QUATTRO WILD SPIRITS OLANDESI DOMANO LA TALISKER WHISKY ATLANTIC CHALLENGE

ANTIGUA – Il team Dutch Atlantic Four è il primo classificato della Talisker Whisky Atlantic Challenge, diventando il primo equipaggio olandese a vincere quella che è giudicata la gara di canottaggio più dura al mondo. Il quartetto ha dimostrato coraggio e determinazione necessari per superare le durissime condizioni atmosferiche e superare l’Oceano Atlantico, tagliando il traguardo con un tempo di 34 giorni, 12 ore e 9 minuti.

Marcel Ates (58), Erik Koning (51), Bart Adema (34) e David de Brujin (33) sono arrivati sulle coste di Antigua questa notte, accolti da una folla di amici, familiari e persone della piccola isola caraibica, che attendevano con il fiato sospeso il loro arrivo. Vincendo le onde e il vento lungo una tratta di più di 3000 miglia, i Dutch Atlantic Four hanno saputo conquistare il primo posto grazie ad un’incredibile resistenza mentale e fisica. Gli olandesi hanno mantenuto la prima posizione battagliando lungo la rotta con due equipaggi britannici, gli Oar Inspiring e i Nauti Boys, riuscendo a staccare gli inseguitori attesi all’arrivo in serata, a meno di 24 ore di distanza dai vincitori per una gara entusiasmante fino all’ultimo.

“La gara è stata davvero provante, più di quanto ci aspettassimo, ma ne siamo usciti assieme, come team, provando un rinnovato rispetto per l’oceano, questo enorme pista dove noi, su una piccola imbarcazione, siamo riusciti a danzare su ogni onda. Gli equipaggi britannici ci hanno dato davvero filo da torcere, ma ciò ci ha spinto a dare il massimo e spingerci oltre i nostri limiti; dopo il primo checkpoint abbiamo capito che eravamo davanti e ci siamo ripromessi di difendere il vantaggio come leoni. È stata davvero un’avventura unica, di quelle che ti cambiano la vita, un’opportunità per uscire dalla quotidianità e raggiungere un traguardo incredibile, impensabile” ha dichiarato Marcel, skipper del team olandese.

Tutti i membri degli equipaggi avevano fatto esperienza sulle acque dei fiumi in passato, ma questa gara è stata la prima volta nell’oceano per ciascuno di loro, qualcosa di completamente diverso da tutto ciò a cui erano abituati. Tra i membri del Dutch Atlantic Four figurano un Art Director (David), un Project Manager (Bart), un apicoltore e proprietario di una fattoria (Erik) capitanati da un appassionato di sport acquatici (Marcel) che, così come gli altri team, hanno trovato nella gara un’occasione per sensibilizzare e raccogliere fondi a favore di cause benefiche. Gli olandesi hanno attraversato l’Atlantico in nome di Precious Plastic, una comunità globale formata da centinaia di persone che lottano contro l’inquinamento della plastica, aiutando a tenere puliti i nostri mari e proteggendo l’ambiente, e Kika, un’associazione che promuove la ricerca medica focalizzata sull’infanzia.

La Talisker Whisky Atlantic Challenge è un’esperienza assolutamente unica, in grado di cambiare la vita. Ogni partecipante brucia circa 8.000 calorie al giorno, perdendo approssimativamente il 20% del peso corporeo durante la gara. Oltre alla sfida dal punto di vista fisico, gli atleti devono collaborare per rimanere mentalmente forti, soprattutto perché trascorrono il giorno di Natale e la vigilia di Capodanno lontani dalle famiglie durante questa sensazionale avventura, che dura dai 35 ai 90 giorni. Nelle avversità, sono inoltre testimoni di momenti mozzafiato, a stretto contatto con la natura, immersi nella straordinaria vita marina e in tramonti spettacolari.

Lisa Everingham, Global Talisker Marketing Manager, commenta così: “Siamo molto felici per i Dutch Atlantic Four e ammiriamo la loro determinazione in ogni momento della gara che li ha portato a vincere questa edizione. È stato un vero privilegio non solo sostenerli in quest’avventura capace di cambiare la vita, ma anche aver preso parte al loro viaggio. Questa gara è davvero unica, spinge i partecipanti a spogliarsi delle vesti della vita frenetica di tutti i giorni, per riabbracciare la natura e riscoprire ciò che più conta.”

La Talisker Whisky Atlantic Challenge è un’esperienza unica, che riesce a cambiare la vita delle persone che ne prendono parte. Alcuni dati significativi:
Distanza: 3,000 miglia dalle coste de La Gomera, Isole Canarie, attraverso l’Oceano Atlantico sino a English Harbour, Antigua
Numero di team: 28, con 88 rematori totali
Nazioni partecipanti: Regno Unito, Stati Uniti, Francia, Sud Africa, Olanda, Danimarca, Australia, Nuova Zelanda, Belgio, Bermuda & Antigua
Consumo calorico: 8,000 al giorno, perdita del 20% del peso corporeo durante la gara
Motivazioni: Ogni team raccoglierà i fondi da donare a favore di una causa, che li spronerà a proseguire l’avventura di una vita.

Nauticsud: overbooking per l’edizione 2019

NAPOLI – A  meno di un mese dall’inizio della 46.ma edizione del Nauticsud, in programma dal 9 al 17 febbraio p.v., il salone internazionale della nautica registra già un segnale di crescita. L’esposizione, organizzata dalla Mostra d’Oltremare con l’ANRC (Associazione Nautica Regionale Campana), accoglierà oltre 220 espositori con un incremento del 10% di imbarcazioni presenti in fiera.

Numerosi i cantieri nazionali che hanno confermato la loro partecipazione, come: Azimut, Fiart Mare, Nautica Salpa, Bavaria, Granchi, RioYacht, Rizzardi e Cantieri Esposito, Italiamarine e Pirelli, Sacs e BWA, a dimostrazione del trend di crescita, per interesse e vendita, della Fiera partenopea. Il giorno 1° febbraio, presso la Camera di Commercio di Napoli, si svolgerà la conferenza stampa di presentazione del Nauticsud, durante la quale il consigliere delegato della Mostra d’Oltrermare, Giuseppe Oliviero ed il presidente dell’ANRC, Gennaro Amato, esporranno i contenuti della 46.ma edizione.
“Siamo più che soddisfatti del lavoro svolto per preparare questo importante appuntamento della nautica – afferma Gennaro Amato, presidente ANRC – che vede oltre 50mila metri quadri espositivi venduti, ma soprattutto che presenta l’intera filiera della nautica, tanto da rendere over booking l’area espositiva della Mostra d’Oltremare”.
La 46.ma edizione del Nauticsud infatti registra, già dal mese di novembre, completi i nove padiglioni coperti e persino l’intera area esterna del Viale delle 28 Fontane e quella dell’ingresso principale (Piazzale Tecchio), un segnale che dimostra l’ottimo lavoro svolto da ANRC e Mostra d’Oltremare.
“Abbiamo riscontrato un rinnovato protagonismo del settore della nautica – dichiara Giuseppe Oliviero, consigliere delegato MdO – che si affaccia ad uno scenario sempre piu internazionale, mostrando al Nauticsud il meglio di sé”.

Sindaco di Bitonto e Presidente dell’AdSP MAM a confronto per la ZES interregionale Adriatica

BARI – Il presidente dell’AdSP MAM, Ugo Patroni Griffi, ha incontrato questa mattina il sindaco di Bitonto, Michele Abbaticchio, per fare il punto sull’istituzione della ZES interregionale Adriatica e per individuare le linee guida da perseguire per l’adozione del kit localizzativo.
Il comune dell’area Metropolitana di Bari, infatti, ha deciso di imprimere un’accelerata amministrativa, finalizzata a redigere e adottare, in tempi stretti, il kit localizzativo.

Le ZES, infatti, saranno capaci di attrarre investimenti solo ove i comuni adottino il kit localizzativo indicato nel piano strategico (un pacchetto di misure incentivanti relative alle imposte locali e alle semplificazioni di competenza, come esenzione IMU, TASI, TARI, ecc).

“Dal Comune di Bitonto un esempio propositivo e propulsivo importantissimo che di fatto accelera il processo per l’istituzione della ZES Interregionale Adriatica- commenta il presidente Patroni Griffi. Sindaco e Consiglio comunale hanno dimostrato di aver compreso appieno i benefici rivenienti dalle Zone Economiche Speciali, per tutto il territorio. Per primi in Italia stanno battendo una traccia da seguire, offrendo la propria esperienza alle altre realtà comunali.”

“Siamo pronti a mettere in rete la nostra esperienza, per tutti gli altri comuni compresi nella delimitazione della ZES Adriatica- commenta il sindaco Abbaticchio. Ci troviamo di fronte ad una svolta epocale per aprire il nostro territorio ad investimenti per un concreto rilancio, in termini produttivi e occupazionali. Chiederò il supporto anche dell’Ufficio del Piano Strategico della Città Metropolitana di Bari, da sempre a disposizione di tutti i comuni dell’area. Come amministratori abbiamo il dovere di agire, e di farlo in tempi brevi.”

Al termine del proficuo incontro, il presidente Patroni Griffi ha garantito il proprio supporto alla task force comunale che il sindaco Abbaticchio istituirà nei prossimi giorni, finalizzata all’elaborazione di una delibera consiliare di adozione del kit localizzativo.

IL CENTRO VELICO CAPRERA PROMUOVE LA VELA CON ISSA AL BOOT DI DÜSSELDORF

MILANO – Il Centro Velico Caprera partecipa con l’International Sailing School Association (ISSA) a Boot Düsseldorf, il più importante salone nautico indoor, in scena dal 19 al 27 gennaio in Germania, confermando il proprio impegno nella divulgazione e nell’insegnamento della pratica velica che, dal 1967, ha potuto trasmettere ai suoi 120mila allievi.

In occasione di questo appuntamento, il Centro Velico Caprera è presente presso lo spazio espositivo di ISSA (pad. 14 – stand C43) per promuovere le best practices che condivide con l’associazione costituita nel 1969. Quella di Caprera, infatti, è una delle 3.500 scuole appartenenti all’autorevole network.

Con una straordinaria passione per l’arte della marineria e un modello innovativo di sostenibilità, il Centro Velico Caprera si fa carico di conservare la biodiversità del territorio in cui è inserito, l’arcipelago di La Maddalena, e valorizzare una collettività sempre più ampia di allievi, che contempla anche progetti di velaterapia.Il tratto di mare del Centro Velico Caprera è una vera e propria palestra naturale per la pratica marinara perché presenta condizioni di vento e di mare uniche nel Mediterraneo. Questo è il luogo ideale per muovere i primi passi, crescere e perfezionarsi nella formazione velica, in una delle basi più belle del mondo.  La scuola è aperta ad allievi di ogni età e competenza offrendo un percorso formativo di tre livelli, sia su deriva che cabinato. Per ogni fascia di alunni, la scuola mette a disposizione gli istruttori più adatti e la flotta di imbarcazioni più stimolante e sicura.

A tal proposito, il boat show di Düsseldorf è anche l’occasione per stringere nuove alleanze e proseguire nel processo di rinnovamento della propria flotta sia in ambito deriva che cabinati.

L’insegnamento della vela, la sua pratica e lo stile di vita alla base di Porto Palma sono intimamente connessi con il rispetto dell’ambiente. Per questo sono stati avviati importanti e concrete iniziative di cooperazione con One Ocean Foundation (www.1ocean.org), il programma di sostenibilità ambientale dello Yacht Club Costa Smeralda impegnato attraverso la Charta Smeralda nel diffondere la salvaguardia del mare anche in ambito nautico, e con CleanSeaLife (www.cleansealife.it), il progetto di sensibilizzazione ambientale e pulizia delle coste e dei fondali finanziato con i fondi LIFE della Comunità Europea. Da ultimo, la scuola di Caprera ha intenzione di ripetere l’ottima esperienza dello scorso anno con il Corso Navigazione e Ambiente, in cui un biologo marino accompagna gli equipaggi alla scoperta dei Parchi Naturali del Nord della Sardegna.Perché il Centro Velico Caprera è innanzitutto una scuola di amore per il mare e la natura.

Porto di Amsterdam: record di trasbordi 2018, 82,3 milioni di tonnellate

GENOVA – Il porto di Amsterdam ha realizzato nel 2018 il record di operazioni di transhipment, per un totale di 82,3 milioni di tonnellate, rispetto agli 81,3 milioni di tonnellate dell’anno precedente. Insieme agli altri porti nell’area del Canale del Mare del Nord, il trasbordo totale nel 2018 è stato pari a 101,8 milioni. Lo annuncia una nota.

Il trashipment a IJmuiden è aumentato dell’1% a 18,6 milioni di tonnellate. Beverwijk ha registrato un calo del 9% a 0,7 milioni di tonnellate. Il trasbordo a Zaanstad è diminuito del 30% a 0,2 milioni di tonnellate.
Forte aumento nei container di prodotti agricoli e delle costruzioni. Il massimo storico raggiunto dal porto di Amsterdam è principalmente attribuibile ad un aumento del 19% nel trasbordo di sfusi agricoli a 8,4 milioni di tonnellate e al 68% di crescita nel trasbordo di container. Anche il trasferimento di prodotti da costruzione è aumentato dell’8% a 7,4 milioni di tonnellate.

Nel corso dell’anno le importazioni nel porto di Amsterdam si sono stabilizzate a 50,6 milioni di tonnellate. Le esportazioni, invece, sono aumentate del 3% a 31,7 milioni di tonnellate.

Quanto ai terreni affittati, nel 2018 sono stati affittati 43 ettari totali, rispetto ai 18 ettari del 2017. Grandi lotti di terreno sono stati affittati a società come Fetim (9 ettari), Commodity Centre Netherlands (6 ettari) e Delin (5 ettari). Un certo numero di nuove società, come Integrated Green Energy Solutions (Iges) e Plastic Recycling Amsterdam (Pra), hanno aperto anche sedi su lotti esistenti. “Ciò ha trasformato l’area portuale di Amsterdam – viene segnalato – in un vero e proprio hub circolare per la plastica, con Pra che trasforma la plastica riciclabile in materie prime per nuove materie plastiche e Iges converte le materie plastiche non riciclabili in combustibile marino”.
Rispetto alle crociere, infine, nel 2018 ad Amsterdam sono arrivate 180 navi, con un numero stabile di 425.600 passeggeri.

VARATO AD ANCONA IL SUPERYACHT DI ANDREA MERLONI DISEGNATO DA FLOATING LIFE

ANCONA – È stato varato dal Cantiere delle Marche il M/Y Audace, un Explorer Yacht di quasi 42,8 metri, largo 9,40. Il progetto disegnato da Andrea Pezzini, Ceo di Floating Life (un’azienda-boutique fondata insieme a Barbara Tambani nel 2002 che si occupa a 360° di nautica dalla progettazione, alla charterizzazione, al management sino alla vendita di yacht) insieme all’architetto Mauro Sculli, dello Studio Sculli di Sarzana, nasce dalla stretta collaborazione del team di progettazione con l’armatore stesso.

M/Y Audace nasce dal desiderio di Andrea Merloni, ex presidente Indesit nonché uomo esperto di mare e già armatore di un’imbarcazione di grandi dimensioni, di possedere uno yacht nuovo, da vivere totalmente, intensamente e a lungo, proprio come una dimora, e di poter navigare in tutti i mari del mondo. Intenzione dell’armatore, infatti, è oltre che di passare molto tempo a bordo, di fare crociere nel Mediterraneo, nei Caraibi ma anche di raggiungere il Sudamerica, Panama e il canale di Suez.

Merloni, che ha partecipato attivamente all’ideazione della sua dimora flottante, ha trovato in Andrea Pezzini non solo un abile yacht designer, in grado di interpretare i suoi desiderata, ma anche un capace Project Manager in grado di seguire l’evoluzione in concreto dello yacht. L’armatore desiderava che a bordo ci fosse un intero ponte dedicato al suo appartamento privato, che lo yacht potesse imbarcare una Jeep e una moto per eventuali spostamenti a terra, oltre a due tender di cui uno di 10 metri. Desiderava, inoltre, che fosse uno yacht al contempo molto sociale per poter organizzare eventi e party.

L’armatore di Audace, quindi, ha trovato nella serie K proposta da Pezzini, una piattaforma navale funzionale sulla quale realizzare uno yacht altamente customizzato per realizzare tutti i suoi desideri, che includono (oltre all’appartamento privato completo di living e di piccola cucina, una sorta di “Penthouse”, a 15 metri di altezza realizzata al posto del sundeck), due zone da adibire a discoteca (una altamente insonorizzata e la seconda in una zona semi aperta); a estrema prua, una specie di soppalco leggero e removibile consente l’alloggiamento delle moto d’acqua al di sopra della zona dove si trovano una Land Rover Defender, una moto BMW GS 1200 e un tender di servizio. Auto, moto, tender, jet ski sono varati e alati tramite una gru con portata 2.22 tonnellate. Per gli ospiti vi sono sono 4 grandi cabine, due sul ponte principale e due sul ponte inferiore, tutte con apertura sull’esterno.

Il Cantiere delle Marche, forte della sua esperienza nella realizzazione di Explorer Vessel è riuscito a consegnare uno yacht con tutte le caratteristiche richieste dall’armatore e di altissimo livello.

“Audace è uno yacht dal carattere marcato. È il risultato di un ottimo lavoro di squadra che ha visto un armatore determinato e dalle idee molto chiare, una squadra di progettazione armonica e un cantiere altamente competente e professionale”, dice Andrea Pezzini, Ceo di Floating Life. “Per me è un’emozione forte vedere realizzato questo 42metri della serie K che ho progettato insieme allo Studio Sculli. Rappresenta la summa delle nostre competenze maturate in oltre 35 anni di professione. Soprattutto è la conferma del concetto che sta alla base della linea K, che permette un’elevata personalizzazione, la soddisfazione dei desideri armatoriali e di ottenere barche uniche”.

“È una imbarcazione che bisogna vedere fuori e dentro per poterla capire. È a bordo che esprime completamente le sue potenzialità, perché ha volumi inimmaginabili paragonabili a quelli di un 60 metr.” Dichiara l’architetto Mauro Sculli dello Studio Sculli. Per noi è stata una sfida fantastica, a volte complicata anche nello sviluppo degli interni dove ha prevalso la funzionalità al decoro, e dove le richieste particolari, o meglio “audaci”, dell’armatore, hanno reso il progetto e la sua realizzazione estremamente stimolante; tutti abbiamo speso il massimo delle energie. Il mio studio e Andrea Pezzini siamo felici di essere stati in grado di soddisfare le idee dell’armatore (anche le più bizzarre) mantenendo l’efficienza della barca e in particolare di una carena, che ha preso vita anche dalle competenze acquisite nel settore della vela, in maniera molto corretta.

FINCANTIERI COSTRUIRÀ UNA NUOVA NAVE PER REGENT SEVEN SEAS CRUISES

TRIESTE – Fincantieri e il gruppo americano Norwegian Cruise Line Holdings Ltd. hanno firmato un contratto per la costruzione di una nuova nave da crociera ultra lusso destinata al brand Regent Seven Seas Cruises, con consegna prevista nel 2023. L’accordo ha un valore di circa 474 milioni di euro.

La nuova unità sarà gemella di “Seven Seas Explorer”, che ha preso il mare nel 2016, e “Seven Seas Splendor”, che verrà consegnata nel 2020. Con 54.000 tonnellate approssimative di stazza lorda la nave potrà ospitare a bordo fino a 750 passeggeri, e sarà la sesta nave di sole suite della flotta Regent. Al pari delle gemelle, la nuova unità adotterà le più avanzate tecnologie in tema di protezione ambientale. L’allestimento sarà particolarmente ricercato e sarà prestata molta attenzione al comfort.

“Siamo entusiasti di sfruttare lo straordinario successo di Seven Seas Explorer e Seven Seas Splendor per dare vita a una nuova nave che addirittura stabilirà nuovi livelli di eleganza, lusso e stile”, ha dichiarato Frank Del Rio, Presidente e CEO di Norwegian Cruise Line Holdings Ltd. “Questa unità rafforza ulteriormente il profilo di crescita regolare della nostra società con ordini in essere per tutti e tre i nostri brand, consentendoci di espandere la nostra presenza a livello globale, diversificare ulteriormente la nostra offerta di prodotti e continuare a conseguire ritorni per gli azionisti”.

“Questo accordo è il suggello perfetto del lavoro che il nostro Gruppo ha svolto in questi anni e del ruolo che abbiamo acquisito sul mercato. Siamo capaci di penetrare e mantenere il presidio in ogni nicchia, comprese le più peculiari e competitive come quella dell’ultra lusso in cui opera Regent Seven Seas Cruises, un armatore che fa della qualità il proprio marchio distintivo e che si affida a Fincantieri ancora una volta” ha dichiarato Giuseppe Bono, CEO di Fincantieri. “Per Norwegian Cruise Line Holdings Ltd. oggi abbiamo in portafoglio 10 unità, ben 5 delle quali ottenute addirittura negli ultimi 5 mesi, per tutti e tre i brand del gruppo: un risultato che conferma la forza delle strategie adottate e che ci permette di ribadire una leadership nel settore a livello globale”.

Norwegian Cruise Line Holdings è fra i primi gruppi crocieristici al mondo. Ne fanno parte, oltre a Regent Seven Seas Cruises, i brand Norwegian Cruise Line, per il quale Fincantieri sta sviluppando la nuova classe “Leonardo”, 6 unità con consegne comprese tra il 2022 e il 2027, e Oceania Cruises, per il quale il Gruppo ha annunciato la scorsa settimana 2 nuove navi da crociera di nuova concezione che saranno consegnate nel 2022 e 2025 e che daranno avvio alla “classe Allura”, oltre ad aver costruito “Marina” e “Riviera” rispettivamente nel 2011 e 2012 presso il cantiere di Sestri.

PORTO DI ANCONA: AGGIUDICATO BANDO MERCATO ITTICO

ANCONA – Avrà presto il disegno per il suo futuro il mercato ittico del porto internazionale di Ancona, con un tratto in continuità con l’originale del suo ideatore Gaetano Minnucci e in accordo con le esigenze e le funzioni di una struttura moderna per la città. Il bando per il progetto di ammodernamento è stato aggiudicato al raggruppamento temporaneo di professionisti Acale srl, Gea società cooperativa e Acale studio associato di Ancona.

Il mercato ittico, dove si svolgono le attività di vendita all’asta del pesce, praticate con un sistema elettronico di moderna concezione, si trova nella zona del Mandracchio, di fronte alla Mole Vanvitelliana. L’edificio principale della struttura, con una superficie totale di 2.400 metri quadrati, è stato costruito nel dopoguerra su progetto dell’architetto Gaetano Minnucci, firma del Novecento, protagonista della ricostruzione di Ancona e autore di altre opere di rilievo della città, come la Galleria dorica e la Chiesa del santo Crocifisso nel quartiere Archi.

Alla gara, indetta dall’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale per la ristrutturazione della struttura, hanno partecipato ben 17 società di progettazione di tutta Italia che hanno impegnato fortemente la qualificata commissione giudicante, composta dal soprintendente Archeologia belle arti e paesaggio delle Marche, architetto Carlo Birrozzi, presidente, e dall’architetto Pio Baldi e dall’ingegnere Matteo Graziani.

L’intervento di ammodernamento prevede un investimento complessivo di circa 2,6 milioni di euro. L’incarico economico previsto dal bando, che si è chiuso il 9 marzo, era di 362.303 euro più Iva. È stato aggiudicato per un importo complessivo di 191.622 euro, con un risparmio in sede di offerta del 47,11%. La durata del contratto di appalto è di 500 giorni e prevede il servizio di progettazione definitiva ed esecutiva e la direzione dei lavori, incluso il coordinamento della sicurezza, per l’intervento di ristrutturazione dell’edificio.

L’intervento progettuale, previsto dal bando, ha lo scopo di ristrutturare e qualificare l’edificio ammodernando lo spazio per l’attività di vendita dei prodotti ittici e prevedendo la creazione di aree con funzione ricreativa e turistica così da poter utilizzare il mercato ittico durante l’arco di tutta la giornata. Un luogo della memoria e del lavoro da vivere ogni giorno come comunità, proiettato nel futuro. Il progetto dovrà anche prevedere interventi per l’efficientamento energetico e per potenziare la sicurezza dell’edificio. La firma del contratto avverrà, come da termini di legge, dopo i 35 giorni dall’aggiudicazione dell’appalto.

“Valorizzare la funzione produttiva della struttura, nel rispetto dell’estetica originale, arricchendola anche con altri utilizzi e proiettandola in una visione più moderna ed europea – afferma il presidente dell’Autorità di sistema, Rodolfo Giampieri -, nasce da questo obiettivo il bando per il progetto di ristrutturazione del mercato ittico del porto di Ancona. Un luogo legato ad una delle principali attività dello scalo, quello della pesca, che, nella sua rinascita, può avvicinarsi ancora di più alla fruizione da parte di tutti i cittadini, oltre che a quella degli operatori, dei passeggeri e dei turisti. Una modernizzazione e una valorizzazione di un edificio architettonico contemporaneo che rafforzeranno il legame vitale fra il territorio e il suo porto”.

MARINA MILITARE: IL 18 GENNAIO AL COMSUBIN LA CERIMONIA DI CONSEGNA DEI BREVETTI

LA SPEZIA – Il 18 gennaio 2019 alle ore 12.30 presso il Comando Subacquei e Incursori (COMSUBIN) della Marina Militare a La Spezia, si svolgerà la cerimonia di conferimento dei brevetti da Incursore agli allievi del corso Ordinario 2018, alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, ammiraglio di squadra Valter Girardelli.

Grazie alla possibilità offerta dal concorso per Volontari in Ferma Prefissata di un anno (VFP1), numerosi giovani hanno potuto affrontare l’impegnativo corso formativo della durata di circa un anno – caratterizzato da quattro fasi distinte, durante le quali gli allievi ricevono l’adeguata preparazione fisica e professionale di base necessarie a condurre operazioni subacquee, anfibie e terrestri – che ha portato il Gruppo Scuole di COMSUBIN a brevettare 12 operatori.

I neo incursori riceveranno in occasione della cerimonia l’ambito basco verde ed entreranno a far parte delle Forze Speciali della Marina Militare.Diventare Incursore significa vivere una professione appassionante e unica, con la possibilità di una carriera avvincente e appagante nel Gruppo Operativo Incursori, il reparto di Forze Speciali italiane conosciuto e rinomato in tutto il mondo.

Si può diventare un Incursore della Marina Militare attraverso la frequenza dell’Accademia Navale di Livorno – per la quale è attualmente aperto il relativo bando concorsuale – e delle Scuole Sottufficiali, oppure partecipando ad un apposito concorso per Volontari in Ferma Prefissata di un anno (VFP1) pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale che permette di accedere direttamente alla Scuola del COMSUBIN.

COSIRIFAREIBARI: un Big Bang per un nuovo Universo Sociale

Bari deve guadagnare una nuova “Myra”: i nuovi marinai dovranno, ancora una volta, fare una scelta coraggiosa. A volte cambiare il “punto di vista” è salutare. Siamo abituati a vedere palazzi, negozi…, cielo e mare dal basso, seduti in una scatola detta “auto” che continuamente ci deforma la lettura di un territorio, di una città comprese le relazioni umane. La nostra vita è scandita da un insieme di segnali codificati (semafori, accessi e sosta); oppressi dall’affanno del traffico, dal rumore delle auto bloccate al solito incrocio; tutto questo non ha niente in comune con una mobilità sostenibile.

Mi piacerebbe raggiungere in pochissimi minuti i punti nevralgici di una città; respirare un’altra aria, e osservare una città nuova, fatta di costa e di aree verdi; partire dal porto e giungere subito in stazione ferroviaria, ospedale, borgo vecchio e centro servizi. E’ possibile? Occorre un sistema di trasporto ferroviario di passeggeri e merci dove i convogli  viaggino sopra una sede vincolata -monorotaia- con traiettoria ad anello. Occorrerà volgere la prua della nave-Bari, per conquistare non un mito ma un nuovo orizzonte laico, capace di proiettare la città verso quella dimensione internazionale che è nel cuore di tutti i baresi.

Bari, grande città metropolitana e di mare merita un futuro diverso, con un orizzonte del mare e del cielo che appartengono alle comuni relazioni umane di ogni barese. Una Bari nuova: “cosirifareibari”! Il piano progettuale, rivoluzionario, è dell’ingegner Vito Masi: un impegno professionale per costruire una Bari diversa, libera, vivibile, attraversata da un “fiume verde”, un vero Big Bang per un nuovo Universo Sociale.


“In una realtà come quella della città di Bari – afferma l’ingegnere Masi – collocata al centro di un hinterland metropolitano e di un meridione sempre più ‘desertico’, dove la mancanza di infrastrutture non è che il termometro di una sempre più profonda crisi esistenziale in un Sud marginalizzato nella sua economia e nei suoi valori, non basta ‘pensare‘ ad un Rinascimento virtuale del contesto sociale in cui viviamo, occorre creare concretamente le condizioni per una rinascita vera e duratura del Sistema Paese.” Ed ancora Masi afferma “Perché non esiste un ‘Nord’ senza un ‘Sud’. E non esiste un ‘Sud senza un ‘Nord’.” Ed ecco l’idea progettuale di Masi nel dichiarare che per invertire la tendenza a questo ‘incaprettamento’, occorre dare segnali forti e chiari che diventino simbolo e paradigma di una rinascita da troppo tempo soffocata da burocratismi, mafie e cedimenti striscianti di strati sociali sempre più ampi al malaffare.


“Cosirifareibari” è una strategia che vuole essere una risposta eclatante e rivoluzionaria a tutto questo ed ambisce a diventare il simbolo di una nuova speranza sociale: “Se Io sono cambiato, e Voi siete cambiati, tutto il Mondo può cambiare!” grida Rocky Balboa alla vecchia CCCP, ripiegata su ideologismi arcaici e sclerotizzati.
Stiamo attraversando, un periodo della nostra storia con scenari variabili, da una rivoluzione industriale prima a quell’informatica poi; fasi e declinazioni sociali molto accelerati che richiedono nuove logiche comportamentali flessibili e dinamiche. Una domanda di trasporto pubblico che cresce sempre più; il sistema di movimentazione in uso sul territorio urbano (bus con alimentazione autonoma e tram ad alimentazione elettrica da cavi aerei) sempre più limitato in termini di capacità di trasporto e con costi di gestione elevati (pensiamo a tempi d’attesa, soste, e livelli standard di sicurezza).

Anche il sistema di trasporto extra-urbano incide nel degradare le nostre città (entrata e uscita) e dilatando i tempi di percorrenza da un punto all’altro del territorio cittadino. Tutto questo comporta una sensibile e crescente riduzione delle attività commerciali e produttive, strozzate dalla difficoltà di accesso e parcheggio di utenti e merci, in una città, come Bari, che da sempre trae la sua linfa vitale da commerci e turismo. E ancora vediamo che il borgo murattiano barese è sempre più asfissiato dai rumori, dallo smog, dal traffico, e sembra accelerare la propria auto desertificazione.

Crescono le barriere nelle relazioni sociali di una città perché ci si allontana dai suoni, dai colori, dai silenzi, da quel mondo “a misura d’uomo” necessario per vivere. Crescono i costi ambientali dell’inquinamento acustico, termico e atmosferico generato da una società in cui i “consumi” sostituiscono la quantità alla qualità, le “abitudini di massa” al feed-back della memoria, la droga dell’indifferenza alla fantasia; l’habitat urbano ne esce degradato senza via di ritorno per il vivere quotidiano.

Per cercare un nuovo “punto di vista”, bisogna tener conto che non si può affrontare il “nodo” di Bari senza aver risolto l’equilibrio del borgo, né il borgo può prescindere dalle sue interazioni con la città e il territorio metropolitano; quindi, qualunque intervento teso a riorganizzare parti significative del centro storico deve prima affrontare in maniera radicale e risolutiva il nodo dei flussi di uomini e merci da e per la città. E allora immaginiamo di creare una piastra pedonale attrezzata: sollevata di circa tre metri rispetto al livello stradale; arredata a giardino pensile e connessa con scale mobili e percorsi terrazzati fioriti ai marciapiedi esistenti; sotto scorre il traffico attuale e sopra dotata di monorotaie per il trasporto rapido di massa; fondendo così, integrando piazze, teatri, musei, giardini, mare.

In questa maniera saranno facili nuove percezioni e nuovi scenari, generando un “fiume verde” per consentire di riappropriarsi delle stagioni, del profumo dell’erba, del sorriso di un amico, del canto degli uccelli, di odori e sapori antichi, cioè del riaffermarsi del “se stesso”. Un treno a “mono”-rotaia, come dice la parola stessa, che si muove scorrendo su una trave-guida di supporto e nella versione ipotizzata da due carrozze, lungo poco meno di ventisette mt e che può trasportare fino a 230 passeggeri, di cui trenta seduti.

Calibrata su un totale di 27 Km di tracciato, costituito da 1 anello centrale e tre bretelle di collegamento ai parcheggi perimetrali di scambio per le utenze extraurbane; la cui velocità massima, pari a 80 km/h, è compatibile con una implementazione a scala extrametropolitana -point to point- del sistema per gestire anche il traffico pendolare; ipotizzando di captare per ogni Km di monorotaia l’uno per cento del volume di traffico quotidiano in entrata nell’area metropolitana di Bari e con un ricavo netto superiore a 70 milioni di euro/annui, l’adozione di un people mover con questa tecnologia avrebbe un impatto ambientale nullo (motori elettrici a recupero di energia autoalimentati da pannelli fotovoltaici), ricucendo le periferie urbane con standards eccellenti per comfort, quantità di persone trasportate, certezza dei tempi di trasporto e sicurezza.

Quattro, in sintesi, i punti qualificanti di questo ‘New Deal’:

La Monorotaia: un sistema di trasporto rapido di massa in grado di ridurre i volumi di traffico del 27%, ad emissione nulla e con un utile medio annuo superiore a 70 milioni €, annullando di fatto le distanze tra centro e periferia con un tempo massimo di spostamento non superiore a 30’;

Il Fiume verde: più di 45 Ha di verde nel cuore della città, realizzati al di sopra del fascio di binari che oggi divide in due il territorio cittadino;

La Galleria delle Nazioni: 300.000 mq di spazi espositivi equamente distribuiti tra ‘Oriente’ ed ‘Occidente’ ed uniti da una piazza all’italiana, dove confrontare culture, artigianato, merci, anime. Sulla ‘Via della Seta’;

La Porta della Città: 18.000 mq divisi tra edifici terrazzati, destinati a terziario, residenziale e portuale, (con 22.00 mq a giardino pensile) e 24.000 mq di centro direzionale.

 

Salvatore Carruezzo

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IL NAUTILUS Anno 13 N°4

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato alle crociere con un focus sull'Italian Cruise Watch e l'Ocean Cay di MSC Crociere. Due interviste esclusive ai presidenti di Autorità di Sistema: Pietro Spirito e Sergio Prete. Una riflessione sulla "Rotta Artica" ed un approfondimento sulla fascia costiera brindisina: estetica, criticità ed opportunità. Poi approfondimenti sulle Zes ed un progetto: "COSIRIFAREIBARI" che mira a cambiare il modo di spostarsi in città.
poseidone danese

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