

Non é facile esserne certi, nel medio e nel lungo periodo, anche perchè le aree geografiche italiane sono molto differenti tra loro. Ebbene l’articolata e complessa macchina burocratica portuale, oggi adsp, rappresenta un ente di diritto pubblico non economico dotata di autonomia finanziaria e di bilancio, assoggettate al potere di vigilanza del Governo, fornita di personalità giuridica improntata ai principi di economica e di efficacia con una attenzione a quello della semplificazione; ma come si concilia il rispetto dei conclamati principi fondamentali di diritto amministrativo con il controllo economico della convenienza del rilascio di determinate concessioni demaniali a tizio invece che a Caio? Come si possono immaginare azionate forme di libera concorrenza commerciale con chiare impronte di corporativismo dell’impresa e del suo mercato del lavoro ancora protetto (si pensi all’art.17 della legge 84/94)? Come si sposeranno gli interessi locali con lo sviluppo del porto in intesa con gli enti locali ospitanti la asdp?

A questo punto, in un percorso ancora ad armi spuntate proprio per i presidenti ed i componenti il Comitato di gestione, cambierebbero le aspettative e le vesti giuridiche delle Adsp, non più conformi a sistemi calati dall’alto ed identici per tutte sul territorio Italiano, già pagante dazio per il ritardo dello sviluppo del sistema trasportistici integrato.
Voglio pensare, ad un percorso ad oggi “accidentato e rischioso”, più per la mancanza delle norme adeguate capaci di leggere le dinamiche evolutive e commerciali del sistema porti, che per difficoltà delle governance, ad una eliminazione delle potestà pubbliche e dei correlati finanziamenti, con la visione delle aree demaniali come un dominio privato e quindi sottoposto al diritto privato con i molteplici contratti su i diritti reali e diritti reali di godimento, all’introduzione di canoni di affitto e non di tariffe concessorie, sull’esercizio organizzato finalizzato alla gestione immobiliare con attività lucrative ed operative, con un capitale sociale indicativo del livello economico della adsp e dove le specificità marittime deriverebbero dal tipo di azioni e di obbligazioni emesse e dal regime tributario da attuare. Il tutto con una ragione sociale capace di esprimere il focus economico trasportisticio della adsp interessata.

Una azienda o meglio una impresa, certamente di capitali e forse anche quotata in borsa con un partenariato che nel tempo e dopo alcuni step, immagino anche misto con percentuali di protezione delle funzioni rivolte al mare ed ai suoi usi pubblici.  E come faremmo di questi tempi dove alcune adsp esprimono bilanci in attivo con decine di milioni di Euro e talaltre sono ancora in fase di strutturazione elementare e di base, e dove la Comunità  Europea spinge a raffica verso la libera concorrenza (salvo poi alcuni rinnovi di decennali di banchine terminaliste). Difficile oggi ed allo stato trovare l’equilibrio del “consumatore”, ovvero degli operatori portuali tutti e delle adsp fagocitate da logiche prettamente pubbliche con leggeri spunti in campo imprenditoriale, frenati proprio dalla assenza di norme di copertura e dal poter, come per incanto, considerare le concessioni demaniali come ascritte nelle file della pari patrimonializzazione …in partita di bilancio!

D’altro canto l’uso dello strumento degli accordi -decisori od istruttori di contemporanea valutazione di interessi pubblici-, al fine di emettere atti provvedimentali, intesi come accordi integrativi in ossequio alla legge 241/90 art. 11 al fine di produrre il rilascio delle concessioni di aree e banchine demaniali pubbliche, complica molto la realizzazione di un nuovo modello societario che se pur conforme ad uno spirito imprenditoriale più euristico, oggi si scontra con le strutturazioni amministrative legate a logiche potestative tipiche dell’ente pubblico.

Anche i limiti sul numero del rilascio delle concessioni demaniali rispetto ai richiedenti evitando situazioni di anomale posizione dominanti , mal si attanaglia con le dinamiche imprenditoriali che tengono conto di parametri dei mercati. Dinamiche oggi ferme al richiamo della giustizia amministrativa nel mentre la persecuzione del diritto vedrebbe rivolgersi alla giustizia ordinaria articolata ed orientata su posizioni soggettive classiche.

Insomma davvero un mare, non calmo, di problematiche di diritto sostanziale e processuale con un unico minimo comune multiplo :il tempo è maturo per ridefinire nei prossimi mesi ed anni, il nuovo vero vestito dei porti da, semplificando, bene demaniale ad oggetto fondante dello statuto di una società di capitali, con tutte le inimaginabbili -oggi- conseguenze sui benefici economici che simile mercato creerebbe nel mondo, di per sé complesso e dinamico, degli usi del mare, delle sue banchine e dei suoi terminal, dando allo stato e quindi alle sue Adsp un ruolo imprenditoriale ed aziendalistico che superebbe l’attuale impostazione che spesso contrasta con la velocità dello shipping. Buon vento ai porti. E rotta salda verso una Italia integrata nel sistema della logistica della “vicina” Europa.

Teodoro Nigro

Petite Terrible è la prima Campionessa Italiana J/70

MALCESINE – Il Lago di Garda dà il meglio di sé nell’ultima giornata del Campionato Italiano J/70 di Malcesine, permettendo ai settantaquattro equipaggi provenienti da quattordici paesi del mondo, riunitisi in Italia per la terza frazione della J/70 Cup, di sperimentare la forza del Peler mattutino, costante fino a quasi mezzogiorno con raffiche oltre i venti nodi.

Dopo una serie di nove regate, a conquistare il primo titolo di Campione Italiano J/70 è stato l’equipaggio di Petite Terrible-Adria Ferries (11-5-3 i parziali odierni) della due volte campionessa europea Claudia Rossi: “Di rientro dal campionato europeo, siamo felici di essere saliti sul podio qui a Malcesine e di esserci classificati al primo posto tra gli equipaggi composti da velisti Italiani. Onore ai vincitori della tappa su Calvi Network, che hanno portato a termine una serie di regate dai risultati ineccepibili. A Trieste ci aspetta un finale di stagione molto combattuto” ha commentato l’armatrice anconetana al rientro in banchina.

Come da normativa FIV, infatti, il titolo di Campione Nazionale è stato assegnato al primo equipaggio interamente composto da velisti Italiani, mentre la vittoria dell’evento, terza frazione del circuito nazionale open J/70 Cup, è andata a Calvi Network (5-17-2) di Gianfranco Noè: “Il gioco di squadra ha fatto la differenza per il successo in questa tappa valida anche come Campionato Italiano J/70: l’equipaggio è stato più unito che mai e ciò ci ha permesso di recuperare punti importanti nel ranking stagionale in vista della fine del circuito” ha dichiarato a margine della cerimonia di premiazione.

Una serie di piazzamenti particolarmente consistenti, quelli messi a segno da Calvi Network, che gli hanno consentito di lasciarsi alle spalle l’imbarcazione monegasca Mascalzone Latino di Vincenzo Onorato (3-7-4), che ha commentato: “Finalmente, dopo mesi di lavoro intenso, siamo riusciti a cogliere un risultato importante anche in questa Classe nella quale mi diverto molto. La barca mi piace, è divertente, la flotta numerosa e molto competitiva, il livello di equipaggi e timonieri molto alto. I ragazzi a bordo, Paul Goodison, Flavio Favini, Matteo Savelli, Stefano Ciampalini e Giulia Masotto hanno fatto un ottimo lavoro, sono stati capaci di metterci nelle condizioni di competere con i primi. Questo secondo posto è un risultato che ci dà morale e fiducia per il proseguo della stagione”. Terzo gradino del podio overall per la sopracitata Petite Terrible di Claudia Rossi.

La classifica Corinthian incorona Noberasco DAS (9-13-16) di Alessandro Zampori come primo Campione Italiano della storia della Classe J/70, mentre la vittoria della terza frazione del circuito va all’entry russa Joyfull (42-14-17) di Denis Cherevatenko, al comando della divisione riservata ai non professionisti sin dalla prima giornata di regate. Secondo posto nella classifica Corinthian per il già nominato Noberasco DAS e medaglia di bronzo per La Femme Terrible (26-35-11) di Paolo Tomsic e Mauro Brescacin.

Dopo una pausa estiva, la stagione organizzata da J/70 Italian Class riprenderà da Trieste, nel weekend tra il 7 ed il 9 settembre: in quell’occasione, si determinerà il vincitore del circuito J/70 Cup 2018. La classifica generale dopo tre eventi è guidata da Calvi Network con 71 punti, seguito da Enfant Terrible con 76 e da Petite Terrible con 93.

LA SENTENZA DEL TAR ABRUZZO E I LIMITI DI OPERATIVITA’ DELLA DIRETTIVA BOLKESTEIN

BRINDISI – Un ulteriore – per non dire “l’ennesima” – pronuncia della Giustizia amministrativa va ad ingrossare le fila della giurisprudenza nostrana in tema di applicabilità della Direttiva 2006/123/CE (meglio nota come Direttiva “Bolkestein”) nei confronti delle concessioni demaniali marittime: si tratta della sentenza n. 271/2018 del TAR Abruzzo L’Aquila la quale, pronunciata solo poche settimane fa, presenta aspetti a dir poco inediti nella misura in cui ridefinisce l’operatività della Direttiva Bolkestein rispetto a tutte quelle concessioni demaniali marittime rilasciate prima dell’anno 2006.

Si venga all’occasione: nell’anno 2015 il titolare di uno stabilimento balneare, in forza di una concessione demaniale marittima rilasciata nel 2002 dalla Regione Abruzzo, aveva presentato al Comune di Giulianova una domanda di prolungamento della propria concessione sino all’anno 2035.

La concessione de quo, difatti, era stata rinnovata con scadenza al 31 dicembre 2020 e, a giudizio dello stesso concessionario, non gli sarebbe stato possibile ammortare entro quella data gli investimenti – siamo nell’ordine dei cinquecentomila Euro – compiuti per la realizzazione dello stabilimento balneare.Il Comune di Giulianova, una volta incamerata l’istanza di prolungamento, aveva chiesto lumi alla competente Agenzia del Demanio. A distanza di alcuni mesi l’Agenzia del Demanio aveva espresso il proprio diniego alla domanda di prolungamento, costringendo in tal modo lo stesso concessionario a ricorrere innanzi al Tribunale amministrativo.

Investito della questione, il TAR Abruzzo L’Aquila ha esaminato le motivazioni del ricorso procedendo ad una rilettura dei mutamenti normativi intervenuti a partire dall’anno 2006.Dopo l’entrata in vigore della Direttiva Bolkestein il D.L. n. 194/2009 aveva previsto la soppressione, rispettivamente, del c.d. Diritto d’insistenza (vale a dire, quel diritto di preferenza riconosciuto al concessionario uscente nell’ipotesi di rinnovo del titolo concessorio) e del regime di proroga automatica delle concessioni demaniali ai sensi dell’articolo 37, comma 2, del Codice della Navigazione.

Nell’abolire il Diritto d’insistenza il Legislatore nazionale aveva poi garantito una ultima proroga sino al 31 dicembre 2015 – poi, successivamente, slittata al 31 dicembre 2020 – per le concessioni demaniali rilasciate in epoca anteriore al 31 dicembre 2009 (come nel caso in esame).Al momento della conversione in legge del D.L. n. 194/2009, la Legge n. 25/2010 aveva previsto due espresse clausole di salvezza: la prima clausola aveva tentato invano di salvare il regime del rinnovo automatico delle concessioni demaniali turistico-ricreative (v. art. 10, L. n. 88/2001); la seconda, invece, aveva fatto salvo il rilascio di concessioni pluriennali in considerazione degli investimenti compiuti (v. art. 3, comma 4 bis, D.L. n. 300/1993).

Ovviamente l’introduzione, specie della prima clausola di salvezza, non poteva non passare inosservata alla Commissione Europea la quale, consapevole del rischio che il Legislatore nostrano potesse reintrodurre un meccanismo di rinnovo automatico delle concessioni, metteva così in mora il Governo italiano.Quest’ultimo, pur di scongiurare l’avvio di una procedura d’infrazione, aveva deciso nel 2011 di eliminare la prima clausola di salvezza e, conseguentemente, abrogare il regime di rinnovo automatico di sei anni in sei anni delle concessioni demaniali turistico ricreative (v. art. 10, Legge n. 88/2001).

Ebbene, secondo quanto rilevato dai giudici abruzzesi, non risulta che nel 2011 il Legislatore nazionale abbia inteso abrogare anche la seconda clausola di salvezza, vale a dire quella riguardante il rilascio di concessioni pluriennali in considerazione degli investimenti compiuti (v. art. 3, comma 4 bis, D.L. n. 300/1993). Come è noto, nel 2016 la CGUE (Corte di Giustizia dell’Unione Europea) ha sancito che “le disposizioni nazionali che consentono la proroga generalizzata ed automatica delle concessioni demaniali fino al 31 dicembre 2020 contrastano con l’ordinamento comunitario (v. C-458/14; C-67/15)”.

Allo stesso modo, sottolineano i giudici abruzzesi, la CGUE ha riconosciuto l’esistenza di una proroga delle concessioni demaniali allorquando “sia finalizzata a tutelare la buona fede del concessionario, ossia quando lo stesso abbia ottenuto una determinata concessione in una epoca in cui non era ancora stato dichiarato che i contratti aventi un interesse transfrontaliero certo – come nel caso delle concessioni demaniali – avrebbero potuto essere soggetti a obblighi di trasparenza”. Pertanto il riconoscimento della buona fede del concessionario – prosegue il TAR Abruzzo L’Aquila – va individuato in relazione alla data di entrata in vigore della Direttiva Bolkestein (2006).

Cosicchè, nell’ipotesi in cui sia stata rilasciata una concessione demaniale in una epoca anteriore al 2006, la cessazione anticipata – conformemente al diritto comunitario – della stessa concessione sarà giocoforza preceduta da un periodo transitorio che “permetta alle parti del contratto (concedente/concessionario) di poter scogliere i rispettivi rapporti contrattuali a condizioni accettabili, in particolare, dal punto di vista economico”. Nella vicenda in esame sia il rilascio del titolo concessorio che gli investimenti sono stati compiuti prima dell’entrata in vigore della Direttiva Bolkestein.

Perciò il TAR Abruzzo L’Aquila, considerata la compatibilità della seconda clausola di salvezza con l’Ordinamento comunitario (“le concessioni demaniali turistico ricreative possono avere una durata non inferiore a sei anni e non superiore a venti anni in ragione dell’entità e della rilevanza economica delle opere da realizzare”…ecc.), ha accolto, nei termini e nei limiti sopraindicati, le ragioni del concessionario stabilendo che, nella vicenda in esame, il Comune di Giulianova avrebbe dovuto assentire alla richiesta di proroga della concessione demaniale sino all’anno 2035.

 

Stefano Carbonara

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AZZURRA AL VIA DEL ROLEX TP52 WORLD CHAMPIONSHIP

CASCAIS – La barca simbolo sportivo dello Yacht Club Costa Smeralda si presenta al Mondiale di classe, terza tappa della 52 Super Series, determinata a risalire posizioni in classifica, consapevole del grande valore dei suoi avversari.
Dopo due giorni di allenamento con vento insolitamente leggero per la costa atlantica del Portogallo e una practice race con vento fresco, Azzurra e il suo equipaggio sono pronti per il Rolex TP52 World Championship, terza tappa della 52 Super Series 2018.

La flotta in questa occasione è costituita da nove barche, sono assenti Gladiator e Paprec rispetto alle due tappe in Adriatico, tutte ben determinate a far proprio il titolo iridato e posizionarsi al meglio nella classifica di campionato in vista della quarta tappa, prevista nella seconda metà di agosto a Puerto Portals, sull’ isola di Maiorca. Al comando della classifica generale provvisoria si trova Quantum, tallonato da due team a pari punti: Platoon e Sled. Il primo è il campione del mondo in carica e vicecampione della 52 Super Series, mentre Sled appare in netta crescita da quando sono saliti in pozzetto il tattico Ray Davies e lo stratega Adam Beashel. Quarto posto per Luna Rossa, recente vincitrice della Zadar Royal Cup, che vorrà certamente confermare il suo ottimo stato di forma dimostrato già alla seconda tappa della 52 Super Series.

Per Azzurra si è trattato di un inizio di stagione con luci e ombre: dopo la vittoria nel test event di PalmaVela, ai primi di maggio, Azzurra non è riuscita a trovare il giusto passo con l’avvio del campionato in Croazia, nelle tappe di Sebenico e Zara. Un nuovo assetto dell’equipaggio, brezze leggere e imprevedibili unite ad alcuni inaspettati problemi tecnici hanno relegato Azzurra a metà classifica, posizione certamente inusuale per i campioni in carica della 52 Super Series.

Il campo di regata di Cascais ha sempre visto Azzurra offrire buone performance anche in virtù delle perfette manovre dell’equipaggio con vento forte e mare formato. Ben sapendo quanto tutti i suoi avversari siano altamente competitivi e non concedano nulla, l’equipaggio di Azzurra è consapevole delle proprie capacità e determinato a far bene.Le previsioni meteo per la settimana parlano di vento da Nordovest più intenso domani, con raffiche fino a 25 nodi, mentre per il resto della settimana dovrebbe soffiare tra i 15 e i 20 nodi. Condizioni ben diverse da quelle riscontrate in avvio di stagione e decisamente più consone ad Azzurra.

Così si è espresso lo skipper, Guillermo Parada: “Siamo al via di un nuovo Campionato Mondiale che ci offre la possibilità di fare una buona settimana e invertire la tendenza negativa di questa prima parte del campionato. Stiamo lavorando molto per analizzare gli errori commessi e siamo fiduciosi di poter navigare meglio. In passato questo campo di regata si è mostrato congeniale alle nostre caratteristiche e vorremmo approfittarne per rientrare in lotta per la stagione”.

“Una squadra ha bisogno di sentire il supporto dei propri tifosi soprattutto quando deve recuperare, ed è questo il caso della nostra Azzurra alla vigilia del Rolex TP52 World Championship di Cascais – ha affermato Riccardo Bonadeo, commodoro dello YCCS. Il nostro cuore è vicino ai velisti e alla famiglia Roemmers, sappiamo quanto stiano lavorando duramente e siamo certi che il loro sforzo verrà premiato”.

Il segnale di avviso verrà dato alle ore 13 locali, le 14 in Italia. Le regate potranno essere seguite sia con il Virtual Eye che in diretta con commento in inglese sul sito www.52superseries.com oppure su www.azzurra.it

2018 YOUTH SAILING WORLD CHAMPIONSHIP: oggi le prime regate

CORPUS CHRISTI – Cominciano oggi, alle 12.00 ora locale (18.00 in Italia), le regate del 48esimo Campionato Mondiale di Vela Giovanile con 382 giovani atleti tra i 16 ed i 19 anni, provenienti da 66 Nazioni, che si sfideranno fino a venerdì 20 luglio nelle acqua americane del Golfo del Messico a Corpus Christi, in Texas.

Il Campionato Mondiale di Vela Giovanile è l’evento più importante per ogni giovane velista che sogna le Olimpiadi, la Coppa America o di fare di questo sport una carriera. Trai vincitori delle passate edizioni si possono annoverare Ben Ainslie, Russel Coutts e più recentemente Peter Burling.

Tra i medagliati dello Youth Sailing World Championship dell’anno scorso, che si era tenuto a Sanya in Cina, ci sono anche due italiani. Giorgia Speciale (SEF Stamura) è qui per cercare di conquistare la medaglia d’oro negli RS:X che ha perso l’anno scorso all’ultima prova dopo una lunga battaglia con l’inglese Emma Wilson. La nostra Speciale si è dovuta accontentare dell’argento dopo aver fatto seconda all’ultima prova dietro alla Wilson.
Anche Guido Gallinaro (FV Riva) ritorna con il Laser Radial maschile per provare a vincere una medaglia di diverso colore: l’anno scorso è stata di bronzo a soli sei punti dal vincitore.

Gli altri italiani presenti sono nei 29er Federico Zampiccoli con Luca Fracassi (CV Arco) e Michelle Waink con Claudia Gambarin (CV Gargnano), nei 420 Matthias Menis con Nicolas Starc (SV Barcola e Grignano) e Giorgia Sinigoi con Sara Zuppin (YC Cupa/CN Sirena), nei Laser Radial femminili c’è Federica Cattarozzi (CV Torbole), negli RS:X maschili troviamo Nicolò Renna (Circolo Surf Torbole) e nei Nacra 15 ad equipaggio misto ci sono Andrea Spagnolli con Giulia Fava (FV Malcesine/ AV Civitavecchia).

Alessandra Sensini, direttore tecnico giovanile FIV:“Finalmente si inizia, con la regata di prova abbiamo preso confidenza con il campo di regata e i ragazzi hanno avuto subito un buon feeling, per tutta la settimana le previsioni danno vento sui 16 nodi in aumento nel corso del pomeriggio con onda corta e ripida dovuta al basso fondale della baia, condizioni che richiederanno una buona preparazione tecnica ed atletica anche considerato il caldo e l’altissima percentuale di umidità. Con 66 nazioni presenti ci sono i migliori Under 19 del mondo, i nostri ragazzi sono pronti e determinati a dare il loro meglio”

Le regate partono oggi alle 12.00 ora locale (le 18.00 in Italia) con 29er femminili, 420 e Laser Radial maschili, sui tre campi di regata, e andranno avanti fino alla tarda notte di venerdì 20 luglio.

Campionato europeo Ufo 22: vince Frisbee

CHIEMSEE – Nelle acque del Chiemsee, in Germania, si è concluso il Campionato Europeo Ufo 22 del 2018, che ha visto trionfare Frisbee di Michele Magagna, con Davide Bianchini al timone. Un ottimo secondo posto per GMT Econova di Giorgio Zorzi, mentre, al terzo posto della classifica troviamo Wendl, di Günther Wendl.

Il primo segnale di avviso sarebbe stato in programma per le ore 10:00, ma nel corso della mattinata il vento ha continuato a saltare, variando sia nell’intensità che nella direzione, e impedendo ai partecipanti di completare le restanti prove.Nella terza giornata di gara, dunque, nessuna prova è stata portata a termine. Alle 13:30 la giuria ha deciso di mandare tutti a terra e procedere con le premiazioni.

L’europeo si conclude quindi con 6 prove correttamente disputate, tutte vinte dal Campione Europeo 2018: Frisbee, ITA 049.
Le premiazioni si sono svolte presso il Chiemsee Yacht Club, che ha offerto ai presenti un rinfresco di saluto a base di specialità bavaresi e cocktail UFO, creati in onore dei regatanti.

«Nonostante l’ultima giornata, il bilancio dell’evento è nettamente positivo – ha commentato Giovanni Pezzoni, presidente della classe – abbiamo apprezzato molto la grande ospitalità e ottima organizzazione da parte del Chiemsee Yacht Club». Il presidente della classe invita tutti a partecipare al Campionato Italiano che si svolgerà dal 14 al 16 settembre a Bogliaco.

I prossimi appuntamenti per gli UFO 22 sono le classiche regate del Garda: il trofeo Gorla (1 e 2 Settembre) e la Centomiglia del Garda (8 e 9 settembre), a cui gli Ufetti parteciperanno in massa. A breve la classe pubblicherà il programma delle manifestazioni.

DAL 20 AL 22 LUGLIO LA SOLIDARIETA’ VELEGGIA SUL VERBANO

VARESE – Manca esattamente una settimana all’inizio del  Trofeo “Match Race Giacomo Ascoli”, appuntamento di solidarietà sul lago Maggiore che si ripropone quest’anno per la sua quarta edizione e che si svolgerà, dal 20 al 22 luglio, a Laveno Cerro.

Un fine settimana di regate proposte con la formula match race, che vedrà sfidarsi sul campo di regata della sponda lombarda del Verbano 8 equipaggi – a bordo di imbarcazioni H22 – composti da 4 membri oltre allo skipper. Le regate saranno seguite dell’emittente locale “Telesettelaghi” che riprenderà le fasi della competizione che saranno successivamente proiettate su grande schermo a terra,con  interviste durante fasi delle varie  prove, mentre Claudio Mazzanti e Gianni Armiraglio, giornalisti di grande esperienza nel campo della vela agonistica, faranno la radiocronaca dal vivo.

I team leader che quest’anno hanno confermato la loro partecipazione sono Fabio Ascoli, Aldo Bottagisio, Flavio Favini, Marco Fizzotti, Luca Marolli, Enrico Negri, Pietro Nicolini e Roberto Spata,tutti velisti di chiara fama sia a livello nazionale che internazionale, mentre l’organizzazione tecnica sarà seguita da Alfio Lavazza, Tiziano Nava, Marco Bellorini e da Roberto Tommasi per il Circolo Velico Medio Verbano di Cerro.

Il programma prevede:
·      venerdì 20 luglio alle ore 19.30 cena presso l’Associazione Velica Monvalle, nel corso della quale verranno effettuati gli abbinamenti fra skipper ed equipaggi.
·      sabato 21 luglio presso il Circolo Velico Medio Verbano di Cerro alle ore 8.30 inizio del programma sportivo, con i voli stabiliti con il Comitato di Regata.

·      A fine giornata Cena di gala  presso il Palazzo Perabò di Cerro, nel corso della quale saranno proiettate le immagini delle regate disputate durante il giorno e le interviste ai concorrenti.

·      Le regate proseguiranno per tutta la giornata di domenica 22 luglio, sempre a partire dalle ore 8.30  e sullo stesso campo di regata, posizionato nello specchio di lago antistante Cerro.A conclusione delle prove ,alle ore 17.30, si svolgerà la cerimonia di premiazione a Palazzo Perabò, con un rinfresco per amici e partecipanti.

Per tutta la durata della manifestazione negli spazi a terra saranno allestiti punti di informazione e di raccolta fondi, grazie alla presenza degli amici e volontari della Fondazione che allestiranno anche laboratori per bambini.

L’evento nasce con l’intento di raccogliere fondi a sostegno dei progetti della Fondazione Giacomo Ascoli, che dal 2006 si prende cura dei bambini affetti da malattie onco-ematologiche e delle loro famiglie e sostiene la ricerca scientifica in questo campo.

Euro Cup 2018 Ufo 22: oggi giornata conclusiva

CHIEMSEE – Ieri al termine della seconda giornata dell’Euro Cup 2018 della classe Ufo 22, la classifica provvisoria vede un podio che risveglia l’orgoglio italiano: in testa alla classifica troviamo ancora Frisbee, ITA 049, di Michele Magagna, che si è aggiudicato la vittoria di tutte le prove disputate. Al secondo e al terzo posto seguono, rispettivamente, GMT-Econova, ITA 122, di Giorgio Zorzi e Wendl, AUT 114, di Günther Wendl.
Alle 13:30 è stato dato il segnale di avviso della prima prova, e i regatanti hanno ripreso a sfidarsi, portando regolarmente a termine tre prove nel corso del pomeriggio.

Per le prime due prove i regatanti si sono dovuti confrontare con una leggera brezza, simile a quella della prima giornata di gara.La seconda prova, in particolare, è stata oggetto di protesta da parte di qualche equipaggio, poiché molti non hanno visto la yankee con l’obbligo del salvagente da indossare.

Il vento è improvvisamente cambiato tra la seconda e la terza prova, a causa di temporali nei dintorni, arrivando a raggiungere una velocità di quasi 30 nodi.L’ultima prova della giornata, disputata dopo una breve attesa, è stata caratterizzata da una bella aria tesa.
Dopo la conclusione delle prove i regatanti si sono goduti una tipica cena bavarese presso il ristorante del Chiemsee Yacht Club.

Dall’inizio della competizione sono state regolarmente disputate sei prove, con l’introduzione dello scarto (previsto, da regolamento di gara, al completamento della quarta prova).
Il primo segnale di avviso di oggi è in programma per le ore 10:00. Nel corso della giornata si potranno disputare un massimo di tre prove, e non sarà dato alcun segnale di avviso dopo le ore 14:00.

L’ultima giornata del campionato sarà determinante per l’assegnazione del titolo Europeo 2018.La premiazione si terrà presso il Chiemsee Yacht Club, e sarà seguita da un rinfresco a base di prodotti tipici bavaresi.

MARINA MILITARE: CONCORSO NAZIONALE A PREMI PER TESI DI LAUREA

ROMA – Si è chiuso il 30 giugno scorso il termine per la presentazione degli elaborati del concorso a premi, bandito a gennaio 2018 dallo Stato Maggiore della Marina Militare per Tesi di Laurea sul tema “La Marina Militare nella storia contemporanea” e aperto a tutti gli studenti universitari.

Dopo diversi anni di pausa, questa edizione del concorso può essere considerata di grande successo visto che ha registrato la più alta partecipazione di laureandi mai ottenuta prima: sono stati infatti ben 25 gli studenti iscritti da nove dei più prestigiosi atenei italiani che hanno presentato elaborati su vari argomenti riguardanti la Marina Militare.Le tesi in concorso saranno valutate, nei prossimi giorni, da una Commissione esaminatrice presieduta dal Capo dell’Ufficio Storico della Marina Militare e composta dagli storici navali e accademici membri del Comitato Consultivo, organo collegiale di consulenza storico-scientifica dell’Ufficio Storico della Marina Militare.

Formazione, preparazione professionale del personale, mezzi, materiali, infrastrutture, “potere marittimo”, dottrine operative e logistiche fino all’analisi del pensiero strategico di studiosi nazionali e stranieri sono stati i temi toccati dai partecipanti che hanno ben interpretato l’intento del concorso ideato dalla Marina Militare, nell’alveo delle attività e delle collaborazioni con il mondo accademico, per stimolare una discussione qualificata circa l’importanza della marittimità per il nostro Paese e del ruolo e le funzioni della Forza Armata nel settore della sicurezza marittima, della salvaguardia degli interessi nazionali e del comparto duale e complementare a supporto alla collettività.

L’esito del concorso sarà pubblicato sul sito internet della Marina Militare entro il 30 novembre prossimo, mentre la proclamazione ufficiale dei vincitori e la consegna dei premi avverrà nell’ambito di una cerimonia che si terrà il prossimo mese di dicembre. Gli elaborati presentati potranno anche essere selezionati dall’Ufficio di Pubblica Informazione e Comunicazione della Marina Militare per la successiva pubblicazione, integrale o parziale, su prodotti editoriali come riviste o libri editi dalla Forza Armata.

IL NAUTILUS Anno 13 N°2

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato ad Assologistica e alle idee per il futuro messe insieme dall’associazione di categoria: le commissioni interne hanno espresso i loro orientamenti in maniera dettagliata e su questo tracciato si disegnano le decisioni future. All’interno di questo numero troverete anche tante informazioni sui porti di Livorno, Piombino, Trieste, Civitavecchia, Venezia e Genova ma anche le direttive internazionali sull’utilizzo di Gnl per uso energetico e la Brexit.
poseidone danese

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